Procedura : 2008/0196(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0038/2011

Testi presentati :

A7-0038/2011

Discussioni :

PV 23/03/2011 - 20
CRE 23/03/2011 - 20

Votazioni :

PV 24/03/2011 - 6.13
CRE 24/03/2011 - 6.13
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PV 23/06/2011 - 12.19
CRE 23/06/2011 - 12.19
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Testi approvati :

P7_TA(2011)0116
P7_TA(2011)0293

RELAZIONE     ***I
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22.2.2011
PE 442.789v07-00 A7-0038/2011

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori

(COM(2008)0614 – C7‑0349/2008 – 2008/0196(COD))

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

Relatore: Andreas Schwab

Relatrice per parere (*): Diana Wallis, commissione giuridica

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del regolamento

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione giuridica
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori

(COM(2008)0614 – C7‑0349/2008 – 2008/0196(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2008)0614),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0349/2008),

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio "Ripercussioni dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona sulle procedure decisionali interistituzionali in corso" (COM(2009)0665),

–   visti l'articolo 294, paragrafo 3, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 16 luglio 2009(1),

–   visto il parere del Comitato delle regioni del 22 aprile 2009(2),

–   visto l’articolo 55 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e i pareri della commissione giuridica e della commissione per i problemi economici e monetari (A7-0038/2011),

1.  adotta la sua posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Tali direttive sono state riesaminate alla luce dell'esperienza al fine di semplificare e aggiornare le norme applicabili, rimuovere le incoerenze e colmare le lacune indesiderate nella normativa. Il riesame ha dimostrato che è opportuno sostituire queste quattro direttive con la presente direttiva unica. La presente direttiva deve di conseguenza stabilire norme standard per gli aspetti comuni e distanziarsi dall'approccio di armonizzazione minima di cui alle precedenti direttive, che consentivano agli Stati membri di mantenere o adottare norme nazionali più severe.

(2) Tali direttive sono state riesaminate alla luce dell'esperienza al fine di semplificare e aggiornare le norme applicabili, rimuovere le incoerenze e colmare le lacune indesiderate nella normativa. Il riesame ha dimostrato che è opportuno sostituire queste quattro direttive con la presente direttiva unica. La presente direttiva deve di conseguenza stabilire norme standard per gli aspetti comuni e permettere nel contempo agli Stati membri di mantenere o adottare norme nazionali relativamente a taluni altri aspetti, garantendo un livello più elevato di protezione dei consumatori.

Emendamento           2

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) Il potenziale transfrontaliero delle vendite a distanza, che dovrebbe essere uno dei principali risultati tangibili del mercato interno, non è completamente sfruttato dai consumatori. Rispetto alla crescita significativa delle vendite a distanza negli ultimi anni, è rimasta limitata la crescita delle vendite a distanza transfrontaliere. Tale discrepanza è particolarmente significativa per le vendite via internet che hanno un elevato potenziale di ulteriore crescita. Il potenziale transfrontaliero dei contratti negoziati fuori dei locali commerciali (vendita diretta) è limitato da una serie di fattori che includono le diverse norme nazionali di tutela dei consumatori imposte sull'industria. Rispetto alla crescita della vendita diretta a livello nazionale negli ultimi anni, in particolare nel settore dei servizi (ad esempio servizi pubblici), è rimasto esiguo il numero di consumatori che utilizza questo canale per gli acquisti transfrontalieri. Rispondendo alle maggiori opportunità commerciali in molti Stati membri, le piccole e medie imprese (inclusi i singoli imprenditori) o gli agenti di imprese di vendita diretta dovrebbero essere più inclini a cercare opportunità commerciali in altri Stati membri, in particolare nelle regioni di confine. Quindi la completa armonizzazione delle informazioni e il diritto di recesso nei contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali contribuirà al migliore funzionamento del mercato interno tra imprese e consumatori.

(5) Il potenziale transfrontaliero delle vendite a distanza, che dovrebbe essere uno dei principali risultati tangibili del mercato interno, non è completamente sfruttato. Rispetto alla crescita significativa delle vendite a distanza negli ultimi anni, è rimasta limitata la crescita delle vendite a distanza transfrontaliere. Tale discrepanza è particolarmente significativa per le vendite via internet che hanno un elevato potenziale di ulteriore crescita. Il potenziale transfrontaliero dei contratti negoziati fuori dei locali commerciali (vendita diretta) è limitato da una serie di fattori che includono le diverse norme nazionali di tutela dei consumatori imposte sull'industria. Rispetto alla crescita della vendita diretta a livello nazionale negli ultimi anni, in particolare nel settore dei servizi (ad esempio servizi pubblici), è rimasto esiguo il numero di consumatori che utilizza questo canale per gli acquisti transfrontalieri. Rispondendo alle maggiori opportunità commerciali in molti Stati membri, le piccole e medie imprese (inclusi i singoli commercianti) o gli agenti di imprese di vendita diretta dovrebbero essere più inclini a cercare opportunità commerciali in altri Stati membri, in particolare nelle regioni di confine. Quindi la completa armonizzazione di alcuni aspetti delle informazioni e del diritto di recesso nei contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali contribuirà a un livello più elevato di protezione dei consumatori e a un migliore funzionamento del mercato interno tra imprese e consumatori.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Le leggi degli Stati membri in materia di contratti stipulati con i consumatori sono caratterizzate da differenze notevoli che possono provocare distorsioni significative della concorrenza e ostacolare il buon funzionamento del mercato interno. L'attuale legislazione comunitaria applicabile ai contratti negoziati a distanza o fuori dei locali commerciali, ai beni di consumo, alle garanzie e alle clausole abusive stabilisce norme minime per l'armonizzazione della legislazione, consentendo agli Stati membri di mantenere o introdurre misure legislative che garantiscono un livello più elevato di tutela dei consumatori nel loro territorio. Inoltre molte questioni sono disciplinate in modo incoerente dalle diverse direttive o non sono state prese in considerazione, e i singoli Stati membri le hanno affrontate in modi diversi. Di conseguenza variano notevolmente le disposizioni nazionali di applicazione delle direttive sul diritto contrattuale dei consumatori.

soppresso

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) Tali disparità possono creare barriere importanti nel mercato interno con ripercussioni sulle imprese e sui consumatori. Esse aumentano i costi di adempimento per le imprese che desiderano esercitare a livello transfrontaliero la propria attività di vendita di merci o di fornitura di servizi. La frammentazione mina inoltre la fiducia del consumatore nel mercato interno. Gli effetti negativi sulla fiducia del consumatore sono inaspriti da una tutela dei consumatori non uniforme nella Comunità. Tenendo conto dei recenti sviluppi del mercato, il problema è particolarmente grave.

(7) Talune disparità nella legislazione degli Stati membri in materia di contratti conclusi con i consumatori, in particolare i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, possono creare barriere importanti nel mercato interno con ripercussioni sulle imprese e sui consumatori. Esse aumentano i costi di adempimento per le imprese che desiderano esercitare a livello transfrontaliero la propria attività di vendita di merci o di fornitura di servizi. La frammentazione inopportuna mina inoltre la fiducia del consumatore nel mercato interno.

Emendamento           5

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) L'armonizzazione completa di alcuni aspetti normativi chiave aumenterà considerevolmente la certezza giuridica sia per i consumatori che per le imprese: entrambi potranno fare affidamento su un unico quadro normativo basato su concetti giuridici chiaramente definiti che regolamentano taluni aspetti dei contratti tra imprese e consumatori nella Comunità. In tal modo sarà possibile eliminare gli ostacoli derivanti dalla frammentazione delle norme e completare il mercato interno in questo settore. Queste barriere possono essere superate soltanto mediante un insieme di norme uniformi a livello comunitario. Inoltre i consumatori potranno beneficiare di un elevato livello di tutela in tutta la Comunità.

(8) Salvo diversa indicazione e in conformità dell'articolo 169 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le disposizioni della presente direttiva non dovrebbero impedire agli Stati membri di adottare o mantenere in vigore misure più rigorose di diritto nazionale che migliorino la protezione dei consumatori. L'armonizzazione completa di alcuni aspetti normativi chiave è tuttavia giustificata nell'ottica di garantire un quadro normativo unico per quanto concerne la tutela dei consumatori e di aumentare considerevolmente la certezza giuridica, sia per i consumatori che per i commercianti, nelle operazioni transfrontaliere. Così facendo, sia i consumatori che commercianti potranno fare affidamento su un unico quadro normativo basato su concetti giuridici chiaramente definiti che regolamentano taluni aspetti dei contratti tra imprese e consumatori nell'Unione. I consumatori potranno in tal modo beneficiare di un livello comune elevato di tutela in tutta l'Unione. Inoltre, l'introduzione di disposizioni uniformi a livello dell'Unione dovrebbe eliminare gli ostacoli derivanti dalla eccessiva frammentazione delle norme e completare il mercato interno in questo settore.

Emendamento           6

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis) Occorre che la presente direttiva non si applichi all'assistenza sanitaria, ossia ai servizi sanitari forniti da professionisti della sanità a pazienti, al fine di valutare, mantenere o ristabilire il loro stato di salute.

Emendamento           7

Proposta di direttiva

Considerando 10 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 ter) È opportuno escludere dal campo di applicazione della presente direttiva i giochi d'azzardo, ivi comprese le lotterie e le scommesse, poiché tali attività presentano una natura molto specifica, in considerazione della quale gli Stati membri dovrebbero poter adottare misure diverse o più rigorose di protezione dei consumatori in relazione a dette attività.

Emendamento           8

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La legislazione comunitaria esistente nel campo dei servizi finanziari per i consumatori contiene numerose regole per la tutela dei consumatori. Per questo motivo le disposizioni della presente direttiva coprono i contratti relativi ai servizi finanziari solo nella misura in cui è necessario per colmare le lacune normative.

(11) La legislazione dell'Unione esistente, tra l'altro nel campo dei servizi finanziari per i consumatori e dei viaggi tutto compreso, contiene numerose regole per la tutela dei consumatori. Per questo motivo, gli articoli da 5 a 19 e l'articolo 23 bis della presente direttiva non dovrebbero applicarsi ai contratti relativi ai servizi finanziari mentre gli articoli da 9 a 19 non dovrebbero applicarsi ai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali relativi ai viaggi tutto compreso, lasciando impregiudicate le altre disposizioni della legislazione dell'Unione esistente. Per quanto riguarda i servizi finanziari, gli Stati membri, in fase di legiferazione in settori che non sono regolamentati a livello di Unione, dovrebbero essere incoraggiati ad ispirarsi alla legislazione dell'Unione esistente in tale ambito, in modo tale da garantire la parità di condizioni per tutti i consumatori e per tutti i contratti relativi ai servizi finanziari. La Commissione deve mirare a integrare la legislazione dell'Unione nel settore dei servizi finanziari onde colmare le lacune esistenti e tutelare i consumatori in tutti i tipi di contratto.

Emendamento           9

Proposta di direttiva

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis) Gli articoli da 9 a 19 della presente direttiva dovrebbero lasciare impregiudicata l'applicazione delle disposizioni degli Stati membri relative all'acquisto di beni immobili o alle garanzie relative a tali beni, o alla costituzione o trasferimento di diritti reali su beni immobili. La presente disposizione riguarda anche gli accordi legati ad atti giuridici come la vendita di immobili ancora da realizzare e la locazione finanziaria con opzione di acquisto (hire-purchase).

Emendamento           10

Proposta di direttiva

Considerando 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 ter) Poiché i contratti autenticati da un pubblico ufficiale non presentano alcuna situazione psicologica particolare, in base alle disposizioni degli Stati membri, tali contratti dovrebbero essere esclusi dal campo di applicazione degli articoli da 9 a 19 della presente direttiva.

Emendamento           11

Proposta di direttiva

Considerando 11 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 quater) Ai fini della presente direttiva, i contratti di leasing per autoveicoli dovrebbero essere considerati servizi di noleggio di autoveicoli se prevedono la restituzione dell'autoveicolo alla fine del contratto.

Emendamento 12

Proposta di direttiva

Considerando 11 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

 

 

(11 quinquies) Molti Stati membri hanno scelto di applicare disposizioni nazionali a tutela del consumatore ad altri soggetti come le organizzazioni non governative, le imprese nascenti e le piccole e medie imprese, ed altri Stati possono decidere di prendere lo stesso provvedimento. Occorre ricordare che gli Stati membri hanno facoltà di estendere il campo di applicazione delle norme nazionali adottate per attuare la presente direttiva alle persone fisiche o giuridiche che non sono consumatori ai sensi della presente direttiva.

Emendamento 13

Proposta di direttiva

Considerando 11 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 sexies) Il contenuto digitale trasmesso al consumatore in formato digitale, se il consumatore ha la possibilità di utilizzarlo in modo permanente o in un modo assimilabile al possesso fisico di un bene, dovrebbe essere trattato alla stregua di bene ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente direttiva che sono applicabili ai contratti di vendita. Il diritto di recesso, tuttavia, dovrebbe applicarsi soltanto fino al momento in cui il consumatore decide di effettuare il download del contenuto digitale.

Emendamento           14

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) La nuova definizione di contratto a distanza deve coprire tutti i casi in cui i contratti di vendita e di servizi sono stipulati utilizzando esclusivamente uno o più mezzi di comunicazione a distanza (ordine mediante posta, internet, telefono o fax). In tal modo si crea la parità di condizioni tra tutti i commercianti a distanza. Dovrebbe inoltre migliorare la certezza giuridica rispetto all'attuale definizione che richiede la presenza di un regime organizzato di vendita a distanza gestito dal commerciante fino alla conclusione del contratto.

(12) La nuova definizione di contratto a distanza deve coprire tutti i casi in cui i contratti di fornitura di un bene o di prestazione di un servizio sono stipulati tra il commerciante e il consumatore nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza e senza la presenza fisica e simultanea delle parti, utilizzando esclusivamente uno o più mezzi di comunicazione a distanza (ordine mediante posta, internet, telefono o fax). I siti web che si limitano ad offrire informazioni sul commerciante e i rispettivi beni e/o i servizi non rientrano nella definizione di suddetto regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza, anche nel caso in cui tali siti web indichino uno o più mezzi di comunicazione a distanza. In tal modo si crea la parità di condizioni tra tutti i commercianti a distanza.

Emendamento           15

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) Le circostanze particolari di un'offerta o della stipula di un contratto non devono essere rilevanti per la definizione di un contratto a distanza. Il fatto che il commerciante sia un commerciante occasionale o che usi un regime organizzato gestito da un terzo, ad esempio una piattaforma on-line, non deve privare i consumatori di protezione. Allo stesso modo un'operazione negoziata faccia a faccia tra il commerciante e il consumatore fuori del locale commerciale deve essere considerata un contratto a distanza, se il contratto viene concluso usando esclusivamente mezzi di comunicazione a distanza come internet o il telefono. Per quanto riguarda i commercianti, una definizione più semplice di contratto a distanza deve migliorare la certezza giuridica e tutelarli dalla concorrenza sleale.

(13) Le circostanze particolari di un'offerta o della stipula di un contratto non devono essere rilevanti per la definizione di un contratto a distanza. Il fatto che il commerciante usi un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza gestito da un terzo, ad esempio una piattaforma on-line, non deve privare i consumatori di protezione. Allo stesso modo un'operazione negoziata faccia a faccia tra il commerciante e il consumatore fuori del locale commerciale deve essere considerata un contratto a distanza, se il contratto viene concluso usando esclusivamente mezzi di comunicazione a distanza come internet o il telefono. Per quanto riguarda i commercianti, una definizione più semplice di contratto a distanza deve migliorare la certezza giuridica e tutelarli dalla concorrenza sleale.

Emendamento           16

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali deve essere definito come un contratto concluso con la presenza fisica del commerciante e del consumatore, ma fuori dei locali commerciali, ad esempio a casa o sul posto di lavoro del consumatore. In un contesto fuori del locale commerciale i consumatori sono sottoposti a una pressione psicologica, indipendentemente dal fatto che abbiano sollecitato o meno la visita del commerciante. Inoltre, per prevenire l'aggiramento delle regole quando i consumatori vengono avvicinati fuori dei locali commerciali, un contratto negoziato, ad esempio a casa del consumatore, ma concluso in un negozio, deve essere comunque considerato un contratto negoziato fuori dei locali commerciali.

(14) Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali deve essere definito come un contratto concluso con la presenza fisica del commerciante e del consumatore, ma fuori dei locali commerciali, ad esempio a casa o sul posto di lavoro del consumatore. In un contesto fuori del locale commerciale si configura transitoriamente una situazione straordinaria per i consumatori, che differisce dalla situazione che si crea in un negozio, ad esempio sotto il profilo psicologico e per quanto riguarda le possibilità di confrontare i beni o i prezzi, e ciò indipendentemente dal fatto che abbiano sollecitato o meno la visita del commerciante. Inoltre, per prevenire l'aggiramento delle norme quando i consumatori vengono avvicinati fuori dei locali commerciali, un contratto negoziato, ad esempio a casa del consumatore, ma concluso in un negozio, deve essere comunque considerato un contratto negoziato fuori dei locali commerciali soltanto se gli elementi essenziali del contratto sono stati stabiliti durante un viaggio promozionale, un evento ricreativo o una dimostrazione di vendita. Tuttavia, sono esclusi dalla suddetta definizione i contratti per i quali la somma che il consumatore deve corrispondere non supera i 40 euro, per evitare di imporre oneri di informazione eccessivi, ad esempio, ai commercianti ambulanti per i quali la fornitura del bene è immediata. In tali casi anche il diritto di recesso è superfluo in quanto gli effetti di siffatti contratti sono chiari. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia continuare ad avere una certa libertà ed essere incoraggiati a fissare una somma inferiore.

Emendamento           17

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) I locali commerciali devono includere qualsiasi forma di locale (ad esempio negozi o camion) che servano da luogo permanente di commercio per il commerciante. Chioschi di vendita al mercato o in una fiera vanno considerati come locali commerciali anche se vengono utilizzati dal commerciante su base temporanea. Altri locali affittati per un breve periodo e in cui il commerciante non è stabilito (ad esempio alberghi, ristoranti, centri conferenze, cinema affittati da commercianti che non vi sono stabiliti) non devono essere considerati locali commerciali. Allo stesso modo non vanno considerati locali commerciali tutti gli spazi pubblici, inclusi i trasporti o gli impianti pubblici, nonché case private o il posto di lavoro,

(15) I locali commerciali devono includere qualsiasi forma di locale (ad esempio negozi, taxis o camion) che servano da luogo permanente di attività per il commerciante. Chioschi di vendita al mercato vanno considerati come locali commerciali anche se vengono utilizzati dal commerciante su base temporanea e regolare. Altri locali affittati per un breve periodo e in cui il commerciante non è stabilito (ad esempio alberghi, ristoranti, centri conferenze, cinema affittati da commercianti che non vi sono stabiliti) non devono essere considerati locali commerciali. Allo stesso modo non vanno considerati locali commerciali tutti gli spazi pubblici, inclusi i trasporti o gli impianti pubblici, nonché case private o il posto di lavoro,

Emendamento           18

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) La definizione di supporto durevole deve includere in particolare documenti su carta, chiavi USB, CD-ROM, DVD, schede di memoria e il disco rigido del computer su cui è archiviata la posta elettronica o un file PDF.

(16) Rientrano tra i supporti durevoli in particolare documenti su carta, chiavi USB, CD-ROM, DVD, schede di memoria o dischi rigidi del computer. Onde rientrare nella definizione di supporto durevole, la posta elettronica o un sito Internet dovrebbero innanzitutto permettere al consumatore di conservare le informazioni per il tempo ritenuto necessario ai fini della protezione dei suoi interessi derivanti dalla relazione con il commerciante. In secondo luogo, la posta elettronica o il sito web dovrebbero consentire di archiviare le informazioni in modo tale da impedire al commerciante di modificarle unilateralmente.

Emendamento           19

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) I consumatori devono avere il diritto di ricevere informazioni prima della conclusione del contratto. Tuttavia i commercianti non devono fornire le informazioni se sono già evidenti dal contesto. Ad esempio, in un'operazione in un locale commerciale le caratteristiche principali di un prodotto, l'identità del commerciante e le disposizioni per la consegna possono essere apparenti dal contesto. Nelle operazioni a distanza e fuori dei locali commerciali il commerciante deve sempre fornire informazioni riguardanti le modalità di pagamento e consegna, la politica di esecuzione del contratto e di gestione dei reclami, in quanto tali informazioni possono non essere apparenti dal contesto.

(17) Prima di assumersi gli obblighi derivanti da un contratto negoziato nei locali commerciali, da un contratto a distanza, da un contratto negoziato fuori dei locali commerciali o da una corrispondente offerta contrattuale, i consumatori devono ricevere informazioni complete.

Nella fornitura di tali informazioni, il commerciante dovrebbe tenere in considerazione le esigenze specifiche dei consumatori che sono particolarmente vulnerabili a motivo della loro infermità mentale, fisica o psicologica, della loro età o ingenuità, in un modo che il commerciante può ragionevolmente prevedere. Tuttavia, la presa in considerazione di tali esigenze specifiche non dovrebbe condurre a discrepanze nei livelli di tutela dei consumatori.

 

Emendamento           20

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) Il consumatore deve sapere se sta trattando con il commerciante o con un intermediario che agisce a nome di un altro consumatore, in quanto in quest'ultimo caso il consumatore potrebbe non godere di tutela a norma della presente direttiva. Quindi l'intermediario deve informare il consumatore di questo fatto e delle relative conseguenze. Il concetto di intermediario non deve includere le piattaforme di vendita on-line che non concludono il contratto a nome o per conto di un'altra parte.

soppresso

Emendamento           21

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Poiché nel caso delle vendite a distanza il consumatore non è grado di vedere i beni prima di concludere il contratto, deve godere di un diritto di recesso che gli consente di accertarsi della natura e del funzionamento dei beni.

 

(22) Poiché nel caso delle vendite a distanza il consumatore non è grado di vedere i beni prima di concludere il contratto, deve godere di un diritto di recesso che gli consenta, entro la scadenza del periodo di recesso, di accertarsi della natura, della qualità e del funzionamento dei beni. Tale diritto di recesso dovrebbe essere concesso anche per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

Emendamento           22

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) Per garantire la certezza giuridica è opportuno che il regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini, si applichi al computo dei termini previsti dalla presente direttiva. Quindi tutti i termini contenuti nella presente direttiva vanno intesi come espressi in giorni di calendario.

soppresso

Emendamento 23

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) Se il consumatore ordina diversi beni dallo stesso commerciante, egli deve poter esercitare il diritto di recesso rispetto ad ognuno di questi beni. Se i beni sono consegnati separatamente, il termine di recesso deve iniziare al momento in cui il consumatore entra in possesso di ogni singolo bene. Se un bene è consegnato in diversi lotti o pezzi, il termine di recesso deve iniziare quando il consumatore o un terzo indicato dal consumatore entra in possesso dell'ultimo lotto o pezzo.

(26) In caso di fornitura dei beni in più di una consegna, il termine di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entra in possesso della prima fornitura parziale. Se un bene è consegnato in diversi lotti o pezzi, il termine di recesso deve iniziare quando il consumatore entra in possesso dell'ultimo lotto o pezzo. Se il consumatore ordina diversi beni con un'unica ordinazione ed essi sono consegnati separatamente, il termine di recesso inizia quando il consumatore entra in possesso dell'ultimo bene.

Emendamento           24

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) Se il commerciante non ha informato il consumatore del diritto di recesso prima della conclusione di un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, il termine di recesso deve essere prorogato. Tuttavia, per garantire la certezza giuridica nel tempo, è opportuno introdurre un limite di tre mesi, a condizione che il commerciante abbia adempiuto completamente ai suoi obblighi contrattuali. Si considera che il commerciante abbia adempiuto completamente ai suoi obblighi quando ha consegnato i beni o ha fornito tutti i servizi ordinati dal consumatore.

(27) Se il commerciante non ha informato il consumatore del diritto di recesso prima della conclusione di un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, il termine di recesso deve essere prorogato. Tuttavia, per garantire la certezza giuridica nel tempo, è opportuno introdurre un limite di un anno. Gli Stati membri devono comunque poter mantenere la legislazione in vigore per estendere detto limite.

Emendamento 25

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28) Le differenze nel modo in cui il diritto di recesso è esercitato negli Stati membri sono fonte di costi per le imprese che vendono a livello transfrontaliero. L'introduzione di un modulo standard armonizzato di recesso per il consumatore dovrebbe semplificare il processo di recesso e comportare una certezza giuridica. Per questi motivi gli Stati membri devono astenersi dall'aggiungere prescrizioni relative alla presentazione al modulo standard comunitario riguardanti, ad esempio, la dimensione dei caratteri.

(28) Le differenze nel modo in cui il diritto di recesso è esercitato negli Stati membri sono fonte di costi per le imprese che vendono a livello transfrontaliero. L'introduzione di un modulo tipo armonizzato di recesso per il consumatore dovrebbe semplificare il processo di recesso e comportare una certezza giuridica. Per questi motivi gli Stati membri devono astenersi dall'aggiungere prescrizioni relative alla presentazione al modulo standard dell'Unione riguardanti, ad esempio, la dimensione dei caratteri.

Emendamento           26

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) In caso di recesso il commerciante deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore, inclusi quelli che coprono le spese a carico del commerciante per consegnare il bene al consumatore.

(30) In caso di recesso il commerciante deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore, inclusi quelli che coprono le spese a carico del commerciante per consegnare il bene al consumatore, ed esclusi quelli relativi alle consegne rapide effettuate su esplicita richiesta del consumatore. Il rimborso deve poter essere effettuato con qualsiasi mezzo di pagamento, a condizione che abbia corso legale nello Stato membro in cui il consumatore lo riceve. Il rimborso pertanto non deve essere effettuato sotto forma di buoni acquisto o note di credito.

Emendamento           27

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33) Alcune esenzioni dal diritto di recesso devono essere previste, ad esempio nei casi in cui il diritto di recesso sarebbe inappropriato vista la natura del prodotto. Ciò si applica ad esempio a un vino fornito molto tempo dopo la conclusione di un contratto di natura speculativa in cui il valore dipende dalle fluttuazioni nel mercato (vin en primeur).

(33) Alcune esenzioni dal diritto di recesso devono essere previste, ad esempio nei casi in cui il diritto di recesso sarebbe inappropriato vista la natura del prodotto e il suo esercizio comporterebbe una iniqua penalizzazione per il commerciante. Ciò si applica in particolare agli alimenti e ad altri beni sensibili sotto il profilo dell'igiene o deperibili, ad esempio a un vino fornito molto tempo dopo la conclusione di un contratto di natura speculativa in cui il valore dipende dalle fluttuazioni nel mercato (vin en primeur). Devono essere esclusi dal diritto di recesso anche determinati beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato, come ad esempio le materie prime.

Emendamento           28

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Inoltre, nel caso di contratti a distanza di servizi che vengono eseguiti durante il periodo di recesso (ad esempio file scaricati dal consumatore durante tale periodo) non sarebbe equo consentire al consumatore di recedere dal contratto dopo che egli abbia usufruito per intero o in parte di un servizio. Quindi il consumatore deve perdere il suo diritto di recesso quando inizia l'esecuzione del contratto con il suo consenso espresso.

(34) Inoltre, nel caso di contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali per la prestazione di servizi che vengono eseguiti durante il periodo di recesso (ad esempio file scaricati dal consumatore durante tale periodo) non sarebbe equo consentire al consumatore di recedere dal contratto dopo che egli abbia usufruito per intero o in parte di un servizio. Quindi il consumatore deve perdere il suo diritto di recesso quando inizia l'esecuzione del contratto con il suo consenso espresso, a condizione che tale consenso sia informato, ovvero che il consumatore sia stato informato delle conseguenze di tale scelta in termini di perdita del diritto di recesso.

Emendamento           29

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37) Ai fini della semplificazione e della certezza giuridica, il diritto di recesso deve essere applicato a tutti i tipi di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, ad eccezione di circostanze chiaramente definite che possono essere facilmente provate. Quindi è opportuno non applicare il diritto di recesso per riparazioni urgenti nella casa del consumatore, poiché tale diritto sarebbe incompatibile con la situazione di emergenza nonché per i regimi di consegna a domicilio da parte di supermercati che consentono ai consumatori di selezionare sul sito web del commerciante alimenti, bevande e altri beni destinati al consumo immediato della famiglia e di averli consegnati a casa. Questi sono beni poco costosi e acquistati regolarmente dai consumatori per il consumo giornaliero della famiglia e quindi non vanno assoggettati al diritto di recesso. Le principali difficoltà incontrate dai consumatori e la più importante fonte di dispute con i commercianti riguardano la consegna dei beni, inclusi quelli che sono persi o danneggiati durante il trasporto, e la consegna parziale o tardiva. Quindi è opportuno chiarire e armonizzare le norme nazionali sulla consegna e il trasferimento del rischio.

(37) Ai fini della semplificazione e della certezza giuridica, il diritto di recesso deve essere applicato a tutti i tipi di contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali, ad eccezione di circostanze chiaramente definite che possono essere facilmente provate.

Emendamento           30

Proposta di direttiva

Considerando 37 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(37 bis) Le principali difficoltà incontrate dai consumatori e la più importante fonte di controversie con i commercianti riguardano la consegna dei beni, inclusi i beni persi o danneggiati durante il trasporto e la consegna tardiva o parziale. È pertanto opportuno armonizzare le norme nazionali sulla consegna e il passaggio del rischio.

Emendamento           31

Proposta di direttiva

Considerando 37 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(37 ter) Qualora il commerciante non abbia rispettato l'obbligo di consegna dei beni, il consumatore dovrebbe invitarlo, su un supporto durevole, a procedere alla consegna entro il termine di almeno sette giorni, comunicandogli contestualmente l'intenzione di recedere dal contratto se la consegna non ha luogo. Si considera che il consumatore abbia receduto dal contratto se tale termine trascorre senza che siano stati presi provvedimenti. Fatti salvi i suoi diritti di risarcimento, il consumatore deve avere diritto al rimborso degli importi già pagati entro sette giorni dal recesso. Gli Stati membri devono avere la facoltà di adottare o mantenere in vigore disposizioni giuridiche nazionali, onde garantire un livello più elevato di protezione del consumatore.

Emendamento 32

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38) Nel contesto delle vendite al consumatore la consegna dei beni può avvenire in modi diversi. Solo una regola cui si possa derogare facilmente può consentire la flessibilità necessaria per tenere conto di tali variazioni. Il consumatore va protetto contro il rischio di perdita o danneggiamento dei beni durante il trasporto, disposto o effettuato dal commerciante. La norma sul trasferimento del rischio non deve essere applicabile se il consumatore tarda a prendere possesso dei beni (ad esempio se i beni non sono ritirati dal consumatore dalla posta entro il termine fissato da quest'ultimo). In tali circostanze deve essere a carico del consumatore il rischio di perdita o deterioramento dopo il termine di consegna concordato con il commerciante.

(38) Nel contesto delle vendite al consumatore la consegna dei beni può avvenire in modi diversi, vale a dire immediatamente oppure in un secondo tempo. Se le parti non hanno concordato una data di consegna specifica, il commerciante deve effettuare la consegna il prima possibile, e in ogni caso entro trenta giorni dalla data di conclusione del contratto. Il consumatore va protetto contro il rischio di perdita o danneggiamento dei beni durante il trasporto, disposto o effettuato dal commerciante. La norma sul trasferimento del rischio non deve essere applicabile se il consumatore tarda a prendere possesso dei beni (ad esempio se i beni non sono ritirati dal consumatore dalla posta entro il termine fissato da quest'ultimo). In tali circostanze deve essere a carico del consumatore il rischio di perdita o deterioramento dopo il termine di consegna concordato con il commerciante.

Emendamento 33

Proposta di direttiva

Considerando 38 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 bis) In molte transazioni ai consumatori non viene offerta una scelta sufficiente di mezzi di pagamento o si addebita loro una commissione se rifiutano di utilizzare determinate modalità. È opportuno rimediare a tale situazione mediante una norma in virtù della quale il commerciante offra al consumatore la possibilità di utilizzare mezzi di pagamento differenti che, nel caso dei contratti a distanza, devono comprendere mezzi elettronici e non elettronici. Un esempio di sistema non elettronico di pagamento consisterebbe nello stampare un'ordinazione a partire dal sito web del commerciante ed effettuare il pagamento in contanti presso una banca o un altro punto di contatto del commerciante.

Emendamento           34

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39) Il commerciante deve essere responsabile nei confronti del consumatore se i beni non sono conformi al contratto. I beni devono essere presunti conformi al contratto se soddisfano un numero di condizioni relative, principalmente, alla loro qualità. La qualità e le prestazioni che i consumatori possono ragionevolmente attendersi dipenderanno, tra l'altro, dal fatto che il bene sia nuovo o usato, nonché dalla vita prevista dei beni.

(39) Il commerciante deve essere responsabile nei confronti del consumatore se i beni non sono conformi al contratto. I beni devono essere presunti conformi al contratto se soddisfano un numero di condizioni relative, principalmente, alla loro qualità. La qualità e le prestazioni che i consumatori possono ragionevolmente attendersi dipenderanno, tra l'altro, dal fatto che il bene sia nuovo o usato, nonché dalla vita prevista dei beni. Il difetto di conformità al contratto per un bene sussiste in caso di consegna di un bene diverso da quello ordinato o di spedizione in quantità minore.

Emendamento           35

Proposta di direttiva

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

(40) Se il bene non è conforme al contratto, innanzitutto il consumatore deve avere la possibilità di chiedere al commerciante di riparare o sostituire i beni a scelta del commerciante, a meno che quest'ultimo non dimostri che tali rimedi siano illegali, impossibili o causino uno sforzo sproporzionato da parte sua. Lo sforzo del commerciante deve essere determinato obiettivamente considerando i costi sostenuti dal commerciante nel rimediare al difetto di conformità, il valore dei beni e l'importanza del difetto. La mancanza di pezzi di ricambio non deve costituire un motivo valido per giustificare il mancato rimedio entro un periodo ragionevole o senza uno sforzo sproporzionato.

