RELAZIONE sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca

6.10.2010 - (2010/2079(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
Relatore: Maria da Graça Carvalho

Procedura : 2010/2079(INI)
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A7-0274/2010
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A7-0274/2010
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca

(2010/2079(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Semplificare l'attuazione dei programmi quadro di ricerca" (COM(2010)0187),

–   vista la decisione della Commissione del 23 giugno 2009 su "Acceptability Criteria for Average Personnel Cost Methodologies" (Criteri di ammissibilità delle metodologie per il calcolo del costo medio del personale) (C(2009)4705),

–   vista la relazione del gruppo di esperti sulla valutazione ex post del Sesto programma quadro (2002-2006) ("relazione Rietschel") e la successiva comunicazione della Commissione (COM(2009)0210),

–   vista la comunicazione della Commissione del 26 maggio 2010 dal titolo "Controlli più o meno numerosi? Il giusto equilibrio tra il costo amministrativo dei controlli e il rischio di errore" (COM(2010)0261),

–   viste le conclusioni del Consiglio sugli "orientamenti sulle priorità future della ricerca europea e dell'innovazione basata sulla ricerca nella strategia di Lisbona post 2010", adottate il 3 dicembre 2009, e le conclusioni del Consiglio Competitività su "programmi semplificati e più efficienti a sostegno della ricerca e dell'innovazione europee", adottate il 26 maggio 2010,

–   vista la dichiarazione di Berlino sul libero accesso alla conoscenza scientifica e umanistica,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il controllo dei bilanci e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0274/2010),

A. considerando che il Settimo programma quadro (7° PQ) è il più importante programma transnazionale di ricerca e sviluppo al mondo ed è un elemento fondamentale per la realizzazione di uno spazio europeo per la ricerca e per il raggiungimento degli obiettivi della strategia EU2020,

B.  considerando che la ricerca dà un contributo fondamentale in termini di crescita economica, creazione di occupazione ed energia verde e sostenibile,

C. considerando che il PQ richiede elevati standard di eccellenza, efficacia ed efficienza nella ricerca per attrarre e trattenere in Europa i migliori scienziati e dar vita a un'economia dell'UE più innovativa e basata sulla conoscenza in grado di competere in un'economia globale,

D. considerando che il coordinamento tra politiche di ricerca nazionali, regionali ed europee è tuttora limitato, il che causa gravi ostacoli al conseguimento di soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi,

E.  considerando che l'attuale gestione del 7° PQ nonostante i miglioramenti fatti rispetto al 6° PQ è ancora caratterizzata da un'eccessiva burocrazia, da una bassa tolleranza al rischio, da una scarsa efficienza e da ritardi ingiustificati che scoraggiano la partecipazione della comunità della ricerca, del mondo accademico, delle organizzazioni della società civile, delle imprese e dell'industria (in particolare gli operatori della ricerca più piccoli, comprese le PMI),

F.  considerando che tutte le parti interessate invitano a una maggiore semplificazione e armonizzazione delle regole e delle procedure, laddove la semplificazione non sia un obiettivo in sé, quanto piuttosto un mezzo per garantire l'attrattiva e l'accessibilità dei finanziamenti della ricerca da parte dell'UE e ridurre il tempo che i ricercatori devono dedicare al processo stesso,

G. considerando che un finanziamento basato sui risultati può limitare il campo dei progetti di ricerca a quelli meno rischiosi e alla ricerca orientata al mercato, con effetti negativi sul perseguimento da parte dell'UE dell'eccellenza nella ricerca di frontiera e nell'innovazione,

H. considerando che è necessario distinguere chiaramente la ricerca e l'innovazione come due diversi processi (la ricerca è la trasformazione di un investimento in conoscenza, l'innovazione è la trasformazione della conoscenza in investimento),

I.   considerando che l'attuale processo di semplificazione giunge in un momento fondamentale, dando slancio alla valutazione intermedia del 7° PQ e alla predisposizione del prossimo 8° PQ,

J.   considerando che la progettazione e la realizzazione dell'attuale 7° PQ e dei futuri programmi quadro si devono basare sui principi di semplicità, stabilità, trasparenza, certezza giuridica, coerenza, eccellenza e fiducia,

1.  appoggia la comunicazione della Commissione sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca, che prevede importanti e innovativi interventi per risolvere le difficoltà affrontate dai partecipanti ai PQ;

2.  richiama l'attenzione sul fatto che, nonostante l'importanza del processo di semplificazione, esso è solo una delle riforme necessarie per migliorare il finanziamento della ricerca da parte dell'UE;

3.  sottolinea la necessità di stabilire, per ciascun intervento di semplificazione, se entra in vigore nell'ambito dell'attuale quadro giuridico o se invece sono necessarie modifiche delle norme del regolamento finanziario, delle norme per la partecipazione o delle norme specifiche applicabili ai programmi quadro;

4. invita la Commissione a contribuire all'attuale riforma del regolamento finanziario, che persegue i seguenti obiettivi: maggiore coerenza dell'attuale quadro giuridico, riduzione delle disposizioni, chiarezza e mancanza di ambiguità, gestibilità; a tal fine, chiede l'inserimento delle norme di partecipazione nel corpo del regolamento finanziario;

5.  sottolinea che, in aggiunta alle semplificazioni proposte dalla Commissione, andrebbe elaborato un piano dettagliato per lo sviluppo di infrastrutture di ricerca nei nuovi Stati membri, in modo da creare pari opportunità per tutti gli Stati membri in termini di accesso ai finanziamenti ai sensi dell'attuale 7° PQ e del futuro 8° PQ;

6.  rileva che la partecipazione del settore privato al PQ resta limitata a causa delle norme, complesse e richiedenti tempi lunghi, che disciplinano la partecipazione, degli elevati costi del personale e dell'eccesso di burocrazia;

Un cambiamento pragmatico verso la semplificazione amministrativa e finanziaria

7.  accoglie con favore i crescenti sforzi verso la semplificazione amministrativa e finanziaria delle norme dei PQ in tutti i cicli di vita dei programmi e dei progetti (domanda, valutazione e gestione), iniziativa che dovrebbe portare importanti benefici alle parti interessate;

8.  sottolinea che il processo di semplificazione deve essere applicato all'attuale 7° PQ con molta attenzione, al fine di mantenere la stabilità, la coerenza e la certezza giuridica potenziando la fiducia reciproca fra tutte le parti interessate; a tale riguardo sottolinea che, data l’urgente necessità di un'interpretazione uniforme delle norme esistenti, è necessario evitare per i contratti in corso l'applicazione di orientamenti ex post;

