Procedura : 2010/2243(BUD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0336/2010

Testi presentati :

A7-0336/2010

Discussioni :

Votazioni :

PV 14/12/2010 - 9.3
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2010)0455

RELAZIONE     
PDF 156kWORD 89k
22.11.2010
PE 450.959v02-00 A7-0336/2010

sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

(COM(2010)0582 – C7‑0334/2010 – 2010/2243(BUD))

Commissione per i bilanci

Relatore: Barbara Matera

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

(COM(2010)0582 – C7‑0334/2010 – 2010/2243(BUD))

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2010)0582 – C7 0334/2010),

–   visto l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1) (AII del 17 maggio 2006), in particolare il punto 28,

–   visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2) (regolamento FEG),

–   vista la lettera della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–   vista la relazione della commissione per i bilanci (A7 0336/2010),

A. considerando che l'Unione europea ha predisposto appositi strumenti legislativi e di bilancio per fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali e per agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro,

B.  considerando che l’ambito di applicazione del FEG è stato ampliato e che a partire dal 1° maggio 2009 è possibile chiedere un sostegno per i lavoratori in esubero a causa della crisi economica e finanziaria mondiale,

C. considerando che il sostegno finanziario dell'Unione ai lavoratori licenziati per esubero dovrebbe essere dinamico e reso disponibile nel modo più rapido ed efficiente possibile, in conformità della dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata durante la riunione di concertazione del 17 luglio 2008, e nel rispetto dell'AII del 17 maggio 2006 con riferimento all'adozione di decisioni di mobilitazione del FEG,

D. considerando che la Slovenia ha richiesto assistenza in relazione a 2 554 esuberi nell'azienda Mura, European Fashion Design, operante nel settore dell'abbigliamento,

E.   considerando che la domanda di assistenza soddisfa le condizioni di ammissibilità stabilite dal regolamento FEG,

1.   chiede alle istituzioni interessate di compiere gli sforzi necessari per accelerare la mobilitazione del FEG;

2.  ricorda l'impegno delle istituzioni volto a garantire una procedura agevole e rapida per l'adozione delle decisioni relative alla mobilitazione del FEG, apportando un aiuto specifico, una tantum e limitato nel tempo, ai lavoratori in esubero a causa della globalizzazione e della crisi finanziaria ed economica; sottolinea il ruolo che il FEG può svolgere ai fini del reinserimento dei lavoratori in esubero nel mercato del lavoro;

3.  sottolinea che, in conformità dell'articolo 6 del regolamento FEG, occorre garantire che il Fondo sostenga il reinserimento nel mercato del lavoro dei singoli lavoratori in esubero; ribadisce che l'aiuto del FEG non deve sostituire le azioni che sono di competenza delle imprese in forza della legislazione nazionale o dei contratti collettivi, né le misure relative alla ristrutturazione di imprese o settori;

4. osserva che le informazioni fornite sul pacchetto coordinato di servizi personalizzati da finanziare a titolo del FEG includono informazioni dettagliate sulla complementarità con le azioni finanziate dai Fondi strutturali; ribadisce la sua richiesta che venga presentata una valutazione comparativa di tali dati anche nelle relazioni annuali, compresa una valutazione delle conseguenze di questi servizi temporanei e personalizzati sul reinserimento a lungo termine dei lavoratori in esubero nel mercato del lavoro;

5.  si compiace che, nel quadro della mobilitazione del FEG, la Commissione abbia proposto una fonte di stanziamenti di pagamento diversa dai fondi non utilizzati del Fondo sociale europeo, dopo che il Parlamento europeo ha ricordato a più riprese che il FEG è stato creato quale strumento specifico e distinto, con obiettivi e scadenze proprie, e che occorre pertanto individuare adeguate linee di bilancio per gli storni;

6   rileva che, per mobilitare il FEG nel caso in parola, gli stanziamenti di pagamento saranno trasferiti da una linea di bilancio destinata al sostegno delle PMI e all'innovazione; deplora le gravi carenze della Commissione nell'attuazione dei programmi quadro per la competitività e l'innovazione, specialmente durante una crisi economica che dovrebbe far aumentare in misura significativa il bisogno di sostegno a questi fini;

7.  ricorda che il funzionamento e il valore aggiunto del FEG dovrebbero essere valutati nel contesto della valutazione generale dei programmi e degli altri strumenti creati dall'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006, nell'ambito della revisione di metà periodo del quadro finanziario pluriennale 2007-2013;

8.  accoglie positivamente il nuovo formato della proposta della Commissione, che presenta nella relazione informazioni chiare e particolareggiate sulla domanda, analizza i criteri di ammissibilità e spiega le ragioni che hanno condotto all'approvazione, in linea con quanto richiesto dal Parlamento;

9.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

10. incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.


ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del xxx

concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2010/014 SI/Mura, Slovenia)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1), in particolare il punto 28,

visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2), in particolare l'articolo 12, paragrafo 3,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)      Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori in esubero in conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.

(2)      L’ambito di applicazione del FEG è stato ampliato per le domande presentate a partire dal 1° maggio 2009 al fine di includere un sostegno per i lavoratori in esubero come conseguenza diretta della crisi finanziaria ed economica mondiale.

(3)      L'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 consente di mobilitare il FEG nei limiti di un importo annuo massimo di 500 milioni di EUR.

(4)      Il 28 aprile 2010 la Slovenia ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG in relazione ai licenziamenti della società Mura e fino al 24 giugno 2010 ha inviato ulteriori informazioni a completamento della stessa. La domanda è conforme ai requisiti per la determinazione dei contributi finanziari stabiliti all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006. La Commissione propone quindi di stanziare un importo di 2 247 940 EUR.

(5)      Occorre pertanto procedere alla mobilitazione del FEG per fornire un contributo finanziario in relazione alla domanda presentata dalla Slovenia,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Nel quadro del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è mobilitato per fornire l’importo di 2 247 940 EUR in stanziamenti di impegno e di pagamento.

Articolo 2

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a

Per il Parlamento europeo                           Per il Consiglio

Il Presidente                                                  Il Presidente

(1)

              GU C 139 del 14 giugno 2006, pag. 1.

(2)

              GU L 406 del 30 dicembre 2006, pag. 1.


MOTIVAZIONE

I. Antefatti

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali.

In base alle disposizioni del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1) e dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1927/2006(2), il Fondo non può superare un importo annuo massimo di 500 milioni di EUR, che possono essere prelevati da qualsiasi margine esistente al di sotto del massimale globale di spesa dell'anno precedente e/o dagli stanziamenti d'impegno annullati nel corso dei due esercizi precedenti, esclusi quelli relativi alla rubrica 1b. Gli importi necessari sono iscritti in bilancio come accantonamenti non appena siano stati individuati margini e/o impegni cancellati sufficienti.

Per quanto riguarda la procedura, in caso di valutazione positiva di una domanda e ai fini dell'attivazione del Fondo, la Commissione presenta all'autorità di bilancio una proposta di mobilitazione dello stesso, contestualmente a una corrispondente proposta di storno. Parallelamente, si può organizzare una consultazione a tre per trovare un accordo sul ricorso al Fondo e sugli importi necessari. La consultazione a tre può assumere una forma semplificata.

II. Situazione attuale: la proposta della Commissione

Il 19 ottobre 2010 la Commissione ha adottato una nuova proposta di decisione sulla mobilitazione del FEG a favore della Slovenia al fine di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica globale.

La domanda in esame, la venticinquesima nel quadro del bilancio 2010, si riferisce alla mobilitazione del FEG per un importo totale di 2 247 940 EUR per la Slovenia. Essa riguarda 2 554 esuberi nell'azienda Mura, European Fashion Design, in Slovenia, operante nel settore dell'abbigliamento, durante il periodo di riferimento di quattro mesi dal 21 ottobre 2009 al 20 febbraio 2010.

La domanda, FEG/2010/014 SI/Mura, è stata presentata alla Commissione il 28 aprile 2010 e integrata con informazioni aggiuntive fino al 24 giugno 2010. Essa si basa sul criterio di intervento di cui all'articolo 2, lettera a) del regolamento FEG, che prevede l'esubero di almeno 500 dipendenti di un'impresa nell'arco di quattro mesi, compresi i fornitori o i produttori a valle di tale impresa, ed è stata presentata entro il termine di dieci settimane (articolo 5 del regolamento).

