RELAZIONE sulle ipotesi per affrontare le sfide connesse all'approvvigionamento di petrolio

    28.1.2009 - (2008/2212(INI))

    Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
    Relatore: Herbert Reul

    Procedura : 2008/2212(INI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A6-0035/2009
    Testi presentati :
    A6-0035/2009
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    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sulle ipotesi per affrontare le sfide connesse all'approvvigionamento di petrolio

    (2008/2212(INI))

    Il Parlamento europeo,

    –    vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Una politica energetica per l'Europa" (COM(2007)0001),

    –    vista la comunicazione della Commissione del 13 giugno 2008 dal titolo "Il rincaro del petrolio: come affrontare la sfida" (COM(2008)0384),

    –    vista la direttiva 73/238/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1973, concernente le misure destinate ad attenuare le conseguenze delle difficoltà di approvvigionamento di petrolio greggio e prodotti petroliferi[1],

    –    vista la decisione del Consiglio, del 7 novembre 1977, che fissa un obiettivo comunitario di riduzione del consumo di energia primaria in caso di difficoltà di approvvigionamento di petrolio greggio e di prodotti petroliferi[2],

    –    vista la direttiva 2006/67/CE del Consiglio, del 24 luglio 2006, che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi[3],

    –    vista la proposta della Commissione del 5 novembre 2008 riguardante una nuova direttiva relativa all'obbligo degli Stati membri di allestire scorte minime di petrolio e/o di prodotti petroliferi (COM(2008)0775),

    –    vista la comunicazione della Commissione del 13 novembre 2008 dal titolo "Seconda revisione della strategia energetica UE - piano d'azione per la sicurezza degli approvvigionamenti e la solidarietà" (COM(2008)0776),

    –    visto il libro verde del 12 novembre 2008 "Towards a secure, sustainable and competitive European energy network",

    –    vista la sua risoluzione del 15 febbraio 2007 sulle ripercussioni economiche dell'aumento del prezzo del petrolio[4],

    –    vista la sua risoluzione del 29 settembre 2005 sulla dipendenza dal petrolio[5],

    –    vista la sua risoluzione del 19 giugno 2008 sulla crisi del settore della pesca in seguito all'aumento del prezzo del gasolio[6],

    –    viste le conclusioni della Presidenza in merito alla sicurezza degli approvvigionamenti nella riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2008,

    –    viste le conclusioni della Presidenza in merito alle ripercussioni del rincaro dei prezzi dei prodotti alimentari e del petrolio nei vari settori politici nella riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2008,

    –    vista la relazione "World Energy Outlook 2008" dell'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) del 12 novembre 2008,

    –    visto il parere interlocutorio TE/368 del Comitato economico e sociale sulle ipotesi per affrontare le sfide connesse all'approvvigionamento di petrolio,

    –    visto l'articolo 45 del suo regolamento,

    –    visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A6-0035/2009),

    A.  considerando che il livello europeo acquista sempre maggiore rilevanza nell'impegno per provvedere alla sicurezza dei rifornimenti energetici nei prossimi decenni, per diversificare i canali e i vettori di approvvigionamento energetico nonché per conseguire risparmi energetici ed efficienza energetica,

    B.   considerando che è sempre più pressante la necessità di sviluppare una politica energetica comunitaria coerente e globale che garantisca la sicurezza degli approvvigionamenti in un momento in cui l'Unione europea sta diventando sempre più dipendente dalle importazioni,

    C.  considerando che il petrolio è una risorsa destinata all'esaurimento,

    D.  considerando che la produzione petrolifera dell'Unione europea e della Norvegia è riuscita ancora a contribuire alla copertura della domanda interna per oltre il 30% nel 2007,

    E.   considerando che attualmente in molti paesi del mondo molte risorse petrolifere, in parte anche di agevole sfruttamento, non sono completamente accessibili per vincoli ambientali o nel contesto della gestione delle risorse e che a causa dell'aumento generalizzato dei costi delle materie prime e dei materiali dal 2005 sono raddoppiati anche i costi per l'estrazione,

    F.   considerando che la domanda mondiale di petrolio, secondo calcoli della "U.S. Energy Information Administration", nel 2030 sarà di oltre un terzo superiore rispetto al 2006, mentre tra il 2005 e il 2030 nell'Unione europea la domanda aumenterà dello 0,25% all'anno soprattutto per il suo incremento nel settore dei trasporti e pertanto nel 2030 nell'Unione europea la quota del petrolio nelle fonti energetiche primarie sarà pari al 35%,

    G.  considerando che la dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni di petrolio raggiungerà il 95% entro il 2030, mentre, allo stesso tempo, le riserve convenzionali di petrolio saranno sempre più concentrate nei paesi situati nella cosiddetta "ellisse strategica" e una crescente concorrenza nel settore della domanda potrebbe causare incertezze nell'ambito dell'offerta,

    H.  considerando che vanno previsti aumenti a lungo termine del prezzo del petrolio,

    I.    considerando che l'aumento dell'inflazione, scatenato dalle impennate dei prezzi del petrolio e dei prodotti di base, ha provocato un'erosione del potere d'acquisto,

    J.    considerando che le oscillazioni del prezzo del petrolio nel 2008 non vanno attribuite soltanto al gioco dell'offerta e della domanda e hanno ripercussioni negative sull'economia,

    K.  considerando che lo sviluppo di nuovi strumenti d'investimento sul mercato del petrolio e di altri prodotti di base ha amplificato la volatilità dei prezzi di tali merci; considerando che è necessario garantire maggiore trasparenza sui mercati dell'energia,

    1.   nota che nel secondo riesame della strategia energetica è di nuovo al centro dell'attenzione un elemento come la sicurezza degli approvvigionamenti; deplora tuttavia che la Commissione non abbia tratto alcun insegnamento dalla crisi economica, la quale ha dimostrato che solo un cambiamento radicale della politica energetica dell'Unione europea può portare a una soluzione in relazione alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla solidarietà tra gli Stati membri, all'occupazione, nonché in termini economici, sociali e ambientali; lamenta inoltre la mancanza di un chiaro impegno orientato all'ulteriore perfezionamento delle politiche e delle strutture di approvvigionamento nel settore energetico;

    2.   sottolinea espressamente che accanto a misure a breve termine per la sicurezza degli approvvigionamenti vanno considerate anche opzioni a più lungo termine;

    3.   invita la Commissione a concentrarsi maggiormente, durante la stesura di proposte legislative, sull'analisi delle conseguenze sia dirette che indirette delle misure proposte sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sui costi;

    Sfruttamento delle risorse disponibili

    4.   rileva che, secondo varie stime, sarà possibile estrarre petrolio in quantità sufficienti per soddisfare la domanda anche in futuro, ma solo a prezzi più elevati per i consumatori e tramite il miglioramento delle condizioni di investimento; sottolinea inoltre a questo proposito che la forte domanda di petrolio ha spinto sempre di più l'offerta verso i limiti di capacità;

