RELAZIONE sul contributo della politica di coesione al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona e di UE 2020

30.4.2010 - (2009/2235(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale
Relatore: Ricardo Cortés Lastra


Procedura : 2009/2235(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A7-0129/2010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul contributo della politica di coesione al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona e di UE 2020

(2009/2235(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 174 e 178,

–   visto il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione[1],

–   vista la decisione del Consiglio (CE) n. 702/2006, del 6 ottobre 2006, sugli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione[2],

–   vista la risoluzione del 24 marzo 2009 sull'attuazione del regolamento sui Fondi strutturali per il periodo 2007 2013: i risultati dei negoziati sulle strategie nazionali di coesione e i programmi operativi[3],

–   vista la comunicazione della Commissione del 16 agosto 2007 su "Regioni europee competitive grazie alla ricerca e all’innovazione – Un contributo al rafforzamento della crescita e al miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione" – (COM(2007)0474),

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 14 novembre 2007 "L’innovazione prodotta dalle regioni grazie alla politica di coesione" (SEC(2007)1547),

–   vista la comunicazione della Commissione "Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione. Il rilancio della strategia di Lisbona" (COM(2005)0024),

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione "Documento di valutazione della strategia di Lisbona" (SEC(2010)0114),

–   vista la comunicazione della Commissione dell’11 dicembre 2007 su "Gli Stati membri e le regioni realizzano la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione mediante la politica di coesione dell’UE 2007-2013" - COM(2007)0798,

–   vista la comunicazione della Commissione del 14 maggio 2008 sui risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione per il periodo di programmazione 2007-2013 (COM(2008)0301),

–   vista la comunicazione della Commissione del 21 dicembre 2009 sulla ventesima relazione annuale sull’esecuzione dei Fondi strutturali (2008) (COM(2009)0617),

–   viste le valutazioni ex post del periodo di programmazione 2000-2006,

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 24 novembre 2009 sulla consultazione in merito alla futura strategia "UE 2020" (COM(2009)0647),

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo informale dell’11 febbraio 2010,

–   visti la consultazione pubblica lanciata dalla Commissione su "UE 2020" e il suo esito (SEC(2010)0116),

–   vista la proposta della Commissione del 3 marzo 2010 "Europa 2020. Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–   vista la relazione strategica della Commissione del 31 marzo 2010 auspicante un dibattito UE sulla coesione,

–    visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A7‑0129/2010),

A. considerando che, sempre tenendo presente che l'obiettivo principale della politica di coesione è quello di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo di sviluppo delle regioni e delle isole meno favorite, incluse le zone rurali, dal 2007 i regolamenti sui Fondi strutturali prevedono un'assegnazione obbligatoria degli stanziamenti per gli obiettivi di Lisbona per l'UE a 15 e che un simile meccanismo di assegnazione non obbligatoria è stato messo in atto volontariamente dall'UE a 12, correlando le risorse della politica di coesione all'attrattiva degli Stati membri e delle regioni, alla crescita e all'occupazione,

B. considerando che, soprattutto durante l'attuale recessione, la politica di coesione rappresenta uno degli strumenti principali per promuovere la crescita, la competitività e l'occupazione nell'Unione europea grazie, tra l'altro, alla stabilità degli importi finanziati per i programmi e le politiche di sviluppo a lungo termine, al sistema di gestione decentralizzato in vigore e all'inclusione nei suoi obiettivi fondamentali delle priorità comunitarie per lo sviluppo sostenibile,

C. considerando che due terzi degli investimenti del settore pubblico nell'Unione europea provengono dai livelli regionale e locale, le autorità regionali e locali sono spesso dotate di notevoli competenze politiche e sono attori chiave per il raggiungimento dei risultati sia dell'attuale strategia di Lisbona sia della futura strategia UE 2020,

D. considerando che la politica di coesione e la strategia UE 2020 devono essere integrate poiché la politica di coesione è inserita nel trattato di Lisbona per stimolare la crescita, la competitività e l'occupazione, che rappresentano gli obiettivi fondamentali della strategia,

