Procedura : 2008/2063(INI)
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A6-0145/2009

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RELAZIONE     
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19.3.2009
PE 407.780v03-00 A6-0145/2009

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatore(*): Jo Leinen

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per gli affari esterI (*)
 PARERE della commissione per lo sviluppO (*)
 PARERE della commissione per il commercio internazionalE (*)
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetarI (*)
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali(*)
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO(*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO REGIONALE(*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÁ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E L'UGUAGLIANZA DI GENERE (*)
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI (*)
 ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE EPR IL CONTROLLO DEI BILANCI
 ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, LA RICERCA E L'ENERGIA
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona (2008/2063(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto il trattato di Lisbona che modifica il trattato sull'Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea (trattato di Lisbona), firmato il 13 dicembre 2007,

–   visti il trattato sull'Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, modificato dall'Atto unico europeo e dai trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali del 12 dicembre 2007(1),

–   vista la dichiarazione di Laeken del 15 dicembre 2001 sul futuro dell'Unione europea(2),

–   visto il trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, firmato il 29 ottobre 2004, a Roma,

–   vista la sua risoluzione del 7 giugno 2007 sul tracciato per il processo costituzionale dell'Unione(3),

–   vista la sua risoluzione dell'11 luglio 2007 sulla convocazione della Conferenza intergovernativa(4),

–   vista la sua risoluzione del 20 febbraio 2008 sul trattato di Lisbona(5),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali nonché i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la pesca, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione giuridica, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e della commissione per le petizioni (A6-0145/2009),

1. Nuove politiche

1.1. Nuovi obiettivi e clausole orizzontali

1.  accoglie con favore il carattere vincolante che il trattato conferisce alla Carta dei diritti fondamentali e si compiace del riconoscimento dei diritti, delle libertà e dei principi che vi figurano per tutti i cittadini e i residenti nell'UE; sottolinea che esso s'impegna ad assicurare il pieno rispetto della Carta;

2.  plaude al rafforzamento della democrazia rappresentativa e partecipativa grazie, tra l'altro, all'introduzione della cosiddetta "iniziativa dei cittadini" (articolo 11 del trattato UE, quale modificato dal trattato di Lisbona (TUE)), che consente ai cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, d'invitare la Commissione a presentare una proposta di atto giuridico;

3.  si compiace del fatto che la protezione dell'ambiente occupi una posizione preminente in tutte le politiche dell'UE e che il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, quale modificato dal trattato di Lisbona (TFUE), contenga, all'articolo 191, un riferimento specifico alla lotta ai cambiamenti climatici a livello internazionale; sottolinea che il Parlamento europeo dovrebbe continuare a spingere l'Unione europea ad assumere un ruolo guida in tutte le politiche relative alla lotta ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale;

4.  valuta positivamente il fatto che il TFUE colleghi la realizzazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al rispetto dei diritti fondamentali e degli ordinamenti giuridici dell'Unione europea e dei suoi Stati membri (articolo 67 del TFUE);

5.  prende atto in particolare dell'obiettivo di creare "un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale e (...) un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente" (articolo 3, paragrafo 3, del TUE), collegando in tal modo l'obiettivo del completamento del mercato interno ad altre finalità;

6.  prende atto con soddisfazione del fatto che la parità tra donne e uomini è stata inserita tra i valori (articolo 2 del TUE) e gli obiettivi (articolo 3, paragrafo 3, del TUE) dell'Unione;

7.  si compiace del fatto che, conformemente all'articolo 208, paragrafo 1, del TFUE "la politica di cooperazione allo sviluppo dell'Unione e quella degli Stati membri si completano e si rafforzano reciprocamente", mentre, ai sensi dell'articolo 177, paragrafo 1, del TCE, attualmente in vigore, "la politica della Comunità nel settore della cooperazione allo sviluppo […] integra quelle svolte dagli Stati membri"; sottolinea l'accresciuta responsabilità del Parlamento, dato che l'Unione svolgerà un ruolo maggiore a livello d'iniziativa nella definizione delle politiche che, a sua volta, dovrebbe contribuire a migliorare il coordinamento tra i donatori e la divisione del lavoro nonché l'efficacia degli aiuti ai fini della "riduzione e, a termine, dell'eliminazione della povertà" nel contesto degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM);

8.  ritiene che l'inclusione della coesione territoriale quale obiettivo dell'Unione (articolo 3 del TUE) completi gli obiettivi della coesione economica e sociale e che l'introduzione di basi giuridiche nelle rispettive aree accrescerà la capacità del Parlamento di valutare l'impatto territoriale delle politiche chiave dell'Unione; rileva con soddisfazione che lo statuto speciale delle regioni ultraperiferiche è confermato dagli articoli 349 e 355 del TFUE;

9.  valuta positivamente l'introduzione di disposizioni orizzontali per quanto riguarda un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana, la lotta contro la discriminazione e la tutela dell'ambiente, che costituiscono i principi generali alla base del processo decisionale dell'Unione europea (articoli 9, 10 e 11 del TFUE);

10. saluta inoltre il rafforzamento della protezione dei consumatori in quanto compito trasversale nella definizione e attuazione delle altre politiche comunitarie, dal momento che tale compito ha ora una collocazione più visibile nell'articolo 12 del TFUE;

11. si compiace della clausola sulla solidarietà contenuta nell'articolo 122 del TFUE, in base alla quale il Consiglio può decidere le misure adeguate qualora sorgano gravi difficoltà nell'approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell'energia;

12. si compiace del fatto che l'articolo 214 del TFUE riconosca che l'aiuto umanitario rientra a pieno titolo tra le politiche dell'Unione; esprime l'opinione che la parte quinta, titolo III, capo 1 (cooperazione allo sviluppo) e capo 3 (aiuto umanitario) del TFUE costituiscano una chiara base giuridica per gli aiuti umanitari e l’assistenza allo sviluppo ai quali si applica la procedura legislativa ordinaria;

13. si compiace, altresì, del rafforzamento delle competenze dell'Unione europea nel settore della protezione civile, per fornire assistenza e soccorso puntuali nei paesi terzi in caso di catastrofi (articolo 214 del TFUE);

1.2. Nuove basi giuridiche

14. sottolinea che l'ampliamento dell'azione esterna dell'Unione prevista dal trattato di Lisbona, compresa la predisposizione di nuove basi giuridiche e di strumenti concernenti settori che rientrano nella politica estera (azione esterna e politica estera e di sicurezza comune (PESC)/politica comune in materia di sicurezza e di difesa) richiede un nuovo equilibrio interistituzionale che garantisca un adeguato controllo democratico da parte del Parlamento;

15. plaude al fatto che l'energia trovi ora la sua collocazione distinta nella parte 3, titolo XXI, e che le azioni in tale settore abbiano quindi una base giuridica (articolo 194 del TFUE); rileva, tuttavia, che, sebbene in linea generale sarà applicata la procedura legislativa ordinaria, le decisioni sul mix energetico resteranno di competenza degli Stati membri, mentre per le misure fiscali in tale settore continuerà ad essere richiesta solo la consultazione del Parlamento europeo;

16. prende atto con soddisfazione dei valori comuni dell'Unione per quanto riguarda i servizi di interesse economico generale e si compiace che la base giuridica consenta la definizione di principi e condizioni che disciplinano la prestazione di servizi di interesse economico generale secondo la procedura legislativa ordinaria (articolo 14 del TFUE e protocollo n. 26 sui servizi di interesse generale);

17. ritiene che le modifiche introdotte dal trattato di Lisbona nel settore della politica commerciale comune (PCC) (articoli 206 e 207 del TFUE) contribuiscano nel complesso a potenziare la sua legittimità democratica e la sua efficacia, in particolare con l'introduzione della procedura legislativa ordinaria e il requisito dell'approvazione per tutti gli accordi; rileva che tutte le questioni rientranti nella PCC diventeranno di esclusiva competenza dell'Unione, il che significa che non si avranno più accordi commerciali misti, conclusi sia dall'Unione che dagli Stati membri;

18. esprime la propria soddisfazione per l'inserimento di una disposizione sulla politica spaziale europea (articolo 189 del TFUE) e si compiace dell'opportunità offerta al Parlamento e al Consiglio di adottare, con la procedura legislativa ordinaria, le misure necessarie per istituire un programma spaziale europeo; ritiene tuttavia che la formulazione "ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri" figurante nell'articolo summenzionato possa creare ostacoli in vista dell'attuazione di una politica spaziale europea comune;

19. sottolinea che il trattato di Lisbona comprende una nuova base giuridica che prevede la procedura di codecisione ai fini della protezione dei diritti di proprietà intellettuale (articolo 118 del TFUE);

20. si compiace che sia stato esteso il campo d'azione dell'UE nel settore della politica per la gioventù, incoraggiando così la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa (articolo 165 del TFUE);

21. plaude alla nuova base giuridica stabilita all'articolo 298 del TFUE il quale prevede che "nell'assolvere i loro compiti le istituzioni, organi e organismi dell'Unione si basano su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente", in quanto fornisce la base per un regolamento che disciplini le procedure amministrative dell'Unione;

22. plaude al rafforzamento della base giuridica per l'adozione di misure comunitarie nel campo della prevenzione e della lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione (articolo 325 del TFUE); fa notare che il trattato di Lisbona sopprime la precisazione contenuta nell'attuale articolo 280 del TCE secondo cui "tali misure non riguardano l'applicazione del diritto penale nazionale o l'amministrazione della giustizia negli Stati membri";

23. sottolinea che le nuove disposizioni del trattato concernenti la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale comprendono una base giuridica per l'adozione di misure di sostegno alla formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari (articoli 81 e 82 del TFUE);

24. sottolinea che il trattato di Lisbona prevede inoltre l'eventuale istituzione di una Procura europea per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione (articolo 86 del TFUE);

25. si compiace del fatto che il trattato di Lisbona introduca disposizioni vincolanti per la tutela dei diritti del minore, nel quadro degli obiettivi della politica interna ed esterna dell'Unione (articolo 3, paragrafo 3, comma 2, e paragrafo 5, del TUE);

26. si compiace del fatto che il turismo sia incluso, con un nuovo titolo, nel trattato di Lisbona (articolo 195 del TFUE) il quale prevede che l'Unione completi l'azione degli Stati membri nel settore; si compiace altresì del fatto che la procedura legislativa ordinaria disciplinerà l'adozione delle proposte legislative che rientrano in questo titolo;

27. apprezza il fatto che il trattato di Lisbona abbia incluso lo sport tra i settori per i quali è prevista una base giuridica (articolo 165 del TFUE); sottolinea, in particolare, che l'Unione può finalmente intervenire a favore dello sviluppo dello sport e della sua dimensione europea, tenendo in debita considerazione le specificità dello sport nell'ambito dell'attuazione di altre politiche europee;

2. Nuovi poteri al Parlamento

2.1. Nuovi poteri di codecisione

28. plaude al fatto che il trattato di Lisbona rafforzerà considerevolmente la legittimità democratica dell'Unione europea, estendendo i poteri di codecisione del Parlamento;

29. si compiace del fatto che lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia sia pienamente integrato nel TFUE (articoli 67 - 89), mettendo in tal modo formalmente fine al terzo pilastro; si compiace che la maggior parte delle decisioni concernenti le politiche nel campo della giustizia civile, dell'asilo, dell'immigrazione e dei visti nonché la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale siano soggette alla procedura legislativa ordinaria;

30. ritiene che l'introduzione della procedura legislativa ordinaria nel settore della politica agricola comune (PAC) migliori la responsabilità democratica dell'Unione europea, dal momento che il Parlamento europeo potrà colegiferare su un piano di parità con il Consiglio; sottolinea che la codecisione si applicherà a tutta la legislazione del settore, a norma dell'articolo 43, paragrafo 2, del TFUE e che ciò riguarderà in particolare i quattro testi orizzontali principali in campo agricolo (organizzazione comune unica dei mercati agricoli, il regolamento sui pagamenti diretti, il regolamento sullo sviluppo rurale e il finanziamento della PAC); sottolinea, inoltre, che anche la legislazione sulla qualità, l'agricoltura biologica e la sua promozione rientreranno nel campo di applicazione dell'articolo 43, paragrafo 2, del TFUE;

31. fa notare come tutte le misure che il Consiglio può adottare ai sensi dell'articolo 43, paragrafo 3, del TFUE siano assoggettate alla previa approvazione, secondo la procedura legislativa ordinaria, di un atto normativo ai sensi dell'articolo 43, paragrafo 2, del TFUE, che stabilisce le condizioni e i limiti relativi ai poteri conferiti al Consiglio; è del parere che l'articolo 43, paragrafo 3, del TFUE non istituisca un potere autonomo per l'adozione o la modifica di atti del Consiglio già in vigore nell'ambito della PAC né fornisca una base giuridica in tal senso; invita il Consiglio ad astenersi dall'adottare le misure di cui all'articolo 43, paragrafo 3, del TFUE senza consultare preventivamente il Parlamento;

32. prende atto del fatto che il trattato di Lisbona modifica profondamente il processo decisionale per la politica comune della pesca (PCP) aumentandone altresì la responsabilità democratica; si compiace del fatto che il Parlamento e il Consiglio stabiliranno, nel quadro della procedura legislativa ordinaria, le norme necessarie per conseguire gli obiettivi della PCP (articolo 43, paragrafo 2, del TFUE); ritiene, a tale riguardo, che qualsiasi argomento formalmente inserito nel regolamento annuale, diverso dalla fissazione delle possibilità di pesca e della distribuzione delle quote, come le misure tecniche o lo sforzo di pesca, o l'incorporazione di accordi adottati nel quadro delle organizzazioni regionali di pesca, che hanno la propria base giuridica, dovrebbe essere soggetto alla procedura legislativa ordinaria;

33. si compiace dell'introduzione della procedura legislativa ordinaria per l'adozione di norme dettagliate sulla procedura di sorveglianza multilaterale (articolo 121, paragrafo 6, del TFUE), che dovrebbe rafforzare il coordinamento economico;

34. ritiene che il riconoscimento della Banca centrale europea (BCE) in quanto istituzione dell'Unione europea rafforzi la sua responsabilità di riferire in materia di politica monetaria; si compiace del fatto che numerose disposizioni degli statuti del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) e della BCE possano essere modificate previa consultazione del Parlamento, ai sensi dell'articolo 40, paragrafo 2, dello statuto del SEBC e della BCE; è del parere che tale possibilità non sia in conflitto con l'indipendenza della BCE nell'ambito della politica monetaria o con le priorità stabilite nel trattato;

35. ritiene che l'articolo 182 del TFUE rappresenti un miglioramento, in quanto il programma quadro pluriennale e l'attuazione dello spazio europeo della ricerca, che l'articolo prevede, saranno soggetti alla procedura legislativa ordinaria; rileva, tuttavia, che i programmi specifici menzionati nell'articolo saranno adottati secondo una procedura legislativa speciale, che comporta la semplice consultazione del Parlamento europeo (articolo 182, paragrafo 4, del TFUE);

36. si compiace del fatto che, per quanto riguarda l'attuazione dei Fondi strutturali, il trattato di Lisbona collochi il Parlamento europeo sullo stesso piano del Consiglio, sostituendo l'attuale procedura del parere conforme con la procedura legislativa ordinaria; ritiene che ciò sia particolarmente significativo per quanto riguarda i Fondi strutturali nel periodo successivo al 2013, in quanto rafforza la trasparenza ed aumenta la responsabilità di tali fondi verso i cittadini;

37. rileva che la legislazione che vieta le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale sarà oggetto di una procedura legislativa speciale e richiederà l'approvazione del Parlamento europeo (articolo 19 del TFUE);

38. si compiace del fatto che la procedura legislativa ordinaria si applicherà alle misure volte a combattere la tratta degli esseri umani, in particolare delle donne e dei bambini, e lo sfruttamento sessuale (articoli 79, paragrafo 2, e 83, paragrafo 1, del TFUE);

39. valuta positivamente l'estensione del processo decisionale a maggioranza qualificata al settore dell'istruzione, compreso lo sport (articolo 165, paragrafo 4, del TFUE);

40. si compiace del fatto che in futuro la codecisione si applicherà allo statuto dei funzionari dell'Unione europea (articolo 336 del TFUE), nel senso che ciò consentirà al Parlamento di prender parte su un piano di parità con il Consiglio all'adeguamento di tali disposizioni;

2.2. Nuovi poteri di bilancio

41. prende atto del fatto che il trattato di Lisbona introduce modifiche radicali a livello di finanze dell'Unione, in particolare per quanto riguarda le relazioni interistituzionali e le procedure decisionali;

42. sottolinea che il Consiglio e il Parlamento devono concordare, entro i limiti delle risorse proprie, la programmazione della spesa che diventa giuridicamente vincolante (articolo 312 del TFUE); si compiace del fatto che il bilancio nel suo complesso debba essere adottato congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio, in conformità del quadro finanziario pluriennale, nonché dell'abolizione della distinzione tra spese obbligatorie e non obbligatorie (articolo 314 del TFUE) e del fatto che l'adozione del regolamento finanziario sarà soggetta alla procedura legislativa ordinaria (articolo 322 del TFUE);

43. si richiama alla relazione sull'impatto finanziario delle innovazioni contenute nel trattato di Lisbona: aspetti istituzionali e nuove competenze dell'Unione, elaborata dalla commissione per i bilanci;

2.3. Nuova procedura di approvazione

44. si compiace del fatto che la procedura di revisione semplificata per quanto riguarda l'introduzione della votazione a maggioranza qualificata e della procedura legislativa ordinaria in un dato settore, nel quadro del titolo V del TUE o del TFUE, richiede l'approvazione del Parlamento;

45. prende atto dell'introduzione di una "clausola di recesso" per gli Stati membri (articolo 50 del TUE); sottolinea che l'accordo che stabilisce le modalità secondo cui uno Stato membro può recedere dall'Unione non può essere concluso se non previa approvazione del Parlamento;

46. si compiace del fatto che l'approvazione del Parlamento sarà richiesta per tutta una serie di accordi internazionali firmati dall'Unione; sottolinea la propria intenzione di chiedere, se del caso, al Consiglio di non avviare negoziati in materia di accordi internazionali finché il Parlamento non avrà espresso la sua posizione, di consentire al Parlamento, sulla base di una relazione della commissione competente per il merito, di approvare raccomandazioni in qualsiasi fase dei negoziati e di tenerne conto prima della conclusione dei negoziati stessi;

47. chiede che qualsiasi futuro accordo "misto", che associ elementi non-PESC e PESC, sia, di norma, fondato su un'unica base giuridica, che dovrebbe essere quella direttamente collegata all'oggetto dell'accordo; constata che il Parlamento avrà il diritto di essere consultato, tranne nel caso in cui l'accordo riguardi esclusivamente la PESC;

