Procedura : 2008/2236(INI)
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Ciclo del documento : A6-0037/2009

Testi presentati :

A6-0037/2009

Discussioni :

PV 18/02/2009 - 22
CRE 18/02/2009 - 22

Votazioni :

PV 19/02/2009 - 9.4
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P6_TA(2009)0078

RELAZIONE     
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28.1.2009
PE 412.336v02-00 A6-0037/2009

sulla revisione dello "strumento della politica europea di vicinato e partenariato"

(2008/2236(INI))

Commissione per gli affari esteri

Relatore: Konrad Szymański

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla revisione dello "strumento della politica europea di vicinato e partenariato"

(2008/2236(INI))

Il Parlamento europeo,

- visto il regolamento (CE) n. 1638/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, recante disposizioni generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato(1),

- visto lo sviluppo della politica europea di vicinato (PEV) dal 2004 e, in particolare, le relazioni intermedie della Commissione sulla sua attuazione,

- visti i piani d'azione adottati congiuntamente con Armenia, Azerbaigian, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Moldova, Marocco, Autorità palestinese, Tunisia e Ucraina,

- visto l'accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, entrato in vigore il 1° dicembre 1997 e vista la ripresa dei negoziati sul rinnovo dell'accordo di partenariato e di cooperazione nel dicembre 2008,

- vista la decisione, adottata dai Consigli Affari generali e Relazioni esterne nel settembre e ottobre 2008, di riprendere il dialogo con le autorità bielorusse e di sospendere i divieti di soggiorno nei confronti di alcuni responsabili per un periodo di sei mesi, a seguito del rilascio di prigionieri politici e di taluni miglioramenti nello svolgimento delle elezioni legislative,

- vista la dichiarazione di Barcellona adottata in occasione della conferenza euromediterranea dei ministri degli Affari esteri tenutasi a Barcellona il 27 e il 28 novembre 1995, che istituisce un partenariato euro-mediterraneo,

- vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al consiglio intitolata "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo" (COM(2008)0319),

- vista l'approvazione della comunicazione da parte del Consiglio europeo di Bruxelles del 13 e 14 marzo 2008,

- vista la dichiarazione del vertice di Parigi per il Mediterraneo, tenutosi a Parigi il 13 luglio 2008,

- vista la dichiarazione sulla governance, sui progetti e sul dialogo politico regionale adottata in occasione della conferenza ministeriale del "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo", tenutasi a Marsiglia il 3 e il 4 novembre 2008,

- viste le comunicazioni della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 4 dicembre 2006, sullo sviluppo della politica europea di vicinato (COM(2006)0726) e del 5 dicembre 2007 (COM(2007)0774) su una forte politica europea di vicinato,

- viste la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, dell'11 aprile 2007, dal titolo "Sinergia del Mar Nero – Una nuova iniziativa di cooperazione regionale" (COM(2007)0160) e la comunicazione della Commissione, del 19 giugno 2008, (COM(2008)0391) – Relazione sul primo anno di attuazione della Sinergia del Mar Nero,

- vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio intitolata "Partenariato orientale" (COM(2008)0823),

- vista la lettera del 26 aprile 2006 del Commissario Ferrero-Waldner alla commissione per gli affari esteri del Parlamento,

- viste le sue risoluzioni sulla PEV e la strategia di allargamento dell'UE,

- viste le sue precedenti risoluzioni sui paesi e le regioni vicini dell'UE,

- visto l'articolo 45 del suo regolamento,

- vista la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per i bilanci e della commissione per lo sviluppo regionale (A6-0037/2009),

A.  considerando che la riforma del 2006 e l'accordo sul nuovo quadro per l'assistenza esterna contengono l'impegno da parte della Commissione di effettuare una revisione intermedia dell'applicazione del regolamento (CE) n. 1638/2006 entro le elezioni europee del 2009 e che tale accordo ha attribuito al Parlamento maggiori poteri di controllo in materia di aiuti comunitari,

B.   considerando che nel 2006 la commissione per gli affari esteri ha istituito dei gruppi di lavoro sugli strumenti ENPI Sud e ENPI Est, al fine di avviare un dialogo strutturato con la Commissione sui documenti di attuazione, e che tali gruppi hanno definito il quadro della politica per la concessione di aiuti nell'ambito dello strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI),

C.  considerando che l'obiettivo dell'ENPI è stato, fin dal principio delle attuali Prospettive finanziarie, varate nel 2007, di sostenere l'attuazione della PEV e, in particolare, dei suoi piani d'azione, nonché del partenariato strategico con la Federazione russa mediante il sostegno alla realizzazione delle tabelle di marcia per i quattro "spazi comuni",

D.  considerando che l'obiettivo principale della PEV è la creazione di un ambiente favorevole nelle immediate vicinanze dell'Unione europea; considerando che i paesi vicini sono naturalmente divisi in due categorie, meridionali e orientali, con obiettivi e approcci diversi verso l'Unione europea; considerando che questa divisione è evidenziata dalle due iniziative recentemente proposte, ossia l'Unione per il Mediterraneo (UpM) e il Partenariato orientale,

E.   considerando che l'ENPI è stato concepito anche per finanziare i programmi transfrontalieri e multinazionali nel territorio coperto da tale strumento, al fine di supportare, tra l'altro, iniziative come la Sinergia del Mar Nero, l'UpM e il Partenariato orientale,

F.   considerando che la PEV rimane una delle maggiori priorità della politica estera dell'Unione europea e che essa offre a tutti gli Stati interessati la possibilità di una maggiore integrazione con l'UE,

