Procedura : 2008/2329(INI)
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A6-0124/2009

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PV 02/04/2009 - 9.25
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RELAZIONE     
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9.3.2009
PE 418.269v02-00 A6-0124/2009

su migliorare le scuole: un ordine del giorno per la cooperazione europea

(2008/2329(INI))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatore: Pál Schmitt

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su migliorare le scuole: un ordine del giorno per la cooperazione europea

(2008/2329(INI))

Il Parlamento europeo,

–       visti gli articoli 149 e 150 del trattato CE in materia di istruzione, formazione professionale e gioventù,

–       visto l'articolo 14 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sul diritto all'istruzione,

–       vista la comunicazione della Commissione, del 3 luglio 2008, "Migliorare le competenze per il 21° secolo: un ordine del giorno per la cooperazione europea in materia scolastica" (COM(2008)0425),

–       vista la comunicazione della Commissione, del 16 dicembre 2008, "Un quadro strategico aggiornato per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione" (COM(2008)0865),

–       vista la comunicazione della Commissione, del 12 novembre 2007, "L'apprendimento permanente per la conoscenza, la creatività e l'innovazione - Progetto di relazione congiunta 2008 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del programma di lavoro Istruzione e formazione 2010" (COM(2007)0703),

–       visto il programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010"(1) e le successive relazioni intermedie congiunte sulla progressiva attuazione del programma,

–       vista la decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente(2),

–       vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(3),

–       viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo del 13-14 marzo 2008, segnatamente la sezione "Investire nelle persone e modernizzare i mercati del lavoro",

–       vista la risoluzione del Consiglio, del 15 novembre 2007, sull'istruzione e la formazione quali propulsori fondamentali della strategia di Lisbona(4),

–       vista la relazione all'UNESCO della Commissione internazionale sull'istruzione per il XXI secolo,

–       viste le conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 – Preparare i giovani per il XXI secolo: un ordine del giorno per la cooperazione europea in materia scolastica,(5)

–       vista la propria risoluzione del 26 febbraio 2004 sul ruolo degli istituti scolastici e dell'istruzione ai fini dell'ottimizzazione dell'accesso pubblico alla cultura(6),

–       vista la propria risoluzione dell'8 settembre 2005 sulle opzioni di sviluppo del sistema delle scuole europee(7),

–       vista la propria risoluzione del 27 settembre 2007 sull'efficienza e l'equità nei sistemi europei d'istruzione e formazione(8),

–       vista la propria risoluzione del 13 novembre 2007 su ruolo dello sport nell'educazione(9),

–       vista la propria risoluzione del 23 settembre 2008 sul miglioramento della qualità della formazione degli insegnanti (10),

–       vista la propria risoluzione del 18 dicembre 2008 sull'apprendimento permanente per la conoscenza, la creatività e l'innovazione - Attuazione del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010"(11),

–       visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–       vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A6‑0124/2009),

A.     considerando che gli Stati membri sono responsabili per l'organizzazione, il contenuto e la riforma dell'istruzione scolastica; che lo scambio d'informazioni e buone prassi, nonché la cooperazione nell'ambito delle sfide comuni, sono strumenti eccellenti a sostegno delle riforme; che la Commissione ha un ruolo importante da svolgere nel favorire tale cooperazione,

B.     considerando che i cambiamenti economici e sociali nell'Unione europea, i fattori che condizionano il mercato unico e le nuove opportunità ed esigenze di un'economia globalizzata stanno creando una serie di sfide comuni per tutti i sistemi d'istruzione nazionali, rendendo ancor più necessaria la cooperazione a livello europeo nel settore dell'istruzione e della formazione,

C.     considerando che le sensibili disparità tra i rispettivi rendimenti dei sistemi d'istruzione nell'UE potrebbero tradursi in un aumento delle disparità di sviluppo socioeconomico tra gli Stati membri e compromettere la realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona,

D.     considerando che sono necessari interventi più sistematici per rafforzare il ruolo dell'istruzione nel cosiddetto "triangolo della conoscenza" (ricerca, innovazione e istruzione), riguardo al quale l'Unione sostiene la strategia a lungo termine per lo sviluppo futuro, la competitività e la coesione sociale, nonché l'inclusione dell'istruzione tra le priorità del prossimo ciclo del processo di Lisbona,

