Procedura : 2008/2237(INI)
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Ciclo del documento : A6-0074/2009

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A6-0074/2009

Discussioni :

PV 09/03/2009 - 18
CRE 09/03/2009 - 18

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PV 10/03/2009 - 8.19
CRE 10/03/2009 - 8.19
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P6_TA(2009)0100

RELAZIONE     
18.2.2009
PE 413.994v02-00 A6-0074/2009

sullo "Small Business Act" per l'Europa

(2008/2237(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatrice: Edit Herczog

Relatori per parere (*):

Gunnar Hökmark, commissione per i problemi economici e monetari

Martí Grau i Segú, commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (*)
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (*)
 PARERE della commissione per l’occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione giuridica
 PARERE della commisSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E L'UGUAGLIANZA DI GENERE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sullo "Small Business Act" per l'Europa

(2008/2237(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visti la comunicazione della Commissione del 25 giugno 2008 intitolata "Una corsia preferenziale per la piccola impresa" – Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola Impresa (un "Small Business Act" per l’Europa) (COM(2008)0394) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla valutazione d'impatto che l'accompagna (SEC(2008)2102),

–   viste le sue risoluzioni del 30 novembre 2006 sul tema "È ora di cambiare marcia – Creare un'Europa dell'imprenditorialità e della crescita"(1) e del 19 gennaio 2006 sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese(2),

–   viste le conclusioni della 2715a sessione del Consiglio "Competitività" del 13 marzo 2006 sulla politica a favore delle PMI per la crescita e l'occupazione e della 2891a sessione del Consiglio "Competitività" dell'1 e 2 dicembre 2008,

–   visto il parere del Comitato delle regioni del 12 febbraio 2009,

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 gennaio 2009,

–   vista la selezione delle buone pratiche per il 2008 della Carta europea per le piccole imprese,

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 25 giugno 2008 intitolato "European Code of Best Practices Facilitating Access by SMEs to Public Procurement Contracts" SEC(2008)2193) (codice europeo delle migliori pratiche per agevolare l'accesso delle PMI agli appalti pubblici),

–   vista la comunicazione della Commissione dell'8 ottobre 2007 intitolata "Piccole, ecologiche e competitive – Un programma inteso ad aiutare le piccole e medie imprese a conformarsi alla normativa ambientale"(3)

–   vista la comunicazione della Commissione del 16 luglio 2008 sul piano d'azione "Produzione e consumo sostenibili" e "Politica industriale sostenibile" (COM(2008)0397),

–   vista la comunicazione della Commissione del 16 luglio 2008 intitolata "Una strategia europea in materia di diritti di proprietà industriale" (COM(2008)0465),

–   visti i pareri del Gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi del 10 luglio 2008 nel settore prioritario del diritto societario e del 22 ottobre 2008 sulla riforma delle disposizioni in materia di fatturazione e di fatturazione elettronica della direttiva 2006/112/CE (direttiva IVA),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0074/2009),

A. considerando che i 23 milioni di piccole e medie imprese (PMI) dell'Unione europea, che corrispondono a circa il 99% del numero complessivo di imprese e danno lavoro a oltre 100 milioni di persone, svolgono un ruolo fondamentale nel contribuire alla crescita economica, alla coesione sociale e alla creazione di posti di lavoro, sono una fonte d'innovazione di primaria importanza e sono essenziali per il sostegno e l'espansione dell'occupazione,

B.  considerando che le PMI devono essere poste al centro di tutte le politiche comunitarie per consentire loro di svilupparsi e adattarsi alle esigenze della globalizzazione, di partecipare al triangolo della conoscenza e di adeguarsi alle sfide ambientali ed energetiche,

C. considerando che dal 2000 a oggi, malgrado le precedenti iniziative dell'Unione europea, il settore delle PMI ha goduto di pochi o appena percettibili miglioramenti,

D. considerando che la grande maggioranza delle PMI sono microimprese, aziende artigianali, aziende familiari e cooperative, le quali costituiscono il naturale terreno di sviluppo della cultura imprenditoriale e perciò svolgono un ruolo importante nella promozione dell'inclusione sociale e dell'attività autonoma,

E.  considerando che le PMI non godono di sostegno sufficiente per difendersi autonomamente dalle pratiche commerciali sleali transfrontaliere, come quelle delle società che gestiscono la compilazione di annuari commerciali truffa,

F.  considerando che, nonostante le differenze, per realizzare pienamente le loro potenzialità le PMI europee devono affrontare spesso le stesse difficoltà in ambiti quali i costi amministrativi e di conformità alle norme relativamente più elevati rispetto alle imprese più grandi, l'accesso ai finanziamenti e ai mercati, l'innovazione e le problematiche ambientali,

G. considerando che per la creazione di un contesto favorevole alle PMI è fondamentale che cambi la percezione del ruolo degli imprenditori e dell'assunzione del rischio, nel senso che l'imprenditorialità e la connessa propensione ad assumere rischi dovrebbero essere incoraggiate dai leader politici e dai media e sostenute dalle amministrazioni,

H. considerando che le PMI, nell'avviare i loro processi di internazionalizzazione, devono affrontare problemi specifici quali la mancanza di esperienza internazionale, la scarsità di risorse umane con esperienza, un quadro operativo internazionale altamente complesso e l'esigenza di introdurre cambiamenti nella cultura organizzativa e commerciale,

I.   considerando che il Parlamento ha puntualmente deplorato l'assenza di valore giuridico vincolante della Carta europea delle piccole imprese che ha compromesso l'effettiva attuazione della Carta e delle sue dieci raccomandazioni che sono rimaste in gran parte lettera morta; considerando che, di conseguenza, con la summenzionata risoluzione del 19 gennaio 2006, aveva chiesto al Consiglio di esaminare la questione,

Considerazioni generali

1.  appoggia con convinzione la summenzionata comunicazione della Commissione del 25 giugno 2008, che mira a portare avanti l'ambizioso obiettivo politico di promuovere la crescita delle PMI attraverso i dieci principi guida e di ancorare l'approccio "Pensare anzitutto in piccolo" ("Think Small First") nei processi decisionali a tutti i livelli;

2.  si rammarica tuttavia che lo "Small Business Act" (SBA) non sia uno strumento giuridicamente vincolante; ritiene che il suo aspetto veramente innovativo consista nell'intenzione di porre il principio "Pensare anzitutto in piccolo" al centro delle politiche comunitarie; invita il Consiglio e la Commissione a unirsi al Paramento nello sforzo di rendere tale principio vincolante, in una forma ancora da definire, al fine di garantire che esso sia correttamente applicato in tutti i futuri testi legislativi comunitari;

3.  sottolinea l'assoluta necessità di applicare i dieci principi guida a livello europeo, nazionale e regionale; invita pertanto il Consiglio e la Commissione ad assumere un fermo impegno politico a garantire la loro corretta applicazione; esorta la Commissione e gli Stati membri a collaborare strettamente con tutte le parti interessate per definire le priorità e ad attuare urgentemente, in particolare a livello nazionale, il piano d'azione relativo allo "Small Business Act" adottato dal Consiglio "Competitività" il 1° dicembre 2008, garantendo che tutte le parti interessate facciano propri i principi guida;

4.  invita la Commissione a rafforzare ulteriormente la visibilità e la conoscenza delle politiche a favore delle piccole e medie imprese raggruppando insieme gli attuali strumenti e fondi comunitari per le PMI in una specifica linea del bilancio dell'Unione europea;

5.  è fermamente convinto dell'assoluta necessità di introdurre un meccanismo di verifica per monitorare la corretta e rapida attuazione delle iniziative politiche che sono già state avviate; invita pertanto il Consiglio a integrare nel processo di Lisbona le iniziative da assumere a livello di Stati membri e a informare annualmente il Parlamento in merito ai progressi compiuti;

6.  invita la Commissione a sviluppare un sistema di controllo dei progressi realizzati successivamente all'applicazione dei dieci principi guida da parte della Commissione e degli Stati membri; invita la Commissione a elaborare criteri di valutazione standard per valutare i progressi realizzati; invita gli Stati membri a incorporare le loro prime relazioni sui progressi realizzati nelle loro prossime relazioni annuali sui programmi nazionali di riforma;

7.  sottolinea la necessità di accordare una particolare importanza alle aziende artigianali, alle aziende familiari, alle microimprese e alle imprese individuali a livello di Unione europea, nazionale e regionale, ed esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure regolamentari, amministrative, fiscali e in materia di apprendimento permanente destinate in modo specifico a tali imprese; chiede inoltre che vengano riconosciute le caratteristiche specifiche dei liberi professionisti e la necessità di trattarli allo stesso modo delle altre PMI, fatta eccezione per i casi in cui ciò è in contrasto con la vigente normativa che disciplina tali professioni; sottolinea il ruolo importante delle associazioni di PMI per i commercianti, le aziende artigianali e le altre professioni; invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare per migliorare il contesto imprenditoriale per questi settori come pure il quadro giuridico per le loro associazioni professionali e industriali;

8.  ritiene che le proposte della Commissione manchino di una strategia chiara che permetta ai lavoratori autonomi di migliorare il loro status giuridico e i loro diritti, in particolar modo se la loro situazione è paragonabile a quella dei dipendenti salariati; invita la Commissione a garantire ai lavoratori autonomi il diritto di stabilire tariffe generali, di organizzarsi autonomamente e di concludere contratti collettivi, se la loro controparte è una grande impresa che detiene una posizione dominante, a condizione che non vengano lesi i potenziali clienti più deboli e che non ne derivino distorsioni di mercato;

9.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure di sostegno mirate e a garantire un'assistenza specifica sotto forma, ad esempio, di informazione, consulenza e semplificazione dell'accesso al capitale di rischio nell'ambito dell'avviamento di attività autonome nel settore delle PMI;

10. sottolinea la necessità di sviluppare un modello sociale ed economico che garantisca alle realtà imprenditoriali piccole e medie dell'industria creativa, spesso caratterizzate da rapporti di lavoro precari, una rete di sicurezza adeguata;

11. constata con rammarico che per creare e sostenere un'impresa le donne devono affrontare una serie di difficoltà e che ciò è dovuto a fattori quali la scarsità di informazioni, la mancanza di contatti e di accesso alle reti, la discriminazione di genere e la stereotipizzazione, la scarsità e la mancanza di flessibilità delle strutture di accoglienza dei bambini, la difficoltà a conciliare l'attività lavorativa con gli obblighi familiari, nonché le differenze nel modo in cui uomini e donne percepiscono l'imprenditorialità;

12. plaude all'intenzione di istituire una rete di ambasciatrici dell'imprenditorialità femminile, di introdurre programmi di tutorato per aiutare le donne a fondare imprese proprie e di promuovere lo spirito imprenditoriale fra le donne laureate; ribadisce tuttavia che in molte imprese si riscontra tuttora il fenomeno della segregazione di genere che è, e rimarrà per molto, un problema molto serio, poiché sin quando le donne saranno discriminate nel mercato del lavoro, l'Unione europea perderà lavoratori e imprenditori abili con un conseguente danno economico; ritiene pertanto che occorrano maggiori investimenti in progetti a sostegno dell'imprenditoria femminile;

13. sottolinea che l'imprenditoria femminile contribuisce ad attirare le donne nel mercato del lavoro e a migliorare il loro status economico e sociale; si rammarica tuttavia delle differenze tra uomini e donne, soprattutto a livello retributivo, che persistono in questo settore nonostante il vivo interesse dimostrato per le donne, e del fatto che la percentuale delle imprenditrici nell'Unione europea resta esigua, il che è in parte dovuto al contributo non riconosciuto (ad esempio non remunerato), ma comunque essenziale, che le donne apportano alla gestione quotidiana delle PMI a conduzione familiare;

14. esorta la Commissione e gli Stati membri a considerare il settore creativo e culturale come un motore dello sviluppo economico e sociale dell'Unione europea, con una quota del 2,6% del PIL e del 2,5% della forza lavoro dell'Unione europea; sottolinea l'importante ruolo che svolgono le PMI nel stimolare il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e l'industria creativa;

15. sottolinea che il settore creativo è dominato da PMI e che esso è particolarmente importante per tutelare un'occupazione duratura a livello regionale;

16. valuta positivamente l'intenzione della Commissione di presentare una direttiva sulle aliquote IVA ridotte per i servizi ad alta intensità di manodopera e per i servizi prestati localmente, che sono offerti soprattutto dalle PMI; sottolinea, tuttavia, che ciò non deve causare una distorsione della concorrenza e non deve lasciar spazio a dubbi per quanto riguarda i servizi interessati;

17. rileva la necessità di assicurare che le PMI abbiano la possibilità di acquistare in piccola quantità, a livello locale e in modo ecologico, diventando in questo modo più rispettose del clima e più efficienti;

18. accoglie con favore la rapida adozione delle disposizioni sull'esenzione generale per categoria riguardo agli aiuti di Stato, sullo statuto della società privata europea e sulle aliquote IVA ridotte;

19. accoglie con favore la proposta della Commissione di ridurre le aliquote IVA per i servizi forniti a livello locale; invita la Commissione a intraprendere ulteriori iniziative per allentare la normativa in materia di aiuti di Stato, in modo da incrementare le opportunità delle imprese locali, in particolare le PMI, in materia di appalti pubblici;

20. appoggia l'idea di estendere sino al 2012 l'attuale esenzione dalle regole di concorrenza dell'Unione europea sugli aiuti di Stato per la produzione cinematografica, ritenendo che ciò rappresenti un forte sostegno alle PMI creative;

