Procedura : 2010/0119(NLE)
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A7-0018/2011

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PV 15/02/2011 - 9.1
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P7_TA(2011)0043

RACCOMANDAZIONE     ***
PDF 162kWORD 91k
1.2.2011
PE 452.891v02-00 A7-0018/2011

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall’altro, che modifica l’accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione

(10297/2010 – C7‑0190/2010 – 2010/0119(NLE))

Commissione per lo sviluppo

Relatrice: Eva Joly

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall’altro, che modifica l’accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione

(10297/2010 – C7‑0190/2010 – 2010/0119(NLE))

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–   visto il progetto di decisione del Consiglio (10297/2010),

–   visto il progetto d’accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall’altro, che modifica l’accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione (7437/2008),

–   vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 217 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C7‑0190/2010),

–   visti l'articolo 81 e l'articolo 90, paragrafo 8, del suo regolamento,

–   visti la raccomandazione della commissione per lo sviluppo e il parere della commissione per il commercio internazionale (A7‑0018/2011),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Repubblica sudafricana.


MOTIVAZIONE

Precedenti e sviluppo

La fase di stesura dell'accordo che il Parlamento è chiamato ad approvare è stata relativamente lunga e la procedura seguita si è rivelata alquanto complessa.

Un primo accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro, è stato firmato a Pretoria l'11 ottobre 1999 ed è entrato in vigore il 1° maggio 2004 per un periodo illimitato(1).

Ai sensi degli articoli 18 e 103 dell'accordo, che introducevano una clausola di riesame ("riesame" all'articolo 103), l'accordo doveva essere rivisto ("riesaminato") al più tardi cinque anni dopo la sua entrata in vigore. Le linee generali del riesame sono state elaborate congiuntamente tra le parti il 7 novembre 2005 durante la riunione del Consiglio di cooperazione, ovvero l'organo misto costituito dalle parti per prendere tutte le decisioni nei settori contemplati dall'accordo. In seguito la Commissione ha proposto un mandato negoziale (giugno 2006). Il Consiglio ha quindi attribuito alla Commissione due mandati negoziali (novembre 2006): il primo per la modifica dell'accordo sulla base dell'articolo 106, paragrafo 1 (clausola di modifica), che attribuisce al Consiglio di cooperazione il potere di decidere circa le modifiche all'accordo presentate da una delle parti; il secondo che prevede l'apertura di negoziati bilaterali per il riesame delle disposizioni dell'accordo relative alla sua dimensione politica nonché al settore giustizia, libertà e sicurezza.

Tuttavia, nel corso dei duplici negoziati che sono seguiti, per motivi di coerenza entrambe le parti hanno concordato di rinunciare ai primi negoziati, e quindi alla procedura di modifica relativamente più agile, a vantaggio dei secondi, relativi al riesame dell'accordo: vi sarebbe quindi un unico nuovo accordo – e non più due – per il riesame dell'accordo iniziale del 1999. I negoziati di questo accordo sono stati guidati dalla Commissione in base alle duplici direttive negoziali del Consiglio, consultando i due gruppi di lavoro abilitati da quest'ultimo ad assistere la Commissione in questo compito, ovvero il gruppo di lavoro ACP e il gruppo di lavoro "Africa".

I negoziati sugli scambi e le questioni commerciali (rispettivamente il titolo II e III dell'accordo del 1999) sono stati sospesi in attesa dell'esito dei negoziati dell'accordo di partenariato economico (APE) con il Sudafrica. In ambito doganale, tuttavia, occorre altresì rilevare per completezza che nel febbraio 2010 la Commissione ha adottato una proposta distinta (COM(2010)0057) relativa a una posizione dell'Unione europea, in seno al Consiglio di cooperazione, in merito agli allegati tariffari dell'accordo del 1999. Tale modifica intende allineare i dazi applicati dal Sudafrica a quelli istituiti dall'APE interinale e applicabili agli altri stati membri dell'Unione doganale dell'Africa australe.

Risultato dei negoziati

Il summenzionato accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro, che modifica l'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione è stato infine firmato a Kleinmond (Sudafrica) l'11 settembre 2009 a seguito di una decisione del Consiglio del 1° aprile 2008 relativa alla firma dell'accordo rivisto(2).