9.  esprime preoccupazione per il fatto che il sistema e le pratiche attuali di gestione del 7° PQ sono eccessivamente orientati ai controlli, con conseguente spreco di risorse, scarsa partecipazione e scenari di ricerca meno interessanti; osserva con preoccupazione che l'attuale sistema di gestione senza alcuna tolleranza al rischio sembra evitare piuttosto che gestire i rischi; invita pertanto a una revisione e/o a un'interpretazione estesa dello statuto dei funzionari dell'UE sulla questione della responsabilità personale nonché alla presentazione di proposte concrete sull'attuale riforma del regolamento finanziario (per esempio, regime assicurativo o di condivisione dei rischi);

10. ritiene che sia necessario che il monitoraggio e il controllo finanziario effettuati dalla Commissione e dall'OLAF siano finalizzati in primo luogo alla tutela dei fondi pubblici e alla lotta alla frode, distinguendo chiaramente tra frode ed errori; a tale riguardo, ritiene necessario stabilire una definizione più chiara degli errori in tutti i documenti legalmente vincolanti, che includa i meccanismi di definizione degli stessi rispetto a interpretazioni divergenti; chiede pertanto accurate analisi e comunicazione degli errori e delle rispettive azioni riparatrici;

11. ritiene importante che la gestione del finanziamento europeo della ricerca sia maggiormente basata sulla fiducia e più tollerante ai rischi nei confronti dei partecipanti in tutte le fasi dei progetti, garantendo nel contempo la rendicontabilità, con norme UE flessibili che possano adattarsi meglio, se del caso, alle diverse normative nazionali vigenti e alle prassi contabili riconosciute;

12. appoggia appieno l'adozione di un tasso di rischio di errore tollerabile (Tolerable risk of error - TRE) più elevato, con conseguente riduzione della complessità e degli audit ex post, garantendo un adeguato equilibrio tra una sana gestione finanziaria e adeguati controlli; sottolinea la necessità di garantire che le norme sulla partecipazione siano interpretate e applicate in modo uniforme, con diminuzione del tasso di errori;

13. chiede che i beneficiari di sovvenzioni ai sensi del PQ siano informati sulle pertinenti strategie di audit della Commissione; raccomanda la diffusione di queste strategie tramite punti di contatto nazionali, includendole nel servizio Cordis;

14. sostiene e raccomanda una più ampia accettazione delle prassi contabili standard per i costi ammissibili dei partecipanti, una volta che siano state chiaramente definite e stabilite, in particolare i metodi di calcolo del costo medio del personale, purché tali procedure rispettino le norme nazionali e siano certificate da competenti autorità, con sufficiente flessibilità per ciascun beneficiario affinché possa utilizzare il metodo del costo effettivo del personale o in alternativa il metodo del costo medio del personale;

15. esorta la Commissione a dare attivamente seguito alle richieste del Parlamento formulate nelle decisioni di discarico per gli esercizi 2007 e 2008, in particolare presentando proposte concrete di semplificazione dei calcoli relativi al costo medio del personale e dando loro applicazione;

16. ritiene che le istituzioni europee, nel quadro del controllo della metodologia globale dei costi, debbano accettare le dichiarazioni di garanzia di affidabilità dei conti annuali dell'organizzazione e di legalità e regolarità delle transazioni compiute, emesse dalla Corte dei conti nazionale e/o dai revisori pubblici nazionali;

17. appoggia l'ulteriore riduzione delle combinazioni tra tassi di finanziamento e metodi per la definizione dei costi indiretti nei diversi strumenti e tra attività (gestione, ricerca, dimostrazione e divulgazione) senza mettere a repentaglio l'attuale livello dei tassi di finanziamento; riconosce tuttavia che è opportuno mantenere la differenziazione attuale tra università/centri di ricerca, industria, organizzazioni senza scopo di lucro e PMI; invita la Commissione a mantenere l'utilizzazione dei costi reali come metodo di combinazione dei tassi di finanziamento e di definizione dei costi indiretti;

18. ritiene che gli importi e i tassi forfettari debbano essere utilizzati in modo volontario e solo se necessario; invita la Commissione a chiarire ulteriormente la terminologia relativa all'utilizzo di importi o tassi forfettari;

19. sostiene l'introduzione di importi forfettari a copertura degli "altri costi diretti" purché rimanga l'opzione dei costi reali; invita la Commissione a valutare rigorosamente l'utilizzo degli importi forfetari per i costi del personale; evidenzia come gli importi forfetari rappresentino l'alternativa più efficace per i paesi partner della cooperazione internazionale nell'ambito del PQ;

20. riconosce che la riduzione delle dimensioni a consorzi più piccoli, laddove possibile, contribuisce a semplificare le procedure, ad abbreviare il calendario dei progetti e a contenere i costi amministrativi;

21. è convinto che équipe di maggiori dimensioni dovrebbero essere giustificate dal carattere multidisciplinare dei lavori da eseguire;

22. propone, per esempio con una procedura di approvazione tacita, di facilitare la modifica della convenzione di sovvenzione, in particolare per tenere conto dell'evoluzione della composizione del consorzio o delle disposizioni di natura amministrativa e finanziaria;

23. accoglie con favore l'abolizione totale dei meccanismi di registrazione degli orari, quali i fogli presenze (l'abolizione non dovrebbe essere limitata all'utilizzo degli importi forfetari);

24. accoglie con favore l'eliminazione immediata dell'obbligo di recuperare gli interessi sul prefinanziamento;

25. concorda che sia necessario incoraggiare l'utilizzo di premi, tuttavia non in sostituzione di finanziamenti adeguatamente strutturati;

26. invita la Commissione a permettere il rimborso dei costi sostenuti dopo la presentazione della proposta allorché è stata prescelta, onde facilitare la partecipazione dei partner industriali, e in particolare delle PMI;

27. richiede un'interpretazione semplificata e ulteriori chiarimenti sulla definizione di costi ammissibili (quali imposte e oneri sui costi del personale, congedo di malattia e congedo di maternità) e sulla recuperabilità dell'IVA sui costi ammissibili; chiede alla Commissione di esaminare la possibilità di considerare l'IVA una voce di costo ammissibile, allorché non sia deducibile; richiede ulteriori chiarimenti sulle procedure relative ai tassi di cambio per partner con diverse valute;

28. deplora che l'introduzione del codice di identificazione del partecipante (PIC) non abbia ridotto il numero di richieste reiterate di informazioni giuridiche e finanziarie (e di documenti giustificativi) e che il ricevimento del PIC durante la procedura di candidatura non sia sempre seguito da una procedura di convalida; invita pertanto gli attori interessati a migliorare il PIC e a renderne più efficace l'utilizzazione;

