Procedura : 2008/2286(ACI)
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A6-0430/2008

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RELAZIONE     
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7.11.2008
PE 414.967v02-00 A6-0430/2008

sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

(COM(2008)0609 – C6‑0345/2008 – 2008/2286(ACI))

Commissione per i bilanci

Relatore: Reimer Böge

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

(COM(2008)0609 – C6‑0345/2008 – 2008/2286(ACI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0609 – C6‑0345/2008),

–   visto l'accordo interistituzionale (AII) del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1), in particolare il punto 28,

–   visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2),

–   visti la relazione della commissione per i bilanci e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A6‑0430/2008),

A. considerando che l’Unione europea ha istituito gli strumenti legislativi e di bilancio appropriati per fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze delle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale e per agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro,

B.  considerando che l’assistenza finanziaria dell’Unione europea ai lavoratori licenziati per esubero dovrebbe essere dinamica e messa a disposizione nel modo più rapido ed efficace possibile, in conformità della dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione adottata durante la riunione di conciliazione del 17 luglio 2008,

C. considerando che l'Italia ha chiesto assistenza in relazione a quattro casi di licenziamento nel settore tessile in Sardegna, Piemonte, Lombardia e Toscana(3),

1.  chiede alle istituzioni interessate di compiere gli sforzi necessari per accelerare la mobilitazione del Fondo in conformità della dichiarazione congiunta di cui sopra, con la quale il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione confermano l'importanza di prevedere una procedura rapida, nel pieno rispetto dell'AII del 17 maggio 2006, per l'adozione delle decisioni sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione;

2.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

3.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.

(3)

EGF/2007/005 IT/Sardegna, EGF/2007/006 IT/Piemonte, EGF/2007/007 IT/Lombardia e EGF/2008/001 IT/Toscana.


ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del ... novembre 2008

concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto l’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1), in particolare il punto 28,

visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2), in particolare l’articolo 12, paragrafo 3,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)      Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (in appresso "il Fondo") è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori licenziati che risentono delle conseguenze dei cambiamenti fondamentali nella struttura del commercio mondiale e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.

(2)      L'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 consente di utilizzare il Fondo nei limiti di un importo annuo massimo di 500 milioni di euro.

(3)      L'Italia ha presentato quattro domande di mobilitazione del fondo, relative agli esuberi nel settore tessile, il 9 agosto 2007 per la Sardegna, il 10 agosto 2007 per il Piemonte, il 17 agosto 2007 per la Lombardia e il 12 febbraio 2008 per la Toscana. Queste domande sono conformi ai requisiti per la determinazione del contributo finanziario previsti all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006.

(4)      Pertanto, si dovrebbe procedere alla mobilitazione del Fondo per fornire un contributo finanziario in relazione alle domande.

DECIDONO:

Articolo 1

Nel quadro del bilancio generale dell’Unione europea stabilito per l’esercizio 2008, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è mobilitato per fornire l’importo di 35 158 075 euro in stanziamenti d’impegno e di pagamento.

Articolo 2

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il ... novembre 2008.

Per il Parlamento europeo                           Per il Consiglio

Il Presidente                                                  Il Presidente

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.


MOTIVAZIONE

I. Contesto

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che subiscono le conseguenze dei grandi mutamenti strutturali intervenuti nelle modalità del commercio mondiale.

A norma delle disposizioni di cui al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1) e dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1927/2006(2), il Fondo non può superare un importo massimo pari a 500 milioni di euro, che possono essere prelevati da qualsiasi margine esistente al di sotto del massimale globale di spesa dell'anno precedente e/o dagli stanziamenti di impegno annullati nel corso dei due esercizi precedenti, esclusi quelli relativi alla rubrica 1b. Gli stanziamenti vengono iscritti nel bilancio come stanziamento accantonato non appena siano stati individuati sufficienti margini e/o impegni annullati.