E.     considerando che i "traguardi di riferimento" ("benchmarks") sono strumenti importanti per portare avanti ulteriori riforme, poiché consentono di misurare i miglioramenti verso obiettivi comuni ben definiti,

F.     considerando che il Consiglio ha adottato per il 2010 tre traguardi di riferimento relativi all'istruzione scolastica, concernenti gli abbandoni scolastici prematuri, la capacità di lettura e il completamento dell'istruzione secondaria superiore; considerando che i progressi verso il raggiungimento di questi tre traguardi sono ancora insufficienti,

G.     considerando che l'acquisizione delle abilità di base e delle competenze fondamentali da parte di tutti i giovani e il miglioramento dei livelli d'istruzione conseguiti sono fattori cruciali per il raggiungimento degli obiettivi dell'agenda di Lisbona,

H.     considerando che il livello d'istruzione raggiunto dai giovani ha ripercussioni dirette sulle prospettive di lavoro, l'integrazione sociale, gli ulteriori percorsi d'istruzione o formazione e il reddito che essi avranno in futuro,

I.      considerando che l'istruzione delle donne ha particolare influenza sul rendimento scolastico delle comunità; che l'istruzione incompleta o inadeguata delle allieve non soltanto può nuocere a loro stesse, ma può anche trasmettere svantaggi alla generazione successiva,

J.      considerando che le disuguaglianze e gli abbandoni scolastici prematuri generano elevati costi socioeconomici e hanno un effetto pregiudizievole sulla coesione sociale; che ogni forma di segregazione scolastica abbassa il livello complessivo dei sistemi d'istruzione nazionali,

K.     considerando che si osserva attualmente un allarmante aumento della violenza nelle scuole, assieme a manifestazioni di razzismo e xenofobia in ambito scolastico, come risultato di due tendenze fondamentali della scuola attuale - il multiculturalismo e l'accentuazione delle differenze di classe - che sono aggravate dalla mancanza, nel sistema dell'istruzione, di adeguati interventi o meccanismi di sostegno e di contatto per gli allievi,

L.     considerando che modelli scolastici inclusivi promuovono l'integrazione degli allievi appartenenti a categorie svantaggiate e degli studenti con esigenze pedagogiche speciali, e rafforzano la solidarietà fra allievi provenienti da contesti diversi,

M.    considerando che una buona istruzione prescolare favorisce significativamente l'integrazione delle categorie svantaggiate (ad esempio i bambini provenienti da minoranze o da famiglie a basso reddito), può contribuire ad aumentare i livelli delle competenze generali, riduce le differenze in materia d'istruzione ed è essenziale per rafforzare l'equità e ridurre i tassi di abbandono scolastico,

N.     considerando che le scuole rivestono un'importanza cruciale per la vita sociale e per l'istruzione dei bambini e per il loro sviluppo personale, nonché per trasmettere loro le conoscenze, le competenze e i valori necessari per partecipare a una società democratica e per vivere una cittadinanza attiva,

O.     considerando che nell'attuale crisi finanziaria ed economica globale l'istruzione e la formazione svolgono un ruolo chiave nello sviluppo di competenze e know-how di tipo innovativo e nel garantire la libera circolazione delle conoscenze come strumento ideale per la ripresa economica e per ridare slancio al mercato del lavoro; osservando tuttavia che il principale obiettivo del processo decisionale nel settore dell'istruzione e della formazione non consiste nel rispondere alle esigenze del mercato e ai criteri di occupabilità, bensì nel garantire che gli allievi raggiungano un livello complessivo di conoscenze che soddisfi criteri educativi uniformi, risultante nel pieno sviluppo della personalità,

P.     considerando che i programmi scolastici, nonché i metodi d'insegnamento e di valutazione, dovrebbero consentire a ciascuno studente di acquisire le competenze fondamentali e di sviluppare appieno le sue potenzialità; che il benessere psicofisico degli allievi e un ambiente di apprendimento piacevole sono fattori cruciali per ottenere risultati positivi nell'apprendimento,

Q.     considerando che un'istruzione ad ampio raggio, che comprenda materie come arte e musica, può contribuire a promuovere la realizzazione personale, la fiducia in se stessi e lo sviluppo della creatività e del pensiero innovativo,