2.4. Nuovi poteri di controllo

48. si compiace del fatto che il Presidente della Commissione sarà eletto dal Parlamento europeo, su proposta del Consiglio europeo, tenendo conto delle elezioni per il Parlamento europeo; si richiama alla relazione sugli equilibri interistituzionali, elaborata dalla commissione per gli affari costituzionali;

49.  si compiace del fatto che il Vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sarà soggetto a un voto di approvazione del Parlamento europeo, unitamente agli altri membri della Commissione, in quanto Collegio, oltre che a un voto di censura, e sarà tenuto a render conto del suo operato al Parlamento;

50. plaude alla nuova procedura per la nomina dei giudici e degli avvocati generali della Corte di giustizia e del Tribunale, prevista dall'articolo 255 del TFUE, in base alla quale la decisione dei governi nazionali deve essere preceduta da un parere sull'adeguatezza dei candidati all'esercizio delle funzioni, espresso da un comitato di sette personalità, uno dei quali è proposto dal Parlamento europeo;

51. sottolinea l'esigenza di trasparenza e controllo democratico per quanto riguarda l'istituzione del servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) in conformità dell'articolo 27, paragrafo 3, del TUE, e ribadisce il proprio diritto ad essere consultato in merito a tale istituzione; ritiene che il SEAE dovrebbe dipendere amministrativamente dalla Commissione;

52. attende maggiore chiarezza per quanto riguarda i criteri nonché la nomina e la valutazione dei Rappresentanti speciali dell'Unione europea, compresa la definizione e l'obiettivo delle loro funzioni, la durata del mandato, il coordinamento e la complementarietà con le future delegazioni dell'Unione;

53. sottolinea l'esigenza di trasparenza e controllo democratico per quanto riguarda l'Agenzia europea per la difesa (AED) e le sue attività, in particolare assicurando un regolare scambio di informazioni tra il direttore esecutivo dell'Agenzia e la commissione competente del Parlamento europeo;

54. plaude al nuovo ruolo consultivo che gli sarà conferito ai sensi dell'articolo 40, paragrafo 2, dello statuto del SEBC e della BCE, per quanto riguarda la modifica della composizione del consiglio direttivo della BCE;

55. plaude al fatto che le agenzie, in particolare Europol ed Eurojust, saranno soggette a un maggiore controllo parlamentare (articoli 85 e 88 del TFUE); ritiene, quindi, che il mantenimento della procedura di consultazione per la creazione di imprese comuni nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico (articoli 187 e 188 del TFUE) rischi di non essere conforme allo spirito degli atti normativi dell'Unione sulla costituzione di agenzie;

2.5. Nuovi diritti d'informazione

56. invita il Presidente del Consiglio europeo a tenere pienamente informato il Parlamento sulla preparazione delle riunioni del Consiglio europeo e a riferire sui risultati di tali riunioni, ove possibile entro due giorni lavorativi (se necessario nell'ambito di una seduta straordinaria del Parlamento);

57. invita il Presidente di turno del Consiglio a informare il Parlamento in merito ai programmi della Presidenza e ai risultati conseguiti;

58. esorta il futuro Vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a concordare, con il Parlamento, modalità adeguate per tenerlo pienamente informato e a consultarlo sull'azione esterna dell'Unione, associando debitamente tutte le commissioni parlamentari che sono competenti per i settori che rientrano nel mandato dell'Alto Rappresentante;

59. sottolinea che, per quanto riguarda il negoziato e la conclusione di accordi internazionali, la Commissione avrà l'obbligo giuridico di informare il Parlamento sui progressi compiuti, ponendolo sullo stesso piano del comitato speciale designato dal Consiglio, come stabilito dall'articolo 218 del TFUE; chiede che tali informazioni siano fornite nella stessa misura e contemporaneamente al pertinente comitato del Consiglio, ai sensi del suddetto articolo;

2.6. Nuovi diritti d'iniziativa

60. si compiace del nuovo ruolo del Parlamento nel proporre modifiche ai trattati; si riserva di avvalersi di tale diritto e presenterà nuove idee per il futuro dell'Europa allorché nuove sfide lo renderanno necessario;

61. plaude al fatto che il Parlamento avrà il diritto d'iniziativa per quanto riguarda le proposte concernenti la sua composizione, nel rispetto dei principi stabiliti nei trattati (articolo 14 del TUE);

62. rileva che il trattato di Lisbona introduce una procedura legislativa speciale per l'adozione di disposizioni che stabiliscono le modalità e le competenze delle commissioni temporanee d'inchiesta (articolo 226 del TFUE);

3. Nuove procedure

3.1. Controllo da parte dei parlamenti nazionali

63. plaude ai nuovi diritti conferiti ai parlamenti nazionali in relazione al controllo preliminare sull'applicazione del principio di sussidiarietà in tutta la legislazione dell'Unione; ritiene che il rafforzamento del controllo sulle politiche europee da parte dei parlamenti razionali renderà anche più consapevole l'opinione pubblica delle attività dell'Unione;

64. sottolinea che le nuove prerogative dei parlamenti nazionali devono essere pienamente rispettate sin dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona;

65. plaude all'impegno delle autorità locali e regionali a favore del rispetto del principio di sussidiarietà; prende atto del diritto del Comitato delle regioni di adire la Corte di giustizia qualora ritenga che il principio di sussidiarietà sia stato violato (articolo 8, paragrafo 2, del protocollo n. 2);

3.2. Atti delegati

66. apprezza i miglioramenti derivanti dalle nuove disposizioni sugli atti e la gerarchia delle norme, in particolare la creazione dell'atto delegato (articolo 290 del TFUE) che consente di delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di portata generale o di modificare elementi non essenziali di un atto legislativo; sottolinea che gli obiettivi, il contenuto, la portata e la durata di tale delega devono essere chiaramente definiti dal Parlamento e dal Consiglio nell'atto legislativo;

67. accoglie con favore, in particolare, la disposizione dell'articolo 290, paragrafo 2, del TFUE, che conferisce al Parlamento (e al Consiglio) il diritto di revocare la delega e di sollevare obiezioni in merito a singoli atti delegati;

68. rileva che il TFUE non prevede una base giuridica per una misura quadro concernente gli atti delegati, ma propone che le istituzioni concordino una formula standard per tali deleghe che verrebbe regolarmente inserita dalla Commissione nella proposta di atto legislativo; sottolinea che ciò salvaguarderebbe la libertà del legislatore;

69. chiede alla Commissione di chiarire come intende interpretare la dichiarazione 39 allegata all'atto finale della Conferenza intergovernativa che ha adottato il trattato di Lisbona, per quanto riguarda la consultazione di esperti del settore dei servizi finanziari, e come intende applicare tale interpretazione, al di là delle disposizioni sugli atti delegati contenute nel TFUE;

3.3. Atti di esecuzione

70. rileva che il trattato di Lisbona abroga l'attuale articolo 202 del trattato CE sulle competenze di esecuzione e introduce, all'articolo 291 del TFUE, una nuova procedura - gli "atti di esecuzione" - che prevede la possibilità di conferire competenze di esecuzione alla Commissione allorché "sono necessarie condizioni uniformi di esecuzione degli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione";

71. rileva che l'articolo 291, paragrafo 3, del TFUE richiede che il Parlamento e il Consiglio stabiliscano preventivamente le regole concernenti le modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione;

72. rileva che il trattato di Lisbona non contiene più alcuna base per la procedura di comitatologia e che le proposte legislative pendenti che non sono adottate prima della sua entrata in vigore devono essere modificate per soddisfare ai requisiti degli articoli 290 e 291 del TFUE;

73. è del parere che sia possibile negoziare con il Consiglio una soluzione interlocutoria per il periodo iniziale, in modo da non incontrare ostacoli a seguito di un eventuale vuoto giuridico e il legislatore possa adottare i nuovi atti previo debito esame delle proposte della Commissione;

4. Priorità per il periodo transitorio

74. chiede alla Commissione di trasmettere ai colegislatori tutte le proposte pendenti, alle quali si applichino nuove basi giuridiche e modifiche delle procedure legislative;

75. sottolinea che il Parlamento deciderà quale posizione assumere in merito ai pareri che sono già stati adottati nel quadro delle procedure di consultazione su questioni che passano alla procedura legislativa ordinaria, a prescindere dal fatto che ciò comporti la conferma della sua posizione precedente o l'approvazione di una nuova; sottolinea che la conferma di pareri espressi come posizione del Parlamento in prima lettura può essere votata dal Parlamento solo dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona;

76. ribadisce la necessità di concludere un accordo interistituzionale che precluda l'adozione di proposte legislative pendenti rientranti nel "terzo pilastro" e che vertano sui diritti fondamentali fino all'entrata in vigore del trattato di Lisbona, in modo da consentire un controllo giurisdizionale integrale in relazione a tali questioni, mentre le misure che hanno solo un impatto limitato, o non ne hanno alcuno, sui diritti fondamentali possono essere adottate prima della sua entrata in vigore;

5. Proposte

77. invita le altre istituzioni ad avviare negoziati su un accordo interistituzionale concernente:

(a) i principali obiettivi che l'Unione europea dovrà conseguire dopo il 2009, ad esempio sotto forma di un accordo quadro su un programma di lavoro per la durata della legislatura e del mandato della Commissione, a partire dal 2009;

(b) le misure di esecuzione che dovranno essere adottate affinché il trattato diventi un successo per le istituzioni e per i cittadini dell'Unione;

78. chiede l'aggiornamento dell'accordo interistituzionale tra il Parlamento e il Consiglio che definisce i loro rapporti di lavoro, per quanto riguarda la politica estera, compresa lo scambio d'informazioni riservate, sulla base degli articoli 14 e 36 del TUE e dell'articolo 295 del TFUE;

79. invita il Consiglio e la Commissione a considerare la possibilità di negoziare un nuovo accordo con il Parlamento inteso a fornire a quest'ultimo una definizione concreta della sua partecipazione in tutte le fasi che portano alla conclusione di un accordo internazionale;

80. chiede, a seguito delle nuove disposizioni concernenti il quadro finanziario pluriennale (articolo 312 del TFUE) e il regolamento finanziario (articolo 322 del TFUE), la revisione dell'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria;

81. ritiene che occorra compiere tutti i passi necessari per istituire una politica europea d'informazione e comunicazione e considera la dichiarazione politica congiunta sulla comunicazione formulata dalle tre istituzioni un importante primo passo in vista del conseguimento del citato obiettivo;

82. invita la Commissione a presentare rapidamente una proposta per l'attuazione della "iniziativa dei cittadini", che preveda condizioni chiare, semplici e comprensibili per l'esercizio di questo diritto civile; si richiama, a tale riguardo, alla relazione sulla "iniziativa dei cittadini", elaborata dalla commissione per gli affari costituzionali;

83. invita la Commissione ad adottare regolamenti per l'attuazione dell'articolo 298 del TFUE sulla buona amministrazione, che rispondano all'invito, ribadito a più riprese dal Parlamento e dal Mediatore europeo, ad istituire un ordinamento amministrativo comune che disciplini l'amministrazione europea;

84. rileva che il trattato di Lisbona consente l'inserimento del Fondo europeo di sviluppo nel bilancio dell'Unione e quindi incrementa la legittimazione democratica di una parte importante della politica di sviluppo dell'UE; invita il Consiglio e la Commissione a compiere i passi necessari per il bilancio dell'Unione europea in occasione della revisione intermedia 2008/2009;

85. raccomanda l'urgente riesame e il rafforzamento dello status dell'Unione nelle organizzazioni internazionali, una volta che il trattato di Lisbona sarà entrato in vigore e l'Unione succederà alle Comunità europee;

86. invita la Commissione e il Consiglio a concordare con il Parlamento una strategia intesa a garantire la coerenza tra la legislazione adottata e la Carta dei diritti fondamentali, nonché le norme dei trattati concernenti politiche quali la prevenzione delle discriminazioni, la protezione dei richiedenti asilo, il miglioramento della trasparenza, la protezione dei dati, i diritti delle minoranze e i diritti delle vittime e degli imputati;

87. chiede alla Commissione e al Consiglio di contribuire a migliorare le relazioni tra le autorità europee e nazionali, in particolare in campo legislativo e giurisdizionale;

88. chiede alla Commissione e al Consiglio di adoperarsi per la realizzazione di un'efficace politica energetica comune, ai fini di un coordinamento efficiente dei mercati energetici degli Stati membri dell'UE e del loro sviluppo, integrando al contempo gli aspetti esterni riguardanti le fonti e le vie dell'approvvigionamento energetico;

89. invita il Consiglio a valutare, assieme al Parlamento, le modalità di utilizzo delle disposizioni dell'articolo 127, paragrafo 6, del TFUE, che gli consentono di affidare alla Banca centrale europea compiti specifici "in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie, escluse le imprese di assicurazione";

90. si impegna ad adattare la propria organizzazione interna ottimizzando e razionalizzando l'esercizio delle nuove competenze conferite dal trattato;

°

°         °

91. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali degli Stati membri.

(1)

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, proclamata a Strasburgo il 12 dicembre 2007.

(2)

Consiglio europeo di Laeken, dichiarazione di Laeken sul futuro dell'Unione europea. SN 273/01, 15.12.2001.

(3)

GU C 125 E del 22.5.2008, pag. 215.

(4)

Testi approvati, P6_TA(2007)0328.

(5)

Testi approvati, P6_TA(2008)0055.


PARERE della commissione per gli affari esterI (*) (4.6.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere (*): Jacek Saryusz-Wolski

(*) Procedura con le commissioni associate - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che l'ampliamento dell'azione esterna dell'Unione previsto dal trattato di Lisbona, compresa l'introduzione di nuove basi giuridiche e strumenti concernenti i settori connessi alla politica estera (azione esterna e PESC/PSDC), rende necessario un nuovo equilibrio e una nuova cooperazione a livello interistituzionale che garantiscano la coerenza dell'azione esterna dell'Unione e assicurino un adeguato controllo democratico da parte del Parlamento europeo;

2.  è del parere che l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione sia responsabile per lo sviluppo, l'organizzazione, il coordinamento e l'attuazione delle relazioni estere, soprattutto in materia di PESC e PSDC, e che deve riferire al Parlamento in materia;

3.  sottolinea che sia nella formulazione, sia nell'attuazione della PESC, l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione è tenuto non soltanto ad osservare i principi enunciati agli articoli 2, 3 e 21 del trattato UE, ma anche a rispettare appieno la Carta dei diritti fondamentali;

4.  si attende che i competenti organi del Consiglio dell'UE cooperino direttamente con le commissioni e gli organi competenti in materia di PESC e PSDC all'interno del Parlamento europeo;

5.  intende, tra le altre cose, facilitare, attraverso la propria commissione per gli affari esteri, il consenso tra i parlamenti nazionali degli Stati membri per quanto riguarda il loro sostegno alle iniziative di politica estera dell'Unione europea;

Relazioni del Parlamento con l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione

6.  insiste sul fatto che i diritti del Parlamento europeo debbano essere pienamente rispettati in merito alla nomina del primo Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione, così come per qualsiasi altra nomina temporanea; sottolinea che l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione è pienamente e direttamente responsabile dinanzi al Parlamento europeo;

7.  ribadisce che la futura carica di Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione trarrà la propria legittimità direttamente dal Parlamento europeo e che i suoi due mandati in seno alla Commissione e al Consiglio saranno inscindibili ed esercitati in piena armonia; invita pertanto la persona che ricoprirà detta carica a basarsi sull'attuale prassi e a presenziare regolarmente alle sedute plenarie del Parlamento e agli incontri della commissione per gli affari esteri, così come a partecipare alle riunioni, allo scopo di intrattenere consultazioni periodiche, sistematiche e concrete con il Parlamento e i suoi organi competenti e di coinvolgerlo nel processo decisionale, aumentando in tal modo la trasparenza e la responsabilità della politica estera dell'Unione;

8.  ritiene che il dibattito con l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione concernente gli aspetti principali e le scelte di base relative alle PESC/PSDC per l'anno a venire rappresenti un'opportunità perfetta per consultare il Parlamento all'inizio di ogni anno e che un secondo dibattito in materia dovrebbe essere programmato a distanza di sei mesi;

9.  auspica che l'Alto rappresentante, o il suo rappresentante, consolidino l'attuale prassi secondo la quale la Presidenza dell'Unione compare dinnanzi alla commissione per gli affari esteri per riferire sui risultati delle riunioni mensili del Consiglio Affari esteri, conformemente al ruolo dell'Alto rappresentante di guidare la PESC dell'Unione e di presiedere il Consiglio Affari esteri (Articolo 18, paragrafi 2 e 3 del trattato UE consolidato);

10. chiede al rappresentante dell'Alto rappresentante che presiede il Comitato politico e di sicurezza (CPS) di intervenire periodicamente dinnanzi alla commissione per gli affari esteri del Parlamento al fine di riferire sulle questioni attualmente in discussione nelle riunioni di detto comitato;

11. chiede ai rappresentanti speciali dell'Alto rappresentante e ai Rappresentanti speciali dell'UE, come stabilito all'articolo 33 del trattato UE consolidato, di comparire dinanzi alla commissione per gli affari esteri e alle altre commissioni competenti, come e quando loro richiesto;

12. auspica che la creazione del Servizio europeo di azione esterna (SEAE) chiarisca maggiormente i requisiti di candidatura, la nomina e la valutazione dei Rappresentanti speciali dell'UE, compresa la definizione e gli obiettivi delle loro funzioni, la durata del mandato e il coordinamento e la complementarietà con le delegazioni future dell'Unione;

Interazione Consiglio-Parlamento-Commissione sulla politica estera

13. ritiene che il Parlamento europeo dovrebbe adottare una posizione su ogni fase successiva del processo decisionale relativo alla PESC e alla PSDC in modo più sistematico, comprese le decisioni di dispiegamento che devono essere prese in tempi molto brevi (quali quelle previste per i gruppi tattici dell'UE), affinché il Consiglio possa rispecchiare la posizione del Parlamento nelle posizioni e azioni comuni, rafforzando in tal modo la loro legittimità democratica;

14. sottolinea la necessità di rispettare la Carta dei diritti fondamentali in tutti gli aspetti dell'azione esterna dell'Unione;

15. è deciso a inserire il rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 3 e 21 del trattato UE e la piena applicazione della Carta dei diritti fondamentali nella PESC in prima linea tra i suoi imperativi; incarica la sua commissione responsabile di controllare il loro effettivo rispetto;

16. chiede che l'accordo interistituzionale tra il Parlamento e il Consiglio che definisce le relazioni di lavoro tra le due istituzioni in materia di politica estera venga aggiornato, compresa la condivisione di informazioni riservate sulla base degli articoli 15 e 295 del trattato consolidato sul funzionamento dell'UE e dell'articolo 36 del trattato UE consolidato;