29. chiede alla Commissione di presentare norme più precise, coerenti e trasparenti per le procedure di audit, compresi le regole e i principi che garantiscono il rispetto dei diritti dell'entità sottoposta ad audit e del contraddittorio, e di riferire sul rapporto costi/benefici degli audit;

30. invita la Commissione ad adottare "l'approccio dell'audit unico" e a passare all'audit in tempo reale svolto da un unico soggetto, consentendo così ai beneficiari di correggere eventuali errori sistemici e presentare migliori prospetti dei costi l'anno successivo; ritiene che tale approccio dell'audit unico dovrebbe inoltre garantire che i progetti conclusi non siano sottoposti ad audit più di una volta da diversi revisori, in modo che la Commissione si fidi del parere del primo revisore indipendente designato e i documenti siano presentati una volta sola, a prescindere dal numero di audit effettuate;

31. invita la Commissione a dare certezza giuridica astenendosi dall'applicare retroattivamente una definizione più rigorosa delle norme per la partecipazione e astenendosi dal chiedere ai beneficiari di ricalcolare i bilanci già approvati dai servizi della Commissione, riducendo così la necessità di audit ex post e correzioni retroattive; chiede alla Commissione di risolvere rapidamente le situazioni passate, derivanti dai controlli in corso, con discernimento e rispettando, al contempo, i principi di sana gestione finanziaria; propone che le situazioni litigiose generate dal passato siano risolte con un accordo di contraddittorio basato, per esempio, su un contro-audit indipendente e/o con l'intervento di un mediatore ad hoc indipendente;

32. propone l'introduzione di una procedura di silenzio-assenso secondo cui, in assenza di reazione da parte della Commissione europea alle informazioni ricevute entro un termine da fissare, esse sono considerate convalidate dalla Commissione;

33. invita la Commissione a riferire periodicamente al Parlamento sul costo amministrativo del 7° PQ, compresi i costi di gestione sia per la Commissione sia per i partecipanti, e sulle misure intraprese o pianificate al fine di ridurre i costi;

Un cambiamento radicale verso il miglioramento della qualità, dell'accessibilità e della trasparenza

(a) Passaggio a un approccio "basato sugli aspetti scientifici"

34. rammenta alla Commissione che si suppone che i beneficiari dei programmi dell'UE svolgano le attività finanziate in buona fede e facciano del proprio meglio per raggiungere i risultati previsti;

35. esprime pertanto preoccupazione per l'attuale tendenza generale della Commissione verso i finanziamenti basati sui risultati (giustificati sostanzialmente dai principi di buona contabilità) ed è profondamente preoccupato per il possibile effetto dei finanziamenti basati sui risultati sulla qualità e sulla natura della ricerca, con possibili limitazioni sulla ricerca scientifica e un impatto negativo sui progetti con obiettivi non misurabili utilizzando parametri diversi dall'utilità immediata, nonché per il potenziale esito in termini di ulteriore valutazione ex ante ed ex post dei risultati/prodotti dei progetti e per l'individuazione dei criteri necessari a definirli;

36. ritiene inappropriato, salvo in circostanze eccezionali e debitamente giustificate, l'utilizzo generale degli importi forfetari, quali gli importi forfetari negoziati specifici per progetto o importi forfetari predefiniti per progetto; sostiene invece un approccio basato sulla fiducia, adattato alla ricerca di frontiera; raccomanda l'avvio di sperimentazioni pilota di "finanziamenti basati sui risultati" con importi forfetari specifici per progetto erogati in funzione dei risultati/prodotti ottenuti per progetti di ricerca e dimostrazione in aree particolarmente difficili;

37. sostiene invece un sistema di finanziamento "basato sugli aspetti scientifici", con enfasi su criteri scientifico-tecnici e sulla revisione paritetica basata sull'eccellenza, la pertinenza e l'impatto, con un controllo finanziario semplificato, efficiente e rispettoso del diritto contraddittorio; ritiene che tale approccio basato sugli aspetti scientifici porterà a un grande passaggio dagli aspetti finanziari a quelli tecnico-scientifici per quanto riguarda i meccanismi di controllo; ritiene che tale approccio consenta alle parti interessate di concentrare i propri sforzi sulle proprie competenze fondamentali, sugli aspetti scientifici/tecnici e sulla costruzione del SER;

(b) Ottimizzazione dei tempi

38. accoglie con favore la tendenza complessiva verso l'accorciamento dei tempi medi per la concessione e per l'erogazione, esprimendo tuttavia alcune riserve circa l'utilizzo generalizzato di inviti a più ampia portata e inviti con scadenze intermedie; riconosce tuttavia che tali inviti siano opportuni per le PMI quale mezzo per ridurre l'incertezza sulle possibilità di finanziamento e per promuovere l'ulteriore partecipazione;

39. esprime preoccupazione circa il fatto che i tempi medi che intercorrono tra la scadenza della proposta e la firma del contratto (tempi per la firma del contratto) siano ancora troppo lunghi, con differenze tra i diversi servizi della Commissione; invita la Commissione ad abbreviare i tempi per la firma del contratto ad un massimo di sei mesi e a definire adeguate scadenze per la valutazione e la negoziazione del contratto, sulla base di un sistema di riferimento;

40. invita la Commissione ad ampliare i tempi medi che intercorrono tra la pubblicazione dell'invito a presentare proposte e il termine per presentare la candidatura;

41. esprime forti riserve sugli effetti dell'abolizione del requisito giuridico che prevede l'espressione di un parere da parte dei comitati dei rappresentanti degli Stati membri sulle decisioni di selezione dei singoli progetti, soprattuto quelli che hanno un impatto su etica, sicurezza e difesa;

42. è convinto che l'impostazione volta a favorire l'individuazione di principi fondamentali comuni non debba pregiudicare specificità e scelte etiche nazionali in materia di ricerca;

43. sostiene la tendenza generale verso una procedura di domanda in "due fasi", in particolare nei casi in cui è molto probabile prevedere un numero troppo elevato di domande, a condizione che la valutazione sia intrapresa interamente nella prima fase (obiettivi, approccio basato sugli aspetti scientifici, competenze dei partecipanti, valore aggiunto della collaborazione scientifica e bilancio complessivo); sottolinea il fatto che ciò aumenta le possibilità di successo nella seconda fase, a condizione che ciò non comporti tempi di firma del contratto e di concessione più lunghi; ritiene che con questo approccio si riducano i costi delle domande;

(c) Passaggio a un approccio in termini di accesso "incentrato sull'utente"

44. sottolinea che l'amministrazione del PQ deve porre i beneficiari al centro delle proprie missioni e fornire un migliore accesso al PQ;

