RELAZIONE sulla valutazione dell'attuazione di Orizzonte Europa in vista della sua valutazione intermedia e le raccomandazioni per il decimo programma quadro per la ricerca

26.2.2025 - (2024/2109(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
Relatore: Christian Ehler


Procedura : 2024/2109(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A10-0021/2025
Testi presentati :
A10-0021/2025
Discussioni :
Testi approvati :

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla valutazione dell'attuazione di Orizzonte Europa in vista della sua valutazione intermedia e le raccomandazioni per il decimo programma quadro per la ricerca

(2024/2109(INI))

Il Parlamento europeo,

 visti gli articoli da 179 a 188 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2024, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione[1],

 visto il regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, e che abroga i regolamenti (UE) n. 1290/2013 e (UE) n. 1291/2013[2],

 vista la decisione (UE) 2021/764 del Consiglio, del 10 maggio 2021, che istituisce il programma specifico di attuazione di Orizzonte Europa – Il programma quadro di ricerca e innovazione, e che abroga la decisione (UE) 2013/743/UE[3],

 visto il regolamento (UE) 2021/819 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2021, relativo all'Istituto europeo di innovazione e tecnologia[4],

 vista la decisione (UE) 2021/820 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2021, relativa all'agenda strategica per l'innovazione dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) 2021-2027: promuovere il talento e la capacità d'innovazione in Europa, e che abroga la decisione n. 1312/2013/UE[5],

 visto il regolamento (UE) 2021/2085 del Consiglio, del 19 novembre 2021, che istituisce le imprese comuni nell'ambito di Orizzonte Europa e che abroga i regolamenti (CE) n. 219/2007, (UE) n. 557/2014, (UE) n. 558/2014, (UE) n. 559/2014, (UE) n. 560/2014, (UE) n. 561/2014 e (UE) n. 642/2014[6],

 visto il regolamento (UE) 2021/697 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo europeo per la difesa e abroga il regolamento (UE) 2018/1092[7],

 vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2020, dal titolo "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" (COM(2020)0628),

_ vista la comunicazione della Commissione, del 22 ottobre 2024, dal titolo "Attuazione dello Spazio europeo della ricerca (SER) Rafforzare la ricerca e l'innovazione in Europa: percorso e direzioni future del ser" (COM (2024) 0490),

 vista la comunicazione della Commissione del 18 maggio 2021, dal titolo "L'approccio globale alla ricerca e all'innovazione – La strategia dell'Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia" (COM(2021)0252),

 vista la sua risoluzione del 6 aprile 2022 sull'approccio globale alla ricerca e all'innovazione: la strategia dell'Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia[8],

 vista la sua risoluzione del 22 novembre 2022 sull'attuazione del Consiglio europeo per l'innovazione[9],

 vista la comunicazione della Commissione del 19 luglio 2023 dal titolo "Due anni di missioni dell'UE: valutazione dei progressi e sviluppi futuri" (COM(2023)0457),

 vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2023 sui giovani ricercatori[10],

 vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2024 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti la promozione della libertà della ricerca scientifica nell'UE[11],

 visto il parere del comitato per lo Spazio europeo della ricerca e dell'innovazione del 26 giugno 2024 sugli orientamenti per il prossimo programma quadro di ricerca e innovazione,

 viste le relazioni di valutazione del partenariato pubblicate nel 2024 su otto delle nove comunità della conoscenza e dell'innovazione, vale a dire l'EIT Mobilità urbana, l'EIT Clima, l'EIT Alimentazione, l'EIT InnoEnergy, l'EIT Salute, l'EIT Attività manifatturiere, l'EIT Materie prime e l'EIT Digitale,

 vista la relazione del gruppo di esperti CERIS del novembre 2024 dal titolo "Building resilience in the civil security domain based on research and technology" (Costruire la resilienza nel settore della sicurezza civile basata sulla ricerca e sulla tecnologia),

 vista la relazione speciale n. 09/2022 della Corte dei conti europea del settembre 2022 dal titolo "La spesa per il clima nel bilancio dell'UE per il periodo 2014-2020 – Valori inferiori a quelli comunicati",

 vista la comunicazione della Commissione del 19 gennaio 2016 dal titolo "Risposta alla relazione del gruppo di esperti di alto livello concernente la valutazione ex post del Settimo programma quadro" (COM (2016) 0005),

 vista la relazione di Enrico Letta del 17 aprile 2024 dal titolo "Much more than a market" (Molto più di un mercato),

 vista la relazione di Mario Draghi del 9 settembre 2024 sul futuro della competitività europea,

 vista la relazione del gruppo di esperti della Commissione sulla valutazione intermedia di Orizzonte Europa, del 16 ottobre 2024, dal titolo "Align, Act, Accelerate: Research, Technology and Innovation to boost European Competitiveness" (Allineare, agire, accelerare: ricerca, tecnologia e innovazione per stimolare la competitività europea),

 visto l'articolo 55 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A10-0021/2025),

A. considerando che Orizzonte Europa è il maggiore programma di finanziamento dell'UE gestito a livello centrale e il più grande programma di ricerca e sviluppo (R&S) finanziato con fondi pubblici al mondo; che il Parlamento aveva inizialmente proposto un bilancio di 120 miliardi di EUR rispetto ai 93,4 miliardi di EUR rimasti a seguito della revisione del quadro finanziario pluriennale;

B. considerando che gli investimenti in R&S sono essenziali per la competitività, il progresso sociale e l'innovazione dell'UE; che la relazione sul futuro della competitività europea (relazione Draghi) e la relazione del gruppo di esperti della Commissione sulla valutazione intermedia di Orizzonte Europa (relazione Heitor) hanno raccomandato un bilancio per il decimo programma quadro per la ricerca e l'innovazione (10º PQ) rispettivamente di 200 miliardi e 220 miliardi di EUR;

C. considerando che il programma quadro deve fondarsi sui valori europei, sull'indipendenza scientifica, sulla libertà e sull'eccellenza, nonché su elevate norme etiche europee, con l'obiettivo di migliorare la competitività europea e affrontare le sfide sociali;

D. considerando che la relazione Draghi ha dimostrato che l'Europa è leader mondiale nel campo della scienza e dell'innovazione, con la seconda percentuale più elevata di pubblicazioni scientifiche di alta qualità e la terza maggiore percentuale di domande di brevetto a livello mondiale; che la relazione Draghi ha constatato altresì che la catena del valore che dalla ricerca fluisce verso prodotti innovativi che migliorano la vita dei cittadini nell'UE è meno efficace rispetto agli Stati Uniti e alla Cina nel tradurre studi validi in imprese di successo, in grado di creare posti di lavoro di qualità, nuovi prodotti e servizi per i cittadini europei, come dimostrato dal persistente divario tra gli Stati Uniti e l'UE in termini di risultati dell'innovazione e dalla riduzione del divario tra l'UE e la Cina; che la relazione Draghi sottolinea che l'Europa è in ritardo, in particolare per quanto riguarda l'espansione delle start-up;

E. considerando che la commissaria Zaharieva, in occasione della sua audizione con il Parlamento, si è impegnata ad adoperarsi per un programma quadro indipendente e semplificato, manifestando il suo sostegno a favore di un incremento del bilancio e di una governance basata maggiormente sugli esperti;

F. considerando che la relazione Heitor sottolinea che nei primi tre anni di Orizzonte Europa, hanno partecipato al programma 7 474 PMI (il 34 % di tutti i partecipanti) e che oltre la metà delle PMI di Orizzonte Europa partecipano per la prima volta ai programmi di ricerca, sviluppo e innovazione dell'UE; che i tassi di successo delle domande delle PMI sono notevolmente migliorati (fino al 19,9 % rispetto al 12 % di Orizzonte 2020);

G. considerando che la relazione Letta propone l'istituzione di una "quinta libertà" che include la ricerca, l'innovazione e l'istruzione come nuova dimensione del mercato unico, dal momento che le quattro libertà originarie si basano fondamentalmente su principi teorici del XX secolo;

H. considerando che la "libertà di restare" contemplata dalla relazione Letta ribadisce l'importanza di evitare una fuga di cervelli interna e che l'iniziativa della relazione Heitor "Choose Europe" (scegliere l'Europa) intende promuovere le carriere di ricerca e trasformare l'attuale "fuga di cervelli europei" in un "afflusso di cervelli" entro il 2035;

Osservazioni generali su Orizzonte Europa e sulla ricerca e l'innovazione (R&I)

1 ricorda che stiamo vivendo un momento cruciale per il settore R&I e che la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l'Europa deve porre "la ricerca e l'innovazione al centro della nostra economia" durante la presentazione del suo programma al Parlamento europeo nel luglio 2024 per il suo secondo mandato di Presidente della Commissione europea;

2. rileva che le relazioni Draghi, Letta e Heitor considerano la ricerca e l'innovazione di importanza capitale per conseguire la competitività dell'Europa e insistono sull'urgenza di agire per non restare indietro; constata pertanto la necessità di un forte impegno per realizzare un futuro programma quadro che apporti un contributo essenziale alla competitività dell'Europa e al suo generale benessere;

3. ricorda che le relazioni Draghi e Heitor sono un campanello d'allarme affinché l'Europa fronteggi la concorrenza globale e il significativo sviluppo della ricerca scientifica cinese negli ultimi anni; accoglie con favore il tasso di successo di Orizzonte Europa, più elevato di quello di Orizzonte 2020; apprezza la capacità di risposta di Orizzonte Europa alle crisi, ad esempio durante la pandemia di COVID-19 o dinanzi alle sfide geopolitiche, pur deplorando non solo la mancanza di finanziamenti supplementari ma anche i continui tagli ai finanziamenti, che compromettono le priorità iniziali;

