Procedura : 2010/0140(COD)
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A7-0051/2011

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PV 23/03/2011 - 22
CRE 23/03/2011 - 22

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PV 24/03/2011 - 6.2
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P7_TA(2011)0105

RELAZIONE     ***I
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7.3.2011
PE 452.776v02-00 A7-0051/2011

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011

(COM(2010)0142 – C7-0135/2010 – 2010/140(COD))

Commissione per il commercio internazionale

Relatore: Helmut Scholz

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011

(COM(2010)0142 – C7-0135/2010 – 2010/140(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2010)0142),

–   visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0135/2010),

–   visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per lo sviluppo (A7-0051/2011),

1.  adotta la sua posizione in prima lettura facendo propria la proposta della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  invita la Commissione a presentare senza indugio una proposta per un nuovo regolamento relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.


MOTIVAZIONE

Nel 1968 la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) ha raccomandato la creazione di un "sistema di preferenze generalizzate" (SPG) in base al quale i paesi industrializzati avrebbero garantito preferenze commerciali a tutti i paesi in via di sviluppo su base non reciproca, senza limitarsi alle ex colonie.

La Comunità europea è stata la prima ad attuare un regime di SPG nel 1971. Fin dalla sua creazione il sistema di preferenze generalizzate è stato uno dei principali strumenti della politica commerciale e di sviluppo dell'UE per aiutare i paesi in via di sviluppo a ridurre la povertà, generando entrate tramite il commercio internazionale. Tale sistema è il più utilizzato fra quelli messi in atto dai paesi industrializzati.

Il sistema di preferenze generalizzate dell'UE garantisce il libero accesso o una riduzione tariffaria per i prodotti importati dai paesi che beneficiano di tale sistema in base agli incentivi SPG di cui gode un paese.

Sono previste tre tipologie di regime per i paesi beneficiari:

1) tutti i paesi beneficiari godono dei vantaggi previsti dal regime generale;

2) il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo (SPG+) offre benefici supplementari ai paesi che ratificano e recepiscono l'insieme delle 27 convenzioni e protocolli internazionali attualmente in vigore in materia di diritti umani e del lavoro, salvaguardia dell'ambiente, droghe e lotta alla corruzione;

3) il regime speciale per i paesi meno sviluppati, noto anche come iniziativa "Tutto tranne le armi" (EBA), garantisce il trattamento più favorevole in assoluto, allo scopo di garantire a tali paesi un accesso "in esenzione da dazi e contingenti" al mercato dell'UE.

Calendario

Il sistema di preferenze generalizzate è stato attuato attraverso regolamenti successivi con un periodo di applicazione di tre anni ciascuno. Il primo regolamento pluriennale di attuazione ha coperto il periodo dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2008. Il secondo è in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011.

Nel 2008 la proposta di regolamento attualmente in vigore è stata trasmessa al Parlamento nell'ambito della procedura di consultazione. Le disposizioni di base del precedente regolamento SPG sono rimaste invariate ma è stato necessario riesaminare il regolamento al fine di semplificare l'applicazione del regime.

Rincresce, in quanto contrario alle intenzioni espresse dal Parlamento, che la Commissione non ha abbia trasmesso la sua proposta in tempo utile (entro il 1° giugno 2007) per consentire al Parlamento europeo di essere consultato esaustivamente ed entro un termine ragionevole. La Commissione infatti ha presentato la sua proposta solo il 21 dicembre 2007. Il 31 gennaio 2008 il Consiglio ha chiesto al Parlamento di formulare un parere entro il 10 aprile. La procedura di consultazione del Parlamento europeo è stata dunque eccessivamente affrettata.

Nella sua risoluzione del 5 giugno 2008, il Parlamento ha chiarito che la procedura non è stata soddisfacente e che in futuro saranno necessari tempi più lunghi affinché il Parlamento possa svolgere il proprio ruolo e ha chiesto altresì che "entro il 1° giugno 2010 la Commissione trasmetta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale la proposta di revisione del regolamento che copre il periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014."

Il regime attualmente in vigore sarà valido fino al 31 dicembre 2011. Il 26 maggio 2010 la Commissione ha presentato una proposta.

Proroga

La presente proposta non è tuttavia la proposta di nuovo regolamento richiesta, ma solo una proroga di quello esistente.

In vista della definizione di una nuova proposta, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica solo nel marzo 2010. Era necessario esaminare i dati, elaborare le statistiche ed effettuare una valutazione d'impatto.

Di conseguenza, in base a quanto affermato dalla Commissione, la proroga è necessaria poiché il restante periodo di attuazione del regolamento SPG non consente alla Commissione di presentare una proposta di nuovo regolamento e al Parlamento e al Consiglio di giungere a un accordo su un regolamento successivo attraverso la procedura legislativa ordinaria entro la scadenza del regolamento SPG attualmente in vigore.