La valutazione della Commissione si è basata sull'esame dei seguenti elementi: il legame tra gli esuberi e i grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali o la crisi finanziaria, la natura imprevista degli esuberi in questione, la dimostrazione del numero degli esuberi e la conformità ai criteri di cui all'articolo 2, lettera a), la spiegazione della natura imprevista dei licenziamenti, l'identificazione delle imprese che hanno operato i licenziamenti e dei lavoratori ammessi all'assistenza, il territorio in questione con le rispettive autorità e soggetti interessati, l'impatto dei licenziamenti sull'occupazione locale, regionale o nazionale, il pacchetto coordinato di servizi personalizzati da finanziare, compresa la sua complementarità con le azioni finanziate dai Fondi strutturali, le date di inizio effettivo o previsto dei servizi personalizzati per i lavoratori interessati, le procedure di consultazione delle parti sociali e i sistemi di gestione e di controllo.

In base alla valutazione della Commissione, la domanda soddisfa i criteri di ammissibilità stabiliti dal regolamento FEG e l'Istituzione raccomanda all'autorità di bilancio l'approvazione.

Per mobilitare il Fondo, la Commissione ha presentato all'autorità di bilancio una richiesta di storno (DEC 37/2010) per un importo complessivo di 2.247.940 EUR dalla riserva FEG (40 02 43) in stanziamenti d'impegno e dalla linea di bilancio "Programma quadro per la competitività e l'innovazione – Programma per l'innovazione e l'imprenditorialità" (01 04 04) in stanziamenti di pagamento verso le linee di bilancio FEG (04 05 01).

La relatrice si compiace del fatto che la Commissione abbia individuato una fonte alternativa per gli stanziamenti di pagamento, diversa dai fondi FSE non utilizzati, sulla scia delle numerose richieste del Parlamento europeo.

Tuttavia, ritiene che la scelta effettuata in questo caso, ovvero una linea di bilancio destinata al sostegno dell'imprenditorialità e dell'innovazione, non sia soddisfacente date le gravi carenze che la Commissione riscontra in fase di attuazione dei programmi in materia di competitività e innovazione. In un periodo di crisi economica, infatti, tali stanziamenti dovrebbero piuttosto essere aumentati. La relatrice invita quindi la Commissione a proseguire gli sforzi volti a individuare in futuro linee di bilancio più idonee per i pagamenti.

L'accordo interistituzionale consente la mobilitazione del Fondo entro il massimale annuo di 500 milioni di EUR.

Nel 2010 l'autorità di bilancio ha già approvato quindici proposte di mobilitazione del Fondo e uno storno per l'assistenza tecnica, per un importo totale di 47 432 497 EUR, che sommato all'importo aggiuntivo di 28 502 666 EUR relativo alle altre proposte in discussione (compresa la presente), lascia a disposizione un importo pari a 424 064 837 EUR fino alla fine del 2010.

III. Procedura

La Commissione ha presentato una richiesta di storno(3) per iscrivere nel bilancio 2010 gli stanziamenti d'impegno e di pagamento necessari, conformemente al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.

La consultazione a tre sulla proposta di decisione della Commissione concernente la mobilitazione del FEG potrebbe svolgersi in forma semplificata (scambio di lettere), come disposto dall'articolo 12, paragrafo 5, della base giuridica, salvo in mancanza di un accordo tra Parlamento e Consiglio.

In base a un accordo interno, la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) dovrebbe essere associata al processo, al fine di fornire un sostegno e un contributo costruttivi alla valutazione delle domande di mobilitazione del Fondo.

A seguito della sua valutazione, la commissione EMPL del Parlamento europeo ha espresso la propria posizione in merito alla mobilitazione del Fondo, che figura nel parere allegato alla presente relazione.

La dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata nella riunione di concertazione del 17 luglio 2008, ha confermato l'importanza di garantire una procedura rapida, nel rispetto dell'accordo interistituzionale, per l'adozione delle decisioni relative alla mobilitazione del Fondo.

