Procedura : 2006/0129(COD)
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Ciclo del documento : A6-0125/2007

Testi presentati :

A6-0125/2007

Discussioni :

PV 21/05/2007 - 18
CRE 21/05/2007 - 18

Votazioni :

PV 22/05/2007 - 9.5
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Testi approvati :

P6_TA(2007)0190

RELAZIONE     ***I
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3.4.2007
PE 378.719v02-00 A6-0125/2007

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE

(COM(2006)0397 – C6‑0243/2006 – 2006/0129(COD))

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Relatrice: Anne Laperrouze

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per la pesca
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE

(COM(2006)0397 – C6‑0243/2006 – 2006/0129(COD))

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2006)0397)(1),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6‑0243/2006),  

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per la pesca (A6-0125/2006),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione  Emendamenti del Parlamento

Emendamento 1

CONSIDERANDO 1

(1) L’inquinamento chimico delle acque di superficie rappresenta una minaccia per l’ambiente acquatico, con effetti quali la tossicità acuta e cronica per gli organismi acquatici, l’accumulo negli ecosistemi e la perdita di habitat e di biodiversità, e una minaccia per la salute umana.

(1) L’inquinamento chimico delle acque di superficie rappresenta una minaccia per l’ambiente acquatico, con effetti quali la tossicità acuta e cronica per gli organismi acquatici, l’accumulo negli ecosistemi e la perdita di habitat e di biodiversità, e una minaccia per la salute umana. È opportuno innanzitutto individuare le cause dell'inquinamento ed arrestare le emissioni alla fonte nel modo più efficace possibile sotto il profilo economico ed ecologico.

Motivazione

Con il presente considerando si fa riferimento al considerando 11 della direttiva quadro sulle acque. Secondo tale testo i guasti arrecati all'ambiente vanno affrontati alla fonte in base al principio della responsabilità dell'inquinatore nonché dei principi della precauzione e dell'azione preventiva.

Emendamento 2

CONSIDERANDO 1 BIS (nuovo)

 

(1 bis) A norma dell'articolo 174 del trattato CE, la politica comunitaria in materia ambientale si basa sui principi di precauzione e d'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio "chi inquina paga".

Emendamento 3

CONSIDERANDO 1 TER (nuovo)

 

(1 ter) Una gestione razionale dei terreni nel quadro di un'agricoltura ecologica è necessaria per garantire una buona qualità delle acque.

Emendamento 4

CONSIDERANDO 2 BIS (nuovo)

 

(2 bis) Gli Stati membri devono applicare le misure necessarie conformemente agli articoli 16, paragrafo 1, e 8 della direttiva 2000/60/CE in vista della riduzione progressiva dell'inquinamento causato da sostanze prioritarie e di abolire o arrestare gradualmente emissioni, scarichi e perdite di sostanze prioritarie pericolose.

Motivazione

L'emendamento mira a chiarire che la proposta è una direttiva derivata dalla direttiva quadro sulle acque e pertanto (come nel caso della direttiva quadro) gli Stati membri non devono essere indotti ad adottare misure che risultino eccessivamente costose o tecnicamente irrealizzabili per raggiungere gli obiettivi della proposta.

Emendamento 5

CONSIDERANDO 4

(4) Dal 2000 sono stati approvati numerosi atti comunitari applicabili a singole sostanze prioritarie che costituiscono misure di controllo dell’inquinamento ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 2000/60/CE. Inoltre, molti provvedimenti di tutela ambientale ricadono nell’ambito di applicazione di altre normative comunitarie in vigore. Occorre pertanto privilegiare l’attuazione e la revisione degli strumenti esistenti piuttosto che istituire nuovi controlli che possono rappresentare dei duplicati.

(4) Dal 2000 sono stati approvati numerosi atti comunitari applicabili a singole sostanze prioritarie che costituiscono misure di controllo dell’inquinamento ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 2000/60/CE. Inoltre, molti provvedimenti di tutela ambientale ricadono nell’ambito di applicazione di altre normative comunitarie in vigore. Occorre pertanto privilegiare, in un primo tempo, l’attuazione e la revisione degli strumenti esistenti piuttosto che istituire nuovi controlli che possono rappresentare dei duplicati. In seguito alla trasmissione dei piani di gestione dei bacini idrografici presentati dagli Stati membri a norma dell'articolo 13 della direttiva 2000/60/CE, compreso il programma di misure stabilite a norma dell'articolo 11 di tale direttiva, tuttavia, la Commissione deve valutare se l'applicazione e la revisione degli strumenti esistenti rispondono pienamente al raggiungimento degli obiettivi della direttiva 2000/60/CE o se è necessaria un'azione specifica ai sensi di tale direttiva.

 

Qualora il rispetto degli standard di qualità ambientale sia possibile solo mediante la limitazione d'uso o il divieto di determinate sostanze, questi provvedimenti vanno resi operanti tramite atti legislativi della Comunità - in vigore o da emanare - in particolare nel quadro del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione e l'autorizzazione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, modifica la direttiva 1999/45/CE e abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE della Commissione.

Motivazione

La Commissione ha deciso di non tener conto dei suoi obblighi a norma della direttiva quadro sulle acque che prevede la presentazione di proposte in materia di misure di controllo delle emissioni entro la fine del 2003. Se anche altri strumenti comunitari possono senz'altro realizzare lo stesso obiettivo, è necessaria una valutazione sulla base del programma di misure presentato dagli Stati membri per appurare se le misure relative ad altri strumenti giuridici siano sufficienti a realizzare gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque.

Per garantire condizioni di concorrenza uniformi in relazione alla variabile localizzazione geografica nonché per motivi di competenza, le limitazioni d'uso e i divieti a carico di determinate sostanze devono essere introdotti mediante norme di diritto comunitario. Il rispetto delle norme di qualità ambientale per la dispersione diffusa di sostanze nell'ambiente idrico non può essere assicurato dai soli provvedimenti nazionali.

Emendamento 6

CONSIODERANDO 4 BIS (nuovo)

 

(4 bis) La direttiva 2000/60/CE comprende all'articolo 12, paragrafo 2, e nella parte B, dell'allegato VI un elenco non esaustivo delle misure supplementari che gli Stati membri possono decidere di adottare quale parte del programma di misure, segnatamente:

 

– strumenti legislativi,

 

– strumenti amministrativi, e

 

– accordi negoziati per la protezione dell'ambiente.

Or. en

Motivazione

Oltre agli strumenti giuridici, le misure "supplementari" descritte all'articolo 11, paragrafo 4, e alla parte B dell'allegato VI della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) andrebbero anch'esse menzionate come possibili soluzioni nei casi in cui gli standard vengano frequentemente superati, in quanto spesso misure più volontarie e stimolanti sono più efficaci di un rigoroso approccio giuridico. In questo modo si contribuirà ad aumentare la base comune della direttiva in quanto tale e la legislazione ambientale in generale.

Emendamento 7

CONSIDERANDO 5

(5) Per quanto riguarda i controlli delle emissioni delle sostanze prioritarie provenienti da fonti puntuali e fonti diffuse di cui all’articolo 16, paragrafi 6 e 8, della direttiva 2000/60/CE, sembra più proporzionato ed economicamente efficace che gli Stati membri, oltre ad attuare le altre normative comunitarie esistenti, ove necessario introducano misure adeguate di controllo nel programma di misure che deve essere predisposto per ciascun bacino idrografico a norma dell’articolo 11 della direttiva 2000/60/CE.

(5) Per quanto riguarda i controlli delle emissioni delle sostanze prioritarie provenienti da fonti puntuali e fonti diffuse di cui all’articolo 16, paragrafi 6 e 8, della direttiva 2000/60/CE, gli Stati membri, oltre ad attuare le altre normative comunitarie esistenti, ove necessario devono introdurre misure adeguate di controllo a norma dell'articolo 10 della direttiva 2000/60/CE nel programma di misure che deve essere predisposto per ciascun bacino idrografico a norma dell’articolo 11 della direttiva 2000/60/CE, applicando, se del caso, l'articolo 10 della direttiva del Consiglio 96/61/CE, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento1.

 

Per garantire condizioni di concorrenza uniformi sul mercato interno, ogni decisione che stabilisce misure di controllo per le fonti puntuali di sostanze prioritarie deve fondarsi sulla nozione delle migliori tecniche disponibili a norma della direttiva 96/61/CE.

 

-------------------

1 GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.

Motivazione

Le misure degli Stati membri concernenti le fonti puntuali hanno ripercussioni sulla competitività dei siti di insediamento e devono quindi basarsi su uniformi norme europee. La direttiva 96/61/CE ha introdotto una norma uniforme europea per i siti delle imprese, ossia il ricorso alle migliori tecniche disponibili. Del pari, l'impostazione combinata a norma dell'articolo 16 della direttiva 2000/60/CE prevede misure comunitarie di controllo delle emissioni.

L'emendamento mira a evitare che si possa eludere quanto prescritto dall'articolo 10 della direttiva quadro sulle acque, che prevede controlli delle emissioni più rigorosi, a prescindere dalle migliori tecniche disponibili qualora ciò sia necessario per conformarsi agli standard di qualità ambientale.

L'emendamento chiarisce che gli Stati membri devono applicare le prescrizioni della direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento, per insistere su controlli più rigorosi delle emissioni, oltre alle migliori tecniche disponibili qualora ciò sia necessario per rispettare gli standard di qualità ambientale.

Emendamento 8

CONSIDERANDO 5 BIS (nuovo)

 

(5 bis) Ai sensi dell'articolo 12 della direttiva 2000/60/CE, qualora uno Stato membro venga a conoscenza di un aspetto che presenta ripercussioni per la gestione delle sue acque, ma che non può essere risolto al suo interno, esso può demandare la questione alla Commissione. Uno Stato membro deve altresì avere la possibilità di demandare una questione qualora le misure comunitarie appaiano più efficaci dal punto di vista dei costi o più adeguate. In tal caso, la Commissione avvia uno scambio di informazioni con tutti gli Stati membri e, se l'azione comunitaria sembra essere l'alternativa migliore, deve pubblicare una relazione e proporre delle misure.

Emendamento 9

CONSIDERANDO 5 BIS (nuovo)

 

(5 bis) Poiché la maggior parte degli altri atti comunitari non sono ancora pienamente approvati e applicati, è attualmente difficile appurare se l'attuazione di tali politiche renderà possibile il conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sull'acqua o se risulterà necessaria una diversa azione comunitaria. Di conseguenza, sarebbe utile esperire una valutazione formale della coerenza e dell'efficacia di tutti gli atti legislativi comunitari che concorrono, in modo diretto o indiretto, alla buona qualità delle acque.

Emendamento 10

CONSIDERANDO 6

(6) La decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2001, relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie in materia di acque e che modifica la direttiva 2000/60/CE istituisce il primo elenco di 33 sostanze o gruppi di sostanze per le quali è richiesto un intervento in via prioritaria a livello comunitario. Tra le sostanze prioritarie in questione alcune sono state classificate come sostanze pericolose prioritarie delle quali occorre eliminare gradualmente o arrestare le emissioni, gli scarichi e le perdite. Alcune di queste sostanze erano in fase di riesame e devono essere classificate.

(6) La decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2001, relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie in materia di acque e che modifica la direttiva 2000/60/CE istituisce il primo elenco di 33 sostanze o gruppi di sostanze per le quali è richiesto un intervento in via prioritaria a livello comunitario. Tra le sostanze prioritarie in questione alcune sono state classificate come sostanze pericolose prioritarie delle quali occorre eliminare gradualmente o arrestare le emissioni, gli scarichi e le perdite. Per le sostanze esistenti in natura o prodotte da processi naturali, non vi è la possibilità di eliminare completamente in modo progressivo emissioni, scarichi e perdite da tutte le fonti potenziali. Alcune di queste sostanze erano in fase di riesame e devono essere classificate. Al fine di realizzare gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE ulteriori sostanze andrebbero aggiunte all'elenco di sostanze prioritarie.

Motivazione

È importante non assumere impegni che sono impossibili da realizzare. Per alcune sostanze che si producono naturalmente l'eliminazione completa non è possibile.

È evidente dal testo dell'articolo 16, paragrafo 8, della direttiva quadro sulle acque, che fa riferimento a un "primo" elenco di sostanze prioritarie, e dalla decisione 2455/2001/CE, che chiede l'aggiunta progressiva di ulteriori sostanze all'elenco, che il "primo" elenco è solo l'inizio e che altre sostanze andrebbero aggiunte per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque.

Emendamento 11

CONSIDERANDO 6 BIS (nuovo)

 

(6 bis) Per le sostanze esistenti in natura o prodotte da processi naturali, quali il cadmio, il mercurio e gli idrocarburi policiclici aromatici, non vi è la possibilità di eliminare completamente scarichi, emissioni e perdite da tutte le fonti potenziali.

Motivazione

La decisione 2455/2001/CE, che definisce l'elenco di sostanze prioritarie, contiene importanti considerando che non sono stati ripresi nella direttiva quadro sulle acque al momento in cui l'elenco di sostanze prioritarie è stato aggiunto quale allegato X. Il considerando proposto, che riprende il considerando 4 della decisione attraverso un emendamento del Parlamento europeo, contribuirebbe alla realizzazione di tale intento.

Emendamento 12

CONSIDERANDO 7

(7) Nell’ottica dell’interesse comunitario e al fine di garantire una regolamentazione più efficace in materia di tutela delle acque di superficie, è opportuno fissare SQA a livello comunitario per gli inquinanti classificati come sostanze prioritarie e lasciare agli Stati membri la facoltà di definire eventuali norme nazionali per gli altri inquinanti, ferma restando l'applicazione delle norme comunitarie del caso. Tuttavia, otto inquinanti, che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE e appartengono al gruppo di sostanze per le quali è necessario raggiungere un buono stato chimico entro il 2015, non sono stati inseriti nell’elenco di sostanze prioritarie. Gli standard comuni fissati per questi inquinanti si sono tuttavia rivelati utili ed è pertanto opportuno che essi continuino ad essere disciplinati a livello comunitario.

(7) Nell’ottica dell’interesse comunitario e al fine di garantire una regolamentazione più efficace in materia di tutela delle acque di superficie, è opportuno fissare SQA a livello comunitario per gli inquinanti classificati come sostanze prioritarie e lasciare agli Stati membri la facoltà di definire norme nazionali per gli altri inquinanti, ferma restando l'applicazione delle norme comunitarie del caso. Tuttavia, otto inquinanti, che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE e appartengono al gruppo di sostanze per le quali è necessario raggiungere un buono stato chimico entro il 2015, non sono stati inseriti nell’elenco di sostanze prioritarie. Gli standard comuni fissati per questi inquinanti si sono tuttavia rivelati utili ed è pertanto opportuno che essi continuino ad essere disciplinati a livello comunitario.

Emendamento 13

CONSIDERANDO 7 BIS (nuovo)

 

(7 bis) Determinate sostanze, se presenti in acque di superficie, sono molto dannose per i pesci ma non figurano negli elenchi degli standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque. Si tratta in particolare dei perfluorottano sulfonati (PFOS) e del tetrabromobifenolo A (TBBP-A). La Commissione, se necessario, deve presentare proposte che stabiliscano anche per queste sostanze standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque.

Motivazione

I PCB, le diossine, i PFOS e il tetrabromobifenolo sono estremamente dannosi per l'ambiente e devono essere inseriti negli elenchi di sostanze cui si applicano gli standard di qualità ambientale.

Emendamento 14

CONSIDERANDO 9

(9) L’ambiente acquatico può essere colpito da inquinamento chimico a breve e a lungo termine; per questo motivo per definire gli SQA occorre basarsi sui dati relativi agli effetti acuti e agli effetti cronici delle sostanze. Ai fini di un’adeguata protezione dell’ambiente acquatico e della salute umana occorre fissare standard di qualità medi annui in grado di garantire una protezione nei confronti dell’esposizione a lungo termine e concentrazioni massime ammissibili per garantire la protezione contro l’esposizione a breve termine.

(9) L’ambiente acquatico può essere colpito da inquinamento chimico a breve e a lungo termine; per questo motivo per definire gli SQA occorre basarsi sui dati relativi agli effetti acuti e agli effetti cronici delle sostanze. Ai fini di un’adeguata protezione dell’ambiente acquatico e della salute umana occorre fissare standard di qualità medi annui in grado di garantire una protezione nei confronti dell’esposizione a lungo termine e concentrazioni massime ammissibili per garantire la protezione contro l’esposizione a breve termine. Il rispetto di concentrazioni massime ammissibili, conformemente all'approccio combinato di cui all'articolo 10 della direttiva 2000/60/CE, in particolare il trattamento di valori isolati e la determinazione di controlli di emissioni, deve essere armonizzato.