E. considerando che la proposta strategia UE 2020, simile alla strategia di Lisbona, non riflette adeguatamente i differenti livelli di sviluppo delle regioni e degli Stati membri e quindi non pone a sufficienza l'accento sulla coesione economica dell'Unione allargata,

Politica di coesione e strategia di Lisbona

1.  osserva che nelle dotazioni del programma per il 2007-2013, circa 228 miliardi di euro nel periodo di sette anni sono stati destinati alle priorità di Lisbona; sottolinea che le assegnazioni complessive, anche per l'UE a 12, sono state superiori alle percentuali suggerite;

2.  rileva che le assegnazioni variano in modo significativo tra gli Stati membri e tra gli obiettivi; sottolinea che non c'è una politica unica per ogni settore e che un simile tentativo porterebbe a una mancata titolarità e identificazione con qualsiasi strategia di crescita e a una sua scarsa attuazione;

3.  ricorda che, già nel periodo 2000-2006, nonostante l’assenza di un meccanismo di assegnazione degli stanziamenti, il legame tra i programmi della politica di coesione e la strategia di Lisbona era forte, con un investimento di 10,2 miliardi di euro in ricerca e innovazione;

4.  ritiene che la strategia di Lisbona iniziale, basata soltanto sul metodo aperto di coordinamento, non sia stata in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati da un punto di vista strutturale e che sia stato possibile ottenere dei risultati reali solo quando è stata correlata alla politica di coesione; sottolinea che tale errore non dovrebbe essere commesso nella proposta strategia UE 2020;

5.  si rammarica che, a causa del ritardo nell'avvio dei programmi e della conseguente mancanza di dati sulle spese, la corrispondenza tra le assegnazioni dei programmi e le spese reali non possa essere verificata in questa fase, né sia possibile attestare la solidità degli investimenti nell'ambito di Lisbona, principalmente per quanto attiene alla pianificazione nei paesi meno avanzati; plaude alla pubblicazione della relazione strategica della Commissione e chiede che venga sviluppato un dibattito interistituzionale di alto livello su tale base al fine di analizzare il contributo della politica di coesione agli obiettivi di Lisbona e di valutarne le interrelazioni future;

6.  critica la mancanza di una valutazione complessiva dell'impatto delle spese di coesione sullo sviluppo regionale; invita la Commissione a valutare l'impatto territoriale dell'assegnazione degli stanziamenti dei Fondi strutturali alla strategia di Lisbona e a valutare se tale sistema contribuisca realmente allo sviluppo regionale coerente ed equilibrato;

7.  riconosce che una valutazione efficace debba essere basata su indicatori che consentano il confronto e l'aggregazione dei dati tra regioni; sollecita la Commissione ad avanzare una proposta per indicatori di valutazione entro il 2012 al fine di fornire gli strumenti per misurare l'impatto prodotto, anche per quanto riguarda quantità e qualità, e per effettuare gli adeguamenti necessari per il prossimo periodo di programmazione;

8.  si rammarica che, mentre gli obiettivi principali dell'agenda di Lisbona includevano inizialmente la crescita economica, l'occupazione e la coesione sociale, il rilancio della strategia nel 2005 presentava un programma meno ambizioso;

9.  considera la debole governance multilivello uno dei limiti maggiori della strategia di Lisbona, con lo scarso coinvolgimento delle autorità locali e regionali e della società civile nella progettazione, attuazione, comunicazione e valutazione della strategia; ne raccomanda in futuro una maggiore integrazione in tutte le fasi;

10. sottolinea che quando il principio del partenariato è stato applicato alla strategia di Lisbona, è aumentato il senso di partecipazione agli obiettivi da parte delle autorità locali e regionali, nonché delle parti interessate economiche e sociali, e ciò ha assicurato una maggiore sostenibilità degli interventi; invita la Commissione a monitorare in maniera più efficace la messa in atto del principio di partenariato negli Stati membri;

11. rileva che le regioni e le città europee rivestono un ruolo fondamentale per l'implementazione della strategia di Lisbona, in quanto attori fondamentali nel campo dell'innovazione, della ricerca e delle politiche dell'istruzione; sottolinea che esse mettono in atto più di un terzo degli investimenti pubblici dell'Unione europea e che tendono sempre più a canalizzare l'allocazione dei Fondi strutturali verso obiettivi incentrati sulla crescita e sull'occupazione;

