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Procedura : 2002/2038(COS)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A5-0152/2002

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A5-0152/2002

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P5_TA(2002)0222

RELAZIONE     
PDF 185kWORD 50k
25 aprile 2002
PE 301.883 A5-0152/2002
sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni su un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo
(COM(2001)665 – C5-0077/2002 – 2002/2038(COS))
Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo
Relatrice: Helena Torres Marques
PAGINA REGOLAMENTARE
 PROPOSTA DI RISOLUZIONE
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA E PER IL MERCATO INTERNO
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, IL COMMERCIO ESTERO, LA RICERCA E L'ENERGIA
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA POLITICA DEI CONSUMATORI

PAGINA REGOLAMENTARE

Con lettera del 15 novembre 2001 la Commissione ha trasmesso al Parlamento la sua comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni su un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo (COM(2001)665 – 2002/2038(COS)).

Nella seduta del 27 febbraio 2002 il Presidente del Parlamento ha comunicato di aver deferito tale comunicazione alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo per l'esame di merito e, per parere, alla commissione giuridica e per il mercato interno, alla commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia, alla commissione per gli affari sociali e l'occupazione e alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori (C5-0077/2002).

Nella riunione del 19 dicembre 2001 la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo aveva nominato relatrice Helena Torres Marques.

Nelle riunioni del 21 marzo 2002 e del 18 aprile 2002 ha esaminato la comunicazione e il progetto di relazione.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato la proposta di risoluzione con 40 voti favorevoli e 3 contrari.

Erano presenti al momento della votazione Luciano Caveri (presidente), Helmuth Markov, Gilles Savary e Rijk van Dam (vicepresidenti), Helena Torres Marques (relatrice), Luigi Cocilovo, Christine de Veyrac, Fernando Fernández Martín, (in sostituzione di Rolf Berend, a norma dell'articolo 153, paragrafo 2, del regolamento),Carlos Bautista Ojeda (in sostituzione di Daniel Marc Cohn-Bendit), Danielle Darras, Garrelt Duin, Giovanni Claudio Fava, Jacqueline Foster, Mathieu J.H. Grosch, Konstantinos Hatzidakis, Ewa Hedkvist Petersen, Roger Helmer (in sostituzione di Philip Charles Bradbourn), Georg Jarzembowski, Dieter-Lebrecht Koch, Brigitte Langenhagen (in sostituzione di Felipe Camisón Asensio), Sérgio Marques, Emmanouil Mastorakis, Erik Meijer, Rosa Miguélez Ramos, Bill Miller (in sostituzione di Michel J.M. Dary), Francesco Musotto, Wilhelm Ernst Piecyk, Samuli Pohjamo, Bernard Poignant, Adriana Poli Bortone, Alonso José Puerta, Reinhard Rack, Carlos Ripoll i Martínez Bedoya, Isidoro Sánchez García, Marieke Sanders-ten Holte (in sostituzione di Herman Vermeer), Ingo Schmitt, Brian Simpson, Renate Sommer, Dirk Sterckx, Ulrich Stockmann, Joaquim Vairinhos, Ari Vatanen e Mark Francis Watts.

I pareri della commissione giuridica e per il mercato interno, della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia, della commissione per gli affari sociali e l'occupazione e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori sono allegati.

La relazione è stata depositata il 25 aprile 2002.

Il termine per la presentazione di emendamenti sarà indicato nel progetto di ordine del giorno della tornata nel corso della quale la relazione sarà esaminata.


PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni su un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo (COM(2001)665 – C5-0077/2002 – 2002/2038(COS))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione (COM(2001)665 – C5-0077/2002),

–   vista la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni "Seguiti del Consiglio europeo del 21 settembre: situazione del settore turistico europeo" (COM(2001)668),

–   visto l'articolo 3, lettera u) del trattato CE,

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio di Bruges del 18 settembre 2001, documento 11894/01,

–   vista la sua risoluzione del 18 febbraio 2000 sulla comunicazione della Commissione "Potenziale del turismo per l'occupazione"(1)

–   visto l'articolo 47, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo i pareri della commissione giuridica e per il mercato interno, della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia, della commissione per gli affari sociali e l'occupazione e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori (A5‑0152/2002),

A.   considerando l'importanza capitale del settore del turismo nell'Unione europea, che rappresenta il 5% circa del PIL (percentuale che, se si considera l’attività generata in altri settori come i trasporti e la distribuzione, raggiunge il 12% del PIL) e dell'occupazione e che registra un forte sviluppo, destinato a proseguire,

B.   considerando che l'Europa resta tuttora la destinazione più importante del turismo mondiale, ma che la sua posizione relativa è in calo negli ultimi anni, nonché il numero crescente di europei che scelgono come destinazione turistica paesi al di fuori dell’Unione europea,

C.   considerando il carattere positivo della possibilità crescente per i consumatori di accedere ai prodotti turistici;

D.   considerando che il turismo è un settore economico in continua espansione a livello europeo e mondiale, sotto il profilo sia della produzione che dell'occupazione, e che, per numerose città, regioni e comuni dell'Unione, esso rappresenta una risorsa economica e culturale di grande rilevanza,

E.   considerando l'impatto positivo che, dopo la libera circolazione dei cittadini, ha avuto nella vita quotidiana dei cittadini comunitari l'euro, nonché la necessità di concretizzare altri elementi fondamentali di una dimensione veramente comune della vita in Europa,

F.   considerando che il settore del turismo offre oggi ed offrirà in futuro possibilità di occupazione importanti e varie, sia agli uomini che alle donne e che la politica dell’occupazione nel settore turistico deve essere volta a sostenere strategie di miglioramento della qualità del lavoro e a ridurne la precarietà,

G.   considerando che, in una prospettiva europea, è necessario unire gli sforzi e coordinare azioni che rafforzino le iniziative sviluppate da ciascuno dei quindici Stati membri,

H.   considerando che numerose misure dell'Unione europea hanno un impatto diretto o indiretto sul settore turistico e che è necessario tenere conto delle considerazioni turistiche nei processi decisionali comunitari,

I.   considerando che, nella revisione della politica di coesione economica e sociale, è necessario valorizzare maggiormente il ruolo del turismo in quanto attività economica in grado non solo di svolgere una funzione di riequilibrio socioeconomico territoriale, ma anche di agire come fattore di sviluppo attraverso l’effetto moltiplicatore delle attività produttive agricole e delle attività artigianali e industriali,

J.   considerando che per talune regioni dell’Unione in ritardo di sviluppo, in particolare le regioni ultraperiferiche, il turismo rappresenta la principale industria in termini di entrate e contribuisce, in larga misura, agli sforzi di convergenza delle loro economie verso il tasso medio di sviluppo comunitario,

K.   considerando, di conseguenza, che il turismo sviluppato in modo consapevole nel lungo termine, deve rappresentare per l’economia locale una fonte di reddito e di occupazione durevole e contribuire alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico, culturale, storico e ambientale delle regioni dell’Unione,

L.   considerando le carenze per quanto concerne l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di applicazione di un tasso IVA ridotto ai servizi a forte intensità di manodopera, in particolare nel settore della ristorazione,

M.   considerando che le differenze geografiche, storico-culturali ed ambientali sono da considerarsi una ricchezza e costituiscono un importante elemento di attrazione turistica proprio delle regioni della Comunità; considerando inoltre che l'Unione europea deve assumersi l'impegno di sostenere tutte le azioni che mirano a promuovere e a valorizzare queste specificità,

N.   considerando che il turismo di massa in zone sensibili come, ad esempio, le regioni costiere e di montagna, può rappresentare una minaccia per l'ambiente locale e le risorse culturali, se l'afflusso dei turisti e lo sviluppo urbano non sono gestiti in modo adeguato,

O.   considerando che il turismo è percepito sempre di più nella nostra società come un diritto sociale, il che da un lato comporta il riconoscimento delle esigenze di talune categorie sociali come i portatori di handicap o i meno favoriti e, dall'altro, prefigura un grande potenziale supplementare da sviluppare verso settori come i pensionati, i giovani e le attività attualmente marginali, ma promettenti, come il turismo rurale, ambientale, termale, i campi di lavoro di interesse sociale per i giovani, ecc., che possono contribuire a porre rimedio al carattere stagionale dell’attività turistica e favorire la conoscenza reciproca delle nostre popolazioni,

P.   considerando l’importanza del turismo come vettore di pace e il suo ruolo fondamentale nello sviluppo economico di alcune regioni periferiche dell’Unione europea,

Q.   considerando che la comunicazione tra i singoli attori, in particolare le PMI, è molto limitata a livello regionale, nazionale e, soprattutto, internazionale e che in questo modo è resa difficile una azione unitaria o accade persino che gli attori si ostacolino a vicenda,

R.   considerando la difficoltà dell'attuale congiuntura, soprattutto dopo l'11 settembre 2001, marcata per la prima volta dalla convergenza di differenti aspetti negativi in atto contemporaneamente: la crisi delle principali economie mondiali, UE, Stati Uniti e Giappone, la crisi del trasporto aereo, la crisi di fiducia dei cittadini e la crisi delle imprese turistiche, confrontate nel contempo con le esitazioni dei consumatori e con la forza di taluni grandissimi operatori, i quali tentano di trarre profitto dalle difficoltà del momento,

