RELAZIONE sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Turchia

15.4.2025 - (2025/2023(INI))

Commissione per gli affari esteri
Relatore: Nacho Sánchez Amor


Procedura : 2025/2023(INI)
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A10-0067/2025
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A10-0067/2025
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sulla Turchia

(2025/2023(INI))

Il Parlamento europeo,

 viste le conclusioni del Consiglio europeo del 17 e 18 aprile 2024, del 30 giugno 2023, del 23 giugno 2022, del 24 giugno 2021 e del 12 dicembre 2019, e tutte le pertinenti conclusioni in materia del Consiglio e del Consiglio europeo,

 vista l'adesione della Turchia al Consiglio d'Europa e alla NATO,

 visto l'accordo di riammissione delle persone in posizione irregolare tra l'Unione europea e la Repubblica di Turchia[1] (accordo di riammissione UE-Turchia),

 vista la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del 25 marzo 2021 sulla Turchia,

 viste le dichiarazioni UE-Turchia del 18 marzo 2016 e del 29 novembre 2015,

 visto il quadro negoziale per la Turchia del 3 ottobre 2005,

 vista la dichiarazione rilasciata dalla Comunità europea e dai suoi Stati membri il 21 settembre 2005, a seguito della dichiarazione resa dalla Turchia all'atto della firma del protocollo aggiuntivo all'accordo di Ankara il 29 luglio 2005,

 viste le conclusioni del Consiglio del dicembre 2006 e del marzo 2020, e le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, note anche come criteri di Copenaghen,

 viste le conclusioni del Consiglio del 17 dicembre 2024 e del 12 dicembre 2023 sull'allargamento,

 visti il diritto internazionale del mare e la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS),

 viste la comunicazione della Commissione, del 30 ottobre 2024, sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2024)0690) e la relazione 2024 concernente la Turchia che la accompagna (SWD(2024)0696),

 viste la comunicazione della Commissione, dell'8 novembre 2023, sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2023)0690) e la relazione 2023 concernente la Turchia che la accompagna (SWD(2023)0696),

 

 vista la relazione speciale 06/2024 della Corte dei conti europea, del 24 aprile 2024, dal titolo "Lo strumento per i rifugiati in Turchia – Vantaggioso per i rifugiati e le comunità che li ospitano, ma l'impatto e la sostenibilità non sono ancora garantiti",

 viste le comunicazioni congiunte della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Consiglio europeo del 29 novembre 2023 (JOIN(2023)0050) e del 22 marzo 2021 (JOIN(2021)0008) sullo stato delle relazioni politiche, economiche e commerciali tra l'UE e la Turchia,

 vista la comunicazione della Commissione, del 19 dicembre 2024, dal titolo "Ottava relazione annuale sullo strumento per i rifugiati in Turchia" (COM(2024)0593),

 visti i principi fondamentali del diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, gli accordi ad alto livello del 1977 e del 1979 tra i leader delle due comunità e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su Cipro, tra cui la risoluzione 186 (1964) del 4 marzo 1964, che ribadisce la sovranità della Repubblica di Cipro, la risoluzione 550 (1984) dell'11 maggio 1984 sulle azioni secessioniste a Cipro, la risoluzione 789 (1992) del 25 novembre 1992 e la risoluzione 2537 (2020) sulla forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a Cipro (UNFICYP),

 visti l'articolo 46 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in cui si afferma che le parti contraenti si impegnano a conformarsi alle sentenze definitive della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) sulle controversie nelle quali sono parti, e il conseguente obbligo della Turchia di attuare tutte le sentenze della CEDU,

 viste le pertinenti risoluzioni del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa,

 vista la relazione 2025 sulla libertà nel mondo, pubblicata da Freedom House,

 visto l'indice 2024 sulla libertà di stampa nel mondo, pubblicato da Reporter senza frontiere,

 visti la relazione sulle statistiche penitenziarie del gennaio 2025 pubblicata dall'Associazione della società civile nel sistema penale (Civil Society in the Penal System Association – CISST) e il profilo della Turchia per il 2024 pubblicato da Prison Insider,

 vista la relazione del 2024 sul divario di genere mondiale, pubblicata dal Forum economico mondiale,

 viste le recenti relazioni della piattaforma per fermare i femminicidi "We Will Stop Femicide" (KCPD),

 viste la dichiarazione dell'UNESCO del 10 luglio 2020 sulla basilica di Santa Sofia, Istanbul, e le pertinenti decisioni 44 COM 7B.58 (2021) e 45 COM 7B.58 (2023) del Comitato del patrimonio mondiale dell'UNESCO adottate, rispettivamente, nel corso della sua 44a e 45a sessione,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla Turchia, in particolare quella del 13 settembre 2023 sulla relazione 2022 della Commissione sulla Turchia[2], quella del 7 giugno 2022 sulla relazione 2021 della Commissione sulla Turchia[3] e quella del 26 novembre 2020 sull'intensificarsi delle tensioni a Varosia in seguito alle azioni illegali della Turchia e la necessità di riprendere con urgenza i colloqui[4],

 vista la sua risoluzione del 29 febbraio 2024 sull'approfondimento dell'integrazione dell'UE in vista del futuro allargamento[5],

 vista la sua risoluzione del 15 aprile 2015 sul centenario del genocidio armeno[6],

 viste le sue risoluzioni del 5 maggio 2022 sul caso di Osman Kavala in Turchia[7], del 10 ottobre 2024 sul caso di Bülent Mumay in Turchia[8] e del 13 febbraio 2025 sulle recenti destituzioni e arresti di sindaci in Turchia[9],

 vista la visita della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ad Ankara nel dicembre 2024,

 visto l'articolo 55 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0067/2025),

A. considerando che la Turchia mantiene il proprio status di paese candidato all'UE e che l'adesione all'UE rimane l'obiettivo politico dichiarato a più riprese dal governo turco, nonostante il crescente divario con i valori e gli interessi dell'UE; che i negoziati di adesione all'UE si trovano di fatto in una fase di stallo dal 2018 a causa del deterioramento dello Stato di diritto e della democrazia in Turchia;

B. considerando che tutti i paesi in via di adesione dovrebbero rispettare i valori democratici, lo Stato di diritto e i diritti umani, come pure il diritto dell'UE; che la Turchia deve dimostrare in modo credibile il suo impegno a favore di relazioni più strette e di un maggiore allineamento con l'Unione europea al fine di rafforzare la sua prospettiva europea; che il fatto di essere un paese candidato presuppone la volontà di avvicinarsi progressivamente e di allinearsi all'UE sotto tutti gli aspetti, compresi i valori, gli interessi, le norme e le politiche, tra l'altro in materia di politica estera e di sicurezza comune, di rispettare e sostenere i criteri di Copenaghen e di perseguire e mantenere relazioni di buon vicinato con l'UE e con tutti i suoi Stati membri senza discriminazioni; che le tensioni tra l'UE e la Turchia in relazione alla situazione nel Mediterraneo orientale si sono attenuate ma non sono cessate; che la Turchia è stata invitata a più riprese ad astenersi da qualsiasi azione che violi la sovranità e i diritti sovrani di tutti gli Stati membri dell'UE, come pure il diritto internazionale e dell'Unione;

C. considerando che la relazione 2023 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia ha tracciato un quadro di costante regresso, mentre l'ultima relazione sui progressi compiuti nel 2024 sembra presentare un quadro generale leggermente più positivo per quanto riguarda gli sviluppi in materia di riforme connesse all'allargamento in Turchia, ad esempio per quanto riguarda le politiche economiche e monetarie; che ciò tuttavia non si può applicare alle questioni essenziali relative alla democrazia e ai diritti fondamentali, che hanno subito un ulteriore deterioramento in seguito alla pubblicazione dell'ultima relazione della Commissione; che il divario tra la Turchia e i valori e il quadro normativo dell'UE non è stato pertanto affrontato nel corso dell'ultimo periodo, dal momento che persistono leggi e misure volte a limitare lo Stato di diritto e i diritti umani, le libertà fondamentali e i diritti civili;

D. considerando che la comunicazione congiunta sullo stato delle relazioni tra l'UE e la Turchia del 29 novembre 2023 ha delineato un quadro più positivo, presentando una serie di raccomandazioni che invitano alla cooperazione in settori di interesse comune attraverso un approccio graduale, proporzionato e reversibile e sulla base di condizionalità stabilite; che finora sono stati compiuti solo pochi passi concreti in linea con gli impegni ivi contenuti; che il Consiglio europeo dell'aprile 2024 ha incaricato il Coreper di avanzare nell'attuazione della comunicazione congiunta; che, ciononostante, la comunicazione congiunta non ha ancora ricevuto un sostegno politico chiaro da parte del Consiglio;

E. considerando che la Turchia è membro del Consiglio d'Europa ed è pertanto vincolata dalle sentenze della CEDU; che, a causa della mancata applicazione di sentenze fondamentali della CEDU, la Turchia si trova attualmente ad affrontare storiche procedure di infrazione; che la Turchia figura costantemente tra i paesi che violano con maggiore frequenza i diritti umani e le libertà fondamentali tutelati dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo; che, alla fine di novembre 2024, la Turchia registrava il maggior numero di cause pendenti dinanzi la CEDU, con 22 450 ricorsi presentati, vale a dire il 36,7 % del carico di lavoro totale della Corte, pari a 61 250 ricorsi;

F. considerando che Freedom House classifica la Turchia come "non libera" e che il paese ha registrato uno dei più gravi deterioramenti al mondo per quanto riguarda il livello di libertà negli ultimi dieci anni; che la Turchia occupa il 158º posto su 180 paesi nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo; che il governo turco ha chiuso decine di organi di informazione, blocca regolarmente gli articoli online, controlla l'85 % dei media nazionali e ricorre all'agenzia statale Anadolu come organo di propaganda;

G. considerando che la Costituzione turca prevede una protezione sufficiente dei diritti fondamentali ma che la prassi delle istituzioni e la condizione critica della magistratura, compreso il mancato rispetto delle sentenze della Corte costituzionale, rappresentano le principali ragioni alla base della drammatica situazione dello Stato di diritto e dei diritti umani nel paese, questioni ripetutamente illustrate nelle relazioni dell'UE, del Consiglio d'Europa e delle organizzazioni internazionali;

