RACCOMANDAZIONE PER LA SECONDA LETTURA relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (Rifusione)

6.5.2010 - (11962/2009 – C7‑0034/2010 – 2007/0286(COD)) - ***II

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
Relatore: Holger Krahmer


Procedura : 2007/0286(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A7-0145/2010
Testi presentati :
A7-0145/2010
Testi approvati :

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (Rifusione)

(11962/2009 – C7‑0034/2010 – 2007/0286(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura - rifusione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la posizione del Consiglio in prima lettura (11962/2009 – C7‑0034/2010),

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2007)0844),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 175, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0002/2008),

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo "Ripercussioni dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona sulle procedure decisionali interistituzionali in corso" (COM(2009)0665),

–   visti l'articolo 294, paragrafo 7, e l'articolo 192, paragrafo 1, del trattato FUE,

–   vista la sua posizione in prima lettura[1],

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[2],

–   visto il parere del Comitato delle regioni[3],

–   visto l'articolo 66 del suo regolamento,

–   vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A7‑0145/2010),

1.  adotta la posizione in seconda lettura indicata in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Posizione del Consiglio

Considerando 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

(2) Per prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l'inquinamento dovuto alle attività industriali, nel rispetto del principio "chi inquina paga" e del principio della prevenzione dell'inquinamento, è necessario definire un quadro generale che disciplini le principali attività industriali, intervenendo innanzitutto alla fonte, nonché garantendo una gestione accorta delle risorse naturali.

 

 

(2) Per prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l'inquinamento dovuto alle attività industriali, nel rispetto del principio "chi inquina paga" e del principio della prevenzione dell'inquinamento, è necessario definire un quadro generale che disciplini le principali attività industriali, intervenendo innanzitutto alla fonte, nonché garantendo una gestione accorta delle risorse naturali e tenendo presente, se del caso, la situazione socio-economica e le specifiche caratteristiche locali del sito in cui si svolge l'attività.

Motivazione

Scopo dell'emendamento è quello di rafforzare il sostegno all'autorizzazione di deroghe giustificate, già previste nella posizione del Consiglio.

Emendamento  2

Posizione del Consiglio

Considerando 3

Posizione del Consiglio

Emendamento

(3) Approcci distinti nel controllo delle emissioni nell'atmosfera, nelle acque o nel terreno possono incoraggiare il trasferimento dell'inquinamento da una matrice ambientale all'altra anziché proteggere l'ambiente nel suo complesso. È pertanto appropriato assicurare un approccio integrato alla prevenzione e alla riduzione delle emissioni nell’aria, nell’acqua e nel terreno, alla gestione dei rifiuti, all'efficienza energetica e alla prevenzione degli incidenti.

(3) Approcci distinti nel controllo delle emissioni nell'atmosfera, nelle acque o nel terreno possono incoraggiare il trasferimento dell'inquinamento da una matrice ambientale all'altra anziché proteggere l'ambiente nel suo complesso. È pertanto appropriato assicurare un approccio integrato alla prevenzione e alla riduzione delle emissioni nell’aria, nell’acqua e nel terreno, alla gestione dei rifiuti, all'efficienza energetica e alla prevenzione degli incidenti e creare condizioni di parità nell'Unione europea uniformando i requisiti in materia di prestazione ambientale per gli impianti industriali.

Motivazione

Solo quando tutti gli impianti industriali dell'intera UE saranno conformi alle norme ambientali basate sulle BAT sarà possibile conseguire un livello più elevato di tutela ambientale senza creare distorsioni della concorrenza all'interno dell'UE.

Emendamento  3

Posizione del Consiglio

Considerando 9

Posizione del Consiglio

Emendamento

(9) Per evitare la duplicazione della regolamentazione, è opportuno che l’autorizzazione rilasciata per un'installazione contemplata dalla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio delle quote di emissioni di gas a effetto serra nella Comunità, non contenga un valore limite per le emissioni dirette di gas a effetto serra di cui all'allegato I di tale direttiva, salvo ove ciò sia indispensabile per evitare un rilevante inquinamento locale o quando un'installazione sia esclusa da tale sistema.

(9) Per evitare la duplicazione della regolamentazione, l’autorizzazione rilasciata per un'installazione contemplata dalla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio delle quote di emissioni di gas a effetto serra nella Comunità, non deve necessariamente contenere un valore limite per le emissioni dirette di gas a effetto serra di cui all'allegato I di tale direttiva, salvo ove ciò sia indispensabile per evitare un rilevante inquinamento locale o quando un'installazione sia esclusa da tale sistema.

Motivazione

Emendamento basato sull'articolo 66, paragrafo 2, lettera d), del regolamento del Parlamento europeo: i) per motivi di chiarezza giuridica in quanto, a norma dell'articolo 193 del TFUE, le disposizioni legislative dell'Unione non impediscono agli Stati membri di applicare prescrizioni nazionali più severe in materia di emissioni di gas serra, e ii) per permettere agli Stati membri che optano per l'applicazione di siffatte prescrizioni di farlo nell'ambito dell'autorizzazione integrata rilasciata a norma di questa direttiva. Dopo la prima lettura del PE, il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Commissione hanno indicato interpretazioni giuridiche diverse della disposizione dell'articolo 9, paragrafo 1.

Emendamento  4

Posizione del Consiglio

Considerando 9 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

(9 bis) Conformemente all'articolo 193 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nessun elemento della presente direttiva impedisce agli Stati membri di mantenere e di prendere provvedimenti per una protezione ancora maggiore, ad esempio prescrizioni in materia di emissioni di gas serra per le installazioni contemplate nell'allegato I della direttiva 2003/87/CE, purché tali provvedimenti siano compatibili con i trattati e siano stati notificati alla Commissione.

Motivazione

Dopo la prima lettura, in diversi Stati membri è stato avviato un dibattito sull'adozione di norme sulle emissioni di CO2 prodotte dalle nuove centrali termoelettriche. Sono state espresse opinioni divergenti sulla compatibilità di tali misure con il diritto dell'UE. Un emendamento inteso a chiarire tale questione è pertanto giustificato in base all'articolo 66, paragrafo 2, lettera d), del regolamento del Parlamento, che consente emendamenti miranti a "tener conto di un fatto o di una nuova situazione giuridica intervenuti dopo la prima lettura".

Emendamento  5

Posizione del Consiglio

Considerando 14

Posizione del Consiglio

Emendamento

(14) È importante offrire alle autorità competenti una flessibilità sufficiente per fissare valori limite di emissione atti ad assicurare che, in condizioni di esercizio normali, le emissioni non superino i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili indicati nelle Conclusioni sulle BAT. A tal fine, l'autorità competente può fissare limiti di emissione diversi dai livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili in termini di valori, periodi di tempo e condizioni di riferimento applicati, purché sia possibile dimostrare, attraverso i risultati del controllo delle emissioni, che le emissioni non hanno superato i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili.

(14) È importante offrire alle autorità competenti una flessibilità sufficiente per fissare valori limite di emissione atti ad assicurare che, in condizioni di esercizio normali, le emissioni non superino i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili indicati nelle Conclusioni sulle BAT. L'osservanza dei valori limite di emissione fissati nelle autorizzazioni dà luogo a livelli operativi inferiori a detti valori limite di emissione. A tal fine, l'autorità competente può fissare limiti di emissione diversi dai livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili in termini di valori, periodi di tempo e condizioni di riferimento applicati, purché sia possibile dimostrare, attraverso i risultati del controllo delle emissioni, che le emissioni non hanno superato i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili.

Emendamento  6

Posizione del Consiglio

Considerando 37

Posizione del Consiglio

Emendamento

(37) Per prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l'inquinamento dovuto alle attività industriali nel modo più efficiente in termini di costi, assicurando nel contempo un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso, in particolare mediante l'attuazione delle migliori tecniche disponibili, potrebbero essere esaminate le possibilità di fare ricorso a strumenti di mercato quali lo scambio di quote di emissione di ossidi di azoto e ossidi di zolfo.

soppresso

Motivazione

Introdurre strumenti di mercato complicherebbe ulteriormente la legislazione. Inoltre, le emissioni di ossidi di azoto e ossidi di zolfo hanno impatti locali e/o regionali e pertanto non possono essere oggetto di scambio a livello UE. Soppressione del nuovo testo del Consiglio.

Emendamento  7

Posizione del Consiglio

Considerando 38

Posizione del Consiglio

Emendamento

(38) È opportuno che i provvedimenti necessari per l’attuazione della presente direttiva siano adottati secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.

(38) A norma dell'articolo 291 del TFUE, le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo, da parte degli Stati membri, dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione sono stabiliti preventivamente mediante un regolamento adottato secondo la procedura legislativa ordinaria. In attesa dell'adozione di tale nuovo regolamento e data la necessità di adottare e attuare quanto prima la presente direttiva, è opportuno che il controllo da parte degli Stati membri sia esercitato secondo le disposizioni della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, nella misura in cui dette disposizioni rimangono compatibili con i trattati modificati. Tuttavia, i riferimenti a dette disposizioni dovrebbero essere sostituiti da riferimenti alle regole e ai principi fissati nel nuovo regolamento non appena esso entrerà in vigore.

Emendamento  8

Posizione del Consiglio

Considerando 39

Posizione del Consiglio

Emendamento

(39) Al fine di consentire l'adeguamento delle disposizioni della presente direttiva al progresso tecnico e scientifico sulla base delle migliori tecniche disponibili, la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 290 del trattato in relazione all'adeguamento di alcune parti degli allegati V, VI e VII a tale progresso scientifico e tecnico. Nel caso degli impianti di incenerimento dei rifiuti e degli impianti di coincenerimento dei rifiuti, ciò può comprendere la definizione di criteri in base ai quali ammettere deroghe al monitoraggio in continuo delle emissioni di polveri totali. È particolarmente importante che la Commissione consulti esperti durante il suo lavoro preparatorio, conformemente agli impegni di cui alla comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2009 sull'attuazione dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

(39) Al fine di consentire l'adeguamento delle disposizioni della presente direttiva al progresso tecnico e scientifico sulla base delle migliori tecniche disponibili (BAT), la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 290 del TFUE in relazione all'adozione delle Conclusioni sulle BAT e all'integrazione o modifica dei valori limite di emissione e delle norme sul monitoraggio e la conformità già stabilite ai sensi della presente direttiva. Nel caso degli impianti di incenerimento dei rifiuti e degli impianti di coincenerimento dei rifiuti, ciò può comprendere tra l'altro la definizione di criteri in base ai quali ammettere deroghe al monitoraggio in continuo delle emissioni di polveri totali. È particolarmente importante che la Commissione, nel corso del suo lavoro preparatorio, svolga consultazioni adeguate, anche a livello di esperti.

Motivazione

Apart from derogations from monitoring requirements of dust for waste incineration plants other derogations should be considered as long as adequate in terms of environmental protection. This may lead to a further reduction of unnecessary administrative burden notably for SMEs, which are strongly affected by the provisions of Chapter IV as that chapter is not subject to a de-minimis-threshold. During the preparatory phase of the adoption of delegated acts it is essential that the Commission ensures the broad involvement of experts from the Member States, industry, NGOs as outlined inter alia in chapter 3.1 of COM (2007) 844 final.

