RELAZIONE recante una proposta di raccomandazione del Parlamento europeodestinata al Consiglio sul nuovo accordo UE-Russia

16.3.2009 - (2008/2104(INI))

Commissione per gli affari esteri
Relatore: Janusz Onyszkiewicz

Procedura : 2008/2104(INI)
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A6-0140/2009
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A6-0140/2009
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PROPOSTA DI RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO DESTINATA AL CONSIGLIO

sul nuovo accordo UE-Russia

(2008/2104(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio presentata da Janusz Onyszkiewicz a nome del gruppo ALDE sulle relazioni tra l’UE e la Russia (B6‑0373/2007),

–   visto l’accordo di partenariato e cooperazione (APC) tra le Comunità europee e i loro Stati membri da una parte e la Federazione russa dall’altra[1] entrato in vigore il 1° dicembre 1997, scaduto nel 2007, ma automaticamente prorogato,

–   vista la decisione del Consiglio del 26 maggio 2008 di avviare negoziati con la Federazione russa su un nuovo accordo e vista la ripresa di questi negoziati nel dicembre 2008,

–   visto l’obiettivo dell’UE e della Russia, affermato nella dichiarazione comune rilasciata a seguito del vertice di San Pietroburgo, il 31 maggio 2003, di creare uno spazio economico comune, uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, uno spazio di cooperazione nel settore della sicurezza esterna e uno spazio di ricerca e di istruzione, inclusi gli aspetti culturali e le tabelle di marcia successivamente adottate,

–   visto l’accordo del 2006 tra la Federazione russa e la Comunità europea sulla riammissione e la facilitazione del visto,

–   visti la Carta europea dell'energia firmata il 17 dicembre 1991 e il successivo trattato sulla Carta dell’energia aperto alla firma il 17 dicembre 1994, entrato in vigore nell’aprile 1998 e giuridicamente vincolante per tutte le parti contraenti che lo hanno ratificato e per quelle che non hanno rinunciato all’applicazione provvisoria del trattato in attesa della sua entrata in vigore a norma dell’articolo 45, paragrafo 2, e il dialogo sull’energia UE-Russia istituito nel 6° vertice UE-Russia di Parigi del 30 ottobre 2000,

–   visto il protocollo sulla valutazione ambientale strategica alla convenzione UN/ECE sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero ("Convenzione di Espoo"),

–   vista la sua risoluzione dell’8 luglio 2008 sull'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania[2],

–   vista l’interruzione senza precedenti della fornitura di gas russo all’Unione europea nel gennaio 2009,

–   viste le consultazioni UE-Russia sui diritti umani e sulla loro mancanza di risultati tangibili,

–   visti la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e i relativi protocolli,

–   visti i correnti negoziati sull’adesione della Federazione russa all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

–   viste le numerose relazioni affidabili da parte di ONG internazionali e russe sulle continue gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in Russia, le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo relative alla Cecenia e molti casi simili pendenti di fronte alla Corte,

-   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Federazione russa, in particolare quelle del 18 dicembre 2008[3] sulle aggressioni nei confronti dei difensori del diritti umani in Russia e sul processo per l'uccisione di Anna Politkovskaya, del 13 marzo 2008[4] sulla Russia, del 10 maggio 2007 sul vertice UE-Russia di Samara del 18 maggio 2007[5], del 19 giugno 2008 sul vertice UE-Russia del 26‑27 giugno 2008 a Khanty-Mansiysk[6], del 25 ottobre 2006 sulle relazioni UE-Russia a seguito dell’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya[7], del 14 novembre 2007 sul vertice UE‑Russia[8] e del 13 dicembre 2006 sul vertice UE-Russia di Helsinki del 24 novembre 2006[9],

-   vista la sua risoluzione del 26 maggio 2005 sulle relazioni UE-Russia[10],

-   vista la sua risoluzione del 19 giugno 2007 sulle relazioni economiche e commerciali dell’UE con la Russia[11] che stabilisce che "la situazione dei diritti dell’uomo in Russia dovrebbe essere parte integrale dell’agenda politica UE-Russia" e che “una cooperazione economica efficace ed estesa tra la Russia e l’UE si debba basare su standard elevati di democrazia e principi di libero mercato”,

-   vista la sua risoluzione del 3 settembre 2008 sulla situazione in Georgia[12],

-   vista la sua risoluzione del 26 settembre 2007 “Verso una politica europea comune per l’energia”[13],

-   viste le sue risoluzioni del 17 gennaio 2008 su "Un’impostazione alla politica regionale del Mar Nero"[14] e su "Una più efficace politica UE per il Caucaso meridionale: dalle promesse alle azioni"[15],

-   vista la dichiarazione comune del Consiglio di partenariato permanente UE-Russia su libertà, sicurezza e giustizia del 22 novembre 2007,

–   vista la comunicazione comune dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dell’Assemblea parlamentare OSCE sulle elezioni della Duma russa svolte il 2 dicembre 2007,

–   visti l'articolo 114, paragrafo 3, e l'articolo 83, paragrafo 5, del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A6‑0140/2009),

A. considerando che le relazioni con la Russia rivestono un’importanza strategica ai fini della cooperazione pragmatica; considerando che la Russia è membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, membro del G8, terzo partner commerciale dell’UE, quarto partner commerciale della zona euro e un fornitore di energia essenziale per l’UE; considerando che l’UE condivide con la Russia non solo interessi economici e commerciali ma anche l’obiettivo di agire nell'arena internazionale, nonché una responsabilità nelle questioni globali e nelle questioni concernenti i paesi europei comuni vicini; considerando che profonde relazioni di cooperazione e di buon vicinato tra l'UE e la Russia dovrebbero essere basate sul rispetto reciproco e sui valori comuni della democrazia, sul rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto nonché sulla cooperazione per quanto riguarda le questioni internazionali e che pertanto possono avere un’importanza chiave per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell’intera Europa; considerando che le relazioni tra l'UE e la Russia devono basarsi sul rispetto reciproco ma anche sul rispetto di ciascuna parte della sovranità delle nazioni situate nel loro vicinato,