    5.   segnala le incognite in merito al momento e alle dimensioni in cui si arriverà a un divario tra domanda in crescita e offerta in calo; esprime la preoccupazione che tali incognite aggraveranno il rischio di volatilità dei prezzi petroliferi; è pertanto convinto che debbano essere perseguite con determinazione tutte le misure che potrebbero comportare una riduzione della domanda di vettori energetici fossili;

    6.   sostiene la proposta dalla Commissione riguardo alle misure a breve termine da adottare, se necessario, per attenuare future impennate dei prezzi petroliferi; invita gli Stati membri a concedere sostegno finanziario agli investimenti in fonti energetiche alternative, come le energie rinnovabili, e attribuire la priorità alle misure di sensibilizzazione dei consumatori intese a promuovere l’acquisto di beni e servizi efficienti sotto il profilo energetico, onde ridurre al minimo la spesa sul lungo periodo ed alleviare gli effetti di una futura diminuzione dell'offerta di petrolio;

    7.   sollecita l'intensificazione degli sforzi per rendere utilizzabili commercialmente le risorse petrolifere convenzionali onde contribuire in tal modo anche alla diversificazione; sollecita nel contempo lo sviluppo di metodi di estrazione più ecologici; sottolinea che un approccio al ciclo di vita relativamente alle emissioni di gas a effetto serra dei carburanti immessi nel mercato dell'Unione europea, come introdotto nella proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 98/70/CE per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio nonché l'introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra dovute all'uso di combustibili per i trasporti su strada e modifica la direttiva 1999/32/CE del Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE, fornirà un reale incentivo per l'industria petrolifera per ridurre il suo impatto sul clima migliorando i metodi di estrazione;

    8.   ritiene che il ricorso al petrolio e ad altre fonti di energia con elevate emissioni di CO2 debba essere ridotto sia aumentando l'efficienza energetica che adottando soluzioni più neutre in termini di emissioni di CO2, quali l'energia nucleare e quella ottenuta da fonti rinnovabili;

    9.   ritiene che lo sfruttamento delle riserve esistenti sarà sempre più condizionato da fattori politici, tra cui instabilità politica, protezione giuridica insufficiente, ma anche misure ambientali e gestione delle risorse; invita pertanto la Commissione a intensificare a tutti i livelli il dialogo con i paesi produttori e a cercare soluzioni pragmatiche dei conflitti nell'interesse reciproco;

    10. sottolinea l'importanza della regione artica dal punto di vista della produzione petrolifera, dal momento che si ritiene possieda fino a un quarto delle riserve mondiali non ancora scoperte;

    11. sottolinea il ruolo dell'Artico nella formulazione della politica energetica, come pure in relazione al cambiamento climatico e allo sviluppo sostenibile per l'Europa, come proposto dal Consiglio europeo del marzo 2007; segnala la rilevanza di una distribuzione equa delle risorse di idrocarburi nell'Artico, in conformità del diritti internazionale e nell'interesse della stabilità internazionale globale; invita la Commissione a prestare particolare attenzione agli idrocarburi nella comunicazione succitata sulle questioni strategiche relative all'Artico;

    12. invita la Commissione al dialogo con le compagnie petrolifere e con i paesi di estrazione, mirato a individuare vie per poter consolidare gli investimenti nonostante le fluttuazioni dei prezzi e degli utili;

    13. si attende che le compagnie petrolifere reinvestano i loro recenti consistenti profitti nella prospezione e nello sviluppo di nuove riserve petrolifere e nella promozione della tecnologia per il risparmio energetico e della ricerca sui sostituti del petrolio (in particolare per le applicazioni nel settore dei trasporti);

    14. sollecita relazioni più dinamiche tra l'Unione europea e i paesi produttori di petrolio, che implichino la volontà di entrambe le parti di dare oltre che di ricevere e che puntino a creare in campo petrolifero un contesto più stabile e tranquillo per l'approvvigionamento e la fissazione dei prezzi, nell'interesse di tutte le parti interessate e dell'economia mondiale nel suo insieme;

    15. plaude all'iniziativa della Commissione di tenere un dialogo politico globale sotto forma di un vertice ad alto livello tra paesi consumatori e paesi produttori di petrolio, al fine di instaurare un giusto equilibrio tra domanda e offerta sul mercato del petrolio e di impedire che i paesi produttori mantengano i prezzi petroliferi a livelli artificialmente elevati;

    Trasparenza del mercato e formazione dei prezzi

    16. esprime preoccupazione per la crescente e sfrenata volatilità registrata dai prezzi del petrolio nel 2008, che si ripercuote negativamente sull'intera economia dell'Unione europea e sui suoi consumatori;

    17. ritiene che le fluttuazioni del prezzo del petrolio dipendano dall’aumento della domanda di petrolio, dal progressivo esaurimento delle riserve petrolifere, da mutamenti negli andamenti demografici e dell'urbanizzazione, specialmente nelle economie emergenti, in cui l’aumento del reddito medio provoca un incremento della domanda, dalla speculazione sui mercati dei prodotti di base e dai cicli economici mondiali; sottolinea inoltre che il petrolio e altri prodotti di base sono sempre più utilizzati per la diversificazione dei portafogli a seguito del deprezzamento del dollaro USA;

    18. esprime preoccupazione in merito alla volatilità dei prezzi del petrolio e al suo impatto sulla stabilità economica e finanziaria; pur riconoscendo i benefici che apportano mercati attivi del petrolio e di altri prodotti energetici, sollecita la Commissione e gli Stati membri a garantire il massimo livello possibile di trasparenza sui mercati dell'energia;

    19. riconosce che una siffatta volatilità pregiudica anche le economie dei paesi esportatori di petrolio e che pertanto una stabilizzazione dei prezzi del petrolio rientra nel reciproco interesse;

    20. accoglie con favore la comunicazione della Commissione e ne condivide le preoccupazioni per la volatilità recentemente registrata dai prezzi petroliferi e per i conseguenti effetti negativi sull’inflazione, la competitività, il commercio e la crescita economica;

    21. individua la causa principale dell'incremento del prezzo del petrolio negli ultimi otto anni in un incremento sostenuto della domanda, che ha portato a discontinuità nell'estrazione, nel trasporto e nella raffinazione nonché e a esorbitanti profitti per pochi grandi oligopoli petroliferi; riconosce che il netto incremento dei prezzi delle materie prime e le transazioni speculative sui mercati finanziari hanno esercitato un effetto di moltiplicazione sull'evoluzione del prezzo del petrolio;

    22. pone in risalto la necessità di dare la priorità al monitoraggio della concorrenza a livello di lavorazione e vendita del petrolio e dei prodotti petroliferi e di assicurare una maggiore trasparenza dei dati sulle scorte petrolifere commerciali;