S.   considerando che i dati recentemente annunciati dall'Organizzazione mondiale del turismo (OMT), nella sua relazione 2001, esigono una reazione forte di rilancio al fine di ridare fiducia (i dati mostrano un calo preoccupante delle attività turistiche nel mondo nel corso degli ultimi tre mesi dell'anno, -24% in America e Asia meridionale, -30% nel Medio Oriente, -6% in Europa e -11% a livello mondiale),

Una strategia europea per il turismo

1.   accoglie con favore i due documenti della Commissione, del 13 novembre 2001, e li giudica un segnale concreto della volontà di rilanciare, a livello europeo, un settore di grande rilevanza per l'economia e la vita sociale;

2.   accoglie favorevolmente l'inserimento del turismo tra le politiche e le misure comunitarie ed auspica che detto inserimento si effettui in modo rapido;

3.   insiste sulla necessità di definire un quadro programmatico complessivo e coerente per il turismo in Europa; chiede pertanto, vista la natura trasversale delle tematiche del turismo, che le direzioni generali coinvolte (trasporti, politica regionale, occupazione, ambiente, politica sociale, protezione dei consumatori, istruzione e cultura, ecc.) si impegnino per porre rimedio al carattere frammentario della programmazione attuale e per meglio orientare ed integrare i programmi comunitari volti a garantire lo sviluppo sostenibile del settore e la coesione verticale tra le regioni, i governi nazionali e le istituzioni comunitarie; ritiene a tal fine necessario effettuare una valutazione dell'impatto aziendale di tutte le misure adottate dalla UE aventi effetti di rilievo sul turismo, in modo che tutte le azioni in tale direzione risultino vantaggiose per il turismo sostenibile e responsabile;

4.   ritiene indispensabile che, nel nuovo processo di discussione del programma annuale della Commissione europea con il Parlamento europeo, sia presentata un'intera serie di misure in corso e da proporre che riguardino direttamente il settore del turismo;

5.   invita la Commissione e il Consiglio a garantire il ruolo essenziale del Parlamento europeo nel metodo aperto di coordinamento;

6.   esprime il proprio fermo sostegno all'istituzione di un Forum europeo del turismo, che a livello europeo possa profilarsi come interfaccia per promuovere e migliorare la cooperazione tra i professionisti del turismo e tutti gli operatori interessati, nello spirito di un approccio cooperativo per il futuro del turismo, quale proposto dalla Commissione; auspica inoltre il rafforzamento del ruolo del Comitato consultivo per il settore del turismo a livello comunitario con la partecipazione delle associazioni europee dei consumatori e di protezione del patrimonio culturale e ambientale;

7.   chiede che il Comitato consultivo per il settore del turismo e il Forum si riuniscano in pubblico almeno una volta all'anno e che, in relazione a settori sensibili per il turismo, i Commissari responsabili delle decisioni riguardanti direttamente o indirettamente il turismo possano discutere con i rappresentanti dell'industria e le associazioni turistiche;

8.   chiede che, nell’ambito del Forum europeo annuale del turismo e parallelamente alla discussione sui temi prioritari per il settore, siano creati, come propone la Commissione, forum di discussione in cui avvenga lo scambio di informazioni (iniziative comunitarie a favore del turismo a partire da altre aree, come Cultura 2000, Interreg, ecc.), buone prassi ed esperienze pilota;

9.   sottolinea che la possibilità di accedere agevolmente ad informazioni comparabili in tutta l'Unione europea è molto facilitata, qualora esistano procedure di valutazione e marchi uniformi ed invita la Commissione a favorire la definizione di norme in tal senso, stimolando e catalizzando le iniziative del settore senza tuttavia sostituirsi ad esso; tale aspetto acquisisce un'importanza del tutto particolare nella prospettiva del futuro ampliamento dell'Unione ai paesi dell'Europa centrale e orientale, con i quali è già ora possibile procedere a una concertazione;

10.   ritiene pertanto necessario migliorare ulteriormente la qualità dell’informazione diffusa e degli indicatori prodotti mettendo in evidenza la credibilità dei dati e la loro piena integrazione nei conti nazionali al fine di fornire una visione complessiva dell’industria del turismo e delle attività che la compongono;

11.   ritiene che il prossimo ampliamento dell’Unione europea apra nuove prospettive per il turismo europeo non solo per l’aumento del numero di turisti di questi paesi che verranno a visitare l’Unione europea, ma anche per l’importanza che l’industria già riveste e rivestirà in futuro nel rispettivo sviluppo economico e sociale;

12.   esprime il suo interesse a progredire nell’adozione di misure in grado di rispondere efficacemente alle sfide a cui deve far fonte il settore e preparare il terreno per un’azione futura che possa permettere all’Europa nel suo insieme di restare la prima destinazione turistica del mondo; chiede in questa prospettiva che sia sostenuta la creazione di un programma quadro per il turismo a livello comunitario e sia attivata un’apposita linea di bilancio, in grado di sviluppare coerentemente le diverse misure previste, in particolare nei campi della formazione e della promozione dell’innovazione;

13.   chiede che nella discussione relativa all’armonizzazione fiscale nell’Unione europea ne sia analizzata l’applicazione nel settore turistico;

14.   insiste affinché gli organi governativi responsabili del turismo, nonché quelli che coordinano il sistema bancario, adottino tutte le misure per far sì che a partire dal 1° luglio 2002 sia applicato il regolamento sui pagamenti transfrontalieri in euro e tutti i turisti della zona euro abbiano la garanzia di una trasparenza assoluta per quanto riguarda i pagamenti fatti con carta bancaria ed esorta la Commissione a continuare a fare uso di tutti gli strumenti a sua disposizione e ad adottare le misure necessarie per garantire che i costi delle operazioni transfrontaliere vengano allineati quanto più possibile ai costi delle operazioni nazionali, rendendo così tangibile e trasparente per i turisti il concetto di zona euro quale spazio interno dei pagamenti;

Per un turismo sostenibile

15.   chiede che per il futuro, seguendo gli orientamenti principali delle politiche comunitarie e le conclusioni del vertice di Göteborg, si sviluppi un turismo sostenibile, di qualità, competitivo e aperto a tutti, che non prescinda dal rispetto delle capacità di accoglienza dei siti naturali e culturali; a tale riguardo, sottolinea la necessità di migliorare la consapevolezza degli operatori privati degli impatti sociali e ambientali del turismo grazie allo scambio di conoscenze e buone pratiche mediante lo sviluppo di reti di informazione;

16.   osserva che il turismo può essere fondamentale per la rigenerazione di un'intera comunità e invita la Commissione e il Consiglio a garantire che, nell'attuazione di strategie di sviluppo economico sostenibile, sia preso in considerazione il ruolo delle autorità locali e regionali;

17.   è convinto che lo sviluppo del turismo debba essere assolutamente accompagnato da politiche orientate all’utilizzo, alla promozione e alla valorizzazione delle risorse ambientali, artistiche, storiche e culturali;

18.   ritiene necessaria la promozione di programmi e aiuti volti a far sì che tutti i settori e gli operatori della catena turistica, compresi gli enti locali e regionali, definiscano i propri programmi di turismo sostenibile tenendo presenti le potenzialità dei siti, l’identificazione delle risorse naturali, gli spazi protetti, il patrimonio culturale e gli elementi specifici nonché la messa a punto di programmi volti a rivalorizzare e immettere sul mercato le potenzialità delle regioni meno conosciute;

19.   ricorda la necessità di sviluppare infrastrutture di trasporto efficienti e sostenibili anche al fine di agevolare l'accesso alle regioni lontane, come le località di montagna e le isole;

20.   reputa al riguardo che il "Libro bianco sui trasporti" non presti sufficiente attenzione alle conseguenze dell'aumento del traffico legato al turismo;

21.   invita la Commissione a inventariare e valutare le misure necessarie per garantire l'accessibilità dei principali siti turistici;

22.   si compiace dell'iniziativa della Commissione di porre in atto un'Agenda 21 per la promozione dello sviluppo sostenibile delle attività turistiche ed auspica il pieno coinvolgimento di tutte le parti interessate; chiede che sia promosso, nell'ambito di queste attività, il sistema di gestione e audit ambientale (EMAS), altresì aperto dal 2001 alle amministrazioni locali;

23.   si dichiara molto favorevole alla promozione, nell’ambito dell’Agenda 21, di iniziative concrete che favoriscano un’attività turistica sostenibile quali la concessione di etichette per i servizi e gli operatori turistici (tour operator, settore alberghiero, agenzie, guide turistiche, comuni, ecc.), misure fiscali destinate a finanziare misure di correzione degli impatti negativi del turismo, pratiche di gestione integrata delle zone sensibili (zone costiere, zone di montagna, ecc.) e l’integrazione della funzione turistica in altre attività economiche;

24.   chiede alla Commissione di esaminare l’impatto del turismo europeo sui paesi sottosviluppati e di incentivare azioni e pratiche turistiche che promuovano la coesione economica e sociale in questi paesi di destinazione;

25.   ritiene che, per elaborare indicatori di turismo sostenibile, sia necessario integrare i criteri e le raccomandazioni della Carta europea del turismo sostenibile firmata da tutti gli Stati membri;