45. invita a un sostanziale miglioramento della chiarezza e dell'accessibilità dei documenti di orientamento, che dovrebbero essere raccolti in un manuale e tradotti nelle lingue ufficiali dell'UE;

46. sottolinea l'esigenza di aumentare la partecipazione dei nuovi Stati membri ai progetti del PQ, semplificando le procedure relative alle domande e ai contratti, che costituiscono grossi ostacoli all'accesso in fase di proposta, in particolare per i richiedenti che presentano domanda per la prima volta;

47. raccomanda di migliorare la stabilità offerta alle parti interessate per mezzo di un unico responsabile di progetto per conto della Commissione, laddove possibile, fornendo assistenza personalizzata per tutta la durata del progetto con coerente applicazione delle norme, nonché un'impostazione basata sulla "presentazione unitaria nei confronti dell'utente", di modo che quest'ultimo possa ottenere consulenze su molteplici programmi rivolgendosi ad un unico punto di contatto;

48. chiede che ogni documento fornito dalla Commissione e dai suoi servizi indichi chiaramente il proprio status giuridico, specificando chi è vincolato dal suo contenuto e secondo quali modalità;

49. sostiene una maggiore presenza di strumenti di amministrazione elettronica e informatici, in particolare lo sviluppo di un portale dei partecipanti alla ricerca e l'introduzione della firma elettronica; invita la Commissione a realizzare un sistema online integrato e di utilizzo agevole; sostiene la messa a disposizione di tutte le informazioni elettroniche sull'amministrazione del programma (identificazione, domanda, negoziazione, rapporto); sostiene la messa a disposizione online di questo sistema contestualmente all'avvio del programma e l'accessibilità in tutte le fasi; ritiene che sia necessario promuovere le videoconferenze in sostituzione degli incontri di persona; raccomanda che i servizi di amministrazione elettronica utilizzino protocolli e formati aperti per comunicare, in modo da garantire la trasparenza, l'accessibilità e l'interoperatività;

50. raccomanda alla Commissione di lanciare una campagna di informazione e sensibilizzazione in merito agli strumenti informatici disponibili nell'ambito del programma;

51. si compiace del progetto pilota di libero accesso della Commissione, che mira a migliorare l'accesso ai risultati della ricerca sia mediante il sistema Cordis sia incoraggiando gli scienziati a registrare i loro lavori di ricerca in un archivio;

52. rileva che l'accesso dei beneficiari ai progetti nei settori della ricerca e dell'innovazione esige una grande capacità tecnica e una conoscenza approfondita delle procedure amministrative e finanziarie e che, di conseguenza, tale accesso è estremamente difficile per i candidati di minori dimensioni come le PMI e i piccoli istituti di ricerca situati nelle regioni periferiche; ricorda che il 90% circa delle imprese in Europa sono PMI e che occorre garantire la loro piena ed effettiva partecipazione all'utilizzo delle risorse del Settimo PQ;

53. sottolinea l'esigenza di una maggiore trasparenza nel processo di selezione delle tematiche destinate a formare oggetto degli inviti a presentare proposte, che dovrebbero garantire una considerevole partecipazione delle parti interessate;

54. raccomanda la creazione di un sistema di revisione tra pari basato sul merito che sia più trasparente, coerente e armonizzato;

Sinergie dei programmi e degli strumenti

55. sollecita la riduzione della complessità dei programmi dell'UE (ad es. PQ, CIP, fondi strutturali) e degli strumenti associati (ITC, iniziative secondo l'articolo 187, PPP, progetti secondo l'articolo 185, CCI, Era-net, ecc.); sottolinea come ciò porterà a un pieno sfruttamento delle sinergie derivanti dalla loro azione combinata;

56. deplora l'estrema moltiplicazione degli organismi di ricerca, dei modelli di cooperazione e dei meccanismi di gestione nonché la complessità che ne risulta e che crea problemi di trasparenza all'autorità di bilancio oltre che una disparità di trattamento tra i beneficiari;

57. raccomanda norme snelle e principi comuni di finanziamento per disciplinare il finanziamento della ricerca e dello sviluppo da parte dell'UE e invita a coerenza e armonizzazione nell'attuazione e nella interpretazione delle norme e delle procedure; sottolinea la necessità di applicare tali regole comuni in tutto il PQ e negli strumenti correlati e all'interno della Commissione, indipendentemente dall'organo o dall'agenzia esecutiva responsabile dell'attuazione;

58. raccomanda la definizione di meccanismi volti a fornire orientamenti comuni all'interno della Commissione, prevedendo formazioni per i responsabili di progetto e i revisori interni; sollecita la creazione di un meccanismo di appello come un "mediatore PQ" per i partecipanti nei casi in cui si verifichi un'interpretazione incoerente delle norme e delle procedure; è convinto che le decisioni adottate da tale mediatore dovrebbero essere definitive e vincolanti;

59. ritiene che il livello regionale sia quello più adatto per stimolare l'innovazione grazie alla prossimità tra le università, gli organismi pubblici di ricerca, le grandi imprese, le PMI e le autorità pubbliche regionali e locali – segnatamente in seno ai "clusters"; osserva inoltre che promuovere l'innovazione al livello regionale può contribuire a ridurre le disparità sociali e regionali; incoraggia cionondimeno i vari livelli (regionale, nazionale e comunitario) a coordinare più efficacemente i loro sforzi in vista di una programmazione a livello europeo delle attività di ricerca e sviluppo; rileva altresì la necessità di migliorare le relazioni tra università e industria;

Insegnamenti da trarre per il futuro 8° PQ

60. ritiene che una revisione radicale dell'amministrazione del PQ sia una delle massime priorità da affrontare nella definizione del prossimo PQ;

61. ritiene che la revisione del regolamento finanziario, dello statuto dei funzionari e l'applicazione di un rischio tollerabile di errori specifico per la ricerca abbiano un ruolo cardine nella ristrutturazione del programma quadro di finanziamento della ricerca e nel rendere possibile un'ulteriore semplificazione del finanziamento della ricerca;

62. invita la Commissione a valutare l'efficacia di ciascun singolo strumento, nell'ambito di ciascun programma, ai fini della realizzazione di specifici obiettivi politici e sollecita una riduzione della pluralità di strumenti quando non ne è chiaramente dimostrata l'efficacia o il particolare contributo, mantenendo al contempo sufficiente flessibilità per far fronte alle specificità dei progetti secondo la dimensione;

63. sostiene come base per l'8° PQ un sistema di finanziamento basato sugli aspetti scientifici e una divisione equilibrata tra la ricerca dall'alto verso il basso guidata dagli effetti e la ricerca dal basso verso l'alto, guidata dagli aspetti scientifici;