    23. ritiene indispensabile migliorare la trasparenza dei mercati al fine di stabilizzare il prezzo del petrolio; invita la Commissione a presentare al Parlamento e al Consiglio proposte in materia; sottolinea che occorre aumentare al più presto la trasparenza anche nei paesi produttori e che anche i volumi di produzione e il livello delle riserve in particolare devono essere pubblicati in modo trasparente; chiede alla Commissione e agli Stati membri di lavorare ai fini di una maggiore trasparenza nell'ambito dei rispettivi dialoghi con i paesi produttori;

    24. accoglie con favore in detto contesto l'analisi proposta nel secondo riesame della strategia energetica per studiare l'utilità e i costi della pubblicazione settimanale del livello delle scorte; invita la Commissione a inserire i risultati di detta analisi nelle successive misure legislative; sottolinea contestualmente che la trasparenza va conseguita a livello mondiale;

    25. segnala che le differenti specifiche tecniche per i prodotti petroliferi nei principali paesi destinatari portano a una frammentazione dei mercati, la quale può ripercuotersi fortemente sui rincari in caso di forniture irregolari; invita pertanto la Commissione a presentare proposte su modalità per eliminare dette limitazioni a livello di accesso ai mercati;

    26. ritiene che le riserve strategiche abbiano lo scopo di contrastare blocchi fisici in caso di forniture irregolari; respinge pertanto, per ragioni di politica finanziaria sostenibile, tutti i tentativi volti a contrastare la volatilità dei prezzi ricorrendo alle riserve;

    27. sottolinea l'importanza di operare attivamente per rendere le nuove energie alternative disponibili alle piccole imprese, al fine di renderle meno dipendenti dalle fluttuazioni dei prezzi del petrolio; riconosce la rilevanza delle PMI nella produzione di biocarburanti e di altre fonti energetiche rinnovabili; esprime tuttavia preoccupazione per le barriere tecniche e regolamentari che ostacolano la produzione e la vendita di detti prodotti e invita pertanto la Commissione a intervenire per agevolare l'accesso ai mercati di detti carburanti;

    28. sottolinea che un sistema efficace di scambio delle quote di emissione e l'adozione di un'ampia gamma di altri provvedimenti per il risparmio energetico devono costituire strumenti importanti per stimolare lo sviluppo di un mercato delle tecnologie e dei prodotti ad alta efficienza energetica ampiamente diversificato e all'avanguardia; sottolinea altresì l'importanza di applicare rigorosamente il principio "chi inquina paga"; ricorda che quanto più alto sarà il numero di paesi che porranno in atto politiche del genere, tanto più limitato risulterà l'impatto di queste ultime sulla competitività settoriale;

    Investimenti nell'estrazione e nella lavorazione del petrolio

    29. prende atto che secondo l'IEA fino al 2020 sono necessari investimenti per 350 milioni di dollari nell'industria del petrolio al fine provvedere alla sicurezza degli approvvigionamenti; invita la Commissione e gli Stati membri a predisporre nelle loro rispettive politiche incentivi agli investimenti, specialmente anche all'interno dell'Unione europea; sottolinea al riguardo il ruolo delle sicurezza a lungo termine degli investimenti; rifiuta tuttavia l'eventualità di sostituire gli investimenti e il capitale privato con il denaro pubblico;

    30. esprime preoccupazione per gli effetti che l'attuale crisi creditizia ha sulle possibilità di investire nell'industria petrolifera e invita la Commissione e gli Stati membri a coordinare strettamente i loro sforzi per superare la crisi;

    31. plaude al contributo che il maggiore impiego di biocarburanti nel settore dei trasporti potrà fornire, specialmente per potenziare la sicurezza degli approvvigionamenti; rileva che in tal modo si arriverà a consolidare e ristrutturare l'industria di lavorazione del petrolio; rileva che occorre attuare ulteriori misure strutturali nel settore dei trasporti per ridurre al minimo la domanda di petrolio;

    32. invita gli Stati membri e gli operatori a provvedere, malgrado tali sviluppi, a che nell'Unione europea siano disponibili riserve sufficienti a compensare forniture irregolari, per esempio in caso di catastrofi naturali;

    33.  chiede agli Stati membri, alla Commissione e alle compagnie petrolifere di garantire una formazione adeguata per gli specialisti impiegati nella ricerca nell'ambito delle riserve e della produzione petrolifera;

    Vie di trasporto

    34. accoglie con favore i risultati positivi conseguiti con il programma Inogate proprio nel settore delle misure per promuovere la fiducia; invita la Commissione a elaborare una strategia riguardante le modalità per sostenere simili progetti con misure di accompagnamento e con un coordinamento migliore;

    35. segnala l'importanza centrale di relazioni di buon vicinato con gli Stati di transito nonché tra loro e i paesi loro limitrofi e chiede agli Stati membri e alla Commissione di intensificare i loro sforzi in tale direzione;

    36. prende atto dell'esclusione di oleodotti dalle reti transeuropee nel settore dell'energia e chiede agli Stati membri e alla Commissione di prendere in considerazione l'inclusione di infrastrutture petrolifere nelle TEN-E a fronte degli attuali sviluppi, in particolare del calo della produzione nazionale e dell'aumento concomitante della dipendenza dalle importazioni nonché della richiesta di nuove capacità di trasporto;

    37. invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi ai fini della stabilizzazione, in particolare nei paesi produttori minacciati dall'instabilità politica, nell'ambito delle politiche estera, commerciale e di sicurezza comuni, poiché dalla stabilità dipendono le basi per gli investimenti e la prosperità;

    38. sottolinea che i nuovi progetti relativi alle infrastrutture petrolifere, come le condotte Odessa-Danzica e Costanza-Trieste, dovrebbero restare progetti ad alta priorità di interesse europeo;

    39. è preoccupato per la crescente pirateria, che minaccia la navigazione marittima e quindi anche il trasporto di petrolio, e accoglie con favore l'azione comune del Consiglio, del 10 novembre 2008, per la realizzazione di un'operazione nel Corno d'Africa per proteggere le navi da attacchi di pirati (operazione Atalanta);

    40. è inoltre preoccupato per le minacce alle vie di trasporto e alle infrastrutture strategiche da parte del terrorismo e invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare il dialogo con i principali interlocutori;

    Trasporti ed edilizia

    41. segnala il potenziale di risparmio nel settore edilizio, che potrebbe ridurre la domanda di vettori energetici fossili come il petrolio e il gas, e accoglie con favore gli attuali sforzi della Commissione e degli Stati membri per una valorizzazione ancora migliore di detto potenziale;

    42. accoglie con favore gli sforzi dell'Unione europea per diversificare i vettori energetici nel settore dei trasporti; per l'introduzione di nuove tecnologie privilegia approcci basati sul mercato; riconosce che il prezzo è l'indice migliore per la competitività delle nuove tecnologie; deplora tuttavia la scarsa ambizione nello sfruttamento del potenziale di autoveicoli con maggiore efficienza energetica, migliore progettazione e minor peso;

