RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Consiglio recante norme per la modulazione volontaria dei pagamenti diretti, di cui al regolamento (CE) n. 1782/2203 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005

5.10.2006 - (COM(2006)0241 – C6‑0235/2006 – 2006/0083(CNS)) - *

Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
Relatore: Lutz Goepel

Procedura : 2003/0256(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A6-0315/2006

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Consiglio recante norme per la modulazione volontaria dei pagamenti diretti, di cui al regolamento (CE) n. 1782/2203 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005

(COM(2006)0241 – C6‑0235/2006 – 2006/0083(CNS))

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2006)0241)[1],

–   visto l'articolo 37 del trattato CE a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6-0235/2006),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e il parere della commissione per i bilanci (A6-0315/2006),

1.  respinge la proposta della Commissione;

2.  invita la Commissione a ritirare la proposta;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio ed alla Commissione.

Traduzione esterna

  • [1]  Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.

MOTIVAZIONE

Introduzione

La proposta della Commissione relativa all’introduzione della modulazione volontaria risale a una decisione del Consiglio del dicembre 2005 (cfr. conclusioni del Consiglio del 16.12.2005, n. di reg. 63).

Il contesto in cui è maturata la proposta è stato il taglio, concordato in seno al Consiglio su pressione degli Stati 1% e in particolare della Gran Bretagna, delle risorse destinate allo sviluppo rurale (da ca. 88 a ca. 69 miliardi di euro), che dovrebbe essere compensato in parte dalla modulazione volontaria. Il Parlamento aveva immediatamente reso note forti riserve in merito (cfr. dichiarazione 9 relativa all’Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio, di seguito AII).

La decisione del Consiglio prevede inoltre che le spese complessive dell’Unione, incluse quelle destinate all’agricoltura, siano sottoposte ad un controllo dello stato di salute (il cosiddetto «health check»). Il Parlamento europeo deve essere coinvolto ampiamente nella relativa preparazione e nell’attuazione dei risultati (cfr. dichiarazione 3 relativa all’AII).

La proposta della Commissione, che si discosta parzialmente dalla decisione del Consiglio, verte sui seguenti elementi fondamentali:

- Nell’ambito della modulazione volontaria gli Stati membri hanno la facoltà di ridurre tutti i pagamenti diretti fino al 20% (il Consiglio voleva includere anche le spese di mercato).

- La modulazione non è vincolata ad alcuna condizione accessoria, con l’eccezione dell’esenzione dei piccoli agricoltori che beneficiano di pagamenti diretti per importi inferiori a 5.000 euro.

- Le risorse possono essere impiegate liberamente nell’ambito delle disposizioni previste dal regolamento FEASR; è necessario osservare le disposizioni relative ai tassi minimi di spesa per asse (diversa è la posizione del Consiglio in merito).

- Il cofinanziamento non è prescritto in maniera vincolante.

- Entro due mesi gli Stati membri devono stabilire i tassi di modulazione per l’intero periodo di sovvenzionabilità.

Non è stata condotta alcuna valutazione d’impatto.

Gli Stati membri mostrano un forte desiderio di ulteriore flessibilizzazione, vale a dire in particolare la rinuncia a vincoli di spesa per asse, la proroga del termine di dichiarazione, la possibilità di adeguare i tassi della modulazione nel corso del periodo di sovvenzionabilità, una regionalizzazione più marcata ecc.

Valutazione

Il Parlamento non può approvare la proposta poiché essa:

- mette a repentaglio le basi di sussistenza di numerose aziende,

- provoca distorsioni della concorrenza e una discriminazione degli agricoltori nei singoli Stati membri in violazione del Trattato,

- comporta una rinuncia alla PAC ovvero una rinazionalizzazione della stessa, venendo meno al dovere di solidarietà previsto dalla politica agricola comune,

- non tiene conto degli obiettivi comunitari nelle zone rurali,

- non è equilibrata né coerente, e

- viola il diritto di partecipazione del Parlamento europeo.

In mancanza di una stima delle conseguenze o di dati attendibili, il Parlamento non può acconsentire ad un cambiamento di paradigma di così ampia portata.

