RELAZIONE sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e il ruolo delle macroregioni nella futura politica di coesione

    14.6.2010 - (2009/2230(INI))

    Commissione per lo sviluppo regionale
    Relatore: Wojciech Michał Olejniczak

    Procedura : 2009/2230(INI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A7-0202/2010
    Testi presentati :
    A7-0202/2010
    Testi approvati :

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e il ruolo delle macroregioni nella futura politica di coesione

    (2009/2230(INI))

    Il Parlamento europeo,

    –   visti la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico (COM(2009)0248) e il piano d'azione indicativo ad essa allegato,

    –   viste le conclusioni del Consiglio sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico adottate il 26 ottobre 2009,

    –   vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2008 sull'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania[1],

    –   vista la sua risoluzione del 16 novembre 2006 su una strategia per la Dimensione settentrionale incentrata sull'area del Baltico[2],

    –   visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico (ECO/261) e sul tema "Cooperazione macroregionale – Estendere la strategia per il Mar Baltico ad altre macroregioni" (ECO/251),

    –   visto il parere del Comitato delle regioni sul tema "Il ruolo degli enti regionali e locali nella nuova strategia del Mar Baltico" del 21-22 aprile 2009,

    –   visto il parere d'iniziativa del Comitato delle regioni intitolato "Libro bianco del Comitato delle regioni sulla governance multilivello" (CdR 89/2009 def.),

    –   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

    –   visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare nonché della commissione per i trasporti e il turismo (A7-0202/2010),

    A. considerando che con l'allargamento dell'UE nel 2004 il Mar Baltico è diventato di fatto un mare interno dell'Unione, che unisce, ma che rappresenta anche una specifica sfida, e che i paesi della regione del Mar Baltico mostrano una notevole interdipendenza e devono misurarsi con gli stessi problemi,

    B.   considerando che la strategia per la regione del Mar Baltico funge da pilota per le future strategie macroregionali e che il successo nella realizzazione della strategia potrà servire da modello per le possibili modalità di realizzazione delle strategie future,

    C.  considerando che l'idea di creare delle regioni funzionali, articolate intorno a obiettivi e problemi di sviluppo condivisi, può contribuire a migliorare l'efficacia della politica regionale dell'Unione europea,

    D.  considerando che, per migliorare l'efficacia della politica regionale, in particolare in vista della sua riforma dopo il 2013, occorre sostenere e sviluppare l'idea di un approccio integrato e la creazione di strategie per le macroregioni che siano strategie di tutta l'Unione europea, ma che la loro attuazione non deve condurre a una rinazionalizzazione della politica di coesione,

    E.   considerando che il Mar Baltico resta uno dei mari più inquinati dell'Unione europea e che la sua situazione ambientale non dovrebbe peggiorare a causa dei progetti di infrastrutture su vasta scala attuati nello stesso Mar Baltico e nei territori circostanti (compresi paesi non membri dell'UE),

    1.   si compiace dell'approvazione della Commissione europea e del sostegno del Consiglio a favore della Strategia per la regione del Mar Baltico, sollecitata dal Parlamento sin dal 2006;

    2.   accoglie con particolare favore il fatto che la strategia sia il frutto di una consultazione di ampio respiro con i soggetti interessati negli Stati membri, tra cui non solo le autorità nazionali, regionali e locali, ma anche gli ambienti accademici, imprenditoriali e le organizzazioni non governative; è convinto che il processo di consultazione e coinvolgimento delle parti fin dal principio dei lavori sulla strategia sia un fattore importante del suo successo; accoglie pertanto con favore l'istituzione nella regione di un forum della società civile come il Vertice del Gruppo d'azione per il Mar Baltico e invita a intraprendere iniziative analoghe per le future macroregioni che raggruppino gli attori del settore pubblico e privato consentendo ai medesimi di partecipare allo sviluppo delle strategie macroregionali;

    3.   raccomanda pertanto di intensificare la partecipazione delle comunità locali istituendo strumenti per una comunicazione e una consultazione più vaste e mirate, anche tramite i media locali (televisione e radio locali nonché giornali locali, sia in versione cartacea sia online); invita la Commissione a creare un apposito portale Internet dedicato alla Strategia del Mar Baltico, che fungerebbe quale forum per lo scambio di esperienze relative ai progetti attuali e futuri intrapresi da amministrazioni centrali e locali, da organizzazioni non governative e da altri soggetti attivi nella regione del Mar Baltico;

    4.   accoglie con favore la strategia UE 2020, che è coerente con gli obiettivi stabiliti nella strategia per il Mar Baltico, e nota che essa può fungere da quadro efficiente per l'attuazione e il consolidamento della strategia per il Mar Baltico;

    5.   ritiene che il nuovo quadro di cooperazione definito dalla strategia e basato sui principi di un approccio integrato apra opportunità in termini di un utilizzo più razionale ed efficiente delle risorse finanziarie assegnate alla tutela ambientale e allo sviluppo della regione del Mar Baltico, a carico tanto dei fondi dell'Unione e delle risorse nazionali quanto dei vari istituti finanziari;

    6.   richiama l’attenzione sul divario in termini di sviluppo economico e d'innovazione che caratterizza la regione del Mar Baltico nonché sull’esigenza di ampliare le potenzialità di tutte le zone, comprese quelle altamente sviluppate, poiché esse possono contribuire a trainare le regioni più svantaggiate; rileva la necessità di promuovere nuove zone dotate di potenzialità in termini di sviluppo economico e d'innovazione e di cogliere l'opportunità di sfruttare il valore aggiunto offerto dalla strategia per il Mar Baltico e da altre future strategie macroregionali per ottenere un nuovo livello di sinergia capace di ridurre le attuali disparità, al fine di creare uno spazio permanente di prosperità comune con un elevato livello di competitività – essenziale per affrontare il problema dell’invecchiamento della popolazione e i nuovi modelli di globalizzazione;

    7.   sottolinea la necessità di un'applicazione tempestiva e coerente dei vigenti atti legislativi dell'Unione europea per rafforzare il mercato interno, come ad esempio della direttiva sui servizi, al fine di aumentare l'attrattiva della regione del Mar Baltico come spazio economico;

    8.   invita gli Stati membri e le regioni a utilizzare i Fondi strutturali disponibili per il 2007-2013 al fine di sostenere la strategia nella misura più ampia, in particolare per promuovere la creazione di posti di lavoro e la crescita economica nei territori maggiormente colpiti dalla crisi economica e al contempo raccomanda, se del caso, di provvedere a modificare i programmi operativi nel corso dell'attuale fase di programmazione; rileva che la valorizzazione delle caratteristiche specifiche delle regioni potrebbe tradursi in un impiego molto più efficace dei Fondi strutturali e nella creazione di valore aggiunto a livello regionale;

    9.   rileva il profondo impatto che la crisi economica e finanziaria mondiale ha prodotto su tutti i paesi della regione, in particolare sugli Stati baltici; invita tutte le parti interessate a non affievolire il proprio impegno nei confronti della strategia dell'Unione europea per il Mar Baltico a causa della crisi;

    10. è convinto che una condizione per il successo della Strategia e per la realizzazione degli ambiziosi obiettivi delle future strategie macroregionali sia costituita da tutte le iniziative intraprese nel quadro delle politiche settoriali aventi una dimensione territoriale, tra cui la politica agricola comune, la politica della pesca, la politica dei trasporti, la politica industriale, la politica in materia di ricerca nonché una politica infrastrutturale coerente, come anche dall'integrazione delle risorse disponibili per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti di concerto in un determinato settore; insiste a tale proposito su una revisione delle politiche alla luce delle nuove sfide nonché sulla creazione di un quadro adeguato a livello dell'Unione europea e sul tipo di relazioni che tale quadro dovrebbe intrattenere con le strutture esistenti a livello nazionale e locale;