    43. esprime dubbi in merito alla idoneità a medio e lungo termine dei biocarburanti di prima generazione per sostituire il petrolio; sollecita sforzi più intensi nella ricerca su carburanti sintetici;

    44. è convinto che la crescita del consumo di petrolio nel settore dei trasporti possa essere ridotta a medio e lungo termine soltanto se l'Unione europea e gli Stati membri applicano ulteriori misure mirate per il trasferimento dei trasporti e della mobilità verso modalità più sostenibili, che consumino meno petrolio o che non ne consumino affatto, quali i trasporti su rotaia e i trasporti per via d'acqua, così come le catene di mobilità intermodali nelle aree urbane (percorsi pedonali, piste ciclabili, mobilità pubblica/collettiva); ritiene possibile conseguire notevoli risparmi energetici grazie al maggiore impiego dei moderni sistemi di gestione del traffico per ridurre i ritardi e le deviazioni nei trasporti stradali e aerei nonché in quelli per via d'acqua, nonché con una più decisa promozione di sistemi logistici ecologici;

    Relazioni con i paesi con consumi di petrolio in crescita

    45. sollecita l’Unione europea e gli Stati membri a prendere provvedimenti onde garantire una base giuridica ancorata al trattato vincolante, progressiva e globale per un approvvigionamento e una sicurezza energetici comuni a livello europeo; sottolinea, al riguardo, la fondamentale importanza di una strategia coerente nei confronti dei principali fornitori esterni dell’Unione europea; sostiene il trattato di Lisbona in quanto passo nella giusta direzione poiché contiene una clausola di solidarietà energetica e fa della politica energetica una responsabilità condivisa tra l'Unione europea e gli Stati membri; sottolinea che la forte dipendenza dell'Unione europea dai combustibili fossili può compromettere la coerenza e l'efficacia della sua politica estera e di sicurezza comune;

    46. ritiene che le tematiche di politica energetica debbano essere inserite di più nelle relazioni esterne dell'Unione con paesi in cui si registra un crescente consumo di petrolio e l'Unione europea deve operare affinché siano eliminate le sovvenzioni pubbliche ai prodotti di petrolio;

    47. invita la Commissione a integrare nelle sue politiche comuni esterna, commerciale e di vicinato misure atte a concorrere a far avanzare a livello mondiale una cesura tra crescita economica e consumo di petrolio;

    48. sottolinea che l’Unione europea non ha ancora adeguatamente considerato e analizzato, in particolare, le ripercussioni geopolitiche determinate dai cambiamenti delle condizioni quadro generali rispetto alla sicurezza energetica internazionale nonché le conseguenze per la futura governance a livello internazionale; è del parere che la fedeltà alle soluzioni nazionali debba essere sostituita da nuove e più strette forme di cooperazione politica ed economica fra l’Unione europea, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, che a medio termine è anche opportuno istituzionalizzare;

    49. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

    MOTIVAZIONE

    Il petrolio, che attualmente rappresenta circa il 37 per cento del consumo lordo di energia dell’Unione europea, è di gran lunga la più importante fonte di energia primaria davanti al metano, ai combustibili solidi e all’energia atomica. La Commissione prevede che fino al 2030 la domanda di petrolio all’interno dell’Unione continuerà ad aumentare, anche se soltanto nella misura dello 0,25 per cento annuo. Ciononostante, anche nel 2030 il petrolio resterà la principale fonte di energia primaria nell’Unione europea, con una quota pari a circa il 35 per cento del consumo lordo di energia.

    Mentre nell’Unione europea la domanda si limiterà a crescere in misura contenuta, a livello globale si prevede un incremento molto più pronunciato. Secondo le stime della U.S. Energy Information Administration, nel 2030 la domanda supererà di oltre un terzo quella del 2006. Considerando che l’offerta e le capacità di raffinazione attuali non riescono a tenere il passo con l’incremento della domanda, la fine del momento critico del mercato non sembra essere molto vicina. Al tempo stesso, tuttavia, secondo l'ultima relazione dell’Agenzia internazionale dell'energia (IEA), l'aumento del prezzo del petrolio atteso nel lungo termine contribuirà a frenare la crescita della domanda.

    Sebbene la fine dell’era del petrolio sia stata più volte preannunciata e associata al concetto di "picco del petrolio" (peak oil), occorre tenere presente che il numero di riserve petrolifere attualmente disponibili si attesta su livelli mai visti prima. Benché il petrolio sia una risorsa non rinnovabile, il passato insegna che nessuno può prevedere con esattezza il momento in cui si verificherà un calo della produzione dovuto all’esaurimento naturale delle risorse né se ciò avverrà gradualmente, in modo repentino o con picchi intermedi.

    Per quanto riguarda l'estrazione, se da un lato sussistono limiti dovuti a motivi geologici e tecnologici, dall'altro i principali ostacoli all’intensificazione dell’attività estrattiva sono riconducibili a fenomeni che si manifestano in superficie, ad esempio l’instabilità politica di taluni Stati, le sanzioni, un'insufficiente tutela giuridica, le misure di natura politico-ambientale e una gestione mirata delle risorse. Tutti questi fattori riducono infatti il potenziale di produzione.

    Nonostante questa situazione di crisi sul mercato, non bisogna dimenticare che le riserve petrolifere attuali, con 1,2 miliardi di barili, sono praticamente raddoppiate rispetto al 1980. Per contro, nello stesso periodo la domanda è passata da quasi 62 milioni a circa 85 milioni di barili al giorno. Ne consegue che, con una durata pari a 41,6 anni, nel complesso la "vita utile" media delle riserve è addirittura aumentata rispetto al 1980.

    Occorre al contempo riconoscere che il concetto di riserva è dinamico e non dipende soltanto dall’individuazione di nuovi giacimenti ma anche, e in misura assolutamente decisiva, dalle innovazioni tecnologiche e dal prezzo del petrolio (le riserve rappresentano infatti la parte economicamente sfruttabile delle risorse disponibili). Va quindi constatato che se da un lato le risorse petrolifere complessive sono sufficienti per diversi secoli a venire, dall'altro la quantità di petrolio di facile estrazione ha evidenziato una crescita più contenuta rispetto al passato.

    Va inoltre osservato che le riserve di facile estrazione sono sempre più concentrate in pochi Stati situati nella cosiddetta "ellisse strategica". Si tratta di una constatazione che emerge chiaramente dal rapporto tra la produzione e il volume delle riserve. È tuttavia opportuno tenere presente che tale rapporto si limita a riprodurre la situazione in un dato momento. Eventuali nuovi ritrovamenti in altre zone del mondo, per esempio nella regione artica o al largo delle coste della Groenlandia, oppure progressi tecnologici tali da rendere economicamente conveniente lo sfruttamento delle riserve non convenzionali, potrebbero infatti modificare il rapporto, sia pure in misura limitata, a favore di altre regioni.

