Il futuro dello spazio “Schengen”: sviluppi e sfide recenti nel quadro della governance di “Schengen” dal 2016

06-03-2018

Il presente studio traccia un bilancio dei principali sviluppi intervenuti nel quadro della governance Schengen a partire dal 2016 ed esamina diverse sfide che oggi mettono alla prova il funzionamento dello spazio Schengen. In primo luogo, lo studio analizza la legittimità di alcune decisioni degli Stati Schengen di mantenere i controlli alle frontiere interne. In secondo luogo, guarda alle proposte politiche più recenti in materia di controlli interni di polizia, valutandole alla luce dei criteri giuridici pertinenti dell'UE, tra cui necessità, proporzionalità e certezza del diritto. Lo studio si interroga anche sull'efficacia e sulla legittimità dei muri e delle recinzioni eretti di recente alle frontiere esterne dell'UE e all'interno dello spazio Schengen. Gli autori analizzano anche la maniera in cui il quadro della governance Schengen si basi sempre più su un'agenzia Frontex operativamente e strategicamente rafforzata e sulla progressiva interoperabilità di diversi sistemi d'informazione su larga scala, come SIS II, VIS e Eurodac. Lo studio analizza le sfide, in termini di rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, che vengono poste dal costante ampliamento delle funzioni svolte da tali infrastrutture di gestione delle frontiere e dei dati. La tesi argomentata è che, se è vero che lo spazio Schengen continua ad essere un sistema a prova di crisi, occorre tuttavia adoperarsi maggiormente a livello europeo e nazionale per far uscire dalla modalità di crisi i processi decisionali sui temi della migrazione e delle frontiere e orientarsi verso un sistema europeo di asilo stabile.

Il presente studio traccia un bilancio dei principali sviluppi intervenuti nel quadro della governance Schengen a partire dal 2016 ed esamina diverse sfide che oggi mettono alla prova il funzionamento dello spazio Schengen. In primo luogo, lo studio analizza la legittimità di alcune decisioni degli Stati Schengen di mantenere i controlli alle frontiere interne. In secondo luogo, guarda alle proposte politiche più recenti in materia di controlli interni di polizia, valutandole alla luce dei criteri giuridici pertinenti dell'UE, tra cui necessità, proporzionalità e certezza del diritto. Lo studio si interroga anche sull'efficacia e sulla legittimità dei muri e delle recinzioni eretti di recente alle frontiere esterne dell'UE e all'interno dello spazio Schengen. Gli autori analizzano anche la maniera in cui il quadro della governance Schengen si basi sempre più su un'agenzia Frontex operativamente e strategicamente rafforzata e sulla progressiva interoperabilità di diversi sistemi d'informazione su larga scala, come SIS II, VIS e Eurodac. Lo studio analizza le sfide, in termini di rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, che vengono poste dal costante ampliamento delle funzioni svolte da tali infrastrutture di gestione delle frontiere e dei dati. La tesi argomentata è che, se è vero che lo spazio Schengen continua ad essere un sistema a prova di crisi, occorre tuttavia adoperarsi maggiormente a livello europeo e nazionale per far uscire dalla modalità di crisi i processi decisionali sui temi della migrazione e delle frontiere e orientarsi verso un sistema europeo di asilo stabile.