RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall’accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1º gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    31.8.2005 - (COM(2005)0187 – C6‑0154/2005 – 2005/0092(CNS)) - *

    Commissione per la pesca
    Relatrice: Carmen Fraga Estévez

    Procedura : 2005/0092(CNS)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A6-0260/2005
    Testi presentati :
    A6-0260/2005
    Discussioni :
    Testi approvati :

    PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sulla proposta di decisione del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall’accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1º gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    (COM(2005)0187 – C6‑0154/2005 – 2005/0092(CNS))

    (Procedura di consultazione)

    Il Parlamento europeo,

    –   vista la proposta di regolamento del Consiglio (COM(2005)0187)[1],

    –   visti l'articolo 37 e l'articolo 300, paragrafo 2, del trattato CE,

    –   visto l'articolo 300, paragrafo 3, primo comma, del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6‑0154/2005),

    –   visti l'articolo 51 e l'articolo 83, paragrafo 7 del suo regolamento,

    –   visti la relazione della commissione per la pesca e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per lo sviluppo (A6‑0260/2005),

    1.  approva la proposta di decisione del Consiglio quale emendata e approva la conclusione dell'accordo;

    2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dell'Unione delle Comore.

    Testo della Commissione

     

    Emendamenti del Parlamento

    Emendamento 1

    Visto 3 bis (nuovo)

     

    - viste le conclusioni del Consiglio del 19 luglio 2004 sugli Accordi di partenariato di pesca,

    Or. en

    Motivazione

    Il regolamento del Consiglio deve essere esplicitamente adottato tenendo presente le disposizioni delle conclusioni del Consiglio sugli accordi di partenariato di pesca.

    Emendamento 2

    Considerando 2 bis (nuovo)

    (2 bis) È importante migliorare le informazioni fornite al Parlamento europeo; a tal fine la Commissione dovrebbe elaborare una relazione annuale sull'applicazione dell'Accordo;

    Motivazione

    Obiettivo di questo emendamento è sottolineare l'importanza di fornire al Parlamento europeo informazioni adeguate per valutare l'Accordo e comprovare il funzionamento dei nuovi accordi di partenariato.

    Emendamento 3

    Articolo 3 bis (nuovo)

    Articolo 3 bis

     

    Nel corso dell'ultimo anno di validità del Protocollo e prima della conclusione di altri accordi di rinnovo di quest'ultimo, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione dell'Accordo.

    Motivazione

    Prima della conclusione di qualsiasi nuovo accordo la Commissione dovrebbe invitare le autorità dello Stato con cui sono stati avviati i negoziati a fornire informazioni; la Commissione presenterà una relazione di valutazione generale al Parlamento e al Consiglio sulla base di queste informazioni.

    Emendamento 4

    Articolo 3 ter (nuovo)

    3 ter. Sulla base di questa relazione e previa consultazione del Parlamento europeo il Consiglio conferisce, se del caso, alla Commissione, un mandato di negoziato allo scopo di adottare un nuovo Protocollo.

    Motivazione

    Il Parlamento e il Consiglio saranno soltanto in condizioni di rispettare i propri obblighi se sarà presentata loro una relazione di valutazione sull'applicazione dell'Accordo di pesca.

    Emendamento 5

    Articolo 3 quater (nuovo)

    Articolo 3 quater

     

    La Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una copia del programma settoriale pluriennale e delle sue modalità di applicazione che saranno fornite dalle autorità delle Comore a norma dell'articolo 7, paragrafo 2 del Protocollo.

    Motivazione

    Le azioni con un obiettivo concreto sono sempre più importanti tanto dal punto di vista finanziario quanto dal punto di vista sociale. Per questo motivo sarebbe opportuno trasmettere al Parlamento europeo e al Consiglio il programma settoriale pluriennale che dovrebbero elaborare le autorità delle Comore per svolgere tali azioni, come avviene per quanto riguarda la Commissione.

    Emendamento 6

    Articolo 3 quinquies (nuovo)

    Articolo 3 quinquies

     

    Nell'ambito dello svolgimento della prima riunione della commissione mista prevista all'articolo 7 dell'Accordo, la Commissione informa le autorità delle Comore in merito alla partecipazione di rappresentanti degli armatori alle successive riunioni della commissione mista.

    Motivazione

    Gli armatori stanno accettando una importante parte di un Accordo su cui non hanno avuto occasione di esprimere il proprio parere e tanto meno di negoziare. Si tratta di concedere loro di esprimere un parere e una minima sicurezza giuridica affinché possano vigilare adeguatamente a favore degli interessi delle loro imprese.

    Traduzione esterna

    • [1]  Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.

    MOTIVAZIONE

    I. INTRODUZIONE

    1. La Repubblica federale islamica delle Comore è situata nell’Oceano Indiano. Si tratta di un paese poco sviluppato, il cui prodotto interno lordo (PIL) per abitante ammontava, nel 2001, secondo la Banca mondiale, a 386 dollari statunitensi. L’economia del paese si basa essenzialmente sull’agricoltura e, in misura minore, sulla pesca e il settore forestale.

