RELAZIONE sulla proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare

3.4.2009 - (COM(2008)0790 – C6‑0026/2009 – 2008/0231(CNS)) - *

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
Relatore: Gunnar Hökmark

Procedura : 2008/0231(CNS)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A6-0236/2009
Testi presentati :
A6-0236/2009
Testi approvati :

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare

(COM(2008)0790 – C6‑0026 – 2008/0231(CNS))

(Procedura di consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2008)0790),

–   visti gli articoli 31 e 32 del trattato Euratom, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C6‑0026/2009),

–   visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–   visti gli articoli 51 e 35 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A6‑0236/2009),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 119, secondo comma, del trattato Euratom e a garantire che le disposizioni di legge previste dal trattato Euratom per l'adozione della presente proposta siano state rispettate, in particolare, la consultazione del gruppo di esperti a norma dell'articolo 31 EA;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Ogni Stato membro è libero di stabilire il proprio mix energetico tuttavia, dopo un periodo di riflessione, l'interesse per la costruzione di nuovi impianti è aumentato e alcuni Stati membri hanno deciso di rilasciare licenze per questi impianti. Inoltre, nei prossimi anni dovrebbero pervenire, dai titolari di licenze, richieste di estensione della durata di vita degli impianti nucleari.

(6) Ogni Stato membro è libero di stabilire il proprio mix energetico.

Motivazione

È importante sostenere il principio secondo cui gli Stati membri sono liberi di stabilire il proprio mix energetico. Inoltre è altrettanto importante sottolineare che la presente direttiva non intende incentivare gli Stati membri a includere l'energia nucleare nei loro mix energetici. Pertanto la parti essenziali del testo soppresso del considerando 6 dovrebbero essere spostate al considerando 7 per creare questa distinzione.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) A tal fine, occorre elaborare buone pratiche per guidare le autorità di regolamentazione nelle loro decisioni sull'estensione della durata di vita degli impianti nucleari.

(7) La sicurezza nucleare è una questione di interesse comunitario, che dovrebbe essere presa in considerazione nel caso di decisioni relative alla concessione di licenze per nuovi impianti e/o all'estensione del ciclo di vita di impianti nucleari. A tal fine, occorre elaborare buone pratiche per guidare le autorità di regolamentazione e gli Stati membri in sede di decisione sulla concessione o meno di licenze per nuovi impianti nonché nelle loro decisioni sull'estensione della durata di vita degli impianti nucleari.

Motivazione

La sicurezza nucleare è una questione di interesse comune nella Comunità e dovrebbe pertanto costituire il motivo per definire buone pratiche e non il fatto che taluni Stati membri desiderano concedere licenze per nuovi impianti. Inoltre è opportuno indicare che queste buone pratiche potrebbero fungere da orientamento anche per gli Stati membri e non solo per le autorità di regolamentazione.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Il costante miglioramento della sicurezza nucleare presuppone che i sistemi di gestione istituiti e i titolari delle licenze garantiscano un elevato livello di sicurezza per la popolazione.

(9) Il costante miglioramento della sicurezza nucleare presuppone che i sistemi di gestione istituiti e i titolari delle licenze nonché i gestori dei rifiuti garantiscano il massimo livello di sicurezza possibile per la popolazione.

Motivazione

Le norme di sicurezza dei possibili impianti nucleari nuovi ed esistenti devono essere del massimo livello corrispondente allo stato delle conoscenze in materia tecnologica, regolamentare ed operativa nell'Unione. Lo stesso principio basilare dovrebbe anche applicarsi alla gestione dei rifiuti nucleari.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) I principi fondamentali e i requisiti fissati dall'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) costituiscono un insieme di pratiche su cui si devono fondare i requisiti di sicurezza nazionale. Gli Stati membri hanno contribuito considerevolmente al miglioramento di questi principi fondamentali e requisiti.

(10) I principi fondamentali, i requisiti e gli orientamenti fissati dall'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) costituiscono un insieme di norme e di pratiche su cui si devono fondare i requisiti di sicurezza nazionale. Gli Stati membri hanno contribuito considerevolmente al miglioramento di questi principi fondamentali, requisiti e orientamenti. Tali norme dovrebbero riflettere le migliori pratiche internazionali in materia di obblighi di sicurezza e costituire pertanto una buona base per la normativa comunitaria. Esse non possono essere introdotte nel diritto comunitario facendo semplicemente riferimento nella presente direttiva alla raccolta di norme di sicurezza dell'IAEA n. SF-1 (2006). Dovrebbe pertanto essere aggiunto alla presente direttiva un allegato contenente i principi fondamentali di sicurezza.

Motivazione

Di per sé, essendo le sole raccomandazioni prive di carattere vincolante, i principi di sicurezza dell'IAEA non possono essere introdotti nel diritto comunitario mediante un semplice riferimento nella presente direttiva alla raccolta di norme di sicurezza dell'IAEA. Dovrebbe essere aggiunto alla direttiva un allegato contenente i principi fondamentali di sicurezza. Tale approccio presenta il chiaro vantaggio di una maggiore certezza normativa a livello comunitario e fornirebbe la base giuridica per attuare tali principi.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) La trasmissione, accurata e tempestiva, di informazioni al pubblico su questioni nucleari importanti dovrebbe fondarsi su un elevato livello di trasparenza su temi concernenti la sicurezza degli impianti nucleari.

(13) La trasmissione, accurata e tempestiva, di informazioni ai lavoratori del settore nucleare e al pubblico su questioni nucleari importanti dovrebbe fondarsi su un elevato livello di trasparenza su temi concernenti la sicurezza degli impianti nucleari.

Motivazione

L'emendamento è coerente con l'articolo 30 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica che prevede l'adozione nella Comunità di norme fondamentali relative alla protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti e con le direttive dell'UE sull'informazione e la consultazione dei lavoratori.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis) Per garantire l'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico e la trasparenza, gli Stati membri dovrebbero prendere tutte le necessarie misure per applicare gli obblighi sanciti dalle convenzioni internazionali che già prevedono le necessarie prescrizioni in ambito nazionale, internazionale o transfrontaliero, quale la Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (Convenzione di Århus, 25 giugno 1998)1.

 

---------------------------------------------------------------1 GU L 124, 17.5.2005, pag. 1; GU L 164, 16.6.2006, pag. 17 e regolamento (CE) n. 1367/2006, GU L 264, 25.09.2006, pag. 13.

Motivazione

Emendamento correlato alle prescrizioni sulla trasparenza di cui all'articolo 5 della presente proposta.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) Per garantire l'attuazione effettiva delle prescrizioni di sicurezza per gli impianti nucleari, gli Stati membri devono istituire autorità di regolamentazione sotto forma di autorità indipendenti. È opportuno fornire alle autorità di regolamentazione le competenze e le risorse adeguate per espletare i propri compiti.

(15) Per garantire l'effettiva regolamentazione degli impianti nucleari, gli Stati membri devono istituire autorità di regolamentazione sotto forma di autorità indipendenti da interessi che possano indebitamente condizionare le decisioni relative a questioni di sicurezza nucleare. È opportuno fornire alle autorità di regolamentazione le competenze e le risorse adeguate per espletare i propri compiti.

Motivazione

Emendamento correlato all'emendamento 20 sull'articolo 4, paragrafo 1, presentato dal relatore sull'indipendenza dell'autorità di regolamentazione.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) Le autorità di regolamentazione responsabili della sicurezza degli impianti nucleari negli Stati membri dovrebbero cooperare principalmente mediante il Gruppo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei residui che ha elaborato dieci principi per la regolamentazione della sicurezza nucleare. Il Gruppo europeo deve contribuire al quadro per la sicurezza nucleare al fine di migliorarlo costantemente,

(19) Le autorità di regolamentazione responsabili della supervisione degli impianti nucleari negli Stati membri dovrebbero cooperare principalmente mediante il Gruppo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei residui. Il Gruppo ad alto livello ha elaborato dieci principi per la regolamentazione della sicurezza nucleare che sono importanti ai fini della presente direttiva. Il Gruppo europeo deve contribuire al quadro per la sicurezza nucleare al fine di migliorarlo costantemente,

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La presente direttiva mira a conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

1. La direttiva mira a istituire un quadro regolamentare comunitario in materia di sicurezza nucleare nell'Unione europea. Essa pone le fondamenta per disposizioni legislative e regolamentari in materia di sicurezza nucleare negli Stati membri e mira a conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

Motivazione

Lo scopo della direttiva deve essere definito più chiaramente. Il suo obiettivo è quello di creare un quadro comunitario unico e ciò è indicato direttamente nell'emendamento.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Si applica alla progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato.

(Non concerne la versione italiana)

Motivazione

(Non concerne la versione italiana)

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Si applica alla progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato.

2. Si applica alla progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, la messa in funzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari e alle attività svolte dai subappaltatori impiegati dagli esercenti, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato.

Motivazione

Una categoria di lavoratori che rappresenta un rischio potenziale ed è potenzialmente esposta a rischi per la salute e la sicurezza negli impianti nucleari sono i lavoratori addetti alle attività di riparazione, manutenzione e pulizia degli impianti nucleari. Molto spesso tali attività sono date in appalto e in subappalto. Tali lavoratori sono i meno formati e informati e non sono integrati nelle procedure dell'esercente in materia di salute e sicurezza. La direttiva deve mettere in chiaro che tutti i soggetti coinvolti hanno un'elevata responsabilità in materia di sicurezza e cultura della sicurezza .

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) "impianto nucleare", un impianto di produzione di combustibile nucleare, un reattore di ricerca (comprendente le strutture subcritiche e critiche), una centrale nucleare, una struttura per lo stoccaggio del combustibile esaurito, un impianto di arricchimento o di ritrattamento;

(1) "impianto nucleare", un impianto di produzione di combustibile nucleare, un reattore di ricerca (comprendente le strutture subcritiche e critiche), una centrale nucleare, una struttura per lo stoccaggio del combustibile esaurito e dei residui radioattivi, un impianto di arricchimento o di ritrattamento, comprese le installazioni per la manipolazione e il trattamento delle sostanze radioattive generate durante il funzionamento di un impianto;

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3) "materiale radioattivo", qualsiasi materiale che contiene uno o più radionuclidi, la cui attività e concentrazione non possono essere trascurate ai fini della radioprotezione;

(3) "sostanza radioattiva", qualsiasi materiale che contiene uno o più radionuclidi, la cui attività e concentrazione non possono essere trascurate ai fini della radioprotezione;

Motivazione

Il termine "sostanze radioattive" è utilizzato nella direttiva 96/29/Euratom che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) "autorità di regolamentazione", uno o più organismi autorizzati dallo Stato membro a concedere licenze in quello Stato membro e sovrintendere alla scelta del sito, alla progettazione, alla costruzione, alla messa in funzione, all'esercizio e alla disattivazione di impianti nucleari;

(8) "autorità di regolamentazione", un'autorità o un sistema di autorità designati da uno Stato membro e investiti dell'autorità giuridica di condurre il processo regolamentare, compresa la questione delle autorizzazioni, e pertanto la regolamentazione della sicurezza nucleare, della sicurezza radiologica, la sicurezza dei rifiuti radioattivi e la sicurezza dei trasporti;

Motivazione

La responsabilità dovrebbe essere chiaramente affidata all'organismo di regolamentazione incaricato di regolamentare e controllare gli aspetti di sicurezza degli impianti nucleari. Tale processo è distinto dai regimi per la concessione di licenze in quanto tali sotto la responsabilità di autorità competenti nazionali o governative.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) "licenza", qualsiasi autorizzazione che l'autorità di regolamentazione rilascia al richiedente e che gli conferisce la responsabilità in materia di scelta del sito, progettazione, costruzione, messa in funzione, esercizio o disattivazione di un impianto nucleare;

(9) "licenza", qualsiasi autorizzazione che un governo o un'autorità nazionale approvata da tale governo rilascia al richiedente e che gli conferisce la responsabilità in materia di scelta del sito, progettazione, costruzione, messa in funzione, esercizio o disattivazione di un impianto nucleare;

Motivazione

Cfr. la motivazione relativa all'articolo 2, punto 8.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) "reattori di potenza nuovi", i reattori di potenza cui viene rilasciata un'autorizzazione di esercizio dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.

(10) "reattori di potenza nuovi", i reattori di potenza cui viene rilasciata un'autorizzazione di costruzione dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.