H. considerando che la Turchia presenta il più alto tasso di incarcerazione e la popolazione carceraria più numerosa di tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa, nonché un alto tasso di sovraffollamento nelle carceri, dove la popolazione carceraria è cresciuta del 439 % tra il 2005 e il 2023, pari a oltre un terzo di tutti i detenuti dei paesi del Consiglio d'Europa;

I. considerando che la Turchia si colloca al 127º posto tra i 146 paesi inclusi nell'indice globale sul divario di genere nel 2024, il che evidenzia gravi disuguaglianze di genere e disfunzioni sistemiche nella tutela dei diritti delle donne; che, secondo la relazione del 2024 della piattaforma per fermare i femminicidi "We Will Stop Femicide" (KCPD), 394 donne sono state uccise da uomini e 259 donne sono state trovate morte in circostanze sospette nel 2024 in Turchia, il dato più alto registrato da quando il gruppo della società civile ha iniziato a raccogliere dati nel 2010; che, nella sua relazione del 2023, la piattaforma ha rilevato che 315 donne erano state uccise da uomini e 248 donne erano state trovate morte in circostanze sospette;

J. considerando che negli ultimi mesi la Turchia ha adottato misure per riprendere il processo per una risoluzione pacifica della questione curda; che il 27 febbraio 2025 il leader militante in carcere Abdullah Öcalan ha invitato il suo Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) a deporre le armi e a sciogliersi, offrendo un'opportunità storica per porre fine al conflitto turco-curdo; che a tali sforzi sono seguiti una crescente repressione e la limitazione dei poteri dei governi locali democratici, tra cui la destituzione dei sindaci curdi eletti e di altri sindaci dell'opposizione;

K. considerando che la Turchia, oltre a essere un paese candidato all'adesione all'UE, è un alleato della NATO e un partner fondamentale nei settori del commercio, delle relazioni economiche, della sicurezza, della lotta al terrorismo e della migrazione; che la Turchia continua a svolgere un ruolo chiave nella regione, funge da ponte tra l'Europa e l'Asia e rimane un partner essenziale per la stabilità nella più ampia regione del Mediterraneo orientale; che la Turchia continua a svolgere un ruolo significativo nel conflitto siriano e mantiene una presenza militare nel nord della Siria;

L. considerando che la Turchia non si è allineata alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia; che il commercio tra la Turchia e la Russia è quasi raddoppiato a partire dall'imposizione delle sanzioni dell'UE contro la Russia; che, sebbene abbia adottato alcune misure, la Turchia non ha impedito che si ricorra al suo territorio per eludere le sanzioni dell'UE nei confronti della Russia;

M. considerando che la relazione 2024 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia afferma che al 30 settembre 2024 il paese mantiene un bassissimo tasso di allineamento alle pertinenti dichiarazioni dell'alto rappresentante a nome dell'UE e alle pertinenti decisioni del Consiglio, pari al 5 % e rispetto al 9 % del 2023;

N. considerando che la Turchia è il quinto partner commerciale dell'UE e che l'UE è di gran lunga il principale partner commerciale della Turchia, nonché la sua principale fonte di investimenti esteri diretti;

O. considerando che nell'ultimo anno il livello di impegno tra l'UE e la Turchia è aumentato sia in termini di riunioni tecniche che di riunioni ad alto livello negli ambiti settoriali;

P. considerando che la Turchia ha chiesto di aderire ai BRICS+ e ha espresso interesse ad aderire all'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (SCO);

Q. considerando che, dopo un periodo caratterizzato da una politica economica non ortodossa, nell'ultimo anno la Turchia ha attuato una politica monetaria più restrittiva, che ha portato a una riduzione degli squilibri esterni e a una moderazione delle pressioni inflazionistiche;

R. considerando che la Turchia ospita il maggior numero di rifugiati al mondo, con circa 3,1 milioni di rifugiati registrati, principalmente siriani, iracheni e afgani; che dal 2011 l'UE ha destinato oltre 10 miliardi di EUR all'assistenza ai rifugiati e alle comunità di accoglienza in Turchia; che, secondo un'inchiesta giornalistica credibile di Lighthouse Reports e otto partner del mondo dell'informazione, l'UE finanzia centri di permanenza per i rimpatri in Turchia coinvolti in detenzioni, abusi e deportazioni forzate di rifugiati con il pretesto del rimpatrio volontario;

S. considerando che, oltre all'assistenza emergenziale coordinata attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE per un valore finanziario stimato di 38 milioni di EUR, l'UE ha erogato 78,2 milioni di EUR in aiuti umanitari per la risposta al terremoto nel 2023 e 26 milioni di EUR in aiuti umanitari nel 2024; che l'UE ha approvato ulteriori 400 milioni di EUR di assistenza a titolo del Fondo di solidarietà dell'UE per finanziare operazioni di recupero a seguito del devastante terremoto;

T. considerando che la Turchia ha fatto un uso sistematico e improprio delle leggi antiterrorismo per prendere di mira funzionari eletti, politici dell'opposizione e difensori dei diritti umani, tra gli altri;

Impegno a favore dell'adesione all'UE

1. riconosce le aspirazioni di lunga data della società civile turca verso l'adesione all'Unione europea; accoglie con favore le recenti dichiarazioni del governo turco che ribadiscono il suo impegno a favore dell'adesione all'UE quale obiettivo strategico nell'ambito dello sforzo di rilanciare le relazioni UE-Turchia in linea con le conclusioni del Consiglio europeo attraverso un approccio graduale, proporzionato e reversibile; riconosce gli sforzi dell'UE per promuovere detto impegno attraverso un dialogo e una cooperazione rafforzati;

2. sottolinea che l'adesione all'UE è subordinata al rispetto dei criteri di adesione (di Copenaghen), i quali prevedono istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, il rispetto e la tutela delle minoranze, le relazioni di buon vicinato, il rispetto del diritto internazionale e l'allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE; osserva inoltre che tali criteri sono assoluti e non soggetti a considerazioni e negoziati strategici transazionali; sottolinea che il riconoscimento di tutti gli Stati membri costituisce una componente necessaria del processo di adesione;

3. deplora, a tale riguardo, il fatto che le suddette dichiarazioni positive non siano state accompagnate da azioni concrete da parte delle autorità turche per colmare l'ampio divario che persiste tra la Turchia e l'UE in materia di valori e norme, in particolare per quanto riguarda gli elementi fondamentali del processo di adesione; ribadisce la conclusione precedentemente adottata secondo cui il governo turco continua a mostrare, come ha fatto negli ultimi anni, una chiara mancanza di volontà politica di attuare le riforme necessarie per riattivare il processo di adesione e continua a perseguire una concezione autoritaria profondamente radicata del sistema presidenziale;

4. riconosce l'importanza strategica e geopolitica della Turchia e la sua presenza e influenza crescenti in zone critiche per la sicurezza internazionale, come la regione del Mar Nero, compresa l'Ucraina, e il Medio Oriente; ribadisce che la Turchia è un partner strategico e un alleato della NATO, nonché un paese con il quale l'UE mantiene stretti rapporti in settori quali la sicurezza, il commercio, l'economia e la migrazione; accoglie con favore una più stretta cooperazione tra la Turchia e l'UE, cui il governo turco ha spesso fatto riferimento, ma sottolinea che ciò non può in alcun modo sostituire i necessari progressi reali che la Turchia, in quanto paese candidato, deve compiere per soddisfare i requisiti essenziali per l'adesione; sottolinea, in tal senso, che non esistono scorciatoie nel processo di adesione e che non è possibile addurre argomentazioni per evitare di discutere i principi democratici, che sono al centro del processo di adesione;

5. osserva che la relazione 2024 della Commissione sulla Turchia, rispetto alla relazione 2023, delinea un quadro più positivo relativamente all'attuazione delle riforme nell'ambito del processo di adesione della Turchia, passando da una condizione di ulteriore deterioramento a "nessun progresso" per quanto riguarda lo Stato di diritto e le questioni relative ai diritti umani; è tuttavia del parere che, almeno in settori chiave quali la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, ciò sia dovuto al fatto che, essendo già stato raggiunto un livello estremamente basso, la situazione è rimasta invariata;

6. osserva inoltre che nella relazione 2024 sulla Turchia l'enfasi è stata lievemente spostata, rispetto alla relazione 2023, dal processo di adesione a un partenariato strategico tra l'Unione europea e la Turchia; è del parere che la condizione critica del processo di adesione stia spingendo la Commissione e il Consiglio a concentrarsi unicamente sulla dimensione di partenariato delle relazioni dell'UE con la Turchia, il che trova riscontro anche nelle comunicazioni congiunte sullo stato delle relazioni UE-Turchia del 29 novembre 2023 e del 22 marzo 2021; sottolinea il crescente spostamento verso una diversa dimensione delle relazioni, il che potrebbe andare a scapito del processo di adesione;

Al centro del processo di adesione: democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali

7. ritiene che, per quanto riguarda i diritti umani e lo Stato di diritto, le recenti risoluzioni del Parlamento in materia rimangano valide alla luce del perdurare della drammatica situazione dei diritti umani e del regresso democratico in Turchia nel corso dell'ultimo anno; appoggia pienamente le più recenti risoluzioni dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e la relativa relazione del suo comitato di monitoraggio, nonché le risoluzioni adottate dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, che illustrano nel dettaglio l'ampia gamma di gravi carenze in materia di diritti umani, costantemente segnalate da organizzazioni per i diritti umani note a livello locale e internazionale;

8. prende atto dell'impegno dichiarato del governo turco a favore della riforma giudiziaria e dell'introduzione di misure di natura organizzativa; sottolinea tuttavia la necessità di introdurre misure strutturali che garantiscano l'indipendenza della magistratura; esprime profondo rammarico per il fatto che, nonostante una strategia di riforma articolata in nove pacchetti di riforme giudiziarie, il grado di indipendenza della magistratura in Turchia rimanga sconfortante a causa delle sistematiche ingerenze governative nel sistema giudiziario e della sua strumentalizzazione politica; deplora, a tale riguardo, l'indebolimento dei restanti meccanismi di controllo di costituzionalità, in particolare dei ricorsi individuali, e le frequenti violazioni del giusto processo;

