Procedura : 2009/2133(INI)
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A7-0041/2009

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PV 21/10/2009 - 8
CRE 21/10/2009 - 8

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PV 22/10/2009 - 8.8
CRE 22/10/2009 - 8.8
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P7_TA(2009)0057

RELAZIONE     
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20.10.2009
PE 428.226v03-00 A7-0041/2009

sugli aspetti istituzionali della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna

(2009/2133(INI))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatore: Elmar Brok

Relatore per parere (*): Annemie Neyts-Uyttebroeck, commissione per gli affari esteri

(*) Commissione associata - articolo 50 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI (*)
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sugli aspetti istituzionali della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna

(2009/2133(INI))

Il Parlamento europeo,

–    visti l'articolo 3, paragrafo 5 e gli articoli 18, 21, 24, 26, 27 e 47 del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal Trattato di Lisbona,

–    vista la Dichiarazione n. 15 relativa all'articolo 27 del trattato sull'Unione europea, allegata all'Atto finale della Conferenza intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona,

–    vista la sua risoluzione del 20 febbraio 2008 sul Trattato di Lisbona, in particolare il paragrafo 5, lettera e)(1),

–    vista la sua risoluzione del 5 settembre 2000 sulla diplomazia comune comunitaria(2),

–    vista la sua risoluzione del 14 giugno 2001 sulla comunicazione della Commissione relativa allo sviluppo del servizio esterno(3),

–    vista la sua risoluzione del 26 maggio 2005 sugli aspetti istituzionali del servizio europeo per l’azione esterna(4),

–    visto il seminario organizzato dalla sua commissione per gli affari costituzionali il 10 settembre 2008,

–    visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–    visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per lo sviluppo (A7-0041/2009),

A.  considerando che la configurazione del futuro Servizio europeo di azione esterna (SEAE) è di cruciale importanza per rendere le relazioni esterne dell’Unione più coerenti ed efficienti e migliorarne l'immagine,

B.   considerando che il SEAE è la conseguenza di tre innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona: l'elezione di un Presidente del Consiglio europeo non a rotazione, che cura la rappresentanza esterna dell'Unione a livello di capi di Stato o di governo; la nomina da parte del Consiglio europeo - con l'accordo del presidente della Commissione - dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che sarà il Vicepresidente della Commissione responsabile delle relazioni esterne (il "VP/AR"); l’esplicito conferimento della personalità giuridica all'Unione, in modo da garantirle la completa libertà d'azione a livello internazionale,

C.   considerando che il SEAE è la logica estensione dell'acquis comunitario nell’ambito delle relazioni esterne dell'Unione - dal momento che comporterà un più stretto coordinamento fra le unità amministrative interessate per quanto concerne l’approccio comune alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) - e delle relazioni esterne della Comunità condotte secondo il modello comunitario; che il SEAE integra le rappresentanze diplomatiche degli Stati membri senza metterle in discussione,

D. ricorda che il ruolo dell’Unione europea quale attore a livello mondiale si è rafforzato negli ultimi decenni e che è necessario un nuovo approccio se l’Unione intende agire collettivamente e far fronte alle minacce globali in modo coerente, strutturato ed efficace;

E.  sottolinea che il Parlamento europeo ha chiesto ripetutamente la creazione di un servizio diplomatico europeo comune, che sarebbe commisurato al ruolo internazionale dell’Unione aumentandone la visibilità e potenziandone la capacità di agire con efficacia sulla scena internazionale; chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di cogliere l'opportunità offerta dall'istituzione del SEAE per dar vita a una politica estera più coerente, omogenea ed efficace;

F.  considerando che l'istituzione del SEAE deve contribuire ad evitare la duplicazione degli sforzi, l'inefficienza e lo spreco delle risorse nell'ambito dell'azione esterna dell'Unione,

G.  considerando che il SEAE deve servire ad aumentare la visibilità dell'UE come principale partner delle nazioni in via di sviluppo, costruendo sulle solide relazioni che l'UE intrattiene con i paesi in via di sviluppo;

H.  considerando che il trattato di Lisbona definisce la cooperazione allo sviluppo come un settore autonomo con obiettivi specifici, posto su un piano di parità con le altre politiche esterne,

I.    considerando che nella Dichiarazione n. 15 relativa all'articolo 27 del trattato sull'Unione europea, i governi degli Stati membri hanno dichiarato che il VP/AR, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero iniziare i lavori preparatori del Servizio europeo per l’azione esterna non appena sarà stato firmato il trattato di Lisbona,

J.    considerando che, dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il VP/AR sarà responsabile della coerenza dell'azione esterna dell'Unione; che in conformità di tale compito, in qualità di vicepresidente della Commissione, il VP/AR si farà carico delle sue prerogative in materia di relazioni esterne della Commissione e contemporaneamente attuerà la PESC su mandato del Consiglio ("doppio incarico”); che il VP/AR si avvarrà del Servizio europeo per l'azione esterna; che il SEAE sarà composto da funzionari del segretariato generale del Consiglio e della Commissione e da personale distaccato dai servizi diplomatici nazionali,