    2. Il settore della pesca delle Comore è completamente artigianale e utilizza imbarcazioni senza motore che riforniscono il mercato nazionale di pesce fresco per una quantità pari a 13 000 tonnellate all’anno, costituite per il 60% da tonnidi.

    3. L’Oceano Indiano riveste una notevole importanza per quanto concerne la pesca dei tonnidi. Nella zona operano circa 50 pescherecci con rete a sacco e, tra questi, 35 battono bandiera comunitaria, seguiti, in ordine di importanza, dalle imbarcazioni delle Seicelle. La flotta dei pescherecci con palangari, invece, batte per lo più bandiera asiatica, con al primo posto Taiwan (340 imbarcazioni in media sul periodo dal 1988 al 2001) seguita dal Giappone (200 imbarcazioni) e dalla Corea del Sud (55 imbarcazioni). La flotta di pescherecci con palangari della Comunità è costituita da circa 30 imbarcazioni francesi che dispongono del proprio porto di attracco nell’isola della Riunione e di altre dieci imbarcazioni spagnole. Le catture di tonnidi nell’Oceano Indiano ammontano a circa 300 000 tonnellate all’anno.


    4.  La commissione per i tonni dell’Oceano Indiano (CTOI) è responsabile della gestione dei tonnidi nell’oceano in questione. Si tratta di un’organizzazione della pesca a livello regionale, di cui l’Unione europea (UE) è parte, la quale, come principale misura di conservazione, ha attuato un congelamento dello sforzo di pesca nel 2003 che prevede la concessione dell’autorizzazione di pesca unicamente alle imbarcazioni iscritte in un elenco pubblico.

    5. Il problema principale incontrato dalle flotte che pescano in questa zona, cui non fa eccezione la flotta della Comunità, è dato dalla carenza di infrastrutture, in particolare portuali, il che spiega il fatto che la flotta comunitaria si concentri quasi esclusivamente nel porto di Vittoria (Seicelle).

    6. L’interesse di un accordo di pesca con le Comore è dato dalla situazione strategica del paese, in quanto andrebbe a sommarsi a tutta una serie di accordi che rivestono un’importanza cruciale per le specie altamente migratrici. Per completare il carattere regionale di tali accordi, l’UE negozia ugualmente dei protocolli relativi alla pesca con il Kenya e la Tanzania.

    7. L’ultimo protocollo relativo alla pesca concluso tra l’UE e le Comore è stato oggetto di una valutazione molto positiva nella relazione richiesta dalla Commissione ed ha messo in luce un eccellente utilizzo delle possibilità di pesca. Pertanto, la conclusione di un nuovo protocollo è giudicata in maniera positiva per le due parti interessate.

    8.  Tale accordo ha comportato un contributo finanziario a vantaggio del governo delle Comore pari a 550 000 euro all’anno, importo che copre sia la compensazione finanziaria (compensazione cui si somma il finanziamento delle azioni di sviluppo) a carico del bilancio comunitario, sia il costo sostenuto dagli armatori mediante il pagamento delle corrispondenti licenze. A tale proposito occorre rilevare che il settore ha contribuito a livello del 36% del finanziamento dell’accordo.

    9. Trattandosi di azioni relative allo sviluppo, occorre tuttavia deplorare la loro scarsa efficacia, considerato che tale voce, a cui si somma la compensazione finanziaria, è stata destinata alla copertura delle spese di amministrazione della pesca delle Comore e che pertanto è iscritta nel bilancio del paese in questione. Alcuni progressi sono stati compiuti unicamente per quanto concerne il miglioramento del sistema di controllo, nonché in materia di aiuti destinati alla formazione e alla partecipazione alle riunioni organizzate all’esterno. Nulla invece è stato fatto nel settore della ricerca scientifica. Occorre ricordare che, secondo il protocollo precedente, la voce relativa alle azioni di sviluppo ammontava al 60,03% delle spese totali dell’accordo.

    II. DESCRIZIONE DELLA PROPOSTA

    Come seguito all’ultimo protocollo, della durata di tre anni e che era stato prorogato di dieci mesi fino al 31 dicembre 2004, l’UE e la Repubblica federale islamica delle Comore hanno concluso, il 24 novembre 2004, un nuovo accordo relativo alla pesca, concernente unicamente i tonnidi, della durata di sei anni, con decorrenza dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2010.

    Il nuovo accordo si iscrive nel contesto della nuova politica relativa agli accordi di partenariato che si traduce, in sintesi, in un finanziamento più sostanzioso da parte della Comunità a favore di azioni di cooperazione allo sviluppo ed in un aumento dei canoni dovuti dagli armatori.