26.   chiede l’elaborazione di un terzo manuale che funga da documento di orientamento che definisca e applichi il criterio di base del turismo sostenibile nonché la gestione dei rischi nei siti;

Una risorsa per l'occupazione

27.   evidenzia di nuovo il ruolo e il contributo del turismo nella prospettiva della sfida lanciata al vertice di Lisbona di trasformare l'Europa in una regione della piena occupazione, con una struttura vitale e competitiva, in particolare per le regioni in ritardo di sviluppo tra cui, in particolare, le regioni ultraperiferiche; ricorda al riguardo che le attività turistiche sono caratterizzate da una notevole utilizzazione di manodopera, soprattutto stagionale, che deve essere sempre più specializzata e quindi chiede e favorisce una formazione professionale più avanzata tecnologicamente, la conoscenza delle lingue oltre a una grande mobilità della manodopera;

28.   si compiace della proposta della Commissione volta a individuare nuovi tipi di turismo ed esorta la Commissione ad analizzare il ruolo che il turismo sportivo può svolgere sia a livello di creazione di posti di lavoro che di aumento del numero di visitatori;

29.   propone la promozione di nuove forme di turismo che contribuiscano a migliorare la stagionalità del settore attraverso il ricorso ai fondi comunitari, come ad esempio l’agriturismo, il turismo della salute, soprattutto quello termale, o il turismo sociale destinato non solo ai lavoratori, ma anche ai giovani e ai pensionati che costituiscono mercati in grande crescita potenziale; sottolinea la necessità di lottare contro il turismo sessuale e i suoi derivati e chiede che siano adottate sanzioni contro i professionisti che avallano tali pratiche vendendo prodotti turistici a questo fine;

30.   chiede che si ponga maggiormente l'accento sulla qualità dei posti di lavoro creati nel settore del turismo, concentrandosi sulla formazione, lo sviluppo di strutture di carriera, il riconoscimento dei diplomi, la protezione di quanti svolgono un lavoro precario e la lotta contro il lavoro sommerso;

31.   invita gli Stati membri a garantire un ruolo importante al turismo nei loro piani nazionali di azione in materia di occupazione in modo da sfruttare tutte le possibilità che lo sviluppo turistico potrebbe offrire per creare posti di lavoro sostenibili e di alta qualità e limitare le conseguenze negative dell'attuale congiuntura economica e politica;

32.   insiste sulla necessità di collegare le azioni proposte a quelle del programma pluriennale per le PMI, in particolare nei campi della formazione e della promozione dell'innovazione, elementi essenziali delle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona che la comunicazione della Commissione non tratta direttamente;

33.   si compiace che la Commissione riconosca che la mancanza di risorse umane idonee per determinate professioni e qualifiche costituisce una sfida per il settore del turismo, esprime il proprio rammarico per la mancanza di proposte chiare intese a far fronte a tale fenomeno; invita la Commissione a realizzare uno studio sulla necessità di risorse umane per settore e regione, tenendo in conto le sfide attuali e future e il quadro di una politica generale del turismo a livello nazionale e regionale; invita gli Stati membri ad avvalersi di tutte le possibilità offerte dal Fondo sociale europeo per una formazione professionale adeguata e per l'apprendimento di lingue straniere;

34.   evidenzia altresì che le imprese turistiche europee, rispetto al panorama internazionale, sono caratterizzate dalle piccole dimensioni (microimprese, imprese familiari e PMI), condizione che, in assenza di un’armonizzazione giuridica e fiscale a livello europeo, le rende meno competitive;

35.   invita la Commissione, in collaborazione con il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP), a proporre modelli di qualità e di controllo nel settore della formazione del personale secondo le necessità dei mercati locali di lavoro e dei progressi tecnologici; invita inoltre il CEDEFOP a facilitare i partenariati e il dialogo tra gli istituti di formazione e l'industria turistica onde istituire la sinergia necessaria tra l'apprendimento e l'esperienza professionale;

36.   invita la Commissione ad elaborare una comunicazione sul riconoscimento delle qualifiche professionali dei lavoratori nel settore del turismo, a livello europeo e internazionale;

37.   esprime il proprio rammarico per il mancato accordo tra le parti sociali relativamente all'istituzione di una direttiva per il miglioramento delle condizioni lavorative a livello di occupazione temporanea, tuttavia si compiace della proposta della Commissione e si riserva la facoltà di illustrare nel quadro del suo parere le esigenze specifiche dei lavoratori del settore turistico;

Una risposta positiva a una congiuntura difficile

38.   esprime ferma fiducia sull'utilità di un'azione di promozione, a livello comunitario, dell'Europa in quanto destinazione turistica, segnatamente con il sostegno delle PMI, in particolare per quanto riguarda la loro messa in rete, che ponga l’accento sulle nuove forme di turismo nei luoghi ancora poco visitati e faccia scoprire agli europei continentali le attrattive delle mete europee insulari e ultraperiferiche; propone altresì di aumentare la visibilità e la promozione della destinazione Europa tramite un adeguato utilizzo del sistema delle rappresentanze dell’Unione europea nel mondo;

39.   chiede alla Commissione europea di proporre un programma promozionale da realizzare all’esterno delle frontiere dell’Unione europea cui partecipino gli Stati membri ed eventualmente i paesi candidati all’ampliamento che si dimostrino interessati;

40.   chiede alla Commissione europea di utilizzare le proprie campagne di promozione dell’euro all’esterno dell’Unione europea per illustrare i vantaggi che i turisti otterranno utilizzando la stessa moneta in gran parte dei paesi dell’Unione;

41.   considera essenziale l'istituzione di conti satelliti del turismo (CST), come suggerisce la Commissione nella sua comunicazione, secondo le indicazioni dell'OMT, dell'OCSE e di Eurostat, per poter conoscere ed apprezzare al meglio lo sviluppo delle attività turistiche negli Stati membri della Comunità; è convinto, d’altronde, che uno strumento di tale importanza non possa essere lasciato alla buona volontà degli amministratori nazionali e debba essere oggetto di un’iniziativa quadro a livello comunitario;

42.   invita la Commissione a garantire che le autorità locali e il settore privato partecipino pienamente all'introduzione delle misure e dei regimi per il buon utilizzo degli strumenti comunitari finanziari e non finanziari (misura 6);

43.   ritiene necessario che, di fronte alla crisi dei trasporti aerei (le compagnie aeree comunitarie hanno registrato un calo delle attività pari al 17,6% negli ultimi 111 giorni del 2001 rispetto al 2000, con un decremento del fatturato di 3,4 miliardi di euro), le istituzioni dell’Unione trovino una risposta strategica;

44.   chiede che i mezzi amministrativi comunitari (attualmente esiste solo un'unità "Turismo") abbiano un volume adeguato ai compiti da svolgere e che l'Europa si crei un'opportunità per realizzare le proprie ambizioni; tale potenziamento delle strutture, delle risorse umane e dei mezzi della Commissione consentirà alla stessa di:

- operare efficacemente e tempestivamente nell’ambito della consultazione interservizi per far sì che le misure proposte dalle differenti direzioni generali in relazione ad altre politiche della Comunità europea prendano adeguatamente in considerazione la dimensione turistica e la specificità delle imprese che caratterizzano il sistema turistico (PMI), anche attraverso un’adeguata analisi costi-benefici;
- stabilire un efficiente raccordo con le autorità del turismo e le rappresentanze professionali significative del settore, sia europee che nazionali;

45.   chiede alla Commissione di avanzare, con la massima sollecitudine, proposte che consentano di inserire la ristorazione ed eventualmente altri servizi turistici non ancora ammissibili a tale misura, nell’elenco dei settori di attività suscettibili di beneficiare, a titolo permanente, dell’applicazione di un tasso ridotto di IVA, e ciò al fine di sviluppare l’occupazione in tali settori, di modernizzare tali professioni e di porre il turismo europeo in una posizione più favorevole nei confronti della concorrenza internazionale;

46.   chiede alla Convenzione che si sta impegnando sull'avvenire dell'Europa di valutare accuratamente l'esigenza, per il settore turistico, di avere una solida base giuridica che possa imprimere forza alle azioni comunitarie, inserendo nel trattato una vera e propria politica comune del turismo la quale, accentuando le differenze essenziali tra i paesi e le regioni, consentirebbe di varare misure coordinate per lo sviluppo del turismo europeo, nel rispetto del principio di sussidiarietà e anche al fine di promuovere il turismo europeo nei paesi terzi;

47.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato economico e sociale, al Comitato delle Regioni e ai governi e parlamenti degli Stati membri.

(1)GU C 339 del 29.11.2000, pag. 286.


MOTIVAZIONE

Un settore in profonda trasformazione

Nell'Unione europea il settore del turismo significa circa due milioni di imprese, essenzialmente piccole e medie, e contribuisce per circa il 5% al PIL e all'occupazione. Inoltre è uno dei settori dell'economia europea con le migliori prospettive future. Le previsioni sono orientate a una crescita continua più sostenuta di quella economica media, come conseguenza dell'aumento del tempo libero, della crescita economica globale, del miglioramento delle condizioni di vita (salute) della popolazione in generale e in particolare degli anziani.

