RELAZIONE sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2008, sezione II – Consiglio
26.3.2010 - (C7‑0174/2009 – 2009/2070(DEC))
Commissione per il controllo dei bilanci
Relatore: Ryszard Czarnecki
1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2008, sezione II – Consiglio
(C7‑0174/2009 – 2009/2070(DEC))
Il Parlamento europeo,
– visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2008[1],
– visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2008 – Volume I (C7-0174/2009)[2],
– vista la relazione annuale del Consiglio sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2008, presentata all'autorità competente per il discarico,
– vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2008, accompagnata dalle risposte delle istituzioni controllate[3],
– vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE[4],
– visti l'articolo 272, paragrafo 10, e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE e l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[5], in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,
– vista la decisione n. 190/2003 del Segretario generale/Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune relativa al rimborso delle spese di viaggio dei delegati dei membri del Consiglio[6],
– visto l'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, del 17 maggio 2006, sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria[7],
– visti l'articolo 77 e l'allegato VI del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A7‑0096/2010),
1. rinvia la propria decisione sulla concessione del discarico al Segretario generale del Consiglio per l’esecuzione del bilancio del Consiglio per l’esercizio 2008;
2. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;
3. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).
2. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2008, sezione II – Consiglio
(C7‑0174/2009 – 2009/2070(DEC))
Il Parlamento europeo,
– visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2008[8],
– visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee relativi all'esercizio 2008 – Volume I (C7-0174/2009)[9],
– vista la relazione annuale del Consiglio sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2008, presentata all'autorità competente per il discarico,
– vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2008, accompagnata dalle risposte delle istituzioni controllate[10],
– vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE[11],
– visti l'articolo 272, paragrafo 10, e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE e l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[12], in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,
– vista la decisione n. 190/2003 del Segretario generale/Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune relativa al rimborso delle spese di viaggio dei delegati dei membri del Consiglio[13],
– visto l'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, del 17 maggio 2006, sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (AII)[14],
– vista la sua risoluzione del 25 novembre 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2007, Sezione II - Consiglio[15],
– visti l'articolo 77 e l'allegato VI del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A7‑0096/2010),
A. considerando che il Consiglio ignora le richieste del Parlamento di rivedere il Gentlemen's Agreement del 1970, caldeggiato dal Consiglio e mai effettivamente sottoscritto dal Parlamento,
B. considerando che "i cittadini hanno il diritto di sapere come le loro tasse sono state spese e come il potere affidato agli organi politici è gestito"[16],
C. considerando che nelle conclusioni del Consiglio europeo di Colonia del 3 e 4 giugno 1999 si prevedeva di conferire al Consiglio capacità operative nell'ambito di una politica comune di sicurezza e di difesa (PESD) rafforzata,
D. considerando che con la decisione 2004/197/PESC[17] del Consiglio, del 23 febbraio 2004, si è istituito un meccanismo per gestire il finanziamento dei costi comuni delle operazioni dell'Unione europea con implicazioni militari o difensive, denominato ATHENA, e che tale decisione, unitamente a quella adottata dai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, il 28 aprile 2004, sui privilegi e le immunità riconosciuti ad ATHENA[18], concede a quest'ultima privilegi e immunità e attribuisce competenze operative al Consiglio,