12. sottolinea che il livello regionale e locale, in particolare, ha un ruolo determinante come veicolo per raggiungere gli innumerevoli attori economici e sociali che vivono e producono in Europa, soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) e per favorire l'istruzione e la formazione professionale, la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo;

13. si rammarica delle deboli sinergie che esistevano tra i quadri di riferimento strategici nazionali e i programmi di riforma nazionali inclusi nella strategia; raccomanda un dialogo più forte e regolare a ogni livello, anche a livello dell'UE, tra le amministrazioni responsabili per la politica di coesione e le strategie di Lisbona/UE 2020 e i partner interessati della commissione di monitoraggio;

14. apprezza i risultati ottenuti finora attraverso gli strumenti di ingegneria finanziaria e la cooperazione con la BEI nella promozione dell'innovazione e della ricerca con forme rinnovabili di finanziamento e sottolinea la necessità di rafforzare i legami tra gli strumenti finanziari dell'Unione e quelli della BEI; riconosce il loro margine di intervento per gli investimenti e chiede il loro rafforzamento soprattutto per quanto riguarda JEREMIE e JESSICA al fine di garantire un più ampio sostegno alle imprese e alle PMI; raccomanda che le norme relative a tali strumenti siano semplificate per consentirne un uso maggiore da parte dei beneficiari;

Politica di coesione e UE 2020

15. accoglie con favore il dibattito sulla strategia dell'UE 2020; sottolinea il carattere di lungo termine di tale strategia intesa a creare delle condizioni quadro per una crescita stabile, per la creazione di posti di lavoro in Europa e una transizione a un'economia sostenibile e approva le priorità individuate; sottolinea la necessità di sviluppare ulteriormente un'impostazione di governance multilivello alla coesione territoriale così avvertita in Europa;

16. si rammarica che questa strategia sia stata proposta ancor prima del completamento della revisione dell'attuale strategia di Lisbona; raccomanda fortemente che la Commissione prepari una franca valutazione dei punti deboli della messa in atto della strategia di Lisbona; sottolinea di inserire le raccomandazioni della presente relazione parlamentare nella versione finale della nuova strategia;

17. ritiene sia necessario garantire infrastrutture ampie ed efficienti attraverso la modernizzazione dei sistemi di trasporto, l'introduzione di sistemi di gestione dei trasporti non inquinanti, un migliorato accesso all'acqua potabile e ai sistemi di smaltimento delle acque e di gestione dei rifiuti, l'introduzione di un sistema di gestione ambientale più efficace, la garanzia di un uso sostenibile delle risorse naturali e delle energie rinnovabili, in vista dello sviluppo economico e di una migliore coesione sociale;

18. esorta l'Unione europea ad adottare disposizioni specifiche e a prendere delle azioni appropriate al fine di soddisfare le esigenze speciali delle regioni caratterizzate da svantaggi naturali o demografici gravi o permanenti, come le regioni costiere, insulari, montane, transfrontaliere e ultraperiferiche, tenendo conto della base giuridica per la coesione territoriale fornita dal nuovo trattato di Lisbona;

19. apprezza che nella proposta sia presa in considerazione la dimensione sociale, ma sottolinea che il pilastro economico riveste un ruolo fondamentale in termini di creazione di posti di lavoro e che è dunque di importanza cruciale portare a completamento il mercato interno, libero, aperto e funzionale che possa permettere alle imprese di reagire con flessibilità a tendenze macroeconomiche; sottolinea che la recente crisi ha dimostrato che nessuna strategia per la crescita può ignorare gli obiettivi della protezione sociale, dell'accesso ai servizi, della lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, nonché della creazione di posti di lavoro di qualità;