Il relatore fa notare che nella relazione Böge il Parlamento aveva proposto il cofinanziamento nazionale obbligatorio delle spese del primo pilastro per risolvere i problemi di finanziamento della PAC. In questo modo sarebbe stato possibile mantenere gli impegni assunti dai capi di Stato e di governo nell’ottobre 2002 nei confronti degli agricoltori senza mettere in dubbio la politica agricola comune, ovvero una politica concertata a livello europeo.

Tramite la decisione del Consiglio, la discussione sulla struttura delle spese per l’agricoltura nell’ambito del controllo dello stato di salute si riduce a questioni inerenti la modulazione, come dimostra l’annuncio della Commissaria responsabile relativo all’estensione della modulazione obbligatoria a partire dal 2008. Appare evidente che le proposte presentate dal Parlamento nella relazione Böge non saranno affrontate apertamente.

Non è sufficiente apportare singoli miglioramenti alla proposta, bensì risulta necessario un esame approfondito di tutte le possibili alternative in base alle quali si potranno adottare misure coerenti e in sé coese.

A) Ripercussioni sul mercato agricolo comune

La modulazione volontaria nella forma proposta contravviene ai principi della PAC, viola i diritti degli agricoltori interessati e mette a repentaglio l’agricoltura su larga scala in Europa.

1.  La proposta contravviene al divieto di discriminazione. La PAC si poggia sull’assunto fondamentale della parità delle condizioni di concorrenza e della solidarietà (articoli 33 e 34 TCE). Con la suddetta proposta si consente un’ampia ripartizione nazionale e regionale del calcolo delle sovvenzioni comunitarie (fino al 20%). Tali differenze non poggiano su basi oggettive. Nel regolamento non sono previste condizioni accessorie (posti di lavoro, sovvenzioni per ettaro o simili) per l’applicazione della modulazione, e il regolamento non predispone neppure un meccanismo tale da evitare che la situazione competitiva degli agricoltori interessati peggiori in misura sproporzionata. Tuttavia, una differenziazione relativa ai regimi di sostegno all’interno del mercato agricolo comune che non sia basata su criteri oggettivi contrasta con la giurisprudenza costante della Corte di giustizia europea. Tale violazione risulta ancor più eclatante se si considera che non è stata condotta alcuna valutazione d’impatto relativa alla proposta.

2.  Inoltre la proposta della Commissione provoca forti deficit delle entrate nel settore agricolo, senza che siano disponibili stime sulle relative conseguenze.

A partire dal 2008 i pagamenti diretti potranno essere ridotti fino a un terzo (modulazione volontaria per il 20% e modulazione obbligatoria per il 5%, nonché riduzione dell’8% a seguito dell’adesione di Romania e Bulgaria) rispetto alla situazione del 2003, sebbene la decisione del 2002 avrebbe dovuto garantire i pagamenti fino al 2013.
Tali tagli si verificano in una fase di difficili processi di adeguamento per l’agricoltura europea (incremento della concorrenza sul mercato mondiale, riforma di importanti ordinamenti di mercato, aumento dei prezzi delle materie prime ecc.). Una riduzione applicata in tempi brevi e per di più dalla simile portata non comporterà un adeguamento strutturale, bensì una vera e propria frattura strutturale. In questo momento gli agricoltori hanno bisogno di sicurezze per quanto riguarda la programmazione. Essi perderanno completamente la fiducia nella politica se gli impegni assunti vengono costantemente rimessi in discussione.

B) Obiettivi e principi dello sviluppo rurale

1.  Diversamente dai regimi relativi a tutti gli altri Fondi strutturali e anche da precedenti direttive sulla modulazione, la proposta non prevede alcun cofinanziamento. Quest’ultimo, però, rappresenta un importante strumento della politica strutturale, inteso a garantire che le risorse comunitarie vengano spese secondo i principi della redditività e dell’economia e vengano impiegate soltanto laddove esse apportano realmente un valore aggiunto.

