RELAZIONE sull'attuazione, le conseguenze e l'impatto della legislazione vigente nel settore del Mercato interno

21.3.2006 - (2004/2224(INI))

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
Relatrice: Arlene McCarthy

Procedura : 2004/2224(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A6-0083/2006
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A6-0083/2006
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione, le conseguenze e l'impatto della legislazione vigente nel settore del Mercato interno

(2004/2224(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione del 5 giugno 2002 in materia di valutazione d'impatto (COM(2002)0276),

–   vista la comunicazione della Commissione del 5 giugno 2002 "Piano d'azione - Semplificare e migliorare la regolamentazione" (COM(2002)0278),

–   visto l'Accordo interistituzionale "Legiferare meglio" concluso tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione il 16 dicembre 2003[1],

–   vista la sua risoluzione del 20 aprile 2004 sulla valutazione dell'impatto della normativa comunitaria e delle procedure di consultazione[2],

–   viste le conclusioni del Consiglio "Competitività" del 25-26 novembre 2004,

–   vista la comunicazione della Commissione del 16 marzo 2005 "Una migliore regolamentazione per la crescita e l'occupazione dell'Unione europea" (COM(2005)0097),

–   vista la relazione della Commissione del 21 marzo 2005 intitolata "Legiferare meglio 2004" (COM(2005)0098),

–   visti gli Orientamenti della Commissione europea per le valutazioni d'impatto del 15 giugno 2005 e i relativi allegati (SEC(2005)0791),

–   visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo, del 28 settembre 2005, su una migliore attuazione della legislazione UE e su una migliore regolamentazione,

–   vista la seconda Relazione della Commissione sull'attuazione della Strategia per il mercato interno 2003-2006, pubblicata nel 2005,

–   vista la comunicazione della Commissione del 19 ottobre 2005 "Attuazione del programma comunitario di Lisbona: Una strategia per la semplificazione del contesto normativo" (COM(2005)0535),

–   visto il rilancio della Strategia di Lisbona deciso il 22-23 marzo 2005,

–   viste le relazioni sul quadro di valutazione del Mercato interno,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A6‑0083/2005),

A. considerando che con l'Accordo interistituzionale del 16 dicembre 2003 il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione si sono impegnati su un'agenda per una migliore regolamentazione,

B.  considerando che nell'ambito del rilancio dell'Agenda di Lisbona la Commissione ha posto il miglioramento della regolamentazione al centro dell'impegno a favore dell'occupazione e della crescita nell'Unione europea,

C. considerando che la deregolamentazione e la riduzione degli oneri burocratici determinati dalla legislazione comunitaria costituiscono requisiti preliminari fondamentali per conseguire gli obiettivi di Lisbona,

D. considerando che un migliore processo legislativo a livello europeo dovrebbe rendere l'Unione europea più competitiva nell'economia globale, promuovendo una leale concorrenza tra le imprese, incentivando la crescita e potenziando la coesione sociale,

E.  considerando che il perseguimento dell'obiettivo di una legislazione migliore non deve compromettere gli standard ambientali, sociali o di consumo,

F.  considerando che i cittadini e le imprese trarranno beneficio da normative efficaci, chiare e semplici nel settore del mercato interno, che faciliteranno l'attuazione e il controllo dell'applicazione delle norme,

G. considerando che le parti in causa hanno espresso preoccupazione per le difficoltà derivanti da concetti, definizioni e disposizioni poco chiari o incompleti nella legislazione comunitaria,

H. considerando che i problemi a livello di recepimento e attuazione sono spesso la conseguenza di una redazione carente dei testi legislativi; che in tale contesto una rilevante responsabilità ricade sugli organi legislativi europei per cui, in sede negoziale, essi dovrebbero astenersi dall'addivenire a compromessi macchinosi e vaghi;

I.   considerando che le ambiguità testuali provocano incertezze giuridiche e discrepanze all'atto del recepimento nell'ordinamento giuridico nazionale, creando potenziali distorsioni della concorrenza e frammentazione del mercato interno,

J.   considerando che le successive relazioni sul quadro di valutazione del mercato interno indicano che, nonostante i miglioramenti registrati in taluni Stati membri, la trasposizione e l'attuazione della legislazione comunitaria continuano a costituire un problema,