    Nel complesso, ai sensi del nuovo accordo che non istituisce alcuna distinzione tra la voce corrispondente alla compensazione finanziaria e le altre voci destinate alle azioni mirate, l’UE corrisponderà un importo pari a 390 000 euro all’anno e gli armatori verseranno 210 000 euro all’anno. In base al protocollo precedente, l’UE aveva dovuto versare, sul bilancio comunitario, 350 250 all’anno (140 000 per la compensazione finanziaria e 210 050 euro per le azioni di sviluppo) mentre gli armatori pagavano un importo annuo pari a 116 750 euro.

    Anche le licenze saranno più onerose per il settore, in quanto passeranno da 25 a 35 euro per tonnellata (con un aumento del 40%). Gli anticipi da pagare per la concessione delle licenze ammontano a 3 375 euro all’anno per tonniera con reti da circuizione e a 2 065 euro all’anno per peschereccio con palangari di superficie.

    Potranno pertanto pescare 40 tonniere con reti da circuizione comunitarie, ossia lo stesso numero previsto in base all’accordo precedente, e 17 pescherecci con palangari di superficie, il che equivale ad una riduzione di 8 imbarcazioni rispetto al passato accordo. Ciò è del tutto logico se si considera che tale cifra deriva dai calcoli di utilizzo del protocollo precedente. In totale si potranno pescare 6 000 tonnellate all’anno, rispetto alle 4 670 tonnellate annue dell’accordo precedente.

    III. ANALISI CRITICA DELLA PROPOSTA

    1. Il Parlamento europeo valuta in modo positivo la negoziazione del nuovo accordo concernente la pesca, la cui durata passa da tre anni (più una proroga di un anno) a sei anni. Ne risulta una maggiore garanzia e stabilità per le imprese. Inoltre, l’adeguamento delle possibilità di pesca alle esigenze reali del settore costituisce un elemento positivo, in quanto comporta il mantenimento di 40 pescherecci con reti da circuizione (che nel quadro del protocollo precedente rappresentavano il segmento della flotta con il maggiore tasso di utilizzo, pari cioè all’80%) e la riduzione del numero di pescherecci con palangari di superficie, che passano da 25 a 17 (tasso di utilizzo: 70 %). Il Parlamento europeo approva inoltre l’aumento delle catture che passano a 6 000 tonnellate e si avvicinano alle esigenze reali della flotta comunitaria.

    2. Il Parlamento ritiene, tuttavia, che sarebbe stato opportuno conferire al Consiglio un nuovo mandato di negoziato, in quanto a suo avviso non si tratta del rinnovo di un protocollo esistente, ma della conclusione di un nuovo accordo, secondo il modello degli accordi di partenariato di recente attuazione.

    3. Il Parlamento europeo critica aspramente la Commissione per non avere consultato il settore nel corso dei negoziati, contravvenendo in tal modo sia allo spirito sia alla lettera della riforma della politica comune della pesca (PCP) che prevede una maggiore partecipazione del settore nel processo decisionale, tanto più che una delle novità presentate dall’accordo in questione è data dal fatto che il settore offre un contributo maggiore a sue spese. Esso chiede pertanto che il settore possa perlomeno prendere parte alle commissioni miste attraverso l’adozione di un apposito emendamento.

    4. Il Parlamento europeo sostiene la creazione di società miste così come previsto ai sensi dell’articolo 8 dell’accordo. Ciò mette in evidenza il fatto che la Commissione riconosce l’utilità di tale strumento di sviluppo del settore della pesca nei paesi terzi. Le società miste dovranno pertanto ottenere un nuovo finanziamento mediante il Fondo europeo per la pesca (FEP) pena l’impossibilità di essere istituite, in quanto i paesi terzi interessati non offrono le garanzie giuridiche minime in materia di investimenti comunitari.

    Il Parlamento rileva che, per quanto concerne il costo dell’accordo, occorre constatare che il contributo a carico degli armatori aumenta del 40%, a fronte di un aumento dell’11,4% sostenuto dal bilancio comunitario. Secondo la relatrice tale aumento è sproporzionato, in quanto si passa dal pagamento di 25 euro a 35 euro per tonnellata pescata, senza dimenticare che l’anticipo sul pagamento delle licenze cresce del 50%.

    La relatrice ritiene che tali aumenti rilevanti sarebbero dovuti essere negoziati con il settore, dal momento che esistono altre formule compatibili con il mandato del Consiglio che sono più pratiche per gli armatori, come l’aumento scaglionato del contributo lungo i sei anni di validità dell’accordo o un sistema di calcolo dei contributi svincolato dal sistema fondato sulle catture, il quale è sempre visto con diffidenza da parte dei paesi terzi.

    5.  Il Parlamento europeo critica il fatto che, così come palesemente messo in luce dalla relazione di valutazione, la politica di sviluppo concernente il settore della pesca nelle isole Comore si sia risolta con un insuccesso e constata che il nuovo accordo di partenariato non prevede alcun finanziamento specifico per tali azioni né fa alcuna menzione delle azioni concrete che saranno intraprese, il che si traduce in una mancanza di trasparenza sia a livello di bilancio sia a livello di conseguimento degli obiettivi di sviluppo nel settore della pesca. Occorrerebbe pertanto, per motivi di trasparenza, distinguere nettamente il costo relativo alla parte commerciale da quello concernente l’aspetto dello sviluppo.

