RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) No 1784/2003 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali

    16.4.2007 - (COM(2006)0755 – C6‑0044/2007 – 2006/0256(CNS)) - *

    Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
    Relatore: Béla Glattfelder

    Procedura : 2006/0256(CNS)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A6-0141/2007

    PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) No 1784/2003 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali

    (COM(2006)0755 – C6‑0044/2007 – 2006/0256(CNS))

    (Procedura di consultazione)

    Il Parlamento europeo,

    –   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2006)0755)[1],

    –   visto l'articolo 37 del trattato CE, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C6‑0044/2007),

    –   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

    –   vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A6‑0141/2007),

    1.  respinge la proposta della Commissione;

    2.  invita la Commissione a ritirare la proposta;

    3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

    Traduzione esterna

    • [1]  Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.

    MOTIVAZIONE

    1. Introduzione

    Con sua proposta, la Commissione intende abolire l'intervento per il granturco a partire dalla campagna 2007/2008. Tale proposta si basa sui dati di due campagne (2004/2005 e 2005/2006). In tale periodo, le scorte di intervento del granturco nell'UE-25 ammontavano a 5,6 milioni di tonnellate e costituivano il 40% delle scorte di intervento totali. La gran parte di tali scorte (93%) si trova in Ungheria.

    La Commissione prevede che le scorte di intervento del granturco continueranno ad aumentare in futuro perché:

    · con l'adesione di Romania e Bulgaria, entrano nell'UE due importanti produttori di granturco, con prezzi interni significativamente inferiori rispetto al prezzo di intervento e con un'infrastruttura meno sviluppata;

    · gli sbocchi interni sono limitati, in ragione degli alti costi di trasporto tra le zone UE con produzione eccedentaria e quelle dove la produzione è deficitaria;

    · la liberalizzazione degli scambi commerciali aumenta la competizione interna.

    La proposta si basa quindi sul presupposto che entro il 2013 le scorte di intervento per il granturco potrebbero raggiungere 15,6 milioni di tonnellate, mentre le scorte totali di cereali sfiorerebbero 18,9 milioni di tonnellate. La Commissione ritiene che se abolisse l'intervento per il granturco, le scorte complessive di cereali ammonterebbero solo a 10 milioni di tonnellate, quell'anno. Nel frattempo, come suggerisce la proposta, le regioni dell'Europa centrale che coltivano granturco riacquisterebbero la loro competitività e i prezzi inferiori consentirebbero, inoltre, di potenziare la competitività della produzione di suini e pollame.

    2. Valutazione

    Il relatore propone di respingere la proposta della Commissione per i seguenti motivi:

    · delude le legittime aspettative dei produttori di granturco;

    · non è adeguatamente corroborata da dati di mercato;

    · non tiene in considerazione gli eventuali effetti negativi dell'abolizione dell'intervento per il granturco sul mercato dei cereali.

    2.1. Violazione del principio di tutela delle legittime aspettative

    La tutela delle legittime aspettative è un elemento fondamentale della certezza giuridica nel diritto comunitario. Il concetto alla base della certezza del diritto dovrebbe essere quello di poter pianificare l'esistenza avendo la certezza delle conseguenze giuridiche delle proprie azioni.

    Ciò comporta, in primo luogo, che nessun intervento giuridico dovrebbe avere effetti retroattivi.

    In secondo luogo, i legislatori hanno l'obbligo di fornire ai cittadini un tempo ragionevole per prepararsi all'applicazione degli strumenti giuridici in questione, dalla data di pubblicazione.

    Il granturco viene seminato, di norma, da aprile a fine maggio, ma i produttori devono prendere le decisioni più importanti in autunno: occorre definire la struttura dei raccolti e si devono ordinare le sementi, i pesticidi e gli erbicidi. Dato che il granturco è l'ultimo tra i cereali ad essere seminato, le zone riservate a tale coltivazione non possono essere utilizzate per altri scopi in quella campagna.

