Procedura : 2010/0108(NLE)
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Ciclo del documento : A7-0346/2010

Testi presentati :

A7-0346/2010

Discussioni :

PV 13/12/2010 - 16
CRE 13/12/2010 - 16

Votazioni :

PV 14/12/2010 - 9.21
Dichiarazioni di voto
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Testi approvati :

P7_TA(2010)0472

RACCOMANDAZIONE     ***
PDF 148kWORD 89k
1.12.2010
PE 448.825v02-00 A7-0346/2010

sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo di riammissione delle persone in posizione irregolare tra l'Unione europea e la Georgia

(15507/2010 – C7‑0392/2010 – 2010/0108(NLE))

Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Relatore: Nathalie Griesbeck

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DI MINORANZA
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo di riammissione delle persone in posizione irregolare tra l'Unione europea e la Georgia

(15507/2010 – C7‑0392/2010 – 2010/0108(NLE))

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–   visto il progetto di decisione del Consiglio (15507/2010),

–   visto il progetto di accordo di riammissione delle persone in posizione irregolare tra l'Unione europea e la Georgia (14654/2010),

–   vista la domanda di approvazione presentata dal Consiglio conformemente all'articolo 79, paragrafo 3 e all'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C7‑0392/2010),

–   visti l'articolo 81 e l'articolo 90, paragrafo 8, del suo regolamento,

–   visti la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per gli affari esteri (A7‑0346/2010),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Georgia.


MOTIVAZIONE

Per l'Unione europea l'ampliamento dell'Unione europea a 25 Stati membri nel 2004 e poi a 27 Stati membri nel 2007, è stata l'occasione per creare un nuovo quadro di cooperazione con i suoi vicini dell'Est e del Sud; l'Unione europea si è in tal modo impegnata in una politica di vicinato allargato ai paesi della regione del Caucaso meridionale, mirante ad approfondire le sue relazioni con i paesi situati alle frontiere esterne dell'UE, a promuovere la loro sicurezza, stabilità e sviluppo nonché ad evitare l'emergere di nuove divisioni nel continente europeo.

L'Europa, che mostrava in tal modo un crescente interesse nei confronti degli Stati del Caucaso meridionale, deve oggi proseguire il suo impegno presso gli Stati di tale regione che, per essere prossima alle sue nuove frontiere, va resa più sicura. Il Caucaso meridionale riveste un'importanza strategica per l'Unione europea ed essa può accompagnarlo nel suo sviluppo economico e commerciale. L'azione dell'UE deve però caratterizzarsi soprattutto da incoraggiamenti sulla base dei principi della buona governance e del rispetto assoluto dei diritti umani e della democrazia. L'Unione europea deve infatti svolgere un ruolo più attivo nella regione del Caucaso meridionale, come ricorda la risoluzione 2009/2216(INI) adottata dal Parlamento europeo nel maggio 2010 e dovrebbe elaborare una strategia per rafforzare la stabilità e la prosperità e facilitare la risoluzione dei conflitti in tale regione.

Inoltre, il processo di approfondimento delle relazioni tra l'Unione europea e i paesi del Caucaso meridionale, nel caso di specie con la Georgia, contribuirà certamente a migliorare l'esercizio della giustizia e il livello di rispetto delle libertà. I due accordi conclusi recentemente con la Georgia, il primo sulla riammissione delle persone in posizione irregolare, il secondo sulla facilitazione del rilascio dei visti, contribuiranno pienamente a raggiungere tali obiettivi.

* *

La relatrice approva pertanto la conclusione di questi due accordi interdipendenti e paralleli con la Georgia; due accordi che spingeranno più avanti le frontiere dello Spazio di libertà e di sicurezza, estendendolo al di là dell'Unione europea per inglobare questo paese vicino.

Questi due accordi rappresentano in primo luogo una tappa importantissima, un passo avanti nelle relazioni tra l'Unione europea e la Georgia. Vi è in effetti una volontà chiarissima di ravvicinamento all'Unione europea da parte della Georgia, espressasi in questi ultimi anni con tutta una serie di atti politici importanti: dal rafforzamento della cooperazione bilaterale tra l'Unione europea e la Georgia all'adesione della Georgia al Consiglio d'Europa o alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Se si tiene conto delle aspirazioni europee della Georgia, la conclusione di tali accordi con l'Unione europea rappresenta dunque un progresso incoraggiante e un chiaro segnale da parte dell'Unione europea. Essa favorirà l'instaurazione di relazioni amichevoli, la stabilità, la sicurezza e il benessere dei cittadini.

Inoltre, tali accordi presentano anche un interesse sul piano regionale e contribuiranno agli sforzi dispiegati dall'Unione per rafforzare la cooperazione con altri paesi della regione. Ciò rappresenta anche per la Georgia un progresso e un incoraggiamento ad approfondire la cooperazione con i suoi vicini e con l'Unione europea.