64. ritiene che sia necessario che l'8° PQ si concentri sulla ricerca di frontiera, pur considerando l'intera catena dell'innovazione attraverso ricerca di frontiera, sviluppo tecnologico, dimostrazione, divulgazione, valorizzazione dei risultati e rapida integrazione dei risultati della ricerca nei mercati;

65. ritiene che l'8° PQ debba incoraggiare la collaborazione tra i ricercatori europei mediante l'introduzione di un sistema di "buoni ricerca" grazie al quale i fondi destinati alla ricerca possano seguire i ricercatori che si spostano tra università negli Stati membri, apportando così un contributo ai centri di eccellenza e alle università indipendenti e favorendo la mobilità dei ricercatori;

66. chiede alla Commissione di pubblicare un'analisi dei tassi di partecipazione dei vari Stati membri al 7° PQ e di tenere presenti le relative conclusioni, al fine di garantire uno sviluppo equilibrato della ricerca in tutti gli Stati membri nell'ambito dell'8° PQ;

67. ritiene che, nel definire le priorità dell'8° PQ, si debba prendere in considerazione una gamma più ampia di opzioni di finanziamento dell'innovazione non basate sulla concessione di borse, tra cui gli investimenti di capitale di rischio e di capitale di prestito pubblico-privato;

68. raccomanda un'ulteriore internazionalizzazione dell'8° PQ tramite la cooperazione con paesi terzi, compresi i paesi in via di sviluppo, fornendo loro norme di gestione semplici e specifiche;   incoraggia, in vista dell' imminente 8° PQ, lo scambio delle migliori prassi e norme con tutti gli altri partner internazionali;

69. sostiene il ruolo di controllo della Commissione quando è necessario un finanziamento da parte delle autorità nazionali o regionali;

70. si compiace dell'istituzione del sottogruppo "innovazione" in seno alla Commissione e del suo dibattito sul modo di misurare l'efficacia della politica dell'UE in materia di ricerca e sviluppo e della relativa spesa per progetti di R&S;

71. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE

La scienza, l'istruzione e l'innovazione sono i pilastri della crescita economica e della creazione di occupazione. È fondamentale che l'Europa investa in innovazione se desidera sviluppare nuovi prodotti e servizi, che a loro volta creeranno nuove fonti di occupazione e di crescita, rendendo così l'Europa più competitiva e migliorando la qualità della vita. L'innovazione necessita però di ricerca. La ricerca e l'innovazione sono il cuore dell'iniziativa Europa 2020 dell'Unione europea.

I programmi europei di ricerca e innovazione, in particolare il programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione si sono ampliati negli anni in termini di domande e portata dei rispettivi bilanci. L'aumento del numero di domande di finanziamento è andato di pari passo con una crescita parallela nei meccanismi di controllo, nel tentativo di garantire un utilizzo adeguato dei fondi dell'UE. Norme e procedure amministrative più numerose hanno però comportato una maggiore difficoltà nell'avvicinarsi con fiducia alle procedure. In particolare risulta difficile affrontarne la complessità per le organizzazioni più piccole, quali le PMI, le start-up ad alta tecnologia, gli istituti, le università e i centri di ricerca più piccoli.

La comunità della ricerca invita con urgenza a un'armonizzazione delle norme e delle procedure e ad una generale semplificazione dei requisiti di contabilità finanziaria. Recentemente 13 000 ricercatori hanno sottoscritto una petizione che chiede maggiore semplificazione e maggiore fiducia nei finanziamenti dell'UE alla ricerca. Si tratta di un sentimento diffuso tra i ricercatori, i docenti universitari e gli operatori dell'industria. È certamente necessario semplificare il meccanismo coinvolto nei programmi quadro delle azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione, 7° PQ e 8° PQ, e tutti i programmi per la scienza e l'innovazione della Commissione europea.

È necessario sostituire l'attuale sistema con un altro che riponga maggiore fiducia nei richiedenti. Una possibilità potrebbe essere quella di semplificare il controllo degli aspetti finanziari e amministrativi dei progetti, rafforzando al contempo il processo di valutazione scientifica e tecnologica. Ciò presuppone una revisione paritetica e, con essa, l'applicazione nella valutazione di criteri basati sull'eccellenza. Ovviamente tutte le operazioni finanziarie comportano un certo grado di rischio, ma un'eccessiva preoccupazione sul controllo dei rischi tramite una supervisione amministrativa può in realtà aumentare i costi complessivi della procedura. È pertanto auspicabile che sia possibile, in primo luogo, tollerare più elevati livelli di rischio (semplificando così il controllo burocratico) e, in secondo luogo, riporre maggiore fiducia nella comunità scientifica e imprenditoriale. È necessario trovare un equilibrio tra la fiducia e il controllo, tra l'assunzione di rischi e i pericoli che i rischi comportano, garantendo una buona gestione finanziaria dei fondi dell'UE destinati alla ricerca.

Vi è una reale richiesta di miglioramento e semplificazione del finanziamento e dell'amministrazione della ricerca. Al momento vi sono regole e procedure differenti per i diversi strumenti del programma quadro, per i diversi tipi di istituti (università, centri di ricerca, industria e PMI) e per le diverse tipologie di attività (ad es. gestione, ricerca, dimostrazione). Questa matrice tridimensionale (strumenti, istituti e attività) è racchiusa in diversi strati concentrici di norme e procedure. Questi strati sono costituiti da regole di partecipazione, programmi specifici, regolamento finanziario, rischio tollerabile di errore e statuto dei funzionari, che direttamente o indirettamente influenzano il programma quadro.

La relatrice accoglie con favore la comunicazione sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca, che espone un piano importante e innovativo per una riforma che affronti molte delle difficoltà incontrate dai partecipanti ai programmi quadro di ricerca.

Tuttavia la relazione tra i cambiamenti proposti e l'attuale regolamento finanziario non è chiara. Alcuni degli interventi proposti dalla Commissione richiedono cambiamenti nel regolamento finanziario. Altri richiedono cambiamenti nelle norme di partecipazione o nelle norme degli specifici programmi del programma quadro. Infine alcuni interventi richiedono cambiamenti di carattere generale o nessun cambiamento.

In secondo luogo la relatrice esprime preoccupazione per il collegamento tra il finanziamento e i risultati. Da una parte apprezza l'apertura della Commissione europea a riconsiderare le norme dei propri programmi di ricerca. È tuttavia necessario considerare i cambiamenti in modo attento e ponderato, tenendo in considerazione non solo le motivazioni finanziarie e amministrative e le conseguenze per i beneficiari, ma anche le possibili conseguenze sulla qualità della ricerca e dell'innovazione in sé. La relatrice è inoltre preoccupata che la possibilità di finanziamenti basati sui risultati possa portare a progetti meno rischiosi e più vicini alla ricerca di mercato. L'Europa ha bisogno di più innovazione, ed è necessario mantenere la ricerca di frontiera quale base per l'innovazione, inoltre senza eccellenza nella ricerca non vi è innovazione.