21. sostiene le nuove norme sugli aiuti di Stato previste dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria)(4), le quali prevedono, in talune condizioni, l'esenzione per le PMI dall'obbligo di notifica;

22. rileva che, nonostante il chiaro impegno assunto nella Carta europea per le piccole imprese, la voce delle PMI rimane in sordina nel contesto del dialogo sociale; chiede con insistenza una correzione formale di tale deficit attraverso opportune proposte nel contesto dello SBA;

23. rileva l'esigenza, nel quadro dello SBA, di porre maggiormente l'accento sul diritto del lavoro, con particolare riferimento al concetto di "flessicurezza", che consente soprattutto alle PMI di reagire più prontamente ai cambiamenti del mercato e, grazie a ciò, di garantire un tasso più elevato di occupazione nonché la competitività, anche a livello internazionale, tenendo conto della necessaria protezione sociale; rimanda, a tale proposito, alla sua risoluzione del 29 novembre 2007 sulla flessicurezza(5);

24. sottolinea inoltre l'importanza del diritto del lavoro con particolare riferimento al modo di ottimizzarne l'applicazione alle PMI, ad esempio attraverso una migliore consulenza o la semplificazione delle procedure amministrative, e chiede agli Stati membri di dedicare speciale attenzione alle PMI in relazione agli specifici approcci che essi adottano alla flessicurezza, anche attraverso politiche attive in materia di mercato del lavoro, dato che le PMI godono di margini di maggiore flessibilità interna ed esterna, a causa del limitato numero di dipendenti, ma hanno anche bisogno di maggiore sicurezza per se stesse e per i loro lavoratori; ritiene essenziale che il diritto del lavoro, che è uno dei principali pilastri della flessicurezza, fornisca una base giuridica affidabile per le PMI, dato che queste imprese spesso non possono permettersi un proprio ufficio legale o un servizio di gestione delle risorse umane; rileva che, secondo Eurostat, nel 2003 il 91,5% delle imprese europee aveva meno di dieci dipendenti;

25. ritiene che sia necessario introdurre misure di lotta contro il lavoro sommerso, che è incontestabilmente una fonte di concorrenza sleale per le PMI ad alta intensità di manodopera;

26. invita gli Stati membri a promuovere un maggiore inserimento nel contesto economico ufficiale delle PMI di proprietà di minoranze etniche sottorappresentate, sviluppando programmi per la diversificazione dei fornitori volti ad offrire pari opportunità alle imprese sottorappresentate che sono in concorrenza con imprese più grandi per i contratti;

27. sottolinea l'importanza dello statuto della società privata europea come nuova forma giuridica aggiuntiva, a condizione che esso sia incentrato sulle PMI che intendono avviare attività transfrontaliere e che le imprese più grandi non possano farne un uso improprio per indebolire o eludere le norme giuridiche degli Stati membri che sostengono un sistema di governo societario che tiene conto degli interessi di tutte le parti in causa;

28. invita le autorità pubbliche, partendo dal principio che l'accesso all'informazione è una precondizione per ottenere l'informazione stessa, e considerando l'importanza del vettore Internet a tale riguardo, a semplificare quanto più possibile i siti istituzionali al fine di permettere agli utilizzatori di identificare e comprendere i meccanismi di sostegno offerti;

Promuovere la R&S e l'innovazione

29. sottolinea l'importanza dell'innovazione per le PMI e le loro difficoltà a trarre vantaggio dalle opportunità di ricerca; ritiene che le accademie scientifiche nazionali e gli istituti di ricerca potrebbero svolgere un ruolo nel promuovere l'innovazione e ridurre gli ostacoli alla ricerca per le PMI; ritiene che non ci si debba concentrare solo sull'innovazione ad alto contenuto tecnologico (high-tech), ma che si debbano prendere in considerazione anche l'innovazione di livello tecnologico basso (low-tech) e medio (mid-tech) e l'innovazione informale; ritiene che l'Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia potrebbe svolgere un ruolo importante nel promuovere la R&S e l'innovazione per le PMI; invita gli Stati membri a moltiplicare le iniziative volte ad abbassare la soglia di accesso alla ricerca per le PMI; è convinto che tutti i programmi comunitari nel settore della ricerca e della tecnologia dovrebbero essere concepiti in modo tale da facilitare la partecipazione transfrontaliera delle PMI;

30. appoggia l'iniziativa della Commissione relativa al miglioramento dell'accesso al Settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)(6);

31. invita la Commissione e gli Stati membri a stabilire condizioni quadro migliori per creare un contesto favorevole all'innovazione da parte delle PMI, in particolare adottando misure per migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e per combattere più efficacemente la contraffazione in tutta l'Unione europea; ritiene che norme equilibrate in materia di diritti di proprietà intellettuale possano offrire protezione garantendo nel contempo il flusso e lo scambio di informazioni e di idee; sottolinea che le PMI necessitano di sostegno per accedere alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale, difendere tali diritti con l'assistenza delle autorità competenti in materia e utilizzare i loro diritti di proprietà intellettuale al fine di attirare finanziamenti;

32. invita la Commissione e gli Stati membri a chiedere ai loro partner commerciali una più rigida applicazione dell'Accordo dell'OMC sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) e a compiere ogni sforzo necessario per l'adozione di accordi bilaterali, regionali o multilaterali volti a combattere la contraffazione e la pirateria, come l'accordo commerciale anticontraffazione (ACTA);

33. ritiene che il potenziale del commercio elettronico per le PMI non venga ancora pienamente sfruttato e che rimanga ancora molto da fare per realizzare un unico mercato elettronico europeo per i prodotti e i servizi, nel quale le PMI potrebbero svolgere un ruolo guida per l'ulteriore integrazione dei mercati dell'Unione europea;

34. ritiene che si debba promuovere la partecipazione ai cluster da parte delle PMI, per dare impulso all'innovazione e aumentare la competitività dell'economia dell'Unione europea; invita pertanto la Commissione a sostenere il miglioramento della gestione dei cluster, segnatamente attraverso lo scambio delle migliori prassi e dei programmi di formazione, a elaborare e diffondere strumenti per la valutazione della performance dei cluster, a promuovere la cooperazione tra i cluster e a procedere a un'ulteriore semplificazione delle procedure amministrative per la partecipazione dei cluster ai programmi dell'Unione europea;

35. chiede che lo SBA tenga conto degli accordi di cooperazione tra le PMI (gruppi di acquisto e commercializzazione), essendo stato dimostrato che per detti gruppi il rischio di insolvenza è minore rispetto alle singole imprese;

36. è fermamente convinto del fatto che i brevetti svolgono un ruolo importante nell'innovazione e nella performance economica, poiché consentono agli innovatori di beneficiare degli utili degli investimenti nell'innovazione e forniscono la sicurezza necessaria per investimenti, capitali e prestiti; è pertanto del parere che dovrebbe essere raggiunto rapidamente un accordo su un brevetto comunitario, che assicurerebbe una protezione giuridica a basso costo, efficiente, flessibile e qualitativamente elevata, adeguato alle esigenze delle PMI, e sulla istituzione di un sistema europeo armonizzato per la composizione delle controversie sui brevetti;

37. sottolinea la necessità di promuovere appalti pubblici innovativi e pre-commerciali, in quanto generano un valore aggiunto per le amministrazioni aggiudicatrici, i cittadini e le imprese partecipanti; invita gli Stati membri ad aumentare la quota degli appalti pubblici innovativi e la partecipazione delle PMI innovative alle procedure di appalto pubblico; invita la Commissione a facilitare la diffusione delle migliori prassi in questo settore, ad esempio per quanto concerne i criteri e le procedure delle gare d'appalto e gli accordi sulla condivisione dei rischi e delle conoscenze;

38. ritiene che nel contesto degli appalti pubblici internazionali, in cui le nuove tecnologie rendono possibile il commercio elettronico transfrontaliero, le nuove forme ad esempio di aste combinatorie per i consorzi di PMI e la pubblicazione e la pubblicizzazione on-line delle gare d'appalto consentano un significativo aumento del relativo fatturato, non solo all'interno dell'Unione europea ma anche su scala globale, e incoraggino il commercio elettronico transfrontaliero;

39. richiama l'attenzione sulla necessità di disporre a sufficienza di personale tecnico e qualificato; ritiene pertanto che occorrano maggiori investimenti nell'istruzione e che si debbano rafforzare i legami tra istituti di istruzione e PMI, affinché la promozione del lavoro autonomo, della cultura imprenditoriale e della sensibilizzazione delle imprese sia inclusa nei piani di studio nazionali; esorta a estendere ulteriormente i programmi di mobilità individuale quali "Erasmus per giovani imprenditori" e"Erasmus per apprendisti" in particolare per quanto riguarda la partecipazione femminile; appoggia il previsto ampliamento del programma Leonardo da Vinci e la creazione di un Sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale; esorta gli Stati membri, in collaborazione con le parti sociali e gli istituti di formazione, a istituire programmi di formazione e di riqualificazione professionale sul lavoro e programmi di formazione continua che tengano conto delle specifiche esigenze delle PMI e siano cofinanziati dal Fondo sociale europeo; invita la Commissione a facilitare lo scambio di prassi eccellenti nella formazione innovativa e misure per conciliare la vita professionale e la vita familiare e promuovere la parità di genere;

40. sottolinea l'importanza di incoraggiare l'imprenditoria giovanile e femminile, fra l'altro attraverso l'introduzione di programmi di tutorato e di sostegno; osserva che un numero crescente di donne imprenditrici e di giovani imprenditori lavorano nelle PMI, sebbene ancora soprattutto nell'ambito delle imprese di dimensioni minori (microimprese), e rimangono vulnerabili agli effetti negativi del permanere di stereotipi e pregiudizi in relazione alla trasmissione e alla successione delle imprese, soprattutto di quelle a conduzione familiare; invita pertanto gli Stati membri, tenendo conto dell'impatto dell'invecchiamento demografico, ad attuare politiche e meccanismi adeguati, in particolare mediante l'introduzione di strumenti di diagnostica, informazione, consulenza e supporto per i trasferimenti di imprese;

41. ribadisce che il Settimo programma quadro prevede un meccanismo di condivisione del rischio finanziario volto a facilitare l'accesso ai prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI) per i progetti di grandi dimensioni; invita la Commissione a valutare se sia possibile il ricorso a tale meccanismo per le PMI e a presentare eventualmente le proposte necessarie;

42. accoglie con favore il varo di un'unica rete europea che integri i servizi attualmente prestati dagli Eurosportelli (EIC) e dai Centri di collegamento per l'innovazione (IRC), onde sostenere le PMI nei loro sforzi per l'innovazione e la competitività mediante una vasta offerta di servizi;

43. invita la Commissione a valutare la partecipazione delle PMI al programma quadro per l'innovazione e la competitività(7) e a formulare eventuali proposte;

Assicurare la disponibilità di fondi e l'accesso ai finanziamenti

44. sottolinea che la principale fonte di finanziamento per le PMI in Europa è la loro stessa attività nonché i prestiti e mutui concessi dalle istituzioni finanziarie; constata che le PMI sono percepite come a rischio più elevato il che ostacola il loro accesso ai finanziamenti; chiede uno sforzo combinato da parte delle istituzioni finanziarie, della Commissione e degli Stati membri per garantire l'accesso ai finanziamenti per le PMI e offrire loro la possibilità di consolidare il loro capitale reinvestendo gli utili nell'impresa; è del parere che non si dovrebbe esigere dalle PMI il pagamento delle spese prima dell'inizio delle attività, in modo tale da garantire che esse possano costituire risorse proprie e una propria tesoreria; a tale riguardo, sottolinea l'urgenza dell'attuale situazione finanziaria e la necessità di un'azione immediata;

45. chiede alla Commissione e agli Stati membri di moltiplicare gli sforzi di promozione e informazione riguardo all'esistenza dei fondi comunitari e degli aiuti di Stato per le PMI e di rendere questi due strumenti più accessibili e più facilmente comprensibili;

46. invita gli Stati membri a creare condizioni migliori per consentire alle PMI di investire nella formazione qualificata, anche attraverso sgravi diretti sui pagamenti delle imposte e attraverso compensazioni tra soggetto percettore e Unione europea;

47. riconosce che il sistema fiscale degli Stati membri può rappresentare un deterrente al trasferimento di imprese, in particolare aziende familiari, accrescendo il rischio di liquidazione o chiusura; invita pertanto gli Stati membri a riesaminare attentamente il loro ordinamento giuridico e fiscale al fine di migliorare le condizioni per il trasferimento di imprese, in particolare nei casi di pensionamento o di malattia del titolare; è convinto che tale miglioramento faciliterà la prosecuzione delle attività delle imprese, in particolare delle imprese familiari, la conservazione dei posti di lavoro e il reinvestimento dei profitti;

48. è molto soddisfatto della recente armonizzazione fra la strategia di Lisbona e la politica di coesione; ritiene che indirizzando maggiormente i fondi regionali verso l'imprenditoria, la ricerca e l'innovazione potrebbero rendersi disponibili a livello locale fondi in quantità considerevole per accrescere il potenziale imprenditoriale;

49. sottolinea che per il finanziamento delle PMI sono essenziali mercati finanziari dinamici e pone l'accento sulla necessità di aprire i mercati europei del capitale di rischio, migliorando la disponibilità e l'accesso al capitale di rischio, al finanziamento intermedio e al microcredito; è pertanto del parere che, in circostanze normali, le PMI debbano avere accesso al credito offerto da attori sui mercati di capitali in grado di valutare le loro prospettive e soddisfare le loro esigenze in modo più efficace;