B.  considerando che l’UE è fondata su valori comuni quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto e considerando che il pieno rispetto di detti valori deve essere una delle priorità principali nel perseguire una profonda cooperazione con qualsiasi Stato terzo,

C. considerando che la cooperazione tra UE e Russia è vantaggiosa per la stabilità internazionale; considerando inoltre che la Russia ha la responsabilità di contribuire alla stabilità finanziaria e politica e al senso di sicurezza in Europa e nel mondo, in particolare adottando e mantenendo un approccio responsabile e pacifico nei comuni paesi confinanti; considerando che l’UE è già impegnata con la Russia in merito all’Afghanistan, al Medio Oriente e ai Balcani nonché in seno all’ONU e all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nell’elaborare prospettive ed approcci comuni nei confronti di altri settori chiave della sicurezza quali la proliferazione nucleare, il controllo degli armamenti e il disarmo, la lotta al terrorismo, al traffico di droga e al crimine organizzato, il cambiamento climatico e la crisi economica e finanziaria globale,

D. considerando che il contrattacco sproporzionato della Russia, provocato dall'entrata di truppe georgiane nell'Ossezia meridionale, la sua estensione ad altri territori della Georgia con il ricorso a forze blindate e alla forza aerea nonché l'azione militare massiccia e gratuita in Abkhazia, inclusi gli attacchi e l'occupazione di porti marittimi georgiani, seguiti dal riconoscimento delle due enclavi secessioniste dell'Ossezia meridionale e della Abkhazia, mette in questione la disponibilità della Russia di costruire, con l'UE, uno spazio comune di sicurezza in Europa; considerando che un ulteriore sviluppo del partenariato dell'Europa con la Russia deve includere un dialogo approfondito sulla sicurezza, basato sugli impegni delle due parti nei confronti dei loro valori condivisi, sul rispetto del diritto internazionale e dell'integrità territoriale nonché sugli impegni e sugli obblighi derivanti dalla Carta di Helsinki,

E.  considerando che i negoziati per un nuovo accordo volto ad approfondire la cooperazione tra l’UE e la Federazione russa non legittimano in alcun modo lo status quo vigente in Georgia, mentre rimane valido l’obbligo per la Russia di dare piena attuazione agli accordi firmati il 12 agosto e l’8 settembre 2008 per quanto riguarda il conflitto nell'Ossezia meridionale e in Abkhazia, visto che l'osservanza di tali accordi è una condizione sine qua non per il riuscito completamento dei colloqui, al pari di garanzie concrete da parte della Russia che il paese non ricorrerà all’uso della forza contro alcuno dei suoi vicini,

F.  considerando che, soprattutto dopo gli avvenimenti in Georgia, le posizioni delle parti sul Kosovo e sul vicinato comune risultano più distanti che mai,

G. considerando che la conclusione di un accordo sulla cooperazione futura riveste la massima importanza per l’ulteriore sviluppo e intensificazione della cooperazione tra le due parti; considerando che la politica dell’UE nei confronti della Russia deve basarsi sull’unità e la solidarietà e che l'UE deve disporre di un approccio comune e parlare con un’unica voce; considerando che gli Stati membri dell’UE devono informare gli altri Stati membri potenzialmente interessati dagli accordi bilaterali con la Russia e consultarsi con essi a tempo debito,

H. considerando che il nuovo accordo comprensivo volto a sostituire l’attuale APC deve rappresentare un miglioramento in termini qualitativi e riflettere l’intera gamma della cooperazione, le nuove realtà del XXI secolo e l’osservanza dei principi delle relazioni internazionali e il rispetto delle norme democratiche e dei diritti umani,

I.   considerando che le ultime elezioni parlamentari e presidenziali russe si sono svolte in condizioni nettamente inferiori agli standard europei quanto all'accesso degli osservatori elettorali internazionali, alla capacità dei partiti dell’opposizione di organizzare e schierare i candidati, all’equità e indipendenza dei media e alla neutralità degli enti pubblici, con pesanti deroghe agli obblighi che incombono alla Russia in forza della sua posizione di membro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE,

J.   considerando che la Federazione russa è membro del Consiglio d’Europa e pertanto si è impegnata a rispettare gli obiettivi del Consiglio, in particolare a promuovere la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo e a consolidare la democrazia e la stabilità in Europa; considerando che l’UE deve difendere strenuamente il principio per cui il rispetto dello Stato di diritto e degli attuali impegni in detta organizzazione sono fondamentali per il successo del partenariato UE-Russia,

K. considerando che da numerose relazioni delle ONG e di esperti indipendenti risulta che la legislazione 2006 sulle ONG e altre misure prese dal governo russo, incluse la legislazione antiestremismo e l’estensione del controllo statale a importanti settori dei media, erodono gravemente la libertà di espressione e ostacolano i diritti umani e le attività della società civile in Russia,

L.  considerando che la persistente incarcerazione permanere dei prigionieri politici e il trattamento riservato ai difensori dei diritti umani sono in contrasto con l’impegno della Federazione russa di rafforzare lo Stato di diritto in Russia e di porre fine al “nichilismo giuridico”,

M. considerando che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e diverse organizzazioni indipendenti per la difesa dei diritti umani hanno sollevato seri dubbi riguardo agli standard di giustizia in Russia, con riferimento, tra l’altro, alla mancanza di indipendenza della magistratura, alla negazione del giusto processo agli imputati coinvolti in cause politicamente controverse, all'atteggiamento vessatorio e persecutorio nei confronti degli avvocati difensori e al riemergere dei processi e della detenzione dei prigionieri politici nel sistema penale russo,

N. considerando che la Federazione russa si è astenuta dall’intraprendere azioni efficaci per porre fine alle continue violenze e all'impunità di chi perpetra azioni criminose, nonostante il fatto che la Corte europea dei diritti dell’uomo in un crescente numero di sentenze abbia ritenuto la Russia responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti dell’uomo, tra cui esecuzioni senza processo, tortura e scomparse forzate,

O. considerando che i principi che sottendono le relazioni economiche e commerciali fra l’UE e la Federazione russa devono essere la reciprocità, la sostenibilità, la trasparenza, la prevedibilità, l’affidabilità, la non discriminazione e la buona governance; considerando che il nuovo accordo deve essere giuridicamente vincolante e dovrebbe prevedere chiari meccanismi di risoluzione delle controversie,