9. è costernato per la persecuzione dei professionisti del diritto, tra cui, da ultimo, la causa intentata dalla procura generale di Istanbul che ha portato alla destituzione della dirigenza dell'ordine degli avvocati di Istanbul con l'accusa di "fare propaganda per un'organizzazione terroristica" e di "diffondere pubblicamente informazioni fuorvianti" per aver chiesto un'indagine sugli omicidi di due giornalisti curdi in Siria, nonché la carcerazione di uno dei membri del consiglio esecutivo dell'ordine degli avvocati di Istanbul a seguito del suo viaggio a Strasburgo per tenere riunioni con le istituzioni del Consiglio d'Europa;

10. è allarmato dalla palese mancata attuazione delle decisioni da parte della Corte costituzionale, compreso il caso del deputato Can Atalay, il che ha portato a una grave crisi giudiziaria a causa della denuncia penale presentata dalla Corte di cassazione contro nove giudici della Corte costituzionale; esprime preoccupazione per la recente decisione della Corte di cassazione di revocare le sentenze pronunciate contro i terroristi coinvolti nell'attacco dell'ISIS all'aeroporto Atatürk di Istanbul del 2016, in cui hanno perso la vita 45 persone, e di ordinare il loro rilascio;

11. invita la Turchia a rafforzare il suo impegno a favore della governance democratica, in particolare attraverso riforme che garantiscano una magistratura indipendente; prende atto del recente annuncio della strategia per la quarta riforma del sistema giudiziario, che coprirà il periodo 2025-2029; invita il governo turco a passare dai cambiamenti superficiali finora introdotti dai ricorrenti pacchetti di riforme e piani d'azione a una profonda riforma attesa da tempo che affronti, attraverso una reale volontà politica, le gravi carenze strutturali del sistema giudiziario della Turchia; sottolinea che porre fine alle ingerenze politiche nella magistratura non richiede una strategia o un pacchetto di riforme, ma unicamente la volontà politica di agire in tal senso;

12. continua a nutrire profonda preoccupazione per il costante deterioramento delle norme democratiche e l'incessante repressione da parte delle autorità turche nei confronti di tutte le voci critiche mediante una crescente serie di leggi repressive, il sistematico abuso delle leggi antiterrorismo, compresa la loro applicazione in relazione ai minori (come nel caso "Kız Çocukları Davası"), l'utilizzo sproporzionato del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, l'ampio ricorso a testimoni segreti e casi inattivi in procedimenti giudiziari viziati e la pratica ricorrente di compiere eccessivi arresti notturni e incursioni domiciliari per far apparire le persone coinvolte come estremamente pericolose;

13. accoglie con favore il ritiro, nel novembre 2024, del progetto di modifica alle leggi turche in materia di spionaggio, noto come "legge sull'agente di influenza"; esorta le autorità turche ad astenersi dal reintrodurre in futuro una legge analoga eccessivamente ampia e vaga, dato il grave rischio che essa possa essere utilizzata come strumento per criminalizzare ulteriormente le attività legittime delle organizzazioni della società civile all'interno del paese; invita le autorità turche a garantire che la legge in materia di cibersicurezza, recentemente approvata, sia funzionale al suo legittimo scopo di proteggere la riservatezza dei dati e la sicurezza nazionale, senza dare adito a potenziali violazioni dei diritti fondamentali o trasformarsi in un altro strumento di ulteriore repressione; sottolinea che l'apparato giudiziario rimane fortemente restrittivo e che una complessa rete legislativa funge da strumento per controllare e mettere a tacere sistematicamente qualsiasi voce critica, come nel caso della legge sui social media del 2020, della legge antiriciclaggio del 2021 e della legge sulla disinformazione del 2022;

14. è preoccupato per la recente approvazione di disposizioni giuridiche che conferiscono poteri straordinari al Consiglio di vigilanza dello Stato (DDK) e al Fondo di assicurazione dei depositi di risparmio (TMSF), compresa la possibilità da parte del primo di licenziare funzionari pubblici di ogni tipo e livello e di nominare amministratori fiduciari, facoltà che potrebbe essere utilizzata in modo arbitrario; 

15. sollecita le autorità turche a porre fine alle attuali gravi restrizioni alle libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione, di riunione e di associazione, e ai continui attacchi ai diritti fondamentali dei membri dell'opposizione, dei difensori dei diritti umani, degli avvocati, dei sindacalisti, dei membri delle minoranze, dei giornalisti, degli esponenti del mondo accademico, degli artisti e degli attivisti della società civile, tra gli altri; condanna fermamente le recenti ondate di arresti e carcerazioni di massa di matrice politica e motivati da presunti legami terroristici, che hanno interessato personalità politiche, membri del mondo accademico e giornalisti, tra cui l'arresto di Elif Akgül, giornalista indipendente, Yıldız Tar, redattore capo del sito di notizie LGBT+ Kaos GL, ed Ender İmrek, editorialista del quotidiano Evrensel, tutti ben noti per il loro lavoro sulle questioni relative ai diritti umani;

16. deplora il protrarsi delle azioni penali, della censura e delle vessazioni nei confronti di giornalisti e media indipendenti, che negano loro la libertà di svolgere i loro compiti professionali e di informare il pubblico, cosa essenziale per una società democratica funzionante; invita le autorità turche ad astenersi da ulteriori attacchi contro i media indipendenti e a difendere i diritti fondamentali e libertà civili quali la libertà di parola e di stampa; continua a nutrire una profonda preoccupazione dinanzi alla normativa vigente che impedisce una rete internet aperta e libera, con l'imposizione di lunghe pene detentive per post sui social media, l'emissione di decine di blocchi di accesso e ordini di rimozione dei contenuti, e dinanzi al continuo ricorso al Consiglio supremo della radio e della televisione (RTÜK) per reprimere le critiche dei media e persino gli organi di informazione che si ritiene diffondano "pessimismo" anziché notizie positive;

17. prende atto degli sviluppi positivi in relazione alla revoca parziale, da parte del ministro dell'Interno, delle restrizioni alle veglie settimanali delle "Madri del sabato", le Cumartesi Anneleri, in piazza Galatasaray a Istanbul, e della recente assoluzione di tutte le 46 persone perseguite per oltre sei anni nel caso relativo al 700° incontro dell'organizzazione nell'agosto 2018; chiede la completa eliminazione di tutte le restrizioni alla loro protesta pacifica nel pieno rispetto della pertinente sentenza della Corte costituzionale e la fine del procedimento giudiziario in corso contro diversi loro membri e simpatizzanti; esprime preoccupazione in relazione al processo in corso del noto difensore dei diritti umani Nimet Tanrıkulu, che è stato rilasciato il 4 marzo 2025 dopo aver trascorso 94 giorni in custodia cautelare; esorta le autorità turche a garantire il rilascio immediato di tutte le persone detenute per aver esercitato le loro libertà fondamentali;

18. continua a essere costernato dalla costante inosservanza e dalla mancata applicazione, da parte delle autorità turche, in particolare della magistratura turca, delle sentenze fondamentali della CEDU; ribadisce la sua condanna del palese uso improprio del sistema giudiziario da parte della Turchia e del rifiuto di rilasciare il difensore dei diritti umani Osman Kavala e i politici dell'opposizione Selahattin Demirtaş e Figen Yüksekdağ, per i quali la Turchia sta affrontando una procedura di infrazione storica al Consiglio d'Europa, con conseguenze attese da tempo e ancora da definire; invita la Turchia a rispettare pienamente le sentenze della CEDU relative alle persone scomparse e alle proprietà usurpate (tra l'altro nel caso Fokas) a Cipro; deplora la matrice politica di tali azioni penali, che fanno parte di un modello più ampio di vessazioni giudiziarie; invita la Turchia a dare piena attuazione a tutte le sentenze della CEDU, in linea con l'articolo 46 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e con gli obblighi incondizionati risultanti dall'articolo 90 della Costituzione turca; invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare tutti i canali diplomatici per esortare la Turchia ad applicare le pertinenti sentenze della CEDU e a prendere in considerazione la messa in atto della condizionalità dei finanziamenti in relazione all'osservanza delle sentenze della CEDU;

19. esprime profonda preoccupazione quanto alla terribile situazione delle carceri turche, dovuta al forte sovraffollamento e alle pessime condizioni di vita, con segnalazioni, anche da parte del Consiglio d'Europa, di torture e maltrattamenti diffusi e un accesso a esigenze di base come l'igiene e l'informazione fortemente limitato; è particolarmente preoccupato in relazione alle condizioni di prigionia dei detenuti anziani e gravemente malati; esprime preoccupazione per il continuo ricorso, nelle carceri e in altri luoghi di detenzione, a umilianti perquisizioni fisiche e per le persistenti vessazioni nei confronti del deputato Ömer Faruk Gergerlioğlu, che attualmente sta affrontando sei procedimenti volti a privarlo del suo seggio parlamentare e dell'immunità, tra l'altro per aver denunciato questa stessa pratica;

20. condanna fermamente la decisione del governo turco di destituire, a seguito delle elezioni locali del marzo 2024, i sindaci democraticamente eletti di oltre 13 comuni e distretti (Hakkari, Mardin, Batman, Halfeti, Tunceli, Bahçesaray, Akdeniz, Siirt, Van e Kağızman, conquistati dal partito DEM, e Esenyurt Ovacık e Şişli, conquistati dal partito CHP), e di sostituirli con fiduciari nominati dal ministero dell'Interno; ritiene che tale prassi consolidata di nominare fiduciari costituisca un palese attacco ai più basilari principi della democrazia locale; esorta le autorità turche a cessare e revocare immediatamente la repressione dell'opposizione politica e a rispettare il diritto degli elettori di eleggere i rappresentanti scelti, in linea con le raccomandazioni del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa e della Commissione di Venezia; ribadisce il suo invito all'AR/VP a prendere in considerazione, nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, misure restrittive nei confronti dei funzionari turchi che assumono il ruolo di amministratore e di coloro che li nominano; denuncia la forte repressione delle proteste contro la destituzione di sindaci eletti, tra cui l'arresto arbitrario di centinaia di manifestanti, alcuni dei quali minori; considera la decisione del governo turco di riprendere tale prassi dopo le ultime elezioni locali del marzo 2024 come un chiaro segnale della sua mancanza di impegno ad affrontare le carenze democratiche nel paese, in netta contraddizione con la volontà dichiarata di rilanciare il processo di adesione, dal momento che azioni di questo tipo compromettono le prospettive di un partenariato più solido e globale con l'UE e pregiudicano i progressi a lungo termine verso una più stretta cooperazione;

