RELAZIONE su "Promuovere le diete sane e l'attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche"

    6.12.2006 - (2006/2231 (INI))

    Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
    Relatrice: Frédérique Ries

    Procedura : 2006/2231(INI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A6-0450/2006

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    su "Promuovere le diete sane e l'attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche"

    (2006/2231 (INI))

    Il Parlamento europeo,

    –   visto il Libro Verde della Commissione "Promuovere le diete sane e l'attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche" (COM(2005)0637),

    –   vista la Strategia mondiale sull'alimentazione, l'esercizio fisico e la salute, approvata dalla 57a Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2004,

    –   vista la risoluzione del Consiglio, del 14 dicembre 2000, sulla salute e la nutrizione (C O20 del 23.1.2001),

    –   viste le conclusioni del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" del 3 giugno 2005 su "Obesità, alimentazione e attività fisica",

    –   vista la riunione informale dei Ministri dello Sport dell'UE, in data 19-20 settembre 2005, nel corso della quale la Presidenza britannica ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro "Sport e sanità",

    –   visto l'appello rivolto dagli esperti in occasione del 10° Congresso internazionale sull'obesità (CIO 2006) svoltosi a Sydney dal 3 all'8 settembre 2006,

    –   viste le conclusioni della conferenza ad alto livello della Presidenza finlandese su "La salute in tutte le politiche",

    –   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

    –   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6‑0450/2006),

    A. considerando che nell'Unione europea il numero di persone affette da obesità è drasticamente aumentato nel corso degli ultimi 30 anni, che il ritmo di diffusione del fenomeno equivale a quello degli Stati Uniti agli inizi degli anni '90 e che in Europa circa il 27% degli uomini e il 38% delle donne sono oggi considerati persone obese o in sovrappeso,

    B.  considerando che l'aumento dei casi di obesità, specie tra i bambini, non si limita all'UE e ad altri paesi ricchi, ma si sta verificando in misura sempre più marcata anche in molti paesi in via di sviluppo,

    C. considerando che nell'UE a 25 l'obesità colpisce anche più di cinque milioni di bambini e che il tasso di crescita è allarmante, con circa 300.000 nuovi casi ogni anno,

    D. considerando che, stando alle ricerche, i disabili sono maggiormente esposti al rischio di obesità a causa di una serie di fattori che includono cambiamenti patofisiologici del metabolismo del loro corpo, l'atrofia del sistema muscolare e l'inattività fisica,

    E.  considerando che l'apporto calorico in ampi strati della popolazione è rimasto stabile dagli anni '50; che il cambiamento degli stili di vita ha tuttavia comportato una riduzione dell'attività e del lavoro fisici riducendo così il fabbisogno energetico e provocando uno squilibrio tra apporto e dispendio energetico,

    F.  considerando che numerosi progetti e studi confermano che nell'insorgenza dell'obesità esistono disuguaglianze precoci legate all'ambiente socio-economico e che la frequenza della malattia è maggiore tra le famiglie con scarsi mezzi finanziari e un basso livello d'istruzione,

    G. considerando che, al momento di elaborare un piano d'azione dell'UE per la promozione di stili di vita sani, occorre tenere debitamente conto della diversità nelle abitudini alimentari e nei modelli di consumo esistenti negli Stati membri,

    H. considerando che il Rapporto 2005 dell'OMS sulla salute in Europa dimostra (analiticamente) che un elevato numero di decessi e malattie sono da attribuirsi a sette grandi fattori di rischio, di cui sei (ipertensione, colesterolo, indice della massa muscolare, insufficiente consumo di frutta e verdura, mancanza di attività fisica ed eccessivo consumo di alcol) sono collegati all'alimentazione e all'esercizio fisico e che, se si vuole prevenire un numero significativo di decessi e malattie, è necessario intervenire su tutti questi determinanti sanitari con la stessa priorità;

    I.   considerando che per essere sana un'alimentazione deve avere talune caratteristiche quantitative e qualitative, come un contenuto energetico proporzionale alle necessità individuali, ed essere sempre conforme ai principi dell'alimentazione,

    J.   considerando che, in virtù delle competenze conferitele dai trattati, l'Unione europea ha un ruolo essenziale da svolgere in materia di protezione dei consumatori incoraggiando un'alimentazione sana e il consumo di frutta e verdura, mentre per quanto concerne la promozione dell'attività fisica e dello sport le azioni della Comunità devono necessariamente affiancarsi a quelle attuate dagli Stati membri nonché dalle regioni e città europee,

    K. considerando l'impatto socio-economico delle malattie legate ai problemi di sovrappeso, che assorbono già fra il 4 e il 7% della spesa complessiva degli Stati membri in materia di sanità; che il costo globale dell'obesità, tenuto conto anche dei maggiori rischi in termini di disoccupazione, assenze dal lavoro e invalidità, non ha costituito oggetto di una valutazione scientifica precisa,

    L.  considerando che la maggioranza degli Stati membri ha messo a punto politiche volte ad affrontare la problematica dell'obesità e a migliorare lo stato di salute delle loro popolazioni e che alcuni governi hanno adottato misure d'interdizione mentre altri hanno scelto la via degli incentivi,

    M. considerando che, ad esempio, alcuni Stati membri hanno deciso di regolamentare o addirittura eliminare la presenza di distributori automatici nelle scuole a causa della povertà dell'offerta e della parte trascurabile riservata alle bibite a basso tenore di zucchero, a frutta e verdura nonché ai prodotti dietetici,

    N. considerando con interesse, quale prima tappa, gli impegni recentemente assunti su base volontaria, da un lato, dai produttori europei di bevande non alcoliche per limitare l'offerta commerciale destinata ai bambini di età inferiore ai 12 anni favorendo nel contempo l'accesso a bevande più variate nelle scuole e, dall'altro, da due "giganti" del settore della ristorazione rapida per adottare un sistema di indicazioni nutrizionali sulle confezioni di hamburger e patatine fritte,

