RELAZIONE sulla relazione annuale per il 2004 della Banca centrale europea

20.6.2005 - (2005/2048(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari
Relatore: Kurt Joachim Lauk


Procedura : 2005/2048(INI)
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A6-0203/2005
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A6-0203/2005
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale per il 2004 della Banca centrale europea

(2005/2048(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la relazione annuale per il 2004 della Banca centrale europea,

–   visto l'articolo 113 del trattato CE,

–   visto l'articolo 15 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea,

–   vista la sua risoluzione del 2 aprile 1998 sulla responsabilità democratica nella terza fase dell'Unione economica e monetaria (UEM)[1],

–   vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2004 sulla relazione annuale per il 2003 della Banca centrale europea[2],

–   vista la sua risoluzione del 22 febbraio 2005 sulla situazione dell'economia europea - relazione preparatoria sugli indirizzi di massima per le politiche economiche[3],

–   vista la relazione della Corte dei conti del 16 settembre 2004 sull'audit dell'efficienza operativa della gestione della Banca centrale europea per l'esercizio finanziario 2003[4],

–   viste le decisioni della Banca centrale europea del 19 febbraio 2004[5] e del 17 giugno 2004[6] che adottano rispettivamente il regolamento interno della Banca centrale europea e del Consiglio generale della Banca centrale europea,

–   vista la dichiarazione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea sulla relazione del Consiglio ECOFIN "Migliorare l'attuazione del Patto di stabilità e crescita" del 21 marzo 2005,

–   visti l'articolo 106 e l'articolo 112, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A6‑0000/2005),

A. riconoscendo la piena indipendenza della Banca centrale europea (BCE) e del Sistema europeo di banche centrali (SEBC),

B.  considerando che l'obiettivo principale della BCE è di mantenere la stabilità dei prezzi e altrimenti di sostenere le politiche economiche generali della Comunità europea quali definite dall'articolo 2 del trattato,

C. considerando che nel 2004 sono state necessarie nuove procedure in materia di disavanzi eccessivi per la Grecia e i Paesi Bassi, paesi aderenti all'UEM, nonché per il Regno Unito e per i seguenti nuovi Stati membri: Malta, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Cipro,

D. considerando che parte della relazione annuale della BCE è dedicata alla stabilità finanziaria degli Stati membri e alla riforma del Patto di stabilità e di crescita e considerando che include osservazioni sulle procedure del deficit riguardanti diversi Stati membri,

E.  considerando che negli ultimi dieci anni il tasso medio di crescita in Europa è stato solo del 2,1%, rispetto ad una crescita globale più dinamica del 3,75% (WEO), mentre il disavanzo pubblico nella zona euro è stato pari a -2,6% (BCE, 1995-2003); che nel 2004 si è registrata una crescita sostenuta a livello internazionale, trainata principalmente dagli USA (4,4%) e dalla Cina (9,5%), mentre nell'UE il PIL è aumentato in termini reali solo del 2,3% e dell'1,8% nella zona euro, rispetto allo 0,9% e allo 0,5% nel 2003,

F.  considerando che la situazione delle finanze è rimasta insoddisfacente con un disavanzo medio di bilancio del 2,7% del PIL della zona euro (2,8% nel 2003), che la domanda di credito del settore privato è aumentata e la disoccupazione è rimasta sostanzialmente immutata (8,8% rispetto all'8,7% nel 2003),

G. considerando che i conti annuali della BCE per il 2004 evidenziano una perdita netta di 1 636 milioni di euro, che fa seguito a una perdita netta di 477 milioni di euro nel 2003, dovuta al persistente rafforzamento del valore esterno dell'euro e al fatto che la BCE continua a ricorrere a principi contabili conservatori,

H. considerando che le banche centrali nazionali all'interno del SEBC stanno attuando delle riforme per adattare la loro struttura al nuovo quadro istituzionale,

I.   considerando che l'articolo 112, paragrafo 2, lettera b) del trattato prevede che i membri del comitato esecutivo siano nominati tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario,

J.   considerando che l'Europa non ha potuto avvantaggiarsi alla stessa stregua della forte crescita economica a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio e dell'evoluzione sfavorevole dei tassi di cambio che hanno portato ad un livello record di oltre 1,36 dollari USA raggiunto dall'euro nel dicembre 2004,