(40) Il consumatore deve in primo luogo avere la possibilità di chiedere al commerciante di riparare il bene o di sostituirlo salvo che tali rimedi risultino impossibili o sproporzionati. È necessario che il carattere sproporzionato o meno di un rimedio sia stabilito in modo oggettivo. Un rimedio è sproporzionato se impone costi irragionevoli rispetto a un altro rimedio. Per stabilire che i costi sono irragionevoli, è necessario che i costi di un rimedio siano notevolmente più elevati di quelli di un altro rimedio.

Emendamento 36

Proposta di direttiva

Considerando 41

Testo della Commissione

Emendamento

(41) Il consumatore non deve sostenere alcun costo per il rimedio del difetto di conformità, in particolare i costi postali, di manodopera e dei materiali. Inoltre, il consumatore non deve compensare il commerciante per l'uso dei beni difettosi.

(41) Il consumatore non deve sostenere alcun costo per il rimedio del difetto di conformità, in particolare i costi postali, di manodopera e dei materiali. Inoltre, il consumatore non deve compensare il commerciante per l'uso dei beni difettosi. Conformemente alle disposizioni del diritto nazionale applicabile, il consumatore deve avere il diritto di chiedere i danni per qualsiasi perdita derivante da un difetto di conformità al contratto di vendita cui non è stato posto rimedio da parte del commerciante. Tali danni dovrebbero poter includere i danni non pecuniari, qualora il diritto nazionale applicabile disponga in tal modo.

Emendamento           37

Proposta di direttiva

Considerando 42

Testo della Commissione

Emendamento

(42) Se più di una volta il commerciante ha rifiutato o non è riuscito a rimediare al difetto di conformità, il consumatore deve avere il diritto di scegliere liberamente fra i rimedi disponibili. Il rifiuto da parte del commerciante può essere esplicito o implicito, e in quest'ultimo caso ciò significa che il commerciante non risponde o ignora la richiesta del consumatore di rimediare al difetto di conformità.

(42) Il consumatore deve avere il diritto di scegliere liberamente fra i rimedi disponibili, qualora non abbia diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene. Gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di adottare o mantenere norme giuridiche nazionali relativamente alla libertà di scelta fra i rimedi disponibili in caso di difetto di conformità, al fine di garantire un livello più elevato di protezione dei consumatori.

Emendamento 38

Proposta di direttiva

Considerando 42 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(42 bis) Occorre prevedere la responsabilità del commerciante, in determinati casi, per difetti di conformità presenti al momento del trasferimento del rischio al consumatore, anche se il difetto di conformità emerge soltanto in seguito.

Emendamento           39

Proposta di direttiva

Considerando 42 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(42 ter) Quando è determinata la responsabilità del commerciante quale venditore finale nei confronti del consumatore a seguito di un'azione o di un'omissione del produttore, è necessario garantire che il commerciante quale venditore finale abbia il diritto di agire nei confronti della persona o delle persone responsabili nella catena contrattuale. A tal fine le disposizioni nazionali degli Stati membri individuano la persona o le persone responsabili nonché le pertinenti azioni e la modalità di esercizio.

Emendamento           40

Proposta di direttiva

Considerando 42 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(42 quater) Il consumatore deve poter beneficiare di un periodo di garanzia di due anni in caso di difetto di conformità. A suo favore sussiste una supposizione confutabile che qualsiasi difetto di conformità che si sia manifestato entro sei mesi dal passaggio del rischio al consumatore esisteva già al momento di questo passaggio. Gli Stati membri devono avere la facoltà di adottare o mantenere disposizioni giuridiche nazionali concernenti i termini di garanzia e la durata dell'inversione dell'onere della prova o norme specifiche per gravi difetti di conformità che si palesano alla scadenza del periodo di garanzia, al fine di garantire un livello più elevato di protezione dei consumatori.

Emendamento           41

Proposta di direttiva

Considerando 43

Testo della Commissione

Emendamento

(43) La direttiva 1999/44/CE consente agli Stati membri di fissare un periodo di almeno due mesi nei quali il consumatore deve informare il commerciante di qualsiasi difetto di conformità. Le diversi leggi di recepimento hanno creato barriere al commercio. Quindi è necessario sopprimere questa scelta legislativa e migliorare la certezza giuridica obbligando i consumatori a informare il commerciante del difetto di conformità entro due mesi dalla data di individuazione.

soppresso

Emendamento           42

Proposta di direttiva

Considerando 44

Testo della Commissione

Emendamento

(44) Alcuni commercianti o produttori offrono garanzie commerciali per il consumatore. Al fine di evitare che i consumatori siano indotti in errore, le garanzie devono contenere determinate informazioni, tra cui la durata, l'estensione territoriale della garanzia e la dichiarazione che la garanzia lascia impregiudicati i diritti del consumatore previsti dalla legge.

(44) Alcuni commercianti o produttori offrono garanzie commerciali per il consumatore. Al fine di evitare che i consumatori siano indotti in errore, le garanzie devono contenere determinate informazioni, tra cui la durata, l'estensione territoriale della garanzia e la dichiarazione che la garanzia lascia impregiudicati i diritti del consumatore previsti dalla legge nel quadro delle disposizioni nazionali in vigore e di quelle contenute nella presente direttiva.

Emendamento 43

Proposta di direttiva

Considerando 45 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(45 bis). Gli aspetti normativi armonizzati riguardano esclusivamente i contratti conclusi tra imprese e consumatori. Pertanto, le disposizioni sulle clausole contrattuali abusive non dovrebbero pregiudicare la legislazione nazionale in materia di contratti di lavoro, contratti relativi ai diritti di successione, contratti relativi al diritto di famiglia e contratti relativi alla costituzione e allo statuto di società o accordi di partenariato e condizioni relative a obbligazioni.

Emendamento 44

Proposta di direttiva

Considerando 46

Testo della Commissione

Emendamento

(46) Le disposizioni sulle clausole contrattuali abusive non vanno applicate a condizioni che riflettono, direttamente o indirettamente, le disposizioni legislative o regolamentari degli Stati membri conformi alla normativa comunitaria. Allo stesso modo le clausole contrattuali che riproducono disposizioni o principi di convenzioni internazionali, in particolare nel settore dei trasporti, delle quali gli Stati membri o la Comunità sono parte, non devono essere soggette alle disposizioni relative alla clausole abusive.

(46) Le disposizioni sulle clausole contrattuali abusive non vanno applicate a condizioni che riflettono, direttamente o indirettamente, le disposizioni legislative, regolamentari o di ordine pubblico degli Stati membri conformi alla normativa dell'Unione. Allo stesso modo le clausole contrattuali devono riflettere i principi e le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Le clausole che riproducono disposizioni o principi di convenzioni internazionali, in particolare nel settore dei trasporti, delle quali gli Stati membri o l'Unione sono parte, non devono essere soggette alle disposizioni relative alla clausole abusive.

Emendamento 45

Proposta di direttiva

Considerando 47

Testo della Commissione

Emendamento

(47) I contratti dei consumatori devono essere redatti in un linguaggio semplice e comprensibile e devono essere leggibili. I commercianti devono essere liberi di scegliere il tipo e la dimensione dei caratteri con cui sono redatte le condizioni contrattuali. Il consumatore deve avere la possibilità di leggere le condizioni prima di concludere il contratto. Tale opportunità va data al consumatore fornendogli le condizioni su richiesta (per i contratti negoziati nei locali commerciali) o mettendole a disposizione in altri modi (ad esempio sul sito web del commerciante per i contratti a distanza) o allegando le condizioni generali al buono d'ordine (per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali). Il commerciante deve chiedere il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento oltre alla remunerazione per l'obbligo contrattuale principale del commerciante. È opportuno proibire la presunzione di consenso usando sistemi di non partecipazione (opt-out), quali riquadri già contrassegnati on-line.

(47) Tutte le clausole contrattuali devono essere espresse in modo chiaro e comprensibile. Se una clausola contrattuale è scritta, essa deve essere sempre redatta in un linguaggio semplice e comprensibile. I commercianti devono essere liberi di scegliere il tipo e la dimensione dei caratteri con cui sono redatte le condizioni contrattuali. Il consumatore deve avere la possibilità di leggere le condizioni prima di concludere il contratto. Tale opportunità va data al consumatore fornendogli le condizioni su richiesta (per i contratti negoziati nei locali commerciali) o mettendole a disposizione in altri modi (ad esempio sul sito web del commerciante per i contratti a distanza) o allegando le condizioni generali al buono d'ordine (per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali). Il commerciante deve chiedere il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento oltre alla remunerazione per l'obbligo contrattuale principale del commerciante. È opportuno proibire la presunzione di consenso usando sistemi di non partecipazione (opt-out), quali riquadri già contrassegnati on-line.

Emendamento 46

Proposta di direttiva

Considerando 47 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(47 bis) I commercianti devono essere liberi di scegliere il modo in cui sono comunicate le clausole contrattuali, ad esempio il tipo e la dimensione dei caratteri con cui sono redatte. Gli Stati membri devono astenersi dall'imporre obblighi di presentazione, fatta eccezione per quelli relativi alle persone con disabilità o in caso di beni o servizi che possono presentare un rischio particolare per la salute e la sicurezza del consumatore o di una terza persona. Gli Stati membri possono anche cercare di imporre prescrizioni supplementari se, a causa della complessità inerente ai contratti per tali prodotti o servizi, sussiste il rischio di pregiudizio ai danni del consumatore, tra l'altro per questioni legate alla concorrenza in tale settore. Questo può applicarsi, ad esempio, ai contratti relativi a servizi finanziari, gas, elettricità e acqua, telecomunicazioni e beni immobili. Tuttavia ciò non deve applicarsi alle formali prescrizioni nazionali concernenti la conclusione del contratto o altre prescrizioni formali, quali ad esempio la lingua in cui sono redatte le clausole, le prescrizioni relative al contenuto delle clausole o la formulazione di talune clausole contrattuali per settori specifici. La presente direttiva non deve armonizzare le prescrizioni in materia di lingua applicabili ai contratti stipulati con consumatori. Pertanto gli Stati membri dovrebbero poter mantenere o introdurre nel loro diritto nazionale prescrizioni in materia linguistica relative alle clausole contrattuali.

Emendamento 47

Proposta di direttiva

Considerando 49

Testo della Commissione

Emendamento

(49) Ai fini della presente direttiva, non va valutata l'equità delle condizioni che descrivono l'oggetto principale del contratto, né il rapporto qualità/prezzo dei beni o servizi forniti a meno che tali condizioni non siano conformi alle prescrizioni di trasparenza. L'oggetto principale del contratto e il rapporto qualità/prezzo vanno tuttavia presi in considerazione nella valutazione dell'equità delle condizioni. Ad esempio, nel caso di contratti assicurativi, le condizioni che definiscono o delimitano chiaramente il rischio assicurato e l'impegno dell'assicuratore non formano oggetto di una tale valutazione poiché questi limiti vengono presi in considerazione nel calcolo del premio pagato dal consumatore.

(49) Ai fini della presente direttiva, non va valutata l'equità delle condizioni che descrivono l'oggetto principale del contratto, né il rapporto qualità/prezzo dei beni o servizi forniti a meno che tali condizioni non siano conformi alle prescrizioni di trasparenza. L'oggetto principale del contratto e il rapporto qualità/prezzo vanno tuttavia presi in considerazione nella valutazione dell'equità delle condizioni. Ad esempio, nel caso di contratti assicurativi, le condizioni che definiscono o delimitano chiaramente il rischio assicurato e l'impegno dell'assicuratore non formano oggetto di una tale valutazione poiché questi limiti vengono presi in considerazione nel calcolo del premio pagato dal consumatore. Tale esclusione non si applica alla remunerazione prevista per il commerciante da spese accessorie o contingenti stabilite nel contratto, compresi diritti o tasse derivanti dalla violazione delle clausole contrattuali, i quali dovrebbero essere pienamente soggetti a una prova di equità.

Emendamento 48

Proposta di direttiva

Considerando 50

Testo della Commissione

Emendamento

(50) Per garantire la certezza giuridica e migliorare il funzionamento del mercato interno è opportuno che la direttiva comprenda due elenchi di clausole abusive. All'allegato II deve figurare un elenco di clausole che sono considerate abusive in qualsiasi circostanza. L'allegato III deve contenere un elenco di clausole che sono considerate abusive a meno che il commerciante non dimostri il contrario. Tali elenchi devono essere applicabili in tutti gli Stati membri.

(50) Per garantire la certezza giuridica e migliorare il funzionamento del mercato interno è opportuno che la direttiva comprenda due elenchi non esaustivi di clausole abusive. All'allegato II deve figurare un elenco di clausole che sono considerate abusive in qualsiasi circostanza. L'allegato III deve contenere un elenco di clausole che sono considerate abusive a meno che il commerciante non dimostri il contrario.

Emendamento           49

Proposta di direttiva

Considerando 51

Testo della Commissione

Emendamento

(51) È opportuno che le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva siano adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.

soppresso

Emendamento           50

Proposta di direttiva

Considerando 52

Testo della Commissione

Emendamento

(52) In particolare, la Commissione deve avere la facoltà di modificare gli allegati II e III riguardanti le clausole contrattuali da considerare o presumere abusive. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.

soppresso

Emendamento           51

Proposta di direttiva

Considerando 53

Testo della Commissione

Emendamento

(53) La facoltà della Commissione di modificare gli allegati II e III deve essere usata per garantire l'applicazione coerente delle norme sulle clausole abusive aggiungendo a tali allegati le clausole contrattuali che devono essere considerate abusive in ogni circostanza o che sono da considerare abusive a meno che il commerciante non dimostri il contrario.

soppresso

Emendamento 52

Proposta di direttiva

Considerando 55 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(55 bis) Gli Stati membri devono garantire che le loro autorità nazionali mantengano il livello necessario di cooperazione con la rete dei centri europei dei consumatori (ECC) in modo da poter reagire nei casi transfrontalieri, in particolare sulle richieste pendenti presso tali centri.

Emendamento 53

Proposta di direttiva

Considerando 60

Testo della Commissione

Emendamento

(60) La Commissione europea esaminerà il modo più appropriato per garantire che tutti i consumatori siano informati dei loro diritti presso il punto di vendita.

(60) La Commissione, previa consultazione degli Stati membri e delle parti interessate, esaminerà il modo più appropriato per garantire che tutti i consumatori e i commercianti siano informati dei loro diritti presso il punto di vendita. La Commissione deve servirsi in particolare dei mezzi forniti dagli strumenti della tecnologia dell'informazione e della comunicazione e dai media pubblici.

Emendamento           54

Proposta di direttiva

Considerando 61 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(61 bis) È necessario prevedere un processo di valutazione reciproca nel cui quadro gli Stati membri, entro il termine previsto per la trasposizione della presente direttiva, procedano in primo luogo a una revisione delle proprie normative per definire quali disposizioni più severe e conformi al trattato sul funzionamento dell'Unione europea debbano essere mantenute o adottate nei rispettivi sistemi giuridici per garantire un livello più elevato di protezione dei consumatori. Entro la scadenza del termine previsto per la trasposizione della presente direttiva, gli Stati membri devono elaborare una relazione sui risultati di tale revisione. Ogni relazione deve essere trasmessa a tutti gli altri Stati membri e alle parti interessate. Gli Stati membri dispongono di sei mesi per presentare le proprie osservazioni su tali relazioni. La Commissione deve redigere una relazione di sintesi, eventualmente corredata da proposte legislative, al più tardi entro un anno dalla scadenza del termine previsto per la trasposizione della presente direttiva e, successivamente, ogni tre anni. Se necessario, la Commissione deve assistere gli Stati membri nell'elaborazione di una metodologia comune.

Emendamento           55

Proposta di direttiva

Considerando 61 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(61 ter) Per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori in tutti gli Stati membri, le persone e le organizzazioni che hanno un interesse legittimo in materia di protezione del consumatore devono essere incoraggiate a comunicare agli Stati membri e alla Commissione le proprie valutazioni e a formulare raccomandazioni non vincolanti affinché se ne possa tenere conto nel quadro del riesame della presente direttiva.

Emendamento           56

Proposta di direttiva

Considerando 63

Testo della Commissione

Emendamento

(63) Se vengono individuate barriere al mercato interno, è opportuno riesaminare la presente direttiva. Il riesame potrebbe portare a una proposta della Commissione intesa a modificare la presente direttiva nonché altri atti legislativi in materia di tutela dei consumatori che rispecchino l'impegno della Commissione nell'ambito della strategia della politica dei consumatori di rivedere l'acquis esistente in modo da conseguire un elevato livello comune di tutela dei consumatori.

soppresso

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva intende contribuire al corretto funzionamento del mercato interno e al conseguimento di un livello elevato di tutela dei consumatori mediante l'armonizzazione di taluni aspetti delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di contratti tra consumatori e commercianti.

La presente direttiva intende conseguire un livello elevato di tutela dei consumatori e contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante l'armonizzazione di taluni aspetti delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di contratti tra consumatori e commercianti.

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva intende contribuire al corretto funzionamento del mercato interno e al conseguimento di un livello elevato di tutela dei consumatori mediante l'armonizzazione di taluni aspetti delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di contratti tra consumatori e commercianti.

(Non concerne la versione italiana.)

Motivazione

Non concerne la versione italiana.

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività professionale;

(1) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che essenzialmente non rientrano nel quadro della sua attività professionale.

 

Gli Stati membri possono mantenere in vigore o estendere l'applicazione delle norme della presente direttiva a persone fisiche o giuridiche che non sono "consumatori" ai sensi del primo paragrafo del presente punto;

Emendamento           60

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) "commerciante": qualsiasi persona fisica o giuridica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale e chiunque agisca in nome o per conto di un commerciante;

(2) "commerciante": qualsiasi persona fisica o giuridica che, indipendentemente dal fatto che si tratti di un soggetto pubblico o privato, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale e chiunque agisca per conto di un commerciante relativamente ai contratti oggetto della presente direttiva;

Emendamento           61

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis) "bene": qualsiasi bene mobile materiale e qualsiasi bene immateriale utilizzabile con modalità assimilabili al possesso fisico, tranne i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie. Rientrano fra i beni oggetto della presente direttiva l'acqua, il gas e l'elettricità, quando sono messi in vendita in un volume delimitato o in quantità determinata;

(Cfr. l'emendamento all'articolo 2, punto 4.)

Emendamento           62

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 ter) "beni prodotti secondo le specifiche dei clienti": qualsiasi bene non prefabbricato prodotto in base a una scelta o decisione personale del cliente;

Emendamento           63

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3) "contratto di vendita": qualsiasi contratto che ha come oggetto la vendita di beni dal commerciante al consumatore, inclusi contratti misti che hanno come oggetto sia beni che servizi;

soppresso

(Cfr. l'emendamento all'articolo 2, punto 5 bis.)

Emendamento           64

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) "bene": qualsiasi bene mobile materiale tranne:

soppresso

a) i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie;

 

b) l'acqua ed il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantità determinata;

 

c) l'elettricità;

 

(Cfr. l'emendamento all'articolo 2, punto 2 bis.)

Emendamento           65

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) "contratto di servizi": qualsiasi contratto diverso da un contratto di vendita in cui un servizio è fornito da parte del commerciante al consumatore;

(5) "servizio": qualsiasi lavoro o servizio di qualsivoglia natura prestato dal commerciante al consumatore contro un corrispettivo;

Emendamento  66

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis) "contratto di vendita": qualsiasi contratto mediante il quale un commerciante, conformemente al diritto nazionale applicabile, concede al consumatore la proprietà di un bene o si impegna a concedergli la proprietà di un bene e mediante il quale il consumatore si impegna a pagare il prezzo pattuito. Ai fini della presente direttiva la definizione di contratti di vendita si applica anche ai contratti di fornitura di beni ancora da fabbricare o da produrre;

(Cfr. l'emendamento all'articolo 2, punto 3.)

Emendamento           67

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 5 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 ter) "contratto misto": qualsiasi contratto recante sia elementi connessi alla prestazione di servizi che elementi connessi alla fornitura di beni;

Emendamento           68

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) "contratto a distanza": qualsiasi contratto di vendita o di servizi in cui il commerciante ricorra all'uso di uno o più mezzi di comunicazione a distanza per concludere un contratto;

(6) "contratto a distanza": qualsiasi contratto negoziato tra un commerciante e un consumatore in ordine alla fornitura di un bene o alla prestazione di un servizio nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza in cui il commerciante e il consumatore non sono fisicamente presenti simultaneamente per concludere il contratto, bensì ricorrono all'uso di uno o più mezzi di comunicazione a distanza;

Emendamento           69

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) "mezzi di comunicazione a distanza": qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore, possa essere impiegato per la conclusione di un contratto tra dette parti;

soppresso

Emendamento           70

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) "contratto negoziato fuori dei locali commerciali":

(8) "contratto negoziato fuori dei locali commerciali": qualsiasi contratto concluso tra un commerciante e un consumatore in ordine alla fornitura di un bene o alla prestazione di un servizio:

a) qualsiasi contratto di vendita o di servizi negoziato lontano dai locali commerciali con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore oppure qualsiasi contratto di vendita o di servizi per cui è stata fatta, nelle stesse circostanze, un'offerta da parte del consumatore; oppure

a) che è negoziato lontano dai locali commerciali con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore; oppure

 

(a bis) per cui è stata fatta un'offerta da parte del consumatore con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore lontano dai locali commerciali; oppure

(b) qualsiasi contratto di vendita o servizi concluso nei locali commerciali ma negoziato fuori di tali locali con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore;

(b) i cui elementi essenziali sono stati stabiliti durante un viaggio promozionale, un evento ricreativo o una dimostrazione di vendita organizzati dal commerciante o da un terzo per conto del commerciante fuori dei locali commerciali con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore quando lo scopo di tale viaggio promozionale, evento ricreativo o dimostrazione di vendita è quello di concludere successivamente un contratto nei locali commerciali;

Emendamento  71

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 9 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) chioschi di vendita al mercato o in una fiera in cui il commerciante esercita la propria attività su base regolare o temporanea;

(b) chioschi di vendita al mercato in cui il commerciante esercita la propria attività su base regolare o temporanea;

Emendamento           72

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) "prodotto": qualsiasi bene o servizio, compresi beni immobili, diritti e obbligazioni;

soppresso

Emendamento           73

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) "diligenza professionale": il normale grado della speciale competenza e attenzione che ragionevolmente si possono presumere essere esercitate da un commerciante nei confronti dei consumatori, commisurate a pratiche di mercato oneste e/o al principio generale della buona fede nel settore di attività del commerciante;

soppresso

Emendamento           74

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) "asta": metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dal commerciante mediante una procedura competitiva di offerte che può includere l'uso di mezzi di comunicazione a distanza e in cui l'offerente del prezzo più alto è vincolato all'acquisto dei beni o servizi. Un'operazione conclusa in base a un'offerta di prezzo fissa, nonostante l'opzione per il consumatore di concluderla mediante una procedura di offerta, non costituisce un'asta;

soppresso

Emendamento           75

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) "asta pubblica": metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dal commerciante ai consumatori che partecipano o cui è data la possibilità di partecipare all'asta di persona, mediante una procedura competitiva di offerte gestita da una casa d'aste e in cui l'offerente del prezzo più alto è vincolato all'acquisto dei beni o servizi;

(16) "asta pubblica": metodo di vendita in cui un bene o un servizio viene offerto dal commerciante ai consumatori nel corso di una manifestazione fisicamente accessibile al pubblico, mediante una procedura trasparente e competitiva di offerte gestita da un terzo (la casa d'aste) che, su remunerazione, opera in qualità di agente del commerciante. In un'asta al rialzo il bene o il servizio viene venduto al consumatore o alla persona che opera a suo nome che ha formulato l'offerta più alta. In un'asta al ribasso, il bene o il servizio viene venduto al consumatore o alla persona che opera a suo nome che per primo ha dichiarato immediatamente di acquistare il bene o il servizio al prezzo indicato;

Emendamento  76

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) "produttore": il fabbricante di un bene, l'importatore del bene nel territorio della Comunità o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo;

(17) "produttore": il fabbricante di un bene, l'importatore del bene nel territorio dell'Unione o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo;

Emendamento           77

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) "garanzia": qualsiasi impegno di un commerciante o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento della o prima della conclusione del contratto;

(18) "garanzia": qualsiasi impegno di un commerciante o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore, in aggiunta agli obblighi di legge in merito alla garanzia di conformità, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle condizioni, o a qualsiasi altra prescrizione non relativa alla conformità, enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento della o prima della conclusione del contratto;

Emendamento           78

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) "intermediario": un commerciante che conclude un contratto a nome o per conto del consumatore;

soppresso

Emendamento           79

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) "contratto accessorio": un contratto mediante il quale il consumatore acquista beni o servizi connessi a un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali e tali beni o servizi sono forniti dal commerciante o da un terzo in base ad un accordo tra il terzo e il commerciante.

(20) "contratto connesso": qualsiasi contratto in ordine alla fornitura di un bene o alla prestazione di un servizio:

 

(a) che forma, da un punto di vista oggettivo, un'unità commerciale con un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali; nonché

 

(b) in cui i beni sono forniti o i servizi sono prestati dal commerciante o da un terzo in base ad un accordo tra il terzo e commerciante.

 

Si considera che sussiste un'unità commerciale quando i beni o i servizi forniti nel quadro di un contratto connesso sono collegati all'esecuzione del contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, a seconda dei casi, oppure all'uso dei beni forniti o dei servizi prestati nel quadro di tale contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali.

Emendamento           80

Proposta di direttiva

Articolo 3

Testo della Commissione

Emendamento

1. La presente direttiva è applicabile, alle condizioni e nella misura stabilita nelle sue disposizioni, ai contratti di vendita e di servizi conclusi tra il commerciante e il consumatore.

1. La presente direttiva è applicabile, alle condizioni e nella misura stabilita nelle sue disposizioni, ai contratti per la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio conclusi tra il commerciante e il consumatore e ai contratti misti.

2. La presente direttiva è applicabile solo ai servizi finanziari riguardanti taluni contratti negoziati fuori dei locali commerciali conformemente agli articoli da 8 a 20, le clausole abusive conformemente agli articoli da 30 a 39 e le disposizioni generali conformemente agli articoli da 40 a 46, con il combinato disposto dell'articolo 4 sull'armonizzazione completa.

2. La presente direttiva lascia impregiudicata la legislazione settoriale dell'Unione che disciplina i contratti conclusi tra un commerciante e un consumatore.

 

2 bis. La presente direttiva non si applica ai contratti in materia di:

 

(a) servizi sociali,

 

(b) assistenza sanitaria, ossia i servizi sanitari forniti da professionisti della sanità a pazienti, al fine di valutare, mantenere o ristabilire il loro stato di salute,

 

(c) attività di azzardo che implicano una posta di valore pecuniario in giochi di fortuna, comprese le lotterie, i giochi d’azzardo nei casinò e le scommesse.

 

2 ter. Gli articoli da 5 a 19 e 23 bis non si applicano ai contratti:

 

 

(a) riguardanti servizi finanziari;

 

(b) che rientrano nel campo d’applicazione della direttiva 2002/65/CE.

3. Solo gli articoli da 30 a 39 sui diritti dei consumatori in materia di clausole abusive, con il combinato disposto dell'articolo 4 sull'armonizzazione completa, sono applicabili ai contratti disciplinati dalla direttiva 94/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e dalla direttiva 90/314/CEE del Consiglio.

3. Fatti salvi i paragrafi da 4 a 7 del presente articolo, gli articoli da 9 a 19 si applicano ai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali.

4. Gli articoli 5, 7, 9 e 11 non pregiudicano le prescrizioni d'informazione di cui alle direttive 2006/123/CE e 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

4. Gli articoli da 9 a 19 non si applicano ai seguenti contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali:

 

(a) relativi alla costituzione, acquisizione o trasferimento di diritti o garanzie relativi a beni immobili oppure riguardanti la costruzione o la profonda ristrutturazione di un edificio o la locazione di un edificio o un appartamento;

 

(b) rientranti nel campo di applicazione della direttiva 90/314/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1990, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso»1 o della direttiva 2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprietà, dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine e dei contratti di rivendita e di scambio2;

 

(c) che, secondo le disposizioni degli Stati membri, sono istituiti con l’intervento di un pubblico ufficiale, tenuto per legge all'indipendenza e all'imparzialità, il quale garantisce, fornendo un'informazione giuridica completa, che il consumatore conclude il contratto soltanto sulla base di una decisione ponderata e con conoscenza della sua rilevanza giuridica.

 

5. Gli articoli da 9 a 19 non si applicano ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali in cui il commerciante e il consumatore adempiono immediatamente ai propri obblighi contrattuali e la somma che il consumatore deve corrispondere non supera i 40 euro, se detti contratti, data la loro natura, sono generalmente conclusi lontano dai locali commerciali. Gli Stati membri possono stabilire un valore inferiore nella rispettiva legislazione nazionale.

 

6. Gli articoli da 9 a 19 non si applicano ai contratti a distanza:

 

(a) conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;

 

(b) conclusi con operatori di telecomunicazione attraverso telefoni pubblici, nella misura in cui hanno per oggetto l'utilizzo o le singole connessioni via telefono, internet o fax stabilite dal consumatore.

 

7. Gli articoli da 12 a 19 non sono applicabili ai contratti a distanza per la fornitura di alloggi, trasporti, servizi di noleggio di autovetture, servizi di catering o di tempo libero qualora i contratti prevedano una data o un periodo di esecuzione specifici.

 

8. Fatti salvi i paragrafi 9, 10 e 11 del presente articolo, gli articoli da 22 a 29 si applicano ai contratti di vendita. Lasciando impregiudicato l'articolo 24, paragrafo 5, nel caso di contratti misti, gli articoli da 22 a 29 si applicano solo ai beni.

 

9. Gli articoli 22 bis e 23 bis si applicano anche ai contratti di servizi e ai contratti misti.

 

10. Gli articoli da 22 a 29 non si applicano:

 

(a) all'elettricità;

 

(b) all'acqua e al gas, quando non sono messi in vendita in un volume delimitato o in quantità determinata.

 

11. Gli articoli da 22 a 29 non si applicano ai beni usati venduti in un'asta pubblica.

 

____________________

1GU L 158 del 23.06.1990, pag. 59.

2 GU L 33 del 03.02.2009, pag. 10.

Emendamento           81

Proposta di direttiva

Articolo 4 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Armonizzazione completa

Grado di armonizzazione

Emendamento           82

Proposta di direttiva

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri non possono mantenere o adottare nel loro diritto nazionale disposizioni divergenti da quelle stabilite dalla presente direttiva, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

1. Salvo quando previsto dal disposto ai paragrafi 1 bis e 1 ter, gli Stati membri possono mantenere o adottare, nel loro diritto nazionale, disposizioni più rigorose, conformi con il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per garantire un livello più elevato di protezione dei consumatori, alle condizioni e nella misura specificate all'articolo 5, all'articolo 9, paragrafi 3 ter e quater, agli articoli da 22 a 29, all'articolo 31, paragrafo 4, e agli articoli 34 e 35.

 

1 bis. Gli Stati membri possono mantenere in vigore, nel loro diritto nazionale, disposizioni più rigorose, conformi con il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per garantire un livello più elevato di protezione del consumatore, come disposto all'articolo 12, paragrafo 4, e all'articolo 13, paragrafo 2.

 

1 ter. Gli Stati membri non possono mantenere o adottare, nel loro diritto nazionale, disposizioni divergenti da quelle stabilite all'articolo 2, all'articolo 9, paragrafi da 1 a 3 bis e all'articolo 9, paragrafo 3 sexies, agli articoli 10 e 11, all'articolo 12, paragrafi da 1 a 3, all'articolo 13, paragrafo1, agli articoli da 14 a 19, agli articoli da 30 a 33 e agli articoli 36, 37 e 38, incluse disposizioni più rigorose per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

Emendamento           83

Proposta di direttiva

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

Periodi di tempo, date e termini

 

Al computo dei periodi di cui alla presente direttiva si applica il regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini.

 

____________________

1GU L 124 del 8.6.1971, pag. 1.

Emendamento           84

Proposta di direttiva

Capo II – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Informazioni per i consumatori

 

Informazioni per i consumatori per contratti negoziati nei locali commerciali

Emendamento           85

Proposta di direttiva

Articolo 5 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obblighi generali d'informazione

Obblighi d'informazione per contratti negoziati nei locali commerciali

Emendamento           86

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. Prima della conclusione di qualsiasi contratto di vendita o di servizi il commerciante fornisce al consumatore le seguenti informazioni, se non sono già apparenti dal contesto:

 

1. Alla conclusione di un contratto negoziato nei locali commerciali il commerciante o la persona che opera per suo conto fornisce al consumatore in modo chiaro e comprensibile le seguenti informazioni, se non sono già apparenti dal contesto:

Emendamento           87

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) le caratteristiche principali del prodotto in misura adeguata al mezzo di comunicazione e al prodotto stesso;

(a) le caratteristiche principali del bene o servizio in misura adeguata al bene o servizio stesso;

Emendamento           88

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) l'indirizzo geografico e l'identità del commerciante, ad esempio la sua denominazione sociale e, ove questa informazione sia pertinente, l'indirizzo geografico e l'identità del commerciante per conto del quale egli agisce;

(b) l'identità del commerciante, ad esempio la sua denominazione sociale;

Emendamento           89

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis) l'indirizzo sociale, il numero telefonico e di fax e l'indirizzo elettronico del commerciante, ove disponibili, affinché il consumatore possa rapidamente entrare in contatto con il commerciante e comunicare efficacemente con lui;

Emendamento           90

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) il prezzo comprensivo delle imposte o, se la natura del prodotto comporta l'impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l'indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore;

(c) il prezzo complessivo comprensivo delle imposte o, se la natura del bene o servizio comporta l'impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali e ogni altro costo oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l'indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore; nei contratti privi di scadenza, il prezzo complessivo equivale al totale dei costi mensili;

Emendamento           91

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d) le modalità di pagamento, consegna, esecuzione e trattamento dei reclami qualora esse siano difformi dagli obblighi imposti dalla diligenza professionale;

(d) se del caso, le modalità di pagamento, consegna, esecuzione, la data entro la quale il commerciante si impegna a consegnare i beni o a prestare il servizio e il trattamento dei reclami da parte del commerciante;

Emendamento           92

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettere f e f bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

(f) l'esistenza e le condizioni del servizio postvendita e delle garanzie commerciali, se applicabili;

(f) oltre a un richiamo dell'esistenza della garanzia legale di conformità per i beni, l'esistenza e le condizioni del servizio postvendita e delle garanzie commerciali, se applicabili;

 

(f bis) l'esistenza di codici di condotta e come possono essere ottenuti, se applicabile;

Emendamento           93

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g) la durata del contratto, se applicabile, o se il contratto non ha scadenza le condizioni di risoluzione del contratto;

(g) la durata del contratto, se applicabile, o se il contratto non ha scadenza o è un contratto a rinnovo automatico le condizioni di risoluzione del contratto;

Emendamento           94

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera i

Testo della Commissione

Emendamento

(i) l'esistenza e le condizioni di depositi o altre garanzie finanziarie da pagare o fornire da parte del consumatore su richiesta del commerciante.