    O. accogliendo con favore le varie iniziative avviate da molti dettaglianti europei per promuovere un'alimentazione sana, ivi compreso lo sviluppo di gamme di prodotti sani, etichette esaurienti e di facile comprensione sulle informazioni nutrizionali e partenariati con governi, scuole e ONG per aumentare la sensibilizzazione sui benefici di un'alimentazione sana e di un'attività fisica regolare,

    P.  considerando che il Libro verde in esame s'iscrive in un'iniziativa globale avviata a livello europeo per combattere i fattori più pericolosi per la salute, tra cui le cattive abitudini alimentari e la mancanza di attività fisica che, al pari del tabagismo e dell'abuso di alcool, provocano malattie cardiovascolari (che sono la prima causa di morte per uomini e donne nell'Unione europea), alcuni tipi di tumori, malattie respiratorie, osteoporosi e diabete di tipo 2, malattie che aumentano il ricorso ai servizi sanitari nazionali,

    Q. considerando che l'11 settembre 2006 la Commissione ha presentato i risultati di una consultazione pubblica effettuata sulla base del Libro Verde, che raccomandano in particolare un'azione dell'Unione riguardante diverse politiche comunitarie e accordano un'attenzione particolare a bambini e giovani,

    R.  considerando il ruolo attivo che la Comunità è chiamata a svolgere, nell'ambito delle politiche comuni o ad integrazione delle azioni svolte dai 25 Stati membri, in termini di campagne di informazione e sensibilizzazione dei consumatori al problema dell'obesità, rilancio del consumo di frutta e verdura nell'ambito della politica agricola comune, finanziamento di progetti di ricerca, educativi e sportivi, nonché adozione di legislazioni nuove o riviste aventi un impatto effettivo sulla salute nutrizionale dei cittadini europei,

    L'obesità: una priorità politica?

    1.  si compiace dell'impegno della Commissione a favore di un'alimentazione sana (in termini quantitativi e qualitativi), dell'attività fisica e della lotta all'obesità e alle principali patologie collegate all'alimentazione; chiede che la lotta all'obesità venga ormai considerata una priorità politica dell'Unione europea e dei suoi Stati membri;

    2.  riconosce il carattere multifattoriale dell'obesità, che richiede un approccio globale ai diversi settori d'intervento;

    3.  si rammarica profondamente del fatto che, nonostante la mobilitazione di molti Stati membri, l'obesità colpisca un numero sempre crescente di persone e che, se questa tendenza dovesse persistere, le conseguenze in termini di salute pubblica, che potrebbero essere evitate per mezzo di misure adeguate, saranno incalcolabili;

    4.  raccomanda a tutti gli Stati membri di riconoscere ufficialmente l'obesità come malattia cronica, in modo da evitare qualsiasi forma di stigmatizzazione e discriminazione delle persone obese, e di garantire che esse possano ricevere cure adeguate nell'ambito dei rispettivi servizi sanitari nazionali;

    5.  accoglie con favore l'adozione, da parte della Conferenza ministeriale europea dell'OMS (Istanbul, 15-17 novembre 2006), di una Carta sulla lotta contro l'obesità; rileva la creazione di un ambizioso quadro d'azione per arginare quest'epidemia e invita la Commissione e gli Stati membri a fissare uno scadenziario per l'attuazione e la definizione delle priorità per gli interventi in questo ambito;

    6.  appoggia senza riserve l'avvio, nel marzo 2005, della Piattaforma d'azione europea sulla dieta, l'attività fisica e la salute ( la "Piattaforma") e accoglie con soddisfazione il metodo scelto dalla DG SANCO che consiste in un dialogo permanente con i diversi settori industriali, le autorità degli Stati membri e le ONG;

    7.  si compiace degli impegni volontari già proposti dai soggetti che partecipano alla Piattaforma; sottolinea la necessità di garantire che gli impegni assunti nell'ambito della Piattaforma vengano efficacemente monitorati e invita la Commissione a mettere a punto criteri di valutazione ben definiti; rileva che una valutazione affidabile è essenziale al fine di garantire un'adeguata misurazione dei progressi e consentire il vaglio di eventuali, ulteriori azioni o proposte legislative a livello UE; chiede alla Commissione di riferire annualmente al Parlamento europeo sulle realizzazioni della Piattaforma;

    8.  invita la Commissione ad effettuare valutazioni d'impatto per le strategie proposte in questo ambito, onde determinarne le conseguenze per la salute pubblica, l'obesità e gli obiettivi in campo nutrizionale; raccomanda di procedere a questo "controllo salute/obesità" soprattutto in relazione alla politica agricola comune, ai programmi di ricerca, alla politica energetica, alla pubblicità e alla politica alimentare;

    9.  osserva che i numerosi soggetti che partecipano attualmente alla Piattaforma tendono per lo più a concentrarsi sull'aspetto relativo all'apporto energetico del problema dell'obesità; invita pertanto le parti interessate collegate all'aspetto del dispendio energetico, ovvero i produttori di videogiochi, le associazioni sportive e le emittenti televisive, a partecipare maggiormente al dibattito e a prendere in considerazione l'assunzione di impegni analoghi;

    10. considera un passo nella giusta direzione la tendenza oggi prevalente in diversi settori dell'industria alimentare europea ad agire concretamente per una ridefinizione dell'offerta commerciale che tenga conto dei bambini e per l'introduzione di un'etichettatura nutrizionale degli alimenti e delle bevande loro destinati;

    11. incoraggia gli Stati membri a individuare opportunità efficaci dal punto di vista dei costi al fine di associare i loro servizi sanitari al settore industriale con la duplice finalità di migliorare la comprensione e il controllo della dieta da parte dei pazienti e di ridurre l'onere economico dell'obesità; ritiene che occorra riservare un'attenzione particolare ai programmi volti a soddisfare le esigenze delle persone appartenenti a categorie socialmente ed economicamente svantaggiate;

    12. si attende che la Commissione presenti quanto prima in un Libro bianco misure concrete volte a ridurre il numero di persone in sovrappeso e obese al più tardi dal 2015;

