Procedura : 2006/0806(CNS)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0052/2007

Testi presentati :

A6-0052/2007

Discussioni :

PV 28/03/2007 - 19
CRE 28/03/2007 - 19

Votazioni :

PV 29/03/2007 - 8.9
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0096

RELAZIONE     *
PDF 150kWORD 92k
5.2.2007
PE 380.645v02-00 A6-0052/2007

sull'iniziativa della Repubblica d'Austria in vista dell'adozione di una decisione del Consiglio che modifica la decisione 2002/348/GAI del Consiglio del 25 aprile 2002 concernente la sicurezza in occasione di partite di calcio internazionali

(10543/2006 – C6‑0240/2006 – 2006/0806(CNS))

Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Relatore: Giusto Catania

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'iniziativa della Repubblica d'Austria in vista dell'adozione di una decisione del Consiglio che modifica la decisione 2002/348/GAI del Consiglio del 25 aprile 2002 concernente la sicurezza in occasione di partite di calcio internazionali

(10543/2006 – C6‑0240/2006 – 2006/0806(CNS))

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista l'iniziativa della Repubblica d'Austria (10543/2006)(1),

–   visto l'articolo 34, paragrafo 2, lettera c), del trattato UE,

–   visto l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato UE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6‑0240/2006),

–   visti gli articoli 93 e 51 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6‑0052/2006),

1.  approva l'iniziativa della Repubblica d'Austria quale emendata;

2.  invita il Consiglio a modificare di conseguenza l'iniziativa;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare l'iniziativa della Repubblica d'Austria;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Repubblica d'Austria  Emendamenti del Parlamento

Emendamento 1

ARTICOLO 1, PUNTO 1, LETTERA A
Articolo 2, paragrafo 2 (Decisione 2002/348/GAI)

2. Il punto nazionale d'informazione sul calcio ha accesso, in conformità alle norme nazionali e internazionali applicabili in materia, alle informazione relative ai dati di carattere personale concernenti tifosi a rischio.

2. Il punto nazionale d'informazione sul calcio ha accesso, in conformità della legislazione nazionale ed internazionale applicabile in materia, alle informazioni relative ai dati di carattere personale concernenti tifosi a rischio. Tali dati sono esclusivamente trattati in occasione degli incontri di calcio e non possono essere utilizzati per eventuali altre attività.

Emendamento 2

ARTICOLO 1, PUNTO 1 BIS (nuovo)
Articolo 3, paragrafo 3 (Decisione 2002/348/GAI)

 

1 bis) l'articolo 3 paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

 

3. Lo scambio di dati di carattere personale avviene conformemente alla legislazione nazionale e internazionale applicabile, tenendo conto dei principi della convenzione n. 108 del Consiglio

d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale nonché eventualmente della Raccomandazione n. R(87) 15 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa del 17 settembre 1987 tesa a regolamentare l'utilizzo dei dati a carattere personale nel settore della polizia. Lo scambio è inteso a preparare e adottare le misure appropriate per mantenere l'ordine in occasione di un evento calcistico. In particolare, si può trattare di informazioni riguardanti individui che presentano o possono presentare una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici.

(1)

Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


MOTIVAZIONE

In occasione degli incontri di calcio, negli ultimi anni, abbiamo assistito a ricorrenti e costanti manifestazioni di violenza che, di fatto, hanno trasformato la natura spettacolare delle stesse manifestazioni sportive.

Troppi episodi di violenza, tante manifestazioni di intolleranza, espliciti atti di xenofobia e razzismo hanno caratterizzato la metamorfosi di uno degli sport più amati e seguiti dal popolo europeo.

Questi fatti, purtroppo, non sono eventi isolati ma sono iscritti in una trasformazione generale del calcio che è ormai diventato un grande affare con società sportive quotate in Borsa e un giro astronomico di capitali.

Questo elemento ha contribuito ad una lenta ed inesorabile trasformazione degli eventi sportivi, caricandoli di una valenza estranea alla stessa competizione sportiva e alimentando, di conseguenza, ostentazioni barbare della propria appartenenza ad una comunità di tifosi.