Motivazione

Le concentrazioni massime ammissibili sono facilmente influenzabili da valori isolati e non fanno riferimento a un periodo di tempo specifico, ma hanno natura discontinua. Pertanto, pur trattandosi di una necessità nelle procedure per i permessi di emissione, qualsiasi tentativo di valutare o di prevedere tali valori sarà fortemente compromesso. Condizioni di concorrenza paritarie esigono che siano messe a punto norme armonizzate che consentano di far fronte a tali questioni.

Emendamento 15

CONSIDERANDO 10

(10) Per garantire agli Stati membri una certa flessibilità legata alla strategia di monitoraggio nazionale, essi devono poter monitorare questi SQA e successivamente verificarne la conformità nel biota oppure convertirli negli SQA fissati per le acque superficiali. È inoltre compito degli Stati membri definire gli SQA per i sedimenti o il biota, se ciò si rivela necessario e opportuno per integrare gli SQA istituiti in ambito comunitario. Infine, poiché i sedimenti e il biota rimangono matrici importanti perché consentono agli Stati membri di monitorare la presenza di alcune sostanze per valutare l’impatto sul lungo periodo delle attività antropiche e le relative tendenze, gli Stati membri devono far sì che gli attuali livelli di contaminazione nel biota e nei sedimenti non aumentino.

(10) Per garantire agli Stati membri una certa flessibilità legata alla strategia di monitoraggio nazionale, essi devono poter monitorare questi SQA e successivamente verificarne la conformità nel biota oppure convertirli negli SQA fissati per le acque superficiali. È inoltre compito degli Stati membri definire gli SQA per i sedimenti o il biota, se ciò si rivela necessario e opportuno per integrare gli SQA istituiti in ambito comunitario. Infine, poiché i sedimenti e il biota rimangono matrici importanti perché consentono agli Stati membri di monitorare la presenza di alcune sostanze per valutare l’impatto sul lungo periodo delle attività antropiche e le relative tendenze, gli Stati membri devono far sì che gli attuali livelli di contaminazione nel biota e nei sedimenti non aumentino. Al fine di procedere in tal modo, gli Stati membri devono effettuare un monitoraggio delle sostanze prioritarie nel biota e nei sedimenti e comunicarne i risultati alla Commissione. La Commissione deve proporre SQA per il biota e i sedimenti a norma dell'articolo 16, paragrafo 7, della direttiva 2000/60/CE sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.

Motivazione

L'obbligo degli Stati membri di garantire che i livelli esistenti nel biota e nei sedimenti non aumentino diventa esclusivamente teorico se non esistono obblighi concreti di monitoraggio. Gli Stati membri dovrebbero effettuare controlli sui biota e sui sedimenti che, a loro volta, dovrebbero costituire la base dell'azione comunitaria sugli standard di qualità come prescritto dalla direttiva quadro sulle acque.

Emendamento 16

CONSIDERANDO 11 BIS (nuovo)

 

(11 bis). Il piombo, utilizzato nelle attrezzature da pesca, sia per la pesca ricreativa che professionale, è una fonte di inquinamento dell'acqua. Al fine di ridurre il livello di piombo nelle acque di pesca, gli Stati membri incoraggiano il settore a sostituire il piombo con alternative meno pericolose.

Emendamento 17

CONSIDERANDO 11 TER (nuovo)

(11 ter) I policlorobifenili (PCB) e le diossine sono due gruppi di sostanze tossiche, persistenti e bioaccumulabili. I due gruppi di sostanze comportano notevoli rischi per la salute delle persone e l'ambiente, hanno effetti estremamente negativi sulle specie acquatiche e compromettono di conseguenza la vitalità del settore della pesca. Inoltre, la Commissione ha segnalato in varie occasioni la necessità di includere queste sostanze nell'elenco delle sostanze prioritarie. Occorre quindi che la presente direttiva preveda il loro futuro inserimento in detto elenco.

Emendamento 18

CONSIDERANDO 18 BIS (nuovo)

 

(18 bis) Il regolamento (CE) n. 1907/2006 prevede una revisione al fine di valutare l'adeguatezza dei criteri per individuare le sostanze che sono persistenti, bioaccumulative e tossiche. La Commissione deve modificare di conseguenza l'allegato X della direttiva 2000/60/CE non appena saranno stati modificati i criteri del regolamento (CE) n. 1907/2006.

Motivazione

I criteri PBT a norma di REACH sono risultati carenti. Sono così rigidi che non vengono pressoché individuate sostanze PBT. Purtroppo gli stessi criteri sono stati applicati alla revisione dell'allegato X della direttiva 2000/60/CE. Non appena saranno stati corretti i criteri relativi alle sostanze PBT a norma di REACH, la Commissione dovrebbe rivedere l'allegato X.

Emendamento 19

CONSIDERANDO 22 BIS (nuovo)

 

(22 bis) Conformemente all'articolo 174 del trattato, quale ribadito dalla direttiva 2000/60/CE, la Comunità deve tener conto, in sede di elaborazione della sua politica dell'ambiente, dei dati scientifici e tecnici disponibili, delle condizioni ambientali nelle varie regioni della Comunità, dello sviluppo economico e sociale della Comunità nel suo insieme e dello sviluppo equilibrato delle sue regioni nonché dei vantaggi e dei costi che possono risultare dall'azione o dalla mancanza di azione.

Motivazione

Sembra utile sottolineare la diversità delle situazioni locali in termini di stato chimico dell'acqua come pure che le norme e le misure di controllo devono fondarsi sulle tecniche e i dati scientifici più recenti (Considerando 12 della direttiva quadro).

Emendamento 20

ARTICOLO 1

La presente direttiva istituisce standard di qualità ambientale per le sostanze prioritarie e per alcuni altri inquinanti.

La presente direttiva istituisce misure per limitare l'inquinamento delle acque e standard di qualità ambientale per le sostanze prioritarie e per alcuni altri inquinanti al fine di:

 

a) ridurre scarichi, emissioni e perdite di sostanze prioritarie entro il 2015; e

 

b) arrestare gli scarichi, le emissioni e le perdite di sostanze prioritarie pericolose, conformemente agli articoli 1, 4 e 16 della direttiva 2000/60/CE, per realizzare un buono stato chimico in tutte le acque di superficie. L'obiettivo è anche di evitare qualsiasi ulteriore deterioramento e di realizzare entro il 2020 concentrazioni vicine ai livelli di fondo naturale per tutte le sostanze esistenti in natura e concentrazioni vicine allo zero per tutte le sostanze sintetiche antropogeniche, conformemente agli accordi internazionali sulla protezione del mare.

 

Gli obiettivi definiti dalla presente direttiva vanno considerati come obiettivi a norma dell'articolo 4 della direttiva 2000/60/CE.

 

La Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, presenta entro il 2020 al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul successo dell'applicazione della presente direttiva

Or. en

Motivazione

L'emendamento chiarisce che la proposta include misure volte a ridurre e arrestare l'inquinamento.

L'emendamento fa riferimento agli obiettivi ultimi della direttiva quadro sulle acque e dimostra che il fine non è solo di tutelare l'ambiente e la salute umana, ma anche di procedere in tal senso nell'ambito degli obiettivi più ampi della direttiva quadro sulle acque, stabiliti all'articolo 16. È d'importanza fondamentale che la Commissione riesamini l'applicazione della presente direttiva per garantire che tali obiettivi siano raggiunti.

Emendamento 21

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, COMMA 1

1. Gli Stati membri garantiscono che la composizione delle loro acque di superficie risponda agli standard di qualità ambientale fissati per le sostanze prioritarie, espressi come media annua e come concentrazione massima ammissibile, che figurano all’allegato I, parte A, e agli standard di qualità ambientale fissati per gli inquinanti che figurano all’allegato I, parte B.

1. Al fine di raggiungere un buono stato chimico dei corpi idrici superficiali, conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 2000/60/CE, gli Stati membri garantiscono che la composizione di tali corpi idrici di superficie, dei loro sedimenti e del loro biota risponda agli standard di qualità ambientale fissati per le sostanze prioritarie che figurano all’allegato I, parte A, e agli standard di qualità ambientale fissati per gli inquinanti che figurano all’allegato I, parte B.

Motivazione

La proposta mira a definire norme per un buono stato chimico dei corpi idrici superficiali. Tuttavia, nella sua formulazione attuale, fisserebbe obiettivi (connessi a tutte le acque di superficie piuttosto che a corpi idrici superficiali) che non sono contemplati dalla direttiva quadro. L'emendamento mira pertanto a garantire la coerenza con l'articolo 4 della direttiva quadro.

L'emendamento chiarisce inoltre quanto è già chiaramente specificato all'articolo 16, paragrafo 7, della direttiva quadro sulle acque, e cioè che la Commissione presenta proposte relative a SQA nelle acque di superficie, nei sedimenti e nel biota.

Emendamento 22

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, COMMA 1 BIS (nuovo)

(1) Gli Stati membri garantiscono che la composizione delle loro acque di superficie risponda agli standard di qualità ambientale fissati per le sostanze prioritarie, espressi come media annua e come concentrazione massima ammissibile, che figurano all’allegato I, parte A, e agli standard di qualità ambientale fissati per gli inquinanti che figurano all’allegato I, parte B.

(1) Gli Stati membri garantiscono che la composizione delle loro acque di superficie risponda agli standard di qualità ambientale fissati per le sostanze prioritarie, espressi come media annua e come concentrazione massima ammissibile, che figurano all’allegato I, parte A, e agli standard di qualità ambientale fissati per gli inquinanti che figurano all’allegato I, parte B.

 

Gli Stati membri adottano tutti i provvedimenti necessari affinché le imprese che immettono nell'ambiente idrico acque reflue contenenti sostanze prioritarie, utilizzino le migliori tecniche disponibili ai fini sia della produzione che del trattamento delle acque reflue. A tal fine, gli Stati membri dovranno basarsi sui risultati dello scambio di informazioni ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2 della direttiva 96/61/CE.

Gli Stati membri garantiscono la conformità agli standard di qualità ambientale secondo le disposizioni dell’allegato I, parte C.

Gli Stati membri garantiscono la conformità agli standard di qualità ambientale secondo le disposizioni dell’allegato I, parte C.

Motivazione

Prevedendo il ricorso alle "migliori tecniche disponibili" di cui alla direttiva 96/61/CE si consente agli Stati membri di ridurre efficacemente e uniformemente in tutta Europa le emissioni di sostanze prioritarie provenienti da fonti puntuali, senza provocare distorsioni di concorrenza e in armonia con i principi di prevenzione e di responsabilità dell'inquinatore.

Emendamento 23

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, COMMA 2 BIS (nuovo)

 

Gli Stati membri devono migliorare le conoscenze e i dati disponibili sulle fonti delle sostanze prioritarie e le vie di inquinamento onde individuare opzioni per controlli mirati ed efficaci.

Emendamento 24

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1 BIS (nuovo)

 

1 bis. Quando un corso d'acqua attraversa uno o più Stati membri, occorre procedere al coordinamento dei programmi di monitoraggio e degli inventari nazionali, al fine di evitare la penalizzazione degli Stati membri a valle.

Motivazione

È importante coordinare il monitoraggio sui corsi d'acqua che attraversano diversi Stati membri al fine di affrontare l'inquinamento alla fonte.

Emendamento 25

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 2

2. Gli Stati membri provvedono affinché, in base al monitoraggio dello stato delle acque effettuato a norma dell’articolo 8 della direttiva 2000/60/CE, le concentrazioni delle sostanze elencate all’allegato I, parti A e B, non aumentino nei sedimenti e nel biota.

2. Gli Stati membri provvedono affinché, in base al monitoraggio dello stato delle acque effettuato a norma dell’articolo 8 della direttiva 2000/60/CE, le concentrazioni delle sostanze elencate all’allegato I, parti A e B, non aumentino nelle acque, nei sedimenti e nel biota.

Or. en

Motivazione

L'emendamento chiarisce che la proposta comprende le misure volte a ridurre e ad eliminare l'inquinamento.

Emendamento 26

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 3, COMMA 2

Al fine di monitorare la conformità agli standard di qualità ambientale delle sostanze elencate al primo comma, gli Stati membri introducono uno standard più severo per le acque in sostituzione dello standard dell’allegato I, parte A, oppure definiscono uno standard supplementare per il biota.

Al fine di monitorare la conformità agli standard di qualità ambientale delle sostanze elencate al primo comma, gli Stati membri introducono uno standard più severo per le acque in sostituzione dello standard dell’allegato I, parte A, oppure definiscono uno standard supplementare per il biota.

 

Il monitoraggio di altre sostanze di cui all'allegato I può inoltre essere effettuato nei sedimenti o nel biota anziché nell'acqua se gli Stati membri ritengono che ciò sia più adeguato ed efficace sotto il profilo dei costi. Se vengono evidenziate notevoli concentrazioni di sostanze e gli Stati membri ritengono che esista il rischio di un mancato rispetto degli standard di qualità ambientale per le acque, viene effettuato un monitoraggio nelle acque per garantire il rispetto degli standard di qualità ambientale delle acque.

Motivazione

Al fine di garantire per quanto possibile che emergano i problemi connessi alle sostanze prioritarie nell'ambiente acquatico, gli Stati membri dovrebbero avere la flessibilità di monitorare le sostanze dell'allegato I nei sedimenti o nei biota se ritengono che ciò sia più adeguato ed efficace sotto il profilo dei costi. Se però vengono evidenziate notevoli concentrazioni di sostanze, occorre effettuare un monitoraggio complementare nelle acque.

Emendamento 27

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 3 BIS (nuovo)

 

3 bis. La Commissione, entro 12 mesi dalla presentazione degli inventari da parte degli Stati membri, avanza una proposta in materia di standard di qualità applicabili alle concentrazioni delle sostanze prioritarie nei sedimenti o nel biota.

Motivazione

L'obbligo degli Stati membri di garantire che gli attuali livelli nel biota e nei sedimenti non aumentino richiede un intervento comunitario sugli standard di qualità, come richiesto dall'articolo 16, paragrafo 7, della direttiva quadro sulle acque. L'idoneo termine sarebbe un anno dopo la notifica da parte degli Stati membri dei risultati sulle sostanze prioritarie nei sedimenti e nel biota.

Emendamento 28

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 3 BIS (nuovo)

 

3 bis. Gli Stati membri devono conformarsi alle disposizioni della direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998, relativa alla qualità delle acque potabili e all'articolo 7 della direttiva 2000/60/CE per quanto riguarda la gestione delle acque di superficie utilizzate per l'estrazione di acqua potabile. La presente direttiva si applica quindi senza pregiudizio delle disposizioni che impongono norme più rigorose.

Motivazione

L'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva quadro sulle acque cita esplicitamente la tutela delle acque potabili. La presente direttiva riguarda la protezione dei corpi idrici in generale. I corpi idrici destinati all'estrazione di acqua potabile devono essere oggetto di misure e di norme più specifiche, in modo da essere più conformi alle disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 3, della direttiva quadro (riduzione della depurazione).

Emendamento 29

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 4

4. La Commissione esamina i progressi tecnico-scientifici, comprese le conclusioni delle valutazioni del rischio di cui all’articolo 16, paragrafo 2, lettere a) e b), della direttiva 2000/60/CE, ed eventualmente propone la revisione degli standard di qualità ambientale che figurano all’allegato I, parti A e B, della presente direttiva.

4. La Commissione esamina i progressi tecnico-scientifici, utilizzando sistematicamente la banca dati istituita ai sensi del regolamento (CE) n. 1907/2006 ai fini dello screening delle sostanze che sono dannose per gli organismi acquatici, nonché per le sostanze bioaccumulabili o persistenti, comprese le conclusioni delle valutazioni del rischio di cui all’articolo 16, paragrafo 2, lettere a) e b), della direttiva 2000/60/CE, e propone almeno ogni quattro anni la revisione degli standard di qualità ambientale che figurano all’allegato I, parti A e B, della presente direttiva.

Motivazione

L'emendamento garantisce che la Commissione utilizzi i dati che si rendono disponibili attraverso REACH per individuare ulteriori sostanze prioritarie e chiarisce che è mantenuto l'obbligo della Commissione, derivante dall'articolo 16, paragrafo 4, di rivedere la propria proposta almeno ogni quattro anni.

Emendamento 30

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 5

5. La Commissione può istituire, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, i metodi di calcolo obbligatori menzionati nell’allegato I, parte C, punto 3, secondo paragrafo, della presente direttiva.

5. Per mettere a punto un metodo di calcolo coerente e armonizzato, la Commissione deve istituire, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, ed entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva, le metodologie obbligatorie almeno per quanto riguarda le questioni menzionate nell’allegato I, parte C, punto 3, secondo paragrafo, della presente direttiva.