K.  considerando che, in virtù dei trattati e del diritto delle istituzioni comunitarie ad organizzarsi autonomamente riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, la Commissione ha istituito, nel contesto dell’ampliamento dell'azione esterna delle Comunità, numerose delegazioni presso Stati terzi e organizzazioni internazionali; che il Consiglio dispone di uffici di collegamento con le Nazioni Unite a New York e a Ginevra; che il contributo congiunto di tali delegazioni della Commissione e uffici di collegamento del Consiglio o la loro trasformazione in rappresentanze comuni del Consiglio e della Commissione creerà una rete di circa 5.000 persone, che costituirà una base per la creazione del SEAE,

L.   considerando che l'organizzazione e il funzionamento del SEAE saranno fissati da una decisione del Consiglio, che delibererà su proposta del VP/AR, previa consultazione del Parlamento e previa approvazione della Commissione, non appena entrato in vigore il Trattato di Lisbona,

M.  considerando che si dovrebbero definire in tempo utile alcuni aspetti di principio della struttura del SEAE per consentire a quest'ultimo di avviare tempestivamente i suoi lavori dopo la nomina del VP/AR,

N.  considerando che, dal momento che il Parlamento europeo sarà consultato sulla creazione del SEAE e tenuto conto delle relative implicazioni di bilancio, un dialogo tempestivo e concreto con il Parlamento è essenziale per l'avvio effettivo del SEAE e per garantire che quest'ultimo riceva le risorse finanziarie necessarie,

1.   ricorda che, dopo intense discussioni sulla configurazione del SEAE, la Convenzione aveva proposto un modello che conferisce ruoli importanti al Parlamento e alla Commissione; rileva che la procedura specifica che la Conferenza intergovernativa ha infine deciso di adottare nel Trattato di Lisbona – deliberazione all’unanimità del Consiglio su proposta del VP/AR, previa consultazione del Parlamento europeo e previa approvazione della Commissione – preserva l'equilibrio interistituzionale dell'Unione e impone una soluzione basata sul consenso;

2.   ricorda ancora una volta alla Commissione che la decisione sull’istituzione del SEAE non può essere presa senza la sua approvazione; invita la Commissione ad adoperarsi con tutto il suo peso istituzionale, nell’ambito dei lavori preparatori, per il mantenimento e l’ulteriore sviluppo del modello comunitario nel settore delle relazioni esterne dell'Unione; ricorda inoltre che l'istituzione del SEAE deve prevedere anche un accordo sugli aspetti di bilancio;

3.   invita la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri e il prossimo VP/AR a impegnarsi chiaramente per pervenire, con la partecipazione del Parlamento, a un piano completo, ambizioso e consensuale per la creazione del SEAE;

4. raccomanda che l'approccio al SEAE, che sarà definito conformemente agli articoli 18, 27 e 40 del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal trattato di Lisbona, sia suscettibile di evolvere alla luce dell'esperienza; ritiene che un organismo come il SEAE non possa essere interamente definito in anticipo o predeterminato, ma debba svilupparsi nell'ambito di un processo graduale basato sulla reciproca fiducia, sull'accrescimento del capitale di conoscenze e sull'esperienza comune;

5.  ricorda che il SEAE deve garantire la piena applicazione della Carta dei diritti fondamentali in tutti i settori dell'azione esterna dell'Unione, conformemente allo spirito e alle finalità del trattato di Lisbona; sottolinea la responsabilità del SEAE ai fini della coerenza tra l'azione esterna e le altre politiche dell'Unione conformemente all'articolo 21, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal trattato di Lisbona;

6.   ribadisce i principi sotto indicati e chiede alla Commissione di insistere, nelle sue future proposte, sul mantenimento di tali principi, in linea con il senso e le finalità delle disposizioni del trattato di Lisbona e con lo spirito delle deliberazioni della Convenzione:

a)   il SEAE deve essere composto da funzionari scelti in base al merito, all'esperienza e all'eccellenza, mediante una procedura aperta e trasparente, e provenienti, in proporzione corretta ed equilibrata, dalla Commissione, dal Consiglio e dai servizi diplomatici nazionali, assicurando che il VP/AR possa avvalersi pienamente delle loro conoscenze ed esperienze; l'assetto istituzionale del SEAE dovrà inoltre comportare una struttura di genere che rifletta debitamente gli impegni assunti dall'Unione per quanto attiene all'integrazione della dimensione di genere nelle varie politiche;

b)   l'articolazione del SEAE dovrebbe migliorare la coerenza dell'azione esterna dell'Unione e la sua rappresentanza nelle relazioni esterne, per cui andrebbero trasferiti al SEAE soprattutto i servizi che si occupano di relazioni esterne in senso stretto e i funzionari che svolgono compiti direttivi nelle delegazioni dei paesi terzi; nel corso dell'ulteriore sviluppo del SEAE si potrà prendere in considerazione l'opportunità di assegnare al Servizio anche altre funzioni;