21. deplora i persistenti attacchi contro partiti politici e membri dell'opposizione, che continuano a subire pressioni crescenti; esprime profonda preoccupazione dinanzi al recente arresto e alla rimozione dall'incarico del sindaco del comune metropolitano di Istanbul, Ekrem İmamoğlu, del partito CHP, insieme ai sindaci di Şişli e Beylikdüzü, nel quadro di due indagini distinte su presunte accuse di corruzione e terrorismo che coinvolgono in tutto106 sospetti; sottolinea che questi ultimi casi, che fanno parte di un lungo elenco di 42 indagini amministrative e 51 indagini giudiziarie successive all'elezione di İmamoğlu nel 2019, sono stati avviati solo pochi giorni prima dell'elezione interna al partito volta a nominarlo candidato alla presidenza e il giorno successivo alla decisione contestata dell'Università di Istanbul di revocare il suo diploma, requisito necessario per essere ammesso a ricoprire la carica di presidente; è sconcertato dalla decisione di vietare temporaneamente tutte le manifestazioni a Istanbul e in altre province del paese, dal rallentamento sui social media, dalla detenzione di giornalisti e dalla repressione di manifestanti pacifici; ritiene che si tratti di una mossa di matrice politica volta a impedire a un legittimo sfidante di presentarsi alle prossime elezioni e che con tali azioni le attuali autorità turche stiano spingendo ulteriormente il paese verso un modello pienamente autoritario;

22. esprime, inoltre, preoccupazione per le recenti cause separate riguardanti il sindaco del distretto di Beşiktaş, a Instanbul, Rıza Akpolat, del partito CHP, il sindaco del distretto di Beykoz, a Instanbul, Alaattin Köseler, del partito CHP, il presidente della sezione giovanile del CHP, Cem Aydın, e il presidente del partito Zafer Ümit Özdag; è costernato dalla brutale e implacabile repressione di qualsiasi tipo di critica cui tutti i settori della società turca sono stati recentemente sottoposti dalle autorità del paese, come dimostrano, tra gli altri, il caso di Ayşe Barım, noto manager di talenti detenuto dal 27 gennaio 2025 per il presunto coinvolgimento nella protesta di Gezi Park di 12 anni fa, l'indagine avviata nei confronti di Orhan Turan e Ömer Aras, rispettivamente presidente e dirigente di TÜSIAD, il principale gruppo imprenditoriale del paese, e l'accusa, volta a infliggere pesanti pene detentive, nei confronti del caporedattore di Halk TV Suat Toktaş e dei giornalisti Seda Selek, Barış Pehlivan, Serhan Asker e Kürşad Oğuz, che sono stati provvisoriamente assolti; è preoccupato quanto al coinvolgimento in questi e in altri casi del procuratore capo di Istanbul Akın Gürlek, nominato di recente, che vanta una lunga serie di partecipazioni, in diversi ruoli, a casi di alto profilo contro personalità politiche, e che può dare motivo di considerare l'applicazione di misure restrittive nell'ambito del regime di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani; esprime inoltre preoccupazione dinanzi alla crescente pressione finanziaria esercitata sui comuni governati dall'opposizione e agli annunci controversi, come quello relativo ai centri di assistenza diurna gestiti da comuni governati dall'opposizione;

23. esprime profonda preoccupazione per il deterioramento dei diritti delle donne, la violenza di genere e l'aumento dell'incidenza dei femminicidi in Turchia nel 2024, che è stata la più alta dal 2010, l'anno precedente la firma della Convenzione di Istanbul; ribadisce la sua ferma condanna del ritiro della Turchia, mediante decreto presidenziale, da tale accordo internazionale e rinnova il suo invito a revocare tale decisione; esorta le autorità turche a migliorare il quadro legislativo e la sua attuazione, anche attraverso la piena applicazione della legge n. 6284 sulla protezione, al fine di affrontare efficacemente tutte le forme di violenza contro le donne e la pratica dei cosiddetti "delitti d'onore", porre fine alla persistente politica di impunità chiamando gli autori degli abusi a rispondere dei loro atti e progredire verso la parità di genere, in particolare per quanto riguarda la partecipazione delle donne ai processi decisionali e politici;

24. condanna fermamente le continue violazioni e la mancanza di tutela dei diritti fondamentali delle persone LGBTI+ in Turchia, compresa la più forte incidenza dell'incitamento all'odio, dei reati generati dall'odio e della retorica discriminatoria, nonché i continui stereotipi mediatici basati sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere; deplora il fatto che tale persistente discriminazione sia spesso sanzionata dalle autorità, come dimostrano gli arresti di massa effettuati durante la parata del Pride nel 2023 e il divieto della parata nel 2024, mentre sono state consentite marce anti-LGBTI+; esorta le autorità turche a smettere di vietare le attività contro l'omofobia, comprese le parate del Pride, con effetto immediato;

25. si compiace del fatto che sia stato intensificato il dialogo con le minoranze cristiane, ma sottolinea che non si sono registrati progressi significativi per quanto riguarda la protezione dei diritti delle minoranze etniche e religiose, in particolare per quanto riguarda la loro personalità giuridica, compresi i diritti della popolazione greco-ortodossa delle isole di Gökçeada (Imbro) e Bozcaada (Tenedo); invita la Turchia a porre in atto le raccomandazioni della Commissione di Venezia e tutte le pertinenti sentenze della CEDU al riguardo; osserva con preoccupazione che i rappresentanti di confessioni diverse, comprese le comunità non musulmane e alevite, continuano a incontrare ostacoli burocratici quando tentano di registrare i luoghi di culto; sottolinea che si tratta di una violazione del diritto alla libertà di religione e di credo; invita la Turchia ad adottare il tanto atteso regolamento sull'elezione dei membri del consiglio di amministrazione delle fondazioni di minoranze non musulmane che controllano gli ospedali comunitari; ribadisce il suo invito alla Turchia a rispettare il ruolo del Patriarcato ecumenico per i cristiani ortodossi in tutto il mondo e a riconoscere la sua personalità giuridica e l'uso pubblico del titolo ecclesiastico di Patriarca ecumenico; invita la Turchia a rispettare e a tutelare pienamente il valore universale eccezionale di Santa Sofia e del Museo di Chora, che sono iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO; osserva con preoccupazione che la Turchia non ha ancora attuato due decisioni del Comitato del patrimonio mondiale dell'UNESCO del 2021 e del 2023 riguardanti i suoi obblighi di adottare misure speciali per proteggere questi monumenti; deplora la mancanza di protezione del monastero di Panagia Soumela, che è stato proposto per essere incluso nella lista dei monumenti del patrimonio mondiale dell'UNESCO; sottolinea la necessità di eliminare le restrizioni alla formazione, alla nomina e alla successione del clero; accoglie con favore la prevista riapertura del Seminario di Halki e chiede la rimozione di tutti gli ostacoli che si frappongono al suo corretto funzionamento; invita le autorità turche a indagare e perseguire efficacemente le persone responsabili di qualsiasi reato generato dall'odio commesso nei confronti delle minoranze, compresi i discorsi d'odio; condanna le dichiarazioni antisemite rilasciate ai media da funzionari di alto livello a seguito degli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre contro Israele; osserva che tutte queste pratiche contro le minoranze religiose sono incompatibili con i valori dell'UE;

26. accoglie con favore il recente appello di Abdullah Öcalan al PKK a deporre armi e a sciogliersi, nonché a impegnarsi in un processo di pace, quale passo storico e atteso da tempo che potrebbe contribuire a porre fine a 40 anni di violenza che hanno causato oltre 40 000 morti; elogia gli sforzi compiuti da tutti i portatori di interessi coinvolti per facilitare tali sviluppi, tra cui l'approccio costruttivo di diversi leader politici avviato dal leader dell'MHP Devlet Bahçeli, le visite alla prigione di Imrali consentite a una delegazione del partito DEM e le ampie consultazioni che tale partito ha condotto con altri partiti politici; sottolinea che ciò rappresenta un'opportunità significativa che deve essere seguita da un processo politico inclusivo, con un ruolo di primo piano per il parlamento turco, finalizzato alla risoluzione pacifica e sostenibile della questione curda nei suoi aspetti politici, sociali, democratici e relativi alla sicurezza; sottolinea la necessità di difendere i diritti umani, il pluralismo politico e i diritti civili per tutti i cittadini, compresi i curdi; deplora le continue repressioni politiche, vessazioni giudiziarie e restrizioni ai diritti culturali e linguistici cui devono far fronte i cittadini curdi e che compromettono i principi democratici e la coesione sociale;

Cooperazione regionale e relazioni di buon vicinato

27. continua a elogiare la Turchia per aver accolto circa 3,1 milioni di rifugiati, tra cui 2,9 milioni di siriani in regime di protezione temporanea nel 2024, in calo rispetto ai 3,2 milioni del 2023; ribadisce che è importante che la Turchia collabori ai fini di una gestione efficiente e ordinata dei flussi migratori; si compiace, inoltre, del fatto che l'UE abbia contribuito, dal 2011, con quasi 10 miliardi di EUR, ad assistere la Turchia nell'accoglienza dei rifugiati; osserva che alcuni finanziamenti dell'UE sono stati assegnati al rafforzamento delle capacità turche di controllo delle frontiere e di contenimento; prende atto della decisione dell'UE di assegnare 1 miliardo di EUR supplementare nel dicembre 2024 per sostenere ulteriormente l'assistenza sanitaria, l'istruzione e l'integrazione dei rifugiati in Turchia dopo la caduta del regime di Assad; rileva al contempo che tali fondi erano già stati impegnati nel maggio 2024 e che pertanto non costituiscono nuovi fondi; invita la Commissione ad assicurare la massima trasparenza e accuratezza nell'assegnazione dei fondi e a garantire che i progetti finanziati dall'UE, in particolare quelli relativi ai centri di permanenza per i rimpatri e al controllo delle frontiere, rispettino tutte le norme pertinenti in materia di diritti umani; è allarmato per le notizie credibili che rivelano gravi violazioni dei diritti umani nei centri di permanenza per i rimpatri finanziati dall'UE in Turchia e invita la Commissione ad avviare una valutazione trasparente e indipendente della questione; osserva con preoccupazione che negli ultimi anni si è registrato un costante aumento delle domande di asilo nella Repubblica di Cipro; ricorda l'obbligo della Turchia di adottare tutte le misure necessarie per bloccare le rotte della migrazione illegale esistenti e impedire la creazione di nuove rotte marittime o terrestri per la migrazione illegale dalla Turchia verso l'UE, in particolare la Grecia e la Repubblica di Cipro; mette in evidenza i rischi connessi a qualsiasi possibile strumentalizzazione dei migranti da parte del governo turco; sottolinea la necessità di assicurare la tutela dei diritti e delle libertà di tutti i rifugiati e i migranti; invita la Turchia ad assicurare l'attuazione integrale e non discriminatoria della dichiarazione UE-Turchia del 2016 e dell'accordo di riammissione UE-Turchia nei confronti di tutti gli Stati membri, compresa la Repubblica di Cipro; esprime la cauta speranza che gli sviluppi in Siria consentano gradualmente a un numero crescente di rifugiati di ritornare a casa; ribadisce che i rimpatri dovrebbero essere effettuati solo su base volontaria e in condizioni di sicurezza e dignità; condanna i ripetuti violenti attacchi contro rifugiati e migranti, alimentati dalla retorica xenofoba tra i politici e le comunità ospitanti; invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE a intensificare i loro sforzi per preservare lo spazio umanitario e di protezione per i rifugiati siriani in Turchia e a difendere il principio di non respingimento quale caposaldo delle politiche dell'UE;