    Tenuto conto del calendario del Consiglio e del Parlamento europeo, il nuovo regolamento sull'abolizione dell'intervento per il granturco non sarà pubblicato prima del maggio di quest'anno. Poiché la Commissione vuole che l'attuale proposta sia applicata a partire dalla campagna 2007/2008, ciò violerebbe il principio delle legittime aspettative dei produttori e degli altri soggetti coinvolti.

    La Commissione afferma, tuttavia, che "il granturco è seminato esclusivamente in primavera. I tempi di presentazione di questa proposta sono pertanto del tutto adeguati per gli agricoltori (...)". Considerando i fatti esposti in precedenza, il relatore non può accogliere tale argomentazione.

    La Commissione non si può difendere con l'argomentazione che la proposta è stata pubblicata a dicembre. La pubblicazione della proposta rappresenta solo il primo passo del processo legislativo e i cittadini non sono in alcun modo vincolati giuridicamente dalla mera pubblicazione di una proposta. Se il diritto comunitario avesse attribuito alla pubblicazione di una proposta della Commissione gli stessi effetti giuridici di uno strumento giuridico adottato, avrebbe reso nullo il potere legislativo del Consiglio e del Parlamento europeo!

    Se prendiamo a esempio il riso, escluso dal sistema di intervento durante la riforma PAC del 2003, il legislatore aveva concesso ai produttori un anno, per prendere le decisioni necessarie prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento. La nuova organizzazione comune dei mercati (OCM) dei cereali che aboliva l'intervento per il riso, pubblicata nell'ottobre 2003, era stata applicata solo a partire dalla campagna 2004/2005.

    2.2. Stime di mercato infondate

    La Commissione ha basato i propri calcoli sui dati di due campagne (2004/2005 e 2005/2006). La campagna 2004/2005, inoltre, ha registrato un raccolto record di granturco, il più alto in Europa da molti anni a questa parte, che ha provocato una discesa dei prezzi sul mercato interno e mondiale. Il relatore è fermamente convinto che un periodo di due anni non sia sufficiente per trarre conclusioni sulla situazione a lungo termine del mercato.

    La Commissione non tiene conto delle attuali tendenze di mercato. Secondo le stime, le scorte di intervento di granturco passerebbero da 5,8 milioni di tonnellate del 2005 a 9,0 milioni di tonnellate nel 2006. Di fatto, i produttori non hanno offerto alcuna quantità significativa di granturco per l'intervento nel 2006. In ragione dei prezzi relativamente alti e del raccolto inferiore alla media, il livello delle scorte di intervento è sceso addirittura a 4,28 milioni di tonnellate alla fine del 2006. Considerato che i calcoli della Commissione si basano sul presupposto che le scorte di intervento cresceranno in maniera lineare in futuro, l'argomentazione principale della proposta, ossia che l'intervento per il granturco è insostenibile e porterà a scorte elevate, sembra essere ingiustificato.

    Gli attuali prezzi di mercato del granturco sono di circa 120 euro/t, ossia notevolmente superiori al prezzo di intervento (101,31 euro/t). Tali prezzi consentono alla Comunità di vendere le scorte di intervento senza grosse perdite finanziarie, persino tenuto conto dei costi del pubblico ammasso.

    La valutazione di mercato della Commissione non è neppure suffragata dagli sviluppi di mercato a lungo termine. La stessa Commissione afferma, in un'altra pubblicazione, che "a differenza del frumento, il consumo mondiale di granturco è cresciuto a un ritmo costante e relativamente elevato di quasi il 2% nel periodo 1980-2002"[1]. Il consumo di granturco nell'Unione europea ha registrato una crescita ancora più marcata, pari al 3,7% all'anno.

    Secondo le principali istituzioni internazionali (FAO, OCSE, FAPRI), queste tendenze di mercato proseguiranno nel prossimo futuro. Nella sua analisi di mercato[2], il FAPRI prevede l'aumento dei prezzi e la diminuzione delle scorte per il prossimo decennio. Le cifre indicano che la produzione non sarà in grado di tenere il passo della crescita dei consumi.