20. accoglie con favore l'invito a creare posti di lavoro più sostenibili e intelligenti, ma riconosce che un nuovo modello economico potrebbe portare a una distribuzione diseguale dei costi e dei benefici tra i singoli Stati membri e le regioni e pertanto, al fine di evitare che ciò accada, esorta l'Unione ad assumersi la responsabilità di identificare gli ambiti prioritari d'azione in cui, secondo quanto stabilito dal principio di sussidiarietà, un'azione a livello europeo risulti più appropriata per raggiungere migliori risultati per tutti;

21. sottolinea che l’istruzione e l’innovazione sono strumenti chiave per stimolare lo sviluppo dell’UE e possono renderla più competitiva dinnanzi alle sfide globali; ritiene che occorrano periodici investimenti in tali campi e, alla stessa stregua, che vengano effettuate valutazioni periodiche del progresso compiuto sulla base dei risultati raggiunti; invita, a tal proposito, ad un migliore coordinamento dei fondi strutturali e del programma quadro con lo scopo di utilizzare al meglio, in futuro, i benefici derivanti dai finanziamenti alla ricerca e all’innovazione e per lo sviluppo di poli innovativi regionali all'interno di e fra Stati membri;

22. è convinto che l’istruzione e la formazione siano i pre-requisiti fondamentali per lo sviluppo dell'UE e possono renderla più competitiva dinnanzi alle sfide globali; ritiene che occorrano investimenti regolari in tali campi e che si debbano valutare periodicamente i progressi conseguiti;

23. riconosce che la struttura degli obiettivi stabilita nelle politiche strutturali ha dato risultati positivi durante i primi anni; invita, per il bene dell’affidabilità della pianificazione, a proseguire nell’utilizzo di questa struttura e del principio di gestione ripartita; riconosce che un aggiustamento del contenuto degli obiettivi potrebbe rivelarsi necessario in vista di un adeguamento agli obiettivi per il 2020;

24. rileva che le carenze infrastrutturali, in particolar modo nelle regioni rurali, variano considerevolmente in Europa, bloccandone il potenziale di crescita e il regolare funzionamento del mercato interno; sottolinea l’importanza della cooperazione transfrontaliera a tale riguardo e ritiene che sia necessario creare una reale parità di condizioni nelle infrastrutture dei trasporti, dell’energia, delle telecomunicazioni e delle tecnologie informatiche, e che tali condizioni debbano essere incluse nella strategia e debbano continuare a costituire una parte essenziale della politica di coesione;

25. riconosce che il bilancio dell’Unione è chiamato a svolgere un ruolo cruciale per conseguire gli obiettivi di UE 2020; ritiene che la politica di coesione, grazie al suo approccio strategico, alla forte condizionalità vincolante, agli interventi mirati, al monitoraggio e all’assistenza tecnica, sia un meccanismo efficace ed efficiente per raggiungere risultati nell’ambito della strategia UE 2020;

26. rileva che, per quanto attiene specificamente all’accesso alla banda larga, vi sono notevoli carenze nelle zone rurali, che devono essere superate in conformità all’obiettivo stabilito dall’agenda europea del digitale, al fine di sostenere lo sviluppo economico sostenibile di tali regioni;

27. accoglie con favore il riconoscimento del ruolo dei Fondi strutturali nel raggiungimento degli obiettivi UE 2020; sottolinea, tuttavia, che la politica di coesione non è solo la fonte di assegnazioni finanziarie stabili, ma è anche un potente strumento di sviluppo economico per tutte le regioni europee. I suoi obiettivi più importanti (il superamento delle disparità tra le regioni e l’introduzione di una reale coesione economica, sociale e territoriale in Europa) e i suoi principi più importanti (approccio integrato, governance multilivello e partenariato reale) sono gli elementi complementari chiave per il successo della strategia e dovrebbero essere coordinati con essa;

28. sottolinea che una politica di coesione forte e dotata dei giusti finanziamenti, che abbracci tutte le regioni europee, debba essere un elemento chiave della strategia UE 2020; ritiene che tale politica, con il suo approccio orizzontale, sia una precondizione per l’effettivo raggiungimento degli obiettivi dell’UE 2020, nonché per raggiungere la coesione sociale, economica e territoriale nell’UE; rifiuta qualsiasi tentativo di rinazionalizzare la politica di coesione e chiede che sia pienamente sostenuta una dimensione regionale nella revisione del bilancio dell’UE;