(i) l'esistenza e le condizioni di depositi o altre garanzie finanziarie da pagare o fornire da parte del consumatore su richiesta del commerciante, se applicabili;

Emendamento           95

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera i bis, i ter e i quater (nuove)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(i bis)  l'applicazione di misure tecniche di protezione per il contenuto digitale, se del caso;

 

(i ter)  qualsiasi interoperabilità del contenuto digitale con l'hardware e il software, di cui il commerciante sia a conoscenza o di cui ci si può ragionevolmente attendere che sia venuto a conoscenza e ogni eventuale incompatibilità, se del caso;

 

(i quater) la possibilità di servirsi di un meccanismo di reclamo e ricorso extra-giudiziale cui il commerciante è soggetto e le condizioni per beneficiarne, se del caso.

Emendamento           96

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nel caso di un'asta pubblica, le informazioni nel paragrafo 1, lettera b) possono essere sostituite dall'indirizzo geografico e dall'identità della casa d'aste.

2. Il paragrafo 1 non si applica ai contratti per la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio che implicano transazioni quotidiane o in cui il commerciante deve fornire il bene o prestare il servizio immediatamente alla conclusione del contratto.

Emendamento           97

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le informazioni di cui al paragrafo 1 formano parte integrante del contratto di vendita o di servizi.

3. Gli Stati membri possono adottare o mantenere obblighi aggiuntivi di informazione precontrattuale.

Emendamento           98

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Fatti salvi l'articolo 7, paragrafo 2, l'articolo 13 e l'articolo 42, le conseguenze di ogni violazione dell'articolo 5 sono determinate conformemente al diritto nazionale applicabile. Gli Stati membri devono prevedere nel diritto contrattuale nazionale rimedi efficaci per le violazioni dell'articolo 5.

2. Fatti salvi gli articoli 13 e 42, le conseguenze di ogni violazione dell'articolo 5 sono determinate conformemente al diritto nazionale applicabile. Gli Stati membri devono prevedere nel diritto nazionale rimedi efficaci e proporzionali per le violazioni dell'articolo 5.

Emendamento           99

Proposta di direttiva

Articolo 7

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 7

Obbligo d' informazione specifico per gli intermediari

soppresso

1. Prima della conclusione del contratto l'intermediario deve informare il consumatore che egli agisce a nome o per contro di un altro consumatore e che il contratto concluso non è considerato un contratto tra il consumatore e il commerciante ma un contratto tra due consumatori e quindi che non è disciplinato dalla presente direttiva.

 

2. Se l'intermediario non adempie gli obblighi di cui al paragrafo 1, si considera che egli abbia concluso il contratto a proprio nome.

 

3. Il presente articolo non si applica alle aste pubbliche.

 

Emendamento           100

Proposta di direttiva

Articolo 8

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 8

soppresso

Campo di applicazione

 

Il presente capo si applica ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

 

Emendamento           101

Proposta di direttiva

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 9

 

Informazioni per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali

Obblighi d'informazione precontrattuale per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali

Per quanto riguarda i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali il commerciante deve fornire le informazioni seguenti che formano parte integrante del contratto:

1. In tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da un contratto a distanza, da un contratto negoziato fuori dei locali commerciali o da una qualsiasi offerta contrattuale corrispondente, il commerciante o eventualmente la persona che agisce per suo conto deve fornire al consumatore le informazioni seguenti in modo chiaro e comprensibile:

 

(a) le informazioni di cui agli articoli 5 e 7, e in deroga all'articolo 5, paragrafo 1, lettera d) in tutti i casi le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione del contratto;

(a) le caratteristiche principali del bene o servizio in misura adeguata al mezzo di comunicazione e al bene o servizio stesso;

 

(b) l'applicabilità del diritto di recesso e le condizioni e procedure per esercitare tale diritto conformemente all'allegato I;

(b) l'identità del commerciante, ad esempio la sua denominazione sociale;

 

(b bis) l'indirizzo sociale, il numero telefonico e di fax e l'indirizzo elettronico del commerciante, ove disponibili, affinché il consumatore possa rapidamente entrare in contatto con il commerciante e comunicare efficacemente con lui;

(c) l'indirizzo geografico della sede del commerciante, se diverso dall'indirizzo geografico, (e se applicabile quello del commerciante per conto del quale agisce) a cui il consumatore può indirizzare eventuali reclami;

(c) il prezzo complessivo comprensivo delle imposte o, se la natura del bene o servizio comporta l'impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali e ogni altro costo oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l'indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore; nei contratti privi di scadenza, il prezzo complessivo equivale al totale dei costi mensili;

 

(d) l'esistenza di codici di condotta e come possono essere ottenuti, se applicabile;

(d) le modalità di pagamento, consegna, esecuzione, la data entro la quale il commerciante si impegna a consegnare i beni o a prestare il servizio e il trattamento dei reclami da parte del commerciante;

 

(e) la possibilità di ricorrere ad un meccanismo di composizione delle controversie in via amichevole, se del caso;

(e) qualora esista un diritto di recesso, le condizioni, il periodo di tempo e la procedura di esercizio di tale diritto, compresi gli eventuali costi di restituzione dei beni a carico del consumatore; il commerciante può avvalersi a tal fine delle istruzioni tipo relative al recesso contenute nell'allegato I, sezione A e del modulo tipo di recesso di cui all'allegato I, sezione B, o di una diversa dichiarazione univoca; si considera che il commerciante abbia ottemperato agli obblighi d'informazione di cui al presente articolo riguardanti il diritto di recesso se egli informa il consumatore avvalendosi delle istruzioni tipo relative al recesso di cui all'allegato I, sezione A;

 

 

(e bis) se non si applica un diritto di recesso ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1, l'informazione che il consumatore non può esercitare un diritto di recesso;

 

(f) che il contratto viene concluso con un commerciante e di conseguenza il consumatore gode della protezione prevista dalla presente direttiva.

(f) oltre a un richiamo dell'esistenza della garanzia legale di conformità per i beni, l'esistenza e le condizioni del servizio postvendita e delle garanzie commerciali, se applicabili;

 

 

(f bis) l'esistenza di codici di condotta e come possono essere ottenuti, se applicabile;

 

 

(f ter) la durata del contratto, se applicabile, o, se il contratto non ha scadenza o è un contratto a rinnovo automatico, le condizioni di risoluzione del contratto;

 

 

(f quater) la durata minima degli obblighi del consumatore a norma del contratto, se applicabile;

 

 

(f quinquies) l'esistenza e le condizioni di depositi o altre garanzie finanziarie da pagare o fornire da parte del consumatore su richiesta del commerciante;

 

 

(f sexies) l'applicazione di misure tecniche di protezione per il contenuto digitale, se del caso;

 

 

(f septies) qualsiasi interoperabilità del contenuto digitale con l'hardware e il software, di cui il commerciante sia a conoscenza o di cui ci si può ragionevolmente attendere che sia venuto a conoscenza e ogni eventuale incompatibilità, se del caso;

 

 

(f octies) la possibilità di servirsi di un meccanismo di reclamo e ricorso extra-giudiziale cui il commerciante è soggetto e le condizioni per beneficiarne, se del caso.

 

 

2. Nel caso di un'asta pubblica, le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere b), b bis) e c) possono essere sostituite dai corrispondenti dati della casa d'aste.

 

 

3. Le informazioni di cui al paragrafo 1 formano parte integrante del contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali.

 

 

3 bis. Gli Stati membri non impongono ulteriori requisiti sul contenuto delle istruzioni tipo relative al recesso di cui all'allegato I, sezione A.

 

 

3 ter. Per i contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali relativi ai servizi di trasporto o agli obblighi sanitari e di sicurezza, gli Stati membri possono adottare o mantenere disposizioni giuridiche nazionali che stabiliscono obblighi aggiuntivi d'informazione precontrattuale, a condizione che siano conformi al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e che tali obblighi siano adeguati ai fini di un'opportuna informazione del consumatore.

 

 

3 quater. Gli Stati membri possono emanare o mantenere obblighi aggiuntivi di informazione precontrattuale per tutti i contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali relativi alla prestazione di servizi per i quali, conformemente all'articolo 22, paragrafo 5, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno1, impongono obblighi di informazione supplementari per il prestatore di servizi stabilito nel loro territorio.

 

 

3 quinquies. L'articolo 5 lascia impregiudicata la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno2.

 

 

3 sexies. L'onere della prova relativo all'adempimento degli obblighi di informazione di cui al presente capo ricade sul commerciante.

 

____________________

1GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36.

2GU L 178 del 17.07.2000, pag. 1.

Emendamento           102

Proposta di direttiva

Articolo 10 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Requisiti formali per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali

Requisiti formali d'informazione precontrattuale per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali

Emendamento           103

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per quanto riguarda i contratti negoziati fuori dei locali commerciali le informazioni di cui all'articolo 9 vanno indicate nel buono d'ordine in un linguaggio semplice e comprensibile e in modo leggibile. Il buono d'ordine include il modulo standard di recesso di cui all'allegato I (B).

1. Per quanto riguarda i contratti negoziati fuori dei locali commerciali le informazioni di cui all'articolo 9 vanno fornite al consumatore su un mezzo durevole, ove ciò appaia opportuno a seconda della natura del contratto, in un linguaggio semplice e comprensibile e devono essere leggibili. Il consumatore può in ogni caso chiedere che le informazioni vengano fornite su supporto cartaceo.

Emendamento           104

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali è valido solo se il consumatore firma un buono d'ordine e, qualora quest'ultimo non sia su supporto cartaceo, riceve una copia dell'ordine su un altro mezzo durevole.

2. Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali diviene valido solo se il consumatore ha firmato un buono d'ordine.

Emendamento           105

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri non impongono requisiti formali diversi da quelli indicati ai paragrafi 1 e 2.

3. Gli Stati membri non impongono ulteriori requisiti formali d'informazione precontrattuale ai fini dell'osservanza degli obblighi di informazione indicati all'articolo 9, paragrafo 1.

Emendamento           106

Proposta di direttiva

Articolo 11 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Requisiti formali per i contratti a distanza

Requisiti formali d'informazione precontrattuale per i contratti a distanza

Emendamento           107

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafi 1 e 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per quanto riguarda i contratti a distanza le informazioni di cui all'articolo 9, lettera a) devono essere fornite o messe a disposizione del consumatore prima della conclusione del contratto, in un linguaggio semplice e comprensibile e in modo leggibile e appropriato al mezzo di comunicazione a distanza impiegato.

1. Per quanto riguarda i contratti a distanza le informazioni di cui all'articolo 9 devono essere fornite o messe a disposizione del consumatore su un mezzo durevole in un linguaggio semplice e comprensibile e devono essere leggibili, in modo appropriato al mezzo di comunicazione a distanza impiegato.

 

1 bis. Se un contratto a distanza per la prestazione di servizi impone al consumatore l'obbligo di effettuare un pagamento, il consumatore è vincolato dal contratto solo se:

 

 

(a) il commerciante ha comunicato al consumatore in modo chiaro ed evidente il prezzo complessivo, comprese tutte le relative componenti; nonché

 

 

(b) per i contratti conclusi su Internet, il commerciante ha strutturato il proprio sito web in modo tale che un'ordinazione vincolante è possibile soltanto dopo la conferma da parte del consumatore di aver preso conoscenza delle informazioni di cui alla lettera a); oppure

 

 

(c) per i contratti conclusi tramite telefono, il commerciante ha inviato al consumatore una conferma dell'ordinazione su un mezzo durevole e il consumatore ha confermato la conclusione del contratto su un mezzo durevole.

Emendamento  108

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafi 2 e 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

2. Se il commerciante telefona al consumatore al fine di concludere un contratto a distanza, egli deve rivelare la sua identità e lo scopo commerciale della telefonata all'inizio della conversazione con il consumatore.

2. Se il commerciante o un intermediario che opera per conto del commerciante telefona al consumatore al fine di concludere un contratto a distanza, egli deve rivelare la sua identità e lo scopo commerciale della telefonata all'inizio della conversazione con il consumatore.

 

2 bis. I siti di commercio elettronico indicano chiaramente e in maniera leggibile nella loro pagina di benvenuto se esistono restrizioni alla consegna in determinati Stati membri, qualsiasi sia la natura di tali restrizioni, inclusi i mezzi di pagamento.

Emendamento  109

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Se il contratto è concluso mediante un mezzo che consente uno spazio o un tempo limitato per visualizzare le informazioni, il commerciante deve fornire almeno le informazioni riguardanti le caratteristiche principali del prodotto e il prezzo totale di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e c) su quel mezzo in particolare prima della conclusione del contratto. Le altre informazioni di cui agli articoli 5 e 7 devono essere fornite dal commerciante in un modo appropriato conformemente al paragrafo 1.

3. Se il contratto è concluso mediante un mezzo che consente uno spazio o un tempo limitato per visualizzare le informazioni, il commerciante deve fornire almeno, su tale particolare mezzo prima della conclusione del contratto, le informazioni precontrattuali riguardanti le caratteristiche principali del bene o del servizio, il prezzo totale, la durata del contratto e, nel caso di contratti a durata indeterminata, le modalità per mettere fine al contratto, conformemente all'articolo 9, paragrafo 1, lettere a), c), e) e g). Le altre informazioni di cui all'articolo 9 devono essere fornite dal commerciante in un modo appropriato conformemente al paragrafo 1.

Emendamento  110

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Il consumatore riceve la conferma di tutte le informazioni di cui all'articolo 9, lettere da a) ad f), su un mezzo durevole, entro un tempo ragionevole dopo la conclusione di qualsiasi contratto a distanza e al più tardi al momento della consegna dei beni oppure quando è iniziata l'esecuzione del servizio, a meno che l'informazione non sia già stata fornita al consumatore su un mezzo durevole prima della conclusione di ogni contratto a distanza.

soppresso

Emendamento  111

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri non impongono requisiti formali diversi da quelli indicati ai paragrafi da 1 a 4.

4. Gli Stati membri non impongono ulteriori requisiti formali precontrattuali di informazione in merito all'osservanza degli obblighi di informazione indicati all'articolo 9, paragrafo 1.

Emendamento  112

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. In caso di un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, il periodo di recesso di cui al paragrafo 1 inizia a decorrere dal giorno della conclusione del contratto o dal giorno in cui il consumatore riceve una copia del documento del contratto firmato su un supporto duraturo, se diverso dal giorno della conclusione del contratto.

Emendamento           113

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nel caso di un contratto negoziato fuori dei locali commerciali il periodo di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore firma il buono d'ordine e, qualora quest'ultimo non sia su supporto cartaceo, da quando riceve una copia dell'ordine su un altro mezzo durevole.

2. Fatto salvo il paragrafo 1, nel caso di un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali relativo alla consegna di beni, il periodo di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso materiale dei beni ordinati o:

Nel caso di un contratto a distanza per la vendita di beni il periodo di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso materiale di ognuno dei beni ordinati.

 

Nel caso di un contratto a distanza per la fornitura di servizi il periodo di recesso decorre dalla data di conclusione del contratto.

 

 

(a) nel caso di beni multipli ordinati dal consumatore in un solo ordine e consegnati separatamente, dell'ultimo bene consegnato;

 

(b) nel caso di un bene costituito da lotti o pezzi multipli, dell'ultimo lotto o pezzo;

 

(c) nel caso di una consegna ricorrente di beni dello stesso tipo per un determinato periodo di tempo, del primo bene consegnato.

 

Emendamento           114

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Il termine di cui al paragrafo 1 è rispettato se la comunicazione relativa all'esercizio del diritto di recesso è inviata dal consumatore prima di tale data ultima.

3. Il termine di cui al paragrafo 1 è rispettato se la comunicazione relativa all'esercizio del diritto di recesso è inviata dal consumatore prima della fine di tale periodo.

Emendamento  115

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri non vietano alle parti di adempiere ai loro obblighi a norma del contratto durante il periodo di recesso.

4. Gli Stati membri non vietano alle parti di adempiere ai loro obblighi contrattuali durante il periodo di recesso. Tuttavia, nel caso di contratti negoziati al di fuori dei locali commerciali, gli Stati membri possono mantenere la legislazione nazionale in vigore che vieta al commerciante di percepire il pagamento durante un determinato periodo dopo la conclusione del contratto.

Emendamento           116

Proposta di direttiva

Articolo 13

Testo della Commissione

Emendamento

Se in violazione dell'articolo 9, lettera b), dell'articolo 10, paragrafo 1 e dell'articolo 11, paragrafo 4 il commerciante non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il periodo di recesso scade tre mesi dopo che il commerciante abbia adempiuto pienamente ai suoi altri obblighi contrattuali.

1. Se in violazione dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera e) il commerciante non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il periodo di recesso scade un anno dopo la fine del periodo di recesso iniziale, come stabilito all'articolo 12, paragrafi 1 bis e 2.

 

1 bis. Gli Stati membri possono tuttavia mantenere la legislazione nazionale esistente che prevede una scadenza successiva del periodo di recesso.

Emendamento           117

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il consumatore informa il commerciante della sua decisione di esercitare il diritto di recesso mediante un mezzo durevole e indirizzando al commerciante una dichiarazione redatta con le proprie parole oppure utilizzando il modulo di recesso standard di cui all'allegato I, lettera B.

1. Prima dello scadere del periodo di recesso, il consumatore informa il commerciante della sua decisione di esercitare il diritto di recesso. A tal fine il consumatore può:

 

(a) utilizzare il modulo di recesso tipo di cui all'allegato I, lettera B, o una diversa dichiarazione univoca su supporto durevole, oppure

 

(b) restituire i beni al commerciante, accompagnati da una dichiarazione chiaramente formulata del consumatore in cui indica la sua decisione di recedere.

Gli Stati membri non prevedono altri requisiti formali applicabili a tale modulo standard di recesso.

Gli Stati membri non prevedono altri requisiti formali applicabili al modulo di recesso tipo diversi da quelli indicati all'allegato I, lettera B.

Emendamento           118

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Per i contratti a distanza conclusi su internet il commerciante, oltre alle possibilità di cui al paragrafo 1, può offrire al consumatore l'opzione di compilare e inviare elettronicamente il modulo di recesso standard mediante il sito web del commerciante. In tal caso il commerciante trasmette senza indugio al consumatore una conferma di ricevimento del recesso per e-mail.

2. Il commerciante, oltre alle possibilità di cui al paragrafo 1, può offrire al consumatore l'opzione di compilare e inviare elettronicamente il modulo di recesso tipo riportato all'allegato I, lettera B, o una dichiarazione chiaramente formulata sul sito web del commerciante. Il commerciante può altresì offrire la possibilità al consumatore di recedere dal contratto per telefono. In tali casi il commerciante trasmette senza indugio al consumatore una conferma di ricevimento del recesso su un supporto durevole.

Emendamento           119

Proposta di direttiva

Articolo 15 – lettere a) e b)

Testo della Commissione

Emendamento

(a) di eseguire il contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, oppure

(Non concerne la versione italiana)

(b) di concludere un contratto negoziato fuori dei locali commerciali nei casi in cui un'offerta sia stata fatta dal consumatore.

 

Emendamento           120

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il commerciante rimborsa qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore entro trenta giorni dal giorno in cui riceve la comunicazione di recesso.

1. Il commerciante rimborsa qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore, eventualmente comprensivo delle spese di consegna, senza indugio e comunque entro quattordici giorni dal giorno in cui è informato della decisione del consumatore di recedere dal contratto ai sensi dell'articolo 14. Il commerciante può eseguire il rimborso mediante qualsiasi mezzo di pagamento che abbia corso legale nel paese in cui il consumatore lo riceve ed a condizione che il consumatore non debba sostenere alcun costo quale conseguenza del rimborso.

Emendamento  121

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Per i contratti di vendita il commerciante può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto o ritirato tutti i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver restituito i beni, qualunque intervenga per prima.

2. Fatto salvo il paragrafo 1, il commerciante non è tenuto a rimborsare costi di consegna supplementari, qualora il consumatore abbia scelto espressamente un tipo di consegna diversa da quella standard.

Emendamento           122

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per i contratti di vendita in cui il possesso materiale dei beni sia stato trasferito al consumatore o, a sua richiesta, a un terzo prima della scadenza del periodo di recesso, il consumatore restituisce i beni o li consegna al commerciante o a un terzo autorizzato a riceverli dal commerciante, entro quattordici giorni dalla data in cui comunica il suo recesso al commerciante, purché il commerciante non abbia offerto di ritirare egli stesso i beni.

1. Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali per la fornitura di beni, il consumatore restituisce i beni o li consegna al commerciante o a un terzo autorizzato a riceverli dal commerciante, senza indebito ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dalla data in cui comunica al commerciante la sua decisione di recedere ai sensi dell'articolo 14, purché il commerciante non abbia offerto di ritirare egli stesso i beni.

È a carico del consumatore solo il costo diretto della restituzione dei beni, purché il commerciante non abbia concordato di sostenere tali spese.

È a carico del consumatore solo il costo diretto della restituzione dei beni. Egli non deve sostenere tali costi se il commerciante ha concordato nel contratto di sostenere tali spese o il prezzo dei beni da rispedire supera l'importo di 40 euro.

Emendamento           123

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafi 2 e 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione oltre a quella necessaria per accertare il valore e il funzionamento dei beni. Egli non è responsabile per la diminuzione del valore se il commerciante ha omesso di informare il consumatore del suo diritto di recesso a norma dell'articolo 9, lettera b). Per i contratti di servizio soggetti a un diritto di recesso il consumatore non sostiene alcun costo per i servizi forniti, in pieno o in parte, durante il periodo di recesso.

2. Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione oltre a quella necessaria per accertare il tipo, la natura e il funzionamento dei beni. Il consumatore non è in alcun caso responsabile per la diminuzione del valore dei beni se il commerciante ha omesso di informare il consumatore del suo diritto di recesso a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera e).

 

2 bis. Fatto salvo quanto previsto al presente articolo, l'esercizio del diritto di recesso non comporta alcuna responsabilità per il consumatore.

Emendamento           124

Proposta di direttiva

Articolo 18 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Effetti dell'esercizio del diritto di recesso sui contratti accessori

Effetti dell'esercizio del diritto di recesso sui contratti connessi

Emendamento           125

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Fatto salvo l'articolo 15 della direttiva 2008/48/CE, se il consumatore esercita il suo diritto di recesso da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali a norma degli articoli da 12 a 17, eventuali contratti accessori sono automaticamente annullati, senza costi per il consumatore.

1. Fatto salvo l'articolo 15 della direttiva 2008/48/CE, se il consumatore esercita il suo diritto di recesso da un contratto a distanza o concluso fuori dei locali commerciali a norma degli articoli da 12 a 17, eventuali contratti connessi sono automaticamente annullati, senza costi per il consumatore, che non siano previsti dalla presente direttiva.

Emendamento           126

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per quanto riguarda i seguenti contratti a distanza il diritto di recesso non è applicabile:

1. Per quanto riguarda i seguenti contratti a distanza e i contratti negoziati fuori dei locali commerciali il diritto di recesso non è applicabile:

Emendamento           127

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l'accordo espresso del consumatore, prima della scadenza del termine di quattordici giorni di cui all'articolo 12;

(a) servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l'accordo espresso del consumatore registrato su un supporto durevole, prima della scadenza del termine di quattordici giorni di cui all'articolo 12; in tali casi, detto accordo deve riguardare anche la rinuncia del consumatore al diritto di recesso;

Emendamento  128

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) la fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il commerciante non è in grado di controllare;

(b) la fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato che il commerciante non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;

Emendamento  129

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;

 

(c) la fornitura di beni o servizi confezionati su misura o chiaramente personalizzati, per i quali il commerciante deve prendere disposizioni particolari e dei quali non può fare un uso diverso e che, per loro natura, rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;

Emendamento           130

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettere d, d bis (nuova) e d ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

(d) la fornitura di vino, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo oltre il periodo limite di cui all'articolo 22, paragrafo 1 e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal commerciante;

(d) la fornitura di

- prodotti alimentari;

- bevande

- prodotti farmaceutici o

- altri beni sensibili sotto il profilo dell'igiene, di cui il consumatore ha già aperto l'imballaggio o il sigillo, dopo essere stato preventivamente informato in merito all'esclusione dal diritto di recesso;

 

 

(d bis) contratti per i quali il consumatore abbia richiesto l'esecuzione immediata da parte del commerciante al fine di rispondere ad un'urgenza immediata; se in tale occasione il commerciante fornisce o vende servizi o beni supplementari diversi da quelli strettamente necessari per risolvere l'emergenza immediata del consumatore, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

 

(d ter) contratti per cui il consumatore ha chiesto espressamente all'impresa di fargli visita a domicilio ai fini dell'effettuazione di lavori di riparazione o manutenzione; se, in occasione di tale visita, il commerciante fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per eseguire la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

Emendamento           131

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e) la fornitura di registrazioni audio e video, o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;

(Non concerne la versione italiana)

Emendamento  132

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f) la fornitura di giornali, periodici e riviste;

(f) la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;

Emendamento  133

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g) servizi di scommesse e lotterie;

soppressa

Emendamento           134

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettere h ed h bis (nuove)

Testo della Commissione

Emendamento

(h) contratti conclusi in occasione di una vendita all'asta.

(h) contratti conclusi in occasione di una vendita all'asta pubblica;

 

(h bis) la fornitura di contenuti digitali dopo che il consumatore ha iniziato a scaricare tali contenuti.

Emendamento           135

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Per quanto riguarda i seguenti contratti negoziati fuori dei locali commerciali il diritto di recesso non è applicabile:

soppresso

a) la fornitura di alimenti, bevande o altri beni destinati al consumo corrente nella famiglia, selezionati precedentemente dal consumatore mediante la comunicazione a distanza e fisicamente forniti al domicilio, alla residenza o al posto di lavoro del consumatore da parte del commerciante che di norma vende tali beni nel suo locale commerciale;

 

b) contratti per i quali il consumatore abbia richiesto l'esecuzione immediata da parte del commerciante al fine di rispondere ad un'urgenza immediata; se in tale occasione il commerciante fornisce o vende servizi o beni supplementari diversi da quelli strettamente necessari per risolvere l'emergenza immediata del consumatore, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

 

c) contratti per i quali il consumatore ha specificamente richiesto al commerciante, mediante la comunicazione a distanza, di visitare il suo domicilio al fine di riparare o eseguire la manutenzione sulla sua proprietà; se in tale occasione il commerciante fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per eseguire la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari.

 

Emendamento           136

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le parti possono concordare di non applicare i paragrafi 1 e 2.

2. Il commerciante e il consumatore possono concordare di non applicare il paragrafo 1.

Emendamento  137

Proposta di direttiva

Articolo 20

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 20

Esclusioni relative ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali

soppresso

1. Gli articoli da 8 a 19 non si applicano ai seguenti contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali:

 

a) vendita di beni immobili o altri diritti relativi a beni immobili, ad eccezione della locazione e dei lavori riguardanti gli immobili;

 

b) contratti conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;

 

c) contratti conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici;

 

d) fornitura di alimenti o bevande da un commerciante che effettua giri frequenti e regolari nel vicinato del suo locale commerciale.

 

2. Gli articoli da 8 a 19 non si applicano ai seguenti contratti negoziati fuori dei locali commerciali riguardanti:

 

a) assicurazioni;

 

b) servizi finanziari il cui prezzo dipende da fluttuazioni del mercato finanziario che il commerciante non è in grado di controllare e che possono aver luogo durante il periodo di recesso, quali definiti all'articolo 6, paragrafo 2, lettera a) della direttiva 2002/65/CE16; e

 

c) il credito che rientra nel campo di applicazione della direttiva 2008/48/CE.

 

3. Gli articoli da 8 a 19 non sono applicabili ai contratti a distanza per la fornitura di alloggi, trasporti, servizi di noleggio di autovetture, servizi di catering o di tempo libero qualora i contratti prevedano una data o un periodo di esecuzione specifici.

 

16GU L 271 del 09.10.02, pag. 16.

 

Emendamento           138

Proposta di direttiva

Articolo 21

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 21

Campo di applicazione

soppresso

1. Il presente capo si applica a tutti i contratti di vendita. Fatto salvo l'articolo 24, paragrafo 5, nei casi in cui si tratti di un contratto misto che ha come oggetto sia beni che servizi, il presente capo si applica solo ai beni.

 

2. Il presente capo si applica anche ai contratti di fornitura di beni da produrre.

 

3. Il presente capo non si applica ai pezzi di ricambio sostituiti dal commerciante per rimediare al difetto di conformità dei beni mediante riparazione a norma dell'articolo 26.

 

4. Gli Stati membri possono decidere di non applicare il presente capo alla vendita di beni usati nelle aste pubbliche.

 

 

Emendamento  139

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Se le parti non hanno concordato altrimenti, il commerciante consegna i beni mediante il trasferimento del possesso materiale dei beni al consumatore o a un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entro trenta giorni dalla data di conclusione del contratto.

1. Se le parti non hanno concordato un tempo di consegna, il commerciante consegna i beni mediante il trasferimento del possesso materiale dei beni al consumatore o a un terzo, designato dal consumatore e diverso dal vettore, quanto prima e comunque entro trenta giorni dalla data di conclusione del contratto.

Emendamento           140

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafi 2, 2 bis (nuovo) e 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

2. Se il commerciante non adempie all'obbligo di consegna, il consumatore ha diritto al rimborso di tutte le somme versate entro sette giorni dalla data di consegna di cui al paragrafo 1.

2. Se il commerciante non adempie all'obbligo di consegna dei beni al momento concordato con il consumatore o in conformità del paragrafo 1, il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, a meno che i beni non siano consegnati entro un periodo stabilito dal consumatore che non deve superare i sette giorni. A tal fine, il consumatore deve darne previa notifica al commerciante, specificando il nuovo periodo di consegna e dichiarando la sua intenzione di rescindere dal contratto nel caso in cui la consegna non avvenga entro il termine di tale nuovo periodo di consegna. Se, al termine di tale periodo, non sono stati presi provvedimenti, si considera che il consumatore recede dal contratto d'acquisto.

 

Fatto salvo il primo paragrafo, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto con effetto immediato, se il commerciante ha rifiutato, implicitamente o esplicitamente, di consegnare i beni o se il rispetto del termine concordato di consegna è considerato un elemento essenziale del contratto, tenendo conto delle circostanze della conclusione del contratto.

 

2 bis. Alla cessazione del contratto, il commerciante è tenuto a rimborsare immediatamente, e in ogni caso entro sette giorni dalla cessazione del contratto, tutti gli importi versati ai sensi del contratto.

 

2 ter. Il presente articolo lascia impregiudicati i diritti del consumatore di chiedere un risarcimento.

Emendamento  141

Proposta di direttiva

Articolo 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 22 bis

 

Diritto alla consegna di beni o prestazione di servizi in un altro Stato membro

 

Nel caso di un contratto a distanza, il consumatore ha diritto di chiedere al commerciante di consegnare i beni o di prestare il servizio in un altro Stato membro. Il commerciante è tenuto a soddisfare la richiesta del consumatore se ciò è tecnicamente fattibile e se il consumatore accetta di sostenere tutti i costi correlati. Il commerciante deve in ogni caso precisare tali costi in anticipo.

Emendamento  142

Proposta di direttiva

Articolo 22 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 22 ter

 

Mezzi di pagamento

 

1. Il commerciante e il consumatore possono concordare un pagamento anticipato o un deposito alla consegna.

 

2. Ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3, della direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno1, gli Stati membri possono vietare o limitare il diritto dei commercianti di imporre spese ai consumatori tenendo conto della necessità di incoraggiare la concorrenza e di promuovere l'uso di strumenti di pagamento efficaci.

 

3. Gli Stati membri vietano ai commercianti di imporre ai consumatori, in relazione all'uso di determinati strumenti di pagamento, spese che superino quelle sostenute dal commerciante per l'uso di detti strumenti.

 

1GU L 319 del 5.12.2007, pag. 1.

 

Emendamento  143

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il rischio di perdita o danneggiamento dei beni è trasferito al consumatore quando quest'ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, prende il possesso materiale dei beni.

1. Il rischio di perdita o danneggiamento dei beni è trasferito al consumatore quando quest'ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, prende il possesso materiale dei beni. Il rischio è trasferito al consumatore alla consegna al vettore, se il consumatore ha incaricato il vettore del trasporto e tale scelta non è stata offerta dal commerciante, senza pregiudicare i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

 

 

Emendamento  144

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il rischio di cui al paragrafo 1 è trasferito al consumatore al momento della consegna concordata dalle parti, se quest'ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, omette di prendere le misure necessarie per acquisire il possesso materiale dei beni.

2. Il rischio di cui al paragrafo 1 è trasferito al consumatore al momento della consegna concordato dalle parti, se quest'ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, omette manifestamente di prendere le misure ragionevolmente necessarie per acquisire il possesso materiale dei beni.

Emendamento  145

Proposta di direttiva

Articolo 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 23 bis

 

Durata dei contratti

 

1. Fatte salve le disposizioni della presente direttiva sulle clausole abusive, i contratti stipulati tra consumatori e commercianti non possono prevedere una durata iniziale dell'impegno superiore a dodici mesi.

 

2. Alla fine del periodo d'impegno iniziale di dodici mesi, il consumatore può recedere dal contratto in qualsiasi momento. Il recesso dal contratto è subordinato al rispetto di un periodo di preavviso che non può essere superiore a due mesi. Il consumatore ha il diritto di dare tale preavviso prima della fine del periodo di impegno iniziale al fine di recedere dal contratto a decorrere dalla fine di detto periodo.

Emendamento           146

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il commerciante consegna i beni conformemente al contratto di vendita.