2.  Alla luce degli innegabili problemi di finanziamento di alcuni Stati membri (cfr. Portogallo), in caso di cofinanziamento obbligatorio non sarebbe garantita un’applicazione uniforme dello strumento della modulazione volontaria, poiché la decisione dipenderebbe essenzialmente dalla situazione dei bilanci nazionali e in misura minore da questioni inerenti alle condizioni economiche degli agricoltori o dalle esigenze delle zone rurali. Questo aspetto rivela in modo ancora più palese che si tratta di una decisione repentina e mal ponderata, che mette a rischio la coerenza della politica di sviluppo rurale e non può essere corretta da singoli miglioramenti.

3.  Un ulteriore incremento della flessibilità, secondo quanto discusso in seno al Consiglio, p.es. l’abolizione di vincoli di spesa per asse, va escluso in partenza, poiché in caso contrario non sarebbe garantito nemmeno in misura approssimata che le risorse europee vengano spese in conformità agli obiettivi prefissati a livello comunitario.

4.  Nel peggiore dei casi, la proposta potrebbe provocare una riduzione delle risorse complessive stanziate a beneficio delle zone rurali. I fondi liberati dai tagli nell’ambito del primo pilastro, che continua ad essere una colonna portante dell’economia rurale, potrebbero essere utilizzati per sostituire le risorse di cofinanziamento nazionali. In questo caso il quadro complessivo composto da primo e secondo pilastro nonché dal cofinanziamento presenterebbe meno risorse da destinare alle zone rurali rispetto ad oggi. La proposta si muove quindi verso una direzione diametralmente opposta rispetto agli obiettivi inizialmente prefissati.

C) Rinazionalizzazione della politica agricola

La modulazione del 20% determina una rinazionalizzazione della politica agricola. Ormai si può parlare di una politica agricola comune soltanto a grandi linee. L’importo dei pagamenti diretti viene per ampia parte determinato liberamente dagli Stati membri, così come la distribuzione delle risorse comunitarie ottenute in questo modo.

La modulazione è soggetta unicamente alla decisione unilaterale degli Stati membri, mentre il primo pilastro diventa una miniera da cui attingere per gli interessi finanziari nazionali. Non esistono vincoli specifici destinati a impedire la discriminazione degli agricoltori o a garantire che le risorse vengano utilizzate per eliminare gli squilibri o realizzare determinati obiettivi comunitari. Considerando la portata delle misure previste nel secondo pilastro e soprattutto ipotizzando di continuare a seguire le proposte del Consiglio, non permarrebbe praticamente alcuna garanzia in merito alla coerenza interna della politica agricola comune.

Un vero e proprio cambiamento di paradigma! La politica agricola comune viene rinazionalizzata, mentre le esigenze finanziarie vengono estese a livello comunitario. Una riforma dalla portata così ampia è impensabile senza un’approfondita consultazione con il Parlamento e i soggetti interessati.

D) Mancata considerazione del Parlamento

La presente proposta ignora in maniera eclatante i diritti del Parlamento e pertanto non può essere accettata.

1.  Le spese per lo sviluppo rurale sono classificate quali spese non obbligatorie ai sensi dell’Allegato III all’AII. Nell’ambito della modulazione volontaria gli Stati membri possono, unilateralmente e senza l’ampio coinvolgimento del Parlamento europeo previsto alla lettera C dell’AII, aumentare le spese di diversi miliardi di euro rispetto al quadro finanziario previsto all’Allegato I all’AII. Tale profonda modifica degli stanziamenti per le spese non obbligatorie senza il coinvolgimento del Parlamento contrasta apertamente con i contenuti e lo spirito dell’AII.

2.  L’introduzione della modulazione volontaria pregiudica i risultati del controllo dello stato di salute del bilancio previsto per il 2008/2009, che dovranno tradursi in proposte per il periodo di finanziamento successivo al 2013. In conformità alla dichiarazione 3 relativa all’AII, tuttavia, il controllo dello stato di salute e l’elaborazione di tutte le proposte da esso derivanti devono avvenire in stretta collaborazione con il Parlamento. Non sembra che questo sia il caso della presente proposta. Piuttosto, si chiede qui al Parlamento di approvare nell’ambito di una procedura ai sensi dell’art. 37 TCE una proposta ad ampio raggio decisa dall’oggi al domani esclusivamente dal Consiglio.