G.  considerando che la PEV è indipendente dal processo di adesione, senza tuttavia escluderlo, e costituisce un passo in avanti verso il ravvicinamento economico e politico tra l'UE e i paesi vicini,

H.  considerando che la rapida crescita demografica nei paesi vicini all'UE, con il conseguente aumento dell'urbanizzazione delle rispettive popolazioni, rappresenta una nuova sfida per l'ENPI,

Osservazioni generali

1.  ritiene che, nel complesso, le disposizioni del regolamento (CE) n. 1638/2006 sono adeguate e valide ai fini della cooperazione con i paesi vicini e con altre organizzazioni multilaterali;

2.  invita la Commissione, in collaborazione con i governi partner, a sviluppare ulteriormente i meccanismi di consultazione della società civile e delle autorità locali, per coinvolgerle maggiormente nella progettazione e nel monitoraggio dell'attuazione dell'ENPI e dei programmi nazionali di riforma; chiede alla Commissione di accelerare la pubblicazione dei programmi d'azione annuali sul suo sito web e di persuadere i governi partner a mettere i loro documenti di programmazione nazionali regolarmente a disposizione del pubblico;

3.  invita il Consiglio a sviluppare insieme al Parlamento uno strumento flessibile e trasparente per l'informazione in questo ambito e a inviare prontamente al Parlamento i verbali delle decisioni adottate;

4.  esorta la Commissione e le autorità nazionali, regionali e locali a promuovere i programmi di gemellaggio fra città e regioni e a fornire a tal fine adeguata assistenza, allo scopo di sviluppare la capacità amministrativa locale e regionale nei paesi limitrofi e promuovere sia i programmi di scambio destinati alla società civile che i microprogetti;

5.  accoglie con favore l'avvio da parte della Commissione, nel quadro dell'ENPI, del nuovo programma CIUDAD per consentire il sostegno di progetti di cooperazione specifici tra le città europee e le città dei paesi coperti dall'ENPI; evidenzia che questo tipo di iniziativa è uno strumento quanto mai idoneo per la continuazione del dialogo e del processo di democratizzazione; chiede pertanto la concessione di maggiori importi per il rafforzamento di queste iniziative in occasione della la revisione intermedia del quadro finanziario nel 2008-2009;

6.  è del parere che la visibilità degli aiuti comunitari debba essere rafforzata mediante una comunicazione mirata ai soggetti interessati e all'opinione pubblica e raccomanda a questo scopo lo sviluppo di contatti con la società civile e con le autorità locali, che rappresentano un livello di intervento competente ed efficace in virtù della loro vicinanza ai cittadini;

7.  esorta a perseguire più ambiziosamente i programmi d'azione annuali in materia di democrazia, stato di diritto e diritti dell'uomo in conformità agli obiettivi stabiliti nei piani d'azione della PEV; crede che sia necessario compiere maggiori sforzi per ottenere l'impegno dei governi partner ad agire in tali ambiti;

8.  sottolinea la necessità di definire obiettivi chiari, concreti e quantificabili in tutti i nuovi piani d'azione della PEV in corso di negoziazione; pone l'accento sulla necessità di interdipendenza tra tutti i capitoli di questi piani d'azione, al fine di ottenere un progresso in tutti i capitoli senza discriminazioni; rinnova a questo proposito il suo appello per una politica globale di promozione dei diritti dell'uomo e della democrazia che raccolga tutti gli strumenti esistenti in questo ambito;

9.  osserva che, malgrado l'accresciuta flessibilità e semplicità degli strumenti comunitari di assistenza, come dimostrato in particolare dallo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, le procedure e gli scadenzari stabiliti nel quadro dell'ENPI permangono onerosi per le organizzazioni della società civile e per le autorità locali; esorta la Commissione a condurre un'analisi comparativa delle procedure applicate dagli altri principali donatori e a presentare i risultati di tale analisi al Parlamento;

10.  ritiene che il sostegno di bilancio settoriale e generale previsto nel quadro dell'ENPI debba essere concesso soltanto ai governi che sono in grado di impiegarlo in modo trasparente, efficace e responsabile e dove costituisce un reale incentivo; esorta la Commissione a riesaminare l'opportunità di concedere un sostegno di bilancio a paesi che hanno problemi in termini di gestione finanziaria e di procedure di controllo, nonché alti livelli di corruzione; chiede alla Commissione di trovare il giusto equilibrio tra flessibilità e trasparenza nella selezione, nell'attuazione e nel monitoraggio dei programmi ENPI;

11.  sottolinea la necessità di adottare un approccio specifico per ciascun paese in fatto di condizionalità politica, finalizzato, tra l'altro, alla promozione della democrazia, dello stato di diritto e del buongoverno, del rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze e dell'indipendenza della magistratura; ritiene pertanto che una valutazione approfondita e globale di tutti i progetti "Giustizia" finanziati nel quadro di questo strumento debba essere resa pubblica e trasmessa al Parlamento europeo;

12.  accoglie con favore l'inserimento della cooperazione transfrontaliera nel campo di applicazione del regolamento relativo all'ENPI quale strumento strategico per lo sviluppo di progetti comuni e il rafforzamento delle relazioni tra i paesi interessati dalla PEV e gli Stati membri; insiste, tuttavia, sulla necessità di creare strumenti specifici al fine di garantire un controllo regolare della gestione e del metodo di attuazione dei programmi operativi congiunti su entrambi i lati delle frontiere dell'UE;

