Criminalità organizzata e corruzione: Relazione sul costo della non Europa

10-03-2016

Il presente studio dimostra la necessità di combattere congiuntamente la criminalità organizzata e la corruzione in quanto fenomeni che si rafforzano reciprocamente. I gruppi della criminalità organizzata cercano di regolamentare e controllare la produzione e la distribuzione di un dato bene o servizio in modo illecito. Così facendo, mirano a ottenere uno "strappo alla regola" a loro favore corrompendo i funzionari. La corruzione indebolisce lo Stato di diritto, offrendo di conseguenza alla criminalità organizzata maggiori opportunità per espandere il proprio controllo sull'economia legale e sulla politica o persino per assumere incarichi di governo nelle regioni e nei comuni. Data la natura illecita di tali fenomeni e la necessità di interpretare i dati disponibili in materia di giustizia penale in un contesto più ampio, l'impatto della criminalità organizzata e della corruzione è difficile da misurare. In tali circostanze non è facile valutare con un ragionevole grado di sicurezza il costo generale della non Europa nel settore. Il presente studio illustra tuttavia alcuni scenari che evidenziano il costo della corruzione per l'economia europea. Lo scenario più plausibile evidenzia una perdita economica in termini di PIL compresa tra i 218 e 282 miliardi di euro l'anno. Lo studio si basa anche sulle attuali stime concernenti la dimensione dei mercati illegali, per un valore che si potrebbe aggirare intorno ai 110 miliardi di euro, ed evidenzia gli ingenti costi sociali e politici della criminalità organizzata e della corruzione. Lo studio cerca di stabilire quali siano i potenziali vantaggi che si otterrebbero colmando le lacune ed eliminando le barriere che diminuiscono l'efficacia della lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione all'interno dell'Unione europea. Poiché la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione costituisce una competenza condivisa tra l'Unione europea e gli Stati membri, le stime illustrano i benefici potenziali che potrebbero essere ottenuti congiuntamente migliorando il recepimento e l'applicazione delle norme internazionali ed europee, colmando le lacune legislative ancora esistenti e migliorando il processo di definizione delle politiche e la cooperazione operativa tra le autorità. Laddove possibile, sono stati quantificati i benefici derivanti da politiche specifiche volte a colmare le lacune e a eliminare le barriere nel contesto attuale. Lo studio, sulla base di elementi quantificabili, dimostra che il costo della non Europa in relazione alla criminalità organizzata e alla corruzione ammonta ad almeno 71 miliardi di euro l'anno.

Il presente studio dimostra la necessità di combattere congiuntamente la criminalità organizzata e la corruzione in quanto fenomeni che si rafforzano reciprocamente. I gruppi della criminalità organizzata cercano di regolamentare e controllare la produzione e la distribuzione di un dato bene o servizio in modo illecito. Così facendo, mirano a ottenere uno "strappo alla regola" a loro favore corrompendo i funzionari. La corruzione indebolisce lo Stato di diritto, offrendo di conseguenza alla criminalità organizzata maggiori opportunità per espandere il proprio controllo sull'economia legale e sulla politica o persino per assumere incarichi di governo nelle regioni e nei comuni. Data la natura illecita di tali fenomeni e la necessità di interpretare i dati disponibili in materia di giustizia penale in un contesto più ampio, l'impatto della criminalità organizzata e della corruzione è difficile da misurare. In tali circostanze non è facile valutare con un ragionevole grado di sicurezza il costo generale della non Europa nel settore. Il presente studio illustra tuttavia alcuni scenari che evidenziano il costo della corruzione per l'economia europea. Lo scenario più plausibile evidenzia una perdita economica in termini di PIL compresa tra i 218 e 282 miliardi di euro l'anno. Lo studio si basa anche sulle attuali stime concernenti la dimensione dei mercati illegali, per un valore che si potrebbe aggirare intorno ai 110 miliardi di euro, ed evidenzia gli ingenti costi sociali e politici della criminalità organizzata e della corruzione. Lo studio cerca di stabilire quali siano i potenziali vantaggi che si otterrebbero colmando le lacune ed eliminando le barriere che diminuiscono l'efficacia della lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione all'interno dell'Unione europea. Poiché la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione costituisce una competenza condivisa tra l'Unione europea e gli Stati membri, le stime illustrano i benefici potenziali che potrebbero essere ottenuti congiuntamente migliorando il recepimento e l'applicazione delle norme internazionali ed europee, colmando le lacune legislative ancora esistenti e migliorando il processo di definizione delle politiche e la cooperazione operativa tra le autorità. Laddove possibile, sono stati quantificati i benefici derivanti da politiche specifiche volte a colmare le lacune e a eliminare le barriere nel contesto attuale. Lo studio, sulla base di elementi quantificabili, dimostra che il costo della non Europa in relazione alla criminalità organizzata e alla corruzione ammonta ad almeno 71 miliardi di euro l'anno.