K. considerando che l'agenda per una migliore regolamentazione deve porre in primo piano l'attuazione e il recepimento della legislazione esistente, in modo da evitare discrepanze suscettibili di pregiudicare la competitività dell'Europa, i diritti dei lavoratori e consumatori e la capacità dei consumatori e delle imprese di beneficiare appieno del mercato interno,

L.  considerando che le varie relazioni sul quadro di valutazione del mercato interno indicano che il recepimento continua ad essere un grave problema in diversi Stati membri,

M. considerando che una migliore regolamentazione richiede valutazioni d'impatto ex ante e ex post per verificare se gli obiettivi possano essere o siano stati realizzati,

N. considerando che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno riconosciuto l'utilità di ricorrere, ove opportuno e qualora il trattato CE non prescriva specificamente il ricorso ad un determinato strumento legislativo, a meccanismi di regolamentazione alternativi,

O. considerando che, in base al succitato Accordo interistituzionale, tali meccanismi non si applicano se sono in gioco i diritti fondamentali o scelte politiche importanti, oppure nelle situazioni in cui le regole devono essere applicate uniformemente in tutti gli Stati membri,

P.  considerando che non esistono meccanismi ufficiali per informare il Parlamento prima che venga proposto il ricorso alla regolamentazione alternativa o per consultarlo sulle misure che saranno predisposte su questa base; considerando che tale mancanza di controlli e di equilibrio minaccia la prerogativa democratica del Parlamento,

Q. considerando che è essenziale che tutte e tre le Istituzioni investano risorse e personale nella costituzione di unità operative per una "migliore regolamentazione",

1.  sottolinea l'esigenza di un approccio comune per una legislazione migliore basata su un nucleo di principi regolamentari, ossia sussidiarietà, proporzionalità, responsabilità, coerenza, trasparenza e focalizzazione su obiettivi specifici; sottolinea che tale approccio non può ignorare i diritti della concertazione sociale e deve rispettare i principi della democrazia partecipativa;

2.  sottolinea la necessità che Parlamento, Consiglio e Commissione costituiscano unità operative per una "migliore regolamentazione", creino un gruppo di lavoro interistituzionale per promuovere la formazione, le competenze e controlli di qualità e condividano e valutino le migliori prassi in materia di regolamentazione;

3.  invita la Commissione ad elaborare una guida breve e chiara in vista di un migliore processo di regolamentazione, che definisca i passi fondamentali di valutazione da effettuare durante l'evoluzione, lo sviluppo e l'attuazione della legislazione comunitaria; propone inoltre che la guida sintetizzi i principi di una migliore regolamentazione che tutte le parti coinvolte nel processo legislativo dovrebbero seguire;

4.  insiste sulla necessità che tutte le proposte della Commissione siano accompagnate da una "Lista di verifica per una migliore regolamentazione" che riassuma le fasi attraverso le quali la proposta dovrebbe procedere, e che tale lista di verifica venga aggiornata al completamento di ogni fase, con riferimenti incrociati ad eventuali studi o valutazioni di impatto;

5.  sottolinea che un approccio di regolamentazione strategico e un quadro stabile determineranno risultati ottimali, consentendo ai settori interessati di pianificare ed attuare la legislazione nel modo più efficace; plaude all'iniziativa CARS 21 della Commissione, che costituisce un buon esempio di approccio strategico alla regolamentazione;

6.  chiede alla Commissione di effettuare valutazioni d'impatto ex ante e ex post sulla legislazione, in modo da contribuire a verificare se i principali obiettivi strategici siano stati realizzati e facilitare il processo di revisione normativa;

7.  invita la Commissione ad istituire un organismo indipendente di audit per strutturare e garantire la qualità e l'indipendenza delle valutazioni di impatto economico della legislazione comunitaria;

8.  reputa essenziale, ai fini di un'applicazione uniforme delle valutazioni d'impatto da parte della Commissione, che la loro qualità sia soggetta ad un rigoroso controllo nell'ambito della Commissione stessa; fa presente che non prenderà in considerazione proposte che non siano accompagnate da una valutazione d'impatto di qualità;