R.     considerando che la spesa per l'istruzione dovrebbe essere indirizzata soprattutto alle aree che producono i maggiori miglioramenti in termini di prestazioni e sviluppo degli studenti,

S.     considerando che la qualità dell'insegnamento è riconosciuta come il fattore più importante in ambito scolastico per il raggiungimento di risultati da parte degli studenti,

T.     considerando che la mobilità e gli scambi possono promuovere le competenze interculturali, linguistiche, sociali e tematiche, motivare maggiormente insegnanti e studenti e contribuire a migliorare le competenze pedagogiche degli insegnanti,

U.     considerando che le scuole non sono che un elemento di un insieme di attori che condividono con altri la responsabilità collettiva dell'istruzione dei giovani,

V.     considerando che è necessario creare una cultura della valutazione nei sistemi di istruzione e formazione, al fine di garantire un monitoraggio efficace e a lungo termine della loro evoluzione,

W.    considerando che, nella sua citata risoluzione dell'8 settembre 2005, il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di riformare il sistema di governo delle scuole europee così da rispondere alle sfide attuali connesse in particolare all'allargamento e alle sue conseguenze,

1.      accoglie favorevolmente la summenzionata comunicazione della Commissione dal 3 luglio 2008 e i settori sui quali propone di concentrare la cooperazione futura;

2.      accoglie favorevolmente la summenzionata comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 e le misure che suggerisce;

3.      condivide il parere secondo cui l'istruzione scolastica dev'essere una priorità chiave per il prossimo ciclo della strategia di Lisbona;

4.      plaude all'accordo esistente tra gli Stati membri a cooperare in ambiti chiave dell'istruzione scolastica; esorta gli Stati membri a cogliere appieno tale opportunità per apprendere gli uni dagli altri;

Migliorare le competenze di tutti gli studenti

5.      esorta gli Stati membri ad adoperarsi al meglio per fornire a ogni giovane le competenze di base indispensabili per poter proseguire nell'apprendimento, e a continuare ad impegnarsi per attuare la summenzionata raccomandazione del 18 dicembre 2006 e per raggiungere i "traguardi di riferimento" precedentemente concordati;

6.      è preoccupato per l'attuale tendenza alla diminuzione della capacità degli studenti di leggere, scrivere e far di conto, ed esorta gli Stati membri ad adottare ogni misura necessaria per invertire tale tendenza;

7.      raccomanda che gli Stati membri prendano in ulteriore considerazione strategie per ridurre gli squilibri di genere nelle competenze di base;

8.      esorta gli Stati membri a proseguire i loro sforzi volti a ridurre il numero degli studenti che abbandonano prematuramente la scuola; sottolinea la necessità di individuare gli alunni a rischio quanto prima possibile e di fornire loro un sostegno aggiuntivo e attività di apprendimento doposcuola, nonché di sostenerli durante la transizione da un livello scolastico al successivo, fornendo metodi di apprendimento personalizzati per coloro che ne hanno bisogno;

9.      rileva che nell'Unione europea si osserva tra i giovani una spiccata mancanza di capacità di concentrazione; invita pertanto la Commissione a condurre uno studio che analizzi le cause principali di tale mancanza di concentrazione tra gli alunni;

10.    ritiene che le scuole debbano fornire un'istruzione di alta qualità a tutti i ragazzi ed avere obiettivi ambiziosi per tutti gli studenti, offrendo nel contempo una gamma di opzioni di studio e un sostegno supplementare per tener conto delle loro esigenze individuali;

11.    invita perciò gli Stati membri ad assicurare che le loro politiche d'istruzione conseguano un equilibrio tra eguaglianza e qualità, ponendo l'accento sulle misure di agevolazione sociale per alunni e studenti provenienti da ambienti svantaggiati e sull'adattamento del processo d'apprendimento alle loro necessità individuali, offrendo in tal modo pari opportunità in termini di accesso all'istruzione;

12.    esorta inoltre gli Stati membri ad aumentare l'accesso delle categorie svantaggiate alla formazione professionale e agli studi universitari del miglior livello, fra l'altro attraverso la predisposizione e la divulgazione di opportuni sistemi di borse di studio;