    La crescita della domanda di granturco può essere spiegata da due motivi:

    · l'aumento della popolazione dei paesi orientali e di altre regioni del mondo provocherà un aumento sempre più marcato del consumo di carne, che a sua volta comporterà un incremento costante del numero di animali. Pertanto la domanda di mangimi per l'alimentazione animale crescerà altrettanto;

    · il consumo di granturco potrebbe essere stimolato dal settore del bioetanolo, in piena espansione. La produzione di biocarburanti potrebbe costituire uno sbocco importante per il granturco, anche nelle regioni eccedentarie dell'UE.

    2.3. Effetti sui mercati dei cereali

    L'intervento per il granturco non si può abolire senza tenere in considerazione gli eventuali effetti sui mercati dei cereali, dato che, a differenza del riso, il granturco non è un surrogato del frumento e dell'orzo per alimentazione.

    Uno degli obiettivi principali dell'OCM dei cereali è mantenere la stabilità dei prezzi nei mercati interni. In caso di abolizione dell'intervento per il granturco, i produttori affronteranno una notevole volatilità dei prezzi. Nelle campagne in cui il raccolto sarà superiore alla media, i prezzi di mercato del granturco scenderanno, mentre quelli del frumento e dell'orzo resteranno costantemente a livelli analoghi a quelli del prezzo di intervento, che funge da rete di salvataggio. Per effetto dei prezzi significativamente inferiori, il granturco diventerà molto più competitivo del frumento e dell'orzo e le scorte di intervento di questi ultimi aumenteranno. Le cifre della Commissione confermano tali sviluppi di mercato. Secondo le proiezioni, in caso di abolizione dell'intervento per il granturco, le scorte pubbliche di frumento e di orzo aumenteranno da circa 5,5 milioni di tonnellate nel 2008 a 10 milioni di tonnellate nel 2013.

    In conclusione, è chiaro che se si abolisse l'intervento per il granturco mantenendo invariati altri elementi costitutivi dell'OCM, si provocherebbero gravi squilibri di mercato nell'intero settore cerealicolo.

    • [1] COM AGRI: Agricultural Commodity Markets: Past Developments and Outlook. Febbraio 2006.
    • [2]  Food and Agriculture Policy Research Institute: Agricultural Outlook 2006

    PROCEDURA

    Titolo

    Modifica del regolamento (CE) n. 1784/2003 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali

    Riferimenti

    COM(2006)0755 - C6-0044/2007 - 2006/0256(CNS)

    Consultazione del PE

    16.1.2007

    Commissione competente per il merito

           Annuncio in Aula

    AGRI

    18.1.2007

    Commissione(i) competente(i) per parere

           Annuncio in Aula

    BUDG

    18.1.2007

     

     

     

    Pareri non espressi

           Decisione

    BUDG

    14.2.2007

     

     

     

    Relatore(i)

           Nomina

    Béla Glattfelder

    19.12.2006

     

     

    Esame in commissione

    26.2.2007

    20.3.2007

    12.4.2007

     

    Approvazione

    12.4.2007

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    24

    9

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Vincenzo Aita, Peter Baco, Katerina Batzeli, Sergio Berlato, Thijs Berman, Niels Busk, Luis Manuel Capoulas Santos, Giuseppe Castiglione, Dumitru Gheorghe Mircea Coşea, Joseph Daul, Albert Deß, Gintaras Didžiokas, Michl Ebner, Carmen Fraga Estévez, Duarte Freitas, Lutz Goepel, Friedrich-Wilhelm Graefe zu Baringdorf, Esther Herranz García, Elisabeth Jeggle, Heinz Kindermann, Diamanto Manolakou, Mairead McGuinness, Rosa Miguélez Ramos, Neil Parish, Radu Podgorean, María Isabel Salinas García, Agnes Schierhuber, Willem Schuth, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Jeffrey Titford, Witold Tomczak, Donato Tommaso Veraldi, Janusz Wojciechowski, Andrzej Tomasz Zapałowski

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Herbert Bösch, Bernadette Bourzai, Béla Glattfelder, Gábor Harangozó, Astrid Lulling, Jan Mulder

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Edit Herczog, László Surján