K. considerando che l'Europa si concentra ancora sulla crescita basata sulle esportazioni mentre la domanda interna e in particolare quella delle famiglie rimane modesta; considerando che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un andamento moderato dei salari o addirittura da un declino dei salari reali in Germania, in Francia e in Italia, mentre nel 2004 l'aumento della produttività ha conosciuto una ripresa,

1.  si compiace della relazione annuale 2004 della Banca centrale europea e del suo nuovo formato e porge il benvenuto al nuovo membro del comitato esecutivo, che come tutti i membri nominati finora è noto per essere favorevole alla stabilità dei prezzi;

2.  ritiene che la BCE abbia reagito correttamente agli sviluppi economici e finanziari del 2004; sottolinea che essa dovrebbe continuare ad essere vigile per quanto riguarda i prezzi del petrolio, i prezzi delle abitazioni e l'eccessiva liquidità tuttora prevalente;

3.  invita la BCE ad agire per quanto riguarda i sostenuti ed elevati valori di M3 relativamente al valore di riferimento di lungo termine del 4,5%; sottolinea l'elevata crescita dei depositi a un solo giorno e delle riserve monetarie e propone che venga valutato l'eventuale l'impatto sull'eccesso di liquidità di tassi di interesse estremamente bassi, fa eco alla prudenza della BCE relativamente alle probabili conseguenze dell'aumento dei prezzi degli attivi; chiede pertanto alla BCE di riesaminare il crescente disequilibrio;

4.  plaude alla scelta della BCE di concentrarsi sul suo obiettivo primario, vale a dire mantenere la stabilità dei prezzi, contribuendo in tal modo a conseguire una crescita economica sostenuta; ritiene che la debolezza relativa dell'attività economica e la diminuzione della fiducia del settore privato nella zona dell'euro, registrate nel 2004, siano riconducibili alla mancanza di riforme strutturali e al fatto che in Europa le ore lavorate siano inferiori a quelle di altre parti del mondo; ribadisce che è necessario imprimere un'accelerazione alle riforme strutturali al fine di incrementare il potenziale di crescita degli Stati membri; riconosce che la competitività sui mercati dell'UE è la forza trainante della crescita economica e che il suo impatto su guadagni di efficienza e innovazione non debba essere ostacolato;

5.  nota che la BCE è favorevole al rafforzamento dello strumento di prevenzione costituito dal PSC, ma anche che ha ripetutamente adottato un'impostazione critica per quanto riguarda un eventuale allentamento dello strumento correttivo del PSC, una posizione coerente con quella di tutte le altre banche centrali dell'euro-zona, alcune delle quali in questo contesto hanno formulato critiche abbastanza severe;

6.  plaude alla pubblicazione di una più ampia gamma di dati statistici più specifici e ad una maggiore regolarità delle pubblicazioni della BCE e la invita a fornire aiuto agli Stati membri perché attuino severamente gli orientamenti della BCE sulle statistiche finanziarie;

7.  si congratula con la BCE, e con il suo Presidente Trichet, per l'intensa e puntuale preparazione dell'allargamento dell'UE, in particolare tramite il tempestivo coinvolgimento dei governatori delle banche centrali dei dieci nuovi Stati membri nelle sessioni del Consiglio "Affari generali", al fine di assicurare il successo dell'allargamento;

8.  si compiace dell'adesione, il 2 maggio 2005, di Cipro, Lettonia e Malta all'ERM II (meccanismo di cambio europeo); è convinto che i primi partecipanti debbano rispettare i criteri di Maastricht, quali enunciati nel 1997, vale a dire la necessità di adempiere ai criteri di convergenza definiti nel trattato e partecipare per almeno due anni all'ERM II; appoggia l'introduzione dell'euro in tutti gli Stati membri; ritiene che, per quanto riguarda il rispetto dei criteri di convergenza, occorra prestare la dovuta attenzione alla precisione e alla credibilità delle statistiche pubbliche; si compiace del fatto che nel 2004 non sia stata necessaria alcuna operazione sui mercati valutari esteri da parte della BCE in relazione a ERM II;

9.  nota con soddisfazione il rafforzamento generale nel 2004 nei confronti dell'euro delle valute degli Stati membri al di fuori dell'ERM II, su cui hanno particolarmente pesato i flussi commerciali; si compiace di questa maggiore convergenza dei tassi di cambio e ritiene che queste tendenze faciliteranno la futura transizione nell'euro-zona degli Stati membri che ancora non vi partecipano;