Motivazione

Quanto alla disposizione di cui all'articolo 6, paragrafo 2, la questione è quella di stabilire quando possono essere introdotti nuove prescrizioni in particolare sull'aspetto della progettazione della sicurezza. L'autorizzazione di esercizio interviene alla fine del processo regolamentare quando la costruzione è completata e non si può prevedere una revisione del fascicolo.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Articolo 3 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Responsabilità e quadro per la sicurezza degli impianti nucleari

Quadro giuridico per la sicurezza degli impianti nucleari

Motivazione

Nella sua attuale formulazione l'articolo 3 è una riscrittura degli articoli 3, 4, 8 e 10 della proposta e riguarda l'obbligo per lo Stato membro di adottare un quadro legislativo e regolamentare che assicuri la regolamentazione e la supervisione degli impianti nucleari. Ciò comporta: (i) un adeguato quadro regolamentare, che preveda segnatamente prescrizioni di sicurezza nazionali, un sistema per il rilascio di licenze e ispezioni regolamentari nonché il diritto per lo Stato membro di imporre misure di sicurezza più rigorose; (ii) un'attenzione prioritaria alle politiche in materia di sicurezza; (iii) una valutazione inter pares del quadro regolamentare e dell'organismo regolamentare predisposti.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La responsabilità primaria per la sicurezza degli impianti nucleari, per la loro durata di vita, spetta al titolare della licenza sotto il controllo dell'autorità di regolamentazione. Le misure di sicurezza e i controlli da realizzare in un impianto nucleare sono stabiliti solo dall'autorità di regolamentazione e realizzati dal titolare della licenza.

soppresso

Al titolare di una licenza incombe la responsabilità primaria per la sicurezza per l'intera durata di vita degli impianti nucleari fino a quando non viene esonerato dal controllo di regolamentazione. Questa responsabilità del titolare di una licenza non può essere delegata.

 

Motivazione

Cfr. le disposizioni introdotte all'articolo 7, paragrafo 1 (nuovo).

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri istituiscono e mantengono un quadro legislativo e regolamentare che disciplina la sicurezza degli impianti nucleari. Tale quadro comprende prescrizioni di sicurezza nazionali, un sistema di concessione di licenze e di controllo degli impianti nucleari e il divieto di esercizio senza una licenza ed un sistema di supervisione regolamentare che prevede anche le misure di esecuzione necessarie.

1. Gli Stati membri istituiscono e mantengono un quadro legislativo e regolamentare che disciplina la sicurezza degli impianti nucleari. Tale quadro comprende prescrizioni di sicurezza nazionali, un sistema di concessione di licenze e di controllo degli impianti nucleari e il divieto di esercizio senza una licenza ed un sistema di supervisione regolamentare, attraverso la sospensione, la modifica o la revoca delle licenze, che prevede anche le misure di esecuzione necessarie.

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 11 relativo all'articolo 3, titolo.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Gli Stati membri provvedono a introdurre una normativa che preveda il ritiro della licenza di esercizio di un impianto nucleare in caso di gravi violazioni delle condizioni di una licenza.

(Nuovo emendamento parzialmente riformulato in base all'articolo 8, paragrafo 2)

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 11 relativo all'articolo 3, titolo.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter. Gli Stati membri garantiscono che tutte le organizzazioni impegnate in attività direttamente correlate agli impianti nucleari definiscano politiche atte a dare priorità alla sicurezza nucleare.

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 11 relativo all'articolo 3, titolo.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater. Gli Stati membri assicurano che almeno ogni dieci anni l'autorità di regolamentazione sia oggetto, insieme al sistema nazionale di regolamentazione, di una valutazione inter pares internazionale finalizzata al costante miglioramento dell'infrastruttura di regolamentazione.

 

Gli Stati membri notificano alla Commissione i risultati della valutazione internazionale inter pares.

(Nuovo emendamento parzialmente riformulato a partire dall'articolo 4, paragrafo 5)

Motivazione

Le valutazioni internazionali inter pares consentono agli Stati membri e ai loro organismi regolamentari di scambiarsi le migliori pratiche regolamentari e sviluppare una comprensione comune delle prescrizioni internazionali e comunitarie. Ciò favorirà il miglioramento dell'armonizzazione delle prescrizioni di sicurezza a livello comunitario nonché il continuo miglioramento della sicurezza nucleare nella Comunità. Come tale, la Commissione dovrebbe essere informata dei risultati delle valutazioni inter pares.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quinquies. Gli Stati membri possono imporre misure di sicurezza più rigorose di quelle stabilite dalla presente direttiva.

(Nuovo emendamento interamente tratto dall'articolo 10)

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 11 relativo all'articolo 3, titolo.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Articolo 4 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Autorità di regolamentazione

Designazione e responsabilità delle autorità di regolamentazione

Motivazione

Il presente articolo 4 riorganizzato è dedicato all'organismo di regolamentazione, alle sue funzioni, le sue risorse e le sue competenze. In particolare, l'indipendenza dell'organismo di regolamentazione nei confronti dei governi e della politica industriale nucleare dovrebbe essere chiaramente rafforzata e ulteriormente sviluppata.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1. Gli Stati membri designano un organismo nazionale di regolamentazione incaricato della regolamentazione, supervisione e valutazione della sicurezza degli impianti nucleari.

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 18 relativo all'articolo 4, titolo.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono a che l'autorità di regolamentazione sia effettivamente indipendente da tutte le organizzazioni il cui compito è promuovere, gestire impianti nucleari o pubblicizzarne i benefici per la società e libero da qualsiasi influenza che possa incidere sulla sicurezza.

1. Gli Stati membri garantiscono l'effettiva indipendenza dell'autorità di regolamentazione. A tal fine, gli Stati membri provvedono affinché, nell'esercizio delle competenze conferitele dalla presente direttiva:

 

a) l'autorità di regolamentazione, sia giuridicamente distinta e funzionalmente indipendente da qualsiasi altro soggetto pubblico o privato e, in particolare dalle organizzazioni il cui compito è promuovere, gestire impianti nucleari o pubblicizzarne i benefici per la società, e libero da qualsiasi influenza che possa incidere sulla sicurezza;

 

b) il personale dell'autorità di regolamentazione e le persone responsabili della sua gestione agiscano in maniera indipendente da qualsiasi interesse commerciale e non accettino né ricevano istruzioni da alcun governo o altri soggetti pubblici o privati, nell'esercizio delle funzioni di regolamentazione.

 

Tale requisito lascia impregiudicata la stretta cooperazione, se del caso, con altre pertinenti autorità nazionali.

Motivazione

Pur essendo d'accordo con l'insistenza del relatore sull'indipendenza dell'autorità di regolamentazione, essa dovrebbe essere garantita in tutte le sue attività ed esclusivamente quando assolve "compiti regolamentari".

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'autorità di regolamentazione è dotata di poteri, competenze e risorse umane e finanziarie adeguati per l'espletamento delle responsabilità ad essa assegnate. Sorveglia e regolamenta la sicurezza nucleare degli impianti nucleari e assicura l'effettiva attuazione delle prescrizioni, condizioni e regolamentazioni di sicurezza.

2. Gli Stati membri assicurano che l'autorità di regolamentazione disponga di poteri, competenze e risorse umane e finanziarie adeguati per l'espletamento delle responsabilità ad essa assegnate. L'organismo di regolamentazione sorveglia e regolamenta la sicurezza nucleare degli impianti nucleari e assicura il rispetto delle prescrizioni di sicurezza e delle condizioni per la concessione delle licenze applicabili.

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 18 relativo all'articolo 4, titolo.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. L'autorità di regolamentazione concede licenze e controlla l'applicazione della regolamentazione in materia di scelta del sito, progettazione, costruzione, messa in funzione, esercizio o disattivazione degli impianti nucleari.

soppresso

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 8 relativo all'articolo 2, punto 8) e le disposizioni introdotte dall'emendamento 23 sull'articolo 4, paragrafo 3 bis (nuovo).

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Gli Stati membri assicurano che l'organismo di regolamentazione effettui valutazioni, investigazioni e controlli in materia di sicurezza nucleare e che, laddove necessario, l'organismo di valutazione svolga azioni di attuazione presso impianti nucleari nel corso del loro intero ciclo di vita, anche durante la disattivazione.

(Nuovo emendamento parzialmente riformulato a partire dall'articolo 8, paragrafo 1)

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 18 relativo all'articolo 4, titolo.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter. Gli Stati membri assicurano che l'organismo di regolamentazione sia abilitato a ordinare la sospensione del funzionamento di qualsiasi impianto nucleare nei casi in cui la sicurezza non sia garantita.

(Nuovo emendamento parzialmente riformulato a partire dall'articolo 8, paragrafo 3)

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 18 relativo all'articolo 4, titolo.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Le autorità di regolamentazione garantiscono che i titolari delle licenze dispongano del personale adeguato in termini numerici e di qualifiche.

soppresso

Cfr. le disposizioni reintrodotte all'articolo 7, paragrafo 3.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Almeno ogni dieci anni l'autorità di regolamentazione si sottopone, insieme al sistema nazionale di regolamentazione, ad una valutazione inter pares internazionale finalizzata al costante miglioramento dell'infrastruttura di regolamentazione.

soppresso

Motivazione

Cfr. le disposizioni reintrodotte all'articolo 3, paragrafo 2 quater (nuovo), sul quadro giuridico istituito dagli Stati membri.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis. Le autorità di regolamentazione degli Stati membri si scambiano le migliori prassi normative e sviluppano una visione comune dei requisiti internazionalmente riconosciuti in materia di sicurezza nucleare.

Motivazione

Ciò dovrebbe tradursi nell'armonizzazione delle prescrizioni di sicurezza e del quadro per i processi normativi all'interno dell'Unione europea.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri informano il pubblico sulle procedure e i risultati delle attività di sorveglianza sulla sicurezza nucleare. Garantiscono inoltre che le autorità di regolamentazione informino in modo adeguato il pubblico nei settori di loro competenza. L'accesso alle informazioni sarà garantito, conformemente alle prescrizioni nazionali e internazionali vigenti in materia.

Gli Stati membri informano il pubblico e la Commissione sulle procedure e i risultati delle attività di sorveglianza sulla sicurezza nucleare e informano immediatamente il pubblico in caso di incidenti. Garantiscono inoltre che le autorità di regolamentazione informino in modo adeguato il pubblico nei settori di loro competenza. L'accesso alle informazioni sarà garantito, conformemente alle prescrizioni nazionali e internazionali vigenti in materia.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri rispettano i principi fondamentali dell'AIEA (Principi fondamentali dell'AIEA: Fundamental safety principles, IAEA Safety Standard Series No. SF-1 (2006)). Osservano inoltre le prescrizioni e gli obblighi previsti dalla Convenzione sulla sicurezza nucleare (IAEA INFCIRC 449 del 5 luglio 1994).

1. In materia di scelta del sito, progettazione, costruzione, esercizio e disattivazione di un impianto nucleare, gli Stati membri applicano le parti dei principi fondamentali dell'AIEA (Principi fondamentali dell'AIEA: Fundamental safety principles, IAEA Safety Standard Series No. SF-1 (2006)), che sono pertinenti ai fini della creazione di un quadro comunitario per la sicurezza nucleare, come precisato all'Allegato. Applicano inoltre le prescrizioni e gli obblighi previsti dalla Convenzione sulla sicurezza nucleare1.

 

________________________________________________________________1GU L 318 dell'11.12.1999, pag. 20 e GU L 172, del 6.5.2004, pag. 7.

Motivazione

Cfr. il considerando 10. Il riferimento a un atto non vincolante nella direttiva non ha l'effetto di renderlo vincolante. Per rendere vincolante il contenuto dei Principi fondamentali di sicurezza, le sue condizioni dovrebbero essere integrate in un atto vincolante. Un allegato contenente le disposizioni dei Principi fondamentali di sicurezza permetterebbe di: (i) essere coerente con la Guida pratica comune del PE, del Consiglio e della Commissione destinata a coloro che partecipano alla redazione di testi legislativi delle istituzioni comunitarie; (ii) garantire la certezza giuridica del testo con un riferimento "statico" ai principi dell'IAEA di cui sopra.

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Assicurano in particolare che i principi applicabili stabiliti nei principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA siano attuati per garantire un elevato livello di sicurezza negli impianti nucleari; questi comprendono dispositivi efficaci contro i potenziali rischi radiologici, la prevenzione e la reazione in caso di incidenti radiologici, la gestione del problema dell'invecchiamento, la gestione a lungo termine di tutti i materiali radioattivi prodotti e l'informazione della popolazione e delle autorità degli Stati vicini.

soppresso

Motivazione

Cfr. la motivazione dell'emendamento 28 all'articolo 6, paragrafo 1, comma 1.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Inoltre, per quanto concerne la sicurezza dei nuovi reattori nucleari, gli Stati membri mirano a elaborare ulteriori prescrizioni di sicurezza, conformemente al principio del costante miglioramento della sicurezza, sulla base dei livelli di sicurezza elaborati dalla WENRA e in stretta collaborazione con il Gruppo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti.