17. sottolinea la necessità di garantire la responsabilità democratica e la trasparenza delle attività intraprese dall'Agenzia europea di difesa, segnatamente garantendo un regolare scambio di informazioni tra il direttore esecutivo dell'AED, la commissione per gli affari esteri e la sottocommissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento e concedendo al presidente della summenzionata sottocommissione lo statuto di osservatore presso il Consiglio direttivo dell'AED;

Parlamento e SEAE

18. sottolinea il bisogno di trasparenza e di controllo democratico dell'intero processo e ribadisce il suo diritto ad essere consultato in merito all'istituzione del SEAE, a norma dell'articolo 13 bis, paragrafo 3, del trattato UE, e di essere pienamente coinvolto nei lavori preparatori; è del parere che il SEAE debba far capo amministrativamente alla Commissione e fa riferimento alla sua relazione in corso in materia;

19. rende nota la propria intenzione di invitare i capi delle delegazioni UE nei paesi terzi a comparire dinanzi alla commissione per gli affari esteri;

Relazioni del Parlamento con i parlamenti nazionali sulla politica estera

20. accoglie con favore le disposizioni del trattato di Lisbona che prevedono una più stretta cooperazione tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali; sottolinea il bisogno di instaurare una più stretta cooperazione tra le commissioni competenti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, basandosi sull'attuale prassi delle riunioni tra i capi delle commissioni dei parlamenti nazionali per gli affari esteri, per la difesa e per gli affari europei e la commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo; fa riferimento alla sua relazione in corso in materia;

Visione del Parlamento riguardo agli accordi internazionali in materia di politica estera

21. si compiace del fatto che il Parlamento disporrà di poteri di autorizzazione molto più ampi in merito agli accordi internazionali e, in particolare, a tutti gli accordi per i quali si utilizza la procedura legislativa ordinaria per finalità interne; chiede che gli accordi futuri "misti" che uniscono elementi relativi alla PESC con altri ad essa estranei vengano trattati conformemente a un'unica base giuridica, che dovrebbe essere quella direttamente connessa all'argomento principale dell'accordo; osserva che il Parlamento avrà diritto a essere consultato in tutti gli altri casi tranne ove l'accordo riguardi esclusivamente la PESC;

Posizione del Parlamento in merito al ruolo dell'Unione in seno alle organizzazioni internazionali

22. chiede agli Stati membri di consultare i propri partner dell'UE e l'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione prima di adottare decisioni strategiche in materia di politica estera, in particolare in seno alle organizzazioni multilaterali, affinché le loro posizioni in merito alle decisioni strategiche siano coerenti e non pregiudichino la coerenza e convergenza della politica estera dell'UE o riducano la sua credibilità come attore globale rispetto ai paesi terzi; ribadisce, a tal proposito, che il trattato di Lisbona obbliga gli Stati membri a consultarsi l'un l'altro e a mostrare solidarietà reciproca;

23. chiede a tutti gli Stati membri che fanno anche parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di migliorare il loro coordinamento in seno a tale organo al fine di aumentare l'efficacia dell'azione dell'UE sulla scena globale e nel tentativo, in una prospettiva a più lungo termine, di garantire all'UE un seggio al Consiglio di sicurezza;

24. raccomanda un riesame e un rafforzamento urgenti dello status dell'Unione in seno alle organizzazioni internazionali, dopo che il trattato di Lisbona sarà entrato in vigore e l'Unione avrà sostituito le Comunità europee;

Finanziamento della PESC secondo il trattato di Lisbona e ruolo del Parlamento

25. è del parere che tutte le azioni esterne dell'Unione, comprese quelle nel quadro della futura PSDC ma escluse tutte le spese militari, in futuro dovrebbero essere finanziate dal bilancio comune dell'UE;

26. raccomanda che i presidenti e/o i relatori delle commissioni parlamentari competenti dell'azione esterna siano pienamente associati d'ufficio alle attività del nuovo comitato di conciliazione previsto per la nuova procedura di bilancio;

27. ribadisce che il Parlamento europeo è responsabile della sua organizzazione interna e della coerenza del suo operato; esso, pertanto, manterrà la comprovata prassi per l'istituzione e l'amministrazione di sottocommissioni sotto la guida della commissione per gli affari esteri;

28. fa riferimento alla sua relazione in corso in materia.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

46

7

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Monika Beňová, André Brie, Colm Burke, Philip Claeys, Véronique De Keyser, Hanna Foltyn-Kubicka, Georgios Georgiou, Bronisław Geremek, Maciej Marian Giertych, Ana Maria Gomes, Alfred Gomolka, Klaus Hänsch, Anna Ibrisagic, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Maria Eleni Koppa, Helmut Kuhne, Willy Meyer Pleite, Francisco José Millán Mon, Philippe Morillon, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Baroness Nicholson of Winterbourne, Alojz Peterle, Tobias Pflüger, João de Deus Pinheiro, Samuli Pohjamo, Raül Romeva i Rueda, Libor Rouček, Christian Rovsing, Katrin Saks, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, István Szent-Iványi, Inese Vaidere, Ari Vatanen, Jan Marinus Wiersma, Luis Yañez-Barnuevo García, Zbigniew Zaleski, Josef Zieleniec

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Giulietto Chiesa, Alexandra Dobolyi, Árpád Duka-Zólyomi, Martí Grau i Segú, Evgeni Kirilov, Jaromír Kohlíček, Miloš Koterec, Jo Leinen, Doris Pack, Rihards Pīks, Adrian Severin, Jean Spautz, Karl von Wogau


PARERE della commissione per lo sviluppO (*) (28.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere (*): Danutė Budreikaitė

(*) Procedura con le commissioni associate - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore la formulazione dell'articolo 208, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), secondo cui "la politica di cooperazione allo sviluppo dell'Unione e quella degli Stati membri si completano e si rafforzano reciprocamente", in contrasto con quella dell'attuale articolo 177, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità europea, secondo cui "la politica della Comunità nel settore della cooperazione allo sviluppo [...] integra quelle svolte dagli Stati membri"; sottolinea come la nuova formulazione attribuisca all'Unione un maggiore margine di iniziativa nella definizione delle politiche, che dovrebbe condurre a un miglior coordinamento tra i donatori, a una migliore divisione del lavoro e a una maggiore efficacia degli aiuti e che allo stesso tempo implica maggiori responsabilità per le istituzioni dell'Unione, compreso il Parlamento;

2.  accoglie con favore il fatto che l'articolo 208, paragrafo 1, del TFUE indichi inequivocabilmente "l'obiettivo principale della politica dell'Unione in questo settore è la riduzione e, a termine, l'eliminazione della povertà", sottolineando come tale obiettivo principale debba essere collocato nell'ambito del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM); ribadisce che tutte le politiche che interessano i paesi in via di sviluppo dovrebbero tener conto di tale obiettivo di sviluppo e che al Parlamento spetta un ruolo molto importante nella verifica dell'attuazione di tale obiettivo del trattato;

3.  si compiace del fatto che l'articolo 214 del TFEU riconosca l'aiuto umanitario come una politica a pieno titolo dell'Unione, che deve rispettare i principi previsti dal diritto internazionale e i principi di imparzialità, neutralità e non discriminazione; ritiene che i capi 1 (Cooperazione allo sviluppo) e 3 (Aiuto umanitario) del titolo III forniscano una chiara base giuridica per l'assistenza umanitaria e allo sviluppo e riflettano la loro completezza come competenze dell'Unione cui si applica la procedura legislativa ordinaria (codecisione);

4.  ribadisce che la limitazione del numero di commissari a decorrere dal 1° novembre 2014 (articolo 17, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea, come modificato dal trattato di Lisbona), non dovrebbe portare alla soppressione della carica di Commissario per lo sviluppo e gli aiuti umanitari, che deve conservare la responsabilità della politica di sviluppo dell'Unione e della direzione generale e dei servizi competenti per la definizione delle politiche, la consulenza e la gestione della cooperazione allo sviluppo dell'UE, in stretta collaborazione con l'Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, al fine di garantire la coerenza delle azioni esterne nel rispetto dell'articolo 208, paragrafo 1, del TFUE, che recita: "L'Unione tiene conto degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo nell'attuazione delle politiche che possono avere incidenze sui paesi in via di sviluppo.";

5.  insiste sulla necessità di attribuire maggiore importanza allo sviluppo nel quadro dell'UE, con il sostegno di una struttura amministrativa responsabile della relativa politica e della sua attuazione; sottolinea che il Commissario per lo sviluppo e gli aiuti umanitari dovrebbe guidare la politica di sviluppo in un modo più incisivo di quanto non avvenga attualmente;

6.  evidenzia che la creazione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) aiuterà la Commissione a continuare ad accelerare la riforma e la semplificazione delle Direzioni generali competenti in materia di azione esterna; insiste sulla necessità di un pieno impegno del Parlamento nel processo decisionale relativo alla struttura del SEAE; sottolinea che questo nuovo servizio deve rispondere pienamente del proprio operato al Parlamento; insiste tuttavia sul fatto che la responsabilità della politica di cooperazione allo sviluppo e della sua attuazione deve incombere al Commissario per lo sviluppo e gli aiuti umanitari;

7.  sottolinea che, per assicurare la coerenza della politica di sviluppo, permane la necessità, a livello amministrativo, di una specifica Direzione generale per lo sviluppo, responsabile della definizione delle politiche, dell'attività di consulenza e della gestione politica della cooperazione allo sviluppo dell'UE;

8.  sottolinea che è opportuno porre fine all'attuale prassi consistente nel gestire distintamente la formulazione, la programmazione e l'attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo, al fine di accrescere l'efficienza della cooperazione allo sviluppo dell'UE;

9.  sottolinea la necessità di assicurare la coerenza e di integrare la programmazione nel settore dello sviluppo e dell'assistenza umanitaria per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), dell'Asia e dell'America Latina;

10. invita la Commissione a porre rimedio alle attuali incoerenze a livello di struttura e competenze delle sue Direzioni generali, in termini sia di politiche che di bilancio; chiede che alla Direzione generale per lo sviluppo sia attribuita la responsabilità di tutte le attività di cooperazione allo sviluppo dell'UE, inclusa la cooperazione con i paesi in via di sviluppo non ACP, e che EuropeAid sia integrato in questa stessa Direzione generale;

11. accoglie positivamente il requisito che prevede l'approvazione (parere conforme) del Parlamento per la conclusione di accordi internazionali in campi cui si applica la procedura legislativa ordinaria o la procedura legislativa speciale (secondo la quale è richiesta l'approvazione del Parlamento) in base all'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), punto v) del TFUE; ribadisce che tale requisito accrescerà la trasparenza e il controllo democratico che il Parlamento esercita su tutti gli aspetti della politica di cooperazione allo sviluppo dell'UE;

12. rileva che il trattato di Lisbona mantiene la procedura (legislativa ordinaria) della codecisione nel settore della politica di cooperazione allo sviluppo; sottolinea che ciò deve significare che il Parlamento gode del diritto di controllo democratico su tutti gli aspetti della politica di cooperazione allo sviluppo dell'UE e se ne avvale pienamente;

13. si compiace dell'introduzione, attraverso l'articolo 5, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (come modificato dal trattato di Lisbona) del controllo da parte dei parlamenti nazionali sul rispetto del principio di sussidiarietà; ritiene che un maggior coinvolgimento dei parlamenti nazionali nell'ambito della cooperazione allo sviluppo dell'UE accrescerà la reciproca complementarità dell'azione dell'Unione e degli Stati membri e la consapevolezza del pubblico riguardo alle attività dell'Unione in questo campo; sottolinea la necessità di una grande efficienza nella preparazione del Parlamento europeo e degli Stati membri a tal fine;

14. accoglie con favore il fatto che il trattato di Lisbona introduca negli obiettivi interni ed esterni dell'UE disposizioni vincolanti per la tutela dei diritti dei minori;

15. accoglie con favore la soppressione, nel quadro del trattato di Lisbona, dell'articolo 179, paragrafo 3, del trattato che istituisce la Comunità europea, che esclude il Fondo europeo di sviluppo (FES) dal campo di applicazione di detto trattato; sottolinea che ciò apre la via all'iscrizione del FES nel bilancio dell'Unione, senza necessità di rivedere il trattato; invita il Consiglio e la Commissione a iscrivere il FES nel bilancio dell'UE al momento della revisione intermedia 2008/2009, il che rafforzerà la legittimità democratica di una parte importante della politica di sviluppo dell'UE e del suo bilancio;

16. sottolinea che l'Unione sarà in grado di dare realizzazione agli obiettivi di sviluppo e ai valori dell'UE sanciti nel trattato di Lisbona solo se sarà data un'elevata priorità alla coerenza delle politiche di sviluppo dell'Unione;

17. accoglie con favore la prospettiva di un'architettura istituzionale più snella a livello dell'UE, intesa a coordinare le politiche dell'Europa in materia di relazioni esterne, ma ammonisce che, per essere veramente efficace, la politica di sviluppo deve essere basata sul partenariato e la responsabilità condivisa con i paesi beneficiari.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

0

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Alessandro Battilocchio, Thijs Berman, Danutė Budreikaitė, Marie-Arlette Carlotti, Corina Creţu, Beniamino Donnici, Fernando Fernández Martín, Juan Fraile Cantón, Alain Hutchinson, Filip Kaczmarek, Glenys Kinnock, Maria Martens, Gay Mitchell, Luisa Morgantini, Horst Posdorf, José Ribeiro e Castro, Frithjof Schmidt, Jürgen Schröder, Feleknas Uca, Anna Záborská, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

John Bowis, Ana Maria Gomes, Miguel Angel Martínez Martínez, Manolis Mavrommatis, Mihaela Popa, Renate Weber, Gabriele Zimmer


PARERE della commissione per il commercio internazionalE (*) (27.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell’applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere (*): Georgios Papastamkos

(*) Commissioni associate – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   ritiene che le modifiche introdotte dal trattato di Lisbona nel settore della politica commerciale comune (PCC) contribuiscano in generale al rafforzamento della sua legittimità democratica e della sua efficienza; a tale proposito sottolinea l'ampiezza dell'ambito della PCC, il riconoscimento esplicito del fatto che tutti i settori interessati dalla PCC rientrano nella sua competenza esclusiva e in particolare il sostanziale rafforzamento del ruolo e dei poteri del Parlamento;

2.   sottolinea l'esplicita esigenza che la PCC deve servire i principi e gli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione, tra cui la salvaguardia dei suoi valori e interessi fondamentali, il sostegno alla democrazia e allo Stato di diritto nonché la promozione dello sviluppo sostenibile e della buona governance globale; evidenzia la necessità di garantire la coerenza e il sostegno reciproco tra i vari aspetti dell'azione esterna dell'UE; considera tuttavia ancora necessaria una politica commerciale indipendente, che tenga conto dell'importanza degli interessi dell'Unione europea in materia di politica commerciale in relazione alla creazione di posti di lavoro e di benessere; mette in guardia dal considerare la PCC come uno strumento di negoziato per attuare altri obiettivi politici;

3.   appoggia fermamente una promozione efficace degli aspetti non commerciali, quali il rispetto delle norme ambientali, sociali e di sicurezza alimentare, attraverso l'attuazione della PCC a livello bilaterale, interregionale e multilaterale;

Le relazioni future con la Commissione europea

4.   sottolinea che, per quanto concerne la negoziazione e la conclusione di accordi internazionali nell'ambito della PCC, la Commissione avrà l'obbligo legale di informare il Parlamento sui progressi dei negoziati allo stesso modo del "Comitato speciale di cui all'articolo 207 N del Trattato sul funzionamento dell'UE" (TFUE) designato dal Consiglio; chiede che tali informazioni gli siano fornite nella stessa misura e allo stesso momento in cui sono trasmesse al competente comitato del Consiglio di cui al presente articolo;

5.   deplora lo squilibrio esistente, per quanto riguarda il ruolo e i poteri del Parlamento, fra le sue competenze interne ed esterne nei settori della PCC; ritiene particolarmente inaccettabile il fatto che il trattato di Lisbona non attribuisca al Parlamento il diritto di approvare il mandato della Commissione a negoziare un accordo commerciale;

6.   osserva tuttavia che il Parlamento ha il diritto di fissare dei prerequisiti per dare il suo consenso, che sarà necessario per la conclusione di ogni accordo commerciale; sottolinea pertanto la necessità di rafforzare l'accordo quadro e in particolare il paragrafo 19, sulle relazioni tra Parlamento e Commissione;

7.   chiede che in tale accordo quadro rafforzato siano inseriti paragrafi specifici in cui si invita la Commissione a:

      a) reagire alle condizioni preliminari che il Parlamento potrebbe stabilire per dare il proprio accordo alla conclusione di un accordo commerciale prima di avviare concretamente i negoziati;

      b) fornire al Parlamento tutte le informazioni necessarie relative alla PCC e alla negoziazione di accordi commerciali o alla negoziazione degli aspetti commerciali di qualsiasi accordo, ivi incluse tutte le proposte e i progetti di proposte per i mandati e/o le direttive di negoziato, in tempo utile affinché il Parlamento possa esprimere il suo parere e la Commissione possa tenerne debitamente conto;

      c) fornire alla commissione competente del Parlamento tutta la documentazione per quanto concerne la trasparenza del funzionamento del comitato di cui all'articolo 207 del TFUE;

      d) includere una delegazione di osservatori del Parlamento in ogni negoziato su accordi commerciali o sugli aspetti commerciali di qualsiasi altro accordo internazionale;

Le relazioni future con il Consiglio

8.   rileva che, ai sensi dell'articolo 207, paragrafo 2 del TFUE, il Parlamento e il Consiglio saranno colegislatori su un piede di parità per quanto concerne la determinazione del quadro per l'attuazione della PCC, che può includere gli aspetti politici e tecnici di tale politica;

9.   ritiene che la formulazione "misure che definiscono il quadro di attuazione della politica commerciale comune" dell'articolo 207, paragrafo 2 del TFUE sottintenda che gli elementi essenziali della PCC saranno inclusi negli atti legislativi adottati con la procedura legislativa ordinaria e che gli elementi non essenziali di tali atti possono essere modificati o completati dalla Commissione mediante "atti delegati", qualora ciò sia stabilito nell'atto legislativo di base, ai sensi dell'articolo 290 del TFUE;

10. osserva che, per quanto concerne gli "atti delegati", il Parlamento disporrà di forti poteri che gli permetteranno anche di opporsi all'entrata in vigore dell'atto delegato in questione, qualora ciò sia previsto dall'atto principale adottato in codecisione;

11. ritiene che per garantire condizioni uniformi di esecuzione degli atti legislativi nella PCC sia necessario che tali atti conferiscano competenze esecutive alla Commissione per l'adozione di "atti di esecuzione", ai sensi dell'articolo 291 del TFUE; esorta pertanto la Commissione a proporre, quanto prima possibile, un regolamento che stabilisca le norme e i principi generali riguardo agli atti di esecuzione e includa meccanismi di controllo di tali competenze da parte degli Stati membri; esorta il Parlamento e il Consiglio ad adottare tale regolamento non appena possibile dopo l'entrata in vigore del trattato;