Emendamento   9

Posizione del Consiglio

Considerando 39 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

(39 bis) Oltre a ciò, per consentire l'integrazione o la modifica delle disposizioni della presente direttiva al fine di assicurare l'applicazione coerente in tutta l'Unione delle migliori tecniche disponibili quali descritte nei documenti di riferimento sulle BAT, è opportuno che la Commissione abbia, ove necessario, il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 290 del TFUE per chiarire ulteriormente i criteri che le autorità competenti devono prendere in considerazione quando stabiliscono, in un numero limitato di casi specifici, valori di emissione meno rigorosi per le installazioni tenendo conto dei risultati di valutazioni dell'ubicazione geografica e delle condizioni ambientali locali di un'installazione o delle sue caratteristiche tecniche. Tali valori di emissione non dovrebbero comunque superare quelli corrispondenti alle prescrizioni minime valide in tutta l'Unione per i valori limite di emissione e le norme sul monitoraggio e la conformità.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  10

Posizione del Consiglio

Considerando 39 ter (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

(39 ter) Inoltre, per consentire l'integrazione o la modifica delle disposizioni della presente direttiva al fine di assicurare l'applicazione coerente in tutta l'Unione delle migliori tecniche disponibili e la valutazione sistematica dei rischi ambientali delle installazioni interessate, è opportuno che la Commissione abbia il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 290 del TFUE per quanto riguarda le norme concernenti la determinazione dei periodi di avvio e di arresto, la data a decorrere dalla quale devono essere effettuate le misurazioni in continuo delle emissioni nell'atmosfera di metalli pesanti, diossine e furani, il tipo, il formato e la frequenza delle informazioni che gli Stati membri devono mettere a disposizione alla Commissione, nonché ulteriori criteri sulla valutazione dei rischi ambientali.

Emendamento  11

Posizione del Consiglio

Considerando 39 quater (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

(39 quater) Per ovviare a distorsioni della concorrenza nel mercato interno o ad importanti problemi ambientali, è opportuno che la Commissione, in base a una valutazione dell'applicazione delle migliori tecniche disponibili da parte di determinate attività o dell'impatto di tali attività sull'ambiente nel suo complesso, presenti proposte concernenti prescrizioni minime valide in tutta l'Unione per i valori limite di emissione o le norme sul monitoraggio e la conformità.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  12

Posizione del Consiglio

Articolo 3 – punto 14

Posizione del Consiglio

Emendamento

(14) "gestore", qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce, nella sua totalità o in parte, l'installazione o l’impianto di combustione, l’impianto di incenerimento dei rifiuti o l’impianto di coincenerimento dei rifiuti oppure, se previsto dalla normativa nazionale, dispone di un potere economico determinante sull'esercizio tecnico dei medesimi;

(14) "gestore", qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce l'installazione o l’impianto di combustione, l’impianto di incenerimento dei rifiuti o l’impianto di coincenerimento dei rifiuti oppure, se previsto dalla legislazione nazionale, dispone di un potere economico determinante sull'esercizio tecnico dei medesimi;

Motivazione

Soppressione di un nuovo termine introdotto dal Consiglio.

Emendamento  13

Posizione del Consiglio

Articolo 3 – punto 18

Posizione del Consiglio

Emendamento

(18) "relazione di riferimento", informazioni sullo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte di sostanze pericolose pertinenti;

(18) "relazione di riferimento", informazioni quantificate sullo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte di sostanze pericolose pertinenti;

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 15 di prima lettura.

Emendamento  14

Posizione del Consiglio

Articolo 3 – punto 22

Posizione del Consiglio

Emendamento

(22) "pollame", il pollame quale definito all'articolo 2, punto 1, della direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova;

(22) "pollame", il pollame quale definito all'articolo 2, punto 1, della direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova, escluso il pollame della specie quaglia;

Motivazione

La direttiva comprende nella categoria del pollame la quaglia (0,25 kg), equiparando l'allevamento di quaglie all'allevamento di polli (2 kg) o di tacchini (10 kg), mentre in realtà il suo impatto ambientale è notevolmente inferiore. È pertanto essenziale prendere in considerazione la particolare natura dell'allevamento di quaglie rispetto all'allevamento di altri tipi di pollame. L'applicazione della direttiva all'allevamento delle quaglie è sproporzionato e non può essere giustificato per motivi ambientali. Se si ignorano tali distinzioni, vi è il rischio che l'allevamento di quaglie in Europa scompaia con conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro.

Emendamento  15

Posizione del Consiglio

Articolo 3 – punto 26

Posizione del Consiglio

Emendamento

(26) "ore operative", il tempo, espresso in ore, durante cui un impianto di combustione, in tutto o in parte, è in funzione e scarica emissioni nell'atmosfera, esclusi i periodi di avvio e di arresto;

(26) "ore operative", il tempo, espresso in ore, durante cui un impianto di combustione, in tutto o in parte, è in funzione e scarica emissioni nell'atmosfera, compresi i periodi di avvio e di arresto;

Motivazione

Modifica di una nuova definizione introdotta dal Consiglio.Durante

l'avvio e l'arresto viene prodotta una notevole quantità di emissioni.

Emendamento  16

Posizione del Consiglio

Articolo 3 – punto 46 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

(46 bis) "disposizioni generali vincolanti", valori limite di emissione o altri requisiti, definiti nella legislazione ambientale, almeno a livello settoriale, che sono stabiliti al fine di essere utilizzati direttamente per determinare le condizioni di autorizzazione.

Motivazione

È necessaria una definizione chiara di "disposizioni generali vincolanti". Ripristino dell'emendamento 17 di prima lettura.

Emendamento  17

Posizione del Consiglio

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

Laddove la violazione delle condizioni di autorizzazione presenti un pericolo immediato per la salute umana o minacci di provocare ripercussioni serie ed immediate sull'ambiente e sino a che la conformità non venga ripristinata conformemente alle lettere b) e c) del primo comma, è sospeso l'esercizio dell’installazione, dell'impianto di combustione, dell'impianto di incenerimento dei rifiuti, dell'impianto di coincenerimento dei rifiuti o della relativa parte interessata.

Laddove la violazione delle condizioni di autorizzazione presenti un pericolo significativo per la salute umana o per l'ambiente e sino a che la conformità non venga ripristinata conformemente alle lettere b) e c) del primo comma, è sospeso l'esercizio dell’installazione, dell'impianto di combustione, dell'impianto di incenerimento dei rifiuti, dell'impianto di coincenerimento dei rifiuti o della parte di esso interessata.

Motivazione

Ripristino parziale dell'emendamento 21 di prima lettura.

Emendamento  18

Posizione del Consiglio

Articolo 9 – paragrafo 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Quando le emissioni di un gas a effetto serra provenienti da un'installazione sono indicate nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE in relazione a un’attività esercitata in tale installazione, l'autorizzazione contiene valori limite per le emissioni dirette di questo gas solo quando ciò risulti indispensabile per evitare un rilevante inquinamento locale.

1. Quando le emissioni di un gas a effetto serra provenienti da un'installazione sono indicate nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE in relazione a un’attività esercitata in tale installazione, gli Stati membri possono decidere di imporre valori limite per le emissioni dirette di questo gas solo quando ciò risulti indispensabile per evitare un rilevante inquinamento locale.

Motivazione

Emendamento basato sull'articolo 66, paragrafo 2, lettera d), del regolamento del Parlamento europeo: i) per motivi di chiarezza giuridica in quanto, a norma dell'articolo 193 del TFUE, le disposizioni legislative dell'Unione non impediscono agli Stati membri di applicare prescrizioni nazionali più severe in materia di emissioni di gas serra, e ii) per permettere agli Stati membri che optano per l'applicazione di siffatte prescrizioni di farlo nell'ambito dell'autorizzazione integrata rilasciata a norma di questa direttiva. Dopo la prima lettura del PE, il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Commissione hanno indicato interpretazioni giuridiche diverse della disposizione dell'articolo 9, paragrafo 1.

Emendamento  19

Posizione del Consiglio

Articolo 13 – paragrafo 3 – comma 3

Posizione del Consiglio

Emendamento

Tenuto conto del parere del forum, le linee guida di cui alle lettere c) e d) del secondo comma sono adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 75, paragrafo 2.

Tenuto conto del parere del forum, le linee guida di cui alle lettere c) e d) del secondo comma sono adottate in modo coerente secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 75, paragrafo 2 e sono coerenti con il parere del forum.

Motivazione

Occorre rafforzare il concetto che il processo decisionale nel comitato di regolamentazione sarà coerente con il parere del forum.

Emendamento  20

Posizione del Consiglio

Articolo 13 – paragrafo 4

Posizione del Consiglio

Emendamento

4. La Commissione richiede il parere del forum in merito al contenuto proposto dei documenti di riferimento sulle BAT e tiene conto di tale parere per le procedure di cui al paragrafo 5.

4. La Commissione richiede e rende pubblico il parere del forum in merito al contenuto proposto dei documenti di riferimento sulle BAT e tiene conto di tale parere per le procedure di cui al paragrafo 5.

Emendamento  21

Posizione del Consiglio

Articolo 13 – paragrafo 5

Posizione del Consiglio

Emendamento

5. Decisioni sulle Conclusioni sulle BAT sono adottate secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 75, paragrafo 2.

5. La Commissione adotta, mediante atti delegati in conformità dell'articolo 76, decisioni sulle Conclusioni sulle BAT.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  22

Posizione del Consiglio

Articolo 13 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

5 bis. A seguito dell'adozione di una decisione sulle Conclusioni sulle BAT a norma del paragrafo 5, la Commissione valuta l'esigenza di un intervento dell'Unione mediante la definizione di prescrizioni minime a livello di Unione per i valori limite di emissione e di norme sul controllo e l'osservanza per le attività nel quadro delle relative Conclusioni sulle BAT, sulla base dei seguenti criteri:

 

(a) l'impatto delle attività in questione sull'ambiente nel suo complesso; e

 

(b) lo stato di applicazione delle migliori tecniche disponibili per le attività in questione.

 

Per definire le prescrizioni minime a livello di Unione nel caso di grandi impianti di combustione si tiene conto del capo III e dell'allegato V della presente direttiva.

 

Dopo aver ricevuto il parere del forum di cui al paragrafo 3, ed entro 18 mesi dall'adozione di una decisione sulle Conclusioni sulle BAT, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui risultati della valutazione.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  23

Posizione del Consiglio

Articolo 13 – paragrafo 5 ter (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

5 ter. Qualora la relazione di cui al paragrafo 5 bis individui la necessità di prescrizioni minime a livello di Unione per i valori limite di emissione o di norme sul controllo e la valutazione dell'osservanza, la Commissione valuta le opzioni per la definizione di tali prescrizioni. Ove opportuno, la Commissione presenta una proposta legislativa sulle prescrizioni minime entro 18 mesi dalla presentazione della relazione di cui al paragrafo 5 bis.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  24

Posizione del Consiglio

Articolo 13 – paragrafo 6

Posizione del Consiglio

Emendamento

6. A seguito dell'adozione di una decisione ai sensi del paragrafo 5, la Commissione rende pubblico senza indugio il documento di riferimento sulle BAT.

6. A seguito dell'adozione di una decisione ai sensi del paragrafo 5, la Commissione rende pubblico senza indugio il documento di riferimento sulle BAT e provvede affinché le Conclusioni sulle BAT del documento di riferimento sulle BAT siano rese disponibili nelle lingue ufficiali degli Stati membri. Su richiesta di uno Stato membro, la Commissione mette a disposizione l'intero documento di riferimento sulle BAT nella lingua richiesta. L'aggiornamento dei documenti di riferimento sulle BAT è completato entro otto anni dalla pubblicazione della versione precedente.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  25

Posizione del Consiglio

Articolo 14 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera c – punto i

Posizione del Consiglio

Emendamento

i) la metodologia di misurazione, la frequenza, nonché la procedura di valutazione; e

i) la metodologia di misurazione, la frequenza, nonché la procedura di valutazione o metodi equivalenti; e

Motivazione

L'articolo 14, paragrafo 1, stabilisce che l'autorizzazione deve includere tutte le misure necessarie. Esse sono precisate al paragrafo 1, lettera c), punto i). A fini di chiarezza, va aggiunto che si possono continuare ad applicare anche altri metodi ben collaudati che soddisfino i necessari elevati standard ambientali. Questo emendamento rende ammissibili anche metodi alternativi, consentendo il mantenimento del sistema tedesco (anziché eseguire misurazioni nelle aziende di allevamento, si applica un metodo fisso di conteggio degli animali).