50. appoggia la decisione del Consiglio e della BEI di adottare una serie di riforme per ampliare i prodotti finanziari per le PMI tramite il gruppo BEI e di offrire ai suoi partner bancari uno sviluppo sostanziale dei suoi prestiti globali, sia in termini quantitativi che qualitativi;

51. sottolinea che la limitata possibilità di accesso ai finanziamenti da parte delle PMI costituisce un grosso ostacolo alla loro creazione e alla loro crescita; a tale riguardo, accoglie con favore la decisione del Consiglio europeo di sostenere con un importo supplementare pari a 30 000 milioni di euro i finanziamenti della BEI disponibili per garanzie e altri strumenti finanziari per le PMI; esorta la BEI a sviluppare nuove forme di strumenti finanziari e nuove soluzioni tangibili per affrontare gli ostacoli all'accesso al credito; invita inoltre gli Stati membri, alla luce dell'attuale crisi economica, a incoraggiare le banche a garantire alle PMI l'accesso al credito a condizioni ragionevoli;

52. accoglie con favore la recente iniziativa di azione congiunta a favore degli istituti microfinanziari in Europa (JASMINE), che sarà vantaggiosa per le nuove imprese e in particolare promuoverà l'imprenditoria tra i giovani e le donne; invita gli Stati membri, in cooperazione con le associazioni di PMI e gli istituti di credito, ad assumere un ruolo proattivo nel fornire informazioni sull'accesso e sulla richiesta di beneficiare di microcrediti e forme di finanziamento alternative;

53. pone l'accento sull'importanza del ruolo della BEI e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) nel migliorare la disponibilità di finanziamenti per le PMI, in particolare alla luce delle recenti turbolenze finanziarie e delle loro ripercussioni sul mercato del credito; invita la Commissione e gli Stati membri a studiare ulteriormente le possibilità di migliorare le attuali norme bancarie e altre regolamentazioni finanziarie, inclusa la trasparenza della valutazione dell'affidabilità creditizia, per facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti; invita la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri e la BEI, a creare le condizioni quadro idonee per lo sviluppo di un mercato paneuropeo dei capitali di rischio;

54. sottolinea che in un caso su quattro il fallimento delle PMI è dovuto a ritardi nei pagamenti, nella maggior parte dei casi da parte delle amministrazioni pubbliche; sottolinea che l'attuale contrazione del credito potrebbe ripercuotersi in misura sproporzionata sulle PMI in quanto i clienti più grandi esercitano pressione sui fornitori più piccoli affinché vengano concessi termini di pagamento più estesi; a tale riguardo, accoglie con favore la proposta della Commissione di rivedere la direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali(8) e invita gli Stati membri a migliorare il comportamento delle loro amministrazioni pubbliche per quanto riguarda i pagamenti; esorta a fissare un termine uniforme per i pagamenti a livello comunitario, possibilmente più breve per i pagamenti alle PMI, e a stabilire sanzioni in caso di superamento;

55. accoglie con favore le misure proposte nello SBA volte a migliorare l'accesso al capitale per le PMI; chiede in particolare che, alla luce della crisi finanziaria, i programmi sperimentati di sostegno statale alle PMI vengano ampliati e/o confermati e che il sostegno sia esteso agli intermediari finanziari;

56. rileva l'enorme potenziale del programma quadro dell'Unione europea per la competitività e l'innovazione nella correzione delle inefficienze del mercato in materia di finanziamenti alle PMI, di promozione dell'ecoinnovazione e di sostegno della cultura imprenditoriale;

Migliorare l'accesso al mercato

57. osserva che la normalizzazione può generare innovazione e competitività facilitando l'accesso ai mercati e consentendo l'operabilità; invita la Commissione a migliorare l'accesso delle PMI alle norme e la loro partecipazione al processo di normazione; esorta la Commissione a promuovere ulteriormente le norme comunitarie a livello internazionale;

58. sottolinea l'importanza di coinvolgere quanto più possibile la rete "Enterprise Europe Network", le autorità nazionali competenti per la gestione dei progetti, le Camere di commercio e industrie e le autorità pubbliche nella promozione a livello locale delle opportunità offerte dai programmi dell'Unione europea per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione e dai Fondi strutturali dell'Unione europea, inclusa l'iniziativa comunitaria relativa alle risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese (JEREMIE);

59. rileva che gli appalti pubblici rappresentano circa il 17% del PIL dell'Unione europea; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'accesso e la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici sfruttando le opportunità offerte dal summenzionato codice europeo delle migliori pratiche per agevolare l'accesso delle PMI agli appalti pubblici, e precisamente:

      facendo maggiormente ricorso all'e-procurement (acquisto di beni e servizi on-line);

     – adattando il volume dei contratti,

     – alleggerendo gli oneri amministrativi e finanziari legati alla partecipazione alle gare d'appalto,

     – definendo criteri di selezione pertinenti e proporzionati per la partecipazione a gare d'appalto specifiche,

     – migliorando l'accesso all'informazione sugli appalti pubblici per le PMI,

     – armonizzando i documenti richiesti;

60. incoraggia inoltre gli Stati membri ad adottare le seguenti misure:

     – obbligare le autorità aggiudicatrici a motivare il mancato ricorso alla divisione in lotti,

     – estendere la possibilità di rispondere in forma consorziata alle gare d'appalto pubbliche,

     – generalizzare l'obbligo del versamento di anticipi per tutti gli appalti pubblici;

61. rileva la necessità di un servizio di consulenza di sistema per assistere le PMI nelle attività quotidiane durante l'intero ciclo di vita in modo da ottimizzare i loro investimenti;

62. ritiene che le applicazioni avanzate dell'e-business, basate sull'implementazione di firme elettroniche e di certificati di autenticazione interoperabili, possono dare un forte impulso alla competitività delle PMI e dovrebbero pertanto essere incentivate dalla Commissione e dagli Stati membri;

63. sottolinea l'importanza del mercato interno per le PMI e rileva che dovrebbe essere una priorità promuovere l'accesso delle PMI al mercato interno;

64. constata il persistere di alcune restrizioni che impediscono alle PMI di sfruttare pienamente i vantaggi offerti dal mercato interno; rileva quindi che il quadro giuridico e politico del mercato interno dovrebbe essere migliorato per facilitare le operazioni transfrontaliere delle PMI; rileva altresì che un contesto normativo chiaro offrirebbe alle PMI maggiori incentivi per operare nel mercato interno; considera che gli Stati membri dovrebbero creare sportelli unici e portali web;

65. sottolinea che è essenziale, a livello nazionale e di Unione europea, disporre di migliori informazioni riguardo alle opportunità di esportazione e di accesso al mercato nell'ambito del mercato unico; invita pertanto gli Stati membri e la Commissione a potenziare i servizi di consulenza e informazione, in particolare la rete SOLVIT per la risoluzione di problemi;

66. sostiene le richieste per la fornitura di servizi di consulenza da parte degli Stati membri per aiutare le PMI a difendersi autonomamente da pratiche commerciali sleali, come quelle delle società che gestiscono la compilazione di annuari commerciali truffa, e rafforzare la fiducia delle PMI nelle attività transfrontaliere; sottolinea l'importanza del ruolo della Commissione nel facilitare il coordinamento di tali servizi di consulenza e nel collaborare con gli stessi, per assicurare un'appropriata ed efficiente gestione delle denunce transfrontaliere; insiste tuttavia sul fatto che, qualora tali misure "soft" non dovessero produrre risultati, la Commissione dovrebbe essere pronta a promuovere le appropriate modifiche normative per dotare le PMI di una protezione simile a quella dei consumatori, quando esse rappresentano la parte più debole nelle transazioni di questo tipo;

67. osserva che appena l'8% delle PMI è coinvolto in attività transfrontaliere, il che limita le possibilità di crescita, e ritiene che sia essenziale espandere il mercato interno; ritiene che gli Stati membri debbano cooperare all'armonizzazione dei requisiti amministrativi concernenti attività intracomunitarie(9); invita gli Stati membri a recepire ed attuare rapidamente la direttiva sui servizi prestando particolare attenzione agli interessi delle PMI ed esorta ad una rapida adozione dello statuto della società privata europea

68. è del parere che debba esservi una base consolidata comune per l'imposizione fiscale delle società e chiede la creazione di uno sportello unico ("one-stop-shop") per l'IVA per consentire agli imprenditori di adempiere ai loro obblighi nel paese d'origine dell'attività;

69. invita la Commissione a migliorare costantemente i requisiti quadro per l'accesso delle PMI ai mercati esteri e a fornire il suo supporto per le informazioni; incoraggia la creazione di "business support centres" (centri di supporto commerciale) europei in Cina, in India e in tutti i mercati emergenti in stretta cooperazione con gli analoghi centri nazionali già operanti in tali paesi; considerato che la scarsa partecipazione delle PMI alle attività transfrontaliere può essere spiegata anche con la mancanza di competenze linguistiche e multiculturali, ritiene che per vincere questa sfida occorrano strumenti d'intervento più incisivi; ricorda tuttavia che le PMI necessitano di un migliore accesso all'informazione e di servizi di consulenza qualificati nei loro paesi d'origine;

70. sottolinea l'importanza di avanzare nei negoziati commerciali per un'ulteriore riduzione degli ostacoli normativi agli scambi il cui impatto sulle PMI è sproporzionato;

71. chiede alla Commissione di prevedere nel suo programma di lavoro l'inclusione della parità di trattamento delle PMI nelle regole dell'OMC relative all'accesso agli appalti pubblici; invita la Commissione a prestare una particolare attenzione ai problemi incontrati dalle PMI dinanzi alle formalità doganali, segnatamente facilitando l'adattamento dei loro sistemi informatici a quelli utilizzati dalle amministrazioni doganali nazionali al minor costo possibile e semplificando loro le modalità d'accesso allo status di operatori economici;

Combattere l'eccessiva burocratizzazione

72. ritiene che vi sia la necessità imperativa di ridurre di almeno il 25% gli oneri burocratici laddove possibile e di creare un'amministrazione moderna, adeguata alle esigenze delle PMI; incoraggia pertanto la promozione della conoscenza delle TIC nelle PMI, in particolare tra i giovani imprenditori e le donne imprenditrici e un migliore uso della tecnologia digitale per consentire loro di risparmiare tempo e denaro e di dedicare al proprio sviluppo le risorse così liberate; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare iniziative per lo scambio e la promozione delle migliori prassi, a definire parametri di riferimento e a elaborare e promuovere orientamenti e norme per prassi amministrative che agevolano le PMI; è persuaso dell'imperativa necessità nel prossimo futuro di dare attuazione alle proposte del Gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi per conseguire l'obiettivo di riduzione senza mettere a rischio l'accesso al credito per le PMI;

73. ritiene che le PMI e, in particolare, le microimprese debbano essere soggette a un tipo di imposizione fiscale che riduca per quanto possibile gli adempimenti amministrativi, in modo da facilitare la fase di avvio e da incoraggiare l'innovazione e gli investimenti per tutta la durata dell'attività;

74. pone l'accento sull'importanza fondamentale di valutare l'impatto sulle PMI delle future iniziative legislative; chiede pertanto che si proceda in modo sistematico e mirato a valutazioni obbligatorie dell'impatto per le PMI, una sorta di "test delle PMI", i cui risultai dovrebbero essere oggetto di una valutazione indipendente che dovrebbe essere messa a disposizione degli organi legislativi dell'Unione europea; ritiene che vada prestata un'attenzione specifica all'impatto, inclusi gli oneri amministrativi, sulle piccole imprese e sulle microimprese; esorta la Commissione ad applicare il test delle PMI a tutte le nuove proposte legislative dell'Unione europea riguardanti le imprese, inclusa la semplificazione della legislazione in vigore e il ritiro di proposte in sospeso; incoraggia gli Stati membri a introdurre testi simili per le PMI a livello nazionale;

75. ritiene che qualsiasi nuova normativa, ad esempio per evitare ritardi nel settore dei pagamenti, del diritto d'autore, del diritto societario o del diritto della concorrenza (come ad esempio le norme adottate per facilitare l'acquisizione di dati su controversie concernenti il comportamento anticoncorrenziale derivanti dal regolamento generale di esenzione per categoria(10)), dovrebbe essere formulata in modo tale da non discriminare le PMI e da sostenere invece tali imprese e la fornitura dei loro servizi in tutto il mercato interno;

76. sottolinea la necessità di un adeguato e tempestivo coinvolgimento delle PMI nella definizione delle politiche; ritiene pertanto che il periodo di consultazione della Commissione dovrebbe essere esteso ad almeno 12 settimane a partire dalla data in cui la consultazione è disponibile in tutte le lingue comunitarie; riconosce il ruolo prezioso e fondamentale delle organizzazioni rappresentative delle imprese; invita pertanto la Commissione, laddove pertinente, a integrare le PMI e le loro organizzazioni direttamente nei suoi comitati consultivi di esperti e nei suoi gruppi di alto livello;