Dal punto di vista dei vantaggi l'Europa possiede una gamma di ricchezze, di diversità e di densità di attrazioni turistiche che ne fanno la regione turistica più visitata del mondo, anche rispetto a talune regioni emergenti d'oltremare, e ciò consente di prevedere un raddoppio del volume turistico europeo nel prossimi 20-25 anni, con effetti netti, in termini di spese e di prodotti, nell'ordine del 3% annuo. L'occupazione crescerà di circa il 15% nei prossimi dieci anni.

Uno dei principali fattori della crescita del turismo nei prossimi anni sarà data dall'evoluzione della struttura demografica della popolazione: tra vent'anni la popolazione con più di 65 anni di età aumenterà di 17 milioni. Dato che le persone di questa fascia d'età vivono in migliore salute, con una maggiore esperienza di vita e con risorse sempre maggiori, saranno indotte, più che in passato, a viaggiare. Nello stesso tempo la domanda di turismo subirà un'evoluzione: il turismo culturale e quello interessato al patrimonio naturale registreranno una crescita significativa.

Altri elementi per un maggiore dinamismo: la liberalizzazione dei trasporti e lo sviluppo delle relative reti, la spinta del mercato unico (segnatamente le realtà della moneta unica), i notevoli sviluppi e gli sbocchi della società dell'informazione continueranno a promuovere la mobilità e l'internazionalizzazione dei flussi turistici. Senza dimenticare l'ampliamento, che a sua volta contribuirà all'espansione della domanda di turismo verso i nuovi Stati membri e di neocittadini comunitari verso i nostri paesi (il fenomeno è del resto già in atto).

Turismo e occupazione

La comprensione del ruolo che il turismo è in grado di svolgere per promuovere la piena occupazione nell'Unione è del tutto inedito: di fronte alla necessità di recuperare il ritardo dell'economia europea rispetto a quella di altre regioni come gli Stati Uniti, specialmente nei settori più innovativi, è stato rilevato che il turismo è molto promettente e soprattutto che si può investire sul suo sviluppo a lungo termine, anche in una fase difficile dell'economia come quella attuale.

Di fronte alla crisi una conferenza europea sul tema turismo e occupazione, organizzata nel novembre 1997 a Lussemburgo, ha avviato il processo che nel 1998 ha portato poi all'adozione, da parte della Commissione, della comunicazione Rafforzare il potenziale del turismo per l'occupazione.

Successivamente le conclusioni del Consiglio del 21 giugno 1999 hanno invitato la Commissione e gli Stati membri a cooperare per estendere il contributo che il turismo può dare alla crescita e all'occupazione, in particolare sui temi per i quali sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro di alto livello (informazione, formazione, qualità e sostenibilità).

Nel novembre 2000 a Lille, la Presidenza francese ha proposto l'istituzione di una concertazione rafforzata, segnatamente per creare una rete di territori pilota, sviluppare il turismo sostenibile e promuovere lo scambio di informazioni.

A Bruges, il 2 luglio 2001, la Presidenza belga, al fine di rendere le attività turistiche accessibili a gruppi mirati (giovani, anziani, persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, disoccupati e portatori di handicap) ha avanzato l'idea di un turismo per tutti (cfr. le conclusioni della Presidenza sul "turismo per tutti", adottate dalla riunione del Consiglio del 27 settembre 2001).

La situazione dopo l'11 settembre

Non deve suscitare stupore la reazione d'inquietudine espressa negli ambienti del turismo all'indomani degli attentati dell'11 settembre. Di fatto il turismo costituisce nel quadro sociale un'attività che, anche in un contesto di stabilità sul lungo periodo, più esposta di altri settori ad essere alterata in modo momentaneo dagli avvenimenti; ciò dipende dalla circostanza che un massima parte l'attività turistica non risponde a un'esigenza vitale, che il comportamento del turista è particolarmente sensibile, soggetto a influenze psicologiche e sociali, alle emozioni personali e alle reazioni a breve termine. Inoltre, gli attacchi terroristi agli Stati Uniti hanno colpito un settore già indebolito dalle difficoltà della congiuntura economica e da altri avvenimenti recenti, come l'epidemia di afta epizootica o le maree nere.

La prima reazione da parte della Commissione è stata di non esagerare l'impatto degli avvenimenti dell'11 settembre sul turismo; tuttavia con il passare dei mesi una certa inquietudine si è diffusa tra gli interessati e il mondo politico ed economico; apparentemente i fattori di crisi o almeno di stasi si stanno espandendo e le prospettive non sono affatto rassicuranti come si sperava. La relazione dell'OMT per il 2001, pubblicata in gennaio, sembra non rassicurare gli operatori professionali; si tratta in primo luogo della conferma che è in atto un cambiamento del mercato del turismo, non soltanto come reazione agli avvenimenti di New York: i turisti si spostano in modo differente (se possibile evitano l'aereo), cambiano destinazione (in generale preferiscono restare in Europa) e mostrano la tendenza a restare più vicini a casa.

Tuttavia i dati più significativi evidenziano il calo registrato dal turismo, senza eccezioni, ma con notevoli differenze, negli ultimi tre mesi del 2001. La tendenza sembra inoltre confermarsi all'inizio del 2002. La congiuntura, nella speranza di un imminente risanamento, è pesante per molti operatori che sono in attesa delle prenotazioni dei prossimi mesi e sono confrontati con seri problemi di flussi di cassa per restare sul mercato. Nel contempo si rischia di falsare la concorrenza a vantaggio dei maggiori operatori, che forse stanno già tentando di conquistare il mercato con prezzi stracciati. A tutto ciò va aggiunta anche la situazione economica difficile in taluni Stati (per esempio la Germania), con un peso enorme nella genesi della domanda turistica, nonché la crisi del trasporto aereo.

In contropartita è sicuro che gli attacchi terroristici commessi negli Stati Uniti hanno avuto un impatto negativo sul turismo europeo proveniente dall'esterno dell'UE, pregiudicando il settore del "turismo di alta classe", segmento della clientela ricca, spesso proveniente dall'America o dal Giappone.

Un'azione efficace

Dopo i drammatici avvenimenti di New York i professionisti del turismo hanno chiesto un'azione politica risoluta e gestita a livello europeo per affrontare la crisi che si sta annunciando e, in primo luogo, un'azione di promozione dell'Europa in quanto destinazione turistica. Nello stesso tempo sono state invece osservate risposte non coordinate, iniziative di promozione a livello nazionale che rischiano di avere come risultato quello di annullarsi reciprocamente.

La risposta della Commissione a tale domanda tende in primo luogo a ricordare il principio di sussidiarietà, che rappresenta un dato di fondo di ogni iniziativa dato che i trattati non hanno previsto una base giuridica per il turismo. L'azione che la Commissione propone si limita quindi a "una nuova dinamica per un approccio coerente e integrato" al fine di integrare il turismo nelle politiche e misure comunitarie.

Tale approccio si traduce in determinati interventi la cui efficacia resta perlomeno dubbia: si tratta dell'attuazione da parte della Commissione, in collaborazione e coordinamento con gli Stati membri e gli operatori del settore turistico, dei meccanismi volti a migliorare l'integrazione degli interessi e delle esigenze del turismo nelle politiche e iniziative comunitarie che lo riguardano. Una seconda misura interessante propone la promozione di interrelazioni migliori con la professione del turismo e gli altri gruppi di operatori che dovrebbe concretizzarsi con l'organizzazione di un forum europeo annuo del turismo.

Una strategia poco ambiziosa

Anche se è ben definita la volontà della Commissione di proporre un piano d'azione in grado di imprimere dinamismo a un settore tra i più promettenti dell'economia europea, è altrettanto vero che le misure previste restano inefficaci e non lasciano per nulla scorgere una strategia nuova per sviluppare veramente il turismo europeo.

L'intero potenziale di sviluppo economico, specialmente nelle regioni in ritardo, che il turismo può rappresentare esige un'azione più vigorosa a livello comunitario: l'Unione europea, che si è ora dotata di una moneta unica e che in futuro prevede una politica economica unica, non può restare del tutto inattiva nel settore turistico. Esistono sia le opportunità che i mezzi per attuare una politica comune del turismo, ben oltre ciò che sarebbe possibile realizzare attualmente sulle attuali basi giuridiche.

In primo luogo si potrà cogliere l'opportunità costituita dalla realtà della moneta unica per promuovere l'Unione in quanto destinazione turistica, valorizzando il patrimonio inestimabile basato sulla coesistenza pacifica e l'integrazione nella diversità e nella democrazia che mezzo secolo di storia comunitaria hanno consentito di realizzare. Una campagna d'informazione / promozione dovrebbe mettere in valore il fatto che il continente più visitato del mondo, con culture, tradizioni e lingue differenti, si presenta oggi al turista come un insieme omogeneo e unitario.

Sarebbe tuttavia auspicabile promuovere un'armonizzazione comunitaria più coerente in materia di standard dei servizi turistici, per quanto riguarda sia il livello di qualità dei servizi offerti alla clientela, sia le caratteristiche delle varie destinazioni.

Una delle priorità per un'azione a livello europeo nel turismo dovrebbe in primo luogo prendere in considerazione gli aspetti ambientali. Il settore è interamente dipendente dalla salvaguardia del patrimonio naturale, storico e architettonico. In futuro non saranno possibili attività turistiche che non siano "sostenibili", vale a dire che non siano in grado di integrare nelle proprie condizioni la sostenibilità di ogni attività.