    6. Sono infine presentate diverse osservazioni concernenti l’allegato che definisce le condizioni di esercizio della pesca nelle acque della zona economica esclusiva (ZEE) delle Comore da parte delle imbarcazioni comunitarie.

        6.1. La concessione delle licenze non dovrebbe essere effettuata attraverso la delegazione della Commissione a Maurizio, in quanto il processo verrebbe ad essere considerevolmente rallentato e il settore ne risentirebbe. Sarebbe molto più efficace trasmettere alle autorità competenti un elenco delle imbarcazioni autorizzate, dopo la presentazione delle domande, come avvenuto finora.

        6.2. Zone di pesca: la zona compresa tra 0 e 10 miglia marine situata intorno a ogni isola è riservata alla pesca artigianale, così come la zona compresa nel raggio di 3 miglia marine intorno ai dispositivi di concentrazione dei pesci, nella quale le imbarcazioni comunitarie non sono autorizzate a pescare. Sarebbe pertanto molto utile, onde evitare eventuali problemi, che il protocollo preveda una carta dettagliata delle zone vietate e un elenco dei punti in cui sono collocati i dispositivi di concentrazione dei pesci.

        6.3. Regime di dichiarazione delle catture: la definizione di «marea» non è delle più appropriate in quanto si tratta di una flotta adibita alla pesca del tonno e in quanto, durante una normale marea, vi sono in effetti diverse maree in funzione delle diverse zone di pesca in cui opera una stessa imbarcazione. L’esperienza dimostra che, nell’ambito di altri accordi, ciò determina una situazione conflittuale in quanto i governi dei paesi terzi tentano di far dichiarare tutte le catture, comprese quelle che non sono state effettuate nella loro ZEE.

        6.4. Per quanto concerne la trasmissione per via elettronica delle dichiarazioni di cattura, occorrerebbe precisare se si fa riferimento a un fax o ad un messaggio di posta elettronica, indicando il numero o l’indirizzo che le imbarcazioni devono contattare e proponendo soluzioni pratiche alternative in caso di mancato funzionamento dei suddetti mezzi di comunicazione, eventualità fin troppo frequente in tali paesi e che costituisce un ostacolo al corretto funzionamento e alla pianificazione dell’attività delle imprese.

        6.5. Il capitolo IV concernente l’imbarco di marinai figura per la prima volta nel protocollo, contrariamente al capitolo VI dedicato all’imbarco di osservatori. Secondo la relatrice, tenuto conto dell’ottica regionale degli accordi della pesca del tonno nell’Oceano Indiano e del fatto che ogni imbarcazione dispone in generale di diverse licenze di pesca (necessarie per la pesca delle specie altamente migratrici) risulta difficile rispondere agli obblighi che derivano, nella fattispecie, dai diversi protocolli; pertanto una soluzione a tali problemi a livello regionale appare sempre più necessaria. A ciò occorre aggiungere, nel caso in questione, la mancanza dei requisiti minimi di formazione e di esperienza da parte dei marinai comoriani, come dimostrato dal fatto che finora non è mai pervenuta alcuna domanda di imbarco.

        6.6. Controllo: non appare equilibrato che la notifica di entrata o di uscita da una zona debba essere effettuata entro un termine massimo di 3 ore, mentre invece la Commissione deve essere informata, mediante una relazione concisa, in merito a un fermo effettuato nelle acque comoriane solo entro un termine di 48 ore.

    IV. CONCLUSIONI

    1. La commissione per la pesca è favorevole alla conclusione di un nuovo accordo sulla pesca con la Repubblica federale delle Comore, in quanto ritiene che esso rivesta la più alta importanza per l’attività delle flotte comunitarie adibite alla pesca del tonno che operano nell’Oceano Indiano. Nel contempo essa valuta positivamente sia l’estensione della durata della validità dell’accordo, che conferirà al settore maggiore stabilità, sia l’adeguamento delle possibilità di pesca alle esigenze reali delle flotte comunitarie.

    2. Essa si rammarica tuttavia del fatto che, trattandosi di un accordo che si iscrive nel contesto dei nuovi accordi di partenariato, non sia stato richiesto un nuovo mandato per il Consiglio, cosa che potrebbe dar luogo a dubbi in merito alla trasparenza dell’accordo.