3.  Alla luce della portata della proposta e ai sensi dell’Accordo interistituzionale «Legiferare meglio», la Commissione avrebbe dovuto condurre una valutazione d’impatto e consultare le categorie interessate. Essa si è assunta l’impegno ad agire di conseguenza nei confronti del Parlamento.

PARERE della commissione per i bilanci (26.9.2006)

destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

sulla proposta di regolamento del Consiglio recante norme per la modulazione volontaria dei pagamenti diretti, di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005
(COM(2006)0241 – C6‑2006/0235 – 2006/0083(CNS))

Relatore per parere: Herbert Bösch

BREVE MOTIVAZIONE

Cenni storici e contenuto della proposta

Il 15/16 dicembre 2005 il Consiglio europeo riunito a Bruxelles ha adottato un documento dal titolo "Consiglio europeo di Bruxelles - 15 e 16 dicembre 2005 - Conclusioni della Presidenza"[1] che, al paragrafo 6, sotto il titolo "Prospettive finanziarie", contiene il seguente riferimento: "Il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo sulle prospettive finanziarie 2007-2013 di cui al documento 15915/05."[2]

Nel suddetto documento, alla "Rubrica 2 - Preservazione e gestione delle risorse naturali", gli Stati membri hanno concordato quanto segue:

"62. A loro discrezione, gli Stati membri possono trasferire somme supplementari da detto massimale ai programmi di sviluppo rurale, fino a un massimo del 20% degli importi che avanzano loro dalla spesa relativa al mercato e dai pagamenti diretti. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a stabilire, in base a una proposta della Commissione, le modalità che regoleranno i trasferimenti in questione. Le somme trasferite per sostenere misure di sviluppo rurale ai sensi dei predetti accordi non sono soggette alle norme relative al cofinanziamento nazionale e alla spesa minima per asse stabilite nel regolamento relativo allo sviluppo rurale."

Il Parlamento europeo ha espresso delle riserve in merito all'accordo del Consiglio[3], nella dichiarazione n. 9 del 17 maggio 2006, relativa all'AII.

La Commissione, "invitata" dal Consiglio europeo ad avvalersi del suo diritto d'iniziativa in conformità dei trattati e a presentare una proposta, ha formulato alcune deboli obiezioni,[4] per poi accogliere tale "invito" del Consiglio europeo, presentando, il 24 maggio 2005, una proposta "recante norme per la modulazione volontaria"[5].

La proposta:

· si basa sull'articolo 37 del trattato CE (Il Parlamento europeo è solo consultato),

· consente di spostare fino al 20% dei pagamenti diretti dal primo pilastro della PAC allo sviluppo rurale (secondo pilastro), oltre alla modulazione obbligatoria decisa nel contesto della riforma della PAC del 2003,

· consente di utilizzare liberamente i fondi, in conformità delle disposizioni del regolamento FEASR, rispettando le norme sulla spesa minima per asse,

· ha la stessa base di calcolo della modulazione obbligatoria, compresa la misura specifica per i piccoli agricoltori (percentuale ridotta applicata ai primi 5.000 euro),

· prevede misure specifiche per gli agricoltori mediante un importo addizionale di 5.000 euro,

· stabilisce che il cofinanziamento non sia obbligatorio,

· esige che gli Stati membri decidano entro due mesi il tasso di riduzione per l'intero periodo di programmazione.

Il relatore per parere ci tiene a sottolineare che non è contrario al principio della modulazione come tale, che implica il trasferimento di fondi dal primo pilastro (sostegno al mercato e pagamenti diretti agli agricoltori) al secondo pilastro (sviluppo rurale), in quanto riflette lo spirito della politica agricola comune. Lo sviluppo rurale è uno strumento indispensabile per la ristrutturazione del settore agricolo e per incoraggiare la diversificazione nelle zone rurali.

Tuttavia, il Parlamento non può accettare il modo in cui il Consiglio ha affrontato, ancora una volta, la questione e le modalità seguite dalla Commissione per dare attuazione al mandato conferito dai Capi di Stato e di governo[6].