    Informare il consumatore sin dall'infanzia

    13. ritiene che qualsiasi politica di prevenzione e monitoraggio dell'obesità debba estendersi sull'intero arco della vita, dal periodo prenatale all'età avanzata; è del parere inoltre che si debba prestare un'attenzione particolare all'infanzia, la fase della vita in cui vengono acquisite gran parte delle abitudini alimentari;

    14. incoraggia gli Stati membri a riconoscere che l'educazione in materia di alimentazione e salute fin dalla più giovane età è fondamentale ai fini della prevenzione del sovrappeso e dell'obesità;

    15. ritiene che i professionisti del settore sanitario abbiano un ruolo importante nel promuovere i benefici che una dieta equilibrata e un'attività fisica regolare possono avere per la salute e nell'individuare eventuali rischi, specialmente per le persone con un eccesso di grasso addominale, che hanno maggiore probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 e, in particolare, di contrarre malattie cardiovascolari e altre patologie;

    16. ricorda che la scuola è il luogo in cui i giovani trascorrono gran parte del loro tempo e che è quindi essenziale che l'ambiente scolastico, e soprattutto le mense scolastiche, sensibilizzino i ragazzi all'educazione alimentare, promuovano l'esercizio regolare di un'attività fisica e uno stile di vita sano, specialmente per contrastare il fatto che le scuole nell'UE dedicano sempre meno tempo all'educazione fisica; invita pertanto la Commissione a mettere a punto meccanismi per la promozione di migliori prassi nelle scuole, che tengano conto delle iniziative più efficaci per educare i bambini ad una sana alimentazione e fornire alimenti basati su standard nutrizionali elevati;

    17. chiede agli Stati membri di stanziare fondi sufficienti per la ristorazione nelle scuole, in modo da consentire alle mense scolastiche di servire pasti appena cucinati, preferibilmente con prodotti biologici o provenienti da colture regionali, e promuovere abitudini alimentari sane fin dai primi anni di vita;

    18. ritiene che si debbano incoraggiare gli Stati membri a garantire che i bambini dispongano di strutture adeguate per esercitare attività sportive e fisiche a scuola; esorta gli Stati membri e le rispettive autorità locali a promuovere uno stile di vita sano e attivo, ad esempio quando si tratta di decidere l'ubicazione delle scuole, che dovrebbero essere più vicine alle comunità e consentire ai bambini che le frequentano di raggiungerle a piedi o in bicicletta, piuttosto che in automobile o in autobus;

    19. si augura che i produttori europei di bevande non alcoliche mettano in pratica rapidamente gli impegni assunti con il codice di condotta del 20 dicembre 2005, in particolare quello di limitare le loro attività commerciali nelle scuole primarie;

    20. ritiene che la presenza di distributori automatici nelle scuole, laddove autorizzata, debba essere conforme alle norme di una sana alimentazione;

    21. condanna la frequenza e l'intensità delle campagne televisive pubblicitarie e promozionali per alimenti destinati esclusivamente ai bambini e sottolinea che tali pratiche commerciali non favoriscono abitudini alimentari sane e andrebbero quindi regolamentate a livello comunitario modificando la direttiva Televisione senza frontiere; chiede l'introduzione di controlli in tutta la Comunità intesi a limitare la pubblicità televisiva di alimenti con un elevato tenore di grassi, zuccheri e sale destinati ai bambini nelle fasce orarie in cui molti di loro guardano la televisione; fa inoltre presente che è chiaramente dimostrato che la pubblicità televisiva influenza i modelli di consumo a breve termine dei bambini di età compresa fra 2 e 11 anni, ma ritiene comunque che la responsabilità individuale incomba ai genitori nel momento in cui prendono la decisione finale d'acquisto; constata tuttavia che, stando ai sondaggi, la maggior parte dei genitori auspica una netta riduzione della pubblicità di alimenti non sani destinati ai bambini;

    22. invita la Commissione a definire, nell'ambito della Piattaforma, impegni volontari o autoregolatori che pongano fine alla pubblicità di alimenti con un elevato tenore di grassi, zuccheri e sale destinati ai bambini, ma la invita a presentare proposte legislative qualora tale autoregolazione non apporti cambiamenti;

    23. rileva che nuove forme di pubblicità destinata ai bambini, come l'invio di messaggi a telefoni cellulari, giochi on-line e sponsorizzazione su terreni da gioco, non devono essere esentate da tali considerazioni;

    24. considera indispensabile, a termine, l'applicazione di un "gentleman agreement" fra la Commissione e le industrie dei media europei che preveda, per i prodotti destinati ai bambini, un'informazione obbligatoria nei diversi mezzi mediatici (televisione, cinema, Internet e videogiochi) consistente in messaggi sanitari e ludici volti a sensibilizzare i giovani europei all'importanza della pratica sportiva e al consumo di frutta e verdura per mantenersi in salute;

    25. riconosce il ruolo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare nell'elaborazione di consigli e raccomandazioni dietetici;

    26. è del parere che i media (TV, radio, Internet) rimangano più che mai uno strumento pedagogico essenziale per l'apprendimento della salute nutrizionale, che deve dare ai consumatori consigli pratici per consentire loro di trovare il giusto equilibrio fra apporto giornaliero di calorie e dispendio energetico, e in definitiva garantire loro una libertà di scelta;

    27. ritiene che il proposto regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari costituisca un segnale forte e permetterà infine al consumatore di disporre di informazioni affidabili, veritiere e coerenti sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti alimentari, in particolare quelli ad elevato contenuto di zuccheri, sale e taluni grassi; osserva che l'applicazione di un siffatto regolamento dovrebbe avvenire in modo tale da stimolare l'industria alimentare, mettendola in grado di rinnovare e migliorare i propri prodotti; reputa pertanto che, nel contesto di tale regolamento, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare debba stabilire in via prioritaria dei profili nutrizionali, tenendo conto dei più recenti dati disponibili, e ciò in stretta collaborazione con le ONG dei consumatori e gli operatori alimentari, compresi i rivenditori;

