RELAZIONE sulla relazione concernente i progressi compiuti dalla Croazia nel 2007
28.2.2008 - (2007/2267(INI))
Commissione per gli affari esteri
Relatore: Hannes Swoboda
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
sulla relazione concernente i progressi compiuti dalla Croazia nel 2007
Il Parlamento europeo,
– vista la decisione del Consiglio del 3 ottobre 2005 di avviare i negoziati di adesione con la Croazia,
– vista la sua risoluzione del 25 aprile 2007 sulla relazione concernente i progressi compiuti dalla Croazia nel 2006[1],
– vista la relazione sui progressi compiuti dalla Croazia nel 2007, pubblicata dalla Commissione il 6 novembre 2007 (SEC(2007)1431),
– viste le conclusioni del Consiglio Affari generali e Relazioni esterne del 10 dicembre 2007 sulla Croazia,
– vista la visita della delegazione della commissione per gli affari esteri in Croazia il 6-7 febbraio 2008,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A6‑0048/2008),
A. considerando che l'adesione all'Unione europea comporta l'impegno a superare le divisioni esistenti e realizzare la riconciliazione tra i popoli e che tutto ciò comporta una delega volontaria dei poteri in alcuni settori fondamentali; considerando che a tale proposito la Croazia ha compiuto sforzi sostanziali e coronati da successo che hanno prodotto risultati visibili,
B. considerando che il processo di adesione della Croazia all'UE ha implicazioni regionali più ampie, è visto come un banco di prova per gli impegni assunti dall'UE nei confronti dei Balcani occidentali e potrebbe diventare un incentivo significativo per tutti gli altri paesi interessati,
C. considerando che il serio impegno della Croazia nei negoziati di adesione ha dato buoni risultati ed è di buon auspicio per il processo di integrazione nell'UE della Croazia e di altri paesi della regione,
D. considerando che negli scorsi due anni di negoziazioni la Croazia ha compiuto sostanziali e lodevoli progressi nella maggior parte dei settori coperti dalla legislazione comunitaria,
E. considerando che sono necessari maggiori sforzi e un rinnovato impegno politico per affrontare alcuni dei settori più problematici in cui sono necessarie riforme, prima che la Croazia possa aderire all'Unione europea,
F. considerando che le conclusioni del Consiglio europeo di Salonicco del 2003 indicano che il futuro di tutti i paesi dei Balcani occidentali si trova effettivamente nell'Unione europea, come confermato in diverse risoluzioni del Parlamento europeo,
G. considerando che la dichiarazione congiunta UE-Balcani occidentali, approvata all'unanimità da tutti i ministri degli Affari esteri dell'Unione europea e dai ministri degli Affari esteri dei paesi dei Balcani occidentali, l'11 marzo 2006 a Salisburgo, riconferma l'importanza di buone relazioni di vicinato e la necessità di trovare soluzioni reciprocamente accettabili alle questioni pendenti con i paesi vicini,
1. si congratula con le autorità croate per i risultati positivi raggiunti finora, in particolare per quanto riguarda il numero dei capitoli di negoziato che sono stati aperti;
2. ritiene che l'obiettivo dei negoziati di adesione in corso sia quello di concordare le misure che possono essere necessarie per facilitare l'integrazione, con un chiaro impegno da parte del paese candidato ad accettare e applicare l'acquis e aderire agli obiettivi politici dei trattati, e che essi non dovrebbero essere impiegati come strumento di pressione per risolvere le controversie politiche bilaterali che esulano dal campo di applicazione dell'acquis e dagli obiettivi del processo;
3. approva il fatto che la Croazia ha compiuto positivi progressi nel rispettare gli obiettivi di riferimento per l'apertura di taluni capitoli e invita il nuovo governo ad intensificare i suoi sforzi per conformarsi ai parametri dei rimanenti capitoli;
4. è lieto di osservare che buona parte della legislazione della Croazia è stata allineata agli standard dell'UE, ma ricorda alle autorità croate che è adesso fondamentale accelerare lo sviluppo della capacità amministrativa necessaria per eseguire la nuova legislazione; chiede, a questo proposito, alle autorità croate di avviare tale processo e coinvolgere la società civile nel monitoraggio della sua attuazione;