77. invita la Commissione ad incentivare la semplificazione e l'armonizzazione del diritto societario e, in particolare, delle norme contabili nel quadro del mercato interno, al fine di ridurre l'onere amministrativo per le PMI e di aumentare la trasparenza per tutte le parti interessate; esorta la Commissione a promuovere con determinazione l'uso di nuove tecnologie quali l'eXtensible Business Reporting Language (XBRL), presentando una tabella di marcia per l'introduzione della rendicontazione XBRL nell'Unione europea al fine di renderla obbligatoria entro un periodo di tempo ragionevole, e a promuovere e sostenere un ampio uso di detta norma aperta;

78. auspica l'istituzione di una "vacanza statistica" per le microimprese, che accordi loro esenzioni temporanee dagli obblighi di rilievi statistici, e invita ad applicare in modo generalizzato il principio "una sola volta" riguardo alle informazioni che le imprese devono fornire alle autorità pubbliche e a sviluppare ulteriormente la pubblica amministrazione on-line (il cosiddetto "e-government");

79. sottolinea la necessità di unificare le date di entrata in vigore in tutta l'Unione europea delle nuove disposizioni legislative comunitarie che riguardano le PMI; esorta gli Stati membri e le associazioni di PMI a informare tali imprese in modo sintetico e comprensibile in merito alle modifiche legislative loro applicabili;

80. esorta gli Stati membri, in collaborazione con le organizzazioni di PMI, a istituire, sulla base delle strutture esistenti quali l'"Enterprise Europe Network" e gli uffici "Europe Direct", punti di contatto e d'informazione fisici o elettronici e agenzie di sostegno specifici per le PMI a livello nazionale, in linea con il principio dello sportello unico, che offrano accesso a varie fonti d'informazione e servizi di supporto e siano strutturati in funzione del ciclo di vita di un'impresa;

81. riconosce la difficoltà di creare un’impresa dovuta alla diversità dei sistemi vigenti nei vari Stati membri; ritiene pertanto necessario introdurre un sistema unificato per la creazione di imprese in cui il processo sia eseguito passo per passo e sia possibile creare un'impresa in 48 ore;

82. ribadisce che le regolamentazioni finanziarie dei programmi comunitari determinano spesso procedure burocratiche lunghe, costose e non necessarie, specialmente per le PMI; invita la Commissione a ridare slancio all'Osservatorio delle PMI europee, a pubblicare dati sulla loro partecipazione a ciascun programma comunitario, accompagnati da un'analisi dei benefici, e a presentare proposte per migliorare la loro partecipazione; invita la Commissione a rafforzare il ruolo e la visibilità dei responsabili per il settore delle PMI nell'ambito delle varie politiche; incoraggia inoltre ogni iniziativa capace di sviluppare uno "spirito PMI" nel processo decisionale in seno alle pubbliche autorità, come ad esempio l'"Enterprise Experience Programme" che permette ai funzionari europei di familiarizzarsi personalmente con le PMI;

83. deplora la pratica della sovraregolamentazione seguita dagli Stati membri, che danneggia in modo particolare le PMI, e invita la Commissione a esaminare quali altre misure potrebbero essere adottate per evitarla; chiede che si proceda a valutazioni d'impatto per analizzare l'effettiva applicazione delle decisioni negli Stati membri e a livello locale;

84. chiede che sia creato uno speciale sito web dell'Unione europea per le PMI che contenga informazioni e moduli per la partecipazione ai progetti dell'Unione europea, numeri telefonici nazionali, link verso partner, informazioni commerciali e informazioni su progetti di ricerca, e che dia la possibilità di consultare tramite Internet resoconti e informazioni sulle nuove normative;

85. invita la Commissione ad avviare insieme agli Stati membri un'opera di uniformazione della modulistica che le imprese devono compilare per presentare le loro candidature o offerte;

86. accoglie con favore il "Premio per la migliore idea di semplificazione burocratica" per le pubbliche amministrazioni che abbiano varato misure innovative in tal senso a livello locale, regionale o nazionale;

87. chiede l'adozione di un termine di pagamento di trenta giorni per i progetti già approvati a titolo del Fondo di coesione, in modo da garantire la continuazione, il costante sviluppo e l'efficacia dei progetti in questione;

Trasformare la sostenibilità in un'opportunità economica

88. riconosce che gli sforzi per migliorare la sostenibilità potrebbero diventare una fonte importante di (eco)innovazione e un fattore essenziale per la competitività delle imprese; richiama l'attenzione sul fatto che spesso le PMI non sono sufficientemente informate in merito alle nuove soluzioni che assicurano efficienza energetica e rispetto dell'ambiente, oppure non hanno le risorse finanziarie necessarie per acquisirle; invita pertanto la Commissione a studiare in che modo la Comunità potrebbe aiutare le PMI a diventare più efficienti nell'uso delle risorse e dell'energia;

89. ricorda l'importanza attribuita alla responsabilità sociale delle imprese nel caso di aziende di minori dimensioni, che necessita di collegamenti, reti e servizi orizzontali; ritiene riduttivo fare riferimento alla certificazione EMAS (Sistema di ecogestione e di audit: "Eco-management and audit system"), sia perché vengono dimenticate le altre certificazioni esistenti, sia per il collegamento limitato alla sola sfida ambientale;

90. plaude alle recenti iniziative volte ad aiutare le PMI ad essere all'altezza della legislazione ambientale, fra l'altro accordando loro riduzioni dei diritti d'agenzia, garantendo loro l'accesso alle informazioni sulle norme ambientali o introducendo specifiche esenzioni dalla normativa comunitaria;

o

o       o

91. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU C 316 E del 22.12.2006, pag. 378.

(2)

GU C 287 E del 24.11.2006, pag. 258.

(3)

GU C 4 del 9.1.2008, pag. 13.

(4)

GU L 214 del 9.8.2008, pag. 3.

(5)

GU C 297 E del 20.11.2008, pag. 174.

(6)

GU L 412 del 30.12.2006, pag. 1.

(7)

Decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 2006 che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013) (GU L 310 del 9.11.2006, pag. 15).

(8)

GU L 200 dell'8.8.2000, pag. 35.

(9)

Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

(10)

Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in ottemperanza agli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) (GU L 214, del 9.8.2008, pag. 3).


MOTIVAZIONE

Il ruolo delle PMI in Europa

Le piccole e medie imprese (PMI) sono da tempo considerate la spina dorsale dell'economia dell'UE, rappresentando quasi il 70% della sua forza lavoro totale e generando circa il 58% del valore aggiunto commerciale. Contraddistinte dal maggiore dinamismo e dalla più elevata capacità di crescita, elementi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, le PMI si impongono quale priorità dell'agenda politica comunitaria.

Gli ostacoli al potenziale delle PMI europee

Le prestazioni delle PMI in Europa sono tuttavia decisamente inferiori rispetto a quelle delle loro controparti statunitensi e delle aziende più grandi, segnatamente in termini di produttività, crescita e innovazione. Tra i vari motivi trova spazio anche la mancanza di una vera cultura imprenditoriale: il 60% degli europei ha infatti dichiarato di non aver mai preso in considerazione l'idea di avviare un'attività in proprio, mentre gli imprenditori che lo hanno fatto considerano i vincoli di carattere finanziario e normativo un freno alla crescita della propria attività. Esiste pertanto un'impellente necessità di colmare il vuoto legato alla mancanza di consigli pratici e di assistenza concreta sia da parte dello stato sia dell'UE su come migliorare la crescita e le prospettive della propria impresa.

I primi passi verso una soluzione globale

Nel 2005, come parte integrante del partenariato di Lisbona per la crescita e l'occupazione(1), sono state elaborate politiche volte a dare una risposta a molte delle problematiche esistenti. Parallelamente alle misure adottate a livello comunitario, gli Stati membri hanno compiuto significativi passi in avanti nell'integrazione delle misure specifiche per le PMI all'interno dei programmi di riforma nazionali di Lisbona. Tra i principali benefici derivanti dagli attuali progressi figurano la creazione di un ambiente operativo commerciale superiore per le PMI e la nascita di una cultura normativa più efficace su tutto il territorio europeo, con benefici, peraltro già riscontrati, per la crescita economica.

Secondo le conclusioni della valutazione intermedia della politica moderna a favore delle PMI del 2007(2) permane tuttavia un ulteriore margine di miglioramento. Alcuni problemi non sono stati ancora trattati o sono stati affrontati in modo inadeguato ed emerge l'esigenza di migliorare il coordinamento delle politiche esistenti.

Un approccio equilibrato – lo Small Business Act

Conseguentemente, nel giugno 2008 la Commissione ha approvato una comunicazione su uno "Small Business Act" (SBA)(3) volta a promuovere la crescita delle PMI, introducendo il principio del "Pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First) nell'elaborazione delle politiche a tutti i livelli. Accompagnato da una serie di proposte legislative e impegni politici avanzati dall'UE e dagli Stati membri, lo SBA mira a creare le condizioni amministrative, normative e finanziarie necessarie allo sviluppo di questi elementi chiave dell'economia europea.

È stata proposta una serie di 10 principi per guidare la formulazione e l'attuazione delle politiche sia a livello comunitario che degli Stati membri. Suddetti principi sono volti a:

1.  dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale

2.  far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l'insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità

3.  formulare regole conformi al principio "Pensare anzitutto in piccolo"

4.  rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI

5.  adeguare l'intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e sfruttare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI

6.  agevolare l'accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali

7.  aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico

8.  promuovere l'aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione

9.  permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità

10. incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati

Lo SBA contiene inoltre una serie di nuove proposte legislative relative a misure concrete a sostegno della situazione finanziaria delle PMI in Europa: Tali proposte comprendono:

· Il regolamento sull'esenzione generale per categoria riguardo agli aiuti di Stato

· Il regolamento che definisce lo statuto della Società privata europea

· La direttiva sulle aliquote di IVA ridotte

· Una proposta legislativa volta ad aggiornare, semplificare e armonizzare ulteriormente le norme vigenti sulla fatturazione IVA

· Una modifica alla direttiva 2000/35/CE sui ritardi di pagamento

Valutazione della relatrice

La relatrice ritiene che lo "Small Business Act" debba essere rivolto alle PMI. È tuttavia necessario tenere in debita considerazione anche le diversità, specificità ed esigenze proprie alle stesse, nonché le particolari situazioni e posizioni all'interno della catena del valore delle varie categorie di PMI, quali l'artigianato, le microimprese, le aziende a conduzione familiare, i lavoratori indipendenti, i liberi professionisti e tutti gli altri settori. La relatrice sottolinea inoltre come lo SBA non debba soltanto mirare ad iniziative da attuare a livello europeo, ma debba al contrario essere fortemente supportato da misure concrete realizzate a livello nazionale e regionale.

A tale riguardo, la relatrice sostiene l'iniziativa della Commissione volta a proporre un regolamento sull'esenzione generale per categoria riguardo agli aiuti di Stato, un nuovo regolamento che definisce lo statuto della società privata europea, una nuova direttiva sulle aliquote di IVA ridotte per i servizi locali e una modifica della direttiva sui ritardi di pagamento. Le misure proposte sono volte a sostenere l'attuazione degli orientamenti integrati di Lisbona e il programma comunitario di Lisbona, traducendo la strategia di Lisbona in azioni concrete a favore delle PMI. La relatrice accoglie inoltre con favore due ulteriori iniziative proposte dalla Commissione: l'istituzione di un portale europeo per le PMI e la prima edizione della settimana europea delle PMI, in programma per il mese di maggio 2009.

Un ulteriore sviluppo di notevole rilevanza è l'annunciato aumento nel volume dei prestiti concessi alle PMI dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e le misure previste per modernizzare e semplificare i "prodotti" BEI. Tra gli elementi chiave figurano:

· l'iniziativa relativa al microcredito per il periodo 2008-2011;

· l'istituzione di un meccanismo di finanziamento mezzanino destinato principalmente alle PMI innovative a rapida crescita;

· nell'ambito dei prestiti della BEI per le PMI, l'istituzione di strumenti finanziari a rischio ripartito con le banche commerciali per i loro fondi destinati alle PMI;

È fondamentale promuovere con decisione ulteriori sostegni all'investimento nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi, nonché introdurre nuovi processi produttivi, acquisire di licenze e di altri diritti di proprietà intellettuale, nella realizzazione di reti di distribuzione nei mercati nazionali ed esteri e nel finanziamento a supporto del cambio generazionale all'interno delle aziende.

Le imprese a conduzione familiare, siano esse di piccole, medie o grandi dimensioni, impiegano un'elevata percentuale di lavoratori comunitari, stimolano una cultura imprenditoriale in tutto il territorio dell'UE e forniscono al contempo un esempio formativo per i futuri imprenditori. Forti di una salda etica d'impresa, tali imprese fondono una strategia commerciale a lungo termine e la consapevolezza delle responsabilità ambientali e sociali, oltre a promuovere lo spirito imprenditoriale a livello familiare e ad agire spesso da incubatori per le nuove imprese.

I programmi e le misure in materia di politica d'istruzione devono rimanere una responsabilità degli Stati membri. L'occupabilità deve divenire la priorità e l'obiettivo fondamentale. Le esperienze estere costituiscono un riferimento di vitale importanza per i giovani imprenditori nell'ambito degli attuali sistemi di promozione per le PMI ed è per questo che tale obiettivo deve essere perseguito anche a livello europeo. Per garantire il successo di questo nuovo programma di mobilità per apprendisti e giovani, è necessario stabilire una salda cooperazione a lungo termine tra imprese, centri di formazione ed enti intermediari (quali organizzazioni professionali, organismi, partner sociali, ecc.).