    11. ritiene che la dimensione territoriale della strategia contribuirà allo sviluppo concreto dell'idea di coesione territoriale, equiparata nel trattato di Lisbona alla coesione economica e sociale, e alla luce di tale considerazione invita la Commissione ad avviare un dialogo attivo sul ruolo e sull'impatto delle politiche macroregionali dell'Unione europea dopo il 2013;

    12. incoraggia l'elaborazione di disposizioni specifiche nel quadro del prossimo regolamento generale sui Fondi strutturali sulla base delle disposizioni relative alla cooperazione territoriale, che sono chiare e tengono presenti le diverse culture amministrative senza imporre oneri amministrativi supplementari ai beneficiari, al fine di consolidare la cooperazione tra gli Stati e le regioni nonché l'elaborazione di future strategie d'azione comuni, che potrebbero migliorare l'attrattiva della regione a livello europeo e internazionale e successivamente costituire un modello di cooperazione transfrontaliera;

    13. attira l'attenzione sul fatto che la strategia per la regione del Mar Baltico andrebbe considerata come un processo nel quale i principi di azione e cooperazione sono in costante evoluzione, il che necessita l'aggiornamento della strategia, e che il suo fine ultimo è di trovare meccanismi ottimali da trasporre nelle future strategie macroregionali; sottolinea a tale proposito l'importanza di raccogliere, sintetizzare e promuovere le iniziative di successo e i loro risultati; appoggia il piano della Commissione di creare una base di dati relativi alle migliori prassi al fine di utilizzare tali prassi per elaborare le future strategie macroregionali;

    14. è convinto che la collaborazione territoriale sviluppata nel quadro della strategia per le macroregioni possa contribuire in modo significativo al consolidamento del processo di integrazione mediante un maggiore coinvolgimento della società civile nel processo decisionale e nell'attuazione di misure concrete; raccomanda a tale proposito di introdurre, in particolare, una dimensione sociale, economica, culturale, educativa e turistica nelle strategie macroregionali e inoltre, allo scopo di favorire una più intensa partecipazione della società civile locale e all'insegna della sussidiarietà, ritiene importante che le strategie macroregionali siano realizzate tramite l'istituzione di GECT (Gruppi europei di cooperazione territoriale);

    15. sottolinea l'importanza di promuovere lo sviluppo della cultura, dell'istruzione, nonché della ricerca e dell'innovazione, e di incoraggiare gli Stati membri a collaborare più strettamente, soprattutto in quest'ultimo settore; riconosce che nel settore dell'istruzione la cooperazione può certamente essere di grande utilità, ma che la competenza in materia dovrebbe rimanere agli Stati membri; raccomanda il rafforzamento dell'approccio strategico e della progettazione a lungo termine in relazione alle macroregioni;

    16. sottolinea che è particolarmente importante – nel rispetto del principio di sussidiarietà e constatando l'enorme potenziale di cooperazione esistente a livello locale e regionale – creare un'efficiente struttura di cooperazione multilivello attraverso la promozione di partenariati settoriali, prevedendo incontri periodici dei responsabili politici competenti, il che rafforzerà la responsabilità condivisa tra i vari soggetti partner, pur sempre salvaguardando la sovranità organizzativa degli Stati membri e delle regioni; invita in tale ottica a migliorare, sviluppare e potenziare i meccanismi di cooperazione transfrontaliera esistenti a livello locale e regionale;

    17. sottolinea il fatto che il nuovo quadro di cooperazione "macroregionale" è caratterizzato da un forte approccio "dall'alto verso il basso", il quale conferisce agli Stati membri un ruolo decisivo nello sviluppo di tale cooperazione, e inoltre crea un nuovo livello di governance; afferma che nel quadro di questo nuovo modello di cooperazione occorre garantire che gli svantaggi naturali delle regioni periferiche vengano trasformati in vantaggi e opportunità e che sia stimolato lo sviluppo di tali regioni;

    18. è convinto che le macroregioni combinino il potenziale per ottimizzare le risposte alle sfide emergenti in una determinata regione con la capacità di sfruttare le opportunità e le risorse specifiche di ciascuna regione in modo efficiente ed efficace;

    19. invita la Commissione ad analizzare i primi risultati e le prime esperienze emersi in relazione all'attuazione della strategia per il Mar Baltico, che contribuiranno a individuare possibili fonti e metodologie di finanziamento delle strategie macroregionali e ispireranno a utilizzare l'esempio della strategia come progetto pilota per altre strategie macroregionali al fine di dimostrarne la funzionalità; sottolinea, tuttavia, che lo sviluppo delle macroregioni è fondamentalmente una misura complementare, che non dovrebbe mirare a sostituire il finanziamento dell'Unione europea a favore di singoli programmi locali e regionali quale priorità d'intervento;

    20. osserva che l'attuazione della strategia per la regione del Mar Baltico finora è stata molto lenta; ritiene che gli stanziamenti assegnati a titolo del bilancio UE 2010 possano essere utilizzati per migliorare tale attuazione; deplora pertanto il fatto che gli stanziamenti non siano ancora stati erogati e rammenta alla Commissione l'importanza di erogare tali fondi il più presto possibile per fini conformi agli obiettivi della strategia per la regione del Mar Baltico;

    21. richiama l'attenzione, a vantaggio di eventuali future strategie macroregionali, sulla necessità che la Commissione risolva la questione delle sue risorse proprie per poter anticipare tali strategie in funzione delle specificità territoriali delle regioni interessate, fornendo agli Stati membri partecipanti nuove idee concernenti argomenti di interesse europeo e aiutandoli a elaborare una strategia; invita la Commissione a monitorare l'attuazione di dette strategie agendo in qualità di coordinatore, rivedendo le nuove priorità e assegnando le risorse in funzione delle necessità specifiche e delle esigenze di know-how, evitando al contempo di duplicare il lavoro;

    22. invita la Commissione a predisporre – nell'ambito della necessità di effettuare un'analisi intermedia dell'attuazione della strategia per la regione del Mar Baltico – strumenti concreti e criteri di valutazione dei progetti che siano basati su indicatori comparabili;

    23. invita la Commissione, gli Stati membri e i deputati al Parlamento europeo a trovare risposte ai quesiti sulla natura delle politiche macroregionali e sul modo in cui le si potrebbe trattare paritariamente (separatamente oppure nell'ambito della politica di coesione), su quali dovrebbero essere i responsabili della loro attuazione e quali le modalità di esecuzione, nonché sulla provenienza delle risorse per il loro finanziamento, per non creare un'inutile duplicazione e frammentazione dei finanziamenti dell'UE, in particolare nel contesto della strategia UE 2020, della revisione del bilancio dell'Unione europea e del dibattito sulla futura politica di coesione;

    24. sottolinea che il valore aggiunto europeo delle macroregioni risiede nel rafforzamento della cooperazione tra Stati e regioni, ragion per cui i programmi di cooperazione territoriale europea per la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale rappresentano un elemento chiave per il raggiungimento degli obiettivi delle macroregioni; propone inoltre di considerare la Strategia per la regione del Mar Baltico come una strategia dell'Unione europea, elaborata sulla base di diverse politiche dell'UE e corredata di un calendario preciso e di obiettivi ben definiti; ritiene che, dato il suo carattere orizzontale, la strategia potrebbe essere considerata come macroregionale e il suo coordinamento potrebbe essere integrato nella politica regionale;