P.  considerando che la recente crisi delle forniture di gas all’Unione europea, che ha lasciato milioni di cittadini in Bulgaria, in Slovacchia e in altri paesi dell’UE senza riscaldamento e acqua calda nelle gelide temperature invernali, suscita gravi preoccupazioni riguardo all’affidabilità dell’approvvigionamento energetico russo,

Q. considerando che, in termini di sicurezza energetica, le relazioni tra l’UE e la Russia rappresentano un grande potenziale per un’interdipendenza reciproca positiva e costruttiva, purché il partenariato si basi sul principio della non discriminazione e della parità di trattamento e su condizioni di mercato pari, come previsto dal TCE; considerando che la recente crisi del gas ha dimostrato la necessità di adottare e osservare una serie di norme basate, come minimo, sull’attuale TCE; considerando che una relazione sicura nel campo dell’energia tra l’UE e la Russia poggia del pari sulla trasparenza degli scambi di energia nei paesi di transito,

R.  considerando che il Consiglio europeo di Bruxelles del 15-16 giugno 2006 ha raccomandato che il negoziato del protocollo di transito della Carta europea dell’energia si concluda, che si assicuri la ratifica del TCE da parte di tutti i firmatari della Carta e che si inviti la Commissione, soprattutto in vista della recente crisi del gas, a definire gli elementi di un accordo con la Russia sull’energia a completamento dell'attuale APC, che ha valore vincolante, oppure nel quadro dell'accordo successivo all'APC; considerando che il TCE è già giuridicamente vincolante per tutti gli Stati membri dell’UE e per la Russia, in quanto firmatario ai sensi dell’articolo 45,

S.  considerando che una stretta collaborazione nel campo della politica energetica e la definizione di una strategia a lungo termine in materia di energia costituiscono un requisito indispensabile per lo sviluppo equilibrato sia dell’economia dell’UE sia di quella russa;

T.   considerando che spesso l’UE è stata incapace di parlare con una sola voce nelle sue relazioni con la Russia; considerando che in seno al Consiglio dovrebbe esistere un meccanismo funzionante, sotto la responsabilità dell’Alto rappresentante, tale da consentire agli Stati membri di consultarsi con sufficiente anticipo riguardo a problematiche bilaterali con la Russia che potrebbero avere ripercussioni su altri Stati membri e sull’UE nel suo complesso;

U. considerando che l’attuale crisi economica, che colpisce profondamente sia la Russia sia l’UE, offre l’opportunità di rilanciare le relazioni bilaterali partendo da una comprensione reciproca migliore e più franca, che eviti i sospetti e le mancanze del passato e crei le basi per la definizione e il potenziamento di veri valori comuni condivisi;

1.  rivolge al Consiglio e alla Commissione le seguenti raccomandazioni e chiede loro di tenerne conto al momento di proseguire i negoziati:

a) continuare a insistere su un ampio e comprensivo accordo giuridicamente vincolante basato sull’impegno condiviso nei confronti dei diritti umani, che copra l'intera gamma della cooperazione tra le parti e rappresenti un miglioramento rispetto all’attuale APC, sotto il profilo sia della profondità degli impegni sia degli aspetti trattati; insistere affinché l’accordo preveda meccanismi di applicazione per le parti pertinenti dello stesso;

b) insistere sul fatto che la violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Georgia da parte della Russia e il ruolo assunto da quest’ultima nella controversia del gas all’inizio del 2009 hanno messo seriamente a repentaglio le relazioni tra l’UE e la Russia e i negoziati per il nuovo accordo;

c) insistere sul fatto che la relazione tra l’UE e la Russia deve fondarsi sul rispetto delle norme del diritto internazionale e della totalità degli accordi e dei trattati vincolanti ai quali aderiscono la Russia e gli Stati membri dell’UE, compresi la Carta delle Nazioni Unite, la CEDU e il TCE, nonché delle norme e degli impegni che i membri dell’OSCE e del Consiglio d’Europa sono chiamati a osservare;

d) attivare un meccanismo di consultazione, sotto la responsabilità dell’Alto rappresentante, che consenta agli Stati membri di consultarsi con sufficiente anticipo su ogni questione bilaterale - accordo o controversia - con la Russia che potrebbe avere ripercussioni su altri Stati membri e sull’UE nel suo complesso, permettendo quindi all’UE di adottare una posizione il più possibile coerente, facendo sì che le preoccupazioni di ciascuno Stato membro siano prese pienamente in considerazione ed impedendo che anche un solo Stato membro blocchi i negoziati in una fase successiva;

e) insistere sul potenziamento del ruolo della commissione di cooperazione parlamentare all’interno del nuovo accordo al fine di consolidare la dimensione parlamentare della cooperazione tra l’UE e la Russia;

f)  ribadire gli impegni concordati dall’UE e dalla Russia a livello internazionale, specialmente in quanto membri del Consiglio d’Europa e dell’OSCE, e sollevare di fronte al governo russo le preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani e sullo spazio sempre più limitato della società civile russa, sollecitandolo a mantenere la libertà di espressione e di associazione facendo sì che la sua legislazione che regola la società civile si allinei agli impegni presi dalla Russia con l’Europa e a livello internazionale, e a prendere iniziative pronte ed efficaci per promuovere un clima di lavoro favorevole per le organizzazioni dei diritti umani e per gli enti di beneficenza indipendenti impegnati nella promozione dei legami culturali tra la Russia e gli Stati membri dell’UE, e a cessare le intimidazioni e le vessazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani e astenersi dall'adottare aspre misure amministrative nei confronti di tali organizzazioni;

g) invitare il governo russo a rispettare pienamente la libertà dei mezzi di comunicazione e a garantire che i media indipendenti beneficino delle condizioni politiche ed economiche che consentono loro di funzionare normalmente; sollecitare il governo russo a porre fine alle continue violenze e persecuzioni perpetrate nei confronti dei giornalisti;