La relatrice sottolinea la necessità di promuovere e sostenere ulteriormente le attività transfrontaliere delle PMI all'interno del mercato unico europeo. Le attività d'esportazione possono essere incrementate in modo considerevole soprattutto all'interno dei mercati europei.

Le piccole imprese necessitano di un'efficace protezione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) per dare slancio ai propri sforzi di innovazione e per proteggersi da una concorrenza sleale esterna all'Unione europea. L'UE è chiamata a intensificare lo scambio di informazioni e a incoraggiare una cooperazione di natura tecnica e politica con i paesi più problematici per quanto riguarda il rispetto dei DPI (Cina, India, Vietnam, ecc.). Esiste una vera e pressante necessità di conoscenza da parte delle PMI. Poiché la maggior parte delle PMI attivamente presenti all'estero non gode di alcuna rappresentazione in loco, è fondamentale che le medesime abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie in materia di protezione dei DPI, nei rispettivi paesi d'origine. Tuttavia, i principali problemi che le PMI si trovano ad affrontare in materia di brevetti sono rappresentati dagli elevati costi per la concessione dei brevetti stessi e per le controversie.

In Europa esiste una serie di ostacoli all'utilizzo dei brevetti da parte delle PMI. La probabilità che le PMI presentino una domanda di brevetto è di cinque volte inferiore rispetto a quella delle grandi imprese e si stima che le PMI siano responsabili di una percentuale di richieste di brevetti inferiore al 20% di tutte le richieste avanzate dalle aziende dell'UE all'Ufficio europeo dei brevetti. Uno degli ostacoli principali per le PMI è rappresentato dal costo della domanda di brevetto e in particolare dalle tasse di rinnovo. Ciò costituisce un vero problema soprattutto nel settore di sviluppo tecnologico delle PMI. In questo caso, le piccole e medie imprese sono tenute ad aumentare il numero di brevetti per tutelare i nuovi impieghi e miglioramenti tecnologici e per estendere l'area geografica della protezione del proprio brevetto al fine di permettere la realizzazione di attività a livello internazionale. Tutto ciò equivale a costi estremamente elevati per le imprese più piccole. La relatrice ritiene pertanto che lo SBA debba includere anche una nuova proposta volta a superare l'impasse che avvolge da tempo il brevetto comunitario, oltre alla proposta di un'unica lingua di lavoro, l'inglese.

Inoltre, poiché le PMI lamentano spesso eccessivi oneri amministrativi, un accesso all'informazione inadeguato e un ambiente lavorativo eccessivamente regolamentato, la relatrice ritiene che la legislazione debba essere chiara e inequivocabile. I governi nazionali devono astenersi il più possibile dal "gold-plating" (revisione di parti delle rispettive normative nazionali su cui il diritto comunitario non ha alcuna incidenza diretta), che ostacola lo sviluppo delle attività transfrontaliere.

Come ultimo punto, ma non meno importante, richiamando il principio in base al quale le politiche, per essere più efficaci, devono avvicinarsi il più possibile al proprio ambito di applicazione e alle realtà che abbracciano, la relatrice plaude al programma proposto dalla Commissione europea che permette ai suoi funzionari di realizzare un'esperienza lavorativa all'interno delle PMI comunitarie. Tale iniziativa dovrebbe estere estesa anche alle autorità nazionali e regionali.

(1)

Comunicazione della Commissione: "Attuare il programma comunitario di Lisbona. Una politica moderna a favore delle PMI per la crescita e l'occupazione", (COM(2005)0551).

(2)

Comunicazione della Commissione: Valutazione intermedia della politica moderna a favore delle PMI, (COM(2007)0592).

(3)

Comunicazione della Commissione: "Una corsia preferenziale per la piccola impresa" Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola Impresa (un "Small Business Act" per l'Europa) (COM(2008)0394).


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (*) (15.12.2008)

destinato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

sul nuovo quadro fondamentale per la piccola impresa ("Small Business Act")

(2008/2237(INI))

Relatore (*): Gunnar Hökmark

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che l’attuazione del principio "Think Small First" (una corsia preferenziale per la piccola impresa), a livello comunitario, nazionale e locale, richiede la coerente applicazione delle norme del mercato interno e della direttiva sui servizi(1), nonché un efficiente e specifico follow-up da parte della Commissione e degli Stati membri nel quadro delle relazioni annuali sulla strategia di Lisbona al fine di garantire l’eliminazione di tutti gli ostacoli, in ottemperanza alle suddette norme e in relazione alle necessità delle piccole imprese; e chiede un’indagine orizzontale sulle condizioni per le piccole e medie imprese (PMI), corrispondente alle indagini settoriali svolte dalla Commissione per i vari settori di attività economica, onde promuovere una concorrenza equa e aperta per le PMI in tutta Europa, in stretta cooperazione con le organizzazioni di categoria; a questo proposito sottolinea che lo Small Business Act non introduce norme vincolanti ma piuttosto orientamenti destinati a fungere da parametri di riferimento pratici;

2. sottolinea che le PMI svolgono un ruolo preponderante nella struttura economica e sociale europea e che è importante che possano cogliere le opportunità offerte dal mercato interno, dai cambiamenti demografici e tecnologici, dalle sfide ambientali e dalla globalizzazione per raggiungere gli obiettivi della strategia di Lisbona;

3.  indica che un'adeguata politica di semplificazione legislativa, riduzione degli oneri, eliminazione dei costi amministrativi, introduzione di nuove tecnologie e facilitazione delle operazioni può potenziare l'efficienza delle PMI e delle microimprese nonché promuovere una più equa concorrenza nel mercato interno;

4.  insiste affinché le informazioni che le PMI e le microimprese devono fornire alle amministrazioni, al pubblico e al mercato rispondano a criteri di interesse generale e di rigorosa proporzionalità;

5. sottolinea l'importanza di promuovere la cultura di impresa e un ambiente imprenditoriale che permettano di liberare appieno le potenzialità delle PMI;

6.  chiede maggiori sforzi nell’attuazione del riconoscimento reciproco, al fine di promuovere le attività transfrontaliere delle PMI; è convinto che debba esservi una base consolidata comune per l'imposizione fiscale delle società, chiede la creazione di uno sportello unico ("one-stop-shop") per l'IVA per rendere possibile all'imprenditore di adempiere ai propri obblighi nel paese di origine dell'attività;

7.  ritiene che le PMI e, in particolare, le microimprese debbano essere soggette a imposizione fiscale in un modo che riduca per quanto possibile gli adempimenti amministrativi, in modo da facilitare la fase di avvio e da incoraggiare l'innovazione e gli investimenti per tutta la durata dell'attività;

8.  sostiene che il trasferimento delle PMI dovrebbe essere facilitato, specialmente nei casi di pensionamento o malattia del titolare e il passaggio a parenti o eredi

9.  chiede un migliore accesso delle PMI agli appalti pubblici attraverso bandi di gara formulati in modo da utilizzare al massimo le piccole imprese nonché l'apertura, ove possibile, dei servizi attraverso appalti pubblici pur preservando gli interessi generali e il principio di sussidiarietà;

10. sottolinea gli elementi necessari a semplificare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici, segnatamente: criteri di qualificazione pertinenti e proporzionali nella specifica gara di appalto, divisione degli appalti in lotti di minori dimensioni e accesso alle informazioni sulle gare di appalto ai fini di una maggiore trasparenza delle procedure di appalto;

11. riconosce che la prassi diffusa del ritardo di pagamento, praticata anche dagli organismi finanziati con fondi pubblici, crea un problema di considerevoli dimensioni per le PMI, data la loro vulnerabilità alle variazioni dei flussi di cassa;

12. accoglie con favore la revisione in corso della direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali(2) e insiste affinché la prospettiva delle PMI sia tenuta in piena considerazione, poiché ridurre la frequenza e l'abuso dei ritardi di pagamento consentirebbe alle PMI di sfruttare appieno e in modo più efficace le potenzialità del mercato interno;

13. sottolinea l’importanza di uno Statuto della Società privata europea (SPE) come nuova forma giuridica aggiuntiva; a condizione che sia incentrata sulle PMI che intendono avviare attività transfrontaliere e che le imprese più grandi non possano farne un uso improprio per indebolire o eludere le norme giuridiche degli Stati membri che sostengono un sistema di governo societario che tiene conto degli interessi di tutti;

14. chiede che siano aumentati i finanziamenti all'innovazione nell'ambito del Programma quadro per la competitività e l'innovazione e un migliore accesso per le PMI a detti finanziamenti tramite l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia; chiede altresì alla Commissione di ridurre considerevolmente la burocrazia nell'ambito del Settimo programma quadro al fine di garantire un migliore accesso per le PMI;

15. esorta gli Stati membri a destinare maggiori fondi regionali alla ricerca e sviluppo e a coinvolgere maggiormente le PMI nei rispettivi programmi;

16. evidenzia che, per il finanziamento delle PMI, sono essenziali mercati finanziari dinamici e pone l’accento sulla necessità di aprire i mercati europei del capitale di rischio, migliorando la disponibilità e l'accesso al capitale di rischio, al finanziamento intermedio e al microcredito; per questa ragione è del parere che in circostanze normali, le PMI debbono avere accesso al credito offerto da attori sui mercati di capitali in grado di valutare le loro prospettive e soddisfare le loro esigenze in modo più efficace;

17. osserva che nessuna analisi è stata effettuata a livello comunitario per misurare l'impatto delle diverse forme di finanziamento comunitario delle PMI né dei benefici che queste ne hanno tratto; ribadisce la propria richiesta che la Commissione svolga siffatte analisi; reputa fondamentale che le norme e le procedure di accesso delle varie categorie di PMI a siffatte forme di finanziamento e ai vari programmi vadano semplificate al massimo possibile; a questo scopo chiede alla Commissione di avviare un dialogo con le organizzazioni che rappresentano le PMI nel tentativo di eliminare gli ostacoli incontrati;

18. sostiene la decisione del Consiglio e della Banca europea per gli investimenti di adottare una serie di riforme per ampliare i prodotti finanziari per le PMI tramite il gruppo BEI e di offrire ai suoi partner bancari uno sviluppo sostanziale dei suoi prestiti globali, sia in termini quantitativi che qualitativi;

19. chiede alla Commissione di controllare con maggiore efficacia e con le opportune modalità l'uso che gli intermediari finanziari, bancari o amministrativi fanno dei finanziamenti comunitari destinati alle piccole e microimprese e di assicurarsi che i finanziamenti pervengano integralmente a dette imprese entro termini ragionevoli;

20. ritiene che qualsiasi nuova normativa, ad esempio per evitare ritardi nel settore dei pagamenti, del diritto d’autore, del diritto societario o del diritto in materia di concorrenza (come ad esempio il regolamento generale di esenzione per categoria(3)), dovrebbe essere formulata in modo tale da non discriminare le PMI ma in modo da sostenere tali imprese e la fornitura dei loro servizi in tutto il mercato interno;

21. ritiene che le proposte della Commissione siano carenti di una strategia chiara che permetta ai lavoratori autonomi di migliorare il proprio status giuridico e i propri diritti, in particolar modo se la loro situazione è paragonabile a quella dei dipendenti salariati; invita la Commissione a garantire ai lavoratori autonomi il diritto di stabilire tariffe standard, di organizzarsi autonomamente e di concludere contratti collettivi, se la loro controparte è una grande impresa che detiene una posizione dominante, a condizione che non vengano lesi i potenziali clienti più deboli e che non ne derivino distorsioni di mercato;

22. sottolinea l'importanza di avanzare nei negoziati commerciali per un'ulteriore riduzione delle barriere normative al commercio il cui impatto sulle PMI è sproporzionato;

23. ritiene che tutta la legislazione che concerne le PMI debba promuoverne la crescita, senza limitarne artificialmente la capacità di assumere un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’economia europea, sottolinea in questo contesto, la necessità di tener conto delle diversità delle PMI segnatamente di quelle artigianali e piccole che costituiscono il 98% dell'economia europea, facendo affidamento sulle loro organizzazioni di categoria e fornendo risposte adeguate alle loro specifiche necessità; chiede quindi che la "prova PMI" comprenda prassi quali le analisi costi-benefici o le consultazioni periodiche dei gruppi di interesse;

24. invita la Commissione ad incentivare la semplificazione e l'armonizzazione del diritto societario e, in particolare, delle norme contabili nel quadro del mercato interno al fine di ridurre l'onere amministrativo sulle PMI e di aumentare la trasparenza per tutte le parti interessate; sollecita la Commissione a promuovere con determinazione l'uso di nuove tecnologie quali l'XBRL, presentando una tabella di marcia per l'introduzione della rendicontazione XBRL nell'Unione europea al fine di renderla obbligatoria entro un periodo di tempo ragionevole, e a promuovere e sostenere un ampio uso di detta norma aperta;

25. sottolinea che lo Small Business Act deve mirare a ridurre gli ostacoli per le imprese in avviamento e per gli imprenditori autonomi, facilitando al contempo la crescita e la nascita di nuove imprese e fornendo mezzi e opportunità di innovazione e concorrenza nelle industrie europee;

26. sottolinea che la programmata introduzione di una direttiva sulle aliquote IVA ridotte per i servizi ad alta intensità di manodopera e prestati localmente non deve condurre a una distorsione della concorrenza e non deve essere ambigua quanto ai servizi cui si riferisce;

27. chiede alle amministrazioni pubbliche degli Stati membri di creare, coordinandosi tra loro, sportelli unici che offrano servizi di sostegno, e di scambiarsi le migliori prassi per le PMI;