    28. osserva la crescente preoccupazione dell'opinione pubblica e della comunità scientifica in merito agli effetti dei grassi insaturi artificiali di tipo trans sulla salute umana e prende atto delle iniziative avviate da talune autorità nazionali (Canada, Danimarca) e regionali (Città di New York) per eliminare i grassi trans dalla dieta umana; invita l'UE ad agire per ridurre il consumo di grassi trans;

    29. è del parere che la direttiva 90/496/CE del Consiglio del 24 settembre 1990 sull'etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari[1] debba essere urgentemente rivista per includervi, come minimo, la richiesta di indicare la presenza e la quantità di sostanze nutritive e la natura dei grassi, che risponderebbe ad obiettivi di semplificazione e armonizzazione della normativa europea, attuando così anche le raccomandazioni formulate dai rappresentanti dell'industria e dalle associazioni di consumatori;

    30. manifesta grande interesse per i sistemi di indicazioni nutrizionali introdotti in diversi Stati membri da industrie alimentari, rivenditori o organismi pubblici al fine di semplificare i messaggi nutrizionali; riconosce la validità di questi sistemi di indicazione e dei logo a favore di una scelta corretta qualora siano graditi ai consumatori e facili da utilizzare; rammenta che la ricerca conferma che gli schemi con indicazioni nutrizionali mediante un elemento interpretativo sono estremamente utili ai consumatori nella scelta di opzioni più sane; invita la Commissione a tener conto di queste esperienze e ricerche per elaborare e introdurre un sistema comunitario di etichettatura di indicazioni nutrizionali sulla parte anteriore della confezione e fa presente che un messaggio coerente ai consumatori richiede un certo grado di armonizzazione in questo ambito e che tali messaggi devono avere una base scientifica;

    31. prende atto del fatto che lo strumento migliore è l'educazione del consumatore, che non può essere sostituita da sistemi semplicistici che possono avere effetti persino contrari all'obiettivo perseguito;  

    Integrare l'alimentazione e l'attività fisica nelle altre politiche comunitarie

    32. è convinto che la riformulazione dei prodotti sia un valido strumento per ridurre il consumo di grassi, di zuccheri e di sale nella nostra dieta e si compiace delle iniziative intraprese in tal senso da un certo numero di industrie e rivenditori; rileva che a tutt'oggi solo il 5% di tutti gli impegni volontari formulati in seno alla Piattaforma ha attinenza con lo sviluppo del prodotto; invita la Commissione, gli Stati membri, i produttori, i rivenditori e i ristoratori ad intensificare gli sforzi volti a ridurre il tenore di grassi, zuccheri e sale negli alimenti; invita i produttori ad utilizzare la riformulazione del prodotto non solo per lanciare nuove e talvolta più costose marche, ma anche per ridurre il tenore di grassi, zuccheri e sale nei prodotti di uso quotidiano;

    33. sottolinea l'importanza di mettere il cittadino in grado di effettuare scelte informate su come nutrirsi e sulla quantità di esercizio fisico necessaria;

    34. considera essenziale che la promozione di un'alimentazione sana e dell'attività fisica costituisca una priorità politica non solo per la DG SANCO ma anche per le Direzioni generali Agricoltura, Trasporti, Occupazione, Ricerca, Istruzione e Sport della Commissione, che attuano politiche e programmi comunitari aventi un impatto sulla salute nutrizionale; invita la Commissione ad effettuare valutazioni d'impatto delle relative politiche proposte onde determinarne l'incidenza sulla salute pubblica e gli obiettivi nutrizionali, e in particolare a valutare l'impatto della politica agricola comune;

    35. accoglie con soddisfazione il finanziamento, nell'ambito dell'attuale Programma di azione comunitaria nel settore della sanità pubblica (2003-2008), di numerosi progetti sull'obesità e ritiene essenziale rendere permanenti tali dotazioni di bilancio e porre l'accento, nel secondo Programma (2007-2013), su un modo di vita sano dei bambini e dei giovani, nonché dei disabili;

    36. sottolinea che le campagne d'informazione non sono lo strumento migliore per raggiungere i gruppi socioeconomici svantaggiati; ritiene che gli interventi debbano essere adattati alle esigenze locale e avere una sede locale e che sia necessario stabilire contatti diretti e una stretta cooperazione, a livello locale, tra scuole, asili nido e tutti i medici di base, pediatri e servizi sanitari; fa notare che la valutazione di tali attività è fondamentale per verificarne gli effetti;

    37. chiede che i fondi strutturali siano utilizzati, nelle aree svantaggiate sotto il profilo socio-economico, per investimenti in infrastrutture che favoriscano l'attività fisica e trasporti sicuri (ad esempio, piste ciclabili), ed incoraggino i giochi all'aria aperta in un ambiente sano; sollecita anche gli Stati membri ad investire in tali obiettivi;

    38. chiede alla Commissione, d'intesa con i Ministeri competenti negli Stati membri o nelle regioni, di partecipare a programmi "sport a scuola" in istituti scelti a tal fine;

    39. invita la Commissione a valutare le dimensioni del problema della cattiva alimentazione e della mancanza di mobilità fra gli anziani e ad esaminare quali ulteriori misure debbano essere adottate per assistere questo importante e talvolta trascurato gruppo della popolazione;

    40. invita gli Stati membri e i datori di lavoro ad incitare i propri dipendenti a partecipare ad attività fisiche e di mantenimento della forma, segnatamente le dipendenti donne che svolgono mansioni ripetitive che possono causare malattie croniche;

    41. riconosce il ruolo dei datori di lavoro nel favorire stili di vita sani fra i propri dipendenti; fa notare che le buone condizioni di salute dei lavoratori, e quindi la produttività, dovrebbero essere parte della strategia di responsabilità sociale delle imprese; fa affidamento sull'alleanza europea per la responsabilità sociale delle imprese, lanciata di recente, per promuovere lo scambio di buone pratiche in questo ambito;

    42. accoglie con favore l'appello rivolto dal mondo scientifico, in occasione del 10° Congresso internazionale sull'obesità, a favore di un'intensificazione delle ricerche per comprendere meglio l'interazione dei fattori genetici e dello stile di vita che sono all'origine della malattia;

