Il Consiglio europeo e il quadro finanziario pluriennale

21-02-2018

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il QFP è stato dotato per la prima volta di una base giuridica nei trattati dell'UE ed è stata introdotta una nuova procedura di adozione. Ora il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, adotta un regolamento che fissa il quadro finanziario pluriennale, previa approvazione del Parlamento. Il QFP post-2020 offrirà la seconda opportunità di integrale applicazione della nuova procedura, dopo i negoziati sul QFP 2014-2020ii. Il trattato di Lisbona ha inoltre riconosciuto il Consiglio europeo quale una delle sette istituzioni dell'Unione europea e ne ha definito il ruolo e i poteri. A norma dell'articolo 15, paragrafo 1, TUE, "il Consiglio europeo dà all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali". Inoltre, il Consiglio europeo "non esercita funzioni legislative". Malgrado tale divieto di esercitare funzioni legislative e nonostante la mancanza di un ruolo formale attribuitogli nell'ambito delle disposizioni finanziarie dei trattati (articoli da 310 a 324, TFUE), il Consiglio europeo, come già accadeva prima del trattato di Lisbona, ha svolto un ruolo centrale nei negoziati sul QFP 2014-2020. Agendo in base alla sua competenza a definire "gli orientamenti e le priorità politiche generali", il Consiglio europeo ha adottato conclusioni dettagliate sul QFP intese a definire i massimali di quest'ultimo e le dotazioni finanziarie per tutte le aree d'intervento nei sette anni di durata del quadro. Nella sua risoluzione del 15 aprile 2014, dal titolo "Negoziati sul QFP 2014-2020: insegnamenti da trarre e prospettive per il futuro", il Parlamento europeo ha definito come motivo di particolare preoccupazione l'impatto della partecipazione del Consiglio europeo nell'ambito delle prerogative legislative del Parlamento.

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il QFP è stato dotato per la prima volta di una base giuridica nei trattati dell'UE ed è stata introdotta una nuova procedura di adozione. Ora il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, adotta un regolamento che fissa il quadro finanziario pluriennale, previa approvazione del Parlamento. Il QFP post-2020 offrirà la seconda opportunità di integrale applicazione della nuova procedura, dopo i negoziati sul QFP 2014-2020ii. Il trattato di Lisbona ha inoltre riconosciuto il Consiglio europeo quale una delle sette istituzioni dell'Unione europea e ne ha definito il ruolo e i poteri. A norma dell'articolo 15, paragrafo 1, TUE, "il Consiglio europeo dà all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali". Inoltre, il Consiglio europeo "non esercita funzioni legislative". Malgrado tale divieto di esercitare funzioni legislative e nonostante la mancanza di un ruolo formale attribuitogli nell'ambito delle disposizioni finanziarie dei trattati (articoli da 310 a 324, TFUE), il Consiglio europeo, come già accadeva prima del trattato di Lisbona, ha svolto un ruolo centrale nei negoziati sul QFP 2014-2020. Agendo in base alla sua competenza a definire "gli orientamenti e le priorità politiche generali", il Consiglio europeo ha adottato conclusioni dettagliate sul QFP intese a definire i massimali di quest'ultimo e le dotazioni finanziarie per tutte le aree d'intervento nei sette anni di durata del quadro. Nella sua risoluzione del 15 aprile 2014, dal titolo "Negoziati sul QFP 2014-2020: insegnamenti da trarre e prospettive per il futuro", il Parlamento europeo ha definito come motivo di particolare preoccupazione l'impatto della partecipazione del Consiglio europeo nell'ambito delle prerogative legislative del Parlamento.