Motivazione

Le esperienze sul campo in tale settore hanno dimostrato che, allorché le procedure analitiche e di campionatura non sono condotte conformemente alle norme, il confronto dei risultati e l'efficacia dei rilievi possono non essere pertinenti. Attualmente non esiste alcun metodo di controllo appropriato o standardizzato per talune sostanze.

Per fornire il medesimo livello di protezione ed evitare distorsioni della concorrenza negli Stati membri è necessaria una metodologia obbligatoria. Per integrare la corrispondente disposizione dell'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE, viene introdotto un termine di tempo entro il quale definire tali metodi.

Emendamento 31

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 4 BIS (nuovo)

 

La Commissione esamina l'informazione scientifica e i progressi tecnici più recenti per quanto riguarda le sostanze che si accumulano nei sedimenti e nel biota ed elabora SQA in materia.

Motivazione

Sarebbe più opportuno effettuare un controllo delle sostanze cumulative dei sedimenti e del biota piuttosto che dell'acqua.

Emendamento 32

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 5 BIS (nuovo)

 

5 bis) Qualora per il raggiungimento degli standard di qualità ambientale si renda necessario vietare determinate sostanze, la Commissione presenta idonee proposte per la modifica degli atti legislativi vigenti o per l'emanazione di nuovi atti a livello comunitario.

Motivazione

Occorre indurre la Commissione a contrastare i fenomeni di inquinamento idrico che sono eliminabili efficacemente con limitazioni della produzione e dell'uso di determinate sostanze, mediante atti legislativi europei egualmente vincolanti per tutti gli Stati membri, da adottare in particolare nel quadro del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH).

Emendamento 33

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 5 TER (nuovo)

 

5 ter) Qualora, ai fini dell'applicazione dei principi di responsabilità dell'inquinatore e di prevenzione nonché di un'attuazione uniforme da parte degli Stati membri, per determinati impianti, sostanze o fonti puntuali occorra adottare valori limite di emissione a livello comunitario o la loro introduzione sia necessaria per conseguire gli standard di qualità ambientale, la Commissione presenta proposte ai sensi dell'articolo 18 della direttiva 96/61/CE.

Motivazione

La direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento prevede il ricorso a valori limite di emissione comunitari in particolare nel caso in cui dallo scambio di informazioni di cui all'articolo 16 della medesima direttiva deriva l'obbligo della Commissione di agire. Valori limite comunitari sono sempre richiesti ove, nel corso di vari anni, le differenze nell'applicazione fra gli Stati membri abbiano comportato la violazione dei principi fondamentali del diritto ambientale comunitario, ossia il principio di precauzione e il principio "chi inquina paga", e provocato un inquinamento evitabile dell'ambiente, nonché qualora tale stato di cose abbia concorso a creare gravi distorsioni concorrenziali nel mercato interno (dumping ambientale).

Emendamento 34

ARTICOLO 2 BIS (nuovo)

 

Articolo 2 bis

 

Per conseguire la finalità sancita all'articolo 2, gli Stati membri possono fissare limiti all'uso o allo scarico di sostanze oltre i limiti stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE e dal regolamento XX/XXXX/CE che la sostituisce, o da altri atti legislativi comunitari.

Motivazione

La presente direttiva non prevede la possibilità di adottare misure supplementari di controllo delle emissioni. Gli Stati devono avere tutto il diritto di varare autonomamente siffatte misure in caso di necessità.

Emendamento 35

ARTICOLO 3, PARAGRAFO 1

1. Gli Stati membri designano aree transitorie nell’ambito delle quali le concentrazioni di uno o più inquinanti possono superare gli standard di qualità ambientale applicabili a condizione che tale superamento non abbia conseguenze sulla conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard.

1. Qualora per una o più fonti puntuali non esistano soluzioni tecniche per deputare le acque reflue in misura sufficiente, gli Stati membri designano aree transitorie nell’ambito delle quali le concentrazioni di uno o più inquinanti a condizioni di flusso ridotto superino gli standard di qualità ambientale applicabili a condizione che tale superamento non abbia conseguenze sulla conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard.

 

Gli Stati membri prevedono un piano d'azione per ridurre la portata e la durata di ciascuna area transitoria di superamento nell'ambito della gestione del bacino idrografico di cui all'articolo 13 della direttiva 2000/60/CE al fine di raggiungere i previsti standard di qualità ambientali entro e non oltre il 2018.

2. In ciascun caso gli Stati membri delimitano l’estensione delle parti dei corpi idrici superficiali adiacenti ai punti di scarico suscettibili di essere classificate come aree transitorie di superamento, tenuto conto delle pertinenti disposizioni del diritto comunitario.

2. In ciascun caso gli Stati membri delimitano l’estensione delle parti dei corpi idrici superficiali adiacenti ai punti di scarico suscettibili di essere classificate come aree transitorie di superamento, tenuto conto delle pertinenti disposizioni del diritto comunitario.

Gli Stati membri descrivono ogni delimitazione nei rispettivi piani di gestione dei bacini idrografici di cui all’articolo 13 della direttiva 2000/60/CE.

Gli Stati membri descrivono ogni delimitazione nei rispettivi piani di gestione dei bacini idrografici di cui all’articolo 13 della direttiva 2000/60/CE.

3. Gli Stati membri procedono al riesame delle autorizzazioni di cui alla direttiva 96/61/CE o mettono in atto la disciplina preventiva di cui all’articolo 11, paragrafo 3, lettera g), della direttiva 2000/60/CE, al fine di ridurre progressivamente l’estensione di ciascuna area transitoria di superamento ai sensi del paragrafo 1 che viene individuata nei corpi idrici interessati da scarichi di sostanze prioritarie.

3. Gli Stati membri procedono al riesame delle autorizzazioni di cui alla direttiva 96/61/CE o mettono in atto la disciplina preventiva di cui all’articolo 11, paragrafo 3, lettera g), della direttiva 2000/60/CE, al fine di ridurre progressivamente l’estensione di ciascuna area transitoria di superamento ai sensi del paragrafo 1 che viene individuata nei corpi idrici interessati da scarichi di sostanze prioritarie.

4. La Commissione può definire, secondo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, il metodo che gli Stati membri devono applicare per individuare le aree transitorie di superamento dei valori prestabiliti.

4. La Commissione definisce, secondo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, il metodo che gli Stati membri devono applicare per individuare le aree transitorie di superamento dei valori prestabiliti.

Emendamento 36

ARTICOLO 3, PARAGRAFO 2 BIS (nuovo)

 

2 bis. Nel caso di corsi d'acqua transfrontalieri, è necessario l'assenso dell'altro Stato membro interessato ai fini della determinazione dell'area transitoria di superamento dei valori.

Motivazione

Nel caso di corsi d'acqua transfrontalieri, la quantità di sostanza prioritaria, superiore ai valori limiti consentiti, scaricata nell'acqua in conformità di un'autorizzazione rilasciata da uno Stato membro non sempre diminuisce sino al livello indicato dalla direttiva nel momento in cui tale corso d'acqua attraversa la frontiera. Tuttavia, l'osservanza della direttiva può essere richiesta dagli Stati membri a valle solo se l'acqua già "estremamente inquinata" entra nei loro territori con il loro consenso.

Emendamento 37

ARTICOLO 3 BIS (nuovo)

 

Articolo 3 bis

 

Metodi di controllo delle emissioni applicati dagli Stati membri

 

1. Per conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1, gli Stati membri stabiliscono piani integrati per il controllo delle emissioni e misure di graduale eliminazione delle sostanze prioritarie e delle sostanze prioritarie pericolose nel quadro del programma di misure previsto dall'articolo 11 della direttiva 2000/60/CE. I piani contengono almeno:

 

a) i risultati delle analisi effettuate conformemente all'articolo 4;

 

b) gli obiettivi relativi alle sostanze, compreso per quanto riguarda volumi e bilanci di massa;

 

c) le strategie settoriali riguardanti le principali fonti di inquinamento (soprattutto per quanto riguarda l'industria, l'agricoltura, le foreste, i nuclei domestici, il sistema sanitario e i trasporti);

 

d) le misure di riduzione dell'inquinamento diffuso dovuto a perdite di sostanze di prodotti;

 

e) le misure per la sostituzione di sostanze prioritarie pericolose;

 

f) gli strumenti comprendenti misure economiche in conformità con l'articolo 9 della direttiva 2000/60/CE;

 

g) gli standard di emissione che integrano le attuali normative CE;

 

h) le misure in materia di informazione, consulenza e formazione.

 

2. I piani devono essere elaborati sulla base di criteri trasparenti e rivisti nel quadro della revisione dei programmi di misure. Gli Stati membri riferiscono alla Commissione e al pubblico ogni tre anni in merito all'andamento dell'applicazione e alle modalità con cui le misure hanno contribuito a conseguire gli obiettivi della presente direttiva.

Motivazione

Garantisce l'osservanza degli articoli 10 e 16 della direttiva quadro sulle acque.

Emendamento 38

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1

1. In base alle informazioni raccolte a norma degli articoli 5 e 8 della direttiva 2000/60/CE e del regolamento (CE) n. 166/2006, gli Stati membri istituiscono un inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di tutte le sostanze prioritarie e degli inquinanti inseriti nell’allegato I, parti A e B, e relativi a ciascun bacino idrografico o parte di esso all’interno del loro territorio.

1. In base alle informazioni raccolte a norma degli articoli 5 e 8 della direttiva 2000/60/CE o di altri dati disponibili, e del regolamento (CE) n. 166/2006, gli Stati membri istituiscono un inventario, corredato di eventuale mappatura, delle emissioni, degli scarichi, delle perdite e delle relative fonti nonché di tutte le fonti originarie di sostanze prioritarie (fonti puntuali e diffuse d'inquinamento) e degli inquinanti inseriti nell'allegato II o nell’allegato I, parti A e B, e relativi a ciascun bacino idrografico o parte di esso all’interno del loro territorio, specificandone le concentrazioni per i sedimenti e il biota.

Gli Stati membri inseriscono nell'inventario tutte le misure di controllo delle emissioni adottate per sostanze prioritarie e inquinanti elencate nelle parti A e B dell'allegato I.

Motivazione

È necessario specificare chiaramente che l'inventario deve indicare le fonti delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di sostanze prioritarie e di altri inquinanti. Ai fini di una migliore trasparenza, sarebbe opportuno redigere una mappatura di tali fonti.

Dal momento che gli Stati membri hanno l'obbligo di ridurre o eliminare le emissioni di sostanze prioritarie, gli Stati membri dovrebbero inserire nell'inventario informazioni in merito alle misure adottate a tal fine

È aggiunta l'espressione "fonti originarie" in modo da garantire che le stazioni di depurazione siano considerate alla stregua di fonti di sostanze prioritarie. Infatti, queste ultime non generano sostanze prioritarie, né sono state concepite per eliminarle. L'inventario dovrebbe pertanto riguardare le fonti "originarie" situate a monte della stazione di depurazione collegata alla rete collettrice urbana. Inoltre, tale inventario non dovrebbe riguardare unicamente le fonti puntuali d'inquinamento, bensì anche le fonti diffuse.

Emendamento 39

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1 BIS (nuovo)

 

1 bis. Gli Stati membri predispongono programmi specifici di sorveglianza per i sedimenti e il biota, individuando le specie e i tessuti da analizzare nonché il modo in cui esprimere i risultati in funzione delle variazioni stagionali degli organismi.

Emendamento 40

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, COMMA 2 BIS (nuovo)

 

Al momento di compilare gli inventari, gli Stati membri possono utilizzare informazioni su emissioni, scarichi e perdite che sono state raccolte dalla data di entrata in vigore della direttiva 2000/60/CE, purché ottemperino ai medesimi requisiti qualitativi applicati alle informazioni di cui al paragrafo 1.

Motivazione

Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di presentare i risultati di "azioni precedenti". In sede di valutazione dei progressi, la Commissione deve tener conto di tali informazioni supplementari.

Emendamento 41

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 4 BIS (nuovo)

 

4 bis. Emissioni, scarichi e perdite delle sostanze prioritarie devono essere gradualmente ridotti o arrestati, per cui è necessario che gli Stati membri corredino il loro inventario di uno scadenzario adattato al conseguimento di tali obiettivi.

Emendamento 42

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 5

5. La Commissione verifica che le emissioni, gli scarichi e le perdite che risultano dall’inventario siano conformi, entro il 2025, agli obblighi di riduzione dell’inquinamento o di arresto delle emissioni, degli scarichi e delle perdite istituiti dall’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE.

5. La Commissione verifica entro il 2012 che le emissioni, gli scarichi e le perdite che risultano dall’inventario possano prevedibilmente essere conformi, entro il 2015, agli obblighi di riduzione dell’inquinamento e di arresto delle emissioni, degli scarichi e delle perdite istituiti dall’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE. La Commissione presenta una relazione su tale verifica al Parlamento europeo e al Consiglio. Qualora dalla relazione emerge che è improbabile pervenire a tale conformità, essa propone le necessarie misure comunitarie entro il 2013 conformemente all'articolo 251 del trattato CE.

Motivazione

In base all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva quadro sulle acque, gli Stati membri adottano le misure necessarie conformemente all'articolo 16, paragrafi 1 e 8, allo scopo di ridurre progressivamente o di arrestare l'inquinamento; non è quindi accettabile aspettare fino alla fine del 2025 per verificare la conformità. Una tale verifica deve avvenire almeno a medio termine e si deve intraprendere un'azione comunitaria se dalla verifica emerge che è improbabile che si realizzi detta conformità.

Emendamento 43

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 5, COMMA 1 BIS (nuovo)

 

Al momento di effettuare la verifica, la Commissione tiene conto:

 

- della fattibilità tecnica e della proporzionalità;

 

- dell'applicazione delle migliori tecniche disponibili;

 

- dell'esistenza di concentrazioni di fondo naturali.

Motivazione

Al momento di valutare i progressi effettuati dagli Stati membri per raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE, la Commissione tiene conto delle condizioni che limitano il campo di applicazione di eventuali misure.

Emendamento 44

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 6

6. La Commissione può definire, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, il metodo di calcolo che gli Stati membri devono utilizzare per l’istituzione degli inventari.

6. La Commissione definisce, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, le specifiche tecniche per le analisi, nonché il metodo di calcolo che gli Stati membri devono utilizzare per l’istituzione degli inventari.

Emendamento 45

ARTICOLO 4 BIS (nuovo)

 

Articolo 4 bis

 

Misure per ridurre l'inquinamento da sostanze prioritarie

 

1. Al fine di conseguire gli obiettivi di riduzione dell'inquinamento da sostanze prioritarie e da sostanze prioritarie pericolose definiti conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) iv), della direttiva 2000/60/CE, gli Stati membri provvedono a che il programma di misure, elaborato conformemente all'articolo 11 della presente direttiva, tenga altresì conto delle misure di prevenzione o di controllo riguardanti le fonti di inquinamento puntuali e diffuse, nonché delle Norme di Qualità Ambientale definite dalla presente direttiva.

 

2. In base agli articoli 4 e 12 della direttiva 2000/60/CE e per raggiungere gli obiettivi in essa specificati, gli Stati membri devono stabilire se vi sia necessità di rivedere l'applicazione delle misure vigenti o l'introduzione di nuove misure per la riduzione e il controllo dell'inquinamento da stanze prioritarie e da sostanze prioritarie pericolose. Allorché sia meglio adottare tali misure a livello comunitario, la Commissione deve proporre le misure opportune a livello comunitario.

 

3. Nel corso della relazione sull'attuazione dell'articolo 18, paragrafo 1 della direttiva 2000/60/CE la Commissione deve svolgere una valutazione formale di coerenza e di efficacia di tutti gli atti legislativi comunitari con un impatto diretto e indiretto sulla buona qualità delle acque. Tale valutazione consentirà che misure comunitarie siano proposte, adattate o attuate a seconda della necessità.

 

4. Conformemente all'articolo 16, paragrafo 8 della direttiva 2000/60/CE, la Commissione deve proporre metodi di controllo delle emissioni per tutte le fonti basate sulle migliori tecnologie disponibili e prassi ambientali che devono essere utilizzate dagli Stati membri.

Emendamento 46

ARTICOLO 4 BIS (nuovo)

Articolo 4 bis

 

Inclusione di diossine e PCB

 

In conformità delle disposizioni di cui all'articolo 16 della direttiva 2000/60/CE ed entro il 31 gennaio 2008, la Commissione presenta una proposta di revisione della presente direttiva intesa a includere le diossine e i PCB nell'elenco di sostanze prioritarie figuranti nell'allegato II e inserisce nell'allegato I i corrispondenti standard di qualità ambientale.