13.    sostiene modelli scolastici inclusivi, nell'ambito dei quali le comunità scolastiche rispecchino la società in termini di diversità, evitando ogni forma di segregazione;

14.    esorta pertanto gli Stati membri a perseguire l'obiettivo della completa desegregazione delle classi/istituzioni rom nell'istruzione elementare, come pure a monitorare e abolire la prassi illegale di inserire i bambini rom in classi per disabili mentali;

15.    ritiene importante che i giovani, già nel corso della loro formazione elementare, superiore e universitaria, siano preparati alla flessibilità nel mercato del lavoro in previsione della sua mutabilità, ossia dei possibili rapidi mutamenti delle esigenze dei datori di lavoro;

16.    chiede che i programmi scolastici siano ammodernati e migliorati in modo da rispecchiare le odierne realtà sociali, economiche, culturali e tecniche e da essere strettamente connessi col mondo dell'industria e delle imprese e col mercato del lavoro;

17.    è tuttavia del parere che la riforma del sistema dell'istruzione debba essere principalmente finalizzata allo sviluppo pieno e poliedrico dell'individuo, alla cultura del rispetto dei diritti umani e della giustizia sociale, all'apprendimento permanente per lo sviluppo personale e professionale, alla tutela dell'ambiente e al benessere individuale e collettivo; rileva che, in tale contesto, l'armonizzazione delle conoscenze così acquisite con le esigenze del mercato è certamente una delle priorità dei sistemi d'istruzione, ma non ne rappresenta l'obiettivo primo e fondamentale;

18.    ritiene che le scuole debbano cercare non soltanto di migliorare l'occupabilità, ma anche di dare a tutti i giovani l'opportunità di sviluppare appieno le loro potenzialità, secondo le attitudini personali; sottolinea l'importanza di creare un ambiente di apprendimento in cui i giovani possano acquisire competenze democratiche di base tali da consentire loro di partecipare attivamente alla società civile;

19.    ritiene che tutti i bambini debbano ricevere fin dalla più tenera età l'opportunità di acquisire competenze musicali, artistiche, manuali, fisiche, sociali e civiche; crede quindi fermamente che l'educazione musicale, l'educazione artistica e l'educazione fisica debbano essere obbligatoriamente incluse nel programma scolastico;

20.    è convinto che i bambini debbano imparare le lingue straniere fin da piccoli, in accordo con le conclusioni del Consiglio europeo di Barcellona del 2002; apprezza la proposta di un nuovo traguardo di riferimento, in base al quale almeno l'80% degli alunni del primo ciclo dell'insegnamento secondario dovrebbe imparare almeno due lingue straniere; sottolinea l'importanza di continuare l'insegnamento delle lingue straniere nell'istruzione secondaria superiore per assicurare che i giovani acquisiscano competenze linguistiche di alto livello; invita gli Stati membri a considerare la possibilità di assumere un maggior numero di parlanti madrelingua per l'insegnamento delle lingue;

21.    è del parere che gli Stati membri debbano adottare iniziative per garantire ai figli dei migranti legali l'insegnamento della loro lingua madre, e invita la Commissione a individuare e diffondere le migliori prassi al riguardo;

22.    sottolinea l'importanza dell'istruzione nel settore delle TIC e dell'alfabetizzazione mediatica; reputa importante istruire gli allievi sull'uso e sulle applicazioni dei nuovi mezzi di comunicazione e della tecnologia digitale;

23.    apprezza il contributo dell'istruzione informale nel fornire ai giovani preziose competenze, complementari a quelle acquisite in ambito scolastico, ed incita le scuole a collaborare più intensamente con i dispensatori di istruzione informale quali le organizzazioni giovanili;

Scuole e insegnanti di alta qualità

24.    ritiene che l'istruzione di qualità sia un diritto per ogni bambino, e che una Carta europea dei diritti degli alunni rappresenterebbe un primo ed importante passo per garantire tale diritto;

25.    invita gli Stati membri e i governi regionali competenti a investire nell'istruzione prescolare, per garantire istituti prescolari e di custodia dei bambini di alta qualità, con insegnanti e operatori adeguatamente formati, e per garantirne l'accessibilità economica; appoggia la proposta di un nuovo traguardo di riferimento sul tasso di partecipazione all'istruzione prescolare;