La relatrice sollecita la semplificazione dell'accesso al finanziamento della ricerca. È necessario sviluppare una cultura basata sulla fiducia reciproca che coinvolga tutte le parti interessate, ne trarranno giovamento la ricerca e l'innovazione, che renderanno l'Europa un luogo più attraente in cui vivere e lavorare.

La presente relazione è pertanto molto rilevante e urgente. Giunge in un momento particolarmente adatto, dato che si sta proprio ora avviando la valutazione intermedia del 7° PQ e la predisposizione dell'8° PQ. La presente relazione intende costituire un fondamento solido su cui produrre ulteriori sviluppi.

Un cambiamento pragmatico verso la semplificazione amministrativa e finanziaria

La riduzione della complessità e la semplificazione del panorama dei finanziamenti dell'UE per la ricerca dovrebbero avere un effetto positivo soprattutto sulle parti interessate. Il Parlamento europeo, nella risoluzione sul discarico per il 2007, ha attirato l'attenzione sull'aumento della diversità. Ha inoltre invitato a una valutazione dei problemi dei beneficiari, ivi compresa la mancanza di trasparenza. È opportuno che il processo di semplificazione dia stabilità e certezza giuridica ai partecipanti.

La semplificazione della contabilità finanziaria richiede pertanto un approccio più basato sulla fiducia e più tollerante ai rischi nei finanziamenti europei della ricerca. Ciò comporta l'accettazione dei principi contabili e amministrativi e delle prassi standard del beneficiario, purché rispettino i requisiti delle autorità nazionali e siano da queste certificati. Comporta inoltre l'accettazione di audit e certificati sul metodo previsto dalle autorità nazionali oltre che controlli finanziari volti a tutelare i fondi pubblici e combattere le frodi. "L'approccio dell'audit unico" e l'auditing in tempo reale, svolto da un unico organismo, consentiranno ai beneficiari di correggere eventuali errori sistemici.

Per ciascun intervento è necessario definire se siano richiesti o meno cambiamenti nel regolamento finanziario o nelle norme di partecipazione o nei programmi specifici. Inoltre è necessario definire se gli interventi debbano essere applicati al 7° PQ o solo all'8° PQ. Per il 7° PQ, la relatrice è favorevole all'introduzione graduale di questi cambiamenti in modo da evitare cambiamenti drastici e repentini nell'orientamento all'interno del medesimo programma quadro.

La relatrice sostiene inoltre l'idea della riduzione delle combinazioni di metodi per il calcolo delle percentuali di finanziamento e dei costi indiretti nei diversi piani di finanziamento. È tuttavia necessario che i modelli per il calcolo delle percentuali di finanziamento e dei costi indiretti siano diversi per le università, le organizzazioni di ricerca e l'industria. La ragione per la differenziazione è la natura notevolmente differente dei costi tra questi diversi tipi di soggetti. È necessario che le percentuali di finanziamento siano diverse per le diverse tipologie di attività. È auspicabile che l'armonizzazione delle norme sia diretta principalmente ai diversi strumenti. Inoltre la relatrice ritiene che consorzi più piccoli e l'utilizzo di meccanismi centrali più semplici porteranno a procedure semplificate.

Anche la terminologia in uso su concetti complessi quali importi forfetari e costi ammissibili dovrebbe essere chiaramente definita in modo da evitare differenti interpretazioni. Un chiarimento sui costi ammissibili, quali le imposte, è di estrema importanza, così come lo è la coerenza nell'applicazione delle norme tra i diversi servizi della Commissione europea nei diversi audit.

Un cambiamento radicale verso il miglioramento della qualità, dell'accessibilità e della trasparenza

a)        Passaggio a un approccio "basato sugli aspetti scientifici"

È necessario che l'eccellenza sia la forza trainante più importante del finanziamento della ricerca; un approccio "basato sui risultati" potrebbe diminuire l'ambizione scientifica dei ricercatori. Pertanto, invece che un approccio "basato sui risultati", la relatrice propone un sistema di finanziamento "basato sugli aspetti scientifici". Questo metodo porterà a una semplificazione degli aspetti di controllo e finanziari, con enfasi sugli aspetti tecnico-scientifici e sulla revisione paritetica basata sull'eccellenza. In effetti un sistema di revisione paritetica professionale, armonizzata, trasparente, coerente e basato sull'eccellenza dovrebbe essere il criterio più importante per la valutazione, come avviene per il sistema di valutazione CER. Infine, è utile incentivare con ragionevolezza l'utilizzo dei premi. Tuttavia l'utilizzo dei premi come mezzo di finanziamento non dovrebbe sostituire il finanziamento strutturato.

b) Ottimizzazione dei tempi

È necessario ottimizzare tutte le fasi del processo per evitare ritardi e incoraggiare il rapporto costi-efficacia. Ciò comporta l'accesso ai progetti di programmi quadro, alla pubblicazione degli inviti, alla stesura della proposta, alla procedura di selezione e ai tempi necessari per concedere i finanziamenti ed erogarli.

È fortemente auspicata la riduzione dei tempi necessari per la concessione. Tuttavia la relatrice ha forti riserve sulla proposta della Commissione di abolire il requisito che prevede l'espressione di un parere da parte degli Stati membri sulle decisioni di selezione. È importante che gli Stati membri abbiano il potere di controllare, in particolare per la ricerca sulla sicurezza e la difesa, e nei casi di valutazione etica dei progetti.

La Commissione propone un utilizzo più generalizzato delle proposte in due fasi. Le domande in due fasi ridurranno l'onere di dover predisporre proposte complete ma potranno anche incrementare la lunghezza e la complessità della procedura di presentazione delle domande. Pertanto la relatrice sostiene la procedura di domanda in due fasi a condizione che la valutazione sia effettuata interamente nella prima fase. In questo modo si dovrebbero inoltre ridurre i costi delle domande.

(c)       Passaggio a un approccio in termini di accesso "incentrato sull'utente"

La relatrice ritiene che si possa ottenere un più agevole accesso al programma e un maggiore supporto agli utenti migliorando i materiali orientativi (meno gergo e più coerenza nella terminologia). Ciò è possibile per mezzo dell'ottimizzazione dei sistemi informatici, del sostegno alla gestione di progetto e tramite supporto personalizzato da parte del responsabile di progetto dell'UE (mantenendo lo stesso responsabile di progetto per tutta la durata dello stesso). Per tale motivo la relatrice sostiene la piena integrazione delle concessioni, delle valutazioni e delle proposte in un'unica piattaforma informatica, che sia robusta, flessibile e di facile utilizzo. È necessario che tutti i servizi e tutte le agenzie della Commissione utilizzino la medesima piattaforma.