Emendamento 47

ARTICOLO 4 TER (nuovo)

 

Articolo 4 ter

 

Inquinamento proveniente da paesi terzi

 

La Commissione presenta entro un anno dall'entrata in vigore della presente direttiva una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle situazioni di inquinamento proveniente da paesi terzi. Sulla base di tale relazione, e ove ciò sia giudicato necessario, il Parlamento europeo e il Consiglio inviteranno la Commissione a formulare proposte.

Motivazione

La Commissione europea deve affrontare la questione dell'inquinamento proveniente da Stati terzi.

Emendamento 48

ARTICOLO 9, PARAGRAFO 1, COMMA 1

1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [18 mesi dall’entrata in vigore della presente direttiva]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [18 mesi dall’entrata in vigore della presente direttiva]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni e forniscono una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Emendamento 49

ARTICOLO 9 BIS (nuovo)

 

Articolo 9 bis

 

Azione comunitaria supplementare

 

La Commissione predispone procedure chiare e trasparenti istitutive di un contesto razionalizzato e mirato per la comunicazione, da parte degli Stati membri, di informazioni sulle sostanze prioritarie atte a potenziare il processo decisionale comunitario e consentire di predisporre, in futuro, SQA armonizzati per i sedimenti o biota, nonché controlli di emissione supplementari.

Emendamento 50

ALLEGATO I, TITOLO DELL'ALLEGATO E DELLA PARTE A

ALLEGATO I: STANDARD DI QUALITÀ AMBIENTALE PER LE SOSTANZE PRIORITARIE E ALCUNI ALTRI INQUINANTI

ALLEGATO I: STANDARD DI QUALITÀ AMBIENTALE PER LE SOSTANZE PRIORITARIE

PARTE A: Standard di qualità ambientale (SQA) per le sostanze prioritarie nelle acque di superficie

Standard di qualità ambientale (SQA) nelle acque di superficie

Motivazione

Non vi è alcuna giustificazione per differenziare le sostanze prioritarie e gli altri inquinanti. È pertanto logico raggrupparle in una sola tabella.

Emendamento 51

ALLEGATO I, PARTE B, TITOLO

PARTE B: STANDARD DI QUALITÀ AMBIENTALE (SQA) PER ALTRI INQUINANTI

Soppresso

Motivazione

Nel caso in cui sarà adottato l'emendamento 16, l'insieme delle sostanze inquinanti sarà ripreso nella parte A dell'allegato I. Senza distinzione tra "sostanze prioritarie" e "altri inquinanti". Il titolo della parte B risulterà dunque superfluo.

Emendamento 52

ALLEGATO I, PARTE C, PUNTO 3, COMMA 2

Se le concentrazioni di fondo naturali dei metalli sono superiori al valore fissato per l’SQA o se la durezza, il pH o altri parametri di qualità dell’acqua incidono sulla biodisponibilità dei metalli, gli Stati membri possono tener conto di questo fattore quando valutano i risultati del monitoraggio rispetto agli SQA fissati. Se decidono di tener conto di questo elemento, sono tenuti ad applicare i metodi di calcolo elaborati a norma dell’articolo 2, paragrafo 5.

Le concentrazioni di fondo naturali dei metalli sono aggiunte al valore fissato per l’SQA. Inoltre, se la durezza, il pH o altri parametri di qualità dell’acqua incidono sulla biodisponibilità dei metalli, gli Stati membri possono tener conto di questo fattore quando valutano i risultati del monitoraggio rispetto agli SQA fissati. Le concentrazioni di fondo naturali dei metalli nelle acque di superficie interne o costiere sono determinate tenendo segnatamente conto del terreno e del dilavamento naturale nei bacini imbriferi. Gli Stati membri riferiscono nei propri piani di gestione dei bacini idrografici in merito alle concentrazioni di fondo naturali dei metalli e alle modalità con cui si tiene conto di tali concentrazioni nella valutazione dei risultati a fronte degli SQA.

Motivazione

Le concentrazioni di fondo naturali in metalli nel le acque di superficie interne e costiere variano sensibilmente nelle diverse zone geografiche della Comunità. Negli SQA per i metalli è importante tener conto, a seconda dei bacini, dei metalli che si ritrovano nelle acque mediante dilavamento naturale o a partire dal suo strato. Gli scienziati non hanno raggiunto un consenso su un metodo per includere le concentrazioni di fondo negli SQA. Per tale motivo non occorre prevedere a livello comunitario modalità di calcolo legalmente vincolanti, bensì imporre agli Stati membri l'obbligo di riferire nel loro piano di gestione dei distretti in che modo si tiene conto di tali concentrazioni di fondo.

Emendamento 53

ALLEGATO II
Allegato X, numero 1 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(1)

15972-50-8

204-110-8

Alachlor

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(1)

15972-50-8

204-110-8

Alachlor

X

Motivazione

L'alachlor è un pesticida il cui impiego generale non è più autorizzato nell'Unione europea. Si tratta di una sostanza cancerogena che potrebbe avere un effetto nocivo sui pesci e su altri organismi acquatici. L'alachlor dovrebbe essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria, poiché solo un'emissione pari a zero impedirà gli effetti nocivi a lungo termine.

Emendamento 54

ALLEGATO II
Allegato X, numero 3 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(3)

1912-24-9

217-617-8

Atrazina

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(3)

1912-24-9

217-617-8

Atrazina

X

Motivazione

L'atrazina è stata declassata a "sostanza prioritaria" per motivi politici e non scientifici. Si tratta di un distruttore endocrino, che dà adito a preoccupazioni analoghe. Nella sua valutazione d'impatto, la Commissione afferma che, secondo il parere degli esperti, l'atrazina potrebbe essere identificata come "sostanza pericolosa prioritaria" poiché dà adito a preoccupazioni analoghe, ma alla fine vi ha rinunciato a causa del potenziale effetto di una decisione in tal senso. Ciò pregiudica le stesse disposizioni della direttiva quadro sulle acque. L'atrazina dovrebbe pertanto essere identificata come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 55

ALLEGATO II
Allegato X, numero 12 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(12)

117-81-7

204-211-0

Di(2-etilesil) ftalato (DEHP)

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(12)

117-81-7

204-211-0

Di(2-etilesil) ftalato (DEHP)

X

Motivazione

Il DEHP è una sostanza chimica industriale di volume molto elevato che è utilizzata quasi esclusivamente per ammorbidire il PVC ed è molto diffusa nell'ambiente. Il DEHP è ufficialmente classificato come tossico per la riproduzione. Il comitato scientifico della Commissione europea ha rilevato che esso è relativamente persistente nel suolo aerobico e nei sedimenti e molto persistente in condizioni anaerobiche. Il DEHP dovrebbe pertanto essere identificato come "sostanza pericolosa prioritaria".

Emendamento 56

ALLEGATO II
Allegato X, numero 13 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(13)

330-54-1

206-354-4

Diuron

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(13)

330-54-1

206-354-4

Diuron

X

Motivazione

Il diuron è un erbicida che è ampiamente utilizzato ad esempio per le piante che crescono tra le rotaie e accanto ai binari delle ferrovie e per il quale non esiste ancora una restrizione generale nell'Unione europea. Il diuron è cancerogeno e tossico per la riproduzione e contamina le acque sotterranee. Pertanto esso dovrebbe essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 57

ALLEGATO II
Allegato X, numero 20 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(20)

7439-92-1

231-100-4

Piombo e composti

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(20)

7439-92-1

231-100-4

Piombo e composti

X

Motivazione

Il piombo è persistente, si bioaccumula nei molluschi ed è altamente tossico. La commissione OSPAR ha incluso il piombo nell'elenco delle sostanze chimiche oggetto di azione prioritaria ed esso figura anche tra i gruppi prioritari di sostanze nocive per la regione del Mar Baltico dell'HELCOM. Il piombo deve essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria, le cui emissioni e perdite devono essere gradualmente arrestate.

Emendamento 58

ALLEGATO II
Allegato X, numero 22 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(22)

91-20-3

202-049-5

Naftalene

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(22)

91-20-3

202-049-5

Naftalene

X

Motivazione

Il naftalene è una sostanza chimica industriale che viene utilizzata, tra l'altro, nella produzione di materie coloranti e di pigmenti, ma anche nella formulazione di pesticidi. Il naftalene è cancerogeno e neurotossico e può anche essere presente in natura. A causa del suo effetto tossico sugli organismi acquatici, anche a basse concentrazioni, il naftaline deve essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 59

ALLEGATO II
Allegato X, numero 25 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(25)

1806-26-4

217-302-5

Octilfenolo

 

 

140-66-9

non applicabile

(Para-terz-octilfenolo)

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(25)

1806-26-4

217-302-5

Octilfenolo

X

 

140-66-9

non applicabile

(Para-terz-octilfenolo)

X

Motivazione

L'octilfenolo è una sostanza chimica con un costo relativamente basso. Il suo impiego per solubilizzare i pesticidi è stato vietato a partire dal 2005, mentre altri usi industriali di tale sostanza sono tuttora consentiti, nonostante la probabilità che l'octilfenolo simuli l'effetto degli estrogeni. La commissione OSPAR l'ha incluso nell'elenco delle sostanze chimiche oggetto di azione prioritaria. A causa del suo effetto tossico sugli organismi acquatici, l'octilfenolo deve essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 60

ALLEGATO II
Allegato X, numero 27 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(27)

87-86-5

231-152-8

Pentaclorofenolo

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(27)

87-86-5

231-152-8

Pentaclorofenolo (PCP)

X

Motivazione

Nell'Unione europea l'uso del PCP come pesticida è già vietato, mentre è tuttora consentito il suo impiego come sostanza chimica per il trattamento del legno (processo di conservazione del legno) e per alcuni altri usi negli impianti industriali. Il PCP è probabilmente cancerogeno per l'uomo e simula l'effetto degli ormoni. La commissione OSPAR l'ha incluso nell'elenco delle sostanze chimiche oggetto di azione prioritaria e tale sostanza figura tra i gruppi prioritari di sostanze nocive per la regione del Mar Baltico dell'HELCOM. A causa del suo effetto tossico sugli organismi acquatici, il PCP deve essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 61

ALLEGATO II
Allegato X, numero 29 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(29)

122-34-9

204-535-2

Simazina

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(29)

122-34-9

204-535-2

Simazina

X

Motivazione

La simazina è stata declassata a "sostanza prioritaria" per motivi politici e non scientifici. Si tratta di un distruttore endocrino, che dà adito a preoccupazioni analoghe. Nella sua valutazione d'impatto, la Commissione afferma che, secondo il parere degli esperti, la simazina potrebbe essere identificata come "sostanza pericolosa prioritaria" poiché dà adito a preoccupazioni analoghe, ma alla fine vi ha rinunciato a causa del potenziale effetto di una decisione in tal senso. Ciò pregiudica le stesse disposizioni della direttiva quadro sulle acque. La simazina dovrebbe essere identificata come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 62

ALLEGATO II
Allegato X, numero 31 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(31)

12002-48-1

234-413-4

Triclorobenzeni

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(31)

12002-48-1

234-413-4

Triclorobenzeni

X

Motivazione

Il triclorobenzeni è probabilmente persistente e bioaccumulabile, è classificato come tossico e dà adito a preoccupazioni analoghe. Nella sua valutazione d'impatto, la Commissione afferma che, secondo il parere degli esperti, il triclorobenzeni potrebbe essere identificato come "sostanza pericolosa prioritaria" poiché dà adito a preoccupazioni analoghe, ma alla fine vi ha rinunciato a causa del potenziale effetto di una decisione in tal senso. Ciò pregiudica le stesse disposizioni della direttiva quadro sulle acque. Il triclorobenzeni dovrebbe pertanto essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 63

ALLEGATO II
Allegato X, numero 33 (direttiva (2000/60/CE)

Testo della Commissione

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata some sostanza pericolosa prioritaria

(33)

1582-09-8

216-428-8

Trifluralin

 

Emendamento del Parlamento

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(33)

1582-09-8

216-428-8

Trifluralin

X

Motivazione

Il trifluralin è persistente nel sedimento e nel suolo e vi è un ampio consenso sul fatto che tale sostanza è probabilmente bioaccumulabile e tossica. In linea con la definizione di "sostanze pericolose" di cui all'articolo 2, punto 29, della direttiva quadro sulle acque, il trifluralin dovrebbe pertanto essere identificato come sostanza pericolosa prioritaria.

Emendamento 64

ALLEGATO II

ALLEGATO X, TABELLA, RIGHE 33 BIS - 33 DECIES (nuovo)

Numero

Numero CAS

Numero UE2

Nome della sostanza prioritaria

Identificata in quanto sostanza pericolosa prioritaria

(33 bis)

senza oggetto

xxx-xxx-x

DDT totale1

 

X

(33 ter)

50-29-3

200-024-3

para-para-DDT

X

(33 quater)

309-00-2

206-215-8

Aldrina

X

(33 quinquies)

60-57-1

200-484-5

Dieldrina

X

(33 sexies)

72-20-8

200-775-7

Endrin

X

(33 septies)

465-73-6

207-366-2

Isodrin

X

(33 octies)

56-23-5

200-262-8

Tetracloruro di carbonio

X

(33 nonies)

127-18-4

204-825-9

Tetracloroetilene

X

(33 decies)

79-01-6

201-167-4

Tricloroetilene

X

 

Il DDT totale comprende la somma degli isomeri seguenti: 1,1,1-tricloroetano-2,2 bis (p-clorofenil) etano (numero CAS 50-29-3; numero UE 200-024-3); 1,1,1-tricloro-2 (o-clorofenil)-2-(p-clorofenil) etano (numero CAS 789-02-6); numero UE 212-332-5); 1,1-dicloro-2,2 bis (p-clorofenil) etilene (numero CAS 72-55-9; numero UE 200-784-6) e 1,1-dicloro-2,2 bis (p-clorofenil) etano (numero CAS 72-54-8); numero UE 200-783-0).

Emendamento 65

ALLEGATO II

Allegato X, tabella (nuova) (Direttiva 2000/60/EC)

Numero

Numero CAS

Numero UE

Denominazione della sostanza prioritaria

Identificata come sostanza pericolosa prioritaria

(33a)

131-49-7

205-024-7

Amidotrizoato

(******)

(33b)

1066-51-9

--

AMPA

X(*****)

(33c)

25057-89-0

246-585-8

Bentazon

X(*****)

(33e)

80-05-7

 

Bisfenolo A

X(*****)

(33g)

92-88-6

202-200-5

4 4'-Bisfenolo

X(*****)

(33i)

298-46-4

06-062-7

Carbamazepina

(******)

(33j)

23593-75-1

245-764-8

Clotrimazolo

X(*****)

(33l)

84-74-2

201-557-4

Dibutilftalato (DBP)

X(*****)

(33m)

15307-86-5

 

Diclofenac

(******)

(33o)

115-32-2

204-082-0

Dicofol

X(*****)

(33q)

67-43-6

200-652-8

DTPA

X(*****)

(33r)

60-00-4

200-449-4

EDTA

X(*****)

(33s)

637-92-3

211-309-7

ETBE

X(*****)

(33u)

57-12-5

 

Free Cyanide

(******)

(33v)

1071-83-6

213-997-4

Glyphosate

X(*****)

(33w)

1222-05-5

214-946-9

HHCB

X(*****)

(33x)

60166-93-0

262-093-6

Iopamidol

(******)

(33y)

7085-19-0

230-386-8

Mecoprop (MCPP)

X(*****)

(33aa)

36861-47-9

253-242-6

4-Methylbenzylidene camphor

X(*****)

(33ac)

81-14-1

201-328-9

Musk ketone

X(*****)

(ad)

81-15-2

201-329-4

Musk xylene

X(*****)

(33af)

1634-04-4

16-653-1

MTBE

X(*****)

(33ah)

81-04-9

201-317-9

Naftalene-1,5-disolfonato

 

(33ai)

5466-77-3

226-775-7

Octil-metoxicinnamato

 

X(*****)

(33ak)

 

 

 

1763-23-1

 

2795-39-3

29081-56-9

29457-72-5

70225-39-5

 

 

335-67-1

 

3825-26-1

 

 

 

217-179-8

 

220-527-1

249-415-0

249-644-6

-

 

 

206-397-9

 

223-320-4

Perfluorinated Compounds (PFCs)

 

Acido perfluorottano sulfonato (PFOS)

Sale di potassio

Sale di ammonio

Sale di litio

Sale di dietanolamina (DEA)

 

Sale di acido perfluorottanico (PFOA)

Ammonio perfluorottanoico (APFO)

 

X(*****)

(33ap)

124495-18-7

--

Quinoxyfen (5,7-dichloro-4-(p-fluorofenoxi)quinolina)

X(*****)

(33ar)

79-94-7

201-236-9

Tetrabromobisfenolo A (TBBP-A)

X(*****)

(33at)

21145-77-7

244-240-6

Tonalid (AHTN)

X(*****)

(*****) Questa sostanza prioritaria è soggetta a riesame ai fini dell'individuazione quale possibile "sostanza pericolosa prioritaria". La Commissione presenterà una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio relativa alla sua classificazione definitiva non oltre 12 mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva, fermo restando il calendario di cui all'articolo 16 della direttiva 2000/60/CE per le proposte della Commissione in materia di controlli.