9.  ritiene che le valutazioni d'impatto dovrebbero essere obbligatoriamente soggette ad un processo di revisione tra pari e che il Parlamento debba essere associato alla nomina e alla selezione dei gruppi di revisione tra pari e alla definizione dei requisiti di valutazione;

10. insiste sulla necessità che tutte le proposte legislative trasmesse al Parlamento contengano una sintesi della valutazione d'impatto;

11. sottolinea che gli Stati membri devono assicurare che, all'atto della trasposizione della legislazione comunitaria, non creeranno nuovi problemi di attuazione imponendo requisiti supplementari a livello nazionale (sovraregolamentazione), e confermarlo con una dichiarazione formale alla Commissione;

12. insiste sulla necessità che la Commissione continui a consolidare, semplificare e codificare la legislazione comunitaria per migliorarne l'accessibilità e la leggibilità;

13. chiede alla Commissione di presentare nuove proposte per una consultazione più efficace e trasparente delle parti interessate; ritiene che gli interlocutori sociali debbano essere coinvolti su un piede di parità e che debbano essere consultate le organizzazioni ambientaliste e dei consumatori;

14. invita la Commissione a migliorare l'efficacia dell'esame preventivo dei progetti nazionali di regolamentazione tecnica, in conformità della direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, segnatamente aumentando l'accesso pubblico alle obiezioni sollevate dalla Commissione e da altri Stati membri;

15. insiste affinché la Commissione definisca una procedura di infrazione rapida e trasparente per i metodi di prova del mercato interno ed informi il Parlamento sulle modalità con cui i suoi criteri prioritari per il trattamento delle infrazioni - come annunciato nella sua comunicazione sul miglioramento nel controllo dell'applicazione del diritto comunitario(COM(2002)0725) - sono, nella prassi, vagliati e portati all'attenzione dei denuncianti;

16. invita il Consiglio e la Commissione a migliorare l'attuazione e il controllo dell'applicazione della normativa europea; ritiene che ciò possa contribuire a migliorare i tassi di recepimento e la condivisione delle migliori prassi tra gli Stati membri e ad introdurre sanzioni in caso di inosservanza; insiste affinché le relazioni della Commissione sull'attuazione non si limitino ad un'analisi giuridica degli strumenti di recepimento ma valutino anche l'applicazione della direttiva nella prassi;

17. insiste affinché al Parlamento europeo sia fornito un elenco delle misure per le quali la Commissione ha fatto ricorso a meccanismi di regolamentazione alternativi, che includa una valutazione del fallimento o del successo di tali misure, le relative incidenze sulla situazione concreta - con specifico riferimento ai diritti dei lavoratori e dei consumatori, alla coesione sociale, alla concorrenza leale, all'incentivazione della crescita ed alla posizione concorrenziale dell'UE - e sulle migliori prassi, nonché gli insegnamenti tratti dal processo; sottolinea che tali informazioni dovrebbero essere inserite nella relazione annuale della Commissione "Legiferare meglio";

18. riconosce che il metodo classico di regolamentazione non è sempre il modo adeguato per conseguire un obiettivo politico;

19. sottolinea il ruolo centrale del Parlamento, specie del relatore responsabile, nel controllare l'attuazione e l'osservanza della legislazione europea da parte degli Stati membri nonché la vigilanza esercitata dalla Commissione;

20. sollecita la Commissione ad inserire nel suo Programma annuale di lavoro un elenco delle proposte suscettibili di essere regolamentate con meccanismi alternativi;

21. insiste sul fatto che le proposte di regolamentazione alternativa comprendano obiettivi chiari e scadenze precise d'azione, nonché sanzioni in caso di inosservanza;

22. propone che le commissioni del Parlamento introducano rigorosi meccanismi di revisione per valutare e monitorare l'attuazione e l'uso di forme alternative di regolamentazione, in modo da garantire ai consumatori possibilità di ricorso in giudizio laddove gli operatori non adempiano agli impegni assunti nell'ambito di tali proposte di regolamentazione alternativa;

23. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

Traduzione esterna

  • [1]  GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.
  • [2]  GU C 104 E del 30.4.2004, pag. 146.