c)   non appare, tuttavia, necessario sottrarre alle Direzioni generali della Commissione tutte le loro competenze in materia di relazioni esterne; specie nei settori in cui la Commissione dispone di poteri di esecuzione, occorre preservare l'integrità delle attuali politiche comunitarie dotate di una dimensione esterna; la Commissione, cercando di evitare duplicazioni, dovrebbe proporre un modello specifico per i dipartimenti interessati, come le Direzioni generali per il commercio, l'allargamento, lo sviluppo, le relazioni con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, EuropeAid, l'Ufficio per gli aiuti umanitari della Comunità europea, il dipartimento per i diritti umani e la democrazia, il dipartimento per l'assistenza elettorale e i servizi a vocazione esterna della Direzione generale "Affari economici e finanziari";

d)   le unità di gestione delle crisi militari e civili devono essere poste sotto l'autorità dell'Alto rappresentante, anche se la struttura di comando e organizzativa potrebbe differire da quella del personale civile; la condivisione delle analisi di intelligence tra i soggetti che operano in seno al SEAE è di importanza vitale per assistere l'Alto rappresentante nell'espletamento del suo mandato, consistente nel condurre una politica esterna dell'Unione che sia coerente, omogenea ed efficace;

e)   le delegazioni della Commissione esistenti in paesi terzi, gli uffici di collegamento del Consiglio e, per quanto possibile, gli uffici dei rappresentanti speciali dell'UE dovrebbero essere unificati per formare "ambasciate dell'Unione" ed essere diretti da funzionari del SEAE, che risponderebbero al VP/AR; ciò non deve peraltro ostare al distacco di esperti provenienti dalle Direzioni generali della Commissione chiamati ad operare in tale contesto;

f)    il SEAE deve provvedere a che nelle delegazioni dell'UE figurino persone di collegamento onde garantire la cooperazione con il Parlamento europeo (per esempio per promuovere i contatti parlamentari nei paesi terzi);

7.  è convinto che, in quanto servizio sui generis da un punto di vista organizzativo e di bilancio, il SEAE debba essere integrato nella struttura amministrativa della Commissione, ai fini di una piena trasparenza; ritiene che la decisione relativa all'istituzione del SEAE debba garantire in modo giuridicamente vincolante, tramite i poteri direttivi del VP/AR, che il servizio sia soggetto – come stabilito nel trattato di Lisbona – alle decisioni del Consiglio nei settori tradizionali della politica esterna (PESC e PESD) e, nel settore delle relazioni esterne comunitarie, alle deliberazioni del Collegio della Commissari; ritiene che il SEAE dovrebbe essere costituito nel modo seguente:

a)   tutti i dipendenti del SEAE devono avere lo stesso status permanente o temporaneo e gli stessi diritti ed obblighi, indipendentemente dalla loro origine, ad esempio non dovrebbero esserci differenze tra funzionari temporanei e permanenti per quanto riguarda i loro doveri o la loro posizione nell’organigramma; tenuto conto della loro diversità di origine, lo status del personale temporaneo dovrebbe essere disciplinato dalla Statuto dei funzionari dell'Unione europea, a condizione che le autorità del paese d'origine effettuino il loro distacco presso il SEAE nell'interesse del servizio;

b)   i poteri dell’autorità di nomina per il SEAE dovrebbero essere conferiti al VP/AR, assicurando che le istruzioni di servizio siano emanate conformemente alle competenze derivanti dal trattato e che il VP/AR decida sulle nomine, le promozioni e la cessazione del personale dal servizio;

c)   nel contesto delle istruzioni derivanti dalle responsabilità definite dai trattati, il personale del SEAE dovrebbe avere una certa indipendenza oggettiva affinché il servizio possa svolgere le sue funzioni in modo ottimale; tale indipendenza potrebbe essere assicurata mediante nomine per un periodo fisso, ad esempio cinque anni, con possibilità di proroga, periodo che potrebbe essere ridotto solo se il collaboratore interessato viola gli obblighi che gli incombono;

d)   per analogia con alcuni precedenti(5), la responsabilità per l'assolvimento delle funzioni dell'autorità che ha il potere di nomina relative alla gestione del personale del SEAE e per l'attuazione delle decisioni del VP/AR in materia di nomine, promozioni e proroghe o cessazione dal servizio dovrebbe essere assegnata alla competente Direzione generale della Commissione;

e)   il distacco presso il SEAE di personale proveniente dai servizi diplomatici nazionali dovrebbe essere considerato parte integrante della carriera professionale presso tali servizi;

f)    la decisione sull’istituzione del SEAE dovrebbe definire la struttura organizzativa del Servizio, con la clausola che l’organigramma sia adottato come parte integrante del bilancio della Commissione (spese amministrative) nell’ambito della procedura annuale di bilancio, consentendo così di organizzare il Servizio in modo strutturato tenendo conto delle sue mutevoli esigenze;