    25. è convinto che lo sviluppo di strategie su vasta scala, quali le strategie macroregionali, debba contribuire a promuovere il ruolo del livello locale e regionale nell'attuazione delle politiche dell'UE in senso più generale;

    Dimensione esterna

    26. sollecita un miglioramento, nel contesto della strategia per la regione del Mar Baltico nonché delle future strategie macroregionali, delle relazioni tra l'Unione europea e gli Stati non membri dell'UE, in particolare in ordine alla realizzazione di progetti su vasta scala aventi un significativo impatto ambientale; sollecita inoltre la cooperazione tra l'Unione europea e gli Stati non membri dell'UE al fine di rafforzare la sicurezza nella regione e sostenere la lotta contro la criminalità transfrontaliera;

    27. richiama l'attenzione sulla necessità di puntare a una maggiore cooperazione, soprattutto tra la Russia, la Bielorussia e gli Stati baltici, nel potenziamento della rete energetica e di sfruttare più intensamente a tale scopo il dialogo energetico UE-Russia, che offrirebbe al contempo opportunità per integrare la Russia nella strategia per il Mar Baltico; si attende che tutti gli attori della regione del Mar Baltico aderiscano agli accordi internazionali come la Convenzione di Espoo e la Convenzione di Helsinki, si conformino alle linee guida della Commissione di Helsinki (HELCOM) e cooperino all'interno di tale quadro;

    28. esorta la Commissione a garantire una cooperazione e un coordinamento efficaci con la HELCOM e gli Stati membri della regione del Mar Baltico, al fine di assicurare una delimitazione chiara dei compiti e delle responsabilità relative all'attuazione del piano d'azione della HELCOM per il Mar Baltico, adottato nel 2007, nonché della strategia dell'UE e del piano d'azione sopra menzionati, garantendo quindi un'efficace strategia globale per la regione;

    29. rileva in modo specifico la situazione dell'enclave di Kaliningrad, che è circondata da Stati membri dell'UE; sottolinea la necessità di incentivare lo sviluppo sociale ed economico della regione di Kaliningrad in quanto "via d'accesso" o regione "pilota" per intensificare le relazioni UE-Russia coinvolgendo organizzazioni non governative, istituzioni educative e culturali e autorità locali e regionali;

    30. ritiene che il nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia debba tenere conto della cooperazione nella regione del Mar Baltico; si compiace degli sforzi compiuti dalla Commissione e dagli Stati membri della regione in questione per cooperare con la Russia su una vasta gamma di tematiche, quali i collegamenti nell'ambito dei trasporti, il turismo, le minacce sanitarie transfrontaliere, la protezione dell'ambiente e l'adattamento al cambiamento climatico, l'ambiente, i controlli doganali e frontalieri e, in particolare, le questioni energetiche; ritiene che gli spazi comuni UE-Russia forniranno a tale riguardo un prezioso quadro di riferimento e invita la Russia a fare la sua parte nell'ambito di detta cooperazione;

    31. sottolinea la necessità di ridurre la dipendenza della regione dall'energia russa; si compiace della dichiarazione della Commissione europea sulla necessità di maggiori interconnessioni fra gli Stati membri della regione e di una più ampia diversificazione degli approvvigionamenti energetici; chiede al riguardo un maggiore sostegno per la creazione di porti per GNL;

    32. è convinto che, per conseguire un'efficace protezione dell'ambiente e della biodiversità, dovrebbero essere stipulati degli accordi con i paesi non appartenenti all'Unione europea che rientrano nelle aree funzionali interessate dalle strategie, cosicché essi possano condividere gli stessi valori, diritti e doveri previsti dalla pertinente legislazione dell'Unione europea;

    33. reputa opportuno attribuire priorità alla cooperazione nella regione del Mar Baltico, la quale dovrebbe svolgersi al più alto livello politico di Capi di Stato e di governo, dal momento che essa costituisce uno strumento fondamentale ai fini della propulsione della cooperazione fra i paesi del Mar Baltico e della garanzia di realizzare le ambizioni politiche; auspica che si svolgano riunioni periodiche fra i Capi di Stato e di governo dei paesi della regione del Mar Baltico per raggiungere tale obiettivo;

    Aspetti relativi all'ambiente e all'energia

    34. sottolinea la necessità di effettuare una valutazione dell’impatto ambientale dei progetti di infrastrutture energetiche (attualmente in costruzione e futuri), tenendo presenti in particolare le convenzioni internazionali; invita la Commissione a ideare un adeguato piano di reazione in caso di incidenti tecnici e di ogni altra possibile catastrofe, e inoltre a prevedere gli strumenti per affrontare tali eventi dal punto di vista economico; rileva che lo stesso approccio dovrà essere adottato per qualunque progetto futuro, in modo da non pregiudicare la sicurezza dei paesi del bacino del Mar Baltico partecipanti ad altre future strategie macroregionali, l’ambiente e le condizioni per il trasporto marittimo; ritiene che sia nell'interesse dello sviluppo sostenibile e della crescita verde ottenere una rigorosa protezione dell'ambiente in tutte le macroregioni nonché una pari attenzione per gli aspetti relativi alla protezione ambientale, ai trasporti e così via;

    35. sottolinea la necessità di creare un Osservatorio ambientale del Mar Baltico, un sistema d'allarme rapido in caso di incidenti e gravi casi di inquinamento transfrontaliero, nonché una forza d'azione comune incaricata di far fronte a tali situazioni;

    36. richiama l’attenzione sull’importanza strategica della regione del Mar Baltico per lo sviluppo di progetti comuni di infrastrutture energetiche che migliorino la diversificazione della produzione e dell’approvvigionamento di energia, con particolare attenzione per i progetti concernenti le energie rinnovabili come gli impianti eolici (onshore o offshore), l'energia geotermica oppure gli impianti di biogas che utilizzano biocombustibili disponibili nella regione;

    37. richiama l'attenzione sull'efficace cooperazione già raggiunta nel settore dell'energia e del clima fra il Consiglio degli Stati del Mar Baltico e il Consiglio nordico nel quadro della dimensione nordica;

    38. sottolinea che, in considerazione della prevista espansione dell'energia nucleare nella regione del Mar Baltico, gli Stati membri dell'Unione europea devono attenersi ai più rigorosi standard ambientali e di sicurezza, e la Commissione europea deve vigilare e controllare che lo stesso approccio e le stesse convenzioni internazionali siano rispettate nei paesi limitrofi, soprattutto in quelli in cui è prevista la costruzione di centrali nucleari in prossimità delle frontiere esterne dell'Unione europea;

    39. sottolinea la necessità per l'UE, e per gli Stati membri della regione del Mar Baltico, di affrontare con urgenza i seri problemi ambientali che colpiscono la regione, in particolare l'eutrofizzazione, l'impatto delle sostanze pericolose depositate sul fondale marino e le minacce alla biodiversità acquatica, soprattutto per quanto riguarda gli stock ittici in pericolo di estinzione; rammenta che il Mar Baltico è uno dei mari più inquinati del mondo;

    40. sottolinea la necessità di introdurre un metodo comune a tutti gli Stati membri per inventariare le fonti inquinanti e definire un piano per la loro graduale eliminazione;

    41. accoglie con favore l'inserimento della sostenibilità ambientale tra i pilastri centrali della strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico e del piano d'azione che la accompagna;