2. Ai fini della concessione della licenza di costruzione per nuovi reattori nucleari, gli Stati membri mirano a elaborare ulteriori prescrizioni di sicurezza, che riflettano il costante miglioramento dell'esperienza operativa dei reattori esistenti, la comprensione maturata dalle analisi per impianti operativi, delle metodologie e della tecnologia di punta e dei risultati della ricerca in materia di sicurezza.

Motivazione

Il miglioramento delle tecnologie e dei livelli di sicurezza deve andare di pari passo con lo sviluppo delle prescrizioni di sicurezza per gli impianti nucleari. Il livello di sicurezza negli impianti nucleari deve configurarsi come una corsa verso l'alto per ottenere in qualsiasi momento la massima sicurezza possibile. Il riferimento ai livelli di sicurezza sviluppato dalla WENRA per quanto riguarda nuovi reattori nucleari non può essere inserito nel nucleo della direttiva dato che i livelli di riferimento comuni di sicurezza per i reattori comuni non sono ancora maturi. La CE non può impegnare gli Stati membri ad applicarli.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. La Commissione garantisce che tutti i paesi terzi che intendono aderire o stanno negoziando la loro adesione all'Unione europea si impegnino a rispettare quanto meno le norme previste dalla presente direttiva e i principi enunciati nell'allegato, come previsto dalla AIEA.

Motivazione

È imperativo garantire che i paesi terzi limitrofi dell'Unione europea si attengano quanto meno alle stesse norme di sicurezza nucleare, giacché le conseguenze di un incidente nucleare hanno sempre un carattere tran frontaliero.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obblighi dei titolari delle licenze

Responsabilità dei titolari delle licenze

Motivazione

Il presente articolo, riformulato e riorganizzato, è dedicato alle responsabilità del titolare della licenza: gli Stati membri assicurano che la responsabilità primaria della sicurezza di un impianto nucleare competa al titolare della licenza e prendono le misure appropriate affinché il titolare di licenza si assuma le proprie responsabilità.

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1. Gli Stati membri assicurano che la responsabilità primaria per la sicurezza di un impianto nucleare per tutto il suo ciclo di vita ricada sul titolare della licenza. Questa responsabilità del titolare di una licenza non può essere delegata.

(Nuovo emendamento parzialmente riformulato a partire dall'articolo 3, paragrafi 1 e 2)

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. I titolari delle licenze progettano, costruiscono, operano e disattivano i loro impianti nucleari conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 6, paragrafi 1 e 2.

1. Gli Stati membri garantiscono che i titolari delle licenze siano responsabili della progettazione, della costruzione, dell'esercizio e della disattivazione dei loro impianti nucleari conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 6.

Motivazione

La direttiva deve essere destinata agli Stati membri e non ai titolari delle licenze.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. I titolari delle licenze istituiscono e attuano sistemi di gestione che sono regolarmente verificati dall'autorità di regolamentazione.

2. Gli Stati membri assicurano che i titolari delle licenze istituiscano e attuino sistemi di gestione che sono regolarmente verificati dall'autorità di regolamentazione.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. I titolari delle licenze assegnano le risorse finanziarie e umane necessarie per adempiere ai propri obblighi.

3. Gli Stati membri assicurano che i titolari delle licenze assegnino le risorse finanziarie e umane necessarie per adempiere ai propri obblighi. Il personale dei titolari delle licenze deve essere adeguatamente qualificato per tutte le attività che rivestono importanza ai fini della sicurezza nucleare.

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 – bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Gli Stati membri garantiscono che l'idoneità e le qualifiche del personale dei titolari della licenze siano periodicamente valutate dall'autorità di regolamentazione quale requisito per garantire la sicurezza nucleare, sulla base di una relazione presentata dai titolari delle licenze in merito alla valutazione delle questioni di lavoro, quali salute e sicurezza e cultura della sicurezza, qualifiche e formazione, numero di dipendenti e ricorso a subappaltatori.

Motivazione

Che il fattore umano costituisca un ingente rischio nel funzionamento degli impianti nucleari è fatto generalmente riconosciuto. Sebbene sia inequivocabile la responsabilità del titolare della licenza, è possibile migliorare la rendicontazione sulla cultura di sicurezza inerente al fattore umano. Presentando delle relazioni periodiche, è possibile conseguire tale miglioramento. L'emendamento è coerente e complementare all'emendamento 35 del relatore.

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Ogni tre anni le autorità di regolamentazione competenti presentano alla Commissione e alle parti sociali europee una relazione sulla sicurezza nucleare e sulla cultura della sicurezza. La Commissione, in consultazione con le parti sociali europee, può proporre miglioramenti ai fini della sicurezza nucleare, tra cui il massimo livello possibile di tutela della salute nell'Unione europea.

Motivazione

I principi fondamentali di sicurezza di cui alla proposta della Commissione, se approvati mediante l'emendamento 43 del relatore, non stabiliscono in che modo è possibile migliorare l'esperienza è migliorata in materia di sicurezza nucleare, in particolare per quanto riguarda gli aspetti "salute e sicurezza". Gli Stati membri, le autorità di regolamentazione, la Commissione, gli esercenti e i rappresentanti dei lavoratori beneficiano tutti dallo scambio regolare di informazioni ed esperienze, che consente di ottenere miglioramenti e creare una cultura della sicurezza a livello di Unione europea. Le parti sociali interessate sono quelle coinvolte nel dialogo sociale intersettoriale e settoriale per il settore elettrico.

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Le azioni di valutazione, investigazione, controllo e, laddove necessario, attuazione in materia di sicurezza nucleare sono realizzate dall'autorità di regolamentazione per l'intera durata di vita degli impianti, anche nel corso della fase di disattivazione.

soppresso

Motivazione

Cfr. le disposizioni reintrodotte all'articolo 4, paragrafo 3 bis (nuovo).

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'autorità di regolamentazione ha facoltà di ritirare la licenza di esercizio in caso di violazioni, serie o ripetute, della sicurezza nell'impianto nucleare.

soppresso

Motivazione

Cfr. le disposizioni reintrodotte all'articolo 3, paragrafo 2 bis (nuovo).

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. L'autorità di regolamentazione ha facoltà di ordinare la sospensione dell'esercizio di un impianto nucleare se ritiene che la sicurezza non sia pienamente garantita.

soppresso

Motivazione

Cfr. le disposizioni reintrodotte all'articolo 4, paragrafo 3 bis (nuovo).

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri, separatamente e nell'ambito della cooperazione transnazionale, garantiscono adeguate opportunità di istruzione e formazione per la formazione teorica e pratica continua in materia di sicurezza nucleare.

Onde costituire risorse umane adeguate a livello nazionale e preservare le conoscenze nel settore nucleare, gli Stati membri garantiscono adeguate opportunità di istruzione e formazione per la formazione teorica e pratica di base e continua in materia di sicurezza nucleare, ivi compresi i programmi di scambio, e, se necessario, nell'ambito della cooperazione transnazionale.

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 10

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 10

soppresso

Priorità alla sicurezza

 

Gli Stati membri possono imporre misure di sicurezza più rigorose di quelle stabilite dalla presente direttiva.

 

Cfr. le disposizioni reintrodotte all'articolo 3, paragrafo 2 quinquies (nuovo).

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sull'attuazione della presente direttiva [entro tre anni dall'entrata in vigore] e, successivamente, ogni tre anni. Sulla base della prima relazione, la Commissione presenta una relazione al Consiglio sui progressi realizzati nell'attuazione della presente direttiva, corredata se del caso, da proposte legislative.

Gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito all'attuazione della presente direttiva nello stesso momento e con la stessa frequenza delle loro relazioni nazionali per le riunioni di verifica della Convenzione per la sicurezza nucleare. Sulla base di tale relazione, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sui progressi realizzati nell'attuazione della presente direttiva, corredata se del caso, da proposte legislative.

Motivazione

(i) È necessario garantire un corretto coordinamento con le relazioni elaborate dagli Stati membri a norma delle corrispondenti disposizioni della Convenzione per la sicurezza nucleare.(ii) Il monitoraggio, la rendicontazione e la trasparenza sono di importanza capitale ai fini dell'applicazione della presente direttiva. Ciò è fondamentale per garantire l'associazione del PE sulle questioni a norma del capitolo III del trattato Euratom e in particolare per permettere al PE di essere direttamente informato.

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [due anni dalla data di cui all'articolo 13]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [due anni dalla data di cui all'articolo 13]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Allegato (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Allegato

 

OBIETTIVO DI SICUREZZA

 

L'obiettivo fondamentale di sicurezza consiste nel tutelare i lavoratori e la popolazione dagli effetti nocivi delle radiazioni ionizzanti che possono essere causati dagli impianti nucleari.

 

1. Onde garantire la tutela dei lavoratori e della popolazione, l'esercizio degli impianti nucleari è inteso a conseguire le più rigorose norme di sicurezza ragionevolmente conseguibili tenendo conto di fattori economici e sociali.

 

Oltre alle disposizioni in materia di protezione della salute di cui alla direttiva 96/29/Euratom (norme fondamentali Euratom), sono adottate le seguenti misure:

 

  riduzione del rischio di eventi suscettibili di provocare una perdita di controllo del nocciolo di un reattore nucleare, una reazione nucleare a catena, una sorgente radioattiva e

 

  attenuazione degli effetti di simili eventualità, ove dovessero verificarsi.

 

2. Si tiene conto dell'obiettivo fondamentale di sicurezza per tutti gli impianti nucleari e per tutte le fasi del ciclo di funzionamento di un impianto nucleare.

 

PRINCIPI DI SICUREZZA

 

Principio 1: responsabilità per la sicurezza

 

Ciascuno Stato membro assicura che la responsabilità primaria della sicurezza di un impianto nucleare competa al titolare della relativa autorizzazione ed effettua gli opportuni interventi affinché ogni titolare di autorizzazione si assuma le proprie responsabilità.

 

Ciascuno Stato membro garantisce che il titolare della licenza abbia adottato disposizioni al fine di:

 

  creare e mantenere le necessarie competenze;

 

  fornire una formazione e informazioni adeguate;

 

  istituire procedure e disposizioni miranti al mantenimento della sicurezza in qualsiasi condizione;

 

  verificare l'idoneità della progettazione e l'adeguatezza della qualità degli impianti nucleari;

 

  garantire il controllo in condizioni di sicurezza di tutto il materiale radioattivo utilizzato, prodotto o immagazzinato;

 

  garantire il controllo in condizioni di sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi prodotti;

 

per espletare la responsabilità per la sicurezza di un impianto nucleare.

 

Le suddette funzioni sono assolte conformemente agli obiettivi e ai requisii di sicurezza applicabili, stabiliti o approvati dall'autorità di regolamentazione, e il loro assolvimento è garantito mediante l'attuazione di un sistema di gestione.

 

Principio 2: capacità di direzione e gestione per la sicurezza

 

Devono essere stabilite e mantenute capacità di direzione e di gestione efficaci presso tutte le organizzazioni che si occupano di sicurezza nucleare.

 

2.1. Deve essere dimostrata una capacità di direzione per le questioni di sicurezza ai massimi livelli di un'organizzazione. È posto in essere e mantenuto un efficace sistema di gestione, che integri tutti gli elementi della gestione affinché le prescrizioni di sicurezza siano stabilite e applicate in modo coerente rispetto ad altre prescrizioni, tra cu quelle relative alle prestazioni umane e alla qualità e alla sicurezza, e affinché le altre prescrizioni o esigenze non compromettano la sicurezza.

 

Il sistema di gestione assicura inoltre la promozione di una cultura della sicurezza, la valutazione regolare del livello di sicurezza e l'applicazione degli insegnamenti tratti dall'esperienza.

 

2.2. È integrata nel sistema di gestione una cultura della sicurezza che regoli la mentalità e i comportamenti in materia di sicurezza di tutti gli organismi e soggetti interessati. La cultura della sicurezza comprende:

 

 un impegno individuale e collettivo alla sicurezza da parte dei dirigenti, dei quadri e del personale a tutti i livelli;

 

 la responsabilità delle organizzazioni e dei singoli a tutti i livelli per quanto riguarda la sicurezza;

 

 misure atte a favorire un atteggiamento critico e la volontà di apprendere e a scoraggiare il lassismo in materia di sicurezza.