    Nel contempo l’attività estrattiva all’interno dell’Unione europea fa segnare un calo. Infatti, anche se la Norvegia e gli Stati membri dell’Unione europea riescono ancora a coprire autonomamente circa il 30 per cento della domanda, allo stato attuale si prevede un netto calo della produzione entro il 2030. Di conseguenza, secondo le indicazioni della Commissione, nei prossimi decenni la dipendenza dell’Unione europea dalle esportazioni raggiungerà circa il 95 per cento.

    La politica energetica deve riflettere queste realtà: in primo luogo sono necessari meccanismi di reazione a breve termine come quelli di cui l’Unione europea dispone dalla fine degli anni Sessanta sotto forma di riserve strategiche di petrolio e prodotti derivati. L'attuale proposta di revisione della direttiva in materia da parte della Commissione verrà esaminata criticamente in seno al Parlamento europeo.

    In secondo luogo, la sicurezza dell’approvvigionamento potrà essere garantita nel lungo termine soltanto sulla scorta di un’adeguata pianificazione. Spesso l’orizzonte temporale per gli investimenti infrastrutturali è di 40 anni o più e ragionare su tempi così lunghi non è un compito semplice. I piani strategici in questione, tuttavia, devono essere predisposti anche su scala europea; la sfida cruciale sarà probabilmente quella di aumentare l’offerta e al contempo ridurre notevolmente l'incremento della domanda. La presente relazione si basa su tale assunto.

    Al fine di incentivare l’offerta, tre fattori rivestono un’importanza strategica: secondo l'IEA nei prossimi decenni sarà in primo luogo necessario effettuare investimenti annuali su scala mondiale per oltre 350 miliardi di dollari al fine di individuare nuove fonti e perfezionare le infrastrutture (condutture, navi, porti, raffinerie, ecc.). Ciò sarà possibile soltanto se alle aziende interessate sarà garantita la sicurezza degli investimenti effettuati, e quindi anche la possibilità di realizzare un rendimento adeguato, sia all’interno che all'esterno dell’Unione europea.

    Lo strumento fondamentale per garantire l’approvvigionamento consiste nella diversificazione delle fonti energetiche. Anche dal punto di vista della sicurezza dell’approvvigionamento, le fonti di petrolio non convenzionali quali gli scisti bituminosi o le sabbie bituminose e il petrolio "più pesante" offrono grandi vantaggi poiché sono reperibili in numerosi Stati.

    Occorre altresì intensificare l’attività di ricerca. L’impiego di nuovi materiali, per esempio, può abbattere notevolmente i costi di produzione o consentire un sistema di trivellazione più rispettoso dell’ambiente. Grazie all’introduzione di nuove tecniche di estrazione, in futuro le riserve aumenteranno a un ritmo di molto superiore a quello attuale. Circa l’80 per cento delle risorse non convenzionali deriva dagli scisti bituminosi. È necessario che in futuro tali risorse siano rese fruibili sia dal punto di vista economico che da quello ecologico. Pertanto negli anni a venire sarà importante puntare non solo sulla formazione degli ingegneri ma anche sulla promozione della cooperazione tra l’industria e gli istituti di ricerca.

    Infine, nei prossimi anni dovranno essere risolti numerosi conflitti a livello di politica mondiale. In seguito alla stabilizzazione delle condizioni di sicurezza, l’Iraq sta lentamente iniziando a estrarre maggiori quantità di petrolio, mentre l’Iran, le cui risorse sono ingenti, può al momento contribuire soltanto in misura molto ridotta a distendere i mercati petroliferi a causa di problemi politici.

    Il recente conflitto tra Georgia e Russia e i ripetuti attacchi di pirati ai danni di petroliere verificatisi negli ultimi mesi hanno mostrato chiaramente la vulnerabilità dei percorsi di trasporto. Se poi si pensa che anche i terroristi potrebbero essere interessati a impossessarsi delle cosiddette VLCC (Very Large Crude Carrier), appare ancora più evidente la necessità di una reazione urgente da parte della comunità internazionale.

    L'esigenza di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento ben al di là delle frontiere dell’Unione europea è dimostrata non da ultimo dalle tensioni politiche riscontrate ad esempio all'interno delle aree occupate dai pozzi petroliferi in Nigeria. Alla luce di queste sfide risulta indispensabile conseguire in tempi brevi un maggiore coordinamento della politica estera dell’Unione europea.

    Sul fronte della domanda, già oggi è possibile osservare i grandi progressi compiuti dagli Stati membri. Infatti nell’Unione europea gli impianti di riscaldamento a petrolio sono circa il 20 per cento. Soprattutto a seguito delle due crisi petrolifere, numerosi impianti di riscaldamento sono già stati sostituiti da sistemi moderni ed efficienti. Anche i recenti record raggiunti dal prezzo del petrolio, spesso corroborati da programmi nazionali di incentivazione e da un migliore isolamento termico, hanno determinato un’ulteriore "ondata di efficienza". Nel complesso, rispetto agli anni Ottanta, i consumi in questo settore risultano addirittura diminuiti.

    Anche la promozione dei biocombustibili è stata riconosciuta come strumento per contenere l’aumento della domanda di greggio; essa ha determinato, in particolare, una riduzione delle importazioni di diesel. A tale proposito occorre tuttavia tenere presente che gli attuali sforzi per incrementare fino al 20 per cento la quota dei biocombustibili nel settore dei trasporti stradali comporteranno ristrutturazioni e tagli di posti di lavoro nelle aziende interessate.

    In occasione del vertice di primavera tenutosi nel marzo 2007 i capi di Stato e di governo dell’Unione europea si sono posti l’obiettivo di aumentare del 20 per cento l’efficienza dello sfruttamento energetico entro il 2020. Con le proposte legislative attualmente ancora in fase di elaborazione, l’Unione europea sembra aver intrapreso il giusto cammino anche se, per evitare che la situazione degeneri in un’economia pianificata, sarebbe opportuno privilegiare strumenti di mercato rispetto a rigide indicazioni in termini di percentuali o di consumo. Inoltre, gli aspetti legati alla sicurezza, come ad esempio l’attrito volvente degli pneumatici, non devono essere posti in subordine rispetto all’efficienza.

    Nonostante i miglioramenti in termini di efficienza, il settore dei trasporti ha registrato il maggior aumento per quanto riguarda la domanda. Si tratta di un fenomeno ascrivibile all’importanza fondamentale che la mobilità riveste per l’economia in generale e al desiderio di indipendenza negli spostamenti di numerosi cittadini. Anche il settore del trasporto aereo ha registrato un forte incremento negli ultimi anni, sia nell’Unione europea che su scala mondiale.