Per quanto concerne la procedura, ai fini dell'attivazione del Fondo la Commissione presenta all'autorità di bilancio, in caso di valutazione positiva di una domanda, una proposta di mobilitazione del Fondo contestualmente a una richiesta di storno. Parallelamente, viene avviato un dialogo a tre, eventualmente in forma semplificata, al fine di trovare un accordo sulla necessità di ricorrere al Fondo e sull'importo necessario. Suddetto dialogo può avvenire in forma semplificata.

II. Situazione attuale: la proposta della Commissione

Nel corso del 2008, secondo anno di attività del Fondo, è stato mobilitato un importo complessivo di 3,1 milioni di euro sulla base della valutazione positiva di quattro domande, presentate da Malta (VF Ltd. e Bortex Clothing Ind. Co Ltd), Portogallo (Opel e Johnson Controls), Spagna (Delphi) e Lituania (Alytaus Tekstile).

La presente proposta è la terza a essere presa in esame nell'ambito dell'esercizio 2008 e si riferisce alle domande delle quattro regioni italiane: Sardegna, Piemonte, Lombardia e Toscana, riguardanti licenziamenti nel settore del tessile.

Le domande(3) sono state presentate dalle autorità italiane alla Commissione nelle seguenti date: la Sardegna in data 9 agosto 2007, domanda integrata da informazioni supplementari il 12 settembre 2007, il 10 ottobre 2007 e il 9 giugno 2008; il Piemonte in data 10 agosto 2007, domanda integrata da informazioni supplementari il 19 novembre 2007 e il 9 giugno 2008; la Lombardia in data 17 agosto 2007, domanda integrata da informazioni supplementari il 19 novembre 2007, il 1° febbraio 2008 e il 9 giugno 2008; la Toscana in data 12 febbraio 2008, domanda integrata da informazioni supplementari il 9 giugno 2008.

Le quattro domande soddisfano i criteri di intervento di cui all’articolo 2, lettera b), stabiliti nella base giuridica(4) e sono state presentate entro il termine massimo di 10 settimane come sancito dall’articolo 5 del regolamento.

Le autorità italiane hanno inoltrato al Fondo una domanda di contributo pari a 35 158 075 euro destinati a coprire parte dei costi relativi alle misure di sostegno, per le quali rispettivamente: 10,97 milioni di euro per il licenziamento dei lavoratori nella regione Sardegna, 7,8 milioni di euro per la regione Piemonte, 12,5 milioni di euro per la regione Lombardia e 3,8 milioni di euro per la regione Toscana.

In seguito alla sua valutazione, la Commissione ritiene che le quattro domande soddisfino i criteri di intervento e gli altri requisiti stabiliti nel regolamento 1927/2006.

La proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo e alla corrispondente richiesta di storno per un importo pari a 35 158 075 euro è stata presentata al Parlamento in data 3 ottobre 2008.

In seguito alla valutazione delle quattro richieste, la commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo si è pronunciata in merito alla mobilitazione del Fondo, come indicato all'interno del parere allegato alla presente relazione.

Il bilancio totale annuale disponibile per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è pari a 500 milioni di euro. Tale importo può essere mobilitato e trasferito alla linea di bilancio 04 05 01 solo dopo l'adozione degli adeguati strumenti finanziari e giuridici.

Un importo di 3 106 882 di euro è già stato stanziato a favore di due precedenti richieste e due ulteriori domande, per un valore complessivo di 10 770 772 euro, sono state presentate alla Commissione e votate dal Parlamento europeo in data 13 ottobre 2008, su un totale di 500 milioni stanziati per lo strumento in questione sulla base dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

Quadro delle domande 2008

 

 

 

 

 

1. Domande approvate:

 

 

 

Riferimento

Stato membro

Caso

Contributo FEG (€)

Licenziamenti

EGF/2007/008

Malta

Malta

681 207

675

EGF/2007/010

Portogallo

Lisbona-Alentejo

2 425 675

1 549

Totale (1)

3 106 882

 

 

 

2. Domande in corso:

 