Inoltre, tali accordi incoraggeranno la Georgia ad attuare le riforme necessarie nei settori della libertà, della sicurezza e della giustizia. La relatrice è convinta che, in uno spirito d'impegno comune, l'Unione europea e la Georgia possano lottare efficacemente contro l'immigrazione clandestina e contribuire allo sviluppo della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e della società civile, incoraggiando una più grande facilità di contatti e di spostamenti delle persone tra le due parti contraenti.

In particolare, l'accordo sulla facilitazione del rilascio dei visti agevolerà i contatti personali tra i cittadini, condizione determinante per assicurare lo sviluppo di relazione economiche, umanitarie, culturali, scientifiche ecc. La soppressione dei visti per i cittadini della Georgia segnerà una tappa importante sulla via della loro integrazione europea. Un regime di facilitazione dei visti riveste una grande importanza nella vita delle persone, dato che rafforza i contatti tra i popoli e concretizza l'idea di libera circolazione, che è uno dei diritti fondamentali in Europa.

Per quanto riguarda l'attuazione dei predetti due accordi:

La relatrice ritiene che sia fondamentale condurre campagne d'informazione in Georgia per far sì che la popolazione sia informata sulla nuova situazione e possa beneficiare delle nuove possibilità che ne derivano. Inoltre, i cambiamenti che intervengono nella politica dei visti dovrebbero figurare quanto prima nei siti internet delle istituzioni europee.

La relatrice raccomanda altresì alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo nonché alla Commissione europea, incaricata di vigilare sull'applicazione di tali accordi, di individuare, successivamente alla loro entrata in vigore, gli eventuali ostacoli o altre restrizioni asimmetriche suscettibili di ostacolare la loro buona applicazione e la reciprocità delle procedure, sia riguardo ai servizi consolari che all'attraversamento delle frontiere.

Infine, la relatrice deplora che il Parlamento europeo sia poco partecipe e informato sull'apertura e lo svolgimento dei negoziati in vista della firma dei suddetti accordi. In veste di rappresentante diretto dei cittadini europei, il Parlamento può contribuire in modo decisivo al rafforzamento della responsabilità nel quadro dell'azione esterna dell'UE come pure al controllo democratico. La relatrice chiede alla Commissione europea, in applicazione del principio di cooperazione leale tra le istituzioni, di informare il Parlamento circa i risultati dell'attuazione degli accordi.

* *


PARERE DI MINORANZA

presentato conformemente all’articolo 52, paragrafo 3, del regolamento da

Tatjana Ždanoka a nome del gruppo Verts/ALE

Rui Tavares a nome del gruppo GUE/NGL

Il Parlamento europeo deve garantire che l'accordo di riammissione UE-Georgia sia pienamente conforme al diritto europeo e internazionale in materia di diritti fondamentali e di asilo. Questo accordo non dovrebbe essere concluso prima che sia stata condotta un'adeguata valutazione degli accordi di riammissione vigenti.

Votiamo contro il presente accordo per le seguenti ragioni:

-    esso si prefigge il rimpatrio di persone in un paese in cui, secondo il Global Appeal 2010-2011 dell'UNHCR, circa 212 000 persone sono sfollate da più di 16 anni e sono senzatetto e prive di mezzi che consentano loro di diventare autosufficienti, in una situazione in cui la violenza sessuale e di genere è diffusa in tutti gli strati sociali e i maltrattamenti da parte della polizia sono tollerati.

-    si applica anche agli ex residenti dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale che non hanno alcun legame di fatto con la Georgia;

-    non include salvaguardie rigorose in materia di violazione dei diritti fondamentali che garantiscano standard elevati in materia di accoglienza, che, in Georgia, sono carenti;

-    contiene numerose lacune e ambiguità, che potrebbero essere chiarite in seno al Comitato misto di riammissione in cui il PE purtroppo non ha alcuna voce in capitolo, il che sarebbe del tutto legittimo date le sue nuove competenze;

-    non garantisce adeguatamente la protezione dei dati personali: i dati possono essere trasmessi ad "altri organi", senza che sia richiesto il consenso della persona.


PARERE della commissione per gli affari esteri (7.10.2010)

destinato alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di riammissione delle persone in posizione irregolare tra l'Unione europea e la Georgia

(15507/2010 - C7-0392/2010 - 2010/0108(NLE))

Relatore per parere: Krzysztof Lisek

BREVE MOTIVAZIONE

Nella sua comunicazione del 4 dicembre 2006 sullo sviluppo della politica europea di vicinato (PEV)(1), la Commissione aveva raccomandato di avviare negoziati sulla riammissione e sull'agevolazione del visto con i paesi PEV.