    43. si compiace a tale proposito del finanziamento, da parte della Comunità, di nove progetti integrati nell'ambito della priorità tematica "qualità e sicurezza alimentare" del sesto Programma quadro di Ricerca e sviluppo, che delineano nuove formule di lotta contro l'obesità concentrandosi, ad esempio, su una classe specifica d'età o studiando l'interazione tra fattori genetici e comportamentali e stato di sazietà;

    44. chiede che, nell'ambito del settimo Programma quadro di Ricerca e sviluppo, la lotta contro l’obesità continui non solo a beneficiare della cooperazione transnazionale tra ricercatori nel settore tematico dell'alimentazione, dell'agricoltura e della biotecnologia, ma possa essere altresì oggetto di una ricerca comune a più discipline;

    45. sottolinea l'importanza di disporre di una serie di indicatori comparabili sullo stato di salute, compresi dati sull'alimentazione, l'attività fisica e l'obesità, soprattutto per gruppo di età e classe socioeconomica;

    46. è fortemente preoccupato per la diminuzione del consumo di frutta e verdura in Europa, che riguarda soprattutto le famiglie europee a basso reddito a causa del prezzo dei prodotti e di un'informazione inadeguata sulla loro effettiva utilità dietetica;

    47. invita la Commissione a proporre un quadro politico e regolamentare che metta a disposizione le migliori fonti di sostanze nutritive e altri componenti alimentari benefici e consenta ai consumatori europei di raggiungere e mantenere un'alimentazione ottimale, adeguata al proprio stile di vita e alle proprie condizioni di salute;

    48. è preoccupato per le notizie sul calo, verificatosi negli ultimi decenni, del tenore nutritivo di frutta e verdura prodotte in Europa e chiede alla Commissione e al Consiglio di adottare le misure necessarie, nell'ambito della revisione della politica agricola comunitaria nel 2008, in modo da considerare il valore nutritivo degli alimenti un criterio importante e di migliorare la qualità della produzione alimentare e fornire incentivi ad una sana alimentazione nel quadro delle politiche di sviluppo rurale;

    49. auspica una maggiore coerenza tra la politica agricola comune e le politiche sanitarie avviate dall'Unione europea e chiede alla Commissione di controllare rigorosamente che le sovvenzioni concesse dall'UE ad alcuni settori industriali non servano in alcun caso a finanziare campagne promozionali che presentino in una luce favorevole prodotti altamente calorici;

    50. chiede alla Commissione di assicurare che le sovvenzioni europee percepite da alcuni settori industriali non siano utilizzate per finanziare campagne promozionali a favore di prodotti altamente calorici;

    51. considera indispensabile una riforma dell'Organizzazione comune dei mercati dei prodotti ortofrutticoli che preveda, tra l'altro, obiettivi di rilancio del consumo di questo tipo di alimenti ad elevato valore dietetico; è convinto peraltro che una politica di incentivi (riduzione dei prezzi, alleggerimento fiscale e altri tipi di sovvenzioni) sia preferibile ad un sistema di tassazione maggiorata dei prodotti calorici ("fat tax") che, in ultima analisi, penalizzerebbe le famiglie europee a più basso reddito;

    52. invita l'Organizzazione mondiale della sanità a trasmettere al Parlamento europeo le proprie considerazioni sull'obesità;

    53. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai parlamenti nazionali degli Stati membri e dei paesi candidati nonché all'OMS.

    Traduzione esterna

    • [1]  GU L 276 del 6.10.1990, pag. 40. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/120/CE della Commissione (GU L 333 del 20.12.2003, pag. 51).

    MOTIVAZIONE

    “Le buone abitudini alimentari sono come un libretto di risparmio, bisogna investire a lungo prima di goderne i benefici.”

    Simone Lemieux, docente presso l’Istituto di nutraceutica e alimenti funzionali dell’università di Laval (Québec), 2005.

    L’epidemia di obesità e sovrappeso che colpisce i cittadini europei ci induce a suonare un campanello d’allarme. Si possono citare dati eloquenti, ricavati dall’utilissimo parere d’iniziativa elaborato nel 2005 dal Comitato economico e sociale europeo, ispiratosi alle relazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Task force internazionale sull’obesità:

    -          nell’Unione a 25 vi sono 14 milioni di bambini in sovrappeso, tra cui 3 milioni di obesi;

    -          in numerosi paesi dell’Unione il problema del sovrappeso interessa più della metà della popolazione, mentre la percentuale della popolazione adulta classificata come obesa è compresa tra il 20 ed il 30%;

    -          nell’Unione il numero di bambini affetti da un eccesso di peso o da obesità aumenta di ben 400 000 casi l'anno e nell’Unione a 25 riguarda quasi un bambino su quattro;

    -          nell’Europa settentrionale la percentuale dei bambini in sovrappeso va dal 10 al 20%, mentre nell’Europa meridionale, nel Regno Unito e in Irlanda è compresa tra il 20 e il 35%.

    L’obesità è dunque una realtà, che ci porta a constatare per strada, in fila al cinema, il crescente numero di individui con un palese eccesso di peso. Si tratta di una realtà tanto più evidente in quanto coinvolge in numero sempre crescente i bambini e gli adolescenti europei.

    Certamente ci sarà sempre qualcuno pronto a insistere che si tratta solo di un’ossessione legata a nuovi canoni estetici, e non di una vera e propria “malattia della civilizzazione” del ventunesimo secolo. In realtà l’obesità (da non confondere con un eccesso di peso o qualche chilo di troppo), come d’altra parte l’anoressia (anche in questo caso niente a che vedere con l’essere semplicemente snelli o un leggermente magri), rappresentano un grave problema di salute fisica.

    E tra l’altro la differenza è notevole: la prevalenza dell’obesità è marcata in tutte le fasce di popolazione, con maggiori rischi di mortalità per patologie associate, come il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie cardiache.

    Viene pertanto accolto con favore il dibattito avviato dalla Commissione con la redazione del Libro verde nel dicembre del 2005, che ha lo scopo di promuovere una riflessione su quali siano i mezzi migliori per contrastare l’obesità e promuovere un’alimentazione sana e un’attività fisica regolare.