Sinergie dei programmi e degli strumenti

La relatrice accoglie con favore l'impegno della Commissione a garantire un'interpretazione e un'applicazione uniformi delle norme e delle procedure per tutti i programmi e strumenti. Inoltre è necessario che l'applicazione delle norme sia uniforme in tutte le Direzioni generali e agenzie della Commissione e nelle imprese comuni che attuano gli ITC. Tuttavia la relatrice raccomanda caldamente norme differenti per i centri di ricerca e le università, per l'industria e ancora per le PMI.

La riduzione della complessità dei programmi dell'UE e dei relativi strumenti contribuirà a far raggiungere sinergie ottimizzate, derivanti dalla loro azione combinata. È inoltre auspicabile costruire un meccanismo comune di orientamento all'interno della Commissione (formazione dei responsabili di progetto e dei revisori e istituzione di un mediatore per il PQ).

Insegnamenti da trarre per il futuro 8° PQ

La relatrice ritiene che la semplificazione dell'amministrazione sia una delle massime priorità per il futuro PQ. Inoltre la revisione del regolamento finanziario, dello statuto dei funzionari e dell'applicazione del rischio tollerabile di errore sia di grande importanza per ristrutturare il programma quadro di finanziamento della ricerca.

Al contempo la relatrice invita la Commissione a valutare strumenti singoli e a incrementare la coordinazione tra gli stessi, mantenendo sufficiente flessibilità per adattarsi alle specificità dei progetti in funzione delle loro dimensioni.

La relatrice ritiene che l'innovazione sia il risultato di un sistema di istruzione e ricerca efficiente e adeguatamente finanziato, abbinato a condizioni di contorno, quali una corretta politica sui diritti di proprietà industriale, l'esistenza di capitali di rischio, mercati aperti e normativa lungimirante. È quindi importante che il programma quadro consideri l'intera catena dell'innovazione, dalla ricerca di frontiera alla ricerca applicata, alla dimostrazione tecnologica, alla divulgazione e alla valorizzazione dei risultati. La relatrice sostiene come base per l'8°PQ un sistema di finanziamento basato sugli aspetti scientifici e una divisione equilibrata tra ricerca indirizzata, dall'alto verso il basso, guidata dagli effetti, e la ricerca non indirizzata, dal basso verso l'alto, guidata dagli aspetti scientifici.

Infine la relatrice ritiene anche sia auspicabile una maggiore internazionalizzazione del PQ, che dovrebbe comportare una più ampia cooperazione con paesi terzi, compresi i paesi in via di sviluppo.

PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (13.7.2010)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca
(2010/2079(INI))

Relatore per parere: Aldo Patriciello

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si compiace delle misure di semplificazione già attuate dalla Commissione nel quadro dell'esecuzione del Settimo programma quadro (PQ) e appoggia la Commissione nei suoi sforzi intesi a realizzare una maggiore semplificazione e chiarificazione delle regole in modo che non diano luogo ad interpretazioni divergenti e che riducano il rischio di errori diminuendo in tal modo il costo dei controlli; chiede inoltre alla Commissione di definire le misure che intende adottare per semplificare e chiarire le attuali regole;

2.  deplora l'estrema moltiplicazione degli organismi di ricerca, dei modelli di cooperazione e dei meccanismi di gestione nonché la complessità che ne risulta e che crea problemi di trasparenza all'autorità di bilancio oltre che una disparità di trattamento tra i beneficiari;

3.  reitera il suo appello alla Commissione a favore di una maggiore certezza del diritto per quanto concerne i requisiti di audit, perché si astenga dal procedere a modifiche retroattive, si astenga dal procedere a modifiche retroattive, eviti di ripetere inutilmente gli audit finanziari o di eseguirli in base a criteri non uniformi, onori le legittime aspettative dei beneficiari con un'interpretazione uniforme delle regole ed acceleri l'accettazione dei certificati relativi al metodo applicato per quanto riguarda i costi medi di personale, per i quali non sembra sia stato realizzato alcun progresso;

4.  appoggia la semplificazione delle regole di calcolo dei costi dichiarati; chiede una definizione chiara dei criteri necessari per valutare se i metodi di calcolo dei beneficiari siano conformi alle esigenze regolamentari;

5.  sottolinea il bisogno di semplificare le regole senza nuocere alla qualità delle spese e di migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'esecuzione; ritiene che un sistema di finanziamento trasparente, solido e semplice da gestire dovrebbe essere controbilanciato da un sistema di controllo rigoroso; chiede alla Commissione di elaborare proposte per una metodologia di verifica dell'efficacia ed efficienza delle spese per la ricerca;

6.  insiste perché in sede di preparazione del prossimo PQ, la Commissione avanzi proposte ambiziose miranti a introdurre un sistema di finanziamento fondato sui risultati e le prestazioni scientifiche, piuttosto che sulle entrate e le uscite, facendo in modo da non dissuadere le domande a carattere innovatore; sottolinea espressamente che un approccio basato su considerazioni scientifiche non è in contrasto con le esigenze di controllo del bilancio;

7.   chiede alla Commissione di assicurare che tutti i richiedenti ricevano un aiuto sotto forma di assistenza nella ricerca dei relativi partner;

8.   invita la Commissione a riflettere sul passaggio a pagamenti basati su importi o tassi forfettari, che potrebbe avere effetti deleteri sulla capacità dei beneficiari di soddisfare adeguatamente ai requisiti in materia di audit;ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.7.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Jean-Pierre Audy, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Luigi de Magistris, Tamás Deutsch, Martin Ehrenhauser, Jens Geier, Gerben-Jan Gerbrandy, Ingeborg Gräßle, Ville Itälä, Bogusław Liberadzki, Monica Luisa Macovei, Jan Olbrycht, Aldo Patriciello, Theodoros Skylakakis, Georgios Stavrakakis, Søren Bo Søndergaard

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zuzana Brzobohatá, Edit Herczog, Ivailo Kalfin, Olle Schmidt, Derek Vaughan

PARERE della commissione per lo sviluppo (16.9.2010)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca
(2010/2079(INI))

Relatore per parere: Alain Cadec

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea l'importanza della ricerca e dello sviluppo per affrontare le notevoli sfide che si pongono all'Unione europea, in particolare nel quadro della strategia UE 2020; ricorda che la politica di coesione contribuisce ampiamente al finanziamento delle attività di ricerca e di sviluppo nelle regioni;