4. deplora le esperienze negative riscontrate nell'attuazione di Orizzonte Europa, in quanto il passaggio da Orizzonte 2020 a Orizzonte Europa è stato per lo più percepito come un aumento della complessità e della burocrazia; sottolinea che i tassi di successo di alcune parti del programma sono ancora così esigui da scoraggiare candidature che potrebbero rivelarsi eccellenti, soprattutto da parte di ricercatori appartenenti a istituti di ricerca con bilanci ridotti e di PMI; ritiene che la pianificazione strategica dovrebbe determinare vantaggi più sostanziali in termini di qualità della programmazione e un maggiore impegno di tutti i portatori di interessi del settore R&I, che finora non sembrano essersi concretizzati in misura sufficiente; ritiene che il prossimo programma quadro (10º PQ) dovrebbe basarsi su strumenti già consolidati nell'ambito di Orizzonte Europa, di cui è stata comprovata l'efficacia e l'efficienza;

5. sottolinea l'importanza di un programma quadro agile; rileva che la relazione Heitor evidenzia l'importanza di rispondere ai rapidi cambiamenti nel settore della scienza e dell'innovazione e raccomanda una riforma radicale per coinvolgere gli operatori nella governance del programma, in particolare attraverso i due nuovi Consigli proposti e gli inviti meno prescrittivi; ricorda quanto constatato dalla relazione Draghi, secondo cui l'attuale governance del programma quadro è lenta e burocratica, che la sua organizzazione dovrebbe essere riprogettata per essere maggiormente basata sui risultati e valutata da esperti di alto livello e che il futuro programma quadro dovrebbe essere gestito da persone con una comprovata esperienza in materia di ricerca o innovazione; rileva che le idee innovative non possono sempre essere previste e programmate e sottolinea la necessità di finanziamenti sufficienti e non predefiniti per sfruttare appieno il potenziale di sviluppo dell'innovazione;

6. evidenzia l'importanza di disporre di un programma quadro basato sull'eccellenza al fine di garantire la partecipazione dei migliori ricercatori in Europa nel corso dell'intero programma; sostiene che una delle carenze critiche del panorama strategico dell'UE in materia di R&I è legata anche alla mancanza di un approccio integrato e complementare significativo tra le attività di R&I territoriali e basate sull'eccellenza, in particolare tra il programma quadro e il comparto della politica di coesione dedicata alla R&I, che sono dello stesso ordine di grandezza in termini di bilancio dell'UE; constata che lo sviluppo e la commercializzazione dei risultati della ricerca costituiscono a tutt'oggi una grande sfida in Europa;

7. ricorda la raccomandazione formulata nella relazione Heitor di promuovere un ecosistema europeo di ricerca, sviluppo e innovazione attraente e inclusivo; ricorda la raccomandazione contenuta nella relazione Letta di favorire lo sviluppo di una quinta libertà nel mercato unico; ricorda l'osservazione della relazione Draghi secondo cui la frammentazione dell'ecosistema dell'innovazione dell'UE è una delle cause profonde degli scarsi risultati in Europa nel settore dell'innovazione; ricorda inoltre che, ai sensi dei trattati, il programma quadro rientra nello sviluppo dello Spazio europeo della ricerca; è convinto che, per massimizzare l'impatto del programma quadro, esso debba essere integrato in una più ampia politica europea della ricerca, che renda l'Europa un luogo attrattivo per le attività di ricerca, capace di attrarre talenti da tutto il mondo, di tradurre efficacemente la scienza in crescita economica e progresso sociale e di affrontare in modo efficace il problema del divario innovativo all'interno dell'Unione; ritiene che l'imminente legge sullo Spazio europeo della ricerca (atto legislativo sul SER) dovrebbe mirare a realizzare un'Europa di questo tipo; riconosce che persistono ostacoli sostanziali alla "circolazione dei cervelli" tra gli Stati membri, tra cui il riconoscimento delle qualifiche;

8. insiste sull'assoluta necessità che gli Stati membri si assumano impegni concreti per raggiungere l'obiettivo di spesa del 3 % del PIL in R&I entro il 2030; rileva che l'UE investe molto meno rispetto ad altre potenze globali e che da oltre due decenni non consegue l'obiettivo di spesa in R&S pari al 3 % del PIL, investendo il 2,24 % del suo PIL in tale settore nel 2022 rispetto al 3,5 % destinatovi ad esempio dagli Stati Uniti; sottolinea che ogni anno gli investimenti insufficienti dell'Unione in R&S peggiorano la situazione e aggravano il divario con i paesi terzi; precisa che vi sono nette discrepanze tra l'intensità di R&S nei 27 Stati membri dell'UE, cinque dei quali raggiungono l'obiettivo del 3 % mentre altri si collocano al di sotto dell'1 %; ricorda che, con meno del 7 % del totale[12], il contributo del bilancio dell'UE alla spesa in R&S rappresenta una quota assai ridotta della spesa pubblica complessiva per il comparto R&S nell'Unione; rileva che la spesa nazionale per la ricerca non dovrebbe subire tagli in ragione della disponibilità di fondi dell'UE in tale settore come fonte di finanziamento alternativa; evidenzia la necessità di uno sforzo congiunto tra i finanziamenti europei e nazionali a favore della ricerca e dell'innovazione; sottolinea inoltre l'importante ruolo degli investimenti privati nella ricerca e nell'innovazione al fine di integrare i finanziamenti pubblici; deplora che gli investimenti nella ricerca, nello sviluppo e nell'innovazione in Europa siano in ritardo rispetto a quelli della Cina e degli Stati Uniti, dal momento che raggiungono l'1,3 % nell'UE, rispetto al 2,4 % degli Stati Uniti e all'1,9 % della Cina; insiste pertanto sul ruolo cruciale dell'intervento dell'UE in qualità di catalizzatore della spesa per R&S e sulla necessità di coordinare e allineare ulteriormente la spesa nazionale e unionale per il comparto R&S;

9. insiste sul ruolo vitale dei finanziamenti pubblici a lungo termine per sostenere l'eccellenza della ricerca di base, guidata dalla curiosità scientifica con l'unico obiettivo di far progredire il sapere scientifico e senza un beneficio evidente o immediato, talvolta caratterizzata da colpi di fortuna;

10. evidenzia quanto affermato al considerando 72 del regolamento relativo a Orizzonte Europa, secondo cui, al fine di garantire l'eccellenza scientifica e in linea con l'articolo 13 della Carta, il programma dovrebbe promuovere il rispetto della libertà accademica in tutti i paesi che beneficiano dei relativi fondi; sottolinea che, sebbene si siano verificati numerosi incidenti riguardanti la libertà accademica in diversi paesi beneficiari dei fondi di Orizzonte Europa, la Commissione non si è avvalsa in modo efficace di tale considerando per affrontare problemi specifici; plaude all'impegno assunto dalla Commissaria responsabile per le start-up, la ricerca e l'innovazione, nella sua audizione con il Parlamento, a proporre una proposta legislativa sulla libertà della ricerca scientifica; invita la Commissione a presentare una tale proposta legislativa in linea con la risoluzione del Parlamento del 17 gennaio 2024;

11. sostiene gli elevati livelli di spesa per il clima nei primi anni di Orizzonte Europa; esorta la Commissione a restare sulla buona strada per conseguire l'obiettivo complessivo di spesa del 35 % a favore del clima per l'intera durata del programma;

12. evidenzia che Orizzonte Europa, secondo la guida del programma, si trova sulla buona strada per conseguire i suoi obiettivi di spesa senza considerare il principio "non arrecare un danno significativo" nella valutazione delle proposte, salvo ove fosse pertinente per il contenuto dell'invito a presentare proposte; sottolinea che non esiste alcun obbligo giuridico né base giuridica per l'applicazione orizzontale del principio "non arrecare un danno significativo" o del principio "non nuocere"; si compiace dell'impegno assunto dalla Commissaria responsabile per le start-up, la ricerca e l'innovazione, in occasione della sua audizione con il Parlamento, a valutare l'approccio attuale e futuro all'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo", compresa la base giuridica per tale applicazione, e a condividere la valutazione con il Parlamento; esorta la Commissione a riferirgli, prima dell'inizio del 10° PQ, in merito alle incidenze dell'uso del principio "non arrecare (un) danno (significativo)" nell'ambito di Orizzonte Europa, tra cui una stima dei costi associati della sua attuazione per la Commissione e i beneficiari, e delle sue incidenze sulla semplificazione delle candidature dei progetti;

13. ritiene che, durante l'attuazione di Orizzonte Europa, diversi eventi mondiali di rilievo abbiano messo a rischio migliaia di ricercatori, anche nel vicinato dell'UE, con conseguenti picchi significativi delle richieste, da parte di ricercatori a rischio, di un collocamento di urgenza in Europa; constata tuttavia che, nell'ambito dell'attuale programma, l'Europa non dispone di finanziamenti sufficienti per aiutare i ricercatori a rischio e che gli sforzi di alcuni Stati membri e di alcune ONG sono frammentati;

14. afferma l'importanza della cooperazione internazionale per il progresso della scienza; è preoccupato, a tale riguardo, per il fatto che la cooperazione internazionale nell'ambito di Orizzonte Europa sia diminuita rispetto a Orizzonte 2020; incoraggia la Commissione ad adoperarsi per concludere altri accordi di associazione con paesi terzi; ribadisce[13] e sottolinea che la capacità del Parlamento di dare un'approvazione effettiva agli accordi internazionali riguardanti, nello specifico, la partecipazione dei paesi di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), del regolamento relativo a Orizzonte Europa ai programmi dell'UE, è ostacolata allorché tali accordi non prevedono una struttura che garantisce il controllo parlamentare nell'ambito di una procedura di approvazione per l'associazione a uno specifico programma dell'UE;