Per un'azione integrata

L'Unione intende realizzare sempre di più una politica che risponda a un progetto di sviluppo integrato, capace di produrre sinergie tra le azioni attuate nei diversi settori d'intervento. Il settore turistico può a sua volta trarre vantaggio da una simile strategia: ogni programma comunitario dovrebbe pertanto considerare e valutare il suo impatto sullo sviluppo del turismo al fine di dispiegare il suo potenziale.

Il turismo è in realtà un settore che vive approfittando dei benefici generati da altri interventi: ciò è evidente per i programmi istituiti nel quadro dei Fondi strutturali che, migliorando l'accessibilità e il quadro di promozione delle attività economiche, permettono alle attività turistiche di trovare un ambiente più favorevole. Il turismo dovrebbe essere meglio valorizzato con azioni nelle regioni dell'obiettivo 1 e negli Stati della coesione.

Il processo di Lisbona e la sua sfida impegnativa di avanzare verso la piena occupazione, segnatamente nei settori più innovativi, può sicuramente trovare nel turismo e nei suoi vantaggi precipui uno degli ambiti più favorevoli. In primo luogo perché le nuove tecnologie sono il cuore delle attività turistiche, a livello sia della gestione del personale e delle strutture, sia della promozione e della "commercializzazione" delle destinazioni.

Inoltre il turismo apporta un grande contributo alla formazione e alla mobilità delle risorse umane: è in esso che si possono senza dubbio trovare le conoscenze linguistiche più sviluppate, anche se ovviamente si possono sempre auspicare maggiore mobilità e formazione.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA E PER IL MERCATO INTERNO

16 aprile 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni dal titolo "Un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo

(COM(2001) 665– C5‑0077/2002– 2002/2038(COS))

Relatore per parere: Philip Charles Bradbourn

PROCEDURA

Nella riunione del 19 febbraio 2002 la commissione giuridica e per il mercato interno ha nominato relatore per parere Philip Charles Bradbourn.

Nelle riunioni del 26-27 marzo 2002 e del 16 aprile 2002 ha esaminato il progetto di parere.

In quest'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso con 18 voti favorevoli, 12 contrari e 1 astensione.

Erano presenti al momento della votazione Giuseppe Gargani (presidente), Willi Rothley, Ioannis Koukiadis e Bill Miller (vicepresidenti), Philip Charles Bradbourn (relatore), Paolo Bartolozzi, Maria Berger, Ward Beysen, Brian Crowley, Bert Doorn, Janelly Fourtou, Marie-Françoise Garaud, Evelyne Gebhardt, Fiorella Ghilardotti, José María Gil-Robles Gil-Delgado, Malcolm Harbour, Heidi Anneli Hautala, Othmar Karas, Kurt Lechner, Klaus-Heiner Lehne, Toine Manders, Arlene McCarthy, Manuel Medina Ortega, Ana Palacio Vallelersundi, Francesco Enrico Speroni, Marianne L.P. Thyssen, Rijk van Dam, Rainer Wieland, Joachim Wuermeling, Matti Wuori, Stefano Zappalà, Hannes Swoboda (in sostituzione di François Zimeray) e Véronique De Keyser (in sostituzione di Carlos Candal, a norma dell'articolo 153, paragrafo 2, del regolamento).

BREVE GIUSTIFICAZIONE

Il relatore per parere riconosce l'importanza dell'industria turistica per le economie locali e nazionali e il suo ruolo nel promuovere l'occupazione. Egli è particolarmente consapevole del gran numero di PMI interessate ai livelli di base nelle zone rurali.

Tuttavia, anche se l'articolo 3, lettera u) del trattato CE include effettivamente tra le attività comunitarie le "misure in materia di energia, protezione civile e turismo", si tratta di misure esplicitamente previste per gli obiettivi di cui all'articolo 2 che stabilisce chiari limiti per l'intervento comunitario. Inoltre, qualsiasi misura intrapresa deve passare il test della sussidiarietà - una questione non facile in un settore come questo che è palesemente una questione di competenza nazionale e spesso, inoltre, regionale o locale, considerata la diversità delle destinazioni, degli impianti e degli alloggi turistici anche all'interno di una particolare regione. Trattare l'Europa come un'unica destinazione turistica non ha alcun senso: anche all'interno di un solo Stato, il turismo tende ad essere devoluto a livello regionale e locale e la concorrenza si ramifica a livello di singole località. Il relatore per parere ritiene quindi che la comunicazione all'esame della commissione costituisca in larga misura un tentativo inutile ed inauspicato di ampliare la competenza comunitaria. In particolare, la Commissione non dovrebbe esercitare alcun ruolo legislativo in questo settore, eccetto per quanto riguarda i fondi strutturali e quello di coesione.

Nel suo Libro bianco sulla riforma della Commissione(1), essa afferma che necessita di un metodo più efficace di fissazione delle priorità e di assegnazione delle risorse a ciascuna di esse. "Le limitate risorse umane di cui dispone risultano troppo disperse tra una miriade di attività e funzioni, il che nuoce all'efficacia e credibilità dell'istituzione stessa. La Commissione deve tornare ad occuparsi essenzialmente delle attività più importanti e degli obiettivi politici". La comunicazione all'esame indica che questo messaggio non è stato pienamente recepito.

Inoltre, il vostro relatore per parere ritiene che, considerati il sottoutilizzo dell'attuale politica di sviluppo rurale e i particolari problemi che colpiscono oggigiorno le zone rurali, la Commissione dovrebbe concentrarsi sulle pratiche di deregolamentazione, visto che gran parte delle imprese a livello locale in questo settore è costituita da PMI. Tuttavia, ove la Commissione ha in realtà un ruolo da svolgere è qualora funga da facilitatore per lo scambio volontario di migliori pratiche tra le imprese turistiche in Europa.

CONCLUSIONI

La commissione giuridica e per il mercato interno invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

1.   sottolinea che, per quanto riguarda la proposta misura 1, il ruolo della Commissione dovrebbe limitarsi alla raccolta e allo scambio di informazioni all'interno del settore turistico, escludendo specificamente lo sviluppo della politica a livello europeo e nel contempo evidenzia che il turismo costituisce un'attività economica vitale per molte regioni della Comunità e un elemento essenziale per il mercato interno per quanto riguarda la libera circolazione delle persone e dei servizi forniti;

2.   ritiene che, per quanto riguarda la proposta misura 3, l'intervento della Commissione dovrebbe limitarsi ad incoraggiare anziché promuovere le interrelazioni tra l'industria, gli utenti finali e i soggetti principali del settore e che ciò dovrebbe avvenire solo su base rigorosamente volontaria;

3.   ritiene che occorrerebbe chiarire che la maggiore interazione degli operatori con le destinazioni e la promozione del partenariato di cui alla proposta misura 4 dovrebbe esplicitamente prevedere l'inclusione del settore privato e delle autorità locali come parti interessate, al fine di evitarne una marginalizzazione;

4.   evidenzia che il ruolo della Commissione deve essere rigorosamente limitato a fornire uno stimolo iniziale per quanto riguarda la proposta misura 4 e che, considerata la disponibilità degli attuali strumenti finanziari comunitari, non sarà necessario alcun ulteriore finanziamento delimitato;

5.   si compiace del proposto ruolo della Commissione di facilitatore per i servizi in rete e di fornitura dei servizi di sostegno, ma la diffida da creare eventuali osservatori a livello UE (misura 5);

6.   invita la Commissione a garantire che le autorità locali e il settore privato partecipino pienamente all'introduzione delle misure e dei regimi per il buon utilizzo degli strumenti comunitari finanziari e non finanziari (misura 6);

7.   ritiene che la proposta misura 7 costituirebbe un uso improprio di scarse risorse comunitarie, considerati soprattutto il carattere essenzialmente nazionale, regionale e locale del turismo e la necessità di rispettare il principio di sussidiarietà, e potrebbe comportare l'imposizione di ulteriore burocrazia alle imprese, in particolare le PMI; propone quindi che essa sia sostituita da una misura in base alla quale la Commissione e gli Stati membri adottano sistemi destinati a facilitare il ricorso alle migliori pratiche;

8.   ritiene che la proposta misura 8 dovrebbe essere intitolata "Incoraggiamento di uno sviluppo sostenibile delle attività turistiche in Europa nel contestuale rispetto del principio di sussidiarietà";

9.   invita la Commissione a sopprimere la proposta misura 9, essendo eccessivamente burocratica e contraria al principio di sussidiarietà;

10.   ritiene che, mentre l'analisi comparativa e gli indicatori di qualità devono essere coperti dallo scambio delle migliori pratiche, è inutile che la Commissione svolga un ruolo che esuli da quello del facilitatore, considerata in particolare la posizione assunta dalla Commissione stessa nel suo Libro bianco sulla sua riforma interna.

(1)COM(2000) 200 def.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, IL COMMERCIO ESTERO, LA RICERCA E L'ENERGIA

16 aprile 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni: Un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo

(COM(2001) 665– C5‑0077/2002– 2002/2038(COS))

Relatore per parere: Willy C.E.H. De Clercq

PROCEDURA

Nella riunione del 23 gennaio 2002 la commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia ha nominato relatore per parere Willy C.E.H. De Clercq.