Emendamento  26

Posizione del Consiglio

Articolo 14 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera d

Posizione del Consiglio

Emendamento

(d) l'obbligo di comunicare all'autorità competente periodicamente ed almeno una volta l'anno:

(d) l'obbligo di comunicare all'autorità competente periodicamente ed almeno una volta l'anno:

i) informazioni in base ai risultati del controllo delle emissioni di cui alla lettera c) e altri dati che consentano all'autorità competente di verificare la conformità con le condizioni di autorizzazione; nonché

i) informazioni in base ai risultati del controllo delle emissioni di cui alla lettera c) e altri dati richiesti che consentano all'autorità competente di verificare la conformità con le condizioni di autorizzazione; nonché

ii) quando si applica l'articolo 15, paragrafo 3, lettera b), una sintesi di detti risultati espressi in un formato che consenta un confronto con i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili;

ii) quando si applica l'articolo 15, paragrafo 3, lettera b), una sintesi di detti risultati espressi in un formato che consenta un confronto con i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili.

 

L'autorità competente può richiedere le informazioni di cui al punto i) solo ogni 24 mesi, sempre che non sia stata rilevata, durante l'effettuazione di un controllo, una grave inadempienza delle condizioni di autorizzazione.

Motivazione

L'emendamento mira a un compromesso per quanto riguarda l'obbligo periodico di comunicazione degli operatori alle autorità competenti. Esso tiene conto dell'emendamento 20 della posizione in prima lettura del Parlamento (comunicazione almeno ad anni alterni, tenendo conto dei risultati delle ispezioni) e chiarisce che le condizioni di autorizzazione devono imporre solo la presentazione di quei dati che sono effettivamente necessari all'autorità competente per verificare la conformità.

Emendamento  27

Posizione del Consiglio

Articolo 14 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera f

Posizione del Consiglio

Emendamento

f) misure relative alle condizioni di esercizio diverse dalle condizioni di esercizio normali, quali l'avvio, le perdite, le disfunzioni, gli arresti temporanei e l'arresto definitivo dell'impianto;

f) misure relative alle condizioni di esercizio diverse dalle condizioni di esercizio normali, quali le operazioni di avvio e arresto, le perdite, le disfunzioni, gli arresti temporanei e l'arresto definitivo dell'impianto;

Emendamento  28

Posizione del Consiglio

Articolo 14 – paragrafo 4

Posizione del Consiglio

Emendamento

4. Fatto salvo l'articolo 18, l'autorità competente può stabilire condizioni di autorizzazione più rigide di quelle ottenibili utilizzando le migliori tecniche disponibili descritte nelle Conclusioni sulle BAT.

4. Fatto salvo l'articolo 18, l'autorità competente può stabilire condizioni di autorizzazione più rigide di quelle ottenibili utilizzando le migliori tecniche disponibili descritte nelle Conclusioni sulle BAT. Gli Stati membri possono fissare norme in base alle quali l'autorità competente p fissare dette condizioni più rigide.

Emendamento  29

Posizione del Consiglio

Articolo 14 – paragrafo 6

Posizione del Consiglio

Emendamento

6. Se un'attività, o un tipo di processo di produzione svolto all'interno di un'installazione non è previsto da alcuna delle Conclusioni sulle BAT o se queste conclusioni non prendono in considerazione tutti gli effetti potenziali dell'attività o del processo sull'ambiente, l'autorità competente stabilisce le condizioni di autorizzazione in base alle migliori tecniche disponibili che ha determinato per le attività o i processi interessati prestando particolare attenzione ai criteri di cui all'allegato III.

6. Se un'attività, o un tipo di processo di produzione svolto all'interno di un'installazione non è previsto da alcuna delle Conclusioni sulle BAT o se queste conclusioni non prendono in considerazione tutti gli effetti potenziali dell'attività o del processo sull'ambiente, l'autorità competente, in consultazione con l'operatore, stabilisce le condizioni di autorizzazione in base alle migliori tecniche disponibili che ha determinato per le attività o i processi interessati prestando particolare attenzione ai criteri di cui all'allegato III.

Motivazione

Il gestore è colui che conosce meglio il processo ed è pertanto opportuno che partecipi alla determinazione delle condizioni di autorizzazione conseguibili utilizzando le migliori tecniche disponibili. Ripristino parziale dell'emendamento 30 di prima lettura.

Emendamento  30

Posizione del Consiglio

Articolo 15 – paragrafo 4

Posizione del Consiglio

Emendamento

4. In deroga al paragrafo 3, in casi specifici, e sulla base di una valutazione dei costi e dei vantaggi ambientali ed economici, tenuto conto delle caratteristiche tecniche dell’installazione interessata, della sua ubicazione geografica e delle condizioni locali nell'ambiente, l’autorità competente può fissare valori limite di emissione che si discostano da quelli fissati in applicazione del paragrafo 3.

4 . In deroga al paragrafo 3 e fatto salvo l'articolo 18, in un numero limitato di casi specifici, l’autorità competente può fissare valori limite di emissione meno rigorosi. Tale deroga è applicabile solo se da una valutazione risulta dimostrato che:

 

a) l'ubicazione geografica o le condizioni ambientali locali dell'installazione interessata impediscono di mettere in atto nell'intera installazione, o in parte di essa, le migliori tecniche disponibili descritte nel documento di riferimento sulle BAT; o

 

b) per installazioni esistenti al momento delle Conclusioni sulle BAT le caratteristiche tecniche dell'installazione interessata impediscono di mettere in atto nell'intera installazione, o in parte di essa, le migliori tecniche disponibili descritte nel documento di riferimento sulle BAT; e

 

c) la messa in atto delle migliori tecniche disponibili descritte nel documento di riferimento sulle BAT comporterebbe per tale installazione costi sproporzionati rispetto ai benefici ambientali. Tali costi sproporzionati devono essere costi che non sono stati presi in considerazione nello scambio di informazioni sulle migliori tecniche disponibili di cui all'articolo 13.

L'autorità competente indica le ragioni dell'applicazione del primo comma, ivi compreso il risultato della valutazione e la giustificazione delle condizioni imposte.

L'autorità competente documenta in un allegato alle condizioni di autorizzazione le ragioni dell'applicazione del primo comma, ivi compreso il risultato della valutazione e la giustificazione delle condizioni imposte, e notifica tali informazioni alla Commissione.

I valori limite di emissione non superano, in ogni caso, i valori limite di emissione fissati negli allegati da V a VIII, laddove applicabili.

Tali valori limite di emissione non superano, in ogni caso, i valori limite di emissione corrispondenti alle prescrizioni minime definite in conformità dell'articolo 13, paragrafo 5 ter, o, se del caso, in allegati della presente direttiva.

 

Le autorità competenti non applicano il presente paragrafo qualora sussista il rischio che le norme di qualità ambientale non siano rispettate, e garantiscono comunque che qualsiasi scostamento non abbia ripercussioni significative sull'ambiente locale.

 

Gli Stati membri provvedono affinché al pubblico interessato siano offerte tempestive ed effettive opportunità di partecipazione al processo decisionale concernente la concessione della deroga di cui al presente paragrafo.

La Commissione può fornire linee guida indicanti i criteri da tenere in considerazione per l'applicazione del presente paragrafo.

Ove necessario, la Commissione può chiarire ulteriormente i criteri da tenere in considerazione per l'applicazione del presente paragrafo, adottando atti delegati in conformità dell'articolo 76, sulla base delle relazioni di cui all'articolo 72, paragrafo 1, e in particolare delle informazioni in merito all'applicazione del presente paragrafo.

Le autorità competenti riesaminano l'applicazione del primo comma quale parte di ciascun riesame delle condizioni di autorizzazione ai sensi dell'articolo 21.

Le autorità competenti riesaminano l'applicazione del primo comma quale parte di ciascun riesame delle condizioni di autorizzazione ai sensi dell'articolo 21.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  31

Posizione del Consiglio

Articolo 15 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

4 bis. I paragrafi 2, 3 e 4 si applicano allo spandimento di effluenti di allevamento e di liquiletame al di fuori del sito dell'installazione di cui al punto 6.6 dell’allegato I, con l'eccezione delle zone rientranti nel campo di applicazione della direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dell'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole1.

 

GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1.

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 114 di prima lettura.

Emendamento  32

Posizione del Consiglio

Articolo 17

Posizione del Consiglio

Emendamento

Quando adottano disposizioni generali vincolanti di cui all'articolo 6, gli Stati membri assicurano un approccio integrato e un'elevata protezione dell’ambiente equivalente a quella che si potrebbe conseguire con le condizioni contenute nelle singole autorizzazioni. Gli Stati membri provvedono affinché tali disposizioni vincolanti siano aggiornate conformemente ai progressi delle migliori tecniche disponibili.

1. Quando adottano disposizioni generali vincolanti, gli Stati membri assicurano un approccio integrato e un'elevata protezione dell’ambiente equivalente a quella che si potrebbe conseguire con le condizioni contenute nelle singole autorizzazioni.

Motivazione

Soppressione di un'aggiunta introdotta dal Consiglio. Collegato all'emendamento all'articolo 17, paragrafo 3 bis (nuovo).

Emendamento  33

Posizione del Consiglio

Articolo 17 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

1 bis. Le disposizioni generali vincolanti sono basate sulle migliori tecniche disponibili, ma non prescrivono l'utilizzo di alcuna tecnica o tecnologia specifica al fine di garantire la conformità agli articoli 14 e 15.

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 34 di prima lettura.

Emendamento  34

Posizione del Consiglio

Articolo 17 – paragrafo 1 ter (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

1 ter. Gli Stati membri provvedono affinché le disposizioni generali vincolanti siano aggiornate sulla base dei progressi delle migliori tecniche disponibili, al fine di garantire la conformità all'articolo 21.

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 35 di prima lettura.

Emendamento  35

Posizione del Consiglio

Articolo 17 – paragrafo 1 quater (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

1 quater. Le disposizioni generali vincolanti adottate conformemente ai paragrafi da 1 a 1 ter contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.

Motivazione

Ripristino del testo della proposta della Commissione.

Emendamento  36

Posizione del Consiglio

Articolo 19

Posizione del Consiglio

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono che l'autorità competente si tenga informata o venga informata sugli sviluppi delle migliori tecniche disponibili e sulla pubblicazione delle Conclusioni sulle BAT nuove o aggiornate.

Gli Stati membri garantiscono che l'autorità competente si tenga informata o venga informata sugli sviluppi delle migliori tecniche disponibili e sulla pubblicazione delle Conclusioni sulle BAT nuove o aggiornate e informano anche il pubblico interessato.

Motivazione

È utile che gli Stati membri informino il pubblico interessato sugli sviluppi contenuti nelle Conclusioni sulle BAT. Ripristino dell'emendamento 36 di prima lettura.