Incidenza del trattato di Lisbona e approvazione del Parlamento

A seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona spetta all'Unione europea, e non più alla Comunità europea, approvare formalmente l'accordo: la decisione del Consiglio è diretta quindi non solo ad approvare l'accordo a nome dell'Unione europea, ma anche a notificare ufficialmente alla Repubblica sudafricana che a decorrere dal 1° dicembre 2009 l'Unione europea è subentrata alla Comunità europea, esercitandone tutti i diritti e assumendone tutti gli obblighi, in particolare, quelli derivanti dal presente accordo. Le disposizioni dell'accordo rivisto nel 2009 stabiliscono infatti che le parti si notifichino reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure di approvazione e che l'accordo rivisto entri in vigore il primo giorno del mese successivo a tale notifica.

Tecnicamente, l'accordo costituisce un accordo di associazione ai sensi dell'articolo 217 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Ai sensi dell'articolo 218, paragrafo 6, del trattato, un siffatto accordo può essere concluso (su decisione del Consiglio) solo in seguito all'approvazione del Parlamento.

Dall'articolo 218 del trattato e dagli articoli 81 e 90 del regolamento, in particolare, si evince che le modifiche all'accordo non sono ammissibili e che la commissione competente (nei fatti la commissione per lo sviluppo) deve pronunciarsi unicamente per raccomandare all'assemblea plenaria di approvare o respingere l'accordo. (L'assemblea plenaria deve pronunciarsi in una sola votazione deliberando alla maggioranza dei voti espressi).

Contenuto dell'accordo

Con l'accordo iniziale, firmato a Pretoria nel 1999, si intendeva rafforzare la cooperazione bilaterale in alcuni settori, perseguendo svariati obiettivi, quali il rafforzamento del dialogo bilaterale, il sostegno al processo di transizione economica e sociale della Repubblica sudafricana, la promozione della cooperazione regionale e l'integrazione economica del paese nell'Africa australe e nell'economia mondiale, nonché l'estensione e la liberalizzazione degli scambi bilaterali di beni, servizi e capitali. L'accordo istituisce altresì un dialogo politico regolare su tematiche di interesse comune sia a livello bilaterale che a livello regionale (nell'ambito del dialogo tra l'UE e i paesi dell'Africa australe nonché il gruppo di paesi ACP). Su circa cento articoli dell'accordo, per l'esattezza 109, solo una ventina (dall'articolo 65 all'articolo 82) riguarda nello specifico la cooperazione allo sviluppo, a cui si aggiungono quattro articoli sul finanziamento della cooperazione generale. Non è quindi un mistero che, nonostante il titolo, l'accordo sia piuttosto un accordo economico e di libero scambio anziché un accordo di cooperazione allo sviluppo. Quest'ultima, tuttavia, è il fulcro degli aiuti a favore della Repubblica sudafricana ed è finanziata dal bilancio dell'Unione attraverso lo strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (DCI). Per il periodo 2007-2013 il DCI si avvale di una dotazione di 980 milioni di EUR a favore della Repubblica sudafricana. Il programma indicativo nazionale per lo stesso periodo evidenzia due settori prioritari per la cooperazione allo sviluppo a favore del paese: da un lato, la creazione di posti di lavoro nell'economia informale e l'inserimento di tali posti nell'economia formale; dall'altro, la creazione di infrastrutture per la fornitura di servizi di base in materia di sicurezza e coesione sociali. Il programma sottolinea il ruolo essenziale della decentralizzazione della cooperazione, che implica un forte coinvolgimento della società civile nel processo di sviluppo. Accanto alla cooperazione economica (oggetto di tutto il titolo IV dell'accordo) altre disposizioni fanno riferimento a una serie di settori di cooperazione molto importanti e legati allo sviluppo, quali la cooperazione sociale, sulla base di un dialogo organizzato che concerne in particolare la libertà di associazione, i diritti dei lavoratori e dei minori, la parità tra i generi, la lotta alla violenza sulle donne; la cooperazione ambientale, in particolare per quanto concerne il cambiamento climatico; la cooperazione culturale, la cooperazione in materia di lotta alla droga e al riciclaggio di denaro e la cooperazione in materia sanitaria, in particolare per la lotta all'AIDS.