15. accoglie con favore in particolare l'associazione del Regno Unito e della Svizzera a Orizzonte Europa in quanto riconosce il fatto che la scienza e l'innovazione britannica e svizzera sono parte integrante dell'ecosistema europeo della scienza e dell'innovazione; ribadisce la preoccupazione per il protocollo modificato del 2023 e le sue disposizioni relative alla correzione automatica per il Regno Unito; sottolinea che qualsiasi accordo internazionale concernente l'associazione della Svizzera ai programmi dell'UE dovrebbe rispettare pienamente la prerogativa del Parlamento di concedere un'approvazione effettiva, in linea con la sua risoluzione sugli accordi di associazione per la partecipazione di paesi terzi ai programmi dell'Unione;

16. prende atto del Libro bianco della Commissione sulle opzioni per rafforzare il sostegno alle attività di ricerca e sviluppo che riguardano tecnologie potenzialmente a duplice uso; rileva che quasi tutti i partecipanti alla consultazione pubblica sul Libro bianco hanno respinto l'opzione 3; evidenzia come numerosi intervistati ritengano che le implicazioni delle opzioni 1 e 2 non siano sufficientemente chiare per poter determinare quale opzione sarebbe preferibile; sottolinea che è ampiamente riconosciuto che l'attuale situazione richiede miglioramenti per garantire l'uso efficiente dei fondi pubblici e potenziare la sovranità tecnologica dell'Europa; rimarca che la Commissaria Zaharieva si è impegnata, nel corso della sua audizione con il Parlamento, a proseguire tale valutazione, eventualmente attraverso un nuovo studio per garantire che le opinioni espresse siano rappresentative di tutti gli interessati;

17. prende atto dei notevoli progressi compiuti nel quadro di Orizzonte Europa per quanto riguarda i piani per l'uguaglianza di genere quale criterio di ammissibilità e la dimensione di genere nel contenuto del settore R&I quale criterio di aggiudicazione predefinito in tutto il programma; riconosce che analisi recenti confermano che il criterio di ammissibilità relativo ai piani per l'uguaglianza di genere ha avuto un effetto catalizzatore;

Osservazioni sulla competitività

18. è fermamente convinto che la spesa destinata dall'UE alla scienza, alla ricerca e all'innovazione rappresenti il migliore investimento per il nostro futuro europeo comune, per potenziare la competitività e il progresso sociale e per colmare efficacemente il divario in termini di innovazione; conviene con Mario Draghi sul fatto che l'intera spesa pubblica per la R&S nell'UE dovrebbe essere coordinata meglio a livello dell'Unione, cioè allineando opportunamente gli investimenti con le priorità strategiche dell'UE e concentrandosi sul finanziamento di iniziative che hanno ricadute pertinenti e creano valore aggiunto, e che un programma quadro riformato e rafforzato è fondamentale per conseguire tale obiettivo; sottolinea che, onde garantire un reale valore aggiunto, la spesa per il settore di R&S dovrebbe essere coordinata meglio anche a livello nazionale tra gli Stati membri; ribadisce che le norme di bilancio riformate escludono i fondi nazionali utilizzati per il cofinanziamento dei programmi dell'UE e chiede che tale possibilità sia sfruttata appieno al fine di incrementare i finanziamenti dell'UE a favore della ricerca;

19. sottolinea l'importanza delle attività di normazione per garantire che le imprese europee possano effettivamente sfruttare il vantaggio competitivo derivante dalla ricerca e dall'innovazione;

20. sottolinea il ruolo significativo della ricerca e dell'innovazione in diversi settori industriali, che contribuisce a creare posti di lavoro e ad aumentare la competitività europea rispetto ai paesi terzi;

21. sottolinea l'importanza del Consiglio europeo per l'innovazione (CEI) per la competitività dell'Europa; sottolinea, a tale proposito, che gli investimenti nell'ambito del CEI stanno colmando la "valle della morte" e portano a innovazioni di natura dirompente che hanno un potenziale pionieristico e di espansione; sottolinea inoltre la proposta unica dell'Acceleratore del CEI di fornire un sostegno su misura alle start-up ad alto potenziale e non finanziabili;

22. si compiace del fatto che ad oggi il 44 % del bilancio di Orizzonte Europa abbia contribuito alla transizione digitale e industriale, in particolare stimolando la cooperazione per lo sviluppo tecnologico, fondamentale per la competitività europea;

23. è fermamente convinto che, al di là del loro ruolo chiave per la competitività sostenibile e a lungo termine, le politiche in materia di ricerca applicata, sviluppo e innovazione siano determinanti per evitare, anticipare e affrontare le principali sfide globali e sociali;

Osservazioni sull'attuazione tecnica

24. ritiene che la semplificazione amministrativa abbia subito una battuta d'arresto nell'ambito di Orizzonte Europa, dato che il 32 % dei partecipanti ritiene che presentare domanda a Orizzonte Europa sia più oneroso rispetto a Orizzonte 2020, mentre quasi la metà dei partecipanti non segnala alcuna differenza[14]; esprime preoccupazione per l'esplosione dei costi cumulativi di transazione e amministrazione[15]; rileva che in media i beneficiari hanno dichiarato di aver speso dal 6 al 10 % della dotazione di progetto per costi amministrativi, con il 48 % che ha dichiarato costi amministrativi superiori al 10 %, compresa una percentuale del 10 % dei beneficiari che ha dichiarato costi amministrativi superiori al 20 %; deplora che i tempi per la concessione delle sovvenzioni nell'ambito di Orizzonte Europa siano più lunghi rispetto a Orizzonte 2020 e superino la soglia di otto mesi fissata dalla Commissione[16]; insiste su un'ulteriore semplificazione amministrativa, sullo snellimento delle procedure pertinenti, sulla riduzione dei costi e su una maggiore attenzione ai richiedenti, e sottolinea che la semplificazione deve andare a vantaggio dei richiedenti, garantendo nel contempo che le domande contengano tutte le informazioni necessarie per la valutazione della loro eccellenza;

25. ricorda che la prima versione completa del modello di convenzione di sovvenzione commentato per Orizzonte Europa è stata pubblicata solo nel maggio 2024, più di tre anni dopo l'avvio del programma; rileva che, senza una versione completa di tale documento, i beneficiari non sono pienamente informati delle condizioni giuridiche e finanziarie associate alla firma di una convenzione di sovvenzione; ricorda che la prima versione del modello di convenzione di sovvenzione commentato per Orizzonte 2020 era stata pubblicata prima dell'inizio ufficiale del programma; osserva che la causa del ritardo nella pubblicazione sarebbe l'approccio istituzionale ai modelli di convenzione di sovvenzione adottato dalla Commissione per i programmi dell'UE nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale;

26. osserva che vi sono varie opinioni ed esperienze tra i diversi beneficiari per quanto riguarda la funzionalità delle somme forfettarie; riconosce che un gran numero di beneficiari non ritiene che l'introduzione di finanziamenti forfettari costituisca per loro una semplificazione; sottolinea che la valutazione dei finanziamenti forfettari condotta nel 2024 presenta dati poco chiari che lasciano senza risposta importanti preoccupazioni e domande, come l'incertezza dell'impatto di un audit ex post, confermando al contempo altre obiezioni come l'aumento artificiale del numero di moduli di lavoro[17]; ritiene che tale valutazione confermi che i finanziamenti forfettari possono rappresentare una semplificazione per alcuni beneficiari, ma non per tutti[18];

27. ritiene che la semplificazione offerta dal finanziamento forfettario consista nell'eliminare tutti gli obblighi di rendicontazione dei costi effettivi da parte dei beneficiari alla Commissione e nell'eliminare gli audit finanziari ex post per i progetti; accoglie con favore il fatto che ciò si traduca in un tasso di errore inferiore; sottolinea, tuttavia, che il tasso di errore è uno strumento per garantire una spesa adeguata dei fondi pubblici e non un obiettivo in sé; avverte, in tale contesto, di fare attenzione a non mettere a rischio la qualità della spesa di un programma di grande successo aumentando troppo rapidamente il ricorso a somme forfettarie;

28. osserva che la dimensione media dei consorzi nell'ambito di Orizzonte Europa è significativamente maggiore rispetto a Orizzonte 2020[19]; ritiene che i consorzi promuovano la collaborazione e che i consorzi più grandi contribuiscano a una collaborazione più ampia e potenzialmente più diversificata; sottolinea, tuttavia, che la gestione di consorzi più grandi richiede anche più tempo e sforzi sia nella fase di preparazione delle proposte che nella fase di attuazione del progetto, il che sottrae risorse all'esecuzione della ricerca; ritiene inoltre che i consorzi più complessi siano meno interessanti per i nuovi operatori a causa della loro complessità nonché delle risorse e dell'esperienza richieste per gestirli;

29. sottolinea l'importanza di un programma aperto e accessibile con soglie basse per la presentazione delle candidature al fine di garantire la partecipazione di nuovi operatori e delle PMI; sottolinea che oltre la metà delle PMI che partecipano a Orizzonte Europa sono imprese nuove[20]; ritiene che gli oneri amministrativi, gli investimenti in termini di tempo necessari e la complessità delle domande rischino di scoraggiare le PMI dal partecipare al programma[21]; osserva che le sovvenzioni semplici, piccole e rapide dello strumento per le PMI nell'ambito di Orizzonte hanno suscitato grande interesse presso le PMI emergenti[22];