1. Cofinanziamento della PAC

A differenza delle norme applicate a tutti gli altri Fondi strutturali e delle precedenti disposizioni sulla modulazione, la proposta non prevede il cofinanziamento. Inoltre, la Commissione, come affermato nella sua dichiarazione n. 10 sull'AII, del 17 maggio 2006, si è impegnata a sforzarsi di garantire che tale meccanismo rispecchi quanto più fedelmente possibile le norme di base che disciplinano la politica di sviluppo rurale. La modulazione volontaria, non cofinanziata, provoca gravi problemi, in quanto viola i principi della responsabilità condivisa e dell'addizionalità dei fondi comunitari.

Nella relazione Böge (A6-0153/2005) il Parlamento ha inoltre proposto di risolvere i problemi di finanziamento della PAC introducendo un nuovo meccanismo di cofinanziamento nella politica agricola dell'UE.

2. Regolamento finanziario

La modulazione comporta un trasferimento all'interno della rubrica 2 del QFP 2007-2013 ed incide quindi sulla classificazione delle spese. La proposta della Commissione non prevede, tuttavia, disposizioni dettagliate quanto alle modalità di trasferimento degli importi all'interno del bilancio, dal capitolo 05 03, pagamenti diretti, al capitolo 05 04, programmi relativi allo sviluppo rurale. Il Parlamento europeo desidera affermare chiaramente che questi stanziamenti possono essere trasferiti solo tenendo debitamente conto dei principi di specificità, unità e accuratezza del bilancio e di trasparenza, in conformità delle disposizioni del regolamento finanziario.

3. Ignorato il Parlamento europeo in quanto ramo dell'Autorità di bilancio (articolo 272, paragrafo 9, TCE)

Nel quadro della modulazione volontaria, gli Stati membri possono, unilateralmente e senza coinvolgere il Parlamento, aumentare la spesa prevista all'allegato I all'AII di parecchi miliardi di euro. Una modifica di portata così vasta senza il coinvolgimento preliminare dell'Autorità di bilancio, viola lo spirito e la lettera dell'AII.

4. Impatto sul calcolo del TMA

La diminuzione delle spese obbligatorie e l'aumento delle spese non obbligatorie relative alla modulazione volontaria avranno un impatto sul calcolo del tasso massimo d'aumento (TMA) che dovrà essere valutato più in dettaglio.

5. Non è stata effettuata alcuna valutazione d'impatto in via preliminare

È inaccettabile ed irresponsabile che la Commissione non abbia effettuato l'opportuna valutazione d'impatto prima di pubblicare la sua proposta, anche se ciò è richiesto dall'AII del 16 dicembre 2003 su "Legiferare meglio". La Commissione, inoltre, non ha predisposto una scheda finanziaria chiara e completa.

Alla luce di quanto sopra esposto in merito alle prerogative di bilancio del Parlamento europeo e in assenza di una valutazione d'impatto, il Parlamento non può esprimere il proprio accordo su un'iniziativa di portata così ampia.

Con riferimento alla dichiarazione n. 9 del PE sull'AII del 17 maggio 2006, il relatore per parere ritiene che sia utile esaminare la questione del cofinanziamento dell'agricoltura nel contesto della revisione 2008/09.

******

La commissione per i bilanci invita quindi la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a proporre la reiezione della proposta della Commissione.

PROCEDURA

Titolo

Proposta di regolamento del Consiglio recante norme per la modulazione volontaria dei pagamenti diretti, di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005

Riferimenti

COM(2006)0241 – C­6‑0235/2004 – 2006/0083(CNS)

Commissione competente per il merito

AGRI

Parere espresso da
  Annuncio in Aula

BUDG
5.9.2006

Cooperazione rafforzata – annuncio in Aula

10.7.2006

Relatore per parere
  Nomina

Herbert Bösch
6.9.2006

Relatore per parere sostituito

 

Esame in commissione

26.9.2006

 

 

 

 

Approvazione

26.9.2006

Esito della votazione finale

+ :
– :
0 :

18
0
0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Reimer Böge, Herbert Bösch, Vito Bonsignore, Brigitte Douay, Salvador Garriga Polledo, Dariusz Maciej Grabowski, Ingeborg Gräßle, Nathalie Griesbeck, Catherine Guy-Quint, Jutta D. Haug, Anne E. Jensen, Janusz Lewandowski, Jan Mulder, Giovanni Pittella, Kyösti Virrankoski, Ralf Walter

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Albert Jan Maat, Mairead McGuinness

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

...