    42. reputa che uno dei principali ostacoli al conseguimento degli obiettivi della strategia per il Mar Baltico sia la mancanza di coerenza con le altre politiche dell'UE, come la politica agricola comune (PAC), che favorisce l'eutrofizzazione, e la politica comune per la pesca (PCP), che non è sostenibile dal punto di vista ambientale; ritiene che le riforme della PAC e della PCP debbano essere realizzate in modo da contribuire al raggiungimento dell'obiettivo volto a fare del Mar Baltico un'area ecologicamente sostenibile;

    Aspetti relativi ai trasporti e al turismo

    43. rileva il carattere prioritario della creazione di una rete di comunicazioni e trasporti (marittima, terrestre e di navigazione interna) efficiente ed ecologica (dove la rete marittima conferisca un ruolo preponderante al trasporto di merci), che sia in grado di anticipare e rispondere tempestivamente alle sfide attuali e future, tenendo conto delle disposizioni previste dalla versione aggiornata del documento Natura 2000 e prestando particolare attenzione ai collegamenti tra la regione del Mar Baltico e altre regioni europee tramite il corridoio Baltico-Adriatico e il corridoio di trasporto dell'Europa centrale;

    44. ritiene che potenziare i collegamenti, interessando tutte le modalità di trasporto, rappresenti un contributo essenziale allo sviluppo di un'economia più forte e più coesa nella regione del Mar Baltico;

    45. pone l'accento sulla situazione specifica degli Stati baltici, che attualmente sono in larga misura isolati dalla rete di trasporti europea, e sposa l'opinione secondo cui questa strategia dovrebbe, fra l'altro, contribuire ad affrontare il problema della mancanza di infrastrutture e di accessi adeguati nonché quello della bassa interoperabilità fra le diverse reti di trasporti nazionali, dovuta a sistemi tecnici differenti e a barriere amministrative, al fine di sviluppare un sistema di trasporti capillare e multimodale nella regione del Mar Baltico;

    46. sottolinea l'importanza di integrare più strettamente la regione del Mar Baltico negli assi prioritari TEN-T, in particolare in relazione alle autostrade del mare (TEN-T 21), al prolungamento dell'asse ferroviario da Berlino alla costa del Mar Baltico (TEN-T 1) congiuntamente al raccordo via mare Rostock-Danimarca, e alla realizzazione di progressi più rapidi nel miglioramento e nell'utilizzo dell'asse "Rail Baltica" (TEN-T 27); sottolinea altresì la necessità di completare le interconnessioni tra la regione del Mar Baltico e altre regioni europee attraverso il corridoio Baltico-Adriatico;

    47. evidenzia l'importanza di sviluppare le potenzialità della regione del Mar Baltico nell'ambito dei trasporti verso Est, soprattutto al fine di promuovere l'interoperabilità nel settore dei trasporti, con particolare riferimento alle ferrovie, e di rendere più rapido il transito di merci alle frontiere dell'Unione europea;

    48. ritiene che si debbano privilegiare particolarmente i collegamenti tra i porti e l'entroterra, anche attraverso vie navigabili interne, in modo da assicurare che l'intera regione possa beneficiare della crescita del trasporto marittimo di merci;

    49. sottolinea a tale proposito la necessità di un coordinamento e di una cooperazione transfrontalieri efficaci fra ferrovie, porti marittimi, porti di navigazione interna, terminali nell'hinterland e servizi logistici, al fine di sviluppare un sistema di trasporti intermodale più sostenibile;

    50. rileva l'importanza del trasporto marittimo a corto raggio nel Mar Baltico e il suo contributo alla realizzazione di una rete dei trasporti efficiente e rispettosa dell'ambiente; evidenzia la necessità di promuovere la competitività dei collegamenti marittimi a corto raggio per garantire un uso efficiente del mare; stima pertanto necessario che la Commissione presenti al Parlamento europeo, quanto prima e comunque entro la fine del 2010, una valutazione d'impatto degli effetti dell'allegato VI riveduto della Convenzione MARPOL, che limita allo 0,1% il tenore di zolfo nei combustibili navali a partire dal 2015, nelle zone di controllo delle emissioni di zolfo nel Mare del Nord e nel Mar Baltico;

    51. plaude all'inserimento, nel piano d'azione della Commissione, dell'obiettivo di rendere il Mar Baltico non solo una regione modello per la navigazione pulita ma anche un leader mondiale nel campo della sicurezza marittima; ritiene che tali obiettivi siano cruciali per il mantenimento e il miglioramento del potenziale turistico della regione;

    52. riconosce l'esigenza di adottare misure specifiche a sostegno di tale obiettivo, che includano l'uso appropriato dei servizi di pilotaggio marittimo o di marittimi di provata esperienza nei porti e negli stretti più difficilmente accessibili e lo sviluppo di modelli di finanziamento affidabili per la ricerca e lo sviluppo in materia di sfruttamento sostenibile delle navi;

    53. riconosce la posizione geografica molto particolare della regione del Mar Baltico, che le conferisce la possibilità di sviluppare più attivamente i contatti con l'UE e i paesi limitrofi extra UE, e sottolinea inoltre l'importanza del turismo per l'economia regionale e per le possibilità di espansione; accoglie con favore la dichiarazione approvata in occasione del secondo Forum sul turismo nel Mar Baltico, riguardante azioni promozionali comuni, sforzi per individuare nuovi mercati internazionali e lo sviluppo delle infrastrutture;

    54. rileva l'opportunità unica per il turismo sostenibile offerta dall'attrattiva delle città anseatiche nella regione baltica; appoggia inoltre la promozione del turismo ciclistico transfrontaliero, che genera in tal modo effetti doppiamente benefici, sia per l'ambiente sia per le piccole e medie imprese;

    55. ritiene che elementi quali gli sport acquatici, il turismo del benessere e il termalismo, il patrimonio culturale e il paesaggio offrano un potenziale considerevole per sviluppare l'immagine della regione come meta turistica; rimarca, pertanto, la necessità di tutelare le aree naturali costiere, il patrimonio culturale e quello paesaggistico quali risorse per assicurare l'esistenza di un'economia sostenibile nella regione del Mar Baltico in futuro;

    56. ritiene che i miglioramenti nei collegamenti e l'eliminazione delle strozzature nel campo dei trasporti siano altrettanto importanti, e osserva che le difficoltà di passaggio della frontiera ai valichi sul confine orientale dell'UE con la Federazione russa, che provocano lunghe code di mezzi pesanti e presentano rischi per l'ambiente, l'armonia sociale nonché la sicurezza del traffico e quella dei conducenti, potrebbero essere risolte grazie a questa strategia al fine di garantire un flusso scorrevole di merci attraverso la regione del Mar Baltico;

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    57. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali nonché ai governi della Federazione russa, della Bielorussia e della Norvegia.

    • [1]  GU C 294 E del 3.12.2009, pag. 3.
    • [2]  GU C 314 E del 21.12.2006, pag. 330.

    MOTIVAZIONE

    Nell'era della globalizzazione, dei rapidi cambiamenti climatici e demografici nonché di un'intensa concorrenza economica, i problemi e le sfide dimostrano sempre più spesso di non conoscere frontiere amministrative o politiche.

    Diventa quindi necessario elaborare risposte specifiche a tali sfide, anche adeguando gli strumenti politici e finanziari a disposizione.

    Proprio in questo contesto è nato il concetto di macroregioni, aree funzionali organizzate attorno a obiettivi o problemi di sviluppo condivisi, connotate da caratteristiche e condizioni geografiche comuni.