30. ritiene che la Commissione non sia riuscita a creare una gestione di Orizzonte Europa che fosse agile e al contempo solida, il che ne ha reso complessa l'attuazione; si aspetta che la relazione di valutazione intermedia affronti le carenze e le possibili soluzioni;

Osservazioni sul pilastro 1

31. riconosce l'importanza del pilastro 1 nel promuovere l'eccellenza scientifica e attrarre ricerca altamente qualificata, attraverso il Consiglio europeo della ricerca (CER) e programmi come le azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA);

32. si compiace del continuo successo del CER; sottolinea che il suo successo deriva dall'indipendenza del consiglio scientifico; evidenzia che gli ultimi anni hanno dimostrato che la presenza di un presidente del consiglio scientifico capace e impegnato, con credenziali scientifiche autorevoli, è essenziale per il funzionamento e l'indipendenza del CER; rileva che i suoi inviti a presentare proposte dal basso verso l'alto e la governance indipendente del consiglio scientifico del CER si sono rivelati estremamente efficaci;

33. evidenzia la capacità sia del CER che delle MSCA di attrarre talenti scientifici in Europa; prende atto del prezioso contributo delle MSCA alla leadership scientifica europea; rileva con preoccupazione i bassi tassi di successo nell'ambito delle MSCA;

34. sottolinea che i progetti di ricerca finanziati sotto il pilastro 1 dovrebbero rispettare il principio "alto rischio/alto rendimento"; suggerisce di chiarire i criteri di valutazione per garantire rigorosamente la realizzazione di tale principio nella valutazione delle proposte di ricerca; osserva che "alto rischio" implica anche l'impiego di nuovi metodi di ricerca;

35. sottolinea che le infrastrutture di ricerca, in particolare le infrastrutture di ricerca digitale, forniscono una piattaforma essenziale che consente a ricercatori e innovatori di tutte le discipline e settori di condividere dati, metodi e competenze, promuovendo lo sviluppo e l'applicazione di nuove tecnologie al fine di rafforzare la sovranità tecnologica dell'Europa; accoglie con favore, in particolare a tale riguardo, i progressi compiuti per quanto riguarda il cloud europeo per la scienza aperta e il cloud per i musei europei;

Osservazioni sul pilastro 2

36. sottolinea che la ricerca collaborativa è al centro dei programmi quadro europei; riconosce l'importanza del pilastro 2, che funge da strumento strategico fondamentale per promuovere la collaborazione paneuropea mettendo in comune risorse e conoscenze e allineando i programmi di ricerca e innovazione pubblici e privati; rileva che la collaborazione non avrebbe luogo senza i finanziamenti dell'UE a un tasso simile, evidenziando il valore aggiunto unico dei programmi di collaborazione dell'Unione, in particolare per consentire all'Europa di affrontare sfide sociali complesse e integrare le imprese nelle catene del valore critiche a livello continentale; ritiene che il pilastro 2 abbia promosso la collaborazione nel settore della ricerca e, in particolare, sia stato in grado di sostenere programmi congiunti di ricerca e innovazione per la maturazione tecnologica attraverso le imprese comuni, contribuendo alla competitività dell'UE;

37. ritiene che il pilastro 2 sia uno strumento strategico per consentire la collaborazione paneuropea e la condivisione di conoscenze e risorse, attrarre investimenti privati e riunire portatori di interessi pubblici e privati in tutta Europa al fine di affrontare sfide sociali complesse; ritiene importante continuare a sostenere queste collaborazioni; riconosce, tuttavia, la complessità del pilastro 2; ritiene che l'attuazione di questo pilastro rimanga troppo complessa e che dovrebbe essere migliorata, semplificata e snellita con l'obiettivo di mirare ai risultati piuttosto che affrontare esclusivamente la spesa; osserva che il numero di strumenti coinvolti, come una moltitudine di partenariati, l'attuazione amministrativa complessa e dall'alto verso il basso delle missioni e i numerosi storni di bilancio, hanno comportato un'inutile complessità che scoraggia i candidati, in particolare i nuovi arrivati; sottolinea l'importanza dell'accessibilità di questi strumenti, in particolare per le PMI di tutte le regioni europee, al fine di consentire la partecipazione di tutti i ricercatori e innovatori d'eccellenza e di promuovere le capacità di assorbimento delle aziende; accoglie con favore l'annuncio del riequilibrio nel pilastro 2 verso un migliore equilibrio tra i diversi tipi di attività di R&I, dalla ricerca fondamentale all'innovazione orientata al mercato, come annunciato nel secondo piano strategico per Orizzonte Europa; osserva, in tale contesto, la conclusione contenuta nel parere del comitato per lo Spazio europeo della ricerca e dell'innovazione sul 10o PQ, secondo cui la struttura a cluster di Orizzonte Europa crea un inutile ostacolo per i partecipanti che cercano finanziamenti, in particolare per i nuovi arrivati, nonché la conclusione della relazione Draghi secondo cui il programma dovrebbe consolidare le attività complessivamente frammentate ed eterogenee;

Osservazioni sul pilastro 3

38. rileva che l'estensione e la commercializzazione dei risultati della ricerca restano la sfida più grande per l'Europa; ricorda il ruolo decisivo dell'imprenditorialità, ad esempio nello sfruttamento commerciale ed economico della ricerca applicata d'eccellenza per innovazioni rivoluzionarie;

39. sottolinea che il CEI sta colmando una carenza di investimenti ampiamente nota per aumentare i finanziamenti destinati alle innovazioni pionieristiche[23]; prende atto del tasso di successo molto basso nell'ambito del CEI e ritiene che questo sia una conferma della pertinenza del suo finanziamento, oltre che un segnale preoccupante di sottofinanziamento del programma; si compiace del fatto che il CEI sia stato completato come strumento mediante l'introduzione di attività di transizione, poiché queste integrano il percorso degli innovatori dall'idea iniziale allo sviluppo facilitando la maturazione tecnologica e la convalida; sottolinea la qualità e la pertinenza della consulenza fornita dal comitato del CEI e ricorda, a tale riguardo, l'importanza della consulenza di esperti per guidare l'attuazione del programma quadro;

40. ritiene che il CEI sia in linea di principio uno strumento necessario ed eccellente; concorda sul fatto che la razionalizzazione e il rafforzamento del CEI, la capacità di attrarre investimenti privati​ e il sostegno alla commercializzazione della ricerca sono al centro del pilastro 3, come confermato dalla relazione Heitor; si rammarica tuttavia che la Commissione abbia adottato alcune decisioni di esecuzione che hanno allontanato il CEI dallo scopo previsto di aiutare le imprese a espandersi; riconosce che il CEI dovrebbe disporre della flessibilità necessaria per massimizzare strategicamente il proprio potenziale al fine di sostenere tecnologie innovative; è fermamente convinto che il CEI possa realizzare il suo pieno potenziale se il contesto giuridico e istituzionale del programma sarà chiarito e rafforzato;

41. deplora che non siano state attuate tutte le raccomandazioni del Parlamento formulate nella sua risoluzione del 22 novembre 2022 sull'attuazione del Consiglio europeo per l'innovazione, in particolare la raccomandazione di effettuare una valutazione approfondita delle modalità per migliorare l'attuazione del CEI, considerando come opzione l'istituzione di un organismo indipendente dell'UE a norma dell'articolo 187 TFUE quale principale entità responsabile dell'attuazione del CEI; si rammarica inoltre che sia stata ignorata la sua raccomandazione di garantire l'attuazione delle componenti di capitale proprio e di sovvenzione con un coordinamento diretto tra le due componenti;

42. richiama l'attenzione sul lavoro dei responsabili del programma del CEI; crede fermamente nell'approccio di intelligence strategica sviluppato da esperti con competenze riconosciute nel settore per una programmazione efficace di inviti strategici a presentare proposte basati sulle sfide; apprezza, in particolare, il lavoro svolto dai responsabili del programma affinché i progetti possano individuare e realizzare un valore aggiunto riunendo progetti con interessi comuni;

43. prende atto delle valutazioni generalmente positive (in particolare in termini di valore aggiunto dell'UE) effettuate da esperti indipendenti delle comunità della conoscenza e dell'innovazione; osserva che le comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) dell'EIT contribuiscono a rafforzare i legami tra l'istruzione superiore e le imprese colmando il "divario di competenze" e che sarebbe opportuno valutare sinergie con gli istituti accademici introdotti nella recente legislazione dell'UE (ad esempio il regolamento sull'industria a zero emissioni nette, il regolamento sulle materie prime critiche, il pacchetto sulla cibersicurezza); sottolinea inoltre che le attività del sistema di innovazione regionale (SIR) dell'EIT contribuiscono a ridurre il divario europeo in termini di capacità di innovazione; ricorda che dovrebbero essere create maggiori sinergie per colmare il divario in materia di innovazione tra l'EIT e altre azioni, come l'azione preparatoria dell'UE dal titolo "Innovazione per una trasformazione basata sul territorio", e ritiene che le CCI dell'EIT potrebbero migliorare le sinergie all'interno del programma quadro (nelle attività del pilastro 3 e tra pilastri) e stabilire sinergie concrete tra l'innovazione basata sull'eccellenza e quella basata sul territorio, ad esempio attraverso l'attuazione dei successori delle attività di R&I sotto la Direzione generale della Politica regionale e urbana, come lo strumento per gli investimenti interregionali in materia di innovazione (I3);