g)   la creazione del SEAE richiede un adattamento dell'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(6), secondo quanto previsto al punto 4 e alla sezione G dell'Accordo, nel rigoroso rispetto del principio della ripartizione fra spese operative e spese amministrative (articolo 41, paragrafo 2 del regolamento finanziario(7); al riguardo occorre rammentare la necessità che per le future proposte della Commissione volte a modificare il regolamento finanziario e lo statuto del personale si trovi un accordo con il Parlamento;

h)   ribadisce la sua determinazione ad esercitare appieno i propri poteri di bilancio in relazione a queste innovazioni istituzionali; sottolinea che il finanziamento del SEAE deve rimanere totalmente sotto il controllo dell'autorità di bilancio conformemente ai trattati;

i)    in caso di assenza, il VP/AR dovrebbe designare un sostituto, scelto di volta in volta alla luce delle funzioni da svolgere in ciascuna occasione;

8.   ritiene opportuno che il SEAE:

a)   sia guidato da un Direttore generale responsabile nei confronti del VP/AR e che in alcuni casi il Direttore generale possa rappresentare il VP/AR;

b)   sia diviso in un certo numero di direzioni, ognuna delle quali sarebbe responsabile per un settore delle relazioni esterne dell'Unione importante dal punto di vista geostrategico, e in altre direzioni competenti per la sicurezza e la difesa, la gestione delle crisi civili, i problemi multilaterali e orizzontali, compresi i diritti umani e le questioni amministrative;

c)   strutturi la cooperazione delle Unità paese di Bruxelles con le delegazioni (ambasciate) dell'Unione nei paesi terzi nell’ambito di ciascuna Direzione;

d)   rileva che, se è vero che le delegazioni dell'UE nei paesi terzi saranno di complemento alle esistenti rappresentanze diplomatiche degli Stati membri, vi sono a lungo termine prospettive di miglioramento di efficienza, dato che le future delegazioni dell'UE potrebbero in molti casi farsi carico dei servizi consolari e occuparsi delle questioni concernenti il visto Schengen;

9.  ritiene che la decisione relativa all'organizzazione e al funzionamento del SEAE dovrebbe prevedere altresì che le ambasciate dell'Unione in paesi terzi forniscano, laddove necessario e in base alle risorse a loro disposizione, sostegno logistico e amministrativo ai membri di tutte le istituzioni dell'Unione; chiede al prossimo VP/AR di impegnarsi a informare la commissione per gli affari esteri del Parlamento in merito alle sue nomine a posti di alto livello in seno al SEAE e ad accordare a detta commissione la conduzione di audizioni con le persone nominate, se essa deciderà in tal senso, fermo restando che le delegazioni dell'Unione europea formeranno parte integrante del SEAE e che dovranno prendere istruzioni dal VP/AR, alla cui supervisione saranno soggette, e appartenere dal punto di vista amministrativo alla Commissione; chiede inoltre al prossimo VP/AR di impegnarsi a rinegoziare l’accordo interistituzionale vigente con il Parlamento europeo, in particolare per quanto concerne l’accesso a informazioni sensibili e altre questioni rilevanti ai fini di una cooperazione interistituzionale ben funzionante;

10. chiede al prossimo VP/AR di impegnarsi a informare la commissione affari esteri e la commissione sviluppo del Parlamento in merito alle sue nomine a posti di alto livello in seno al SEAE e ad accordare a dette commissioni la conduzione di audizioni con le persone nominate, se esse decideranno in tal senso, fermo restando che le delegazioni dell'Unione europea formeranno parte integrante del SEAE e che dovranno prendere istruzioni dal VP/AR, alla cui supervisione saranno soggette, e appartenere dal punto di vista amministrativo alla Commissione; chiede inoltre al prossimo VP/AR di impegnarsi a rinegoziare l’accordo interistituzionale vigente con il Parlamento europeo, in particolare per quanto concerne l’accesso a informazioni sensibili e altre questioni rilevanti ai fini di una cooperazione interistituzionale ben funzionante;

11.  propone che si esamini la misura in cui, laddove necessario, il personale delle ambasciate dell'Unione distaccato dai servizi consolari nazionali possa assumere gradualmente, in aggiunta alle sue attività politiche ed economiche, funzioni consolari per i cittadini di paesi terzi e funzioni attinenti alla protezione diplomatica e consolare dei cittadini dell'Unione in paesi terzi, come già previsto dall'articolo 20 del trattato CE; propone, inoltre che vengano esaminate le possibilità di cooperazione tra i funzionari del Parlamento e il SEAE;

12. ritiene necessario adoperarsi maggiormente per offrire ai funzionari dell'Unione una formazione in materia di relazioni esterne; propone di istituire una Scuola europea di diplomazia che, in stretta cooperazione con gli organi competenti degli Stati membri, fornisca ai funzionari dell'Unione e ai funzionari degli Stati membri chiamati ad operare nel settore delle relazioni esterne una preparazione basata su programmi di studi armonizzati e uniformi, comprendenti una formazione adeguata nelle procedure di consolati e legazioni nonché in materia di diplomazia e relazioni esterne, da affiancare alla conoscenza della storia e del funzionamento dell'Unione europea;