Emendamento  37

Posizione del Consiglio

Articolo 21 – paragrafo 3 – comma 1 – alinea

Posizione del Consiglio

Emendamento

3. Entro cinque anni dalla data di pubblicazione delle decisioni sulle Conclusioni sulle BAT ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 5, relative all'attività principale di un'installazione, l'autorità competente garantisce che:

3. Entro quattro anni dalla data di pubblicazione delle decisioni sulle Conclusioni sulle BAT ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 5, l'autorità competente garantisce che:

(Ripristino parziale dell'emendamento 37 di prima lettura.)

Motivazione

I documenti di riferimento sulle BAT (in sigla, i BREF) sono il risultato di un lungo processo e, una volta presa, la decisione sulle Conclusioni sulle BAT va messa in atto più celermente onde assicurare che sia mantenuto l'impulso all'innovazione ambientale. Pertanto, i 4 anni proposti dalla data di pubblicazione rappresentano un buon compromesso tra la proposta della Commissione e quella del Consiglio. Il testo del Consiglio rischia di condurre a divergenze nell'applicazione da parte degli Stati membri, dato che le autorità competenti possono interpretare in modi divergenti il concetto di "attività principale", con conseguente trattamento differenziato del settore e disparità di condizioni.

Emendamento  38

Posizione del Consiglio

Articolo 22 – paragrafo 2 – comma 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

2. Quando l'attività comporta l'utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose e, tenuto conto della possibilità di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee nel sito dell'installazione, il gestore elabora e trasmette all'autorità competente una relazione di riferimento prima della messa in servizio dell'installazione o prima dell’aggiornamento dell’autorizzazione rilasciata per l'installazione, per la prima volta dopo il …*.

2. Quando l'attività comporta l'utilizzo, la produzione o lo scarico di quantità significative di sostanze pericolose pertinenti, e tenuto conto della possibilità di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee nel sito dell'installazione, il gestore elabora e trasmette all'autorità competente una relazione di riferimento prima della messa in servizio dell'installazione o prima dell’aggiornamento dell’autorizzazione rilasciata per l'installazione, per la prima volta dopo il …. *

 

Nei casi in cui a livello nazionale siano già applicate disposizioni riguardanti la tutela delle acque e del suolo, gli Stati membri non elaborano una relazione di riferimento.

Emendamento  39

Posizione del Consiglio

Articolo 22 – paragrafo 3 – comma 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

3. Al momento della cessazione definitiva delle attività, il gestore valuta lo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte di sostanze pericolose pertinenti usate, prodotte o rilasciate dall'installazione. Se l'installazione ha provocato un inquinamento significativo del suolo o delle acque sotterranee con sostanze pericolose pertinenti rispetto allo stato constatato nella relazione di riferimento di cui al paragrafo 2, il gestore adotta le misure necessarie per rimediare a tale inquinamento in modo da riportare il sito a tale stato. A tal fine si può tener conto della fattibilità tecnica di dette misure.

3. Al momento della cessazione definitiva delle attività, il gestore valuta lo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte di sostanze pericolose pertinenti usate, prodotte o rilasciate dall'installazione. Se l'installazione ha provocato un inquinamento del suolo o delle acque sotterranee con sostanze pericolose pertinenti rispetto allo stato constatato nella relazione di riferimento di cui al paragrafo 2, il gestore adotta le misure necessarie per rimediare a tale inquinamento in modo da riportare il sito a tale stato. A tal fine si può tener conto della fattibilità tecnica di dette misure.

Motivazione

Modifica del testo introdotto dal Consiglio.

Emendamento  40

Posizione del Consiglio

Articolo 22 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

Nei casi in cui a livello nazionale siano già applicate disposizioni riguardanti la tutela delle acque e del suolo, gli Stati membri non obbligano il gestore a valutare lo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte delle sostanze pericolose pertinenti usate, prodotte o rilasciate dall'installazione.

Motivazione

The additional bureaucratic administrative and monitoring responsibilities involved in writing a report on soil condition would result in a great deal of administrative work and very high costs for both farmers and national authorities. This bears no relation to the intended added value for environmental protection or to the aim of reducing the amount red tape contained in the entire IPPC Directive. It is foreseen that the report on soil condition should ensure the protection of water and soil. However, the requirements for the protection of water are regulated at European level, whereas soil protection is regulated at national level on the basis of the subsidiarity principle. Double regulation should be avoided in this case.

Emendamento  41

Posizione del Consiglio

Articolo 22 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

4 bis. Il presente articolo è interpretato conformemente ai principi di cui all'articolo 191, paragrafo 2, del TFUE. Inoltre gli Stati membri provvedono affinché il pubblico sia debitamente informato, prendendo tutte le misure necessarie per l'adempimento delle sue disposizioni.

Emendamento  42

Posizione del Consiglio

Articolo 23 – paragrafo 4

Posizione del Consiglio

Emendamento

4. Sulla base dei piani d’ispezione, l’autorità redige periodicamente i programmi delle ispezioni ordinarie comprendenti la frequenza delle visite in loco per i vari tipi di installazioni.

4. Sulla base dei piani d’ispezione, l’autorità redige periodicamente programmi delle ispezioni, determinando la frequenza delle visite in loco per i vari tipi di installazioni.

 

Gli Stati membri assicurano la disponibilità di un numero sufficiente di addetti qualificati per effettuare le ispezioni.

 

Questi programmi prevedono almeno una visita a campione in loco ogni 18 mesi, per ogni installazione. Tale frequenza è aumentata ad almeno ogni 6 mesi se un'ispezione ha individuato un caso di mancato rispetto delle condizioni di autorizzazione.

Il periodo tra due visite in loco è basato su una valutazione sistematica dei rischi ambientali delle installazioni interessate e non supera un anno per le installazioni che presentano i rischi più elevati, e tre anni per le installazioni che presentano i rischi meno elevati.

Se questi programmi sono basati su una valutazione sistematica dei rischi ambientali delle installazioni interessate, la frequenza delle visite in loco può essere ridotta fino a un minimo di una visita ogni 24 mesi.

La valutazione sistematica dei rischi ambientali è basata almeno sui criteri seguenti:

La valutazione sistematica dei rischi ambientali è basata su criteri oggettivi, quali:

a) gli impatti potenziali e reali delle installazioni interessate sulla salute umana e sull'ambiente tenendo conto dei livelli e dei tipi di emissioni, della sensibilità dell'ambiente locale e del rischio di incidenti;

 

b) il livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione;

a) il livello finora registrato di osservanza delle condizioni di autorizzazione da parte dell'operatore;

 

b) l'impatto dell' installazione sull'ambiente e la salute umana; oppure

c) la partecipazione al sistema dell'Unione di ecogestione e audit (EMAS).

c) la partecipazione dell'operatore al sistema dell'Unione di ecogestione e audit (EMAS) a norma del regolamento (CE) n. 1221/20091, la conformità alla norma ISO 14 001 o l'applicazione di sistemi di ecogestione equivalenti.

 

La Commissione può adottare, mediante atti delegati in conformità all'articolo 76, ulteriori criteri per la valutazione dei rischi ambientali.

 

1 Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull'adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS) (GU L 342 del 22.12.2009, pag. 1).

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 44 di prima lettura.

Emendamento  43

Posizione del Consiglio

Articolo 23 – paragrafo 6 – comma 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

Il progetto di relazione è trasmesso al gestore interessato e la relazione definitiva è resa disponibile al pubblico conformemente alla direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale1, entro tre mesi dalla visita in loco.

La relazione è notificata al gestore interessato entro due mesi ed è resa disponibile al pubblico su Internet dall'autorità competente entro quattro mesi dalla visita in loco.

Motivazione

Ripristino parziale dell'emendamento 46 di prima lettura.

Emendamento   44

Posizione del Consiglio

Articolo 24 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c bis (nuova)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

c bis) aggiornamento di un’autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione relative a un'installazione qualora s'intenda accordare una deroga a norma dell'articolo 15, paragrafo 4.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  45

Posizione del Consiglio

Articolo 24 – paragrafo 2 – alinea

Posizione del Consiglio

Emendamento

2. Non appena sia stata adottata una decisione in merito al rilascio, al riesame o all’aggiornamento di un'autorizzazione, l'autorità competente rende disponibili al pubblico, anche mediante internet per quanto riguarda le lettere a) e b), le seguenti informazioni:

2. Non appena sia stata adottata una decisione in merito al rilascio, al riesame o all’aggiornamento di un'autorizzazione, l'autorità competente rende disponibili al pubblico, anche mediante internet per quanto riguarda le lettere da a) a f) e il paragrafo 3), le seguenti informazioni:

Motivazione

Ripristino parziale dell'emendamento 54 di prima lettura.Per essere res

e pubbliche, queste informazioni dovrebbero essere messe a disposizione mediante internet.

Emendamento  46

Posizione del Consiglio

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera e

Posizione del Consiglio

Emendamento

e) il metodo utilizzato per determinare le condizioni di autorizzazione, ivi compresi i valori limite di emissione, in relazione alle migliori tecniche disponibili e ai livelli di emissione associati;

e) il metodo utilizzato per determinare le condizioni di autorizzazione di cui all'articolo 14 in relazione alle migliori tecniche disponibili e ai livelli di emissione associati descritti nei documenti di riferimento sulle BAT;

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 51 di prima lettura.

Emendamento  47

Posizione del Consiglio

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera f

Posizione del Consiglio

Emendamento

f) se si applica l'articolo 15, paragrafo 4, i motivi di tale applicazione ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 4, secondo comma.

(f) se è accordata una deroga ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 4, i motivi specifici della deroga sulla base dei criteri indicati in detto paragrafo e le condizioni imposte;

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  48

Posizione del Consiglio

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera f bis (nuova)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

f bis) il risultato del riesame delle condizioni di autorizzazione di cui all'articolo 21.

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 53 di prima lettura.

Emendamento  49

Posizione del Consiglio

Articolo 28 – comma 2 - lettera i

Posizione del Consiglio

Emendamento

i) turbine a gas usate su piattaforme off-shore;

i) turbine a gas e motori a gas usati su piattaforme off-shore;

Motivazione

Le turbine a gas e i motori a gas rappresentano tecnologie concorrenti nel segmento di mercato delle piattaforme off-shore. Per assicurare parità di condizioni fra queste due tecnologie, anche i motori a gas utilizzati sulle piattaforme off-shore devono essere esclusi dall'ambito della presente direttiva.

Emendamento  50

Posizione del Consiglio

Articolo 30 – paragrafo 2 – comma 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

Tutte le autorizzazioni per installazioni contenenti impianti di combustione che hanno ottenuto un'esenzione di cui all'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2001/80/CE, e fatti funzionare dopo il 1° gennaio 2016, comprendono condizioni intese ad assicurare che le emissioni nell'atmosfera di tali impianti non superino i valori limite di emissione previsti nella parte 2 dell'allegato V.

Tutte le autorizzazioni per installazioni contenenti impianti di combustione che hanno ottenuto un'esenzione di cui all'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2001/80/CE, e fatti funzionare dopo il 1° gennaio 2016, comprendono condizioni intese ad assicurare che le emissioni nell'atmosfera di tali impianti non superino i valori limite di emissione previsti nella parte 1 dell'allegato V.

Motivazione

Si tratta, di fatto, di impianti esistenti che devono essere assoggettati ai valori limite di emissione per gli impianti esistenti (allegato V, parte 1), non per quelli nuovi (allegato V, parte 2).