13.  invita la Commissione a predisporre un riepilogo dettagliato di tutti i programmi operativi congiunti approvati per il periodo 2007-2013, unitamente a una valutazione che evidenzi in quale misura siano stati rispettati i principi di trasparenza, efficienza e partenariato nell'attuazione dei progetti; incoraggia la Commissione a redigere un inventario dei problemi più frequentemente riscontrati dalle autorità di gestione sia nelle regioni di confine dell'UE sia nei paesi PEV, con l'obiettivo di individuare soluzioni più adeguate per il prossimo periodo di programmazione;

14.  incoraggia la Commissione ad agevolare lo scambio di esperienze e di buone prassi nella cooperazione transfrontaliera tra i programmi e i progetti PEV e le azioni intraprese nell'ambito dell'obiettivo relativo alla “cooperazione territoriale europea” e nel contesto dell’iniziativa comunitaria Interreg III A, già conclusa; ritiene necessario, in particolare, promuovere iniziative di formazione (fra cui programmi per apprendere le lingue dei paesi limitrofi) e gemellaggio rivolte ai dipendenti del pubblico impiego; suggerisce, a tale riguardo, la realizzazione di analisi periodiche sui miglioramenti attuati in termini di capacità e di consolidamento istituzionale su entrambi i lati delle frontiere comunitarie;

15.  evidenzia l'importanza di chiarire i rapporti fra la PEV in quanto politica quadro e le iniziative regionali PEV, quali la Sinergia del Mar Nero, l'UpM e il futuro Partenariato orientale, e di migliorare il coordinamento e la complementarietà di queste iniziative e dei diversi strumenti comunitari di assistenza; invita a migliorare la sincronizzazione tra i programmi ENPI e la cooperazione finanziaria fornita dagli Stati membri e dalle organizzazioni internazionali;

16.  sottolinea la necessità di migliorare la cooperazione da parte dei paesi dell'ENPI con le agenzie dell'UE e di accrescere le opportunità per tali paesi di partecipare ai programmi comunitari, sempre che gli obiettivi dei piani d'azione della PEV siano stati raggiunti; invita la Commissione ad adottare misure efficaci per ridurre al minimo l'onere finanziario cui sono soggetti i paesi terzi che desiderano partecipare a questi programmi comunitari;

17.  sottolinea la necessità che i pagamenti erogati nel quadro dell'ENPI siano resi trasparenti per quanto riguarda paesi e regioni destinatarie e aree prioritarie di intervento;

18.  invita a dedicare maggiore attenzione al rafforzamento della mobilità - in particolare mediante la creazione di partenariati per la mobilità con i paesi ENPI - e ai contatti interpersonali, soprattutto nel settore dell'istruzione, della ricerca e sviluppo, del commercio e del dialogo politico; sostiene la necessità di un'azione urgente per ridurre i costi di ottenimento dei visti per i cittadini e i residenti di tutti i paesi ENPI, con l'obiettivo finale della liberalizzazione dei visti;

19.  approva l'approccio della Commissione all'integrazione economica, che include l'obiettivo di creare un'area di libero scambio globale e approfondita;

20.  rileva che, malgrado gli sforzi compiuti da parte di alcuni paesi ENPI al fine di promuovere la parità tra i sessi e accrescere la partecipazione delle donne alla vita politica e socio-economica, tali misure ancora non hanno portato a miglioramenti significativi nel vicinato del Mediterraneo e in alcuni paesi del vicinato orientale; chiede alla Commissione di affrontare più sistematicamente la questione delle disparità tra i sessi nell’ambito della programmazione e dell’attuazione dell’ENPI;

21.  sostiene l'approccio della Commissione alla questione della sicurezza energetica, finalizzato alla creazione nel medio termine di un mercato dell'energia reciprocamente vantaggioso, interconnesso e diversificato, tra l'UE e i paesi vicini; sottolinea tuttavia che, oltre all'ulteriore sviluppo dell'armonizzazione delle politiche e della legislazione dei paesi partner in materia di energia con la prassi e l'acquis comunitario, occorre prestare particolare attenzione alla modernizzazione delle infrastrutture energetiche nei paesi partner;

22.  plaude al fatto che la proposta della Commissione per il Partenariato orientale includa la creazione di piattaforme tematiche (democrazia, stabilità e buongoverno, integrazione e convergenza economica con le politiche UE, sicurezza energetica, contatti tra le persone), che coincidono con le principali aree di cooperazione;

23.  sottolinea l'esigenza di aumentare la dotazione finanziaria dell'ENPI al fine di consentire alla PEV di raggiungere i suoi obiettivi sempre più ambiziosi e di sostenere le sue nuove iniziative regionali; chiede che, quando ciò verrà attuato, la distribuzione geografica degli aiuti finanziari dell'UE tra i paesi del Mediterraneo e i paesi dell'Europa orientale sia mantenuta, come previsto nelle Prospettive finanziarie per il 2007-2013;

24.  invita a valutare l'efficienza e l'impatto della spesa attuale in un contesto più ampio, quale ad esempio l'opera di assistenza ai paesi terzi;

25.  chiede alla Commissione di preparare una valutazione dell'impatto delle politiche di aiuti esteri dei paesi terzi negli Stati ENP, soprattutto Cina e Russia, e dell'impatto della crisi finanziaria su tutti i paesi ENPI;

26.  invita la Commissione a valutare con rigore le esigenze reali dei paesi cui attualmente fornisce aiuti esterni allo sviluppo e forme analoghe di assistenza, con particolare riferimento ai livelli di PIL e ai tassi di crescita economica nei paesi beneficiari;