h) ritenere che le regolari consultazioni semestrali UE-Russia in tema di diritti umani siano state incapaci di produrre risultati tangibili dalla loro istituzione nel 2005 e debbano essere riviste onde consentire un dialogo sostanziale e orientato ai risultati sulle questioni dei diritti dell’uomo in Russia e nell’UE e sulla cooperazione UE-Russia in materia nelle sedi internazionali;

i)  insistere, pertanto, su una revisione completa delle consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani che contempli l’assegnazione di un ruolo formale alle ONG indipendenti russe e dell’UE, il coinvolgimento di funzionari di tutti i ministeri pertinenti del governo russo e la cessazione della pratica del governo russo di rilasciare comunicati separati;

j)  fare appello alle autorità della Federazione russa affinché garantiscano l’esistenza e lo sviluppo sostenibile degli stili di vita, delle culture e delle lingue tradizionali delle popolazioni indigene che vivono all'interno dei suoi confini;

k) sollecitare il governo russo ad attuare pienamente le decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, dando l’opportunità di promuovere la responsabilità delle violazioni perpetrate in passato garantendo che le violazioni in corso cessino;

l)  sottolineare che "il programma per il sostegno dei compatrioti russi" appoggiato dalle autorità russe non deve essere utilizzato indebitamente come strumento teso a consolidare l’influenza politica in taluni Stati membri dell’UE;

m) continuare ad appoggiare l’accesso della Russia all’OMC e sostenere l’ulteriore apertura dell’economia russa; ritenere che la piena osservanza da parte della Russia delle norme dell’OMC sia un requisito indispensabile nonché uno standard minimo per la creazione di una zona di libero scambio tra UE e Russia, che rimane un obiettivo a lungo termine;

n) chiedere, pur accogliendo favorevolmente i recenti cambiamenti, l'introduzione di nuovi miglioramenti nella legislazione e nell'applicazione del diritto in materia di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, al fine di aumentare la competitività e rendere attrattivo il clima di investimenti, ravvicinando i sistemi regolamentari agli standard e alle norme internazionali più elevati; esortare le autorità russe, in vista della futura adesione della Russia all'OMC e prima della stessa, ad allineare la parte IV del Codice civile russo sui diritti di proprietà intellettuale e le norme e procedure di esecuzione pertinenti alle regole dell'OMC e agli accordi internazionali, in particolare all'Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) e a garantirne la piena attuazione in modo da lottare efficacemente contro la contraffazione e la pirateria;

o) insistere affinché il trattato TCE, in quanto trattato esistente, che è giuridicamente vincolante per la Russia e per tutti gli Stati membri dell’UE, costituisca la base delle relazioni in campo energetico e affinché i principi del TCE e il suo protocollo di transito siano incorporati nel nuovo accordo, ribadendo al tempo stesso il suo invito alla Russia a potenziare il suo impegno verso un approccio basato su regole attraverso la ratifica del TCE e la sottoscrizione e la ratifica del protocollo di transito, tenendo conto del parere del Parlamento che le parti debbano essere libere di negoziare una formulazione che superi quella del TCE, per quanto riguarda la pienezza della cooperazione e i settori da essa coperti, ma che l’accordo non debba in alcun caso essere meno globale di quello già sottoscritto dalle parti nel quadro dell’attuale APC;

p) completare, nell’ambito dei negoziati per il nuovo accordo, quelli sul protocollo di transito e invitare la Russia a firmarlo al fine di introdurre un quadro giuridico che regoli il transito delle forniture di energia tra le parti e che discenda da quello già vigente a norma del TCE;

q) sottolineare la necessità di adeguate valutazioni d’impatto ambientale per tutti i progetti d’infrastruttura energetica, al fine di garantire l’osservanza delle norme internazionali in materia di tutela ambientale; a tale proposito esortare la Federazione russa a ratificare la convenzione di Espoo e il relativo protocollo;

r) invitare a potenziare l’efficienza e la capacità di risposta alle situazioni di crisi del dialogo UE-Russia in materia di energia, aumentare la trasparenza, la reciprocità, la sicurezza degli investimenti e migliorare di conseguenza la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e sottolineare la necessità di creare meccanismi per un sistema basato su regole trasparenti e un meccanismo di risoluzione delle controversie in campo energetico;

s) attirare l'attenzione sul meccanismo di risoluzione delle controversie contenuto nel TCE, già firmato dalla Russia e dall'Ucraina;

t)  introdurre un preciso codice di condotta che disciplini le relazioni tra l’UE, la Russia e i paesi vicini comuni e che preveda disposizioni relative al rispetto della sovrana indipendenza di tutti gli Stati europei, l’impegno alla risoluzione pacifica delle controversie e la determinazione a risolvere i conflitti congelati;

u)  potenziare il dialogo politico attuale in modo da incoraggiare il dibattito sulle "questioni di sicurezza più ostiche" che sono spesso al centro delle divergenze tra l’UE e la Russia ma che indubitabilmente incidono sulla sicurezza europea e globale, sottolineando la necessità di regimi multilaterali di controllo e riduzione degli armamenti e di non proliferazione;

v)            invitare il governo russo a dare – insieme all’UE e agli altri membri del gruppo di contatto per il Kosovo – un contributo positivo per trovare una soluzione politica sostenibile per il futuro del Kosovo e per un’ulteriore miglioramento della stabilità dei Balcani occidentali;

w) invitare il governo russo a dimostrare il suo impegno per risolvere in modo costruttivo e pacifico, insieme alla Georgia e all’UE, le "modalità di sicurezza e stabilità nell'Abkhazia e nell’Ossezia meridionale", come deciso nell’accordo dell’8 agosto 2008; chiedere al governo russo di fornire garanzie concrete che la Russia non ricorrerà all’uso della forza contro nessuno dei suoi vicini;

x) manifestare la sua preoccupazione nei confronti della decisione del governo russo di riconoscere l’Abkhazia e l’Ossezia meridionale come Stati sovrani e di firmare accordi di assistenza militare e di cooperazione con le autorità di fatto di queste due province georgiane e di installarvi basi militari, in quanto queste iniziative erodono l’integrità territoriale della Georgia, come sostenuto dalle pertinenti risoluzioni dell’ONU; invitare nuovamente la Russia a ritornare sulla sua decisione e ad asserire che la Russia non può essere considerata quale moderatore imparziale nel processo di pace; esortare il governo russo a garantire che sia concesso agli osservatori dell'UE pieno accesso a tutte le zone colpite dal conflitto, conformemente al mandato della missione di vigilanza dell’UE;