28. chiede a tal fine che la legislazione comunitaria sia elaborata in modo da riflettere le necessità della maggioranza delle imprese e che detto principio sia fissato in una norma vincolante secondo una procedura ancora da definire ma che preveda la partecipazione del Parlamento, del Consiglio e della Commissione per garantire che gli aspetti prioritari del principio "una corsia preferenziale per la piccola impresa" ("Think Small First") siano adeguatamente applicati a livello comunitario; chiede che le pertinenti organizzazioni intermediarie di categoria siano direttamente associate ai processi legislativi a tutti i livelli; esorta gli Stati membri ad applicare tale principio nella legislazione nazionale e regionale;

29. chiede che lo Small Business Act tenga conto dei meccanismi di cooperazione tra le PMI (gruppi di acquisto o commercializzazione), essendo dimostrato che per detti gruppi il rischio di insolvenza è minore rispetto alle singole imprese;

30. deplora la pratica del gold-plating ("orpellatura") seguita dagli Stati membri, che danneggia in modo particolare le PMI, e chiede alla Commissione di esaminare quali altre misure potrebbero essere adottate per evitarla, compresa l'introduzione di un diritto di azione diretta per i cittadini; chiede valutazioni di impatto e l'analisi dell'applicazione delle decisioni negli Stati membri e a livello locale;

31. chiede la creazione di meccanismi strutturati di dialogo, consultazione e partecipazione tra le PMI e i loro rappresentanti e le autorità pubbliche;

32. esorta la Commissione ad elaborare a scadenza annuale una relazione in materia di PMI che presenti in modo sistematico e commenti i dati principali del settore per conoscere la situazione delle PMI, seguirne l'evoluzione e verificare in quale misura abbiano raggiunto gli obiettivi stabiliti per il settore;

33. invita la Commissione ad aggiungere calendari indicativi alle molteplici azioni proposte nello Small Business Act, al fine di riferire annualmente sui progressi conseguiti e garantirne un adeguato monitoraggio.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.12.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zsolt László Becsey, Pervenche Berès, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Manuel António dos Santos, José Manuel García-Margallo y Marfil, Robert Goebbels, Donata Gottardi, Louis Grech, Benoît Hamon, Wolf Klinz, Christoph Konrad, Sirpa Pietikäinen, John Purvis, Bernhard Rapkay, Heide Rühle, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Margarita Starkevičiūtė, Ieke van den Burg, Sahra Wagenknecht

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Mia De Vits, Janusz Onyszkiewicz, Bilyana Ilieva Raeva, Theodor Dumitru Stolojan, Kristian Vigenin

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Michael Gahler, Monica Giuntini, Catiuscia Marini

(1)

Direttiva 2006/123/CE, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376, del 27.12.2006, pag. 36).

(2)

GU L 200 del 8.8.2000, pag. 35.

(3)

Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in ottemperanza agli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) (GU L 214, del 9.8.2008, pag. 3).


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (*) (3.12.2008)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sullo "Small Business Act"

(2008/2237(INI))

Relatore per parere(*): Martí Grau i Segú

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano oltre il 99% delle aziende dell'Unione europea e che sono di estrema importanza ai fini del raggiungimento degli obiettivi della strategia di Lisbona in materia di crescita e di occupazione, oltre ad essere fondamentali per la competitività e la robustezza dell'economia grazie alla loro diversità e capacità di adeguarsi rapidamente alle condizioni del mercato,

B.  considerando il contributo fondamentale delle PMI alla coesione sociale, all’innovazione, allo sviluppo regionale e alla competitività dell’Europa,

C. considerando che le PMI non godono di sostegno sufficiente per difendersi autonomamente dalle pratiche commerciali sleali transfrontaliere, come quelle delle società che gestiscono la compilazione di annuari commerciali truffa,

1.  valuta positivamente lo "Small Business Act" (SBA) come quadro per un approccio politico globale alle PMI rispettoso della loro diversità; chiede tuttavia che vengano prese ulteriori misure affinché tali imprese possano beneficiare appieno delle opportunità offerte dal mercato unico, segnatamente apportando risposte adatte che permettano di tenere conto della loro diversità, soprattutto per quanto riguarda le imprese artigianali e le piccole imprese;

2.  sottolinea l’importanza del mercato unico per le PMI e rileva che dovrebbe essere una priorità promuovere l’accesso delle PMI al mercato unico;

3.  constata il persistere di alcune restrizioni che impediscono alle PMI di sfruttare pienamente i vantaggi offerti dal mercato interno; rileva quindi che il quadro giuridico e politico del mercato interno dovrebbe essere migliorato per facilitare le operazioni transfrontaliere delle PMI; rileva anche che un contesto normativo chiaro offrirebbe alle PMI maggiori incentivi per operare nel mercato interno; considera che gli Stati membri dovrebbero costituire Sportelli unici e portali web;

4.  sollecita il riconoscimento del ruolo svolto dalle organizzazioni intermediarie nel facilitare l’accesso delle piccole e microimprese al mercato interno e a tutte le sue opportunità; chiede che lo Small Business Act (SBA) e tutti i programmi comunitari prevedano misure di sostegno al ruolo di assistenza e di consulenza che tali organizzazioni intermediarie rappresentative svolgono;

5.  riconosce che l’appalto precommerciale presenta notevoli vantaggi per le PMI, sia perché facilita la partecipazione delle PMI agli appalti, sia perché incoraggia la partecipazione delle PMI alla ricerca e sviluppo;

6.  nota che le PMI possono trarre vantaggio dall'appalto precommerciale tramite la condivisione del rischio (date le loro più limitate capacità di investimento), la crescita progressiva (in dimensioni ed esperienza) ad ogni stadio del processo di ricerca e sviluppo e le procedure di gara;

7.  sottolinea l’importanza di prendere le misure adatte alle reali esigenze delle PMI, e in particolare delle più piccole tra queste, segnatamente in materia di accesso, costo e applicazione degli standard, di alleggerimento degli oneri amministrativi, di miglioramento della normativa e di stabilità del diritto; rammenta inoltre la necessità di una semplificazione delle procedure riguardanti la successione nelle imprese nonché l’importanza di informare e assistere i responsabili d’impresa in questo processo, onde evitarne la chiusura al momento del pensionamento degli imprenditori;

8.  rammenta alla Commissione l’esigenza di rafforzare la consultazione a livello europeo con le organizzazioni intermediarie rappresentative delle PMI, la cui partecipazione al processo legislativo va assicurata; rinnova l’invito a migliorare il sistema di valutazione di impatto, tenendo conto anche delle realtà delle differenti categorie di PMI;

9.  sottolinea l’esigenza di un contesto amministrativo meno complesso, più flessibile e meno burocratico; invita all’elaborazione di un piano per la semplificazione delle procedure amministrative che renda la gestione più flessibile ed elimini inutili oneri burocratici;

10. sottolinea l’assoluta necessità di offrire un trattamento preferenziale alle PMI in materia di politiche di formazione, e in particolare nei programmi di apprendimento permanente, introducendo discriminazioni positive per facilitare la piena integrazione delle donne in questo settore e garantire un equilibrio tra vita familiare e lavoro;

11. ritiene che sia essenziale assicurare l'accesso ottimale ai finanziamenti riservati alle PMI per neo imprese e imprese derivate (spin-off), specialmente ai microcrediti;

12. riconosce la difficoltà di creare un’impresa dovuta alla diversità dei sistemi vigenti nei vari Stati membri; ritiene pertanto necessario introdurre un sistema unificato per la creazione di imprese in cui il processo sia eseguito passo per passo e sia possibile la creazione di un’impresa in 48 ore;

13. fa presente che su ogni quattro casi di fallimento di PMI, uno è dovuto a ritardi nei pagamenti, in molti casi da parte di amministrazioni pubbliche; raccomanda pertanto agli Stati membri di introdurre meccanismi di garanzia dei pagamenti entro i termini prescritti e, inoltre, di prendere in considerazione l’applicazione di sanzioni amministrative;

14. sottolinea che le PMI sono particolarmente vulnerabili riguardo alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale; sottolinea l’importanza di creare un brevetto comunitario per rafforzare e proteggere l’innovazione delle PMI nei confronti dei concorrenti;

15. invita la Commissione e gli Stati membri ad accrescere la competitività delle PMI riservando loro un maggiore accesso ai programmi europei di aiuto all’innovazione e offrendo loro strumenti più efficaci per la lotta contro la contraffazione e la frode nel mercato interno e a chiedere ai loro partner commerciali una più rigida applicazione dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) e a compiere ogni necessario sforzo per l’adozione di accordi bilaterali, regionali o multilaterali volti a combattere la contraffazione e la pirateria, come l’accordo ACTA;

16. sottolinea che è essenziale, a livello nazionale e comunitario, disporre di migliori informazioni riguardo alle opportunità di esportazione e di accesso al mercato nell'ambito del mercato unico; invita pertanto gli Stati membri e la Commissione a potenziare i servizi di consulenza e informazione, in particolare la rete di risoluzione dei problemi SOLVIT;

17. sostiene le richieste per la fornitura di servizi di consulenza da parte degli Stati membri per aiutare le PMI a difendersi autonomamente da pratiche commerciali sleali, come quelle delle società che gestiscono la compilazione di annuari commerciali truffa, e rafforzare la fiducia delle PMI nel commercio transfrontaliero; sottolinea l’importanza del ruolo della Commissione nel facilitare il coordinamento di tali servizi di consulenza e nel collaborare con gli stessi, per assicurare un’appropriata ed efficiente gestione delle denunce transfrontaliere; insiste tuttavia sul fatto che, qualora tali misure "soft" non dovessero produrre risultati, la Commissione dovrebbe essere pronta a promuovere le appropriate modifiche normative per dotare le PMI di una protezione simile a quella dei consumatori, quando esse rappresentano la parte più debole nelle transazioni di questo tipo;

18. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a facilitare l’accesso delle PMI agli appalti pubblici, segnatamente attraverso l’armonizzazione dei documenti richiesti e delle varie piattaforme online degli appalti pubblici, nonché mediante un maggiore ricorso ai pagamenti scaglionati, in modo da garantire che le PMI ottengano gli stessi vantaggi delle altre imprese partecipanti, traggano benefici da soluzioni innovative e salvaguardino così facendo il loro sviluppo regionale;

19. chiede alla Commissione e agli Stati membri di moltiplicare i loro sforzi tesi a promuovere e fornire informazioni sull'esistenza dei fondi comunitari e degli aiuti di Stato e di rendere questi due strumenti più accessibili oltre che più comprensibili;

20. incoraggia l'incentivazione di una cultura imprenditoriale attraverso l'istruzione e la formazione e, soprattutto, attraverso (fra l'altro) una più ampia collaborazione tra ricerca e industria; ritiene che le iniziative che tendono in questa direzione debbano anche porre l'accento sull'importanza delle PMI quali realtà che contribuiscono ad accrescere la coesione sociale, l'efficienza e la tutela ambientale (eco-innovazioni); invita la Commissione a presentare un piano d'azione che fornisca indicazioni su come promuovere l'imprenditorialità femminile;

21. riconosce che l’impegno delle PMI nella ricerca e sviluppo è importante, sia per accrescere la loro competitività nel mercato interno, sia per aumentare l’interesse nei loro confronti; è dell’opinione che le condizioni per la partecipazione ai programmi quadro di ricerca dell'UE restino troppo burocratiche e disincentivanti per tali imprese;

22. invita alla semplificazione dei requisiti richiesti alle PMI per ottenere finanziamenti nel contesto degli appalti pubblici; ritiene che sia le istituzioni finanziarie che le banche debbano creare programmi specifici per le esigenze delle PMI;

23. ritiene che gli Stati membri debbano applicare prioritariamente l'SBA e i suoi principi, procedere al monitoraggio della sua attuazione e completarlo con una relazione annuale che riferisca sui progressi effettuati da ogni Stato membro;

24. rammenta che l'SBA non ha uno status giuridicamente vincolante e pertanto chiede un forte impegno politico alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio per applicare sistematicamente il principio "Think Small First" ("innanzitutto pensare in piccolo"); raccomanda che gli Stati membri applichino i principi dell'SBA e il principio "Think Small First" a livello nazionale e regionale;

25. sottolinea l’importanza dell’apporto delle parti interessate tramite consultazione pubblica indetta dalla Commissione, ma rileva che il periodo di otto settimane per la consultazione rappresenta una significativa barriera per la considerazione degli interessi delle PMI; esorta pertanto la Commissione a considerare un periodo di consultazione più lungo per facilitare il conseguimento degli obiettivi della politica e per incoraggiare la partecipazione e la rappresentanza delle PMI;

26. considera che la Commissione, di concerto con gli Stati membri, dovrebbe assicurare che il contesto economico non presenti forme di disincentivazione, come procedure onerose, disincentivi fiscali o altre complessità normative, per i cittadini con competenze specialistiche che desiderino lavorare in forma autonoma.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

2.12.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriela Creţu, Mia De Vits, Janelly Fourtou, Evelyne Gebhardt, Martí Grau i Segú, Małgorzata Handzlik, Malcolm Harbour, Christopher Heaton-Harris, Anna Hedh, Edit Herczog, Eija-Riitta Korhola, Lasse Lehtinen, Toine Manders, Catiuscia Marini, Arlene McCarthy, Catherine Neris, Bill Newton Dunn, Zita Pleštinská, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Leopold Józef Rutowicz, Salvador Domingo Sanz Palacio, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Eva-Britt Svensson, Marianne Thyssen, Jacques Toubon, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Emmanouil Angelakas, Brigitte Fouré, Joel Hasse Ferreira, Anja Weisgerber