EGF/2008/002

Spagna

Delphi

10 471 778

1 589

EGF/2008/003

Lituania

Alytaus Tekstile

298 994

1 089

EGF/2007/005

Italia/Sardegna

Settore tessile: 5 imprese

10 971 000

1 044

EGF/2007/006

Italia/Piemonte

Settore tessile: 202 imprese

7 798 750

1 537

EGF/2007/007

Italia/Lombardia

Settore tessile: 190 imprese

12 534 125

1 816

EGF/2008/001

Italia/Toscana

Settore tessile: 461 imprese

3 854 200

1 558

 

 

Totale (2)

45 928 847

 

 

 

TOTALE (1+2)

49 035 729

 

 

 

 

 

 

N.B. Il Fondo non può superare un importo annuo massimo pari a 500 milioni di euro

III. Procedura

La Commissione ha presentato una richiesta di storno(5) per inserire nel bilancio 2008 stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento specifici, come stabilito al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.

Il dialogo a tre sulla proposta di decisione della Commissione sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione può eventualmente svolgersi secondo la procedura semplificata (scambio epistolare), come previsto dall'articolo 12, paragrafo 5, della base giuridica, fuorché in caso di mancato accordo fra il Parlamento e il Consiglio.

In base a un accordo interno con la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, detta commissione verrà associata a tale processo al fine di garantire un sostegno e un contributo costruttivi all'attuazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

La dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata nel corso della riunione di concertazione del 17 luglio 2008, conferma l'importanza di garantire una procedura rapida con il dovuto rispetto per l'accordo interistituzionale in vista dell'assunzione di decisioni relative alla mobilitazione del Fondo.

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

GU L 406 del 30.12.06, pag. 1

(3)

Domande EGF/2007/005 IT/Sardegna, EGF/2007/006 IT/Piemonte, EGF/2007/007 IT/Lombardia e EGF/2008/001 IT/Toscana

(4)

Regolamento (CE) n. 1927/2006, GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1. Regolamento rettificato nella GU L 48, del 22.02.2008, pag. 82.

(5)

DEC 29/2008, BUDG/A7/2008/D/57259


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI

ES/sg

On. Reimer Böge

Presidente della commissione per i                                                bilanci

ASP 05F365

D(2008)62900

Oggetto:        Parere sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per i casi EGF/2007/005 IT/Sardegna, EGF/2007/006 IT/Piemonte, EGF/2007/007 IT/Lombardia, ed EGF/2008/001 IT/Toscana

Signor Presidente,

Nella riunione del 20 ottobre 2008, la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) ha esaminato la mobilitazione del FEG per i casi EGF/2007/005 IT/Sardegna, EGF/2007/006 IT/Piemonte, EGF/2007/007 IT/Lombardia, ed EGF/2008/001 IT/Toscana. Su proposta della relatrice, on. Stauner, la commissione EMPL ha deciso di esprimere il seguente parere sotto forma di lettera, onde consentire alla commissione BUDG di approvare la sua relazione in tempo utile.

In seguito all'esame approfondito delle domande in oggetto, la commissione EMPL ha preso atto che esse soddisfano i criteri di cui al regolamento (CE) n. 1927/2006 ed è pertanto favorevole alla mobilitazione del FEG per i casi presentati dall'Italia: EGF/2007/005 IT/Sardegna, EGF/2007/006 IT/Piemonte, EGF/2007/007 IT/Lombardia ed EGF/2008/001 IT/Toscana.

Gli elementi più importanti della valutazione possono essere sintetizzati nel modo seguente:

a)        Osservazioni generali

Criteri per la presentazione delle domande (art. 5 del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Le domande in oggetto sono state presentate entro il termine di 10 settimane previsto all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1927/2006.

Criteri di intervento (art. 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Il numero di esuberi in ciascuna delle quattro domande è sufficiente per rispondere al requisito di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006. Poiché gli esuberi si sono verificati in quattro regioni di livello NUTS II e in un settore NACE rev. 2 (divisione 13: "industrie tessili"), le condizioni per la presentazione di una domanda ai sensi dell'articolo 2, lettera b), del regolamento FEG sono rispettate.