L'accordo di cooperazione instaura altresì una struttura istituzionale comune, creando, come visto in precedenza, un Consiglio di cooperazione.

L'accordo rivisto, firmato a Kleinmond nel 2009, apporta alcune interessanti modifiche all'accordo iniziale, in particolare in materia di sviluppo: il disarmo diventa un elemento fondamentale. Più precisamente, il disarmo è alla base dell'accordo, come lo sono i principi democratici, i diritti umani e dello Stato di diritto, la cooperazione sulle questioni del disarmo e della non proliferazione delle armi di distruzione di massa. Vengono introdotti il principio dell'efficacia degli aiuti, come obiettivo della cooperazione allo sviluppo, e la priorità alle operazioni che contribuiscono a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM), in particolare nella lotta contro la povertà, . È stato inserito inoltre un articolo specifico sugli obiettivi di sviluppo del millennio per ribadire l'impegno delle parti a realizzarli entro il 2015; si pone l'accento sulla necessità di fissare le aree prioritarie di cooperazione allo sviluppo in documenti di programmazione pluriennale congiuntamente accettati dalle parti, compresi i documenti congiunti convenuti con gli Stati membri dell'Unione, in conformità agli strumenti di cooperazione dell'Unione. Gli attori non statali in quanto tali (che sostituiscono le organizzazioni non governative previste in precedenza) sono indicati come partner della cooperazione ammissibili all'aiuto finanziario e tecnico.

È altresì necessario prendere atto dell'inserimento di sette nuovi articoli corrispondenti ad altrettanti nuovi settori, relativamente ben delineati, in materia di cooperazione con la Repubblica sudafricana, ovvero la lotta contro le armi di distruzione di massa e dei loro vettori mediante la firma e la piena osservanza degli strumenti internazionali in materia, che diventa altresì oggetto di un dialogo politico regolare; la lotta al terrorismo, al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e alla criminalità organizzata; la lotta alla produzione, al commercio e all'accumulazione delle cosiddette armi "leggere e di piccolo calibro"; la prevenzione delle attività mercenarie; il sostegno incondizionato alla Corte penale internazionale e alla sua attività per porre fine all'impunità e far rispettare la giustizia internazionale. È ormai necessario sviluppare un approfondito dialogo politico sulla cooperazione in materia di migrazione, che forma oggetto di un nuovo articolo specifico e molto dettagliato, e in particolare in questo contesto, sul nesso tra cooperazione e sviluppo (che comprende, a titolo esemplificativo ma non esaustivo le strategie per la riduzione della povertà, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nonché la creazione di posti di lavoro; la partecipazione degli emigrati allo sviluppo del proprio paese d'origine; la cooperazione tesa a rafforzare le capacità, in particolar modo nei settori della salute e dell'istruzione, per compensare gli effetti negativi della fuga di cervelli sudafricani sullo sviluppo sostenibile del paese; l'elaborazione e l'applicazione di strumenti legali, rapidi ed economici per trasferire al paese il denaro inviato dagli emigranti).

Sotto il profilo dello sviluppo della Repubblica sudafricana, l'inserimento di numerose nuove aree in materia di cooperazione va chiaramente attribuito all'accordo rivisto, e tale inserimento, previsto come semplice possibilità nell'accordo iniziale del 1999, era del resto auspicato da entrambe le parti (dato che esse si sono accordate sul piano d'azione congiunto, mettendo in atto il partenariato strategico tra Repubblica sudafricana e Unione europea). Sebbene si compiaccia delle nuove disposizioni in materia di sviluppo inserite nell'accordo rivisto, in particolare quelle concernenti la lotta alla povertà, l'efficacia degli aiuti, gli obiettivi di sviluppo del millennio o il legame tra migrazione e sviluppo, il relatore tenderebbe tuttavia a mantenere un parere sfumato sull'accordo rivisto. La filosofia e la struttura generali dell'accordo, nonché l'importanza rispettiva dei titoli, sembrano infatti privilegiare sempre le preoccupazioni di natura commerciale, economica e liberoscambista, a discapito forse di un approccio di sviluppo che dovrebbe essere ancora più vigoroso e trasversale.