10. ricorda la necessità di una maggiore convergenza all'interno della zona euro a fronte di tassi d'inflazione e di crescita tuttora divergenti;

11. si compiace del chiaro impegno della BCE nei confronti della ratifica della Costituzione, che elenca tutti gli elementi essenziali per il quadro politico dell'UEM nell'ambito sia del pilastro monetario che del pilastro economico e finanziario;

12. resta in attesa dell'attuazione di un sistema TARGET II integrato, che migliorerà la gestione della liquidità nel SEBC e porterà a considerevoli guadagni di efficienza; invita il SEBC a redigere un quadro giuridico esauriente, trasparente e solido per la futura operazione di TARGET II;

13. si compiace dell'adeguamento dei tempi relativi al periodo di mantenimento della riserva e della contrazione della maturazione delle principali operazioni di rifinanziamento finalizzate a stabilizzare il comportamento degli offerenti sul mercato e del rafforzamento globale del mercato mediante la comunicazione regolare delle intenzioni della BCE nei confronti delle condizioni di equilibrio della liquidità;

14. si compiace del fatto che la BCE abbia ottemperato integralmente alle disposizioni del trattato in materia di trasparenza nei confronti del pubblico e del Parlamento; ritiene che il dialogo monetario tra il Parlamento e la BCE sia stato un successo; esorta la BCE a considerare la possibilità di pubblicare le sintesi dei verbali; apprezza il fatto che da dicembre 2004 la BCE renda pubbliche su base mensile le decisioni adottate dal consiglio direttivo in aggiunta alle decisioni sui tassi d'interesse; ribadisce tuttavia l'invito a pubblicare annualmente un riesame effettuato non soltanto paese per paese ma anche a livello regionale e transfrontaliero riguardante le tendenze, simile al "Libro beige" della Federal Reserve statunitense che darebbe alla BCE la possibilità di influenzare la discussione sulle tendenze di produttività e sulle aspettative salariali e dei prezzi;

15. sottolinea che è importante basare le politiche contabili armonizzate della BCE e del sistema euro sul principio della prudenza e garantire che le attività della Banca centrale non siano motivate dal desiderio di generare profitti;

16. conferma la sua opinione secondo cui la BCE dovrebbe esercitare una vigilanza prudenziale sulle attività bancarie della Banca europea per gli investimenti e riferirne al Parlamento;

17. deplora il perdurare di costi elevati nei pagamenti transfrontalieri al dettaglio in euro e chiede alla BCE di insistere per la piena applicazione della normativa in materia; sostiene la creazione di uno spazio unico europeo per i pagamenti entro il 2010;

18. invita la BCE a rafforzare le relazioni esistenti con i responsabili delle operazioni di pagamento all'esterno del SEBC, al fine di giungere ad una maggiore competitività e di stimolare una maggiore efficienza nelle transazioni mondiali, promuovendo così la competitività della UE sui mercati finanziari internazionali;

19. sollecita la BCE ad essere sempre molto vigile per quanto riguarda la contraffazione del contante, banconote e monete, in euro, il cui volume è aumentato del 7,8% rispetto al 2003;

20. richiama l'attenzione della BCE sul problema creatosi con la sua richiesta avanzata al Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (CAERVM) di agire nel campo delle compensazioni e dei regolamenti, cristallizzando la situazione prima che le istituzioni democratiche, incluso il Parlamento, possano muoversi;

21. valuta positivamente i passi decisivi compiuti nel 2004 per quanto riguarda la progettazione della nuova sede della BCE a Francoforte sul Meno;

22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla BCE.

MOTIVAZIONE

Il Parlamento europeo desidera ringraziare la BCE per il regolare scambio di opinioni tra i membri del suo comitato esecutivo e i membri della commissione per i problemi economici e monetari. Oltre al dialogo monetario, che si svolge su base trimestrale, una delegazione della commissione si reca regolarmente in missione presso la sede della BCE a Francoforte sul Meno. Nel quadro dell'esercizio della responsabilità, l'articolo 113 del trattato prevede che il Parlamento europeo proceda ad un dibattito generale sulla relazione annuale della BCE.