    L’iniziativa fa seguito al lancio, nel marzo 2005, della piattaforma d’azione europea per l’alimentazione, l’attività fisica e la salute, che riunisce regolarmente i rappresentanti del settori industriali, le autorità nazionali e le ONG sotto l’egida della DG SANCO.

    La relatrice si congratula tra l’altro per la scelta di un metodo di concertazione aperto e innovativo che si augura permetterà di definire in futuro gli orientamenti delle azioni comuni da intraprendere a livello di Unione europea.

    Per quanto concerne l’elemento “attività fisica”, che rappresenta la metà del problema e quindi della soluzione (i famosi 30 minuti di attività fisica quotidiana suggeriti da numerosi esperti), la relatrice desidera fare subito una precisazione: l’istruzione e lo sport sono innanzitutto competenze nazionali o regionali.

    Certo, i valori educativi dello sport sono stati riconosciuti dal Consiglio europeo di Nizza del dicembre 2000 e il 2004 è stato l’anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, ma ciò non toglie che il margine di manovra dell’Unione è abbastanza ridotto.

    Alcune strade sono indubbiamente ancora da esplorare, per esempio le campagne di sensibilizzazione all’attività fisica attraverso vari media, i partenariati tematici con i 25 ministeri dell’Istruzione e l’EUPEA (European physical education teacher assocation) e soprattutto l’integrazione del capitolo sullo sport nella politica regionale.

    Appare altrettanto importante sottolineare che la risposta delle autorità pubbliche a questa malattia dei tempi moderni è stata tardiva. Occorre precisare che, contrariamente a taluni preconcetti, l’obesità non colpisce solamente i paesi industrializzati, ma ne sono affette anche altre popolazioni, per esempio in Asia o in Oceania, con punte record in Melanesia e in Micronesia, o nei paesi del bacino del Mediterraneo.

    La Commissione europea ha finanziato il suo primo progetto di prevenzione in materia di lotta all’obesità nel 1998 in partenariato con l’università di Creta. A livello di Stati membri, va alla Francia il merito di aver avviato il primo piano nazionale nutrizione e salute nel 2000. Nello stesso anno il Consiglio ha adottato la sua prima risoluzione sulla salute e la nutrizione.

    Da allora la maggioranza degli Stati membri ha adottato misure volte a promuovere un’alimentazione sana e un’attività fisica regolare sin dall’infanzia.

    Per quanto riguarda l’elemento “alimentazione”, hanno utilizzato sia la via legislativa sia quella del Piano d’azione, oppure entrambe, concedendosi anche i mezzi e proponendo tutta una serie di misure di incoraggiamento, gestione o divieto.

    Le azioni intraprese a livello nazionale interessano svariati settori, tra cui:

    -          l’etichettatura nutrizionale di taluni prodotti alimentari (attraverso il “food signposting” introdotto in Regno Unito, Finlandia e Svezia);

    -          la presenza o il ritiro dei distributori automatici di bevande e alimenti a pagamento in taluni istituti scolastici (in Francia e Regno Unito);

    -          la pubblicità diretta ai minori di 12 anni (regolamentata nell’Unione a 25 e vietata solo in Svezia);

    -          gli alimenti e gli additivi rientranti nella composizione delle pietanze nelle mense scolastiche (decisione del governo lettone, applicata dal 1° novembre 2006, di vietare il consumo, da parte dei bambini, di alimenti e bevande con additivi artificiali, coloranti o caffeina);

    -          i prodotti fabbricati con grassi vegetali idrogenati o margarina con una concentrazione importante di acidi grassi trans (la Danimarca ha approvato nel 2003 una legge che riduce l’esposizione agli acidi grassi trans).

    La relatrice ha scelto deliberatamente di citare in questa sede alcuni esempi di iniziative varate dagli Stati membri, molte delle quali ispirate alla linea “prevenzione-divieto”. Tale scelta volontaria permette alla relatrice di delineare sin d’ora l’attuale tendenza del legislatore alla “mano forte” in materia di lotta contro l’obesità, sia attraverso misure volte a vietare taluni componenti alimentari sia mediante avvertimenti al consumatore nel caso di prodotti a elevato contenuto calorico.

    Inoltre, la relatrice ritiene che sia prematuro giudicare in via provvisoria o definitiva le diverse politiche nazionali, in gran parte appena introdotte.

    È questa la prima ragione per cui la relatrice non propone l’estensione a livello europeo di una delle cinque iniziative citate. L’altra ragione è legata alla preferenza personale per le proposte aperte e positive, che mal si conciliano con la logica del divieto, una logica che fa ottenere scarsi risultati con i bambini vista la loro spiccata propensione a sfidare i divieti.

    In più, la filosofia alla base dell’elaborazione della relazione è quella dell’incoraggiamento piuttosto che del divieto di determinati prodotti alimentari.

    La relatrice riconosce che è giunto il momento di abbandonare la logica del “politicamente corretto”, che porta all’inazione: oggi non è più possibile credere che tutti gli alimenti siano uguali dal punto di vista nutrizionale.

    Coglie l’occasione per palesare la profonda convinzione che esistano alimenti sani a elevato contenuto dietetico e cibo “spazzatura” a elevato contenuto calorico. E sono i primi, soprattutto frutta e verdura – il cui consumo è in caduta libera da oltre un decennio e di cui è nota l’importanza per la salute – che dovrebbero rientrare nelle politiche di incoraggiamento dell’Unione europea.

    Per quanto concerne la Politica agricola comune, la relatrice fa proprie le numerose critiche sollevate a proposito della sua mancanza di efficacia. Nella forma attuale la PAC è obsoleta; si deve intraprendere una riforma radicale che fornisca risposte ai produttori di diverse filiere nonché ai consumatori, alla ricerca di un’alimentazione sana e varia, rispondente a obiettivi nutrizionali.