Raccomandazione del relatore

Alla luce di quanto esposto, il relatore suggerisce che la commissione per lo sviluppo raccomandi al Parlamento di approvare la conclusione dell'accordo e auspica che le nuove disposizioni in materia di sviluppo nonché le nuove tipologie di collaborazione da esso previste siano pienamente applicate e siano oggetto, nella fase di attuazione dell'accordo stesso, di un controllo rigoroso alla luce dell'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il relatore auspica dunque il rispetto degli obiettivi dell'Unione in termini di cooperazione allo sviluppo, obiettivi di cui quest'ultima deve tenere conto nell'attuazione di tutte le sue politiche che potrebbero pregiudicare i paesi in via di sviluppo, al fine di conseguire l'obiettivo primario, ovvero la riduzione e, a termine, l'eliminazione della povertà.

(1)

GU L 311 del 4.12.1999, pag. 3

(2)

Doc st7437/08


PARERE della commissione per il commercio internazionale (17.1.2011)

destinato alla commissione per lo sviluppo

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall’altro, che modifica l’accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione

(10297/2010 – C7‑0190/2010 – 2010/00119(NLE))

Relatore per parere: Niccolò Rinaldi

BREVE MOTIVAZIONE

Le relazioni commerciali e la cooperazione allo sviluppo tra il Sudafrica e l’Unione europea sono disciplinate dall’accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione (TDCA) firmato nell’ottobre 1999, attuato parzialmente nel 2000 e pienamente nel maggio 2004, prima della creazione della commissione per il commercio internazionale.

Pertanto, il TDCA originario con il Sudafrica rientrava nel mandato della commissione DEVE. Nel corso dell’ultima legislatura la commissione DEVE è stata competente per le relazioni sui due protocolli addizionali derivanti dall’adesione dei nuovi Stati membri.

Il TDCA è un accordo globale che crea una “zona di libero scambio”. Esso si occupa soprattutto della circolazione dei beni, ma contiene disposizioni relative ai servizi e agli investimenti, nonché ad altri settori quali gli appalti pubblici, la politica della concorrenza e la proprietà intellettuale. Le disposizioni sugli scambi sono integrate da un pacchetto globale di aiuti allo sviluppo.

Il TDCA mira a garantire un migliore accesso del Sudafrica al mercato UE e della UE al mercato sudafricano. Alla fine del periodo transitorio del TDCA circa il 95% delle esportazioni sudafricane nella UE saranno totalmente liberalizzate, mentre la maggior parte dei prodotti rimanenti godono delle vantaggiose tariffe preferenziali nel quadro del SPG.

Al fine di proteggere i settori vulnerabili di entrambe le parti, taluni prodotti sono stati esclusi dal TDCA mentre altri sono stati liberalizzati solo parzialmente. Per la UE si tratta soprattutto di prodotti agricoli mentre per il Sudafrica di prodotti industriali, in particolare di taluni prodotti del settore automobilistico e di taluni articoli tessili e di abbigliamento.

L’accordo fissa una serie dettagliata di norme di origine e contiene una clausola di salvaguardia bilaterale per quei prodotti che causano o minacciano di causare serie ripercussioni per l’industria dell’altra parte contraente.

Il TDCA include disposizioni volte ad evitare prassi anticompetitive e riconosce la necessità di fornire una protezione adeguata della proprietà intellettuale. Inoltre il TDCA prevede una stretta cooperazione in un’ampia gamma di settori collegati agli scambi, inclusi i servizi doganali, la libera circolazione dei servizi e dei capitali e l’armonizzazione delle norme e degli standard.

Dopo l’entrata in vigore del TDCA gli scambi commerciali dell’UE con il Sudafrica sono aumentati costantemente. La UE rappresenta il più importante partner commerciale del Sudafrica, e nel 2009 è stata la destinazione di circa il 34% delle esportazioni globali sudafricane e la fonte di circa il 35% di tutte le importazioni sudafricane.

Nonostante la crisi economica globale verificatasi in quello stesso anno, il valore delle esportazioni sudafricane nell’UE è stato pari a 14,96 miliardi di euro e quello delle sue importazioni dall’UE a 16,1 miliardi di euro.

Il TDCA prevede un processo di riesame. Conformemente all’articolo 18 e 103 del TDCA, che chiede il riesame dell’accordo entro cinque anni dalla sua entrata in vigore, è stato svolto un riesame di medio termine nel 2004, a seguito del quale le parti hanno deciso di modificare le disposizioni dell’accordo.