Emendamento  51

Posizione del Consiglio

Articolo 30 – paragrafo 9

Posizione del Consiglio

Emendamento

9. Per i seguenti impianti di combustione, in base alle migliori tecniche disponibili, la Commissione riesamina la necessità di stabilire valori limite di emissione su scala dell'Unione e di modificare i valori limite di emissione stabiliti nell'allegato V:

soppresso

a) gli impianti di combustione di cui al paragrafo 8;

 

b) gli impianti di combustione all'interno di raffinerie alimentati con i residui di distillazione e di conversione della raffinazione del petrolio greggio, da soli o con altri combustibili, per il loro proprio consumo, tenuto conto della specificità dei sistemi energetici delle raffinerie;

 

c)  gli impianti di combustione alimentati con gas diversi dal gas naturale.

 

d)  impianti di combustione in installazioni chimiche che utilizzano residui di produzione liquidi come combustibile non commerciale per il loro proprio consumo.

 

Entro il 31 dicembre 2013, la Commissione riferisce i risultati di tale riesame al Parlamento europeo e al Consiglio corredandoli, se del caso, di una proposta legislativa.

 

Motivazione

L'emendamento sopprime un riesame introdotto dal Consiglio. Non è opportuno prevedere l'esclusione delle raffinerie o dell'industria chimica dal campo di applicazione dei valori limite di cui al capo III.

Emendamento  52

Posizione del Consiglio

Articolo 31

Posizione del Consiglio

Emendamento

Per gli impianti di combustione che bruciano combustibili solidi indigeni, i quali non possono rispettare i valori limite di emissione per l'anidride solforosa, di cui all'articolo 30, paragrafi 2 e 3, a causa delle caratteristiche di tale combustibile, gli Stati membri possono applicare in alternativa i gradi minimi di desolforazione stabiliti nella parte 5 dell'allegato V, secondo le norme sulla conformità stabilite nella parte 6 di tale allegato.

Per gli impianti di combustione che bruciano combustibili solidi indigeni, i quali non possono rispettare i valori limite di emissione per l'anidride solforosa, di cui all'articolo 30, paragrafi 2 e 3, a causa delle caratteristiche di tale combustibile, gli Stati membri possono applicare in alternativa, fino al 31 dicembre 2017 al più tardi, i gradi minimi di desolforazione stabiliti nella parte 5 dell'allegato V, secondo le norme sulla conformità stabilite nella parte 6 di tale allegato e previa convalida da parte dell'autorità competente della relazione tecnica di cui all'articolo 72, paragrafo 4, lettera a).

 

Entro il 31 dicembre 2013 la Commissione valuta la possibilità di autorizzare una proroga dei gradi minimi di desolforazione stabiliti nell'allegato V, parte 5, tenendo conto in particolare delle migliori tecniche disponibili e dei vantaggi ottenuti dalla riduzione delle emissioni di SO2.

Motivazione

Modifica di nuove deroghe introdotte dal Consiglio. Gli Stati membri che dispongono di impianti che applicano il grado speciale di desolforazione debbono fornire una giustificazione tecnica circa l'impossibilità di rispettare i normali valori limite di emissione.

Emendamento   53

Posizione del Consiglio

Articolo 32

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Nel periodo dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 gli Stati membri possono elaborare ed attuare un piano nazionale transitorio relativo agli impianti di combustione che hanno ottenuto la prima autorizzazione anteriormente al 27 novembre 2002, o i cui gestori hanno presentato una domanda completa di autorizzazione prima di tale data, a condizione che l'impianto sia stato messo in funzione entro il 27 novembre 2003. Per ogni impianto di combustione contemplato dal piano, quest'ultimo riguarda le emissioni di uno o più dei seguenti inquinanti: ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri. Per le turbine a gas il piano contempla solo le emissioni di ossido di azoto.

1. Nel periodo dal 1º gennaio 2016 al 30 giugno 2019 gli Stati membri possono elaborare ed attuare un piano nazionale transitorio relativo agli impianti di combustione che hanno ottenuto la prima autorizzazione anteriormente al 27 novembre 2002, o i cui gestori hanno presentato una domanda completa di autorizzazione prima di tale data, a condizione che l'impianto sia stato messo in funzione entro il 27 novembre 2003. Per ogni impianto di combustione contemplato dal piano, quest'ultimo riguarda le emissioni di uno o più dei seguenti inquinanti: ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri. Per le turbine a gas il piano contempla solo le emissioni di ossido di azoto.

Il piano nazionale transitorio non comprende nessuno dei seguenti impianti di combustione:

Il piano nazionale transitorio non comprende nessuno dei seguenti impianti di combustione:

a) impianti ai quali si applica l'articolo 33, paragrafo 1:

a) impianti ai quali si applica l'articolo 33, paragrafo 1;

b) impianti all'interno di raffinerie alimentate con gas a basso potere calorifico originati dalla gassificazione dei residui delle raffinerie o dei residui di distillazione e di conversione della raffinazione del petrolio greggio, da soli o con altri combustibili, per il loro proprio consumo;

b) impianti all'interno di raffinerie alimentate con gas a basso potere calorifico originati dalla gassificazione dei residui delle raffinerie o dei residui di distillazione e di conversione della raffinazione del petrolio greggio, da soli o con altri combustibili, per il loro proprio consumo;

c) impianti ai quali si applica l'articolo 35.

c) impianti ai quali si applica l'articolo 35.

 

d) impianti che hanno ottenuto un'esenzione di cui all'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2001/80/CE.

2. Gli impianti di combustione contemplati dal piano possono essere esentati dall'obbligo di osservare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, per gli inquinanti soggetti al piano o, se del caso, i gradi di desolforazione di cui all'articolo 31.

2. Gli impianti di combustione contemplati dal piano possono essere esentati dall'obbligo di osservare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, per gli inquinanti soggetti al piano o, se del caso, i gradi di desolforazione di cui all'articolo 31.

I valori limite di emissione di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri stabiliti nell'autorizzazione dell'impianto di combustione applicabili il 31 dicembre 2015, in particolare ai sensi delle disposizioni delle direttive 2001/80/CE e 2008/1/CE, sono almeno mantenuti.

I valori limite di emissione di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri stabiliti nell'autorizzazione dell'impianto di combustione applicabili il 31 dicembre 2015, in particolare ai sensi delle disposizioni delle direttive 2001/80/CE e 2008/1/CE, sono almeno mantenuti.

Gli impianti di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 500 MWth alimentati con combustibili solidi, che hanno ottenuto la prima autorizzazione dopo il 1º luglio 1987, osservano i valori limite di emissione di ossido di azoto stabiliti nella parte 1 dell'allegato V.

Gli impianti di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 500 MWth alimentati con combustibili solidi, che hanno ottenuto la prima autorizzazione dopo il 1º luglio 1987, osservano i valori limite di emissione di ossido di azoto stabiliti nella parte 1 dell'allegato V.

3. Per ogni inquinante da esso contemplato, il piano nazionale transitorio stabilisce un massimale che definisce le emissioni annuali totali massime per tutti gli impianti contemplati dal piano in base alla potenza termica nominale totale di ciascun impianto al 31 dicembre 2010, alle effettive ore di funzionamento annuali e al combustibile utilizzato, secondo la media degli ultimi dieci anni di funzionamento fino al 2010 compreso.

3. Per ogni inquinante da esso contemplato, il piano nazionale transitorio stabilisce un massimale che definisce le emissioni annuali totali massime per tutti gli impianti contemplati dal piano in base alla potenza termica nominale totale di ciascun impianto al 31 dicembre 2010, alle effettive ore di funzionamento annuali e al combustibile utilizzato, secondo la media degli ultimi dieci anni di funzionamento fino al 2010 compreso.

Il massimale per l'anno 2016 è calcolato in base ai valori limite di emissione pertinenti stabiliti negli allegati da III a VII della direttiva 2001/80/CE o, se del caso, in base ai gradi di desolforazione stabiliti nell'allegato III della direttiva 2001/80/CE. Nel caso di turbine a gas, sono utilizzati i valori limite di emissione di ossido di azoto stabiliti per tali impianti nella parte B dell'allegato VI della direttiva 2001/80/CE. I massimali per gli anni 2019 e 2020 sono calcolato in base ai valori limite di emissione pertinenti stabiliti nella parte 1 dell'allegato V della presente direttiva o, se del caso, ai gradi di desolforazione pertinenti stabiliti nella parte 5 dell'allegato V della presente direttiva. I massimali per gli anni 2017 e 2018 sono fissati stabilendo un decremento lineare dei massimali tra il 2016 e il 2019.

Il massimale per l'anno 2016 è calcolato in base ai valori limite di emissione pertinenti stabiliti negli allegati da III a VII della direttiva 2001/80/CE o, se del caso, in base ai gradi di desolforazione stabiliti nell'allegato III della direttiva 2001/80/CE. Nel caso di turbine a gas, sono utilizzati i valori limite di emissione di ossido di azoto stabiliti per tali impianti nella parte B dell'allegato VI della direttiva 2001/80/CE. Il massimale per l'anno 2019 è calcolato in base ai valori limite di emissione pertinenti stabiliti nella parte 1 dell'allegato V della presente direttiva o, se del caso, ai gradi di desolforazione pertinenti stabiliti nella parte 5 dell'allegato V della presente direttiva. I massimali per gli anni 2017 e 2018 sono fissati stabilendo un decremento lineare dei massimali tra il 2016 e il 2019.

Se un impianto compreso nel piano nazionale transitorio viene chiuso o non rientra più nell'ambito di applicazione del capo III, ciò non comporta l'aumento delle emissioni nazionali totali annue dei restanti impianti del piano.

Se un impianto compreso nel piano nazionale transitorio viene chiuso o non rientra più nell'ambito di applicazione del capo III, ciò non comporta l'aumento delle emissioni nazionali totali annue dei restanti impianti del piano.

4. Il piano nazionale transitorio contiene inoltre disposizioni in materia di monitoraggio e comunicazione dei dati conformi alle norme di attuazione stabilite ai sensi dell'articolo 41, lettera b), nonché le misure previste per ciascun impianto al fine di garantire il tempestivo rispetto dei valori limite di emissione che si applicheranno a decorrere dal 1º gennaio 2021.

4. Il piano nazionale transitorio contiene inoltre disposizioni in materia di monitoraggio e comunicazione dei dati conformi alle norme di attuazione stabilite ai sensi dell'articolo 41, lettera b), nonché le misure previste per ciascun impianto al fine di garantire il tempestivo rispetto dei valori limite di emissione che si applicheranno a decorrere dal 1º luglio 2019.

5. Entro il 1º gennaio 2013 gli Stati membri comunicano alla Commissione i loro piani nazionali transitori.

5. Entro il 1º gennaio 2013 gli Stati membri comunicano alla Commissione i loro piani nazionali transitori.

La Commissione valuta i piani e, se essa non solleva alcuna obiezione entro dodici mesi dalla ricezione del piano, lo Stato membro interessato lo considera approvato.

La Commissione valuta i piani per quanto riguarda gli obiettivi di qualità dell'aria ed eventuali discriminazioni nel mercato interno dell'elettricità e, se essa non solleva alcuna obiezione entro dodici mesi dalla ricezione del piano, lo Stato membro interessato lo considera approvato.

Se ritiene che un piano non sia conforme alle norme di attuazione stabilite ai sensi dell'articolo 41, lettera b), la Commissione informa lo Stato membro interessato che il suo piano non può essere approvato. Per la valutazione di una nuova versione di un piano comunicata da uno Stato membro alla Commissione, il termine di cui al secondo comma è di sei mesi.

Se ritiene che un piano non sia conforme alle norme di attuazione stabilite ai sensi dell'articolo 41, lettera b), la Commissione informa lo Stato membro interessato che il suo piano non può essere approvato. Per la valutazione di una nuova versione di un piano comunicata da uno Stato membro alla Commissione, il termine di cui al secondo comma è di sei mesi.