E. considerando che la decisione 2000/178/PESC del Consiglio, del 28 febbraio 2000, relativa al regime applicabile agli esperti nazionali in campo militare distaccati presso il Segretariato generale del Consiglio nel periodo interinale[19], e la decisione 2001/80/PESC del Consiglio, del 22 gennaio 2001, che istituisce lo Stato maggiore dell'Unione europea[20], precisano che le spese imputabili al distacco di esperti militari sono a carico del bilancio del Consiglio,
1. constata che, nel 2008, il Consiglio disponeva di stanziamenti d'impegno per un ammontare complessivo di 743 milioni di EUR (contro i 650 milioni di EUR del 2007), con un tasso di utilizzo del 93,31%, nettamente superiore rispetto al 2007 (81,89%), seppur ancora di sotto della media delle altre istituzioni (95,67%);
2. ribadisce la posizione adottata nella propria decisione del 25 aprile 2002 in materia di discarico per l'esercizio 2000[21], secondo cui in passato " [...] [il] Parlamento e il Consiglio non hanno proceduto alla verifica dell'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio; ritiene che – in considerazione del carattere sempre più operativo delle spese, finanziate a carico del bilancio amministrativo del Consiglio, relative ai settori degli affari esteri, della politica di sicurezza e di difesa nonché della giustizia e degli affari interni – occorra chiarire la portata di tale accordo al fine di distinguere le spese amministrative tradizionali da quelle per operazioni in questi nuovi settori politici";
3. ritiene che, dato l'incremento delle spese amministrative e, in particolare, vista la possibilità che insorgano spese di natura operativa, le spese del Consiglio dovrebbero essere soggette alla stessa verifica cui sono sottoposte le spese delle altre istituzioni dell'Unione nel quadro della procedura di discarico di cui all'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
4. respinge l'asserzione del Consiglio secondo cui il fatto che il Parlamento e il Consiglio non abbiano proceduto in passato alla verifica dell’esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio sia il risultato di un "Gentlemen's Agreement" (risoluzione messa a verbale nel corso della riunione del Consiglio del 22 aprile 1970); ritiene che il Gentlemen's Agreement non sia un documento vincolante e che l'interpretazione che ne dà il Consiglio sia eccessivamente ampia; ritiene che la base giuridica valida nella fattispecie sia l'AII;
5. ritiene che la stesura del bilancio e il discarico del bilancio siano due procedure distinte e che il "Gentlemen's Agreement" tra il Parlamento e Consiglio sulla stesura delle rispettive sezioni del bilancio non debba esimere il Consiglio dalla propria responsabilità nei confronti dei cittadini per i fondi stanziati a suo favore;
6. ritiene che il discarico 2008 avvenga in un momento cruciale, in cui vi è la necessità di definire chiaramente un accordo formale sul processo di scarico per il nuovo Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) onde garantirne la credibilità mediante una piena trasparenza; invita il Consiglio ad assicurare che presenterà al Parlamento, prima della fine della procedura di discarico 2008, piani concreti, dettagliati e onnicomprensivi per quanto concerne il personale e le strutture organizzative e di controllo del SEAE – tra cui il personale militare dell'UE, il Centro di situazione, la Direzione di Gestione delle crisi e pianificazione del comitato direttivo Galileo, la capacità civile di pianificazione e condotta, nonché l'intero personale del Segretariato generale che si occupa di politica estera e di sicurezza – che delineino in particolare l'incremento e la ripartizione del personale e le incidenze finanziarie previste nonché a partecipare immediatamente ai negoziati con l'autorità di bilancio sulla base delle proposte presentate;
7. insiste affinché il Consiglio desista dalla tendenza di ricorrere a procedure antiquate e arcane per il discarico e si uniformi piuttosto a tutte le altre istituzioni dell'Unione europea nel perseguire l'obiettivo di norme quanto più elevate in materia di controllo pubblico e di trasparenza riguardo all'uso di fondi pubblici;
8. condanna il Consiglio per la superficialità del suo coinvolgimento nella procedura di discarico, ivi incluso il rifiuto dell'istituzione di partecipare alle discussioni parlamentari in materia; ravvisa in tale comportamento un certo disprezzo per il ruolo del Parlamento in materia di discarico e per il diritto dei cittadini a esigere la rendicontabilità di tutti coloro che sono responsabili dell'impiego dei fondi dell'Unione, soprattutto alla luce del fatto che gli Stati membri rappresentati in seno al Consiglio gestiscono, in pratica, circa l'80% delle spese effettive del bilancio dell'Unione;