26.    è del parere che l'istruzione pubblica debba restare principalmente un settore finanziato dallo Stato, che contribuisce all'equità e all'inclusione sociale; plaude tuttavia alle iniziative che puntano a sviluppare una fruttuosa collaborazione con il settore privato e ad esplorare nuovi potenziali metodi di finanziamento complementare;

27.    raccomanda parità di finanziamenti per tutti i tipi di scuole, in proporzione alle loro dimensioni e a prescindere dalla loro filosofia educativa; sottolinea al riguardo il ruolo importante degli istituti scolastici religiosi che offrono un'istruzione di elevata qualità e insegnano solidi valori morali;

28.    ritiene che andrebbe concesso un sostegno supplementare agli istituti d'istruzione pubblici che si trovano in situazioni finanziarie più sfavorevoli, in particolare quelli ubicati in regioni povere dell'UE;

29.    ritiene che un ambiente didattico di buona qualità, che offra infrastrutture, materiali e tecnologie moderni, sia uno dei presupposti per conseguire un'istruzione di alta qualità nelle scuole;

30.    ritiene che la qualità e i risultati dell'insegnamento richiedano inoltre programmi esigenti e rigorosi e una valutazione regolare degli allievi, tale da responsabilizzarli riguardo al proprio profitto;

31.    invita gli Stati membri ad accordare alle scuole la necessaria autonomia nel trovare soluzioni ai problemi specifici che devono affrontare nel loro contesto locale, nonché l'appropriata flessibilità nella definizione dei programmi, dei metodi d'insegnamento e dei sistemi di valutazione, pur riconoscendo la necessità di garantire la comparabilità dei sistemi delle qualifiche a livello europeo;

32.    considera la valutazione un utile strumento per migliorare la qualità dei sistemi d'istruzione; sottolinea tuttavia che ogni sistema di valutazione e verifica non deve puntare solo alla valutazione quantitativa dei risultati e del rendimento degli alunni, il che porterebbe a una gerarchia sociale degli istituti scolastici e creerebbe sistemi d'istruzione "a più velocità", ma deve anche valutare il sistema stesso e i metodi che impiega, tenendo chiaramente conto dello specifico contesto socioeconomico in cui opera ciascuna scuola;

33.    ritiene che la qualità dell'istruzione e il livello dei suoi risultati dipendano anche in larga misura dal rispetto riconosciuto all'autorità dell'insegnante nella vita scolastica;

34.    reputa che la composizione del corpo docente debba rispecchiare il più possibile la crescente diversità delle società europee, al fine di proporre modelli di ruolo per tutti gli allievi; a tale riguardo incoraggia una riflessione sulla necessità di attrarre un maggior numero di uomini verso la professione d'insegnante, in particolare nella scuola elementare;

35.    è convinto della necessità di fornire agli insegnanti tanto un'istruzione iniziale di alta qualità, fondata sulla teoria e sulla pratica, quanto un coerente processo di sviluppo e supporto professionale continuo, allo scopo di tenerli aggiornati, durante tutta la carriera, per quanto riguarda le competenze richieste nella società basata sulla conoscenza; ritiene che le politiche di formazione e assunzione degli insegnanti debbano essere finalizzate ad attirare i candidati più capaci, e che gli insegnanti debbano godere di livelli di riconoscimento sociale, di status e di remunerazione consoni all'importanza dei loro compiti;

36.    auspica fortemente che al maggior numero possibile di studenti e insegnanti sia data l'opportunità di partecipare a progetti di mobilità e di partenariato scolastico; sottolinea l'importanza a tal fine del programma Comenius; sottolinea la necessità di ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi per le scuole candidate; plaude alla creazione di Comenius Regio; sostiene la proposta di elaborare un nuovo traguardo di riferimento concernente la mobilità;

37.    raccomanda che gli insegnanti, compresi quelli di materie artistiche, siano incoraggiati a sfruttare al massimo i programmi di mobilità nazionali ed europei, e che la mobilità divenga parte integrante della loro formazione e della loro carriera;

38.    raccomanda di coinvolgere i genitori nella vita scolastica e di condurre un'opera di sensibilizzazione riguardo all'influenza che le condizioni di vita e le attività extrascolastiche possono avere sull'acquisizione di capacità e competenze a scuola, riconoscendo che il tentativo di compensare le disuguaglianze in fatto d'istruzione unicamente attraverso le politiche dell'istruzione si è rivelato infruttuoso;