    3. Essa valuta favorevolmente il sostegno derivante dall’accordo al settore della pesca delle Comore, in particolare il sostegno alla ricerca scientifica condotte sulle risorse del paese, pur criticando il fatto che la totalità del suo costo finanziario, comprese le voci destinate alla cooperazione allo sviluppo, sia destinata a finanziare le spese di amministrazione della pesca comoriana, il che va a scapito della trasparenza dell’esecuzione delle misure previste dall’accordo e mette in dubbio la loro efficacia, tanto più se si tiene conto degli scarsi risultati conseguiti in tale ambito dall’accordo precedente. Essa ritiene pertanto che sia necessario, in virtù del principio della trasparenza di bilancio, che si ristabilisca una distinzione tra la voce assegnata alla compensazione finanziaria e quella destinata all’aiuto allo sviluppo.

    4. Essa accoglie con favore il nuovo spirito che anima la Commissione quando quest’ultima incoraggia la creazione di società miste, riconoscendo in tal modo il loro tradizionale carattere di elemento fortemente rivitalizzante del settore della pesca nei paesi terzi. Essa ribadisce tuttavia la necessità, ai fini di una maggiore efficacia sia di tali imprese sia delle altre imprese comunitarie presenti nella zona, di iscrivere questo tipo di protocolli nel contesto di accordi generali che permettano di conseguire un migliore coordinamento dell’attività e di eliminare le spese e le procedure burocratiche, talvolta insormontabili, con i diversi paesi della zona.

    5. Nello stesso spirito, essa chiede che, in occasione della riunione della prima commissione mista, la Commissione proceda ad alcuni adeguamenti tecnici relativi alla concessione delle licenze, al regime delle catture e alla trasmissione delle informazioni, che non sono tali da modificare la sostanza dell’accordo ma che semplificherebbero notevolmente il compito delle imbarcazioni.

    Occorre ricordare che, in questo tipo di accordi, contrariamente agli accordi cosiddetti del Nord, gli armatori si fanno carico di una parte notevole del finanziamento dell’accordo che, nel caso in questione, ammonta già al 38% del costo totale. Per tale motivo, essa critica l’aumento ingiustificato del 40% del costo delle licenze, che non si era verificato nel caso degli altri accordi firmati di recente e che comporta una disparità di trattamento per una stessa attività, e giudica inaccettabile che il settore non sia stato consultato al momento della negoziazione dell’accordo, contravvenendo alla riforma della PCP che prevede una maggiore partecipazione del settore al processo decisionale. Essa auspica pertanto che la flotta sia adeguatamente rappresentata durante le riunioni della commissione mista in vista del seguito dato all’accordo.

    20.7.2005

    PARERE DELLA COMMISSIONE PER I BILANCI

    destinato alla commissione per la pesca

    sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1º gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    (COM(2005)0187 – C6‑0154/2005 – 2005/0092(CNS))

    Relatrice per parere: Helga Trüpel

    BREVE MOTIVAZIONE

    Il nuovo protocollo sugli accordi di pesca con le Comore rimarrà in vigore per un periodo di cinque anni dal 2005 al 2010. Nella sostanza, differisce in misura minima dal protocollo precedente (2001-2004)[1], esteso per un periodo di dieci mesi[2].

    Il numero di tonniere con reti a circuizione rimane uguale (21 dalla Spagna, 18 dalla Francia, 1 dall'Italia), mentre il numero di pescherecci con palangari di superficie diminuisce da 25 a 17 (12 dalla Spagna e 5 dal Portogallo). Ciò è principalmente giustificato da un livello molto basso di pesca mediante pescherecci con palangari di superficie registratosi nel periodo di applicazione del precedente protocollo. I contingenti di tonno che possono essere catturati ai sensi del protocollo sono fissati a 6.000 tonnellate all'anno, con un aumento di circa un terzo da 4.670 tonnellate, mentre la contropartita finanziaria aumenta solo da 350.250 euro all'anno a 390.000 euro. Ciò si spiega per il fatto che il contributo da parte degli armatori aumenta del 40%, da 25 a 35 euro per tonnellata di pescato. La Commissione ha espresso la propria intenzione di negoziare i futuri protocolli con altri paesi imponendo lo stesso canone per gli armatori. Mentre il settore si deve sobbarcare una parte sempre maggiore del costo, ciò che rappresenta un vantaggio, si deve notare che in talune circostanze, come per esempio nel caso in cui il contingente di tonno non venisse completamente catturato, questo nuovo regime di pagamento potrebbe comportare l'erogazione complessiva di una somma inferiore al paese terzo.

    Esistono invece varie differenze per quanto attiene all'applicazione del protocollo in quanto parte degli orientamenti sugli accordi di pesca adottati dalla Comunità:

    · una clausola di esclusiva secondo la quale nessuna imbarcazione battente bandiera della UE può operare nelle acque al largo delle Comore se non nel quadro dell'accordo, vietando l'esistenza degli accordi privati;

    · l'introduzione di un sistema di controllo delle navi (VMS) volto a migliorare la sorveglianza;

    · una clausola sociale che vincola all'applicazione degli standard fissati dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL).