y) insistere che l’obiettivo dei viaggi senza visto rispetto alla Russia sia perseguito in base al regolamento del Consiglio n. 539/2001[16], che prevede che l’esenzione dall'obbligo del visto deve essere oggetto di una valutazione ragionata di una varietà di criteri relativi tra l’altro all’immigrazione illegale, alla politica dell’ordine pubblico e della sicurezza e alle operazioni esterne dell’UE con i paesi terzi, tenendo conto anche delle implicazioni di coerenza e reciprocità regionale e tenendo presente che le relazioni tra l'UE e i paesi terzi della lista bianca sono caratterizzate da una particolare dimensione politica che richiede che tali paesi terzi raggiungano un livello adeguato in termini di valori democratici e diritti fondamentali;

z) insistere affinché le agevolazioni in materia di visti per studenti, ricercatori e uomini d’affari siano una priorità tesa a promuovere i contatti tra le popolazioni; insistere, tuttavia, affinché ogni ulteriore liberalizzazione del regime dei visti rispetto alla Russia sia subordinato a una corrispondente liberalizzazione degli accordi in materia rispetto ai paesi della politica europea di vicinato, onde evitare discrepanze;

aa)           conformemente all’accordo UE-Russia sulla facilitazione dei visti di soggiorno breve, chiedere alle autorità russe un chiaro impegno di ridurre gli ostacoli burocratici applicati in modo non reciproco a tutti i viaggiatori, quale l’esigenza di avere un invito e di registrarsi all’arrivo; ricordare che le modifiche apportate dalla Russia negli ultimi anni alle norme sui visti e il fatto che abbia cessato di rilasciare visti commerciali di entrata multipla possono avere conseguenze negative sui legami commerciali e imprenditoriali tra l’UE e la Russia; ricordare inoltre il parere del Parlamento che le facilitazioni di viaggio per i detentori di passaporti russi devono limitarsi ai soli residenti russi;

ab) affrontare con urgenza il problema del transito e dei visti nel caso di Kaliningrado, eventualmente facendo in modo che tutto l’Oblast di Kaliningrado sia coperto dal regime locale di traffico alla frontiera;

ac) insistere affinché la relazione UE-Russia sia bsata sui principi dei mercati liberalizzati e aperti e sulla reciprocità dei diritti di investimento tra i partner, e esigere pertanto che il governo russo, in cambio di legami economici stretti e vantaggiosi, garantisca i diritti di proprietà degli investitori stranieri e riveda la legge relativa ai settori strategici del 2008, che conferisce allo Stato russo un ampio potere discrezionale per esercitare una discriminazione nei confronti degli investitori stranieri, mentre il mercato interno dell'UE è di accesso libero per gli investitori russi; esigere che la legge sull'investimento nei settori strategici sia compatibile con gli obblighi attuali e futuri della Russia nel quadro dell'OMC come pure dell'attuale APC;

ad) nell'ambito degli attuali negoziati di adesione all’OMC, invitare le autorità russe a non sospendere taluni impegni già negoziati e decisi e a rispettare pienamente l’accordo UE-Russia 2004 sull’adesione all’OMC eliminando tutto gli oneri discriminatori, in particolare per il cargo ferroviario, nonché ad abolire i dazi all’esportazione sul legname non trattato;

ae)           invitare la Russia a onorare il suo impegno per la graduale eliminazione dei pagamenti per il sorvolo della Siberia e a firmare l’accordo raggiunto su tale punto al vertice di Samara;

af) esaminare con il governo russo i suoi piani per sviluppare accordi di libero scambio con taluni paesi, che possono incidere sulla creazione di uno spazio economico comune con la Russia;

ag) pur compiacendosi delle recenti modifiche, chiedere ulteriori miglioramenti della legislazione e della sua applicazione per quanto riguarda la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, per aumentare la competitività e rendere il clima degli investimenti attrattivo mediante un ravvicinamento dei sistemi di regolamentazione agli standard e alle norme internazionali più elevati; sollecitare le autorità russe, in vista e prima della prossima adesione della Russia all’OMC, ad allineare la parte IV del Codice civile russo sui diritti di proprietà intellettuale e le pertinenti norme di attuazione procedurale alle norme OMC e agli accordi internazionali, in particolare l’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) garantendone la piena attuazione in modo da poter combattere efficacemente la contraffazione e la pirateria;

ah) risolvere con il governo russo un numero di questioni collegate al traffico marittimo, ad inclusione della libertà di passaggio attraverso lo stretto di Pilawa, l’accesso delle navi UE al passaggio in Asia lungo il territorio della Russia settentrionale, e i potenziali rischi ambientali risultanti, tra l’altro, dall’aumento del traffico di petroliere nel Mar Baltico;

ai) affrontare con il governo russo la questione della congestione alle frontiere comuni con l’UE, che rimane un grave ostacolo alle relazioni commerciali ed economiche UE-Russia;

aj) chiedere alla Federazione russa di cooperare in modo costruttivo con l’UE onde risolvere il problema dello status dei territori secessionisti, compresa la Transnistria, e contribuire a rafforzare la sovranità del governo moldavo in quanto ciò costituisce un sine qua non per la stabilità di una regione di confine chiave dell’UE; sottolineare che ogni progresso in questo ambito dipende dal ritiro delle truppe russe stanziate in Moldova secondo quanto promesso dalla Russia, tra l’altro, in occasione del vertice OSCE di Istanbul del 1999;

ak) pur riconoscendo gli aspetti positivi dell’intensificarsi della cooperazione scientifica tra l’UE e la Russia, chiedere ulteriori analisi esaustive degli effetti (sul piano della sicurezza) dell’eventuale associazione della Russia al Settimo programma quadro;

al) elaborare orientamenti informali sul modo con cui i principi di solidarietà e di responsabilità reciproca possano essere alla base delle relazioni UE-Russia, allo scopo di sviluppare una politica più unita e coerente nei confronti della Russia,

2.  chiede al Consiglio e alla Commissione di tenere regolarmente e pienamente informato il Parlamento e la sua commissione per gli affari esteri dei progressi dei negoziati e rammenta loro che l'APC necessiterà dell'approvazione del Parlamento;

3.  ritiene che il rafforzamento dei reciproci obblighi giuridici attraverso la rapida conclusione dell'APC e l'adesione della Russia all'OMC siano importanti;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio e alla Commissione e, per conoscenza, alla Duma di Stato nonché al governo e al presidente della Federazione russa.