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Maddalena Calia


PARERE della commissione per l’occupazione e gli affari sociali (3.12.2008)

destinato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

sullo "Small Business Act" per l’Europa

(2008/2237(INI))

Relatrice per parere: Anja Weisgerber

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   si compiace del fatto che la Commissione abbia definito un ampio quadro politico per la riduzione della burocrazia per le PMI (piccole e medie imprese), lanciando con esso un chiaro segnale sul loro ruolo chiave per la crescita economica, l’occupazione, la coesione sociale e l’innovazione in Europa; sottolinea che attualmente la maggior parte dei posti di lavoro creati in Europa sono presso PMI, specialmente in imprese artigianali e in piccole imprese, e che le PMI sono quindi uno dei fondamenti per la realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona riguardo alla quantità e alla qualità dei posti di lavoro;

2.   rileva che, nonostante il chiaro impegno assunto nella Carta per le piccole imprese originaria, la voce delle PMI rimane in sordina nel contesto del dialogo sociale; chiede vivamente di colmare ufficialmente questa carenza mediante opportune proposte nel contesto dello Small Business Act;

3.   si compiace del collegamento diretto effettuato con le riforme legislative in atto a livello di UE - società privata europea, revisione degli aiuti di Stato, aliquote IVA ridotte, ecc. - e con riforme chieste dallo stesso Parlamento, quale quella relativa ai microcrediti;

4.   rileva l’esigenza, nel quadro dello Small Business Act, di porre maggiormente l'accento sul diritto del lavoro, con particolare riferimento al concetto di "flessicurezza", che consente soprattutto alle PMI di reagire più prontamente ai cambiamenti del mercato e, grazie a ciò, di garantire un tasso più elevato di occupazione nonché la competitività, sia a livello aziendale che internazionale, tenendo conto della necessaria protezione sociale; rimanda, a tale proposito, alla sua risoluzione del 29 novembre 2007 sulla flessicurezza(1);

5.   sottolinea inoltre l'importanza del diritto del lavoro con particolare riferimento al modo di ottimizzarne l’applicazione alle PMI, ad esempio attraverso una migliore consulenza o la semplificazione delle procedure amministrative, e chiede agli Stati Membri di dedicare speciale attenzione alle PMI in relazione agli specifici approcci ch'essi adottano alla flessicurezza, anche attraverso politiche attive in materia di mercato del lavoro, dato che le PMI godono di margini di maggiore flessibilità interna ed esterna, a causa del limitato numero di dipendenti, ma hanno anche bisogno di maggior sicurezza per sé stesse e per i loro lavoratori; ritiene essenziale che il diritto del lavoro, che è uno dei principali pilastri della flessicurezza, fornisca una base legale affidabile per le PMI, dato che queste imprese spesso non possono permettersi un proprio ufficio legale o un servizio di gestione delle risorse umane; rileva che il 91,5% delle imprese europee ha meno di 10 dipendenti (fonte: Eurostat, 2003);

6.   sottolinea pertanto la necessità di garantire che, nelle risposte che saranno adottate, si tenga conto della diversità delle PMI, comprese le società a responsabilità limitata unipersonali e/o le imprese individuali che, a causa del loro statuto, devono far fronte a problemi specifici in termini di sviluppo e in materia sociale, fiscale e di accesso ai finanziamenti;

7.   ritiene che sia necessario introdurre misure di lotta contro il lavoro sommerso, che è incontestabilmente una fonte di concorrenza sleale per le PMI ad alta intensità di manodopera;

8.   è preoccupato per la persistente mancanza di lavoratori qualificati e per la lentezza nel raggiungimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona in riferimento alla qualità e alla valorizzazione del capitale sociale e alla formazione, il che potrebbe portare a ulteriori carenze di qualificazione nel mercato del lavoro; fa presente che per la ricerca di lavoratori qualificati le PMI sono in concorrenza con le imprese di maggiori dimensioni e che occorre sostenerle per quanto concerne la formazione, in particolare quella professionale, e l’acquisizione, lo sviluppo e la trasmissione delle competenze del loro personale; a tale riguardo, accoglie con favore le misure annunciate dalla Commissione nello Small Business Act a favore di giovani imprenditori, operai specializzati e apprendisti (Erasmus) e per l'istituzione di un Sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET);

9.   invita le autorità pubbliche europee e nazionali a fornire un solido sostegno alle imprese artigianali e alle PMI:

–    elaborando soluzioni finanziarie istituzionali per le PMI a livello sovra-aziendale, al fine di aiutarle ad impegnarsi più attivamente per la formazione permanente e la formazione lungo tutto l’arco della vita,

–    invitando i settori in cui vi è un'alta percentuale di PMI ad investire (o continuare ad investire) in tipologie settoriali di formazione e riqualificazione professionale, al fine di contribuire alla continuità del settore nonché al superamento di potenziali carenze di qualifiche sul mercato del lavoro;

–    garantendo la disponibilità sul mercato di offerte di formazione su misura che corrispondano alle esigenze specifiche delle PMI a prezzi accessibili,

–    fornendo sostegno alle PMI con misure di accompagnamento, ad esempio servizi di consulenza in materia di flessibilità interna (riguardo, ad esempio, a nuovi modelli di organizzazione dell'orario di lavoro), o con misure che aiutino le PMI ad offrire migliori condizioni per conciliare la vita familiare e quella lavorativa;

10. accoglie con favore l'invito della Commissione agli Stati membri a promuovere il lavoro autonomo e l'imprenditorialità nell'istruzione scolastica e nella formazione professionale, in particolare nell'istruzione secondaria generale, al fine di incoraggiare nella società europea atteggiamenti più positivi nei confronti dell'imprenditorialità; chiede alla Commissione di accompagnare gli Stati membri nei loro sforzi attraverso procedure di "migliori pratiche" in materia di formazione innovativa e di collegamento con i livelli superiori dell'istruzione e della ricerca;

11. richiama l'attenzione sul fatto che le misure volte a promuovere e a sostenere l'imprenditorialità sono di fondamentale importanza nei nuovi Stati membri, dove molte persone hanno perso il lavoro a causa di cambiamenti strutturali dell'economia;

12. ricorda alla Commissione e agli Stati membri l'opportunità di promuovere, sulla base delle migliori pratiche negli Stati membri, reti di imprese e formazioni di cluster, che consentono di mantenere la dimensione di scala desiderata e di usufruire, ad esempio, della condivisione di strutture, beni e servizi;

13. è d'accordo, nel quadro della valutazione d'impatto per le nuove proposte legislative, sull'introduzione di un "test PMI" obbligatorio, i cui risultati siano giudicati da un organo esterno e indipendente; invita la Commissione ad avvalersi a tal fine di procedure come le analisi costi-benefici o la regolare consultazione delle parti interessate; invita la Commissione a concedere alle associazioni delle PMI più tempo per partecipare alle consultazioni riguardanti nuove proposte legislative;

14. sottolinea l’importanza di incoraggiare l’imprenditoria giovanile e femminile, fra l’altro attraverso l’introduzione di programmi di tutorato e di mentoring; fa notare che un numero crescente di donne imprenditrici e giovani imprenditori lavorano nelle PMI, sebbene ancora soprattutto nell'ambito delle imprese di dimensioni minori (micro imprese) e subendo gli effetti negativi del permanere di stereotipi e pregiudizi in relazione alla trasmissione e successione delle imprese, soprattutto di quelle a carattere familiare;   invita pertanto gli Stati membri, tenendo conto dell'impatto dell’invecchiamento demografico, ad attuare politiche e meccanismi adeguati, in particolare mediante l'introduzione di strumenti di diagnostica, informazione, consulenza e supporto per i trasferimenti di imprese;

15. ricorda l'importanza di garantire l'accesso al credito, compreso il microcredito, soprattutto nell'attuale fase di turbolenza e di crisi del mercato finanziario, e invita gli Stati Membri a rafforzare e ampliare le loro azioni politiche a sostegno delle PMI, per esempio andando oltre il semplice fornire una seconda possibilità agli imprenditori onesti che abbiamo sperimentato l'insolvenza e istituendo fondi finalizzati a costituire garanzia e prestiti d'onore per sviluppare progetti innovativi orientati allo sviluppo sostenibile; invita inoltre a tener conto, nello Small Business Act, degli accordi di cooperazione delle PMI, in quanto è accertato che tali reti corrono meno rischi di insolvenza rispetto alle singole imprese.

16. segnala la necessità di affrontare, con politiche e strumenti operativi, il tema delle esigenze di conciliazione tra vita familiare e vita professionale delle imprenditrici e degli imprenditori, con riferimento a maternità, paternità e congedi parentali, familiari, formativi e per la partecipazione alla vita associativa, prevedendo forme di sostegno e servizi di sostituzione integrati;

17. invita gli Stati membri a promuovere un maggiore inserimento nel contesto economico ufficiale delle PMI di proprietà di minoranze etniche sottorappresentate, sviluppando programmi per la diversificazione dei fornitori volti ad offrire pari opportunità alle imprese sottorappresentate che sono in concorrenza con imprese più grandi per i contratti;

18. sostiene l’estensione dei microcrediti (fino a 25 000 euro) attraverso il fondo per i microfinanziamenti per un importo di 40 milioni di euro, soprattutto al fine di incoraggiare la creazione di imprese, e invita la Banca europea per gli investimenti ad assicurare una rapida attuazione a livello regionale; si compiace del fatto che il Fondo sociale europeo preveda anche misure per incoraggiare la creazione di imprese, in particolare per promuovere l’imprenditoria femminile, e invita gli Stati membri a fare buon uso di tale possibilità;

19. teme che l'attuale "crisi del credito" possa avere un effetto negativo sproporzionato sul flusso di cassa per le PMI, poiché i grandi clienti premono sui fornitori più piccoli affinché concedano proroghe dei termini di pagamento; sollecita la riattivazione, nei primi mesi del 2009, del periodo di consultazione relativo agli effetti della direttiva sui ritardati pagamenti(2), così da poter accuratamente monitorare e valutare le tendenze più recenti;

20. segnala come nella quarta serie di azioni politiche proposte occorra introdurre impegni diretti della Commissione, non da ultimo per quanto riguarda il modo di migliorare l'accesso alle informazioni, sia sulla normativa sia sulle possibilità di progettazione e di finanziamento, anche mediante la rete di sportelli già attivati, ad esempio gli Europe Direct;

21. ricorda l'importanza attribuita alla responsabilità sociale delle imprese nel caso di aziende di minori dimensioni, che necessita di collegamenti, reti e servizi orizzontali; ritiene riduttivo fare riferimento alla certificazione EMAS (Sistema di ecogestione e di audit: "Eco-management and audit system"), sia perché vengono dimenticate le altre certificazioni esistenti, sia per il collegamento limitato alla sola sfida ambientale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

2.12.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Andersson, Edit Bauer, Iles Braghetto, Philip Bushill-Matthews, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Luigi Cocilovo, Jean Louis Cottigny, Jan Cremers, Proinsias De Rossa, Harald Ettl, Carlo Fatuzzo, Ilda Figueiredo, Stephen Hughes, Ona Juknevičienė, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Jan Tadeusz Masiel, Maria Matsouka, Juan Andrés Naranjo Escobar, Csaba Őry, Siiri Oviir, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Pier Antonio Panzeri, Rovana Plumb, Bilyana Ilieva Raeva, José Albino Silva Peneda, Jean Spautz, Gabriele Stauner, Ewa Tomaszewska, Anne Van Lancker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gabriela Creţu, Petru Filip, Marian Harkin, Magda Kósáné Kovács, Sepp Kusstatscher, Jamila Madeira, Viktória Mohácsi, Csaba Sógor, Anja Weisgerber

(1)

GU C 297 E del 20.11.2008, pag. 174.

(2)

Direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (GU L 200 dell'8.8.2000, pag. 35).