39.    raccomanda vivamente la creazione di partenariati tra la scuola e la collettività per combattere il problema della violenza nelle scuole, che minaccia di propagarsi a tutta la società;

40.    ritiene che tutte le scuole debbano promuovere l'acquisizione di competenze democratiche sostenendo i consigli degli studenti e consentendo agli studenti di condividere la responsabilità della scuola con i genitori, gli insegnanti e i consigli scolastici;

41.    invita gli Stati membri e la Commissione a cooperare strettamente per promuovere l'attuazione del sistema scolastico europeo nei rispettivi sistemi d'istruzione degli Stati membri; invita la Commissione a prevedere l'inclusione delle Scuole europee nelle attività della rete Eurydice;

42.    chiede alla Commissione di riferire regolarmente sui progressi compiuti a seguito delle due comunicazioni, in modo da poter valutare il rendimento dei sistemi di istruzione e formazione nell'UE, ponendo particolare attenzione all'acquisizione delle competenze fondamentali da parte degli alunni;

* *

*

43.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

         GU C 142 del 14.6.2002, pag. 1.

(2)

         GU L 327 del 24.11.2006, pag. 45.

(3)

         GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10.

(4)

         GU C 300 del 12.12.2007, pag. 1.

(5)

GU C 319 del 13.12.2008, pag. 20.

(6)

GU C 98 E del 23.4.2004, pag. 179.

(7)

GU C 193 E del 17.8.2006, pag. 333.

(8)

GU C 219 E del 28.8.2008, pag. 300.

(9)

GU C 282 E del 6.11.2008, pag.131.

(10)

Testi approvati, P6_TA(2008)0422.

(11)

Testi approvati, P6_TA(2008)0625.


MOTIVAZIONE

Nota introduttiva per i deputati

Ai sensi del trattato CE, la responsabilità per quanto riguarda l'organizzazione del sistema di istruzione e il contenuto dell'insegnamento spetta agli Stati membri. L'Unione europea svolge un ruolo di sostegno, favorendo, per esempio, lo scambio di informazioni e buone prassi.

La cooperazione a livello UE in materia di istruzione e formazione si è intensificata nel corso degli anni. Gli Stati membri e la Commissione europea hanno avviato una collaborazione su tali questioni nell'ambito del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010". Tale programma è stato istituito nel 2002 nel quadro della strategia di Lisbona e si propone di migliorare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione dell'UE e di facilitare l'accesso a tali sistemi.

All'interno di tale quadro, gli Stati membri e la Commissione cooperano anche in materia di istruzione scolastica, affrontando le sfide comuni, quali le competenze di base, la qualità, l'efficacia e l'equità dei sistemi d'istruzione, nonché la qualità dell'istruzione degli insegnanti. Inoltre, il programma di lavoro fissa cinque traguardi di riferimento, tre dei quali riguardano l'istruzione scolastica e precisamente il tasso di abbandono scolastico prematuro, la percentuale di studenti ventiduenni che hanno ultimato il ciclo di istruzione secondaria superiore e la proporzione di quindicenni la cui capacità di lettura raggiunge livelli insoddisfacenti.

Recenti valutazioni mostrano che i progressi compiuti verso il raggiungimento dei traguardi comuni sono insufficienti e che i traguardi scolastici fissati per il 2010 non saranno raggiunti. I progressi compiuti in merito all'abbandono scolastico prematuro e ai risultati nella scuola secondaria superiore sono scarsi, e il numero dei giovani incapaci di leggere correntemente è perfino aumentato. A livello internazionale, altri paesi OCSE registrano prestazioni migliori di molti Stati membri dell'UE. Il Consiglio europeo di primavera del 2008 ha esortato quindi gli Stati membri ad adottare misure concrete per ridurre il numero dei giovani incapaci di leggere correntemente e il numero dei giovani che abbandonano prematuramente la scuola, oltre che a migliorare i livelli di istruzione degli allievi appartenenti a famiglie migranti.