Inoltre, dall'analisi delle domande emerge che tali esuberi possono essere messi in relazione a importanti mutamenti strutturali intervenuti nelle modalità del commercio mondiale, nella fattispecie a un cambiamento radicale della distribuzione della produzione tessile. I paesi terzi, in particolare la Cina e l'India, occupano una posizione sempre più dominante nel commercio mondiale nel settore tessile e dell'abbigliamento e paesi come la Turchia e il Bangladesh continuano ad accrescere la propria percentuale di produzione mondiale. La ristrutturazione su larga scala del settore europeo tessile e dell'abbigliamento iniziata negli anni '90 aveva già portato a un aumento della produttività e ad un riorientamento della produzione verso prodotti di alta qualità, uniti a una riduzione della forza lavoro di circa un terzo tra il 1990 e il 2004(1).

Oltre ai mutamenti del mercato a livello mondiale, i produttori tessili dell'UE hanno dovuto affrontare una maggiore concorrenza specifica a seguito della scadenza dell'accordo multifibre (Multifibre Arrangement, MFA) e dell'accordo sui tessili e sull'abbigliamento (ATA). Tra il 2004 e il 2006, il volume dei capi di abbigliamento importati nell'UE ha registrato un aumento annuo del 10% circa.

Per quanto riguarda le categorie di lavoratori colpite, i licenziamenti riguardano tutte le categorie che partecipano all'attività di un numero così elevato di industrie tessili (oltre 850). In Piemonte (68%) e in Lombardia (67%) la maggioranza sono donne. In Sardegna, i licenziamenti interessano in maggioranza gli uomini (59%). In Toscana la ripartizione è più equilibrata, con una leggera maggioranza di uomini (52%).

Natura imprevista degli esuberi (art. 5, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Benché la scadenza dell'MFA e dell'ATA non fosse inattesa, le autorità italiane avevano previsto che essa avrebbe avuto, nel complesso, un debole impatto sulla produzione e sull'occupazione. Tuttavia, in particolare nelle quattro regioni interessate, le conseguenze sono state molto più gravi del previsto. Nonostante la riduzione dei costi, la diversificazione della gamma dei prodotti e gli investimenti in una serie di innovazioni tecnologiche nel processo produttivo, molte delle aziende in cui si sono verificati gli esuberi sono state colpite da un forte calo degli ordini e da una maggiore concorrenza da parte dei produttori tessili dei paesi terzi.

Criteri di complementarità, conformità e coordinamento (art. 6 del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Secondo le autorità italiane, le azioni proposte sono conformi ad altre azioni elaborate e attuate nel quadro dei finanziamenti a titolo del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Inoltre, saranno adottate misure atte a garantire che le azioni ammissibili non beneficino di assistenza a titolo di altri strumenti di finanziamento comunitari.

Le autorità italiane hanno altresì fornito la prova che i finanziamenti non saranno utilizzati per la ristrutturazione di imprese bensì per azioni destinate ai lavoratori colpiti.

Infine, le autorità italiane hanno confermato che il contributo finanziario a titolo del FEG non sostituisce misure che sono di responsabilità delle imprese a norma del diritto nazionale o di accordi collettivi.

Spese amministrative/assistenza tecnica per l'attuazione del FEG (art. 3, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Le spese amministrative, quali descritte in tutte e quattro le domande presentate dall'Italia, coprono le attività preparatorie (inclusa la pianificazione regionale e provinciale, che interessa anche le parti sociali e altri soggetti interessati), la selezione e l'analisi degli obiettivi, la definizione di un piano di intervento dettagliato e la creazione di una rete di fornitori di servizi pubblici e privati. Le attività di gestione specifiche includono il coordinamento, il monitoraggio e la promozione, nonché la definizione di un piano di informazione e comunicazione che si iscrive in una più ampia strategia di comunicazione intesa a pubblicizzare le azioni finanziate su Internet, sulla stampa e attraverso l'organizzazione di eventi. Le attività di monitoraggio e di valutazione valutano sia l'efficacia delle azioni durante la loro attuazione sia il risultato finale.