13.  invita il VP/AR a elaborare una proposta di decisione sull'organizzazione e il funzionamento del SEAE tenendo conto degli orientamenti esposti nella presente risoluzione; si riserva il diritto di adottare una posizione dettagliata su tale proposta a norma dell'articolo 27, paragrafo 3 del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal Trattato di Lisbona e di esaminarne gli aspetti finanziari nel corso della procedura di bilancio; raccomanda, tuttavia, che per ogni questione si giunga ad un accordo politico con il Parlamento in una fase precoce per evitare di sprecare tempo prezioso in controversie politiche riguardanti la forma che il SEAE dovrà assumere dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona;

14.  invita la Commissione a dare la sua approvazione alla proposta del VP/AR solo quando quest’ultima corrisponderà in ampia misura agli orientamenti espressi nella presente risoluzione o quando una diversa soluzione di compromesso sarà stata raggiunta mediante consenso attraverso contatti interistituzionali con il Parlamento;

15. è determinato a richiedere al Vicepresidente designato della prossima Commissione di prendere posizione sulle questioni sollevate nella presente risoluzione, quando comparirà dinanzi alla commissione competente per l'audizione prevista nel quadro della procedura di nomina della prossima Commissione;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

      GU C 184 E del 6.8.2009, pag. 25.

(2)

      GU C 135 del 7.5.2001, pag. 69.

(3)

      GU C 53 E del 28.2.2002, pag. 390.

(4)

      GU C 117 E del 18.5.2006, pag. 232.

(5)

      Ad esempio, l’articolo 6 della decisione che istituisce l’OLAF (GU L 136 del 31.5.1999, pag. 20).

(6)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(7)

Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1).


PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI (*) (19.10.2009)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sugli aspetti istituzionali della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna

(2009/2133(INI))

Relatore per parere(*): Annemie Neyts-Uyttebroeck

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del Regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che il ruolo dell’Unione europea quale attore a livello mondiale si è rafforzato negli ultimi decenni e che è necessario un nuovo approccio se l’Unione intende agire collettivamente e far fronte alle minacce globali in modo coerente, ben strutturato ed efficace;

2.  si compiace dell’esito del referendum irlandese, che spiana la strada al completamento della procedura di ratifica del trattato di Lisbona e alla creazione di una nuova struttura istituzionale, che include un Presidente permanente del Consiglio europeo, il quale assicurerà la rappresentanza esterna dell’UE in questioni concernenti la sua politica estera e di sicurezza comune (PESC), e la nuova figura di alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, il quale avrà anche funzioni di Vicepresidente della Commissione europea; rileva che l’alto rappresentante sarà incaricato dal Consiglio di condurre la PESC dell’Unione e di presentare proposte per lo sviluppo di detta politica, e che l’unità, la coerenza e l’efficacia dell’azione esterna dell’Unione saranno assicurate dal Consiglio e dall’alto rappresentante; ricorda che, nell'esecuzione delle sue funzioni, l'alto rappresentante si avvarrà del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE);

3.  sottolinea che il Parlamento europeo ha chiesto ripetutamente la creazione di un servizio diplomatico europeo comune, che sarebbe commisurato al ruolo internazionale dell’Unione aumentandone la visibilità e potenziandone la capacità di agire con efficacia sulla scena internazionale; chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di cogliere l'opportunità offerta dall'istituzione del SEAE per creare una politica estera più coerente, omogenea ed efficace;

4.   l'assetto istituzionale del SEAE dovrà inoltre includere una struttura di genere che rifletta debitamente gli impegni dell'Unione in materia di integrazione della dimensione di genere nelle varie politiche; 5.  ritenendo che un dialogo tempestivo e concreto con il Parlamento europeo sia essenziale per l'avvio effettivo del SEAE e per garantire che quest'ultimo riceva le risorse finanziarie necessarie, dal momento che il Parlamento europeo sarà consultato sulla creazione del SEAE nonché viste le implicazioni di bilancio,

6.  invita l’alto rappresentante a presentare quanto prima possibile le proprie proposte; insiste sul rispetto dei seguenti principi:

a)   il SEAE non deve essere un servizio autonomo ma deve essere creato e istituito nell'ambito della sfera di competenza amministrativa e di bilancio della Commissione, e svolgere nel contempo fedelmente il mandato assegnatogli dal trattato di assistere il Vicepresidente/Alto Rappresentante nella conduzione della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione a nome del Consiglio e di portare avanti l'azione esterna della Commissione;