    A causa dell’elevato grado di dipendenza del settore dei trasporti è necessario affiancare alla classica diversificazione delle fonti energetiche un nuovo elemento: la diversificazione delle tecnologie di propulsione (che comprende quindi anche le iniziative a favore della mobilità elettrica). A tale proposito, proprio per quanto riguarda i trasporti urbani esiste un enorme potenziale per i decenni a venire. Sarebbe altresì auspicabile intensificare non solo i programmi per la promozione della ricerca in tal senso, ma anche la cooperazione tra produttori e istituti di ricerca. Da questo punto di vista il settore della produzione di energia termica rappresenta un esempio; sono infatti disponibili sia sistemi di riscaldamento a gas che a gasolio o a elettricità, e nell’Unione europea è in crescita anche il ricorso a sistemi di teleriscaldamento o alla geotermia nonché ai pellet.

    Il controllo della domanda non può tuttavia essere circoscritto all’Unione europea. La partecipazione percentuale dell’Unione europea al consumo mondiale di petrolio subirà una riduzione costante anche nei prossimi anni, non fosse altro che per il forte incremento della domanda al di fuori dell’Unione stessa. Ai fini della sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione europea sarà perciò decisivo arginare l'incremento della domanda anche su scala globale, senza per questo pregiudicare gli obiettivi di crescita dei paesi terzi o degli stessi Stati membri. Di grande importanza in tal senso risulta anche la promozione, nei paesi terzi, di meccanismi di determinazione dei prezzi ispirati ad un’economia di mercato, ad esempio tramite l’abolizione dei sussidi statali per i combustibili.

    Tutte queste misure richiedono investimenti che sono possibili soltanto in presenza di capitali sufficienti e di prospettive di rendimento. Alla luce di questa consapevolezza, occorre superare al più presto l’attuale crisi creditizia che rischia di sfociare in una crisi economica. Allo stesso tempo è opportuno chiedersi se lo Stato debba continuare a prelevare anno dopo anno miliardi di euro dai consumatori tramite strumenti di politica ambientale o se le risorse non debbano piuttosto rimanere a disposizione di coloro che sono chiamati a effettuare gli investimenti necessari.

    Nel corso dell’ultimo decennio le sfide per la futura sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio nell’Unione europea si sono moltiplicate. È tuttavia possibile superare tali sfide attraverso interventi mirati sia a livello di offerta che di domanda, a condizione che sussistano una volontà politica, un coordinamento e una cooperazione internazionali nonché una capacità di innovazione sufficientemente forti.

    PARERE della commissione per gli affari esteri (20.1.2009)

    destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

    sulle ipotesi per affrontare le sfide connesse all'approvvigionamento di petrolio
    (2008/2212(INI))

    Relatore per parere: Justas Vincas Paleckis

    SUGGERIMENTI

    La commissione per gli affari esteri invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    1.   accoglie con favore le comunicazioni della Commissione dal titolo "Il rincaro del petrolio: come affrontare la sfida[1]" e "Second Strategic Energy Review – an EU Energy Security and Solidarity Action Plan[2]" (Secondo riesame strategico della situazione energetica: piano d'azione europeo in materia di sicurezza e solidarietà nel settore dell'energia); evidenzia che, nonostante il calo dei prezzi del petrolio determinato dalla crisi finanziaria globale nella seconda metà del 2008, al termine di tale crisi internazionale si tornerà alla contrazione dei mercati dei combustibili fossili, unita a una crescente dipendenza dei paesi consumatori dalle importazioni, una situazione che è l'inevitabile conseguenza dei lenti progressi compiuti sul fronte del passaggio a combustibili più sostenibili, del calo di produzione dei giacimenti petroliferi mondiali e della continua crescita della domanda, principalmente indotta dalle economie emergenti;

    2.   sollecita l’Unione europea e gli Stati membri a prendere provvedimenti onde garantire una base giuridica vincolante, progressiva e globale per un approvvigionamento e una sicurezza energetici comuni a livello europeo; sottolinea, al riguardo, la fondamentale importanza di una strategia coerente nei confronti dei principali fornitori esterni dell’Unione europea; sostiene il trattato di Lisbona, che contiene una clausola di solidarietà energetica e fa della politica energetica una responsabilità condivisa tra l'Unione europea e gli Stati membri, giudicando questo un passo nella giusta direzione; sottolinea che la forte dipendenza dell'Unione europea dai combustibili fossili può compromettere la coerenza e l'efficacia della sua politica estera e di sicurezza comune;

    3.   sottolinea che l’Unione europea non ha ancora adeguatamente considerato e analizzato, in particolare, le ripercussioni geopolitiche determinate dai cambiamenti delle condizioni quadro generali rispetto alla sicurezza energetica internazionale nonché le conseguenze per la futura governance a livello internazionale; è del parere che la fedeltà alle soluzioni nazionali debba essere sostituita da nuove e più strette forme di cooperazione politica ed economica fra l’Unione europea, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, che a medio termine è anche opportuno istituzionalizzare;

    4.   prende atto con apprensione del nazionalismo energetico diffuso tra i maggiori attori energetici e della crescente politicizzazione delle relazioni energetiche tra i paesi esportatori e i paesi importatori di petrolio, che comporta, fra l'altro, un maggior rischio di tensioni e di conflitti; è fortemente a favore della proposta della Commissione secondo cui l'Unione europea dovrebbe impegnarsi in un dialogo stretto con i principali fornitori di petrolio, come la Norvegia, la Russia e l'OPEC, allo scopo di consolidare l'interdipendenza energetica e la sicurezza energetica dell'intera Unione europea, prestando particolare attenzione ai seguenti temi: maggiore efficienza, parità di accesso al mercato, non discriminazione e trasparenza; plaude al lavoro svolto dalla Commissione per intensificare il dialogo sull'energia, che ha portato, in particolare, a una serie di protocolli d'intesa con i vicini orientali e i paesi dell'Asia centrale, e auspica che vi siano ulteriori progressi con i partner meridionali; sottolinea che il dialogo sull'energia non dovrebbe mai avvenire a scapito di un dialogo sui diritti umani leale e orientato sui risultati; si rammarica per l’assenza di un attivo e trasparente controllo del settore energetico, soprattutto del settore petrolifero e del gas, per quanto concerne la concorrenza a livello di lavorazione, produzione e vendita e attività di ricerca; chiede alla Commissione di presentare proposte che al riguardo diano forma a una strategia più coesa ed esauriente e che prevedano una politica estera efficace nel settore dell’energia;