6. Gli Stati membri informano la Commissione di ogni successiva modifica del piano.

6. Gli Stati membri informano la Commissione di ogni successiva modifica del piano.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  54

Posizione del Consiglio

Articolo 33

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Nel periodo dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2023 gli impianti di combustione possono essere esentati dall'obbligo di osservare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, e i gradi di desolforazione di cui all'articolo 31, se del caso, e di essere inclusi nel piano nazionale transitorio di cui all'articolo 32 purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

1. Nel periodo dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 gli impianti di combustione possono essere esentati dall'obbligo di osservare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, e i gradi di desolforazione di cui all'articolo 31, se del caso, e di essere inclusi nel piano nazionale transitorio di cui all'articolo 32 purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a) il gestore dell'impianto di combustione si impegna, con una dichiarazione scritta presentata entro il 1º gennaio 2014 all'autorità competente, a non far funzionare l'impianto per più di 20 000 ore operative a partire dal 1º gennaio 2016 e non oltre il 31 dicembre 2023;

a) il gestore dell'impianto di combustione si impegna, con una dichiarazione scritta presentata entro il 1º gennaio 2014 all'autorità competente, a non far funzionare l'impianto per più di 12 500 ore operative a partire dal 1º gennaio 2016 e non oltre il 31 dicembre 2020;

b) il gestore è tenuto a presentare ogni anno all'autorità competente un documento in cui è registrato il numero di ore operative dal 1º gennaio 2016;

b) il gestore è tenuto a presentare ogni anno all'autorità competente un documento in cui è registrato il numero di ore operative dal 1º gennaio 2016;

c) i valori limite di emissione di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri stabiliti nell'autorizzazione dell'impianto di combustione applicabili il 31 dicembre 2015, in particolare ai sensi delle disposizioni delle direttive 2001/80/CE e 2008/1/CE, sono almeno mantenuti durante il restante periodo di funzionamento dell'impianto di combustione. Gli impianti di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 500 MWth alimentati con combustibili solidi, che hanno ottenuto la prima autorizzazione dopo il 1º luglio 1987, osservano i valori limite di emissione di ossido di azoto stabiliti nella parte 1 dell'allegato V; e

c) i valori limite di emissione di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri stabiliti nell'autorizzazione dell'impianto di combustione applicabili il 31 dicembre 2015, in particolare ai sensi delle disposizioni delle direttive 2001/80/CE e 2008/1/CE, sono almeno mantenuti durante il restante periodo di funzionamento dell'impianto di combustione. Gli impianti di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 500 MWth alimentati con combustibili solidi, che hanno ottenuto la prima autorizzazione dopo il 1º luglio 1987, osservano i valori limite di emissione di ossido di azoto stabiliti nella parte 1 dell'allegato V; e

d) l'impianto di combustione non ha ottenuto un'esenzione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2001/80/CE.

d) l'impianto di combustione non ha ottenuto un'esenzione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2001/80/CE.

2. Al più tardi il 1º gennaio 2016 ogni Stato membro comunica alla Commissione un elenco di tutti gli impianti di combustione cui si applica il paragrafo 1, compresi la potenza termica nominale totale, i tipi di combustibili usati e i valori limite di emissione di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri applicabili. Per gli impianti soggetti al paragrafo 1 gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione un documento in cui è registrato il numero di ore operative dal 1º gennaio 2016.

2. Al più tardi il 1º gennaio 2016 ogni Stato membro comunica alla Commissione un elenco di tutti gli impianti di combustione cui si applica il paragrafo 1, compresi la potenza termica nominale totale, i tipi di combustibili usati e i valori limite di emissione di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri applicabili. Per gli impianti soggetti al paragrafo 1 gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione un documento in cui è registrato il numero di ore operative dal 1º gennaio 2016.

3. Nel caso di impianti di combustione che, alla data del …*, fanno parte di un piccolo sistema isolato e producono almeno il 35% dell'elettricità fornita all'interno di tale sistema, e che, per le loro caratteristiche tecniche, non possono rispettare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, il numero di ore operative di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo è di 18 000 a partire dal 1° gennaio 2020 e non oltre il 31 dicembre 2023, e la data di cui al paragrafo 1, lettera b), e al paragrafo 2 del presente articolo è fissata al 1° gennaio 2020.

3. Nel caso di impianti di combustione che, alla data del …*, fanno parte di un piccolo sistema isolato e producono almeno il 35% dell'elettricità fornita all'interno di tale sistema, e che, per le loro caratteristiche tecniche, non possono rispettare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, il numero di ore operative di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo è di 18 000 a partire dal 1° gennaio 2020 e non oltre il 31 dicembre 2023, e la data di cui al paragrafo 1, lettera b), e al paragrafo 2 del presente articolo è fissata al 1° gennaio 2020.

4. Nel caso di impianti di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 1 500 MW, entrati in funzione anteriormente al 31 dicembre 1986 e alimentati a combustile solido indigeno, con valore calorifico netto inferiore a 5 800 kJ/kg, un contenuto di umidità superiore al 45% in peso, un contenuto combinato di umidità e ceneri superiore al 60% in peso e un contenuto di ossido di calcio in ceneri superiore al 10%, il numero di ore operative di cui al paragrafo 1, lettera a) è fissato a 32 000.

4. Nel caso di impianti di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 1 500 MW, entrati in funzione anteriormente al 31 dicembre 1986 e alimentati a combustile solido indigeno, con valore calorifico netto inferiore a 5 800 kJ/kg, un contenuto di umidità superiore al 45% in peso, un contenuto combinato di umidità e ceneri superiore al 60% in peso e un contenuto di ossido di calcio in ceneri superiore al 10%, il numero di ore operative di cui al paragrafo 1, lettera a) è fissato a 32 000.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  55

Posizione del Consiglio

Articolo 35 – paragrafo 1 – alinea

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Fino al 31 dicembre 2023, gli impianti di combustione possono essere esentati dall'obbligo di osservare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, e i gradi di desolforazione di cui all'articolo 31 purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

1. Fino al 31 dicembre 2019, gli impianti di combustione possono essere esentati dall'obbligo di osservare i valori limite di emissione di cui all'articolo 30, paragrafo 2, e i gradi di desolforazione di cui all'articolo 31 purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  56

Posizione del Consiglio

Articolo 46 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

Per gli impianti di combustione di coincenerimento dei rifiuti che sono alimentati con combustibile solido indigeno e che non possono rispettare i valori limite di emissione per l'anidride solforosa di cui all'allegato VI, parte 4, a causa delle caratteristiche di tale combustibile, gli Stati membri possono applicare in alternativa i gradi minimi di desolforazione stabiliti nella parte 5 dell'allegato V, secondo le norme sulla conformità stabilite nella parte 6 del medesimo allegato.

Motivazione

Ai sensi delle direttive 2000/76/CE e 2001/80/CE, il coincenerimento di rifiuti è consentito anche negli impianti di combustione che utilizzano combustibili indigeni ad alto tenore di zolfo. Anche la posizione comune del Consiglio prevede la possibilità di utilizzare carbone indigeno ad alto tenore di zolfo, sebbene non negli impianti di coincenerimento. Ai fini del risparmio delle risorse e della parità di trattamento, dovrebbe essere possibile utilizzare carbone indigeno ad alto tenore di zolfo anche negli impianti di coincenerimento, nel rispetto delle condizioni di desolforazione stabilite nell'allegato V.

Emendamento  57

Posizione del Consiglio

Articolo 48 – paragrafo 5

Posizione del Consiglio

Emendamento

5. Non appena siano disponibili nell'Unione tecniche di misurazione opportune, la data a decorrere dalla quale devono essere effettuate le misurazioni in continuo relative alle emissioni nell'atmosfera di diossine, metalli pesanti e furani è fissata secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 75, paragrafo 2.

5. Non appena siano disponibili nell'Unione tecniche di misurazione opportune, la Commissione, mediante atti delegati in conformità dell'articolo 76, fissa la data a decorrere dalla quale devono essere effettuate le misurazioni in continuo relative alle emissioni nell'atmosfera di diossine, metalli pesanti e furani.

Emendamento  58

Posizione del Consiglio

Articolo 72 – paragrafo 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano messe a disposizione della Commissione informazioni sull’attuazione della presente direttiva, sui dati rappresentativi circa le emissioni e altre forme di inquinamento, sui valori limite di emissione, sull’applicazione delle migliori tecniche disponibili conformemente agli articoli 14 e 15 e sui progressi compiuti nello sviluppo ed applicazione di tecniche emergenti ai sensi dell'articolo 27. Gli Stati membri rendono disponibili le informazioni in formato elettronico.

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano messe a disposizione della Commissione informazioni sull’attuazione della presente direttiva, sui dati rappresentativi circa le emissioni e altre forme di inquinamento, sui valori limite di emissione, sull’applicazione delle migliori tecniche disponibili conformemente agli articoli 14 e 15, in particolare sulla concessione di deroghe a norma dell'articolo 15, paragrafo 4, e sui progressi compiuti nello sviluppo ed applicazione di tecniche emergenti ai sensi dell'articolo 27. Gli Stati membri rendono disponibili le informazioni in formato elettronico.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  59

Posizione del Consiglio

Articolo 72 – paragrafo 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

2. Il tipo, il formato e la frequenza delle informazioni che devono essere messe a disposizione a norma del paragrafo 1 sono stabiliti secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 75, paragrafo 2. Ciò comprende la determinazione delle attività e degli inquinanti specifici per i quali sono messi a disposizione i dati di cui al paragrafo 1.

2. La Commissione adotta, mediante atti delegati in conformità dell'articolo 76, prescrizioni per il tipo, il formato e la frequenza delle informazioni che devono essere messe a disposizione a norma del paragrafo 1. Ciò comprende la determinazione delle attività e degli inquinanti specifici per i quali sono messi a disposizione i dati di cui al paragrafo 1.

Emendamento  60

Posizione del Consiglio

Articolo 72 – paragrafo 4 – lettera a

Posizione del Consiglio

Emendamento

a) per gli impianti di combustione cui si applica l'articolo 31, il tenore di zolfo del combustibile solido indigeno usato e il grado di desolforazione raggiunto in media mensile; e

a) per gli impianti di combustione cui si applica l'articolo 31, la motivazione tecnica dell'impossibilità di rispettare i valori limite di emissione di cui all'articolo 33, paragrafi 2 e 3, il tenore di zolfo del combustibile solido indigeno usato e il grado di desolforazione raggiunto in media mensile; e

Motivazione

Modifica a nuove deroghe introdotte dal Consiglio. Gli Stati membri che dispongono di impianti che applicano il grado speciale di desolforazione debbono fornire una motivazione tecnica circa l'impossibilità di rispettare i normali valori limite di emissione.

Emendamento  61

Posizione del Consiglio

Articolo 73 – paragrafo 2 – lettera a – punto ii

Posizione del Consiglio

Emendamento

ii) dall'allevamento intensivo di bovini; e

soppresso

Motivazione

Soppressione del nuovo testo del Consiglio.

Emendamento  62

Posizione del Consiglio

Articolo 73 – paragrafo 2 – lettera a – punto iii

Posizione del Consiglio

Emendamento

iii) dallo spargimento di effluenti; e

soppresso

Motivazione

Il nuovo testo del Consiglio è attualmente coperto dall'emendamento all'articolo 15, paragrafo 4 bis (nuovo). Soppressione del nuovo testo del Consiglio.