    Nel suo più recente parere sull'estensione del protocollo delle Comore[3], la commissione per i bilanci ha insistito affinché la Commissione realizzasse una valutazione ex post del precedente protocollo. Tale valutazione è stata completata e fornisce oggi notevoli informazioni sull'accordo e sul suo impatto. Da parte della UE si calcola che ogni euro investito dalla Comunità nell'accordo ha prodotto un valore aggiunto di 5,7 euro, un rendimento degli investimenti impressionante.

    Da parte delle Comore, la valutazione evidenzia che non è stata utilizzata una gran parte dei fondi per settori quali l'ammodernamento delle macchine per il ghiaccio e le strutture per lo stoccaggio per la flotta per la pesca costiera e il miglioramento delle condizioni di sicurezza in mare dei pescatori. Una parte dei fondi è stata inoltre utilizzata per l'amministrazione del dipartimento di pesca. Sul fronte del miglioramento della ricerca scientifica o delle attività di controllo e sorveglianza delle attività di pesca sembra che si siano registrati progressi modesti o pari a zero.

    La valutazione imputa questo risultato alquanto deludente alla bassa percentuale degli importi erogati. Poiché le Comore sono identificate come paese ad alto debito e a basso reddito e con deficit alimentare, è comprensibile che il governo abbia deciso di fissare queste priorità.

    L'attuale protocollo prevede anche l'istituzione da parte del governo delle Comore di un sistema VMS che dovrebbe assistere in grande misura nelle attività di controllo. Nonostante ciò, come evidenzia anche la valutazione, sono allo stesso modo necessari anche altri elementi al fine di garantire il giusto rispetto delle norme, compreso il fermo delle imbarcazioni per accertamenti se necessario e un sistema giuridico che persegua e sanzioni chi commette infrazioni.

    Uno dei potenziali sviluppi positivi degli accordi di partenariato nel settore della pesca è costituito dalle modalità di assegnazione degli stanziamenti. In base agli accordi precedenti, il paese terzo si dovrebbe impegnare a spendere una determinata parte dei fondi ogni anno in determinati settori. In questo modo, per il protocollo precedente, le Comore avrebbero dovuto spendere 126.000 euro per la pesca non industriale, 31.600 euro per i programmi scientifici e di assistenza amministrativa e 52.650 euro per le riunioni a livello internazionale e la formazione. La Commissione ha incontrato grande difficoltà nel garantire che il denaro fosse speso secondo tali impegni, ciò che non favorisce la trasparenza e la documentabilità degli accordi.

    Nel nuovo accordo di partenariato comunque è prevista una maggiore flessibilità. Una commissione mista dovrà fissare un programma settoriale pluriennale per la pesca che determinerà per ciascun anno le modalità di spesa dei 234.000 euro stanziati per la promozione di una pesca responsabile. Dovranno essere fissati degli obiettivi per il programma e saranno sviluppate procedure volte a valutare i risultati conseguiti ogni anno. Questo nuovo approccio ha tutte le potenzialità per migliorare la gestione dell'accordo e, se le informazioni verranno rese pubbliche, anche la trasparenza. La commissione per i bilanci dovrebbe premere per essere sempre mantenuta al corrente di queste valutazioni. Trattandosi di una novità nei protocolli è ancora presto per sapere se sarà utile e se porterà o meno a una pesca più responsabile e sostenibile nelle Comore.

    Un commento finale. Mentre si ritiene generalmente che gli stock di tonni non siano sovrasfruttati, per altre specie, come per esempio il tonno obeso, la pesca dovrebbe essere ridotta, come si evince dalla valutazione. La commissione per i bilanci dovrebbe tenere controllata la situazione, poiché se gli stock ittici si riducono, la Comunità rischia di pagare per opportunità di pesca meno attraenti dal punto di vista finanziario di quanto non sembrino.

    EMENDAMENTI

    La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

    Testo proposto dalla Commissione[4]Emendamenti del Parlamento

    Emendamento 1

    Articolo 3 bis (nuovo)

     

    Articolo 3 bis

     

    Nel periodo di applicazione della proroga del protocollo fino al dicembre 2010 la Commissione presenta al Consiglio e al Parlamento europeo una valutazione ex post del protocollo in scadenza a partire dal gennaio 2005, compresa un'analisi costi-benefici.

    Motivazione

    È essenziale effettuare valutazioni dettagliate dei protocolli in materia di pesca prima della sottoscrizione di ogni nuovo protocollo, così da consentire al Parlamento di realizzare una seria analisi dell'accordo prima dell'avvio dei negoziati.