5. esorta la Croazia ad accelerare il processo di riforma dell'amministrazione pubblica nei servizi locali e regionali di auto-amministrazione nonché a fornire le risorse e la formazione necessarie per l'attuazione di tali riforme;
6. si compiace per le misure che sono state adottate nel settore fondamentale della riforma giudiziaria, ma condivide l'opinione della Commissione in merito alla necessità di ulteriori miglioramenti, in particolare allo scopo di:
– ridurre ulteriormente il cumulo di processi non conclusi, anche promuovendo più vigorosamente tra i giudici il ricorso a forme alternative di risoluzione dei conflitti;
– promuovere l'indipendenza, l'imparzialità e la professionalità della magistratura, in particolare la nomina e la gestione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri, compresa la loro formazione;
– dare un rinnovato impulso al processo di razionalizzazione del funzionamento dei tribunali e assicurare che gli investimenti in materia di infrastrutture siano conformi alla nuova "mappa giudiziaria";
7. si congratula con le autorità croate per quanto riguarda i loro continui sforzi per un imparziale svolgimento dei processi per i crimini di guerra e le invita ad esercitare una continua vigilanza allo scopo di evitare il rischio della pronuncia di sentenze etnicamente motivate e di assicurare che sia fatto tutto il possibile per proteggere l'integrità del processo giudiziario; chiede a questo riguardo che siano prese misure integrative urgenti per la protezione dei testimoni, compresa l'adozione di disposizioni giuridiche rafforzate;
8. accoglie favorevolmente il fatto che la Croazia continua a cooperare pienamente con il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY); esprime tuttavia preoccupazione circa l'impatto negativo che le sentenze dell'ICTY delle cause sui crimini di guerra di Vukovar hanno avuto sull'opinione pubblica croata; esorta il governo croato, con il sostegno di tutti i partiti politici, i media e la società civile e in cooperazione con l'ufficio dell'ICTY in Croazia, ad intraprendere misure volte a mantenere il sostegno dell'opinione pubblica a favore del ruolo svolto dall'ICTY nell'affrontare i crimini di guerra perpetrati durante il conflitto jugoslavo; osserva che tale sostegno risulterebbe considerevolmente rafforzato se tutti i paesi coinvolti cooperassero pienamente con l'ICTY;
9. esorta le autorità croate, in tale contesto, a garantire il rigoroso rispetto delle condizioni per la liberazione provvisoria dei convenuti chiamati in giudizio davanti all'ICTY;
10. approva il rafforzamento del mandato dell'Ufficio per la prevenzione della corruzione e della criminalità organizzata (USKOK) e si compiace per il maggior numero di casi di corruzione che vengono perseguiti e guarda con vivo interesse alla riuscita delle indagini in casi di corruzione ad alto livello; chiede che questi sforzi vengano continuati allo scopo di eradicare la corruzione, in alcuni casi inaccettabilmente diffusa, che pregiudica lo sviluppo economico del paese;
11. si congratula con la Croazia per l'esemplare Legge costituzionale sulle minoranze nazionali (CLNM) e la loda per le misure adottate al fine di facilitare l'integrazione delle minoranze nel sistema tradizionale sociale e politico;
12. accoglie con favore l'importante decisione di nominare un rappresentante della minoranza serba vice-primo ministro competente dello sviluppo regionale, della ricostruzione e del rimpatrio dei profughi;
13. incoraggia il governo e il parlamento a proseguire gli sforzi volti ad assicurare l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione e pregiudizio, anche nei confronti della comunità Rom; esorta, in tale contesto, il governo ad adottare una strategia globale contro la discriminazione e ad attuarla con efficacia a livello nazionale e locale;
14. ricorda, inoltre, la necessità di assicurare l'efficace applicazione della CLNM, in particolare per quanto riguarda l'insegnamento bilingue nelle scuole, il bilinguismo nella pubblica amministrazione e le previste garanzie occupazionali concernenti l'adeguata rappresentanza delle minoranze nel potere giudiziario e nell'amministrazione pubblica;