12. sottolinea che tale regolamento dovrebbe invitare la Commissione ad astenersi dall'apportare modifiche sostanziali agli atti legislativi di base o dall'aggiungere elementi che influiscano sulla volontà politica espressa in tali atti, in sede di adozione delle disposizioni esecutive concernenti la PCC;

13. chiede al Consiglio europeo, al Consiglio e alla Commissione di prendere in esame la negoziazione di un nuovo Accordo interistituzionale con il Parlamento che assicuri a quest'ultimo una definizione sostanziale del suo coinvolgimento in ogni fase del processo che porta alla conclusione di un accordo internazionale;

14. chiede al Consiglio di invitare i rappresentanti del Parlamento a partecipare a tutte le riunioni del COREPER II in cui si trattano questioni che rientrano nel campo di applicazione della procedura legislativa ordinaria;

Relazioni future con il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza – Azioni esterne

15. esorta il futuro Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ("AR/VP") ad esaminare con il Parlamento i metodi appropriati per tenere il Parlamento pienamente informato sull'azione esterna dell'Unione e consultarlo a tale riguardo; al fine di contribuire al raggiungimento di tale obiettivo, ritiene che dovrebbe diventare prassi corrente l'organizzazione di riunioni congiunte regolari tra il gruppo di Commissari responsabili delle relazioni esterne (presieduto dall'AR/VP) e delegazioni delle commissioni parlamentari competenti, nonché riunioni congiunte regolari tra i gruppi di lavoro del Consiglio, il COREPER, il CPS, il comitato ex articolo 207 e la Commissione e i relatori e le delegazioni del Parlamento;

16. invita a stabilire una procedura di audizione "ad hoc" per la nomina dell'AR/VP con la partecipazione della commissione per gli affari esteri, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per lo sviluppo ;

Relazioni future con i parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE

17. considera essenziale per avvalorare l'importanza della PCC che in seno al Collegio dei Commissari continui ad esservi un singolo Commissario con competenza unica in materia di politica commerciale;

18. rileva che tutte le tematiche che ricadono nell'ambito della PCC (Parte V, titolo II del TFUE) saranno di competenza esclusiva dell'Unione, ivi inclusi il commercio di beni, i servizi, gli aspetti commerciali della proprietà intellettuale e gli investimenti esteri diretti, il che significa che gli accordi commerciali saranno "Accordi dell'Unione" e che non vi saranno più accordi commerciali misti conclusi sia dall'Unione sia dagli Stati membri;

19. invita pertanto il Parlamento ad avviare un dialogo strutturato con i Parlamenti degli Stati membri per garantire congiuntamente la legittimità democratica della PCC dell'Unione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Kader Arif, Françoise Castex, Christofer Fjellner, Glyn Ford, Béla Glattfelder, Ignasi Guardans Cambó, Jacky Hénin, Marusya Ivanova Lyubcheva, Erika Mann, Helmuth Markov, David Martin, Georgios Papastamkos, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Tokia Saïfi, Peter Šťastný, Robert Sturdy, Daniel Varela Suanzes-Carpegna, Corien Wortmann-Kool

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Albert Deß, Eugenijus Maldeikis, Javier Moreno Sánchez, Salvador Domingo Sanz Palacio, Frithjof Schmidt, Zbigniew Zaleski

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Emanuel Jardim Fernandes


PARERE della commissione per i problemi economici e monetarI (*) (4.6.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento in applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere (*): Pervenche Berès

(*) Commissione associata - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  considera che il riconoscimento della Banca centrale europea (BCE) in quanto istituzione europea, non influenzando la sua indipendenza nella gestione della politica monetaria, rafforza la responsabilità del Parlamento e, in particolare quella della sua commissione competente per gli affari economici e monetari, in quanto istituzione a cui la BCE rende conto delle proprie decisioni di politica monetaria; ritiene che, in parallelo, il contributo del Parlamento alla designazione dei membri direttivi della BCE dovrà essere rafforzato; considera che il ruolo della BCE nella lotta contro gli attacchi agli interessi finanziari dell'Unione europea debba condurre ad una stretta cooperazione tra le commissioni del Parlamento;

2.  si compiace del nuovo ruolo consultivo attribuito al Parlamento europeo in base all'articolo 40, paragrafo 2 dello statuto BCE per quanto riguarda la modifica della composizione del consiglio direttivo della BCE;

3.  prende atto del riconoscimento ufficiale dell'eurogruppo e del suo ruolo preponderante nella condotta della politica economica della zona euro; ritiene in conseguenza necessario sviluppare la pratica degli scambi iniziati dalla commissione competente per gli affari economici e monetari; chiede che l'eurogruppo e la Commissione forniscano chiarimenti sull'evoluzione in termini di mezzi e di analisi che tale modificazione implicherà; ritiene che l'iscrizione a bilancio del riconoscimento dell'eurogruppo dovrà essere esaminata dall'autorità di bilancio;

4.   ritiene che la creazione di una base giuridica atta a permettere l'adozione di indirizzi di massima di politica economica per la zona euro di cui all'articolo 136 del futuro trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e di misure volte a rafforzare il coordinamento e il monitoraggio della disciplina di bilancio degli Stati membri deve indurre la Commissione ad avvalersi quanto prima di detta nuova base per avviare un'iniziativa che associ pienamente il Parlamento alla definizione della procedura e alla sua applicazione;

5.  ritiene che la possibilità di posizioni comuni nonché una rappresentanza unificata della zona euro nelle istituzioni finanziarie internazionali dovrebbe risultare anche nella partecipazione in tale rappresentanza dei membri della sua competente commissione per i problemi economici e monetari che sono cittadini di Stati membri rappresentanti nell'eurogruppo;

6.  chiede alla Commissione di presentare una proposta di regolamento per permettere al Parlamento europeo e al Consiglio di decidere la modalità della procedura di vigilanza multilaterale a norma dell'articolo 121, paragrafo 6, del TFUE;

7.  prende atto da una parte del rafforzamento del ruolo della Commissione in base al TFEU, che potrà notificare direttamente agli Stati membri interessati i pareri in caso di non conformità ai grandi orientamenti di politica economica oppure in caso di minaccia al buon funzionamento dell'Unione economica e monetaria nonché, dall'altra dell'introduzione della procedura legislativa ordinaria per l'adozione di regole dettagliate sulla procedura di vigilanza multilaterale che dovrebbe portare ad un rafforzamento del coordinamento economico;

8.  si congratula delle modifiche apportate all'articolo 16 del trattato CE, che diventerà articolo 14 del TFUE, riguardo ai servizi d'interesse economico generale, specialmente della base giuridica che permette la definizione di principi e di condizioni in base ai quali tali servizi possono essere forniti, nonché all'adozione di un protocollo sui servizi d'interesse generale; si congratula ugualmente per l'introduzione della procedura legislativa ordinaria che permette al Parlamento e al Consiglio di fissare principi e condizioni per la prestazione di tali servizi;

9.  si congratula per il ruolo accresciuto dei parlamenti nazionali in materia di controllo del principio di sussidiarietà nel quadro della procedura legislativa ordinaria; si impegna tuttavia, in mancanza di una consultazione specifica dei parlamenti nazionali, ad associarli su base annuale alle proprie decisioni sui grandi orientamenti di politica economica;

10. constata che gli atti delegati previsti all'articolo 290 del TFUE sono adattati alla legislazione finanziaria; si compiace che la delega di poteri alla Commissione sia più chiaramente definita per quanto riguarda il campo di applicazione e la durata; insiste tuttavia sulle specificità, specialmente in termini di circolazione dell'informazione tra le differenti istituzioni e di trasparenza della Commissione nell'elaborazione delle misure legislative, della procedura Lamfalussy e sulla necessità di conservare almeno tale specificità, se non addirittura di svilupparla ulteriormente a fini di maggiore trasparenza, migliore cooperazione tra le varie istituzioni e migliore vigilanza a livello dell'UE;

11. rivolge alla Commissione la domanda sull'interpretazione che intende dare alla Dichiarazione sull'articolo 290 del TFEU, relativa alla consultazione di esperti nel settore dei servizi finanziari e sull'applicazione che intende farne, aldilà della lettura letterale delle disposizioni relative agli atti delegati contenute nel TFUE;

12. invita la Commissione ad avvalersi, per quanto possibile, dell'articolo 290 del TFUE per favorire il ricorso al regolamento in materia di servizi finanziari;

13. invita la Commissione ad avvalersi, quanto prima, del nuovo articolo 197 del TFUE per introdurre disposizioni relative alla cooperazione amministrativa nei settori dei regimi fiscali e della vigilanza dei mercati dei servizi finanziari;

14.  invita il Consiglio a lanciare, in associazione con il Parlamento europeo, una riflessione sull'uso che dovrà essere fatto delle disposizioni dell'articolo 127, paragrafo 6, del TFUE, che gli consentono di affidare alla BCE compiti specifici "in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie, escluse le imprese di assicurazione";

15. si dichiara preoccupato dell'aggiunta all'articolo 57 del trattato CE, che diventerà articolo 64 del TFUE, di una procedura di decisione all'unanimità degli Stati membri per decidere restrizioni alla libera circolazione dei capitali a destinazione o in provenienza di paesi terzi, se tali restrizioni sono in violazione dello stato di liberalizzazione del mercato; considera che tale nuova condizione impedirà di fatto iniziative UE nel settore dei mercati finanziari, che potrebbero rivelarsi essenziali per salvaguardare la stabilità finanziaria europea.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

0

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mariela Velichkova Baeva, Zsolt László Becsey, Pervenche Berès, Sharon Bowles, Manuel António dos Santos, Jonathan Evans, Elisa Ferreira, José Manuel García-Margallo y Marfil, Jean-Paul Gauzès, Donata Gottardi, Benoît Hamon, Karsten Friedrich Hoppenstedt, Othmar Karas, Piia-Noora Kauppi, Wolf Klinz, Christoph Konrad, Guntars Krasts, Andrea Losco, Astrid Lulling, Florencio Luque Aguilar, John Purvis, Alexander Radwan, Bernhard Rapkay, Dariusz Rosati, Eoin Ryan, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Peter Skinner, Margarita Starkevičiūtė, Ivo Strejček, Ieke van den Burg

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Dăianu, Mia De Vits, Harald Ettl, Vladimír Maňka, Margaritis Schinas

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Tobias Pflüger


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali(*) (29.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere: Jan Andersson

(*) Procedura con le commissioni associate - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che, in vista della preparazione di una relazione sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento europeo nell'applicazione del trattato di Lisbona, la commissione per gli affari costituzionali ha chiesto a tutte le commissioni parlamentari di dare risposta a due domande incluse in un documento di lavoro da essa preparato,

B.  considerando che la presidenza della commissione per l'occupazione e gli affari sociali ha chiesto ai gruppi politici di fare delle considerazioni a tali due domande e si è avvalsa dei contributi forniti dal segretariato di tale commissione,

1.  sottolinea, per quanto riguarda la questione delle priorità politiche della commissione per l'occupazione e gli affari sociali sull'uso dei nuovi poteri del Parlamento, come previsti dal trattato di Lisbona, che, come mostra il suo documento di lavoro del 9 aprile 2008 sulle modifiche introdotte dal trattato di Lisbona che interessano la commissione per l'occupazione, pochi cambiamenti saranno introdotti dal trattato di Lisbona per quanto riguarda le competenze della commissione EMPL, sancite all'allegato VI del regolamento;

2.  ritiene quindi che l'uso dei nuovi poteri del Parlamento sanciti dal trattato di Lisbona avrà un effetto marginale, in paragone con l'attuale situazione per quanto riguarda sia le competenze in merito e la gestione dei dossier da parte della commissione per l'occupazione e gli affari sociali;

3.  sottolinea che il trattato di Lisbona prevede ulteriori progressi in materia di Europa sociale e un rafforzamento della legislazione sociale sulla base del carattere vincolante della Carta UE per i diritti fondamentali, sottolineando che alcuni Stati membri possono derogare a tale carattere vincola nte, e di una definizione più sistematica, agli articoli 2 e 3 del trattato sull'Unione europea, come modificati, dei valori che informano l'azione dell'UE e i suoi scopi precipui;

4.  sottolinea, inoltre, l'importanza della clausola sociale orizzontale, all'articolo 9 del trattato sull'Unione europea, come modificato, la quale fungerà da principio generale per il processo decisionale dell'Unione europea;

5. accoglie con particolare favore l'articolo 16 del trattato CE, come modificato, e il Protocollo al trattato di Lisbona sui servizi di interesse generale, che fornisce chiara base giuridica alla definizione delle responsabilità degli Stati membri nel fornire agli utilizzatori servizi pubblici di qualità e universalmente accessibili;

6.  accoglie con favore il fatto che la legislazione contro la discriminazione sarà soggetta alla procedura di codecisione;

7.  fa notare, per quanto riguarda la domanda su come la commissione per l'occupazione e gli affari sociali prevede di affrontare la transizione dalla consultazione alla codecisione nelle procedure legislative e altre modifiche procedurali, che attualmente ci sono solo tre proposte legislative in esame, che saranno influenzate dalle modifiche introdotte dal trattato di Lisbona; sottolinea che tutte le tre proposte riguardano il coordinamento della previdenza sociale e si basano sugli articoli 42 e 308 del trattato CE:

-  proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (COM(2006)0016 – C6-0037/2006 – 2006/0006(COD));

-  proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale che determina il contenuto dell'allegato XI (COM(2006)0007 – C6-0029/2006 – 2006/0008(COD)); e

-  proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica gli allegati al regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (COM(2007)0376 - C6 0204/2007 - 2007/0129 (COD));

fa notare che le ultime due proposte saranno combinate e adottate quale atto legislativo unico;

8.  sottolinea che la sola modifica introdotta dal trattato di Lisbona alle tre proposte legislative di cui sopra riguarderà la loro adozione, in quanto il voto in Consiglio si svolgerà sulla base della maggioranza qualificata invece che all'unanimità, in base alla procedura prevista all'articolo 42 del trattato CE, come modificato.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Andersson, Edit Bauer, Philip Bushill-Matthews, Alejandro Cercas, Derek Roland Clark, Luigi Cocilovo, Jean Louis Cottigny, Jan Cremers, Harald Ettl, Richard Falbr, Roger Helmer, Stephen Hughes, Jan Jerzy Kułakowski, Jean Lambert, Bernard Lehideux, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Maria Matsouka, Elisabeth Morin, Juan Andrés Naranjo Escobar, Csaba Őry, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Pier Antonio Panzeri, Rovana Plumb, Jacek Protasiewicz, Bilyana Ilieva Raeva, José Albino Silva Peneda, Jean Spautz, Gabriele Stauner, Ewa Tomaszewska, Anne Van Lancker, Gabriele Zimmer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Françoise Castex, Gabriela Creţu, Sepp Kusstatscher, Roberto Musacchio, Ria Oomen-Ruijten, Csaba Sógor, Tatjana Ždanoka


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (*) (3.6.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere (*): David Martin

(*) Procedura con le commissioni associate - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore il fatto che in tutte le politiche dell'UE previste dal trattato di Lisbona sia stata data grande importanza all'ambiente, con un esplicito riferimento alla promozione di misure a livello internazionale volte a far fronte ai problemi ambientali e, in particolare, a combattere i cambiamenti climatici e il riscaldamento del pianeta;

2.  sottolinea quanto sia importante che il Parlamento europeo e l'Unione europea continuino a svolgere un ruolo guida in tutte le politiche volte ad affrontare il cambiamento climatico;

3.  rileva pertanto che per il Parlamento europeo l'approvazione quanto più tempestiva possibile della sua posizione sul pacchetto relativo al cambiamento climatico proposto dalla Commissione all'inizio di quest'anno rappresenta una priorità;

4.  nota con soddisfazione il considerevole rafforzamento dei poteri dell'Unione europea nel campo della sanità pubblica attraverso riferimenti ai servizi sanitari nelle regioni transfrontaliere, misure per la tutela della sanità pubblica riguardanti il tabagismo e l'abuso di alcol e per la sorveglianza, l'allarme precoce e la lotta contro gravi minacce a carattere transfrontaliero per la salute, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari, nonché misure relative ai farmaci e ai dispositivi per uso medico; accoglie con favore i riferimenti specifici ad iniziative finalizzate alla definizione di orientamenti e di indicatori, all'organizzazione di scambi delle migliori pratiche e alla preparazione di elementi necessari per il controllo e la valutazione periodici, di cui il Parlamento europeo deve essere pienamente informato; si compiace del fatto che le politiche per la sanità pubblica possano chiaramente essere perseguite con maggior efficacia in base al nuovo trattato;

5.  osserva che, alla luce della maggiore enfasi posta sui servizi sanitari, sulle malattie a carattere transfrontaliero e sui cambiamenti climatici, tali temi dovrebbero, ove possibile, essere considerati in tutti gli aspetti della politica dell'UE, in particolare ai fini degli accordi commerciali internazionali;

6.  accoglie con favore l'aggiunta nel trattato di un nuovo titolo sull'energia (Titolo XXI), tra i cui obiettivi figura quello di promuovere l'efficienza energetica e l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, nel rispetto della necessità di preservare e migliorare l'ambiente;

7.  si compiace inoltre del rafforzamento dei poteri dell'Unione europea nel campo della protezione civile per quanto concerne la fornitura, su base puntuale, di assistenza e soccorso ai paesi terzi vittime di calamità nell'ambito della politica dell'UE nel settore dell'aiuto umanitario, nonché per quanto concerne il sostegno e il completamento delle azioni degli Stati membri e l'applicazione della clausola di solidarietà in caso di calamità naturali o provocate dall'uomo;

8.  sottolinea che la precisazione dei poteri dell'Unione nell'ambito delle politiche per l'ambiente, la sanità pubblica e la protezione dei consumatori comporta vantaggi tangibili per i cittadini europei, dal momento che viene rafforzata la promozione dello sviluppo sostenibile nell'Unione, delle politiche sanitarie e della tutela ambientale;  

9.  alla luce del crescente carattere internazionale del suo ambito di competenza, la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare chiede al Parlamento europeo e alla Commissione di facilitare un rapporto diretto tra l'Alto rappresentante per la politica estera di sicurezza comune e la commissione stessa attraverso consultazioni regolari tra i due soggetti;

10. ritiene che la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare disponga di un efficiente sistema in grado di garantire che il Parlamento svolga e sfrutti appieno il suo ruolo in virtù delle nuove disposizioni in fatto di controllo nell'ambito della comitatologia ed evidenzia la sfida di fronte alla quale è posta la commissione stessa nel trovare un equilibrio tra il carico di lavoro dovuto al normale programma di lavoro legislativo e le nuove attribuzioni in materia di controllo;