  • [1]  GU L 327 del 28.11.1997, pag. 1.
  • [2]  Testi approvati, P6_TA(2008)0336
  • [3]  Testi approvati, P6_TA(2008)0642.
  • [4]  Testi approvati, P6_TA(2008)0105.
  • [5]  GU C 76 E del 27.3.2008, pag. 95.
  • [6]  Testi approvati, P6_TA(2008)0309.
  • [7]  GU C 313 E del 20.12.2006, pag. 271.
  • [8]  GU C 282 E del 6.11.2008, pag. 329.
  • [9]  GU C 317 E del 23.12.2006, pag. 474.
  • [10]  GU C 117 E del 18.5.2006, pag. 235.
  • [11]  GU C 146 E del 12.6.2008, pag. 95.
  • [12]  Testi approvati, P6_TA(2008)0396.
  • [13]  GU C 219 E del 28.8.2008, pag. 206.
  • [14]  GU C 41 E del 19.2.2009, pag. 64.
  • [15]  GU C 41 E del 19.2.2009, pag. 53.
  • [16]  Regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (GU L 81 del 21.3.2001, pag. 1).

PROPOSTA DI RACCOMANDAZIONE (B6‑0373/2007) (1.10.2007)

presentata a norma dell'articolo 114, paragrafo 1, del regolamento

da Janusz Onyszkiewicz, a nome del gruppo ALDE

sulle relazioni tra l'Unione europea e la Russia

Il Parlamento europeo,

–   visti i negoziati concernenti un nuovo accordo di partnership e di cooperazione tra l'Unione europea e la Russia,

–   viste le elezioni legislative che avranno prossimamente luogo nel dicembre 2007 e le elezioni presidenziali della primavera 2008 in Russia,

–   viste le considerevoli sfide a cui si trovano di fronte le relazioni UE-Russia e le sempre maggiori tendenze autoritarie che sono evidenti non soltanto all'interno della Russia ma anche per quanto riguarda le sue relazioni esterne,

–   visto l'articolo 114, paragrafo 1, del suo regolamento,

A. considerando l'enorme importanza della Russia per la stabilità e la prosperità dell'Europa e del mondo,

B.  considerando che l'UE ha ripetutamente sottolineato il suo impegno per realizzare una partnership strategica con la Russia sulla base di valori democratici,

C. vista la sempre maggiore necessità di una politica UE ferma, vigorosa, e onnicomprensiva nei confronti della Russia,

1.  raccomanda al Consiglio:

a)  di continuare a cercare una soluzione per i problemi commerciali che attualmente bloccano l'avvio dei negoziati su un nuovo accordo di partnership e cooperazione tra l'Unione europea e la Russia;

b)  di escogitare una chiara strategia sul modo di aumentare l'impegno da parte della Russia in materia di democrazia e di rispetto dei valori fondamentali, cioè i valori comuni che devono formare la base delle future relazioni;

c)  di continuare a lavorare per l'adesione della Russia all'OMC e per l'accettazione da parte sua di norme moderne in materia di investimenti e imprese, quali principi determinanti per un settore privato veramente indipendente;

d)  di continuare a lavorare per la futura adesione della Russia alla Carta dell'energia e per l'esito positivo del processo di ratifica;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio e, per conoscenza, alla Commissione, agli Stati membri, nonché alla Duma di Stato e al governo della Russia.

PARERE della commissione per il commercio internazionale (17.7.2008)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sulle relazioni tra l'UE e la Russia
(2008/2104(INI))

Relatore per parere: Eugenijus Maldeikis

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che le relazioni tra l'UE e la Russia presentano un grande potenziale economico, che entrambe le parti trarrebbero vantaggio da una maggiore integrazione economica e da buone relazioni di vicinato e che la cooperazione tra l'UE e la Russia contribuisce in misura decisiva a garantire la stabilità in tutti gli ambiti in cui gli interessi delle due parti sono reciproci e si sovrappongono;

2.  rileva che la Russia è il terzo più importante partner commerciale dell'UE e rappresenta il 7,3% degli scambi di quest'ultima e che l'UE è il più importante partner commerciale della Russia, con una quota degli scambi russi pari al 52,9%;

3.  accoglie con favore la conclusione di un mandato negoziale e ritiene di elevata priorità la sottoscrizione di un nuovo accordo; ricorda che l'UE e la Russia devono perseguire un rapporto di collaborazione sostenibile e durevole dal punto di vista strategico, basato su valori condivisi, sulla democrazia e i diritti umani, sui principi di reciprocità, trasparenza, prevedibilità, affidabilità e non discriminazione e su azioni responsabili da parte dello Stato, nonché rafforzare la loro cooperazione, in particolare nei settori dell'energia e del commercio;

4.  ribadisce l'importanza della concertazione tra l'UE e i suoi Stati membri, allo scopo di elaborare una posizione uniforme e coerente riguardo alle relazioni economiche e commerciali tra l'UE e la Russia, in particolare sulla delicata questione energetica, evitando qualsiasi approccio unilaterale e privilegiato; ribadisce altresì che gli accordi individuali tra gli Stati membri dell'UE e la Russia devono contribuire a raggiungere l'obiettivo generale della sicurezza energetica per l'UE;

5.  ritiene che il nuovo accordo dovrebbe riesaminare in modo pragmatico i principi e gli obiettivi, gli scopi, i mezzi e le politiche alla base dello sviluppo delle relazioni tra la Russia e l'UE, al fine di promuovere lo Stato di diritto, i diritti umani, il dialogo e gli interessi reciproci;