15. ritiene che le misure volte alla costruzione della fiducia transnazionale costituiscano un elemento chiave per la stabilità del paese come pure della regione dei Balcani in senso più ampio;
16. è del parere che il sistema di istruzione della Croazia, pur tutelando e rafforzando le tradizioni culturali e sociali di ciascuna comunità nazionale, dovrebbe al contempo promuovere con più determinazione una maggiore integrazione e coesione all'interno della società croata;
17. chiede il reintegro sostenibile dei rifugiati di guerra e rileva a tale riguardo la necessità di sviluppare e attuare tempestivamente misure sociali in materia di alloggi e di lavoro a favore dei rifugiati che siano consone alla situazione esistente;
18. si compiace della crescita sostenuta dell'economia croata; auspica che tale crescita sfoci in maggiori occasioni di lavoro; si compiace per i lavori compiuti da HitroRez nel ridurre l'onere amministrativo per le imprese e auspica risultati analoghi in altri settori;
19. accoglie favorevolmente le riforme adottate nel settore della tutela ambientale; esorta il governo a prendere in considerazione misure e politiche per affrontare gli effetti deleteri del cambiamento climatico, in ottemperanza degli obiettivi dell'UE; sollecita l'istituzione di un dialogo intersettoriale maggiormente esaustivo, volto a garantire uno sviluppo ecologicamente sostenibile;
20. esorta le autorità croate a rivalutare l'efficienza dell'attuale sistema delle misure di tutela ambientale, compreso lo sviluppo di impianti di trattamento delle acque costiere, di raccolta differenziata dei rifiuti e di termovalorizzazione e l'eliminazione delle discariche illegali di rifiuti, e ad aumentare il coordinamento tra tutti gli organi responsabili; chiede inoltre in tale contesto una campagna di sensibilizzazione al fine di richiamare maggiormente l'attenzione dell'opinione pubblica sull'ambiente;
21. approva il programma economico di preadesione della Croazia e osserva che è prevista l'adozione nel maggio 2008 del programma nazionale di ristrutturazione dell'industria cantieristica, atteso da troppo tempo; ricorda alle autorità croate che i progressi in questo settore, oltre ad essere una condizione prevista nell'Accordo di stabilizzazione e di associazione, sono di cruciale importanza per i negoziati di adesione;
22. insiste che dovrebbero essere rapidamente attuate nuove norme legislative quale parametro per valutare lo stato di preparazione del paese per l'adesione; la valutazione deve essere basata sui fatti e non soltanto sulla legislazione adottata, in particolare per quanto riguarda la riforma giudiziaria, la lotta contro la corruzione e le riforme economiche;
23. sollecita il governo croato ad assicurare l'applicazione delle procedure di evidenza pubblica come previsto dalla normativa comunitaria;
24. è preoccupato per le recenti critiche avanzate dalla Commissione per quanto riguarda il modo in cui i fondi UE vengono gestiti dalle autorità croate e le invita, con l'assistenza della Commissione, a identificare urgentemente le debolezze amministrative riscontrate, al fine di cessare la sospensione temporanea degli appalti nell'ambito del programma PHARE 2006 (con una dotazione finanziaria totale pari a 68,5 milioni di euro) e di consentire il ripristino degli stanziamenti iniziali per l'esercizio finanziario 2008 nel quadro della componente 1 dell'IPA, in seguito a una riduzione di 5 milioni di euro;
25. ricorda a tutte le parti interessate il principio "pacta sunt servanda", per quanto riguarda le questioni bilaterali tuttora irrisolte;
26. deplora che il governo croato abbia deciso di introdurre unilateralmente la Zona di protezione ecologica e di pesca (ZERP) nell'Adriatico, nonostante l'accordo raggiunto nel 2004 con l'Italia, la Slovenia e la Commissione europea, di cui alle conclusioni del Consiglio europeo del 17-18 giugno 2004 e al quadro negoziale del 5 ottobre 2005; si rammarica del fatto che la mancanza di una soluzione di comune accordo stia influendo sui tempi dei negoziati di adesione; esorta per tanto le autorità croate, italiane e slovene ad impegnarsi in modo costruttivo al fine di superare l'attuale situazione di stallo e, con il sostegno della Commissione, conseguire un compromesso che prenda in considerazione gli interessi di tutte le parti coinvolte, tutelando al contempo l'equilibrio ecologico del Mar Adriatico che rappresenta una questione di comune preoccupazione;