11. accoglie positivamente il rafforzamento del ruolo dei parlamenti nazionali nel processo legislativo attraverso il nuovo obbligo di controllo di tutte le proposte legislative, ad eccezione dei casi in cui non si applica il principio di sussidiarietà; rileva che è prematuro esprimersi sulle conseguenze pratiche delle nuove disposizioni in materia di controllo sull'attività della commissione e del Parlamento.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

49

2

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Georgs Andrejevs, Margrete Auken, Liam Aylward, Pilar Ayuso, Irena Belohorská, Johannes Blokland, John Bowis, Frieda Brepoels, Martin Callanan, Dorette Corbey, Magor Imre Csibi, Chris Davies, Avril Doyle, Edite Estrela, Karl-Heinz Florenz, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Gyula Hegyi, Marie Anne Isler Béguin, Christa Klaß, Eija-Riitta Korhola, Peter Liese, Jules Maaten, Roberto Musacchio, Riitta Myller, Péter Olajos, Miroslav Ouzký, Vladko Todorov Panayotov, Vittorio Prodi, Frédérique Ries, Dagmar Roth-Behrendt, Guido Sacconi, Carl Schlyter, Horst Schnellhardt, Richard Seeber, Kathy Sinnott, Bogusław Sonik, María Sornosa Martínez, Antonios Trakatellis, Anja Weisgerber, Åsa Westlund, Anders Wijkman, Glenis Willmott

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Iles Braghetto, Bairbre de Brún, Genowefa Grabowska, Rebecca Harms, Jutta Haug, Henrik Lax, Johannes Lebech, Alojz Peterle


PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI (*) (3.6.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere (*): Evelyne Gebhardt

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   rileva che per le politiche nei settori del mercato interno, della protezione dei consumatori e dell'unione doganale, anche il trattato di Lisbona prevede, come avveniva in precedenza, l'applicazione della procedura di codecisione, rinominata "procedura legislativa ordinaria"; sottolinea il rafforzamento del potere di controllo del Parlamento europeo grazie all'introduzione della citata procedura per talune disposizioni;

2.    accoglie favorevolmente dal profondo del cuore il trattato di Lisbona e prende atto in particolare:

      -  dell'obiettivo di instaurare un mercato interno collegato con elementi orizzontali quali lo sviluppo sostenibile, "un'economia sociale di mercato fortemente competitiva che mira alla piena occupazione e al progresso sociale", nonché la tutela e il miglioramento dell'ambiente;

      -  del protocollo sul mercato interno e la concorrenza, ribadendo, a tal proposito, che la politica in materia di concorrenza rappresenta uno strumento necessario ai fini del corretto funzionamento del mercato interno, che tuttavia non deve essere fine a se stesso;

      -             del fatto che il mercato interno, la coesione economica, sociale e territoriale, la protezione dei consumatori e i problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica figurano tra i settori prioritari, con attribuzione di pari diritti all'Unione e agli Stati membri, che hanno quindi una competenza condivisa;

      -  dell'invito rivolto agli Stati membri a sforzarsi di procedere a una maggiore liberalizzazione nel settore dei servizi quando ciò sia consentito dalla situazione economica generale e da quella del settore interessato;

      -  della competenza legislativa del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di servizi di interesse economico generale, segnatamente per via della loro rilevanza nella promozione della coesione sociale e territoriale, nonché del margine discrezionale spettante alle autorità nazionali, regionali e locali in virtù del protocollo sui servizi di interesse generale;

      -  del rafforzamento e dell'ulteriore definizione del principio di sussidiarietà nonché del coinvolgimento dei parlamenti nazionali nell'iter legislativo ai sensi del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e di quello sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea;

3.   sottolinea inoltre l'importanza dell'integrazione della protezione dei consumatori nella definizione e attuazione di altre politiche comunitarie;

4.   rileva altresì la competenza esclusiva dell'Unione europea in materia di unione doganale; sottolinea la competenza legislativa del Parlamento europeo e del Consiglio per le misure finalizzate allo sviluppo della cooperazione doganale;

5.   rileva altresì che talune relazioni di competenza della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori per le quali non è sicura la conclusione della prima lettura entro la fine del 2008 potrebbero essere sottoposte al controllo sulla sussidiarietà dei parlamenti nazionali a partire dal 1° gennaio 2009.(1)

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Charlotte Cederschiöld, Gabriela Creţu, Janelly Fourtou, Evelyne Gebhardt, Martí Grau i Segú, Małgorzata Handzlik, Malcolm Harbour, Edit Herczog, Iliana Malinova Iotova, Graf Alexander Lambsdorff, Toine Manders, Arlene McCarthy, Nickolay Mladenov, Zita Pleštinská, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Leopold Józef Rutowicz, Salvador Domingo Sanz Palacio, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Marianne Thyssen, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Emmanouil Angelakas, Giovanna Corda, Jan Cremers, Joel Hasse Ferreira, Filip Kaczmarek, Manuel Medina Ortega

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Dragoş Florin David, Jean-Paul Gauzès, Sirpa Pietikäinen

(1)

A oggi i documenti potenzialmente interessati sono: le proposte di direttiva sugli appalti e i trasferimenti nel settore della difesa (COM(2007)0766 e COM(2007)0765) e quella sulla sicurezza dei giocattoli (COM(2008)0009).


PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO(*) (29.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere (*): Paolo Costa

(*) Procedura con le commissioni associate - Articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che nel corso di vari anni e nell'ambito di successive legislature, la commissione per i trasporti e il turismo ha trattato un'elevata proporzione degli atti legislativi del Parlamento europeo rientranti nella procedura di codecisione e che, anche se in realtà non sono stati trascurati i pareri e i lavori politici nel senso più ampio, i dossier soggetti alla codecisione hanno costituito la parte più importante dei lavori della commissione per i trasporti; rileva che tale situazione non cambierà se verrà ratificato il trattato di Lisbona e sarà utilizzata la procedura legislativa ordinaria;

2.  accoglie con favore l'inclusione del turismo come nuovo titolo nel trattato di Lisbona; rileva che l'articolo 195, paragrafo 1, del trattato di Lisbona prevede che l'Unione completerà l'azione degli Stati membri nel settore del turismo, in particolare promuovendo la competitività delle imprese dell'Unione in tale settore, incoraggiando la creazione di un ambiente propizio allo sviluppo delle imprese e lo scambio delle buone pratiche; si compiace delle nuove competenze del Parlamento nel settore del turismo e auspica che contribuiscano a sviluppare una nuova politica del turismo per l'Unione europea;

3.  accoglie inoltre con favore la disposizione secondo cui la procedura legislativa ordinaria disciplinerà l'adozione di proposte legislative che rientrano nel titolo in parola;

4.  in tale contesto sollecita la Commissione a esaminare se siano necessari atti legislativi o altre misure per soddisfare le priorità individuate dal Parlamento nelle sue risoluzioni sul turismo dell'8 settembre 2005(1) e del 29 novembre 2007(2), segnatamente per quanto riguarda la raccolta delle informazioni statistiche nel settore del turismo, un sistema o sistemi di classificazione europeo/i per la ricezione turistica nonché l'estensione delle disposizioni relative alla protezione dei consumatori a tutti i siti web che offrono servizi turistici; esorta altresì la Commissione a presentare proposte legislative o altre misure in tale settore;

5.  si compiace dell'introduzione, attraverso l'articolo 189 del trattato di Lisbona, di una base giuridica a favore di una politica spaziale europea e dell'elaborazione di un programma spaziale europeo secondo la procedura legislativa ordinaria;

6.  osserva che le prestazioni di lancio spaziale e le infrastrutture loro necessarie costituiscono attività di trasporto che dovrebbero rientrare pertanto nel titolo VI del trattato di Lisbona e per i quali la competenza di merito andrebbe assegnata alla commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento; auspica che le iniziative della Commissione attinenti a questo specifico segmento della filiera spaziale si fondino esplicitamente su tale base giuridica;

7.  accoglie con favore il fatto che l'articolo 207, paragrafo 5, del trattato di Lisbona estende la procedura del parere conforme agli accordi internazionali sull'aviazione; chiede in tale contesto che vengano pienamente applicati gli articoli 83 e 84 del regolamento del Parlamento che consentono al Parlamento di chiedere al Consiglio di non autorizzare l’apertura dei negoziati fintantoché il Parlamento non si sia pronunciato e consentono al Parlamento, sulla base di una relazione della commissione competente, di adottare raccomandazioni in qualsiasi fase dei negoziati affinché esse siano prese in considerazione prima della conclusione dei negoziati;

8.  chiede che qualsiasi modifica del regolamento volta ad armonizzarlo con il trattato di Lisbona mantenga la sostanza delle disposizioni degli articoli 83 e 84.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Paolo Costa, Arūnas Degutis, Petr Duchoň, Saïd El Khadraoui, Robert Evans, Emanuel Jardim Fernandes, Francesco Ferrari, Brigitte Fouré, Mathieu Grosch, Georg Jarzembowski, Timothy Kirkhope, Sepp Kusstatscher, Jörg Leichtfried, Marian-Jean Marinescu, Willi Piecyk, Paweł Bartłomiej Piskorski, Luís Queiró, Reinhard Rack, Brian Simpson

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nathalie Griesbeck, Zita Gurmai, Leopold Józef Rutowicz

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Bart Staes

(1)

GU C 193 E del 17.8.2006, pag. 325.

(2)

Testi adottati, P6_TA(2007)0575.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO REGIONALE(*) (30.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell’applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere (*): Gerardo Galeote

(*) Procedura con le commissioni associate - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore il fatto che, per quanto concerne la coesione economica, sociale e territoriale, il trattato di Lisbona ponga il Parlamento europeo su un piano di parità con il Consiglio, sostituendo la procedura del parere conforme, a cui si ricorreva in particolare per l'adozione del regolamento sui Fondi strutturali, con la cosiddetta procedura legislativa ordinaria, la procedura di codecisione, ampliando in modo significativo i poteri legislativi del Parlamento e le competenze della commissione per lo sviluppo regionale, una modifica che risulterà particolarmente significativa per quanto concerne i Fondi strutturali nel periodo successivo al 2013, e migliorando dunque la trasparenza nonché aumentando la responsabilità del Parlamento nei confronti dei cittadini;

2.  ritiene che l’inclusione della coesione territoriale fra gli obiettivi dell’Unione integri gli obiettivi in materia di coesione economica e sociale e sia destinata ad aumentare le competenze del Parlamento e della commissione per lo sviluppo regionale per quanto attiene alla valutazione dell’impatto territoriale delle principali politiche dell’Unione europea; sottolinea l’importanza di aver introdotto la competenza concorrente fra l’UE e gli Stati membri in materia di coesione territoriale e, al fine di progredire rapidamente verso il conseguimento di tale obiettivo, raccomanda che la commissione per lo sviluppo regionale sia pienamente coinvolta in tutte le attività di rilievo in tale settore;

3.  invita il Consiglio e la Commissione a definire con maggior precisione, insieme al Parlamento, la concezione e l’obiettivo della coesione territoriale (ivi compresi gli indicatori, la metodologia e gli strumenti) e, avendo presente tale definizione, a tenere in maggior conto senza ulteriore indugio l’impatto territoriale di tutte le politiche dell’Unione caratterizzate da una forte dimensione territoriale; sottolinea in tale contesto l'importanza della coesione territoriale specialmente nell'esaminare l'aspetto territoriale europeo, lo sviluppo di un sistema urbano policentrico ed equilibrato e di un nuovo partenariato fra città e campagna;

4.  sottolinea l'importante ruolo che la commissione per lo sviluppo regionale è destinata ad assumere nella definizione della coesione territoriale e nella creazione di una sinergia forte tra coesione territoriale e principali programmi di finanziamento; esorta quindi gli Stati membri a dar prova della necessaria volontà politica per integrare l'obiettivo della coesione territoriale nella legislazione nazionale;

5.  rileva con piacere che il trattato di Lisbona fornisce una definizione più precisa ed esaustiva delle regioni a cui la Comunità dovrebbe rivolgere una particolare attenzione nell’attuazione della sua politica di coesione, per esempio le regioni situate in aree rurali, quelle confrontate a sfide demografiche e le regioni ultraperiferiche e transfrontaliere;

6.  prende atto con favore che lo status speciale delle regioni ultraperiferiche è confermato e citato negli articoli 349 e 355 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ed è adesso citato anche in particolari disposizioni concernenti gli aiuti di Stato;

7.  rileva che la coesione politica si aggiudica una delle più grandi fette del bilancio UE; è fermamente convinto che le modifiche alla procedura di bilancio, segnatamente la convocazione del comitato di conciliazione nell’eventualità in cui il Parlamento adotti emendamenti in prima lettura, renderanno necessario rafforzare la cooperazione fra la commissione per lo sviluppo regionale e la commissione per i bilanci, in particolare attraverso la rappresentanza della commissione per lo sviluppo regionale nelle riunioni di commissione di conciliazione;

8.  accoglie con favore l’ampliamento del principio di sussidiarietà, con particolare riferimento alle autorità regionali e locali, e l’introduzione del “meccanismo di allarme rapido” che dovrebbero consentire ai parlamenti nazionali di valutare meglio la coerenza delle proposte legislative comunitarie con i principi di sussidiarietà e proporzionalità; a tale proposito, richiama l’attenzione sull’esigenza di rafforzare le relazioni fra la commissione per lo sviluppo regionale e i parlamenti nazionali, ad esempio, tramite lo sviluppo o il consolidamento di canali di comunicazione specifici; al riguardo è del parere che il coinvolgimento delle autorità regionali e locali e delle assemblee parlamentari in relazione alla sussidiarietà potrebbe risultare un elemento fondamentale e ricorda che un tale coinvolgimento è subordinato alle disposizioni nazionali;

9.   prende atto con favore dei valori comuni dell'Unione con riguardo al settore dei servizi di interesse economico generale, stabiliti nel protocollo sui servizi di interesse generale, e sottolinea in particolare il ruolo essenziale e l'ampia discrezionalità delle autorità nazionali, regionali e locali in tale contesto;

10. sottolinea l’importanza della commissione per lo sviluppo regionale nelle relazioni fra il Parlamento e il Comitato delle regioni;

11. invita il Comitato delle regioni a trasmettere alla commissione per lo sviluppo regionale un parere sull’impatto del trattato di Lisbona sulla politica regionale e in relazione al proprio settore di competenza.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Emmanouil Angelakas, Stavros Arnaoutakis, Jean Marie Beaupuy, Rolf Berend, Jana Bobošíková, Victor Boştinaru, Wolfgang Bulfon, Bairbre de Brún, Gerardo Galeote, Iratxe García Pérez, Eugenijus Gentvilas, Zita Gurmai, Gábor Harangozó, Mieczysław Edmund Janowski, Tunne Kelam, Evgeni Kirilov, Constanze Angela Krehl, Florencio Luque Aguilar, Sérgio Marques, Markus Pieper, Pierre Pribetich, Wojciech Roszkowski, Elisabeth Schroedter, Grażyna Staniszewska, Catherine Stihler, Kyriacos Triantaphyllides, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Vladimír Železný

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bernadette Bourzai, Jan Březina, Den Dover, Emanuel Jardim Fernandes, Fernando Fernández Martín, Francesco Ferrari, Louis Grech, Ramona Nicole Mănescu, Francisca Pleguezuelos Aguilar, Zita Pleštinská, Samuli Pohjamo, Christa Prets, Jürgen Schröder, Richard Seeber, Bart Staes, László Surján, Manfred Weber

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Manuel Medina Ortega, Nicolae Vlad Popa


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (*) (27.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere (*): Niels Busk

(*) Procedura con le commissioni associate - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore l'estensione della procedura di codecisione alla politica agricola comune (PAC);

2.  ritiene che l'introduzione della procedura legislativa ordinaria, ovvero della codecisione, nel settore della PAC migliori la responsabilità democratica dell'Unione europea in quanto il Parlamento, che rappresenta i cittadini dell'Unione, svolgerà un ruolo di colegislatore su un piano di parità con il Consiglio, che rappresenta gli Stati membri;

3.  sottolinea che il Parlamento è l'unico organo rappresentativo dei cittadini dell’Unione democraticamente eletto;

4.  ritiene che sia necessario ampliare le disposizioni relative all'agricoltura per tener conto della situazione attuale; sottolinea inoltre che, ai fini della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari mondiali, è necessario continuare a dare priorità alla produzione alimentare, senza perdere di vista la problematica della sicurezza energetica e della protezione ambientale;

5.  sottolinea che il Parlamento deve assicurare che le disposizioni necessarie per il perseguimento degli obiettivi della PAC siano contemplate in atti legislativi e non siano lasciate ad atti adottati dal Consiglio, da solo, o dalla Commissione nel quadro delle sue competenze in materia di atti delegati e di misure di attuazione;

6.  sottolinea che tutta la legislazione vigente del Consiglio adottata sulla base degli articoli 36 e 37 del trattato CE rientrerà nel nuovo articolo 37, paragrafo 2, ovvero nell’ambito della procedura di codecisione; ciò è segnatamente il caso in relazione ai quattro principali testi orizzontali nel settore dell'agricoltura (OCM unica, il regolamento sui pagamenti diretti, il regolamento sullo sviluppo rurale e il finanziamento della PAC); rileva, inoltre, che la legislazione sulla qualità, l'agricoltura biologica e la promozione rientrerà anch'essa nell'ambito dell'articolo 37, paragrafo 2;

7.  è dell'avviso che l'articolo 37, paragrafo 3, non costituisca di per sé un potere indipendente; sottolinea che è necessario un atto di codecisione adottato sulla base dell'articolo 37, paragrafo 2, al fine di stabilire se e come il Consiglio possa utilizzare i suoi poteri ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 3;

8.  chiede che le misure di cui all'articolo 37, paragrafo 3, non possano essere adottate dal Consiglio da solo, senza la consultazione del Parlamento;

9.  ritiene che sulla base dell'articolo 37, paragrafo 3, non avrebbe potuto essere adottato alcun atto del Consiglio e considera pertanto la portata e l'eventuale applicazione di detto paragrafo non validi come base generale per atti legislativi;

10. rileva che le procedure di comitatologia adottate sulla base dell'articolo 202 del trattato CE saranno abrogate; sottolinea il ruolo chiave che il Parlamento deve svolgere in virtù dell'articolo 249C per la formulazione di un nuovo quadro di comitatologia (ad esempio adottando atti in linea con la procedura legislativa ordinaria), soprattutto per quanto riguarda il ruolo delle commissioni nel settore dell'agricoltura; sottolinea, pertanto, la necessità di garantire che la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale sia rappresentata nell'ambito dei negoziati interistituzionali che formuleranno il nuovo quadro di comitatologia;