(1)

GU C 139 del 14 giugno 2006, pag. 1

(2)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1

(3)

DEC 37/2010 del 19 ottobre 2010


ALLEGATO: PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI

ES/jm

D(2010)55373

On. Alain Lamassoure

Presidente della commissione per i bilanci

ASP 13E158

Oggetto: Parere sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per il caso EGF/2010/014 SI/Mura (COM(2010)582 definitivo)

Onorevole Lamassoure,

la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) e il suo gruppo di lavoro sul FEG hanno esaminato la mobilitazione di detto fondo per il caso EGF/2010/014 SI/Mura e hanno approvato il seguente parere.

La commissione EMPL e il gruppo di lavoro sul FEG sono favorevoli alla mobilitazione del Fondo relativamente alla domanda in esame. A questo proposito la commissione EMPL formula alcune osservazioni, senza tuttavia mettere in questione il trasferimento dei pagamenti.

Le deliberazioni della commissione EMPL si basano sulle seguenti considerazioni:

A) considerando che la domanda è conforme all'articolo 2, lettera a, del regolamento FEG e include 2.554 licenziamenti verificatisi durante il periodo di riferimento di 4 mesi tra il 21 ottobre 2009 e il 20 febbraio 2010 nella regione NUTS III di Pomurje in Slovenia, nel corso del fallimento del gruppo Mura, produttore di tessili e di abbigliamento,

B) considerando che la crisi economica e finanziaria ha provocato un forte calo dell'industria tessile slovena, a causa delle difficoltà incontrate da alcuni settori utilizzatori finali (per esempio, il settore edile, automobilistico e abitativo) e dall'aumento dei costi di produzione che hanno portato a un calo del 23% della produzione nell'industria tessile e del 14% nel settore dell'abbigliamento nel primo trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, con la conseguente perdita di 4.297 posti di lavoro nel settore dell'abbigliamento tra giugno 2008 e dicembre 2009, il che rappresenta il 46% di tutti i posti di lavoro esistenti nel giugno 2008 in questo settore, e con una perdita di 2.030 posti di lavoro nel settore tessile, il che rappresenta il 27% di tutti i posti di lavoro nello stesso periodo,

C) considerando che l'industria tessile slovena ha avuto ottimi risultati nell'Europa a 27 e che la società Mura negli ultimi anni è riuscita a ottenere contratti con partner esigenti, offrendo servizi di produzione di alta qualità grazie alla produzione di piccole serie e alla flessibilità, nonché applicando il principio "just in time",

D) considerando che alcune delle imprese del gruppo Mura continuano a operare,

E) considerando che il 7% di tutte le persone impiegate nella regione di Promurje lavoravano con l'impresa Mura e che questa regione è già indietro rispetto alla media slovena con un reddito inferiore del 33%, un valore aggiunto inferiore del 30% e un salario inferiore del 20% per lavoratore,

F) considerando che le autorità slovene indicano che i servizi personalizzati proposti sono il risultato di esperienze ottenute dal Ministero e dal servizio di collocamento che lavorano col personale licenziato e che pertanto i sindacati non erano attivamente coinvolti nella preparazione delle attività proposte; che, tuttavia, il sindacato del gruppo Mura ha partecipato alla procedura di fallimento fin dall'inizio e ha fornito aiuto elaborando l'elenco dei lavoratori licenziati e organizzando aiuti sociali per gli stessi,

G) considerando che le autorità slovene hanno confermato che 1.932 lavoratori su 2.554 lavoratori licenziati che hanno diritto al sostegno parteciperanno alle misure incluse nel pacchetto coordinato di servizi personalizzati e che i costi di tutte le misure sono calcolati sulla base di questo numero ridotto,

H) considerando che il 78,4% dei lavoratori licenziati è costituito da donne e che quasi il 96,1% dei lavoratori è di età compresa tra i 25 e i 54 anni.