MOTIVAZIONE

La prosecuzione del programma per una migliore regolamentazione è fondamentale se l’Unione europea vuole conseguire l’obiettivo di Lisbona volto alla creazione di crescita e occupazione e se intende essere competitiva in un mercato globale sempre più aggressivo. Migliore regolamentazione non significa deregolamentazione. Non si tratta di scegliere tra norme economiche o sociali ma di attuare una regolamentazione necessaria per consentire un funzionamento efficiente del mercato; inoltre è evidente che una legislazione europea è essenziale quando gli obiettivi del trattato non possono essere conseguiti dai singoli Stati membri o quando le politiche comuni della UE apportano un valore aggiunto.

Attuare una migliore regolamentazione del mercato interno significa garantire una legislazione incisiva ed efficace che non soffochi l’innovazione e non comporti spese ed oneri superflui, in particolare per le PMI, le autorità pubbliche o i gruppi di volontariato.

È evidente che, nella UE, la fiducia di cittadini, consumatori e imprese è legata alla loro pratica o percezione della legislazione comunitaria e all’impatto di quest’ultima sulla loro vita quotidiana. La regolamentazione del mercato interno deve creare nuove opportunità per il commercio e le imprese, offrire ai consumatori e ai cittadini più ampie possibilità di scelta, proteggendo, nel contempo, i diritti dei consumatori nonché i diritti sociali e ambientali.

Tutte e tre le istituzioni della UE si sono impegnate, nell’ambito dell’accordo interistituzionale del 2003, a portare avanti il programma per una migliore regolamentazione. Mentre sono stati conseguiti progressi grazie a un pacchetto di nuove proposte presentato dalla Commissione e ad una serie di iniziative attuate dalle successive presidenze della UE, sono ancora necessari ulteriori miglioramenti per valorizzare le esperienze in materia di regolamentazione di tutte le parti interessate. Il Consiglio, la Commissione e il Parlamento dovrebbero accordarsi su un insieme di principi guida per una migliore regolamentazione, quali proporzionalità, responsabilità, coerenza, trasparenza e definizione degli obiettivi.

In una dichiarazione, il Presidente della Commissione Barroso si è impegnato a eliminare le proposte legislative che non sembrano più avere alcuna ragione di esistere e a liberarsi delle leggi "assurde". Il programma per una migliore regolamentazione è volto soprattutto a evitare l’adozione di leggi "assurde".

Ciò può essere conseguito ottimizzando il processo di elaborazione, migliorando le consultazioni con le parti interessate e garantendo valutazioni ex-ante ed ex-post adeguate, una buona trasposizione e soprattutto un buon recepimento a livello di Stati membri. L’introduzione di un sistema di valutazione ex-ante ed ex-post delle leggi comunitarie permetterebbe di migliorare l’iter legislativo, in quanto consentirebbe ai legislatori di esaminare la legislazione e valutare se ne siano stati conseguiti gli obiettivi. Il Parlamento europeo deve essere pienamente associato a tale processo e deve disporre delle risorse necessarie per consentire alle commissioni di eseguire un esame approfondito della legislazione comunitaria.

Le valutazioni di impatto dovrebbero essere soggette a un processo obbligatorio di "revisioni paritetiche" e il Parlamento dovrebbe essere associato alla nomina e alla selezione del comitato responsabile di dette revisioni e alla definizione dei requisiti richiesti per tale comitato.

Quadri di valutazione successivi del mercato interno indicano che, nonostante i progressi conseguiti in alcuni Stati membri, il recepimento e l’attuazione continuano a presentare problemi e gli Stati membri sostengono che una redazione più precisa delle leggi contribuirebbe ad un’attuazione più efficace. Gli Stati membri dovrebbero inoltre resistere alla tentazione di ampliare o "abbellire" la legislazione UE con ulteriori requisiti nazionali.

Le tre istituzioni europee si sono impegnate, nell’ambito dell’accordo interistituzionale, a ricorrere a metodi di regolamentazione alternativi. In tale settore, in cui non vi è scrutinio o controllo democratico, è fondamentale che al Parlamento non sia semplicemente fornita notifica di tali proposte ma che esso sia associato attivamente al processo decisionale.