Il calcio è uno sport molto popolare e contemporaneamente rappresenta un evento di grande impatto spettacolare, tanto da avere indotto aziende di telecomunicazione a fare grandi investimenti per l’acquisizione dei diritti televisivi delle partite di calcio.

Tuttavia, un elemento insito nella “spettacolarizzazione dell’evento”, organico alla stessa genesi degli incontri di calcio, è rappresentato dalla presenza di pubblico negli stadi, senza il quale la stessa valenza sportiva, oltre che ovviamente quella spettacolare, sarebbe privata di un suo elemento obbligato e necessario.

Alla luce di tali considerazioni è necessario acquisire il dato che le partite di calcio si devono sempre disputare alla presenza di un pubblico e pertanto diventa necessario attuare misure adeguate al fine di far disputare le partite di calcio nella massima tranquillità evitando manifestazioni di violenza e di razzismo.

I recenti drammatici eventi, in occasione dell’incontro della massima serie del campionato italiano di calcio tra Catania e Palermo, che hanno prodotto la morte di un poliziotto in servizio di ordine pubblico allo stadio mostrano che la violenza delle frange estreme di presunti tifosi si accanisce anche contro le forze dell’ordine e non soltanto nei confronti dei tifosi della squadra avversaria. Tali manifestazioni di violenza non sono occasionali e spesso alla fine di una partita di calcio sembra di assistere ad un bollettino di guerra.

A Madrid nel febbraio 2007, in occasione del derby tra Atletico e Real, abbiamo assistito a scene terribili e ad autentici momenti di paura: un gruppo di ultrà ha iniziato a tirare bottiglie, sassi, bastoni contro le forze dell'ordine che hanno reagito a forza di manganelli e sparando proiettili di gomma.

Nella stessa giornata si sono verificati scontri con numerosi feriti nel derby di Belgrado tra Stella Rossa e Partizan e nella partita tra Arsenal e Chelsea la rissa ha coinvolto i calciatori, i quali hanno mostrato una pessima professionalità. Del resto accadimenti simili non riguardano solo le categorie maggiori ma sempre più anche quelle minori.

L’azione di prevenzione in occasione delle partite di football è la priorità e deve sostituirsi alle azioni repressive e alla militarizzazione degli stadi che sembra ormai diventare la prassi più consolidata nel contrasto alla violenza negli stadi.

Il 25 aprile 2002 il Consiglio ha adottato la decisione 2002/348/GAI(1) che prevede la creazione, in ciascuno Stato membro, di un punto nazionale d'informazione sul calcio che funge da punto di contatto per lo scambio delle informazioni di polizia in relazione alle partite di calcio internazionali. Detta decisione stabilisce i compiti e le procedure che ciascun punto nazionale d'informazione sul calcio deve adottare.

Alla luce dell'esperienza acquisita negli ultimi anni, per esempio in occasione del campionato europeo nel 2004, e in base alla valutazione degli esperti riguardo alla cooperazione internazionale di polizia nell'ambito di tale campionato, nonché in seguito all'intensa cooperazione di polizia in occasione di partite internazionali e, in generale, tra squadre a livello europeo, il Consiglio ha scelto di rivedere ed aggiornare la decisione.

Negli ultimi anni il numero dei tifosi che si recano a vedere partite all'estero è costantemente aumentato. Pertanto, secondo il Consiglio, è necessario che gli organismi competenti rafforzino la loro cooperazione e professionalizzino lo scambio di informazioni al fine di prevenire turbative dell'ordine pubblico e di consentire a ogni Stato membro di effettuare un'efficace valutazione dei rischi.

Le modifiche proposte sono il risultato delle esperienze raccolte da vari punti nazionali d'informazione sul calcio nel loro lavoro quotidiano e dovrebbero consentire loro di lavorare in modo più strutturato e professionale, assicurando lo scambio di informazioni di alta qualità.