6.  reputa che, parallelamente ai negoziati per un nuovo accordo UE-Russia, anche l'adesione della Russia all'OMC debba continuare ad essere una priorità per l'UE;

7.  considera la futura adesione della Russia all'OMC di grande importanza per le relazioni economiche UE-Russia a venire, dal momento che offre la possibilità di avviare una più stretta integrazione economica tra l'UE e la Russia; invita la Commissione a perseguire, in seguito all'adesione della Russia all'OMC, la negoziazione di un accordo di libero scambio ampio e dettagliato, che contempli tutti gli aspetti legati agli scambi di beni, servizi e investimenti, anche nel settore energetico, e sviluppi ulteriormente gli obiettivi precedentemente stabiliti; chiede che qualsiasi accordo commerciale con la Russia preveda clausole sociali e ambientali, tra cui la ratifica e l'applicazione delle più importanti norme dell'OIL;

8.  invita la Russia a trovare soluzioni ai problemi irrisolti, da discutere a livello bilaterale e all'interno di un quadro multilaterale, compresa l'attuazione degli accordi bilaterali già conclusi, come l'accordo con la CE del 21 maggio 2004, portando a termine i negoziati bilaterali sull'accesso al mercato ai fini dell'adesione della Federazione russa all'OMC;

9.  esorta le autorità russe a migliorare l'ambiente imprenditoriale e degli investimenti nonché le condizioni della concorrenza in Russia; sottolinea, a tale proposito, quanto sia importante promuovere condizioni non discriminatorie, trasparenti e prevedibili, perfezionare la tutela degli investimenti esteri nel rispetto delle norme dell'OCSE internazionalmente riconosciute, migliorare le disposizioni giuridiche e le procedure esecutive concernenti la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, imprenditoriale e commerciale nonché introdurre riforme giuridiche volte a garantire l'effettiva tutela dei diritti di proprietà intellettuale e procedimenti penali più rapidi; sollecita un'ulteriore razionalizzazione, standardizzazione e automatizzazione delle procedure doganali da parte del governo russo;

10. sottolinea che la creazione e l'attività delle imprese dovrebbero essere agevolate su base reciproca; rileva che l'UE è aperta agli investimenti russi, come chiaramente dimostrato dalla crescente presenza di imprese russe, in particolare nei settori energetico e siderurgico; chiede pertanto che le imprese straniere operanti nel settore delle materie prime in Russia possano beneficiare delle stesse condizioni di accesso di cui godono le imprese nazionali;

11. rammenta che i principali problemi irrisolti per l'UE riguardano i dazi all'esportazione e le tariffe ferroviarie (ma anche la futura stabilità e prevedibilità del sistema); sottolinea quanto sia importante estendere gli scambi di prodotti agricoli e alimentari tra la Russia e l'UE; sottolinea, a tale riguardo, che entrambe le parti dovrebbero compiere progressi in termini di rispetto dei requisiti in materia di razionalizzazione delle norme e computerizzazione delle formalità doganali, allo scopo di facilitare gli scambi reciproci e il traffico transfrontaliero; evidenzia la necessità di un'armonizzazione, da parte della Russia, dei requisiti sanitari e fitosanitari per i prodotti lattiero-caseari, i cereali e la carne.  

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.7.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Graham Booth, Daniel Caspary, Françoise Castex, Christofer Fjellner, Béla Glattfelder, Ignasi Guardans Cambó, Jacky Hénin, Syed Kamall, Caroline Lucas, Marusya Ivanova Lyubcheva, Erika Mann, Helmuth Markov, Georgios Papastamkos, Tokia Saïfi, Peter Šťastný, Robert Sturdy, Daniel Varela Suanzes-Carpegna, Iuliu Winkler, Corien Wortmann-Kool

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Eugenijus Maldeikis, Rovana Plumb, Salvador Domingo Sanz Palacio, Carl Schlyter, Zbigniew Zaleski

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Emanuel Jardim Fernandes, Francesco Ferrari

PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (12.2.2009)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sulle relazioni UE-Russia
(2008/2104(INI))

Relatrice per parere: Cristina Gutiérrez-Cortines

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea la necessità di una cooperazione rafforzata e di buone relazioni di vicinato nel quadro di una relazione strategica tra l'Unione europea e la Russia, basata sulla stabilità, la cooperazione e una buona pratica commerciale, che include la trasparenza, da inserire nel nuovo accordo di partenariato e di cooperazione attualmente oggetto di negoziazione, specialmente per quanto riguarda le questioni relative all'energia, la ricerca e l’innovazione, l'ambiente e alla qualità della vita;

2.  sottolinea l’importanza, per il futuro della Russia, della democrazia, dei diritti civili, umani e delle minoranze etniche e della libertà di parola; chiede alla Commissione europea di garantire che tali aspetti siano presi nella dovuta considerazione nei futuri accordi con la Federazione russa;

3.  esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire che tutte le imprese dell’Unione europea che intrattengono relazioni commerciali con le imprese della Federazione russa o che operano sul suo territorio promuovano i principi e i valori europei;

4.  sottolinea che la Russia rappresenta un mercato ampio e dinamico per i beni e i servizi europei, che la catena del valore dell'energia nel settore energetico russo presenta molte opportunità di investimento; sottolinea pertanto che è fondamentale continuare il dialogo avanzato con la Russia in materia di energia nel contesto dell’attuale dialogo sull’energia, alla luce dell'accresciuta interdipendenza, poiché la Russia fornisce il 25% dell'approvvigionamento in petrolio e gas dell'Unione europea e l'Unione europea acquista dalla Russia più del 50% delle sue esportazioni di petrolio e gas;

5.  sottolinea che la cooperazione in materia di energia dovrebbe basarsi sui principi enunciati nella Carta europea dell'energia (ECT), specialmente la sicurezza energetica globale, la ponderazione degli interessi dei paesi consumatori e produttori, la reciprocità nell'accesso agli investimenti, ai mercati e all'infrastruttura, nonché la non discriminazione, la trasparenza e la buona governance; invita la Commissione a considerare la ratifica della Russia della Carta europea dell'energia uno dei suoi principali obiettivi nei negoziati sull'accordo di partenariato e cooperazione; esorta la Commissione a continuare ad adoperarsi per rendere possibile l'adesione della Russia all'OMC; inoltre, sottolinea la necessità di adoperarsi per un quadro giuridico internazionale di norme che obblighino sia i paesi produttori di gas che i fornitori a garantire approvvigionamenti affidabili e prevedibili;