11. sottolinea che le commissioni specializzate del Parlamento dovrebbero adeguatamente partecipare alle discussioni in corso sul futuro regime di comitatologia previsto dal trattato di Lisbona al fine di facilitare un'agevole transizione dell'attuale sistema verso le future disposizioni; ritiene che debba essere garantito il controllo parlamentare degli atti delegati e delle misure di attuazione;

12. sottolinea la necessità di rafforzare le relazioni e di instaurare un dialogo più intenso e regolare con i parlamenti nazionali dato che il trattato di Lisbona ha introdotto all'articolo 3ter, paragrafo 3, un controllo da parte dei parlamenti nazionali sulla base del principio della sussidiarietà;

13. sottolinea che il trattato di Lisbona si applicherà a tutte le proposte legislative che sono state introdotte al momento della sua entrata in vigore.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Vincenzo Aita, Peter Baco, Bernadette Bourzai, Niels Busk, Luis Manuel Capoulas Santos, Giuseppe Castiglione, Giovanna Corda, Joseph Daul, Albert Deß, Gintaras Didžiokas, Constantin Dumitriu, Michl Ebner, Ioannis Gklavakis, Lutz Goepel, Friedrich-Wilhelm Graefe zu Baringdorf, Esther Herranz García, Lily Jacobs, Elisabeth Jeggle, Heinz Kindermann, Vincenzo Lavarra, Stéphane Le Foll, Mairead McGuinness, Rosa Miguélez Ramos, James Nicholson, María Isabel Salinas García, Agnes Schierhuber, Czesław Adam Siekierski, Alyn Smith, Petya Stavreva, Witold Tomczak, Donato Tommaso Veraldi, Janusz Wojciechowski, Andrzej Tomasz Zapałowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Liam Aylward, Esther De Lange, Hans-Peter Mayer, Brian Simpson, Struan Stevenson, Kyösti Virrankoski


PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA (*) (28.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sul nuovo ruolo e le nuove responsabilità del Parlamento europeo nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere (*): Rosa Miguélez Ramos

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  constata che il trattato di Lisbona rappresenta, nel quadro della Politica comune della pesca (PCP), un cambiamento fondamentale nel sistema decisionale poiché, a partire dalla sua entrata in vigore il 1 gennaio 2009, il Parlamento cesserà di essere un'istituzione meramente consultiva e diventerà, in linea generale, un legislatore che condivide il potere di decisione, su un livello di parità, con il Consiglio;

2.  ritiene che l'attuale congiuntura geopolitica, economica e sociale, così come la definizione di un piano strategico e di azione per la preservazione e per lo sviluppo sostenibile degli oceani e dei mari in Europa e nel mondo (politica marittima europea), giustifichino un maggior potere decisionale per il Parlamento nell'ambito della PCP;

3.  ritiene che in vista di questo nuovo scenario non si possa ormai fare a meno di sottoporre a revisione e di aggiornare le competenze della commissione per la pesca definite all'allegato VI del suo regolamento, competenze che risalgono all'epoca della creazione della commissione per la pesca nel 1994 e che sono sopravvissute alla grande riforma della politica comune della pesca del 2002 e a due cambi di denominazione con le conseguenti ristrutturazioni interne dell'ex direzione generale della pesca della Commissione per tenere conto delle nuove circostanze a livello mondiale della gestione delle attività di pesca;

4.  giustifica la sua richiesta di aggiornamento delle competenze della commissione per la pesca con il fatto che, tra i principali cambiamenti che hanno caratterizzato l'evoluzione della PCP vi sono, oltre alla suddetta riforma del 2002, le successive modifiche dei fondi destinati alla pesca fino a che questi ultimi sono stati spostati dal capitolo dei fondi strutturali comunitari, la trasformazione degli accordi di pesca in accordi di associazione di pesca, il nuovo ruolo delle organizzazioni regionali di gestione della pesca e il crescente ruolo che sta svolgendo nel loro ambito l'Unione europea, la profonda trasformazione del commercio dei prodotti della pesca, le nuove tecnologie applicate alla pesca e il cambiamento di orientamento nella gestione comune della pesca, che dovrebbe ormai basarsi su un'impostazione ecosistemica nell'ambito della nuova politica marittima integrata approvata per l'Unione;

5.  sottolinea l'incoerenza del fatto che una commissione parlamentare con poteri di codecisione continui ad essere neutralizzata e chiede pertanto che vengano effettuate le modifiche necessarie per evitare questa situazione;

6.  esprime compiacimento per questo nuovo scenario nel quale il Parlamento e il Consiglio definiranno, in conformità della procedura legislativa ordinaria, le disposizioni necessarie alla realizzazione degli obiettivi della PCP (articolo 37, paragrafo 2 del trattato);

7.  ritiene che le deroghe applicabili a tale principio generale, basato sulla parità tra le due istituzioni, strettamente limitate alle situazioni previste dal trattato, dovranno essere adeguate alla giurisprudenza della Corte di giustizia sulle deroghe alle disposizioni generali;

8.  prende atto che l'articolo 37, paragrafo 3 del trattato indica che le misure relative alla definizione e alla ripartizione delle possibilità di pesca (totale ammissibile di catture e quote) tra gli Stati membri rientreranno tra le competenze esclusive del Consiglio, poiché, in tale settore, non sarà necessaria la partecipazione del Parlamento, contrariamente alla prassi abituale;

9.  ritiene che la portata di questa competenza esclusiva dovrà essere esaminata in funzione del contenuto delle proposte, attribuendo alla politica della pesca le proposte il cui obiettivo principale sia la conservazione delle risorse alieutiche;

10. ritiene, a tale riguardo, che tutte le altre questioni formalmente inserite nel regolamento annuale, diverse dalla definizione delle possibilità di pesca e dalla ripartizione delle quote come le questioni relative alle misure tecniche o allo sforzo di pesca, o l'inserimento di accordi adottati in seno alle Organizzazioni regionali di pesca (ORP), avendo una base giuridica propria, continueranno ad essere soggette alla procedura legislativa ordinaria, vale a dire la procedura di codecisione;

11. sottolinea che l'Unione condivide le competenze in materia di pesca con gli Stati membri, ad eccezione di quanto riguarda le misure di conservazione delle risorse biologiche marine, che sono di sua esclusiva competenza; sottolinea che il nuovo trattato introduce il controllo del principio di sussidiarietà da parte dei parlamenti nazionali e che, nel caso delle competenze condivise nel settore della pesca, conferisce ai parlamenti nazionali un termine di otto settimane per trasmettere il proprio parere motivato sulla proposta in questione; prende atto che il Consiglio e il Parlamento dovranno aspettare la scadenza del termine poiché il mancato rispetto del principio di sussidiarietà costituirà un motivo di ricorso dinanzi alla Corte di giustizia;

12. osserva che la protezione ambientale è generalmente una questione di competenza condivisa; chiede pertanto che siano chiariti i termini "risorse biologiche del mare" di cui all'articolo 3 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e le circostanze in cui la loro conservazione "dipende dalla politica comune della pesca", in modo da poter meglio precisare la portata della competenza esclusiva;

13. prende atto del nuovo quadro per l'approvazione degli accordi internazionali di pesca, la cui innovazione principale consiste nel processo di conclusione degli stessi accordi: il trattato stipula chiaramente, infatti, che, prima di essere conclusi dal Consiglio, essi dovranno ottenere l'approvazione del Parlamento; sottolinea che, nella pratica, questo diritto di veto amplia e potenzia, dal punto di vista del Parlamento, le disposizioni sinora in vigore che riguardano esclusivamente gli accordi con importanti ripercussioni sul bilancio o che comportano la creazione di un quadro istituzionale specifico, come gli accordi conclusi in seno ad una ORP;

14. ritiene che, per poter svolgere il suo ruolo nell'approvazione degli accordi di associazione in materia di pesca, la commissione per la pesca del Parlamento dovrebbe essere puntualmente informata dalla Commissione europea sull'andamento della negoziazione di tali accordi;

15. nello stesso senso, ritiene inderogabile, come ha chiesto più volte questo Parlamento, che la commissione per la pesca partecipi in qualità di osservatore alle riunioni delle commissioni miste previste nel contesto degli accordi di pesca e chiede che questa condizione sia riflessa nell'accordo interistituzionale;

16. constata che, una volta riesaminate le varie novità che si applicheranno alla PCP in virtù del nuovo trattato:

     –   sarà molto difficile definire chiaramente il campo d'applicazione dell'articolo 37, paragrafo 3 del trattato;

     –   il nuovo trattato dovrà essere applicato a tutte le proposte legislative in corso al momento della sua entrata in vigore;

     –   esiste un ampio margine di interpretazione per il legislatore (Consiglio e Parlamento): di conseguenza, si dovrà attendere lo svolgimento degli avvenimenti senza perdere di vista la possibile opportunità di definire un accordo interistituzionale che delimiti più chiaramente il campo d'applicazione dell'articolo 37, paragrafi 2 e 3 del trattato.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jim Allister, Elspeth Attwooll, Iles Braghetto, Niels Busk, Paulo Casaca, Zdzisław Kazimierz Chmielewski, Avril Doyle, Emanuel Jardim Fernandes, Carmen Fraga Estévez, Duarte Freitas, Ioannis Gklavakis, Ian Hudghton, Heinz Kindermann, Rosa Miguélez Ramos, Philippe Morillon, Seán Ó Neachtain, Willi Piecyk, Struan Stevenson, Catherine Stihler, Margie Sudre, Cornelis Visser


PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE (*) (4.6.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere: Maria Badia i Cutchet

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si compiace che, al fine di avvicinare l'Europa ai suoi cittadini, il trattato di Lisbona (articolo 2, punto 124) abbia introdotto lo sport tra le basi giuridiche del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), modificando in tal senso l'articolo 149 del trattato CE;

2.  sottolinea in particolare che, nel settore dello sport, l'Unione può adoperarsi per sviluppare, tra l'altro, la dimensione europea dello sport, legando strettamente le sue funzioni sociale ed educativa, promuovendo l'equità e l'apertura nelle competizioni sportive come pure la cooperazione tra gli organi responsabili dello sport, nonché tutelando l'integrità fisica e morale degli sportivi, segnatamente dei più giovani;

3.  si compiace dell'estensione della procedura decisionale a maggioranza qualificata al settore della cultura, procedura prevista anche per lo sport, nel quadro della procedura legislativa ordinaria, per "misure di sostegno, coordinamento o integrazione" delle decisioni nazionali, ad esclusione di qualsiasi misura di armonizzazione delle legislazioni interne;

4.  accoglie con favore la modifica dell'articolo 149 del trattato CE che estende l'ambito dell'azione dell'UE nel settore delle gioventù e incoraggia in particolare la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa e, auspicando un maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita pubblica, sottolinea l'importanza delle iniziative dell'UE e dello sviluppo di politiche intese a promuovere e facilitare la partecipazione attiva dei giovani a tutti i livelli della vita democratica;

5.  ribadisce i principi e le misure approvati dal Parlamento nella risoluzione del 10 aprile 2008 su un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione(1), riguardanti l'inserimento della cultura nell'agenda di Lisbona, in collegamento con la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale sullo stesso argomento;

6.  si dichiara soddisfatto che il TFUE abbia conservato il carattere orizzontale dell'articolo 151, paragrafo 4, del trattato CE, il quale stabilisce: "[la] Comunità tiene conto degli aspetti culturali nell'azione che svolge a norma di altre disposizioni del presente trattato, in particolare ai fini di rispettare e promuovere la diversità delle sue culture";

7.  ritiene che tale clausola orizzontale in materia di cultura, analogamente a nuove clausole orizzontali introdotte dal TFUE e riguardanti la dimensione sociale del mercato unico, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro ogni forma di discriminazione, possa dare origine a programmi d'azione generali che definiscano gli obiettivi da raggiungere nel settore della cultura;

8.  ritiene che siffatti programmi d'azione debbano mettere in evidenza la specificità della cultura in Europa, non solo in quanto fattore di identità, di conoscenza reciproca e di cittadinanza e come motore della costruzione europea, ma anche, come caratteristica del ruolo che le spetta nel contesto mondiale;

9.  ritiene necessario adoperarsi in ogni modo per assicurare lo sviluppo di una politica europea d'informazione e di comunicazione e ribadisce la sua richiesta relativa alla conclusione di un accordo interistituzionale che definisca i principi comuni che potrebbero disciplinare la cooperazione tra le istituzioni europee al riguardo;

10. dato che la principale innovazione del TFUE consiste nell'accordare la possibilità ai parlamenti nazionali di essere garanti della corretta ripartizione delle competenze tra l'Unione europea e i suoi Stati membri in applicazione del principio di sussidiarietà, incoraggia i parlamenti nazionali ad adeguare, se necessario, i loro calendari e metodi di lavoro per garantire l'applicazione del principio di sussidiarietà nell'esame di qualsiasi proposta legislativa dell'Unione la quale, se del caso, deve tener conto della dimensione regionale e locale delle azioni previste in materia di cultura, audiovisivi, istruzione, gioventù e sport.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Katerina Batzeli, Ivo Belet, Guy Bono, Nicodim Bulzesc, Marielle De Sarnez, Věra Flasarová, Milan Gaľa, Claire Gibault, Lissy Gröner, Luis Herrero-Tejedor, Ruth Hieronymi, Mikel Irujo Amezaga, Ramona Nicole Mănescu, Manolis Mavrommatis, Marianne Mikko, Ljudmila Novak, Doris Pack, Christa Prets, Pál Schmitt, Hannu Takkula, Helga Trüpel

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Victor Boştinaru, Jean-Marie Cavada, Den Dover, Ignasi Guardans Cambó, Elisabeth Morin

(1)

Testi approvati in tale data, P6_TA(2008)0124.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA (*) (1.7.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere: Diana Wallis

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica ritiene che il trattato di Lisbona fornisca un contributo positivo ai fini del rafforzamento dei poteri del Parlamento sia nel settore legislativo sia in materia di controllo dei poteri legislativi, delegati e di esecuzione della Commissione ed invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il trattato di Lisbona attribuisce ai parlamenti nazionali un ruolo considerevolmente più forte in relazione al controllo del rispetto del principio di sussidiarietà introducendo due meccanismi specifici; in ciascun caso, i parlamenti nazionali disporranno di un periodo di otto settimane (che la Commissione è tenuta a concedere loro) per reagire alle proposte legislative; in primo luogo, se un terzo delle camere dei parlamenti dell'UE esprime un parere motivato secondo cui una determinata proposta legislativa non è conforme al principio di sussidiarietà, la Commissione sarà costretta a riesaminarla; in secondo luogo, se una maggioranza delle camere dei parlamenti dell'Unione esprime un parere motivato contrario a un progetto di atto legislativo adducendo come motivo la mancata conformità con il principio di sussidiarietà, sia il Parlamento europeo sia il Consiglio dovranno votare su tale questione prima che il Parlamento si pronunci in prima lettura sul merito;

2.  ritiene che – considerando che le disposizioni del protocollo sulla sussidiarietà si applicheranno alle nuove proposte legislative subito dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona – debba essere introdotta nel regolamento del Parlamento un'adeguata procedura interna al fine di consentire al Parlamento di pronunciarsi sulla questione della sussidiarietà in modo rapido ed efficace e di garantire che i pareri motivati dei parlamenti nazionali siano esaminati adeguatamente senza ritardare eccessivamente la procedura legislativa;

3.  sottolinea che il rispetto del principio di sussidiarietà da parte della legislazione comunitaria, conformemente all'articolo 35, rientra attualmente nell’ambito delle sue competenze e ritiene che la procedura speciale per le questioni di sussidiarietà potrebbe consistere, qualora una maggioranza dei parlamenti nazionali si sia pronunciata contro una proposta della Commissione, nella presentazione alla plenaria da parte della commissione giuridica di una mozione specifica sul rispetto del principio di sussidiarietà prima che la proposta sia trasmessa alla commissione in vista di una prima lettura in Parlamento;

4.  sottolinea che il trattato di Lisbona comprende una nuova base giuridica che prevede la codecisione in relazione ai diritti di proprietà intellettuale nella misura in cui l'articolo 118 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dispone: "Nell'ambito dell'instaurazione o del funzionamento del mercato interno, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, stabiliscono le misure per la creazione di titoli europei al fine di garantire una protezione uniforme dei diritti di proprietà intellettuale nell'Unione e per l'istituzione di regimi di autorizzazione, di coordinamento e di controllo centralizzati a livello di Unione"; deplora che l'unanimità e la semplice consultazione del Parlamento siano state mantenute in quanto procedura decisionale in relazione al regime linguistico per quanto riguarda i diritti di proprietà intellettuale;

5.  ritiene che la Commissione dovrebbe avvalersi di detta nuova base giuridica per rilanciare l'idea di un brevetto UE e per completare e rafforzare la legislazione europea sui diritti di proprietà intellettuale;

6.  accoglie con favore la nuova base giuridica fissata all'articolo 298 del TFUE secondo cui "nell'assolvere i loro compiti le istituzioni, organi e organismi dell'Unione si basano su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente" dato che tale disposizione fornisce la base per un regolamento su una legge di procedura amministrativa per l'Unione;

7.  è dell'avviso che un siffatto regolamento dovrebbe essere elaborato d'urgenza ed esprime la sua intenzione di studiare la forma che dovrebbe assumere ancor prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, alla luce delle diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri;

8.  sottolinea che le nuove disposizioni del trattato concernenti la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale comprendono una base giuridica per l'adozione di misure di sostegno per la formazione dei giudici e del personale giudiziario; è dell'avviso che siffatte misure, che devono essere adottate mediante la codecisione e possono comprendere il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri, dovrebbero essere esaminate d'urgenza alla luce delle preoccupazioni sollevate nelle recenti relazioni della commissione giuridica;

9.  deplora che ulteriori progressi sostanziali nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile continueranno ad essere considerevolmente ostacolati dal fatto che l'articolo 81 del TFUE limita tale cooperazione a "materie civili con implicazioni transnazionali";

10. accoglie con favore la nuova procedura per la nomina dei giudici e degli avvocati generali della Corte di giustizia e del Tribunale prevista all'articolo 255 del TFUE secondo cui la decisione dei governi nazionali deve essere preceduta da un parere sull'adeguatezza dei candidati ad esercitare le loro funzioni espresso da un comitato di 7 esperti, uno dei quali deve essere proposto dal Parlamento europeo; è dell'avviso che il regolamento del Parlamento debba prevedere una procedura speciale per la nomina di tale membro del comitato mediante decisione della plenaria adottata sulla base del parere della commissione competente per il merito;

11. ritiene che le nuove disposizioni sugli atti giuridici e la gerarchia delle norme, in particolare la creazione dell'atto delegato, contribuiranno in modo determinante alla qualità della legislazione dell'Unione; giudica necessario, al fine di facilitare l'applicazione delle disposizioni sugli atti delegati, che le istituzioni decidano in merito a una formula standard che potrebbe essere regolarmente utilizzata nelle proposte legislative; è inoltre dell'avviso che sia necessario procedere tempestivamente all'adozione in sede di codecisione di un regolamento sugli atti di attuazione sulla base dell'articolo 291 del TFUE;