    5.   prevede che, in considerazione del comportamento ciclico dei prezzi, al termine dell’attuale crisi economica, nonostante la positiva diminuzione del costo del petrolio, si assisterà al rialzo dei prezzi; ribadisce, pertanto, l'importanza di diversificare maggiormente le fonti energetiche e le rotte di approvvigionamento energetico dell'Unione europea onde attenuare gli effetti di un'eventuale futura crisi petrolifera, riconoscendo al tempo stesso la diversità delle situazioni che si trovano ad affrontare i vari Stati membri sul piano del mix energetico, della dipendenza dalle importazioni e della disponibilità delle infrastrutture, specie per quanto riguarda le "isole energetiche" dell'Unione europea; è a favore di un maggiore ricorso ai biocombustibili sostenibili e riconosce l'importanza delle fonti energetiche rinnovabili quale mezzo per migliorare la sicurezza energetica; osserva che il petrolio non convenzionale dovrebbe svolgere un ruolo rilevante nel compensare il calo di produzione dei giacimenti esistenti; sottolinea che i nuovi progetti relativi alle infrastrutture petrolifere, come le condotte Odessa-Danzica e Costanza-Trieste, dovrebbero continuare ad essere progetti ad alta priorità di interesse europeo;

    6.   pone l'accento sul fatto che, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, l'Unione europea, oltre a procurarsi la sicurezza energetica, contribuirebbe anche ad affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico; sottolinea l'importanza di assicurare maggiori finanziamenti per la ricerca in materia di tecnologie più nuove e più rispettose dell'ambiente e il loro sviluppo;

    7.   è del parere che l’aumento dei costi economici generali connessi ai consumi energetici e all'inquinamento ambientale determina anche gravi ripercussioni sul funzionamento del modello sociale europeo, poiché a causa della dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio e gas naturale aumenterà anche notevolmente il conto da pagare per i combustibili fossili nel conflitto per la distribuzione delle risorse sia con i mercati emergenti dell'Asia che con gli Stati Uniti, cosicché l’incremento dei costi per il consumo di energia comporterà necessariamente la riduzione dei finanziamenti a favore del modello sociale europeo; ritiene, non da ultimo per tale motivo, che promuovendo le fonti energetiche rinnovabili sia possibile creare numerosi posti di lavoro qualificati e stabili;

    8.   sottolinea il ruolo dell'Artico nella formulazione della politica energetica, come pure in relazione al cambiamento climatico e allo sviluppo sostenibile per l'Europa, come proposto dal Consiglio europeo del marzo 2007; prende atto con particolare preoccupazione dell'attuale corsa alle risorse di idrocarburi nell'Artico, la quale potrebbe minacciare la sicurezza dell'Unione europea e portare a una generale instabilità internazionale; invita la Commissione a prestare particolare attenzione agli idrocarburi nella sua comunicazione sulle questioni strategiche relative all'Artico.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    20.1.2009

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    44

    4

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Vittorio Agnoletto, Angelika Beer, Monika Beňová, Giorgos Dimitrakopoulos, Michael Gahler, Jas Gawronski, Alfred Gomolka, Klaus Hänsch, Richard Howitt, Ioannis Kasoulides, Maria Eleni Koppa, Helmut Kuhne, Vytautas Landsbergis, Johannes Lebech, Francisco José Millán Mon, Philippe Morillon, Baroness Nicholson of Winterbourne, Raimon Obiols i Germà, Vural Öger, Janusz Onyszkiewicz, Justas Vincas Paleckis, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, João de Deus Pinheiro, Samuli Pohjamo, Bernd Posselt, Libor Rouček, Christian Rovsing, Flaviu Călin Rus, Katrin Saks, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Hannes Swoboda, István Szent-Iványi, Konrad Szymański, Charles Tannock, Inese Vaidere, Geoffrey Van Orden, Ari Vatanen, Andrzej Wielowieyski, Zbigniew Zaleski, Josef Zieleniec

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Alexandra Dobolyi, Árpád Duka-Zólyomi, Kinga Gál, Aurelio Juri, Inger Segelström

    PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (12.12.2008)

    destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

    sulle ipotesi per affrontare le sfide connesse all'approvvigionamento di petrolio
    (2008/2212(INI))

    Relatore per parere: Pervenche Berès

    SUGGERIMENTI

    La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    A. considerando che il prezzo del petrolio è aumentato da meno di 50 dollari al barile all'inizio del 2000 a più di 140 nell'agosto del 2008, per poi scendere bruscamente a meno di 60,

    B.  considerando che i rincari del petrolio e di altri prodotti di base hanno comportato un aumento dei costi di produzione e hanno causato pressioni al rialzo sui prezzi in generale, a causa dei forti legami tra i diversi prodotti primari,

    C. considerando che l'aumento dell'inflazione, scatenato dalle impennate dei prezzi del petrolio e dei prodotti di base, ha provocato un'erosione del potere d'acquisto,

    D. considerando che lo sviluppo di nuovi veicoli d'investimento sul mercato del petrolio e di altri prodotti di base ha amplificato la volatilità dei prezzi di tali merci; considerando che è necessario garantire maggiore trasparenza sui mercati dell'energia,

    1.  ritiene che le fluttuazioni del prezzo del petrolio dipendano dall’aumento della domanda di petrolio, dal progressivo esaurimento delle riserve petrolifere, da mutamenti negli andamenti demografici e dell'urbanizzazione, specialmente nelle economie emergenti, in cui l’aumento del reddito medio provoca un incremento della domanda, dalla speculazione sui mercati dei prodotti di base e dai cicli economici mondiali; sottolinea inoltre che il petrolio e altri prodotti di base sono sempre più utilizzati per la diversificazione dei portafogli a seguito del deprezzamento del dollaro USA;

    2.  esprime preoccupazione in merito alla volatilità dei prezzi del petrolio e al suo impatto sulla stabilità economica e finanziaria; pur riconoscendo i benefici che apportano mercati attivi del petrolio e di altri prodotti energetici, sollecita la Commissione e gli Stati membri a garantire il massimo livello possibile di trasparenza sui mercati dell'energia;

    3.  ritiene che il ricorso al petrolio e ad altre fonti di energia ad alta intensità di carbonio debba essere ridotto sia aumentando l'efficienza energetica che adottando soluzioni più neutre in termini di emissioni di carbonio, quali l'energia nucleare e quella ottenuta da fonti rinnovabili;

    4.  sottolinea che la domanda sostenuta di petrolio ha comportato un crescente aumento delle forniture fino ai limiti delle capacità; sollecita a migliorare la trasparenza dei dati riguardanti le statistiche energetiche, specialmente per quanto concerne i livelli delle scorte di petrolio;

    5.  osserva che in futuro l'Unione europea dovrà far fronte ancora di più alla sfida di prezzi petroliferi permanentemente elevati e volatili e alle relative ripercussioni economiche, in considerazione del fatto che le risorse scoperte di recente tendono ad essere di minore consistenza e più costose da sfruttare, in quanto si tratta sempre più spesso di risorse sottomarine, e che i costi di prospezione, sviluppo e produzione aumenteranno, rendendo più urgente passare a fonti di energia alternative e rinnovabili e sviluppare tecnologie per il risparmio energetico;

    6.  esorta la Commissione e gli Stati membri a effettuare una seria revisione degli aspetti non solo ambientali, ma anche economici e di sicurezza, della dipendenza dall'energia proveniente da fonti non rinnovabili;

