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RESEARCH FOR CULT COMMITTEE – Recognition of qualifications for educational and professional purposes: the impact of Brexit

26-11-2018

The United Kingdom (UK) will leave the European Union next 29 March 2019. The potential impact of the UK’s withdrawal from the European Union on the recognition of qualifications depends on the nature of the qualifications as different regulatory regimes apply to academic as against professional qualifications. In the case of academic qualifications, this issue falls within national competence, although supporting policies have been implemented at European level. Brexit should not have substantial ...

The United Kingdom (UK) will leave the European Union next 29 March 2019. The potential impact of the UK’s withdrawal from the European Union on the recognition of qualifications depends on the nature of the qualifications as different regulatory regimes apply to academic as against professional qualifications. In the case of academic qualifications, this issue falls within national competence, although supporting policies have been implemented at European level. Brexit should not have substantial consequences since those policies are intergovernmental (e.g. Bologna Process), implemented on a voluntary basis (e.g. European Qualifications Framework, Europass) or open to third countries (e.g. Erasmus+). By contrast, the question of professional qualifications is closely related to the single market and to the free movement of workers, services and establishment. Hence, a number of European directives govern the field of regulated professions. If the UK becomes a third country from 30 March 2019 or at the end of the transition period provided for in the “Draft Withdrawal Agreement”, this legislation will no longer apply either to EU citizens seeking recognition of their qualifications in the UK or to UK citizens seeking recognition of their qualifications in the European Union.

Istruzione e formazione professionale

01-09-2017

In base al principio di sussidiarietà, le politiche in materia di istruzione e formazione in quanto tali sono stabilite da ciascuno Stato membro dell'Unione europea. L'UE svolge pertanto un ruolo di supporto. Tuttavia, alcune sfide sono comuni a tutti gli Stati membri — l'invecchiamento della popolazione, le carenze di competenze della forza lavoro, la concorrenza globale e l'educazione della prima infanzia — e necessitano pertanto di risposte comuni da parte degli Stati membri, i quali sono chiamati ...

In base al principio di sussidiarietà, le politiche in materia di istruzione e formazione in quanto tali sono stabilite da ciascuno Stato membro dell'Unione europea. L'UE svolge pertanto un ruolo di supporto. Tuttavia, alcune sfide sono comuni a tutti gli Stati membri — l'invecchiamento della popolazione, le carenze di competenze della forza lavoro, la concorrenza globale e l'educazione della prima infanzia — e necessitano pertanto di risposte comuni da parte degli Stati membri, i quali sono chiamati cooperare e apprendere dalle esperienze reciproche[1].

Istruzione superiore

01-09-2017

In linea con il principio di sussidiarietà, le politiche in materia di istruzione superiore sono decise a livello dei singoli Stati membri. L'UE svolge quindi un ruolo che è sostanzialmente di supporto e, in parte, di coordinamento. I principali obiettivi dell'azione dell'Unione nel settore dell'istruzione superiore includono: incoraggiare la mobilità degli studenti e del personale, favorire il reciproco riconoscimento dei diplomi e dei periodi di studio, promuovere la cooperazione tra gli istituti ...

In linea con il principio di sussidiarietà, le politiche in materia di istruzione superiore sono decise a livello dei singoli Stati membri. L'UE svolge quindi un ruolo che è sostanzialmente di supporto e, in parte, di coordinamento. I principali obiettivi dell'azione dell'Unione nel settore dell'istruzione superiore includono: incoraggiare la mobilità degli studenti e del personale, favorire il reciproco riconoscimento dei diplomi e dei periodi di studio, promuovere la cooperazione tra gli istituti di istruzione superiore e lo sviluppo dell'istruzione (universitaria) a distanza.

Gioventù

01-09-2017

Le politiche giovanili sono di competenza nazionale. È pertanto esclusa l'armonizzazione della legislazione degli Stati membri. A livello europeo le politiche giovanili sono decise tramite procedura legislativa ordinaria. La componente relativa alla gioventù del programma Erasmus+ promuove gli scambi tra i giovani sia all'interno dell'UE sia con i paesi terzi. Negli ultimi anni l'Unione europea ha rafforzato le sue politiche nei confronti dei giovani, come evidenziato con l'iniziativa del Corpo europeo ...

Le politiche giovanili sono di competenza nazionale. È pertanto esclusa l'armonizzazione della legislazione degli Stati membri. A livello europeo le politiche giovanili sono decise tramite procedura legislativa ordinaria. La componente relativa alla gioventù del programma Erasmus+ promuove gli scambi tra i giovani sia all'interno dell'UE sia con i paesi terzi. Negli ultimi anni l'Unione europea ha rafforzato le sue politiche nei confronti dei giovani, come evidenziato con l'iniziativa del Corpo europeo di solidarietà.

Politica linguistica

01-09-2017

Nell'ambito dei suoi sforzi volti a promuovere la mobilità e la comprensione interculturale, l'Unione europea (UE) ha inserito l'apprendimento delle lingue tra le sue priorità più urgenti erogando finanziamenti per numerosi programmi e progetti in materia. L'UE considera il multilinguismo un elemento importante della competitività europea. Uno degli obiettivi della politica linguistica dell'UE è pertanto che ogni cittadino europeo abbia la padronanza di altre due lingue oltre alla propria lingua ...

Nell'ambito dei suoi sforzi volti a promuovere la mobilità e la comprensione interculturale, l'Unione europea (UE) ha inserito l'apprendimento delle lingue tra le sue priorità più urgenti erogando finanziamenti per numerosi programmi e progetti in materia. L'UE considera il multilinguismo un elemento importante della competitività europea. Uno degli obiettivi della politica linguistica dell'UE è pertanto che ogni cittadino europeo abbia la padronanza di altre due lingue oltre alla propria lingua madre.

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