29. sottolinea che un’opportuna definizione dei meccanismi di azione è di vitale importanza per il successo della strategia UE 2020;

30. sottolinea che la politica di coesione non è subordinata alla strategia UE 2020; mette in evidenza che, sebbene le priorità della politica di coesione debbano essere allineate con gli obiettivi UE 2020, occorre garantire una sufficiente flessibilità per tener conto delle specificità regionali e per sostenere le regioni più deboli e più svantaggiate affinché superino le loro difficoltà socioeconomiche e gli svantaggi naturali, riducendo così le disparità;

31. richiede che sia migliorato il sistema di governance nella strategia UE 2020 rispetto alla strategia di Lisbona; raccomanda che esso sia progettato e implementato utilizzando i fondi strutturali e di politica di coesione secondo il principio della governance multilivello al fine di garantire un maggiore coinvolgimento delle autorità locali e regionali e delle parti interessate della società civile; sottolinea che tale coinvolgimento deve comprendere l’adozione di accordi di governance multilivello;

32. ritiene che la strategia UE 2020 debba essere una parte integrante per il raggiungimento dell’obiettivo di coesione territoriale, inserita come nuovo obiettivo nel trattato di Lisbona; ritiene che le iniziative locali per promuovere la cooperazione transfrontaliera rappresentino un potenziale notevole per la coesione territoriale che non è stato ancora sfruttato appieno; invita la Commissione ad indicare più in dettaglio il ruolo delle macroregioni nelle sue proposte per i futuri accordi in materia di cooperazione territoriale;

33. sottolinea che una più forte dimensione territoriale della strategia, considerando le specificità delle regioni europee e i differenti livelli di sviluppo, con il diretto coinvolgimento delle autorità regionali e locali e i partner indicati nel regolamento sui Fondi strutturali nella pianificazione e nell’attuazione dei programmi pertinenti, porterà a un maggiore senso di partecipazione ai suoi obiettivi a ogni livello e garantirà una migliore consapevolezza degli obiettivi e dei risultati in gioco; ritiene inoltre che le regioni debbano essere sostenute in modo continuativo sviluppando strumenti finanziari innovativi, affinché esse mantengano il loro ruolo nel conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona;

34. sottolinea l’importanza della conoscenza del territorio a livello locale e regionale per gli obiettivi della strategia UE 2020; a tal fine è fondamentale garantire una informazione statistica condivisa ed una capacità di lettura degli indicatori anche di livello locale e regionale;

35. sottolinea il ruolo chiave delle città nel raggiungimento degli obiettivi UE 2020; invita a tenere in considerazione la loro esperienza e i loro contributi per l’attuazione delle priorità UE 2020, in particolare per quanto concerne il cambiamento climatico, l’integrazione sociale, il cambiamento demografico e gli investimenti nello sviluppo economico sostenibile, i settori dell'energia, dei trasporti, della gestione delle risorse idriche, dell'assistenza sanitaria, della sicurezza pubblica e così via; concorda con la proposta di conclusioni del Consiglio che sottolinea come le regioni debbano essere coinvolte nelle future strategie per la crescita e per l’occupazione; afferma che, poiché l’attuazione di qualunque strategia in questo settore deve essere effettuata in cooperazione con le regioni e le città, la Commissione e il Consiglio dovrebbero prendere in considerazione il parere del Comitato delle regioni in merito alla strategia UE 2020;

36. si attende che la Commissione presenti proposte concrete per creare sinergie tra la politica di coesione e le politiche settoriali esistenti in base a un approccio integrato; raccomanda la razionalizzazione degli obiettivi, degli strumenti e delle procedure amministrative dei programmi e l’allineamento della durata del programma di tali politiche;

37. ritiene tuttavia che l’Unione debba continuare ad utilizzare come principali strumenti di finanziamento il Fondo di coesione e i Fondi strutturali, che presentano metodi operativi ben consolidati per il raggiungimento dei risultati; ritiene che non sia necessario creare nuovi fondi tematici separati per conseguire gli obiettivi della strategia UE 2020 e reputa invece che essi dovrebbero essere inclusi nelle politiche di coesione e di sviluppo rurale;