 

2.3. Il sistema di gestione riconosce l'insieme delle interazioni tra gli individui a tutti i livelli con la tecnologia e le organizzazioni. Per evitare errori umani e organizzativi in materia di sicurezza, si tiene conto dei fattori umani e si favoriscono comportamenti corretti e buone prassi.

 

Principio 3: valutazione della sicurezza

 

Sono effettuate valutazioni esaustive e sistematiche della sicurezza prima della costruzione e della messa in funzione di un impianto nucleare e per tutto il ciclo del suo funzionamento. È adottato un approccio graduale tenendo conto dell'entità dei potenziali rischi derivanti dagli impianti nucleari.

 

3.1. L'autorità di regolamentazione deve esigere una valutazione della sicurezza nucleare per tutti gli impianti nucleari che sia coerente con un approccio graduale. La valutazione della sicurezza prevede l'analisi sistematica del normale funzionamento e dei relativi effetti, del modo in cui possono verificarsi avarie e delle loro conseguenze. Essa riguarda le necessarie misure di sicurezza per controllare i rischi, mentre le caratteristiche di progettazione e il dispositivo di sicurezza sono valutati per accertare che assolvono le funzioni di sicurezza previste. Qualora, ai fini della sicurezza, siano richieste misure di controllo o interventi da parte dell'esercente, viene effettuata una valutazione preliminare della sicurezza per dimostrare la validità e l'affidabilità delle disposizioni adottate. Il rilascio di un'autorizzazione per un impianto nucleare è subordinato alla capacità di uno Stato membro di dimostrare all'autorità di regolamentazione l'adeguatezza delle misure di sicurezza proposte dal titolare di una licenza.

 

3.2. La prevista valutazione della sicurezza è ripetuta, in tutto o in parte a seconda dei casi, in un secondo tempo durante l'esercizio dell'impianto, per tener conto delle nuove condizioni (quali l'applicazione di nuove norme o innovazioni scientifiche e tecnologiche), dei riscontri derivanti dall'esperienza di esercizio, delle modifiche e degli effetti dell'obsolescenza. Per le operazioni che si protraggono per lunghi periodi di tempo, le valutazioni sono riesaminate e ripetute in base alle necessità. Tali operazioni possono continuare soltanto se i suddetti riesami dimostrano che le misure di sicurezza restano adeguate.

 

3.3. Nell'ambito della necessaria valutazione della sicurezza, sono individuati e analizzati i fattori precursori di eventuali incidenti (eventi scatenanti in grado di creare le condizioni favorevoli al verificarsi di un incidente) e sono adottate le misure intese ad evitarli.

 

3.4. Onde rafforzare ulteriormente la sicurezza, sono messi a punto procedimenti per il riscontro e l'analisi dell'esperienza di esercizio nei propri impianti e in quelli di altri, tra cui gli eventi scatenanti, i fattori precursori di incidenti, gli episodi di sfiorato incidente e azioni non autorizzate, affinché sia possibile trarre e condividere i debiti insegnamenti e adottare le misure del caso.

 

Principio 4: ottimizzazione della sicurezza

 

Gli Stati membri provvedono affinché gli impianti nucleari siano ottimizzati in modo tale da garantire il massimo livello di sicurezza ragionevolmente conseguibile senza ostacolarne indebitamente l'esercizio.

 

4.1. L'ottimizzazione della sicurezza impone di giudicare l'importanza relativa di diversi fattori, tra cui:

 

 la probabilità del verificarsi di eventi prevedibili e le relative conseguenze;

 

 l'entità e la distribuzione delle dosi di radiazione ricevute;

 

 fattori economici, sociali e ambientali derivanti dai rischi da radiazioni;

 

L'ottimizzazione della protezione implica altresì l'impiego di prassi corrette e di buon senso, nei limiti del possibile, nello svolgimento delle attività quotidiane.

 

Principio 5: prevenzione e attenuazione

 

Gli Stati membri assicurano che siano compiuti tutti gli sforzi concreti per prevenire i guasti e gli incidenti nucleari nei propri impianti atomici e attenuarne le conseguenze.

 

5.1. Ciascuno Stato membro provvede affinché i titolari delle licenze compiano tutti gli sforzi concreti:

 

 per prevenire il verificarsi di anomalie o guasti tali da comportare una perdita di controllo;

 

 per prevenire l'aggravamento di eventuali anomalie o guasti del genere che si verificano; e

 

 per attenuare le eventuali conseguenze nocive di un incidente;

 

mettendo a punto una difesa in profondità.

 

5.2. L'attuazione del concetto di difesa in profondità garantisce che nessun errore tecnico, umano od organizzativo possa comportare effetti nocivi e riduce a un livello molto basso la probabilità di una concomitanza di avarie tale da comportare effetti nocivi importanti.

 

5.3. L'attuazione della difesa in profondità consiste nel combinare diversi livelli consecutivi e indipendenti di protezione che dovrebbero andare in avaria contemporaneamente prima che siano causati effetti nocivi ai lavoratori o alla popolazione. I livelli della difesa in profondità includono:

 

 una scelta del sito appropriata;

 

 un'idonea progettazione dell'impianto nucleare, che consiste in

 

un'elevata qualità della progettazione e della costruzione;

 

un'elevata affidabilità delle componenti e delle apparecchiature;

 

sistemi di controllo, limitazione e protezione nonché funzioni di sorveglianza;

 

 un'idonea organizzazione con

 

un sistema di gestione efficace, caratterizzato da un forte impegno per la cultura della sicurezza da parte della dirigenza;

 

procedure e prassi operative esaustive;

 

procedure esaustive di gestione degli incidenti;

 

capacità di gestione delle emergenze;

 

Principio 6: preparazione e risposta alle emergenze

 

Gli Stati membri provvedono all'adozione di disposizioni ai fini della preparazione alle emergenze e alla capacità di reazione in caso di incidenti negli impianti nucleari, ai sensi della direttiva 96/29/Euratom.

Motivazione

I principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA e la Convenzione sulla sicurezza nucleare coprono anche una diversa categoria di attività/impianti rispetto a quelli della proposta in esame. L'allegato proposto comprende i pertinenti principi dell'AIEA e della Convenzione sulla sicurezza nucleare, adeguati al contesto comunitario, che sono contemplati nella proposta in esame. Nell'aderire all'adeguamento dei principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA e della Convenzione sulla sicurezza nucleare, la precisazione all'articolo 6, paragrafo 1, così come proposta in un altro emendamento, deve essere collegata all'allegato.

MOTIVAZIONE

La proposta di direttiva della Commissione mira a riavviare il processo di istituzione di un quadro comunitario comune sulla sicurezza nucleare, inizialmente lanciato nel 2003.

La finalità della proposta è conseguire un quadro comunitario per la sicurezza nucleare, che si basi su vari obiettivi operativi, tra cui il rafforzamento del ruolo e dell’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione nonché il raggiungimento di un elevato livello di trasparenza in materia di sicurezza degli impianti nucleari. La proposta integra i principi dei più importanti strumenti internazionali esistenti, ossia la Convenzione sulla sicurezza nucleare e il lavoro in materia di sicurezza svolto dall’Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA).

Il relatore accoglie con particolare favore la presente proposta, che contribuisce a rafforzare il vigente quadro giuridico europeo e accrescere in tal modo la trasparenza, migliorando altresì la gestione delle attività nucleari. Il Parlamento europeo ha sistematicamente ribadito[1] l’impellente necessità di elaborare una solida legislazione e di adottare misure concrete su scala comunitaria nei settori della sicurezza nucleare, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello smantellamento degli impianti nucleari. Ciò riveste un’importanza particolare vista la rilevanza dell’energia nucleare, che viene prodotta in 15 dei 27 Stati membri e che soddisfa circa un terzo della domanda di elettricità nell’UE. L’importanza dell’energia nucleare è destinata a intensificarsi considerando la relativa "rinascita" dell’energia nucleare (sei nuovi reattori attualmente in costruzione in quattro Stati membri) e l’estensione della durata di vita delle centrali nucleari. Essa rappresenta inoltre uno dei fattori chiave per garantire una politica energetica comunitaria indipendente e per raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2 nel quadro della lotta contro il cambiamento climatico.

A tale riguardo, il relatore intende sottolineare che, anche se la scelta di includere l’energia nucleare nel mix energetico spetta agli Stati membri, l’Unione europea svolge un ruolo chiave nel garantire lo sviluppo di tale fonte di energia anche in presenza di norme vincolanti e di un quadro normativo disciplinato dal trattato Euratom. Viene oggi universalmente accettato che la Commissione ha competenze nel settore della sicurezza nucleare ai sensi degli articoli 31 e 32 del trattato Euratom, intesi a "stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e vigilare sulla loro applicazione", come confermato dalla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee nella causa C-29/99 Commissione contro Consiglio[2].

L’approccio adottato dalla Commissione apre inoltre la strada allo sviluppo di un corpus legislativo di norme armonizzate sulla sicurezza nucleare nonché di una legislazione derivata che creano il quadro di riferimento per le norme nazionali degli Stati membri in materia di sicurezza nucleare. Tale approccio è altresì fondamentale per quanto concerne gli accordi di cooperazione Euratom in materia di sicurezza nucleare, di controllo dei materiali nucleari e di assistenza ai paesi terzi, al fine di garantire che tutte le attività nucleari vengano svolte in linea con le più elevate norme di sicurezza. La proposta in oggetto rafforza pertanto la credibilità internazionale del contributo dell’Euratom nel settore della sicurezza nucleare.

RACCOMANDAZIONI DEL RELATORE

I – Opzione strategica

L’opzione strategica adottata dalla Commissione consiste nell’elaborare una legislazione comunitaria che definisca un quadro comune basato sulle vigenti norme internazionali già sviluppate dall’AIEA, integrate da requisiti aggiuntivi per le nuove centrali nucleari, al fine di garantire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità. Questo quadro definisce i principi di sicurezza e obbliga gli Stati membri ad adottare un quadro legislativo e normativo che garantisca la regolamentazione e la supervisione degli impianti nucleari, segnatamente attraverso l’elaborazione di requisiti di sicurezza nazionali, un sistema di concessione di licenze degli impianti nucleari, un’autorità di regolamentazione indipendente e un sistema di supervisione, valutazione e controllo degli impianti nucleari.

(i) Il relatore può in linea generale aderire a questa opzione: essa rispetta pienamente il principio di sussidiarietà in un settore di competenze condivise con gli Stati membri e presenta inoltre una sufficiente flessibilità per quanto concerne l’attuazione della direttiva, garantendo una definizione comune dei principi di sicurezza (di cui alla direttiva) e lasciando agli Stati membri la responsabilità di intraprendere le misure necessarie nonché la libertà di adottare norme più rigorose.

Questo approccio è in linea con il principio della responsabilità nazionale per quanto concerne la sicurezza degli impianti nucleari, la cui responsabilità primaria spetta al titolare della licenza sotto il controllo di un’autorità di regolamentazione indipendente.

A tale riguardo, il relatore intende proporre un leggero miglioramento in termini di riorganizzazione della struttura della proposta, affinché quest’ultima rispecchi meglio la gerarchia delle norme e delle responsabilità per quanto concerne la definizione di un quadro normativo nazionale, il ruolo dell’autorità di regolamentazione indipendente, i principi e le prescrizioni da adottare e la responsabilità del titolare della licenza.

(ii) Il relatore auspica che la direttiva quadro garantisca al tempo stesso una reale armonizzazione dei principi di sicurezza: la proposta esorta gli Stati membri a rispettare i principi dell’AIEA e a conformarsi agli obblighi della Convenzione sulla sicurezza nucleare, conclusa sotto gli auspici dell'AIEA. Ciò dimostra il riconoscimento, da parte della Commissione, dell’esistenza e del buon sviluppo delle norme necessarie su scala internazionale. Tali norme costituiscono una buona base per la legislazione comunitaria il cui scopo è pertanto garantirne la reale e uniforme attuazione da parte degli Stati membri.

Il relatore condivide altresì l’opinione secondo cui le norme, i metodi e gli orientamenti dell’AIEA costituiscono un solido quadro delle migliori pratiche riconosciute a livello internazionale, da cui deriva la maggior parte dei requisiti nazionali. Il loro inserimento nella legislazione comunitaria è inteso a garantire l’esecuzione degli obblighi a livello comunitario nonché a fornire alla Commissione gli strumenti necessari per controllare - e sanzionare - il rispetto delle norme e per garantire che le legislazioni nazionali siano conformi al disposto della direttiva.