(******) Questa sostanza prioritaria è soggetta a riesame ai fini dell'individuazione quale possibile "sostanza pericolosa". La Commissione presenterà una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio relativa alla sua classificazione definitiva non oltre 12 mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva, fermo restando il calendario di cui all'articolo 16 della direttiva 2000/60/CE per le proposte della Commissione in materia di controlli.

(1)

Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


MOTIVAZIONE

La presente proposta di direttiva trova la sua giustificazione in un obbligo contemplato dalla direttiva che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.

L’articolo 16 della direttiva quadro elenca i diversi obblighi a cui è tenuta la Commissione europea, fra cui quello di presentare una proposta riguardante misure specifiche per combattere l'inquinamento idrico prodotto da singoli inquinanti o gruppi di inquinanti che presentino un rischio significativo per l'ambiente acquatico o proveniente dall'ambiente acquatico, formulare un elenco di sostanze prioritarie, e fra queste di sostanze pericolose prioritarie, nonché fissare degli standard di qualità relativi alla concentrazione delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali, nei sedimenti e nel biota.

Per standard di qualità ambientale si intende la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota, che non deve essere superata per tutelare la salute umana e l'ambiente (articolo 2, punto 35 della direttiva quadro). La proposta di direttiva in esame fissa, dunque, dei limiti di concentrazione nelle acque superficiali per 41 tipi di pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze chimiche pericolose che presentino un rischio particolare per la fauna e la flora acquatiche e per la salute umana. La Commissione afferma di aver lungamente riflettuto, nella fase di elaborazione della proposta, sulla possibilità d’introdurre delle misure di controllo specifiche a livello comunitario riguardo alle sostanze prioritarie. La valutazione d’impatto relativa alla proposta avrebbe però rilevato che si trattava di misure al momento non giustificate, vista la molteplicità degli strumenti comunitari vigenti o in via d’adozione volti a ridurre le emissioni.

È dunque opportuno chiarire i legami fra i due testi, eliminandone le ambiguità. In particolare, è utile valutare gli obiettivi, e le misure proposte per raggiungerli, alla luce degli obblighi previsti dalla direttiva quadro, valutandone al contempo la pertinenza.

A tale riguardo, la relatrice tiene a sottolineare che la presente direttiva derivata rientra nell’ambito di un approccio globale volto a combattere la diffusione nelle acque di superficie di talune sostanze considerate prioritarie. L’obiettivo principale della direttiva non è dunque, nello specifico, quello di stabilire i criteri per la produzione di acqua potabile.

La Commissione non ha proposto misure di controllo degli scarichi, ritenendo che ciò attenga ad altre normative (REACH, IPPC,...). Tuttavia, occorre accertarsi che tali misure non si contraddicano, non si soprappongano e soprattutto che non vi siano fonti di emissioni, scarichi o perdite prive di regolamentazione, considerando le situazioni particolari dovute alla presenza storica o naturale di talune sostanze.

La relatrice ha dunque cercato di trovare una soluzione alle questioni sopramenzionate, nonché alla problematica dell’inquinamento diffuso.

Inoltre, la relatrice chiede alla Commissione di fissare delle metodologie comuni onde garantire un livello di protezione adeguato evitando al contempo distorsioni della concorrenza.

La proposta della Commissione introduce una distinzione fra sostanze prioritarie e altre sostanze inquinanti. Tale distinzione genera soltanto confusione e pertanto la relatrice suggerisce di inserire questi otto “altri inquinanti” fra le sostanze prioritarie, classificandoli come sostanze pericolose prioritarie in considerazione dei loro effetti intrinseci.

È altresì opportuno prendere in esame il caso particolare delle zone portuali. I porti sono, di fatto, zone in cui le sostanze in sospensione evolvono rapidamente, a causa delle operazioni di dragaggio. È dunque necessario che tale situazione particolare riceva una risposta adeguata.

La relatrice invita la Commissione ad affrontare la questione relativa all’inquinamento proveniente dai paesi terzi.

Infine, la relatrice è del parere che su talune questioni occorra avviare una discussione. Alcuni degli interlocutori incontrati nella fase di elaborazione della presente relazione hanno in effetti manifestato stupore a causa di determinati valori relativi agli standard di qualità ambientale (SQA) che non corrispondono alla metodologia descritta nei documenti messi a disposizione sul CIRCA (Communication & Information Resource Centre Administrator). Pertanto, la relatrice sottolinea la necessità di un dibattito tecnico sulle seguenti sostanze: benzene, cadmio, esaclorobenzene, esaclorobutadiene, mercurio, nichel, piombo, idrocarburi policiclici aromatici (PAH). In particolare, i suddetti interlocutori sono in disaccordo con il valore SQA relativo al mercurio, pari a 0,05 µg.L-1, in cui non si terrebbe conto dell’avvelenamento secondario connesso al metilmercurio, e con il valore relativo al cadmio, pari a 0,2 µg.L-1. Per quanto concerne l’inquinamento accidentale, le possibili esenzioni derivanti dalla presente direttiva devono essere coerenti con la direttiva quadro in materia di acque e devono pertanto essere meglio definite dalla Commissione.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (1.3.2007)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica alla direttiva 2000/60/CE

(COM(2006)0397 – C6‑0243/2006 – 2006/0129(COD))

Relatore per parere: Paul Rübig

Traduzione esterna

BREVE MOTIVAZIONE

La direttiva quadro sulle acque(1), adottata nel 2000, ha definito una strategia per la prevenzione e il controllo dell'inquinamento chimico delle acque. Gli Stati membri, infatti, erano tenuti a prevenire il deterioramento delle acque di superficie, a raggiungere obiettivi di qualità ambientale entro il 2015 e a ridurre/eliminare progressivamente gli scarichi, le emissioni e le perdite di "sostanze prioritarie" e di "sostanze pericolose prioritarie" entro il 2025. Tuttavia, all'epoca, non furono inserite definizioni precise di "sostanze (pericolose) prioritarie" e di qualità ambientale. Nel 2001, la Commissione colmò in parte tali lacune, identificando le sostanze che destavano particolare preoccupazione(2) (33 "sostanze prioritarie", di cui 25 potenzialmente pericolose).

La presente proposta è intesa a colmare la lacuna ancora presente, attraverso la definizione di standard di qualità ambientale (vale a dire una concentrazione massima ammissibile per evitare conseguenze irreversibili a breve termine e una concentrazione media massima annua per evitare effetti a lungo termine e cronici) per creare un inventario di verifica del raggiungimento degli obiettivi di riduzione e/o cessazione degli scarichi, delle emissioni e delle perdite di sostanze che destano particolari preoccupazioni e per predisporre un elenco di 13 "sostanze pericolose prioritarie".

Il relatore accoglie positivamente la presente proposta. L'acqua è una risorsa naturale importante, per usi potabili, ma anche industriali e agricoli; sarebbe quindi opportuno proteggerla per un utilizzo presente e futuro. La presente proposta dovrebbe ridurre il costo di trattamento delle acque potabili e offrire alle industrie maggiori opportunità di fornire tecnologie più pulite. Inoltre, per effetto dell'abrogazione di 5 direttive precedenti, la proposta ridurrà l'onere amministrativo e semplificherà la legislazione, contribuendo pertanto all'obiettivo di una "Migliore regolamentazione" dell'Unione europea.

Il relatore ritiene, tuttavia, che tali aspetti positivi andrebbero considerati in rapporto alla sfida enorme che attende l'industria, in ragione degli investimenti aggiuntivi necessari.

In primo luogo, la direttiva quadro sulle acque contiene disposizioni specifiche di flessibilizzazione e deroghe alle scadenze summenzionate e agli standard ambientali per ragioni di realizzabilità tecnica, costi sproporzionati, condizioni naturali o esigenze socioeconomiche. La condizione preliminare per conseguire il doppio vantaggio della migliore protezione e dello sviluppo economico costituisce un ulteriore chiarimento giuridico dell'uso di tali disposizioni nella direttiva.

Inoltre, l'elenco delle sostanze prioritarie comprende sostanze presenti in natura. Ciò pone particolari problemi per la produzione industriale che utilizza materie prime: infatti, queste contengono sempre tracce di tali sostanze, le quali verrebbero parzialmente rilasciate per effetto delle leggi della termodinamica e dei limiti della tecnologia di controllo disponibile. A tale scopo, sarà rafforzato il riferimento all'applicazione della migliore tecnologia disponibile, ai sensi della direttiva 96/61/CE.

Il relatore accoglie con favore il fatto che la proposta non contenga nuovi controlli delle emissioni e attribuisca agli Stati membri la massima flessibilità nel scegliere le misure di applicazione per raggiungere gli obiettivi ambientali. Tuttavia, in casi eccezionali, lo sviluppo di nuovi interventi comunitari potrebbe essere più efficiente. Tali decisioni si dovrebbero basare su ampie consultazioni tra la Commissione, gli Stati membri e i soggetti interessati. Si potrebbe utilizzare, a tale scopo, la procedura prevista dall'articolo 12 della direttiva quadro sulle acque.

Sarebbe opportuno creare un equilibrio tra protezione e attività economica. In tale ottica, l'adozione di standard di qualità ambientale (SQA) che proteggono dagli effetti diretti e indiretti è da accogliere positivamente; essi definiranno sia gli obiettivi di protezione, sia l'onere minimo per gli Stati membri e l'economia. Anche laddove non sia ancora possibile definire i predetti SQA, il concetto non dovrebbe essere abbandonato. Nei casi in cui e quando le sostanze interessate siano soggette a bioaccumulo, invece di introdurre SQA per i comparti eventualmente a rischio, sarebbe opportuno monitorare questi ultimi per evitare un deterioramento significativo, mentre prosegue il lavoro di definizione degli SQA protettivi complessivi. Gli interrogativi ancora irrisolti in merito all'utilizzo degli SQA per sedimenti e biota nell'approccio combinato, la natura intermedia di tali SQA e la prevalenza del concetto di SQA protettivo complessivo richiedono altrettanti riadeguamenti nella presente proposta di direttiva.

Il relatore obbietta alla prevenzione assoluta del deterioramento. Ciò si spingerebbe troppo oltre il concetto di prevenzione del deterioramento definito dalla normativa comunitaria esistente e renderebbe impossibile la gestione sostenibile delle acque.

Infine, il relatore accoglie positivamente l'approccio pratico adottato dalla Commissione nel definire standard chiari, armonizzati e vincolanti a livello comunitario che evitino distorsioni del mercato. Tuttavia, ciò vale anche per la valutazione dello status della qualità delle acque e l'applicazione delle concentrazioni massime ammissibili nell'ambito dell'approccio combinato dell'articolo 10 della direttiva quadro sulle acque. In entrambi i casi esistono diverse opzioni di applicazione pratica, che potrebbero condurre a risultati diversi. In assenza di metodi armonizzati e vincolanti non sarà possibile creare parità di condizioni. Occorre dedicare un'attenzione particolare ai casi in cui gli SQA proposti non sono accompagnati da metodi analitici con limiti di quantificazione sufficientemente bassi.

EMENDAMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Progetto di risoluzione legislativa

Testo della Commissione(3)  Emendamenti del Parlamento

Emendamento 1

CONSIDERANDO 4

(4) Dal 2000 sono stati approvati numerosi atti comunitari applicabili a singole sostanze prioritarie che costituiscono misure di controllo dell’inquinamento ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 2000/60/CE. Inoltre, molti provvedimenti di tutela ambientale ricadono nell’ambito di applicazione di altre normative comunitarie in vigore. Occorre pertanto privilegiare l’attuazione e la revisione degli strumenti esistenti piuttosto che istituire nuovi controlli che possono rappresentare dei duplicati.

(4) Dal 2000 sono stati approvati numerosi atti comunitari applicabili a singole sostanze prioritarie che costituiscono misure di controllo dell’inquinamento ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 6, della direttiva 2000/60/CE. Inoltre, molti provvedimenti di tutela ambientale ricadono nell’ambito di applicazione di altre normative comunitarie in vigore. Occorre pertanto privilegiare l’attuazione e la revisione degli strumenti esistenti piuttosto che istituire nuovi controlli che possono rappresentare dei duplicati.

Motivazione

Non è opportuno fare riferimento all'articolo 16 in generale, bensì all'articolo 16, paragrafo 6, che afferma a chiare lettere la necessità di adottare misure di controllo dell'efficacia dei costi e della proporzionalità. Negli elenchi degli allegati I e II figurano sostanze presenti in natura (ad esempio metalli) e le cui tracce ricorrono di frequente. Occorre sottolineare tale aspetto affinché i controlli richiesti siano efficaci.

Emendamento 2

CONSIDERANDO 5

(5) Per quanto riguarda i controlli delle emissioni delle sostanze prioritarie provenienti da fonti puntuali e fonti diffuse di cui all’articolo 16, paragrafi 6 e 8, della direttiva 2000/60/CE, sembra più proporzionato ed economicamente efficace che gli Stati membri, oltre ad attuare le altre normative comunitarie esistenti, ove necessario introducano misure adeguate di controllo nel programma di misure che deve essere predisposto per ciascun bacino idrografico a norma dell’articolo 11 della direttiva 2000/60/CE.

(5) Per quanto riguarda i controlli delle emissioni delle sostanze prioritarie provenienti da fonti puntuali e fonti diffuse di cui all’articolo 16, paragrafi 6 e 8, della direttiva 2000/60/CE, sembra più proporzionato ed economicamente efficace che gli Stati membri, oltre ad attuare le altre normative comunitarie esistenti, ove necessario introducano misure adeguate di controllo nel programma di misure che deve essere predisposto per ciascun bacino idrografico a norma degli articoli 10 e 11 della direttiva 2000/60/CE.

Motivazione

Con il presente emendamento si mira ad evitare di minare la disposizione contenuta all'articolo 10 della direttiva che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque – disposizione che impone controlli più rigorosi sulle emissioni, al di là delle migliori tecniche disponibili, quando ciò risulta necessario per conformarsi agli standard di qualità ambientale.

Emendamento 3

CONSIDERANDO 5 BIS (nuovo)

 

(5 bis) Ai sensi dell'articolo 12 della direttiva 2000/60/CE, qualora uno Stato membro venga a conoscenza di un aspetto che presenta ripercussioni per la gestione delle sue acque, ma che non può essere risolto al suo interno, esso può demandare la questione alla Commissione. Uno Stato membro deve altresì avere la possibilità di demandare una questione qualora le misure comunitarie appaiano più efficaci dal punto di vista dei costi o più adeguate. In tal caso, la Commissione avvia uno scambio di informazioni con tutti gli Stati membri e, se l'azione comunitaria sembra essere l'alternativa migliore, deve pubblicare una relazione e proporre delle misure.

Emendamento 4

CONSIDERANDO 9

(9) L’ambiente acquatico può essere colpito da inquinamento chimico a breve e a lungo termine; per questo motivo per definire gli SQA occorre basarsi sui dati relativi agli effetti acuti e agli effetti cronici delle sostanze. Ai fini di un’adeguata protezione dell’ambiente acquatico e della salute umana occorre fissare standard di qualità medi annui in grado di garantire una protezione nei confronti dell’esposizione a lungo termine e concentrazioni massime ammissibili per garantire la protezione contro l’esposizione a breve termine.

(9) L’ambiente acquatico può essere colpito da inquinamento chimico a breve e a lungo termine; per questo motivo per definire gli SQA occorre basarsi sui dati relativi agli effetti acuti e agli effetti cronici delle sostanze. Ai fini di un’adeguata protezione dell’ambiente acquatico e della salute umana occorre fissare standard di qualità medi annui in grado di garantire una protezione nei confronti dell’esposizione a lungo termine e concentrazioni massime ammissibili per garantire la protezione contro l’esposizione a breve termine. L'applicazione di concentrazioni massime ammissibili, conformemente all'approccio combinato di cui all'articolo 10 della direttiva 2000/60/CE, in particolare il trattamento di valori isolati e la determinazione di controlli di emissioni, devono essere armonizzati.

Motivazione

Le concentrazioni massime ammissibili sono facilmente influenzabili da valori isolati e non fanno riferimento a un periodo di tempo specifico, ma hanno natura discontinua. Pertanto, pur trattandosi di una necessità nelle procedure per i permessi di emissione, qualsiasi tentativo di valutare o di prevedere tali valori sarà fortemente compromesso. Condizioni di concorrenza paritarie esigono che siano messe a punto norme armonizzate che consentano di far fronte a tali questioni.