    La strategia per la regione del Mar Baltico è il primo, e finora l'unico, tentativo di articolare una complessa strategia comune di sviluppo per una simile macroregione.

    Come si legge nella comunicazione della Commissione europea[1], "benché la regione del Mar Baltico sia un'area assai eterogenea dal punto di vista economico, ambientale e culturale, i paesi che ne fanno parte condividono molte risorse comuni e mostrano una notevole interdipendenza". Tale interdipendenza, unita alla necessità di misurarsi con sfide simili, giustifica un'azione concertata nell'ambito della strategia per la regione del Mar Baltico.

    La strategia è stata approvata a seguito di una consultazione di ampio respiro con i soggetti interessati negli Stati membri, tra cui non solo le autorità delle istituzioni pubbliche ma anche gli ambienti accademici, imprenditoriali e le organizzazioni non governative. Il processo di consultazione e coinvolgimento delle parti, avviato fin dall'inizio dei lavori sulla strategia, va considerato di per sé un successo. Da questo dialogo è scaturita la proposta di un nuovo quadro di cooperazione nell'Unione europea. Le regioni di otto Stati membri dell'UE, ma anche di paesi extra UE, abitate da quasi 100 milioni di persone, possono elaborare programmi, stabilire priorità e intraprendere iniziative al fine di perseguire i loro obiettivi condivisi. Il fine ultimo è la garanzia di un'adeguata tutela dell'ambiente e di un armonico sviluppo economico e sociale.

    La strategia si articola attorno a quattro pilastri, il cui obiettivo è un'utilizzazione più efficace dei programmi comunitari e delle politiche nazionali. Tali pilastri sono:

    - la tutela dell'ambiente,

    - il miglioramento della prosperità della regione,

    - l'incremento dell'accessibilità e dell'attrattiva, e

    - la garanzia della sicurezza nella regione.

    Inoltre la strategia è suddivisa in 15 settori prioritari ed enumera oltre 70 progetti faro.

    La strategia ha avuto come punto di partenza i progetti e le iniziative già avviati nella regione, sia nell'ambito delle iniziative dell'Unione sia nel contesto di una cooperazione diretta tra gli Stati membri della regione del Mar Baltico, inseriti tuttavia in una nuova cornice di cooperazione e improntati ai principi di un approccio integrato alla politica in oggetto.

    Il successo della strategia così delineata è senza dubbio condizionato dal coordinamento delle azioni intraprese nel quadro di tutte le politiche ad impatto territoriale. Sarà infatti possibile raggiungere dei risultati ottimali soltanto grazie al collegamento delle azioni e delle risorse disponibili volte al raggiungimento degli obiettivi stabiliti di concerto in un determinato settore. Gli sforzi volti a far fronte a sfide quali il cambiamento climatico sarà efficace se terremo conto delle altre politiche ad esse direttamente collegate (ad es. pesca e politica agricola comune).

    La strategia prevede inoltre un rafforzamento della cooperazione con i paesi limitrofi non appartenenti all'Unione i cui territori rientrano all'interno delle aree funzionali descritte da una determinata macroregione oppure aventi su di esse un impatto diretto. Ad esempio, sul fronte della pulizia delle acque del Baltico non si può ignorare che in questo mare sfociano i fiumi di alcuni paesi che pur non dispongono di un accesso diretto al Baltico.

    La principale sfida nell'attuazione della strategia per la regione del Mar Baltico è la creazione di una nuova struttura di cooperazione e coordinamento efficace nonché di un nuovo sistema di gestione.

    La Commissione dovrebbe comunque fungere da centro strategico esercitando un complesso controllo in fase di applicazione, ma al momento si teme che la Commissione non disponga di sufficienti risorse finanziarie e umane per poter controllare efficacemente l'attuazione della strategia.

    La responsabilità dell'attuazione della strategia dovrebbe tuttavia rimanere appannaggio degli Stati membri: è quindi improbabile che la creazione di nuove strutture di carattere organizzativo e amministrativo possa rivelarsi opportuna e contribuire ad un'applicazione più efficace della strategia.

    Tale tipo di approccio richiede naturalmente un ulteriore impegno organizzativo e una cooperazione ad ampio respiro tra le istituzioni, le organizzazioni e le parti nell'ambito delle singole politiche a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, conformemente al principio di governance multilivello, particolarmente raccomandato dal Comitato delle regioni[2].

    In linea con tale principio, saranno proprio le autorità regionali, le organizzazioni non governative e le associazioni, maggiormente consapevoli delle proprie condizioni e possibilità, ad essere responsabili dell'attuazione dei progetti nell'ambito della strategia, ed è dal loro operato che ne dipenderà il successo.

    Inoltre, affinché l'idea di un approccio integrato non rimanga lettera morta, la strategia non è nata unicamente come una raccolta di progetti distinti. Affinché esprima un valore aggiunto sono infatti fondamentali dei requisiti di valutazione concreti basati su una serie di indicatori comparabili. È importante che la relazione sull'attuazione della strategia prevista per il 2011 presenti un quadro autentico dei suoi traguardi e ostacoli, onde consentire di apportare eventuali modifiche e miglioramenti alla strategia conferendole un nuovo impulso per il futuro.

    È necessario interrogarsi sulle possibilità di trarre frutto, in futuro, dalle esperienze acquisite con l'attuazione della strategia, in particolare per comprendere se questa rappresenta la direzione evolutiva desiderata per la politica di coesione e se incarna una modalità di sviluppo auspicabile per la cooperazione in altre macroregioni dell'Unione europea. Ci si chiede se la creazione di macroregioni – regioni funzionali costituite da un gruppo di regioni organizzate attorno a obiettivi o problemi di sviluppo condivisi, connotate da caratteristiche e condizioni geografiche simili – non rappresenti un metodo efficace per affrontare le sfide della futura politica di coesione.

    • [1]  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico (COM(2009) 248 def. del 10.6.2009).
    • [2]  Parere d'iniziativa del Comitato delle regioni intitolato "Libro bianco del Comitato delle regioni sulla governance multilivello", CdR 89/2009 def.

    PARERE della commissione per gli affari esteri (8.4.2010)

    destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

    sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e il ruolo delle macroregioni nella futura politica di coesione
    (2009/2230(INI))

    Relatore per parere: Adam Bielan

    SUGGERIMENTI

    La commissione per gli affari esteri invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    1.   nutre la convinzione che la strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e i piani d'azione che l'accompagnano, proposti dalla Commissione, avranno maggiore successo se si instaura una cooperazione costruttiva ed equilibrata con i partner esterni nella regione, quali Russia, Norvegia, Bielorussia e gli organismi intergovernativi e non governativi;

    2.   ribadisce le conclusioni del Consiglio del 28 settembre 2009[1] nelle quali si approva la strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e si riconosce la portata interna della strategia, per cui gli aspetti esterni della cooperazione saranno affrontati nel quadro della dimensione settentrionale, come dichiarato anche dal Parlamento europeo nella sua risoluzione iniziale del novembre 2006; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di una stretta cooperazione settoriale con la Norvegia, la Bielorussia e in particolare con la Russia, unico paese non appartenente all'UE ad avere un accesso diretto al Mar Baltico, con particolare riferimento alle infrastrutture, alla sicurezza dei trasporti marittimi, alla gestione e alla qualità delle acque e all'eutrofizzazione, sottolineando però che ciò non deve comportare la creazione di ulteriori strutture burocratiche; rileva in modo specifico la situazione dell'enclave di Kaliningrad, che è circondata da Stati membri dell'UE; sottolinea la necessità di incentivare lo sviluppo sociale ed economico della regione di Kaliningrad in quanto "via d'accesso" o regione "pilota" per intensificare le relazioni UE-Russia coinvolgendo organizzazioni non governative, istituzioni educative e culturali e autorità locali e regionali;