La dichiarazione congiunta del vertice di Praga del 7 maggio 2009, con la quale è stato istituito il partenariato orientale, ha sottolineato l'importanza di promuovere la mobilità dei cittadini in un ambito di sicurezza attraverso accordi di facilitazione del rilascio dei visti e di riammissione. Essa individua nella liberalizzazione dei visti l'obiettivo da raggiungere nel lungo termine, obiettivo che deve essere abbinato a un miglioramento delle condizioni di sicurezza al fine di contrastare la criminalità transfrontaliera e l'immigrazione clandestina.

La decisione proposta tiene conto, rispecchiandolo, del quadro di cooperazione con la Georgia esistente, in particolare dell'accordo di partenariato e di cooperazione in vigore dal 1º luglio 1999, del piano d’azione della politica europea di vicinato UE-Georgia (approvato il 14 novembre 2006) e della già citata dichiarazione di Praga.

L'autorizzazione formale a negoziare l'accordo di riammissione con la Georgia è stata concessa il 27 novembre 2008 e il testo concordato è stato siglato il 25 novembre 2009.

La proposta di decisione relativa alla conclusione dell'accordo contiene una serie di elementi standard presenti nei vari accordi di riammissione conclusi tra l'UE e i paesi terzi. Gli obblighi di riammissione sono stabiliti in maniera totalmente reciproca, includendo i cittadini delle parti, quelli di paesi terzi e gli apolidi, nonché fissando le condizioni preliminari per l'applicazione dell'obbligo di riammettere gli appartenenti alle ultime due categorie. L'accordo stabilisce le modalità per la relativa applicazione pratica, ivi incluse l'istituzione di un comitato misto per la riammissione, le condizioni per la procedura accelerata, le clausole riguardanti i costi, la protezione dei dati e il rapporto con altri obblighi internazionali. L'accordo si applica ai territori della Georgia e dell'Unione europea, con l'esclusione di Irlanda e Danimarca; il Regno Unito ha invece espresso il desiderio di essere parte dell'accordo.

La Georgia ha ratificato diverse convenzioni internazionali attinenti all'ambito in questione, tra cui la Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati e il protocollo del 1967. Essa è membro del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Inoltre la Georgia è uno dei paesi partner nel quadro del partenariato orientale, il quale si fonda sull'impegno nei confronti dei principi di diritto internazionale e dei valori fondamentali, tra i quali il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il 15 luglio 2010 sono stati altresì avviati i negoziati per un nuovo e rafforzato accordo di associazione UE-Georgia. Va ancora aggiunto che è stato istituito un dialogo UE-Georgia sui diritti umani e che il 9 luglio 2010 si è celebrata la sua terza sessione in un'atmosfera amichevole, aperta e costruttiva.

Alla luce delle considerazioni sopraesposte il relatore per parere ritiene che la Georgia presenti un quadro sufficientemente solido, in grado di garantire il rispetto dei diritti delle persone cui si applica l'accordo in questione. È opportuno che l'accordo di riammissione sia concluso tempestivamente ed entri in vigore in contemporanea con quello sull'agevolazione del visto, al quale è collegato.

*******

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, competente per il merito, a proporre al Parlamento di dare la sua approvazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

5.10.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriele Albertini, Frieda Brepoels, Andrzej Grzyb, Heidi Hautala, Ioannis Kasoulides, Tunne Kelam, Nicole Kiil-Nielsen, Andrey Kovatchev, Wolfgang Kreissl-Dörfler, Vytautas Landsbergis, Krzysztof Lisek, Mario Mauro, Francisco José Millán Mon, María Muñiz De Urquiza, Norica Nicolai, Raimon Obiols, Kristiina Ojuland, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Libor Rouček, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Adrian Severin, Ernst Strasser, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nikolaos Chountis, Evgeni Kirilov, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Dominique Vlasto

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Vergiat

(1)

COM(2006)0726.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.10.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

6

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Sonia Alfano, Rita Borsellino, Emine Bozkurt, Simon Busuttil, Carlos Coelho, Cornelis de Jong, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Cornelia Ernst, Tanja Fajon, Hélène Flautre, Kinga Gál, Kinga Göncz, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Ágnes Hankiss, Salvatore Iacolino, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Juan Fernando López Aguilar, Clemente Mastella, Véronique Mathieu, Nuno Melo, Louis Michel, Claude Moraes, Jan Mulder, Georgios Papanikolaou, Carmen Romero López, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Rui Tavares, Valdemar Tomaševski, Wim van de Camp, Axel Voss, Renate Weber, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Edit Bauer, Andrew Henry William Brons, Anna Maria Corazza Bildt, Nadja Hirsch, Monika Hohlmeier, Franziska Keller, Ádám Kósa, Wolfgang Kreissl-Dörfler, Petru Constantin Luhan, Mariya Nedelcheva, Joanna Senyszyn, Cecilia Wikström

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