    PROCEDURA

    Titolo

    Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1º gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    Riferimenti

    COM(2005)0187 – C6-0154/2005 – 2005/0092(CNS)

    Commissione competente per il merito

    PECH

    Commissione competente per parere

            Annuncio in Aula

    BUDG

    7.6.2005

    Cooperazione rafforzata

     

    Relatore per parere
      Nomina

    Helga Trüpel
    9.5.2005

    Esame in commissione

    14.7.2005

     

     

     

     

    Approvazione degli emendamenti

    14.7.2005

    Esito della votazione finale

    favorevoli:

    contrari:

    astensioni:

    20

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Gérard Deprez, Bárbara Dührkop Dührkop, Hynek Fajmon, Salvador Garriga Polledo, Neena Gill, Ingeborg Gräßle, Louis Grech, Nathalie Griesbeck, Catherine Guy-Quint, Jutta D. Haug, Anne Elisabet Jensen, Sergej Kozlík, Wiesław Stefan Kuc, Janusz Lewandowski, Vladimír Maňka, Jan Mulder, Nina Škottová, Helga Trüpel, Kyösti Tapio Virrankoski

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Lidia Joanna Geringer de Oedenberg

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

     

    22.6.2005

    PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO

    destinato alla commissione per la pesca

    sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    (COM(2005)0187 - C6-0154/2005 - 2005/0092(CNS))

    Relatrice per parere: Luisa Morgantini

    BREVE MOTIVAZIONE

    La politica di cooperazione allo sviluppo e la politica comune della pesca (PCP) dell'Unione europea devono essere tra loro coerenti, complementari e coordinate e devono contribuire congiuntamente alla riduzione della povertà nei paesi interessati e allo sviluppo sostenibile.

    L'UE ha assunto l’impegno di garantire il carattere sostenibile della pesca a livello mondiale, definito dal vertice di Johannesburg, mantenendo o ripristinando gli stock a livelli che consentano la massima resa sostenibile.

    L’UE ha accettato il “Codice di condotta per una pesca responsabile” definito dalla FAO.

    La presenza dell'UE nel settore della pesca d’altura costituisce un obiettivo legittimo e non va dimenticato che gli interessi dell'Unione in materia di pesca devono essere tutelati alla stregua degli interessi in materia di sviluppo dei paesi con cui sono stipulati gli accordi.

    L'accordo in esame deve tenere conto della relazione del PE su un "Quadro integrato applicabile agli accordi di partenariato con i paesi terzi nel settore della pesca" (A5-0303/2003).

    L'accordo in esame deve conformarsi a tutti gli accordi analoghi sottoscritti con altri paesi della medesima area e promuovere pertanto lo sviluppo regionale.

    Nel novembre scorso la CE e le Comore hanno siglato un nuovo accordo di pesca per il periodo 2005-2010 che offre ai pescherecci comunitari opportunità per la pesca del tonno e delle specie demersali in cambio di compensazioni finanziarie.

    La proposta di regolamento del Consiglio[5] è stata sottoposta al Parlamento europeo per parere.

    Rispetto agli ultimi accordi di pesca presentati al Parlamento europeo, l'accordo attuale continua a non comprendere le nostre successive proposte volte a illustrare la necessità che gli accordi di pesca prevedano misure specifiche atte a favorire le popolazioni locali che vivono di pesca.

    L'accordo continua altresì a includere la questione di come la compensazione finanziaria venga iscritta nel protocollo allegato al testo giuridico. Questa volta non siamo tuttavia stati informati di dette destinazioni, forse a causa del ridotto importo in questione (390.000 euro l'anno per sei anni). Spetterà alla commissione congiunta responsabile dell'applicazione dell'accordo decidere, tramite un programma settoriale pluriennale che sarà pronto tre mesi dopo l'entrata in vigore dell'accordo, la destinazione di detti fondi. Auspichiamo sinceramente che la commissione congiunta farà presente la complementarità tra la politica della pesca e la politica di sviluppo e destinerà pertanto fondi allo sviluppo delle popolazioni costiere che vivono di pesca.

    Rispetto all'accordo precedente terminato nel 2004, si registra un aumento di 40.000 euro nella compensazione annuale prevista. 57 navi sono state autorizzate a pescare: 40 per la pesca del tonno e 17 per le specie demersali (riduzione di 8 navi rispetto all'ultimo accordo). La commissione per lo sviluppo accoglie con favore la relazione di valutazione elaborata dalla Commissione sul precedente accordo. Ci consente di trarre alcune conclusioni sull'efficacia dei nostri sforzi nel settore della pesca.

    In mancanza di una siffatta valutazione potremmo chiederci per quale motivo paghiamo di più allorquando vi è un minor numero di navi in grado di pescare nelle acque delle Comore. Poi leggiamo che delle 25 navi autorizzate per la pesca delle specie demersali solo 7 hanno chiesto licenze di pesca e solo 1 nave l'ha effettivamente usata, avendo pescato per un solo mese.

    Di conseguenza, la domanda diventa un'altra, ovvero dov'è l'interesse europeo quando si insiste per un siffatto tipo di pesca. Una riserva quando il pesce scompare dalle acque limitrofe? Un modo indiretto per aiutare il consolidamento della democrazia nelle Comore?