1. Il commerciante consegna i beni conformemente al contratto di vendita, in particolare per quanto riguarda la qualità e la quantità, definite di comune accordo dalle parti.

Emendamento           147

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) sono conformi alla descrizione fatta dal commerciante e possiedono le qualità del bene che il commerciante ha presentato al consumatore come campione o modello;

(a) sono conformi alla descrizione fatta dal commerciante e possiedono le qualità del bene che il commerciante ha presentato al consumatore come campione o modello, e

Emendamento  148

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) sono idonei ad ogni uso speciale voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del commerciante al momento della conclusione del contratto e che il commerciante abbia accettato;

(b) sono idonei, in assenza di un accordo sulle loro caratteristiche, allo scopo previsto dalle parti al momento della conclusione del contratto;

Emendamento  149

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettere c e d

Testo della Commissione

Emendamento

(c) sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;

(c) sono idonei all'uso al quale servirebbero abitualmente beni dello stesso tipo e presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, tenendo conto tra l'altro della finalità, dell'aspetto, della durabilità e della finitura, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal commerciante, dal produttore o dal suo rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull'etichettatura.

(d)       presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal commerciante, dal produttore o dal suo rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull'etichettatura.

 

Emendamento  150

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Non vi è alcun difetto di conformità a norma del presente articolo se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ragionevolmente ignorarlo, o se il difetto di conformità trova la sua origine in materiali forniti dal consumatore.

3. Non vi è alcun difetto di conformità a norma del presente articolo se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ragionevolmente non esserne consapevole, o se il difetto di conformità trova la sua origine in materiali forniti dal consumatore.

Emendamento  151

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 4 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) entro la conclusione del contratto la dichiarazione era stata corretta;

(b) entro la conclusione del contratto la dichiarazione era stata corretta a tempo debito ed in maniera equivalente o quantomeno in forma chiaramente evidenziata nel documento contrattuale;

Emendamento           152

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Qualunque difetto di conformità risultante da un'imperfetta installazione dei beni è considerato un difetto di conformità dei beni stessi, se l'installazione è prevista dal contratto ed è stata effettuata dal commerciante o sotto la sua responsabilità. La stessa disposizione si applica anche nel caso in cui i beni, concepiti per essere istallati dal consumatore, siano installati dal consumatore in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

5. Il commerciante è responsabile per qualunque difetto di conformità risultante dall'imballaggio o da un'imperfetta installazione se l'installazione è prevista dal contratto di vendita dei beni e se i beni sono installati dal consumatore o sotto la sua responsabilità. La stessa disposizione si applica anche nel caso in cui i beni, concepiti per essere istallati dal consumatore, siano installati dal consumatore in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

Emendamento           153

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Conformemente ai paragrafi da 2 a 5 se i beni non sono conformi al contratto il consumatore ha diritto a:

1. In caso di difetto di conformità il consumatore ha il diritto a:

(a) la riparazione o la sostituzione del bene;

(a) il ripristino della conformità dei beni mediante riparazione o sostituzione ai sensi dei paragrafi 2, 3 e 5, oppure

(b) la riduzione del prezzo;

(b) una ragionevole riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ai sensi dei paragrafi 4, 5 e 5 bis.

(c) la risoluzione del contratto.

 

Emendamento           154

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il commerciante rimedia al difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione, a sua scelta.

2. In un primo tempo il consumatore può richiedere al commerciante la riparazione del bene o la sua sostituzione, se ciò non è impossibile o sproporzionato.

Emendamento           155

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Se il commerciante ha dimostrato che rimediare al difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione è illegale, impossibile o causerebbe al commerciante uno sforzo sproporzionato, il consumatore può scegliere tra la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Lo sforzo del commerciante è sproporzionato se gli impone costi che, in confronto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, sono eccessivi tenendo conto del valore dei beni se non vi fosse alcun difetto di conformità e l'importanza del difetto di conformità.

3. Uno dei rimedi di cui al paragrafo 2 viene considerato sproporzionato se comporta per il commerciante costi che

Un difetto di conformità minore non conferisce al consumatore il diritto di chiedere la risoluzione del contratto.

(a) in considerazione del valore che il bene avrebbe in assenza del difetto di conformità,

 

(b) in considerazione dell'importanza del difetto di conformità e

 

(c) in funzione della possibilità eventuale di altri rimedi (riparazione o sostituzione) senza eccessivi disagi per il consumatore, sarebbero irragionevoli in confronto all'altro rimedio possibile (riparazione o sostituzione).

 

La riparazione o la sostituzione deve avvenire entro un termine ragionevole e senza eccessivi disagi per il consumatore.

Emendamento           156

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Il consumatore può ricorrere a qualsiasi rimedio disponibile a norma del paragrafo 1 se esiste una delle condizioni seguenti:

4. Fatto salvo il paragrafo 5 ter, il consumatore può richiedere una ragionevole riduzione di prezzo o la risoluzione del contratto se esiste una delle condizioni seguenti:

(a) il commerciante ha implicitamente o esplicitamente rifiutato di rimediare al difetto di conformità;

(a) il consumatore non ha diritto né alla riparazione né alla sostituzione;

 

(a bis) il commerciante ha implicitamente o esplicitamente rifiutato di rimediare al difetto di conformità;

(b) il commerciante non ha rimediato al difetto di conformità entro un tempo ragionevole;

(b) il commerciante non ha rimediato al difetto di conformità entro un tempo ragionevole;

(c) il commerciante ha tentato di rimediare al difetto di conformità causando un disagio significativo al consumatore;

(c) il commerciante ha rimediato al difetto di conformità causando un disagio significativo al consumatore.

(d) lo stesso difetto si è manifestato più di una volta entro un breve periodo di tempo.

 

Emendamento           157

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Il disagio notevole per il consumatore e il tempo ragionevole necessario al commerciante per rimediare al difetto di conformità sono valutati tenendo conto della natura dei beni e dello scopo per cui il consumatore ha acquistato tali beni, conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, lettera b).

5. Il disagio notevole per il consumatore e il tempo ragionevole necessario al commerciante per rimediare al difetto di conformità sono valutati tenendo conto della natura dei beni e dello scopo del consumatore, conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, lettera b).

Emendamento           158

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis. Un difetto di conformità minore non conferisce al consumatore il diritto di chiedere la risoluzione del contratto.

Emendamento           159

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 ter. Gli Stati membri possono adottare o mantenere disposizioni nazionali che conferiscono al consumatore, in presenza di un difetto di conformità, il diritto di disporre di un breve periodo di tempo per ottenere la risoluzione del contratto ed un rimborso completo o che gli consentono di scegliere liberamente uno dei rimedi di cui al paragrafo 1, al fine di garantire un più alto livello di protezione dei consumatori.

Emendamento  160

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Fatte salve le disposizioni del presente capo, il consumatore può chiedere i danni per qualsiasi perdita cui non è stato posto rimedio a norma dell'articolo 26.

2. In conformità delle disposizioni del diritto nazionale applicabile e fatte salve le disposizioni del presente capo, il consumatore può chiedere i danni per qualsiasi perdita cui non è stato posto rimedio a norma dell'articolo 26.

Emendamento           161

Proposta di direttiva

Articolo 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 27 bis

Diritto di regresso

 

Quando è determinata la responsabilità del commerciante quale venditore finale nei confronti del consumatore a motivo di un difetto di conformità a seguito di un'azione o di un'omissione del produttore, di un precedente venditore nella stessa catena contrattuale o di qualsiasi altro intermediario, il commerciante quale venditore finale ha diritto di agire nei confronti della persona o delle persone responsabili nel rapporto contrattuale. La legge nazionale individua il soggetto, o i soggetti, nei cui confronti il commerciante, quale venditore finale, ha il diritto di agire, nonché le relative azioni e modalità di esercizio in modo tale da garantire l'effettività di tale diritto.

 

Il soggetto individuato come responsabile, ai sensi del paragrafo 1, ha l'onere di provare che il difetto di conformità non era ad esso imputabile, ovvero che il rimedio prestato dal venditore finale al consumatore non era effettivamente dovuto.

Emendamento           162

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Se il commerciante ha rimediato al difetto di conformità mediante la sostituzione del bene, egli è responsabile a norma dell'articolo 25 se il difetto di conformità si manifesta entro due anni dal momento in cui il consumatore o un terzo designato dal consumatore ha acquisito il possesso materiale dei beni sostituiti.

soppresso

Emendamento           163

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Per esercitare i suoi diritti a norma dell'articolo 25 il consumatore deve comunicare al commerciante il difetto di conformità entro due mesi dalla data in cui ha constatato il difetto.

soppresso

Emendamento           164

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis. Gli Stati membri possono emanare o mantenere disposizioni nazionali che prevedano un periodo di garanzia più lungo, una maggiore durata dell'inversione dell'onere della prova a favore del consumatore o norme specifiche per difetti di conformità palesatisi una volta terminato il periodo di garanzia, al fine di garantire ai consumatori un livello di protezione più elevato.

Emendamento  165

Proposta di direttiva

Articolo 28 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 28 bis

Comunicazione e reperibilità

 

Il commerciante garantisce la propria reperibilità, a condizioni ragionevoli, per l'intera durata di un contratto di servizi o, in seguito alla conclusione di un contratto di vendita, fino alla scadenza del termine di cui all'articolo 28, paragrafo 1, per dichiarazioni, notifiche e quesiti dei consumatori, che sono connessi ai diritti e agli obblighi nell'ambito del contratto di servizi o di vendita. Il commerciante si adopera in particolare affinché gli pervengano senza indugio le dichiarazioni dei consumatori relativamente al contratto e il consumatore sia immediatamente informato dell'avvenuto ricevimento. I costi inerenti al ricevimento e alla gestione per telefono delle dichiarazioni, delle notifiche e dei quesiti connessi al contratto di servizi o di vendita non possono essere imputati al consumatore; resta impregiudicato il diritto dell'operatore di servizi di telecomunicazioni di applicare una tariffa per il servizio reso.

Emendamento  166

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

2. La dichiarazione di garanzia è redatta in un linguaggio semplice e comprensibile e deve essere leggibile. Essa include:

2. La dichiarazione di garanzia è redatta in un linguaggio semplice e comprensibile, deve essere leggibile e utilizzare caratteri delle stesse dimensioni. Essa è redatta nella stessa lingua del contratto. La dichiarazione di garanzia include i seguenti elementi:

Emendamento           167

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 2 – lettere a, b e c

Testo della Commissione

Emendamento

(a) i diritti legali del consumatore, conformemente all'articolo 26, e una chiara dichiarazione che tali diritti non sono lesi dalla garanzia commerciale;

(a) i diritti legali del consumatore, conformemente agli articoli 26 e 28, e le disposizioni della normativa nazionale vigente, nonché una chiara dichiarazione che tali diritti non sono lesi dalla garanzia commerciale;

(b) il contenuto della garanzia commerciale e le condizioni per la presentazione di reclami, in particolare la durata, la validità territoriale, il nome e l'indirizzo del garante;

(b) il contenuto della garanzia commerciale e le condizioni per la presentazione di reclami, in particolare la durata, la validità territoriale, il nome e l'indirizzo del garante;

(c) fatti salvi gli articoli 32 e 35, nonché l'allegato III, punto 1, lettera j), la dichiarazione che la garanzia commerciale non può essere trasferita ad un acquirente successivo, se applicabile.

(c) la dichiarazione che la garanzia commerciale può essere trasferita ad un acquirente successivo.

Emendamento  168

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Se il consumatore lo richiede, il commerciante mette a disposizione la dichiarazione di garanzia su un mezzo durevole.

3. Il commerciante mette a disposizione la dichiarazione di garanzia su un mezzo durevole e, se il consumatore lo richiede, anche su carta.

Emendamento  169

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il presente capo si applica alle clausole contrattuali redatte in anticipo dal commerciante o da un terzo e a cui il consumatore acconsente senza avere la possibilità di influenzarne il contenuto, in particolare qualora tali clausole facciano parte di un contratto standard prestabilito.

1. Il presente capo si applica alle clausole contrattuali redatte in anticipo dal commerciante o da un terzo e che non sono state oggetto di negoziato individuale singolarmente. Si considera che una clausola non sia stata oggetto di negoziato individuale quando è stata redatta in anticipo e il consumatore non ha di conseguenza potuto esercitare alcuna influenza sul suo contenuto, in particolare qualora tale clausola faccia parte di un contratto standard prestabilito.

Emendamento  170

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il fatto che il consumatore abbia avuto la possibilità di influenzare il contenuto di taluni aspetti di una clausola contrattuale o di un termine specifico non esclude l'applicazione del presente capo alle altre clausole contrattuali che formano parte del contratto.

2. Il fatto che il contenuto di taluni aspetti di una clausola contrattuale o di un termine specifico sia stato oggetto di negoziato individuale non esclude l'applicazione del presente capo alle altre clausole contrattuali che formano parte del contratto.

Emendamento  171

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Il presente capo non è applicabile alle clausole che riproducono disposizioni legislative o regolamentari imperative conformi al diritto comunitario, nonché principi o disposizioni di convenzioni internazionali di cui gli Stati membri o la Comunità sono parte.

3. Il presente capo non è applicabile alle clausole che riproducono disposizioni legislative o regolamentari o disposizioni di ordine pubblico conformi al diritto dell'Unione, nonché principi o disposizioni di convenzioni internazionali di cui gli Stati membri o l'Unione sono parte.

Emendamento  172

Proposta di direttiva

Articolo 30 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 30 bis

 

Grado di armonizzazione

 

Salvo diversa disposizione, gli Stati membri non possono mantenere o adottare nel loro diritto nazionale disposizioni divergenti da quelle stabilite al presente capo, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

Emendamento  173

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Le clausole dei contratti sono redatte in un linguaggio semplice e comprensibile e sono leggibili.

1. Tutte le clausole dei contratti sono redatte in modo chiaro e comprensibile. Se le clausole contrattuali sono messe per iscritto, sono sempre redatte in un linguaggio semplice e comprensibile e sono leggibili.

Emendamento  174

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri non impongono prescrizioni in materia di presentazione per il modo in cui le clausole contrattuali sono espresse o messe a disposizione del consumatore.

4. Gli Stati membri non impongono prescrizioni sulla presentazione delle clausole contrattuali, fatte salve le prescrizioni in materia di presentazione in relazione alle persone con disabilità oppure se i beni o i servizi possono presentare un rischio particolare per la salute e la sicurezza del consumatore o di una terza persona oppure in relazione a beni o servizi specifici qualora vi siano elementi che provino che vi è un pregiudizio per il consumatore.

Emendamento  175

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Fatti salvi gli articoli 34 e 38, il carattere abusivo di una clausola contrattuale è valutato tenendo conto della natura dei beni oggetto del contratto e facendo riferimento, al momento della conclusione del contratto, a tutte le circostanze che accompagnano detta conclusione e a tutte le altre clausole del contratto o di un altro contratto da cui esso dipende. Nella valutazione dell'equità di una clausola contrattuale l'autorità competente a livello nazionale tiene conto anche del modo in cui è stato redatto il contratto e comunicato al consumatore da parte del commerciante a norma dell'articolo 31.

2. Fatti salvi gli articoli 34 e 38, il carattere abusivo di una clausola contrattuale è valutato tenendo conto della natura dei beni oggetto del contratto e facendo riferimento, al momento della conclusione del contratto, a tutte le circostanze che accompagnano detta conclusione e a tutte le altre clausole del contratto o di un altro contratto da cui esso dipende.

Emendamento  176

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Nella valutazione dell'equità di una clausola contrattuale, l'autorità competente a livello nazionale tiene conto anche del modo in cui è stato redatto il contratto e comunicato al consumatore da parte del commerciante a norma dell'articolo 31, paragrafi 1 e 2. Una clausola stabilita dal commerciante in violazione del dovere di trasparenza richiesto dall'articolo 31, paragrafi 1 e 2, può, unicamente per questo motivo, essere considerata abusiva.

Emendamento  177

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. I paragrafi 1 e 2 non sono applicabili alla valutazione dell'oggetto principale del contratto o all'appropriatezza della remunerazione prevista per l'obbligo contrattuale principale del commerciante, a condizione che il commerciante rispetti appieno le disposizioni dell'articolo 31.

3. I paragrafi 1, 2 e 2 bis del presente articolo non sono applicabili alla valutazione dell'oggetto principale del contratto o all'appropriatezza della remunerazione prevista per l'obbligo contrattuale principale del commerciante, a condizione che il commerciante rispetti appieno le disposizioni dell'articolo 31, paragrafi 1, 2 e 3.

Emendamento  178

Proposta di direttiva

Articolo 33

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora il commerciante affermi che una clausola contrattuale è stata oggetto di negoziato individuale, gli incombe l'onere della prova.

Qualora il commerciante affermi che una clausola contrattuale è stata oggetto di negoziato individuale o che una clausola contrattuale è conforme ai requisiti di trasparenza di cui all'articolo 31, paragrafi 1 e 2, gli incombe l'onere della prova.

Emendamento  179

Proposta di direttiva

Articolo 34

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui all'allegato II siano considerate abusive in ogni circostanza. L'elenco di tali clausole contrattuali è applicabile in tutti gli Stati membri e può essere modificato solo nel rispetto dell'articolo 39, paragrafo 2 e dell'articolo 40.

1. Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui all'allegato II siano considerate abusive in ogni circostanza.

 

2. Gli Stati membri possono prevedere nella loro normativa nazionale clausole contrattuali supplementari considerate abusive in qualsiasi circostanza. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le clausole contrattuali di cui al paragrafo 1.

La Commissione rende pubbliche tali informazioni in modo facilmente accessibile.

Emendamento  180

Proposta di direttiva

Articolo 35

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui al punto 1 dell'allegato III siano considerate abusive, a meno che il commerciante non dimostri che tali clausole sono eque a norma dell'articolo 32. L'elenco di tali clausole contrattuali è applicabile in tutti gli Stati membri e può essere modificato solo nel rispetto dell'articolo 39, paragrafo 2 e dell'articolo 40.

1. Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui al punto 1 dell'allegato III siano considerate abusive, a meno che il commerciante non dimostri che tali clausole sono eque a norma dell'articolo 32.

 

2. Gli Stati membri possono prevedere nella loro normativa nazionale clausole contrattuali supplementari considerate abusive. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le clausole contrattuali di cui al paragrafo 1.

La Commissione rende pubbliche tali informazioni in modo facilmente accessibile.

Emendamento  181

Proposta di direttiva

Articolo 37

Testo della Commissione

Emendamento

Le clausole contrattuali abusive non sono vincolanti sul consumatore. Il contratto continua ad essere vincolante per le parti se può rimanere in vigore senza le clausole abusive.

Le clausole contrattuali abusive ai sensi della presente direttiva non sono vincolanti per il consumatore a norma del diritto nazionale. Il contratto continua ad essere vincolante per le parti se può rimanere in vigore senza le clausole abusive.

Emendamento  182

Proposta di direttiva

Articolo 38 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri, nell'interesse dei consumatori e dei concorrenti, provvedono a fornire mezzi adeguati ed efficaci per far cessare l'inserzione di clausole abusive nei contratti stipulati tra commercianti e consumatori.

(Non concerne la versione italiana)

Emendamento  183

Proposta di direttiva

Articolo 38 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri possono consentire alle autorità giudiziarie o amministrative di applicare mezzi appropriati ed efficaci per impedire ai commercianti di continuare ad utilizzare clausole che sono state definite abusive.

3. Gli Stati membri possono consentire alle autorità giudiziarie o amministrative di applicare mezzi appropriati ed efficaci per impedire ai commercianti di utilizzare clausole che sono state definite abusive.

Emendamento  184

Proposta di direttiva

Articolo 39

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 39

soppresso

Riesame delle clausole contenute negli allegati 2 e 3

 

1. Gli Stati membri notificano alla Commissione le clausole che sono state determinate abusive da parte delle autorità nazionali e che essi ritengono utili ai fini della modifica della presente direttiva conformemente al paragrafo 2.

 

2. Alla luce delle notifiche ricevute a norma del paragrafo 1 la Commissione modifica gli allegati II e III. Le misure dirette a modificare gli elementi non essenziali della presente direttiva sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 40, paragrafo 2.

 

Emendamento           185

Proposta di direttiva

Articolo 40

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 40

Comitato

soppresso

1. La Commissione è assistita dal comitato per le clausole abusive nei contratti dei consumatori, in seguito denominato il "comitato".

 

2. Quando è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l'articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l'articolo 7 della decisione 1999/468/CE1, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 di detta decisione.

 

Emendamento  186

Proposta di direttiva

Articolo 41 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri accertano che esistano mezzi adeguati ed efficaci per assicurare il rispetto delle disposizioni della presente direttiva.

1. Gli Stati membri e la Commissione accertano che esistano mezzi adeguati ed efficaci per assicurare il rispetto dei diritti dei consumatori come garantito dalle disposizioni della presente direttiva.

Emendamento  187

Proposta di direttiva

Articolo 44

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano misure appropriate per informare il consumatore delle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva e, se del caso, incoraggiano i commercianti e i responsabili del codice ad informare i consumatori in merito ai propri codici di condotta.

Gli Stati membri e la Commissione adottano misure appropriate per informare il consumatore e il commerciante, specie attraverso gli strumenti delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione ed i mezzi di comunicazione pubblici, delle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva e, se del caso, incoraggiano i commercianti e i responsabili del codice ad informare i consumatori in merito ai propri codici di condotta.

Emendamento  188

Proposta di direttiva

Articolo 45

Testo della Commissione

Emendamento

Il consumatore è esonerato dal tenere in considerazione qualsiasi fornitura non richiesta di un prodotto, conformemente all'articolo 5, paragrafo 5 e al punto 29 dell'allegato I della direttiva 2005/29/CE. L'assenza di una risposta dal consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce il consenso.

Il consumatore è esonerato da qualsiasi prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta di un prodotto o di un servizio, conformemente all'articolo 5, paragrafo 5, e al punto 29 dell'allegato I della direttiva 2005/29/CE. In tali casi, l'assenza di una risposta dal consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce il consenso.

Emendamento           189

Proposta di direttiva

Articolo 46 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

soppresso

Emendamento           190

Proposta di direttiva

Articolo 46 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 46 bis

Obbligo di notifica e valutazione reciproca

 

1. Gli Stati membri presentano alla Commissione entro [il termine di recepimento] e successivamente ogni tre anni una relazione in cui figurano i seguenti dati:

 

(a) il testo di ulteriori obblighi di informazione precontrattuale che gli Stati membri devono adottare o mantenere conformemente all'articolo 9, paragrafi 3 ter e 3 quater;

 

(b) il testo di eventuali disposizioni divergenti del diritto nazionale che gli Stati membri adottano o mantengono conformemente all'articolo 12, paragrafo 4, e all'articolo 13, paragrafo 2;

 

(c) il testo di norme del diritto nazionale divergenti che gli Stati membri possono adottare o mantenere conformemente all'articolo 22, paragrafo 2, lettera a);

 

((d) il testo di norme del diritto nazionale divergenti, che gli Stati membri possono adottare o mantenere conformemente all'articolo 26, paragrafo 5, lettera b) e all'articolo 28, paragrafo 5, lettera a);

 

(e) il testo di clausole contrattuali supplementari, che gli Stati membri possono dichiarare abusive in qualsiasi circostanza conformemente all'articolo 34, paragrafo 1 bis;

 

(e) il testo di clausole contrattuali supplementari che gli Stati membri possono dichiarare presunte abusive conformemente all'articolo 35, paragrafo 1 bis;

 

(f) il testo di decisioni di importanza fondamentale – congiuntamente alle relative motivazioni – che riguardano i loro tribunali, arbitrati o altre autorità amministrative nel campo contemplato dalla presente direttiva.

 

2. La relazione di cui al paragrafo 1 è trasmessa alla Commissione. Per le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere da a) ad e), gli Stati membri devono precisare nel dettaglio per quale motivo le norme del loro diritto nazionale divergenti da quelle della direttiva sono adeguate e proporzionate ai fini del conseguimento degli obiettivi della direttiva stessa.

 

3. La Commissione garantisce che le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere d) ed e), siano facilmente accessibili ai consumatori e ai commercianti, ad esempio su un sito web dedicato istituito ed aggiornato dalla Commissione.

 

4. La Commissione trasmette le relazioni di cui al paragrafo 1 agli altri Stati membri, e al Parlamento europeo, i quali comunicano le proprie osservazioni su ciascuna relazione entro sei mesi dal loro ricevimento. Entro lo stesso termine, la Commissione consulta le parti interessate su tali relazioni.

Emendamento           191

Proposta di direttiva

Articolo 46 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 46 ter

Informazione delle persone e delle organizzazioni che operano per la protezione dei consumatori

 

Le persone o le organizzazioni che, conformemente alla legislazione nazionale e ai sensi dell'articolo 38, paragrafo 2, hanno un legittimo interesse nella protezione dei consumatori, comunicano alla Commissione i risultati cui sono pervenuti in seguito alla valutazione dell'applicazione e delle ripercussioni della presente direttiva sui diritti dei consumatori e il funzionamento del mercato interno.

Emendamento           192

Proposta di direttiva

Articolo 46 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 46 quater

Riesame

 

Alla luce delle informazioni raccolte ai sensi dell'articolo 46 bis, paragrafo 4, e dell'articolo 46 ter, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio al più tardi entro [un anno a decorrere dalla data di recepimento] e successivamente ogni tre anni una relazione esaustiva sull'applicazione della presente direttiva. Se del caso, essa allegherà a tale relazione proposte legislative per adeguare la direttiva agli sviluppi nel settore dei diritti del consumatore.

Emendamento           193

Proposta di direttiva

Articolo -47 (nuovo)

Direttiva 2002/65/CE

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo -47Modifica della direttiva 2002/65/CE

 

L'articolo 2, lettera a), della direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori è sostituito dal seguente:

"(a) "contratto a distanza": qualsiasi contratto negoziato tra un commerciante e un consumatore in ordine alla fornitura di un bene o alla prestazione di un servizio nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza in cui il commerciante e il consumatore non sono fisicamente presenti simultaneamente per concludere il contratto, bensì ricorrono all'uso di uno o più mezzi di comunicazione a distanza;"

 

____________________

1 GU L 271 del 9.10.2002, pag. 16.

Emendamento  194

Proposta di direttiva

Articolo 47 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Sono abrogate le direttive 85/577/CEE, 93/13/CE, 97/7/CEE e 1999/44/CE, modificate dalle direttive elencate nell'allegato IV.

Sono abrogate le direttive 85/577/CEE, 93/13/CE, 97/7/CEE e 1999/44/CE, modificate dalle direttive elencate nell'allegato IV a partire dal [data di recepimento].

Emendamento           195

Proposta di direttiva

Articolo 48

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 48

Riesame

soppresso

La Commissione riesamina la presente direttiva e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio entro [inserire la stessa data indicata al secondo comma dell'articolo 46, paragrafo 1 + 5 anni].

 

Se necessario, essa avanza proposte per adeguare la direttiva agli sviluppi intervenuti nel settore. La Commissione può chiedere informazioni agli Stati membri.

 

(Cfr. l'emendamento all'articolo 46 quater)

Emendamento  196

Proposta di direttiva

Articolo 48 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 48 bis

 

 

La Commissione valuta l'adozione di una proposta di regolamento sui contratti a distanza e negoziati al di fuori dei locali commerciali, da cui saranno esclusi i trasporti ed i servizi sanitari.

Emendamento           197

Proposta di direttiva

Allegato I – Parte A

Testo della Commissione

Emendamento

A. Informazioni da fornire con il modulo di recesso

A. Istruzioni tipo sul recesso

1. Il nome, l'indirizzo geografico e l'indirizzo di posta elettronica del commerciante cui il modulo di recesso deve essere inviato.

Diritto di recesso

2. Una dichiarazione che il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto e che tale diritto può essere esercitato inviando il modulo di recesso di cui alla parte B su un mezzo durevole al commerciante indicato al paragrafo 1:

Il consumatore può recedere dal contratto entro quattordici giorni di calendario senza fornire alcuna ragione, su supporto durevole [o, se i beni sono consegnati prima del termine ultimo, mediante rinvio dei beni].

a) per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, entro un periodo di quattordici giorni dalla firma del buono d'ordine;

Il periodo decorre [dalla recezione dei beni ordinati] (1). La data [della ricezione dei beni] (2) non viene computata nel calcolo del periodo. Se il termine ultimo è un giorno festivo o cade di sabato o di domenica, il periodo termina il giorno feriale successivo.

 

Per la validità del periodo di recesso è sufficiente il rinvio tempestivo della notifica di recesso o dei beni. L'invio della notifica di recesso o dei beni prima dello scadere del periodo di recesso deve essere dimostrabile (ad esempio sotto forma di ricevuta postale).

b) per i contratti di vendita a distanza, entro un periodo di quattordici giorni a decorrere dalla data in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore, indicato dal consumatore, acquisisce il possesso materiale dei beni;

La notifica di recesso va inviata su un supporto durevole (ad es. una lettera spedita per posta) (3) a: (4). A tal fine può essere utilizzato il modulo tipo in appresso, che però non è obbligatorio.

c) per i contratti a distanza di servizi:

Effetti del recesso

-   entro un periodo di quattordici giorni dalla conclusione del contratto, se il consumatore non ha esplicitamente acconsentito all'inizio dell'esecuzione del contratto prima della fine di questo periodo di quattordici giorni;

Ai fini della validità del recesso il consumatore dovrà rispedire i beni ricevuti entro quattordici giorni solari [a nostre spese] (5). Il periodo decorre dall'invio della dichiarazione di recesso o dei beni. La data della ricezione della notifica di recesso non è computata nel calcolo del periodo di rimborso. Se l’ultimo giorno del periodo è festivo o cade di sabato o di domenica, il periodo giunge a scadenza il giorno feriale successivo.

-   entro un periodo che termina al momento dell'inizio del contratto, se il consumatore ha esplicitamente acconsentito all'inizio dell'esecuzione del contratto prima della fine di questo periodo di quattordici giorni.

Il consumatore è responsabile della perdita di valore dei beni rispediti che hanno subito danni. Ciò vale unicamente per i casi in cui la perdita di valore sia imputabile ad una manipolazione non necessaria ad accertare il tipo, la natura e il funzionamento dei beni. Il consumatore potrà evitare un danneggiamento astenendosi dal manipolare i beni come se fossero di sua proprietà ed evitando di compiere qualsiasi azione suscettibile di ridurne il valore.

3. Per tutti i contratti di vendita una dichiarazione che informa il consumatore dei limiti di tempo e delle modalità per la restituzione dei beni al commerciante e delle condizioni di rimborso conformemente agli articoli 16 e 17, paragrafo 2.

In caso di recesso valido, l'impresa dovrà rimborsare entro quattordici giorni qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore. Il periodo di rimborso decorre dalla ricezione della notifica di recesso. La data della ricezione della notifica di recesso non è computata nel calcolo del periodo di rimborso. Se l’ultimo giorno del periodo è festivo o cade di sabato o di domenica, il periodo giunge a scadenza il giorno feriale successivo.

4. Per i contrati a distanza conclusi su internet, una dichiarazione che il consumatore può compilare e inviare elettronicamente il modulo di recesso standard sul sito web del commerciante e che egli riceverà per posta elettronica una conferma di ricevimento da parte del commerciante senza indugio.

Il commerciante potrà vincolare il rimborso dei pagamenti alla condizione di aver ricevuto indietro i beni in questione.

5. Una dichiarazione che il consumatore può usare il modulo di recesso di cui alla parte B.

Consigli per la formulazione:

 

(1) Ove ricorra uno dei seguenti casi speciali, va aggiunta la seguente frase tra virgolette:

 

per i contratti a distanza e i contratti relativi alla prestazione di servizi conclusi fuori dei locali commerciali: "dal giorno della conclusione del contratto o alla data in cui il consumatore riceve una copia del contratto firmato su un supporto durevole, se non è lo stesso giorno della conclusione del contratto."

 

 

(2) Ove ricorra uno dei seguenti casi speciali, va aggiunta la seguente frase tra virgolette:

per i contratti a distanza e i contratti relativi alla prestazione di servizi conclusi fuori dei locali commerciali: "alla data di conclusione del contratto o alla data in cui al consumatore è pervenuta una copia del documento del contratto firmato su un supporto durevole, purché non si tratti della data di conclusione del contratto".

 

(3) Nei contratti a distanza va inserito il seguente testo:

a) ove il commerciante consenta al consumatore di recedere per e-mail: "o per e-mail";

b) ove il commerciante consenta al consumatore di compilare in formato elettronico su una pagina web il modulo di recesso tipo: "o sulla nostra pagina web."

 

(4) Da inserire: identità e indirizzo sociale del commerciante. Nei contratti a distanza occorre indicare inoltre: indirizzo e-mail e/o Internet del commerciante che potrà essere utilizzato dal consumatore per recedere dal contratto.

 

(5) Ove il prezzo del bene restituito non sia superiore ad un importo di 40 EUR, si aggiunge il seguente testo: "a spese del consumatore."

 

 

Emendamento           198

Proposta di direttiva

Allegato I – parte B

Testo della Commissione

Emendamento

(compilare e restituire il presente modulo solo se desidera recedere dal contratto)

 

Destinatario:

A: (identità, indirizzo sociale ed eventuale indirizzo e-mail del commerciante)(*)

Con la presente io/noi* notifichiamo il recesso dal mio/nostro* contratto di vendita dei seguenti beni/servizi*

Con la presente io/noi* notifichiamo il recesso dal mio/nostro* contratto di vendita dei seguenti beni/servizi*

Ordinato il*/ricevuto il*

Ordinato il (***):

Nome del/dei consumatore(i)

Nome(i) del/dei consumatore(i) (***):

Indirizzo del/dei consumatore(i)

Indirizzo(i) del/dei consumatore(i) (***):

Firma del/dei consumatore(i) (solo se il presente modulo è notificato per iscritto)

Firma del/dei consumatore(i) (solo se il presente formulario è inviato su carta) (***):

Data

Data (***):

*Cancellare la dicitura inutile.

(*) Da compilare a cura del commerciante prima di trasmettere il formulario al consumatore.

 

(**) Cancellare la dicitura inutile.

 

(***) Da compilare a cura del consumatore.