Sistema italiano di indennità di disoccupazione a breve e a lungo termine

Il sistema prevede un periodo limitato di indennità di disoccupazione: la cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), la cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS), l'indennità di mobilità e la cassa integrazione guadagni straordinaria per casi eccezionali (CIGS in deroga).

b)        I diversi casi

EGF/2007/005 IT/Sardegna

Impatto previsto degli esuberi

La provincia di Nuoro, dove si sono verificati gli esuberi, è il centro della produzione tessile sarda. La provincia ha un alto tasso di disoccupazione (10,8% nel 2006, rispetto alla media nazionale del 6,8% nello stesso anno) che tocca i livelli più elevati fra i giovani e le persone anziane. Nel 2005, il tasso di occupazione a Nuoro era del 51,6% a fronte del livello nazionale del 57,5%. Le autorità italiane hanno dichiarato che l'incidenza di tali licenziamenti è molto forte su una forza lavoro già debole e isolata.

Criteri di intervento (art. 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006)

La domanda relativa alla Sardegna riguarda 1044 licenziamenti in 5 aziende. Tali cifre rispondono ai criteri di cui all'art. 2, lettera b) (esubero di almeno 1000 dipendenti, nell'arco di nove mesi, nella fattispecie dal 27 ottobre 2006 al 26 luglio 2007, in particolare in piccole e medie imprese di un settore NACE 2, in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II).

Azioni ammissibili (art. 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Il richiedente propone un insieme di servizi personalizzati che includono un'indennità all'assunzione destinata a finanziare la riqualificazione e la formazione per i nuovi compiti dei 200 lavoratori economicamente più svantaggiati e con una minore scolarizzazione.

Inoltre a tutti i lavoratori licenziati è offerta un'assistenza nella ricerca del lavoro nonché un'indennità per la ricerca del lavoro per i periodi nei quali i lavoratori seguono una formazione o beneficiano di un servizio di orientamento.

Viene distribuito un assegno di formazione che deve essere utilizzato per il "percorso" di formazione.

EGF/2007/006 IT/Piemonte

Impatto previsto degli esuberi

La competitività economica del Piemonte si basa sulle industrie edile e dei servizi, piuttosto che su quella tessile. Metà della forza lavoro della provincia di Biella (tradizionale distretto tessile del Piemonte e zona geografica interessata dal 35% dei licenziamenti oggetto della domanda) è impiegata nell’industria manifatturiera e un terzo di essa lavora nell'industria tessile. L'impatto dei licenziamenti in Piemonte si riflette inoltre in un aumento delle domande presentate alla cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS).

Criteri di intervento (art. 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006)

La domanda relativa al Piemonte riguarda 1537 licenziamenti in 202 aziende. Tali cifre rispondono ai criteri di cui all'articolo 2, lettera b) (esubero di almeno 1000 dipendenti, nell'arco di nove mesi, nella fattispecie dal 27 ottobre 2006 al 26 luglio 2007, in particolare in piccole e medie imprese di un settore NACE 2, in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II).

Azioni ammissibili (art. 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Il richiedente propone un insieme di servizi personalizzati che includono l'assistenza nella ricerca del lavoro ai lavoratori che hanno maggiori esigenze in termini di orientamento e maggiore bisogno di aiuto durante la fase di ricerca del lavoro (circa il 50% dei lavoratori licenziati).

Inoltre l'orientamento professionale si tradurrà in un piano d'azione individuale per ciascun lavoratore licenziato, che comporterà una formazione strutturata e un'analisi delle esigenze professionali.

Sarà inoltre offerto un servizio di orientamento e di promozione dell'imprenditorialità.