    La commissione per lo sviluppo appoggia tutti gli sforzi che aiutano le Comore a superare i loro problemi politici ed economici e a ridurre la povertà. Questo è il motivo per cui chiede il sostegno della pesca tradizionale e la creazione di piccole industrie per la conservazione e la trasformazione dei prodotti ittici a terra in tutti i paesi in via di sviluppo con cui firmiamo accordi di pesca.

    Ancora una volta ci preme ricordare le parole del ministro olandese per la Cooperazione allo sviluppo nella sua veste di Presidente del consiglio "Sviluppo" nel 2004: "Concludiamo accordi di pesca con l'Africa, ma prestiamo troppa poca attenzione alle industrie locali per la pesca e la gestione sostenibile delle riserve ittiche. E in loco l'UE non gestisce ancora un'armonizzazione e un coordinamento efficaci".

    EMENDAMENTI

    La commissione per lo sviluppo invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

    Testo della Commissione[6]Emendamenti del Parlamento

    Emendamento 1

    Considerando 4 bis (nuovo)

     

    (4 bis) la compensazione finanziaria CE dovrebbe essere utilizzata anche per lo sviluppo delle popolazioni costiere che vivono di pesca e la creazione di piccole industrie locali per la conservazione e la trasformazione dei prodotti ittici;

    PROCEDURA

    Titolo

    Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    Riferimenti

    COM(2005)0187 – C6-0154/2005 – 2005/0092(CNS))

    Commissione competente per il merito

    PECH

    Parere elaborato da
      Annuncio in Aula

    DEVE
    7.6.2005

    Cooperazione rafforzata – annuncio in Aula

     

    Relatore per parere
      Nomina

    Luisa Morgantini
    24.5.2005

    Esame in commissione

    6.6.2005

     

     

     

     

    Approvazione

    21.6.2005

    Esito della votazione finale

    favorevoli:

    contrari:

    astensioni:

    32

    0

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Margrete Auken, Alessandro Battilocchio, Margrietus van den Berg, Danutė Budreikaitė, Marie-Arlette Carlotti, Thierry Cornillet, Nirj Deva, Koenraad Dillen, Alexandra Dobolyi, Fernando Fernández Martín, Michael Gahler, Hélène Goudin, Jana Hybášková, Filip Andrzej Kaczmarek, Maria Martens, Miguel Angel Martínez Martínez, Luisa Morgantini, Józef Pinior, Toomas Savi, Frithjof Schmidt, Feleknas Uca, Anna Záborská, Jan Zahradil, Mauro Zani

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    John Bowis, Linda McAvan, Manolis Mavrommatis, Eoin Ryan, Anne Van Lancker, Anders Wijkman, Zbigniew Zaleski, Gabriele Zimmer

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

     

    PROCEDURA

    Titolo

    Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca del tonno e la contropartita finanziaria previste dall’accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale islamica delle Comore sulla pesca al largo delle Comore per il periodo dal 1º gennaio 2005 al 31 dicembre 2010

    Riferimenti

    (COM(2005)0187 – C6-0154/2005 – 2005/0092(CNS))

    Base giuridica

    art. 300, par. 3, primo comma, CE

    Base regolamentare

    art.51 e art. 83, par. 7

    Consultazione del PE

    26.5.2005

    Commissione competente per il merito

    PECH

             Annuncio in Aula

    7.6.2005

    Commissione(i) competente(i) per parere

    BUDG

    DEVE

     

     

     

             Annuncio in Aula

    7.6.2005

    7.6.2005

     

     

     

    Pareri non espressi

     

     

     

     

             Decisione

     

     

     

     

    Cooperazione rafforzata

             Annuncio in Aula

    Relatore(i)

    Carmen Fraga Estévez

             Nomina

    35.1.2005

    Relatore(i) sostituito(i)

    Procedura semplificata

             Decisione

    Contestazione della base giuridica

             Parere JURI

    Modifica della dotazione finanziaria

             Parere BUDG

    Consultazione del Comitato economico e sociale europeo

     

             Decisione in Aula

    Consultazione del Comitato delle regioni

     

             Decisione in Aula

    Esame in commissione

    16.6.2005

    11.7.2005

     

     

     

    Approvazione

    30.8.2005

    Esito della votazione finale

    favorevoli:

    20

     

    contrari:

    2

     

    astensioni:

    1

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Elspeth Attwooll, Marie-Hélène Aubert, Luis Manuel Capoulas Santos, David Casa, Paulo Casaca, Zdzisław Kazimierz Chmielewski, Carmen Fraga Estévez, Ioannis Gklavakis, Alfred Gomolka, Heinz Kindermann, Henrik Dam Kristensen, Albert Jan Maat, Rosa Miguélez Ramos, Philippe Morillon, Sebastiano (Nello) Musumeci, Seán Ó Neachtain, Neil Parish, Bernard Poignant, Struan Stevenson, Catherine Stihler, Margie Sudre

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Duarte Freitas, Carl Schlyter

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Deposito - rif. A6

    31.8.2005

    A6‑0260/2005