  • [1]  Pubblicato sul sito web del Consiglio dell'Unione europea
    http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ec/87649.pdf.
  • [2]  http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ec/87677.pdf.
  • [3]  "Il Parlamento europeo prende atto delle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2005 in materia di modulazione volontaria, dalla spesa relativa al mercato e dai pagamenti diretti della politica agricola comune allo sviluppo rurale fino a un massimo del 20%, e di riduzioni per le spese relative al mercato. Quando stabilirà le disposizioni dettagliate di tale modulazione negli atti giuridici pertinenti, il Parlamento europeo valuterà la fattibilità di tali disposizioni rispetto ai principi UE, come ad esempio le norme in materia di concorrenza; attualmente il Parlamento europeo mantiene una riserva sulla propria posizione in merito all’esito della procedura. Esso ritiene che sarebbe opportuno valutare la questione del cofinanziamento dell’agricoltura nel contesto della revisione 2008-09."
  • [4]  "La Commissione prende atto del punto 62 delle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2005 in base a cui gli Stati membri possono trasferire fino a un massimo del 20% degli importi che avanzano loro dalla spesa relativa al mercato e dai pagamenti diretti.
    Nello stabilire le disposizioni dettagliate di tale modulazione negli atti giuridici pertinenti, la Commissione si sforzerà di rendere possibile la modulazione volontaria, sforzandosi al tempo stesso di garantire che tale meccanismo rispecchi quando più fedelmente possibile le norme di base che disciplinano la politica di sviluppo rurale."
  • [5]  COM(2006)0241.
  • [6]  Le riserve sono state formalizzate nella sua risoluzione sull'AII relativo alla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria e nella dichiarazione n. 9 sulla modulazione volontaria, P6_TA-PROV(2006)0210.

PROCEDURA

Titolo

Norme per la modulazione volontaria dei pagamenti diretti, di cui al regolamento (CE) n. 1782/2203 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005

Riferimenti

COM(2006)0241 – C6-0235/2006 – 2006/0083(CNS)

Consultazione del PE

10.7.2006

Commissione competente per il merito
  Annuncio in Aula

AGRI
5.9.2006

Commissione(i) competente(i) per parere
  Annuncio in Aula

BUDG
5.9.2006

 

 

 

 

Pareri non espressi
  Decisione

REGI
21.6.2006

CONT
20.6.2006

 

 

 

Cooperazione rafforzata
  Annuncio in Aula

-

 

 

 

 

Relatore(i)
  Nomina

Lutz Goepel
30.5.2006

 

Relatore(i) sostituito(i)

-

 

Procedura semplificata – decisione

-

Contestazione della base giuridica
  Parere JURI

-

/

-

Modifica della dotazione finanziaria
  Parere BUDG

-

/

-

Esame in commissione

12.7.2006

11.9.2006

3.10.2006

 

 

Approvazione

3.10.2006

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

32

3

-

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Katerina Batzeli, Sergio Berlato, Thijs Berman, Niels Busk, Luis Manuel Capoulas Santos, Giuseppe Castiglione, Joseph Daul, Albert Deß, Duarte Freitas, Jean-Claude Fruteau, Ioannis Gklavakis, Lutz Goepel, Bogdan Golik, Friedrich-Wilhelm Graefe zu Baringdorf, Esther Herranz García, Elisabeth Jeggle, Heinz Kindermann, Albert Jan Maat, Diamanto Manolakou, Mairead McGuinness, María Isabel Salinas García, Agnes Schierhuber, Willem Schuth, Czesław Adam Siekierski, Csaba Sándor Tabajdi, Kyösti Virrankoski, Brian Simpson, Andrzej Tomasz Zapałowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Bernadette Bourzai, Ilda Figueiredo, Wiesław Stefan Kuc, James Nicholson, Markus Pieper, Zdzisław Zbigniew Podkański,

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk

Deposito 

5.10.2006

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

...