b)   il SEAE deve occuparsi della PESC e della politica di sicurezza e di difesa comune (PESD) nonché dei compiti e delle politiche attualmente trattati dalla direzione generale delle relazioni esterne della Commissione (DG Relex); l’alto rappresentante inoltre dovrebbe presentare una proposta esauriente su come saranno organizzate le altre principali politiche legate all'azione esterna nel nuovo assetto istituzionale; allargamento, commercio, sviluppo e aiuti umanitari costituiscono nel loro complesso una parte considerevole delle politiche esterne globali dell’UE; vi sono valide ragioni per includere la politica di sviluppo nel nuovo servizio;

c)   il SEAE deve includere le unità di gestione delle crisi militari e civili nell’ambito del segretariato del Consiglio, anche se per il personale militare la struttura di comando e organizzativa potrebbe differire da quella del personale civile; la condivisione delle analisi dell’intelligence tra attori in seno al SEAE è di importanza vitale per assistere l'alto rappresentante nell'espletamento del suo mandato consistente nel condurre una politica esterna dell'Unione che sia coerente, omogenea ed efficace;

d)   l’alto rappresentante dovrebbe prestare particolare attenzione alle questioni attinenti le assunzioni e il personale, dato che nel SEAE convergerà personale proveniente dalla Commissione, dal Consiglio e dagli Stati membri; per diventare un servizio diplomatico professionale, il SEAE dovrà essere dotato in misura adeguata di risorse e di personale scelto in base al merito e a procedure di selezione appropriate e nel rispetto di un adeguato equilibrio geografico;

e)   i diplomatici degli Stati membri e il personale proveniente dalla Commissione e dal Consiglio dovrebbero avere lo stesso status e gli stessi ruoli e dovrebbero essere soggetti alle stesse condizioni di impiego, siano essi distaccati, agenti temporanei o funzionari dell'UE;

f)    la creazione di uno spirito di corpo mediante una formazione e uno sviluppo professionale comuni è essenziale per l’obiettivo finale del SEAE di creare una struttura di diplomazia integrata che riunisca livelli di diplomazia nazionali ed europei; al fine di sviluppare una cultura diplomatica europea comune nelle relazioni internazionali dell’UE, si renderanno necessari programmi di formazione comuni e un piano di studi diplomatici comune; le esistenti azioni e reti di formazione dei centri di formazione diplomatica potrebbero essere opportunamente potenziate ed eventualmente essere riunite in un'accademia diplomatica europea, basata fra l'altro su idonee strutture degli Stati membri;

g)   il SEAE deve provvedere a che nelle delegazioni dell'UE figurino persone di collegamento onde garantire la cooperazione con il Parlamento europeo (per esempio per seguire i contatti parlamentari nei paesi terzi);

7.   chiede al prossimo Alto rappresentante di impegnarsi a informare le competenti commissioni parlamentari in merito alle sue nomine a posti di alto livello in seno al SEAE e ad accordare a dette commissioni la conduzione di audizioni con le persone nominate, se esse decideranno in tal senso, fermo restando che le delegazioni dell’Unione europea formeranno parte integrante del SEAE, dovranno prendere istruzioni dall’altro rappresentante, alla cui supervisione saranno soggette, e appartenere dal punto di vista amministrativo alla Commissione; chiede inoltre al prossimo alto rappresentante di impegnarsi a rinegoziare l’accordo interistituzionale vigente con il Parlamento europeo, in particolare per quanto concerne l’accesso a informazioni delicate e altre questioni di rilievo per una cooperazione interistituzionale ben funzionante;

8.   rileva che, mentre le delegazioni dell’UE in paesi terzi saranno di complemento alle esistenti rappresentanze diplomatiche degli Stati membri, vi saranno opportunità di guadagni a lungo termine in termini di efficienza, dato che le future delegazioni dell’UE potrebbero gradualmente, ove necessario, prendersi carico dei servizi consolari;

9.  invita la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri e il prossimo Alto rappresentante a impegnarsi chiaramente a pervenire, con la partecipazione del Parlamento europeo, ad un piano completo, ambizioso e consensuale per la creazione del SEAE, dato che un approccio graduale e per tappe potrebbe condurre a incoerenze e a sprechi di risorse; vista la complessità delle problematiche in causa e per assicurare un'equa rappresentanza di tutti gli Stati membri nel SEAE, va seguito un approccio graduale; va altresì prevista una "clausola di riesame" entro un termine temporale ragionevole;

10.  raccomanda l'avvio di un processo di snellimento delle attuali rappresentanze dell'UE in organi multilaterali, per esempio gli uffici del Consiglio e della Commissione presso le Nazioni Unite; propone di esaminare la possibilità di istituire delegazioni dell'UE in organi multilaterali in cui attualmente esse non esistono e in cui si rileva la necessità pratica di presenza dell'UE, per esempio presso la NATO e l'OSCE;

11.  ribadisce la sua determinazione ad esercitare appieno i propri poteri di bilancio in relazione a queste innovazioni istituzionali e sollecita un apposito riesame prima del prossimo periodo di programmazione finanziaria; sottolinea che il finanziamento del SEAE deve rimanere totalmente sotto il controllo dell'autorità di bilancio conformemente ai trattati.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.10.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