Perché tali modelli di regolamentazione conseguano risultati positivi e generino fiducia e sicurezza, devono disporre di un sistema di controllo solido e trasparente che preveda sanzioni in caso di non conformità. Il programma per una migliore regolamentazione è un processo di apprendimento continuo. La presente relazione sottolinea l’impegno assunto dal Parlamento in relazione al processo e alle proposte, come sopra rilevato. Vi è una serie di settori di intervento in cui tutte e tre le istituzioni possono portare avanti il programma per una migliore regolamentazione, garantendo nel contempo il rispetto dei controlli e degli equilibri democratici.

PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (20.2.2006)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sull'attuazione, le conseguenze e l'impatto della legislazione vigente in materia di mercato interno
(2004/2224(INI))

Relatore per parere: Eoin Ryan

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che per realizzare gli obiettivi di Lisbona II, in particolare la creazione di posti di lavoro e la competitività, l'UE debba aumentare la propria capacità d'attrazione nei confronti sia degli investitori che delle parti interessate; sottolinea il legame diretto che esiste fra una regolamentazione efficace e opportunamente mirata e la crescita; ritiene che tutte le proposte legislative vadano valutate sotto il profilo del loro impatto sulla competitività e appoggia pertanto l'attuale iniziativa del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione volta ad intraprendere una seria riforma legislativa;

2.  ricorda che l'obiettivo primario della legislazione in materia di mercato interno, adesso che la zona euro è una realtà, è di consentire al mercato interno di funzionare senza che le frontiere rappresentino un ostacolo per la crescita delle industrie e di realizzare sostanziali economie di scala che possono anche facilitare le fusioni e le acquisizioni; ritiene perciò che la regolamentazione europea debba essere semplice e chiara; è convinto che un aumento della concorrenza grazie a una riforma della regolamentazione sia lo stimolo di cui l'Europa ha bisogno per migliorare la sua produttività;

3.  è del parere che il piano d'azione per i servizi finanziari (PASF) sia stato un meccanismo appropriato per lavorare all'obiettivo della creazione di un mercato unico dei servizi finanziari; ritiene che il PASF sia stato un successo in termini procedurali e possa consentire risparmi sostanziali, liberando così capitali per finanziare l'economia europea; è lieto che si stia procedendo a una valutazione della legislazione sui servizi finanziari; rileva che finora l'attuazione non è stata né pronta né coerente, molti piani non sono ancora stati attuati e occorre lavorare ai sistemi per far applicare le regole; osserva che in alcuni casi gli Stati membri sovrappongono nuovi strati di norme alle normative comunitarie (fenomeno noto come "goldplating") e consiglia di sorvegliare da vicino tale fenomeno onde evitare che imponga nuovi ostacoli transfrontalieri o conduca ad accuse di arroganza nei confronti dell'UE; ritiene che la concorrenza mondiale si stia intensificando, cosa di cui si deve tener conto nelle valutazioni dell'impatto della regolamentazione;

4.  appoggia la prassi della Direzione generale MARKT di consultare le imprese attraverso il Gruppo pilota di imprese europee (European Business Test Panel), che facilita l'adozione delle decisioni e snellisce la trasposizione (con "riunioni pacchetto sulla trasposizione" bilaterali e "gruppi di esperti multilaterali"); esorta ad effettuare valutazioni d'impatto di tali iniziative in vista di un ricorso ad esse da parte di altre Direzioni generali; sottolinea che le iniziative in questione garantiscono la partecipazione di tutti i soggetti interessati; chiede che vengano prese seriamente in considerazione alternative alla legislazione formale, conformemente all'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", e che si faccia miglior uso della politica di concorrenza attuando nel contempo una clausola di revisione per far sì che la legislazione europea sia maggiormente in grado di rispondere al cambiamento;