27.  invita gli Stati membri a fornire un sostegno finanziario per l'agenda di riforma definita nei piani d'azione della PEV mediante ulteriori contributi al Fondo investimenti per la politica di vicinato e ad analoghe iniziative dell'ENPI, nonché mediante un rafforzamento dell'assistenza bilaterale;

28.  rammenta che, durante i negoziati relativi alla base giuridica dell'ENPI, il Parlamento aveva manifestato preoccupazioni legittime circa il modo in cui gli Strategy Papers e i Country Papers a breve e medio termine, che contengono spesso importi finanziari indicativi, sarebbero stati sottoposti al sindacato parlamentare; chiede di procedere a una valutazione delle modalità di esecuzione di tali impegni finanziari indicativi negli ultimi due anni;

29.  esprime, in tale contesto, le sue preoccupazioni circa il livello elevato di trasferimenti di bilancio richiesti per il capitolo 19 08, già cumulativamente pari a un incremento 410 milioni di euro in stanziamenti di impegno e 635 milioni di euro in pagamenti per gli anni 2007 e 2008;

30.  rileva con soddisfazione che i paesi che rientrano nell'ambito di intervento dell'ENPI hanno diritto di beneficiare dei prestiti erogati dalla Banca europea per gli investimenti (BEI)(2) e ritiene che le operazioni di finanziamento debbano essere coerenti con le politiche esterne dell'UE, inclusi gli obiettivi regionali specifici, e sostenerle; rammenta che l'attuale limite massimo per le operazioni di finanziamento della BEI a favore dei paesi ENPI nel periodo 2007-2013, è di 12,4 miliardi di euro, ripartito in due sottomassimali di 8,7 miliardi di euro per i paesi del Mediterraneo e di 3,7 miliardi di euro per i paesi orientali e la Russia; chiede una valutazione congiunta insieme alla BEI per verificare le modalità di attuazione di tali prestiti;

31.  rileva con soddisfazione che la Corte di giustizia ha recentemente annullato la base giuridica originaria in seguito al ricorso del Parlamento, stabilendo che in questi casi si applica la procedura di codecisione, ai sensi degli articoli 179 e 189 A del trattato CE; sottolinea che la revisione dell'ENPI e l'adozione di un regolamento in sostituzione della decisione del Consiglio (annullata) su una garanzia comunitaria per i prestiti della BEI, devono procedere di pari passo, dato che si tratta di strumenti complementari della politica dell'UE nei confronti dei paesi vicini, e che occorre evitare disposizioni contraddittorie o controproducenti;

32.  ribadisce le sue preoccupazioni circa le possibili carenze in materia di accountability e il rischio di appropriazione indebita di fondi comunitari, quando l'assistenza dell'UE viene erogata attraverso i Multi-donors' Trust Funds; sottolinea l'importanza di un sistema finanziario pubblico solido, basato sulla trasparenza, sulla rendicontabilità e sulla responsabilità democratica; invita pertanto la Commissione a evitare di erogare fondi attraverso tali intermediari, ove ciò sia possibile e qualora esistano mezzi più trasparenti a disposizione;

Osservazioni specifiche per paese e regione                             

33.  prende atto dei progressi compiuti nell'ambito dell'iniziativa UpM; sottolinea, tuttavia, che:

–  il finanziamento ENPI all'iniziativa PEV per il Sud non deve essere utilizzato a scapito dell'iniziativa PEV per l'Est e viceversa;

–  il Parlamento deve essere opportunamente informato in merito ai progetti UpM finanziati nel quadro dell'ENPI;

- quando si utilizzano fondi ENPI, la trasparenza di altre fonti di finanziamento, incluse quelle private, assume una particolare importanza;

34.  ribadisce che la componente mediterranea della PEV deve completare il processo di Barcellona e che gli obiettivi PEV devono essere più chiaramente definiti per rafforzare il processo di Barcellona privilegiando un approccio regionale multilaterale;

35.  ritiene che, per rafforzare l'efficacia dei progetti regionali, multilaterali e transfrontalieri nel quadro dell'ENPI, occorra estenderne la partecipazione e tutti i nuovi partner UpM;

36.  è del parere che i recenti sviluppi geopolitici verificatisi nel vicinato orientale dell'UE evidenzino l'importanza di sviluppare ulteriormente la PEV adattandola meglio alle esigenze dei partner, anche mediante una maggiore partecipazione dell'UE nella regione del Mar Nero e un Partenariato orientale ambizioso; sottolinea la necessità di accelerare la creazione di un'area di libero scambio, soprattutto per quanto concerne l'Armenia, l'Azerbaigian, la Georgia, l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, non appena i paesi partner saranno pronti, nonché la necessità di compiere gli ultimi passi verso l'eliminazione dell'obbligo del visto per l'ingresso nell'UE e di rafforzare la cooperazione regionale per promuovere la stabilità e la prosperità nel vicinato dell'UE;

37.  propone di istituire, con la partecipazione del Parlamento europeo e seguendo la stessa linea delle assemblee “Euromed” e “Eurolat”, un’assemblea di vicinato orientale “Euroest” intesa a dare attuazione all’ENPI nei paesi dell’Europa Orientale, segnatamente l’Armenia, l’Azerbagian, la Georgia, la Moldavia, l’Ucraina e la Bielorussia;

38.  sottolinea che i conflitti "congelati" rappresentano un ostacolo al pieno sviluppo della PEV in relazione al Caucaso meridionale e chiede al Consiglio un maggiore impegno nella risoluzione dei conflitti;