Emendamento 5

CONSIDERANDO 18 BIS (nuovo)

 

(18 bis) Il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche1 prevede una revisione intesa a valutare l'adeguatezza dei criteri di identificazione delle sostanze persistenti, bioaccumulanti e tossiche. Non appena i criteri contenuti nel regolamento (CE) n. 1907/2006 saranno stati riveduti, la Commissione dovrà conformemente modificare l'allegato X della direttiva 2000/60/CE.

 

___________

1 GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

Or. en

Motivazione

I criteri di identificazione delle sostanze persistenti, bioaccumulanti e tossiche previsti dalla direttiva REACH sono stati giudicati lacunosi. Essi sono infatti così rigidi che praticamente nessuna sostanza PBT è stata identificata. Sfortunatamente, i medesimi criteri sono stati applicati in sede di revisione dell'allegato X della direttiva 2000/60/CE. Non appena i criteri di identificazione delle sostanze PBT di cui alla direttiva REACH saranno stati corretti, la Commissione dovrà rivedere l'allegato X.

Emendamento 6

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 2

2. Gli Stati membri provvedono affinché, in base al monitoraggio dello stato delle acque effettuato a norma dell’articolo 8 della direttiva 2000/60/CE, le concentrazioni delle sostanze elencate all’allegato I, parti A e B, non aumentino nei sedimenti e nel biota.

2. Gli Stati membri controllano le concentrazioni delle sostanze elencate all’allegato I, parti A e B, secondo il caso nel biota, nei sedimenti recenti o nei solidi sospesi, se tali sostanze presentano un potenziale di accumulazione significativo in detti segmenti e se gli standard di qualità ambientale per la fase acquosa stabiliti nell'allegato I, parti A e B, non proteggono sufficientemente gli organismi dall'avvelenamento secondario o gli organismi bentonici. Gli Stati membri garantiscono che le concentrazioni delle sostanze controllate in nessun modo aumentino significativamente durante il periodo di riesame del piano di gestione di un bacino idrografico, come stabilisce l'articolo 13, paragrafo 7, della direttiva 2000/60/CE.

 

In ogni caso, gli Stati membri controllano l'esaclorobenzene, l'esaclorobutadiene e il metilmercurio.

Or. en

Motivazione

Gli SQA protettivi generali per la fase acquosa rispondono al principio precauzionale, ma mantengono i costi per effettuare i controlli e garantire il rispetto delle norme a livelli inferiori. Per le medesime ragioni illustrate sopra, fintantoché tali SQA non saranno disponibili si dovrà imporre un divieto di deterioramento "significativo" (tendenza all'aumento), mentre si controlleranno le concentrazioni delle sostanze prioritarie nei sedimenti, nel biota o nei solidi sospesi in questione. Un divieto "assoluto" di deterioramento renderebbe impossibile una gestione delle risorse idriche sostenibile, e del resto non è previsto né dall'attuale legislazione comunitaria in materia di acque né dalla stessa direttiva che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.

Emendamento 7

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 4 BIS (nuovo)

 

4 bis. Gli standard di qualità ambientale di cui ai paragrafi 1-3 si applicano fatte salve le disposizioni della direttiva del Consiglio 98/83/CE o dell'articolo 7 della direttiva 2000/60/CE concernente le masse d'acqua utilizzate per l'estrazione di acqua potabile – disposizioni che possono essere più rigorose.

Or. en

Motivazione

È importante specificare, nelle disposizioni di applicazione, che gli standard di qualità ambientale si applicano fatte salve le disposizioni comunitarie specifiche in materia di acque destinate al consumo umano.

Emendamento 8

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 5

5. La Commissione può istituire, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, i metodi di calcolo obbligatori menzionati nell’allegato I, parte C, punto 3, secondo paragrafo, della presente direttiva.

5. La Commissione istituisce, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE ed entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva, i metodi di calcolo obbligatori almeno per quanto riguarda le questioni menzionate nell’allegato I, parte C, della presente direttiva.

Motivazione

Per fornire il medesimo livello di protezione ed evitare distorsioni della concorrenza negli Stati membri è necessaria una metodologia obbligatoria. Per integrare la corrispondente disposizione dell'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE, viene introdotto un termine di tempo entro il quale definire tali metodi.

Emendamento 9

ARTICOLO 3, PARAGRAFO 1

1. Gli Stati membri designano aree transitorie nell’ambito delle quali le concentrazioni di uno o più inquinanti possono superare gli standard di qualità ambientale applicabili a condizione che tale superamento non abbia conseguenze sulla conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard.

1. Gli Stati membri designano aree transitorie nell’ambito delle quali le concentrazioni di uno o più inquinanti possono superare gli standard di qualità ambientale applicabili a condizione che tale superamento non pregiudichi la conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard.

Motivazione

La conformità con gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE è prioritaria e deve essere affermata a chiare parole. Il termine "pregiudichi" è già utilizzato nella corrispondente regola dell'articolo 4, paragrafo 8, di tale direttiva.

Emendamento 10

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1

1. In base alle informazioni raccolte a norma degli articoli 5 e 8 della direttiva 2000/60/CE e del regolamento (CE) n. 166/2006, gli Stati membri istituiscono un inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di tutte le sostanze prioritarie e degli inquinanti inseriti nell’allegato I, parti A e B, e relativi a ciascun bacino idrografico o parte di esso all’interno del loro territorio.

1. In base alle informazioni raccolte a norma degli articoli 5 e 8 della direttiva 2000/60/CE e del regolamento (CE) n. 166/2006, gli Stati membri istituiscono un inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di tutte le sostanze prioritarie e degli inquinanti inseriti nell’allegato I, parti A e B, e relativi a ciascun bacino idrografico o parte di esso all’interno del loro territorio, comprese le fonti delle emissioni, degli scarichi e delle perdite e le corrispondenti mappe.

 

Gli Stati membri inseriscono nell'inventario tutte le misure di controllo adottate a seguito di tali emissioni, scarichi e perdite di sostanze prioritarie e di inquinanti ivi elencati.

Or. en

Motivazione

È necessario specificare chiaramente che l'inventario deve indicare le fonti delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di sostanze prioritarie e di altri inquinanti. Ai fini di una migliore trasparenza sarebbe opportuno redigere una mappa di tali fonti.

Dal momento che gli Stati membri hanno l'obbligo di ridurre o arrestare le emissioni, gli scarichi e le perdite di sostanze prioritarie ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE, gli Stati membri dovrebbero inserire nell'inventario informazioni in merito alle misure adottate a tal fine.

Emendamento 11

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, COMMA 2 BIS (nuovo)

 

Al momento di compilare gli inventari, gli Stati membri possono utilizzare informazioni su emissioni, scarichi e perdite che sono state raccolte dalla data di entrata in vigore della direttiva 2000/60/CE, purché ottemperino ai medesimi requisiti qualitativi applicati alle informazioni di cui al paragrafo 1.

Motivazione

Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di presentare i risultati di "azioni precedenti". In sede di valutazione dei progressi, la Commissione deve tener conto di tali informazioni supplementari.

Emendamento 12

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 5, COMMA 1 BIS (nuovo)

 

Al momento di effettuare la verifica, la Commissione tiene conto:

 

- della fattibilità tecnica e della proporzionalità;

 

- dell'applicazione delle migliori tecniche disponibili;

 

- dell'esistenza di concentrazioni di fondo naturali.

Motivazione

Al momento di valutare i progressi effettuati dagli Stati membri per raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE, la Commissione tiene conto delle condizioni che limitano il campo di applicazione di eventuali misure.

Emendamento 13

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 6 BIS (nuovo)

 

6 bis. Nel caso in cui le misure per raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv) della direttiva 2000/60/CE non siano tecnicamente fattibili o siano eccessivamente costose, gli Stati membri possono applicare le disposizioni pertinenti di cui all'articolo 4, paragrafi 4 e 5, di tale direttiva.

Motivazione

Questa formulazione chiarisce l'applicazione dell'articolo 4, paragrafi 4 e 5, della direttiva 2000/60/CE per raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv).

Emendamento 14

ARTICOLO 4 BIS (nuovo)

 

Articolo 4 bis

 

Nuovi controlli comunitari delle emissioni

 

1. Qualora, a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 2000/60/CE, uno Stato membro venga a conoscenza di un aspetto che non può essere risolto al suo interno o reputi che le misure comunitarie siano più efficaci dal punto di vista dei costi e adeguate per far fronte a tale aspetto, la Commissione organizza uno scambio di informazioni con tutti gli Stati membri e le parti interessate, al fine di valutare se l'azione comunitaria sia necessaria o più efficace dal punto di vista dei costi e più adeguata, e pubblica una relazione al riguardo che sarà trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio.

 

2. Qualora la relazione della Commissione confermi la necessità di un'azione comunitaria efficace dal punto di vista dei costi o di un'azione idonea, la Commissione, entro due anni dalla pubblicazione della relazione, propone misure adeguate.

Motivazione

La decisione della Commissione di non presentare, nella presente direttiva, proposte in materia di nuovi controlli comunitari delle emissioni, ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 6, della direttiva 2000/60/CE, va accolta di buon grado. Tuttavia, la procedura di cui all'articolo 12 della direttiva 2000/60/CE costituisce un'ulteriore opzione per problemi specifici. L'emendamento sottolinea tale opzione e fornisce i dettagli quanto alla procedura.

PROCEDURA

Titolo

Standard di qualità ambientale nel settore delle acque

Riferimenti

COM(2006)0397 - C6-0243/2006 - 2006/0129(COD)

Commissione competente per il merito

ENVI

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ITRE

5.9.2006

 

 

 

Relatore per parere

       Nomina

Paul Rübig

4.10.2006

 

 

Esame in commissione

27.11.2006

19.12.2006

27.2.2007

 

Approvazione

27.2.2007

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

-:

0:

32

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Březina, Philippe Busquin, Jorgo Chatzimarkakis, Pilar del Castillo Vera, Den Dover, Lena Ek, Adam Gierek, Norbert Glante, András Gyürk, Fiona Hall, David Hammerstein Mintz, Erna Hennicot-Schoepges, Ján Hudacký, Werner Langen, Eugenijus Maldeikis, Eluned Morgan, Reino Paasilinna, Atanas Paparizov, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Andres Tarand, Britta Thomsen, Patrizia Toia, Catherine Trautmann, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Danutė Budreikaitė, Philip Dimitrov Dimitrov, Robert Goebbels, Satu Hassi, Gunnar Hökmark, Esko Seppänen, Lambert van Nistelrooij

(1)

GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.

(2)

GU L 331 del 15.12.2001, pag. 1.

(3)

Non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (25.1.2007)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE

(COM(2006)0397 – C6‑0243/2006 – 2006/0129(COD))

Relatrice per parere: Bernadette Bourzai

BREVE MOTIVAZIONE

Perché tale proposta della Commissione europea?

La direttiva quadro sull'acqua (DQA), approvata nel dicembre 2000, ha lo scopo di prevenire qualsiasi ulteriore degrado della qualità delle acque potenziando la salvaguardia dell'ambiente acquatico. Essa si prefigge altresì di lottare contro l'inquinamento in generale, prevedendo al riguardo la graduale riduzione dell'inquinamento chimico, in particolare la cessazione o la graduale soppressione dei rifiuti, delle emissioni e delle perdite di sostanze prioritarie e di sostanze pericolose prioritarie che presentano un rischio inaccettabile per l'ambiente acquatico o attraverso di esso.

La politica nel settore idrico è posta in atto sulla scorta di piani di gestione dei bacini idrografici. Gli Stati membri sono tenuti a porre in atto i provvedimenti necessari sia per prevenire il deterioramento di qualsiasi corpo idrico superficiale sia per ripristinare e migliorarne la qualità.

A norma del settimo comma dell'articolo 16 della DQA, l'obiettivo della presente proposta è quello di verificare e garantire il conseguimento di un elevato livello di protezione predisponendo standard di qualità ambientale (SQA) nel settore idrico, ossia limiti di concentrazione onde tutelare l'uomo, la flora e la fauna sulla scorta di informazioni riguardanti la tossicità, la persistenza e il potenziale di bioaccumulazione di una sostanza nonché di dati relativi alla sua trasformazione nell'ambiente.

Gli SQA mirano a proteggere e migliorare la qualità ambientale, oltre che ad armonizzare le condizioni economiche nel mercato interno, stanti le notevoli disparità fra le norme predisposte a livello di ciascuno Stato membro.

Gli inquinanti di origine agricola

Gli inquinanti possono essere immessi nell'ambiente a partire da varie fonti: agricoltura, industria (metalli pesanti, solventi, ecc.), inceneritori, ecc.

Il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale si concentra sugli inquinamenti idrici di origine agricola, con specifico riferimento ai pesticidi, essendo inteso che la presente proposta di direttiva non riguarda i nitrati.

I pesticidi sono spesso resi responsabili del degrado dello stato ecologico delle acque superficiali e delle acque costiere, poiché essi possono restare a lungo presenti nell'ambiente e causano altresì un inquinamento diffuso, difficilmente individuabile in quanto risultante dai ruscellamenti, dalle perdite dirette nel suolo e nell'atmosfera, nonché dalla lisciviazione delle piante a causa delle piogge.

Nell'elenco delle sostanze prioritarie (allegato 1, parte A) figurano non pochi pesticidi: 1, 3, 8, 9, 13, 14, 17, 18, 19, 26, 27, 29, 33. Taluni non sono più utilizzati nell'attività agricola, ma sono tuttora presenti nei sedimenti di taluni fiumi. Gli altri otto inquinanti interessati dal presente progetto di direttiva (allegato 1, parte B) sono tutti pesticidi. I quantitativi di pesticidi riscontrati nell'ambiente acquatico sono sempre eccessivi, per cui nell'ambito dell'attività agricola occorrerà dare la preferenza ai prodotti non pericolosi per l'ambiente, a tecniche applicative più efficaci, alla presenza di zone cuscinetto fra i campi e i corsi d'acqua ed alla riduzione degli sconfinamenti nella polverizzazione aerea. Tali problematiche saranno perlopiù esaminate nei testi in corso di approvazione sui pesticidi.

La posizione della relatrice

Non è possibile esaminare la presente proposta di direttiva predisponendo standard di qualità ambientale nel settore idrico in modo isolato poiché non pochi provvedimenti di tutela ambientale rientrano nella sfera di applicazione di altri atti legislativi comunitari vigenti o in corso di approvazione.

Occorre pertanto vigilare sia per non creare contraddizioni fra gli obiettivi e disposizioni degli altri atti legislativi comunitari sia per non anticipare quelli che saranno approvati nei prossimi mesi per far sì che ogni tassello del mosaico combaci perfettamente con gli altri tasselli.

Occorre altresì prendere in considerazione i testi vigenti, come la direttiva 80/778/CEE sulla qualità dell'acqua potabile, la direttiva 91/414/CEE sull'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, la direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) approvata nel 1996, la direttiva quadro sull'acqua (2000/60/CE), nonché i testi in corso di approvazione, come la direttiva REACH, la Strategia tematica sull'uso sostenibile dei pesticidi, la direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi, la revisione della direttiva Pesticidi.

Oggigiorno, è difficile stabilire se l'attuazione di tali ulteriori atti legislativi renderà possibile il conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sull'acqua o se risulterà necessaria un'azione comunitaria. Occorrerebbe pertanto prospettare una formale valutazione delle legislazioni vigenti onde colmare le lacune, proporre miglioramenti e promuovere un'impostazione effettivamente integrata della politica europea in materia di acque e, in senso più ampio, della politica ambientale.

Optando per una proposta che si limita a predisporre SQA armonizzati a livello comunitario, senza introdurre "controlli di emissione" aggiuntivi rispetto alle vigenti legislazioni comunitarie, la Commissione europea lascia agli Stati membri la cura di definire norme che disciplinino gli altri inquinanti a livello nazionale. Tale soluzione, presentata come la più flessibile, la più proporzionata e la più vantaggiosa sotto il profilo economico, si presta a critiche poiché la Commissione, per motivare la predisposizione di SQA comunitari, adduce, a giusta ragione, l'argomento di una proficua armonizzazione delle condizioni economiche e di una riduzione degli oneri burocratici per gli Stati membri.

Gli SQA riguardano le acque interne (fiumi, laghi) e le acque di transizione (acque costiere). Il settimo comma dell'articolo 16 della DQA invita la Commissione a "presentare proposte riguardanti gli standard di qualità relativi alla concentrazione delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali, nei sedimenti e nel biota".