Emendamento  199

Proposta di direttiva

Allegato II – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis) escludere o limitare la responsabilità del commerciante per danni causati deliberatamente alla proprietà del consumatore o come risultato di una grave negligenza a seguito di un atto o di un'omissione da parte del commerciante;

Emendamento  200

Proposta di direttiva

Allegato II – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) limitare l'obbligo del commerciante di rispettare gli impegni assunti dai suoi mandatari o assoggettare i suoi impegni al rispetto di una particolare condizione che dipende esclusivamente dal commerciante;

(b) limitare l'obbligo del commerciante di rispettare gli impegni assunti dai suoi mandatari o assoggettare i suoi impegni al rispetto di una particolare condizione, la cui esecuzione dipende esclusivamente dal commerciante;

Emendamento 201

Proposta di direttiva

Allegato II – parte 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis) conferire la giurisdizione esclusiva per tutte le controversie derivanti dal contratto al luogo in cui è domiciliato il commerciante, a meno che il tribunale scelto sia anche quello del luogo in cui il consumatore è domiciliato;

Emendamento 202

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis) rendere vincolante per il consumatore un obbligo soggetto a una condizione la cui esecuzione dipende unicamente dall'intenzione del commerciante;

Emendamento  203

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis) richiedere a un consumatore l'acquisto di beni o servizi accessori non figuranti nel prezzo del contratto principale;

Emendamento  204

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c ter) applicare spese contingenti, quali penalità imposte in caso di violazione delle clausole contrattuali, che siano chiaramente sproporzionate rispetto alle spese sostenute dal commerciante a causa della violazione delle clausole;

Emendamento  205

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 - lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d bis) escludere od ostacolare il diritto del consumatore di incaricare e autorizzare un terzo a concludere un contratto tra il consumatore e il commerciante e/o adottare misure volte a portare alla conclusione di un contratto tra il consumatore e il commerciante, o a facilitarla.

Motivazione

Qualsiasi consumatore ha il diritto di incaricare e autorizzare un terzo a concludere un contratto tra il consumatore e un commerciante e/o adottare misure volte a portare alla conclusione di un contratto o a facilitarla. Qualsiasi clausola che impedisca od ostacoli tale diritto deve essere considerata abusiva in tutte le circostanze.

Emendamento  206

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e) permettere al commerciante di rescindere un contratto a tempo indeterminato senza un preavviso ragionevole, ad eccezione dei casi in cui il consumatore si sia reso gravemente inadempiente del contratto;

(e) permettere al commerciante di porre fine a una relazione contrattuale di durata indeterminata senza un preavviso ragionevole, tranne in caso di gravi motivi per agire in tal senso; ciò non pregiudica le clausole dei contratti di servizi finanziari se esiste un motivo valido, a condizione che sia fatto obbligo al fornitore di informare immediatamente l'altra parte contraente;

Emendamento  207

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g) consentire al commerciante di aumentare il prezzo concordato con il consumatore quando il contratto è stato concluso senza dare al consumatore il diritto di recedere dal contratto;

(g) provvedere affinché il prezzo dei beni o di altri attivi sia fissato al momento della consegna o della fornitura o consentire al commerciante di aumentare il prezzo concordato con il consumatore quando il contratto è stato concluso senza dare al consumatore il diritto di recedere dal contratto se l'aumento di prezzo è troppo elevato rispetto al prezzo convenuto alla conclusione del contratto; ciò non pregiudica le clausole di indicizzazione dei prezzi, se permesse dalla legge, a condizione che le modalità di variazione vi siano esplicitamente descritte;

Emendamento  208

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera k

Testo della Commissione

Emendamento

(k) consentire al commerciante di modificare unilateralmente le condizioni del contratto incluse le caratteristiche del prodotto o servizio;

(k) consentire al commerciante di modificare unilateralmente le condizioni del contratto incluse le caratteristiche del prodotto o servizio senza valido motivo specificato nel contratto stesso; ciò non pregiudica le clausole con cui il fornitore di servizi finanziari si riserva il diritto di modificare senza preavviso, qualora vi sia un valido motivo, il tasso di interesse pagabile dal consumatore o da versare al consumatore o l'importo di tutti gli altri oneri relativi a servizi finanziari, a condizione che sia fatto obbligo al fornitore di informare l'altra o le altre parti contraenti con la massima rapidità e che queste ultime siano libere di recedere immediatamente dal contratto; ciò non pregiudica neanche le clausole con cui il commerciante si riserva il diritto di modificare unilateralmente le condizioni di un contratto a tempo indeterminato a condizione che sia fatto obbligo al commerciante di informare il consumatore con un anticipo ragionevole e che il consumatore sia libero di porre fine alla relazione contrattuale;

Emendamento  209

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera l bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(l bis) autorizzare un commerciante, qualora non siano disponibili i beni ordinati, a fornire beni equivalenti senza avere espressamente informato il consumatore su tale possibilità né sul fatto che il commerciante deve farsi carico dei costi generati dal rinvio dei beni che il consumatore ha ricevuto conformemente al contratto se il consumatore esercita il diritto di recesso;

Emendamento  210

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il punto 1, lettera e) non si applica a clausole con cui il fornitore di servizi finanziari si riserva il diritto di porre fine, unilateralmente e senza preavviso, a un contratto a tempo indeterminato, a condizione che sia fatto obbligo al fornitore di informare immediatamente l'altra o le altre parti contraenti.

soppresso

Emendamento  211

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis) ai contratti di viaggi "tutto compreso" disciplinati dalla direttiva 90/314/CEE del 13 giugno 1990, concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti "tutto compreso";

Emendamento  212

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 4 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

4. Il punto 1, lettera k) non si applica:

4. Il punto 1, lettere e), g) e k) non si applica:

Emendamento  213

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 4 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) a clausole con cui il fornitore di servizi finanziari si riserva il diritto di modificare senza preavviso, qualora vi sia un valido motivo, il tasso di interesse pagabile dal consumatore o da versare al consumatore o l'importo di tutti gli altri oneri relativi a servizi finanziari, a condizione che sia fatto obbligo al fornitore di informare l'altra o le altre parti contraenti con la massima rapidità e che queste ultime siano libere di recedere immediatamente dal contratto;

soppressa

Emendamento  214

Proposta di direttiva

Allegato III - paragrafo 4 - lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) alle transazioni relative a valori mobiliari, strumenti finanziari e altri prodotti o servizi il cui prezzo è collegato alle fluttuazioni di un corso e di un indice di borsa o di un tasso di mercato finanziario non controllato dal commerciante;

soppressa

Emendamento  215

Proposta di direttiva

Allegato III - paragrafo 4 - lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d) alle clausole con cui il commerciante si riserva il diritto di modificare unilateralmente le condizioni di un contratto a tempo indeterminato a condizione che sia fatto obbligo al commerciante di informare il consumatore con un anticipo ragionevole e che il consumatore sia libero di recedere dal contratto.

soppressa

(1)

GU C 317 del 23.12.2009, pag. 54.

(2)

GU C 200 del 25.8.2009, pag. 76.


MOTIVAZIONE

La proposta della Commissione e le sue finalità

La proposta di direttiva sui diritti dei consumatori presentata dalla Commissione unisce quattro direttive precedenti(1) in un unico strumento legislativo. La proposta è il risultato della revisione dell’acquis relativo ai consumatori, avviata nel 2004 con l’obiettivo di semplificare e completare il quadro normativo esistente in materia di protezione dei consumatori. La proposta è stata presentata l'8 ottobre 2008 al termine di un processo di consultazione e di una valutazione d'impatto e prevede l'applicazione del principio di "armonizzazione completa" per la nuova direttiva.

La proposta persegue il duplice obiettivo di garantire, da un lato, che i consumatori dei 27 Stati membri possano contare su un livello elevato di protezione e, dall’altro, che le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, possano fornire le loro merci e i loro servizi ai consumatori dei 27 Stati membri dell’Unione senza imbattersi in inutili ostacoli di natura giuridica. Nella sua risoluzione sulla revisione dell’acquis relativo ai consumatori(2), il Parlamento ha avallato tale duplice obiettivo di rafforzare la fiducia dei consumatori e di combattere la reticenza delle imprese a intraprendere scambi transfrontalieri.

La frammentazione delle norme è un deterrente sia per consumatori sia per le imprese dall’acquistare o vendere oltre frontiera. I consumatori spesso si lamentano di non poter beneficiare appieno del mercato interno, in particolare in relazione al commercio elettronico, perché le imprese attive in un determinato Stato membro sono restie a osservare norme differenti nel momento in cui entrano in un nuovo mercato(3) e a correre il rischio di essere citate in giudizio in un altro Stato membro. La situazione descritta potrebbe essere peggiorata dall’applicazione dei regolamenti detti Bruxelles I e Roma I e di eventuali sentenze della Corte di giustizia in materia(4), che con ogni probabilità ostacolerebbero ulteriormente gli scambi transfrontalieri all’interno dell’UE.

Sebbene la maggior parte dei membri della commissione per il mercato interno convenga che sia necessario affrontare il problema della frammentazione, è opinione generale che l’armonizzazione completa suggerita dalla Commissione, alla luce della natura e del campo di applicazione della proposta, non sia al momento praticabile. In linea con la risoluzione del Parlamento sulla revisione dell’acquis relativo ai consumatori e con quanto affermato nel documento di lavoro della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del 2009(5), i membri della commissione preferiscono, invece, un approccio basato su un’armonizzazione completa mirata, vale a dire un’armonizzazione che si limiti ad aspetti specifici di determinati contratti pur mantenendo un livello elevato di protezione dei consumatori.

Il progetto di relazione

Su dette premesse il relatore propone di rettificare l'ambito di applicazione: oltre a una serie di esenzioni settoriali in vasti settori la direttiva è limitata ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali – che quindi riguardano una parte assai rilevante dei contratti transfrontalieri.

Pertanto occorre procedere a una modifica strutturale. Oltre alle definizioni di cui al capo I, le disposizioni relative all'informazione dei consumatori e al diritto di recesso per i contratti a distanza e negoziati al di fuori dei locali commerciali dovrebbero rientrare nell'approccio di piena armonizzazione mirata di cui al capo III. Nell'approccio dell'armonizzazione minima rientrano invece le disposizioni relative all'informazione dei consumatori per i contratti negoziati nei locali commerciali. La piena armonizzazione si applica anche alle disposizioni del capo V, mentre il capo IV rimane nel quadro dell'applicazione minima. Tuttavia il relatore ha tenuto conto delle riserve espresse da molti deputati inserendo in una serie di "clausole di apertura" intese a consentire al legislatore nazionale la facoltà di conservare eventualmente un livello di protezione dei consumatori più elevato già in uso.

Le definizioni di cui all’articolo 2 delimitano il campo di applicazione sia della proposta in quanto tale sia dei singoli capi e delle singole disposizioni. La formulazione delle definizioni, infatti, determinerà in buona parte se un dato contratto è soggetto o meno alle norme armonizzate. Da un punto di vista giuridico talune definizioni sono carenti. Il relatore propone pertanto adeguamenti, peraltro conformi alle definizioni del progetto di quadro comune di riferimento. Inoltre sono introdotte ex novo le definizioni di "contratto misto" e "contratto connesso". A fini di maggiore coerenza tra le direttive vigenti va adeguata anche la definizione di "contratto a distanza" di cui alla direttiva 2002/65/CE. Viene chiarita la complicata descrizione del campo di applicazione all'articolo 3. Si introduce all'articolo 4, l'armonizzazione completa mirata, con l'obbligo, di cui all'articolo 46 bis, per gli Stati membri di comunicare alla Commissione disposizioni legislative nazionali divergenti.

Il capo III riguarda l'informazione dei consumatori e il diritto di recesso unicamente per i contratti a distanza e i contratti negoziati al di fuori dei locali commerciali. L'articolo 9, paragrafo 1, introduce l'obbligo per il commerciante di informare il consumatore in tempo utile e in modo chiaro e comprensibile prima che il consumatore sia vincolato da un contratto a distanza o negoziato al di fuori dei locali commerciali. Tale elemento appare opportuno perché accanto al catalogo vincolante del paragrafo 1 in singoli casi possono essere necessarie indicazioni o avvertimenti specifici ai fini della protezione dei consumatori. Il relatore propone altresì di introdurre un nuovo obbligo di informazione relativo alla comunicazione dell'indirizzo e del numero di telefono dell'esercizio del commerciante nonché il relativo numero di fax o l'indirizzo e-mail, affinché il consumatore possa comunicare in modo rapido ed efficiente con il commerciante. Per il diritto di recesso il commerciante deve poter utilizzare i moduli sulle istruzioni e sul tipo di recesso proposti dal relatore a norma dell'allegato I, parti A e B. Ve segnalato inoltre che nel caso dell'articolo 9, l'onere della prova in materia di osservanza dell'obbligo di informazione deve ricadere sul commerciante. Ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 1, le informazioni prescritte all'articolo 9 dovrebbero essere fornite al consumatore su un supporto durevole, qualora ciò appaia appropriato considerata la natura del contratto stipulato al di fuori dei locali commerciali. Il consumatore può in ogni caso chiedere che le informazioni vengano fornite su supporto cartaceo. L'articolo 11 prevede inoltre regole più chiare per stabilire in quali circostanze il consumatore debba essere vincolato da un contratto a distanza per la fornitura di servizi, specie per i contratti conclusi via Internet o per telefono. Ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, il periodo di recesso in caso di mancata informazione del consumatore sul diritto di recesso è esteso a un anno, mentre l'articolo 13, paragrafo 2, consente nel contempo agli Stati membri di mantenere la legislazione in vigore che prevede una scadenza più lunga del periodo di recesso.

Altre modifiche mirate a potenziare la protezione dei consumatori figurano agli articoli 16 e 17. A norma dell'articolo 16, paragrafo 1, il commerciante dovrebbe essere tenuto a restituire ogni pagamento effettuato dal consumatore entro quattordici giorni a decorrere dal giorno in cui gli è pervenuta la comunicazione del recesso. Inoltre all'articolo 17, paragrafo 1, il relatore propone che il consumatore non dovrebbe farsi carico dei costi diretti di spedizione al mittente della merce qualora il prezzo delle merce de restituire sia superiore all'importo di 40 euro.

Il relatore ritiene che rientrino nel principio dell'armonizzazione completa mirata anche i capi IV e V, i quali presentano uno stretto legame con il tenore letterale delle precedenti direttive. Tuttavia propone di introdurre in talune definizioni "clausole di apertura" le quali sono intese a consentire di conservare maggiore flessibilità a livello degli Stati membri.

In relazione all'articolo 22, concernente la fornitura e la consegna, il relatore propone che il commerciante, nel caso in cui le parti non si siano accordate sul termine di consegna, sia tenuto ad eseguire la consegna quanto prima e comunque entro trenta giorni dalla conclusione del contratto. Se il commerciante non adempie all'obbligo di consegna, il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, a meno che i beni non siano consegnati entro un nuovo periodo stabilito dal consumatore, che non deve superare i sette giorni. Tale periodo deve essere comunicato al commerciante dal consumatore per iscritto, specificando il nuovo periodo di consegna e dichiarando la sua intenzione di rescindere dal contratto nel caso in cui la consegna non avvenga entro il termine di tale nuovo periodo di consegna.

La disposizione centrale del capo figura all'articolo 26 relativo ai rimedi per i difetti di conformità. Il relatore propone in generale una gerarchia dei rimedi, mentre gli Stati membri conservano la facoltà di derogare dalla stessa ove siano necessarie misure specifiche o siano imposte dai principi di proporzionalità ed efficacia. Con tale soluzione articolata il Regno Unito può per esempio mantenere nella sua attuale forma la regola "right to reject". La gerarchia prevede che innanzi tutto il consumatore deve avere il diritto al ripristino dello stato contrattuale della merce con riparazione o sostituzione. In via subordinata può esigere una riduzione proporzionata del prezzo d'acquisto o la risoluzione del contratto d'acquisto. Il relatore propone inoltre di reintrodurre talune disposizioni relative al ripristino dello stato originario. Tra tali disposizioni figurano quelle di cui all'articolo 26, paragrafo 5 bis, che – per evitare abusi – escludono la risoluzione del contratto d'acquisto in caso di difetti minori, nonché all'articolo 27 bis sul diritto di regresso. All'articolo 28, che disciplina i termini e l'onere della prova, va soppresso l'obbligo di denuncia del difetto, cosicché la disposizione diventa di uso più agevole per il consumatore. Inoltre, anche in tale area, gli Stati membri devono poter avere la facoltà di emanare o di mantenere disposizioni legislative con un livello può elevato di protezione dei consumatori. Con detta aggiunta per esempio la Francia può mantenere vigente nella sua attuale forma la disposizione sui "vices cachés".

In merito all'ambito di applicazione del capo V, il relatore propone, all'articolo 30, che il capo deve vigere per clausole contrattuali che non sono state negoziate nei dettagli. In relazione all'articolo 32, si dovrebbe sottolineare che una clausola è considerata abusiva se, malgrado la prescrizione della buona fede, determina uno squilibrio significativo dei diritti e degli obblighi delle parti derivanti dal contratto. Gli articoli 34 e 35 restano le disposizioni principali del capo e vanno interpretate in combinazione con gli allegati II e III. Il relatore si associa alla Commissione nell'affermare che le clausole contrattuali elencate all'allegato II dovrebbero essere considerate abusive in tutti gli Stati membri, poiché l'allegato enumera le clausole contrattuali considerate abusive in qualsiasi circostanza in tutta l'Unione europea e la cui interpretazione spetta in ultima istanza alla Corte di giustizia europea. Gli Stati membri possono tuttavia prevedere disposizioni intese a considerare clausole contrattuali supplementari abusive o presunte abusive in qualsiasi circostanza.

Infine, il relatore propone al capo IV una procedura per l'ulteriore semplificazione avviata con la presente direttiva. Per prima cosa sono previsti un obbligo di notifica degli Stati membri nei confronti della Commissione nonché un sistema di valutazione reciproca analogo a quello predisposto nella direttiva sulla prestazione di servizi. L'elemento centrale della disposizione è che i singoli Stati membri dichiarano perché siano necessarie deroghe nazionali alle disposizioni legislative e perché sono conformi ai principi di proporzionalità ed efficacia. Nella valutazione dell'efficacia vanno considerati aspetti come le conseguenze sulle transazioni commerciali nel mercato interno e la rilevanza effettiva ai fini dell'applicazione dei diritti dei consumatori. Inoltre le persone e le organizzazioni che hanno un interesse alla protezione dei consumatori presentano alla Commissione una relazione sui risultati dell'applicazione della presente direttiva. Su detta base la Commissione elabora una relazione che presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, corredandola di eventuali proposte di adeguamento.

(1)

Direttiva 93/13/CE concernente le clausole abusive nei contratti stipulate con i consumatori, direttiva 99/44/CE su alcuni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni consumo, direttiva 97/7/CE riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, direttiva 85/577/CE per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

(2)

Relazione sul Libro verde concernente la revisione dell'acquis relativo ai consumatori, A6-0281/2007, relatore: Béatrice Patrie.

(3)

Un'audizione della commissione IMCO ha concluso che per le imprese i costi sono eccessivamente elevati: Un’audizione condotta dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha mostrato che le imprese incorrono in costi irragionevoli, pari a 20 000 euro l’anno per ciascun mercato nazionale per il solo rispetto delle norme.

(4)

Causa C-144/09: ricorso pregiudiziale presentato il 24 aprile 2009 – Alpenhof contro Heller, udienza dinanzi alla Corte di giustizia del 16 marzo 2010 e causa C-585/08: ricorso pregiudiziale, presentato il 24 dicembre 2008 – Pammer contro Reederei Karl Schlüter.

(5)

Documento di lavoro relativo alla proposta di direttiva sui diritti dei consumatori, IMCO/6/68476, relatore: Arlene McCarthy.


PARERE della commissione giuridica (24.1.2011)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori

(COM(2008)0614 – C6‑0349/2008 – 2008/0196(COD))

Relatore(*): Diana Wallis

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del regolamento

BREVE MOTIVAZIONE

Grado di armonizzazione

L'intenzione della Commissione di incrementare le transazioni transfrontaliere eliminando la frammentazione giuridica va accolta con estremo favore. Ciononostante, realizzare tale obiettivo oggi è quasi impossibile alla luce dello stato in cui versa l'acquis relativo ai consumatori; abbiamo infatti l'impressione che non avremmo iniziato dal punto in cui ci troviamo in questo momento se questo fosse stato l'obiettivo originario, dal momento che è ormai assolutamente chiaro che le norme proposte non possono funzionare indipendentemente dai regimi nazionali di diritto privato. Inoltre, la proposta inevitabilmente e involontariamente provocherebbe ripercussioni sulle legislazioni nazionali giacché non prevede un'armonizzazione complessiva del diritto contrattuale. Anzi, l'armonizzazione completa così come proposta produrrebbe in molti casi effetti paradossali, poiché le disposizioni interamente armonizzate del diritto contrattuale dei consumatori entrerebbero in contrasto con altre disposizioni parzialmente armonizzate e relative alla normativa concernente i contratti business-to-business e business-to-consumer a livello di Stato membro(1). Ne consegue che l'obiettivo di creare un "corpus unico di regole" è difficilmente realizzabile, mentre è ovvio prevedere discussioni interminabili in merito alle questioni di definizione(2).

Pertanto, la relatrice propone come norma un'armonizzazione minima a un livello elevato di protezione dei consumatori, accompagnata da un'armonizzazione completa di alcune norme tecniche specifiche, conformemente al nuovo paragrafo 2 dell'articolo 4 che stabilisce l'eccezione alla regola generale. Introducendo questo nuovo paragrafo, il relatore propone l'armonizzazione completa solo delle disposizioni di cui al capo III, relative all'esercizio e agli effetti del diritto di recesso. L'armonizzazione completa non è pertinente agli obblighi generali d'informazione né a una serie specifica di obblighi d'informazione. Per quanto concerne le clausole abusive, la relatrice propone di non ricorrere all'armonizzazione completa e di specificare che la lista nera e la lista grigia non sono esaustive. La relatrice opta per un'armonizzazione minima anche per quanto riguarda le vendite di beni ai consumatori e le tutele in caso di inadempimento.

Livello di protezione dei consumatori

L'approccio in favore dell'armonizzazione completa previsto dalla proposta attuale comporterebbe in molti Stati membri una diminuzione del livello di protezione dei consumatori. Si verrebbe a creare una situazione paradossale in cui i consumatori sarebbero meno tutelati delle imprese allorché agiscono in quei settori del diritto contrattuale che rientrano nella proposta. Per evitare che ciò accada, gli Stati membri dovrebbero disporre della maggiore libertà possibile per decidere in che modo integrare la normativa sulla protezione dei consumatori in materia di diritto contrattuale nei rispettivi sistemi giuridici.

Coerenza con il progetto del quadro comune di riferimento (DCFR)

Benché il quadro comune di riferimento servisse principalmente alla Commissione in quanto strumento per la revisione dell'acquis in materia di diritto contrattuale, la proposta non contiene alcun riferimento al DCFR. Basandosi sullo studio che compara le disposizioni del DFCR e la proposta per una direttiva sui diritti dei consumatori(3), la relatrice propone una serie di emendamenti ispirati al DFCR, volti a migliorare la coerenza con le normative contrattuali nazionali e con altre legislazioni europee in materia di diritto dei consumatori, fornendo al contempo un livello più elevato di tutela dei consumatori.

Possibile strumento facoltativo per il diritto contrattuale in alternativa all'armonizzazione completa e sua relazione con la direttiva sui diritti dei consumatori

La proposta di direttiva sui diritti dei consumatori rivela un certo numero di aspetti che potrebbero allontanare ulteriormente il diritto contrattuale dei consumatori dell'UE dal diritto contrattuale generale nonché iscrivere la proposta in un quadro che porterebbe all'introduzione di un Codice europeo del consumatore. Tale scenario sposterebbe quasi interamente il diritto dei consumatori dal livello nazionale a quello europeo e comporterebbe anche un'effettiva e netta distinzione fra contratti business-to-consumer e business-to-business (e consumer-to-consumer). Un simile approccio suscita nel relatore riserve di natura politica e legate al processo, a meno che la Commissione non agisca in piena trasparenza, presentando innanzitutto la proposta, consultando poi le parti interessate e specificando che un codice europeo del consumatore è un obiettivo politico a più lungo termine.

Ci si chiede tuttavia se sia possibile trovare una soluzione meno problematica (e con minore incidenza sul diritto nazionale), grazie all'introduzione di uno "strumento facoltativo" che consentirebbe alle imprese di offrire ai consumatori la possibilità di far applicare ai loro acquisti il diritto europeo in materia di contratti e di vendita al dettaglio e di essere pertanto tutelati dalle disposizioni pertinenti. Il consumatore potrebbe fare questa scelta semplicemente cliccando su un "tasto blu".

Qualora, come si sta discutendo, il quadro comune di riferimento fosse utilizzato come modello per un codice europeo dei contratti, sarebbe fondamentale garantire la coerenza tra le disposizioni della direttiva sui diritti dei consumatori e il DCFR. Tuttavia, il testo del quadro comune di riferimento in materia di diritto contrattuale, possibile strumento facoltativo, non è ancora disponibile. Pertanto, potrebbe essere necessario apportare ulteriori modifiche in una fase successiva, al fine di chiarire la relazione tra un possibile strumento facoltativo e le disposizioni della direttiva sui diritti dei consumatori.

Alcuni emendamenti specifici:

Si propone di emendare le definizioni di consumatore e commerciante, conformemente alle definizioni del DCFR. Alcuni emendamenti proposti mirano a completare le disposizioni sugli obblighi generali di informazione. Si propone un periodo massimo di un anno per esercitare il diritto di recesso nei casi in cui l'impresa non abbia fornito al consumatore le informazioni pertinenti sul diritto di recesso. L'articolo 26 sui mezzi di ricorso è stato quasi interamente soppresso. L'articolo 29 relativo alle garanzie commerciali è stato riformulato e la relatrice invita ad approfondire, in seno alla commissione, la discussione sulla possibilità di introdurre una garanzia europea facoltativa. È stato chiarito che le liste (nera e grigia) sulle clausole abusive non sono complete. Le disposizioni relative alla procedura di comitatologia sono state soppresse.

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Visto 1

Testo della Commissione

Emendamento

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Visto 4

Testo della Commissione

Emendamento

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Tali direttive sono state riesaminate alla luce dell'esperienza al fine di semplificare e aggiornare le norme applicabili, rimuovere le incoerenze e colmare le lacune indesiderate nella normativa. Il riesame ha dimostrato che è opportuno sostituire queste quattro direttive con la presente direttiva unica. La presente direttiva deve di conseguenza stabilire norme standard per gli aspetti comuni e distanziarsi dall'approccio di armonizzazione minima di cui alle precedenti direttive, che consentivano agli Stati membri di mantenere o adottare norme nazionali più severe.

(2) Tali direttive sono state riesaminate alla luce dell'esperienza al fine di semplificare e aggiornare le norme applicabili, rimuovere le incoerenze e colmare le lacune indesiderate nella normativa. Il riesame ha dimostrato che è opportuno sostituire queste quattro direttive con la presente direttiva unica. La presente direttiva deve di conseguenza stabilire norme standard per gli aspetti comuni e distanziarsi dall'approccio di armonizzazione minima di cui alle precedenti direttive ai fini di un'armonizzazione completa e mirata.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3) L'articolo 153, paragrafi 1 e 3, lettera a) del trattato prevede che la Comunità deve contribuire al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori mediante misure adottate a norma dell'articolo 95 del medesimo.

(3) L'articolo 169, paragrafi 1 e 2, lettera a) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede che l'Unione deve contribuire al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori mediante misure adottate a norma dell'articolo 114 del medesimo.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) A norma dell'articolo 14, paragrafo 2 del trattato il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci e dei servizi nonché la libertà di stabilimento. L'armonizzazione di taluni aspetti del diritto contrattuale dei consumatori è necessaria per promuovere un effettivo mercato interno dei consumatori, che raggiunga il giusto equilibrio tra un elevato livello di tutela dei consumatori e la competitività delle imprese, assicurando nel contempo il rispetto del principio di sussidiarietà.

(4) A norma dell'articolo 26 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci e dei servizi nonché la libertà di stabilimento. L'armonizzazione di taluni aspetti del diritto contrattuale dei consumatori è necessaria per promuovere un effettivo mercato interno dei consumatori, che raggiunga il giusto equilibrio tra un elevato livello di tutela dei consumatori e la competitività delle imprese, assicurando nel contempo il rispetto del principio di sussidiarietà.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) Il potenziale transfrontaliero delle vendite a distanza, che dovrebbe essere uno dei principali risultati tangibili del mercato interno, non è completamente sfruttato dai consumatori. Rispetto alla crescita significativa delle vendite a distanza negli ultimi anni, è rimasta limitata la crescita delle vendite a distanza transfrontaliere. Tale discrepanza è particolarmente significativa per le vendite via internet che hanno un elevato potenziale di ulteriore crescita. Il potenziale transfrontaliero dei contratti negoziati fuori dei locali commerciali (vendita diretta) è limitato da una serie di fattori che includono le diverse norme nazionali di tutela dei consumatori imposte sull'industria. Rispetto alla crescita della vendita diretta a livello nazionale negli ultimi anni, in particolare nel settore dei servizi (ad esempio servizi pubblici), è rimasto esiguo il numero di consumatori che utilizza questo canale per gli acquisti transfrontalieri. Rispondendo alle maggiori opportunità commerciali in molti Stati membri, le piccole e medie imprese (inclusi i singoli imprenditori) o gli agenti di imprese di vendita diretta dovrebbero essere più inclini a cercare opportunità commerciali in altri Stati membri, in particolare nelle regioni di confine. Quindi la completa armonizzazione delle informazioni e il diritto di recesso nei contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali contribuirà al migliore funzionamento del mercato interno tra imprese e consumatori.

(5) Il potenziale transfrontaliero delle vendite a distanza, che dovrebbe essere uno dei principali risultati tangibili del mercato interno, non è completamente sfruttato dai consumatori. Rispetto alla crescita significativa delle vendite a distanza negli ultimi anni, è rimasta limitata la crescita delle vendite a distanza transfrontaliere. Tale discrepanza è particolarmente significativa per le vendite via internet che hanno un elevato potenziale di ulteriore crescita. Il potenziale transfrontaliero dei contratti negoziati fuori dei locali commerciali (vendita diretta) è limitato da una serie di fattori che includono le diverse norme nazionali di tutela dei consumatori imposte sull'industria. Rispetto alla crescita della vendita diretta a livello nazionale negli ultimi anni, in particolare nel settore dei servizi (ad esempio servizi pubblici), è rimasto esiguo il numero di consumatori che utilizza questo canale per gli acquisti transfrontalieri. Rispondendo alle maggiori opportunità commerciali in molti Stati membri, le piccole e medie imprese (inclusi i singoli imprenditori) o gli agenti di imprese di vendita diretta dovrebbero essere più inclini a cercare opportunità commerciali in altri Stati membri, in particolare nelle regioni di confine. Quindi la completa armonizzazione di taluni aspetti delle informazioni e del diritto di recesso nei contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali può contribuire al migliore funzionamento del mercato interno tra imprese e consumatori.

Emendamento 7

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Le leggi degli Stati membri in materia di contratti stipulati con i consumatori sono caratterizzate da differenze notevoli che possono provocare distorsioni significative della concorrenza e ostacolare il buon funzionamento del mercato interno. L'attuale legislazione comunitaria applicabile ai contratti negoziati a distanza o fuori dei locali commerciali, ai beni di consumo, alle garanzie e alle clausole abusive stabilisce norme minime per l'armonizzazione della legislazione, consentendo agli Stati membri di mantenere o introdurre misure legislative che garantiscono un livello più elevato di tutela dei consumatori nel loro territorio. Inoltre molte questioni sono disciplinate in modo incoerente dalle diverse direttive o non sono state prese in considerazione, e i singoli Stati membri le hanno affrontate in modi diversi. Di conseguenza variano notevolmente le disposizioni nazionali di applicazione delle direttive sul diritto contrattuale dei consumatori.

(6) Le leggi degli Stati membri in materia di contratti stipulati con i consumatori sono caratterizzate da differenze notevoli che possono provocare distorsioni significative della concorrenza e ostacolare il buon funzionamento del mercato interno. L'attuale legislazione dell'Unione applicabile ai contratti negoziati a distanza o fuori dei locali commerciali, ai beni di consumo, alle garanzie e alle clausole abusive stabilisce norme minime per l'armonizzazione della legislazione, consentendo agli Stati membri di mantenere o introdurre misure legislative che garantiscono un livello più elevato di tutela dei consumatori nel loro territorio. Inoltre molte questioni sono disciplinate in modo incoerente dalle diverse direttive o non sono state prese in considerazione, e i singoli Stati membri le hanno affrontate in modi diversi. Di conseguenza variano notevolmente le disposizioni nazionali di applicazione delle direttive sul diritto contrattuale dei consumatori.

Emendamento 8

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) Tali disparità possono creare barriere importanti nel mercato interno con ripercussioni sulle imprese e sui consumatori. Esse aumentano i costi di adempimento per le imprese che desiderano esercitare a livello transfrontaliero la propria attività di vendita di merci o di fornitura di servizi. La frammentazione mina inoltre la fiducia del consumatore nel mercato interno. Gli effetti negativi sulla fiducia del consumatore sono inaspriti da una tutela dei consumatori non uniforme nella Comunità. Tenendo conto dei recenti sviluppi del mercato, il problema è particolarmente grave.

(7) Tali disparità possono creare barriere importanti nel mercato interno con ripercussioni sulle imprese e sui consumatori. Esse aumentano i costi di adempimento per le imprese che desiderano esercitare a livello transfrontaliero la propria attività di vendita di merci o di fornitura di servizi. La frammentazione mina inoltre la fiducia del consumatore nel mercato interno. Gli effetti negativi sulla fiducia del consumatore sono inaspriti da una tutela dei consumatori non uniforme nell'Unione. Tenendo conto dei recenti sviluppi del mercato, il problema è particolarmente grave.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) L'armonizzazione completa di alcuni aspetti normativi chiave aumenterà considerevolmente la certezza giuridica sia per i consumatori che per le imprese: entrambi potranno fare affidamento su un unico quadro normativo basato su concetti giuridici chiaramente definiti che regolamentano taluni aspetti dei contratti tra imprese e consumatori nella Comunità. In tal modo sarà possibile eliminare gli ostacoli derivanti dalla frammentazione delle norme e completare il mercato interno in questo settore. Queste barriere possono essere superate soltanto mediante un insieme di norme uniformi a livello comunitario. Inoltre i consumatori potranno beneficiare di un elevato livello di tutela in tutta la Comunità.