    7.  sottolinea che un sistema efficace di scambio delle quote di emissione e l'adozione di un'ampia gamma di altri provvedimenti per il risparmio energetico devono costituire strumenti importanti per stimolare lo sviluppo di un mercato delle tecnologie e dei prodotti ad alta efficienza energetica ampiamente diversificato e all'avanguardia; sottolinea altresì l'importanza dell'applicazione del principio "chi inquina paga"; ricorda che quanto più alto sarà il numero di paesi che porranno in atto politiche del genere, tanto più limitato risulterà l'impatto di queste ultime sulla competitività settoriale;

    8.  sollecita relazioni più dinamiche tra l'Unione europea e i paesi produttori di petrolio, che implichino la volontà di entrambe le parti di dare oltre che di ricevere e che puntino a creare in campo petrolifero un contesto più stabile e tranquillo per l'approvvigionamento e la fissazione dei prezzi, nell'interesse di tutte le parti interessate e dell'economia mondiale nel suo insieme;

    9.  si attende che le compagnie petrolifere reinvestano i loro recenti consistenti profitti nella prospezione e nello sviluppo di nuove riserve petrolifere e nella promozione della tecnologia per il risparmio energetico e della ricerca sui sostituti del petrolio (in particolare per le applicazioni nel settore dei trasporti).

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    11.12.2008

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    16

    15

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Zsolt László Becsey, Pervenche Berès, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Manuel António dos Santos, José Manuel García-Margallo y Marfil, Robert Goebbels, Donata Gottardi, Louis Grech, Benoît Hamon, Othmar Karas, Wolf Klinz, Christoph Konrad, Sirpa Pietikäinen, John Purvis, Bernhard Rapkay, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Margarita Starkevičiūtė, Ieke van den Burg, Sahra Wagenknecht

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Mia De Vits, Werner Langen, Alain Lipietz, Janusz Onyszkiewicz, Bilyana Ilieva Raeva, Andreas Schwab, Theodor Dumitru Stolojan, Kristian Vigenin

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Michael Gahler, Monica Giuntini, Catiuscia Marini

    PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (16.12.2008)

    destinato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

    sulle ipotesi per affrontare le sfide connesse all'approvvigionamento di petrolio
    (2008/2212(INI))

    Relatore per parere: Colm Burke

    SUGGERIMENTI

    La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    1.   accoglie con favore la comunicazione della Commissione e fa eco alle sue preoccupazioni per la volatilità recentemente mostrata dai prezzi petroliferi e per i conseguenti effetti negativi sull’inflazione, la competitività, il commercio e la crescita economica;

    2.   riconosce che l’aumento della domanda è una delle cause della recente volatilità dei prezzi del petrolio; si duole del persistente ricorso alle sovvenzioni in paesi terzi, a causa dei loro effetti negativi a lungo termine per le finanze pubbliche e per i consumatori;

    3.   pone l’accento sul fatto che anche la limitata capacità di espansione delle nuove fonti di approvvigionamento e altri fattori, quali il dollaro debole e le turbolenze sui mercati finanziari, hanno contribuito alla volatilità dei prezzi petroliferi;

    4.   sostiene la proposta dalla Commissione riguardo alle misure a breve termine da adottare, se necessario, per attenuare future impennate dei prezzi petroliferi; invita gli Stati membri a dare sostegno finanziario agli investimenti in fonti energetiche alternative, come le energie rinnovabili, e a dare la priorità alle misure di sensibilizzazione dei consumatori intese a promuovere l’acquisto di beni e servizi efficienti sotto il profilo energetico, onde ridurre al minimo la spesa sul lungo periodo ed alleviare gli effetti di una futura diminuzione dell'offerta di petrolio;

    5.   plaude all'iniziativa della Commissione di tenere un dialogo politico globale sotto forma di un vertice ad alto livello tra paesi consumatori e paesi produttori di petrolio, al fine di instaurare un giusto equilibrio tra domanda e offerta sul mercato del petrolio e di impedire che i paesi produttori mantengano i prezzi petroliferi a livelli artificialmente elevati;

    6.   pone in risalto la necessità di dare la priorità al monitoraggio della concorrenza a livello di lavorazione e vendita del petrolio e dei prodotti petroliferi e di assicurare una maggiore trasparenza dei dati sulle scorte petrolifere commerciali;

    7.   plaude all’intenzione della Commissione di concentrarsi sulle scorte petrolifere d’emergenza nel suo secondo riesame strategico del settore dell’energia; ritiene che le scorte petrolifere d’emergenza dovrebbero fungere da cuscinetto contro gli shock petroliferi a breve termine e potrebbero pertanto servire a limitare la volatilità dei prezzi, aumentando in tal modo la prevedibilità per i consumatori;

    8.   osserva che si dovrebbe consentire alle imprese del settore petrolifero di reinvestire i profitti nella prospezione, nell’estrazione e nelle nuove tecnologie, il che dovrebbe rappresentare il metodo più efficace per ridurre i prezzi nel medio e nel lungo periodo;

    9.   sottolinea che le misure di mercato e l’azione politica dovrebbero essere utilizzate in modo complementare per far fronte efficacemente alla volatilità dei prezzi del petrolio.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    15.12.2008

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    17

    13

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Gabriela Creţu, Janelly Fourtou, Evelyne Gebhardt, Martí Grau i Segú, Malcolm Harbour, Anna Hedh, Iliana Malinova Iotova, Alexander Graf Lambsdorff, Kurt Lechner, Catiuscia Marini, Nickolay Mladenov, Catherine Neris, Zita Pleštinská, Zuzana Roithová, Leopold Józef Rutowicz, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler, Marian Zlotea

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Emmanouil Angelakas, Wolfgang Bulfon, Colm Burke, Giovanna Corda, Brigitte Fouré, Joel Hasse Ferreira, Othmar Karas

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Zdzisław Kazimierz Chmielewski, Gay Mitchell, Vladimir Urutchev

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    21.1.2009

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    40

    6

    1

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Šarūnas Birutis, Jan Březina, Philippe Busquin, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Den Dover, Lena Ek, Nicole Fontaine, Adam Gierek, Norbert Glante, András Gyürk, Fiona Hall, David Hammerstein, Mary Honeyball, Ján Hudacký, Romana Jordan Cizelj, Werner Langen, Anne Laperrouze, Eluned Morgan, Angelika Niebler, Reino Paasilinna, Atanas Paparizov, Aldo Patriciello, Francisca Pleguezuelos Aguilar, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Mechtild Rothe, Paul Rübig, Patrizia Toia, Catherine Trautmann, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Pilar Ayuso, Ivo Belet, Zdzisław Kazimierz Chmielewski, Matthias Groote, Cristina Gutiérrez-Cortines, Mieczysław Edmund Janowski, Toine Manders, Vittorio Prodi, Esko Seppänen, Silvia-Adriana Ţicău

    Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Marian-Jean Marinescu