Nel 2005, il Consiglio congiunto di cooperazione ha fissato le grandi linee generali del futuro riesame del TDCA, riguardanti un’ulteriore liberalizzazione degli scambi, alcune modifiche minori del titolo sulla Cooperazione allo sviluppo, l’aggiornamento della formulazione di diverse disposizioni relative alla cooperazione economica e alla cooperazione in altri settori, l’aggiunta di nuove disposizioni per settori quali il terrorismo, il Tribunale penale internazionale, le armi di distruzione di massa, i mercenari e le piccole armi.

La modifica non contiene aspetti fondamentali relativi agli scambi in quanto il riesame delle disposizioni sugli scambi e questioni ad essi attinenti è stato sospeso in attesa dei risultati dei negoziati sull'accordo di partenariato economico.

Il relatore desidera sottolineare l’importanza delle relazioni tra il Sudafrica e l’UE e le ripercussioni per il Sudafrica di una mancata ratifica del TDCA rivisto o di un suo ritardo.

Infatti il TDCA è estremamente vantaggioso per il Sudafrica. Nel 2007 il Sudafrica e l’UE hanno sottoscritto un partenariato strategico, che costituisce un programma politico di accompagnamento al TDCA.

Sono stati creati fruttuosi forum per la cooperazione di alto livello in vari settori quale la scienza e la tecnologia, in vista di ulteriori forum in altri settori, quali la cooperazione doganale e l’istruzione.

Il relatore incoraggia il Sudafrica a utilizzare le cosiddette flessibilità inserite nell’accordo TRIPS per potersi procurare medicine essenziali a prezzi modici, quali le licenze obbligatorie e il meccanismo previsto dal suo articolo 30 ed insiste affinché l’UE non negozi posizioni TRIPS-plus relative a prodotti farmaceutici che incidono sulla salute pubblica e l’accesso alle medicine, quali l’esclusività dei dati, le proroghe dei brevetti e la limitazione delle condizioni per le licenze obbligatorie.

L’UE è un partner strategico e commerciale importante per il Sudafrica in quanto rappresenta circa un terzo degli scambi commerciali di questo paese. Inoltre il Sudafrica attualmente è uno dei soli nove partner strategici (tra cui Brasile, India e Cina) dell’UE e l’unico Stato africano che finora abbia firmato un accordo di partenariato strategico con l’UE.

Il relatore desidera inoltre sottolineare che non vi sono punti controversi nelle sezioni rivedute del TDCA che giustifichino un posticipo della ratifica.

Il Sudafrica inoltre dovrebbe sostenere diversi costi opportunistici se la ratifica non avvenisse o fosse posticipata indefinitivamente. Non solo tale posticipo potrebbe incidere sull’attuale cooperazione tra il Sudafrica e l’UE ma una totale mancata ratifica dell’Accordo modificato potrebbe causare la perdita di una cooperazione tra i due partner potenzialmente più vantaggiosa e approfondita.

******

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a proporre al Parlamento di dare la sua approvazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.1.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Christofer Fjellner, Bernd Lange, Emilio Menéndez del Valle, Vital Moreira, Cristiana Muscardini, Niccolò Rinaldi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Keith Taylor, Iuliu Winkler, Pablo Zalba Bidegain

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, Francesca Balzani, Catherine Bearder, José Bové, Salvatore Iacolino, Syed Kamall, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Elie Hoarau, Marietje Schaake


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.1.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Michael Cashman, Ricardo Cortés Lastra, Corina Creţu, Véronique De Keyser, Nirj Deva, Leonidas Donskis, Charles Goerens, Catherine Grèze, András Gyürk, Eva Joly, Filip Kaczmarek, Franziska Keller, Miguel Angel Martínez Martínez, Gay Mitchell, Norbert Neuser, Bill Newton Dunn, Maurice Ponga, Birgit Schnieber-Jastram, Michèle Striffler, Alf Svensson, Eleni Theocharous, Ivo Vajgl, Iva Zanicchi, Gabriele Zimmer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Martin Kastler, Wolf Klinz, Csaba Őry, Patrizia Toia

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