(8) L'armonizzazione completa di alcuni aspetti normativi chiave aumenterà considerevolmente la certezza giuridica sia per i consumatori che per le imprese: entrambi potranno fare affidamento sull'armonizzazione di taluni aspetti specifici dei contratti tra imprese e consumatori nell'Unione. In tal modo sarà possibile eliminare importanti ostacoli derivanti dalla frammentazione delle norme e far progredire il mercato interno in questo settore. Queste barriere possono essere superate soltanto mediante un insieme di norme uniformi a livello dell'Unione. Inoltre i consumatori potranno beneficiare di un livello più elevato di tutela in tutta l'Unione.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Il campo armonizzato dalla presente direttiva deve comprendere determinati aspetti dei contratti tra imprese e consumatori, vale a dire: le norme sulle informazioni da fornire prima della conclusione del contratto e durante la sua esecuzione, il diritto di recesso per i contratti a distanza e peri contratti negoziati fuori dei locali commerciali, i diritti del consumatore in materia di condizioni contrattuali di vendita e clausole abusive nei contratti con i consumatori.

(9) Il campo armonizzato dalla presente direttiva deve comprendere determinati aspetti dei contratti tra imprese e consumatori, vale a dire: le norme sulle informazioni da fornire prima della conclusione del contratto e durante la sua esecuzione, il diritto di recesso per i contratti a distanza e peri contratti negoziati fuori dei locali commerciali, i diritti del consumatore in materia di condizioni contrattuali di vendita e clausole abusive nei contratti con i consumatori. Gli Stati membri dovrebbero continuare a poter adottare o mantenere in vigore disposizioni più rigorose per i diritti del consumatore nel campo specifico dei contratti di vendita, salvo diversamente disposto.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis) La presente direttiva non incide sulla legislazione nazionale in materia di diritto contrattuale generale, nella misura in cui non è armonizzata nella presente direttiva.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis) I contenuti digitali, quali programmi informatici, giochi o musica non incisi su un supporto materiale, non sono considerati beni materiali. Pertanto non dovrebbero essere considerati beni ai sensi della presente direttiva. Al contrario, i supporti che contengono contenuti digitali, quali CD e DVD, sono beni materiali e andrebbero pertanto considerati beni ai sensi della presente direttiva. Lo scaricamento di contenuti digitali da Internet da parte del consumatore dovrebbe essere considerato, ai fini della presente direttiva, come un contratto che rientra nell'ambito di applicazione della presente direttiva, ma senza diritto di recesso nel caso in cui l'esecuzione del contratto sia già iniziata con il previo consenso del consumatore. La Commissione dovrebbe valutare la necessità di disposizioni dettagliate armonizzate a tal riguardo e presentare, se necessario, una proposta per trattare questo argomento.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La legislazione comunitaria esistente nel campo dei servizi finanziari per i consumatori contiene numerose regole per la tutela dei consumatori. Per questo motivo le disposizioni della presente direttiva coprono i contratti relativi ai servizi finanziari solo nella misura in cui è necessario per colmare le lacune normative.

(11) La legislazione dell'Unione esistente nel campo dei servizi finanziari per i consumatori contiene numerose regole per la tutela dei consumatori. I contratti relativi al trasferimento di diritti su beni immobili o i contratti di costruzione di beni immobili, compresa la costruzione di annessi a beni immobili, i servizi di alloggio e trasporto nonché i servizi sanitari e sociali, sono soggetti a una serie di obblighi specifici in base alla legislazione nazionale. Per questo motivo tali contratti andrebbero esclusi dal campo di applicazione del Capo II.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) La nuova definizione di contratto a distanza deve coprire tutti i casi in cui i contratti di vendita e di servizi sono stipulati utilizzando esclusivamente uno o più mezzi di comunicazione a distanza (ordine mediante posta, internet, telefono o fax). In tal modo si crea la parità di condizioni tra tutti i commercianti a distanza. Dovrebbe inoltre migliorare la certezza giuridica rispetto all'attuale definizione che richiede la presenza di un regime organizzato di vendita a distanza gestito dal commerciante fino alla conclusione del contratto.

(12) La nuova definizione di contratto a distanza deve coprire tutti i casi in cui i contratti di fornitura di una merce o di prestazione di servizi sono stipulati senza la presenza fisica e simultanea delle parti e utilizzando esclusivamente uno o più mezzi di comunicazione a distanza (ordine mediante posta, internet, telefono o fax). In tal modo si crea la parità di condizioni tra tutte le imprese che operano a distanza.

 

(La modifica ("impresa anziché "commerciante") si applica all'intero testo. La relativa adozione comporterà corrispondenti modifiche nell'intero testo.)

Emendamento  15

Proposta di direttiva – atto modificativo

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali deve essere definito come un contratto concluso con la presenza fisica del commerciante e del consumatore, ma fuori dei locali commerciali, ad esempio a casa o sul posto di lavoro del consumatore. In un contesto fuori del locale commerciale i consumatori sono sottoposti a una pressione psicologica, indipendentemente dal fatto che abbiano sollecitato o meno la visita del commerciante. Inoltre, per prevenire l'aggiramento delle regole quando i consumatori vengono avvicinati fuori dei locali commerciali, un contratto negoziato, ad esempio a casa del consumatore, ma concluso in un negozio, deve essere comunque considerato un contratto negoziato fuori dei locali commerciali.

(14) Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali deve essere definito come un contratto concluso con la presenza fisica dell'impresa e del consumatore, ma fuori dei locali commerciali, ad esempio a casa o sul posto di lavoro del consumatore. In un contesto fuori del locale commerciale si configura transitoriamente una situazione particolare per i consumatori, che differisce dalla situazione che si crea in un negozio, ad esempio sotto il profilo psicologico e per quanto riguarda le possibilità di confrontare i beni e i prezzi, indipendentemente dal fatto che abbiano sollecitato o meno la visita dell'impresa. Inoltre, per prevenire l'aggiramento delle regole quando i consumatori vengono avvicinati fuori dei locali commerciali, un contratto negoziato, ad esempio a casa del consumatore, ma concluso in un negozio, deve essere comunque considerato un contratto negoziato fuori dei locali commerciali. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia essere in grado di stabilire nella loro normativa nazionale che il valore di un contratto non superiore a 60 euro dovrebbe essere escluso dal campo di applicazione del Capo II, in quanto le prescrizioni d'informazione sarebbero sproporzionate rispetto al valore del contratto. I contratti che, in base alle disposizioni degli Stati membri, sono stipulati da un pubblico ufficiale non presentano la situazione in cui il consumatore è sottoposto a una pressione psicologica eccezionale. Tali contratti dovrebbero essere esclusi dal campo di applicazione del Capo II.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) I locali commerciali devono includere qualsiasi forma di locale (ad esempio negozi o camion) che servano da luogo permanente di commercio per il commerciante. Chioschi di vendita al mercato o in una fiera vanno considerati come locali commerciali anche se vengono utilizzati dal commerciante su base temporanea. Altri locali affittati per un breve periodo e in cui il commerciante non è stabilito (ad esempio alberghi, ristoranti, centri conferenze, cinema affittati da commercianti che non vi sono stabiliti) non devono essere considerati locali commerciali. Allo stesso modo non vanno considerati locali commerciali tutti gli spazi pubblici, inclusi i trasporti o gli impianti pubblici, nonché case private o il posto di lavoro,

(15) I locali commerciali devono includere qualsiasi forma di locale (ad esempio negozi o camion) che servano da luogo permanente di commercio per l'impresa. I locali affittati per un breve periodo e in cui l'impresa non è stabilita (ad esempio alberghi, ristoranti, centri conferenze, cinema affittati da imprese che non vi sono stabilite) non devono essere considerati locali commerciali. Allo stesso modo non vanno considerati locali commerciali tutti gli spazi pubblici, inclusi i trasporti o gli impianti pubblici, nonché case private o il posto di lavoro,

Emendamento  17

Proposta di direttiva – atto modificativo

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) La definizione di supporto durevole deve includere in particolare documenti su carta, chiavi USB, CD-ROM, DVD, schede di memoria e il disco rigido del computer su cui è archiviata la posta elettronica o un file PDF.

(16) La definizione di supporto durevole deve includere in particolare documenti su carta, chiavi USB, CD-ROM, DVD, schede di memoria e il disco rigido del computer su cui è archiviata la posta elettronica o un file PDF o altri file che permettono la riproduzione immutata delle informazioni che contengono. I siti Internet in quanto tali non devono essere considerati supporti durevoli, a meno che i siti non rispondano al criterio di permettere la riproduzione immutata delle informazioni archiviate. Informazioni su un supporto durevole dovrebbero essere rese disponibili su richiesta in un formato accessibile per i consumatori disabili o con problemi visivi.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) I consumatori devono avere il diritto di ricevere informazioni prima della conclusione del contratto. Tuttavia i commercianti non devono fornire le informazioni se sono già evidenti dal contesto. Ad esempio, in un'operazione in un locale commerciale le caratteristiche principali di un prodotto, l'identità del commerciante e le disposizioni per la consegna possono essere apparenti dal contesto. Nelle operazioni a distanza e fuori dei locali commerciali il commerciante deve sempre fornire informazioni riguardanti le modalità di pagamento e consegna, la politica di esecuzione del contratto e di gestione dei reclami, in quanto tali informazioni possono non essere apparenti dal contesto.

(17) I consumatori devono avere il diritto di ricevere informazioni in tempo utile prima di essere vincolati da qualsiasi contratto di vendita a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali. L'impresa deve sempre fornire talune informazioni, quali la caratteristica principale del bene o del servizio o le modalità di pagamento e consegna, la politica di esecuzione del contratto e di gestione dei reclami

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis) Al fine di garantire un elevato livello di tutela del consumatore in relazione alle prescrizioni d'informazione per i contratti di vendita a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di introdurre requisiti più severi di quelli stabiliti dalla presente direttiva per i casi in cui esistono rischi dimostrabili per la salute e la sicurezza dei consumatori.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Poiché nel caso delle vendite a distanza il consumatore non è grado di vedere i beni prima di concludere il contratto, deve godere di un diritto di recesso che gli consente di accertarsi della natura e del funzionamento dei beni.

(22) Poiché nel caso delle vendite a distanza il consumatore non è grado di vedere i beni prima di concludere il contratto, deve godere di un diritto di recesso che gli consente di accertarsi, fino alla scadenza del periodo di recesso, della natura, della qualità e del funzionamento dei beni.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis) Le disposizioni relative alle informazioni e al diritto di recesso per le vendite a distanza non dovrebbero applicarsi, per la natura di tali servizi, nei casi in cui un consumatore utilizza un telefono pubblico a pagamento, paga per utilizzare una connessione Internet o sceglie un dato fornitore di servizi per un'unica chiamata telefonica, ad esempio componendo un prefisso, contrariamente a quanto avviene per gli abbonamenti telefonici o Internet.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) Se il consumatore ordina diversi beni dallo stesso commerciante, egli deve poter esercitare il diritto di recesso rispetto ad ognuno di questi beni. Se i beni sono consegnati separatamente, il termine di recesso deve iniziare al momento in cui il consumatore entra in possesso di ogni singolo bene. Se un bene è consegnato in diversi lotti o pezzi, il termine di recesso deve iniziare quando il consumatore o un terzo indicato dal consumatore entra in possesso dell'ultimo lotto o pezzo.

soppresso

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) Se il commerciante non ha informato il consumatore del diritto di recesso prima della conclusione di un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, il termine di recesso deve essere prorogato. Tuttavia, per garantire la certezza giuridica nel tempo, è opportuno introdurre un limite di tre mesi, a condizione che il commerciante abbia adempiuto completamente ai suoi obblighi contrattuali. Si considera che il commerciante abbia adempiuto completamente ai suoi obblighi quando ha consegnato i beni o ha fornito tutti i servizi ordinati dal consumatore.

(27) Se l'impresa non ha informato il consumatore del diritto di recesso prima della conclusione di un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, il termine di recesso deve essere prorogato. Tuttavia, per garantire la certezza giuridica nel tempo, è opportuno introdurre un limite di un anno.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28) Le differenze nel modo in cui il diritto di recesso è esercitato negli Stati membri sono fonte di costi per le imprese che vendono a livello transfrontaliero. L'introduzione di un modulo standard armonizzato di recesso per il consumatore dovrebbe semplificare il processo di recesso e comportare una certezza giuridica. Per questi motivi gli Stati membri devono astenersi dall'aggiungere prescrizioni relative alla presentazione al modulo standard comunitario riguardanti, ad esempio, la dimensione dei caratteri.

(28) Le differenze nel modo in cui il diritto di recesso è esercitato negli Stati membri sono fonte di costi per le imprese che vendono a livello transfrontaliero. L'introduzione di un modulo tipo armonizzato di recesso per il consumatore dovrebbe semplificare il processo di recesso e comportare una certezza giuridica. Per questi motivi gli Stati membri devono astenersi dall'aggiungere prescrizioni relative alla presentazione al modulo standard dell'Unione riguardanti, ad esempio, la dimensione dei caratteri. Utilizzando le istruzioni tipo in materia di recesso di cui all'allegato I, lettera A, l'impresa adempie anche alle prescrizioni d'informazione per i contratti di vendita a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) In caso di recesso il commerciante deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore, inclusi quelli che coprono le spese a carico del commerciante per consegnare il bene al consumatore.

(30) In caso di recesso l'impresa deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore, inclusi quelli che coprono le spese a carico dell'impresa per consegnare il bene al consumatore ed esclusi quelli relativi alle consegne rapide effettuate su esplicita richiesta del consumatore.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33) Alcune esenzioni dal diritto di recesso devono essere previste, ad esempio nei casi in cui il diritto di recesso sarebbe inappropriato vista la natura del prodotto. Ciò si applica ad esempio a un vino fornito molto tempo dopo la conclusione di un contratto di natura speculativa in cui il valore dipende dalle fluttuazioni nel mercato (vin en primeur).

(33) Alcune esenzioni dal diritto di recesso devono essere previste, ad esempio nei casi in cui il diritto di recesso sarebbe inappropriato vista la natura del prodotto e in cui il suo esercizio comporterebbe un'iniqua penalizzazione per l'impresa. Ciò si applica in particolare agli alimenti e ad altri beni sensibili sotto il profilo dell'igiene o deperibili che per la loro stessa natura non possono essere rivenduti una volta aperti. Si dovrebbero prevedere esenzioni dal diritto di recesso anche per taluni altri beni e servizi laddove il valore dipenda da fluttuazioni di mercato, ad esempio a un vino fornito molto tempo dopo la conclusione di un contratto di natura speculativa (vin en primeur) o prodotti di base.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Inoltre, nel caso di contratti a distanza di servizi che vengono eseguiti durante il periodo di recesso (ad esempio file scaricati dal consumatore durante tale periodo) non sarebbe equo consentire al consumatore di recedere dal contratto dopo che egli abbia usufruito per intero o in parte di un servizio. Quindi il consumatore deve perdere il suo diritto di recesso quando inizia l'esecuzione del contratto con il suo consenso espresso.

(34) Dato che ritirandosi da un contratto di servizi il consumatore non è tenuto a pagare i servizi forniti, taluni fornitori di servizi potrebbero preferire di non dare esecuzione al contratto finché il periodo di recesso sia scaduto per essere sicuri di essere pagati. Pertanto un consumatore deve poter richiedere che i servizi siano forniti prima della fine del periodo di recesso. Il consumatore deve conservare il diritto di recesso dal contratto durante il periodo di recesso, ma deve essere disposto a sostenere i costi connessi a eventuali servizi forniti fino al momento del recesso dal contratto. Prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto, l'impresa deve informare il consumatore di qualsiasi obbligo a pagare tali costi.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35) La Commissione ha individuato alcuni problemi fondamentali per i consumatori nel settore del rinnovamento della casa: i consumatori sono sottoposti a notevoli pressioni per far sì che essi commissionino lavori di rinnovamento costosi. Le regole sull'informazione e sul diritto di recesso vanno chiarite e ampliate in modo da coprire questo tipo di contratto. Solo i contratti riguardanti la cessione di diritti di proprietà immobiliare vanno esclusi dal campo di applicazione delle norme sull'informazione e sui diritti di recesso applicabili ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

(35) I contratti relativi al trasferimento di diritti su beni immobili o alla creazione di tali diritti (ivi compresi i diritti o gli interessi nel quadro di un contratto fiduciario o di un accordo analogo), i contratti per la costruzione di nuove abitazioni, i contratti per la trasformazione sostanziale di edifici esistenti nonché i contratti per la locazione di alloggi a scopo abitativo sono già soggetti a una serie di requisiti specifici nella legislazione nazionale. Le disposizioni della presente direttiva non sono appropriate per detti contratti. Per questo motivo la presente direttiva non dovrebbe applicarsi a tali contratti. Una trasformazione sostanziale è una trasformazione paragonabile alla costruzione di un nuovo edificio abitativo, per esempio quando viene conservata solo la facciata di un vecchio edificio. I contratti di servizi, in particolare quelli relativi alla costruzione di annessi di edifici (ad esempio un garage o una veranda) e relativi alla riparazione e ristrutturazione di edifici diverse dalla trasformazione sostanziale, rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva, così come i contratti relativi ai servizi di un agente immobiliare e i contratti relativi alla locazione di alloggi a scopo non residenziale.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36) L'applicazione del diritto di recesso può essere inappropriato per taluni servizi riguardanti gli alloggi, il trasporto e il tempo libero. La negoziazione dei contratti corrispondenti implica la prenotazione di capacità che il commerciante potrebbe non coprire se fosse introdotto un diritto di recesso. Quindi è opportuno escludere tali contratti a distanza dalle disposizioni sull'informazione e sul diritto di recesso del consumatore.

soppresso

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37) Ai fini della semplificazione e della certezza giuridica, il diritto di recesso deve essere applicato a tutti i tipi di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, ad eccezione di circostanze chiaramente definite che possono essere facilmente provate. Quindi è opportuno non applicare il diritto di recesso per riparazioni urgenti nella casa del consumatore, poiché tale diritto sarebbe incompatibile con la situazione di emergenza nonché per i regimi di consegna a domicilio da parte di supermercati che consentono ai consumatori di selezionare sul sito web del commerciante alimenti, bevande e altri beni destinati al consumo immediato della famiglia e di averli consegnati a casa. Questi sono beni poco costosi e acquistati regolarmente dai consumatori per il consumo giornaliero della famiglia e quindi non vanno assoggettati al diritto di recesso. Le principali difficoltà incontrate dai consumatori e la più importante fonte di dispute con i commercianti riguardano la consegna dei beni, inclusi quelli che sono persi o danneggiati durante il trasporto, e la consegna parziale o tardiva. Quindi è opportuno chiarire e armonizzare le norme nazionali sulla consegna e il trasferimento del rischio.

(37) Ai fini della semplificazione e della certezza giuridica, il diritto di recesso deve essere applicato a tutti i tipi di contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali, ad eccezione di circostanze chiaramente definite che possono essere facilmente provate. Quindi è opportuno non applicare il diritto di recesso per riparazioni urgenti nella casa del consumatore, poiché tale diritto sarebbe incompatibile con la situazione di emergenza.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Considerando 37 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(37 bis) Le principali difficoltà incontrate dai consumatori e la più importante fonte di dispute con le imprese riguardano la consegna dei beni, inclusi i beni persi o danneggiati durante il trasporto e la consegna tardiva o parziale. È pertanto opportuno armonizzare le norme nazionali sulla consegna e il passaggio del rischio. Tuttavia le norme che determinano le condizioni e il momento di trasferimento della proprietà del bene restano soggette al diritto nazionale.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Considerando 37 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(37 ter) Nei casi in cui l'impresa è venuta meno ai suoi obblighi di consegna, il consumatore deve sollecitarla a effettuare la consegna entro un termine di tempo adeguato alle circostanze. Se detto termine trascorre senza alcun risultato, il consumatore può recedere dal contratto. Tuttavia, tale norma non dovrebbe applicarsi quando l'impresa ha rifiutato di consegnare i beni o in talune circostanze qualora i tempi di consegna costituiscano un elemento essenziale, come ad esempio nel caso di un abito nuziale che deve essere consegnato prima delle nozze o nel caso di regali natalizi. In tali casi specifici, se l'impresa non consegna i beni entro i termini, il consumatore ha il diritto di rescindere il contratto immediatamente dopo la scadenza del periodo di consegna inizialmente convenuto.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38) Nel contesto delle vendite al consumatore la consegna dei beni può avvenire in modi diversi. Solo una regola cui si possa derogare facilmente può consentire la flessibilità necessaria per tenere conto di tali variazioni. Il consumatore va protetto contro il rischio di perdita o danneggiamento dei beni durante il trasporto, disposto o effettuato dal commerciante. La norma sul trasferimento del rischio non deve essere applicabile se il consumatore tarda a prendere possesso dei beni (ad esempio se i beni non sono ritirati dal consumatore dalla posta entro il termine fissato da quest'ultimo). In tali circostanze deve essere a carico del consumatore il rischio di perdita o deterioramento dopo il termine di consegna concordato con il commerciante.

(38) Nel contesto delle vendite al consumatore la consegna dei beni può avvenire in modi diversi. Solo una regola cui si possa derogare facilmente può consentire la flessibilità necessaria per tenere conto di tali variazioni. Il consumatore va protetto contro il rischio di perdita o danneggiamento dei beni durante il trasporto, disposto o effettuato dall'impresa. La norma sul trasferimento del rischio non deve essere applicabile se il consumatore tarda a prendere in carico i beni (ad esempio se i beni non sono ritirati dal consumatore dalla posta entro il termine fissato da quest'ultimo). In tali circostanze deve essere a carico del consumatore il rischio di perdita o deterioramento dopo il termine di consegna concordato con l'impresa.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Considerando 38 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 bis) Un unico concetto comune di conformità che fornisce un elevato livello di tutela del consumatore offrirà alle imprese e ai consumatori una maggiore certezza giuridica e ridurrà le barriere agli scambi. Gli Stati membri dovrebbero, tuttavia, restare in grado di adottare o mantenere norme più severe di quelle previste dalla presente direttiva per le questioni di responsabilità e di ricorso in caso di non conformità.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

(40) Se il bene non è conforme al contratto, innanzitutto il consumatore deve avere la possibilità di chiedere al commerciante di riparare o sostituire i beni a scelta del commerciante, a meno che quest'ultimo non dimostri che tali rimedi siano illegali, impossibili o causino uno sforzo sproporzionato da parte sua. Lo sforzo del commerciante deve essere determinato obiettivamente considerando i costi sostenuti dal commerciante nel rimediare al difetto di conformità, il valore dei beni e l'importanza del difetto. La mancanza di pezzi di ricambio non deve costituire un motivo valido per giustificare il mancato rimedio entro un periodo ragionevole o senza uno sforzo sproporzionato.

(40) Se il bene non è conforme al contratto, il consumatore deve avere la possibilità di chiedere all'impresa di riparare o sostituire i beni. La mancanza di pezzi di ricambio non deve costituire un motivo valido per giustificare il mancato rimedio da parte dell'impresa entro un periodo ragionevole o senza uno sforzo sproporzionato.

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Considerando 43

Testo della Commissione

Emendamento

(43) La direttiva 1999/44/CE consente agli Stati membri di fissare un periodo di almeno due mesi nei quali il consumatore deve informare il commerciante di qualsiasi difetto di conformità. Le diversi leggi di recepimento hanno creato barriere al commercio. Quindi è necessario sopprimere questa scelta legislativa e migliorare la certezza giuridica obbligando i consumatori a informare il commerciante del difetto di conformità entro due mesi dalla data di individuazione.

soppresso

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Considerando 45 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(45 bis) Gli aspetti normativi armonizzati riguardano esclusivamente i contratti conclusi tra imprese e consumatori. Pertanto, la presente direttiva non dovrebbe pregiudicare la legislazione nazionale in materia di contratti di lavoro, contratti relativi ai diritti di successione, contratti relativi al diritto di famiglia e contratti relativi alla costituzione e allo statuto di società o accordi di partenariato e condizioni relative a obbligazioni.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Considerando 46

Testo della Commissione

Emendamento

(46) Le disposizioni sulle clausole contrattuali abusive non vanno applicate a condizioni che riflettono, direttamente o indirettamente, le disposizioni legislative o regolamentari degli Stati membri conformi alla normativa comunitaria. Allo stesso modo le clausole contrattuali che riproducono disposizioni o principi di convenzioni internazionali, in particolare nel settore dei trasporti, delle quali gli Stati membri o la Comunità sono parte, non devono essere soggette alle disposizioni relative alla clausole abusive.

(46) Le disposizioni sulle clausole contrattuali abusive non vanno applicate a condizioni che riflettono, direttamente o indirettamente, le disposizioni legislative, regolamentari o di ordine pubblico degli Stati membri conformi alla normativa dell'Unione. Allo stesso modo, le clausole contrattuali dovrebbero riflettere i principi e le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Le clausole che riproducono disposizioni o principi di convenzioni internazionali, in particolare nel settore dei trasporti, delle quali gli Stati membri o l'Unione sono parte, non devono essere soggette alle disposizioni relative alla clausole abusive.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Considerando 47

Testo della Commissione

Emendamento

(47) I contratti dei consumatori devono essere redatti in un linguaggio semplice e comprensibile e devono essere leggibili. I commercianti devono essere liberi di scegliere il tipo e la dimensione dei caratteri con cui sono redatte le condizioni contrattuali. Il consumatore deve avere la possibilità di leggere le condizioni prima di concludere il contratto. Tale opportunità va data al consumatore fornendogli le condizioni su richiesta (per i contratti negoziati nei locali commerciali) o mettendole a disposizione in altri modi (ad esempio sul sito web del commerciante per i contratti a distanza) o allegando le condizioni generali al buono d'ordine (per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali). Il commerciante deve chiedere il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento oltre alla remunerazione per l'obbligo contrattuale principale del commerciante. È opportuno proibire la presunzione di consenso usando sistemi di non partecipazione (opt-out), quali riquadri già contrassegnati on-line.

(47) Tutte le clausole contrattuali devono essere espresse in modo chiaro e comprensibile. Se una clausola contrattuale è scritta, essa deve essere sempre redatta in un linguaggio semplice e intelliggibile. Le imprese devono essere libere di scegliere il tipo e la dimensione dei caratteri con cui sono redatte le condizioni contrattuali. Il consumatore deve avere la possibilità di leggere le condizioni prima di concludere il contratto. Tale opportunità va data al consumatore fornendogli le condizioni su richiesta (per i contratti negoziati nei locali commerciali) o mettendole a disposizione in altri modi (ad esempio sul sito web dell'impresa per i contratti a distanza) o allegando le condizioni generali al buono d'ordine (per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali). L'impresa deve chiedere il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento oltre alla remunerazione per l'obbligo contrattuale principale dell'impresa. È opportuno proibire la presunzione di consenso usando sistemi di non partecipazione (opt-out), quali riquadri già contrassegnati on-line.

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Considerando 47 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(47 bis) Le imprese devono essere libere di scegliere il modo in cui sono comunicate le condizioni contrattuali, ad esempio il tipo e la dimensione dei caratteri con cui sono redatte. Gli Stati membri dovrebbero astenersi dall'imporre obblighi di presentazione, fatta eccezione per quelli relativi alle persone con disabilità o in cui i beni o servizi possono presentare un rischio particolare per la salute e la sicurezza del consumatore o di una terza persona. Gli Stati membri possono anche cercare di imporre prescrizioni supplementari se, a causa della complessità inerente ai contratti per tali prodotti o servizi, sussiste il rischio di pregiudizio ai danni del consumatore, tra l'altro per questioni legate alla concorrenza in tale settore. Questo può applicarsi, ad esempio, ai contratti relativi a servizi finanziari, gas, elettricità e acqua, telecomunicazioni e beni immobili. Tuttavia ciò non deve applicarsi alle formali prescrizioni nazionali concernenti la conclusione del contratto o altre prescrizioni formali, quali ad esempio la lingua in cui sono redatte le condizioni, le prescrizioni relative al contenuto delle condizioni o la formulazione di talune condizioni contrattuali per settori specifici. La presente direttiva non armonizza le prescrizioni in materia di lingua applicabili ai contratti stipulati con i consumatori. Pertanto gli Stati membri dovrebbero poter mantenere o introdurre nel loro diritto nazionale prescrizioni in materia linguistica inerenti alle condizioni contrattuali.

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Considerando 49

Testo della Commissione

Emendamento

(49) Ai fini della presente direttiva, non va valutata l'equità delle condizioni che descrivono l'oggetto principale del contratto, né il rapporto qualità/prezzo dei beni o servizi forniti a meno che tali condizioni non siano conformi alle prescrizioni di trasparenza. L'oggetto principale del contratto e il rapporto qualità/prezzo vanno tuttavia presi in considerazione nella valutazione dell'equità delle condizioni. Ad esempio, nel caso di contratti assicurativi, le condizioni che definiscono o delimitano chiaramente il rischio assicurato e l'impegno dell'assicuratore non formano oggetto di una tale valutazione poiché questi limiti vengono presi in considerazione nel calcolo del premio pagato dal consumatore.

(49) Ai fini della presente direttiva, non va valutata l'equità delle condizioni che descrivono l'oggetto principale del contratto, né il rapporto qualità/prezzo dei beni o servizi forniti a meno che tali condizioni non siano conformi alle prescrizioni di trasparenza. L'oggetto principale del contratto e il rapporto qualità/prezzo vanno tuttavia presi in considerazione nella valutazione dell'equità delle condizioni. Ad esempio, nel caso di contratti assicurativi, le condizioni che definiscono o delimitano chiaramente il rischio assicurato e l'impegno dell'assicuratore non formano oggetto di una tale valutazione poiché questi limiti vengono presi in considerazione nel calcolo del premio pagato dal consumatore. Tale esclusione non si applica alla remunerazione prevista per l'impresa a titolo di spese accessorie o contingenti stabilite nel contratto, compresi diritti o oneri derivanti dalla violazione delle condizioni contrattuali, che dovrebbero essere pienamente soggetti alla prova di equità.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Considerando 50

Testo della Commissione

Emendamento

(50) Per garantire la certezza giuridica e migliorare il funzionamento del mercato interno è opportuno che la direttiva comprenda due elenchi di clausole abusive. All'allegato II deve figurare un elenco di clausole che sono considerate abusive in qualsiasi circostanza. L'allegato III deve contenere un elenco di clausole che sono considerate abusive a meno che il commerciante non dimostri il contrario. Tali elenchi devono essere applicabili in tutti gli Stati membri.

(50) Per garantire la certezza giuridica e migliorare il funzionamento del mercato interno è opportuno che la direttiva comprenda due elenchi non esaustivi di clausole abusive. All'allegato II deve figurare un elenco di clausole che sono considerate abusive in qualsiasi circostanza. L'allegato III deve contenere un elenco di clausole che sono considerate abusive a meno che l'impresa non dimostri il contrario.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Considerando 51

Testo della Commissione

Emendamento

(51) È opportuno che le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva siano adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione10.

soppresso

10 GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.

 

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Considerando 52

Testo della Commissione

Emendamento

(52) In particolare, la Commissione deve avere la facoltà di modificare gli allegati II e III riguardanti le clausole contrattuali da considerare o presumere abusive. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.

soppresso

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Considerando 53

Testo della Commissione

Emendamento

(53) La facoltà della Commissione di modificare gli allegati II e III deve essere usata per garantire l'applicazione coerente delle norme sulle clausole abusive aggiungendo a tali allegati le clausole contrattuali che devono essere considerate abusive in ogni circostanza o che sono da considerare abusive a meno che il commerciante non dimostri il contrario.

soppresso

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Considerando 64 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(64 bis) Conformemente al punto 34 del progetto interistituzionale "Legiferare meglio"1, gli Stati membri sono invitati a redigere e rendere pubblici, nell'interesse proprio e dell'Unione, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra la presente direttiva e i provvedimenti di recepimento.

 

1 GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Considerando 65

Testo della Commissione

Emendamento

(65) Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per eliminare gli ostacoli al funzionamento del mercato interno e conseguire un elevato livello comune di tutela dei consumatori in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(65) Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati meglio a livello dell'Unione, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per eliminare gli ostacoli al funzionamento del mercato interno e conseguire un elevato livello comune di tutela dei consumatori in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 1 bis

 

Grado di armonizzazione

 

Salvo altrimenti disposto, gli Stati membri non mantengono o adottano nel loro diritto nazionale disposizioni divergenti da quelle stabilite dal presente capo, incluse disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività professionale;

(1) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca principalmente per fini non correlati alla sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale;

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) "commerciante": qualsiasi persona fisica o giuridica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale e chiunque agisca in nome o per conto di un commerciante;

(2) "impresa": qualsiasi persona fisica o giuridica, sia essa di proprietà pubblica o privata, che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale e chiunque agisca in nome o per conto di un'impresa, anche se tale persona non intende trarre profitto da tale attività.