44. esprime tuttavia rammarico nel constatare che la rilevanza dell'EIT come programma è messa in dubbio da numerosi portatori di interessi, compresi alcuni dei suoi maggiori beneficiari; evidenzia che, in linea di principio, il concetto di comunità della conoscenza e dell'innovazione è apprezzato dai portatori di interessi quale strumento utile per lo sviluppo e l'integrazione efficaci dell'ecosistema dell'innovazione; ritiene che le due principali preoccupazioni sollevate siano il requisito di autosostenibilità finanziaria per le CCI[24] e la gestione centrale da parte dell'organizzazione EIT, che è troppo burocratica e onerosa e crea difficoltà di governance per le CCI[25]; conclude che per molti portatori di interessi i costi finanziari e di altro tipo, tra cui l'elevato onere di partecipazione a una CCI, superano i benefici del sostegno finanziario per loro relativamente scarso;

45. deplora che, sebbene siano già stati compiuti alcuni sforzi, le sinergie tra il CEI, l'EIT e il CER non siano sufficientemente sviluppate;

Osservazioni sul pilastro 4

46. accoglie con favore il fatto che la partecipazione di entità di paesi dell'allargamento sia aumentata in Orizzonte Europa; riconosce che, nonostante due decenni di sforzi crescenti, il divario di innovazione persiste, pur se con una leggera diminuzione delle disparità nei risultati di innovazione in tutta Europa; sottolinea, tuttavia, che l'esistenza di tale divario di innovazione in Europa ha conseguenze negative per l'UE nel suo complesso, in quanto significa che i talenti disponibili rimangono inutilizzati e che si può prevedere che aumentino le disparità economiche all'interno dell'UE; osserva che questa scarsa partecipazione è parzialmente attribuibile a fattori strutturali, tra cui investimenti pubblici nazionali inadeguati in R&S, che compromettono l'efficacia dei sistemi nazionali di R&I, come evidenziato dai bassi punteggi nel quadro di valutazione europeo dell'innovazione; osserva inoltre che esiste un nesso tra livelli elevati di partecipazione al PQ e livelli elevati di investimenti pubblici nazionali in R&S; è fermamente convinto che, in assenza di riforme nazionali, non sarà possibile colmare il divario di innovazione nonostante gli sforzi compiuti a livello europeo, e fa riferimento alla relazione speciale 09/2022 della Corte dei conti europea su tale questione; riconosce che sono necessari meccanismi nuovi e più efficaci per aumentare ancora la partecipazione, ma che il finanziamento di tali azioni dovrebbe provenire principalmente dal livello nazionale ed essere integrato dai fondi della politica di coesione; invita la Commissione a garantire che l'imminente normativa sul SER preveda obblighi rigorosi per gli Stati membri volti a migliorare il funzionamento dei loro sistemi di R&I al fine di eliminare prestazioni inferiori alla media dovute a sfide strutturali;

47. sottolinea l'importanza del marchio di eccellenza nell'ambito di Orizzonte Europa; ritiene che il marchio riduca in parte il problema persistente del sottofinanziamento in Orizzonte Europa, che ostacola notevolmente la capacità di sostenere in modo adeguato tutte le proposte di alta qualità; riconosce inoltre che il marchio può contribuire a migliorare il tasso di partecipazione dei ricercatori provenienti da paesi dell'allargamento; sottolinea tuttavia che il marchio non può essere considerato un sostituto del sostegno finanziario diretto, soprattutto perché non costituisce una garanzia di finanziamento;

48. osserva che un ecosistema europeo dell'innovazione prospero richiede ecosistemi di innovazione forti e ben collegati basati sul territorio e che un ecosistema europeo dell'innovazione meglio connesso sarà essenziale per rafforzare la competitività dell'Europa, la sua resilienza e la sua autonomia strategica; riconosce che la collaborazione tra gli ecosistemi territoriali consente alle regioni europee di sfruttare le proprie forze combinate per sviluppare soluzioni innovative in modo più efficiente; sottolinea che questa collaborazione accelera inoltre la commercializzazione e l'espansione delle tecnologie, rafforzando la competitività dell'UE anche a livello globale; riconosce il ruolo fondamentale delle organizzazioni pubbliche di ricerca, comprese le università, quali motori dell'innovazione basata sul territorio;

Osservazioni sulle missioni e sui partenariati

49. sottolinea il ruolo di comunicazione scientifica delle missioni e la necessità di rafforzarlo ulteriormente, poiché ciò renderà i risultati della ricerca più accessibili alla società e contribuirà ad affrontare la sfida posta dalla sfiducia nei confronti della R&I, contribuendo allo stesso tempo a ottenere l'approvazione della società per gli investimenti pubblici in R&I; ricorda che la comunicazione della Commissione del 19 luglio 2023 dal titolo "Due anni di missioni dell'UE: valutazione dei progressi e sviluppi futuri" non costituisce una valutazione positiva delle missioni e conclude che le missioni non sono andate a buon fine per quanto riguarda gli obiettivi fondamentali, come attrarre finanziamenti esterni;

50. ricorda il ruolo fondamentale dei partenariati nel riunire la Commissione e partner privati e/o pubblici; ritiene che essi debbano ricevere un sostegno continuo ed essere dotati di un obiettivo e di una portata definiti; sottolinea che le strutture di governance dei partenariati pubblico-privato dovrebbero essere razionalizzate e semplificate per evitare oneri inutili e concentrarsi maggiormente sulle priorità chiave; ritiene che le imprese comuni siano strumenti molto utili per favorire un migliore coordinamento e allineamento dei programmi di ricerca in tutta l'UE, nonché per promuovere il coinvestimento nella R&S tra il settore pubblico e quello privato; rileva con rammarico che le imprese comuni non hanno ancora determinato un aumento della spesa per la R&S da parte dell'industria europea nel suo complesso;

Raccomandazioni sull'ultima parte di Orizzonte Europa

51. osserva che dalla pubblicazione della comunicazione non si sono verificati cambiamenti significativi nell'attuazione delle missioni; conclude che l'attuale approccio alle missioni non è sufficientemente orientato alla promozione di idee creative, innovative e di R&I per far fronte alle sfide; ritiene che la programmazione orientata alle missioni dovrebbe prevedere obiettivi raggiungibili attraverso la R&I, dovrebbe essere attuata mediante inviti aperti a presentare idee dal basso verso l'alto per realizzare la missione e dovrebbe essere gestita attraverso un approccio di portafoglio basato sull'esperienza dei responsabili dei programmi CEI; è dell'opinione che la programmazione orientata alle missioni dovrebbe innanzitutto essere un nuovo approccio alla programmazione della ricerca che ponga maggiormente l'accento sulle idee di ricerca dal basso verso l'alto, promuova l'interdisciplinarità e, in particolare, renda possibili sinergie tra le attività basate sulle scienze sociali, le scienze umane e le arti (Sciences, Humanities and the Arts – SSHA) e le attività basate sulla tecnologia, al fine di affrontare eventuali problemi; invita pertanto la Commissione a sperimentare tale approccio nei restanti anni di Orizzonte Europa spendendo la maggior parte dei fondi assegnati alle missioni per inviti aperti a presentare proposte di attività di R&I capaci di contribuire al conseguimento di un obiettivo specifico; incoraggia la Commissione a valutare se sia opportuno continuare a finanziare ciascuna missione nell'ambito di Orizzonte Europa e a cercare i finanziamenti e il sostegno aggiuntivi necessari per portare avanti tali missioni in altre rubriche del bilancio dell'UE e, se del caso, a livello nazionale e regionale;

52. sostiene la proposta contenuta nella relazione Heitor di istituire un'unità sperimentale nell'ambito di Orizzonte Europa al fine di sperimentare nuovi metodi e strumenti di attuazione con l'obiettivo di favorire una reale semplificazione per i partecipanti e mettere a punto un'attuazione più agile del programma; esorta la Commissione ad avviare, a partire dal 2025, una task force intesa a migliorare l'efficacia del semestre europeo, in linea con la quota dell'UE verso l'obiettivo del 3 %, come chiaramente descritto nelle relazioni Draghi e Heitor e come ribadito dai leader europei nella dichiarazione di Budapest sul nuovo patto per la competitività europea;

53. insiste sul fatto che la Commissione dovrebbe continuare a utilizzare i finanziamenti forfettari nell'ambito di Orizzonte Europa applicandoli ai beneficiari per i quali, secondo le valutazioni, tale pratica costituisce chiaramente una semplificazione, come le PMI e i progetti per i quali vi sono solide prove del fatto che ciò rappresenta effettivamente una semplificazione; sottolinea, a tale proposito, che il previsto aumento del ricorso alle somme forfettarie per il programma di lavoro 2026-2027 rimane discutibile, date le preoccupazioni e le incognite esistenti per quanto riguarda l'impatto degli importi forfettari sulla semplificazione che offrono ad alcuni beneficiari e il loro impatto sulla qualità dei progetti finanziati; invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per garantire un uso corretto ed efficiente dei fondi dell'UE prima di aumentare negli ultimi anni di Orizzonte Europa la quota del suo bilancio che viene spesa facendo ricorso a importi forfettari, come pure a valutare nuovi modi di migliorare il sistema per garantire che i finanziamenti forfettari si traducano effettivamente in una semplificazione per i beneficiari; sostiene la raccomandazione della Corte dei conti europea di definire la portata dei controlli ex post per le sovvenzioni forfettarie;

54. sostiene l'invito urgente della relazione Heitor a introdurre una linea di cofinanziamento "Choose Europe" (scegliere l'Europa) al fine di trasformare l'attuale "fuga di cervelli europei" in un "afflusso di cervelli" entro il 2035; osserva che si tratta di un'opportunità importante e unica per l'Europa nell'attuale contesto geopolitico incerto, in particolare in seguito alle recenti elezioni negli Stati Uniti, e che tale obiettivo dovrebbe pertanto essere attuato con urgenza a partire dal 2025;