27. chiede alla Croazia di dimostrare disponibilità per la soluzione di tutti i problemi frontalieri in sospeso e si aspetta la stessa disponibilità e sostegno da parte di tutti i suoi vicini; approva a tale riguardo l'accordo informale di principio raggiunto dai Primi ministri della Croazia e della Slovenia sulla questione dell'arbitrato e invita entrambe le parti a rispettare tale accordo approvando il risultato dell'arbitrato mediante una chiara decisione dei Parlamenti dei due paesi;
28. ribadisce che gli interventi in merito alle questioni delle frontiere sono definiti come una priorità per la Croazia nel suo partenariato di adesione; esprime a tal proposito la propria preoccupazione dovuta all'avvio dei lavori di costruzione del ponte di Peljesac nell'ottobre 2007, nonostante l'opposizione sollevata dalla Bosnia e Erzegovina e dovuta alla definizione poco chiara dei confini marittimi; prende atto che i lavori di costruzione di detto progetto sono attualmente sospesi e sollecita i due Stati a giungere a una soluzione negoziata alla questione;
29. si congratula con la Croazia per i continui progressi nell'ambito della cooperazione regionale esortandola, al contempo, a continuare su questa via nell'ambito delle relazioni di buon vicinato, dal momento che i due ambiti sono cruciali per l'integrazione europea;
30. esorta la Croazia a mantenere il suo comportamento costruttivo e a continuare a svolgere un ruolo positivo nella regione al fine di sostenere e rafforzare il consolidamento della Bosnia e Erzegovina;
31. auspica che con un maggiore impegno da parte della Croazia e un maggior sostegno da parte delle istituzioni dell'UE sia possibile concludere il trattato di adesione in tempo perché il Parlamento europeo possa adottare una decisione finale sull'adesione della Croazia all'UE entro le prossime elezioni europee del giugno 2009 in modo da avviare non appena possibile il processo di ratifica;
32. chiede alla Commissione, in tale contesto, di intensificare i propri sforzi e di aumentare le risorse assegnate alla preparazione, trattamento e la finalizzazione dei documenti di negoziato affinché l'UE possa rispondere con prontezza ed efficienza ai progressi conseguiti dalla Croazia in merito all'adempimento degli attinenti parametri di apertura e di chiusura;
33. sollecita le autorità croate a coinvolgere gli attori della società civile (ONG, mondo accademico, sindacati) nel processo di adesione all'UE;
34. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al governo e al parlamento della Croazia.
- [1] Testi approvati, P6_TA(2007)0156.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
27.2.2008 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
52 0 1 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Monika Beňová, Elmar Brok, Colm Burke, Véronique De Keyser, Giorgos Dimitrakopoulos, Hanna Foltyn-Kubicka, Michael Gahler, Bronisław Geremek, Maciej Marian Giertych, Alfred Gomolka, Klaus Hänsch, Richard Howitt, Jana Hybášková, Anna Ibrisagic, Metin Kazak, Maria Eleni Koppa, Helmut Kuhne, Joost Lagendijk, Vytautas Landsbergis, Johannes Lebech, Emilio Menéndez del Valle, Francisco José Millán Mon, Philippe Morillon, Pasqualina Napoletano, Vural Öger, Ioan Mircea Paşcu, Béatrice Patrie, Alojz Peterle, Hubert Pirker, Samuli Pohjamo, Bernd Posselt, Libor Rouček, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Hannes Swoboda, Inese Vaidere, Kristian Vigenin, Zbigniew Zaleski, Josef Zieleniec |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Laima Liucija Andrikienė, Mariela Velichkova Baeva, Cristian Silviu Buşoi, Giulietto Chiesa, Andrew Duff, Árpád Duka-Zólyomi, David Hammerstein, Jaromír Kohlíček, Erik Meijer, Borut Pahor, Józef Pinior, Antolín Sánchez Presedo, Inger Segelström, Marcello Vernola |
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