2.  si compiace delle proposte della Commissione intese a semplificare le formalità amministrative attinenti alla complessa e onerosa procedura relativa ai bandi di gara e all'attuazione nell'ambito dei Programmi quadro di ricerca, con particolare riferimento all'introduzione progressiva di un finanziamento fondato sui risultati e di elementi forfettari per il personale del progetto interessato; suggerisce un riesame della regola detta "un progetto per tema" e sollecita l'introduzione di un approccio tematico ascendente più flessibile onde accelerare il processo che porta alla realizzazione delle idee innovatrici; sottolinea tuttavia che, a causa dell'imprevedibilità intrinseca alla ricerca, sono portatori di valore anche taluni progetti il cui risultato è di primo acchito difficile da determinarsi; osserva inoltre che le norme in materia di audit devono poter essere interpretate senza ambiguità, onde distinguere nettamente tra possibili irregolarità e frodi deliberate;

3.  accoglie favorevolmente la riflessione in corso presso le istituzioni europee sulla necessaria semplificazione della politica di sviluppo regionale ai fini di una maggiore trasparenza, di una migliore accessibilità per i partecipanti finanziariamente deboli, di una maggiore efficacia e di un rafforzamento della certezza del diritto per i beneficiari; ritiene che le buone pratiche risultanti da tale processo possano essere utili alla semplificazione dell'attuazione del Settimo Programma quadro (PQ);

4.  rileva che l'accesso dei beneficiari ai progetti nei settori della ricerca e dell'innovazione esige una grande capacità tecnica e una conoscenza approfondita delle procedure amministrative e finanziarie e che, di conseguenza, tale accesso è estremamente difficile per i candidati di minori dimensioni come le PMI e i piccoli istituti di ricerca situati nelle regioni periferiche; ricorda che il 90% circa delle imprese in Europa sono PMI e che occorre garantire la loro piena ed effettiva partecipazione all'utilizzo delle risorse del Settimo PQ;

5.  ritiene che i vari strumenti dell'Unione europea per la coesione, la ricerca e l'innovazione dovrebbero essere applicati in modo integrato al fine di garantirne l'efficacia; sottolinea la necessità di ricercare sinergie tra tali strumenti e di rimuovere gli ostacoli che vi si frappongono, in particolare armonizzando le norme in materia di audit e di ammissibilità dei costi, onde semplificare l'attuazione da parte dei beneficiari;

6.  ritiene che il livello regionale sia quello più adatto per stimolare la ricerca e l'innovazione grazie alla prossimità tra le università, gli organismi pubblici di ricerca, le grandi imprese, le PMI e le autorità pubbliche regionali e locali – segnatamente in seno ai "clusters"; osserva inoltre che promuovere la ricerca e l'innovazione al livello regionale può contribuire a ridurre le disparità sociali e regionali; incoraggia cionondimeno i vari livelli (regionale, nazionale e comunitario) a coordinare più efficacemente i loro sforzi in vista di una programmazione a livello europeo delle attività di ricerca e sviluppo; rileva altresì la necessità di migliorare le relazioni tra università e industria;

7.  ricorda che il Settimo PQ si fonda, così come la politica di sviluppo regionale, sui principi del partenariato e del cofinanziamento; puntualizza il suo attaccamento a tali principi di buona gestione e chiede che essi siano preservati malgrado i tagli alla spesa pubblica determinati dalla crisi economica;

8.  ricorda che il Settimo PQ è incentrato su progetti di vasta portata capaci di produrre un impatto tangibile sull'attività economica, di innovare la pianificazione dei prodotti e di garantire un futuro per la produzione ad alto valore aggiunto, creando così occupazione e migliorando la capacità dell'Unione europea di competere sul piano mondiale; sottolinea che l'impulso generato dai progetti di eccellenza, nei settori della ricerca tanto applicata quanto fondamentale, si ripercuote positivamente su tutti i territori dell'UE a prescindere dal loro attuale livello di sviluppo scientifico, soprattutto se si realizza una sinergia con i fondi della politica regionale, e completa efficacemente l'obiettivo principale degli strumenti della politica di coesione, ossia la convergenza, perseguendo al tempo stesso lo sviluppo equilibrato e la competitività; osserva tuttavia che occorre prestare particolare attenzione anche ai progetti minori, parimenti capaci di produrre un impatto concreto, ad esempio rafforzando il legame tra innovazione e integrazione sociale;

9.  chiede alla Commissione di pubblicare un'analisi dei tassi di partecipazione dei vari Stati membri al Settimo PQ;

10. rileva che l'aumento delle disparità regionali in termini di potenziale di ricerca e sviluppo è un problema che va affrontato non soltanto nel quadro della politica di coesione, bensì anche in quello della politica di ricerca e innovazione;

11. è del parere che occorra incoraggiare gli scambi durante la carriera professionale senza incoraggiare la fuga di cervelli dall'UE verso altre parti del mondo e, in seno all'UE, dai paesi più poveri a quelli più ricchi, il che pregiudicherebbe la politica di coesione dell'Unione europea.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

6.9.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

0

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Charalampos Angourakis, Catherine Bearder, Victor Boştinaru, Zuzana Brzobohatá, John Bufton, Alain Cadec, Salvatore Caronna, Tamás Deutsch, Rosa Estaràs Ferragut, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Seán Kelly, Constanze Angela Krehl, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Lambert van Nistelrooij, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Georgios Stavrakakis, Csanád Szegedi, Nuno Teixeira, Oldřich Vlasák, Kerstin Westphal,

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Karima Delli, Pat the Cope Gallagher, Ivars Godmanis, Catherine Grèze, Lena Kolarska-Bobińska, Veronica Lope Fontagné, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Elisabeth Schroedter, Evžen Tošenovský, Sabine Verheyen

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

30.9.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Jorgo Chatzimarkakis, Christian Ehler, Lena Ek, Ioan Enciu, Adam Gierek, Norbert Glante, Robert Goebbels, Fiona Hall, Jacky Hénin, Edit Herczog, Romana Jordan Cizelj, Lena Kolarska-Bobińska, Béla Kovács, Philippe Lamberts, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Marisa Matias, Jaroslav Paška, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Paul Rübig, Amalia Sartori, Konrad Szymański, Britta Thomsen, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Niki Tzavela, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, Vicky Ford, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Jolanta Emilia Hibner, Yannick Jadot, Silvana Koch-Mehrin, Bernd Lange, Algirdas Saudargas, Silvia-Adriana Ţicău, Catherine Trautmann, Hermann Winkler