    3.   ritiene che il nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia debba tenere conto della cooperazione nella regione del Mar Baltico; si compiace degli sforzi della Commissione e degli Stati membri della regione in questione per cooperare con la Russia su una vasta gamma di tematiche, quali i collegamenti nell'ambito dei trasporti, il turismo, le minacce sanitarie transfrontaliere, la protezione dell'ambiente e l'adattamento al cambiamento climatico, l'ambiente, i controlli doganali e frontalieri e in particolare le questioni energetiche; ritiene che gli spazi comuni UE-Russia forniranno a tale riguardo un prezioso quadro di riferimento e invita la Russia a fare la sua parte nell'ambito di questa cooperazione; sottolinea che progressi da parte della Russia nell'ambito dello Stato di diritto contribuirebbero notevolmente a intensificare le relazioni UE-Russia;

    4.   sottolinea l'importanza della regione per la sicurezza energetica dell'Europa e chiede lo sviluppo di progetti dell'UE volti a migliorare i collegamenti energetici fra gli Stati membri in quest'area;

    5.   sottolinea la necessità di ridurre la dipendenza della regione dall'energia russa; si compiace della dichiarazione della Commissione europea sulla necessità di maggiori interconnessioni fra gli Stati membri della regione e di una più ampia diversificazione degli approvvigionamenti energetici; chiede al riguardo un maggiore sostegno per la creazione di porti per GNL;

    6.   chiede che sia particolarmente rispettata la tutela ambientale nel contesto dell'attuazione del progetto Nord Stream; invita la Commissione a riferire al Parlamento europeo, conformemente alla risoluzione del Parlamento dell'8 luglio 2008[2], se le valutazioni nazionali dell'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico sono state effettuate nel pieno rispetto del diritto ambientale internazionale;

    7.   nutre una profonda preoccupazione per le recenti manovre militari congiunte di Bielorussia e Russia, apparentemente finalizzate, fra l'altro, alla difesa del gasdotto Nord Stream; esprime la sua ferma opposizione all'uso del progetto Nord Stream come giustificazione per rafforzare la presenza militare russa nel Mar Baltico;

    8.   si compiace per lo stanziamento di 20 milioni di euro destinato nel bilancio UE 2010 alla strategia per il Mar Baltico; rileva che tale stanziamento va ad aggiungersi ad altri fondi, quali i Fondi strutturali, e che in quanto parte dello Strumento europeo di vicinato e partenariato può essere utilizzato soltanto per l'azione esterna, il che effettivamente significa cooperazione con la Russia e la Bielorussia; chiede di trasferire le future risorse assegnate alla strategia per il Mar Baltico al primo capitolo del bilancio dell'UE, al fine di metterle a disposizione anche dei coordinatori e dei principali referenti della strategia per il Mar Baltico, in particolare nel contesto del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, e chiede di non escludere la possibilità di reperire risorse finanziarie aggiuntive, in particolare tramite la Banca europea per gli investimenti e la Banca nordica per gli investimenti;

    9.   rileva il profondo impatto che la crisi economica e finanziaria mondiale ha prodotto su tutti i paesi della regione, in particolare sugli Stati baltici; invita tutte le parti interessate a non affievolire il proprio impegno nei confronti della strategia dell'Unione europea per il Mar Baltico a causa della crisi;

    10. si rammarica tuttavia per il fatto che i fondi destinati alla strategia per il Mar Baltico non siano ancora stati erogati dalla Commissione; ricorda pertanto alla Commissione l'importanza di assicurarsi che i fondi siano erogati e impiegati in linea con le richieste del Parlamento europeo;

    11. sottolinea la sensibilità della regione, dovuta alla sua posizione strategica; ribadisce che da un miglioramento delle relazioni con i partner esterni nella regione del Mar Baltico trarrà giovamento l'intera Unione europea;

    12. nutre la convinzione che il successo di tutte le politiche dell'UE, come la strategia per il Mar Baltico, si misuri in termini di risultati pratici che devono essere visibili e tangibili per i cittadini e che, considerando la complessità delle sfide di ordine ambientale, infrastrutturale o di altra natura che si profilano per la regione del Mar Baltico, sia fondamentale un maggior coinvolgimento della società civile organizzata;

    13. ribadisce, al riguardo, che per aumentare l'efficacia dei progetti transfrontalieri la Russia deve rapidamente introdurre nel suo ordinamento nazionale le migliori prassi a livello internazionale in materia di trasparenza e responsabilità pubblica nonché ratificare la Convenzione di Espoo (relativa alla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero).

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    8.4.2010

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    42

    0

    10

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Gabriele Albertini, Elmar Brok, Mário David, Marietta Giannakou, Anna Ibrisagic, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Tunne Kelam, Nicole Kiil-Nielsen, Maria Eleni Koppa, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Alexander Graf Lambsdorff, Krzysztof Lisek, Ulrike Lunacek, Mario Mauro, Kyriakos Mavronikolas, Francisco José Millán Mon, Alexander Mirsky, Andreas Mölzer, Raimon Obiols, Ria Oomen-Ruijten, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Bernd Posselt, Cristian Dan Preda, Jacek Saryusz-Wolski, Werner Schulz, Adrian Severin, Marek Siwiec, Ernst Strasser, Hannes Swoboda, Charles Tannock, Inese Vaidere, Kristian Vigenin

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Laima Liucija Andrikienė, Elena Băsescu, Adam Bielan, Diogo Feio, Elisabeth Jeggle, Metin Kazak, Evgeni Kirilov, Norbert Neuser, Tomasz Piotr Poręba, Vittorio Prodi, Marietje Schaake, György Schöpflin, Traian Ungureanu

    Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Marije Cornelissen, Franziska Keller, Marek Henryk Migalski, Michail Tremopoulos

    • [1]  Doc. 13744/09.
    • [2]  GU C 294 E del 3.12.2009, pag. 3.

    PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (7.4.2010)

    destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

    sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e il ruolo delle macroregioni nella futura politica di coesione
    (2009/2230(INI))

    Relatrice per parere: Anna Rosbach

    SUGGERIMENTI

    La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    1.  sottolinea la necessità per l'UE, e per gli Stati membri della regione del Mar Baltico, di affrontare con urgenza i seri problemi ambientali che colpiscono la regione, in particolare l'eutrofizzazione, l'impatto delle sostanze pericolose depositate sul fondale marino e le minacce alla biodiversità acquatica; rammenta che il Mar Baltico è uno dei mari più inquinati del mondo;

    2.  sottolinea la necessità di quantificare e di localizzare i gas militari tossici gettati in mare durante la Seconda guerra mondiale, nonché di definire piani per la loro eliminazione, e di valutare il rischio rappresentato da progetti attuati sui fondali del Mar Baltico;

    3.  sottolinea la necessità di introdurre un metodo comune a tutti gli Stati membri per inventariare le fonti inquinanti e per definire un piano per la loro graduale eliminazione;

    4.  accoglie con favore l'inserimento della sostenibilità ambientale tra i pilastri centrali della strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico e del piano d'azione che la accompagna;