Nelle riunioni del 18 marzo 2002 e del 16 aprile 2002 ha esaminato il progetto di parere.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso con all'unanimità.

Erano presenti al momento della votazione Carlos Westendorp y Cabeza (presidente), Yves Piétrasanta (vicepresidente), Willy C.E.H. De Clercq (relatore per parere), Sir Robert Atkins, María del Pilar Ayuso González (in sostituzione di Guido Bodrato), Felipe Camisón Asensio (in sostituzione di Werner Langen), Massimo Carraro, Giles Bryan Chichester, Harlem Désir, Carlo Fatuzzo (in sostituzione di Peter Michael Mombaur), Concepció Ferrer, Francesco Fiori (in sostituzione di Godelieve Quisthoudt-Rowohl), Colette Flesch, Christos Folias (in sostituzione di Christian Foldberg Rovsing), Per Gahrton (in sostituzione di Nuala Ahern), Neena Gill (in sostituzione di Luis Berenguer Fuster), Norbert Glante, Michel Hansenne, Roger Helmer (in sostituzione di Jaime Valdivielso de Cué), Hans Karlsson, Bashir Khanbhai, Peter Liese (in sostituzione di Umberto Scapagnini), Rolf Linkohr, Caroline Lucas, Eryl Margaret McNally, Erika Mann, Marjo Matikainen-Kallström, Elizabeth Montfort, Angelika Niebler, Paolo Pastorelli, Elly Plooij-van Gorsel, Samuli Pohjamo (in sostituzione di Nicholas Clegg), John Purvis, Daniela Raschhofer, Imelda Mary Read, Mechtild Rothe, Paul Rübig, Ilka Schröder (in sostituzione di Konstantinos Alyssandrakis), Konrad K. Schwaiger, Esko Olavi Seppänen, W.G. van Velzen, Alejo Vidal-Quadras Roca, Dominique Vlasto, Myrsini Zorba e Olga Zrihen Zaari.

BREVE GIUSTIFICAZIONE

Il settore economico del turismo rappresenta il 5% degli impieghi dell'Unione europea, formalmente ripartiti tra varie attività di servizi (trasporti, attività alberghiera, patrimonio culturale), pubblici o privati, non compresi i numerosi impieghi derivati, ed è una fonte netta di capitali per la bilancia dei pagamenti dell'Unione.

Per quanto non costituisca una politica a sé dell'Unione, le rispettive attività (oltre ai trasporti) sono coperte dagli articoli 49 e 50 del Trattato CE relativi ai servizi e sono direttamente interessate da "altre disposizioni in particolare quelle relative ai fondi strutturali o all'ambiente".

Malgrado le recenti difficoltà congiunturali in seguito agli avvenimenti dell'11 settembre 2001, il settore è in espansione e manifesta il suo dinamismo. È opportuno rilevare che la maggior parte dell'attività e dell'occupazione è realizzata da 2 milioni di PMI, spesso piccole imprese, e che la parte del settore associativo è significativa e svolge un ruolo sociale ed economico non indifferente.

Infine i segmenti di mercato, dal turismo di affari agli spostamenti vicini, ovvero dai circuiti organizzati dai tour operator ai soggiorni individuali di "turismo verde" non rappresentano un insieme generico bensì un mosaico di attività le cui esigenze e le cui relazioni con la clientela, i partner commerciali nel settore e i pubblici poteri sono fortemente eterogenei.

La presente comunicazione non intende, a dire il vero, istituire una politica comunitaria del turismo alla stessa stregua della politica comunitaria dell'ambiente ovvero della politica agricola comune. Nell'attuale fase non sarebbe del resto chiaro, a parte il solo titolo, che cosa coprirebbe simile politica nel settore.

Esistono tuttavia esigenze comuni che è necessario identificare. Ed esistono altresì numerose iniziative nazionali e regionali che meriterebbero di essere estese o imitate. In questa prospettiva meritano di essere incoraggiate le azioni di messa in rete, di "benchmarking", o di sostegno all'instaurazione di marchi armonizzati. La nostra commissione si stupisce a tal proposito della mancanza di riferimenti, nella comunicazione, al programma pluriennale per le imprese, che fornirebbe un naturale punto di appoggio.

CONCLUSIONI

La commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

1.   approva l'obiettivo di conferire una dimensione comunitaria alla riflessione strategica sul turismo, primo passo affinché le istituzioni dell’Unione si dotino di una risposta strategica; invita gli operatori interessati a condurre tale riflessione nell'ambito di un approccio a lungo termine, che prescinda dalla situazione congiunturale dovuta al recente contesto internazionale;

2.   si compiace dell'iniziativa della Commissione di dare avvio ad un approccio comunitario del settore nel suo insieme istituendo un Forum europeo del turismo, il quale, pur non avendo funzione esecutiva, favorirà la discussione, il dibattito e le idee per il futuro del settore; richiama tuttavia l'attenzione sulla necessità di non trascurare le specificità dei vari segmenti di mercato interessati;

3.   sottolinea che la possibilità di accedere agevolmente ad informazioni comparabili in tutta l'Unione europea è molto facilitata, qualora esistano procedure di valutazione e marchi uniformi ed invita la Commissione a favorire la definizione di norme in tal senso, stimolando e catalizzando le iniziative del settore senza tuttavia sostituirsi ad esso; tale aspetto acquisisce un'importanza del tutto particolare nella prospettiva del futuro ampliamento dell'Unione ai paesi dell'Europa centrale e orientale; esso può tuttavia essere messo in opera fin da ora in concertazione con detti paesi;

4.   ricorda l'importanza per l'attività turistica del settore associativo, come sponsor e al contempo come operatore, riconosce la sua natura imprenditoriale, la sua flessibilità e adattabilità e raccomanda che si tengano in considerazione le particolarità del settore, per permettergli in particolare di mantenere il suo ruolo sociale;

5.   plaude all'iniziativa della Commissione di convocare annualmente un forum europeo del turismo per consentire alla categoria di determinare essa stessa le sue priorità in concertazione con i pubblici poteri e i rappresentanti della società civile; ritiene che tale forum svolgerà un ruolo importante per assicurare che le azioni di messa in rete e di raccolta di informazioni, proposte tra l'altro nella comunicazione, vengano condotte in funzione di tali priorità e non di presupposti burocratici;

6.   ritiene che il turismo svolga un ruolo di vitale importanza in alcune regioni periferiche degli Stati membri dell’UE, costituendo sovente una rilevante fonte di reddito e uno strumento di crescita economica, e reputa pertanto necessario che qualsiasi politica in materia di turismo promuova la massima partecipazione degli attori regionali;

7.   insiste sulla necessità di collegare le azioni proposte a quelle del programma pluriennale per le PMI, in particolare nei campi della formazione e della promozione dell'innovazione, elementi essenziali delle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona che la comunicazione della Commissione non tratta direttamente;

8.   sollecita la Commissione ad esaminare le conseguenze che la direttiva proposta relativa alle condizioni di lavoro dei lavoratori temporanei produrrà sull’occupazione a tempo parziale e determinato che caratterizza il settore del turismo;

9.   riconosce l’importanza del turismo nell’ambito delle strutture economiche, dato che rappresenta nel suo insieme uno dei settori più ampi a livello mondiale;

10.   sottolinea la posizione particolare occupata dal turismo in quanto settore che svolge una funzione decisiva in Europa in termini di occupazione, crescita economica e sviluppo delle zone scarsamente popolate, la cui l'economia dovrebbe contribuire allo sviluppo del turismo residenziale, giornaliero e d’esperienza;

11.   sottolinea in particolare l’importanza di un turismo sostenibile, nel cui contesto la nuova industria del turismo d’esperienza deve rispettare e, a lungo termine, favorire l’ambiente e creare posti di lavoro sicuri.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI

16 aprile 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni relativa a un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo

(COM(2001) 665– C5‑0077/2002– 2002/2038(COS))

Relatrice per parere: Rodi Kratsa-Tsagaropoulou

PROCEDURA

Nella riunione del 12 dicembre 2001 la commissione per l'occupazione e gli affari sociali ha nominato relatrice per parere Rodi Kratsa-Tsagaropoulou.

Nelle riunioni del 19 marzo e del 16 aprile 2002 ha esaminato il progetto di parere.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso con 29 voti favorevoli e 2 contrari.

Erano presenti al momento della votazione Theodorus J.J. Bouwman (presidente), Marie-Hélène Gillig, Winfried Menrad e Marie-Thérèse Hermange (vicepresidenti), Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (relatrice per parere), Sylviane H. Ainardi, Jan Andersson, Elspeth Attwooll, Regina Bastos, André Brie (in sostituzione di Arlette Laguiller), Philip Bushill-Matthews, Alejandro Cercas, Proinsias De Rossa, Harald Ettl, Jillian Evans, Carlo Fatuzzo, Ilda Figueiredo, Anne-Karin Glase, Koldo Gorostiaga Atxalandabaso, Lisbeth Grönfeldt Bergman, Stephen Hughes, Ioannis Koukiadis, Thomas Mann, Mario Mantovani, Manuel Pérez Álvarez, Bartho Pronk, Lennart Sacrédeus, Herman Schmid, Miet Smet, Helle Thorning-Schmidt, Ieke van den Burg e Barbara Weiler.