I)  considerando che il 45,9% dei lavoratori licenziati lavora nel campo dell'abbigliamento e del tessile e che per il 43,1% dei lavoratori licenziati non è specificata la categoria professionale,

J)  considerando che il 43,6% dei lavoratori licenziati non ha finito la scuola elementare e che il 43,7% di essi dispone di un'istruzione secondaria superiore generale o tecnica,

K) considerando che il 22,8% dei lavoratori licenziati ha da tempo problemi di salute o di disabilità, in quanto una delle società del gruppo Mura segue la politica di impiegare persone con disabilità, e che i casi più gravi sono stati sostenuti da misure finanziate dalle autorità slovene sulla base di una legge speciale, mentre gli altri lavoratori con problemi di salute meno gravi hanno diritto al sostegno FEG, ma senza misure speciali dirette a soddisfare le loro necessità,

L) considerando che la maggior parte dei lavoratori ha lavorato unicamente nel gruppo Mura,

M) considerando che, secondo le informazioni delle autorità slovene, alcuni lavoratori sono molto soddisfatti delle misure incluse nel pacchetto di servizi personalizzati e che alcuni di essi avrebbero già trovato un nuovo lavoro,

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita pertanto la commissione per i bilanci, competente per il merito, ad includere i seguenti suggerimenti nella proposta di risoluzione concernente la domanda slovena:

1. è d'accordo con la Commissione sul rispetto delle condizioni per la concessione di un contributo finanziario ai sensi del regolamento FEG;

2. chiede maggiori informazioni sui lavoratori occupati dal gruppo Mura all'inizio del 2008 e non inclusi nella domanda;

3. ricorda il parere della commissione EMPL sul finanziamento e il funzionamento del FEG, che chiede agli Stati membri di garantire che i consigli di fabbrica siano coinvolti prima dell’inizio di ogni programma, in modo da garantire che le parti sociali contribuiscano effettivamente alla formulazione di piani di conversione che soddisfino le necessità dei lavoratori e non delle imprese; chiede pertanto alla Commissione di incoraggiare le autorità slovene a prevedere la partecipazione dei sindacati almeno nella fase di attuazione delle misure;

4. rileva che i lavoratori parteciperanno a diverse attività che incoraggiano e promuovono la ricerca di un nuovo lavoro, inclusa l’assistenza, e garantiscono l'attiva partecipazione dei lavoratori a queste misure;

5. deplora tuttavia, visto l'elevato numero di lavoratori licenziati che hanno lasciato presto la scuola, che non si proponga né il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche acquisite durante la vita lavorativa né una formazione volta al conseguimento di un livello di istruzione superiore certificato; chiede alla Commissione di analizzare insieme alle autorità slovene le modalità secondo cui queste misure potrebbero essere offerte ai lavoratori licenziati;

6. chiede informazioni più dettagliate alle autorità slovene circa le eventuali misure introdotte per i 583 lavoratori che hanno da tempo problemi di salute o disabilità; è dell'avviso che un pacchetto di servizi personalizzati diretti ai lavoratori con problemi di salute o disabilità dovrebbe includere misure speciali che tengano conto delle loro necessità;

7. prende atto della misura innovativa dei seminari neurolinguistici, destinati a motivare all’apprendimento di nuove competenze i lavoratori licenziati meno motivati; deplora tuttavia che nella domanda non si indichino gli obiettivi delle formazioni e se queste sono orientate a nuovi settori lavorativi ovvero a incoraggiare una maggiore mobilità verso altre regioni con maggiori possibilità di occupazione;

8. invita la Commissione ad analizzare in modo più approfondito i settori cui sono reindirizzati i lavoratori in termini di formazione o avvio di attività in proprio; detta analisi approfondita dovrebbe assicurare la sostenibilità del reinserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro e pertanto l'applicazione corretta del FEG; la valutazione andrebbe realizzata nell'ottica degli obiettivi delineati nella strategia dell’UE 2020;

9. chiede alla Commissione di fornire informazioni più dettagliate circa gli eventuali aiuti di Stato o i sostegni finanziari dei fondi europei al gruppo Mura prima o dopo l'adesione della Slovenia all'UE.

Voglia gradire, onorevole Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Pervenche Berès


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.11.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

13

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Giovanni Collino, Jean-Luc Dehaene, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Ingeborg Gräßle, Carl Haglund, Lucas Hartong, Monika Hohlmeier, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, Vladimír Maňka, Barbara Matera, László Surján, Derek Vaughan, Jacek Włosowicz

Note legali - Informativa sulla privacy