    Associata all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli, la relatrice raccomanda una nuova politica europea che preveda tra gli obiettivi principali il rilancio del consumo di questi tipi di prodotti a elevato contenuto dietetico. È peraltro convinta che una politica d’incoraggiamento (abbassamento dei prezzi, deduzioni fiscali, sovvenzioni di altri tipi) sia preferibile a un sistema basato su un maggiore tassazione dei prodotti calorici (“fat tax”) che andrebbe a penalizzare soprattutto le famiglie europee più modeste.

    Intervenire quindi su più politiche comunitarie, creando tra loro diverse sinergie, rappresenta secondo la relatrice il mezzo più diretto, e forse il più complesso visti i numerosi soggetti coinvolti, di cui dispone l’Europa per garantire il suo valore aggiunto nella lotta per la modifica delle abitudini alimentari e lo stile di vita in generale.

    Tale approccio multisettoriale è in linea con il messaggio formulato dal Consiglio nella sua risoluzione del 14 dicembre 2000, che al punto 12 rileva “che numerose politiche comunitarie, in particolare le politiche in materia di sanità pubblica, agricoltura, pesca, ricerca, trasporti, tutela dei consumatori e mercato interno, hanno un impatto tale che le politiche nutrizionali nazionali possono essere pienamente efficaci solo se nella definizione ed attuazione delle politiche comunitarie interessate si tiene conto degli aspetti inerenti alla sanità nutrizionale”.

    Pertanto si formulano numerose proposte concrete che interessano diverse politiche in cui l’Unione europea può attivarsi. Per esempio:

    -          nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo è importante prevedere una serie di finanziamenti nella tradizionale area tematica “prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie”, ma appare opportuno favorire anche la ricerca su altri fattori e quindi finanziare progetti comuni a più discipline (socioeconomia, salute);

    -          in materia di politica audiovisiva e di protezione dei consumatori la relatrice propone di realizzare un “gentleman’s agreement” tra la Commissione e le industrie dei media europei per cui diventerebbe obbligatoria per le produzioni destinate ai bambini su diversi supporti mediatici (televisione, cinema, Internet e videogiochi) l’indicazione di avvisi di carattere sanitario e ludico volti a sensibilizzare i giovani europei sull’importanza della pratica sportiva e del consumo di frutta e verdura per mantenersi in buona salute;

    -          nell’ambito dell’istruzione e dello sport la Commissione dispone dei mezzi, in partenariato con i ministeri competenti degli Stati membri o le regioni, per avviare una serie di programmi “sport a scuola” in via sperimentale in alcuni istituti, offrendo agli alunni delle scuole selezionate una sacca sportiva con il logo dell’UE contenente l’attrezzatura minima (scarpe, pantaloncini, maglietta);

    -          nel quadro dei fondi strutturali la coesione economica e sociale dell’Unione costituisce uno dei principali obiettivi della costruzione europea. Vista la prevalenza dell’obesità nelle fasce più sfavorite della popolazione, è fondamentale integrare la promozione degli stili di vita sani per le popolazioni delle zone urbane e rurali nel quadro Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), come stabilito per il nuovo periodo 2007-2013.

    Per concludere, la lotta contro l’obesità è appena iniziata e deve diventare una priorità politica per tutti gli Stati membri e anche e soprattutto per l’Europa. L’Unione ha un ruolo fondamentale da svolgere per mettere in linea le politiche comunitarie con le preoccupazioni quotidiane dei cittadini in materia di sanità e di qualità della vita in generale.

    Alimentarsi correttamente deve diventare un’abitudine di vita importante quanto svolgere attività fisica e smettere di fumare per migliorare la propria salute.

    PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (15.11.2006)

    destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

    sulla promozione di diete sane e dell'attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche
    (2006/2231(INI))

    Relatrice per parere: Anna Hedh

    SUGGERIMENTI

    La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    A. considerando che le ragazze, più dei ragazzi, hanno la tendenza ad essere insoddisfatte del proprio aspetto fisico, il che comporta disordini alimentari come l'anoressia e la bulimia,

    B.  considerando che molteplici fattori, come le esigenze professionali e le responsabilità domestiche, rendono sempre più difficile l'integrazione dell'attività fisica nell’organizzazione della giornata,

    C. considerando che lo sport è un fattore importante del processo naturale di socializzazione e che, per il suo ruolo educativo, contribuisce a promuovere valori positivi e sviluppo personale,

    D. considerando che la gravidanza e la menopausa sono due periodi critici per la formazione del sovrappeso nelle donne e che i servizi sanitari nazionali, segnatamente per quanto riguarda la consulenza nutrizionale, non tengono sufficientemente conto di queste tappe fondamentali della vita di una donna,

    E.  considerando che il tasso di mortalità connessa all'obesità è inferiore tra le donne ma che l'incidenza della morbilità e di problemi sanitari connessi alla qualità della vita è molto più elevata presso di loro, e che, dunque, le donne subiscono maggiormente le conseguenze dell'obesità ed hanno una minore tolleranza rispetto agli uomini, sia sul piano fisico che su quello emotivo, per quanto riguarda le deficienze fisiche che ne derivano,

    F.  considerando che per numerosi gruppi di donne, segnatamente quelle che vivono in povertà, l'adozione di uno stile di vita più sano costituisce una problematica complessa;

    1.  incoraggia la Commissione a sviluppare ulteriormente il suo approccio basato sul genere per quanto concerne le condizioni connesse all' obesità e al peso, le diete e l'attività fisica, in particolare in termini di raccolta di dati, diffusione delle migliori prassi e definizione di strategie di comunicazione a livello comunitario;

    2.  rileva l'influenza positiva che le scuole possono esercitare sul comportamento dei bambini e dei giovani; sottolinea che l'offerta, nelle mense scolastiche, di pasti elaborati al momento, preferibilmente con prodotti dell’agricoltura biologica o regionale, dovrebbe essere incoraggiata e finanziata in modo adeguato;

    3.  invita gli Stati membri a includere l'alimentazione e l'attività fisica quali materie giornaliere obbligatorie nei programmi dell'istruzione elementare e nei corsi di economia domestica delle scuole secondarie; invita la Commissione a promuovere nel contesto dei programmi scolastici europei lo scambio di migliori prassi in questi campi;