Il relatore valuta positivamente il chiaro impegno della BCE a favore della stabilità dei prezzi, con un'inflazione IPCA nella zona euro che si mantiene su livelli storicamente bassi (2,1%), apprezza la gestione prudente della politica monetaria e disapprova le politiche, suggerite da taluni economisti, che potrebbero tradursi in una diminuzione a breve termine della disoccupazione, ma che notoriamente provocano un aumento dell'inflazione e della disoccupazione sul medio e lungo periodo. La BCE dovrebbe continuare ad essere vigile per quanto riguarda la crescita M3 che ha subito una nuova accelerazione nella seconda metà del 2004 (crescita annua M3 del 6,4% rispetto all'obiettivo del 4,5% della BCE) e l'aumento dei prezzi del petrolio che nel secondo semestre 2004 hanno avuto un impatto negativo sulla crescita nella zona euro.

Il 2004 è stato un anno molto importante per l'Unione monetaria europea. La BCE e il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) hanno celebrato il quinto anniversario guardando con soddisfazione all'esito positivo della partenza e dell'introduzione della moneta unica europea. L'adesione di altri dieci paesi all'Unione europea ha corrispondentemente ingrandito il SEBC di dieci nuove banche centrali nazionali. Occorre congratularsi con la BCE per la preparazione tempestiva e molto costruttiva dell'allargamento dell'UE e per l'agevole passaggio ad un Consiglio generale allargato.

Nonostante questi eventi molto positivi e con riferimento ai principi basilari della moneta unica europea, il 2004 è da considerarsi, tuttavia, un anno particolarmente difficile. La discussione sull'applicazione del patto di stabilità e di crescita ha guadagnato terreno e portato ad una riforma molto criticata del patto, vale a dire ad un impegno meno credibile nei confronti della disciplina di bilancio. Inoltre, la decisione adottata nel gennaio 2005 dal Consiglio Ecofin di sospendere ulteriori misure nel contesto della procedura dei disavanzi eccessivi di Francia e Germania, in particolare la dichiarazione secondo cui le misure correttive applicate nei due paesi sarebbero state efficaci, quando era già chiaro che non avrebbero portato ad una rettifica adeguata del deficit di bilancio, ha ulteriormente compromesso la credibilità dell'intera operazione.

Secondo il relatore, la riforma del patto di stabilità e di crescita è intesa ad indebolire l'impegno relativo alla disciplina di bilancio ed è in contrasto con gli obiettivi del corpo delle regole e delle norme di bilancio che sono alla base dell'UEM, nel senso che il nuovo concetto dell'equilibrio del bilancio a medio termine che tiene conto degli aspetti specifici di un paese e le nuove deroghe al criterio del deficit pari al 3% del PIL non rispettano a sufficienza il criterio della disciplina di bilancio e lasciano maggiore spazio all'aumento del debito pubblico. La riforma dell'aspetto correttivo del patto di stabilità e di crescita porta ad una maggiore complessità e c'è da aspettarsi che ciò implichi minore trasparenza, rendendo così più difficoltosa l'applicabilità del patto stesso.

Ci si compiace quindi della chiara opposizione della BCE all'indebolimento dell'aspetto correttivo del patto di stabilità e di crescita durante il dibattito e se ne condivide pienamente la posizione, peraltro sottolineata dal vicepresidente della BCE in occasione della presentazione della relazione annuale in esame nella riunione della commissione del 26 aprile 2005, secondo cui un eventuale superamento della soglia del 3% del debito rispetto al PIL può essere solo limitato nel tempo e nel volume, e le promesse fatte dal Consiglio in relazione al rafforzamento dell'elemento preventivo del patto di stabilità e di crescita vanno prese molto sul serio dai governi nazionali e devono essere tradotte in politica nazionale di bilancio.

Nel 2004, inoltre, ci si è resi conto che gli Stati membri dell'UE non hanno rispettato l'agenda di Lisbona e i suoi obiettivi e che gli obiettivi comuni in relazione alle riforme strutturali, peraltro alquanto necessarie, non si sono concretizzati in politiche nazionali adeguate. Il fatto che la BCE abbia posto l'accento sull'esigenza di un ambizioso programma di riforme strutturali, quale premessa indispensabile per la crescita e per il raggiungimento degli obiettivi indicati nell'agenda di Lisbona andrebbe chiaramente appoggiato.

La riforma strutturale quale premessa della crescita è considerata necessaria anche nell'ottica di una prospettiva globale, in quanto ciò contribuirebbe a ridurre gli squilibri globali tuttora prevalenti, unitamente al consolidamento a medio termine del bilancio degli Stati Uniti e ad una maggiore flessibilità dei tassi di cambio nell'Asia emergente, come è stato sottolineato a più riprese dal G7, dal G20 e dal Fondo monetario internazionale.