39.  sottolinea che un maggiore impegno nella regione del Mar Nero è necessario affinché l'UE possa aiutare a risolvere alcuni dei conflitti in sospeso e a rafforzare la cooperazione tra i paesi della regione, creando inoltre le basi per una politica estera e di sicurezza regionale comune insieme alla Turchia; evidenzia inoltre che anche la Russia dovrebbe essere invitata a sostenere la risoluzione dei conflitti e a promuovere la pace, la stabilità e il rispetto per l'integrità territoriale nella regione, che costituisce un vicinato sia dell'UE che della Russia; ritiene che questi principi di diritto internazionale debbano consentire l'attuazione di vari progetti di interesse comune;

40.  accoglie con favore il fatto che il Partenariato orientale offre maggiori incentivi a paesi partner ambiziosi quali l'Ucraina; plaude in particolare al nuovo programma globale di sostegno allo sviluppo istituzionale per il miglioramento delle capacità amministrative nei settori oggetto di cooperazione;

41.  ritiene che il Partenariato orientale non debba ostacolare l'adesione all'UE di quei paesi vicini che intendono fare richiesta sulla base dell'articolo 49 del trattato sull'Unione europea;

42.  approva la proposta avanzata dalla Commissione, e cioè che le nuove relazioni con i Paesi del Partenariato orientale siano costruite sulla base di nuovi accordi di associazione specifici per ogni paese, che fornirebbero una risposta migliore alle aspirazioni dei partner a intrattenere relazioni più strette;

43.  plaude al fatto che la sicurezza energetica sia parte integrante della proposta di Partenariato orientale nelle relazioni con i partner orientali; approva gli obiettivi principali della succitata comunicazione sul Partenariato orientale, come la rapida conclusione dei negoziati sull'adesione dell'Ucraina e della Moldova alla Comunità dell'energia e il rafforzamento dell'impegno politico con l'Azerbaigian, finalizzato alla sua convergenza con il mercato UE dell'energia e all'integrazione delle infrastrutture;

44.  approva il pacchetto per la ripresa economica e la stabilità previsto nel bilancio comunitario, che metterà a disposizione fino a 500 milioni di euro nel periodo 2008-2010 per la ricostruzione post-bellica della Georgia e per garantire la riabilitazione economica degli sfollati interni in attesa del loro ritorno alle proprie abitazioni e proprietà; sottolinea la necessità, affinché gli aiuti siano assegnati alle esigenze più impellenti della Georgia, di subordinare i finanziamenti dell'UE a condizioni e meccanismi di monitoraggio adeguati; fa notare che gli aiuti dovrebbero essere volti a sostenere l'agenda di riforma definita nel piano d'azione della PEV e nei documenti di programmazione ENPI, che conserva tutta la sua rilevanza;

45.  sottolinea che occorre rivedere la dotazione finanziaria per la Bielorussia per stabilire se è possibile estendere la cooperazione al di là dei settori dell'energia, dell'ambiente e della migrazione, al fine di proseguire la politica di rinnovato impegno varata dal Consiglio nel settembre 2008; ricorda che le relazioni UE-Bielorussia dipenderanno ampiamente dall'impegno del governo della Bielorussia nei confronti dei valori democratici; evidenzia la necessità di un'efficace condizionalità politica e di fornire opportune garanzie del fatto che l'assistenza avrà un impatto positivo immediato sui cittadini e che non sarà utilizzata abusivamente dalle autorità contro gli avversari politici; sottolinea che l'UE dovrebbe offrire un sostegno più efficace alla società civile e ai partiti politici che difendono la democrazia;

46. ritiene che l'UE dovrebbe concentrarsi sulle questioni seguenti nel corso dei negoziati su un nuovo accordo UE-Russia:

      –  maggiore cooperazione russa nell'individuazione di chiare priorità di cooperazione         finanziaria, con conseguente miglioramento della pianificazione e della   programmazione pluriennale degli aiuti;

- garanzia che tutti gli aiuti finanziari concessi alle autorità russe contribuiscano al rafforzamento delle norme democratiche nella Federazione russa;

- rafforzamento dell'appartenenza comune dei progetti selezionati per il finanziamento;

°

°         °

47. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti nazionali dei paesi ENPI, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e l'Assemblea parlamentare euromediterranea.

(1)

GU L 310 del 9.11.2006, pag. 1.

(2)

Decisione 2006/1016/CE del Consiglio, che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia della Comunità in caso di perdite dovute a prestiti e a garanzie sui prestiti a favore di progetti realizzati al di fuori della Comunità (GU L 414 del 30.12.2006, pag. 95).


PARERE della commissione per lo sviluppo (9.12.2008)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sulla revisione dello “strumento della politica europea di vicinato”

(2008/2236(INI))

Relatrice: Danutė Budreikaitė

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  insiste sul fatto che dei diciassette paesi che rientrano nello Strumento della politica europea di vicinato (ENPI), tutti tranne due sono classificati come paesi in via di sviluppo dal comitato per l’assistenza allo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE); rileva in tale contesto che l’ENPI, sebbene promuova la riduzione della povertà, non ha contribuito in maniera efficace a una drastica riduzione dei tassi di povertà e al miglioramento della situazione socio-economica in molti paesi interessati dalla PEV (politica europea di vicinato); insiste pertanto sul fatto che lo sradicamento della povertà e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dell’ONU (in particolare in materia di sanità e istruzione) debbano diventare gli obiettivi primari e fondamentali nell’attuazione dell’assistenza nell’ambito dell’ENPI;