6.  chiede alla Russia e all'Ucraina di collaborare per trovare con urgenza una soluzione equa e duratura alle recenti dispute, che hanno avuto effetti seri e concretamente negativi sulle forniture di gas all'Unione europea; sottolinea la necessità che Consiglio e Commissione insistano nella mediazione tra le due parti, per raggiungere una rapida soluzione; ritiene che l'accesso all'energia sia un diritto umano e che la fornitura di energia non debba essere usata come arma politica;

7.  In tale contesto, sottolinea la necessità di garantire l'acceso a fonti diversificate di approvvigionamento energetico e di progredire nella sicurezza e nell'efficienza energetica; sottolinea l’importanza delle regole europee in materia di concorrenza quale base per gli investimenti e il commercio; evidenzia la necessità di servirsi del settore privato per garantire e mantenere la fornitura di energia; invita la Commissione e il Consiglio a mettere l'accento, nei negoziati con la Russia, sull'importanza per l'UE del pianificato gasdotto Nabucco e sull'opposizione dell'Unione europea ad attività che potrebbero minacciarlo; ritiene che, nella situazione attuale, sia vitale per l'UE accelerare i progressi per il funzionamento di tutti i nuovi gasdotti in progetto, quali Nabucco, South Stream e TGI; sottolinea la necessità per l'UE di includere solide considerazioni sulla sicurezza energetica nel suo approccio a fronte delle conseguenze del conflitto tra Russia e Georgia del 2008;

8.  nota che la Russia ha già varato una legge federale sulle fonti energetiche rinnovabili; invita la Federazione russa a sostenere, in modo sostenibile ed ecologico, lo sviluppo della propria industria energetica rinnovabile, al fine di utilizzare le risorse ambientali e sostenibili di cui dispone;

9.  rileva che lo sfruttamento delle riserve energetiche e l'infrastruttura correlata avranno un enorme impatto sugli ambienti locali e gli abitanti; invita la Commissione a chiedere alla Russia di perseverare nel garantire che lo sfruttamento sia accompagnato da studi sull'impatto ambientale e valutazioni sull'influenza sulla vita delle popolazioni nelle aree interessate, e a garantire il diritto degli individui a mantenere le loro tradizionali relazioni con il territorio; incoraggia la Commissione a portare avanti la cooperazione energetica al fine di garantire un’energia equa e accessibile ai cittadini di entrambe le parti; esorta la Federazione russa a garantire standard ambientali di avanguardia per tutti i progetti in materia di petrolio e di gas in corso di realizzazione o di pianificazione sul suo territorio;

10. invita al Commissione a cooperare con la Russia al fine di migliorare la gestione delle scorie e della sicurezza nucleari; incoraggia la Commissione a portare avanti una stretta cooperazione con la Russia in materia di standard per la sicurezza nucleare;

11. sottolinea che durante i negoziati tra l’UE e la Russia deve essere prestata particolare attenzione all’impatto ecologico del gasdotto Nord Stream;

12. esorta la Commissione e gli Stati membri, in considerazione dell’impatto del cambiamento climatico e dei costi enormi della mancanza di azione, ad intensificare il dialogo con le autorità della Federazione russa in preparazione della conferenza di Copenaghen del 2009 finalizzata a negoziare e a concludere un accordo post-Kyoto;

13. esorta la Russia a svolgere un ruolo attivo nei futuri negoziati internazionali e a facilitare un rapido accordo entro e non oltre il 2009, al fine di garantire la continuità del mercato globale del carbonio;

14. accoglie con favore la partecipazione della Federazione russa ai programmi-quadro dell’Unione europea; ritiene che ciò apra la strada all’uso efficiente e allo sviluppo delle principali risorse umane e finanziarie russe nei settori della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, con vantaggi sia per l’Europa che per la Russia; esorta la Commissione a trovare i mezzi per incoraggiare i giovani ricercatori e i giovani imprenditori della Federazione russa a partecipare ai programmi di ricerca europei e al programma Erasmus per giovani imprenditori.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Šarūnas Birutis, Jan Březina, Jerzy Buzek, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Dragoş Florin David, Pilar del Castillo Vera, Den Dover, Lena Ek, Nicole Fontaine, Adam Gierek, Norbert Glante, András Gyürk, Fiona Hall, David Hammerstein, Rebecca Harms, Ján Hudacký, Romana Jordan Cizelj, Pia Elda Locatelli, Eluned Morgan, Antonio Mussa, Angelika Niebler, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Andres Tarand, Britta Thomsen, Patrizia Toia, Catherine Trautmann, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras, Dominique Vlasto

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Juan Fraile Cantón, Cristina Gutiérrez-Cortines, Eija-Riitta Korhola, John Purvis, Vladimir Urutchev

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.3.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

16

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Vittorio Agnoletto, Christopher Beazley, André Brie, Elmar Brok, Marco Cappato, Véronique De Keyser, Jas Gawronski, Ana Maria Gomes, Klaus Hänsch, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Metin Kazak, Maria Eleni Koppa, Johannes Lebech, Francisco José Millán Mon, Philippe Morillon, Pasqualina Napoletano, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Raimon Obiols i Germà, Janusz Onyszkiewicz, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Samuli Pohjamo, Bernd Posselt, Raül Romeva i Rueda, Christian Rovsing, Flaviu Călin Rus, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Hannes Swoboda, Konrad Szymański, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Ari Vatanen, Marcello Vernola, Andrzej Wielowieyski, Jan Marinus Wiersma, Josef Zieleniec

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Giulietto Chiesa, Árpád Duka-Zólyomi, Glyn Ford, Marie Anne Isler Béguin, Gisela Kallenbach, Tunne Kelam, Evgeni Kirilov, Alexandru Nazare, Wojciech Roszkowski, Adrian Severin, Csaba Sándor Tabajdi

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mieczysław Edmund Janowski, Ewa Tomaszewska