A tal proposito, la Commissione ha presentato, nel luglio 2008, una comunicazione dal titolo "Migliorare le competenze per il 21° secolo: un ordine del giorno per la cooperazione europea in materia scolastica"(1), nella quale afferma che l'istruzione scolastica deve essere una priorità chiave per il prossimo ciclo del processo di Lisbona e propone un ordine del giorno per la cooperazione europea in materia scolastica(2).

Più precisamente, la Commissione propone di rafforzare la cooperazione in tre settori: competenze chiave, istruzione di alta qualità per tutti gli studenti, e insegnanti e personale scolastico. Per ciascuno dei tre settori, la Commissione individua i temi principali sui quali dovrebbe concentrarsi la futura cooperazione, quali ad esempio la capacità di leggere, scrivere e far di conto, l'equità dei sistemi educativi, l'abbandono prematuro della scuola, nonché l'istruzione e l'assunzione degli insegnanti.

Nel novembre 2008, il Consiglio ha discusso la suddetta comunicazione, concordando le seguenti priorità per la cooperazione europea in materia scolastica: garantire e migliorare l'acquisizione di competenze chiave, in particolare la capacità di leggere, scrivere e far di conto, consolidare il ruolo essenziale delle scuole nel promuovere società inclusive e nel rafforzare la coesione sociale mediante la garanzia di un'istruzione di alta qualità per tutti gli studenti conformemente al principio di equità, promuovere la professione di insegnante e migliorare l'istruzione iniziale e in servizio per il personale docente e la dirigenza scolastica(3).

Nel dicembre 2008, la Commissione ha presentato un'altra comunicazione dal titolo "Un quadro strategico aggiornato per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione"(4). Sulla base della recente valutazione dei progressi compiuti in merito al programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010", tale documento individua le sfide strategiche di lungo termine e le priorità immediate in materia di formazione permanente. Importanti sezioni del documento riguardano le questioni connesse all'istruzione scolastica. La Commissione propone di realizzare miglioramenti nell'ambito delle lingue, della formazione degli insegnanti e dell'abbandono prematuro della scuola, nonché di sviluppare ulteriormente la politica di cooperazione su aspetti quali le competenze di base, l'educazione preprimaria, i migranti, gli studenti con esigenze speciali e le competenze chiave trasversali. La Commissione propone altresì la revisione ed eventualmente l'aggiornamento dei criteri di riferimento attuali e l'introduzione di nuovi traguardi nel quadro. In particolare, per quanto concerne l'istruzione scolastica, il documento propone di estendere il criterio relativo alle persone con scarse competenze di lettura alla matematica e alle scienze e di elaborare nuovi criteri di riferimento in merito all'apprendimento delle lingue, alla mobilità e al tasso di partecipazione all'insegnamento preprimario.

Posizione del relatore

Sebbene i trattati sanciscano che gli Stati membri hanno la responsabilità esclusiva per quanto riguarda l'organizzazione del sistema di istruzione e il contenuto dell'insegnamento, l'Unione europea ha intensificato le proprie iniziative in tale ambito, a partire dall'adozione del trattato di Maastricht, promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri, nonché sostenendo e integrando la loro azione, come dimostrano l'adozione della raccomandazione sulle competenze chiave, del Quadro europeo delle qualifiche e del sistema europeo di crediti per l'insegnamento e la formazione professionale (ECVET).

Le scuole del 21° secolo si trovano di fronte a una duplice sfida: da un lato, devono conformarsi agli orientamenti in materia di politica d'istruzione fissati dai governi nazionali e, dall'altro, devono raggiungere gli obiettivi contenuti nel principale documento strategico dell'UE, la strategia di Lisbona, elaborato per rafforzare la competitività dell'Europa.

Il relatore è personalmente convinto che l'alunno debba essere al centro del sistema scolastico. Inoltre, ritiene che la politica d'istruzione non debba essere esclusivamente subordinata a considerazioni di tipo economico e che non debba essere considerata un mero strumento per la crescita economica. L'istruzione è uno strumento per lo sviluppo individuale e sociale e le scuole rappresentano la prima esperienza di apprendimento formale, pertanto esercitano un forte impatto sulla percezione dell'apprendimento in generale da parte degli studenti.