28. ribadisce il suo forte interesse per la stabilità e la sicurezza nel Mediterraneo orientale; accoglie con favore il continuo allentamento delle tensioni e lo slancio positivo nella regione, nonché il recente clima di rinnovato impegno tra la Turchia e la Grecia, sebbene le questioni irrisolte continuino a pesare sulle relazioni bilaterali; si rammarica che la Turchia continui a violare la sovranità e i diritti sovrani di Stati membri dell'UE come la Grecia e la Repubblica di Cipro, anche attraverso la promozione della dottrina della "Patria blu"; sottolinea che, sebbene le violazioni dello spazio aereo greco da parte della Turchia siano fortemente diminuite, le violazioni delle acque territoriali greche sono aumentate rispetto al 2023, e che navi turche hanno intrapreso sistematiche attività di pesca illegale nelle acque territoriali greche; esprime profondo rammarico per il fatto che la Turchia continua altresì a sostenere una minaccia formale di guerra nei confronti della Grecia (casus belli) a 12 miglia nautiche; invita la Turchia a rispettare pienamente la sovranità di tutti gli Stati membri dell'UE nelle rispettive acque territoriali e nei rispettivi spazi aerei, come anche gli altri loro diritti sovrani, compreso il diritto di esplorare e sfruttare le risorse naturali, conformemente al diritto dell'UE e al diritto internazionale, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), che è parte dell'acquis dell'UE; ribadisce la sua posizione secondo cui il memorandum d'intesa Turchia-Libia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mar Mediterraneo lede i diritti sovrani di Stati terzi, non è conforme al diritto del mare e non può produrre alcun effetto giuridico nei confronti di Stati terzi;

29. si rammarica del fatto che il problema di Cipro rimanga irrisolto e chiede un serio e rinnovato impegno nonché la volontà politica di tutte le parti coinvolte di condurre negoziati pacifici guidati dalle Nazioni Unite, al fine di conseguire progressi reali nei colloqui per la soluzione del problema di Cipro; accoglie con favore la ripresa dei colloqui informali sotto l'egida del Segretario generale delle Nazioni Unite il 18 e 19 marzo 2025, che si sono svolti in un clima costruttivo in cui entrambe le parti hanno mostrato un chiaro impegno a compiere progressi e a proseguire il dialogo; valuta positivamente l'accordo tra le due parti sull'apertura di quattro valichi di frontiera, lo sminamento, l'istituzione di una commissione per la gioventù e il lancio di progetti in materia di ambiente ed energia solare, come parte di una nuova serie di misure volte a rafforzare la fiducia; incoraggia tutte le parti a sfruttare tale slancio per progredire verso la ripresa dei negoziati;

30. ribadisce con fermezza la sua posizione secondo cui l'unica soluzione al problema di Cipro è una soluzione equa, globale, praticabile e democratica, anche per quanto riguarda gli aspetti esterni, nell'ambito del quadro concordato delle Nazioni Unite, sulla base di una federazione bicomunitaria e bizonale dotata di un'unica personalità giuridica internazionale, di un'unica sovranità, di un'unica cittadinanza e di uguaglianza politica, come stabilito nelle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nelle aree di convergenza concordate e nel quadro del Segretario generale delle Nazioni Unite, nonché in conformità al diritto internazionale e nel rispetto dei principi e dei valori su cui si fonda l'Unione; chiede con urgenza che i negoziati sulla riunificazione di Cipro riprendano quanto prima, sotto l'egida del Segretario generale delle Nazioni Unite, là dove si erano interrotti nel 2017 a Crans-Montana; invita la Turchia ad abbandonare l'inaccettabile proposta di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati a Cipro e a tornare alla base concordata per una soluzione e al quadro delle Nazioni Unite; invita inoltre la Turchia a ritirare le sue truppe da Cipro e ad astenersi da qualsiasi azione unilaterale suscettibile di consolidare la divisione permanente dell'isola, nonché da azioni che possano alterare l'equilibrio demografico;

31. invita la Turchia a rispettare lo status di zona cuscinetto e il mandato della Forza dell'ONU incaricata del mantenimento della pace a Cipro (UNFICYP); ribadisce il suo invito alla cooperazione tra la Repubblica di Cipro, la Turchia, il Regno Unito e le Nazioni Unite al fine di attuare misure concrete per la smilitarizzazione della zona cuscinetto e migliorare la sicurezza sull'isola; esorta la Turchia e la leadership turco-cipriota a revocare tutte le azioni unilaterali e le violazioni all'interno e in prossimità della zona cuscinetto, e ad astenersi da ulteriori azioni e provocazioni di questo tipo; condanna l'attuale "apertura" di Varosha da parte della Turchia, poiché altera negativamente la situazione sul campo, mina la fiducia reciproca e incide negativamente sulle prospettive per la ripresa di colloqui diretti sulla soluzione globale del problema di Cipro; invita la Turchia a revocare le azioni illegali che ha intrapreso in violazione delle risoluzioni 550 (1984) e 789 (1992) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su Varosha, che la invitano a trasferire la zona di Varosha ai suoi legittimi abitanti nell'ambito dell'amministrazione temporanea delle Nazioni Unite, a ritirarsi da Strovilia e ad agevolare la piena attuazione dell'accordo di Pyla;

32. invita nuovamente la Turchia a fornire alla comunità turco-cipriota lo spazio necessario per agire in conformità del proprio ruolo di comunità legittima dell'isola, un diritto garantito dalla Costituzione della Repubblica di Cipro; invita nuovamente la Commissione ad adoperarsi maggiormente per collaborare con la comunità turco-cipriota, nella prospettiva di agevolare la soluzione del problema di Cipro e ribadire che il suo posto è nell'Unione europea; invita tutte le parti coinvolte a dar prova di un approccio più coraggioso per riavvicinare le comunità; sottolinea la necessità di attuare il corpus giuridico dell'UE in tutta l'isola a seguito di una soluzione globale del problema di Cipro;

33. prende atto del fondamentale operato del Comitato sulle persone scomparse a Cipro e chiede un miglioramento, da parte dell'esercito turco, dell'accesso alle zone militari, l'accesso ai suoi archivi militari e alle informazioni sul trasferimento delle spoglie dai primi luoghi di sepoltura a quelli successivi; continua a nutrire una profonda preoccupazione dinanzi alle restrizioni e agli impedimenti in materia di istruzione e religione cui devono far fronte i greco-ciprioti nell'enclave; invita la Turchia a intensificare la cooperazione con il Consiglio d'Europa e relativi organi e istituzioni, a dare seguito alle loro raccomandazioni chiave, ad attuare pienamente la CEDU per quanto attiene al rispetto della libertà di religione e della libertà di opinione e di espressione, e del diritto di accedere al patrimonio culturale e di goderne, e a porre fine alla distruzione intenzionale del patrimonio culturale e religioso; condanna i ripetuti tentativi della Turchia di intimidire e mettere a tacere i giornalisti turco-ciprioti, i sindacalisti, i difensori dei diritti umani e i cittadini progressisti della comunità turco-cipriota, violando così il loro diritto alla libertà di opinione e di espressione; invita la Turchia a porre fine alla sua proclamata politica aggressiva di vendita e sfruttamento di proprietà greco-cipriote, una politica che è intesa a creare effetti irreversibili sul territorio e che ignora completamente la sentenza della CEDU sulla questione;

34. deplora il continuo rifiuto da parte della Turchia di conformarsi al diritto in materia di aviazione e di stabilire un canale di comunicazione tra i centri di controllo del traffico aereo della Turchia e della Repubblica di Cipro, la cui assenza comporta rischi e pericoli reali per la sicurezza, quali identificati dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e dalla Federazione internazionale delle associazioni dei piloti di linea; deplora, inoltre, il rifiuto da parte della Turchia di consentire alle navi battenti bandiera di uno Stato membro di accedere agli stretti del Bosforo e dei Dardanelli; ritiene che questi potrebbero essere ambiti in cui la Turchia può dimostrare il proprio impegno a favore di misure di rafforzamento della fiducia e invita la Turchia a collaborare attraverso la piena attuazione del diritto dell'UE in materia di aviazione; si rammarica del fatto che la Turchia abbia continuato i suoi tentativi di ostacolare la realizzazione del Great Sea Interconnector, un progetto di interesse comune dell'UE, e abbia continuato a perseguire i suoi piani a favore di un interconnettore elettrico illegale con la parte occupata di Cipro;

35. deplora il fatto che da vent'anni la Turchia rifiuti di adempiere gli obblighi assunti nei confronti dell'UE, compresi quelli relativi a Cipro, come previsto dal quadro negoziale dell'ottobre 2005; sottolinea che il riconoscimento di tutti gli Stati membri è una componente necessaria del processo di adesione; ribadisce il suo appello alla Turchia affinché adempia l'obbligo di attuare integralmente e in modo non discriminatorio il protocollo aggiuntivo dell'accordo di Ankara in relazione a tutti gli Stati membri, compresa la Repubblica di Cipro; invita inoltre la Turchia a garantire il pieno rispetto dei diritti umani e politici di tutti i ciprioti, nonché l'osservanza dei principi fondamentali dell'Unione europea e dell'acquis europeo;