9. ribadisce che sarebbe opportuna la presenza annuale del Consiglio in Parlamento per la presentazione della relazione annuale della Corte dei conti;
10. deplora che, a differenza delle altre istituzioni, il Consiglio non gli trasmetta una relazione annuale di attività richiamandosi all'assenza nel regolamento finanziario di obblighi specifici in materia; rinnova il proprio invito al Consiglio, ai fini di una sua maggiore rendicontabilità nei confronti dei cittadini in generale e dei contribuenti[22], a riconsiderare tale prassi e a pubblicare la sua relazione d'attività e a trasmetterla al Parlamento, come proposto da quest'ultimo nella propria risoluzione del 19 febbraio 2008 sulla trasparenza nelle questioni finanziarie (paragrafi 44 e 45)[23], a partire dalla relazione per il 2009, attesa per il 15 giugno 2010;
11. invita il Consiglio e il Parlamento europeo, nella loro veste di co-autorità di bilancio, a porre in essere, al fine di migliorare lo scambio di informazioni sui rispettivi bilanci, una procedura annuale nel quadro della procedura di discarico; in base a tale procedura, il Presidente del Consiglio, accompagnato dal Segretario generale del Consiglio, terrebbe un incontro ufficiale con la commissione per il controllo dei bilanci o una delegazione della stessa composta dal suo presidente, dai coordinatori e dal relatore, onde fornire tutte le informazioni necessarie all'esecuzione di bilancio del Consiglio; propone altresì che il presidente della commissione competente fornisca regolarmente e in forma adeguata alla suddetta commissione informazioni relative a tali discussioni;
12. si compiace inoltre dell'offerta positiva presentata dalla Presidenza spagnola nella riunione del 15 marzo 2010 riguardo al riesame dell'accordo informale sul discarico per il bilancio del Consiglio; chiede un impegno affinché ciò sia integrato nella revisione del regolamento finanziario in modo tale da essere operativo per l'inizio del nuovo periodo di finanziamento successivo al 2013 e chiede altresì di dare avvio alle relative discussioni prima del 15 ottobre 2010;
13. rammenta al Consiglio la propria posizione espressa al paragrafo 12 della sua risoluzione del 24 aprile 2007 sul discarico per l'esercizio 2005, vale a dire: "invita alla massima trasparenza nel settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC); chiede al Consiglio di garantire che, ai sensi del [punto] 42 dell'accordo interistituzionale […] nel bilancio del Consiglio non risultino spese operative relative alla PESC; si riserva la facoltà di adottare le misure necessarie, laddove opportuno, in caso di violazione dell'accordo"[24];
14. riconosce che il Consiglio ha previsto diverse modalità di consultazione e di aggiornamento del Parlamento circa l'evoluzione della PESC; ritiene, tuttavia, che la relazione annuale del Consiglio sui principali aspetti e scelte di fondo della PESC, trasmessa al Parlamento in applicazione del punto 43 dell'AII, si limiti a una mera descrizione di posizioni e azioni comuni e decisioni attuative della PESC e contenga ben poche informazioni sugli aspetti finanziari e che essa non sia pertanto sufficiente per l'esercizio di discarico;
15. chiede al Consiglio di confermare, in linea con la predetta risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2009 e prima che questo deliberi in merito al discarico:
– di aver chiuso i suoi conti fuori bilancio, conformemente alle raccomandazioni del suo revisore interno;
– di aver migliorato la verifica delle fatture in base alle raccomandazioni del suo revisore interno;
– di aver pubblicato tutte le decisioni amministrative che servono come base giuridica per le voci di bilancio;
– di aver trasmesso al Parlamento e alla sua commissione competente, conformemente alla pratica ora adottata da tutte le altre istituzioni, della relazione annuale di attività del Consiglio, la cui elaborazione è prevista dall'articolo 60, paragrafo 7, del regolamento finanziario;
– di aver giustificato in maniera esauriente della necessità di stornare importi da una voce all'altra nell'ambito del suo bilancio;
– di aver risposto per iscritto alle domande pertinenti formulate dalla commissione competente e dal relatore del Parlamento;