12. considerando che sarà necessario un certo periodo di tempo per adeguarsi al nuovo trattato, ritiene che il processo di allineamento dell'acquis con la recente decisione di comitatologia debba essere tempestivamente completato prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona; è dell'avviso che un nuovo allineamento per tener conto degli atti delegati, più complesso dell'esercizio attuale, dovrà essere eseguito dopo l'entrata in vigore del nuovo trattato e confida che la Commissione presenterà le necessarie proposte a tal fine; sottolinea che, sebbene la definizione degli atti delegati sia analoga al concetto di atti "quasi legislativi", cui viene applicata la procedura di regolamentazione con controllo, i due concetti non possono essere considerati identici ed è pertanto dell'avviso che la procedura di allineamento attualmente in corso non possa essere considerata un precedente per il futuro;

13. esprime la sua preoccupazione in merito all’elevato numero di procedure di codificazione in attesa di adozione da parte del Consiglio il quale dovrà lavorare sodo affinché gli atti codificati siano adottati prima dell'entrata in vigore del nuovo trattato:

14. accoglie con favore il fatto che la codecisione verrà d'ora in poi applicata allo statuto del personale in quanto ciò consentirà al Parlamento di partecipare, su un piede di parità con il Consiglio, all'adeguamento di detta regolamentazione; ritiene che ciò sia particolarmente importante per il futuro statuto degli assistenti dei deputati, che il Parlamento ha deciso di far progredire e applicare.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Carlo Casini, Titus Corlăţean, Bert Doorn, Monica Frassoni, Giuseppe Gargani, Neena Gill, Othmar Karas, Piia-Noora Kauppi, Klaus-Heiner Lehne, Hans-Peter Mayer, Manuel Medina Ortega, Hartmut Nassauer, Aloyzas Sakalas, Francesco Enrico Speroni, Diana Wallis, Rainer Wieland, Jaroslav Zvěřina, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sharon Bowles, Vicente Miguel Garcés Ramón, Jean-Paul Gauzès, Eva Lichtenberger, József Szájer, Ieke van den Burg


PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÁ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI (*) (30.6.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenza e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere: Johannes Voggenhuber

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Il trattato di Lisbona: una sfida interistituzionale nel settore della libertà, sicurezza e giustizia

1.  molti ritengono pensano che con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (di seguito, Carta dei diritti fondamentali) l'Unione europea possa diventare "... uno Spazio di libertà, sicurezza e giustizia (SLSG) nel rispetto dei diritti fondamentali nonché dei diversi ordinamenti giuridici e delle diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri." (articolo 67 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)). Non più limitato da obiettivi specifici, come avveniva con il trattato di Maastricht, l'SLSG diventerà un elemento fondamentale per le future relazioni tra gli Stati membri e l'UE. Inoltre, in questo settore relativamente nuovo che tocca il nucleo centrale degli ordinamenti costituzionali nazionali, tutti i partecipanti a livello nazionale ed europeo hanno un particolare interesse a continuare il dialogo comune;

2.  in tale prospettiva e affinché il Parlamento sia pronto già a partire dal primo giorno dell'entrata in vigore del nuovo trattato, sarà estremamente importante che le istituzioni UE negozino un accordo interistituzionale concernente:

     a) una nuova visione e gli obiettivi principali che l'UE dovrà raggiungere dopo il 2009;b) nuovi metodi di cooperazione per tali politiche con il coinvolgimento dei parlamenti

  nazionali;c) le misure da adottare affinché la transizione si svolga con successo tanto per le

  istituzioni quanto per i cittadini europei.

     Tenendo conto della strategia interistituzionale, ogni istituzione dovrebbe poi adattare la propria organizzazione interna e i propri metodi di lavoro.

Una nuova visione e gli obiettivi principali che l'UE dovrà raggiungere dopo il 2009

3.  il futuro dell'SLSG dovrà essere definito dal Consiglio europeo entro la fine del 2009. Gli stessi Stati membri stanno studiando, mediante un dibattito nell'ambito del Gruppo ad alto livello denominato "Futuro" (Gruppo consultivo ad alto livello sul futuro della politica interna europea), eventuali idee per allestire il nuovo programma pluriennale. La Commissione sta anche preparando per la primavera del 2009 una relazione completa che potrebbe fungere da base per le successive delibere del Parlamento e del Consiglio.

     In vista di questo calendario il Parlamento potrebbe anche elaborare la propria relazione di valutazione entro la primavera del 2009.

     Sulla base dei contributi degli Stati membri (relazione del Gruppo Futuro), di quelli della Commissione e delle proprie raccomandazioni, il Parlamento eletto nel giugno 2009 potrà negoziare un programma legislativo per l'SLSG con la nuova Commissione e con il Consiglio europeo.

4.  Il futuro programma legislativo dell'LSLG dovrebbe promuovere misure nel campo della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia civile e penale, tenendo conto del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie sancito nel nuovo Trattato, facilitando così la cooperazione transfrontaliera tra Stati membri, in vista di un futuro diritto penale europeo.

5.  In linea con tale impostazione sarebbe estremamente opportuno che la Commissione adottasse una strategia volta a:

     a) - rafforzare la concordanza tra le norme dei trattati che costituiscono la base giuridica di politiche specifiche (come la prevenzione della discriminazione, la protezione di coloro che cercano asilo, il miglioramento della trasparenza, la protezione dei dati, i diritti delle minoranze e i diritti delle vittime e degli indiziati) e i corrispondenti Articoli della Carta dei diritti fondamentali. L'adozione di una Carta vincolante dei diritti fondamentali renderà possibile una revisione questo acquis, tenendo conto del dovere prevalente delle istituzioni UE di proteggere i diritti fondamentali. Questa evoluzione è dimostrata dal problema della protezione dei dati che diventerà un diritto fondamentale a sé stante;

     b) stabilire relazioni permanenti e più approfondite tra i legislatori europei e nazionali da un lato e tra giudici europei e nazionali dall'altro, su questioni di competenza condivisa con gli Stati membri.

6.  Come il Parlamento ha già auspicato(1) la Commissione e gli Stati membri non dovrebbero soltanto controllare la conformità delle future proposte legislative con la Carta dei diritti fondamentali ma anche con tutti gli strumenti europei internazionali in materia di diritti fondamentali di cui gli Stati membri sono firmatari. La Carta dei diritti fondamentali, la sua natura vincolante e la sua idoneità, nonché l'adesione dell'Unione alla Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali (ECHR), miglioreranno inoltre il rispetto dei diritti fondamentali in questo campo. L'introduzione della procedura legislativa ordinaria darà impulso anche al processo legislativo.

7.  Il programma pluriennale dell'SLSG dovrebbe continuare a essere discusso nell'ambito di un dibattito annuale riguardante la protezione dei diritti fondamentali nell'Unione europea, l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali e il rispetto da parte degli Stati membri dei valori e dei principi stabiliti al nuovo articolo 6 del Trattato sull'Unione europea (TUE)(2). Dovrebbe inoltre essere basato su relazioni del Consiglio, della Commissione e dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (ADF). Il Parlamento europeo condivide il parere delle future presidenze(3) francese, ceca e svedese del Consiglio secondo cui "entro il 31 dicembre 2009 sarà intrapresa un'eventuale revisione del mandato dell'Agenzia per i diritti fondamentali", e che tale revisione offrirà l'opportunità di approfondire la cooperazione con il Consiglio d'Europa, il suo Segretario generale, il suo Commissario per i diritti umani e le competenti commissioni dell'Assemblea parlamentare.

Nuovi metodi di cooperazione con il coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle politiche concernenti l'SLSG

8.  il problema principale a cui si troverà di fronte il Parlamento all'atto di esercitare le responsabilità legislative condivise con il Consiglio sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, sarà l'accesso alle attinenti informazioni negli Stati membri. A causa dei problemi estremamente sensibili affrontati nell'ambito delle politiche connesse con l'SLSG, è più che necessario attuare, non appena possibile, le nuove disposizioni del trattato sulla trasparenza nelle istituzioni UE e permettere lo scrutinio Parlamentare delle informazioni confidenziali come quelle che rientrano nelle competenze di Europol, del Joint Situation Centre dell'UE (SitCen) e del futuro comitato permanente sulla sicurezza interna (COSI) (articolo 71 TFUE). Il nuovo articolo 15 del TFUE, estendendo l'attuale diritto di accesso ai documenti del Parlamento, della Commissione e del Consiglio a tutte le istituzioni e alle Agenzie dell'UE (articolo 255 del Trattato CEE) potrà migliorare la responsabilità delle istituzioni UE, in particolare in questi campi;

9.  nella stessa prospettiva della responsabilità democratica, è essenziale, nell'interesse del Parlamento:

     a) associare permanentemente i parlamenti nazionali alla definizione delle strategie generali dell'SLSG, adottando misure legislative o valutando il loro impatto a livello nazionale(4).b) essere a conoscenza della posizione formale della Commissione

(5) sulle iniziative degli Stati membri, in particolare sull'eventuale impatto delle nuove norme proposte sulla protezione dei diritti fondamentali e sulla preservazione dell'ordinamento giuridico europeo.c) coinvolgere la società civile tenendo conto delle disposizioni del trattato di Lisbona concernenti le iniziative dei cittadini, informandoli in merito a questo nuovo diritto e assicurando che la regolamentazione da adottare per l'attuazione dell'"Iniziativa dei cittadini" crei condizioni chiare, semplici e agevolmente comprensibili per l'esercizio di tale diritto.

d) associare le reti della società civile che interagirebbero con le istituzioni europee nazionali in merito all'SLSG (cfr. le reti collegate con il FRA, il Foro europeo per il diritto penale, ecc.).

10. un problema più generale sarà come attuare, per quanto riguarda le politiche attinenti all'SLSG, le nuove disposizioni del trattato sui poteri delegati e di esecuzione (articolo 290 e articolo 291 del TFUE). Un principio generale da seguire dovrebbe essere che ogni misura in materia di tutela dei diritti fondamentali venga adottata in base al regime di poteri delegati che attribuisce al Parlamento la facoltà di revocare la decisione;

11. giova inoltre rilevare che il Parlamento sarà adesso associato alla negoziazione e all'adozione degli accordi internazionali con l'implicazione di un aspetto dei diritti fondamentali, ad es. la trasmissione di dati personali ai paesi terzi. Pertanto, le commissioni competenti dovrebbero anche stabilire forti collegamenti con le istituzioni corrispondenti del Consiglio d'Europa e delle Agenzie ONU e con i parlamenti dei paesi terzi interessati;

Come trattare le proposte legislative in sospeso durante la fase transitoria

12. nel periodo transitorio il Parlamento affronterà numerosi cambiamenti nella forma e nella sostanza della legislazione in sospeso. Secondo la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, il Parlamento dovrebbe continuare ad insistere per quanto riguarda il raggiungimento di un accordo interistituzionale che, in attesa delle proposte legislative nell'ambito del terzo pilastro, preveda l'equivalenza della procedura di consultazione con la prima lettura della procedura di codecisione in modo da consentire un completo scrutinio giudiziario. Ciò potrebbe avvenire per misure come quella sulla rifusione della Decisione quadro sul terrorismo;

     Pertanto, tutte le proposte non ancora approvate relative al terzo pilastro con un impatto limitato sui diritti fondamentali e sulle libertà possono essere adottate senza indugio, come ad esempio le decisioni quadro sull'esecuzione delle sentenze in absentia, la decisione sul rafforzamento di Eurojust e la decisione sulla rete giudiziaria europea. Tutte queste decisioni sono importanti per il miglioramento della cooperazione giudiziaria;

13. un'altra preoccupazione per il Parlamento sarà di rinviare, d'accordo con il Consiglio, a dopo il 1° gennaio 2009, le misure che rientrano nell'ambito del regime di codecisione e che il Parlamento ritiene politicamente inappropriate nella loro attuale formulazione. Una proposta tipica che rientra in questa categoria è la proposta concernente la decisione quadro sull'utilizzazione del registro con il nome dei passeggeri (PNR) a scopi di applicazione delle leggi;

14. un'altra proposta legislativa sensibile in sospeso interessata dal cambiamento della procedura è la Decisione quadro sulla protezione dei dati personali nel contesto della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. Questa proposta copre soltanto parzialmente il vuoto giuridico che si verrà a creare dopo l'abolizione del terzo pilastro. Una possibile strategia in due fasi potrebbe essere di adottare l'attuale proposta sul terzo pilastro a condizione che sia completata con un nuovo testo subito dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona;

15. vi sono anche due procedure in sospeso nel settore della migrazione legale, e cioè le condizioni di ingresso e di residenza di cittadini di paesi terzi per svolgere lavori altamente qualificati (carta blu) e la procedura unica sulla concessione di un permesso unico ai cittadini dei paesi terzi per soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e su una serie comune di diritti per i lavoratori dei paesi terzi che risiedono legalmente in uno Stato membro. Se queste proposte non saranno adottate prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la procedura dovrà essere riavviata dall'inizio;

16. alcune proposte legislative sono state in sospeso per anni a causa dell'impossibilità di raggiungere una decisione all'unanimità, ad esempio la Decisione quadro sui diritti procedurali in materia penale, ma non sono obsolete. Sono più urgenti e necessarie che mai e la procedura legislativa ordinaria rappresenterà un mezzo per sbloccare la situazione;

17. un'ulteriore proposta in sospeso è quella approvata dal Parlamento concernente la trasformazione della base giuridica di Europol (attualmente è una Convenzione) in una decisione nell'ambito del terzo pilastro che preveda il finanziamento di Europol dal bilancio comunitario. Se non sarà adottata prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento dovrà riaprire la procedura per trasformare Europol in un vero e proprio organismo comunitario;

18. Quando gli Stati membri fanno uso della c.d. procedura di emergenza di blocco, prevista in materia penale dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (articoli 82, paragrafo 3 e 83, paragrafo 3), il presidente della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni scrive al Consiglio europeo un messaggio per illustrare la posizione raggiunta nel quadro delle discussioni della sua commissione;

19. a quanto pare dopo il 1° gennaio 2009 le iniziative più urgenti che la Commissione dovrà affrontare saranno collegate con:

     a) l'obbligo UE di ratificare la CEDU;b) l'obbligo dell'UE di ratificare accordi internazionali negoziati ma non ancora conclusi a norma dell'articolo 24 dell'attuale trattato UE;

c) le esigenze della Corte di giustizia (cfr. il caso del regolamento sulle liste nere);

d) l'istituzione di un Ufficio del Procuratore europeo per migliorare il funzionamento di Eurojust;

     Nella stessa prospettiva la Commissione dovrebbe prendere l'iniziativa e inserire gli attuali strumenti legislativi che rientrano nel terzo pilastro riguardanti i diritti fondamentali nel pilastro comunitario (ad es. Europol). Una modifica della base giuridica degli attuali strumenti del terzo pilastro assicurerebbe inoltre la competenza della Corte di giustizia prima della scadenza dei 5 anni (cfr. articolo 10 del Protocollo sulle disposizioni transitorie).

20. Il Parlamento europeo accoglie con favore la dichiarazione delle tre future presidenze secondo cui "le misure coercitive vanno accompagnate da norme corrispondenti intese a rafforzare i diritti della persona, sia essa persona sospettata, vittima o testimone. La possibilità di sviluppare i diritti delle vittime sarà esaminata alla luce della valutazione da parte della Commissione sull'attuazione della decisione quadro relativa alla posizione delle vittime nel processo penale. Si prevede che, dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la Commissione o gli Stati membri presenteranno una proposta concernente uno strumento giuridico sui diritti procedurali nei processi penali".

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.6.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Emine Bozkurt, Philip Bradbourn, Mihael Brejc, Kathalijne Maria Buitenweg, Michael Cashman, Giusto Catania, Jean-Marie Cavada, Carlos Coelho, Esther De Lange, Panayiotis Demetriou, Gérard Deprez, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Armando França, Urszula Gacek, Kinga Gál, Patrick Gaubert, Roland Gewalt, Jeanine Hennis-Plasschaert, Lívia Járóka, Ewa Klamt, Magda Kósáné Kovács, Stavros Lambrinidis, Henrik Lax, Roselyne Lefrançois, Baroness Sarah Ludford, Claude Moraes, Javier Moreno Sánchez, Rareş-Lucian Niculescu, Martine Roure, Inger Segelström, Csaba Sógor, Vladimir Urutchev, Ioannis Varvitsiotis, Manfred Weber, Renate Weber, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Edit Bauer, Evelyne Gebhardt, Ignasi Guardans Cambó, Sophia in ‘t Veld, Ona Juknevičienė, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Nicolae Vlad Popa, Johannes Voggenhuber

(1)

Cfr. risoluzione del PE del 15 marzo 2007 sul rispetto della Carta dei diritti fondamentali nelle proposte legislative della Commissione: metodologia per un controllo rigoroso e sistematico (GU C 301 E del 13.12.2007, pag. 229).

(2)

Giova rilevare che, secondo le attuali norme parlamentari, la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni è responsabile per buona parte delle politiche in materia di SLSG e per il "sistema di allarme" di cui all'articolo 7 del TUE.

(3)

Progetto di programma di 18 mesi del Consiglio, Doc. n. 10093/08.

(4)

Cfr. in particolare l'articolo 70 del TFUE.