L'indennità per la ricerca del lavoro serve a favorire il reinserimento dei lavoratori in un'altra azienda. Essa ammonta a 6 000 euro per lavoratore assunto con un contratto a tempo indeterminato e a 1 500 euro per lavoratore assunto con un contratto temporaneo di almeno 12 mesi, è versata al datore di lavoro e riflette l'investimento di cui esso ha bisogno per riqualificare i lavoratori e prepararli ai nuovi compiti.

L'indennità per la ricerca del lavoro sostiene attivamente i lavoratori nella ricerca di una nuova occupazione ed è correlata ai periodi nei quali essi seguono una formazione o beneficiano di un servizio di orientamento.

A tutti i lavoratori licenziati è distribuito un assegno di formazione, che deve essere utilizzato per il "percorso" formativo.

EGF/2007/007 IT/Lombardia

Impatto previsto degli esuberi

Le autorità italiane hanno presentato un quadro contrastante, caratterizzato da un buon livello di competitività generale per i settori diversi dal tessile e da un andamento negativo per quanto riguarda l’industria tessile. Le aziende tessili sono concentrate soprattutto a Milano, Brescia, Varese, Bergamo e Como e sono in declino già da diversi anni. Le autorità italiane si avvalgono dei dati INAIL(2) per illustrare il peggioramento della situazione dell’industria tessile in tali aree: il numero di occupati nel settore in Lombardia è sceso da 22 426 nel 2000 a 17 267 nel 2004, subendo una riduzione di circa il 23% in quattro anni.

Criteri di intervento (art. 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006)

La domanda relativa alla Lombardia riguarda 1 816 licenziamenti in 190 aziende. Tali cifre rispondono ai criteri di cui all'art. 2, lettera b) (esubero di almeno 1 000 dipendenti, nell'arco di nove mesi, nella fattispecie dal 27 ottobre 2006 al 26 luglio 2007, in particolare in piccole e medie imprese di un settore NACE 2, in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II).

Azioni ammissibili (art. 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Il richiedente propone un insieme di servizi personalizzati che includono un piano di intervento personalizzato che definisce, per tutti i lavoratori licenziati, le condizioni del piano di reinserimento professionale indicandone le modalità di controllo e valutazione.

Saranno istituiti servizi di formazione e servizi di reinserimento per aiutare tutti i lavoratori ad acquisire nuove competenze o a rafforzare le competenze che già possiedono.

La maggior parte dei lavoratori interessati riceveranno un assegno per il rimborso delle spese sostenute durante la ricerca del lavoro.

I 256 lavoratori licenziati che non hanno diritto ad alcuna indennità di disoccupazione possono ricevere un'indennità per la ricerca del lavoro a condizione che partecipino a un programma personalizzato di reinserimento professionale.

L'indennità per la ricerca del lavoro sostiene attivamente i lavoratori nella ricerca di una nuova occupazione ed è correlata ai periodi nei quali essi seguono una formazione o beneficiano di un servizio di orientamento.

EGF/2008/001 IT/Toscana

Impatto previsto degli esuberi

Il numero di aziende tessili nella provincia di Prato è diminuito di circa il 20% fra il 2002 e il 2006, passando da 5 508 a 4 429. Il numero di occupati nelle aziende tessili di Prato è diminuito, durante lo stesso periodo, del 25% (da 28 600 nel 2002 a 21 436 nel 2006). Le ultime statistiche regionali indicano che mentre l’andamento generale del tasso di occupazione regionale è stabile, il numero di occupati nel settore tessile sta diminuendo (-5,7% nel terzo trimestre del 2007 rispetto all’anno precedente).

Criteri di intervento (art. 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006)

La domanda relativa alla Toscana riguarda 1 558 licenziamenti in 461 aziende. Tali cifre rispondono ai criteri di cui all'art. 2, lettera b) -(esubero di almeno 1 000 dipendenti, nell'arco di nove mesi, nella fattispecie dal 27 ottobre 2006 al 26 luglio 2007, in particolare in piccole e medie imprese di un settore NACE 2, in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II).