    5.  ritiene tuttavia che, sebbene la strategia sia incentrata sull'ambiente marino, i progetti elaborati nel quadro del piano d'azione debbano affrontare e dare la giusta priorità anche alle questioni ambientali che interessano le zone interne della regione; chiede pertanto che le comunità costiere, che da secoli praticano attività marittime tradizionali siano protette e sostenute e che il paesaggio e le bellezze naturali della costa siano rispettati, fra l'altro, adottando piani sostenibili per l'assetto del territorio ed evitando uno sfruttamento eccessivo per fini turistici;

    6.  osserva che il carico di nutrienti proveniente dall'agricoltura è in ampia misura all'origine dell'eutrofizzazione del Mar Baltico; insiste pertanto sul fatto che, quale parte del piano d'azione, la Commissione e gli Stati membri adottino misure che vadano oltre le norme dell'attuale politica agricola comune (PAC), per ridurre sensibilmente il carico di nutrienti;

    7.  reputa che uno dei principali ostacoli al conseguimento degli obiettivi della strategia per il Mar Baltico sia la mancanza di coerenza con le altre politiche dell'UE, come la PAC, che favorisce l'eutrofizzazione, e la politica comune per la pesca (PCP), che stabilisce quote incompatibili dal punto di vista ambientale; ritiene che le riforme della PAC e della PCP debbano avvenire in modo da contribuire al raggiungimento dell'obiettivo volto a fare del Mar Baltico un'area ecologicamente sostenibile;

    8.  sottolinea che la costruzione del gasdotto Nord Stream costituisce attualmente il progetto con maggiore rilevanza strategica nella regione e che esso avrà notevoli ripercussioni sull'ambiente; si rammarica pertanto del fatto che la strategia e il piano d'azione sopra menzionati non si occupino in modo specifico della costruzione del gasdotto Nord Stream e di altri progetti simili e delle loro conseguenze ambientali;

    9.  sottolinea la necessità di una stretta cooperazione fra i paesi della regione del Mar Baltico, conformemente alla Convenzione di Espoo, della Convenzione di Helsinki e alle linee guida della Commissione di Helsinki (HELCOM), in relazione a progetti che possono avere conseguenze fondamentali sulla qualità dell'ambiente della regione;

    10. invita quindi la Commissione e gli Stati membri ad adottare con urgenza delle misure, in conformità della posizione del Parlamento formulata nella sua relazione dell'8 luglio 2008 concernente l'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania[1], per garantire che i progetti elaborati nel quadro del piano d'azione valutino e mitighino adeguatamente l'impatto ambientale negativo derivante dal progetto del gasdotto; ritiene altresì che il consorzio Nord Stream stesso debba essere responsabile del finanziamento delle misure necessarie per assicurare che l'ambiente del Mar Baltico non sia danneggiato dalla costruzione del gasdotto; invita al contempo ad evitare in futuro la realizzazione di progetti che non siano indispensabili, dal momento che possono essere attuati sulla superficie terrestre;

    11. ritiene che i fosfati dovrebbero essere vietati quanto prima in tutta l'Unione europea; constata che tale misura potrebbe comportare evidenti benefici ambientali al Mar Baltico e ad altre aree;

    12. sottolinea che è necessario studiare le questioni ambientali in modo esaustivo e integrarle in tutti gli approcci o strategie di tale natura che saranno applicati e sviluppati in futuro in altre macroregioni dell'UE, come la regione danubiana, alpina o mediterranea;

    13. esorta la Commissione a garantire una cooperazione e un coordinamento efficaci con la HELCOM e gli Stati membri della regione del Mar Baltico, al fine di assicurare una delimitazione chiara dei compiti e delle responsabilità relative all'attuazione del piano d'azione della HELCOM per il Mar Baltico, adottato nel 2007, nonché della strategia dell'UE e del piano d'azione sopra menzionati, garantendo quindi un'efficace strategia globale per la regione;

    14. reputa opportuno attribuire la priorità alla cooperazione nella regione del Mar Baltico, che dovrebbe avvenire al più alto livello politico di capi di Stato e di governo, dal momento che essa è uno strumento propulsivo della cooperazione fra i paesi del Mar Baltico e consentirà di realizzare le ambizioni politiche; auspica che si svolgano riunioni regolari fra i capi di Stato e di governo dei paesi della regione del Mar Baltico per raggiungere tale obiettivo;

    15. si compiace della creazione, nel bilancio UE, di un'apposita linea per la strategia per la regione del Mar Baltico; si compiace altresì per i 20 milioni di euro destinati a tale strategia nel bilancio 2010; chiede tuttavia un finanziamento della strategia a più lungo termine, nell'ambito del bilancio UE, in modo da finanziare misure che non possono esserlo a titolo dei fondi strutturali;

    16. osserva che l'attuazione della strategia per la regione del Mar Baltico è stata finora molto lenta; ritiene che gli stanziamenti assegnati a titolo del bilancio UE 2010 possano essere utilizzati per migliorare tale attuazione; deplora pertanto il fatto che gli stanziamenti non siano ancora stati erogati e rammenta alla Commissione l'importanza di erogare tali fondi il più presto possibile per fini conformi agli obiettivi della strategia per la regione del Mar Baltico.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    7.4.2010

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    54

    0

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    János Áder, Elena Oana Antonescu, Kriton Arsenis, Pilar Ayuso, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Milan Cabrnoch, Martin Callanan, Nessa Childers, Chris Davies, Esther de Lange, Anne Delvaux, Bas Eickhout, Edite Estrela, Jill Evans, Elisabetta Gardini, Julie Girling, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Dan Jørgensen, Christa Klaß, Jo Leinen, Peter Liese, Kartika Tamara Liotard, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Miroslav Ouzký, Vladko Todorov Panayotov, Gilles Pargneaux, Antonyia Parvanova, Andres Perello Rodriguez, Mario Pirillo, Pavel Poc, Frédérique Ries, Anna Rosbach, Oreste Rossi, Horst Schnellhardt, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Bogusław Sonik, Catherine Soullie, Salvatore Tatarella, Anja Weisgerber, Glenis Willmott, Sabine Wils

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Bill Newton Dunn, Justas Vincas Paleckis, Alojz Peterle, Bart Staes, Michail Tremopoulos, Thomas Ulmer, Marita Ulvskog

    • [1]  GU C 294 E del 3.12.2009, pag. 3.

    PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (24.3.2010)

    destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

    sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico e il ruolo delle macroregioni nella futura politica di coesione
    (2009/2230(INI))

    Relatore per parere: Werner Kuhn

    SUGGERIMENTI

    La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    1.  ritiene che collegamenti potenziati, relativi a tutte le modalità di trasporto, rappresentino un contributo essenziale allo sviluppo di un'economia più forte e coesa nella regione del Mar Baltico;

    2.  è del parere che l'inclusione di tutti gli Stati costieri sia oltremodo auspicabile al fine di promuovere un'area di trasporto paneuropea efficiente e interoperabile che si avvalga, migliorandole, di tutte le infrastrutture esistenti, in particolare per il trasporto di merci per via ferroviaria, marittima o di navigazione interna, in quanto modi di trasporto sostenibili;

    3.  pone l'accento sulla situazione specifica degli Stati baltici, che in buona parte sono attualmente isolati dalla rete di trasporti europea, e sposa l'opinione secondo cui questa strategia dovrebbe, fra le altre cose, contribuire ad affrontare il problema della mancanza di infrastrutture e di accessi adeguati, nonché quello della bassa interoperabilità fra diverse reti di trasporti nazionali, dovuta a sistemi tecnici differenti e a barriere amministrative, per poter sviluppare un sistema di trasporti capillare e multimodale nella regione del Mar Baltico;