Emendamento  63

Posizione del Consiglio

Articolo 73 – paragrafo 2 – lettera a – punti da iii bis a iii quinquies (nuovi)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

iii bis) dalle installazioni che svolgono le attività di cui all’allegato I, punti 2.1 e 2.2, in particolare le diossine e i furani;

 

iii ter) dalle installazioni che svolgono le attività di cui all’allegato I, punti 1,1 e 1,2, in particolare il mercurio;

 

iii quater) dalle installazioni che svolgono le attività di cui all’allegato I, punti 2.1, 2.2, 2.3 e 2.4, in particolare i metalli pesanti e i loro composti quali arsenico, cadmio, cromo, cianuri, piombo, nichel, rame; diossina e furani, perfluorocarburi, fenoli, idrocarburi aromatici policiclici ed esafluoruro di zolfo; e

 

iii quinquies) da tutte le altre installazioni di cui all'allegato I, per le quali, nell'anno di riferimento 2007 per il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (PRTR europeo), si è stabilito che una determinata attività contemplata dall'allegato I contribuisce ad almeno il 20% delle emissioni totali delle attività di cui a tale allegato.

Motivazione

Modifica di un nuovo testo introdotto dal Consiglio. La rete europea di sicurezza prevede un'importante garanzia minima contro il perdurare di un'applicazione insufficiente delle BAT. È indispensabile che la Commissione valuti le emissioni totali imputabili alle attività di cui all'allegato I e presenti proposte legislative per il controllo delle emissioni generate dai settori che contribuiscono maggiormente alle emissioni totali, in conformità del principio di prevenzione dell'inquinamento.

Emendamento  64

Posizione del Consiglio

Articolo 74

Posizione del Consiglio

Emendamento

Al fine di consentire l'adeguamento delle disposizioni della presente direttiva al progresso tecnico e scientifico sulla base delle migliori tecniche disponibili, la Commissione adotta atti delegati in conformità dell'articolo 76 per quanto riguarda l'adeguamento delle parti 3 e 4 dell'allegato V, delle parti 2, 6, 7 e 8 dell'allegato VI e delle parti 5, 6, 7 e 8 dell'allegato VII a tale progresso tecnico e scientifico.

1. Al fine di consentire l'adeguamento delle disposizioni della presente direttiva al progresso tecnico e scientifico sulla base delle migliori tecniche disponibili descritte nei pertinenti documenti di riferimento sulle BAT, la Commissione, entro i 12 mesi successivi alla pubblicazione delle Conclusioni sulle BAT in conformità dell'articolo 13, integra o modifica, mediante atti delegati in conformità dell'articolo 76, le prescrizioni minime per i valori limite di emissione e le norme sul monitoraggio e la conformità già stabilite ai sensi della presente direttiva.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  65

Posizione del Consiglio

Articolo 74 – paragrafo1 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

1 bis. Prima dell'adozione delle misure di cui al paragrafo 1, la Commissione consulta il settore industriale interessato e le organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale, e riferisce l'esito delle consultazioni e il modo in cui se ne è tenuto conto.

Motivazione

Parte del pacchetto di compromesso.

Emendamento  66

Posizione del Consiglio

Articolo 76 – paragrafo 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 74 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a partire dall'entrata in vigore della presente direttiva. La Commissione presenta una relazione sui poteri delegati non oltre sei mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è automaticamente prorogata per periodi di identica durata, tranne in caso di revoca da parte del Parlamento europeo o del Consiglio ai sensi dell'articolo 77.

1. Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 13, paragrafo 5, all'articolo 15, paragrafo 4, all'articolo 23, paragrafo 4, all'articolo 41, all'articolo 48, paragrafo 5, all'articolo 72, paragrafo 2, e all'articolo 74 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a partire dall'entrata in vigore della presente direttiva. La Commissione presenta una relazione sui poteri delegati non oltre sei mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è automaticamente prorogata per periodi di identica durata, tranne in caso di revoca da parte del Parlamento europeo o del Consiglio ai sensi dell'articolo 77.

Emendamento  67

Posizione del Consiglio

Articolo 77 – paragrafo 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. La delega di cui all'articolo 74 può essere revocata dal Parlamento europeo o dal Consiglio.

1. La delega di cui all'articolo 13, paragrafo 5, all'articolo 15, paragrafo 4, all'articolo 23, paragrafo 4, all'articolo 41, all'articolo 48, paragrafo 5, all'articolo 72, paragrafo 2, e all'articolo 74 può essere revocata in ogni momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio.

Emendamento  68

Posizione del Consiglio

Articolo 77 – paragrafo 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

2. L'istituzione che ha avviato una procedura interna per decidere l'eventuale revoca della delega informa l'altra istituzione e la Commissione non oltre un mese prima di prendere una decisione definitiva, specificando i poteri delegati che potrebbero essere oggetto di revoca e le relative motivazioni.

2. L'istituzione che ha avviato una procedura interna per decidere l'eventuale revoca della delega si adopera per informare l'altra istituzione e la Commissione entro un termine ragionevole prima di prendere una decisione definitiva, indicando il potere delegato che potrebbe essere oggetto di revoca e le relative eventuali motivazioni.

Emendamento  69

Posizione del Consiglio

Articolo 77 – paragrafo 3

Posizione del Consiglio

Emendamento

3. La decisione di revoca pone fine alla delega dei poteri specificati nella decisione medesima. Questa prende effetto immediatamente o a una data successiva ivi precisata. La decisione di revoca non incide sulla validità degli atti delegati già in vigore. Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

3. La decisione di revoca indica le motivazioni della revoca e pone fine alla delega del potere specificato nella decisione medesima. Questa prende effetto immediatamente o a una data successiva ivi precisata. La decisione di revoca non incide sulla validità degli atti delegati già in vigore. Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Emendamento  70

Posizione del Consiglio

Articolo 78

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Il Parlamento europeo e il Consiglio possono muovere obiezioni all'atto delegato entro tre mesi dalla data di notifica.

1. Il Parlamento europeo e il Consiglio possono muovere obiezioni a un atto delegato entro due mesi dalla data di notifica. Su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio, tale periodo è prorogato di due mesi.

2. Se allo scadere di tale termine né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno mosso obiezioni all'atto delegato ovvero se, anteriormente a tale data, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno entrambi informato la Commissione della propria decisione di non muovere obiezioni, l'atto delegato entra in vigore alla data ivi fissata.

2. Se allo scadere di tale termine né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno mosso obiezioni all'atto delegato, esso è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entra in vigore alla data indicata nell'atto stesso.

3. Se il Parlamento europeo o il Consiglio muovono obiezioni all'atto delegato, quest'ultimo non entra in vigore. L'istituzione che muove obiezioni all'atto delegato ne illustra le ragioni.

3. Se il Parlamento europeo o il Consiglio muovono obiezioni a un atto delegato, quest'ultimo non entra in vigore. L'istituzione che muove obiezioni all'atto delegato ne illustra le ragioni.

Emendamento  71

Posizione del Consiglio

Allegato I – alinea – paragrafo 1 bis (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

Nel calcolo della potenza termica nominale totale delle installazioni di cui al punto 1.1 per impianti di combustione utilizzati nelle strutture sanitarie, si considera ai fini del calcolo unicamente la loro normale capacità di esercizio.

Motivazione

Questo emendamento è stato adottato dal PE in prima lettura e riconosce la necessità di un'elevata capacità di riserva negli ospedali, indispensabile per garantire la continuità dei trattamenti terapeutici in caso di guasto tecnico. Si evita anche di penalizzare gli ospedali per le loro emissioni potenziali ma non effettive.

Emendamento  72

Posizione del Consiglio

Allegato I – alinea – paragrafo 1 ter (nuovo)

Posizione del Consiglio

Emendamento

 

Nel calcolo della potenza nominale totale delle installazioni di cui al punto 1.1, non si tiene conto degli impianti di combustione con potenza termica nominale inferiore a 50 MW e che funzionano per non più di 500 ore all'anno.

Motivazione

Il presente emendamento ripristina il testo originario della Commissione e l'emendamento 63 del PE in prima lettura, che mirano a trattare le questioni relative alla capacità di riserva dei generatori di emergenza, quali quelli utilizzati negli ospedali. Queste installazioni non sono una fonte significativa di emissioni perché, in linea di principio, entrano in funzione soltanto in caso di una importante interruzione dell'erogazione di energia elettrica e/o a fini di prova per poche ore all'anno. L'emendamento esclude altresì le installazioni di dimensioni modeste (inferiori a 3 MW) per le quali l'inclusione implicherebbe un costo e un onere amministrativo decisamente superiori ai benefici.

Emendamento  73

Posizione del Consiglio

Allegato I – punto 3.5.

Posizione del Consiglio

Emendamento

3.5. Fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres o porcellane con una capacità di produzione di oltre 75 tonnellate al giorno e/o con una capacità di forno superiore a 4 m3 e con una densità di carica per forno superiore a 300 kg/m3.

3.5. Fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres o porcellane con una capacità di produzione di oltre 75 tonnellate al giorno e con una capacità di forno superiore a 4 m3 e con una densità di carica per forno superiore a 300 kg/m3.

Motivazione

Il presente emendamento ripristina parzialmente l'emendamento 117 della prima lettura e mira ad eliminare un elemento non chiaro sostituendo l'espressione "e/o" con "e".

Emendamento  74

Posizione del Consiglio

Allegato I – punto 5.3 – lettera b – comma 2

Posizione del Consiglio

Emendamento

Qualora l'attività di trattamento dei rifiuti consista unicamente nella digestione anaerobica, la soglia di capacità di siffatta attività è fissata a 100 tonnellate al giorno.

soppresso

Emendamento  75

Posizione del Consiglio

Allegato V – Parte 4 – sezione 1

Posizione del Consiglio

Emendamento

1. Nel caso di misurazioni in continuo si considerano rispettati i valori limite di emissione indicate nelle parti 1 e 2, se la valutazione dei risultati delle misurazioni rivela che, nelle ore di funzionamento nel corso di un anno civile, sono state rispettate tutte le condizioni che seguono:

1. Nel caso di misurazioni in continuo si considerano rispettati i valori limite di emissione indicati nelle parti 1 e 2 se la valutazione dei risultati delle misurazioni rivela che, nelle ore di funzionamento nel corso di un anno civile, sono state rispettate tutte le condizioni che seguono:

a) nessun valore medio mensile convalidato supera i valori limite di emissione pertinenti indicati nelle parti 1 e 2;

a) nessun valore medio giornaliero convalidato supera i valori limite di emissione pertinenti indicati nelle parti 1 e 2;

b) nessun valore medio giornaliero convalidato supera il 110% dei valori limite di emissione pertinenti indicati nelle parti 1 e 2;

 

c) nei casi di impianti di combustione composti esclusivamente da caldaie alimentate a carbone con una potenza termica nominale totale inferiore a 50 MW, nessun valore medio giornaliero convalidato supera il 150% dei valori limite di emissione pertinenti indicate nelle parti 1 e 2,

 

d) il 95% di tutti i valori medio orari convalidati nel corso dell’anno non supera il 200% dei valori limite di emissione pertinenti indicati nelle parti 1 e 2.

b) il 95% di tutti i valori medi orari convalidati nel corso dell’anno non supera il 200% dei valori limite di emissione pertinenti indicati nelle parti 1 e 2.

I valori medi convalidati sono determinati conformemente a quanto disposto alla parte 3, punto 10.

I valori medi convalidati sono determinati conformemente a quanto disposto alla parte 3, punto 10.

Ai fini del calcolo dei valori medi di emissione, non si tiene conto dei valori misurati durante i periodi di cui all’articolo 30, paragrafi 5 e 6 e all’articolo 37, né di quelli misurati durante i periodi di avvio e di arresto.

 

Motivazione

Ripristino dell'emendamento 77 di prima lettura. Mentre i livelli BAT dei documenti BREF riflettono le medie giornaliere, l'allegato V prevede che i valori limite di emissione vadano rispettati su base mensile. Inoltre, i valori medi giornalieri non possono superare il 110% dei valori limite di emissione e il 95% delle medie orarie in un anno non deve eccedere il doppio dei valori limite di emissione. La proposta della Commissione non distingue tra impianti pre-2016 e post-2016. Pur conservando le stesse norme di conformità per impianti nuovi ed esistenti, è necessario allinearle alle Conclusioni sulle BAT dei BREF, che sono fondate sulle medie giornaliere e non su quelle mensili.

Emendamento  76

Posizione del Consiglio

Allegato VI – Parte 6 – punto 2.6 – alinea

Posizione del Consiglio

Emendamento

2.6. L’autorità competente può decidere di imporre una misurazione ogni due anni per i metalli pesanti e una misurazione all'anno per le diossine e i furani nei seguenti casi:

2.6. L’autorità competente può decidere di imporre solo una misurazione all’anno per i metalli pesanti e per le diossine e i furani  nei seguenti casi:

Motivazione

Reinstatement of first reading amendment 78. It is unacceptable that the proposal lends competent authorities the right to allow no measurements to be taken of heavy metals, dioxins and furan emissions to air based on reports from operators on the quality of wastes. Once monitoring ceases, two of the conditions become irrelevant as monitoring information is not available to assess emissions. We need continuous monitoring system for heavy metal since continuous monitoring of all heavy metals is the only way to ensure that emissions of these highly toxic, persistent and bioaccumulative substances are below the mandatory ELVs.

  • [1]  GU C 87 E del 1.4.2010, pag. 191.
  • [2]  Non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
  • [3]  Non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

MOTIVAZIONE

I.         ANTEFATTI

L'obiettivo della direttiva del 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC) è prevenire e controllare le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo provenienti dagli impianti industriali in tutta l'Unione europea. Al fine di conseguire tale obiettivo, la direttiva IPPC mira a promuovere l'attuazione delle migliori tecniche disponibili (BAT), vale a dire le tecniche valide a livello economico e tecnico che garantiscano la massima efficienza nel conseguire un elevato livello di protezione dell'ambiente. Le migliori tecniche disponibili sono definite nei cosiddetti documenti di riferimento sulle BAT (BREF), ossia documenti tecnici elaborati in seguito a uno scambio d'informazioni tra la Commissione, le autorità degli Stati membri e le altre parti interessate ("processo di Siviglia").

La direttiva IPPC interessa circa 52.000 impianti industriali responsabili di produrre una quota significativa dell'inquinamento atmosferico nell'UE. Ai sensi della direttiva IPPC, le autorità degli Stati membri sono tenute a tenere conto dei documenti BREF quando rilasciano autorizzazioni per i singoli impianti industriali e stabiliscono i valori limite di emissione per impianti specifici. Oltre a causare inquinamento atmosferico, le attività industriali possono anche inquinare l'acqua e il suolo o produrre rifiuti, pertanto è necessario adottare un approccio integrato al fine di valutare l'impatto complessivo sull'ambiente. Nel 2005 la Commissione ha effettuato una revisione della direttiva IPPC, giungendo a una proposta di direttiva sulle emissioni industriali che ha rivisto e fuso in un'unica direttiva sette direttive in vigore sulle emissioni industriali. La proposta era volta a garantire una migliore applicazione della legislazione e un miglior controllo di tale applicazione da parte delle autorità nazionali al fine di conseguire un elevato livello di protezione dell'ambiente, semplificando al tempo stesso la legislazione e riducendo gli oneri amministrativi inutili. Il relatore ha sostenuto in generale la strategia della Commissione, ma sottolinea la necessità di:

- porre fine alle differenze in materia di applicazione e controllo negli Stati membri. La trasposizione non uniforme dell’attuale legislazione mette a rischio la protezione dell'ambiente e provoca distorsioni della concorrenza;

- preservare quanto più possibile il prezioso scambio di informazioni portato avanti mediante il "processo di Siviglia";

- ridurre la burocrazia superflua.

II.       PRIMA LETTURA DEL PE

In occasione della plenaria del 10 marzo 2009, il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione in prima lettura a larga maggioranza, con 402 voti a favore e 189 contrari.

In prima lettura un importante argomento di discussione è stato la proposta della Commissione di stabilire i valori limite di emissione direttamente sulla base dei documenti BREF. Il Parlamento europeo ha sostenuto che tale proposta non fosse realizzabile nella pratica, poiché eserciterebbe un'indesiderata influenza politica sul processo di Siviglia. Il Parlamento europeo ha proposto pertanto una modifica sostanziale che prevede l'istituzione di un comitato di comitatologia, soggetto al controllo parlamentare, cui sarà affidato il compito di determinare misure di abbattimento delle emissioni sotto forma di requisiti minimi. Tali requisiti minimi costituirebbero una rete europea di sicurezza caratterizzata da norme che non dovrebbero essere violate da nessun impianto. Le autorità responsabili locali dovrebbero indicare misure atte a limitare le emissioni per i singoli impianti, con il conseguente raggiungimento di un livello di emissione che soddisfi mediamente quanto previsto nei BREF, garantendo un margine di flessibilità tale da poter gestire adeguatamente le situazioni locali. In questo modo si risolverebbe il problema per cui nell'ambito del funzionamento ordinario di ogni impianto si raggiungono valori massimi di emissione che possono superare le soglie di emissione stabilite nelle descrizioni delle migliori tecnologie disponibili, ad esempio al momento dell'avviamento di un impianto. In nessun caso, però, devono essere violati i limiti fissati dalla rete europea di sicurezza. Questa proposta dà vita a una soluzione equilibrata con il duplice obiettivo di creare standard europei in materia di autorizzazione di impianti industriali e di concedere agli Stati membri i margini decisionali indispensabili per tenere in debito conto le caratteristiche tecniche dell’impianto interessato, dell’ubicazione geografica e delle condizioni ambientali locali.

III.      SECONDA LETTURA

Il 15 febbraio 2010 il Consiglio ha adottato la propria posizione in prima lettura sulla direttiva relativa alle emissioni industriali. Mentre la posizione del Parlamento europeo in prima lettura mirava a garantire una migliore adozione della direttiva IPPC e a impedire distorsioni della concorrenza, secondo il relatore, alcune nuove disposizioni contenute nella posizione comune del Consiglio si muovono nella direzione opposta. Nella posizione comune il Consiglio non ha accolto l'idea di una rete di sicurezza europea per i valori limite di emissione, ma ha introdotto una maggiore flessibilità per consentire ai grandi impianti di combustione (LCP) di conformarsi ai valori limite di emissione stabiliti negli allegati da V a VIII.

Nella relazione in seconda lettura, il relatore rispetta quanto più possibile la posizione del Parlamento europeo in prima lettura, poiché la posizione in prima lettura è stata adottata a larga maggioranza. Molti degli emendamenti adottati in prima lettura sono stati ripristinati. Il relatore ha presentato una nuova proposta relativa alla rete di sicurezza europea, nella quale è preservato l'obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e superare le distorsioni della concorrenza nell'Unione, causate dalla trasposizione non uniforme dell’attuale legislazione. Il relatore propone di stabilire requisiti minimi applicabili in tutta l'Unione per i valori limite di emissione e norme in materia di monitoraggio e conformità sulla base delle conclusioni sulle BAT, ma solo per le attività che richiedono un intervento dell'UE secondo i seguenti criteri:

(a) l'impatto del settore sull'ambiente nel suo complesso;

(b) lo stato di attuazione delle BAT nel settore in questione.

A sua volta, il relatore diminuisce il numero di nuove disposizioni di deroga contenute nella posizione comune del Consiglio. Le deroghe dovrebbero essere possibili solo in casi eccezionali. Il cosiddetto piano nazionale transitorio (TNP), che gli Stati membri possono attuare al fine di garantire ai grandi impianti di combustione un periodo supplementare di cinque anni per l'adozione dei valori limite di emissione previsti all'allegato V, consente una flessibilità eccessiva. Tale piano può causare distorsioni della concorrenza nell'Unione, in quanto molti impianti di combustione hanno già stanziato investimenti al fine di conformarsi ai corrispondenti valori limite di emissione. Inoltre, non tutti gli Stati membri attueranno un piano nazionale transitorio. Anche la "deroga in caso di arco di vita limitato" può provocare distorsioni della concorrenza nell'Unione. Gli impianti di combustione con un arco di vita limitato pari a 20.000 ore operative non sono tenuti a investire nelle migliori tecniche disponibili al fine di conformarsi ai valori limite di emissione stabiliti nell'allegato V. Inoltre, la deroga in caso di arco di vita limitato costituirà una minaccia per la "strategia tematica sull'inquinamento atmosferico" elaborata dalla Commissione, il cui obiettivo, tra l'altro, è ridurre le emissioni di SO2 dell'82% e le emissioni di NOx del 60% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2000. Per tale motivo, il relatore propone inoltre di stabilire che il 2020 sia l'ultimo anno di validità della disposizione relativa agli impianti di riscaldamento distrettuale.

Il relatore è contrario a un ulteriore appesantimento della legislazione con l'introduzione di strumenti di mercato per conseguire gli obiettivi della direttiva. Il ricorso a strumenti di mercato come lo scambio delle quote di emissione, accanto alla definizione di valori limite di emissione, avrà il solo effetto di produrre un'ulteriore riduzione minima delle emissioni a costi sproporzionati.

PROCEDURA

Titolo

Emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) (rifusione)

Riferimenti

11962/3/2009 – C7-0034/2010 – 2007/0286(COD)

Prima lettura del PE – Numero P

10.3.2009                     T6-0093/2009

Proposta della Commissione

COM(2007)0844 - C6-0002/2008

Annuncio in Aula del ricevimento della posizione comune

11.3.2010

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ENVI

11.3.2010

Relatore(i)

       Nomina

Holger Krahmer

21.2.2008

 

 

Esame in commissione

17.3.2010

 

 

 

Approvazione

4.5.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

13

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

János Áder, Elena Oana Antonescu, Kriton Arsenis, Pilar Ayuso, Paolo Bartolozzi, Sandrine Bélier, Sergio Berlato, Martin Callanan, Nessa Childers, Chris Davies, Esther de Lange, Bas Eickhout, Karl-Heinz Florenz, Elisabetta Gardini, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Karin Kadenbach, Christa Klaß, Holger Krahmer, Jo Leinen, Corinne Lepage, Peter Liese, Kartika Tamara Liotard, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Miroslav Ouzký, Vladko Todorov Panayotov, Gilles Pargneaux, Andres Perello Rodriguez, Sirpa Pietikäinen, Mario Pirillo, Pavel Poc, Vittorio Prodi, Frédérique Ries, Anna Rosbach, Oreste Rossi, Daciana Octavia Sârbu, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Catherine Soullie, Salvatore Tatarella, Anja Weisgerber, Glenis Willmott, Sabine Wils

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Tadeusz Cymański, Matthias Groote, Jiří Maštálka, Miroslav Mikolášik, Bill Newton Dunn, Renate Sommer, Bart Staes, Michail Tremopoulos, Marita Ulvskog, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

George Sabin Cutaş, Francesco Enrico Speroni

Deposito

6.5.2010