    4.  sottolinea che la scuola svolge un ruolo importante nell’influenzare gli stili di vita dei bambini e dei giovani; raccomanda che l'educazione al consumo, all’alimentazione e all'attività fisica sia introdotta nei programmi scolastici e che tutti gli studenti partecipino a tali attività;

    5.  invita gli Stati membri a promuovere campagne di sensibilizzazione volte ad incoraggiare, motivare e permettere alle persone di dimagrire attraverso una migliore alimentazione e l’attività fisica;

    6.  raccomanda che gli Stati membri, al momento di mettere a punto le loro strategie sanitarie nazionali, tengano conto della possibilità di promuovere la prescrizione di attività fisica ai pazienti quale misura preventiva per contribuire a combattere i problemi di salute connessi all'obesità e quale pratica intesa al mantenimento del peso o al dimagrimento; invita la Commissione a promuovere in questo ambito lo scambio di migliori prassi tra gli Stati membri;

    7.  invita gli Stati membri, le autorità regionali e locali e le associazioni sportive a stimolare, sostenere e prevedere esercizio fisico ed attività sportive per tutti, nonché a garantire che le ragazze e le donne dispongano di una scelta e di un accesso pari a quelli degli uomini per quanto riguarda le infrastrutture e le attività sportive, tenendo conto delle diverse preferenze di donne e uomini;

    8.  invita gli Stati membri e i datori di lavoro ad incitare i propri dipendenti a partecipare ad attività fisiche e di mantenimento della forma, segnatamente le dipendenti donne che svolgono mansioni ripetitive che possono causare malattie croniche;

    9.  invita gli Stati membri a sensibilizzare maggiormente gli operatori sanitari alle malattie e patologie collegate al peso, comprese le loro cause psicologiche e/o fisiologiche, per migliorare la qualità del trattamento offerto ai pazienti;

    10. invita gli Stati membri e la Commissione a sensibilizzare l'opinione pubblica ai benefici di un'alimentazione sana e della pratica regolare di un'attività fisica, nonché ai potenziali pericoli per la salute che derivano da uno stile di vita sedentario;

    11. sottolinea il ruolo svolto dai mezzi di informazione nella trasmissione delle abitudini alimentari; incoraggia gli Stati membri a cooperare con loro per promuovere un'alimentazione più sana;

    12. incoraggia le parti sociali e gli imprenditori a creare un ambiente di lavoro che permetta di svolgere un'attività fisica, aumentando così il livello di produttività;

    13. invita tutti i settori dell'industria alimentare e della nutrizione - "dalla fattoria alla forchetta" - a partecipare al dibattito in corso e ad assumersi le proprie responsabilità nell'applicazione delle decisioni che ne derivano, in particolare per quanto concerne la ricerca sanitaria, lo sviluppo e l'informazione nutrizionale basati sul genere.

    PROCEDURA

    Titolo

    Promozione di diete sane e dell'attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche

    Riferimenti

    2006/2231(INI)

    Commissione competente per il merito

    ENVI

    Parere espresso da
      Annuncio in Aula

    FEMM
    28.9.2006

    Relatore per parere
      Nomina

    Anna Hedh
    12.9.2006

    Relatore per parere sostituito

     

     

     

     

     

    Esame in commissione

    19.10.2006

    13.11.2006

     

     

     

    Approvazione

    13.11.2006

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    23

    -

    -

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Edit Bauer, Hiltrud Breyer, Maria Carlshamre, Ilda Figueiredo, Věra Flasarová, Lívia Járóka, Piia-Noora Kauppi, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Siiri Oviir, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Marie-Line Reynaud, Teresa Riera Madurell, Raül Romeva i Rueda, Amalia Sartori, Eva-Britt Svensson, Anne Van Lancker, Corien Wortmann-Kool, Anna Záborská

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Anna Hedh, Zita Pleštinská.

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Albert Deß, Viktória Mohácsi

    Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

    ...

    PROCEDURA

    Titolo

    Promuovere le diete sane e l'attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche

    Numero di procedura

    2006/2231(INI)

    Commissione competente per il merito
      Annuncio in Aula dell'autorizzazione

    ENVI

    28.9.2006

    Commissione(i) competente(i) per parere
      Annuncio in Aula

    EMPL

    28.9.2006

    IMCO

    28.9.2006

    FEMM

     

    12.10.2006

     

     

    Pareri non espressi
      Decisione

    EMPL
    18.1.2006

    IMCO

    4.10.2006

     

     

     

    Cooperazione rafforzata
      Annuncio in Aula

     

     

     

     

     

    Relatore(i)
      Nomina

    Frédérique Ries

    29.11.2005

     

    Relatore(i) sostituito(i)

     

     

    Esame in commissione

    3.10.2006

    27.11.2006

     

     

     

    Approvazione

    27.11.2006

    Esito della votazione finale

    +

    -

    0

    42

    5

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Adamos Adamou, Georgs Andrejevs, Irena Belohorská, Johannes Blokland, John Bowis, Frieda Brepoels, Martin Callanan, Dorette Corbey, Chris Davies, Mojca Drčar Murko, Edite Estrela, Jill Evans, Anne Ferreira, Karl-Heinz Florenz, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Gyula Hegyi, Jens Holm, Dan Jørgensen, Christa Klaß, Marie-Noëlle Lienemann, Jules Maaten, Linda McAvan, Roberto Musacchio, Riitta Myller, Péter Olajos, Miroslav Ouzký, Vittorio Prodi, Frédérique Ries, Guido Sacconi, Karin Scheele, Richard Seeber, Kathy Sinnott, Bogusław Sonik, Antonios Trakatellis, Marcello Vernola, Anja Weisgerber

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Margrete Auken, Pilar Ayuso, Philip Bushill-Matthews, Christofer Fjellner, Kartika Tamara Liotard, Miroslav Mikolášik, Ria Oomen-Ruijten, Alojz Peterle

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

     

    Deposito

    6.12.2006

    Osservazioni (disponibili in una sola lingua)