36. afferma il suo sostegno a un futuro libero, sicuro e stabile per la Siria e i suoi cittadini e sottolinea la necessità di un processo di transizione politica inclusivo e pacifico a guida e titolarità siriana, che comprenda la tutela e l'inclusione delle comunità religiose ed etniche; esprime il proprio impegno a favore di una cooperazione costruttiva tra l'UE e la Turchia a tal fine per quanto riguarda gli aiuti umanitari, la promozione di una soluzione politica sostenibile in Siria e la lotta contro il Daesh, dato che la Turchia svolge un ruolo chiave nel promuovere la stabilità nella regione; ricorda che la sovranità della Siria deve essere ripristinata; riconosce l'importanza della ricostruzione dell'economia siriana quale pilastro della stabilità e della prosperità a lungo termine della regione; invita la Turchia a rispettare l'integrità territoriale e la sovranità della Siria e a cessare immediatamente tutti gli attacchi e le incursioni nel territorio siriano e l'occupazione dello stesso, nel pieno rispetto del diritto internazionale; condanna gli attacchi sferrati nelle ultime settimane, approfittando del crollo del regime di Assad, da milizie sostenute dalla Turchia contro le forze curde siriane nel nord della Siria; esprime profonda preoccupazione per il fatto che tali attacchi non solo aumentano il numero degli sfollati interni, ma minacciano anche l'efficienza e la continuità della lotta contro il Daesh; osserva che la sua perdurante presenza rischia di destabilizzare ulteriormente la situazione, compromettendo gli sforzi a favore di una soluzione politica sostenibile in Siria; osserva anche che, adducendo preoccupazioni in materia di sicurezza, la Turchia occupa inoltre illegalmente zone dell'Iraq; ribadisce che le popolazioni civili non dovrebbero mai essere vittime dell'autodifesa militare; chiede che siano svolte le indagini necessarie sui casi in cui si sono registrate vittime civili e che cessi la repressione nei confronti dei giornalisti che lavorano nella zona; invita la Turchia a sostenere il processo di attuazione dell'accordo tra il governo di transizione siriano e le forze democratiche siriane a guida curda e ad astenersi da qualsiasi ingerenza nei processi interni della Siria;

37. sostiene la normalizzazione delle relazioni tra l'Armenia e la Turchia, nell'interesse della riconciliazione e delle relazioni di buon vicinato, della stabilità e della sicurezza della regione nonché dello sviluppo socioeconomico, e apprezza i progressi raggiunti finora; si compiace dei continui sforzi per ripristinare i legami tra i due paesi; esorta la Turchia a garantire una rapida attuazione degli accordi conclusi dai rappresentanti speciali dei governi turco e armeno, come ad esempio l'apertura dello spazio aereo e della frontiera tra i due paesi per i cittadini di paesi terzi e, successivamente, per i titolari di passaporti diplomatici; si compiace dell'apertura temporanea del valico di frontiera di Margara-Alican, tra l'Armenia e la Turchia, al fine di agevolare la fornitura di aiuti umanitari alla Siria; esprime la speranza che questi sviluppi possano portare a una dinamica di normalizzazione delle relazioni nella regione del Caucaso meridionale, anche in termini di sicurezza e sviluppo socioeconomico, e sottolinea l'interesse dell'UE a sostenere tale processo; incoraggia la Turchia a svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere la stabilità regionale agevolando la rapida conclusione del processo di pace tra Armenia e Azerbaigian, anche esercitando la sua influenza sull'Azerbaigian e dissuadendo l'Azerbaigian da qualsiasi ulteriore azione militare contro la sovranità armena; incoraggia nuovamente la Turchia a riconoscere il genocidio armeno, in modo da aprire la strada a un'autentica riconciliazione tra i popoli turco e armeno, nonché a rispettare appieno i propri obblighi in materia di salvaguardia del patrimonio culturale armeno;

38. osserva che la posizione della Turchia riguardo alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina continua a incidere sulle relazioni UE-Turchia, dal momento che la Turchia cerca di mantenere contemporaneamente legami sia con l'Occidente sia con la Russia; prende atto dei tentativi diplomatici della Turchia di mediare tra Russia e Ucraina, in particolare per quanto riguarda l'iniziativa sui cereali del Mar Nero, nonché del suo costante sostegno all'integrità territoriale e alla sovranità dell'Ucraina, compreso il suo voto a favore delle risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che condannano l'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina; deplora, d'altro canto, il fatto che gli scambi commerciali tra la Turchia e la Russia siano aumentati drasticamente dall'inizio della guerra in Ucraina, facendo della Turchia il secondo partner commerciale della Russia, nonostante le sanzioni dell'UE nei confronti della Russia, e il fatto che la Turchia sia l'unico Stato membro della NATO a non aver imposto sanzioni alla Russia; constata inoltre che l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha avviato un'indagine su una lacuna giuridica che consente a paesi come la Turchia di modificare il marchio del petrolio russo oggetto di sanzioni e di esportarlo nell'UE; si compiace, tuttavia, di misure positive come ad esempio il blocco da parte della Turchia delle esportazioni verso la Russia di determinati beni a duplice uso nonché di prodotti originari degli Stati Uniti e del Regno Unito che avvantaggiano l'azione militare russa; ribadisce il suo invito al governo turco a sospendere i piani riguardanti la centrale nucleare di Akkuyu, che sarà costruita e gestita dalla società statale russa per l'energia atomica Rosatom, che ne è proprietaria; esprime preoccupazione per le discussioni in corso tra la Turchia e la Russia per la creazione di un polo di scambio del gas a Istanbul, che dovrebbe diventare operativo nel 2025;

39. apprezza la partecipazione della Turchia a varie missioni e operazioni di gestione delle crisi (nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune); deplora, tuttavia, l'ulteriore deterioramento del livello di allineamento sulle posizioni in materia di politica estera e di sicurezza comune, anche per quanto riguarda le sanzioni e il contrasto all'elusione delle stesse, che è sceso a un minimo storico del 5 %, il livello più basso tra tutti i paesi in via di adesione; ricorda che i paesi candidati all'adesione all'UE sono tenuti ad allinearsi progressivamente alla politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea e a rispettare il diritto internazionale; deplora il fatto che la Turchia non abbia intrapreso alcuna azione al riguardo, in particolare non allineandosi alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia, e che in numerosi settori di reciproco interesse le politiche estere dell'UE e della Turchia divergano in modo preoccupante; esorta la Turchia ad allinearsi alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia e ad attuarle pienamente, anche per quanto riguarda le misure antielusione, e a cooperare strettamente con l'inviato dell'UE per le sanzioni;

40. sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione UE-Turchia in materia di sicurezza globale, in particolare alla luce del mutevole panorama geopolitico e dei potenziali cambiamenti nella politica estera degli Stati Uniti; esprime il cauto auspicio che il recente impegno informale, come ad esempio la partecipazione del ministro degli Esteri turco alla riunione informale dei ministri degli Affari esteri dell'UE nel 2024, possa imprimere uno slancio al miglioramento delle relazioni; riconosce il ruolo chiave della Turchia quale alleato nel quadro della NATO e si compiace della decisione del parlamento turco di ratificare l'adesione della Svezia alla NATO nel gennaio 2024; ricorda, a tale proposito, che la Turchia ha una responsabilità fondamentale nel promuovere la stabilità a livello sia regionale che globale ed è tenuta ad agire conformemente ai suoi obblighi in qualità di membro della NATO, soprattutto alla luce degli attuali sconvolgimenti geopolitici; incoraggia un impegno costruttivo nei confronti di un dialogo politico più strutturato e frequente in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa per cercare una collaborazione sugli interessi convergenti, adoperandosi nel contempo per ridurre le divergenze, con particolare riferimento all'eliminazione degli ostacoli persistenti al rafforzamento di un vero rapporto tra l'UE e la NATO, fra cui l'acquisizione dalla Russia del sistema di difesa aerea S-400; continua a nutrire una doverosa preoccupazione per il fatto che la Turchia continui a escludere uno Stato membro dalla cooperazione con la NATO;

41. apprezza la storica posizione della Turchia a favore di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati per il conflitto israelo-palestinese, i suoi appelli a favore di un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas e i suoi continui sforzi per fornire aiuti umanitari a Gaza durante tutto il conflitto; deplora profondamente, nel contempo, il sostegno attivo delle autorità turche, compreso il presidente, ad Hamas, che figura nell'elenco dei gruppi terroristici dell'UE, e la loro posizione in merito all'attacco contro Israele del 7 ottobre 2023, che il governo turco non ha condannato; sottolinea che l'aperto sostegno della Turchia nei confronti di Hamas e il suo rifiuto di designarlo come organizzazione terroristica non sono compatibili con la politica estera e di sicurezza dell'UE; chiede, pertanto, una revisione di tale posizione;

42. osserva con preoccupazione che la Turchia ha chiesto di diventare membro dei BRICS+ e le è stato offerto lo status di "paese partner" e che sta considerando di fare lo stesso per l'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Shanghai Cooperation Organisation – SCO), nell'ambito della quale detiene lo status di partner del dialogo; esprime una profonda preoccupazione per il crescente interesse della Turchia a favore di un quadro di partenariato alternativo, cosa che è fondamentalmente incompatibile con il processo di adesione all'UE; insiste sul fatto che il nuovo status della Turchia quale paese partner dei BRICS non deve incidere sulle responsabilità della Turchia in seno alla NATO; rileva che la Turchia ha coltivato forme di cooperazione, partenariati e alleanze regionali al di fuori dell'UE; è preoccupato per la tendenza della Turchia a utilizzare tale approccio multivettoriale per promuovere i propri interessi senza impegnarsi a favore di una cooperazione a pieno titolo con nessuna di tali alleanze;

43. continua a nutrire preoccupazione per l'uso, da parte del governo turco, della diaspora turca come strumento di ingerenza occasionale nelle politiche interne degli Stati membri dell'UE;