    4.  sottolinea l'importanza di migliorare l'integrazione della regione del Mar Baltico negli assi prioritari TEN-T, in particolare in relazione alle autostrade del mare (TEN-T 21), al prolungamento dell'asse ferroviario da Berlino alla costa del Mar Baltico (TEN-T 1) congiuntamente al raccordo via mare Rostock-Danimarca, e all'effettuazione di un progresso più rapido nel miglioramento e nell'utilizzo dell'asse "Rail Baltica" (TEN-T 27); sottolinea altresì la necessità di completare le interconnessioni tra la regione del Mar Baltico e altre regioni europee attraverso il corridoio Baltico-Adriatico;

    5.  rileva la necessità di sviluppare il sistema di trasporto nella regione del Mar Baltico, allo scopo di creare le condizioni per rendere accessibile e interessante la suddetta regione e al contempo integrarla nella rete di trasporti europea; ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe garantire un controllo permanente della realizzazione di progetti prioritari nonché stanziare i finanziamenti necessari per consentirne una più rapida attuazione;

    6.  sottolinea come uno degli obiettivi comuni della politica portuale europea sia quello di rendere i porti marittimi europei più competitivi, dato che essi devono spesso confrontarsi con una concorrenza sleale da parte di porti esterni all'UE nonché con provvedimenti discriminatori adottati nei mercati regionali di riferimento da paesi confinanti con l'Unione, e nota al riguardo la situazione dei porti sul Mar Baltico;

    7.  evidenzia l'importanza di sviluppare le potenzialità della regione del Mar Baltico nell'ambito dei trasporti verso Est, soprattutto al fine di promuovere l'interoperabilità nel settore dei trasporti, con particolare riferimento alle ferrovie, e di rendere più rapido il transito di merci alle frontiere dell'Unione europea;

    8.  ritiene che debbano essere privilegiati i collegamenti tra i porti e l'entroterra, anche attraverso vie navigabili interne, in modo da assicurare che l'intera regione possa beneficiare della crescita del trasporto merci marittimo;

    9.  sottolinea, in questo ambito, la necessità di un coordinamento e di una cooperazione transfrontalieri efficaci fra ferrovie, porti marittimi, porti di navigazione interna, terminali nell'hinterland e servizi logistici per sviluppare un sistema di trasporti intermodale più sostenibile;

    10. rileva l'importanza del trasporto marittimo a corto raggio nel Mar Baltico e il suo contributo alla realizzazione di una rete dei trasporti efficiente e rispettosa dell'ambiente; evidenzia la necessità di promuovere la competitività dei collegamenti marittimi a corto raggio per garantire un uso efficiente del mare; stima pertanto necessario che la Commissione presenti al Parlamento europeo quanto prima, e comunque entro la fine del 2010, una valutazione d'impatto degli effetti dell'allegato VI riveduto della convenzione MARPOL, che limita allo 0,1% il tenore di zolfo nei combustibili navali a partire dal 2015, nelle zone di controllo delle emissioni di zolfo nel Mare del Nord e nel Mar Baltico;

    11. enfatizza come, anche in questa regione, il traffico marittimo debba essere reso più rispettoso dell'ambiente applicando parametri più restrittivi ai livelli di emissioni locali e globali delle navi, e al tempo stesso migliorando i motori delle navi e la qualità del loro carburante;

    12. plaude all'inserimento, nel piano d'azione della Commissione, dell'obiettivo di rendere il Mar Baltico non solo una regione di riferimento per la navigazione pulita ma anche un leader mondiale nel campo della sicurezza marittima; ritiene che tali obiettivi siano cruciali per il mantenimento e il miglioramento del potenziale turistico della regione;

    13. riconosce l'esigenza di adottare misure specifiche a sostegno di tale obiettivo, che includano l'uso appropriato dei servizi di pilotaggio marittimo o di marittimi di provata esperienza nei porti e negli stretti più difficilmente accessibili e lo sviluppo di modelli di finanziamento affidabili per la ricerca e lo sviluppo in materia di sfruttamento sostenibile delle navi;

    14. riconosce la posizione geografica molto particolare della regione del Mar Baltico, che le conferisce la possibilità di sviluppare più attivamente i contatti con l'UE e i paesi limitrofi extra UE, e sottolinea l'importanza del turismo per l'economia regionale e per le possibilità di espansione; accoglie con favore la dichiarazione approvata in occasione del secondo Forum sul turismo nel Mar Baltico riguardante azioni promozionali comuni, sforzi per individuare nuovi mercati internazionali e lo sviluppo delle infrastrutture;

    15. rileva l'opportunità unica per il turismo sostenibile offerta dall'attrattiva delle città anseatiche nella regione baltica; appoggia, inoltre, la promozione del turismo ciclistico transfrontaliero, che genera in tal modo effetti doppiamente benefici, sia per l'ambiente sia per le piccole e medie imprese;

    16. ritiene che elementi quali gli sport acquatici, il turismo del benessere e il termalismo, il patrimonio culturale e il paesaggio offrano un potenziale considerevole per sviluppare l'immagine della regione come meta turistica; rimarca, pertanto, la necessità di tutelare le aree naturali costiere, il patrimonio culturale e quello paesaggistico quali risorse per assicurare l'esistenza di un'economia sostenibile nella regione del Mar Baltico in futuro;

    17. ritiene che i miglioramenti nei collegamenti e l'eliminazione delle strozzature siano altrettanto importanti, e osserva che le difficoltà di passaggio della frontiera ai valichi sul confine orientale dell'UE con la Federazione russa, che provocano lunghe code di mezzi pesanti e presentano rischi per l'ambiente, l'armonia sociale, la sicurezza del traffico e quella dei conducenti, potrebbero essere risolte grazie a questa strategia al fine di garantire uno scorrevole flusso di merci attraverso la regione del Mar Baltico.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    23.3.2010

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    36

    1

    1

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Magdalena Alvarez, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Michael Cramer, Christine De Veyrac, Saïd El Khadraoui, Ismail Ertug, Carlo Fidanza, Knut Fleckenstein, Jacqueline Foster, Mathieu Grosch, Georgios Koumoutsakos, Werner Kuhn, Marian-Jean Marinescu, Gesine Meissner, Hella Ranner, Vilja Savisaar, Olga Sehnalová, Brian Simpson, Dirk Sterckx, Silvia-Adriana Ţicău, Georgios Toussas, Giommaria Uggias, Thomas Ulmer, Peter van Dalen, Dominique Vlasto, Artur Zasada, Roberts Zīle

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Zigmantas Balčytis, Philip Bradbourn, Isabelle Durant, Tanja Fajon, Ádám Kósa, Dominique Riquet, Laurence J.A.J. Stassen, Sabine Wils, Janusz Władysław Zemke

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    3.6.2010

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    43

    1

    0

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Sophie Auconie, Catherine Bearder, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, John Bufton, Alain Cadec, Salvatore Caronna, Francesco De Angelis, Rosa Estaràs Ferragut, Elie Hoarau, Danuta Maria Hübner, Ian Hudghton, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Seán Kelly, Evgeni Kirilov, Constanze Angela Krehl, Jacek Olgierd Kurski, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Miroslav Mikolášik, Lambert van Nistelrooij, Franz Obermayr, Wojciech Michał Olejniczak, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Nuno Teixeira, Michail Tremopoulos, Kerstin Westphal, Hermann Winkler, Joachim Zeller

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Bairbre de Brún, Ivars Godmanis, Karin Kadenbach, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Peter Simon, László Surján, Sabine Verheyen