– di essere disposto e intenzionato a fornire una spiegazione orale alla commissione competente del Parlamento, sulla base delle suddette risposte scritte, qualora risultassero necessari ulteriori chiarimenti;
16. rinnova la propria richiesta al Consiglio di fornire informazioni dettagliate sulla natura delle spese nell'ambito del titolo 3 (Spese risultanti dall'esercizio di missioni specifiche da parte dell'istituzione), onde consentirgli di verificare che tutte le voci di spesa siano conformi all'AII e che nessuna di esse sia di natura operativa;
17. esprime preoccupazione per la mancanza di trasparenza quanto ai costi sostenuti per le attività, in particolare le missioni effettuate dai rappresentanti speciali, e chiede una ripartizione dettagliata delle spese dei rappresentanti speciali e del bilancio delle loro missioni;
18. chiede alla Corte dei conti per quale motivo nella sua relazione annuale sul 2008 relativa al Consiglio non si faccia riferimento ai problemi irrisolti, come rilevato nella predetta risoluzione del Parlamento del 25 novembre 2009;
19. prende atto delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti al punto 11.10 della sua relazione annuale 2008 sulla mancata conformità con le disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento finanziario, in cui si fa riferimento alla persistente (2005-2008) iscrizione in bilancio di dotazioni eccessive per il progetto SESAME (Secured European System for Automatic Messaging); prende atto della risposta del Consiglio e della sua intenzione di migliorare il coordinamento delle strutture di governance di progetti informatici di rilievo;
20. si compiace per i controlli effettuati nel 2008 dal servizio di audit interno del Consiglio (otto controlli finanziari e un controllo misto), come pure per l'elevato numero di raccomandazioni accolte; rileva, tuttavia, che la nota in materia presentata alle autorità competenti per il discarico risultava piuttosto generica, ragion per cui chiede informazioni più dettagliate in merito all'attuazione delle raccomandazioni del servizio di audit in quanto senza di esse sarebbe impossibile concedere il discarico;
21. si compiace del nuovo sistema integrato di gestione e controllo finanziario (SAP) in funzione dal 1°gennaio 2008, che ha permesso alle tre istituzioni interessate (Consiglio, Corte dei conti e Corte di giustizia ) di realizzare economie di bilancio e acquisire maggiore efficienza;
22. accoglie con soddisfazione i risultati ottenuti in materia di consolidamento dell'organizzazione in seguito ai processi di allargamento dell'Unione europea del 2004 e del 2007, in particolare la centralizzazione delle unità di traduzione e l'assunzione dei funzionari provenienti dai nuovi Stati membri; si compiace inoltre dell'introduzione del sistema di orario di lavoro flessibile, che permette di conciliare meglio la vita professionale e la vita privata; constata tuttavia lo scarso livello di occupazione dei posti in organico (una media del 90% a fronte dell'86% nel 2007);
23. constata che il sensibile incremento degli anticipi per il Residence Palace (70 milioni di EUR rispetto ai 15 milioni di EUR previsti, nella prospettive di un'ulteriore riduzione del costo complessivo dell'acquisto) è stato possibile grazie al sottoutilizzo generale degli stanziamenti di bilancio (tasso di esecuzione dell'85,7%) e chiede che la politica immobiliare sia illustrata in dettaglio nelle future relazioni annuali, onde consentire un controllo adeguato del processo di discarico;
Ragioni del rinvio della decisione sul discarico
24. La mancanza di progressi nella maggior parte dei settori che destano preoccupazione di cui al paragrafo 5 della sua predetta risoluzione del 25 novembre 2009, ribaditi al paragrafo 15 della presente risoluzione:
– la chiusura di tutti i conti fuori bilancio del Consiglio;
– il miglioramento della verifica delle fatture in base alle raccomandazioni del revisore interno del Consiglio;
– la pubblicazione di tutte le decisioni amministrative che servono come base giuridica per le voci di bilancio;
– la trasmissione al Parlamento e alla sua commissione competente, conformemente alla prassi ormai adottata da tutte le altre istituzioni, della relazione annuale di attività del Consiglio, la cui elaborazione è prevista dall'articolo 60, paragrafo 7, del regolamento finanziario;