(5)

Ciò avviene già in base a una prassi avviata dal Commissario Vitorino durante la precedente legislatura.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E L'UGUAGLIANZA DI GENERE (*) (27.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sul nuovo ruolo e le nuove responsabilità del Parlamento in virtù del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatrice per parere (*): Claire Gibault

(*) Commissione associata – articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea con soddisfazione l'iscrizione della pari opportunità tra i valori dell'Unione (articolo 2 del TUE) e i suoi obiettivi (articolo 3, paragrafo 3, secondo comma del TUE);

2.  si compiace dell'allargamento del principio dell'approccio integrato della pari opportunità che in futuro si applicherà a tutte le azioni dell'Unione, riservando a tale principio uno specifico articolo tra le norme di applicazione generale (articolo 8 del TFUE), il che gli conferisce il carattere di vera clausola orizzontale applicabile a tutti i settori d'azione dell'Unione;

3.  si compiace del fatto che gli articoli 8, 9 e 10 del TFUE stabiliscono chiaramente che tutte le politiche dell'UE devono promuovere attivamente l'inclusione sociale, la protezione sociale, l'uguaglianza fra donne e uomini e la non discriminazione;

4.  invita pertanto ad adottare un duplice approccio per completare l'integrazione della dimensione di genere nella pratica, ovvero azioni positive e obiettivi e misure chiari e vincolanti;

5.  si compiace della nuova procedura fissata all'articolo 19 del TFUE che prevede d'ora in poi l'approvazione del Parlamento europeo ai fini dell'adozione da parte del Consiglio (che dovrà purtroppo ancora deliberare all'unanimità) di misure volte a combattere qualsiasi discriminazione basata sul sesso, la razza o l'origine etnica, la regione o i credi, l'handicap, l'età o l'orientamento sessuale;

6.  si rallegra dell'iscrizione nell'ambito della procedura legislativa ordinaria delle misure volte a lottare contro la tratta degli esseri umani, in particolare donne e bambini, e lo sfruttamento sessuale (articolo 79, paragrafo 2, lettera d) e articolo 83, paragrafo 1, secondo comma del TFUE);

7.  sottolinea con soddisfazione il fatto che lo stesso valore giuridico dei trattati sia stato riconosciuto alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (articolo 6 TUE), che non impedisce di mantenere o adottare misure che prevedono vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato e prevede una maggiore protezione della maternità, in particolare nel settore del lavoro (articoli 23, 33 e 34 della Carta);

8.  ritiene che queste nuove norme diano alla Commissione la possibilità di proporre senza indugio al Consiglio e al Parlamento misure legislative volte a rendere più leggibili e più efficaci le varie politiche comunitarie in materia di lotta contro la tratta delle donne e dei bambini a fini di sfruttamento sessuale;

9.  invita la Commissione a fornirgli, entro tre anni dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona, un primo bilancio delle incidenze di tale trattato constatate negli Stati membri in materia di lotta contro la tratta degli esseri umani, in particolare donne e bambini, a fini di sfruttamento sessuale;

10. si compiace della dichiarazione n. 19 sull'articolo 8 del TFUE e invita gli Stati membri a prendere le disposizioni necessarie per prevenire e reprimere qualsiasi forma di violenza nonché sostenere e proteggere le vittime.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Edit Bauer, Emine Bozkurt, Věra Flasarová, Claire Gibault, Esther Herranz García, Anneli Jäätteenmäki, Lívia Járóka, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Urszula Krupa, Siiri Oviir, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Zita Pleštinská, Teresa Riera Madurell, Raül Romeva i Rueda, Eva-Britt Svensson, Corien Wortmann-Kool, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gabriela Creţu, Iratxe García Pérez, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Kartika Tamara Liotard, Marusya Ivanova Lyubcheva, Zuzana Roithová, Petya Stavreva, Bernadette Vergnaud

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ewa Tomaszewska


PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI (*) (29.5.2008)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

(2008/2063(INI))

Relatore per parere(*): Carlos Carnero González

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

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SUGGERIMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che i nuovi trattati, oltre agli importanti miglioramenti di carattere istituzionale, comportano evidenti vantaggi per i cittadini dell'UE, conseguenza del rafforzamento della supervisione e del controllo democratico delle politiche dell'Unione, da un lato, e del rafforzamento dei diritti dei cittadini dell'UE, dall'altro;

2.  richiama l'attenzione sul fatto che la procedura di petizione, mantenuta nel nuovo trattato, costituisce un importante strumento che consente ai cittadini europei di partecipare attivamente, individualmente o per il tramite di associazioni volontarie, agli sviluppi dell'Unione; fa notare che tale partecipazione può comprendere la possibilità di richiamare l'attenzione del Parlamento su casi di applicazione non adeguata, da parte degli Stati membri, della normativa comunitaria, di allertare il Parlamento dinnanzi a lacune della normativa comunitaria in vigore e di protestare dinnanzi ad eventuali violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE e di quanti vi risiedono;

3.  sottolinea a tal riguardo il ruolo e le responsabilità della commissione per le petizioni e l'importanza di una piena ed efficace cooperazione di tutte le istituzioni e di tutti gli organi dell'UE, di tutti gli Stati membri e delle autorità regionali e locali, al momento di dare una risposta e trovare una soluzione alle preoccupazioni dei cittadini dell'UE, nello spirito del trattato di Lisbona;

4.  prende atto delle nuove opportunità che l'articolo 11 del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Lisbona, offre ai cittadini dell'UE grazie alla cosiddetta "iniziativa dei cittadini", che consente a un gruppo di almeno un milione di cittadini, di diversi Stati membri, di invitare la Commissione a elaborare un nuovo atto legislativo, necessario ai fini dell'applicazione dei trattati;

5.  è determinata a garantire che la regolamentazione da approvare per l'applicazione dell'"iniziativa dei cittadini" disponga condizioni chiare, semplici e facili da utilizzare per l'esercizio di siffatto diritto dei cittadini; ritiene che la commissione per le petizioni debba essere strettamente coinvolta nelle iniziative dei cittadini e agire da piattaforma per promuovere le iniziative individuali e il diritto di iniziativa stesso, pur riconoscendo che la Commissione è l'unica destinataria delle iniziative dei cittadini; è del parere che nella regolamentazione di attuazione si debbano provvedere meccanismi che consentano al Parlamento di approvare una posizione in merito a siffatte iniziative e se del caso farsene paladino;

6.  sottolinea che è già possibile per i cittadini richiedere in una petizione che il Parlamento eserciti il proprio diritto a titolo dell'articolo 192 del trattato CE di chiedere un'iniziativa legislativa e che niente impedisce ai cittadini, se lo decide, di rivolgere la medesima richiesta di atto europeo sia alla Commissione europea, come iniziativa dei cittadini, sia al Parlamento europeo come petizione;

7.  è del parere che il Parlamento debba esaminare come configurare procedure appropriate per dar seguito e appoggio alle iniziative dei cittadini ed è convinto che la commissione per le petizioni, che ha già una vasta esperienza di lavoro con i cittadini su questioni che li preoccupano, dovrebbe svolgere un ruolo chiave in siffatte procedure;

8.  plaude alla proclamazione della Carta dei diritti fondamentali e al riconoscimento dei diritti, delle libertà e dei principi che vi figurano per tutti i cittadini dell'UE, in particolare i vari diritti attinenti alla vita, alla dignità umana, all'uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla vita privata; è decisa a chiarire, di concerto con le altre istituzioni, che la diretta applicabilità della Carta per quanto concerne le azioni da parte degli Stati membri non è indebitamente ristretta da un'interpretazione ampia delle limitazioni stabilite a questo rispetto negli articoli orizzontali della Carta, in particolare l'articolo 51, che richiede agli Stati membri di applicare la Carta solo nell'attuare il diritto UE;

9.   fa notare che lo status potenziato della Carta dei diritti fondamentali, come pure l'ampliamento della portata delle attività che possono essere oggetto di procedure di infrazione, specialmente nel settore della giustizia e degli affari interni, avrà effetto diretto sulle attività della commissione per le petizioni allorché questa esercita il controllo parlamentare in nome dei cittadini;

10. fa notare che l'introduzione nell'articolo 298 del TFUE di una base giuridica per la buona amministrazione e l'approvazione di regolamentazioni di attuazione dell'articolo medesimo risponde a una richiesta da lungo tempo portata avanti dal Mediatore europeo e dal Parlamento europeo di un ordinamento comune di diritto amministrativo che regoli l'amministrazione europea e chiede che la commissione per le petizioni sia pienamente coinvolta nella procedura di adozione di siffatte regolamentazioni.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Sir Robert Atkins, Margrete Auken, Inés Ayala Sender, Victor Boştinaru, Michael Cashman, Alexandra Dobolyi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, David Hammerstein, Marian Harkin, Carlos José Iturgaiz Angulo, Lasse Lehtinen, Marcin Libicki, Miguel Angel Martínez Martínez, Manolis Mavrommatis, Willy Meyer Pleite, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Frank Vanhecke, Diana Wallis, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marie-Hélène Descamps, Henrik Lax, Grażyna Staniszewska, Margie Sudre

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Christopher Beazley, Tunne Kelam, Vytautas Landsbergis


ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE EPR IL CONTROLLO DEI BILANCI

On. Jo Leinen

Presidente della commissione per gli affari costituzionali

Parlamento europeo

Bruxelles

Oggetto:        

Signor Presidente,

nel Suo documento di lavoro del 3 aprile 2008 invita le commissioni ad esprimere i loro pareri sulla base di due quesiti principali:

1)     Quali sono le priorità politiche della commissione per quanto concerne l'utilizzo delle nuove competenze del Parlamento, previste dal trattato di Lisbona?

2)     In che modo la commissione prevede di affrontare la transizione dalla consultazione alla codecisione nelle procedure legislative, nonché le altre modifiche procedurali?

I Suoi quesiti riguardano innanzi tutto le commissioni con competenze prettamente legislative. Di conseguenza, la commissione non esprimerà un parere formale. Nel settore di competenza della mia commissione le modifiche comprendono:

· La messa in evidenza della responsabilità degli Stati membri per l'esecuzione del bilancio (articolo 317 del TFUE)(1). Si ignorano in questa fase le conseguenza pratiche di tali disposizioni.

· La Commissione presenta una relazione di valutazione delle finanze dell'Unione che il Parlamento esamina nel quadro della procedura di discarico (articoli 318 e 319 del TFUE).

· L'adozione del regolamento finanziario non sarà più soggetto alla procedura di consultazione, bensì alla procedura legislativa ordinaria, vale a dire alla codecisione (articolo 322 del TFUE). A seguito delle nuove disposizioni sul quadro finanziario pluriennale (articolo 312 del TFUE) e sul regolamento finanziario (articolo 322 del TFUE) sarà necessario rivedere l'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria.

· È rafforzata la base giuridica per l'adozione di misure nel campo della prevenzione e della lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione (articolo 325 del TFUE).

· Il trattato di Lisbona prevede inoltre l'eventuale istituzione di una Procura europea per combattere i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione (articolo 86 del TFUE).

Gradisca, signor Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Herbert Bösch

Presidente della commissione per il controllo dei bilanci

(1)

La numerazione corrisponde alla versione consolidata del trattato di Lisbona quale pubblicata nella GU C 115 del 9.5.2008, pag. 1.


ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, LA RICERCA E L'ENERGIA

La presidente

On. Jo Leinen

Presidente della

commissione per gli affari costituzionali

Bruxelles

Bruxelles,

Ref.: D(2008)27597

GC/mlt

Oggetto:   Relazione INI della commissione per gli affari costituzionali sulle nuove competenze e prerogative del Parlamento nell'applicazione del trattato di Lisbona

Parere sotto forma di lettera della commissione ITRE

Signor Presidente, caro collega,

con riferimento alla Sua lettera del 13 marzo 2008 mi pregio d'informarla che la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia ha deciso di non designare un relatore ufficiale ma mi ha conferito il mandato, in quanto presidente, di esprimere il parere della commissione ITRE sotto forma di lettera. La lettera è stata concordata con il coordinatore ITRE.

Per quanto riguarda i due quesiti principali, vale a dire le priorità della commissione ITRE a fronte delle nuove competenze del Parlamento e la transizione dalla consultazione alla codecisione, sollevati nel Suo documento di lavoro allegato alla lettera, e sulla base del testo del trattato di Lisbona (TdL), pubblicato nella GU C 306 del 17 dicembre 2007, desidero formulare le seguenti osservazioni:

Energia

È una politica prioritaria per la mia commissione in quanto l'energia rientrerà in un titolo distinto (titolo XX) e disporrà quindi di una base giuridica (articolo 176 A). È opportuno tuttavia rilevare che, mentre di norma si applicherà la "procedura legislativa ordinaria", le decisioni in materia di mix energetico resteranno di competenza degli Stati membri. Inoltre, per le misure fiscali in questo settore continueranno ad essere richieste la consultazione del Parlamento e l'unanimità in seno al Consiglio.

È opportuno prendere atto della clausola di solidarietà che troverà applicazione "qualora sorgano gravi difficoltà nell'approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell'energia" (articolo 100, paragrafo 1).

A tale riguardo, desidero informarLa che la mia commissione ha destinato tutte le risorse a sua disposizione per preparare in tempo la votazione sul pacchetto "energia" relativo all'elettricità e al gas oltre che sul cambiamento climatico (direttiva sulle energie rinnovabili). In tal modo, il Parlamento europeo disporrà di tempo sufficiente per approvare la sua posizione in prima lettura, consentendo al Consiglio di adottare la sua posizione ancor prima dell'entrata in vigore del TdL. Questo aspetto è importante per la nostra attività legislativa, in vista dell'applicazione del protocollo sulla sussidiarietà, quindi i parlamenti nazionali dovrebbero essere consultati su tutte le proposte legislative pendenti al 31 dicembre 2008.

Trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica

Ho ragione di ritenere che il trattato Euratom resterà per il momento un quadro giuridico indispensabile e rilevo che il TdL non vi ha apportato modifiche significative.

In effetti, al trattato di Lisbona è aggiunto il protocollo n. 12, volto ad adeguare il trattato Euratom affinché tenga conto delle disposizioni comuni degli altri trattati, come le misure istituzionali e finanziarie. Tuttavia, l'aggiunta del protocollo 12 al TdL rende il testo illeggibile e notevolmente complicato a causa dei numerosi riferimenti incrociati e dell'abrogazione di taluni articoli del trattato Euratom. È quindi auspicabile ribadire la posizione della commissione ITRE sulla necessità di un testo consolidato per il trattato Euratom.

Comunicazioni elettroniche e società dell'informazione

A prescindere dall'applicazione del protocollo sulla sussidiarietà anche a questo settore, l'entrata in vigore del trattato di Lisbona non comporterà molti cambiamenti. Di conseguenza, l'articolo 95 del trattato vigente resterà la base giuridica per l'adozione degli atti nell'ambito della procedura legislativa ordinaria.

Tuttavia, gli atti delegati e gli atti di esecuzione (articoli 249B e 249C del TdL) avranno un ruolo importante da svolgere nel predisporre una legislazione "a prova di futuro" ed adattabile ai rapidi cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, esiste qualche incertezza circa l'impatto del nuovo regime e gli adeguamenti necessari alle procedure legislative in corso.

Ricerca e sviluppo tecnologico e spazio

Desidero richiamare la Sua attenzione sulle seguenti disposizioni del TdL. Gli articoli modificati 163, 165 e 166 del trattato CE dovrebbero essere considerati un miglioramento perché rafforzano le basi scientifiche e tecnologiche tramite l'istituzione di uno Spazio europeo della ricerca. Infatti, "(...) il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (...) stabiliscono le misure necessarie all'attuazione dello spazio europeo della ricerca" (articolo 166, paragrafo 5).

È opportuno comunque far presenti tre questioni potenzialmente oggetto di contenzioso tra il Parlamento europeo e il Consiglio:

a) gli accordi tra l'UE e i paesi terzi o le organizzazioni internazionali (articolo 170) non rientreranno più nell'articolo 300 perché la procedura decisionale non è esplicitamente dichiarata;

b) restano in vigore gli articoli 171 e 172 per la creazione di imprese comuni significa che si continuerà a fare ricorso alla procedura di consultazione per la creazione delle agenzie e ciò potrebbe non essere conforme allo spirito degli atti giuridici dell'Unione;

c) mentre il "programma quadro pluriennale" è adottato "secondo la procedura legislativa ordinaria" (articolo 166, paragrafo 5), i "programmi specifici" saranno adottati "secondo una procedura legislativa speciale", che implica la semplice consultazione del Parlamento europeo (articolo 166, paragrafo 4).

Spazio

Nonostante queste preoccupazioni, la mia commissione ha espresso la propria soddisfazione per l'inserimento di una disposizione sulla politica spaziale europea (articolo 172 bis) nel titolo riguardante la ricerca e lo sviluppo tecnologico e per l'opportunità offerta al Parlamento e al Consiglio di adottare, secondo la procedura legislativa ordinaria, le misure necessarie per istituire un programma spaziale europeo.

La mia commissione ritiene altresì che le parole "ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri" (articolo 172 bis, paragrafo 2) possano creare qualche ostacolo all'attuazione di una politica spaziale europea comune.

Fondo di ricerca carbone e acciaio

Desidero richiamare l'attenzione della Sua commissione sul protocollo n. 11 relativo al Fondo di ricerca carbone e acciaio, che introduce disposizioni procedurali che non potenzieranno la partecipazione del Parlamento europeo al processo decisionale (resta in vigore la procedura di consultazione).

Industria

Credo che le modifiche alle vigenti disposizioni del trattato (articolo 157) non interferiscano con la struttura esistente, perché l'industria rientra nella competenza dell'UE per quanto riguarda il sostegno, il coordinamento e il completamento delle azioni degli Stati membri. Esiste, tuttavia, una disposizione che recita "ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri" (articolo 157, paragrafo 3) la quale può essere interpretata nel senso di metter fine a un approccio comune all'industria. Infatti, la procedura legislativa ordinaria si applica a "misure specifiche, destinate a sostenere le azioni svolte negli Stati membri" (articolo 157, paragrafo 3). Il Parlamento europeo, tuttavia, non partecipa al processo decisionale quando è ritenuta necessaria un'azione coordinata; è informato in merito (articolo 157, paragrafo 2).

Questioni orizzontali

Due punti dovrebbero essere menzionati nel contesto delle proposte legislative attualmente pendenti o suscettibili di essere presentate fino all'entrata in vigore del TdL:

a) la procedura di comitatologia è ampiamente applicata alle proposte che rientrano nelle competenze della commissione ITRE. È quindi auspicabile che il PE ribadisca la necessità di abrogare la direttiva del Consiglio 1999/468/CE e che, immediatamente dopo l'entrata in vigore del TdL, si proceda ad un nuovo "allineamento" generalizzato di tutta la legislazione esistente.

b) I parlamenti nazionali ricevono dalla Commissione proposte legislative in codecisione perché quest'ultima trasmette loro le sue proposte su base informale sin dal 2006. La reazione dei parlamenti nazionali è variegata e le risposte sono inviate direttamente alla Commissione, ma non al Parlamento europeo, neppure per conoscenza. Ciò potrebbe denotare una mancanza di trasparenza ed eventualmente la mancanza di una stretta cooperazione.

In tale contesto, e visti il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali e il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nonché la prassi ad hoc citata nel paragrafo precedente, a prescindere dall'interpretazione giuridica e dalle disposizioni pratiche per le procedure di codecisione in corso all'entrata in vigore del nuovo trattato, per quanto riguarda il nuovo elemento procedurale costituito dalla consultazione dei parlamenti nazionali, occorre trovare una soluzione politica equa al fine di rispettare lo spirito del trattato di Lisbona.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Angelika Niebler


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.3.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Enrique Barón Crespo, Bastiaan Belder, Richard Corbett, Jean-Luc Dehaene, Andrew Duff, Anneli Jäätteenmäki, Aurelio Juri, Martin Kastler, Timothy Kirkhope, Jo Leinen, Íñigo Méndez de Vigo, Adrian Severin, József Szájer, Riccardo Ventre, Johannes Voggenhuber, Andrzej Wielowieyski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Costas Botopoulos, Catherine Boursier, Elmar Brok, Carlos Carnero González, Panayiotis Demetriou, Sirpa Pietikäinen, György Schöpflin

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