II – Credibilità del processo di armonizzazione delle norme in materia di sicurezza

(i) Il relatore si impegna a garantire la reale indipendenza dell’autorità di regolamentazione.

Il valore aggiunto fondamentale della proposta di direttiva è la promozione del ruolo dell’autorità di regolamentazione all’interno della legislazione nazionale. Il relatore ritiene che tale ruolo debba essere definito meglio e che debba essere intensificata l’indipendenza dell’autorità di regolamentazione. Ciò ne garantirebbe la legittimità attribuendole il potere di intraprendere tutte le misure urgenti necessarie, compresa la sospensione dell'esercizio di un impianto nucleare (cfr. l’articolo 4 modificato).

(ii) La certezza giuridica della regolamentazione su scala comunitaria

I principi fondamentali, le prescrizioni e gli orientamenti definiti dall’AIEA costituiscono una serie di norme e un quadro di pratiche su cui dovrebbero basarsi la legislazione comunitaria e i requisiti nazionali in materia di sicurezza. In particolare, la Commissione riconosce che i dieci principi fondamentali pubblicati dall’AIEA nel 2006 costituiscono una serie unificata di principi nonché la base di partenza per definire le prescrizioni di sicurezza degli Stati membri. Il relatore ritiene però che, in presenza di mere raccomandazioni prive di carattere vincolante, tali principi non possano essere inseriti nel diritto comunitario facendo semplicemente riferimento alle norme di sicurezza dell'AIEA contenute nella direttiva. Il relatore esorta pertanto a inserire nella direttiva un allegato contenente i principi fondamentali di sicurezza. Un simile approccio presenta il chiaro vantaggio di incrementare la certezza della regolamentazione su scala comunitaria, fornendo la base giuridica necessaria per attuare i principi di cui sopra e garantendo al tempo stesso l’armonizzazione su scala comunitaria.

Per quanto concerne gli obblighi derivanti dalla Convenzione sulla sicurezza nucleare, il relatore accoglie con favore il riferimento diretto, nella direttiva, agli obblighi decisi dagli Stati membri.

Il ruolo attribuito all'Associazione delle autorità di regolamentazione nucleare dell'Europa occidentale (WENRA) e al Gruppo ad alto livello al fine di allineare e sviluppare prescrizioni aggiuntive di sicurezza per i "nuovi reattori" non è chiaro. Il relatore manifesta più preoccupazione per il fatto che i livelli e gli standard di sicurezza delle tecnologie future non siano ancora maturi che non per lo status di questi gruppi ad-hoc (la WENRA è, infatti, un’associazione informale delle autorità di regolamentazione nucleare). La direttiva difficilmente può pregiudicare i risultati di questo processo e impegnare gli Stati membri ad attuarli. Secondo il relatore, tale processo è fonte di incertezza giuridica. In linea con il principio di sussidiarietà, il relatore preferirebbe esortare gli Stati membri a portare avanti il processo di miglioramento continuo delle norme di sicurezza. Dato che tali norme prendono in considerazione le migliori pratiche ed esperienze disponibili e riflettono gli sviluppi e i miglioramenti tecnologici, la loro armonizzazione costituirà una "corsa al rialzo" in quanto i livelli delle norme di sicurezza si intensificano e i miglioramenti vengono costantemente messi in atto.

III - Trasparenza

(i) Occorre rafforzare il quadro giuridico vigente al fine di incrementare la trasparenza e il consenso del pubblico.

Il relatore è favorevole a fare riferimento alle rilevanti convenzioni internazionali. Anche in tale ambito sono state sviluppate alcune prescrizioni, quali la Convenzione di Aarhus o la Convenzione di Espoo, intese a garantire l’accesso all’informazione, la partecipazione pubblica e la trasparenza nei contesti nazionali, internazionali o transfrontalieri. Nel chiedere agli Stati membri di conformarsi ai propri obblighi, la direttiva fornisce alla Commissione gli strumenti volti a garantire che gli Stati membri mettano realmente in atto un processo decisionale trasparente e rendano noti i risultati dei controlli effettuati nell’ambito della sicurezza.

(ii) Il relatore ritiene che il monitoraggio, l’elaborazione di relazioni e la trasparenza siano gli elementi essenziali della direttiva quadro.

Il relatore sottolinea la necessità di garantire il coinvolgimento del Parlamento europeo su questioni disciplinate dal trattato Euratom e, in particolare, di fornire al Parlamento europeo gli strumenti che gli consentano di essere adeguatamente informato e di seguire l’attività svolta nell’ambito della sicurezza nucleare.

La Commissione dovrebbe informare in maniera adeguata il Parlamento europeo circa le relazioni periodiche sull’attuazione della direttiva di cui all’articolo 11. La frequenza di tali relazioni dovrebbe essere in linea con le prescrizioni della Convenzione sulla sicurezza nucleare e con il suo processo di riesame. Le relazioni e le valutazioni inter pares contribuiscono a individuare gli esempi di migliori pratiche e a promuovere il miglioramento continuo della sicurezza nucleare nella Comunità. Il Parlamento europeo deve essere parte del processo.

Alla luce di quanto sopra, il relatore propone di emendare la proposta della Commissione.

  • [1]  Relazione di E. Maldeikis sulla valutazione dell'Euratom - 50 anni di politica nucleare europea (A6-0129/2007, datata 02.04.2007) e relazione di H. Reul sulle fonti energetiche convenzionali e le tecnologie energetiche (A6-0348/2007, datata 24.10.2007).
  • [2]  Causa C-29/99: Commissione delle Comunità europee contro Consiglio dell'Unione europea, racc. 2002, pag. I-11221.

PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA

On. Angelika Niebler

Presidente

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

BRUXELLES

Oggetto:          Parere sulla base giuridica della proposta di direttiva del Consiglio (Euratom) che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare (COM(2008)0790 – C6‑0026/2009 – 2008/0231(CNS))

Signora Presidente,

la commissione giuridica ha deciso di procedere all'esame della base giuridica della proposta della Commissione in oggetto, a norma dell'articolo 35, paragrafo 3, del regolamento.

La commissione ha esaminato la questione nella riunione del 31 marzo 2009.

La commissione per l'industria si sta attualmente occupando della proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare, su cui è relatore l'on. Hökmark. La commissione per l'ambiente ha espresso parere (relatore: on. Harms). Nel suo progetto di parere l'on. Harms ha suggerito di aggiungere l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE alle basi giuridiche attuali rappresentate dagli articoli 31 e 32 del trattato Euratom.

Contesto della legislazione proposta

È questo il terzo tentativo nell'arco di un decennio di introdurre nuove regole sulla sicurezza nucleare (le due precedenti proposte, quella del 2002 e quella del 2003, sono state ritirate).

L'obiettivo della proposta del 2002 era di "definire gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza degli impianti nucleari", cosa che "successivamente sarà integrata dall'istituzione di norme e meccanismi di controllo comuni (…)". Con la revisione del 2003 il requisito relativo all'introduzione di obblighi fondamentali e norme comuni è stato abolito per lasciare il posto a meccanismi comunitari volti a garantire l'osservanza di principi comuni in materia di sicurezza nucleare, segnatamente includendo un programma di verifica comunitario. Nella proposta attualmente all'esame non sono previsti meccanismi di questo tipo né alcuna verifica comunitaria. La proposta di direttiva si limita a porre in atto le prescrizioni della Convenzione sulla sicurezza nucleare conclusa sotto gli auspici dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA).

La base giuridica proposta dalla Commissione è rappresentata dagli articoli 31 e 32 del trattato Euratom. Si tratta di stabilire se aggiungere l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE, offrendo in tal modo al Parlamento il vantaggio della procedura di codecisione. In alternativa, è stato altresì suggerito di ricorrere all'articolo 203 del trattato Euratom, in collegamento con gli articoli 31 e 32 o al posto di essi, al fine di coprire gli aspetti tecnologici della sicurezza nucleare e gli aspetti ambientali.

Le basi giuridiche in esame

Per motivi di praticità, le disposizioni del trattato vengono riportate in appresso.

Articolo 31 Euratom

Le norme fondamentali vengono elaborate dalla Commissione, previo parere di un gruppo di personalità designate dal comitato scientifico e tecnico tra gli esperti scientifici degli Stati membri, particolarmente tra quelli versati in materia di sanità pubblica. La Commissione domanda il parere del Comitato economico e sociale sulle norme fondamentali così elaborate.

Dopo consultazione del Parlamento europeo, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione che gli trasmette i pareri dei comitati da essa raccolti, stabilisce le norme fondamentali.

Articolo 32 Euratom

A richiesta della Commissione o di uno Stato membro, le norme fondamentali possono essere rivedute o completate secondo la procedura definita dall'articolo 31.

La Commissione è tenuta a istruire qualsiasi domanda formulata da uno Stato membro.

L'espressione "norme fondamentali" è definita all'articolo 30 del trattato Euratom come segue:

Articolo 30 Euratom

Sono istituite nella Comunità norme fondamentali relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

Per norme fondamentali s'intendono:

 

 

a.        le dosi massime ammissibili con un sufficiente margine di sicurezza,

 

 

 

b.        le esposizioni e contaminazioni massime ammissibili,

 

 

 

c.        i principi fondamentali di sorveglianza sanitaria dei lavoratori.

 

Va osservato che tali disposizioni figurano nel Titolo II, Capo 3, del trattato Euratom, "Protezione sanitaria".

È stato suggerito di aggiungere l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE quale base giuridica:

Articolo 175, paragrafo 1

1. Il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni, decide in merito alle azioni che devono essere intraprese dalla Comunità per realizzare gli obiettivi dell'articolo 174.

L'articolo 174, cui fa riferimento l'articolo 175, paragrafo 1, prevede quando segue:

Articolo 174

1. La politica della Comunità in materia ambientale contribuisce a perseguire i seguenti obiettivi:

– salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente,

– protezione della salute umana,

– utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali,

– promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell'ambiente a livello regionale o mondiale.

2. La politica della Comunità in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio chi inquina paga.

In tale contesto, le misure di armonizzazione rispondenti ad esigenze di protezione dell'ambiente comportano, nei casi opportuni, una clausola di salvaguardia che autorizza gli Stati membri a prendere, per motivi ambientali di natura non economica, misure provvisorie soggette ad una procedura comunitaria di controllo.

3. Nel predisporre la sua politica in materia ambientale la Comunità tiene conto:

– dei dati scientifici e tecnici disponibili,

– delle condizioni dell'ambiente nelle varie regioni della Comunità,

– dei vantaggi e degli oneri che possono derivare dall'azione o dall'assenza di azione,

– dello sviluppo socioeconomico della Comunità nel suo insieme e dello sviluppo equilibrato delle sue singole regioni.

4. Nell'ambito delle rispettive competenze, la Comunità e gli Stati membri collaborano con i paesi terzi e con le competenti organizzazioni internazionali. Le modalità della cooperazione della Comunità possono formare oggetto di accordi tra questa e i terzi interessati, negoziati e conclusi conformemente all'articolo 300.

Il comma precedente non pregiudica la competenza degli Stati membri a negoziare nelle sedi internazionali e a concludere accordi internazionali.

Articolo 203 Euratom

Quando un'azione della Comunità risulti necessaria per il raggiungimento di uno degli scopi della Comunità, senza che il presente trattato abbia previsto i poteri d'azione a tal uopo richiesti, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e dopo aver consultato il Parlamento europeo, prende le disposizioni del caso.

Basi per l'analisi

È fondamentale chiarire per quale motivo la scelta della base giuridica è importante. Da un lato, come è stato sottolineato dalla Corte di giustizia, tale scelta riveste un'"importanza di natura costituzionale"[1] per via del fatto che la Comunità è disciplinata dal principio dell'attribuzione delle competenze. In termini semplici ciò significa che la Comunità può agire solo quando i trattati fondatori la abilitano a farlo. Dall'altro, vi è il problema rappresentato dalle situazioni in cui non esiste un fondamento giuridico atto a giustificare l'azione della Comunità (ossia là dove non esiste una "competenza sufficiente") o in cui la modifica della base giuridica si traduce in una modifica della procedura per l'adozione dell'atto. Un esempio eloquente lo si può ritrovare nel parere dell'Avvocato generale Jacobs nella causa C-314/99 Paesi Bassi contro Commissione[2], dove la modifica del fondamento normativo avrebbe implicato che l'atto avrebbe dovuto essere adottato utilizzando una procedura diversa da quella sulla base della quale era stato effettivamente adottato.