Tuttavia una delle tre modifiche avanzate dal Consiglio, secondo il relatore, non può essere accolta. I punti nazionali di informazione sul calcio, “le antenne” incaricate di monitorare la presenza dei tifosi negli stadi e di acquisire dati sulla natura delle tifoserie organizzate, sono uno strumento utile e fondamentale che deve, tuttavia, funzionare esclusivamente in applicazione delle legislazioni nazionali e in attuazione delle direttive europee e della convenzioni internazionali a tutela dei dati personali.

Non è accettabile trasformare lo stadio in un territorio “extra legem”, occorre evitare abusi nel controllo di tutti i cittadini che, in quanto tifosi di una squadra di calcio, rischiano di essere classificati come potenziali criminali e, allo stesso tempo, evitare che reati commessi all’interno o in prossimità dello stadio siano derubricati a fenomeni di eccesso di manifestazioni di tifo in un “contesto de-criminalizzato”.

La necessità di attenersi esclusivamente alla legislazione in vigore è un elemento di garanzia per tutti, evitando attuazione di regole o norme che non offrono la stessa protezione dei diritti umani e delle libertà individuali.

Con lo stesso spirito, il relatore ritiene che i dati acquisiti dalle “antenne nazionali” in occasione degli incontri di football internazionali debbano essere conservati ed utilizzati esclusivamente in occasione degli incontri di calcio e non possano essere messi a disposizione delle autorità giudiziarie per altre attività investigative estranee alle manifestazioni sportive.

In caso contrario, la funzione delle antenne nazionali rischierebbe di trasformarsi da strumento di prevenzione degli atti di violenza negli stadi a strumento di controllo sociale che agirebbe in modo indiscriminato.

L’esperienza dei punti di comunicazione nazionale potrebbe essere estesa anche a livello locale, favorendo, in questo modo, una specializzazione delle forze di polizia impegnate nel servizio di ordine pubblico negli stadi.

Tuttavia, un’azione seria di contrasto della violenza negli stadi non può essere oggetto esclusivo della cooperazione di polizia. Il relatore ritiene che occorra in via prioritaria un'azione culturale e sociale che privilegi la prevenzione e l'educazione ai valori interculturali dello sport.

(1)

GU L 121 dell'8.5.2002, pag. 1.


PROCEDURA

Titolo

Sicurezza in occasione di partite di calcio internazionali

Riferimenti

10543/2006 - C6-0240/2006 - 2006/0806(CNS)

Consultazione del PE

14.7.2006

Commissione competente per il merito

               Annuncio in Aula

LIBE

5.9.2006

Relatore(i)

               Nomina

Giusto Catania

13.9.2006

 

 

Esame in commissione

27.11.2006

27.2.2007

 

 

Approvazione

28.2.2007

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

-:

0:

45

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Edit Bauer, Philip Bradbourn, Mihael Brejc, Giuseppe Castiglione, Giusto Catania, Mladen Petrov Chervenyakov, Carlos Coelho, Fausto Correia, Panayiotis Demetriou, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Bárbara Dührkop Dührkop, Kinga Gál, Patrick Gaubert, Roland Gewalt, Lilli Gruber, Jeanine Hennis-Plasschaert, Lívia Járóka, Magda Kósáné Kovács, Barbara Kudrycka, Henrik Lax, Sarah Ludford, Edith Mastenbroek, Claude Moraes, Javier Moreno Sánchez, Martine Roure, Luciana Sbarbati, Inger Segelström, Søren Bo Søndergaard, Manfred Weber, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Simon Busuttil, Marco Cappato, Charlotte Cederschiöld, Gérard Deprez, Giorgos Dimitrakopoulos, Genowefa Grabowska, Sophia in ‘t Veld, Ona Juknevičienė, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Tchetin Kazak, Marian-Jean Marinescu, Hubert Pirker, Marie-Line Reynaud, Luca Romagnoli, Eva-Britt Svensson

Note legali - Informativa sulla privacy