Orbene, la proposta avanzata si concentra sulle acque superficiali giacché, a giudizio della Commissione, mancano informazioni particolareggiate e affidabili sulla presenza di sostanze nel biota e nei sedimenti, salvo che per tre sostanze. Spetterà ancora una volta agli Stati membri integrare gli SQA predisposti a livello comunitario, quantunque sia lecito porsi quesiti sulle risorse di cui disporranno per assolvere tale compito.

Tale scelta è deplorevole poiché non pochi inquinanti si depositano e si accumulano nell'alveo dei fiumi, creando pertanto rischi sia di infiltrazione, e quindi di inquinamento delle acque sotterranee, sia di ampia diffusione degli inquinanti, talvolta fino a zone costiere, allorquando si dragano i fiumi.

La relatrice rileva altresì che non sono state prospettate eventuali interazioni fra sostanze e relativi agglomerati.

La relatrice esprime le sue inquietudini per la possibilità lasciata agli Stati membri di definire zone transitorie di superamento dei limiti. Infatti, le industrie dovrebbero installare stazioni di trattamento o di detossicazione dei loro scarichi per renderli conformi alle norme stabilite, e pertanto tale deroga non appare necessaria. Per quanto riguarda l'attività agricola, risulta difficile individuare punti specifici di scarico.

Sono stati definiti due tipi di SQA armonizzati: un SQA basato sulla concentrazione massimale ammissibile, che controlla pertanto l'inquinamento di breve periodo, e un SQA basato sulla media annua.

Il periodo di riferimento per la misurazione della concentrazione di inquinanti da inserire negli inventari è di un anno e di tre anni per i pesticidi poiché le dosi utilizzate e le perdite in natura variano da un anno all'altro in funzione delle condizioni climatiche.

Tuttavia, occorre aver presente che i rischi di inquinamento sono più elevati allorquando si verificano usi ripetuti nello stesso luogo e nello stesso momento di una sostanza prioritaria, il che è esattamente il caso dei pesticidi che vengono utilizzati soprattutto da marzo a settembre in agricoltura. Orbene, i degradi degli ecosistemi possono essere irreversibili o estremamente dannosi durante il più intenso periodo di utilizzo dei pesticidi. Occorrerebbe pertanto fare una media su tre anni per i pesticidi, unitamente a una media delle concentrazioni prelevate durante il periodo di applicazione.

Infine, le emissioni, gli scarichi e le perdite delle sostanze prioritarie devono essere gradualmente ridotti o arrestati, il che rende necessario che gli Stati membri, allorquando predispongono il loro inventario, definiscano un adeguato scadenzario per addivenire a tale obiettivo.

EMENDAMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Testo della Commissione(1)  Emendamenti del Parlamento

Emendamento 1

CONSIDERANDO 1 BIS (nuovo)

 

(1 bis) A norma dell'articolo 174 del trattato, la politica comunitaria in materia ambientale si basa sui principi di precauzione e d'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio "chi inquina paga".

Emendamento 2

CONSIDERANDO 1 BIS (nuovo)

 

(1 bis) Una gestione razionale dei terreni contestuale ad un'agricoltura ecologica è necessaria per garantire una buona qualità delle acque.

Emendamento 3

CONSIDERANDO 4 BIS (nuovo)

 

(4 bis) La direttiva 2000/60/CE comprende – all'articolo 11, paragrafo 2, e all'allegato VI, parte B, un elenco non limitativo di misure complementari che gli Stati membri possono inserire nel programma di provvedimenti, tra cui:

 

- provvedimenti legislativi,

 

- provvedimenti amministrativi, e

 

- accordi negoziati per la tutela ambientale.

Motivazione

Oltre agli strumenti giuridici, anche le misure "supplementari" illustrate all'articolo 11, paragrafo 4, e all'allegato VI, parte B, della direttiva che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (2000/60/CE) dovrebbero essere menzionate quali possibili soluzioni nel caso di frequenti superamenti degli standard, dal momento che misure volontarie e più incentivanti spesso sono più efficaci di un'impostazione strettamente giuridica. Ciò contribuirà ad ampliare la base comune per la direttiva in sé nonché per la legislazione ambientale in generale.

Emendamento 4

CONSIDERANDO 5 BIS (nuovo)

 

(5 bis) Perlopiù gli altri atti comunitari non sono ancora pienamente approvati e applicati, per cui è attualmente difficile appurare se l'attuazione di tali politiche renderà possibile il conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sull'acqua o se risulterà necessaria una diversa azione comunitaria. Di conseguenza, sarebbe utile esperire una valutazione formale della coerenza e dell'efficacia di tutti gli atti legislativi comunitari che concorrono alla buona qualità delle acque in modo diretto o indiretto.

Emendamento 5

CONSIDERANDO 7

(7) Nell’ottica dell’interesse comunitario e al fine di garantire una regolamentazione più efficace in materia di tutela delle acque di superficie, è opportuno fissare SQA a livello comunitario per gli inquinanti classificati come sostanze prioritarie e lasciare agli Stati membri la facoltà di definire eventuali norme nazionali per gli altri inquinanti, ferma restando l'applicazione delle norme comunitarie del caso. Tuttavia, otto inquinanti, che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE e appartengono al gruppo di sostanze per le quali è necessario raggiungere un buono stato chimico entro il 2015, non sono stati inseriti nell’elenco di sostanze prioritarie. Gli standard comuni fissati per questi inquinanti si sono tuttavia rivelati utili ed è pertanto opportuno che essi continuino ad essere disciplinati a livello comunitario.

(7) Nell’ottica dell’interesse comunitario e al fine di garantire una regolamentazione più efficace in materia di tutela delle acque di superficie, è opportuno fissare SQA a livello comunitario per gli inquinanti classificati come sostanze prioritarie e lasciare agli Stati membri la facoltà di definire norme nazionali per gli altri inquinanti, ferma restando l'applicazione delle norme comunitarie del caso. Tuttavia, otto inquinanti, che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE e appartengono al gruppo di sostanze per le quali è necessario raggiungere un buono stato chimico entro il 2015, non sono stati inseriti nell’elenco di sostanze prioritarie. Gli standard comuni fissati per questi inquinanti si sono tuttavia rivelati utili ed è pertanto opportuno che essi continuino ad essere disciplinati a livello comunitario.

Emendamento 6

CONSIDERANDO 10

(10) Considerata la mancanza di informazioni sufficienti e adeguate sulle concentrazioni delle sostanze prioritarie nel biota e nei sedimenti all’interno della Comunità e visto che le informazioni sulle acque di superficie offrono apparentemente una base sufficiente per garantire una protezione generale e un controllo efficace dell’inquinamento, in questa fase è opportuno limitare la definizione di SQA alle sole acque di superficie. Per l’esaclorobenzene, l’esaclorobutadiene e il mercurio non è tuttavia possibile garantire una protezione contro gli effetti indiretti e l’avvelenamento secondario semplicemente fissando SQA per le acque di superficie a livello comunitario; in questi casi, pertanto, occorre fissare SQA per il biota. Per garantire agli Stati membri una certa flessibilità legata alla strategia di monitoraggio nazionale, essi devono poter monitorare questi SQA e successivamente verificarne la conformità nel biota oppure convertirli negli SQA fissati per le acque superficiali. È inoltre compito degli Stati membri definire gli SQA per i sedimenti o il biota, se ciò si rivela necessario e opportuno per integrare gli SQA istituiti in ambito comunitario. Infine, poiché i sedimenti e il biota rimangono matrici importanti perché consentono agli Stati membri di monitorare la presenza di alcune sostanze per valutare l’impatto sul lungo periodo delle attività antropiche e le relative tendenze, gli Stati membri devono far sì che gli attuali livelli di contaminazione nel biota e nei sedimenti non aumentino.

(10) Considerata la mancanza di informazioni sufficienti e adeguate sulle concentrazioni delle sostanze prioritarie nel biota e nei sedimenti all’interno della Comunità e visto che le informazioni sulle acque di superficie offrono apparentemente una base sufficiente per garantire una protezione generale e un controllo efficace dell’inquinamento, in questa fase è opportuno limitare la definizione di SQA alle sole acque di superficie. Per l’esaclorobenzene, l’esaclorobutadiene e il mercurio non è tuttavia possibile garantire una protezione contro gli effetti indiretti e l’avvelenamento secondario semplicemente fissando SQA per le acque di superficie a livello comunitario; in questi casi, pertanto, occorre fissare SQA per il biota. Per le altre sostanze, è compito degli Stati membri predisporre programmi specifici di sorveglianza per i sedimenti o il biota. Infatti, poiché i sedimenti e il biota rimangono matrici importanti perché consentono agli Stati membri di monitorare la presenza di alcune sostanze per valutare l’impatto sul lungo periodo delle attività antropiche e le relative tendenze, gli Stati membri devono far sì che gli attuali livelli di contaminazione nel biota e nei sedimenti non aumentino.

Emendamento 7

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, COMMA 1

1. Gli Stati membri garantiscono che la composizione delle loro acque di superficie risponda agli standard di qualità ambientale fissati per le sostanze prioritarie, espressi come media annua e come concentrazione massima ammissibile, che figurano all’allegato I, parte A, e agli standard di qualità ambientale fissati per gli inquinanti che figurano all’allegato I, parte B.

1. Gli Stati membri garantiscono che la composizione delle loro acque di superficie risponda agli standard di qualità ambientale fissati per le sostanze prioritarie, espressi come media annua o per gli inquinanti disciplinati dalle direttive 91/414/CEE e 2003/53/CE1 in media sul periodo di utilizzo adeguata in funzione delle variazioni stagionali della portata idrica e dell'utilizzo delle sostanze, e come concentrazione massima ammissibile, che figurano all’allegato I, parte A, e agli standard di qualità ambientale fissati per gli inquinanti che figurano all’allegato I, parte B.

 

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1 Direttiva 2003/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2003, che modifica per la ventiseiesima volta la direttiva 76/769/CEE del Consiglio relativamente alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (GU L 178 del 17.7.2003, pag. 24).

Motivazione

Il calcolo della media deve tenere presente che l'utilizzo di pesticidi in agricoltura è stagionale e che, nel caso delle acque di transizione, le concentrazioni di inquinanti sono molto diverse in funzione della portata idrica dei fiumi. Infatti, poiché le precipitazioni sono generalmente assenti nei mesi estivi, le prime piogge trasportano quantità considerevolmente più elevate.

Emendamento 8

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, COMMA 2 BIS (nuovo)

 

Gli Stati membri devono migliorare le conoscenze e i dati disponibili sulle fonti delle sostanze prioritarie e le vie di inquinamento onde individuare opzioni per controlli mirati ed efficaci.

Emendamento 9

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1 BIS (nuovo)

 

1 bis. Laddove un corso d'acqua attraversi diversi Stati membri, occorre instaurare un coordinamento dei programmi di sorveglianza e degli inventari nazionali realizzati al fine di non penalizzare gli Stati membri situati a valle del corso d'acqua.

Emendamento 10

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 3 BIS (nuovo)

 

3 bis. Gli Stati membri devono uniformarsi alla direttiva 98/83/CE sulla qualità delle acque destinate al consumo umano e gestire i corpi idrici superficiali utilizzati per l'estrazione di acqua potabile1 a norma dell'articolo 7 della direttiva 2000/60/CE. Tali esigenze impongono, per la maggioranza delle sostanze, il rispetto obbligatorio di norme più severe di quelle relative alla qualità ambientale.

 

1 GU L 330 del 5.12.1998. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

Emendamento 11

ARTICOLO 3

Articolo 3

soppresso

1. Gli Stati membri designano aree transitorie nell’ambito delle quali le concentrazioni di uno o più inquinanti possono superare gli standard di qualità ambientale applicabili a condizione che tale superamento non abbia conseguenze sulla conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard.

 

2. In ciascun caso gli Stati membri delimitano l’estensione delle parti dei corpi idrici superficiali adiacenti ai punti di scarico suscettibili di essere classificate come aree transitorie di superamento, tenuto conto delle pertinenti disposizioni del diritto comunitario.

 

Gli Stati membri descrivono ogni delimitazione nei rispettivi piani di gestione dei bacini idrografici di cui all’articolo 13 della direttiva 2000/60/CE.

 

3. Gli Stati membri procedono al riesame delle autorizzazioni di cui alla direttiva 96/61/CE o mettono in atto la disciplina preventiva di cui all’articolo 11, paragrafo 3, lettera g), della direttiva 2000/60/CE, al fine di ridurre progressivamente l’estensione di ciascuna area transitoria di superamento ai sensi del paragrafo 1 che viene individuata nei corpi idrici interessati da scarichi di sostanze prioritarie.

 

4. La Commissione può definire, secondo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, il metodo che gli Stati membri devono applicare per individuare le aree transitorie di superamento dei valori prestabiliti.

 

Emendamento 12

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 1 BIS (nuovo)

 

1 bis. Gli Stati membri predispongono programmi specifici di sorveglianza per i sedimenti e il biota, individuando le specie e i tessuti da analizzare nonché il modo in cui esprimere i risultati in funzione delle variazioni stagionali degli organismi.

Emendamento 13

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, COMMA 2

Tuttavia, per le sostanze prioritarie o gli inquinanti disciplinati dalla direttiva 91/414/CEE, i valori possono essere calcolati come media degli anni 2007, 2008 e 2009.

Tuttavia, per le sostanze prioritarie o gli inquinanti disciplinati dalla direttiva 91/414/CEE, i valori possono essere calcolati come media dei periodi significativi durante gli anni 2007, 2008 e 2009.

Motivazione

Il calcolo della media deve tenere presente che l'utilizzo di pesticidi in agricoltura è stagionale e che, nel caso delle acque di transizione, le concentrazioni di inquinanti sono molto diverse in funzione della portata idrica dei fiumi. Infatti, poiché le precipitazioni sono generalmente assenti nei mesi estivi, le prime piogge trasportano quantità considerevolmente più elevate.

Emendamento 14

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 4, COMMA 2

Il periodo di riferimento per la definizione dei valori negli inventari aggiornati è l’anno precedente a quello in cui deve essere ultimata l’analisi. Per le sostanze prioritarie o gli inquinanti disciplinati dalla direttiva 91/414/CEE, i valori possono essere calcolati come la media dei tre anni precedenti al completamento dell’analisi.

Il periodo di riferimento per la definizione dei valori negli inventari aggiornati è l’anno precedente a quello in cui deve essere ultimata l’analisi. Per le sostanze prioritarie o gli inquinanti disciplinati dalla direttiva 91/414/CEE, i valori possono essere calcolati come la media dei periodi significativi durante i tre anni precedenti al completamento dell’analisi.

Motivazione

Il calcolo della media deve tenere presente che l'utilizzo di pesticidi in agricoltura è stagionale e che, nel caso delle acque di transizione, le concentrazioni di inquinanti sono molto diverse in funzione della portata idrica dei fiumi. Infatti, poiché le precipitazioni sono generalmente assenti nei mesi estivi, le prime piogge trasportano quantità considerevolmente più elevate.

Emendamento 15

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 4 BIS (nuovo)

 

4 bis. Le emissioni, scarichi e perdite delle sostanze prioritarie devono essere gradualmente ridotti o arrestati, per cui è necessario che gli Stati membri corredino il loro inventario di uno scadenzario adattato al conseguimento di tali obiettivi.

Emendamento 16

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 5

5. La Commissione verifica che le emissioni, gli scarichi e le perdite che risultano dall’inventario siano conformi, entro il 2025, agli obblighi di riduzione dell’inquinamento o di arresto delle emissioni, degli scarichi e delle perdite istituiti dall’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE.

5. La Commissione verifica che le emissioni, gli scarichi e le perdite che risultano dall’inventario siano conformi, entro il 2025, agli obblighi di riduzione dell’inquinamento o di arresto delle emissioni, degli scarichi e delle perdite istituiti dall’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), punto iv), della direttiva 2000/60/CE. La Commissione propone misure concrete intermedie qualora rilevi che le misure contenute nella presente direttiva non sono applicate o che gli obiettivi non sono conseguiti.

Emendamento 17

ARTICOLO 4, PARAGRAFO 6

6. La Commissione può definire, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, il metodo di calcolo che gli Stati membri devono utilizzare per l’istituzione degli inventari.

6. La Commissione definisce, seguendo la procedura dell’articolo 21, paragrafo 2, della direttiva 2000/60/CE, le specifiche tecniche per le analisi, nonché il metodo di calcolo che gli Stati membri devono utilizzare per l’istituzione degli inventari.

Emendamento 18

ARTICOLO 4 BIS (nuovo)

 

Articolo 4 bis

 

Controllo dell'applicazione

 

In caso di frequenti superamenti dei valori fissati dalle norme di qualità ambientale, gli Stati membri devono individuarne la fonte e adottare misure effettive, proporzionate e dissuasive contestuali a vari strumenti, come la direttiva 91/414/CEE o la direttiva 96/61/CE onde limitare l'immissione in commercio e l'utilizzo di talune sostanze a causa dei rischi che esse presentano per l'ambiente acquatico.