In un caso siffatto, come il Servizio giuridico del Parlamento ha peraltro sottolineato nella causa British American Tobacco[3], un errore a livello della base giuridica è più di un vizio puramente formale quando esso dà luogo a irregolarità nella procedura applicabile per l'adozione dell'atto e può determinarne l'annullamento, in quanto la base giuridica è consustanziale all'atto stesso e la sua irregolarità lo rende illegale.

È per questi motivi che la Corte di giustizia ha stabilito una serie coerente di criteri che devono essere tenuti presenti quando si valuta l'adeguatezza di una determinata base giuridica:

(1) La scelta della base giuridica per gli atti comunitari deve fondarsi su elementi oggettivi, suscettibili di sindacato giurisdizionale.

(2) Tra detti elementi figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto.

(3) Sono irrilevanti in proposito l'auspicio di un'istituzione di partecipare più intensamente all'adozione di un determinato atto, il lavoro effettuato per altro motivo nel settore di azione in cui rientra l'atto o il contesto dell'adozione dell'atto[4].

Al fine di analizzare lo scopo e il contenuto dell'atto proposto, è necessario esaminare la proposta originaria della Commissione, tenendo conto degli emendamenti presentati in seno alla commissione competente per il merito e nel quadro del parere della commissione per l'ambiente.

Scopo e contenuto della legislazione proposta

In base alla motivazione della proposta della Commissione[5], lo scopo e il contenuto della proposta di direttiva sono i seguenti:

"La presente proposta di direttiva, che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare, mira a riavviare il processo per l'istituzione di un quadro comunitario comune sulla sicurezza nucleare, aggiornando e sostituendo la proposta di direttiva del Consiglio (Euratom) che definisce gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza degli impianti nucleari[6], inclusa nel pacchetto iniziale sulla sicurezza nucleare.

Il rinnovato interesse per l'energia nucleare manifestato da una serie di Stati membri, insieme alla prospettiva dell'estensione della durata di vita di numerosi impianti e della costruzione di nuovi, fa sì che la presente proposta riveduta giunga in un momento particolarmente opportuno. È evidente che gli effetti degli incidenti radiologici non si fermano ai confini degli Stati e hanno conseguenze potenziali per la salute dei lavoratori e dei cittadini, ma comportano anche implicazioni economiche importanti per l'industria energetica. L'integrazione nella legislazione comunitaria vincolante di principi di sicurezza nucleare internazionalmente riconosciuti garantirebbe, per il pubblico nell'UE, un livello superiore di sicurezza garantendo la certezza del diritto.

(omissis)

La strategia di base presuppone che un insieme di principi comuni nel settore della sicurezza nucleare, già integrati nella Convenzione sulla sicurezza nucleare, siano disciplinati a livello comunitario, e completati da ulteriori prescrizioni di sicurezza per i nuovi reattori nucleari che gli Stati membri sono incentivati a sviluppare, conformemente al principio del mantenimento della sicurezza, sulla base dei livelli di sicurezza elaborati dalla WENRA e in stretta collaborazione con il Gruppo europeo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei residui. Sulla base dei dieci principi per la regolamentazione della sicurezza nucleare cha ha adottato, il gruppo diventerà l'elemento centrale della cooperazione tra le autorità di regolamentazione responsabili della sicurezza degli impianti nucleari negli Stati membri e contribuirà allo sviluppo del quadro comunitario per la sicurezza nucleare.

La finalità generale della proposta è conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità di regolamentazione. Il suo campo di applicazione è la progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione e la disattivazione degli impianti nucleari, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato. Viene riconosciuto e pienamente rispettato il diritto di ciascun Stato membro di decidere se fare ricorso all'energia nucleare.

Nell'ambito di questo quadro comunitario per la sicurezza nucleare si prevede il conseguimento di vari obiettivi operativi, tra cui il rafforzamento del ruolo delle autorità di regolamentazione, la responsabilità primaria del titolare della licenza in materia di sicurezza sotto la supervisione dell'autorità di regolamentazione, un elevato livello di trasparenza su questioni connesse alla sicurezza degli impianti nucleari, l'istituzione di sistemi di gestione, la supervisione regolare in materia di sicurezza, la disponibilità di competenze in materia di sicurezza nucleare, la priorità che occorre attribuire alla sicurezza."

Il dispositivo e i considerando della direttiva proposta

In questa sezione l'attenzione è rivolta alle disposizioni che si riferiscono in modo specifico agli aspetti ambientali.

L'articolo 1 stabilisce l'ambito di applicazione e l'obiettivo della direttiva, che consiste segnatamente nel "conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione". L'ambito di applicazione comprende la "progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato". Si precisa che la direttiva non pregiudica l'applicazione della direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti[7] e che, come risulta chiaro dal considerando 3, fissa le norme fondamentali in materia di sicurezza. L'articolo 1 precisa altresì che ciascuno Stato membro è libero di decidere se avviare o meno un proprio programma nucleare civile.

L'articolo 2 contiene le definizioni. Si richiama l'attenzione sul fatto che la "sicurezza nucleare" è definita come il conseguimento di adeguate condizioni di esercizio grazie a misure adottate per prevenire gli incidenti o attenuarne le conseguenze, che assicurano la protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'atmosfera, dell'acqua e del suolo da rischi indebiti di radiazioni emesse da impianti nucleari" (l'evidenziazione è aggiunta).

L'articolo 3 stabilisce che la responsabilità primaria per la sicurezza degli impianti nucleari incombe al titolare della licenza e che gli Stati membri istituiscono e mantengono un quadro legislativo e regolamentare (prescrizioni di sicurezza nazionali, un sistema di concessione di licenze e di controllo degli impianti nucleari e un sistema di supervisione regolamentare).

L'articolo 4 tratta delle autorità di regolamentazione (indipendenza, poteri, competenze e risorse umane e finanziarie adeguate), che concedono licenze e svolgono funzioni di controllo. Le autorità di regolamentazione e il sistema nazionale di regolamentazione devono sottoporsi, ogni dieci anni, ad una valutazione inter pares.

L'articolo 5 tratta della trasparenza (informazione del pubblico).

L'articolo 6 prevede che gli Stati membri rispettino i principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA così da garantire "un elevato livello di sicurezza negli impianti nucleari; questi comprendono dispositivi efficaci contro i potenziali rischi radiologici, la prevenzione e la reazione in caso di incidenti radiologici, la gestione del problema dell'invecchiamento, la gestione a lungo termine di tutti i materiali radioattivi prodotti e l'informazione della popolazione e delle autorità degli Stati vicini". Gli Stati membri devono altresì elaborare ulteriori prescrizioni di sicurezza sulla base dei livelli di sicurezza elaborati dalla WENRA.

L'articolo 7 stabilisce gli obblighi dei titolari delle licenze e l'articolo 8 tratta della supervisione.

L'articolo 9 riguarda l'istruzione e la formazione.

In virtù dell'articolo 10, gli Stati membri possono imporre misure di sicurezza più rigorose.

Gli articoli 11,12, 13 e 14 riguardano, rispettivamente, le relazioni, l'attuazione, l'entrata in vigore e i destinatari della direttiva.

Il preambolo della direttiva non contiene riferimenti specifici alla protezione dell'ambiente. Tuttavia, il fatto che il considerando 5 faccia riferimento a difese efficaci contro i rischi radiologici e agli incidenti con potenziali conseguenze radiologiche potrebbe far pensare che esso copre le minacce all'ambiente. Gli altri considerando giustificano le disposizioni dell'articolato facendo nel contempo riferimento all'articolo 2, lettera b), del trattato Euratom (in base al quale la Comunità deve stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e vigilare sulla loro applicazione) e all'articolo 30 (già citato). La principale motivazione della direttiva è contenuta nel considerando 5: "Benché il sistema di radioprotezione istituito dalle norme fondamentali di sicurezza in vigore, che tiene conto delle conoscenze scientifiche attuali, garantisca un elevato livello di protezione sanitaria della popolazione, dovrebbe essere completato al fine di garantire che sia mantenuto, sviluppato e costantemente migliorato un livello elevato di sicurezza degli impianti nucleari. Il mantenimento di un elevato livello di sicurezza, dal momento della progettazione fino alla fase di smantellamento, è un requisito imprescindibile per conseguire pienamente gli obiettivi della protezione della salute stabiliti nell'articolo 2, lettera b), del trattato. A tal fine dovrebbero essere mantenute delle difese efficaci contro i rischi radiologici e si dovrebbero evitare gli incidenti con potenziali conseguenze radiologiche."

Il principale cambiamento proposto nel progetto di relazione della commissione per l'industria (PR\764148IT.doc, relatore on. Gunnar Hökmark) consiste nell'aggiungere un allegato che espone i pertinenti principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA "riformulati per adeguarne le disposizioni agli obblighi degli Stati membri", a motivo del fatto che essi "non possono essere introdotti nel diritto comunitario mediante un semplice riferimento nella presente direttiva alla raccolta di norme di sicurezza dell'AIEA n. SF-1 (2006)" (emendamento 1 al considerando 10). Si osserva che tali principi spesso riflettono preoccupazioni in materia di protezione ambientale, ad esempio: controllo in condizioni di sicurezza di tutto il materiale radioattivo, gestione dei rifiuti radioattivi, gestione del rischio radioattivo (espressi in termini generali, tenendo conto dei fattori ambientali, della protezione delle generazioni attuali e future – persone e ambiente, effetti dannosi per l'ambiente, ecc.). Più specificatamente, il principio 8 contiene un lungo passaggio sull'ambiente, che vale la pena di citare per intero: "Mentre gli effetti di un'esposizione alla radiazione sulla salute umana sono relativamente ben noti, malgrado talune incertezze, gli effetti della radiazione sull'ambiente sono stati studiati in modo meno approfondito. L'attuale sistema di radioprotezione prevede, in generale, un livello di protezione adeguato degli ecosistemi dell'ambiente umano dagli effetti nocivi dell'esposizione alla radiazione. L'obiettivo generale delle misure adottate ai fini della protezione dell'ambiente è quello di preservare gli ecosistemi da un'esposizione alla radiazione che avrebbe conseguenze nefaste per la popolazione di una specie (rispetto ai singoli organismi)."

Nessuno degli altri emendamenti contenuti nel progetto di relazione della commissione per l'industria fa direttamente riferimento alla protezione dell'ambiente in quanto tale. Lo stesso dicasi per il parere della commissione per l'ambiente (AD\775321IT.doc, relatore on. Rebecca Harms).

Da questa analisi sembrerebbe che il fulcro della direttiva proposta sia la sicurezza nucleare in termini generali e che l'obiettivo sia di completare le norme fondamentali stabilite dalla direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, al fine di garantire che sia mantenuto, sviluppato e costantemente migliorato un livello elevato di sicurezza degli impianti nucleari. Dal riferimento esplicito all'ambiente di cui all'articolo 2 e agli ecosistemi di cui nell'allegato proposto dalla commissione per l'industria risulta chiaro che, ai fini della direttiva, la sicurezza nucleare deve essere interpretata anche in termini di protezione ambientale e non solo in termini di protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione. Ciò detto, l'ambizione principale dello strumento in questione è tuttavia di integrare l'attuale sistema di norme in materia di radiazioni stabilito dalla direttiva 96/29/Euratom per la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti e nessuna delle disposizioni stabilite nella direttiva proposta è intesa a trattare in modo specifico la protezione contro le minacce che pesano sull'ambiente. In verità, la proposta di direttiva (compreso l'allegato proposto) si limita semplicemente a chiedere agli Stati membri che rispettino i principi di sicurezza dell'AIEA, senza precisare in che modo essi dovrebbero procedere sotto il profilo tecnico, e a stabilire le responsabilità e i compiti dei titolari delle licenze e delle autorità di regolamentazione. Essa non prevede alcuna disposizione relativamente agli aspetti tecnologici della sicurezza nucleare. D'altronde, l'uso del termine "principi" dice tutto.

Ciò detto, se, supponiamo, la Comunità dovesse sviluppare il principio 8 in una legislazione specifica relativa alla protezione degli ecosistemi dell'ambiente umano contro gli effetti nocivi dell'esposizione alle radiazioni, è indubbio che la base giuridica appropriata sarebbe l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE.