BREVE GIUSTIFICAZIONE

La proposta della Commissione costituisce in parte una risposta agli attacchi terroristici dell'11 settembre negli Stati Uniti e, in parte, una continuazione del processo "Turismo e occupazione" avviato in seguito alle conclusioni del Consiglio del 21 giugno 1999 e nel quale il Parlamento europeo ha svolto un ruolo decisivo.

Relativamente alle conseguenze degli attacchi terroristici negli USA, la Commissione sottoscrive le conclusioni dell'Organizzazione mondiale del turismo e ritiene che "da un punto di vista economico, le conseguenze sul turismo in Europa saranno di una durata e di una portata abbastanza limitate, a patto che non si verifichino nuovi eventi drammatici". Ciò contraddice le preoccupazioni espresse da alcuni enti produttivi competenti e da determinate regioni sulla riduzione del movimento turistico.

Le comunicazioni della Commissione sono focalizzate sulla definizione di una strategia per il settore turistico europeo che risponda alle sfide politiche ed economiche che sorgeranno a medio e a lungo termine. Tale strategia sarà realizzata mediante il metodo aperto di coordinamento tra tutti gli enti interessati e con la minima partecipazione della Commissione conformemente al principio di sussidiarietà.

Le azioni proposte, benché siano basate sulle conclusioni dei gruppi di lavoro costituiti agli inizi del 2000 nell'ambito della cooperazione in seno al Comitato consultivo per il settore del turismo(1), sono spesso imprecise e prive di obiettivi concreti e immediati.

Pertanto, oggetto del parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali dovrà essere l'adozione di determinate azioni il cui obiettivo sia lo sfruttamento del potenziale del turismo per la creazione di posti di lavoro e il conseguimento degli obiettivi di Lisbona. Stando ad alcuni studi, il settore dei servizi e, segnatamente, del turismo è il settore economico che registra il più alto tasso di crescita costante.

La relatrice ritiene che tale vantaggio possa essere utilizzato attraverso:

-   il riconoscimento e lo sfruttamento delle possibilità dello sviluppo turistico da parte degli Stati membri che assumeranno determinati impegni a favore dell'occupazione nel settore del turismo nei loro piani d'azione nazionali per l'occupazione,

-   la promozione dello sviluppo turistico mediante il miglioramento qualitativo delle condizioni lavorative nel settore del turismo e la valorizzazione del potenziale umano,

-   lo sviluppo del turismo sociale,

-   il sostegno all'attività imprenditoriale e alle PMI.

Il miglioramento qualitativo delle condizioni lavorative può essere conseguito mediante azioni per la formazione, lo sviluppo di strutture di carriera, il riconoscimento dei diplomi e la protezione dei lavoratori per quanto riguarda l'occupazione precaria, stagionale, temporanea e in nero. La relatrice sostiene la proposta dei professionisti del settore a favore della creazione di un osservatorio permanente per l'apprendimento e l'occupazione e sollecita la costituzione di modelli di qualità e di controllo relativi alla formazione del personale, il riconoscimento delle qualifiche professionali dei lavoratori nel settore e l'elaborazione di uno studio sulle necessità di risorse umane per settore e regione che tenga conto delle sfide future.

La relatrice ritiene che si debba prestare particolare attenzione alle possibilità offerte dal turismo sociale nello sviluppo sostenibile del turismo e nella coesione sociale. La Conferenza interministeriale che ha avuto luogo a Bruges il 1°-2 luglio 2001 ha riconosciuto la necessità di:

-   rendere le attività turistiche il più possibile accessibili per determinati gruppi bersaglio, in particolare per i giovani e gli anziani, le famiglie in situazione di indigenza, i disoccupati e le persone con necessità specifiche,

-   prestare particolare attenzione, nell'ambito dei programmi comunitari, ai progetti che promuovano direttamente o indirettamente la partecipazione di diversi gruppi sociali ad attività turistiche ,

-   procedere a una semplificazione dei sistemi di certificazione in vista della loro accessibilità e armonizzazione.

La relatrice chiede di dar seguito alle suddette conclusioni della Conferenza interministeriale, conformemente a quanto approvato dal Consiglio il 27 settembre 2001.

La relatrice sostiene che si debbano valorizzare tutte le possibilità riguardanti approcci innovatori di sviluppo nel settore del turismo sociale. Il turismo sociale, quando viene attuato con la partecipazione dei professionisti del settore e non costituisce una politica sterile di sovvenzioni, può contribuire allo sviluppo economico, alla creazione di nuovi posti di lavoro, alla coesione regionale e alla comunicazione culturale tra gli europei.

CONCLUSIONI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

1.   invita gli Stati membri a garantire un ruolo importante al turismo nei loro piani nazionali i azione in materia di occupazione in modo da sfruttare tutte le possibilità che lo sviluppo turistico potrebbe offrire per creare posti di lavoro sostenibili e di alta qualità e limitare le conseguenze negative dell'attuale congiuntura economica e politica;

2.   osserva che il turismo può essere fondamentale per la rigenerazione di un'intera comunità e invita la Commissione e il Consiglio a garantire che, nell'attuazione di strategie di sviluppo economico sostenibile, sia preso in considerazione il ruolo delle autorità locali e regionali;

3.   invita gli Stati membri a riconoscere la necessità di sviluppare un turismo sostenibile che coinvolga operatori competenti, accessibile alle categorie bersaglio, che favorisca l’inclusione sociale e sia rispettoso delle pari opportunità; chiede che la conclusioni in materia vengano prese in considerazione nell'elaborazione dell'Agenda 21 per il turismo e invita la Commissione a elaborare una comunicazione sulle diverse forme di turismo sociale e sul contributo di quest'ultimo alla mobilità dei cittadini europei e allo sviluppo economico e culturale delle regioni d'Europa;

4.   si compiace per il riconoscimento da parte della Commissione che la mancanza di forza lavoro idonea per determinate professioni e qualifiche costituisce una sfida per il settore del turismo, esprime il proprio rammarico per la mancanza di proposte chiare per far fronte a tale fenomeno, invita la Commissione a realizzare uno studio sulle necessità di risorse umane per settore e regione, tenendo in conto le sfide attuali e future e il quadro di una politica generale del turismo a livello nazionale e regionale; invita gli Stati membri ad avvalersi di tutte le possibilità offerte dal Fondo sociale europeo per una formazione professionale adeguata e per l'apprendimento di lingue straniere;

5.   sottolinea la necessità di valorizzare tutte le risorse umane e di adottare politiche che favoriscano l'accesso al mercato del lavoro del settore del turismo per i portatori di handicap, gli anziani e le donne, creando in particolare infrastrutture per le lavoratrici madri con figli tra 0 e 3 anni;

6.   sostiene la proposta per la creazione di un osservatorio permanente per l'apprendimento e l'occupazione nel settore del turismo che possa garantire l'equilibrio tra la domanda e l'offerta, la trasparenza del mercato del lavoro nel settore del turismo a livello europeo e facilitare la mobilità del personale stagionale a livello europeo e nazionale;

7.   chiede che si ponga maggiormente l'accento sulla qualità dei posti di lavoro creati nel settore del turismo, concentrandosi sulla formazione, lo sviluppo di strutture di carriera, il riconoscimento dei diplomi, la protezione di quanti svolgono un lavoro precario e la lotta contro il lavoro sommerso;

8.   invita la Commissione, in collaborazione con il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP), a proporre modelli di qualità e di controllo nel settore della formazione del personale secondo le necessità dei mercati locali di lavoro e dei progressi tecnologici; invita altresì il CEDEFOP a facilitare partenariati e il dialogo fra istituti di formazione e industria turistica, perché si stabilisca la necessaria sinergia fra apprendimento ed esperienza professionale;

9.   invita la Commissione ad elaborare una comunicazione sul riconoscimento delle qualifiche professionali dei lavoratori nel settore del turismo, a livello europeo e internazionale;

10.   esprime il proprio rammarico per il mancato accordo tra le parti sociali relativamente all'istituzione di una direttiva per il miglioramento delle condizioni lavorative a livello di occupazione temporanea, tuttavia si compiace della proposta della Commissione e si riserva la facoltà di illustrare nel quadro del suo parere le esigenze specifiche dei lavoratori del settore turistico;

11.   invita gli Stati membri ad adottare misure fiscali favorevoli per favorire l’imprenditoria femminile e giovanile, le imprese familiari, le microimprese e le PMI e ad incoraggiare il loro accesso alle nuove tecnologie e agli "spazi di professionalizzazione"; invita la Commissione, nel quadro della misura 1, a provvedere all’applicazione effettiva delle regole di concorrenza onde lottare contro la tendenza accentratrice che si osserva;

12.   sottolinea che l'informazione degli operatori riveste grandissima importanza per la messa in atto della misura 6, relativa ad un accesso più facile degli operatori stessi agli strumenti comunitari; chiede agli Stati membri di creare strutture adeguate per una diffusione delle informazioni che sia il più ampia possibile e per la concessione dell'assistenza tecnica alle regioni lontane e alle PMI;

13.   invita la Commissione e il Consiglio a garantire il ruolo essenziale del Parlamento uropeo nel metodo aperto di coordinamento.