2.  osserva che la programmazione ENPI è incentrata sostanzialmente sullo sviluppo economico e sulla promozione e la liberalizzazione degli scambi commerciali; chiede che nell’ambito della programmazione ENPI sia data priorità ai settori della cooperazione riguardanti lo sviluppo indicati nello strumento, quali la promozione della democratizzazione e dei diritti umani, la parità tra i sessi e la non discriminazione, lo sviluppo e la protezione sociale, la salute e l’istruzione, e la protezione ambientale;

3.  esprime preoccupazione per il fatto che i paesi PEV sono tra i più colpiti dalle lacune esistenti in materia di democratizzazione e continue violazioni dei diritti umani; esprime inoltre preoccupazione per il fatto che la società civile e i partiti dell’opposizione non siano stati coinvolti in modo sistematico e significativo nel processo di consultazione della PEV e nella programmazione dei finanziamenti ENPI, a causa dei vincoli imposti dalle élite di governo; esorta la Commissione a stanziare risorse per attuare riforme democratiche che promuovano il rafforzamento dei partiti dell’opposizione, che permettano di superare le lacune delle procedure elettorali e garantiscano l’indipendenza giudiziaria nei paesi PEV, nonché il rispetto delle norme in materia di diritti umani nell’ambito dell’ENPI;

4.  rileva che, malgrado gli sforzi compiuti da parte di alcuni paesi PEV al fine di promuovere la parità tra i sessi e accrescere la partecipazione delle donne alla vita politica e socio-economica, tali misure ancora non hanno portato a miglioramenti significativi nel vicinato del Mediterraneo e in alcuni paesi del vicinato orientale; chiede alla Commissione di affrontare più sistematicamente la questione delle disparità tra i sessi nell’ambito della programmazione e dell’attuazione dell’ENPI;

5.  sottolinea l’importanza del Partenariato orientale proposto, creato seguendo la stessa linea dell'Unione per il Mediterraneo; sottolinea che il Partenariato orientale contribuirebbe notevolmente all’ulteriore sviluppo della cooperazione tra l’UE e i paesi dell’Europa orientale e, così facendo, al rafforzamento della democrazia, alla buona governance e alla protezione dei diritti umani in questi Stati nonché alla promozione del loro sviluppo economico e sociale;

6.  propone di istituire, con la partecipazione del Parlamento europeo e seguendo la stessa linea delle assemblee “Euromed” e “Eurolat”, un’assemblea di vicinato orientale “Euroest” intesa a dare attuazione all’ENPI nei paesi dell’Europa Orientale, segnatamente l’Armenia, l’Azerbagian, la Georgia, la Moldavia, l’Ucraina e la Bielorussia;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

8.12.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Alessandro Battilocchio, Josep Borrell Fontelles, Danutė Budreikaitė, Marie-Arlette Carlotti, Nirj Deva, Fernando Fernández Martín, Juan Fraile Cantón, Alain Hutchinson, Glenys Kinnock, Maria Martens, Gay Mitchell, Horst Posdorf, Frithjof Schmidt, Jürgen Schröder, Johan Van Hecke

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Miguel Angel Martínez Martínez, Manolis Mavrommatis, Csaba Őry, Renate Weber

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Emanuel Jardim Fernandes, Francesco Ferrari, Zita Gurmai, Emilio Menéndez del Valle, Ramona Nicole Mănescu, Justas Vincas Paleckis, Leopold Józef Rutowicz


PARERE della commissione per i bilanci (11.12.2008)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sulla revisione dello "Strumento europeo di vicinato e partenariato"

(2008/2236(INI))

Relatore: Simon Busuttil

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   rammenta che, durante i negoziati relativi alla base giuridica dell'ENPI, il Parlamento aveva manifestato preoccupazioni legittime circa le modalità con cui i documenti di strategia e i documenti per paese a breve e medio termine, che contengono spesso importi finanziari indicativi, sono assoggettati al controllo parlamentare; chiede di procedere a una valutazione delle modalità di attuazione degli impegni finanziari negli ultimi due anni;

2.   esprime, in tale contesto, le sue preoccupazioni circa il livello elevato di trasferimenti di bilancio per il capitolo 19 08, pari già a un incremento cumulativo di 410 milioni di euro in stanziamenti di impegno e di 635 milioni di euro in pagamenti per gli anni 2007 e 2008;

3.   rileva con soddisfazione che i paesi che rientrano nell'ambito di intervento dell'ENPI hanno diritto di beneficiare dei prestiti erogati dalla Banca europea per gli investimenti (BEI)(1) e che le operazioni di finanziamento devono essere coerenti con le politiche esterne dell'UE, inclusi gli obiettivi regionali specifici, e sostenerle; rammenta che l'attuale limite massimo per le operazioni di finanziamento della BEI, applicato ai paesi dell'ENPI nel periodo 2007-2013, è di 12,4 miliardi di euro, ripartito in due sottomassimali di 8,7 miliardi di euro per i paesi del Mediterraneo e di 3,7 miliardi di euro per i paesi orientali e la Russia; chiede una valutazione congiunta insieme alla BEI per verificare le modalità di attuazione di tali prestiti;

4.   rileva con soddisfazione che la Corte di giustizia europea ha recentemente annullato la base giuridica originaria, in seguito alla contestazione del Parlamento, stabilendo che in questi casi si applica la procedura di codecisione, ai sensi degli articoli 179 e 189 A del trattato CE; sottolinea che la revisione dell'ENPI e l'adozione di un regolamento in sostituzione della decisione del Consiglio (annullata) su una garanzia comunitaria per i prestiti della BEI, devono procedere di pari passo, dato che si tratta di strumenti complementari della politica dell'UE nei confronti dei paesi vicini, e che occorre evitare disposizioni contraddittorie o controproducenti;