La base giuridica appropriata

La Commissione giustifica la scelta della base giuridica come segue:

"La base giuridica della proposta è l'articolo 31 del trattato Euratom, in combinato disposto con l'articolo 32. L'articolo 31 definisce la procedura per l'adozione delle norme fondamentali di sicurezza previste dall'articolo 30 del trattato per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti. L'articolo 32 afferma esplicitamente che le norme fondamentali possono essere completate secondo la procedura definita dall'articolo 31[8]."

Vari Stati membri hanno sollevato, riguardo alla base giuridica proposta, i dubbi in appresso.

L'articolo 31 del trattato Euratom si colloca all'interno del Capo 3, intitolato "Protezione sanitaria". Inoltre, il preambolo di detto trattato specifica che gli Stati firmatari sono "solleciti d'instaurare condizioni di sicurezza che allontanino i pericoli per la vita e la salute delle popolazioni".

Si argomenta che le norme da adottare in conformità di questa disposizione riguardano "la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti" (articolo 30). Di fatto, l'articolo 30 getta solo le basi per un sistema di protezione contro le radiazioni definendo dosi massime ammissibili ed esposizioni e contaminazioni massime ammissibili. Un altro argomento è che dalla sentenza relativa alla causa C-29/99 Commissione contro Consiglio Racc. [2000], pag. I-11221 risulta che gli Stati membri godono di una competenza esclusiva sugli aspetti tecnologici della sicurezza nucleare. Ciononostante, la proposta e, ancor più, i suggerimenti del relatore (con l'allegato riguardante i principi di sicurezza) coprono gli aspetti tecnologici della sicurezza nucleare il che, si sostiene, oltrepassa chiaramente i limiti della competenza comunitaria nel quadro di Euratom.

Inoltre, l'articolo 2, punto 2, della proposta contiene una nuova definizione di "sicurezza nucleare". Tale concetto, vale a dire l'obiettivo della direttiva, viene definito con riferimento alla "protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'atmosfera, dell'acqua e del suolo da rischi indebiti di radiazioni emesse da impianti nucleari". Eppure la protezione dell'ambiente non è coperta dall'articolo 31 del trattato Euratom. L'atmosfera, l'acqua e il suolo sono menzionati negli articoli 37 e 38 di detto trattato, ma tali disposizioni non forniscono assolutamente un fondamento giuridico per l'adozione di misure legislative, bensì solo per la raccolta dati e per raccomandazioni.

Per contro, si afferma che la protezione ambientale è una competenza (condivisa) della Comunità europea nel quadro dell'articolo 175 del trattato CE e di conseguenza tale disposizione dovrebbe essere utilizzata come fondamento giuridico addizionale. A differenza dell'articolo 31 del trattato Euratom, che prevede semplicemente la consultazione del Parlamento europeo, l'articolo 175 del trattato CE richiede la codecisione.

A tale proposito si osserva che la nuova proposta non chiede più al Parlamento europeo di riferire regolarmente sullo stato dell'applicazione della direttiva e sulla sicurezza nucleare nella Comunità (diversamente dalle due proposte precedenti).

Si sottolinea che altre direttive che disciplinavano (anche) gli impianti nucleari erano fondate sul trattato CE; l'esempio principale è rappresentato dalla direttiva 85/337/CEE del Consiglio concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Tale atto era basato esclusivamente sul trattato CE e, più in particolare, sulla disposizione relativa alla protezione ambientale.

È stato avanzato l'argomento secondo cui, in alternativa e come ultima risorsa, dovrebbe essere utilizzata la base giuridica "residuale" dell'articolo 203 del trattato Euratom (sia a titolo esclusivo sia come seconda base giuridica), al fine di coprire gli aspetti tecnologici e ambientali di cui sopra.

Valutazione

La Commissione ritiene che, sebbene garantisca un elevato livello di protezione sanitaria della popolazione, il sistema di radioprotezione istituito dalle norme fondamentali di sicurezza in vigore dovrebbe essere completato al fine di garantire che sia mantenuto, sviluppato e costantemente migliorato un livello elevato di sicurezza degli impianti nucleari. Per questo motivo la Commissione presenta ora la proposta legislativa in esame, a norma degli articoli 31 e 32 del trattato Euratom.

Benché il trattato Euratom non contenga alcuna base giuridica esplicita sulla sicurezza nucleare, in tutta una serie di cause (causa 187/87 Saarland ed altri, Racc. [1988], pag. 5013, causa C-70/88 Parlamento contro Consiglio, Racc. [1991], pag. I-4529 e causa C-29/99 Parlamento contro Consiglio, Racc. [2002], pag. I-11221) la Corte di giustizia ha sostenuto che non è opportuno, per delimitare le competenze della Comunità, operare una distinzione artificiosa tra la protezione sanitaria della popolazione e la sicurezza delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e che quindi la Comunità possiede la competenza legislativa necessaria per istituire, ai fini della protezione sanitaria, un sistema di autorizzazione che gli Stati membri devono applicare.

Alla luce di un esame dettagliato dello scopo e del contenuto della direttiva proposta, si ritiene quindi che l'analisi del Servizio giuridico, secondo cui gli articoli 31 e 32 del trattato Euratom costituiscono una base giuridica appropriata e non vi è necessità di ricorrere all'articolo 203 del trattato Euratom, sia corretta. Tale posizione non viene ad essere alterata dall'introduzione di un allegato contenente principi di sicurezza, dal momento che quest'ultimo non modifica l'obiettivo dello strumento proposto.

Tuttavia, la posizione verrebbe ad essere modificata se la Comunità dovesse sviluppare il principio 8 in una legislazione specifica relativa alla protezione degli ecosistemi dell'ambiente umano contro gli effetti nocivi dell'esposizione alle radiazioni; in tal caso, è indubbio che la base giuridica appropriata sarebbe l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE.

Il Servizio giuridico ritiene che, se dovesse essere definitivamente confermato che la Commissione non riesce, come sembrerebbe, ad ottenere un nuovo parere sulle norme fondamentali da parte di un gruppo di personalità designate dal comitato scientifico e tecnico prima di presentare la sua nuova proposta, si configurerebbe una violazione delle forme sostanziali che, a norma dell'articolo 230 (secondo comma) del trattato CE, costituisce un motivo di ricorso contro l'atto così adottato. Tale posizione sembra essere corretta sotto il profilo giuridico. Si raccomanda che la commissione competente per il merito chiarisca la questione con la Commissione in modo pienamente soddisfacente.

Conclusione

Nella riunione del 31 marzo 2009, rilevando che l'apparente incapacità della Commissione di ottenere un nuovo parere sulle norme fondamentali da parte di un gruppo di personalità designate dal comitato scientifico e tecnico prima di presentare la sua nuova proposta rappresenterebbe una violazione delle forme sostanziali che, a norma dell'articolo 230 (secondo comma) del trattato CE, costituisce un motivo di ricorso contro l'atto così adottato, la commissione giuridica ha deciso, con 13 voti favorevoli, 6 contrari e nessuna astensione[9], di raccomandare come base giuridica appropriata gli articoli 31 e 32 del trattato Euratom.

Voglia gradire, signora Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Giuseppe Gargani

  • [1]  Parere n. 2/00 del 6 dicembre 2001 sul Protocollo di Cartagena, Racc. [2001], pag. I-9713.
  • [2]  Racc. [2002], pag. I-5521.
  • [3]  Causa C-491/2001: The Queen contro Secretary of State for Health, ex parte British American Tobacco (Investments) Ltd e Imperial Tobacco Ltd, Racc. [2002], pag. I-11453.
  • [4]  Causa C-269/97, Commissione contro Consiglio, Racc. [2000], pag. I-2257, punti 43 e 44.
  • [5]  COM(2008)0790.
  • [6]  COM(2003) 32 definitivo e COM(2004) 526 definitivo.
  • [7]  GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1.
  • [8]  Motivazione, punto 3.2.
  • [9]  Erano presenti al momento della votazione finale Giuseppe Gargani (presidente), Rainer Wieland (vicepresidente), Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (vicepresidente), Francesco Enrico Speroni (vicepresidente), Monica Frassoni (relatore), Carlo Casini, Bert Doorn, Nicole Fontaine, Neena Gill, Klaus-Heiner Lehne, Véronique Mathieu, Hans-Peter Mayer, Manuel Medina Ortega, Hartmut Nassauer, Aloyzas Sakalas, Eva-Riitta Siitonen, Jacques Toubon, Diana Wallis, Jaroslav Zvěřina, Tadeusz Zwiefka.

PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (18.3.2009)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
(COM(2008)0790 – C6‑0026/2009 – 2008/0231(CNS))

Relatore per parere: Rebecca Harms

BREVE MOTIVAZIONE

Il progetto di direttiva pubblicato si pone l'obiettivo di "conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità di regolamentazione". La proposta non intende tuttavia introdurre poteri tali da consentire il raggiungimento di questo obiettivo e non apporterà alcun valore aggiunto per la sicurezza.

La proposta della Commissione è il terzo tentativo in dieci anni di introdurre nuove regole nel campo della sicurezza nucleare. Nel primo, del novembre 2002, si affermava che:

"Per conseguire gli obiettivi in materia di radioprotezione […] a livello comunitario, occorre definire gli obblighi fondamentali e i principi generali in materia di sicurezza degli impianti nucleari […]. Essa successivamente sarà integrata dalla fissazione di norme e meccanismi di controllo comuni per garantire un elevato livello di sicurezza […]".

Tuttavia, ciò che nel 2002 era considerato necessario appare ora privo di importanza. Nelle revisioni del 2003, il requisito dell'introduzione di obblighi fondamentali e norme comuni è stato rimosso e sostituito da meccanismi comunitari per garantire il rispetto dei principi comuni di sicurezza nucleare, specialmente attraverso l'introduzione di un regime di verifica comunitario.

Tuttavia, la più recente proposta di direttiva ha ora escluso tale meccanismo e non vi sarà più alcuna verifica comunitaria. La proposta di direttiva si limiterà all'applicazione delle disposizioni della Convenzione sulla sicurezza nucleare dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica. Ciò prevede unicamente la pubblicazione di una relazione annuale sulla situazione del settore dell'energia nucleare, che sarà oggetto di valutazioni inter pares (peer review) da parte delle altre parti contraenti della Convenzione. Tutti gli Stati membri in cui sono attivi impianti nucleari sono già parti contraenti della Convenzione. La Commissione non fornisce alcun esempio di mancato rispetto della Convezione da parte di uno Stato membro.

La principale critica mossa al progetto in questione è che esso propone un atto legislativo per il solo gusto di legiferare e che non introdurrà alcuna prescrizione di sicurezza aggiuntiva. Questa tesi è stata espressa persino dal comitato di valutazione dell'impatto della Commissione che, in due occasioni, ha manifestato preoccupazione circa la mancanza di valore aggiunto della direttiva.

Le pratiche e le norme in materia di sicurezza nucleare esistenti nell'Unione europea sollevano preoccupazioni reali e giustificate. Come tendenza generale, i margini di sicurezza degli impianti nucleari diminuiscono con l'avvicinarsi della fine della loro durata di vita prevista. Come rilevato, molti degli impianti attualmente in uso nell'Unione europea giungeranno alla fine della loro vita originariamente prevista entro il 2030[1]. Di conseguenza, vi è una reale necessità di misure che riducano i rischi legati al nucleare.

Anziché introdurre un meccanismo di controllo dell'applicazione di discutibile valore per una convenzione internazionale esistente, il progetto di direttiva deve proporre un meccanismo che introduca e applichi norme di sicurezza comuni che richiedono l'introduzione dei regimi normativi, delle pratiche e delle tecnologie avanzate, o delle migliori disponibili, in tutti gli impianti nucleari attivi nell'Unione europea. Solo così i cittadini UE possono essere certi che venga fatto tutto il possibile per ridurre il rischio di incidenti nucleari. Se ciò non dovesse accadere, la direttiva non dovrebbe essere adottata.

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis) Per conseguire gli obiettivi comunitari in materia di sicurezza nucleare contemplati all'articolo 1, paragrafo 1, è indispensabile definire innanzitutto gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza degli impianti nucleari nella presente direttiva quadro. In un secondo momento, sarà opportuno integrare tale definizione con l'adozione di norme e meccanismi di controllo comuni, che dovranno essere elaborati dall'Associazione delle autorità di regolamentazione nucleare dell'Europa occidentale (Western European Nuclear Regulators' Association - WENRA), in stretta collaborazione con il Gruppo europeo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei residui e in consultazione con il Parlamento europeo, al fine di garantire il più elevato livello di sicurezza, che tenga conto dei più recenti sviluppi tecnologici e che possa essere definito "all'avanguardia".