55. invita la Commissione a ripristinare senza indugio l'autonomia e l'agilità del CEI al fine di eliminare i complessi processi esistenti che comportano una riduzione dei livelli di attuazione; ritiene che le attività di transizione del CEI dovrebbero essere aperte a proposte basate sui risultati derivanti da qualsiasi progetto del PQ, indipendentemente da quale parte del programma abbia finanziato il progetto in questione;

56. esorta la Commissione, in qualità di custode dei trattati, a basarsi sul considerando 72 del regolamento che istituisce Orizzonte Europa per imporre un maggiore rispetto della libertà accademica nell'UE e nei paesi associati, in particolare servendosene quale base per affrontare in modo aperto e diretto palesi violazioni della libertà accademica da parte dei governi nazionali;

57. raccomanda che il ricorso al principio "non nuocere/non arrecare un danno significativo" sia accompagnato da orientamenti dettagliati della Commissione sul modo in cui sarà valutata la conformità al principio nel contesto dell'invito specifico in cui il principio è utilizzato;

Raccomandazioni per il 10° programma quadro di ricerca (10° PQ)

58. chiede che il 10° PQ sia un programma autonomo dell'UE – nel contesto del futuro dibattito sul tanto atteso Fondo per la competitività annunciato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel suo discorso del 17 luglio 2024 a Strasburgo – dedicato all'eccellenza dell'UE in materia di ricerca e innovazione e allo sviluppo tecnologico strategico, con un bilancio sostanzialmente più elevato che consenta di conseguire l'obiettivo di spesa del 3 % del PIL e di finanziare almeno il 75 % delle proposte eccellenti[26] presentate; raccomanda che il 10º PQ sia incentrato su tre obiettivi fondamentali:

a) istituire un concorso europeo di idee e un imbuto per accelerare il passaggio dalla scienza fondamentale allo sviluppo dell'innovazione, sostenendo la ricerca scientifica di base e rafforzando la diffusione e lo sfruttamento di soluzioni innovative;

b) sostenere iniziative di ricerca strategiche che richiedono una collaborazione su vasta scala ed europea, dal momento che la capacità del programma di dare priorità a tali iniziative sarà della massima importanza per la capacità dell'Europa di affrontare le sfide sociali che la riguardano, nonché per l'industria e le PMI europee, anche per quanto concerne la maturità tecnologica e la promozione degli ecosistemi europei, al fine di colmare il divario di competitività con i nostri concorrenti globali concentrando l'attenzione sullo sviluppo di tecnologie avanzate, innovative e prioritarie e sulla loro traduzione in applicazioni concrete di prodotti, processi e servizi innovativi;

c) portare avanti il SER, anche affrontando il divario in termini di innovazione in Europa;

59. raccomanda alla Commissione di garantire un'attuazione del programma orientata agli utenti, basata sulla scienza, efficace ed efficiente, in particolare grazie alle seguenti azioni:

a) attuare una governance migliorata, improntata alle conclusioni del gruppo di esperti Heitor e alla relazione Draghi, che affronti la necessità di migliorare l'agilità del programma, il quale dovrebbe:

i. essere orientato ad agevolare le migliori conoscenze scientifiche, lo sviluppo della tecnologia e l'innovazione;

ii. contribuire alle priorità dell'UE in termini di scienza e innovazione;

iii. basarsi sul principio dell'autonomia, in modo che specialisti indipendenti riconosciuti del settore interessato che agiscono nell'interesse pubblico possano fornire consulenza sul miglior modo in cui la ricerca e l'innovazione possono contribuire al conseguimento delle priorità politiche definite dai responsabili politici; nel quadro dell'attuazione di tale principio, si raccomanda di istituire nuovi Consigli, in linea con la relazione Heitor, per fornire consulenza specialistica sulle priorità strategiche del programma nonché sulla formulazione del testo degli inviti, così da garantirne la qualità;

b) prevedere posti di "responsabili di programmi" per il CEI, paragonabili a quelli dei responsabili di programmi presso le agenzie americane di tipo ARPA, che siano esperti esterni alla Commissione con una comprovata esperienza nel settore pertinente, nominati per un periodo prestabilito come consiglieri speciali del commissario responsabile per la ricerca e l'innovazione al fine di garantire la loro anzianità in seno alla Commissione, e incaricati di gestire portafogli di progetti strategici e visionari, favorendo ove opportuno la collaborazione tra progetti nell'intero programma a vantaggio reciproco, e di definire le sfide sulla base dell'intelligence strategica al fine di promuovere la leadership globale dell'Europa in ambiti specifici del loro settore;

c) attuare una radicale semplificazione delle procedure amministrative connesse alla presentazione delle domande e alla gestione dei progetti nell'ambito del 10º PQ, adottando l'approccio proposto nella relazione Heitor per quanto riguarda il sistema di candidatura, che consiste nel dare fiducia prima e nell'effettuare controlli successivamente, e mantenendo al minimo indispensabile le informazioni richieste per presentare domanda: nella fase di presentazione delle proposte non dovrebbe essere richiesta alcuna informazione che non sia assolutamente necessaria ai fini della corretta valutazione qualitativa della qualità scientifica o innovativa di una proposta;

d) promuovere sinergie nonché una programmazione e un'attuazione coordinate con altri programmi e politiche settoriali, in particolare con la futura nuova politica industriale e i prossimi importanti progetti di comune interesse europeo in materia di ricerca, sviluppo e innovazione a livello nazionale e dell'UE;

60. raccomanda che i piani per l'uguaglianza di genere, in quanto criteri di ammissibilità per i finanziamenti, siano mantenuti nel 10º PQ nella loro forma attuale quale elemento permanente e integrante dei requisiti di finanziamento della ricerca nell'UE;

61. raccomanda che l'obiettivo generale relativo all'avanzamento del SER determini uno Spazio europeo della ricerca eccellente, unificato e performante, che attiri talenti, che integri i nuovi arrivati nelle reti esistenti, che offra accesso a infrastrutture di ricerca e di tecnologia all'avanguardia a livello mondiale – restando nel contempo aperto alle proposte di ricerca eccellenti, indipendentemente dall'istituto di ricerca che le promuove – e che sostenga programmi di ricerca congiunti in fase precoce con finanziatori nazionali; sottolinea che la futura normativa sul SER deve garantire maggiori investimenti nazionali, riforme nazionali e l'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle conoscenze, delle tecnologie e dei ricercatori, in modo da creare le condizioni necessarie affinché il 10º PQ contribuisca al corretto funzionamento del SER;

62. ritiene che i programmi "Infrastrutture di ricerca", "COST" e "Teaming" dovrebbero contribuire al conseguimento di tale obiettivo generale; è convinto che il 10° PQ dovrebbe prevedere uno strumento per gli investimenti strategici nelle infrastrutture tecnologiche; ritiene che le azioni Marie Skłodowska-Curie siano uno strumento fondamentale per conseguire tale obiettivo, in quanto facilitano la mobilità in tutta l'UE e tra diversi settori delle menti migliori e più brillanti, selezionate sulla base dell'eccellenza della loro proposta; è dell'opinione che, nell'ottica di una maggiore integrazione del SER, dovrebbe essere incoraggiata la partecipazione al programma di entità provenienti da aree con scarse prestazioni in materia di ricerca;

63. è fermamente convinto che, al fine di conseguire tale obiettivo generale, il 10° PQ dovrebbe includere un nuovo programma europeo di borse di studio per i ricercatori a rischio che integri gli insegnamenti tratti dall'azione preparatoria in corso;

64. continua a sostenere l'approccio dell'EIT basato sul triangolo della conoscenza per promuovere l'innovazione in Europa; è convinto che un EIT riformato e riorientato dovrebbe contribuire al conseguimento di tale obiettivo generale, dato il suo particolare ruolo in termini di integrazione dell'ecosistema europeo dell'innovazione;

65. ritiene che, nell'ambito del 10° PQ, un CER e un CEI ampliati e interconnessi dovrebbero essere il motore di un concorso europeo di idee e che sarebbe opportuno aumentare a titolo prioritario le loro dotazioni nel bilancio del 10° PQ; raccomanda che tali programmi siano concepiti in modo tale da creare un imbuto europeo dal basso verso l'alto, che consenta all'innovazione di passare rapidamente dalla scienza fondamentale allo sviluppo dell'innovazione;

66. ritiene che il CEI potrà avere successo solo se sarà in grado di i) offrire finanziamenti misti come progetto unico e ii) agire con la stessa prevedibilità e agilità degli attori privati sul mercato dei capitali di rischio attraverso un'entità giuridica su misura per la sua attuazione; sottolinea che il rafforzamento dell'autonomia sia del CER che del CEI è fondamentale per conseguire tale obiettivo; ritiene, a tale proposito, che debbano essere esaminate nuove opzioni per garantirne l'indipendenza e la stabilità a lungo termine, come la creazione di entità giuridiche dedicate;

67. è dell'opinione che l'ampliamento del CEI e del CER dovrebbe comprendere maggiori finanziamenti per i progetti di ricerca scientifica di base, collaborativi e precoci; raccomanda tale ampliamento per finanziare progetti e consorzi più piccoli, così da ridurre gli ostacoli alla partecipazione, aumentare il tasso di successo e incoraggiare la sperimentazione di nuove idee e collaborazioni; ritiene che sia il Pathfinder del CEI che le sovvenzioni del CER per le sinergie abbiano un ruolo da svolgere nell'ambito di tale spazio ampliato per la ricerca collaborativa dal basso verso l'alto; sottolinea che il Pathfinder del CEI dovrebbe continuare a finanziare le sfide, ma che queste dovrebbero essere trasformate da inviti basati sulle sfide a sfide di tipo ARPA, che lasciano spazio a proposte orientate dal basso verso l'alto garantendo nel contempo lo sviluppo di tecnologie strategiche;