38. raccomanda l’adozione di un approccio semplificato dell’uso dei Fondi strutturali nel prossimo quadro normativo; evidenzia che l’armonizzazione delle norme e delle procedure tenendo anche conto dei modelli di migliori prassi potrebbe portare a sistemi di applicazione semplificati e incoraggerebbe la partecipazione di potenziali beneficiari ai programmi cofinanziati dall’UE;

39. raccomanda che la Commissione effettui una revisione annuale delle priorità della strategia UE 2020, sulla base dei risultati conseguiti nella sua messa in atto, prendendo in considerazione ogni tipo di modifica delle condizioni inizialmente previste e identificando nuove priorità strettamente correlate ai cambiamenti permanenti a livello locale, regionale e globale;

40. invita la Commissione a presentare quanto prima al Parlamento un programma di lavoro strutturato per l’implementazione della strategia e, in futuro, valutazioni chiare sullo stato della sua messa in atto; chiede inoltre la stesura di un documento di lavoro chiaro che indichi la relazione tra la strategia e la politica di coesione;

41. ritiene che il Comitato delle regioni, attraverso la sua piattaforma di monitoraggio di Lisbona, dovrebbe continuare a monitorare l’effettivo progresso della futura strategia UE 2020 e che gli Stati membri dovrebbero riferire, su base annua e in maniera strutturata, in merito ai progressi conseguiti;

42. incarica il proprio Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE

Valutazione del sistema attuale

Sia la strategia di Lisbona che la politica di coesione hanno identificato nell’innovazione intesa in senso lato lo strumento principale per favorire lo sviluppo del territorio europeo e per rafforzare la sua capacità competitiva nei confronti delle sfide che provengono dal mondo globalizzato. Di conseguenza, l’innovazione è stata posta al centro di entrambe e il suo ruolo strategico è stato enfatizzato come mai prima d’ora.

Le linee guida della strategia comunitaria per il periodo 2007-2013 stabiliscono un requisito formale per l’UE a 15 (e una raccomandazione per l’UE a 12) in base al quale l’UE è tenuta a destinare al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona almeno il 60% degli stanziamenti del programma nelle regioni dell’obiettivo "Convergenza" e il 75% nelle regioni dell’obiettivo "Competitività e occupazione".

In realtà, già nel periodo 2000-2006, quando non era in vigore alcun requisito formale per l’assegnazione degli stanziamenti, tra il 5,5% e il 7,4% di tutte le spese a titolo dei Fondi strutturali (10,2 miliardi di euro in totale) è stato investito in attività di ricerca e di innovazione.

Le valutazioni ex post disponibili finora evidenziano che l’uso dei programmi regionali per raggiungere gli obiettivi di Lisbona è stato più evidente per le regioni relativamente più ricche, mentre si è rivelato più limitato per quelle meno sviluppate in cui i programmi tendevano a mettere in evidenza infrastrutture piuttosto elementari.

Ovviamente, non esiste una strategia unica applicabile in ogni settore; al contrario, le specificità delle diverse regioni (la dimensione territoriale) hanno avuto un notevole impatto sull’efficacia delle misure implementate. Il coinvolgimento delle autorità locali e regionali nella progettazione oltre che nell’attuazione dei programmi si rivela pertanto essenziale dal momento che tali attori sono i più consapevoli delle esigenze dei loro rispettivi territori.

Dall’analisi degli stanziamenti del programma per il periodo 2007-2013 emerge che l’assegnazione degli stanziamenti ha superato in modo significativo le soglie fissate. In particolare il 65% dei fondi per l’obiettivo "Convergenza" e l’82% per le regioni dell’obiettivo "Competitività" è stato assegnato a priorità correlate alla strategia di Lisbona. Tali percentuali, che assieme formano uno stanziamento di circa 228 miliardi di euro in un periodo di sette anni, si riferiscono all’UE a 27, dimostrando che anche l’UE a 12 si è seriamente impegnata nell’esercizio di assegnazione degli stanziamenti.