9

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriele Albertini, Dominique Baudis, Bastiaan Belder, Franziska Katharina Brantner, Elmar Brok, Arnaud Danjean, Mário David, Michael Gahler, Ana Gomes, Anneli Jäätteenmäki, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Nicole Kiil-Nielsen, Andrey Kovatchev, Wolfgang Kreissl-Dörfler, Eduard Kukan, Vytautas Landsbergis, Krzysztof Lisek, Barry Madlener, Mario Mauro, Jean-Luc Mélenchon, Willy Meyer, Alexander Mirsky, María Paloma Muñiz De Urquiza, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Norica Nicolai, Raimon Obiols, Kristiina Ojuland, Ria Oomen-Ruijten, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Bernd Posselt, Hans-Gert Pöttering, Cristian Dan Preda, Jacek Saryusz-Wolski, Werner Schulz, Ernst Strasser, Charles Tannock, Zoran Thaler, Johannes Cornelis van Baalen, Geoffrey Van Orden, Kristian Vigenin, Graham Watson, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marije Cornelissen, Marielle De Sarnez, Andrew Duff, Diogo Feio, Lorenzo Fontana, Roberto Gualtieri, Liisa Jaakonsaari, Barbara Lochbihler, Vittorio Prodi, György Schöpflin, Traian Ungureanu

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Franz Obermayr


PARERE della commissione per lo sviluppo (19.10.2009)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sugli aspetti istituzionali della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna

(2009/2133(INI))

Relatore: Eva Joly

BREVE MOTIVAZIONE

La politica di sviluppo dell'UE produce evidenti benefici per l'Unione, dal momento che contribuisce alla stabilità geopolitica globale, riduce le pressioni migratorie e crea nuovi mercati commerciali. Ciò premesso, essa ha inoltre l'obiettivo primario di ridurre la povertà e promuovere lo sviluppo sociale ed economico sostenibile dei paesi in via di sviluppo e dei loro cittadini.

Di conseguenza, mentre è ovvio che l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Servizio per l'azione esterna sosterranno le politiche dell'Unione in settori quali gli affari esteri, il commercio e la sicurezza, non possiamo dare per scontato che il nuovo servizio attribuirà altrettanta importanza al raggiungimento degli obiettivi della politica di sviluppo dell'UE e degli obiettivi di sviluppo del millennio.

Riteniamo pertanto essenziale che il parere del Parlamento faccia esplicitamente riferimento allo sviluppo, più in particolare agli obblighi che spetteranno all'UE in virtù del trattato di Lisbona di adoperarsi per eliminare la povertà e assicurare la coerenza delle politiche nell'interesse dei paesi in via di sviluppo, nonché all'importanza di sostenere la cooperazione allo sviluppo in quanto settore politico autonomo, posto su un piano di parità rispetto alle altre politiche nell'ambito delle relazioni internazionali e dotato di una corrispondente struttura politica e amministrativa.

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Considerando D bis (nuovo)

D bis. considerando che, nel quadro del trattato di Lisbona, le politiche di cooperazione allo sviluppo dell'UE e degli Stati membri "si completano e si rafforzano reciprocamente"; che ciò dovrebbe avere l'effetto di chiarire maggiormente i ruoli della Commissione e degli Stati membri, ridurre le sovrapposizioni, potenziare il coordinamento dei donatori e migliorare la divisione dei compiti, nell'interesse di una maggiore efficacia degli aiuti e di un migliore rapporto costi-benefici,

Considerando D ter (nuovo)

D ter. considerando che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) dovrebbe avere la funzione di aumentare la visibilità dell'UE come principale partner delle nazioni in via di sviluppo e che dovrebbe poggiare sulle solide relazioni che l'UE intrattiene con i paesi in via di sviluppo in virtù della sua posizione di principale donatore di aiuti pubblici allo sviluppo e di aiuti umanitari nonché di maggiore partner commerciale di tali paesi,

Considerando D ter bis (nuovo)

D ter bis.         considerando che il SEAE dovrebbe avere una forte dimensione di sviluppo; e che i principi della politica di sviluppo, incentrati su obiettivi a lungo termine, multilateralismo, solidarietà, dialogo e riconciliazione degli interessi, sarebbero gli auspicabili fondamenti di una futura politica estera dell'Unione,

Considerando D quater (nuovo)

D quater.         considerando che il trattato di Lisbona definisce la cooperazione allo sviluppo come un settore autonomo con obiettivi specifici, posto su un piano di parità con le altre politiche esterne e in alcun modo subordinato alle politiche degli affari esteri, di sicurezza e di difesa, riconoscendo l'importanza sia della coerenza delle politiche di sviluppo sia della congruenza delle diverse azioni esterne dell'UE, il che richiede altresì la riattivazione di un vero e proprio Consiglio dei ministri per lo sviluppo e la cooperazione,

Considerando D quinquies (nuovo)