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (20.1.2009)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sullo "Small Business Act"

(2008/2237(INI))

Relatrice per parere: Helga Trüpel

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   esorta la Commissione e gli Stati membri a considerare il settore creativo e culturale un motore dello sviluppo economico e sociale dell'Unione europea – con una quota del 2,6% del PIL e del 2,5% della forza lavoro UE; sottolinea l'importante ruolo che svolgono le piccole e medie imprese (PMI) nello stimolare il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e l'industria creativa;

2.   ricorda che lo "spirito di iniziativa e imprenditorialità" rappresenta una competenza chiave(1), e invita gli Stati membri a inserirlo sia nelle loro strategie di apprendimento permanente che nei programmi scolastici nazionali promuovendo altresì migliori sinergie tra imprese operanti nel settore della cultura e scuole in modo da rafforzare tempestivamente l'importante ruolo svolto dalle competenze e abilità imprenditoriali; appoggia l'intenzione della Commissione di ampliare l'ambito del programma Leonardo da Vinci;

3.   fa notare che il settore della produzione culturale è dominato da realtà imprenditoriali medio-piccole e che lo stesso è particolarmente importante in vista di un'occupazione duratura a livello regionale;

4.   invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare la mobilità di artisti, imprenditori e lavoratori autonomi attraverso la promozione dell'armonizzazione e della trasparenza delle norme e di un facile accesso ai permessi di lavoro e ai quadri di previdenza sociale, così da rendere più semplice la libera circolazione dei servizi nel settore creativo;

5.   invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure di sostegno mirate e a garantire un'assistenza specifica sottoforma, ad esempio, di informazione, consulenza e semplificazione dell'accesso per il capitale di rischio nell'ambito dell'avviamento di attività autonome nel settore delle PMI;

6.   raccomanda alla Commissione e agli Stati membri di facilitare l'accesso al finanziamento per le PMI sin da uno stadio iniziale, anche in forma di microcrediti e garanzie di prestito; chiede che siano compiuti sforzi sostenuti per proteggere efficacemente i diritti di proprietà intellettuale e i diritti d'autore e per consentire alle PMI di utilizzare la loro proprietà intellettuale (PI) per attrarre finanziamenti;

7.   esorta la Commissione e gli Stati membri a prendere in considerazione l'introduzione di un sistema equilibrato di aliquote IVA ridotte per i beni meritori che risultino desiderabili da un punto di vista sociale, come i beni culturali, senza ignorare i relativi effetti sul commercio intracomunitario e sui bilanci nazionali;

8.   appoggia l'idea di estendere sino al 2012 l'esenzione dalle regole di concorrenza attualmente vigente per gli aiuti di Stato alla produzione cinematografica, ritenendo che ciò rappresenti un forte sostegno alle PMI creative;

9.   sostiene le nuove norme sugli aiuti di Stato di cui al regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria)(2), le quali prevedono, in talune condizioni, il non assoggettamento delle PMI alle regole di notifica;

10. sottolinea la necessità di sviluppare un modello sociale ed economico che garantisca alle realtà imprenditoriali piccole e medie dell'industria creativa, spesso caratterizzate da rapporti di lavoro precari, una rete di sicurezza adeguata.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.1.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Ivo Belet, Guy Bono, Marie-Hélène Descamps, Věra Flasarová, Milan Gaľa, Vasco Graça Moura, Lissy Gröner, Luis Herrero-Tejedor, Ruth Hieronymi, Mikel Irujo Amezaga, Ramona Nicole Mănescu, Manolis Mavrommatis, Ljudmila Novak, Doris Pack, Zdzisław Zbigniew Podkański, Pál Schmitt, Hannu Takkula, Thomas Wise, Tomáš Zatloukal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gyula Hegyi, Nina Škottová, László Tőkés, Ewa Tomaszewska, Cornelis Visser

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Maria Berger

(1)

Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente (GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10).

(2)

GU L 214 del 9.8.2008, pag. 3.


PARERE della commissione giuridica (21.11.2008)

destinato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

sulla normativa europea relativa alle piccole imprese (Small Business Act)

2008/2237(INI)

Relatore per parere: Othmar Karas

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che le istituzioni dell’Unione europea riconoscono l’importanza delle piccole e medie imprese (PMI) per l’economia europea e continuano a sottolineare il loro fondamentale contributo per la coesione sociale, l’innovazione, lo sviluppo regionale, la parità di genere e la competitività dell’UE, sottolineandone il valore soprattutto nei periodo di crisi finanziaria,

B.   considerando che dal 2000 a oggi, malgrado le precedenti iniziative dell’Unione europea, il settore imprenditoriale ha goduto di pochi o appena percettibili miglioramenti,

C.  considerando che il principio "una tantum", nonché il principio di proporzionalità e la certezza giuridica sono la chiave dello sviluppo delle PMI e dovrebbero rappresentare una componente essenziale di tutte le normative sia a livello europeo che nazionale,

1.  invita gli Stati membri a comunicare, entro la fine del 2009, in che modo e in base a quale calendario intendano recepire, nell’ambito del quadro legislativo nazionale, i criteri fondamentali del principio "Pensare anzitutto in piccolo";

2.  esorta gli Stati membri a inserire in modo vincolante un nuovo capitolo indipendente, nell’ambito della relazione annuale sul programma nazionale di riforma nel quadro della strategia di Lisbona, in cui vengono indicati i progressi compiuti riguardo al recepimento dei criteri fondamentali del principio "Pensare anzitutto in piccolo";

3.  invita la Commissione a elaborare criteri uniformi al fine di poter valutare i progressi compiti rispetto al recepimento del principio "Pensare anzitutto in piccolo";

invita la Commissione a presentare soluzioni riguardo ai modi per attuare il principio "Pensare anzitutto in piccolo" quale elemento vincolante della futura legislazione a livello europeo;

5.  sottolinea la necessità di integrare la valutazione d'impatto delle proposte legislative con un "prova PMI" obbligatoria, sottoposta a una valutazione esterna indipendente; invita la Commissione a rendere accessibili i risultati di tale valutazione agli organi legislativi;

6.  sostiene il progetto di definire uno statuto della società privata europea (SPE);

7.  è del parere che i risultati del gruppo ad alto livello nell’ambito del diritto societario/conti annuali debbano essere integrati nel recepimento delle misure dello Small Business Act;

8.   invita la Commissione a tenere un’audizione in presenza del Parlamento europeo sulla politica europea in materia di PMI ogni qualvolta sia previsto un avvicendamento in seno alla Commissione che interessi le PMI;

9.   esorta le istituzioni dell'Unione europea a riconoscere e a tenere in considerazione le peculiarità delle PMI del settore delle professioni liberali, che svolgono compiti pubblici d'interesse per la collettività.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.11.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Carlo Casini, Bert Doorn, Monica Frassoni, Giuseppe Gargani, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Neena Gill, Othmar Karas, Klaus-Heiner Lehne, Antonio Masip Hidalgo, Manuel Medina Ortega, Aloyzas Sakalas, Diana Wallis, Rainer Wieland, Jaroslav Zvěřina, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean-Paul Gauzès, József Szájer, Jacques Toubon, Ieke van den Burg


PARERE della commisSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E L'UGUAGLIANZA DI GENERE (4.12.2008)

destinato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

sulla normativa europea relativa alle piccole imprese (Small Business Act)

2008/2237(INI)

Relatore per parere: Anni Podimata

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l’industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che in molte piccole imprese familiari le donne, pur contribuendo all'attività, non fruiscono dello stesso status giuridico dei propri partner dato che, mentre questi ultimi sono titolari dell'azienda, esse lavorano come coadiuvanti familiari non retribuite o dipendenti,

B.   considerando che le donne sono spesso impossibilitate a sviluppare un'attività economica per l'assenza di reti sociali ed economiche capaci di sostenere le loro iniziative, per la diversa valutazione delle esigenze economiche di donne e uomini e per l'aggressività del contesto commerciale,

C.  considerando che l'assenza o l'esiguo livello di protezione sociale fruibile dalle lavoratrici autonome costituisce un notevole ostacolo alla creazione di imprese ad opera di donne,

1.   si complimenta con la Commissione per avere tenuto conto delle sue richieste in materia di incentivazione dell'imprenditoria e del talento imprenditoriale delle donne e invita a integrare tale dimensione nella realizzazione dell'iniziativa "Erasmus per giovani imprenditori";

2.   osserva con rammarico che per creare e mantenere in vita un'impresa, le donne devono affrontare una serie di difficoltà e che ciò è dovuto a fattori quali la scarsità di informazioni, la mancanza di contatti e di accesso alle reti, la discriminazione di genere e la stereotipizzazione, l'esiguità e la mancanza di flessibilità delle strutture di accoglienza dei bambini, la difficoltà di conciliare l'attività lavorativa con gli obblighi familiari nonché le differenze nel modo in cui uomini e donne percepiscono l'imprenditorialità;

3.   si congratula con la Commissione della sua nuova iniziativa per la revisione della direttiva 86/613/CE(1) del Consiglio concernente le lavoratrici autonome e le mogli coadiuvanti; ritiene che tale adeguamento alle nuove circostanze contribuirà a rafforzare l'imprenditorialità femminile e ad ampliare il numero dei lavoratori autonomi;

4.   sottolinea che l'imprenditorialità femminile contribuisce ad attirare le donne nel mercato del lavoro e a migliorare il loro status economico e sociale; lamenta però che le differenze tra uomini e donne, soprattutto a livello retributivo, persistono in questo settore, nonostante il vivo interesse dimostrato dalle donne; che la percentuale delle imprenditrici nell'Unione europea resta peraltro esigua, il che è in parte dovuto al contributo non riconosciuto (ossia non remunerato), ma comunque essenziale, che le donne apportano alla gestione quotidiana delle piccole e medie imprese (PMI) a conduzione familiare;

5.   chiede alla Commissione di creare rapidamente la rete delle imprenditrici ambasciatrici, oltre che i programmi di tutorato volti ad incoraggiare le donne a creare le proprie imprese e a offrire consulenza di prima mano;

6.   invita gli Stati membri:

–  a elaborare programmi educativi specifici sul tema dell'imprenditorialità pensati per le donne e a valorizzare, tramite programmi nazionali ed europei e la diffusione delle buone prassi, lo spirito di innovazione tra i giovani, segnatamente tra le ragazze, nonché l’imprenditorialità femminile;

–  a inserire nella loro legislazione disposizioni sulla creazione di PMI atte a garantire che, laddove sia costituita un'impresa familiare, la donna abbia lo stesso statuto giuridico, come proprietaria, dell’uomo;

–  a promuovere la creazione di partenariati tra i dirigenti d’azienda, indipendentemente dal sesso, così da attenuare la discriminazione nei confronti delle donne negli ambienti economici;

7.   invita gli Stati membri a realizzare strategie coerenti per rafforzare l'imprenditoria femminile, oltre a misure concrete per facilitare l'accesso delle imprenditrici ai crediti e ai servizi bancari, soprattutto nell'ambito del microcredito; chiede agli Stati membri e alla Commissione di garantire che la situazione finanziaria attuale non nuoccia alle PMI e, in particolare, all'imprenditoria femminile;

8.   chiede agli Stati membri di valutare l'opportunità di introdurre regole minime standard in materia di diritti di partecipazione dei dipendenti e programmi sulla parità di genere, che devono accompagnare lo statuto della società privata europea; ritiene che per garantire il rispetto dei diritti di partecipazione dei lavoratori, la migliore strategia consista, come nel caso della Società europea e della Società cooperativa europea, nel completare lo statuto della società privata europea con una direttiva distinta sui diritti di partecipazione dei lavoratori;

9.   invita la Commissione ad inserire requisiti più dettagliati soprattutto per quanto riguarda la dimensione transfrontaliera della società privata europea, il capitale minimo ad essa richiesto, il modo in cui i suoi organi direttivi saranno in grado di dar peso alla partecipazione dei dipendenti e alla rappresentanza delle donne, nonché la trasparenza delle sue operazioni;

10. incoraggia gli Stati membri ad agevolare l'imprenditoria femminile nel settore delle PMI, attraverso l'istituzione di adeguate strutture di consulenza professionale e finanziaria e di aggiornamento professionale delle lavoratrici, che tengano pienamente conto degli aspetti di genere nello sviluppo dell’impresa e del ruolo più ampio svolto dalle donne nelle rispettive famiglie e/o comunità;

11. osserva che l'impiego delle nuove tecnologie aiuta particolarmente le giovani imprenditrici a evitare spese amministrative;

12. invita gli Stati membri a valorizzare le imprese che adottano misure tese a promuovere la parità tra donne e uomini, in particolare in materia di retribuzione e accesso all’occupazione, e a facilitare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata;

13. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottate misure tese a eliminare le ineguaglianze relative alla protezione sociale delle lavoratrici autonome (e in particolare alla protezione della maternità);

14. riconosce che la formazione, la ricerca e lo sviluppo sostenuti dallo "Small Business Act" dovranno essere sufficientemente flessibili da consentire alle donne, soprattutto a quelle con figli da seguire, di assecondare le proprie esigenze individuali in termini di ore lavorative;

15. riconosce che i sistemi di sostegno offerti agli imprenditori, e in special modo alle imprenditrici, ivi compresi la formazione sulla gestione dell'impresa e delle competenze e l'accesso agevolato alle risorse (tra cui attrezzature, locali, trasporto e credito), devono essere continui, in modo da aiutare le imprese a sopravvivere oltre la mera fase di avviamento.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

2.12.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

11

0

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Edit Bauer, Ilda Figueiredo, Věra Flasarová, Lissy Gröner, Urszula Krupa, Pia Elda Locatelli, Astrid Lulling, Siiri Oviir, Zita Pleštinská, Anni Podimata, Teresa Riera Madurell, Raül Romeva i Rueda, Anne Van Lancker, Corien Wortmann-Kool, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Donata Gottardi, Marusya Ivanova Lyubcheva

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Juan Andrés Naranjo Escobar

(1)

Direttiva 86/613/CEE del Consiglio dell'11 dicembre 1986 relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità (GU L 359 del 19.12.1986, pag. 56).


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Šarūnas Birutis, Jan Březina, Jerzy Buzek, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Dragoş Florin David, Pilar del Castillo Vera, Den Dover, Lena Ek, Nicole Fontaine, Adam Gierek, Norbert Glante, András Gyürk, Fiona Hall, David Hammerstein, Ján Hudacký, Romana Jordan Cizelj, Pia Elda Locatelli, Eluned Morgan, Antonio Mussa, Angelika Niebler, Reino Paasilinna, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Andres Tarand, Britta Thomsen, Patrizia Toia, Catherine Trautmann, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Adina-Ioana Vălean, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Juan Fraile Cantón, Cristina Gutiérrez-Cortines, Gunnar Hökmark, Eija-Riitta Korhola, John Purvis, Vladimir Urutchev

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