68. esorta la Commissione a progettare il 10° PQ in modo che possa sostenere efficacemente le iniziative strategiche di ricerca, sviluppo tecnologico e diffusione, ponendo l'accento su un numero limitato di priorità, al fine di sostenere la competitività basata sulla ricerca e la resilienza di settori chiave dell'economia europea, nonché affrontare, fino al 2040, le sfide sociali che rendono necessaria la collaborazione transfrontaliera in ragione della portata e della complessità della questione trattata; ritiene che tali iniziative potrebbero assumere la forma di i) programmi orientati alle missioni sociali che affrontino le sfide socioeconomiche e/o ecologiche, ii) programmi orientati alle missioni tecnologiche per accelerare lo sviluppo di tecnologie strategiche in Europa, e iii) imprese comuni per garantire investimenti congiunti da parte del settore privato, degli Stati membri e dell'UE;

69. è inoltre convinto che una quota del bilancio del 10º PQ dovrebbe rimanere disponibile per inviti collaborativi con un livello di maturità tecnologica superiore, nell'ottica di favorire la collaborazione strategica non contemplata dalle iniziative strategiche; sottolinea che tale bilancio potrebbe essere utilizzato in particolare per inviti strategici elaborati dai gestori dei programmi al fine di sviluppare ulteriormente l'ecosistema emergente;

70. sottolinea che i programmi orientati alle missioni nell'ambito del 10º PQ dovrebbero essere organizzati in modo fondamentalmente diverso rispetto alle attuali missioni nell'ambito di Orizzonte Europa; invita la Commissione ad attuare, nell'ambito del 10° PQ, programmi orientati alle missioni che fissino obiettivi che possono essere raggiunti attraverso la R&I, attuati mediante inviti aperti per idee dal basso verso l'alto – promuovendo l'interdisciplinarità, anche tra le attività basate sulla SSHA e le attività basate sulla tecnologia, al fine di realizzare la missione – e gestite mediante un approccio di portafoglio basato sull'esperienza acquisita con il progetto pilota nell'ambito di Orizzonte Europa; sottolinea che una buona gestione di tali programmi orientati alle missioni richiede competenze eccellenti in tema di missioni piuttosto che competenze generiche;

71. evidenzia che le procedure per ottenere sostegno nell'ambito del 10° PQ devono essere in linea con le realtà delle imprese; è dell'opinione che, a tal fine, nell'ambito del 10° PQ dovrebbe essere reintrodotta una procedura di candidatura orientata all'industria, basata sull'esperienza acquisita con la corsia veloce per l'innovazione di Orizzonte 2020, in particolare quando il programma mira a sostenere iniziative strategiche;

72. è convinto che è più importante che mai adottare un approccio strategico alla cooperazione internazionale; ritiene che una collaborazione mondiale in ambito scientifico sia essenziale per lo sviluppo delle conoscenze dell'umanità, ma non possa essere perseguita in modo ingenuo; raccomanda alla Commissione di elaborare un quadro strategico chiaro per le sue decisioni in materia di collaborazione internazionale, che comprenda i) una politica chiara in materia di associazione di paesi terzi che riconosca che l'associazione è uno strumento di partenariato politico, ii) un processo strutturato per determinare quanto debbano essere aperti o chiusi i progetti del 10º PQ per promuovere la migliore ricerca possibile, tenendo conto al tempo stesso degli interessi strategici dell'UE, e iii) un piano per promuovere la collaborazione mondiale attraverso il programma;

73. sottolinea l'importanza del rispetto, da parte del 10º PQ, della raccomandazione del Consiglio sulla sicurezza della ricerca; invita la Commissione a includere, nell'ambito dell'approccio strategico, una valutazione volta a stabilire se il miglior modo di conseguire il giusto equilibrio tra sicurezza e apertura sia a livello dei programmi, degli inviti o dei progetti selezionati; ritiene inoltre che, al di là dell'agilità del programma quadro stesso, il rafforzamento della resilienza debba essere integrato fino a diventare parte integrante di tutte le attività di ricerca applicata, sviluppo e innovazione del prossimo programma quadro, in modo differenziato a seconda dell'argomento e del tipo di attività; sostiene in particolare che le attività di innovazione strettamente legate al mercato devono tenere conto del rischio di una maggiore dipendenza da paesi terzi che esse comportano e della necessità di rafforzare l'autonomia strategica dell'UE;

74. raccomanda, in linea di principio, di preservare il carattere civile del prossimo programma quadro e di lasciare al successore del Fondo europeo per la difesa il compito di occuparsi degli inviti riguardanti applicazioni specifiche nel settore della difesa; esorta la Commissione a sviluppare ulteriormente opzioni volte a rafforzare le sinergie tra la spesa per la R&S in ambito civile e in materia di difesa; invita in particolare la Commissione a valutare come poter sfruttare al massimo il potenziale delle tecnologie a duplice uso, in special modo intervenendo dopo la selezione dei progetti anziché in fase di definizione di un invito o di un programma; sottolinea che la libertà accademica comprende il diritto dei ricercatori di decidere a quale ricerca e a quale sviluppo desiderano contribuire;

75. raccomanda che il programma riconosca il ruolo della ricerca interdisciplinare nell'affrontare le sfide sociali, compresa una migliore integrazione delle SSHA; ribadisce la necessità di finanziamenti sufficienti per i progetti di ricerca che affrontano le sfide sociali e che rientrano nel settore delle SSHA;

76. raccomanda l'introduzione di azioni di ricerca volte a favorire e incoraggiare in misura maggiore la ricerca a un livello di maturità tecnologica inferiore e la ricerca di base;

77. osserva che l'assegnazione di almeno il 35 % della spesa del programma Orizzonte Europa agli obiettivi climatici ha contribuito all'obiettivo generale dell'UE di integrare le azioni per il clima nelle sue politiche e nei suoi fondi settoriali; ritiene che si tratti di un obiettivo ambizioso per garantire che il 10° PQ finanzi adeguatamente la scienza, la ricerca e l'innovazione a sostegno degli obiettivi climatici dell'UE;

78. sottolinea che qualsiasi applicazione potenziale del principio "non nuocere/non arrecare un danno significativo" nell'ambito del 10° PQ dovrebbe, in linea con l'articolo 33, paragrafo 2, lettera d), del regolamento finanziario, essere stabilita nella legislazione relativa al 10° PQ;

79. raccomanda che nel 10º PQ sia riconosciuto il ruolo centrale della normazione nel promuovere l'innovazione, nel rafforzare la competitività e nel garantire soluzioni efficaci e pronte per il mercato, garantendo che i costi associati alle attività di normazione, ove pertinenti per i progetti, siano chiaramente considerati ammissibili al rimborso nel quadro del programma, nonché offrendo sostegno ai ricercatori nelle loro attività di normazione;

80. ribadisce che le norme relative all'associazione di paesi terzi al 10º PQ dovrebbero prevedere che tale associazione possa essere conclusa solo mediante accordi internazionali, rendendo necessaria l'approvazione del Parlamento per ciascuna associazione specifica a un determinato programma dell'Unione, anche per quanto riguarda l'ambito di applicazione dell'associazione in questione;

81. osserva che il 10º PQ dovrebbe tenere conto dell'uso dell'intelligenza artificiale (IA) come mezzo per promuovere la ricerca e lo sviluppo europei, individuando nel contempo i potenziali rischi specifici connessi a un uso abusivo dell'IA in ambito scientifico e le corrispondenti misure di attenuazione;

°

° °

82. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 


MOTIVAZIONE

L'attuazione di Orizzonte Europa è stata condizionata dal sovrapporsi di diverse crisi, dall'emergenza climatica alla pandemia di COVID-19, dall'inflazione all'insicurezza energetica innescata dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. Benché sia stato possibile adattare il programma a tali crisi in modo ammirevole, il fatto che esso ponga l'accento su soluzioni a breve termine va a scapito di ricerche più approfondite e più lungimiranti e, per estensione, di una competitività sostenibile dell'Europa.

Se l'Europa intende conseguire una competitività sostenibile attraverso l'innovazione, deve porre la R&I al centro della sua economia e della sua società, e deve farlo secondo le modalità della R&I. La R&I è il fondamento della competitività sostenibile dell'Europa, dal momento che non siamo in grado di superare i nostri concorrenti globali per quanto riguarda i prezzi. Possiamo mantenere la nostra competitività e sovranità solo assumendo la leadership mondiale in materia di conoscenze scientifiche e sviluppo tecnologico.

Occorre innanzitutto disporre di un programma quadro europeo che promuova le migliori conoscenze scientifiche, la ricerca e l'innovazione nel mondo. Sulla base dei risultati del programma e dei riscontri dei portatori di interessi, dobbiamo concludere che Orizzonte Europa non è adatto a tale scopo.

Orizzonte Europa è un eccellente programma che promuove alcune delle migliori conoscenze scientifiche al mondo attraverso il CER, accelera lo sviluppo su larga scala di tecnologie strategiche, ad esempio attraverso l'iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche, mobilita con successo gli investimenti privati nella R&S di tecnologie settoriali – ad esempio l'impresa comune CleanAviation – e, grazie al CEI, ha promosso il maggiore sforzo di investimento in capitale di rischio nelle start-up ad elevatissimo contenuto tecnologico in Europa. Orizzonte Europa è un elemento indispensabile del sistema europeo di R&S.