– la presentazione di una giustificazione esauriente della necessità di stornare importi da una voce all'altra nell'ambito all'interno del bilancio del Consiglio;
– la trasmissione di risposte scritte alle domande pertinenti formulate dalla commissione competente del Parlamento e dal suo relatore;
– la disponibilità e la volontà del Consiglio di fornire una spiegazione formale alla commissione competente del Parlamento, sulla base delle suddette risposte scritte;
Ulteriori passi da compiere e documenti da presentare al Parlamento
25. Entro il 1° giugno 2010 il Consiglio dovrebbe presentare:
– una relazione sui progressi specifici compiuti per quanto riguarda gli aspetti di cui al paragrafo 15 della presente risoluzione, elencati in precedenza;
– una relazione del sistema contabile del Consiglio che indichi i movimenti per ciascun conto provvisorio per l'ultimo triennio (dal 2007 al 2009);
– separatamente rispetto alla relazione di sintesi degli audit effettuati, trasmessa al Parlamento ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 4, del regolamento finanziario, la relazione annuale integrale del suo revisore contabile interno di cui all'articolo 86, paragrafo 3, del regolamento finanziario;
26. chiede, onde concedere il discarico al Consiglio, che gli siano presentati i seguenti documenti e sia data risposta ai quesiti formulati entro il 1° giugno 2010:
a) per quanto riguarda il capitolo 22 – Spese di funzionamento – voce 2 2 0 0: il testo della decisione n. 190/2003 e la connessa decisione relativa alle spese per la PESD/PESC – una spiegazione esauriente della necessità di trasferire fondi da una voce ad un'altra all'interno del bilancio del Consiglio;
b) per quanto riguarda il capitolo 22 – Spese di funzionamento – voce 2 2 0 2: quale importo in euro è stato stanziato per l'interpretazione nelle riunioni nel settore della sicurezza e della difesa europea a norma della decisione n. 56/2004 del Segretario generale del Consiglio/Alto Rappresentante relativa all'interpretazione per il Consiglio europeo, il Consiglio e i suoi organi preparatori?
c) per quanto riguarda il capitolo 22 – Spese di funzionamento – voce 2 0 0 2: una copia della decisione 56/2004;
d) per quanto riguarda il capitolo 22 – Spese di funzionamento – voce 2 0 0 2: su quale linea di bilancio figura e quale importo in euro è stato trasferito da questa linea per le spese di viaggio dei delegati?
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
23.3.2010 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
27 0 0 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Marta Andreasen, Jean-Pierre Audy, Zigmantas Balčytis, Andrea Češková, Jorgo Chatzimarkakis, Andrea Cozzolino, Ryszard Czarnecki, Luigi de Magistris, Tamás Deutsch, Martin Ehrenhauser, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Martin Häusling, Ville Itälä, Cătălin Sorin Ivan, Iliana Ivanova, Elisabeth Köstinger, Bogusław Liberadzki, Monica Luisa Macovei, Christel Schaldemose, Theodoros Skylakakis, Bart Staes, Georgios Stavrakakis, Søren Bo Søndergaard |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Christofer Fjellner, Monika Hohlmeier, Marian-Jean Marinescu, Véronique Mathieu, Olle Schmidt, Derek Vaughan |
|||||
- [1] GU L 71 del 14.3.2008.
- [2] GU C 273 del 13.11.2009, pag. 1.
- [3] GU C 269 del 10.11.2009, pag. 1.
- [4] GU C 273 del 13.11.2009, pag. 122.
- [5] GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
- [6] Decisione emanante dal regolamento del Consiglio del 22 luglio 2002 (GU L 230 del 28.8.2002, pag. 7).
- [7] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
- [8] GU L 71 del 14.3.2008.
- [9] GU C 273 del 13.11.2009, pag. 1.
- [10] GU C 269 del 10.11.2009, pag. 1.
- [11] GU C 273 del 13.11.2009, pag. 122.
- [12] GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
- [13] Decisione emanante dal regolamento del Consiglio del 22 luglio 2002 (GU L 230 del 28.8.2002, pag. 7).
- [14] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
- [15] GU L 19 del 23.1.2010, pag. 9.
- [16] L'iniziativa europea per la trasparenza su:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/kallas/work/eu_transparency/index_en.htm - [17] GU L 63 del 28.2.2004, pag. 68.
- [18] GU L 261 del 6.8.2004, pag. 125.
- [19] GU L 57 del 2.3.2000, pag. 1.
- [20] GU L 27 del 30.1.2001, pag. 7.
- [21] GU L 158 del 17.6.2002, pag. 66.
- [22] GU L 88 del 31.3.2009, pag. 19.
- [23] Testi approvati: GU C 184 E del 6.8.2009, pag. 1.
- [24] GU L 187 del 15.7.2008, pag. 21.