5.  sottolinea la necessità di poter utilizzare i prodotti finanziari attraverso le frontiere; chiede a tale riguardo l'eliminazione delle restanti barriere, ad esempio nei settori dell'attività bancaria al dettaglio o delle assicurazioni; ritiene che ci si debba concentrare di più sulla necessità di garantire l'effettiva applicazione negli Stati membri della legislazione sul settore finanziario già esistente, in modo da creare condizioni omogenee; sebbene gli accordi Lamfalussy stiano funzionando bene, ritiene che per favorire l'efficacia del processo di riforma legislativa si debbano studiare ulteriori misure, ad esempio un maggiore ricorso alla consultazione e meccanismi appropriati per una più rapida risoluzione delle controversie; a tale riguardo chiede l'istituzione a livello di UE di un efficace meccanismo rapido di riparazione mediante arbitrato o mediante ricorso a un ombudsman, in modo da promuovere la rapida risoluzione delle controversie concernenti norme del mercato interno; ribadisce la necessità di assicurare che il Parlamento abbia pieni poteri di "call-back" (avocazione) nel contesto del processo Lamfalussy;

6.  ritiene in particolare che l'attuazione a livello nazionale nel settore delle sanzioni debba essere largamente comparabile tra gli Stati membri; ritiene che gli atti legislativi destinati a sostituire norme superate non debbano essere applicati in aggiunta ad esse; ritiene inoltre che i comitati delle autorità di regolamentazione debbano accettare l'idea che una regolamentazione meno vasta può essere più favorevole e non deve necessariamente aumentare con il tempo.

PROCEDURA

Titolo

L'attuazione, le conseguenze e l'impatto della legislazione vigente in materia di mercato interno

Riferimenti

2004/2224(INI)

Commissione competente per il merito

IMCO

Parere espresso da
  Annuncio in Aula

ECON
29.9.2005

Cooperazione rafforzata – annuncio in Aula

 

Relatore per parere
  Nomina

Eoin Ryan
5.9.2005

Relatore per parere sostituito

 

Esame in commissione

28.11.2005

24.1.2006

13.2.2006

 

 

Approvazione

20.2.2006

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

25

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zsolt László Becsey, Pervenche Berès, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Ieke van den Burg, David Casa, Jonathan Evans, José Manuel García-Margallo y Marfil, Jean-Paul Gauzès, Robert Goebbels, Gunnar Hökmark, Karsten Friedrich Hoppenstedt, Sophia in 't Veld, Wolf Klinz, Guntars Krasts, Astrid Lulling, Cristobal Montoro Romero, John Purvis, Karin Riis-Jørgensen, Dariusz Rosati, Peter Skinner, Margarita Starkevičiūtė, Sahra Wagenknecht

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Harald Ettl, Klaus-Heiner Lehne, Thomas Mann, Corien Wortmann-Kool

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

...

  PROCEDURA  

Titolo

Relazione sull'attuazione, le conseguenze e l'impatto della legislazione vigente nel settore del Mercato interno

Numero di procedura

2004/2224(INI)

Commissione competente per il merito
  Annuncio in Aula dell'autorizzazione

IMCO
18.11.2004

Commissione(i) competente(i) per parere
  Annuncio in Aula

 

JURI
18.11.2004

ECON

29.9.2005

 

 

Pareri non espressi
  Decisione

JURI
24.11.2005

 

 

 

 

Cooperazione rafforzata
  Annuncio in Aula

0.0.0000

 

 

 

 

Relatore(i)
  Nomina

Arlene McCarthy
30.11.2004

 

Relatore(i) sostituito(i)

 

 

Esame in commissione

15.3.2005

12.12.2005

15.9.2005

24.1.2006

21.3.2006

Approvazione

21.3.2006

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

30

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Charlotte Cederschiöld, Mia De Vits, Bert Doorn, Janelly Fourtou, Małgorzata Handzlik, Malcolm Harbour, Christopher Heaton-Harris, Anna Hedh, Edit Herczog, Pierre Jonckheer, Henrik Dam Kristensen, Kurt Lechner, Lasse Lehtinen, Arlene McCarthy, Toine Manders, Manuel Medina Ortega, Zita Pleštinská, Guido Podestà, Giovanni Rivera, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Leopold Józef Rutowicz, Andreas Schwab, Eva-Britt Svensson, József Szájer, Marianne Thyssen, Jacques Toubon, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler, Glenis Willmott

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Šarūnas Birutis, Joseph Muscat, Alexander Stubb

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Deposito

23.3.2006

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

...