Come prevedibile, gli stanziamenti variano significativamente da uno Stato membro all’altro così come da un obiettivo all’altro. In particolare, nelle regioni dell’obiettivo "Competitività" la programmazione è fortemente legata alla strategia di Lisbona con una forte enfasi sull’innovazione, la conoscenza e la tecnologia, mentre i programmi nelle regioni dell’obiettivo "Convergenza" privilegiano le priorità correlate all’occupazione, dimostrando che una riforma del sistema dell’istruzione e della formazione viene considerato come un prerequisito per un ulteriore sviluppo.

La Commissione dovrà adottare entro il 1° aprile 2010 una prima relazione strategica che analizzi i risultati dell’attuazione da parte degli Stati membri per il raggiungimento di tali priorità in base alle spese dei primi 18 mesi di attuazione del programma.

Occorre in effetti valutare attentamente in che misura vengono rispettati tali impegni in termini di spesa reale a livello di progetto. Purtroppo, a causa del ritardo nell'avvio dei programmi e della conseguente mancanza di dati sulla spesa, tale corrispondenza non può essere verificata in questa fase.

La relazione strategica della Commissione rappresenterà pertanto un documento chiave a tale proposito, nonostante copra un periodo limitato; su tale base verrà sviluppato un dibattito interistituzionale di alto livello per valutare il livello e il tipo di contributo dei Fondi strutturali agli obiettivi di Lisbona e per creare le condizioni per permettere una seria riflessione tra le istituzioni nazionali e dell'UE, le parti interessate regionali e la società civile in merito alla forma e ai contenuti della strategia per la crescita e l'occupazione dopo il 2010, la cosiddetta strategia UE 2020.

Riveste un’importanza ancora maggiore la capacità di valutare sul lungo termine quale impatto gli investimenti correlati alla strategia di Lisbona, realizzati per mezzo dei Fondi strutturali, hanno effettivamente avuto sugli Stati membri e le regioni. Senza conoscere i risultati di questa valutazione, ogni discussione sul futuro sarà priva di efficacia.

Sebbene tali dati non siano ancora disponibili considerato lo stadio iniziale dell’attuazione del programma, è essenziale creare le condizioni e sensibilizzare la Commissione sull’esigenza di sviluppare urgentemente gli strumenti che consentano tale analisi, come degli indicatori uniformi, che possono essere aggregati e confrontati tra programmi e Stati membri per l’intero periodo al fine di verificare gli effetti prodotti e apportare i necessari cambiamenti.

Il ruolo della politica di coesione nella strategia UE 2020

Per costruire il futuro occorre analizzare il passato per ottimizzare i risultati, capitalizzare le esperienze ed evitare di commettere vecchi errori. Per lo sviluppo della strategia UE 2020, che dovrebbe servire per affrontare le sfide dei prossimi dieci anni, è pertanto necessaria una profonda riflessione sulla relazione tra la politica di coesione e la strategia di Lisbona.

La politica di coesione è in effetti in grado più di altre politiche di mobilitare gli investimenti per la crescita e l’occupazione; ha inoltre dimostrato che applicare correttamente il principio di partenariato e rendere protagonisti dell’attuazione delle priorità gli attori locali e regionali sviluppa un più forte senso di partecipazione nei confronti degli obiettivi e dei risultati delle politiche.

La proposta della Commissione sulla strategia UE 2020 riconosce il ruolo chiave della politica di coesione per il raggiungimento degli obiettivi UE 2020.

Tuttavia, pare considerarla più come una fonte di stanziamenti finanziari stabili piuttosto che come un riferimento importante a causa dell’applicazione di principi quali il partenariato, l’approccio integrato, la governance multilivello nonché per la sua capacità di mobilitare attori regionali e locali. Se tali principi, che rappresentano un contributo importante della politica di coesione alla riuscita attuazione della strategia UE 2020, non vengono correttamente integrati in essa, il successo della strategia stessa potrebbe essere in pericolo.

Nella relazione, vengono proposte alcune raccomandazioni concrete per garantire che tale legame sia tenuto in debita considerazione.