Riforme socio-economiche e di sostenibilità

44. apprezza il fatto che la Turchia sia tornata a una politica economica e monetaria più convenzionale, mantenendo nel contempo una crescita robusta e un disavanzo pubblico moderato; si rammarica, tuttavia, del fatto che il costo di tale situazione ricada ancora una volta sui cittadini sotto forma di tassi di interesse più elevati; evidenzia che le vulnerabilità sociali sono aumentate, soprattutto per i bambini e gli anziani, principalmente a causa dell'assenza di una strategia globale di riduzione della povertà e delle maggiori disparità di reddito; sottolinea la necessità che le autorità turche attuino misure globali di protezione sociale, rafforzino i diritti di contrattazione collettiva e facciano in modo che le riforme economiche diano priorità alla riduzione delle disuguaglianze e alla creazione di opportunità di lavoro dignitose;

45. deplora il fatto che, nonostante i progressi osservati nelle politiche economiche e monetarie, altre azioni del governo turco che riguardano lo Stato di diritto continuino a minare principi fondamentali come la certezza del diritto, il che incide negativamente sulla potenziale capacità della Turchia di ricevere investimenti; plaude alla rimozione della Turchia dalla lista grigia del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), nel giugno 2024, a seguito dei notevoli progressi compiuti per migliorare il suo regime di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo;

46. si compiace delle maggiori attività di investimento della Turchia nel settore dell'energia verde e invita il paese a continuare a migliorare la compatibilità della propria politica energetica con l'acquis dell'UE, sfruttando il proprio enorme potenziale in materia di energie rinnovabili; esprime preoccupazione per l'assenza di progressi significativi nell'azione per il clima, in particolare a causa dell'assenza di una legge globale sul clima, di un sistema nazionale di scambio di quote di emissioni e di una strategia di sviluppo a lungo termine a basse emissioni, il che mina il suo obiettivo di neutralità climatica per il 2053; evidenzia la necessità di un quadro giuridico solido e di meccanismi di attuazione più rigorosi per salvaguardare le risorse ambientali e naturali; esorta la Turchia ad allineare le sue politiche ambientali all'acquis dell'UE, anche rispettando gli habitat naturali in sede di realizzazione di progetti minerari, e sottolinea l'importanza che la Turchia aderisca alla convenzione di Aarhus; elogia il lavoro dei difensori dei diritti ambientali in Turchia e mette in guardia contro il drammatico impatto ambientale di vasti progetti governativi, come ad esempio l'espansione delle attività di estrazione del rame nel Monte Ida (Kaz Daglari);

47. evidenzia il fatto che la Turchia ha compiuto passi avanti nel diversificare l'approvvigionamento energetico e nell'aumentare la sua quota di energie rinnovabili; osserva che il paese è il settimo maggiore polo per il gas naturale liquefatto ed evidenzia il suo potenziale come polo energetico regionale; prende atto del fatto che la Turchia ha sottoscritto gli obiettivi globali in materia di efficienza energetica e di capacità in termini di energie rinnovabili entro il 2030; invita la Commissione a tenere conto del potenziale della Turchia come polo energetico regionale nell'ambito delle iniziative volte ad aumentare la capacità installata in termini di energie rinnovabili nella regione del Mediterraneo e in sede di sviluppo del nuovo patto per il Mediterraneo e chiede che la cooperazione energetica entri a far parte dell'agenda comune;

48. osserva alcuni miglioramenti quanto alle condizioni relative al mercato del lavoro e sottolinea un certo numero di sfide cruciali ancora in sospeso, come ad esempio l'occupazione informale, il divario di genere e la disparità di reddito; esprime preoccupazione per la scarsa copertura della contrattazione collettiva e per il mancato riconoscimento dei diritti sindacali per alcuni dipendenti del settore pubblico; ritiene che occorrano maggiori sforzi per rafforzare i meccanismi di dialogo sociale e per affrontare le sfide emergenti in materia di sicurezza sul lavoro; ricorda che la libertà dei sindacati e il dialogo sociale sono decisivi per lo sviluppo e la prosperità di una società pluralista; deplora, a tale riguardo, le recenti detenzioni di sindacalisti, tra cui Remzi Çalișkan, vicepresidente della confederazione DISK e presidente di Genel-Iș, che è stato rilasciato dopo un mese di carcere, Kemal Göksoy, presidente della sezione Mersin di Genel-İș, che si trova tuttora in carcere, e Mehmet Türkmen, presidente del sindacato del settore tessile BİRTEK SEN, che è stato arrestato il 14 febbraio 2025;

Relazioni più ampie tra UE e Turchia

49. ribadisce la sua ferma convinzione che, nonostante l'attuale stallo del processo di adesione, la Turchia sia un paese di rilevanza strategica nonché un partner fondamentale per la stabilità della regione in generale e svolga un ruolo importante nell'affrontare le sfide in materia di sicurezza, gestione della migrazione, lotta al terrorismo e sicurezza energetica; sottolinea l'importanza di mantenere un dialogo costruttivo e di approfondire la cooperazione nei settori di reciproco interesse strategico; richiama l'attenzione su una serie di settori strategici di impegno futuro, che possono essere, fra gli altri, la transizione verde, gli scambi commerciali, l'energia, un'unione doganale modernizzata e la liberalizzazione dei visti; ribadisce che l'UE è impegnata a perseguire le migliori relazioni possibili con la Turchia sulla base del dialogo, del rispetto e della fiducia reciproca, in linea con il diritto internazionale e le relazioni di buon vicinato;

50. sottolinea l'importanza di incoraggiare un partenariato più profondo in tutti i settori economici, a vantaggio dell'UE e di tutti i suoi Stati membri e della Turchia; rileva in particolare l'importanza della cooperazione nei settori dell'energia, dell'innovazione, dell'intelligenza artificiale, della salute, della sicurezza e della gestione della migrazione, fra gli altri; si compiace, a tal riguardo, dei vari dialoghi ad alto livello svoltisi di recente, tra cui quello sul commercio, nonché dei piani per un dialogo ad alto livello sull'economia, come passi positivi verso forme pragmatiche di cooperazione in settori di reciproca importanza; chiede nuovamente il ripristino di tutti i dialoghi ad alto livello pertinenti e l'instaurazione di un dialogo ad alto livello strutturato sulla cooperazione settoriale, al fine di affrontare le sfide comuni ed esplorare le opportunità di iniziative congiunte in settori come la sicurezza, i cambiamenti climatici, la ricerca e l'innovazione; sottolinea che gli scambi commerciali tra l'UE e la Turchia hanno raggiunto un livello record lo scorso anno e che l'UE rimane il principale partner commerciale e di investimento della Turchia; chiede l'eliminazione di tutti gli ostacoli agli scambi e di tutti i contrasti commerciali esistenti;

51. è pronto a dare il suo sostegno a un'unione doganale rafforzata con un ambito di applicazione più ampio e reciprocamente vantaggioso, che potrebbe comprendere numerosi settori di interesse comune, tra cui la digitalizzazione, l'allineamento al Green Deal per le politiche energetiche verdi, gli appalti pubblici, gli impegni in materia di sviluppo sostenibile e il dovere di diligenza, e che contribuirebbe alla sicurezza economica di entrambe le parti; è favorevole ad accompagnare tale unione doganale rafforzata con un meccanismo efficiente ed efficace di risoluzione delle controversie; sottolinea il fatto che, affinché il Parlamento possa dare la sua approvazione alla conclusione del processo, tale modernizzazione dovrebbe basarsi su una forte condizionalità per quanto riguarda i diritti umani e le libertà fondamentali, il rispetto del diritto internazionale e le relazioni di buon vicinato, compresa la piena attuazione da parte della Turchia del protocollo aggiuntivo per estendere l'accordo di Ankara a tutti gli Stati membri senza eccezioni e in modo non discriminatorio;

52. osserva con profondo rammarico che la Turchia non ha compiuto alcun progresso verso il rispetto dei parametri di riferimento richiesti per la liberalizzazione dei visti; ribadisce la propria disponibilità ad avviare il processo di liberalizzazione dei visti non appena le autorità turche avranno pienamente soddisfatto i sei parametri di riferimento chiaramente in sospeso in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri dell'UE, allineandosi nel contempo alla politica dell'UE in materia di visti; deplora il fatto che i cittadini turchi si trovino ad affrontare problemi per quanto riguarda le richieste/domande di visto per gli Stati membri dell'UE a causa di un notevole aumento delle richieste e dei timori di abuso del sistema; riconosce, tuttavia, l'impegno politico a migliorare l'accesso ai visti e chiede maggiori sforzi da entrambe le parti per affrontare i rimanenti ostacoli tecnici e amministrativi; invita gli Stati membri dell'UE ad aumentare le risorse destinate a tale ambito; sostiene le misure di facilitazione del rilascio dei visti, in particolare per quanto riguarda le attività imprenditoriali e gli studenti Erasmus; deplora profondamente i continui tentativi da parte delle autorità turche di incolpare l'UE per la mancanza di progressi in questo fascicolo, pur non adottando nessuna delle misure necessarie per conformarsi ai parametri di riferimento rimanenti; ricorda alla Turchia che l'assenza di progressi tangibili e cumulativi in merito alle condizioni in sospeso ha un impatto diretto sulle attività imprenditoriali e sugli studenti Erasmus; apprezza l'inestimabile contributo degli scambi Erasmus+ nel fornire ricche opportunità di istruzione interculturale;

Prospettive future per le relazioni UE-Turchia

53. ritiene, alla luce di quanto precede, che il governo turco non abbia adottato le misure necessarie per far fronte alle carenze democratiche fondamentali esistenti nel paese e ribadisce, pertanto, la sua posizione secondo cui il processo di adesione della Turchia all'UE non può essere ripreso nelle circostanze attuali, nonostante le aspirazioni democratiche e filoeuropee di gran parte della società turca; ricorda che, come per qualsiasi altro paese candidato, il processo di adesione è subordinato al pieno rispetto dei criteri di Copenaghen e alla normalizzazione delle relazioni con tutti gli Stati membri dell'UE;

54. esorta il governo turco e le istituzioni e gli Stati membri dell'UE a continuare a lavorare, al di là del processo di adesione attualmente in stallo, sulla base delle pertinenti conclusioni del Consiglio e del Consiglio europeo e della condizionalità stabilita, a favore di un partenariato più stretto, dinamico e strategico, con una particolare attenzione all'azione per il clima, alla sicurezza energetica, alla cooperazione in materia di lotta al terrorismo e alla stabilità regionale; insiste sulla necessità di avviare un processo di riflessione sul modo in cui questo nuovo quadro costruttivo e progressivo per le relazioni UE-Turchia possa tenere insieme gli interessi di tutte le parti coinvolte, ad esempio attraverso la modernizzazione e il rafforzamento dell'attuale accordo di associazione;