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3) "contratto di vendita": qualsiasi contratto che ha come oggetto la vendita di beni dal commerciante al consumatore, inclusi contratti misti che hanno come oggetto sia beni che servizi;

(3) "contratto di vendita": qualsiasi contratto in virtù del quale un'impresa, conformemente al diritto nazionale applicabile, trasferisce la proprietà dei beni a un consumatore immediatamente alla conclusione del contratto o in un momento successivo e il consumatore si impegna a pagare il prezzo stipulato;

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 4 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) l'acqua ed il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantità determinata;

soppresso

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 4 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) l'elettricità;

soppresso

Emendamento  54

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) "beni prodotti secondo le specifiche del cliente": qualsiasi bene non prefabbricato prodotto in base a una scelta o decisione individuale del consumatore;

Emendamento  55

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) "contratto di servizi": qualsiasi contratto diverso da un contratto di vendita in cui un servizio è fornito da parte del commerciante al consumatore;

(5) "contratto di servizi": qualsiasi contratto in virtù del quale un'impresa si impegna a fornire un servizio al consumatore a un determinato prezzo;

Emendamento  56

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis) "contratto misto": qualsiasi contratto concernente sia la prestazione di servizi che la fornitura di beni;

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) "contratto a distanza": qualsiasi contratto di vendita o di servizi in cui il commerciante ricorra all'uso di uno o più mezzi di comunicazione a distanza per concludere un contratto;

(6) "contratto a distanza": qualsiasi contratto di vendita o di servizi in cui l'impresa e il consumatore non siano fisicamente presenti simultaneamente ma ricorrano all'uso di uno o più mezzi di comunicazione a distanza per concludere un contratto;

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7) "mezzi di comunicazione a distanza": qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore, possa essere impiegato per la conclusione di un contratto tra dette parti;

soppresso

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) "contratto negoziato fuori dei locali commerciali":

(8) "contratto negoziato fuori dei locali commerciali": qualsiasi contratto di vendita o di servizi concluso

a) qualsiasi contratto di vendita o di servizi negoziato lontano dai locali commerciali con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore oppure qualsiasi contratto di vendita o di servizi per cui è stata fatta, nelle stesse circostanze, un'offerta da parte del consumatore; oppure

a) lontano dai locali commerciali con la presenza fisica e simultanea dell'impresa e del consumatore o per cui è stata fatta, nelle stesse circostanze, un'offerta da parte del consumatore; oppure

b) qualsiasi contratto di vendita o servizi concluso nei locali commerciali ma negoziato fuori di tali locali con la presenza fisica e simultanea del commerciante e del consumatore;

b) nei locali commerciali ma i cui elementi principali siano stati determinati fuori di tali locali con la presenza fisica e simultanea dell'impresa e del consumatore

 

Gli Stati membri possono decidere che i contratti per la fornitura di beni o prestazioni di servizi che sono stati conclusi o negoziati fuori dai locali commerciali su richiesta esplicita e iniziale del consumatore non devono essere considerati contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

Emendamento  60

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis) "forma testuale', un testo redatto in caratteri alfabetici o altri caratteri comprensibili su qualsiasi supporto che permetta la lettura, la registrazione delle informazioni contenute nel testo e la sua riproduzione in forma tangibile.

Emendamento  61

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) "buono d'ordine": uno strumento che stabilisce le condizioni contrattuali, che va firmato dal consumatore al fine di concludere un contratto negoziato fuori dei locali commerciali;

soppresso

Emendamento  62

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) "prodotto": qualsiasi bene o servizio, compresi beni immobili, diritti e obbligazioni;

soppresso

Emendamento  63

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) "diligenza professionale": il normale grado della speciale competenza e attenzione che ragionevolmente si possono presumere essere esercitate da un commerciante nei confronti dei consumatori, commisurate a pratiche di mercato oneste e/o al principio generale della buona fede nel settore di attività del commerciante;

soppresso

Emendamento  64

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) "asta": metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dal commerciante mediante una procedura competitiva di offerte che può includere l'uso di mezzi di comunicazione a distanza e in cui l'offerente del prezzo più alto è vincolato all'acquisto dei beni o servizi. Un'operazione conclusa in base a un'offerta di prezzo fissa, nonostante l'opzione per il consumatore di concluderla mediante una procedura di offerta, non costituisce un'asta;

(15) "asta": metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dall'impresa mediante una procedura competitiva di offerte che può includere l'uso di mezzi di comunicazione a distanza e in cui l'aggiudicatario è vincolato all'acquisto dei beni o servizi. Un'operazione conclusa in base a un'offerta di prezzo fissa, nonostante l'opzione per il consumatore di concluderla mediante una procedura di offerta, non costituisce un'asta;

Emendamento  65

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) "asta pubblica": metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dal commerciante ai consumatori che partecipano o cui è data la possibilità di partecipare all'asta di persona, mediante una procedura competitiva di offerte gestita da una casa d'aste e in cui l'offerente del prezzo più alto è vincolato all'acquisto dei beni o servizi;

(16) "asta pubblica": metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dall'impresa ai consumatori che partecipano o cui è data la possibilità di partecipare all'asta di persona, mediante una procedura competitiva di offerte gestita da una casa d'aste e in cui l'aggiudicatario è vincolato all'acquisto dei beni o servizi;

Emendamento  66

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) "produttore": il fabbricante di un bene, l'importatore del bene nel territorio della Comunità o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo;

(17) "produttore": il fabbricante di un bene, l'importatore del bene nel territorio dell'Unione o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo;

Emendamento  67

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) "garanzia": qualsiasi impegno di un commerciante o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento della o prima della conclusione del contratto;

(18) "garanzia": qualsiasi impegno di un'impresa o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore, oltre all'adempimento dei suoi obblighi giuridici, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento della o prima della conclusione del contratto;

Emendamento  68

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) "contratto accessorio": un contratto mediante il quale il consumatore acquista beni o servizi connessi a un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali e tali beni o servizi sono forniti dal commerciante o da un terzo in base ad un accordo tra il terzo e il commerciante.

(20) "contratto connesso": un contratto mediante il quale il consumatore acquista beni o servizi e che forma un'operazione commerciale unitaria con un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali e mediante il quale tali beni o servizi sono forniti dall'impresa o da un terzo in base ad un accordo tra il terzo e l'impresa. Un'operazione commerciale unitaria si configura allorché il bene o il servizio oggetto del contratto connesso serve all'esecuzione di un altro contratto o è destinato all'utilizzo di un bene o servizio oggetto di un altro contratto.

 

(La modifica ("connesso" anziché "accessorio") si applica all'intero testo. La relativa adozione comporterà corrispondenti modifiche nell'intero testo.)

Emendamento  69

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La presente direttiva è applicabile, alle condizioni e nella misura stabilita nelle sue disposizioni, ai contratti di vendita e di servizi conclusi tra il commerciante e il consumatore.

1. La presente direttiva è applicabile, alle condizioni e nella misura stabilita nelle sue disposizioni, ai contratti di vendita e di servizi conclusi tra l'impresa e il consumatore.

Emendamento  70

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. La presente direttiva è applicabile solo ai servizi finanziari riguardanti taluni contratti negoziati fuori dei locali commerciali conformemente agli articoli da 8 a 20, le clausole abusive conformemente agli articoli da 30 a 39 e le disposizioni generali conformemente agli articoli da 40 a 46, con il combinato disposto dell'articolo 4 sull'armonizzazione completa.

soppresso

Emendamento  71

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Solo gli articoli da 30 a 39 sui diritti dei consumatori in materia di clausole abusive, con il combinato disposto dell'articolo 4 sull'armonizzazione completa, sono applicabili ai contratti disciplinati dalla direttiva 94/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio12 e dalla direttiva 90/314/CEE del Consiglio13.

soppresso

12 GU L 280 del 29.10.1994, pag. 83.

 

13 GU L 158 del 23.6.1990, pag. 59.

 

Emendamento  72

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli articoli 5, 7, 9 e 11 non pregiudicano le prescrizioni d'informazione di cui alle direttive 2006/123/CE14 e 2000/31/CE15 del Parlamento europeo e del Consiglio.

soppresso

14 GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36.

 

15 GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.

 

Emendamento  73

Proposta di direttiva

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 4

soppresso

Armonizzazione completa

 

Gli Stati membri non possono mantenere o adottare nel loro diritto nazionale disposizioni divergenti da quelle stabilite dalla presente direttiva, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

 

Emendamento  74

Proposta di direttiva

Capo II – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Informazioni per i consumatori

Informazioni per i consumatori e diritto di recesso per i contratti a distanza e conclusi fuori dei locali commerciali

Emendamento  75

Proposta di direttiva

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

Campo di applicazione

 

1. Il presente capo si applica ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

 

2. Il presente capo non si applica ai contratti a distanza e ai contratti conclusi fuori dei locali commerciali:

a) per la creazione, il trasferimento o la cessazione di diritti o interessi sui beni immobili nonché la locazione di alloggi a scopo residenziale;

b) rientranti nel campo di applicazione della direttiva 90/314/CEE del Consiglio o della direttiva 2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprietà, dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine e dei contratti di rivendita e di scambio1;

c) conclusi per la costruzione di un nuovo alloggio, qualora il contratto, o un contratto connesso, preveda la cessione o il trasferimento di diritti su beni immobili;

d) per i servizi finanziari;

e) per i servizi di assistenza sanitaria che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2011/../EU del Parlamento europeo e del Consiglio, del ..., concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera2, siano essi forniti o meno attraverso le strutture di assistenza sanitaria;

f) per i servizi sociali,

 

3. Il presente capo non si applica ai contratti conclusi fuori dei locali commerciali:

a) conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;

b) che, in base alle disposizioni degli Stati membri, sono stipulati da un pubblico ufficiale che è tenuto per legge a essere indipendente e imparziale e a garantire, mediante la fornitura di informazioni giuridiche dettagliate, che il consumatore concluda il contratto soltanto dopo debita riflessione e in piena cognizione di causa della sua portata giuridica;

c) qualora il valore del contratto non superi i 60 euro. Gli Stati membri possono scegliere di applicare una soglia inferiore a 60 euro, nel qual caso gli Stati membri notificano la soglia adottata alla Commissione, che mette tali informazioni a disposizione del pubblico in modo facilmente accessibile.

 

4. Il presente capo non si applica ai contratti a distanza:

a) conclusi con operatori di telecomunicazione attraverso telefoni pubblici, nella misura in cui hanno per oggetto il loro uso o conclusi per l'uso di un'unica connessione via telefono, Internet o fax utilizzata dal consumatore;

b) rientranti nel campo di applicazione della direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

 

1 Testo non ancora adottato.

 

2 GU L 33 del 3.2.2009, pag. 10.

Emendamento  76

Proposta di direttiva

Articolo 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 ter

 

Livello di armonizzazione

 

Salvo diversa disposizione, gli Stati membri non possono mantenere o introdurre nel loro diritto nazionale disposizioni divergenti da quelle stabilite dal presente capo, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

Emendamento  77

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. Prima della conclusione di qualsiasi contratto di vendita o di servizi il commerciante fornisce al consumatore le seguenti informazioni, se non sono già apparenti dal contesto:

1. In tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da qualsiasi contratto o offerta a distanza o concluso fuori dei locali commerciali, l'impresa o eventualmente la persona che agisce in suo nome o per suo conto fornisce al consumatore le informazioni quest'ultimo che può legittimamente attendersi, tenendo conto dei criteri di qualità e prestazione che sarebbero normali in questo caso. Le informazioni devono essere chiare, precise ed espresse in un linguaggio semplice e comprensibile. Esse devono comprendere, in particolare, le seguenti informazioni, se non sono già apparenti dal contesto:

Emendamento  78

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) le caratteristiche principali del prodotto in misura adeguata al mezzo di comunicazione e al prodotto stesso;

a) le caratteristiche principali dei beni o servizi, in misura adeguata al mezzo di comunicazione nonché ai beni o servizi;

Emendamento  79

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) l'indirizzo geografico e l'identità del commerciante, ad esempio la sua denominazione sociale e, ove questa informazione sia pertinente, l'indirizzo geografico e l'identità del commerciante per conto del quale egli agisce;

b) l'indirizzo geografico e l'identità dell'impresa, ad esempio la sua denominazione sociale e, ove questa informazione sia pertinente, l'indirizzo geografico e la sede dell'impresa nonché l'identità dell'impresa per conto della quale essa agisce;

Emendamento  80

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis) il recapito, compreso il numero di telefono e fax e l'indirizzo email, se disponibile, e altri eventuali mezzi di comunicazione a distanza, che consentano al consumatore di contattare e comunicare con l'impresa in modo rapido e diretto;

Emendamento  81

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) il prezzo comprensivo delle imposte o, se la natura del prodotto comporta l'impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l'indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore;

c) il prezzo finale comprensivo delle imposte o, se la natura del prodotto comporta l'impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l'indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore;

Emendamento  82

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) le modalità di pagamento, consegna, esecuzione e trattamento dei reclami qualora esse siano difformi dagli obblighi imposti dalla diligenza professionale;

d) le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione;

Emendamento  83

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d bis) la politica di gestione dei reclami e l'indirizzo geografico al quale il consumatore può indirizzare eventuali reclami, compreso eventualmente l'indirizzo di un organismo che tratti i reclami per conto dell'impresa;

Emendamento  84

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera d ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d ter) la possibilità di far ricorso ad un meccanismo di composizione delle controversie in via amichevole, qualora esista tale possibilità;

Emendamento  85

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e) l'esistenza di un diritto di recesso, se applicabile;

e) qualora esista un diritto di recesso, se applicabile, le condizioni e la procedura di esercizio di tale diritto, compreso il periodo di recesso e il nome e l'indirizzo dell'impresa alla quale va comunicato il recesso nonché gli eventuali costi per la restituzione dei beni; l'impresa può avvalersi delle istruzioni tipo relative al recesso e del modulo tipo di recesso di cui rispettivamente all'allegato I, lettere A e B, o di una diversa dichiarazione univoca;

Emendamento  86

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e bis) qualora non si applichi un diritto di recesso conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, che il consumatore non beneficerà di un diritto di recesso;

Emendamento  87

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera e ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e ter) se del caso, le informazioni sulle garanzie finanziarie per recuperare i pagamenti effettuati in anticipo, in caso di recesso o annullamento;

Emendamento  88

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

h) la durata minima degli obblighi del consumatore a norma del contratto, se applicabile;

h) la durata minima degli obblighi del consumatore e dell'impresa a norma del contratto, se applicabile;

Emendamento  89

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera i bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(i bis) che il contratto viene concluso con un'impresa e che quindi il consumatore beneficia della protezione prevista dalla presente direttiva.

Emendamento  90

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera i ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(i ter) l'obbligo di pagamento che incombe al consumatore conformemente all'articolo 17, paragrafo 3, qualora la prestazione dei servizi sia iniziata durante il periodo di recesso con il previo consenso esplicito del consumatore, se del caso;

Emendamento  91

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera i quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(i quater) il periodo durante il quale l'offerta resta valida, se del caso;

Emendamento  92

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera i quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(i quinquies) l'applicazione delle misure tecniche di protezione per i prodotti digitali, se del caso;

Emendamento  93

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nel caso di un'asta pubblica, le informazioni nel paragrafo 1, lettera b) possono essere sostituite dall'indirizzo geografico e dall'identità della casa d'aste.

2. Nel caso di un'asta pubblica, le informazioni nel paragrafo 1, lettere b) e b bis) possono essere sostituite dai corrispondenti dati della casa d'aste.

Emendamento  94

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Gli Stati membri non stabliscono ulteriori disposizioni formali relative alle istruzioni tipo in materia di recesso conformemente all'allegato I, lettera A.

Emendamento  95

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter. Qualora l'impresa utilizzi le istruzioni tipo in materia di recesso di cui all'allegato I, lettera A, essa adempie agli obblighi in materia d'informazione per i contratti di vendita a distanza e conclusi al di fuori dei locali commerciali di cui al paragrafo 1, lettera e).

Emendamento  96

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le informazioni di cui al paragrafo 1 formano parte integrante del contratto di vendita o di servizi.

3. Le informazioni di cui al paragrafo 1 formano parte integrante del contratto di vendita o di servizi a distanza o concluso al di fuori dei locali commerciali.

Emendamento  97

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. L'impresa sostiene l'onere della prova di aver fornito le informazioni previste dal presente articolo.

Emendamento  98

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter. Qualora le disposizioni del presente articolo siano in contrasto con altre disposizioni giuridiche dell'Unione che disciplinano contratti particolari, queste ultime prevalgono e sono dirimenti per questi particolari contratti.

Emendamento  99

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Fatti salvi l'articolo 7, paragrafo 2, l'articolo 13 e l'articolo 42, le conseguenze di ogni violazione dell'articolo 5 sono determinate conformemente al diritto nazionale applicabile. Gli Stati membri devono prevedere nel diritto contrattuale nazionale rimedi efficaci per le violazioni dell'articolo 5.

2. Fatti salvi l'articolo 7, paragrafo 2, l'articolo 13 e l'articolo 42, le conseguenze di ogni violazione dell'articolo 5 sono determinate conformemente al diritto nazionale applicabile, ad eccezione delle violazioni minime di natura tecnica in cui gli effetti della violazione in base al diritto nazionale applicabile sarebbero sproporzionati rispetto al danno effettivamente provocato. Gli Stati membri devono prevedere nel diritto nazionale rimedi efficaci per le violazioni dell'articolo 5.

Emendamento  100

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Il presente articolo lascia impregiudicata la normativa nazionale in base alla quale determinati contratti conclusi attraverso un intermediario sono considerati contratti tra imprese e consumatori.

Emendamento  101

Proposta di direttiva

Capo III – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Informazioni per il consumatore e diritto di recesso per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali

soppresso

Emendamento  102

Proposta di direttiva

Articolo 8

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 8

soppresso

Campo di applicazione

 

Il presente capo si applica ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

 

Emendamento  103

Proposta di direttiva

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

Informazioni per i contratti a distanza e peri contratti negoziati fuori dei locali commerciali

soppresso

Per quanto riguarda i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali il commerciante deve fornire le informazioni seguenti che formano parte integrante del contratto:

 

a) le informazioni di cui agli articoli 5 e 7, e in deroga all'articolo 5, paragrafo 1, lettera d) in tutti i casi le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione del contratto;

 

b) l'applicabilità del diritto di recesso e le condizioni e procedure per esercitare tale diritto conformemente all'allegato I;

 

c) l'indirizzo geografico della sede del commerciante, se diverso dall'indirizzo geografico, (e se applicabile quello del commerciante per conto del quale agisce) a cui il consumatore può indirizzare eventuali reclami;

 

d) l'esistenza di codici di condotta e come possono essere ottenuti, se applicabile;

 

e) la possibilità di ricorrere ad un meccanismo di composizione delle controversie in via amichevole, se del caso;

 

f) che il contratto viene concluso con un commerciante e di conseguenza il consumatore gode della protezione prevista dalla presente direttiva.

 

Emendamento  104

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per quanto riguarda i contratti negoziati fuori dei locali commerciali le informazioni di cui all'articolo 9 vanno indicate nel buono d'ordine in un linguaggio semplice e comprensibile e in modo leggibile. Il buono d'ordine include il modulo standard di recesso di cui all'allegato I (B).

1. Per quanto riguarda i contratti conclusi fuori dei locali commerciali le informazioni di cui all'articolo 5 vanno indicate nel documento del contratto o in un altro supporto durevole in tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da un contratto o un'offerta, ove ciò appaia opportuno a seconda della natura del contratto, e devono essere redatte in un linguaggio semplice e comprensibile ed essere leggibili in forma testuale. Su richiesta del consumatore, l'impresa fornisce le informazioni su supporto cartaceo.

Emendamento  105

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Un contratto negoziato fuori dei locali commerciali è valido solo se il consumatore firma un buono d'ordine e, qualora quest'ultimo non sia su supporto cartaceo, riceve una copia dell'ordine su un altro mezzo durevole.

soppresso

Emendamento  106

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri non impongono requisiti formali diversi da quelli indicati ai paragrafi 1 e 2.

3. Gli Stati membri non impongono requisiti formali o di informazione diversi da quelli indicati all'articolo 5, paragrafo 1. Ciò lascia impregiudicati i requisiti oggettivamente giustificati che non si riferiscono a contratti negoziati fuori dei locali commerciali, in particolare per quanto riguarda i rischi in materia di salute e sicurezza.

Emendamento  107

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per quanto riguarda i contratti a distanza le informazioni di cui all'articolo 9, lettera a) devono essere fornite o messe a disposizione del consumatore prima della conclusione del contratto, in un linguaggio semplice e comprensibile e in modo leggibile e appropriato al mezzo di comunicazione a distanza impiegato.

1. Per quanto riguarda i contratti a distanza le informazioni di cui all'articolo 5 devono essere fornite o messe a disposizione del consumatore in tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da un contratto o da un'offerta, in un linguaggio semplice e comprensibile e in modo leggibile e appropriato al mezzo di comunicazione a distanza impiegato.

Emendamento  108

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Se il commerciante telefona al consumatore al fine di concludere un contratto a distanza, egli deve rivelare la sua identità e lo scopo commerciale della telefonata all'inizio della conversazione con il consumatore.

2. Se l'impresa telefona al consumatore al fine di concludere un contratto a distanza per telefono, essa deve rivelare la sua identità e, se del caso, l'identità della persona per conto della quale telefona, nonché lo scopo commerciale della telefonata all'inizio della conversazione telefonica.

Emendamento  109

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Se il contratto è concluso mediante un mezzo che consente uno spazio o un tempo limitato per visualizzare le informazioni, il commerciante deve fornire almeno le informazioni riguardanti le caratteristiche principali del prodotto e il prezzo totale di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e c) su quel mezzo in particolare prima della conclusione del contratto. Le altre informazioni di cui agli articoli 5 e 7 devono essere fornite dal commerciante in un modo appropriato conformemente al paragrafo 1.

3. Se il contratto è concluso mediante un mezzo che consente uno spazio o un tempo limitato per visualizzare le informazioni, l'impresa deve fornire almeno le informazioni riguardanti le caratteristiche principali del prodotto e il prezzo finale di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e c) su quel mezzo in particolare prima della conclusione del contratto. Le altre informazioni di cui all'articolo 5 devono essere fornite dall'impresa in un modo appropriato conformemente al paragrafo 1.

Emendamento  110

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Se un contratto a distanza concluso su Internet impone al consumatore l'obbligo di effettuare un pagamento, il consumatore è vincolato dal contratto solo se l'impresa:

 

a) indica in modo chiaro ed evidente il prezzo totale, compreso il prezzo di tutte le componenti; e

 

b) elabora la propria presentazione su Internet in modo tale che l'ordine vincolante sia possibile soltanto previa conferma da parte del consumatore di aver letto l'indicazione di cui alla lettera a).

Emendamento  111

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Il consumatore riceve la conferma di tutte le informazioni di cui all'articolo 9, lettere da a) ad f), su un mezzo durevole, entro un tempo ragionevole dopo la conclusione di qualsiasi contratto a distanza e al più tardi al momento della consegna dei beni oppure quando è iniziata l'esecuzione del servizio, a meno che l'informazione non sia già stata fornita al consumatore su un mezzo durevole prima della conclusione di ogni contratto a distanza.

4. Il consumatore riceve la conferma di tutte le informazioni di cui all'articolo 5, in forma testuale su un mezzo durevole, entro un tempo ragionevole dopo la conclusione di qualsiasi contratto a distanza e al più tardi al momento della consegna dei beni oppure quando è iniziata l'esecuzione del servizio, a meno che l'informazione non sia già stata fornita al consumatore su un mezzo durevole prima della conclusione di ogni contratto a distanza.

Emendamento  112

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri non impongono requisiti formali diversi da quelli indicati ai paragrafi da 1 a 4.

5. Gli Stati membri non impongono requisiti formali o di informazione diversi da quelli indicati all'articolo 5, paragrafo 1. Ciò lascia impregiudicati i requisiti oggettivamente giustificati che non si riferiscono a contratti negoziati fuori dei locali commerciali, in particolare per quanto riguarda i rischi in materia di salute e sicurezza.

Emendamento  113

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nel caso di un contratto negoziato fuori dei locali commerciali il periodo di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore firma il buono d'ordine e, qualora quest'ultimo non sia su supporto cartaceo, da quando riceve una copia dell'ordine su un altro mezzo durevole.

Il periodo di recesso termina quattordici giorni dopo l'ultima delle seguenti date:

 

 

a) la data di conclusione del contratto;

Nel caso di un contratto a distanza per la vendita di beni il periodo di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso materiale di ognuno dei beni ordinati.

 

b) se l'oggetto del contratto consiste nella consegna di beni, la data di accettazione di tali beni;

Nel caso di un contratto a distanza per la fornitura di servizi il periodo di recesso decorre dalla data di conclusione del contratto.

 

c) in caso di contratto misto, la consegna dei beni o la fornitura dei servizi, a seconda di quale si effettui per ultima;

 

d) se l'oggetto del contratto consiste nella consegna di beni molteplici, che devono essere consegnati separatamente la data di accettazione dell'ultimo di tali beni;

 

e) se l'oggetto del contratto consiste nella consegna di lotti o pezzi molteplici, la data di accettazione dell'ultimo di tali lotti o pezzi;

 

f) se l'oggetto del contratto consiste nella consegna ricorrente di beni dello stesso tipo in un periodo definito di tempo, la data di accettazione del primo di tali beni;

Emendamento  114

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri non vietano alle parti di adempiere ai loro obblighi a norma del contratto durante il periodo di recesso.

4. Gli Stati membri non vietano alle parti di adempiere ai loro obblighi a norma del contratto durante il periodo di recesso. In caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, gli Stati membri possono mantenere nella loro legislazione nazionale disposizioni che vietano il pagamento durante il periodo di recesso.

Emendamento  115

Proposta di direttiva

Articolo 13

Testo della Commissione

Emendamento

Se in violazione dell'articolo 9, lettera b), dell'articolo 10, paragrafo 1 e dell'articolo 11, paragrafo 4 il commerciante non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il periodo di recesso scade tre mesi dopo che il commerciante abbia adempiuto pienamente ai suoi altri obblighi contrattuali.

Se in violazione dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera e), dell'articolo 10, paragrafo 1 e dell'articolo 11, paragrafo 4 l'impresa non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il periodo di recesso scade un anno dopo la data di cui all'articolo 12, paragrafo 2.

 

Se l'impresa ha fornito al consumatore le informazioni sul diritto di recesso entro un anno dalla data di cui all'articolo 12, paragrafo 2, il periodo di recesso scade quattordici giorni dopo il giorno in cui il consumatore riceve le informazioni.

Emendamento  116

Proposta di direttiva

Articolo 14

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il consumatore informa il commerciante della sua decisione di esercitare il diritto di recesso mediante un mezzo durevole e indirizzando al commerciante una dichiarazione redatta con le proprie parole oppure utilizzando il modulo di recesso standard di cui all'allegato I, lettera B.

1. Il consumatore informa l'impresa, prima della scadenza del periodo di recesso, della sua decisione di esercitare il diritto di recesso mediante un mezzo durevole. A tal fine, il consumatore può utilizzare il modulo di recesso tipo di cui all'allegato I, lettera B oppure una diversa dichiarazione univoca.

Gli Stati membri non prevedono altri requisiti formali applicabili a tale modulo standard di recesso.

Gli Stati membri non prevedono requisiti formali applicabili alla notifica di recesso.

2. Per i contratti a distanza conclusi su internet il commerciante, oltre alle possibilità di cui al paragrafo 1, può offrire al consumatore l'opzione di compilare e inviare elettronicamente il modulo di recesso standard mediante il sito web del commerciante. In tal caso il commerciante trasmette senza indugio al consumatore una conferma di ricevimento del recesso per e-mail.

2. L'impresa, oltre alle possibilità di cui al paragrafo 1, può offrire al consumatore l'opzione di inviare il modulo di recesso tipo di cui all'allegato I, lettera B, o qualsiasi altra dichiarazione di recesso, oppure compilare e inviare elettronicamente il modulo mediante un sito web. In tal caso l'impresa trasmette senza indugio al consumatore una conferma di ricevimento del recesso per e-mail.

Emendamento  117

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) di concludere un contratto negoziato fuori dei locali commerciali nei casi in cui un'offerta sia stata fatta dal consumatore.

b) di concludere un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali nei casi in cui un'offerta sia stata fatta dal consumatore.

Emendamento  118

Proposta di direttiva

Articolo 16 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obblighi del commerciante nel caso di recesso

Rimborso da parte dell'impresa nel caso di recesso

Emendamento  119

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il commerciante rimborsa qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore entro trenta giorni dal giorno in cui riceve la comunicazione di recesso.

1. L'impresa rimborsa qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore entro quattordici giorni dal giorno in cui riceve la comunicazione di recesso.

Emendamento  120

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Qualora il consumatore abbia scelto espressamente un tipo di consegna diversa dalla consegna standard, l'impresa non è tenuta a rimborsare i costi supplementari che questa comporta.

Emendamento  121

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Per i contratti di vendita il commerciante può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto o ritirato tutti i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver restituito i beni, qualunque intervenga per prima.

2. Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, l'impresa può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto o ritirato tutti i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver restituito i beni, qualunque intervenga per prima.

Emendamento  122

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Per i contratti di vendita in cui il possesso materiale dei beni sia stato trasferito al consumatore o, a sua richiesta, a un terzo prima della scadenza del periodo di recesso, il consumatore restituisce i beni o li consegna al commerciante o a un terzo autorizzato a riceverli dal commerciante, entro quattordici giorni dalla data in cui comunica il suo recesso al commerciante, purché il commerciante non abbia offerto di ritirare egli stesso i beni.

Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali per la fornitura di beni ove il consumatore o, a sua richiesta, un terzo abbia accettato i beni prima della scadenza del periodo di recesso, il consumatore restituisce i beni o li consegna all'impresa o a un terzo autorizzato dall'impresa a riceverli, entro quattordici giorni dalla data in cui comunica il suo recesso all'impresa, purché quest'ultima non abbia offerto di ritirare essa stessa i beni.

Emendamento  123

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione oltre a quella necessaria per accertare il valore e il funzionamento dei beni. Egli non è responsabile per la diminuzione del valore se il commerciante ha omesso di informare il consumatore del suo diritto di recesso a norma dell'articolo 9, lettera b). Per i contratti di servizio soggetti a un diritto di recesso il consumatore non sostiene alcun costo per i servizi forniti, in pieno o in parte, durante il periodo di recesso.

2. Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione oltre a quella necessaria per accertare il valore e il funzionamento dei beni. Egli non è responsabile per la diminuzione del valore se l'impresa ha omesso di informare il consumatore del suo diritto di recesso a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera e).

Emendamento  124

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Per i contratti di servizi il consumatore sostiene i costi relativi ai servizi forniti, integralmente o in parte, durante il periodo di recesso, qualora l'impresa abbia fornito le informazioni a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera i ter), e l'esecuzione dei servizi sia cominciata durante il periodo di recesso con il previo consenso esplicito del consumatore.

Emendamento  125

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter. Fatto salvo quanto previsto nel presente articolo, l'esercizio del diritto di recesso non comporta alcuna responsabilità per il consumatore.

Emendamento  126

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. Per quanto riguarda i seguenti contratti a distanza il diritto di recesso non è applicabile:

1. Per quanto riguarda i seguenti contratti a distanza e i contratti negoziati fuori dei locali commerciali il diritto di recesso non è applicabile:

Emendamento  127

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l'accordo espresso del consumatore, prima della scadenza del termine di quattordici giorni di cui all'articolo 12;

soppresso

Emendamento  128

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) la fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il commerciante non è in grado di controllare;

b) la fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato che l'impresa non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;

Emendamento  129

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;

c) la fornitura di beni o servizi confezionati su misura o chiaramente personalizzati o beni che, per loro natura, rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;

Emendamento  130

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis) la fornitura di alimenti, bevande o altri beni sensibili sotto il profilo dell'igiene, di cui il consumatore ha già aperto l'imballaggio o il sigillo;

Emendamento  131

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c ter) contratti per i quali l'impresa abbia richiesto l'esecuzione istantanea da parte dell'impresa al fine di rispondere ad un'urgenza immediata; se in tale occasione l'impresa fornisce o vende servizi o beni supplementari diversi da quelli strettamente necessari per risolvere l'emergenza immediata del consumatore, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

Emendamento  132

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera c quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c quater) contratti per i quali il consumatore ha chiesto espressamente all'impresa di fargli visita a domicilio ai fini dell'esecuzione di lavori di riparazione o manutenzione; se in tale occasione l'impresa fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per eseguire la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

Emendamento  133

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera c quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c quinquies) per la fornitura di alloggi, trasporti, servizi di noleggio di autovetture, servizi di catering o di tempo libero qualora i contratti prevedano una data o un periodo di esecuzione specifici;

Emendamento  134

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) la fornitura di vino, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo oltre il periodo limite di cui all'articolo 22, paragrafo 1 e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal commerciante;

d) la fornitura di vino o di altre bevande, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo oltre il periodo limite di cui all'articolo 22, paragrafo 1 e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dall'impresa;

Emendamento  135

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e) la fornitura di registrazioni audio e video, o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;

e) la fornitura di registrazioni audio e video sigillate, o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;

Emendamento  136

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

f) la fornitura di giornali, periodici e riviste;

f) la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento;

Motivazione

Uno degli obiettivi della revisione dell'acquis in materia di protezione dei consumatori nel quadro del diritto civile nell'UE, ossia lo sviluppo e il rafforzamento della protezione dei consumatori, richiede anche l'analisi critica e la riduzione delle miriadi di eccezioni al diritto di recesso nonché il chiarimento di talune definizioni di eccezione. Sono oggettivamente giustificate per la necessità di mettere in questione e alla prova le promesse fatte in altri settori. A parte questo, tali eccezioni sono sempre citate nella pratica come argomento avverso a un diritto di recesso del consumatore e risultano quindi a svantaggio del consumatore.

Emendamento  137

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 – lettera h bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(h bis) contratti conclusi per via elettronica ed immediatamente e pienamente eseguiti con gli stessi mezzi di comunicazione a distanza quali lo scaricamento da Internet, qualora l'esecuzione sia iniziata con il previo consenso esplicito del consumatore.

Emendamento  138

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Per quanto riguarda i seguenti contratti negoziati fuori dei locali commerciali il diritto di recesso non è applicabile:

soppresso

a) la fornitura di alimenti, bevande o altri beni destinati al consumo corrente nella famiglia, selezionati precedentemente dal consumatore mediante la comunicazione a distanza e fisicamente forniti al domicilio, alla residenza o al posto di lavoro del consumatore da parte del commerciante che di norma vende tali beni nel suo locale commerciale;

 

b) contratti per i quali il consumatore abbia richiesto l'esecuzione immediata da parte del commerciante al fine di rispondere ad un'urgenza immediata; se in tale occasione il commerciante fornisce o vende servizi o beni supplementari diversi da quelli strettamente necessari per risolvere l'emergenza immediata del consumatore, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;

 

c) contratti per i quali il consumatore ha specificamente richiesto al commerciante, mediante la comunicazione a distanza, di visitare il suo domicilio al fine di riparare o eseguire la manutenzione sulla sua proprietà; se in tale occasione il commerciante fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per eseguire la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari.

 

Emendamento  139

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le parti possono concordare di non applicare i paragrafi 1 e 2.