5.   ribadisce le sue preoccupazioni circa le possibili carenze in materia di responsabilità e il rischio di appropriazione indebita di fondi comunitari, quando l'assistenza dell'UE viene erogata attraverso fondi fiduciari dei donatori; sottolinea l'importanza di un sistema finanziario pubblico solido, basato sulla trasparenza e sulla responsabilità democratica; invita pertanto la Commissione a evitare di erogare fondi attraverso tali intermediari, ove ciò sia possibile e qualora esistano mezzi più trasparenti a disposizione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.12.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Richard James Ashworth, Reimer Böge, Simon Busuttil, Valdis Dombrovskis, Brigitte Douay, Vicente Miguel Garcés Ramón, Catherine Guy-Quint, Jutta Haug, Vladimír Maňka, Jan Mulder, Margaritis Schinas, László Surján, Kyösti Virrankoski, Ralf Walter

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Peter Šťastný

(1)

Decisione 2006/1016/CE del Consiglio, che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia della Comunità in caso di perdite dovute a prestiti e a garanzie sui prestiti a favore di progetti realizzati al di fuori della Comunità (GU L 414 del 30.12.2006, pag. 95).


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (20.1.2009)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sulla revisione dello "strumento della politica europea di vicinato"

(2008/2236(INI))

Relatore per parere: Petru Filip (sostituito da Lambert van Nistelrooij)

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   accoglie con favore l'inserimento della cooperazione transfrontaliera nel campo di applicazione del regolamento relativo allo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) quale strumento strategico per lo sviluppo di progetti comuni e il rafforzamento delle relazioni tra i paesi interessati dalla politica europea di vicinato (PEV) e gli Stati membri; insiste, tuttavia, sulla necessità di creare strumenti specifici al fine di garantire un controllo regolare della gestione e del metodo di attuazione dei programmi operativi congiunti su entrambi i lati delle frontiere dell'UE;

2.   sottolinea che la cooperazione transfrontaliera dovrebbe contribuire allo sviluppo regionale integrato e sostenibile fra regioni frontaliere limitrofe e all'integrazione territoriale armoniosa fra la Comunità e i paesi vicini; rileva che il modo migliore per raggiungere tale obiettivo è di combinare gli obiettivi di politica esterna con gli obiettivi e le iniziative in materia di politica di coesione economica, sociale e territoriale;

3.   sottolinea la necessità di migliorare il coordinamento in materia di cooperazione territoriale nell’ambito della politica di coesione economica, sociale e territoriale con la componente esterna della cooperazione transfrontaliera, vale a dire i paesi candidati all’adesione, i paesi PEV, la Federazione russa e i paesi limitrofi alle regioni ultraperiferiche;

4.   invita la Commissione a predisporre un riepilogo dettagliato di tutti i programmi operativi congiunti approvati per il periodo 2007-2012, unitamente a una valutazione che evidenzi in quale misura siano stati rispettati i principi di trasparenza, efficienza e partenariato nell'attuazione dei progetti; incoraggia la Commissione a redigere un inventario dei problemi più frequentemente riscontrati dalle autorità di gestione sia nelle regioni di confine dell'UE sia nei paesi PEV, con l'obiettivo di individuare soluzioni più adeguate per il prossimo periodo di programmazione;

5.   lamenta la limitata applicazione del principio di sussidiarietà rilevata nelle prime relazioni sull'attuazione dei programmi; invita pertanto la Commissione a promuovere una più intensa partecipazione degli enti locali e regionali nel contesto di un approccio maggiormente decentralizzato per quanto riguarda sia la gestione dei programmi sia l'attuazione dei progetti; rileva che la creazione di strutture decentrate efficienti è un requisito indispensabile per un’efficace attuazione dei progetti PEV;

6.   deplora l'acclarata mancanza di coordinamento tra i finanziamenti ENPI e quelli relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e invoca la semplificazione delle procedure e l’armonizzazione delle norme, al fine di migliorare l’attuazione degli strumenti esistenti ed evitare le sovrapposizioni; a tale riguardo, attende di ricevere informazioni dalla Commissione circa i controlli attuati per scongiurare la duplicazione dei finanziamenti;

7.   ritiene che sarebbe opportuno ricorrere a un approccio integrato che garantisca il necessario coordinamento fra i vari livelli (dal livello locale a quello europeo), le politiche settoriali e i programmi di aiuto;

8.   incoraggia la Commissione ad agevolare lo scambio di esperienze e di buone prassi nella cooperazione transfrontaliera tra i programmi e i progetti PEV e le azioni intraprese nell'ambito dell'obiettivo relativo alla “cooperazione territoriale europea” e nel contesto dell’iniziativa comunitaria Interreg III A, già conclusa; ritiene necessario, in particolare, promuovere iniziative di formazione (fra cui programmi per apprendere le lingue dei paesi limitrofi) e gemellaggio rivolte ai dipendenti del pubblico impiego; suggerisce, a tale riguardo, la realizzazione di analisi periodiche sui miglioramenti attuati in termini di consolidamento istituzionale e delle capacità su entrambi i lati delle frontiere comunitarie;

9.   è del parere che i contatti agevolati fra gli individui e le esperienze personali di democrazia e stato di diritto sono il requisito indispensabile per un ottimale attuazione dei progetti PEV; invita, pertanto, gli Stati membri dell’UE e i partner PEV a portare avanti progetti tesi ad agevolare il rilascio di visti, sia fra l’UE e i partner PEV sia fra i singoli Stati limitrofi stessi;