Motivazione

Allo scopo di garantire il più elevato di livello di sicurezza degli impianti nucleari, la direttiva quadro mira a definire obblighi fondamentali e principi generali, sulla base dei quali saranno adottate norme comuni in materia di sicurezza al momento del riesame della direttiva entro due anni dalla sua entrata in vigore.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La presente direttiva mira a conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

1. La presente direttiva mira a conseguire, mantenere e migliorare costantemente la sicurezza nucleare nella Comunità e rafforzare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione definendo gli obblighi fondamentali e i principi generali che garantiscono un elevato livello di sicurezza degli impianti nucleari e istituendo il quadro di riferimento necessario all'adozione di norme comuni in materia di sicurezza.

Motivazione

Allo scopo di garantire il più elevato di livello di sicurezza degli impianti nucleari, la direttiva quadro mira a definire obblighi fondamentali e principi generali, sulla base dei quali saranno adottate norme comuni in materia di sicurezza al momento del riesame della direttiva entro due anni dalla sua entrata in vigore.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Si applica alla progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato.

2. Si applica alla progettazione, la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, attività che impongono di tenere conto della sicurezza a norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato, del diritto comunitario e della convenzione sulla sicurezza nucleare.

Motivazione

Una sicurezza effettiva può essere garantita attraverso l'armonizzazione di misure vincolanti e norme in materia.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La responsabilità primaria per la sicurezza degli impianti nucleari, per la loro durata di vita, spetta al titolare della licenza sotto il controllo dell'autorità di regolamentazione. Le misure di sicurezza e i controlli da realizzare in un impianto nucleare sono stabiliti solo dall'autorità di regolamentazione e realizzati dal titolare della licenza.

1. La responsabilità primaria per la sicurezza degli impianti nucleari, per la loro durata di vita, spetta al titolare della licenza sotto il controllo dell'autorità di regolamentazione. Le misure di sicurezza e i controlli da realizzare in un impianto nucleare sono stabiliti dall'autorità di regolamentazione sulla base delle norme internazionali e dell'UE e delle migliori tecnologie disponibili e realizzati dal titolare della licenza.

Motivazione

Una sicurezza effettiva può essere garantita attraverso l'armonizzazione di misure vincolanti e norme in materia; è inoltre opportuno che ogni Stato membro adotti le migliori tecnologie disponibili.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri istituiscono e mantengono un quadro legislativo e regolamentare che disciplina la sicurezza degli impianti nucleari. Tale quadro comprende prescrizioni di sicurezza nazionali, un sistema di concessione di licenze e di controllo degli impianti nucleari e il divieto di esercizio senza una licenza ed un sistema di supervisione regolamentare che prevede anche le misure di esecuzione necessarie.

2. Gli Stati membri istituiscono e mantengono un quadro legislativo e regolamentare, basato sulle migliori prassi disponibili a livello internazionale e dell'UE, che disciplina la sicurezza degli impianti nucleari. Tale quadro comprende prescrizioni di sicurezza nazionali, un sistema di concessione di licenze e di controllo degli impianti nucleari e il divieto di esercizio senza una licenza ed un sistema di supervisione regolamentare che prevede anche le misure di esecuzione necessarie.

Motivazione

Per garantire una sicurezza effettiva in tutta Europa è necessario armonizzare i requisiti e le misure vigenti in materia e applicare in ogni Stato membro le migliori prassi esistenti.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono a che l'autorità di regolamentazione sia effettivamente indipendente da tutte le organizzazioni il cui compito è promuovere, gestire impianti nucleari o pubblicizzarne i benefici per la società e libero da qualsiasi influenza che possa incidere sulla sicurezza.

1. Gli Stati membri provvedono a che l'autorità di regolamentazione sia effettivamente indipendente da tutte le organizzazioni il cui compito è promuovere, progettare, costruire e gestire impianti nucleari, o procedere all'arricchimento dei combustibili e allo stoccaggio o al ritrattamento dei combustibili esausti, o pubblicizzarne i benefici per la società e libera da qualsiasi influenza che possa incidere sulla sicurezza.

Motivazione

È necessario specificare tutte le condizioni che garantiscono l'indipendenza decisionale dell'autorità.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Almeno ogni dieci anni l'autorità di regolamentazione si sottopone, insieme al sistema nazionale di regolamentazione, ad una valutazione inter pares internazionale finalizzata al costante miglioramento dell'infrastruttura di regolamentazione.

5. Almeno ogni cinque anni l'autorità di regolamentazione si sottopone, insieme al sistema nazionale di regolamentazione, ad una valutazione inter pares internazionale finalizzata al costante miglioramento dell'infrastruttura di regolamentazione.

Motivazione

Poiché le tecnologie nucleari evolvono rapidamente, dieci anni rappresentano un periodo troppo lungo in termini di garanzia della sicurezza nucleare.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Assicurano in particolare che i principi applicabili stabiliti nei principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA siano attuati per garantire un elevato livello di sicurezza negli impianti nucleari; questi comprendono dispositivi efficaci contro i potenziali rischi radiologici, la prevenzione e la reazione in caso di incidenti radiologici, la gestione del problema dell'invecchiamento, la gestione a lungo termine di tutti i materiali radioattivi prodotti e l'informazione della popolazione e delle autorità degli Stati vicini.

Assicurano in particolare che i principi applicabili stabiliti nei principi fondamentali di sicurezza dell'AIEA siano attuati per garantire un elevato livello di sicurezza negli impianti nucleari; questi comprendono dispositivi efficaci contro i potenziali rischi radiologici, la prevenzione e la reazione in caso di incidenti radiologici, la gestione del problema dell'invecchiamento, la gestione a lungo termine di tutti i materiali radioattivi prodotti e l'informazione della popolazione e delle autorità degli Stati vicini e di altri Stati potenzialmente a rischio.

Motivazione

Gli Stati che si trovano nel raggio di nubi radioattive o flussi d'acqua causati da incidenti tecnologici possono essere più a rischio (a seconda delle condizioni meteorologiche) dei paesi vicini.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Inoltre, per quanto concerne la sicurezza dei nuovi reattori nucleari, gli Stati membri mirano a elaborare ulteriori prescrizioni di sicurezza, conformemente al principio del costante miglioramento della sicurezza, sulla base dei livelli di sicurezza elaborati dalla WENRA e in stretta collaborazione con il Gruppo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti.

2. Inoltre, per quanto concerne la sicurezza dei reattori nucleari in funzione, dei nuovi reattori e di quelli la cui durata di vita è stata prolungata, gli Stati membri mirano a elaborare ulteriori prescrizioni di sicurezza, conformemente al principio del costante miglioramento della sicurezza, sulla base dei livelli di sicurezza elaborati dalla WENRA e in stretta collaborazione con il Gruppo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti.

Motivazione

Le misure di sicurezza dovrebbero essere obbligatorie non soltanto per i nuovi reattori nucleari, ma innanzitutto per gli impianti esistenti e per quelli la cui durata di vita è stata prolungata, dal momento che utilizzano in genere tecnologie meno recenti.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. I titolari delle licenze assegnano le risorse finanziarie e umane necessarie per adempiere ai propri obblighi.

3. I titolari delle licenze assegnano le risorse finanziarie, tecniche e umane necessarie per adempiere ai propri obblighi.

Motivazione

Le risorse tecniche sono importanti per garantire un'effettiva sicurezza nucleare.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'autorità di regolamentazione ha facoltà di ritirare la licenza di esercizio in caso di violazioni, serie o ripetute, della sicurezza nell'impianto nucleare.

2. L'autorità di regolamentazione ha facoltà di ritirare la licenza di esercizio in caso di violazioni, serie (secondo le definizioni delle norme AIEA) o di numero superiore a tre, della sicurezza nell'impianto nucleare.

Motivazione

Al fine di garantire una sicurezza effettiva occorre stabilire norme chiare.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri, separatamente e nell'ambito della cooperazione transnazionale, garantiscono adeguate opportunità di istruzione e formazione per la formazione teorica e pratica continua in materia di sicurezza nucleare.

Gli Stati membri, separatamente e nell'ambito della cooperazione transnazionale, garantiscono e rendono obbligatorie per i titolari delle licenze adeguate opportunità di istruzione e formazione per la formazione teorica e pratica continua alle migliori prassi disponibili in materia di sicurezza nucleare.

Motivazione

Al fine di evitare errori umani occorre definire apposite misure.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sull'attuazione della presente direttiva [entro tre anni dall'entrata in vigore] e, successivamente, ogni tre anni. Sulla base della prima relazione, la Commissione presenta una relazione al Consiglio sui progressi realizzati nell'attuazione della presente direttiva, corredata se del caso, da proposte legislative.

Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sulle misure adottate per ottemperare agli obblighi previsti dalla presente direttiva e sulla situazione relativa alla sicurezza degli impianti nucleari situati sul loro territorio entro un anno dall'entrata in vigore e, successivamente, ogni anno.

 

Ogni due anni la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva e sulla situazione relativa alla sicurezza nucleare nella Comunità, sulla base delle relazioni presentate dagli Stati membri.

Motivazione

Allo scopo di garantire il più elevato di livello di sicurezza degli impianti nucleari, la direttiva quadro mira a definire obblighi fondamentali e principi generali, sulla base dei quali saranno adottate norme comuni in materia di sicurezza al momento del riesame della direttiva entro due anni dalla sua entrata in vigore.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [due anni dalla data di cui all'articolo 13]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [18 mesi dalla data di cui all'articolo 13]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Motivazione

Due anni per il recepimento della direttiva e solo un anno per la preparazione della relazione costituiscono un calendario non equilibrato, che non prevede tempi sufficienti per valutare i progressi compiuti nell'applicazione della direttiva in esame.

PROCEDURA

Titolo

Quadro comunitario per la sicurezza nucleare

Riferimenti

COM(2008)0790 – C6-0026/2009 – 2008/0231(CNS)

Commissione competente per il merito

ITRE

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ENVI

3.2.2009

 

 

 

Relatore per parere

       Nomina

Rebecca Harms

21.1.2009

 

 

Esame in commissione

10.2.2009

 

 

 

Approvazione

16.3.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Adamos Adamou, Georgs Andrejevs, Pilar Ayuso, Johannes Blokland, John Bowis, Frieda Brepoels, Martin Callanan, Mojca Drčar Murko, Jill Evans, Anne Ferreira, Elisabetta Gardini, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Gyula Hegyi, Marie Anne Isler Béguin, Linda McAvan, Péter Olajos, Miroslav Ouzký, Dagmar Roth-Behrendt, Guido Sacconi, Carl Schlyter, Richard Seeber, María Sornosa Martínez, Thomas Ulmer, Anja Weisgerber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jutta Haug, Caroline Lucas, Alojz Peterle

  • [1]  Commissione europea 2008; documento di lavoro dei servizi della Commissione, documento di accompagnamento della proposta di direttiva del Consiglio (Euratom) che istituisce un quadro comunitario per la valutazione dell'impatto nel campo della sicurezza nucleare, SEC(2008)2892, 26 gennaio 2008.

PROCEDURA

Titolo

Quadro comunitario per la sicurezza nucleare

Riferimenti

COM(2008)0790 – C6-0026/2009 – 2008/0231(CNS)

Consultazione del PE

15.1.2009

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ITRE

3.2.2009

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

ENVI

3.2.2009

 

 

 

Relatore(i)

       Nomina

Gunnar Hökmark

17.12.2008

 

 

Contestazione della base giuridica

       Parere JURI

JURI

31.3.2009

 

 

 

Esame in commissione

20.1.2009

19.3.2009

 

 

Approvazione

31.3.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

3

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Šarūnas Birutis, Jan Březina, Jerzy Buzek, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Dragoş Florin David, Pilar del Castillo Vera, Den Dover, Adam Gierek, Fiona Hall, Rebecca Harms, Erna Hennicot-Schoepges, Mary Honeyball, Ján Hudacký, Romana Jordan Cizelj, Werner Langen, Pia Elda Locatelli, Eugenijus Maldeikis, Eluned Morgan, Antonio Mussa, Angelika Niebler, Reino Paasilinna, Atanas Paparizov, Aldo Patriciello, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Mechtild Rothe, Paul Rübig, Andres Tarand, Britta Thomsen, Catherine Trautmann, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Adina-Ioana Vălean, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ivo Belet, Danutė Budreikaitė, Zdzisław Kazimierz Chmielewski, Juan Fraile Cantón, Robert Goebbels, Edit Herczog, Gunnar Hökmark, Bernhard Rapkay, Esko Seppänen, Lambert van Nistelrooij

Deposito

3.4.2009