Emendamento 19

ARTICOLO 4 TER (nuovo)

 

Articolo 4 ter

 

Misure di verifica

 

Non appena pubblicati e aggiornati gli inventari, a norma dell'articolo 4, la Commissione procede a una revisione dell'elenco delle sostanze prioritarie.

 

In funzione dei risultati degli inventari, devono essere prospettate misure per le sostanze più problematiche.

Emendamento 20

ARTICOLO 9 BIS (nuovo)

 

Articolo 9 bis

 

Azione comunitaria integrativa

 

La Commissione predispone procedure chiare e trasparenti istitutive di un contesto razionalizzato e mirato per la comunicazione, da parte degli Stati membri, di informazioni sulle sostanze prioritarie atte a potenziare il processo decisionale comunitario e consentire di predisporre, in futuro, SQA armonizzati per i sedimenti o biota, nonché ulteriori controlli di emissione.

Emendamento 21

ALLEGATO I, PARTE C, PUNTO 2

2. Colonne 6 e 7: per ciascun corpo idrico superficiale, gli SQA relativi alla concentrazione massima ammissibile sono rispettati se la concentrazione rilevata in ciascun punto rappresentativo di monitoraggio all’interno del corpo idrico non supera lo standard prescritto.

2. Colonne 6 e 7: per ciascun corpo idrico superficiale, gli SQA relativi alla concentrazione massima ammissibile sono rispettati se le concentrazioni rilevate in ciascun punto rappresentativo di monitoraggio all’interno del corpo idrico non superano ripetutamente lo standard prescritto.

Motivazione

La concentrazione massima ammissibile costituisce un valido strumento da utilizzare nella lotta all'inquinamento. Tuttavia, risulta piuttosto esagerato procedere all'adozione di misure immediatamente dopo la prima osservazione del superamento della CMA. Un criterio migliore è l'osservazione di ripetuti superamenti di uno SQA o di una CMA, e tale impostazione eviterà la trascuratezza nell'effettuare i controlli.

PROCEDURA

Titolo

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE

Riferimenti

COM(2006)0397 - C6-0243/2006 - 2006/0129(COD)

Commissione competente per il merito

ENVI

Parere espresso da
  Annuncio in Aula

AGRI
5.9.2006

Cooperazione rafforzata – annuncio in Aula

Bernadette Bourzai
11.9.2006

Relatore per parere
  Nomina

18.12.2006

24.1.2007

 

 

 

Relatore per parere sostituito

24.1.2007

Esame in commissione

+:

–:

0:

38

-

-

Approvazione

Katerina Batzeli, Thijs Berman, Niels Busk, Luis Manuel Capoulas Santos, Dumitru Gheorghe Mircea Coşea, Joseph Daul, Albert Deß, Carmen Fraga Estévez, Lutz Goepel, Bogdan Golik, Friedrich-Wilhelm Graefe zu Baringdorf, Elisabeth Jeggle, Heinz Kindermann, Albert Jan Maat, Diamanto Manolakou, Mairead McGuinness, Rosa Miguélez Ramos, Neil Parish, Radu Podgorean, María Isabel Salinas García, Agnes Schierhuber, Willem Schuth, Czesław Adam Siekierski, Brian Simpson, Csaba Sándor Tabajdi, Marc Tarabella, Witold Tomczak, Kyösti Virrankoski, Andrzej Tomasz Zapałowski, Janusz Wojciechowski

Esito della votazione finale

Bernadette Bourzai, Hynek Fajmon, Gábor Harangozó, Zdzisław Zbigniew Podkański, Armando Veneto

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Reimer Böge, Jorgo Chatzimarkakis, Wiesław Stefan Kuc

Supplenti presenti al momento della votazione finale

...

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

 

(1)

Non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.


PARERE della commissione per la pesca (25.1.2007)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa allo standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e le modifiche della direttiva 2000/60/CE

(COM(2006)0397 – C6‑0243 – 2006/0129(COD))

Relatrice per parere: Dorette Corbey

Traduzione esterna

BREVE MOTIVAZIONE

I. Contesto generale

La prima normativa comunitaria riguardante l'inquinamento chimico delle acque risale al 1976 (con la direttiva 76/464/CEE concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità).

In seguito, dal 1982 al 1990, sono state adottate varie direttive derivate, che fissano valori limite di emissione e obiettivi di qualità ambientale per 18 inquinanti specifici.

La direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE ha introdotto una strategia aggiornata, esauriente ed efficace per l'inquinamento chimico delle acque di superficie.

La direttiva quadro sulle acque costituisce il punto di riferimento generale per una strategia volta a contrastare l'inquinamento delle acque di superficie e chiede alla Commissione di presentare una proposta riguardante misure specifiche per combattere l'inquinamento idrico prodotto da singoli inquinanti o gruppi di inquinanti che presentino un rischio significativo per l'ambiente acquatico o proveniente dall'ambiente acquatico.

La prima iniziativa in tal senso è stata l'adozione della decisione n. 2455/2001/CE, che sostituisce l'elenco stilato dalla Commissione nel 1982; successivamente la Commissione è stata invitata a presentare standard di qualità ambientale (SQA) (a norma dell'articolo 16, paragrafo 7) e proposte per il controllo delle emissioni (articolo 16 paragrafi 6 e 8) per tali sostanze prioritarie.

L'obiettivo della presente proposta della Commissione europea è di proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente nel rispetto del principio di sviluppo sostenibile e, nel contempo, di tenere maggiormente in considerazione il settore della pesca e le comunità che da esso dipendono.

Inoltre la proposta, che prevede la semplificazione della legislazione e della comunicazione che la accompagna, tiene in piena considerazione gli obiettivi e le disposizioni delle altre normative comunitarie, segnatamente per quanto attiene alla politica per le sostanze chimiche, tra cui REACH e la direttiva sui pesticidi, la direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC) e le strategie tematiche, soprattutto per quanto attiene alla politica marina e all'uso sostenibile dei pesticidi.

II. Contesto

L'inquinamento chimico delle acque di superficie può perturbare gli ecosistemi acquatici con la conseguente perdita di habitat e di biodiversità.

Gli inquinanti possono accumularsi nella catena alimentare e recare danno ai predatori che consumano pesce contaminato. Le persone sono esposte agli inquinanti attraverso l'ambiente acquatico quando si cibano di pesce o di molluschi, quando bevono l'acqua e a volte anche quando si dedicano ad attività ricreative sull'acqua.

Gli inquinanti possono ritrovarsi nell'ambiente anche a distanza di molti anni di distanza dal divieto di utilizzo e possono essere rilasciati nell'ambiente da varie fonti (agricole, industriali, inceneritori, ecc.), sia come prodotti che come sottoprodotti emessi non deliberatamente, possono essere conseguenti a un uso passato o essere contenuti in prodotti domestici di uso quotidiano.

Il primo intervento nell'ambito della strategia definita dall'articolo 16 è stata l'adozione di un elenco di sostanze prioritarie (decisione 2455/2001/CE) che annovera 33 sostanze che destano particolari timori a livello comunitario.

La presente proposta intende garantire un livello elevato di protezione contro i rischi che tali sostanze prioritarie e alcuni altri inquinanti comportano per l'ambiente acquatico e attraverso di esso e per questo definisce degli standard di qualità ambientale (SQA).

Esistono molti potenziali vantaggi ambientali e sociali derivanti dalla riduzione dell'inquinamento chimico delle acque ottenuto attraverso il rispetto degli SQA.

Di fatto, per la categoria della pesca commerciale e ricreativa, i vantaggi riguardano la riduzione nel numero di pesci che non soddisfano gli standard prescritti per il consumo umano, la riduzione degli effetti negativi sul consumo di pesce indotti dalla percezione di possibili minacce per la salute, la riduzione dell'esposizione agli inquinanti chimici per effetto del consumo di pesce, l'aumento potenziale della quantità e della varietà di stock ittici e l'aumento della redditività della pesca commerciale e ricreativa.

In merito alle categorie degli allevamenti ittici e di molluschi, i vantaggi del rispetto degli SQA consistono nell'aumento della produttività del settore, nella riduzione dell'accumulo nella carne e in una minore esposizione delle persone alle sostanze pericolose.

Naturalmente l'intero processo ha un notevole impatto sulla salute umana. I vantaggi derivanti dalla riduzione dell'inquinamento chimico riguardano la minore esposizione complessiva a sostanze pericolose, in primis per gli esseri umani che consumano pesce e molluschi.

La presente proposta della Commissione europea si limita a istituire SQA a livello comunitario. La definizione di misure specifiche e supplementari per contrastare l'inquinamento è lasciata agli Stati membri, visto che per ottemperare alle disposizioni dell'articolo 16, paragrafi 6 e 8, della direttiva quadro, si devono applicare molti altri atti comunitari già in vigore.

Lo strumento proposto è una direttiva che istituisce obiettivi di qualità ambientale che devono essere conseguiti entro il 2015.

III. Valutazione

Per quanto attiene agli effetti sul settore, è opportuno fare alcune osservazioni. Il piombo è notoriamente una sostanza pericolosa e le sue emissioni nelle acque dovrebbero essere ridotte nella massima misura possibile. Il contributo dello stesso settore della pesca, in qualunque forma possibile, andrebbe incoraggiato. Nella sua valutazione di impatto, la Commissione ha indicato (pag. 53) che la diossina, il furano, il PCB sono inquinanti legati a un uso passato e sono adeguatamente controllati. È difficile condividere questa valutazione ottimistica, visto che dalla strategia sulla diossina del 2001 i livelli nei pesci non hanno mostrato alcuna diminuzione significativa e per il Mar Baltico, in particolare, appaiono statici. Ciò potrebbe dipendere principalmente dal fatto che tali inquinanti restano imprigionati nei sedimenti e vengono periodicamente risospesi. Le gravi preoccupazioni in merito alla minaccia del PCB per l'ambiente acquatico in ragione dello smaltimento illegale sembrerebbero quindi giustificate.

Una terza osservazione riguarda i limiti proposti per le concentrazioni di esaclorobenzene, esaclorobutadiene e mercurio rispetto al peso naturale dei pesci, dei molluschi, dei crostacei e dell'altro biota. Qualora uno Stato membro decida di introdurre norme più severe per raggiungere i livelli stabiliti dall'articolo 2.3, sarà necessario operare un coordinamento con altri Stati membri che condividono lo stesso bacino idrografico. Se necessario, gli altri Stati membri, segnatamente i paesi collocati a monte, dovrebbero adottare i medesimi standard.

EMENDAMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Testo della Commissione(1)  Emendamenti del Parlamento

Emendamento 1

CONSIDERANDO 7 BIS (nuovo)

 

(7 bis) Determinate sostanze, se presenti in acque di superficie, sono molto dannose per i pesci ma non figurano negli elenchi di standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque. Si tratta in particolare dei perfluorottano sulfonati (PFOS) e del tetrabromobifenolo A (TBBP-A). La Commissione, se necessario, deve presentare proposte che stabiliscano anche per queste sostanze standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque.

Motivazione

I PCB, le diossine, i PFOS e il tetrabromobifenolo sono estremamente dannosi per l'ambiente e devono essere inseriti negli elenchi di sostanze cui si applicano gli standard di qualità ambientale.

Emendamento 2

CONSIDERANDO 11 BIS (nuovo)

 

(11 bis). Il piombo, utilizzato nelle attrezzature da pesca, sia per la pesca ricreativa che professionale, è una fonte di inquinamento dell'acqua. Al fine di ridurre il livello di piombo nelle acque di pesca, gli Stati membri incoraggiano il settore a sostituire il piombo con alternative meno pericolose.

Emendamento 3

CONSIDERANDO 11 TER (nuovo)

(11 ter) I policlorobifenili (PCB) e le diossine sono due gruppi di sostanze tossiche, persistenti e bioaccumulabili. I due gruppi di sostanze comportano notevoli rischi per la salute delle persone e l'ambiente, hanno effetti estremamente negativi sulle specie acquatiche e compromettono di conseguenza la vitalità del settore della pesca. Inoltre, la Commissione ha segnalato in varie occasioni la necessità di includere queste sostanze nell'elenco di sostanze prioritarie. Occorre quindi che la presente direttiva preveda il loro futuro inserimento nell'elenco di sostanze prioritarie.

Emendamento 4

ARTICOLO 2, PARAGRAFO 3, SOTTOPARAGRAFO 2

Al fine di monitorare la conformità agli standard di qualità ambientale delle sostanze elencate al primo comma, gli Stati membri introducono uno standard più severo per le acque in sostituzione dello standard dell’allegato I, parte A, oppure definiscono uno standard supplementare per il biota.

Al fine di monitorare la conformità agli standard di qualità ambientale delle sostanze elencate al primo comma, gli Stati membri introducono uno standard più severo per le acque in sostituzione dello standard dell’allegato I, parte A, oppure definiscono uno standard supplementare per il biota. Quando un bacino idrografico è localizzato in diversi Stati membri, tali Stati membri dovrebbero, ove necessario, applicare gli stessi standard.

Emendamento 5

ARTICOLO 4 BIS (nuovo)

Articolo 4 bis

 

Inclusione di diossine e PCB

 

In conformità delle disposizioni dell'articolo 16 della direttiva 2000/60/CE e entro il 31 gennaio 2008, la Commissione presenta una proposta di revisione della presente direttiva intesa a includere le diossine e i PCB nell'elenco di sostanze prioritarie all'allegato II e comprendere i corrispondenti standard di qualità ambientale all'allegato I.

PROCEDURA

Titolo

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa allo standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e le modifiche della direttiva 2000/60/CE

Riferimenti

COM(2006)0397 – C6-0243/2006 – 2006/0129(COD)

Commissione competente per il merito

ENVI

Parere espresso da
  Annuncio in Aula

PECH
5.9.2006

Cooperazione rafforzata – annuncio in Aula

 

Relatore per parere
  Nomina

Dorette Corbey
27.9.2006

Relatore per parere sostituito

 

Esame in commissione

20.11.2006

20.12.2006

0.0.0000

 

 

Approvazione

25.1.2007

Esito della votazione finale

 

 

 

Unanimità

 

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

James Hugh Allister, Stavros Arnaoutakis, Elspeth Attwooll, Marie-Hélène Aubert, Iles Braghetto, Niels Busk, Luis Manuel Capoulas Santos, David Casa, Zdzisław Kazimierz Chmielewski, Carmen Fraga Estévez, Ioannis Gklavakis, Pedro Guerreiro, Ian Hudghton, Heinz Kindermann, Albert Jan Maat, Rosa Miguélez Ramos, Philippe Morillon, Seán Ó Neachtain, Willi Piecyk, Dirk Sterckx, Catherine Stihler, Daniel Varela Suanzes-Carpegna

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Duarte Freitas, James Nicholson

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

 

Osservazioni (disponibili in una sola lingua)

...

(1)

Non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.


PROCEDURA

Titolo

Standard di qualità ambientale nel settore delle acque

Riferimenti

COM(2006)0397 - C6-0243/2006 - 2006/0129(COD)

Presentazione della proposta al PE

17.7.2006

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ENVI

5.9.2006

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

ITRE

5.9.2006

AGRI

5.9.2006

PECH

5.9.2006

 

Relatore(i)

       Nomina

Anne Laperrouze

29.11.2005

 

 

Esame in commissione

22.1.2007

30.1.2007

28.2.2007

 

Approvazione

27.3.2007

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Irena Belohorská, Johannes Blokland, Frieda Brepoels, Hiltrud Breyer, Martin Callanan, Dorette Corbey, Chris Davies, Avril Doyle, Mojca Drčar Murko, Edite Estrela, Anne Ferreira, Karl-Heinz Florenz, Matthias Groote, Satu Hassi, Gyula Hegyi, Holger Krahmer, Urszula Krupa, Jules Maaten, Marios Matsakis, Linda McAvan, Alexandru-Ioan Morţun, Roberto Musacchio, Riitta Myller, Péter Olajos, Miroslav Ouzký, Dimitrios Papadimoulis, Guido Sacconi, Karin Scheele, Richard Seeber, Bogusław Sonik, María Sornosa Martínez, Antonios Trakatellis, Evangelia Tzampazi, Thomas Ulmer, Anja Weisgerber, Åsa Westlund, Glenis Willmott

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ambroise Guellec, Anne Laperrouze, Henrik Lax, Kartika Tamara Liotard, David Martin, Jiří Maštálka, Miroslav Mikolášik, Alojz Peterle, Robert Sturdy, Radu Ţîrle

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