L'attuazione della direttiva sui servizi proposta dalla Commissione europea è importante in vista dell'aumento della crescita e del completamento del mercato interno europeo e va considerata come una premessa importante per la crescita e per l'aumento del benessere sul lungo periodo.

Nel 2004, inoltre, si è preso atto del fatto che in taluni Stati membri dell'UE le statistiche non sono precise, il che ha contribuito al diffondersi della delusione in merito alla sincerità dei governi nazionali nel contesto del patto di stabilità e di crescita. Nel caso della Grecia, un paese è stato ammesso all'UEM sulla base di dati statistici errati, e di conseguenza senza rispettare i criteri di Maastricht. Quanto alle preoccupazioni sull'affidabilità delle statistiche relative alla finanza pubblica, si apprezza l'iniziativa della Commissione in questo campo, pur sottolineando che potrebbe non essere sufficiente ad escludere in futuro la trasmissione di dati inesatti da parte dei paesi aderenti all'UEM. Il relatore valuta positivamente il contributo della BCE all'ulteriore incremento della qualità degli aggregati di finanza pubblica della zona euro tramite il Comitato delle statistiche monetarie, finanziarie e della bilancia dei pagamenti.

Complessivamente, nel 2004 è peggiorato il quadro politico nel quale la BCE deve operare. Il ritmo diverso delle riforme nella zona euro si traduce anche in una mancanza di convergenza. Mentre ha acquistato velocità la convergenza reale e nominale dei nuovi Stati membri rispetto alla zona euro, la convergenza all'interno della zona euro permane fonte di preoccupazione.

Guardando al futuro, la preoccupazione attuale circa la ratifica della Costituzione europea, che può essere in parte interpretata come un segno di disimpegno generalizzato nei confronti di un'ulteriore integrazione dell'UE, deve essere valutata attentamente, considerando il suo impatto sull'Unione monetaria europea. Va sottolineato che l'Unione monetaria europea era basata sulla convinzione che una politica monetaria comune a livello europeo richiede il coordinamento delle politiche di bilancio, tuttora decise a livello nazionale.

PROCEDURA

Titolo

Relazione annuale per il 2004 della Banca centrale europea

 

Numero di procedura

(2005/2048(INI))

Base giuridica

art. 113 CE e articolo 15 dello statuto del SEBS e della Banca centrale europea

Base regolamentare

artt. 106 e 112, paragrafo 1

Commissione competente per il merito

ECON

Annuncio in Aula

12.5.2005

Commissione(i) competente(i) per parere
  Annuncio in Aula

 

 

 

 

 

Pareri non espressi
  Decisione

 

 

 

 

 

Cooperazione rafforzata
  Annuncio in Aula

 

 

 

 

 

Proposta(e) di risoluzione inclusa(e) nella relazione

B6-0011/2004]

 

 

Relatore(i)
  Nomina

Kurt Joachim Lauk
7.3.2005

 

Relatore(i) sostituito(i)

Alain Lipietz

 

Esame in commissione

9.3.2005

26.4.2005

9.5.2005

15.6.2005

 

Approvazione

15.6.2005

Esito della votazione finale

favorevoli:

contrari:

astensioni:

22

15

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Sharon Margaret Bowles, Udo Bullmann, Ieke van den Burg, David Casa, Jan Christian Ehler, Elisa Ferreira, Jean-Paul Gauzès, Robert Goebbels, Gunnar Hökmark, Benoît Hamon, Karsten Friedrich Hoppenstedt, Sophia in 't Veld, Othmar Karas, Piia-Noora Kauppi, Wolf Klinz, Guntars Krasts, Enrico Letta, Gay Mitchell, Cristobal Montoro Romero, Alexander Radwan, Bernhard Rapkay, Eoin Ryan, Antolín Sánchez Presedo, Peter Skinner, Margarita Starkevičiūtė, Ivo Strejček, John Whittaker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar del Castillo Vera, Jorgo Chatzimarkakis, Mia De Vits, Satu Hassi, Ján Hudacký, Syed Saleh Kamall, Jules Maaten, Tobias Pflüger

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Antonio Masip Hidalgo

Deposito – A[6]

20.6.2005

A6-0203/2005