Azioni ammissibili (art. 3 del regolamento (CE) n. 1927/2006)

Il richiedente propone una combinazione di servizi personalizzati che includono l'assistenza nella ricerca del lavoro offerta ai lavoratori che hanno maggiori esigenze in termini di orientamento e maggiore bisogno di aiuto durante la fase di ricerca del lavoro (circa il 50% dei lavoratori licenziati) e un orientamento professionale destinato a tutti i lavoratori interessati.

Per rafforzare tali misure, ai 300 lavoratori con un livello medio-basso di "occupabilità" sarà offerto un servizio di orientamento più approfondito.

Un servizio di promozione dell'imprenditorialità sarà messo a disposizione dei lavoratori con un potenziale imprenditoriale

L'indennità per la ricerca del lavoro sostiene attivamente i lavoratori nella ricerca di una nuova occupazione ed è correlata ai periodi nei quali essi seguono una formazione o beneficiano di un servizio di orientamento.

A tutti i lavoratori licenziati è distribuito un assegno di formazione che deve essere utilizzato per il "percorso" formativo.

c)        Osservazioni della relatrice per parere

La relatrice per parere, on. Stauner, concorda con il fatto che le quattro regioni italiane rispondono ai criteri di cui al regolamento (CE) n. 1927/2006. Tuttavia deplora la complessità delle misure proposte la quale rende difficile giudicare la loro utilità e garantirne la complementarità, escludendo nel contempo un doppio pagamento da altre fonti. Si rammarica inoltre del fatto che, nonostante sembri che le misure di formazione siano già state adottate, non sia stata fornita alcuna relazione concernente il loro contenuto o i loro risultati. Infine, sottolinea che sarebbe stato auspicabile disporre di informazioni relative all'assistenza tecnica per l'esame delle domande.

d)        Valutazione della procedura

La commissione EMPL esprime preoccupazione per aver ricevuto le informazioni concernenti la mobilitazione del FEG per i casi in esame solo due giorni prima dell'annuncio in Aula e dell'inizio del periodo di sei settimane necessario per il conseguimento di un accordo con il Consiglio. È stato infatti necessario adottare una decisione nel corso di una riunione straordinaria al fine di poter presentare l'esame dei casi in questione in tempo utile.

La commissione EMPL ribadisce pertanto che una comunicazione tempestiva ed esauriente delle richieste ricevute dalla Commissione sia indispensabile per una mobilitazione rapida ed efficiente del FEG. Il sistema di allerta rapida tra il Parlamento europeo e la Commissione, istituito in occasione dei casi DELPHI e Alytaus Tekstile, si è rivelato molto utile e dovrebbe essere applicato anche in futuro.

I membri del gruppo di lavoro vorrebbero altresì ricevere le relazioni concernenti i primi casi finanziati a titolo del FEG il prima possibile. Tali relazioni saranno molto utili in vista di ulteriori domande in quanto potrebbero fornire degli spunti per un'eventuale revisione del regolamento del FEG.

La commissione EMPL invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere tali considerazioni nella sua decisione.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più profonda stima,

Jan Andersson

Cc:      On. Gabriele Stauner, MPE

(1)

            Osservatorio europeo del cambiamento (European Monitoring Centre on Change, EMCC). Sectors Futures – Textile and Leather in Europe: the end of an era or a new beginning? (2004)

http://www.eurofound.europa.eu/emcc/content/source/tn04004a.htm

(2)

            INAIL: Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

5.11.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Reimer Böge, Paulo Casaca, Valdis Dombrovskis, Hynek Fajmon, Vicente Miguel Garcés Ramón, Salvador Garriga Polledo, Ingeborg Gräßle, Catherine Guy-Quint, Wiesław Stefan Kuc, Eleonora Lo Curto, Vladimír Maňka, Jan Mulder, Gianni Pittella, Esko Seppänen, Nina Škottová, Gary Titley, Kyösti Virrankoski, Ralf Walter

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