10. esorta la Commissione e le autorità nazionali, regionali e locali a promuovere i programmi di gemellaggio fra città e regioni e a fornire pertanto adeguata assistenza, allo scopo di sviluppare la capacità amministrativa locale e regionale nei paesi limitrofi e promuovere sia i programmi di scambio destinati alla società civile che i microprogetti;

11. invita la Commissione a promuovere attivamente i legami economici, sociali e istituzionali transfrontalieri, in considerazione del basso livello di interazione in tale contesto fra le regioni di confine, la cui ubicazione rappresenta un forte ostacolo al loro sviluppo;

12. ritiene che gli stanziamenti per la cooperazione transfrontaliera (che rappresentano un mero 5% del bilancio complessivo dell'ENPI) siano insufficienti, considerati il valore politico aggiunto di questi programmi in quanto strumenti di stabilità regionale e i miglioramenti concreti che sono in grado di apportare in termini di consolidamento della capacità amministrativa, trasparenza delle procedure e coinvolgimento della società civile nel processo decisionale; invita la Commissione a valutare, in sede di calcolo degli accantonamenti per il prossimo periodo di programmazione, la possibilità di aumentare i relativi massimali di finanziamento;

13. sottolinea l’importanza di integrare le questioni di genere, le pari opportunità e i bisogni particolari di disabili e anziani nei progetti finanziati dall’ENPI;

14. ritiene che per conseguire gli obiettivi dei principali documenti di programmazione afferenti la PEV, l'ENPI dovrebbe puntare su una strategia equilibrata tra Est e Sud, con approcci specifici per entrambe le aree, in modo da aiutare alcune regioni ad adottare principi di sviluppo innovativi con finalità comuni;

15. sottolinea che la PEV offre un eccellente quadro per la cooperazione regionale nell’ambito di questioni quali l’ambiente, la sicurezza energetica, la cultura, i trasporti, la gestione delle frontiere e le migrazioni; sostiene, laddove possibile, i negoziati per accordi settoriali giuridicamente vincolanti che agevolino l’integrazione delle politiche comuni; sottolinea, in particolare, la necessità di mobilitare gli investimenti per estendere ai paesi PEV le reti transeuropee dei trasporti e dell’energia;

16. sottolinea che le iniziative di lotta al cambiamento climatico e la promozione dell’efficienza energetica rappresentano dei settori chiave per rafforzare la cooperazione fra l'UE e tutti i partner PEV; è del parere che soltanto i progetti che rispettano i principi dello sviluppo sostenibile debbano risultare ammissibili ai finanziamenti;

17. esorta la Commissione a presentare una proposta per una politica europea di vicinato rafforzata, che consenta ai paesi limitrofi che hanno attualmente scarse possibilità di successo in sede di negoziati di adesione, di stabilire comunque legami permanenti con l’UE.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.1.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Emmanouil Angelakas, Stavros Arnaoutakis, Elspeth Attwooll, Jean Marie Beaupuy, Rolf Berend, Jana Bobošíková, Victor Boştinaru, Wolfgang Bulfon, Giorgio Carollo, Antonio De Blasio, Gerardo Galeote, Iratxe García Pérez, Eugenijus Gentvilas, Monica Giuntini, Ambroise Guellec, Jim Higgins, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Mieczysław Edmund Janowski, Rumiana Jeleva, Gisela Kallenbach, Tunne Kelam, Evgeni Kirilov, Miloš Koterec, Constanze Angela Krehl, Florencio Luque Aguilar, Jamila Madeira, Sérgio Marques, Yiannakis Matsis, Miroslav Mikolášik, James Nicholson, Jan Olbrycht, Maria Petre, Markus Pieper, Pierre Pribetich, Giovanni Robusti, Wojciech Roszkowski, Grażyna Staniszewska, Catherine Stihler, Andrzej Jan Szejna, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Vladimír Železný

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Brigitte Douay, Madeleine Jouye de Grandmaison, Zita Pleštinská, Samuli Pohjamo, Richard Seeber


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.1.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

63

5

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Monika Beňová, Colm Burke, Marco Cappato, Philip Claeys, Véronique De Keyser, Giorgos Dimitrakopoulos, Michael Gahler, Maciej Marian Giertych, Ana Maria Gomes, Klaus Hänsch, Richard Howitt, Anna Ibrisagic, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Maria Eleni Koppa, Joost Lagendijk, Vytautas Landsbergis, Johannes Lebech, Willy Meyer Pleite, Francisco José Millán Mon, Pasqualina Napoletano, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Baroness Nicholson of Winterbourne, Raimon Obiols i Germà, Vural Öger, Janusz Onyszkiewicz, Justas Vincas Paleckis, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Tobias Pflüger, João de Deus Pinheiro, Hubert Pirker, Bernd Posselt, Raül Romeva i Rueda, Libor Rouček, Christian Rovsing, Flaviu Călin Rus, Katrin Saks, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Jacek Saryusz-Wolski, Marek Siwiec, Hannes Swoboda, István Szent-Iványi, Konrad Szymański, Inese Vaidere, Geoffrey Van Orden, Ari Vatanen, Andrzej Wielowieyski, Zbigniew Zaleski, Josef Zieleniec

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Andrew Duff, Árpád Duka-Zólyomi, Milan Horáček, Aurelio Juri, Gisela Kallenbach, Tunne Kelam, Yiannakis Matsis, Erik Meijer, Nickolay Mladenov, Doris Pack, Athanasios Pafilis, Wojciech Roszkowski, Adrian Severin, Jean Spautz, Csaba Sándor Tabajdi, Karl von Wogau

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Călin Cătălin Chiriţă, Věra Flasarová, Pierre Pribetich

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