3. Le parti possono concordare di non applicare il paragrafo 1.

Emendamento  140

Proposta di direttiva

Articolo 20

Testo della Commissione

Emendamento

Esclusioni relative ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali

soppresso

1. Gli articoli da 8 a 19 non si applicano ai seguenti contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali:

 

a) vendita di beni immobili o altri diritti relativi a beni immobili, ad eccezione della locazione e dei lavori riguardanti gli immobili;

 

b) contratti conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;

 

c) contratti conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici;

 

d) fornitura di alimenti o bevande da un commerciante che effettua giri frequenti e regolari nel vicinato del suo locale commerciale.

 

2. Gli articoli da 8 a 19 non si applicano ai seguenti contratti negoziati fuori dei locali commerciali riguardanti:

 

a) assicurazioni;

 

b) servizi finanziari il cui prezzo dipende da fluttuazioni del mercato finanziario che il commerciante non è in grado di controllare e che possono aver luogo durante il periodo di recesso, quali definiti all'articolo 6, paragrafo 2, lettera a) della direttiva 2002/65/CE16; e

 

c) il credito che rientra nel campo di applicazione della direttiva 2008/48/CE.

 

3. Gli articoli da 8 a 19 non sono applicabili ai contratti a distanza per la fornitura di alloggi, trasporti, servizi di noleggio di autovetture, servizi di catering o di tempo libero qualora i contratti prevedano una data o un periodo di esecuzione specifici.

 

16 GU L 271 del 9.10.2002, pag. 16.

 

Emendamento  141

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Il presente capo non si applica ai pezzi di ricambio sostituiti dal commerciante per rimediare al difetto di conformità dei beni mediante riparazione a norma dell'articolo 26.

soppresso

Emendamento  142

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri possono decidere di non applicare il presente capo alla vendita di beni usati nelle aste pubbliche.

soppresso

Emendamento  143

Proposta di direttiva

Articolo 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 21 bis

 

Livello di armonizzazione

 

Salvo diversa indicazione, gli Stati membri possono adottare o mantenere in vigore, nel settore disciplinato dal presente capo, disposizioni più rigorose, compatibili con il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per garantire un livello più elevato di tutela del consumatore. Gli Stati membri notificano dette disposizioni alla Commissione, che rende pubbliche tali informazioni in modo facilmente accessibile.

Emendamento  144

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Se le parti non hanno concordato altrimenti, il commerciante consegna i beni mediante il trasferimento del possesso materiale dei beni al consumatore o a un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entro trenta giorni dalla data di conclusione del contratto.

1. Se le parti non hanno concordato altrimenti, l'impresa consegna i beni mettendoli a disposizione del consumatore o di un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entro un termine di tempo ragionevole che in ogni caso non può superare trenta giorni dalla data di conclusione del contratto.

Emendamento  145

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Se il commerciante non adempie all'obbligo di consegna, il consumatore ha diritto al rimborso di tutte le somme versate entro sette giorni dalla data di consegna di cui al paragrafo 1.

2. Se l'impresa non adempie all'obbligo di consegna tempestiva in conformità del paragrafo 1, il consumatore lo invita ad effettuare la consegna entro un termine appropriato alle circostanze. Se l'impresa non adempie all'obbligo di consegna entro un termine appropriato, il consumatore ha il diritto di rescindere il contratto.

Emendamento  146

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto qualora l'impresa non abbia ottemperato all'obbligo di effettuare la consegna entro i termini, ai sensi del paragrafo 1, qualora:

 

a) l'impresa abbia rifiutato di consegnare i beni; oppure

 

b) il periodo di consegna sia essenziale tenendo conto di tutte le circostanze che accompagnano la conclusione del contratto; oppure

 

c) il consumatore comunichi all'impresa, prima della conclusione del contratto, che la consegna entro o ad una data specifica è essenziale.

Emendamento  147

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter. Oltre alla rescissione del contratto in conformità dei paragrafi 2 e 2 bis, il consumatore può avvalersi di altri mezzi di ricorso previsti dalla legislazione nazionale.

Emendamento  148

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater. Agli Stati membri non è consentito mantenere o introdurre nelle legislazioni nazionali disposizioni diverse da quelle previste dal presente articolo.

Emendamento  149

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il rischio di perdita o danneggiamento dei beni è trasferito al consumatore quando quest'ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, prende il possesso materiale dei beni.

1. Il rischio di perdita o danneggiamento dei beni è trasferito al consumatore quando quest'ultimo, o un terzo da lui designato accetta i beni.

Emendamento  150

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il rischio di cui al paragrafo 1 è trasferito al consumatore al momento della consegna concordata dalle parti, se quest'ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, omette di prendere le misure necessarie per acquisire il possesso materiale dei beni.

2. Il rischio di cui al paragrafo 1 è trasferito al consumatore a partire dal momento in cui i beni avrebbero dovuto essere accettati se il consumatore, o un terzo da lui designato, omette di adempiere all'obbligo di accettare i beni e tale inadempimento non trova giustificazione in un impedimento.

Emendamento  151

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Le parti non devono, a danno del consumatore, escludere l'applicazione del presente articolo, derogarvi o mutarne gli effetti.

Emendamento  152

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter. Agli Stati membri non è consentito mantenere o introdurre nelle legislazioni nazionali disposizioni diverse da quelle previste dal presente articolo.

Emendamento  153

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il commerciante consegna i beni conformemente al contratto di vendita.

1. L'impresa consegna i beni al consumatore conformemente al contratto di vendita.

Emendamento  154

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se soddisfano le condizioni seguenti:

2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto di vendita se soddisfano le condizioni seguenti:

Emendamento  155

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;

c) sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo; e

Motivazione

Per quanto riguarda il principio di conformità con il contratto, l'elenco dei criteri di non conformità dovrebbe essere rafforzato e migliorato.

Emendamento  156

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Non vi è alcun difetto di conformità a norma del presente articolo se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ragionevolmente ignorarlo, o se il difetto di conformità trova la sua origine in materiali forniti dal consumatore.

3. Non vi è alcun difetto di conformità a norma del presente articolo quando, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ragionevolmente ignorarlo, o quando il difetto di conformità trova la sua origine in materiali forniti dal consumatore.

Emendamento  157

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 4 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

4. Il commerciante non è vincolato dalle dichiarazioni pubbliche di cui al paragrafo 2, lettera d), se dimostra l'esistenza di una delle seguenti situazioni:

4. L'impresa non è vincolata dalle dichiarazioni pubbliche di cui al paragrafo 2, lettera d), se dimostra l'esistenza di una delle seguenti situazioni:

Emendamento  158

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 4 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) entro la conclusione del contratto la dichiarazione era stata corretta;

b) entro la conclusione del contratto la dichiarazione era stata corretta e si può ragionevolmente presumere che il consumatore fosse venuto a conoscenza della rettifica;

Emendamento  159

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Qualunque difetto di conformità risultante da un'imperfetta installazione dei beni è considerato un difetto di conformità dei beni stessi, se l'installazione è prevista dal contratto ed è stata effettuata dal commerciante o sotto la sua responsabilità. La stessa disposizione si applica anche nel caso in cui i beni, concepiti per essere istallati dal consumatore, siano installati dal consumatore in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

5. Qualunque difetto di conformità risultante da un'imperfetta installazione dei beni è considerato un difetto di conformità dei beni stessi, se l'installazione è stata effettuata dall'impresa o sotto la sua responsabilità. La stessa disposizione si applica anche nel caso in cui i beni, concepiti per essere istallati dal consumatore, siano installati dal consumatore in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

Emendamento  160

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 5 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 ter. Agli Stati membri non è consentito mantenere o introdurre nelle legislazioni nazionali disposizioni diverse da quelle previste dal presente articolo.

Emendamento  161

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. Conformemente ai paragrafi da 2 a 5 se i beni non sono conformi al contratto il consumatore ha diritto a:

1. Alle condizioni di cui ai paragrafi da 2 a 5 se i beni non sono conformi al contratto il consumatore deve avere diritto a:

Emendamento  162

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) la riduzione del prezzo;

b) la riduzione del prezzo, o

Emendamento  163

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il commerciante rimedia al difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione, a sua scelta.

2. L'impresa rimedia al difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione, a scelta del consumatore.

Emendamento  164

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

3. Se il commerciante ha dimostrato che rimediare al difetto di conformità mediante riparazione o sostituzione è illegale, impossibile o causerebbe al commerciante uno sforzo sproporzionato, il consumatore può scegliere tra la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Lo sforzo del commerciante è sproporzionato se gli impone costi che, in confronto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, sono eccessivi tenendo conto del valore dei beni se non vi fosse alcun difetto di conformità e l'importanza del difetto di conformità.

3. Se l'impresa ha dimostrato che rimediare al difetto di conformità mediante riparazione e sostituzione è illegale, impossibile o causerebbe all'impresa uno sforzo sproporzionato, il consumatore può scegliere tra la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Lo sforzo dell'impresa è sproporzionato se le impone costi che, in confronto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, sono eccessivi tenendo conto del valore dei beni se non vi fosse alcun difetto di conformità e l'importanza del difetto di conformità.

Emendamento  165

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 4 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) lo stesso difetto si è manifestato più di una volta entro un breve periodo di tempo.

d) dopo la riparazione o la sostituzione lo stesso difetto si è manifestato più di una volta entro un breve periodo di tempo.

Emendamento  166

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Il disagio notevole per il consumatore e il tempo ragionevole necessario al commerciante per rimediare al difetto di conformità sono valutati tenendo conto della natura dei beni e dello scopo per cui il consumatore ha acquistato tali beni, conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, lettera b).

5. Il disagio notevole per il consumatore e il tempo ragionevole necessario all'impresa per rimediare al difetto di conformità sono valutati tenendo conto della natura dei beni e dello scopo per cui il consumatore ha acquistato tali beni, conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, lettera b).

Emendamento  167

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Fatte salve le disposizioni del presente capo, il consumatore può chiedere i danni per qualsiasi perdita cui non è stato posto rimedio a norma dell'articolo 26.

2. Fatte salve le disposizioni del presente capo, il consumatore può chiedere i danni previsti dalla legislazione nazionale per qualsiasi perdita cui non è stato posto rimedio a norma dell'articolo 26.

Emendamento  168

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Se il commerciante ha rimediato al difetto di conformità mediante la sostituzione del bene, egli è responsabile a norma dell'articolo 25 se il difetto di conformità si manifesta entro due anni dal momento in cui il consumatore o un terzo designato dal consumatore ha acquisito il possesso materiale dei beni sostituiti.

2. Se l'impresa ha rimediato al difetto di conformità mediante la sostituzione del bene, essa è responsabile a norma dell'articolo 25 se il difetto di conformità si manifesta entro due anni dal momento in cui il consumatore o un terzo designato dal consumatore ha acquisito i beni sostituiti.

Emendamento  169

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Se l'impresa ha rimediato al difetto di conformità mediante riparazione, essa è ritenuta responsabile del difetto di conformità di qualsiasi pezzo di ricambio sostituito dall'impresa per la restante durata della sua responsabilità per il bene principale e sempre per almeno sei mesi dopo la riparazione.

Emendamento  170

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Per esercitare i suoi diritti a norma dell'articolo 25 il consumatore deve comunicare al commerciante il difetto di conformità entro due mesi dalla data in cui ha constatato il difetto.

soppresso

Emendamento  171

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Fino a prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla data in cui il rischio è passato al consumatore esistessero già a tale data, a condizione che tale ipotesi non sia incompatibile con la natura del bene o del difetto.

5. Fino a prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro un anno dalla data in cui il rischio è passato al consumatore esistessero già a tale data, a condizione che tale ipotesi non sia incompatibile con la natura del bene o del difetto.

Emendamento  172

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

2. La dichiarazione di garanzia è redatta in un linguaggio semplice e comprensibile e deve essere leggibile. Essa include:

2. La dichiarazione di garanzia è redatta in un linguaggio semplice e comprensibile e deve essere leggibile. Essa è inoltre redatta nelle stesse lingue in cui sono stati offerti i beni e include:

a) i diritti legali del consumatore, conformemente all'articolo 26, e una chiara dichiarazione che tali diritti non sono lesi dalla garanzia commerciale;

a) i diritti del consumatore, conformemente all'articolo 26 e all'articolo 28, e una chiara dichiarazione che tali diritti non sono lesi dalla garanzia commerciale, e

b) il contenuto della garanzia commerciale e le condizioni per la presentazione di reclami, in particolare la durata, la validità territoriale, il nome e l'indirizzo del garante;

b) le condizioni della garanzia commerciale, in particolare quelle relative alla durata, alla trasferibilità e alla validità territoriale, il nome e l'indirizzo del garante e, se diversa dal garante, la persona a cui vanno inoltrati i reclami e la procedura da eseguire per eseguire il reclamo;

c) fatti salvi gli articoli 32 e 35, nonché l'allegato III, punto 1, lettera j), la dichiarazione che la garanzia commerciale non può essere trasferita ad un acquirente successivo, se applicabile.

 

 

2 bis. Il consumatore può cedere la garanzia ad un acquirente successivo. La dichiarazione di garanzia può prevedere diversamente, a meno che tale esclusione non sia abusiva ai sensi degli articoli 32 e 35 e dell'allegato III, punto 1, lettera j).

3. Se il consumatore lo richiede, il commerciante mette a disposizione la dichiarazione di garanzia su un mezzo durevole.

3. Su richiesta del consumatore, l'impresa fornisce la dichiarazione di garanzia in formato testuale su un mezzo durevole.

4. Il difetto di conformità al paragrafo 2 o 3 non si ripercuote sulla validità della garanzia.

4. Il difetto di conformità ai paragrafi 2, 2 bis o 3 non si ripercuote sulla validità della garanzia commerciale.

Emendamento  173

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Il presente capo si applica alle clausole contrattuali redatte in anticipo dal commerciante o da un terzo e a cui il consumatore acconsente senza avere la possibilità di influenzarne il contenuto, in particolare qualora tali clausole facciano parte di un contratto standard prestabilito.

1. Il presente capo si applica alle clausole contrattuali redatte in anticipo dall'impresa o da un terzo e che non sono state oggetto di negoziato individuale. Si considera che una clausola non sia stata oggetto di negoziato individuale quando è stata redatta in anticipo e il consumatore non ha di conseguenza potuto esercitare alcuna influenza sul suo contenuto, in particolare qualora tale clausola faccia parte di un contratto standard prestabilito.

Emendamento  174

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Il fatto che il consumatore abbia avuto la possibilità di influenzare il contenuto di taluni aspetti di una clausola contrattuale o di un termine specifico non esclude l'applicazione del presente capo alle altre clausole contrattuali che formano parte del contratto.

2. Il fatto che il contenuto di taluni aspetti di una clausola contrattuale o di un termine specifico sia stato oggetto di negoziato individuale non esclude l'applicazione del presente capo alle altre clausole contrattuali che formano parte del contratto.

Emendamento  175

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Il presenta capo non è applicabile alle clausole che riproducono disposizioni legislative o regolamentari imperative conformi al diritto comunitario, nonché principi o disposizioni di convenzioni internazionali di cui gli Stati membri o la Comunità sono parte.

3. Il presente capo non è applicabile alle clausole che riproducono disposizioni legislative o regolamentari o disposizioni di ordine pubblico conformi al diritto dell'Unione, nonché principi o disposizioni di convenzioni internazionali di cui gli Stati membri o l'Unione sono parte.

Emendamento  176

Proposta di direttiva

Articolo 30 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 30 bis

 

Grado di armonizzazione

 

Salvo diversa disposizione, gli Stati membri non possono mantenere o adottare nel loro diritto nazionale disposizioni divergenti da quelle stabilite dal presente capo, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al consumatore un livello di tutela diverso.

Emendamento  177

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Le clausole dei contratti sono redatte in un linguaggio semplice e comprensibile e sono leggibili.

1. Tutte le clausole contrattuali sono espresse in modo chiaro e comprensibile. Se le clausole contrattuali sono messe per iscritto, sono sempre redatte in un linguaggio semplice e intelligibile e sono leggibili.

Emendamento  178

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Gli Stati membri non impongono prescrizioni in materia di presentazione per il modo in cui le clausole contrattuali sono espresse o messe a disposizione del consumatore.

4. Gli Stati membri non impongono prescrizioni sulla presentazione delle clausole contrattuali, fatte salve le prescrizioni in materia di presentazione in relazione alle persone con disabilità oppure se i beni o i servizi possono presentare un rischio particolare per la salute e la sicurezza del consumatore o di una terza persona oppure in relazione a beni o servizi specifici qualora vi siano elementi che provino che vi è un pregiudizio per il consumatore.

Emendamento  179

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Fatti salvi gli articoli 34 e 38, il carattere abusivo di una clausola contrattuale è valutato tenendo conto della natura dei beni oggetto del contratto e facendo riferimento, al momento della conclusione del contratto, a tutte le circostanze che accompagnano detta conclusione e a tutte le altre clausole del contratto o di un altro contratto da cui esso dipende. Nella valutazione dell'equità di una clausola contrattuale l'autorità competente a livello nazionale tiene conto anche del modo in cui è stato redatto il contratto e comunicato al consumatore da parte del commerciante a norma dell'articolo 31.

2. Fatti salvi gli articoli 34 e 38, il carattere abusivo di una clausola contrattuale è valutato tenendo conto della natura dei beni oggetto del contratto e facendo riferimento, al momento della conclusione del contratto, a tutte le circostanze che accompagnano detta conclusione e a tutte le altre clausole del contratto o di un altro contratto da cui esso dipende.

Emendamento  180

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Nella valutazione dell'equità di una clausola contrattuale, l'autorità competente a livello nazionale tiene conto anche del modo in cui è stato redatto il contratto e comunicato al consumatore da parte del commerciante a norma dell'articolo 31, paragrafi 1 e 2. Una clausola stabilita dall'impresa in violazione del dovere di trasparenza richiesto dall'articolo 31, paragrafi 1 e 2 può, unicamente per questo motivo, essere considerata abusiva.

Emendamento  181

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. I paragrafi 1 e 2 non sono applicabili alla valutazione dell'oggetto principale del contratto o all'appropriatezza della remunerazione prevista per l'obbligo contrattuale principale del commerciante, a condizione che il commerciante rispetti appieno le disposizioni dell'articolo 31.

3. I paragrafi 1, 2 e 2 bis del presente articolo non sono applicabili alla valutazione dell'oggetto principale del contratto o all'appropriatezza della remunerazione prevista per l'obbligo contrattuale principale dell'impresa, a condizione che l'impresa rispetti appieno le disposizioni dell'articolo 31, paragrafi 1, 2 e 3.

Emendamento  182

Proposta di direttiva

Articolo 33

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora il commerciante affermi che una clausola contrattuale è stata oggetto di negoziato individuale, gli incombe l'onere della prova.

Qualora l'impresa affermi che una clausola contrattuale è stata oggetto di negoziato individuale o che una clausola contrattuale è conforme ai requisiti di trasparenza di cui all'articolo 31, paragrafi 1 e 2, le incombe l'onere della prova.

Emendamento  183

Proposta di direttiva

Articolo 34

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui all'allegato II siano considerate abusive in ogni circostanza. L'elenco di tali clausole contrattuali è applicabile in tutti gli Stati membri e può essere modificato solo nel rispetto dell'articolo 39, paragrafo 2 e dell'articolo 40.

1. Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui all'allegato II siano considerate abusive in ogni circostanza.

 

2. Gli Stati membri possono prevedere nella loro normativa nazionale clausole contrattuali supplementari considerate abusive in qualsiasi circostanza. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le clausole contrattuali di cui al paragrafo 1.

La Commissione rende pubbliche tali informazioni in modo facilmente accessibile.

Emendamento  184

Proposta di direttiva

Articolo 35

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui al punto 1 dell'allegato III siano considerate abusive, a meno che il commerciante non dimostri che tali clausole sono eque a norma dell'articolo 32. L'elenco di tali clausole contrattuali è applicabile in tutti gli Stati membri e può essere modificato solo nel rispetto dell'articolo 39, paragrafo 2 e dell'articolo 40.

1. Gli Stati membri garantiscono che le clausole contrattuali di cui al punto 1 dell'allegato III siano considerate abusive, a meno che l'impresa non dimostri che tali clausole sono eque a norma dell'articolo 32.

 

2. Gli Stati membri possono prevedere nella loro normativa nazionale clausole contrattuali supplementari considerate abusive in qualsiasi circostanza. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le clausole contrattuali di cui al paragrafo 1.

La Commissione rende pubbliche tali informazioni in modo facilmente accessibile.

Emendamento  185

Proposta di direttiva

Articolo 37

Testo della Commissione

Emendamento

Le clausole contrattuali abusive non sono vincolanti sul consumatore. Il contratto continua ad essere vincolante per le parti se può rimanere in vigore senza le clausole abusive.

Le clausole contrattuali abusive ai sensi della presente direttiva non sono vincolanti per il consumatore a norma del diritto nazionale. Il contratto continua ad essere vincolante per le parti se può rimanere in vigore senza le clausole abusive.

Emendamento  186

Proposta di direttiva

Articolo 38 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri, nell'interesse dei consumatori e dei concorrenti, provvedono a fornire mezzi adeguati ed efficaci per far cessare l'inserzione di clausole abusive nei contratti stipulati tra commercianti e consumatori.

1. Gli Stati membri, nell'interesse dei consumatori e dei concorrenti, provvedono a fornire mezzi adeguati ed efficaci per impedire l'inserzione di clausole abusive nei contratti stipulati tra imprese e consumatori.

Emendamento  187

Proposta di direttiva

Articolo 38 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri possono consentire alle autorità giudiziarie o amministrative di applicare mezzi appropriati ed efficaci per impedire ai commercianti di continuare ad utilizzare clausole che sono state definite abusive.

3. Gli Stati membri possono consentire alle autorità giudiziarie o amministrative di applicare mezzi appropriati ed efficaci per impedire alle imprese l'utilizzo di clausole che sono state definite abusive.

Emendamento  188

Proposta di direttiva

Articolo 39

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 39

soppresso

Riesame delle clausole contenute negli allegati 2 e 3

 

1. Gli Stati membri notificano alla Commissione le clausole che sono state determinate abusive da parte delle autorità nazionali e che essi ritengono utili ai fini della modifica della presente direttiva conformemente al paragrafo 2.

 

2. Alla luce delle notifiche ricevute a norma del paragrafo 1 la Commissione modifica gli allegati II e III. Le misure dirette a modificare gli elementi non essenziali della presente direttiva sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all'articolo 40, paragrafo 2.

 

Emendamento  189

Proposta di direttiva

Articolo 40

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 40

Comitato

soppresso

1. La Commissione è assistita dal comitato per le clausole abusive nei contratti dei consumatori, in seguito denominato il "comitato".

 

2. Quando è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l'articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l'articolo 7 della decisione 1999/468/CE17, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 di detta decisione.

 

17 GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).

 

Emendamento  190

Proposta di direttiva

Articolo 45

Testo della Commissione

Emendamento

Il consumatore è esonerato dal tenere in considerazione qualsiasi fornitura non richiesta di un prodotto, conformemente all'articolo 5, paragrafo 5 e al punto 29 dell'allegato I della direttiva 2005/29/CE. L'assenza di una risposta dal consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce il consenso.

Il consumatore è esonerato dal tenere in considerazione qualsiasi fornitura non richiesta di un bene o servizio, conformemente all'articolo 5, paragrafo 5 e al punto 29 dell'allegato I della direttiva 2005/29/CE. L'assenza di una risposta dal consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce il consenso.

Emendamento  191

Proposta di direttiva

Articolo 47 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Sono abrogate le direttive 85/577/CEE, 93/13/CE, 97/7/CEE e 1999/44/CE, modificate dalle direttive elencate nell'allegato IV.

Sono abrogate le direttive 85/577/CEE, 93/13/CE, 97/7/CEE e 1999/44/CE, modificate dalle direttive elencate nell'allegato IV a partire dal [data di recepimento].

Emendamento  192

Proposta di direttiva

Allegato I – parte A

Testo della Commissione

Emendamento

A. Informazioni da fornire con il modulo di recesso

A. Istruzioni tipo sul recesso

1. Il nome, l'indirizzo geografico e l'indirizzo di posta elettronica del commerciante cui il modulo di recesso deve essere inviato.

Diritto di recesso

2. Una dichiarazione che il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto e che tale diritto può essere esercitato inviando il modulo di recesso di cui alla parte B su un mezzo durevole al commerciante indicato al paragrafo 1:

Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni per recedere dal contratto mediante un supporto durevole senza fornire alcuna motivazione.

a) per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, entro un periodo di quattordici giorni dalla firma del buono d'ordine;

Il periodo di recesso decorre [dal ricevimento dei beni ordinati]*1. La data [della ricezione dei beni] *2 non viene computata nel calcolo del periodo. Se il quattordicesimo giorno del periodo è festivo o cade di sabato o di domenica, il periodo di recesso scade al termine dell'ultima ora del giorno feriale successivo.

b) per i contratti di vendita a distanza, entro un periodo di quattordici giorni a decorrere dalla data in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore, indicato dal consumatore, acquisisce il possesso materiale dei beni;

 

La notifica di recesso può essere inviata in qualsiasi momento prima del termine del periodo di recesso e si considera che il termine sia stato rispettato se la notifica è inviata prima dello scadere dello stesso.

c) per i contratti a distanza di servizi:

La notifica di recesso va inviata su un supporto durevole (ad es. una lettera spedita per posta o un'e-mail*3). A tal fine può essere utilizzato il modello in appresso, che però non è obbligatorio.

 

La notifica di recesso va inoltrata al seguente indirizzo:

[Nome e indirizzo dell'impresa a cui va inoltrata la notifica]

[se del caso, indirizzo e-mail e/o indirizzo Internet dell'impresa che potrà essere utilizzato dal consumatore per recedere dal contratto.]

- entro un periodo di quattordici giorni dalla conclusione del contratto, se il consumatore non ha esplicitamente acconsentito all'inizio dell'esecuzione del contratto prima della fine di questo periodo di quattordici giorni;

Effetti del recesso

- entro un periodo che termina al momento dell'inizio del contratto, se il consumatore ha esplicitamente acconsentito all'inizio dell'esecuzione del contratto prima della fine di questo periodo di quattordici giorni.

Ai fini della validità del recesso, il consumatore deve rispedire o consegnare i beni a [nome dell'impresa] o ad una persona autorizza da [nome dell'impresa] a ricevere i beni entro un periodo di quattordici giorni dalla spedizione della notifica di recesso [a nostre spese]*4. Se il quattordicesimo giorno è festivo o cade di sabato o di domenica, tale periodo termina alla fine dell'ultima ora del giorno feriale successivo. La data dell’invio della notifica di recesso non è computata nel calcolo del periodo per la restituzione dei beni. Se l’ultimo giorno del periodo è festivo o cade di sabato o di domenica, il periodo giunge a scadenza il giorno feriale successivo*5.

3. Per tutti i contratti di vendita una dichiarazione che informa il consumatore dei limiti di tempo e delle modalità per la restituzione dei beni al commerciante e delle condizioni di rimborso conformemente agli articoli 16 e 17, paragrafo 2.

Il consumatore è responsabile della perdita di valore delle merci rispedite che hanno subito danni. Tale disposizione si applica solo se la perdita di valore è dovuta al fatto che i beni sono stati manipolati in un modo diverso da quello necessario per accertarne la natura, la qualità e il funzionamento. Il consumatore potrà evitare un danneggiamento astenendosi dal manipolare i beni come se fossero di sua proprietà ed evitando di compiere qualsiasi azione suscettibile di sminuirne il valore.

4. Per i contrati a distanza conclusi su internet, una dichiarazione che il consumatore può compilare e inviare elettronicamente il modulo di recesso standard sul sito web del commerciante e che egli riceverà per posta elettronica una conferma di ricevimento da parte del commerciante senza indugio.

In caso di recesso valido, l'impresa dovrà rimborsare entro quattordici giorni qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore. Il periodo di rimborso decorre dalla ricezione della notifica di recesso. La data della ricezione della notifica di recesso non è computata nel calcolo del periodo di rimborso. Se il quattordicesimo giorno è festivo o cade di sabato o di domenica, tale periodo termina alla fine dell'ultima ora del giorno feriale successivo.

5. Una dichiarazione che il consumatore può usare il modulo di recesso di cui alla parte B.

Si può rifiutare il rimborso fintantoché [i beni restituiti non siano stati ricevuti]*6

 

*7

 

Consigli per la formulazione:

 

*1. Ove ricorra uno dei seguenti casi speciali, va aggiunta la seguente frase tra virgolette:

 

Per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali unicamente per la fornitura di servizi: "dalla data di conclusione del contratto"

Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, concernenti la fornitura sia di servizi sia di beni: "a decorrere dalla ricezione dei beni o, se posteriore, dalla data in cui è fornito il servizio".

Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, concernenti la consegna di beni multipli che devono essere consegnati separatamente: "alla data in cui si prende possesso dell'ultimo bene"

Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, concernenti la consegna di un bene costituito da diversi lotti o pezzi: "alla data in cui si prende possesso dell'ultimo lotto o pezzo"

Per i contratti a distanza o negoziati fuori dei locali commerciali, concernenti la consegna ricorrente di beni dello stesso tipo in un periodo definito di tempo: "alla data in cui si prende possesso del primo bene."

 

*2Ove ricorra uno dei seguenti casi speciali, va aggiunta la seguente frase tra virgolette:

 

Salvo descrizioni contrarie, per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali per la fornitura di servizi: "a partire dalla data di conclusione del contratto o dal giorno in cui il consumatore riceve una copia del contratto firmato su un supporto durevole, se non è lo stesso giorno della conclusione del contratto."

 

*3 Per i contratti a distanza e per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, se l'impresa consente al consumatore di compilare un modulo di recesso elettronico su un sito web, va inserito il seguente testo aggiuntivo: "o sulla nostra pagina web."

 

*4 Se l'impresa non intende coprire i costi della restituzione dei beni, va aggiunto il seguente testo: "a spese del consumatore."

 

*5 Se l'impresa si offre di ritirare i beni, va aggiunto il seguente testo: "Qualora si decida di recedere dal contratto [nome dell'impresa] si offre di ritirare i beni."

 

*6. Se l'impresa si offre di ritirare i beni presso il consumatore, va aggiunto il seguente testo: "ritirato al suo domicilio."

 

*7Per i contratti a distanza e i contratti conclusi fuori dei locali commerciali concernenti la prestazione di servizi, va aggiunto il seguente testo: "Il consumatore deve sostenere, in tutto o in parte, i costi dei servizi forniti se la prestazione dei servizi inizia durante il periodo di recesso prima del previo consenso del consumatore."

Emendamento  193

Proposta di direttiva

Allegato I – parte B

Testo della Commissione

Emendamento

B. Modulo di recesso tipo

B. Modulo di recesso tipo

(compilare e restituire il presente modulo solo se desidera recedere dal contratto)

(compilare e restituire il presente modulo solo se desidera recedere dal contratto)

– Destinatario:

– Destinatario: (Nome, indirizzo sociale ed eventuale indirizzo e-mail dell'impresa)(*)

Con la presente io/noi* notifichiamo il recesso dal mio/nostro* contratto di vendita dei seguenti beni/servizi*

Con la presente io/noi(**) notifichiamo il recesso dal mio/nostro* contratto con voi per la vendita dei seguenti beni (**)/o la fornitura dei seguenti servizi (**):

Ordinato il*/ricevuto il*

Data di conclusione del contratto (***)

– Nome del/dei consumatore(i)

– Nome del/dei consumatore/i (***)

– Indirizzo del/dei consumatore(i)

– Indirizzo del consumatore/dei consumatori (***)

– Firma del/dei consumatore(i) (solo se il presente modulo è notificato per iscritto)

– Firma del consumatore/dei consumatori (solo se il presente formulario è inviato su carta) (***)

– Data

– Data (***):

*Cancellare la dicitura inutile.

(*) Da compilare a cura dell'impresa prima di trasmettere il formulario al consumatore.

 

(**) Cancellare la dicitura inutile.

 

(***) Ove si faccia uso del presente modulo, esso dovrà essere compilato dal consumatore/dai consumatori per recedere dal contratto.

Emendamento  194

Proposta di direttiva

Allegato II – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis) escludere o limitare la responsabilità dell'impresa per danni causati deliberatamente alla proprietà del consumatore o come risultato di una grave negligenza a seguito di un atto o di un'omissione da parte dell'impresa;

Emendamento  195

Proposta di direttiva

Allegato II – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) limitare l'obbligo del commerciante di rispettare gli impegni assunti dai suoi mandatari o assoggettare i suoi impegni al rispetto di una particolare condizione che dipende esclusivamente dal commerciante;

b) limitare l'obbligo dell'impresa di rispettare gli impegni assunti dai suoi mandatari o assoggettare i suoi impegni al rispetto di una particolare condizione, la cui esecuzione dipende esclusivamente dall'impresa;

Emendamento  196

Proposta di direttiva

Allegato II – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis) conferire la giurisdizione esclusiva per tutte le controversie derivanti dal contratto al luogo in cui è domiciliata l'impresa, a meno che il tribunale scelto sia anche quello del luogo in cui il consumatore è domiciliato;

Emendamento  197

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis) rendere vincolante per il consumatore un obbligo soggetto a una condizione la cui esecuzione dipende unicamente dall'intenzione dell'impresa;

Emendamento  198

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis) richiedere a un consumatore l'acquisto di beni o servizi accessori non figuranti nel prezzo del contratto principale;

Emendamento  199

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c ter) applicare spese contingenti, quali penalità imposte in caso di violazione delle clausole contrattuali, che siano chiaramente sproporzionate rispetto alle spese sostenute dall'impresa a causa della violazione delle clausole;

Emendamento  200

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d bis) escludere od ostacolare il diritto del consumatore di incaricare e autorizzare un terzo a concludere un contratto tra il consumatore e l'impresa e/o adottare misure volte a portare alla conclusione di un contratto tra il consumatore e l'impresa, o a facilitarla.

Motivazione

Qualsiasi consumatore ha il diritto di incaricare e autorizzare un terzo a concludere un contratto tra il consumatore e un commerciante e/o adottare misure volte a portare alla conclusione di un contratto o a facilitarla. Qualsiasi clausola che impedisca od ostacoli tale diritto deve essere considerata abusiva in tutte le circostanze.

Emendamento  201

Proposta di direttiva

Allegato III – paragrafo 1 – lettera e