55. ritiene che la comunicazione congiunta del 29 novembre 2023 sullo stato delle relazioni UE-Turchia costituisca una buona base su cui progredire nelle relazioni generali tra l'UE e la Turchia; deplora la mancanza, ad oggi, di una chiara approvazione politica di tale comunicazione congiunta da parte del Consiglio; ribadisce che il riconoscimento di tutti gli Stati membri dell'UE è una componente necessaria di qualsiasi accordo tra l'UE e la Turchia; sottolinea che l'impegno costruttivo della Turchia, anche in relazione al problema di Cipro, rimane fondamentale per promuovere una più stretta cooperazione tra l'UE e la Turchia;

56. avverte, tuttavia, che un'ulteriore deriva autoritaria da parte delle autorità turche, come quella cui abbiamo assistito di recente, avrà in ultima analisi gravi ripercussioni su tutte le dimensioni delle relazioni UE-Turchia, compresa la cooperazione in materia di scambi commerciali e di sicurezza, poiché impedisce la fiducia e l'affidabilità necessarie fra partner e crea antagonismo fra le due parti nell'attuale scena geopolitica;

57. continua a riconoscere ed elogiare le aspirazioni democratiche e filoeuropee della maggior parte della società turca (in particolare fra i giovani turchi), che l'UE non intende abbandonare; ritiene che tali aspirazioni siano un motivo importante per mantenere vivo il processo di adesione della Turchia; invita, pertanto, la Commissione a mantenere e ad aumentare il suo sostegno politico e finanziario nei confronti della dinamica società civile che sostiene la democrazia nel paese, i cui sforzi possono contribuire a generare la volontà politica necessaria per approfondire le relazioni UE-Turchia; evidenzia, tuttavia, che la ripresa del processo di adesione dipende dalla ferma volontà politica delle autorità e della società turche di diventare una democrazia a pieno titolo, cosa che l'UE non può imporre con la forza;

58. ribadisce il suo appello a rafforzare e approfondire la conoscenza e la comprensione reciproche tra le nostre società, promuovendo la crescita culturale e gli scambi socioculturali e contrastando tutte le manifestazioni di pregiudizio sociale, religioso, etnico o culturale; incoraggia la Turchia e l'UE a promuovere i valori condivisi, in particolare sostenendo i giovani; ribadisce il suo massimo impegno a mantenere e aumentare il sostegno alla società civile indipendente della Turchia;

°

° °

59. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio e alla Commissione; chiede che la presente risoluzione sia tradotta in turco e trasmessa al Presidente, al governo e al parlamento della Repubblica di Turchia.

 


 

MOTIVAZIONE

La presente relazione è la prima dell'attuale legislatura per quanto riguarda i progressi della Turchia quale paese candidato all'adesione all'UE. Poiché il 2024 è stato l'anno delle elezioni europee, la presente risoluzione comprende la risposta del Parlamento alle relazioni della Commissione sull'allargamento del 2023 e del 2024.

La relazione valuta la situazione attuale e gli ultimi sviluppi per quanto riguarda i progressi compiuti dalla Turchia verso l'adesione, nonché le relazioni più ampie tra l'UE e il paese. I negoziati di adesione con la Turchia si trovano in una fase di stallo dal 2018, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo. La relazione sostiene che, nonostante le recenti dichiarazioni del governo turco circa il suo impegno a favore dell'adesione all'UE, il divario tra la Turchia e i valori e il quadro normativo dell'UE – che sono al centro del processo di adesione – non sia stato affrontato nel corso dell'ultimo periodo, dal momento che persistono leggi e misure volte a limitare lo Stato di diritto e i diritti fondamentali. La relazione invita le autorità turche a porre fine alle attuali gravi restrizioni e ai continui attacchi ai diritti dei membri dell'opposizione, dei difensori dei diritti umani, degli avvocati, dei sindacalisti, dei membri delle minoranze, dei giornalisti, degli esponenti del mondo accademico e degli attivisti della società civile, tra gli altri.

In conclusione, la relazione ribadisce che il processo di adesione della Turchia all'UE non può riprendere nelle circostanze attuali ed esorta il governo turco e le istituzioni e gli Stati membri dell'Unione europea a continuare a lavorare, al di là del processo di adesione attualmente in stallo, verso un partenariato più stretto, dinamico e strategico.


 

ALLEGATO: ENTITÀ O PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

Conformemente all'allegato I, articolo 8, del regolamento, il relatore dichiara di aver ricevuto, nel corso dell'elaborazione del progetto di relazione, fino alla sua approvazione in commissione, contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persona

European Commission - DG NEAR

European External Action Service (EEAS)

Delegation of the European Union to the Republic of Türkiye

Ambassador of Spain to the Republic of Türkiye

Permanent Representation of Greece to the EU

Permanent Representation of the Republic of Cyprus to the EU

Permanent Representation of the Republic of Türkiye to the EU

Ministry of Foreign Affairs of Türkiye

Justice and Development Party (AK Party)

Republican People’s Party (CHP)

Peoples’ Equality and Democracy Party (DEM Party)

Trade Union DISK

Trade Union GENEL-İş

The German Marshall Fund (GMF)

Carnegie Endowment for International Peace - Carnegie Europe

Global Relations Forum (GRF)

International Republican Institute (IRI)

Turkish Industry and Business Association (TÜSİAD)

Human Rights Joint Platform (IHOP)

Human Rights Association (İHD)

European Women’s Lobby

KAOS GL

Reporters Without Borders (RSF)

International Press Institute (IPI)

Committee to Protect Journalists (CPJ)

Human Rights Watch

Amnesty International

Constitutional law experts from Türkiye

Centre for European Policy Studies (CEPS)

The Centre for Strategic and International Studies (CSIS)

L'elenco che precede è compilato sotto l'esclusiva responsabilità del relatore.

 

Quando delle persone fisiche sono identificate nell'elenco con il loro nome, la loro funzione o entrambi, il relatore dichiara di aver sottoposto alle persone fisiche interessate l'informativa del Parlamento europeo sulla protezione dei dati n. 484 (https://www.europarl.europa.eu/data-protect/index.do), che definisce le condizioni applicabili al trattamento dei loro dati personali e i diritti connessi a tale trattamento.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

9.4.2025

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

3

23

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mika Aaltola, Lucia Annunziata, Petras Auštrevičius, Jordan Bardella, Dan Barna, Wouter Beke, Robert Biedroń, Adam Bielan, Marc Botenga, Helmut Brandstätter, Sebastião Bugalho, Petr Bystron, Tobias Cremer, Özlem Demirel, Elio Di Rupo, Michael Gahler, Alberico Gambino, Geadis Geadi, Giorgos Georgiou, Raphaël Glucksmann, Christophe Gomart, Bernard Guetta, Hana Jalloul Muro, Rasa Juknevičienė, Rihards Kols, Andrey Kovatchev, Vilis Krištopans, Nathalie Loiseau, Reinhold Lopatka, Antonio López-Istúriz White, Jaak Madison, Marion Maréchal, Costas Mavrides, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Sven Mikser, Francisco José Millán Mon, Arkadiusz Mularczyk, Hannah Neumann, Leoluca Orlando, Kostas Papadakis, Tonino Picula, Nacho Sánchez Amor, Mounir Satouri, Andreas Schieder, Alexander Sell, Davor Ivo Stier, Sebastiaan Stöteler, Stanislav Stoyanov, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, Marta Temido, Riho Terras, Hermann Tertsch, Pierre-Romain Thionnet, Sebastian Tynkkynen, Reinier Van Lanschot, Roberto Vannacci, Hilde Vautmans, Nicola Zingaretti

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jaume Asens Llodrà, Pernando Barrena Arza, Jan Farský, Emmanouil Kefalogiannis, Merja Kyllönen, Ilhan Kyuchyuk, Liudas Mažylis, Marco Tarquinio, Ingeborg Ter Laak, Matej Tonin, Ivaylo Valchev, Matthieu Valet, Thomas Waitz

Deputati di cui all’art. 216, par. 7, del regolamento presenti al momento della votazione finale

Jüri Ratas, Adrián Vázquez Lázara

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE DA PARTE DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

48

+

PPE

Mika Aaltola, Wouter Beke, Sebastião Bugalho, Jan Farský, Michael Gahler, Rasa Juknevičienė, Emmanouil Kefalogiannis, Andrey Kovatchev, Reinhold Lopatka, Antonio López-Istúriz White, David McAllister, Liudas Mažylis, Vangelis Meimarakis, Francisco José Millán Mon, Jüri Ratas, Davor Ivo Stier, Ingeborg Ter Laak, Riho Terras, Matej Tonin, Adrián Vázquez Lázara

Renew

Petras Auštrevičius, Dan Barna, Helmut Brandstätter, Bernard Guetta, Ilhan Kyuchyuk, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, Hilde Vautmans

S&D

Lucia Annunziata, Robert Biedroń, Tobias Cremer, Elio Di Rupo, Raphaël Glucksmann, Hana Jalloul Muro, Sven Mikser, Tonino Picula, Nacho Sánchez Amor, Andreas Schieder, Marco Tarquinio, Marta Temido, Nicola Zingaretti

The Left

Pernando Barrena Arza, Merja Kyllönen

Verts/ALE

Jaume Asens Llodrà, Hannah Neumann, Leoluca Orlando, Mounir Satouri, Reinier Van Lanschot, Thomas Waitz

 

3

-

PPE

Christophe Gomart

PfE

Sebastiaan Stöteler, Hermann Tertsch

 

23

0

ECR

Adam Bielan, Alberico Gambino, Geadis Geadi, Rihards Kols, Jaak Madison, Marion Maréchal, Arkadiusz Mularczyk, Sebastian Tynkkynen, Ivaylo Valchev

ESN

Petr Bystron, Alexander Sell, Stanislav Stoyanov

NI

Kostas Papadakis

PfE

Jordan Bardella, Vilis Krištopans, Pierre-Romain Thionnet, Matthieu Valet, Roberto Vannacci

Renew

Nathalie Loiseau

S&D

Costas Mavrides

The Left

Marc Botenga, Özlem Demirel, Giorgos Georgiou

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2025
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