(1)Decisione 1986/664/CEE del Consiglio del 22 dicembre 1986 che istituisce una procedura di consultazione e di cooperazione nel settore del turismo, GU L 384 del 31.12.1986, pag. 52.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA POLITICA DEI CONSUMATORI

27 marzo 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni "Un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo"

(COM(2001) 665 – C5-0077/2002 – 2002/2038(COS))

Relatore per parere: Emmanouil Bakopoulos

PROCEDURA

Nella riunione del 23 gennaio 2002 la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori ha nominato relatore per parere Emmanouil Bakopoulos.

Nelle riunioni del 26 febbraio e del 27 marzo 2002 ha esaminato il progetto di parere.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso con 26 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astensioni.

Erano presenti al momento della votazione Caroline F. Jackson, (presidente); Alexander de Roo, (vicepresidente); Emmanouil Bakopoulos, (relatore per parere); Per-Arne Arvidsson, María del Pilar Ayuso González, Hans Blokland, David Robert Bowe, John Bowis, Philip Bushill-Matthews (in sostituzione di Martin Callanan), Raffaele Costa, Anne Ferreira, Christel Fiebiger (in sostituzione di Pernille Frahm), Karl-Heinz Florenz, Cristina García-Orcoyen Tormo, Laura González Álvarez, Robert Goodwill, Jutta D. Haug (in sostituzione di Rosemarie Müller), Marie Anne Isler Béguin, Christa Klaß, Paul A.A.J.G. Lannoye (in sostituzione di Patricia McKenna), Giorgio Lisi (in sostituzione di Giuseppe Nisticò), Jules Maaten, Marit Paulsen, Encarnación Redondo Jiménez (in sostituzione di Cristina Gutiérrez Cortines), Dagmar Roth-Behrendt, Guido Sacconi, Jonas Sjöstedt, Renate Sommer (in sostituzione di Peter Liese), María Sornosa Martínez e Kathleen Van Brempt.

BREVE GIUSTIFICAZIONE

Nell'ambito dell'Unione europea il turismo è un'attività economica importante che, negli ultimi anni, ha registrato una forte crescita, associata ad una migliore offerta da parte degli operatori turistici, con prezzi molto attraenti per un numero maggiore di destinazioni, e ad un miglioramento del livello di vita della popolazione europea (lieve calo della disoccupazione, crescita economica positiva). Il turismo è, esso stesso, un'attività che genera occupazione.

Il turismo tende ad essere sempre più accessibile ad una grande maggioranza della popolazione, indipendentemente dalle fasce di età. Esso deve adattarsi ad una sovrappopolazione a carattere piuttosto stagionale, ad esempio nei periodi delle vacanze scolastiche. La maggiore mobilità che caratterizza la nostra generazione non tenderà a diminuire. Le generazioni future devono anch'esse poter continuare a godersi i luoghi che noi abbiamo scelto per il piacere che ci offrono.

Tuttavia, le conseguenze di tale sviluppo risultano talvolta pesanti per l'ambiente, sia esso naturale, storico o culturale. Abbiamo sotto gli occhi numerosi esempi che vanno dalla gestione dei rifiuti alla tutela del paesaggio che circonda i luoghi turistici, sotto il profilo urbanistico, architettonico o vegetale, dal calpestamento di taluni luoghi alla raccolta selvaggia di piccoli souvenir, ecc.

Lo sviluppo sostenibile del turismo si inserisce così nella strategia europea di sviluppo sostenibile – rispondere alle esigenze di oggi senza compromettere quelle delle generazioni future – rafforzata in occasione del Consiglio europeo di Göteborg del giugno 2001 dal riconoscimento di una dimensione ambientale accanto alla dimensione sociale ed economica.

La messa in atto di un'Agenda 21 e l'organizzazione di un forum europeo annuo del turismo, quali proposte dalla Commissione, potranno fornire un valido contributo in vista di uno sviluppo sostenibile del turismo, ma sarà necessario garantire la partecipazione delle organizzazioni ambientali, locali, regionali e nazionali.

CONCLUSIONI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

A.   considerando che il settore del turismo è un settore che registra un forte sviluppo, destinato a proseguire,

B.   considerando che il settore del turismo offre oggi ed offrirà in futuro possibilità di occupazione importanti e varie, sia agli uomini che alle donne e che la politica dell’occupazione nel settore turistico deve essere volta a sostenere strategie di miglioramento della qualità del lavoro e a ridurne la precarietà,

C.   considerando che il turismo è un settore economico in continua espansione a livello europeo e mondiale, sotto il profilo sia della produzione che dell'occupazione, e che, per numerose città, regioni e comuni dell'Unione, esso rappresenta una risorsa economica e culturale di grande rilevanza,

D.   considerando che lo sviluppo del turismo comunitario è strettamente legato alla sua sostenibilità rispetto agli obiettivi della Comunità, ai diritti delle popolazioni locali e alla qualità della vita e dell'ambiente,

E.   considerando che le differenze geografiche, storico-culturali ed ambientali sono da considerarsi una ricchezza e costituiscono un importante elemento di attrazione turistica proprio delle regioni della Comunità; considerando inoltre che l'Unione europea deve assumersi l'impegno di sostenere tutte le azioni che mirano a promuovere e a valorizzare queste specificità,

F.   considerando che il turismo di massa in zone sensibili come, ad esempio, le regioni costiere e di montagna può rappresentare una minaccia per l'ambiente locale e le risorse culturali, se l'afflusso dei turisti e lo sviluppo urbano non sono gestiti in modo adeguato,

1.   accoglie favorevolmente l'inserimento del turismo tra le politiche e le misure comunitarie ed auspica che detto inserimento si effettui in modo rapido;

2.   ricorda che il turismo costituisce un importante strumento di sviluppo e ritiene che, nell’ambito delle politiche regionali dell’Unione europea, debbano essere promosse attività collegate allo sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità;

3.   è convinto che lo sviluppo del turismo debba essere assolutamente accompagnato da politiche orientate all’utilizzo, alla promozione e alla valorizzazione delle risorse ambientali, artistiche, storiche e culturali;

4.   fa presente che eventuali turbamenti dell'equilibrio ecologico come conseguenza di una scorretta pianificazione del territorio destinato ad attività turistiche fanno fallire, in ultima analisi, la politica in materia di turismo;

5.   ritiene necessaria la promozione di programmi e aiuti volti a far sì che tutti i settori e gli operatori della catena turistica, compresi gli enti locali e regionali, definiscano i propri programmi di turismo sostenibile tenendo presenti le potenzialità dei siti, l’identificazione delle risorse naturali, gli spazi protetti, il patrimonio culturale e gli elementi specifici nonché la messa a punto di programmi volti a rivalorizzare e immettere sul mercato le potenzialità delle regioni meno conosciute;

6.   sollecita la Commissione a sostenere ed incrementare forme di turismo rurale in quanto strumento di creazione di posti di lavoro e valorizzazione del territorio, specialmente nelle regioni più svantaggiate; invita inolte la Commissione e gli Stati membri a promuovere un turismo diversificato e a moltiplicare i centri di interesse per favorire il turismo rurale e le zone di montagna;

7.   ricorda la necessità di sviluppare infrastrutture di trasporto efficienti e sostenibili anche al fine di agevolare l'accesso alle regioni lontane (soppressione), come le località di montagna e le isole;

8.   ritiene che le organizzazioni ambientalistiche abbiano il diritto di partecipare al Comitato consultivo per il turismo;

9.   chiede alla Commissione di organizzare quanto prima un Forum europeo del turismo;

10.   ritiene che, per elaborare indicatori di turismo sostenibile, sia necessario integrare i criteri e le raccomandazioni della Carta europea del turismo sostenibile firmata da tutti gli Stati membri;

11.   chiede l’elaborazione di un terzo manuale che funga da documento di orientamento che definisca e applichi il criterio di base del turismo sostenibile nonché la gestione dei rischi nei siti;

12.   si compiace dell'iniziativa della Commissione di porre in atto un'Agenda 21 per la promozione dello sviluppo sostenibile delle attività turistiche ed auspica il pieno coinvolgimento di tutte le parti interessate; chiede che sia promosso, nell'ambito di queste attività, il sistema di gestione e audit ambientale (EMAS), altresì aperto dal 2001 alle amministrazioni locali;

13.   ritiene che, nell'ambito di Agenda 2000, sarebbe opportuno includere gli spazi naturali e culturali e la rivalutazione delle potenzialità dei siti nonché mettere a punto indicatori per misurare l’impatto del turismo sull’ambiente, la possibile perdita d’identità, la capacità di accoglienza e il punto di saturazione delle coste e dei siti di particolare importanza storica e panoramica;

14.   fa presente come iniziativa di grande interesse l’elaborazione e la diffusione di metodi e strumenti per la misura della qualità e della valutazione comparativa; ritiene che debbano avere un ruolo rilevante i metodi e gli strumenti di carattere puramente ambientale, in particolare quelli connessi alla gestione del territorio, allo sfruttamento delle risorse e al trattamento dei residui e dei rifiuti nonché alla tutela del paesaggio;

15.   sottolinea che il Cielo unico europeo potrebbe dar luogo alla riduzione non solo dei ritardi dei trasporti aerei, ma anche dei consumi di carburante e delle emissioni; invita pertanto la Commissione a far avanzare tali proposte con la massima celerità.

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