●         Le priorità identificate nella strategia UE 2020 devono essere strettamente allineate con quelle della futura politica di coesione: occorrono una maggiore concentrazione sulle priorità chiave e una maggiore complementarietà tra le stesse, garantendo al contempo la necessaria flessibilità per soddisfare le specificità regionali.

●         Dovrebbero essere sviluppate delle sinergie tra i quadri di riferimento strategici nazionali e i programmi di riforma nazionali, e andrebbe sfruttato meglio il loro potenziale anche per mezzo di un miglior coordinamento amministrativo a livello dell’UE, nazionale, regionale e locale al fine di migliorare la governance.

●         Gli obiettivi UE 2020 devono essere definiti a livello dell’UE, ma l’attuazione e l’adattamento alle politiche nazionali dovrebbero, in futuro, coinvolgere maggiormente le autorità subnazionali. Uno dei limiti della strategia di Lisbona largamente riconosciuti finora è la debole governance multilivello e lo scarso coinvolgimento delle autorità locali e regionali all’attuazione degli obiettivi, nonostante i 2/3 degli investimenti del settore pubblico provengano dal livello regionale e locale, e tali autorità siano dotate di notevoli competenze politiche.La considerazione della dimensione regionale nella strategia futura è necessaria anche per l’applicazione delle nuove disposizioni del trattato di Lisbona, il quale riconosce la dimensione subnazionale della sussidiarietà. Un approccio dal basso consentirà di garantire un reale senso di proprietà della strategia e la sua sostenibilità sul lungo termine.La governance multilivello deve essere considerata non solo nella sua dimensione verticale ma anche in quella orizzontale, sviluppando relazioni tra gli attori economici e sociali allo stesso livello.

●         Il principio del partenariato dovrebbe essere pienamente implementato nella realizzazione della strategia futura. Un simile cambiamento di approccio avrebbe il vantaggio di garantire una migliore comunicazione degli obiettivi e dei risultati della strategia alla società civile, la cui attuale mancanza rappresenta una delle grandi debolezze della strategia di Lisbona.

●         Nonostante la coesione territoriale sia riconosciuta come un obiettivo dell’UE dal trattato di Lisbona, la dimensione territoriale ha una presenza troppo scarsa nella proposta della Commissione, il che potrebbe comportare un rischio di settorizzazione della politica. Al contrario, solo un approccio integrato tramite l’inclusione della dimensione regionale nella strategia porterebbe risultati efficaci. In particolare, dovrebbero essere migliorate le sinergie tra gli strumenti dell’UE per favorire l’innovazione (Fondi strutturali, PCI e settimo programma quadro) e la durata della programmazione pluriennale di tali strumenti dovrebbe essere mantenuta allineata in futuro.

●       Il potenziale degli strumenti di ingegneria finanziaria, in particolare JEREMIE e JESSICA, dovrebbe essere sfruttato appieno al fine di garantire il miglior sostegno al potenziale delle imprese, in special modo per quanto concerne le PMI; in particolare, le norme per accedere e gestire l’assegnazione dei fondi resi disponibili da tali strumenti finanziari dovrebbero essere semplificate al fine di stimolarne l’uso da parte dei beneficiari interessati.

●         Dovrebbe essere garantito un adeguato finanziamento alla politica di coesione che deve coprire l’intero territorio dell’Unione europea, al fine di consentire il sostegno adeguato alla realizzazione della strategia.

●         Occorre semplificare il quadro normativo futuro della politica di coesione al fine di ridurre l’attuale livello di errori e facilitare la partecipazione ai progetti in particolare ai partner privati.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.4.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Charalampos Angourakis, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, Zuzana Brzobohatá, John Bufton, Alain Cadec, Salvatore Caronna, Ricardo Cortés Lastra, Tamás Deutsch, Rosa Estaràs Ferragut, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Seán Kelly, Evgeni Kirilov, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Markus Pieper, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Nuno Teixeira, Michael Theurer, Michail Tremopoulos, Viktor Uspaskich, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Kerstin Westphal, Hermann Winkler, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Vasilica Viorica Dăncilă, Ivars Godmanis, Catherine Grèze, Veronica Lope Fontagné, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid