Procedura : 2009/2221(INI)
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A7-0197/2010

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RELAZIONE     
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14.6.2010
PE 439.253v02-00 A7-0197/2010

sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro, rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti

(2009/2221(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatrice: Emilie Turunen

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per la cultura e l’istruzione
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro, rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti

(2009/2221(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto il documento di valutazione della strategia di Lisbona (SEC(2010)0114),

–   vista la comunicazione della Commissione sulle nuove competenze per nuovi lavori – Prevedere le esigenze del mercato del lavoro e le competenze professionali e rispondervi (COM(2008)0868),

–   visto il documento di lavoro della Commissione allegato alla comunicazione della Commissione sulle nuove competenze per nuovi lavori (SEC(2008)3058),

–   vista la comunicazione della Commissione su un impegno comune per l'occupazione (COM(2009)0257),

–   vista la proposta di direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale (COM(2008)0426),

–   viste le conclusioni del Consiglio sulle nuove competenze per nuovi lavori Prevedere le esigenze del mercato del lavoro e le competenze professionali e rispondervi, adottate il 9 marzo 2009 a Bruxelles,

–   vista la direttiva del Consiglio 2000/78/CE del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro(1),

–   vista la comunicazione della Commissione su "Favorire il pieno coinvolgimento dei giovani nell’istruzione, nell’occupazione e nella società" (COM(2007)0498), accompagnata dal documento di lavoro della Commissione sull'occupazione giovanile nell'Unione europea (SEC(2007)1093),

–   vista la sua risoluzione del 20 maggio 2008 sui progressi realizzati in materia di pari opportunità e non discriminazione nell’Unione europea (trasposizione delle direttive 2000/43/CE e 2000/78/EC)(2),

–   vista la comunicazione della Commissione su una strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità – Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù (COM(2009)0200),

–   vista la sua risoluzione legislativa del 2 aprile 2009 sulla proposta di direttiva del Consiglio sull’applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale(3),

–   visto il Libro verde della Commissione dal titolo "Promuovere la mobilità dei giovani per l'apprendimento" (COM(2009)0329),

–   vista la relazione della Commissione dal titolo "Occupazione in Europa 2009", di novembre 2009,

–   vista la relazione indipendente intitolata "New Skills for New Jobs: Action Now" (Nuove competenze per nuovi lavori: agire ora), elaborata per la Commissione, che fornisce consigli e raccomandazioni chiave sull'ulteriore sviluppo dell'iniziativa nel contesto della futura strategia UE 2020 per la crescita e l'occupazione, di febbraio 2010,

–   vista la relazione indipendente dal titolo "Pathways to Work: Current practices and future needs for the labour-market integration of young people, Young in Occupations and Unemployment: thinking of their better integration in the labour market" (La strada che conduce all'occupazione: attuali pratiche e esigenze future per l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro, I giovani che lavorano e la disoccupazione: migliorare la loro integrazione nel mercato del lavoro), commissionata dalla Commissione nell'ambito del progetto Gioventù (relazione finale Gioventù, settembre 2008),

–   visto lo studio dell'Eurofound "Youth and Work" (I giovani e il lavoro) di marzo 2007,

–   visto lo studio del Cedefop "Professionalising career guidance: Practitioner competences and qualification routes in Europe" (Professionalizzare la consulenza di carriera: competenze dei consulenti e percorsi di qualificazione in Europa), di marzo 2009,

–   visto lo studio del Cedefop "Skills for Europe’s future: anticipating occupational skill needs" (Competenze per l'Europa del futuro: anticipare le esigenze in termini di competenze lavorative), di maggio 2009,

–   vista la quarta relazione del Cedefop sulla ricerca nel settore della formazione professionale in Europa, relazione di sintesi intitolata "Modernising vocational education and training" (Ammodernare la formazione professionale), di dicembre 2009,

–   viste le prospettive occupazionali per il 2008 dell'OCSE dal titolo "Off to a Good Start? Youth Labour Market Transitions in OECD Countries" (Pronti per un buon inizio? Transizioni del mercato del lavoro giovanile nei paesi dell'OCSE), di novembre 2008,

–   visto il Patto europeo per la gioventù, volto a promuovere la partecipazione di tutti i giovani nei settori dell'educazione e dell'occupazione e nella società, di marzo 2005,

–   vista la petizione 1452/2008 presentata da Anne-Charlotte Bailly, cittadina tedesca, a nome di Génération Précaire, su tirocini equi e un accesso adeguato dei giovani al mercato del lavoro europeo,

–   vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (causa C-555/07) sul principio di non discriminazione in base all’età, di gennaio 2010,

–   vista la sua risoluzione del 20 maggio 2010 sul dialogo università-imprese: un nuovo partenariato per la modernizzazione delle università in Europa(4),

–   visto l'articolo 156 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione (A7-0197/2010),

A. considerando che la crisi economica ha causato un enorme aumento dei tassi di disoccupazione negli Stati membri dell'UE; considerando che i giovani sono stati colpiti in modo sproporzionato da tale tendenza; considerando che il tasso di disoccupazione giovanile sta aumentando in modo più marcato rispetto al tasso di disoccupazione medio; considerando che, a dicembre 2009, nell'Unione europea i giovani disoccupati al di sotto dei 25 anni erano più di 5,5 milioni, ossia il 21,4% del totale della popolazione giovane, generando il paradosso per cui i giovani, pur rappresentando la colonna portante dei sistemi previdenziali, dato l’invecchiamento della popolazione, rimangono allo stesso tempo ai margini dell’economia,

B.  considerando che i giovani hanno poche possibilità di trovare un impiego stabile e regolare; considerando che i giovani entrano nel mercato del lavoro principalmente tramite forme di occupazione atipiche, altamente flessibili, non stabili e precarie (tempo parziale marginale, impiego temporaneo o a tempo determinato, ecc.), e che le probabilità che tali forme possano essere un trampolino per l’accesso ad un lavoro stabile sono basse,

C. considerando che i datori di lavoro sembrano utilizzare con maggior frequenza l’apprendistato e il tirocinio per sostituire l’impiego regolare, sfruttando in tal modo gli ostacoli che i giovani affrontano per entrare nel mercato del lavoro; considerando che queste forme di sfruttamento dei giovani devono essere affrontate ed eliminate di fatto dagli Stati membri,

D. considerando che quattro delle dieci misure adottate al vertice straordinario dell’UE sull’occupazione svoltosi a Praga nel 2009 riguardano l’istruzione, la formazione professionale, l’apprendimento permanente, gli apprendistati, l’agevolazione della mobilità e la necessità di prevedere con maggiore precisione le esigenze del mercato del lavoro e delle competenze abbinabili,

E.  considerando che la disoccupazione e la sottoccupazione giovanili comportano elevati costi sociali ed economici per la società, che si traducono nella perdita di opportunità di crescita economica, nell'erosione della base imponibile che, a sua volta, mina gli investimenti nelle infrastrutture e nei servizi pubblici, in un aumento dei costi sociali, in un sottoutilizzo degli investimenti a favore dell'istruzione e della formazione e nel rischio di disoccupazione a lungo termine e di esclusione sociale,

F.  considerando che le giovani generazioni dovranno ridurre l’enorme debito pubblico prodotto dall'attuale generazione,

G. considerando che, secondo le proiezioni economiche e demografiche, il prossimo decennio vedrà l'offerta di 80 milioni di nuove opportunità di lavoro nell'Unione europea, di cui la maggior parte richiederà una forza lavoro altamente qualificata; considerando che nell'UE nel suo insieme si regista un tasso di occupazione pari circa all'85% per le persone con competenze ad alto livello, al 70% per competenze di medio livello e al 50% per le competenze di livello basso,

H. considerando che la crescita economica è cruciale per la creazione di posti di lavoro, poiché comporta maggiori possibilità di occupazione; considerando che oltre il 50% dei nuovi posti di lavoro in Europa sono generati da PMI,

I.   considerando la transizione dalla scuola al lavoro e tra lavori diversi rappresenta una sfida strutturale per i giovani in tutta l'Unione europea; considerando che l'apprendistato ha un impatto estremamente positivo sull'accesso dei giovani al mondo del lavoro, soprattutto se permette l'acquisizione di professionalità e competenze specifiche direttamente all'interno delle imprese,

J.   considerando che i programmi scolastici dovrebbero essere migliorati in modo significativo, incoraggiando allo stesso tempo i partenariati fra università e imprese, programmi di apprendistato efficaci, i prestiti per promuovere la carriera e gli investimenti nella formazione da parte dei datori di lavoro,

K. considerando che i giovani incontrano spesso discriminazioni a causa dell’età quando entrano nel mercato del lavoro e quando vengono operati tagli ai posti di lavoro; considerando che le donne giovani sono più esposte al rischio di disoccupazione e povertà o di essere impiegate in attività precarie e sommerse di rispetto agli uomini della stessa fascia d’età; considerando d'altra parte che i giovani uomini sono stati i più duramente colpiti dalla disoccupazione durante la crisi economica attuale; considerando che i giovani disabili affrontano ostacoli anche maggiori per inserirsi nel mondo del lavoro,

L.  considerando che un lavoro dignitoso consente ai giovani di passare dalla dipendenza sociale all'autosufficienza, li aiuta a sfuggire alla povertà e consente loro di contribuire attivamente alla società dal punto di vista sia economico che sociale; considerando che la legislazione in alcuni Stati membri introduce discriminazioni d'età mediante restrizioni ai diritti dei giovani fondate unicamente sull'età, come salario minimo più basso per i giovani nel Regno Unito, accesso limitato al reddito di solidarietà attiva in Francia e indennità di disoccupazione ridotte per i giovani in Danimarca, tutte misure che, sebbene intese ad inserire i giovani nel mercato del lavoro, sono inaccettabili e possono essere controproducenti in quanto impediscono ai giovani di intraprendere una vita economicamente indipendente, in particolare in tempi di crisi e alti livelli di disoccupazione;

M. considerando che i parametri della strategia di Lisbona relativi ai giovani e alla modernizzazione della formazione professionale (VET) non sono stati pienamente rispettati,

N. considerando che la flessicurezza ha costituito la strategia globale dei mercati del lavoro dell’Unione europea, mirando a contratti flessibili e sicuri, all'apprendimento permanente, a politiche attive in materia di occupazione e alla previdenza sociale; considerando che, sfortunatamente, in molti paesi questa strategia è stata interpretata in modo riduttivo come "flessibilità", perdendo di vista l'approccio olistico nonché la sicurezza dell’occupazione quanto e la previdenza sociale,

O. considerando che, con l’evoluzione demografica, dal 2020 una massiccia carenza di manodopera specializzata avrà gravi effetti negativi sullo Spazio economico europeo e che tale tendenza potrà essere contrastata solo mediante programmi adeguati di istruzione, formazione e riqualificazione professionale,

P.  considerando il ruolo che le piccole e medie imprese rivestono nel tessuto economico europeo sia per la loro numerosità che per la loro funzione strategica nella lotta alla disoccupazione,

1.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio ai giovani e all'occupazione basato sui diritti; sottolinea che l'aspetto qualitativo del lavoro dignitoso per i giovani non deve essere compromesso e che le norme fondamentali sul lavoro, così come altri parametri relativi alla qualità del lavoro, come l'orario di lavoro, il salario minimo, la previdenza sociale nonché la sicurezza e la salute sul lavoro, devono essere considerazioni centrali delle azioni intraprese;

Creazione di posti di lavoro più numerosi e migliori e inclusione nel mercato del lavoro

2.  chiede al Consiglio e alla Commissione di definire una strategia occupazionale per l'UE che coniughi gli strumenti finanziari e le politiche del lavoro, così da evitare una "crescita senza lavoro", e che comporti la definizione di parametri ambiziosi per l'occupazione dei giovani; insiste con forza affinché la strategia occupazionale si concentri in particolare sullo sviluppo di lavori verdi e di posti di lavoro nell'economia sociale, garantendo allo stesso tempo il coinvolgimento del Parlamento nel processo decisionale;

3.  sottolinea quanto sia importante per gli Stati membri sviluppare l’occupazione verde, ad esempio impartendo una formazione sulle tecnologie ambientali;

4.  invita gli Stati membri a creare incentivi efficaci, come i sussidi all’occupazione o i contributi previdenziali per i giovani, che garantiscano condizioni di vita e di lavoro dignitose e incoraggino i datori di lavoro pubblici e privati ad assumere i giovani, a investire sia nella creazione di posti di lavoro di qualità per i giovani sia nella formazione continua e nell’aggiornamento delle loro competenze durante il periodo lavorativo, e a sostenere lo spirito imprenditoriale tra i giovani; sottolinea il ruolo speciale e l'importanza delle piccole imprese per quanto riguarda le competenze e il know-how tradizionale; incoraggia a garantire l'accesso dei giovani allo strumento europeo di micro finanziamento istituito di recente;

5.  sottolinea l’importanza della formazione imprenditoriale, che costituisce parte integrante del processo di acquisizione delle competenze necessarie ai nuovi tipi di occupazione;

6.  invita gli Stati membri a condurre una politica ambiziosa in materia di formazione dei giovani;

7.  invita la Commissione a promuovere e sostenere – tenendo conto di esperienze positive nazionali di partenariati tra scuole, università, imprese e parti sociali – alcuni progetti sperimentali nei nuovi settori strategici dello sviluppo, in cui si preveda un'adeguata preparazione di livello scientifico e tecnologico e un inserimento mirato dei giovani, in particolare delle donne, per favorire l'innovazione e la competitività nelle imprese, utilizzando a tale scopo borse di studio, rapporti di apprendistato in alta formazione, contratti di lavoro non atipici;

8.  invita le università a instaurare precocemente contatti con datori di lavoro e a offrire agli studenti la possibilità di acquisire le competenze necessarie per il mercato del lavoro;

9.  invita gli Stati membri ad incoraggiare misure ad ampio raggio volte a stimolare l’economia, come la diminuzione della pressione fiscale e la riduzione degli oneri amministrativi per le PMI, allo scopo di favorire la crescita e generare nuovi posti di lavoro, specialmente per i giovani;

10. auspica uno sviluppo positivo della domanda di microcredito da parte dei giovani; ritiene che i fondatori di nuove imprese debbano ricevere una consulenza adeguata e professionale;

11. esorta gli Stati membri a elaborare politiche del mercato del lavoro inclusive e mirate, che garantiscano ai giovani un inserimento rispettoso e un'occupazione significativa, per esempio creando reti d'ispirazione, accordi in materia di tirocini accompagnati da aiuti di carattere economico affinché il tirocinante possa spostarsi e vivere vicino al luogo in cui si svolge il tirocinio, centri di orientamento professionale internazionale e centri giovanili che offrano orientamento individuale in particolare in materia di organizzazioni sindacali e aspetti giuridici relativi al loro tirocinio;

12. riconosce le difficoltà di accesso al finanziamento che i giovani incontrano nel creare e sviluppare un'attività in proprio; esorta gli Stati membri e la Commissione ad adottare provvedimenti per facilitare l’accesso dei giovani al finanziamento nonché ad istituire, in collaborazione con la comunità imprenditoriale, programmi di tutoraggio rivolti ai giovani per la creazione e lo sviluppo di imprese;

13. esorta gli Stati membri a promuovere le competenze dei giovani che abbandonano presto la scuola e a prepararli al mercato del lavoro mediante progetti innovativi;

14. invita gli Stati membri a prevedere, nel quadro della riorganizzazione dei sistemi di formazione, una cooperazione precoce tra scuola e mondo del lavoro; ritiene che le autorità locali e regionali debbano essere coinvolte nella pianificazione dell'istruzione e della formazione in quanto dispongono di reti di contatto con i datori di lavoro e conoscono le loro esigenze;

15. chiede alla Commissione di espandere la capacità finanziaria del Fondo sociale europeo e di assicurarne un uso migliore, di attribuire un minimo del 10% di tale Fondo ai progetti destinati ai giovani e di agevolare l'accesso allo stesso; esorta la Commissione e gli Stati membri a non compromettere la realizzazione di piccoli progetti innovativi con eccessivi controlli e burocrazia e a riesaminare l’efficacia e il valore aggiunto di programmi come “Gioventù in azione” in termini di opportunità di lavoro per i giovani; ai fini dell'occupazione giovanile esorta gli Stati membri a migliorare le azioni a favore della gioventù;

16. esorta gli Stati membri ad attribuire priorità alla cooperazione fra imprese e sistemi di istruzione quale giusto strumento per combattere la disoccupazione strutturale;

Istruzione e transizione dalla scuola al mondo del lavoro

17. esorta gli Stati membri a intensificare gli sforzi atti a ridurre l'abbandono scolastico precoce e raggiungere così gli obiettivi stabiliti dalla strategia UE 2020 di non superare il 10% di abbandoni scolastici entro il 2012; invita gli Stati membri a fare uso di un'ampia gamma di misure per la lotta all'abbandono scolastico precoce e all'analfabetismo, per esempio riducendo il numero di studenti per classe, fornendo assistenza agli studenti che non possono permettersi di completare il ciclo scolastico obbligatorio, ponendo maggiormente l'accendo sugli aspetti pratici nei programmi di studio, introducendo tutori in tutte le scuole e istituendo un meccanismo di seguito immediato degli studenti che abbandonano la scuola prematuramente; fa riferimento alla Finlandia che è riuscita a ridurre il numero di studenti che abbandonano prematuramente la scuola esaminando con loro la possibilità un nuovo orientamento; invita la Commissione a coordinare un progetto sulle migliori prassi;

18. invita gli Stati membri ad integrare meglio il sistema scolastico con il mondo del lavoro e a concepire meccanismi di previsione della domanda di competenze e specializzazioni;

19. sollecita azioni volte ad assicurare che tutti i bambini ricevano fin dall’inizio il sostegno personale di cui necessitano e in particolare a garantire il sostegno mirato dei bambini con problemi linguistici o altre limitazioni, in modo da offrire loro le più ampie opportunità possibili in termini di istruzione e carriera;

20. chiede maggiori e migliori apprendistati; fa riferimento alle esperienze positive maturate con il duplice sistema di formazione scolastica e professionale in paesi come la Germania, l’Austria e la Danimarca, dove il sistema è percepito come una parte importante del passaggio dei giovani dall’istruzione all’occupazione; invita gli Stati membri a sostenere i programmi di apprendistato e a incoraggiare le aziende a offrire opportunità di formazione ai giovani anche in tempi di crisi; sottolinea l’importanza di una formazione adeguata che garantisca alle aziende la manodopera altamente specializzata di cui avranno necessità in futuro; sottolinea che i tirocini non devono sostituirsi a posti di lavoro regolari;

21. chiede tirocini migliori e garantiti; chiede alla Commissione e al Consiglio, a seguito dell’impegno espresso nella Comunicazione COM(2007)0498 “di proporre un’iniziativa per una Carta europea della qualità dei tirocini”, di istituire una Carta europea della qualità dei tirocini prevedendo norme minime per garantirne il valore educativo ed evitare lo sfruttamento, tenendo conto del fatto che i tirocini fanno parte della formazione non devono sostituire dei veri impieghi; sottolinea che tali norme minime devono includere una descrizione sommaria delle funzioni da esercitare e delle qualificazioni da acquisire, il limite di durata dei tirocini, un'indennità minima basata sul costo della vita del luogo dove si svolge il tirocinio conformemente alla prassi nazionale, un'assicurazione nell'ambito lavorativo in questione, prestazioni di previdenza sociale in base alle norme locali e un collegamento specifico al programma di istruzione in questione;

22. chiede alla Commissione di fornire dati statistici sui tirocini in ogni Stato membro, che includano:

     - il numero di tirocini,

     - la durata dei tirocini,

     - le prestazioni sociali a favore dei tirocinanti,

     - le indennità pagate ai tirocinanti,

     - le fasce d’età dei tirocinanti,

     e di elaborare uno studio comparativo dei vari programmi di tirocinio esistenti negli Stati membri dell’Unione europea;

23. chiede a ciascuno Stato membro di controllarne l'applicazione;

24. invita gli Stati membri a istituire un sistema di certificazione e di riconoscimento europeo delle conoscenze e delle competenze acquisite attraverso apprendistati e tirocini, che contribuisca anche all’incremento della mobilità dei giovani lavoratori;

25. chiede che i giovani siano tutelati nei confronti dei datori di lavoro i quali, nel settore pubblico come in quello privato, grazie all'esperienza professionale, ai contratti di apprendistato e di tirocinio, soddisfano i propri fabbisogni immediati e basilari a basso costo o a costo zero, sfruttando la volontà dei giovani di apprendere senza fornire loro alcuna prospettiva di futuro inserimento nell’organico;

26. sottolinea l’importanza di promuovere la mobilità dei giovani in materia di occupazione e formazione fra gli Stati membri, nonché la necessità di aumentare il riconoscimento e la trasparenza di qualifiche, certificati e titoli nell’UE; chiede che si raddoppino gli sforzi per la messa a punto del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente e del Quadro europeo di riferimento per garantire la qualità dell’insegnamento e della formazione professionale, e che si rafforzi il programma Leonardo da Vinci;

27. esorta gli Stati membri ad accelerare l’armonizzazione dei profili di qualificazione nazionali ed europei al fine di potenziare ulteriormente la mobilità dei giovani nell’ambito dell’istruzione e del lavoro;

28. evidenzia il ruolo del settore privato nell'offerta di istruzione, dal momento che normalmente tale settore è più innovativo nell'elaborazione di corsi e più flessibile nel fornirli;

29. esorta gli Stati membri a garantire pieni diritti occupazionali e previdenziali ai giovani tirocinanti, praticanti o apprendisti, finanziando se del caso parte dei loro contributi previdenziali;

30. invita la Commissione e gli Stati membri a collegare i programmi di apprendistato, tirocinio e praticantato ai sistemi di previdenza sociale;

31. invita gli Stati membri a rafforzare il sistema di orientamento scolastico tra scuola primaria e scuola secondaria, per aiutare i giovani e le famiglie a scegliere canali formativi effettivamente rispondenti a reali attitudini, capacità e aspirazioni, riducendo in tal modo il rischio di successivi abbandoni o insuccessi;

32. riconosce che, in tempi di crisi, i giovani puntano sull'istruzione e che dovrebbero pertanto essere incoraggiati in tal senso; esorta tutti gli Stati membri a garantire la parità di accesso all'istruzione per tutti, assicurando il diritto minimo all'istruzione gratuita e adeguatamente finanziata dalla scuola materna all’università nonché il sostegno finanziario agli studenti giovani; invita gli Stati membri a investire ulteriormente nell'istruzione e nella formazione, anche ove sussistano restrizioni di bilancio o sociali, a attuare quanto prima possibile il quadro europeo delle qualifiche e istituire, ove necessario, quadri nazionali di competenze;

33. ricorda che lo scopo del processo di Copenaghen consiste nell’incoraggiare i singoli a sfruttare l'ampia gamma di opportunità di formazione professionale a disposizione (ad esempio a scuola, nell’istruzione superiore, sul posto di lavoro o attraverso corsi privati);

34. invita la Commissione ad espandere i programmi dell'UE a sostegno dell'istruzione e dell'aggiornamento delle competenze, come il programma di apprendimento permanente, il Fondo sociale europeo, le azioni Marie Curie nonché il programma Erasmus Mundus e l'iniziativa sull'insegnamento delle scienze;

35. chiede agli Stati membri di istituire task force nazionali per i giovani, onde garantire una maggior coerenza fra il sistema di istruzione e il mercato del lavoro, promuovendo una maggiore condivisione di responsabilità fra governi, datori di lavoro e singoli nell'investire nelle competenze; chiede agli Stati membri di prevedere organismi di consulenza in tutte le scuole per facilitare la transizione dall'istruzione al mercato del lavoro e per promuovere la cooperazione fra attori pubblici e privati;

36. giudica essenziale adeguare il sistema di istruzione e formazione ai rapidi cambiamenti del mercato del lavoro e alla domanda di nuove figure professionali;

37. considera essenziale l’apprendimento delle lingue per facilitare l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e per promuoverne la mobilità e le pari opportunità;

Adattarsi alle necessità dei singoli e del mercato del lavoro

38. invita la Commissione e gli Stati membri a fornire ai giovani informazioni sulla domanda del mercato del lavoro, a condizione che siano introdotti meccanismi di verifica adeguati per monitorare l'evoluzione nel campo delle professioni; esorta la Commissione e gli Stati membri a sviluppare politiche e strategie che interessino l'intero ciclo di vita in cui l'istruzione e l'occupazione siano meglio integrate, in cui la transizione sicura costituisca un punto chiave e in cui ci sia un costante aggiornamento delle competenze per fornire alla forza lavoro le abilità fondamentali richieste dal mercato del lavoro;

39. chiede alla Commissione di intensificare la sua azione in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, includendo l'apprendimento non formale e l’esperienza lavorativa al fine di sostenere la mobilità dei giovani;

40. esorta gli Stati membri a promuovere il riconoscimento delle esperienze formative acquisite in contesti di apprendimento informale e occasionale, in modo tale che i giovani possano ulteriormente dimostrare la formazione e le competenze acquisite, come richiede loro il mercato del lavoro durante la ricerca di un impiego;

41. chiede che la formazione professionale goda di maggiore sostegno e prestigio;

42. esorta la Commissione a rivedere, insieme alle parti sociali, la strategia per la flessicurezza per dare priorità alla sicurezza nella transizione, stimolando la mobilità e agevolando l'accesso dei giovani; sottolinea che la flessibilità senza sicurezza sociale non rappresenta una soluzione sostenibile per far fronte ai problemi dei giovani sul mercato del lavoro, ma è piuttosto una forma di elusione dei diritti occupazionali e previdenziali dei giovani;

43. fa appello agli Stati membri affinché includano, nell'elaborazione nazionale delle strategie per l'occupazione giovanile, tutte le quattro componenti della flessicurezza, ossia:

a.   accordi contrattuali flessibili e affidabili,

b.   programmi globali di formazione, di tirocinio o di apprendimento permanente che assicurino lo sviluppo continuo delle competenze,

c.   politiche attive in materia di mercato del lavoro e di workfare incentrate sulle competenze, sulla qualità dell’occupazione e sull'inclusione,

d.   meccanismi efficaci di mobilità occupazionale,

e.   regimi di previdenza sociale che, anziché costringere i giovani a essere flessibili, garantiscano loro la sicurezza nella transizione fra diverse situazioni occupazionali, fra disoccupazione e impiego o tra formazione e impiego;

f.    meccanismi di controllo efficaci a tutela dei diritti dei lavoratori;

44. esorta gli Stati membri e le parti sociali a garantire un lavoro di qualità, evitando così che i giovani cadano nella “trappola della precarietà”; chiede agli Stati membri e alle parti sociali, sulla base delle normative nazionali vigenti e in collaborazione con la Commissione, di introdurre e attuare norme migliori a tutela di chi lavora in condizioni di insicurezza o di scarsa qualità occupazionale;

45. invita la Commissione a valutare le conseguenze a lungo termine della disoccupazione giovanile e la giustizia intergenerazionale;

46. sottolinea la necessità di un dialogo sociale forte e strutturato in tutti i luoghi di lavoro, al fine di proteggere i giovani lavoratori dallo sfruttamento e dalla natura spesso precaria del lavoro temporaneo; sottolinea la necessità che le parti sociali si occupino dei giovani lavoratori e delle loro esigenze specifiche;

47. chiede alla Commissione e agli Stati membri di attivarsi maggiormente per garantire che la direttiva sulla parità di trattamento inerente all'occupazione, che bandisce la discriminazione in base all'età, sia stata trasposta correttamente e sia attuata efficacemente; ritiene che si debba fare molto di più per garantire che sia i dipendenti che i datori di lavoro siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri in virtù di detta normativa;

48. invita gli Stati membri e le parti sociali a mettere in atto strategie di informazione e di aggiornamento dei giovani sui loro diritti sul lavoro e anche sulle diverse opzioni di integrazione nel mercato del lavoro;

49. invita la Commissione e gli Stati Membri ad incoraggiare l'avvicinamento tra il mondo del lavoro e dell'istruzione affinché si strutturino percorsi formativi, come ad esempio quelli duplici, che coniughino nozionismo teorico ed esperienza pratica per conferire ai giovani il necessario bagaglio di competenze sia generiche che specifiche; invita altresì la Commissione e gli Stati membri ad investire per sostenere una campagna di sensibilizzazione nei confronti della formazione professionale (VET) e degli studi tecnici e imprenditoriali, affinché tali percorsi non vengano più percepiti come una scelta squalificante, ma come un'opportunità per colmare i vuoti occupazionali di profili tecnici, la cui richiesta sta sensibilmente aumentando, e per rimettere in moto l'economia europea;

50. invita gli Stati membri e le parti sociali a lavorare più intensamente a una programmazione e a un'attuazione di programmi di potenziamento dell’accesso dei giovani al mercato del lavoro, tramite politiche occupazionali attive, in particolare in determinate regioni e settori dove si registrano tassi elevati di disoccupazione giovanile;

51. sollecita gli Stati membri ad attutire gli effetti che la disoccupazione giovanile avrà sui diritti pensionistici delle attuali generazioni e a offrire ai giovani un incentivo a frequentare a lungo la scuola, tenendo generosamente conto del tempo da essi dedicato all'apprendimento;

52. invita le parti sociali a intensificare i loro sforzi onde informare i giovani sul loro diritto di partecipazione al dialogo sociale e a rafforzare la presenza di questa importante fascia di popolazione attiva nelle strutture dei propri organi di rappresentanza;

Svantaggi e discriminazione

53. esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire che le normative nazionali che interessano i giovani e in particolare le normative nazionali basate sulla direttiva 2000/78/CE sull'uguaglianza in materia di occupazione, non siano utilizzate per discriminare l’accesso dei giovani alle prestazioni di previdenza sociale; ritiene che si debba fare molto di più per garantire che sia i dipendenti che i datori di lavoro siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri nell’ambito di questa normativa;

54. sollecita gli Stati membri a predisporre iniziative atte a garantire ai giovani immigrati l'apprendimento della lingua del paese ospitante, il riconoscimento dei titoli acquisiti nel paese di origine e l'accesso alle competenze chiave, consentendo in tal modo la loro integrazione sociale e la loro partecipazione al mercato del lavoro;

55. esorta la Commissione e gli Stati membri a fornire ai genitori giovani servizi di assistenza all'infanzia, come scuole a tempo pieno, che siano adeguati, di migliore qualità e a costi accettabili, dando così ai giovani genitori, specialmente alle giovani madri, maggiori possibilità di partecipazione al mercato del lavoro;

56. chiede che gli aiuti concessi dagli Stati membri ai giovani genitori, sotto forma di assistenza all’infanzia o asili nido, siano di un livello adeguato al fine di non dissuadere gli interessati dall’inserirsi nel mondo del lavoro;

57. esorta gli Stati membri a compiere uno sforzo a breve termine focalizzato sui giovani uomini disoccupati nei settori interessati dalla crisi, senza perdere di vista i problemi a lungo termine incontrati dalle giovani donne nell'accedere al mercato del lavoro;

58. chiede agli Stati membri di introdurre misure sotto forma di azioni positive per i giovani in quelle aree del mercato del lavoro caratterizzate da una sottorappresentazione dei giovani, così da superare le conseguenze della precedente discriminazione fondata sull'età e ottenere una forza lavoro realmente eterogenea, provvedendo ai ragionevoli adeguamenti che si rendono necessari per rispondere alle esigenze dei giovani disabili; fa riferimento alle esperienze positive in materia di azioni affermative nella lotta alla discriminazione;

59. sottolinea la necessità di elaborare programmi specifici per le persone disabili, finalizzati a offrire loro maggiori opportunità di accesso al mercato del lavoro;

60. sottolinea l’importanza di promuovere tirocini e mobilità presso i giovani appartenenti a scuole o attività di formazione artistica come cinema, musica, danza, teatro o circo;

61. ritiene che si dovrebbe rafforzare il sostegno ai programmi di volontariato in diversi settori, tra i quali gli ambiti sociale, culturale e sportivo;

62. chiede ai vari settori dell'industria di dar vita a partenariati generazionali nell’ambito di imprese e organizzazioni generando così uno scambio attivo di competenze e raggruppando in modo produttivo le esperienze di diverse generazioni;

63. riconosce l'importanza dell'indipendenza finanziaria dei giovani ed esorta gli Stati membri a far sì che tutti i giovani abbiano diritto individualmente a un livello di reddito dignitoso che garantisca loro la possibilità di crearsi una vita economicamente indipendente;

64. chiede agli Stati membri di far sì che i giovani possano, se lo desiderano, ricevere un aiuto adeguato per le loro scelte professionali, per conoscere i loro diritti e gestire il loro salario minimo;

Strategie e strumenti di governance a livello dell'Unione europea

65. suggerisce al Consiglio e alla Commissione di proporre una garanzia europea per i giovani che assicuri a ogni persona giovane dell'UE il diritto a un lavoro, a un apprendistato, a una formazione aggiuntiva o a una combinazione di formazione e lavoro dopo un periodo massimo di 4 mesi di disoccupazione;

66. accoglie con favore i progressi compiuti per la definizione della strategia UE 2020 ma lamenta l'assenza di una valutazione pubblica e trasparente della strategia di Lisbona e in particolare del Patto europeo per la gioventù, inclusi i parametri per i giovani; lamenta altresì che le parti sociali, la società civile e le organizzazioni giovanili non siano state sufficientemente consultate durante il processo di elaborazione della strategia UE 2020;

67. chiede agli Stati membri di introdurre e valutare nuovi parametri vincolanti per la gioventù; invita la Commissione a valutare con scadenza annuale gli attuali parametri e la garanzia per i giovani, così da ottenere risultati e progressi in tale ambito sulla base di informazioni statistiche più disaggregate e ripartite soprattutto per genere e per fasce di età;

68. esorta il Consiglio e la Commissione a concordare e sviluppare nuovi e migliori strumenti di governance e di informazione per le attività relative alla disoccupazione giovanile;

69. suggerisce l'istituzione di una task force giovanile permanente a livello dell'UE che coinvolga le organizzazioni giovanili, gli Stati membri, la Commissione, il Parlamento europeo e le parti sociali, per monitorare gli sviluppi in materia di occupazione giovanile, consentire l'attuazione di politiche trasversali, condividere gli esempi di migliori pratiche e avviare nuove politiche;

70. evidenzia l’importanza del coinvolgimento dei giovani nella definizione di strategie educative e formative al fine di tenere maggiormente conto delle loro esigenze; raccomanda a questo proposito alla Commissione di consultare i rappresentanti dei consigli nazionali dei giovani in merito alle priorità a favore dei giovani stessi;

71. esorta gli Stati membri a valutare l'impatto delle politiche sui giovani, così da includere questi ultimi in tutti i processi e istituire consigli giovanili per monitorare le politiche attinenti ai giovani;

72. invita le istituzioni europee a dare il buon esempio eliminando la pubblicità di apprendistati non retribuiti dai loro siti web e a offrire:

-  un’indennità minima sulla base del livello del costo della vita nel luogo in cui si effettua il tirocinio,

-  prestazioni di previdenza sociale a tutti i loro tirocinanti;

73. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16.

(2)

GU C279 E del 19.11.2009, pag. 23.

(3)

GU C 137 E del 27.5.2010, pag. 68.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2010)0187.                                    


MOTIVAZIONE

La contrazione dell'economia ha causato un enorme incremento dei tassi di disoccupazione dell'UE a 27: è evidente che i giovani ne sono stati colpiti in maniera eccessiva. Oggi i giovani al di sotto dei 25 anni senza un lavoro sono oltre 5,5 milioni, ossia il 21,4%, il doppio del tasso di disoccupazione complessivo. Purtroppo, il tempo non sta salvando i giovani in Europa: i tassi di disoccupazione, infatti, sono destinati ad aumentare ulteriormente.

La disoccupazione giovanile rappresenta uno dei problemi più urgenti che l'Unione europea si trova ad affrontare. Si rischia di condannare una generazione all'esclusione sociale e di giocare d'azzardo con il futuro economico e sociale dell'UE.

La disoccupazione giovanile comporta elevati costi sociali per le nostre società, che si traducono nella perdita di opportunità di crescita economica, nell'erosione della base imponibile che mina gli investimenti nelle infrastrutture e nei servizi pubblici, in un aumento dei costi sociali e in un sottoutilizzo degli investimenti a favore dell'istruzione e della formazione. La gioventù dell'UE è un tesoro di risorse umane inutilizzate. Le previsioni economiche e sociali esortano all'azione.

Iniziare la vita lavorativa come disoccupato provoca ferite personali che durano nel tempo. Gli studi dimostrano chiaramente che chi sperimenta la disoccupazione da giovane continua a subirne le conseguenze dannose in una fase successiva della vita. La disoccupazione in età giovanile aumenta il rischio di disoccupazione di lunga durata e ha un impatto negativo sui livelli di reddito più avanti negli anni. Inoltre, con l'aumento della disoccupazione aumentano anche la povertà, le malattie, la criminalità e i tassi di suicidio. È inaccettabile perdere la gioventù dell'UE condannandola all'esclusione sociale.

La crisi economica non ha soltanto creato barriere all'accesso dei giovani al mercato del lavoro e a una vita adulta indipendente. Dagli anni Ottanta ci si è incentrati in maniera particolare sulle barriere del mercato del lavoro di cui i giovani sono vittima. Alcuni fatti indicano la portata del problema.

I giovani lavoratori non solo sono più spesso disoccupati rispetto agli adulti, ma sono anche più di sovente occupati in lavori precari, temporanei e di scarsa qualità, con stipendi inferiori e una minore sicurezza sociale. Inoltre, i giovani sono soggetti a garanzie minori in termini di salute e la sicurezza sul lavoro e hanno il 50% di possibilità in più di subire infortuni sul posto di lavoro rispetto ai colleghi con più esperienza.

La buona notizia è che si può ottenere molto dall'inclusione dei giovani nella forza lavoro e nella società. La promozione di una maggiore e migliore occupazione per i giovani ha infatti molti vantaggi: essa ha infatti effetti molteplici nelle nostre economie e società, stimola gli investimenti e la domanda da parte dei consumatori e assicura legami sociali tra le generazioni più stabili e forti. Infine, un lavoro dignitoso e l'inclusione consente ai giovani di passare dalla dipendenza sociale all'autosufficienza, scongiurando il rischio di povertà e consentendo loro di contribuire attivamente alla società.

Tutti gli Stati membri devono agire e lottare contro la disoccupazione giovanile attraverso priorità politiche e strategie che riflettano le specificità nazionali. Al contempo, però, l'Unione europea deve unirsi intorno a strategie comuni. Per far fronte alla sfida dei giovani è necessario un approccio integrato e coerente che coniughi interventi microeconomici e macroeconomici, incentrato sull'offerta e sulla domanda di lavoro e in grado di assicurare sia la quantità sia la qualità dell'occupazione. È dunque necessario un insieme coerente di politiche educative, finanziarie, occupazionali e sociali.

Investendo economicamente e politicamente nella creazione di nuovi posti di lavoro, nell'istruzione e nella formazione, in regimi di previdenza sociale più forti, in un mercato del lavoro più dinamico e in un lavoro dignitoso, è possibile trasformare il mercato del lavoro dell'Unione europea e reindirizzare le attuali tendenze verso un futuro migliore per i giovani.

È necessario fare dei giovani la priorità dell'agenda politica, accettare la sfida e ridare speranza a una gioventù che l'ha persa.


PARERE della commissione per la cultura e l’istruzione (27.4.2010)

destinato alla commissione per l’occupazione e gli affari sociali

sulla promozione dell’accesso dei giovani al mercato del lavoro e sul rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti

(2009/2221(INI))

Relatore per parere: Katarína Neveďalová

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l’istruzione invita la commissione per l’occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che quattro delle dieci misure adottate al vertice straordinario dell’UE sull’occupazione svoltosi a Praga nel 2009 riguardano l’istruzione, la formazione professionale, l’apprendimento permanente, gli apprendistati, l’agevolazione della mobilità, migliori previsioni delle esigenze del mercato del lavoro e l’abbinamento delle competenze,

1.  ritiene che l’istruzione e la formazione siano fondamentali per integrare i giovani nel mercato del lavoro e sottolinea che è importante rendere accessibili a tutti i sistemi di apprendimento permanente, ivi compresi i programmi d’istruzione formali e non formali, e accordare ai cittadini le qualifiche e le competenze necessarie, come sottolineato nella comunicazione "Nuove competenze per nuovi lavori"; ricorda che acquisire conoscenze di base e un buon livello di cultura generale è un elemento chiave per la mobilità professionale;

2.  ribadisce che lo scopo del processo di Copenaghen consiste nell’incoraggiare i singoli a sfruttare la varietà di opportunità di formazione professionale a disposizione (per es. a scuola, nell’istruzione superiore, sul posto di lavoro, o nell’ambito di corsi privati);

3.  sottolinea l’importanza di garantire che tutti i giovani dispongano di solide competenze di base, essenziali per promuovere la mobilità permanente e per consentire ai giovani di affrontare i cambiamenti in atto nel mercato del lavoro e l’emergere di nuove esigenze economiche e sociali;

4.  considera essenziale l’apprendimento delle lingue per facilitare l’accesso da parte dei giovani al mercato del lavoro e per promuovere la mobilità e le pari opportunità;

5.  sottolinea che è importante promuovere l’imprenditorialità e aiutare i giovani ad avviare la propria attività, promuovendo e ampliando il programma “Erasmus per giovani imprenditori”; esorta, pertanto, a lanciare una campagna informativa europea, negli istituti scolastici, incentrata sull’imprenditorialità, sul capitale di avviamento, sulla tassazione delle imprese in fase di avviamento e sul supporto formativo continuo;

6.  sottolinea quanto sia importante per gli Stati membri sviluppare l’occupazione verde, ad esempio impartendo una formazione sulle tecnologie ambientali;

7.  sottolinea la necessità di elaborare programmi specifici per le persone disabili, finalizzati a offrire loro maggiori opportunità di accesso al mercato del lavoro;

8.  sottolinea l’importanza della formazione imprenditoriale, che costituisce parte integrante del processo di acquisizione delle competenze necessarie ai nuovi tipi di occupazione;

9.  ritiene essenziale avviare un partenariato tra il mondo dell’istruzione e del lavoro, ed esorta a migliorare la mobilità e le strutture linguistiche per gli insegnanti, i lavoratori, gli studenti e i giovani imprenditori, ampliando il programma Erasmus;

10. sottolinea che sono necessarie nuove iniziative o programmi a livello europeo per migliorare la mobilità degli studenti tra i sistemi di istruzione superiore e il mondo delle imprese;

11. esorta gli Stati membri ad accelerare l’armonizzazione dei profili di qualificazione nazionali ed europei al fine di potenziare ulteriormente la mobilità dei giovani nell’ambito dell’istruzione e del lavoro;

12. è favorevole al ricorso ai tirocini quale parte integrante dei programmi di studio, in modo da offrire agli studenti l'opportunità di acquisire competenze e maturare esperienza lavorativa facilitando quindi il loro futuro inserimento sul mercato del lavoro; sottolinea altresì la funzione formativa dei tirocini, precisando però che non dovrebbero sostituirsi ai posti di lavoro;

13. ritiene estremamente importanti lo sviluppo e la disponibilità di stage strettamente inerenti al corso di studi poiché costituiscono un’opportunità per consolidare le loro competenze ed iniziare a lavorare anche solo con un bagaglio ridotto di esperienza e di formazione pregressa; ritiene che gli stage (con un equo compenso economico) siano un mezzo necessario per coniugare l’istruzione e il lavoro, come dimostrato dal fatto che alcuni programmi registrano un tasso di occupazione post stage pari al 70 per cento;

14. accoglie con favore l’esito della riunione dei ministri europei per l’istruzione superiore sul Processo di Bologna 2020 (28-29 aprile 2009) che auspicava partenariati più solidi tra gli enti pubblici, le istituzioni dell’istruzione superiore, gli studenti, i datori di lavoro e i dipendenti considerati un modo di migliorare l’attuazione delle strategie di apprendimento permanente;

15. esorta gli Stati membri a promuovere il riconoscimento delle esperienze formative acquisite in contesti di apprendimento formale e informale, in modo tale che i giovani possano ulteriormente dimostrare la formazione e le competenze acquisite, come richiede loro il mercato durante la ricerca di un impiego;

16. ritiene che gli apprendisti dovrebbero ricevere un’adeguata formazione e che questa formazione sul posto di lavoro dovrebbe fungere da mezzo per acquisire non soltanto competenze e qualifiche ma anche una consapevolezza professionale; è favorevole al rafforzamento del legame tra istruzione e lavoro, e propone che alle competenze informatiche, alle nuove tecnologie, alla scienza e alle lingue straniere venga conferito un ruolo di centralità nell'istruzione;

17. chiede un più stretto monitoraggio delle attività dei tirocinanti e dei loro contratti di lavoro per prevenire eventuali abusi, ad esempio quelli relativi alla durata del tirocinio;

18. sottolinea che l'attuale recessione economica può rappresentare un'occasione unica per rivedere le politiche e per potenziare i programmi tesi ad agevolare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro;

19. chiede che si sostenga e che si dia più prestigio alla formazione professionale;

20. sottolinea l’importanza di promuovere i periodi di stage e la mobilità dei giovani appartenenti a scuole o attività di formazione artistica come cinema, musica, danza, teatro o circo;

21. ribadisce che la nuova strategia UE 2020 svolge un ruolo chiave in termini di miglioramento dell'occupabilità dei cittadini, considerando che i giovani sono un elemento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di detta strategia nonché uno dei gruppi maggiormente penalizzati, ritiene fondamentale assicurare loro un’istruzione e una formazione migliori e incoraggiarli a usufruirne; sottolinea la necessità di rivedere il bilancio dell’UE affinché le priorità di bilancio coincidano con le priorità politiche evidenziate dalla strategia UE 2020;

22. invita gli Stati membri ad introdurre misure sotto forma di azioni positive volte a favorire i giovani nei settori del mercato del lavoro in cui sono sottorappresentati;

23. considera che si dovrebbe rafforzare il sostegno ai programmi di volontariato in diversi settori, ad esempio sociale, culturale e sportivo;

24. evidenzia l’importanza del coinvolgimento dei giovani nella definizione di strategie educative e formative al fine di tenere maggiormente conto delle loro esigenze; raccomanda a questo proposito alla Commissione di consultare i rappresentanti dei consigli nazionali dei giovani in merito alle priorità a favore dei giovani stessi;

25. invita gli Stati membri a intraprendere tutte le misure necessarie a contrastare l’elevato tasso di abbandono tra gli studenti, consentendo loro in questo modo di acquisire qualifiche aggiuntive e facilitandone il futuro inserimento nel mercato del lavoro;

26. giudica essenziale adeguare il sistema di istruzione e formazione ai rapidi cambiamenti del mercato del lavoro e alla domanda di nuove figure professionali;

27. è molto preoccupato del crescente numero di giovani disoccupati, soprattutto nel quadro dell’attuale crisi economica; invita gli Stati membri a garantire che il mercato del lavoro sia il più possibile flessibile per far sì che coloro che stanno ultimando la propria istruzione o formazione possano trovare e cambiare lavoro facilmente;

28. sottolinea l’importanza di includere l’alfabetizzazione digitale e mediatica a tutti i livelli dell’istruzione e di proseguire questo processo durante i tirocini affinché tutti i cittadini conseguano la padronanza dei mezzi digitali;

29. invita gli Stati membri a fornire ai giovani le strutture e i servizi necessari per sviluppare le competenze richieste dall’industria e garantire maggiori opportunità di trovare lavoro al termine dei percorsi di istruzione o di formazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.4.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Malika Benarab-Attou, Lothar Bisky, Piotr Borys, Jean-Marie Cavada, Silvia Costa, Santiago Fisas Ayxela, Mary Honeyball, Cătălin Sorin Ivan, Petra Kammerevert, Morten Løkkegaard, Katarína Neveďalová, Doris Pack, Chrysoula Paliadeli, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Marco Scurria, Joanna Senyszyn, Timo Soini, Emil Stoyanov, Hannu Takkula, László Tőkés, Marie-Christine Vergiat, Milan Zver

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Liam Aylward, Ivo Belet, Oriol Junqueras Vies, Hans-Peter Martin, Iosif Matula

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Vicky Ford


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

2.6.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Jean-Luc Bennahmias, Mara Bizzotto, Milan Cabrnoch, David Casa, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Sergio Gaetano Cofferati, Marije Cornelissen, Frédéric Daerden, Karima Delli, Proinsias De Rossa, Frank Engel, Sari Essayah, Richard Falbr, Ilda Figueiredo, Pascale Gruny, Marian Harkin, Roger Helmer, Nadja Hirsch, Liisa Jaakonsaari, Martin Kastler, Ádám Kósa, Jean Lambert, Patrick Le Hyaric, Olle Ludvigsson, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Licia Ronzulli, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Raffaele Baldassarre, Jürgen Creutzmann, Marielle Gallo, Joe Higgins, Franz Obermayr, Antigoni Papadopoulou, Evelyn Regner, Birgit Sippel, Emilie Turunen

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa Estaràs Ferragut, Oldřich Vlasák

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