Le scuole sono anche un luogo di socializzazione, dove gli allievi si relazionano con i loro coetanei e gli adulti per mezzo della comunicazione. L'ambiente scolastico dovrebbe quindi essere caratterizzato da un clima sociale favorevole, dall'esistenza di un'ampia gamma di metodi pedagogici, da un contesto propizio all'apprendimento e dall'apertura e flessibilità necessarie all'instaurarsi di una cultura dell'istruzione e formazione permanenti.

Le scuole dovrebbero dedicare particolare attenzione alle pari opportunità, alla giustizia sociale e alla diversità culturale. Le comunità scolastiche dovrebbero riflettere il contesto sociale in cui operano e allontanare qualsiasi forma di discriminazione e segregazione, per stimolare negli allievi un senso di solidarietà e accettazione nei confronti dei compagni svantaggiati. L'istruzione inclusiva può contribuire inoltre all'integrazione dei migranti o degli allievi disabili nella società, nonché rafforzare la motivazione e la coesione della comunità. Le autorità dovrebbero contribuire a sostenere le esigenze finanziarie e personali supplementari dell'istruzione inclusiva.

Le scuole dovrebbero intrattenere rapporti eccellenti con le altre istituzioni pubbliche, quali gli enti locali e regionali, gli istituti di assistenza sociale e per l'infanzia, nonché le associazioni di genitori e il mondo del lavoro. L'accessibilità e la prossimità delle scuole sono fattori chiave per l'inclusione e la giustizia sociale, nonché un mezzo efficace per lottare contro l'abbandono prematuro della scuola.

I sistemi scolastici nazionali dovrebbero essere in grado di offrire l'insegnamento a tutti i livelli nella lingua madre delle minoranze nazionali indigene, nonché di impartire lezioni agli alunni migranti nelle loro rispettive lingue madri. L'Unione europea svolge un ruolo di primo piano nella raccolta e divulgazione di migliori prassi in tale ambito.

Adeguati ed equi finanziamenti dovrebbero essere concessi a tutte le scuole, nel rispetto della diversità dei metodi pedagogici, delle dimensioni e della proprietà degli istituti. Un sostegno e finanziamenti supplementari dovrebbero essere accordati alle scuole situate in regioni svantaggiate e remote. Spesso, infatti, tali istituti non riescono a partecipare ai progetti comunitari solamente con le risorse proprie.

La qualità dell'insegnamento è un fattore determinante nella prestazione degli studenti, pertanto è necessario raddoppiare gli sforzi per migliorare l'avviamento alla carriera degli insegnanti, la formazione in servizio e le prospettive di mobilità, nonché offrire un sostegno e un orientamento continui sui nuovi metodi pedagogici. Occorre ridare lustro alla professione di insegnante, migliorandone lo status sociale e l'attrattiva, mediante l'offerta di adeguate condizioni di lavoro ed equi sistemi di remunerazione e riconoscimento.

Infine, anziché chiedersi come le scuole possano contribuire al meglio alle sfide del 21° secolo, occorre domandarsi cosa dovremmo fare per le scuole affinché possano rendere un servizio migliore alle nostre società e alle generazioni future. La cooperazione europea offre agli Stati membri e agli istituti educativi la straordinaria opportunità di scambiare le loro esperienze e adottare i metodi più consoni alle loro esigenze e aspettative.

(1)

COM(2008) 425. La comunicazione è basata su una consultazione pubblica i cui risultati sono consultabili al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/education/school21/results_en.html

(2)

Nel testo della Commissione, per "scuola" si intendono gli istituti preprimari, primari, secondari inferiori e superiori nonché gli istituti di formazione professionale e gli istituti prescolari.

(3)

14855/08, 30 novembre 2008.

(4)

COM(2008) 865.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

5.3.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Katerina Batzeli, Ivo Belet, Marie-Hélène Descamps, Daniel Petru Funeriu, Milan Gaľa, Claire Gibault, Vasco Graça Moura, Luis Herrero-Tejedor, Ruth Hieronymi, Mikel Irujo Amezaga, Adrian Manole, Manolis Mavrommatis, Zdzisław Zbigniew Podkański, Pál Schmitt, Hannu Takkula, Helga Trüpel, Henri Weber, Tomáš Zatloukal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Iosif Matula, Ewa Tomaszewska, Cornelis Visser

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Wolfgang Bulfon, Andres Tarand

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