Ma non è sufficiente. Alcune parti del programma non sono abbastanza attraenti per gli elementi migliori e più brillanti, è troppo complesso e gli inviti a presentare proposte non sono abbastanza pertinenti. Orizzonte Europa è più uno strumento destinato ai responsabili politici che non una struttura di sostegno per la scienza, la ricerca e l'innovazione in Europa.

Di conseguenza, il 10° PQ deve rappresentare un punto di svolta. Deve essere estraneo all'arroganza dei responsabili politici in materia di sviluppo tecnologico e scientifico e deve liberarsi dei troppi obiettivi secondari e terziari, che vanno al di là dell'obiettivo primario: l'eccellenza nei settori della scienza, della ricerca e dell'innovazione. Occorre che il programma si concentri sul finanziamento di progetti scientifici, di ricerca e di innovazione alle frontiere della conoscenza e della tecnologia. Deve finanziare progetti scientifici e innovativi che vadano oltre la più fervida immaginazione dei responsabili politici e che apportino soluzioni mai concepite prima per problemi non ancora individuati. Per raggiungere tale obiettivo è necessario che gli scienziati, i ricercatori e gli innovatori europei assumano un ruolo guida, definendo la programmazione e selezionando i progetti migliori. Centralizzare la programmazione nel quadro di un Fondo per la competitività darebbe il risultato opposto. Sebbene il 10° PQ possa svolgere e svolgerà un ruolo cruciale per la competitività dell'UE, esso non dovrebbe essere guidato dalla competitività, ma dalla scienza, dalla ricerca e da imprenditori del settore ad altissimo contenuto tecnologico.

Il programma quadro europeo è un elemento centrale dello Spazio europeo della ricerca. È grazie ad esso che l'Unione contribuisce all'obiettivo di destinare il 3 % del PIL al finanziamento della ricerca e dello sviluppo. Esso contribuisce inoltre ad attrarre talenti in Europa e a trattenerli, ma il numero troppo elevato di domande ne limita purtroppo l'incidenza Pertanto, per la competitività europea è essenziale che il 10° PQ riceva un bilancio di almeno 220 miliardi di EUR, in linea con l'obiettivo dell'Unione del 3 % del PIL e allo scopo di garantire che l'eccedenza di domande raggiunga livelli accettabili.

Senza tale programma di riforme per il 10° PQ, vengono meno le basi per qualsiasi programma in materia di competitività sostenibile a lungo termine. Solo mettendo la R&I al primo posto possiamo attenderci che contribuisca alla nostra competitività: la R&I è una condizione preliminare a lungo termine per la competitività, non una soluzione a breve termine. Dato il rigoroso limite di caratteri previsto per questo tipo di documenti, il presente progetto di relazione riflette solo i punti chiave di tale programma di riforme. Il relatore integrerà ulteriormente la relazione con emendamenti mirati.


 

ALLEGATO: ENTITÀ O PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

Conformemente all'allegato I, articolo 8, del regolamento, il relatore dichiara di aver ricevuto, nel corso dell'elaborazione della relazione, fino alla sua approvazione in commissione, contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persona

Helmholtz-Gemeinschaft

Robert Bosch GmbH

All European Academies e.V.

COST Association

Clean Aviation Joint Undertaking

EARTO

Aerospace, Security and Defence Industries Association of Europe

League of European Research Universities (LERU)

European Consortium of Innovative Universities

The Guild of European Research-Intensive Universities

EU-LIFE

Max Planck Society

European Association of Innovation Consultants

Scholars at Risk Europe

People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) Foundation

German U15

European Association for Social Sciences and Humanities

Wirtschaftskammer Österreich

BusinessEurope

Fraunhofer Gesellschaft

German Research Foundation

German Rectors Conference

Leibniz Association

Orgalim

Communia Association

DIGITAL EUROPE

UAS4EUROPE

Neth-ER

UK Government

European University Association

Young European Research Universities Network

European Roundtable for Industry

Norwegian Government

Science Europe

APRE

Austrian Council for Sciences, Technology, and Innovation

EARMA

INSERM

Alternative Energies and Atomic Energy Commission (CEA)

Austrian Research Promotion Agency

Centre National de la Recherche Scientifique

Swiss National Science Foundation

ETP Manufuture

Photonics21

International Association of Scientific, Technical & Medical Publishers

Una Europa

Quantum Community Network

Informal Group of R&I Liaison Offices

The Federation of German Industries

Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg

Hydrogen Europe

Coimbra Group

AENEAS, EPoSS and INSIDE

Deutsche Stiftung Weltbevölkerung (DSW)

European Welding Association

The University Alliance Stockholm Trio

ERRIN

Conference of European Schools for Advanced Engineering Education and Research

European Semiconductor Industry Association

Österreichs E-Wirtschaft

Association of Finnish Cities and Municipalities

EU-LIFE

Aalborg University

European Association for the Applied Sciences in Higher Education (EURASHE)

AURORA

L'elenco che precede è compilato sotto l'esclusiva responsabilità del relatore.

Quando delle persone fisiche sono identificate nell'elenco con il loro nome, la loro funzione o entrambi, il relatore dichiara di aver sottoposto alle persone fisiche interessate l'informativa del Parlamento europeo sulla protezione dei dati n. 484 (https://www.europarl.europa.eu/data-protect/index.do), che definisce le condizioni applicabili al trattamento dei loro dati personali e i diritti connessi a tale trattamento.

 

 


 

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.2.2025

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

67

5

9

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Oihane Agirregoitia Martínez, Wouter Beke, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Paolo Borchia, Markus Buchheit, João Cotrim De Figueiredo, Giovanni Crosetto, Raúl de la Hoz Quintano, Pilar del Castillo Vera, Elena Donazzan, Sofie Eriksson, Jan Farský, Sigrid Friis, Lina Gálvez, Alexandra Geese, Jens Geier, Nicolás González Casares, Giorgio Gori, Bart Groothuis, Christophe Grudler, Elisabetta Gualmini, Niels Flemming Hansen, Eero Heinäluoma, Ivars Ijabs, Fernand Kartheiser, Seán Kelly, Rudi Kennes, Michał Kobosko, Ondřej Krutílek, Eszter Lakos, Morten Løkkegaard, Sara Matthieu, Eva Maydell, Marina Mesure, Jana Nagyová, Dan Nica, Angelika Niebler, Ville Niinistö, Mirosława Nykiel, Daniel Obajtek, Thomas Pellerin-Carlin, Tsvetelina Penkova, Pascale Piera, Virgil-Daniel Popescu, Jüri Ratas, Aura Salla, Elena Sancho Murillo, Paulius Saudargas, Benedetta Scuderi, Anthony Smith, Nicolae Ştefănuță, Anna Stürgkh, Beata Szydło, Dario Tamburrano, Bruno Tobback, Matej Tonin, Yvan Verougstraete, Mariateresa Vivaldini, Andrea Wechsler, Angelika Winzig, Nicola Zingaretti

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Christophe Bay, Carlo Ciccioli, Krzysztof Hetman, Radan Kanev, Marion Maréchal, Dario Nardella, João Oliveira, René Repasi, Virginijus Sinkevičius, Zala Tomašič, Francesco Torselli

Deputati di cui all’art. 216, par. 7, del regolamento presenti al momento della votazione finale

Arno Bausemer, Marie-Luce Brasier-Clain, Valérie Deloge, Angéline Furet, Catherine Griset, Pär Holmgren, Milan Mazurek, Malika Sorel

 

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE DA PARTE DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

67

+

ECR

Carlo Ciccioli, Giovanni Crosetto, Elena Donazzan, Fernand Kartheiser, Ondřej Krutílek, Marion Maréchal, Daniel Obajtek, Beata Szydło, Francesco Torselli, Mariateresa Vivaldini

ESN

Arno Bausemer, Markus Buchheit, Milan Mazurek

PPE

Wouter Beke, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Pilar del Castillo Vera, Raúl de la Hoz Quintano, Jan Farský, Niels Flemming Hansen, Krzysztof Hetman, Radan Kanev, Seán Kelly, Eszter Lakos, Eva Maydell, Angelika Niebler, Mirosława Nykiel, Virgil-Daniel Popescu, Jüri Ratas, Aura Salla, Paulius Saudargas, Zala Tomašič, Matej Tonin, Andrea Wechsler, Angelika Winzig

Renew

Oihane Agirregoitia Martínez, João Cotrim De Figueiredo, Sigrid Friis, Bart Groothuis, Christophe Grudler, Ivars Ijabs, Michał Kobosko, Morten Løkkegaard, Anna Stürgkh, Yvan Verougstraete

S&D

Sofie Eriksson, Lina Gálvez, Jens Geier, Nicolás González Casares, Giorgio Gori, Elisabetta Gualmini, Eero Heinäluoma, Dario Nardella, Dan Nica, Thomas Pellerin-Carlin, Tsvetelina Penkova, René Repasi, Elena Sancho Murillo, Bruno Tobback, Nicola Zingaretti

Verts/ALE

Alexandra Geese, Pär Holmgren, Sara Matthieu, Ville Niinistö, Benedetta Scuderi, Virginijus Sinkevičius, Nicolae Ştefănuță

 

5

-

The Left

Rudi Kennes, Marina Mesure, João Oliveira, Anthony Smith, Dario Tamburrano

 

9

0

PfE

Christophe Bay, Paolo Borchia, Marie-Luce Brasier-Clain, Valérie Deloge, Angéline Furet, Catherine Griset, Jana Nagyová, Pascale Piera, Malika Sorel

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2025
Note legali - Informativa sulla privacy