D quinquies.     considerando che l'eliminazione della povertà è uno degli obiettivi generali del trattato sull'Unione europea nella versione risultante dal trattato di Lisbona, nel settore delle relazioni internazionali (articolo 21, paragrafo 2, lettera d)), e l'obiettivo primo della politica di sviluppo dell'Unione, conformemente all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; che l'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede inoltre che l'UE tenga conto "degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo nell'attuazione delle politiche che possono avere incidenze sui paesi in via di sviluppo"; che quindi tutte le attività del SEAE che hanno incidenza sui paesi in via di sviluppo devono sostenere l'eliminazione della povertà,

Paragrafo 4 – lettera b

b)      l'articolazione del SEAE dovrebbe migliorare la coerenza dell'azione esterna dell'Unione e la sua rappresentanza nelle relazioni esterne, per cui andrebbero trasferiti al SEAE soprattutto i servizi che si occupano di relazioni esterne in senso stretto e i funzionari che svolgono compiti direttivi nelle delegazioni in paesi terzi; nel corso dell'ulteriore sviluppo del SEAE si potrà prendere in considerazione l'opportunità di assegnare al Servizio anche altre funzioni;

Paragrafo 4 – lettera c

c)      non risulta, tuttavia, necessario sottrarre alle Direzioni generali della Commissione tutte le loro competenze in materia di relazioni esterne; specialmente nei settori in cui la Commissione dispone di poteri di esecuzione, occorre preservare l'integrità delle attuali politiche comunitarie dotate di una dimensione esterna; la Commissione dovrebbe proporre un modello specifico per i dipartimenti interessati, come le Direzioni generali per il commercio, l'allargamento, lo sviluppo, le relazioni con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, EuropeAid, l'Ufficio per gli aiuti umanitari della Comunità europea, il dipartimento per i diritti umani e la democrazia, il dipartimento per l'assistenza elettorale e i servizi con valenza esterna nella Direzione generale "Affari economici e finanziari";

Paragrafo 4 – lettera d bis (nuova)

d bis) il collegio dei commissari deve comprendere tra i suoi membri un commissario indipendente competente per lo sviluppo e gli aiuti umanitari, posto su un piano di parità con gli altri commissari responsabili per altre politiche nel settore delle relazioni internazionali; tale commissario deve avere la responsabilità di elaborare e di mettere in atto la politica di cooperazione allo sviluppo, lavorando a stretto contatto con l'Alto rappresentante, sia negli stati ACP, sia in altri paesi in via di sviluppo;

Paragrafo 4 – lettera d ter (nuova)

d ter) per estensione, alla Commissione deve esservi una Direzione generale unica e specifica per lo sviluppo, con l'incarico di definire le politiche, svolgere un servizio di consulenza e attuare la politica di cooperazione allo sviluppo dell'Unione; tale Direzione generale, così come il personale che si occupa dell'attuazione della politica di sviluppo dell'Unione, a Bruxelles e nell'ambito delle delegazioni oltremare, deve rendere conto al commissario per lo sviluppo;

Paragrafo 5 – lettera c bis (nuova)

c bis) il SEAE deve comprendere un numero sufficiente di specialisti in materia di sviluppo provenienti dai ministeri nazionali e dalla Direzione generale "Sviluppo" della Commissione; i funzionari di tale Direzione generale dovrebbero ricevere istruzioni dal commissario per lo sviluppo;

Paragrafo 6 – lettera b

b)     sia diviso in un certo numero di direzioni, ognuna delle quali sarebbe responsabile per un settore delle relazioni esterne dell'Unione importante dal punto di vista geostrategico, e in altre direzioni competenti per lo sviluppo, la sicurezza e la difesa, la gestione delle crisi civili, i problemi multilaterali e orizzontali, compresi i diritti umani e le questioni amministrative;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.10.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Michael Cashman, Corina Creţu, Véronique De Keyser, Nirj Deva, Catherine Greze, Enrique Guerrero Salom, András Gyürk, Eva Joly, Filip Kaczmarek, Franziska Keller, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Birgit Schnieber-Jastram, Eleni Theocharous, Patrice Tirolien, Ivo Vajgl, Iva Zanicchi, Gabriele Zimmer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Proinsias De Rossa, Harlem Désir, Santiago Fisas Ayxela, Fiona Hall, Isabella Lövin, Louis Michel, Bart Staes, Patrizia Toia


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.10.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Michel Barnier, Carlo Casini, Andrew Duff, Ashley Fox, Roberto Gualtieri, Zita Gurmai, Stanimir Ilchev, Morten Messerschmidt, Paulo Rangel, Potito Salatto, Algirdas Saudargas, György Schöpflin, Indrek Tarand, Rafał Kazimierz Trzaskowski, Luis Yáñez-Barnuevo García

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Elmar Brok, Jean-Luc Dehaene, Enrique Guerrero Salom, Sylvie Guillaume, Íñigo Méndez de Vigo, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Helmut Scholz, Alexandra Thein

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Franziska Katharina Brantner, Daniel Hannan, Alain Lamassoure

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