Il relatore concorda sul fatto che la proroga sia necessaria ad assicurare la certezza del diritto e a garantire gli interessi dell'UE e dei paesi beneficiari. Il relatore sottolinea tuttavia che la proroga non deve prolungare per altri due anni l'attuale insoddisfacente situazione.

Il trattato di Lisbona

Trattandosi di una proroga, la proposta, che pur è stata pubblicata ben dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, non tiene conto delle procedure decisionali e di condivisione delle informazioni previste dal trattato, che ha rafforzato i poteri del Parlamento europeo in ambito commerciale.

L'attuale regolamento cessa di essere valido due anni dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona. La proroga proposta farebbe perdurare questa situazione per altri due anni, fino al 31 dicembre 2013, ovvero per quattro anni dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona.

In base al regolamento in vigore il Parlamento non può intervenire sui criteri di ammissibilità, sull'elenco dei paesi beneficiari, sull'elenco dei beneficiari del sistema SPG+, sull'effettivo recepimento delle convenzioni, sulla revoca temporanea dei regimi preferenziali, ecc.

Spetta di fatto ai deputati del Parlamento garantire il rispetto dei diritti e dei poteri acquisiti con il trattato di Lisbona dai rappresentanti eletti dei cittadini.

Ai sensi dell'articolo 207, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la procedura per l'approvazione e la modifica del regolamento SPG è ora la procedura legislativa ordinaria che ha conseguenze per quanto concerne i diritti di cui gode il Parlamento nel controllo democratico del regolamento.

Il relatore ritiene che alcuni elementi del regolamento (CE) n. 732/2008 debbano essere modificati al fine di rispettare i nuovi poteri conferiti al Parlamento dal trattato di Lisbona, in particolare per garantire che siano rispettati i nuovi poteri del Parlamento ai sensi dell'articolo 290 del TFUE in materia di atti delegati. Il relatore ritiene infatti che le misure previste dal regolamento SPG debbano essere considerate atti delegati: gli articoli 10, paragrafo 2, 11, paragrafi 7 e 8, 16, paragrafo 3, 19, paragrafi 3, 4 e 5 e l'articolo 25 conferiscono al Parlamento un diritto di veto e poteri di controllo rafforzati rispetto alla procedura attualmente applicata.

Sono stati inseriti gli articoli 27 bis, 27 ter, 27 quater, 27 quinquies e 27 sexies al fine di stabilire norme in materia di esercizio, controllo ed eventuale revoca degli atti delegati.

Vista l'urgenza di adottare il regolamento, per garantire la certezza del diritto ai beneficiari e per evitare negoziati paralleli, è stato stabilito tuttavia che le preoccupazioni del Parlamento europeo saranno affrontate nell'ambito dei negoziati sulle proposte legislative orizzontali per allineare tutte le procedure per l'adozione di atti nell'ambito della politica commerciale comune con il trattato di Lisbona, i cosiddetti "omnibus". Nel frattempo, la Commissione europea si è impegnata a soddisfare molte delle legittime richieste di maggiore condivisione delle informazioni con il Parlamento europeo.

Nuovo regolamento

In questa fase non sono pertanto proposte modifiche, sebbene il relatore ritenga che sia necessaria una rielaborazione generale dei regimi SPG e SPG+.

Il relatore concorda sul fatto che il riesame generale del regolamento debba essere affrontato nella proposta di un nuovo regolamento di cui il Parlamento auspica la tempestiva presentazione.

Il relatore desidera comunque sottolineare che la nuova proposta di regolamento dovrebbe avere i seguenti obiettivi di base: (1) creare un sistema efficace, più sensibile agli interessi dei paesi beneficiari e degli operatori economici; (2) sviluppare norme che consentano un processo di riforma meglio regolamentato in cui si garantisca il coinvolgimento dei beneficiari; (3) garantire che il regolamento dia la debita importanza al compito di controllo democratico richiesto al Parlamento.

Come sottolineato dal Parlamento europeo nel 2008 nella relazione di Helmuth Markov, la maggiore trasparenza e la certezza del diritto devono essere gli elementi che contraddistinguono l'UE. La nuova proposta dovrebbe mirare a una maggiore chiarezza e trasparenza del sistema SPG.

Norme di origine

Le norme di origine e le procedure amministrative che le accompagnano sono una delle principali cause della sottoutilizzazione delle preferenze commerciali garantite dall'SPG, in particolare da parte dei paesi meno sviluppati. Le norme di origine possono ostacolare gli effetti positivi di una preferenza esistente sulla carta, con il rischio di trasformarsi in un ostacolo agli scambi commerciali attraverso la fissazione di obiettivi impossibili da raggiungere sotto il profilo commerciale, e causare quindi un utilizzo insufficiente o addirittura nullo della preferenza stessa.

Norme di origine nuove e riviste norme di origine dovrebbero entrare in vigore contestualmente al nuovo regime SPG.

La riforma dovrebbe autorizzare il cumulo regionale e contemplare altresì la possibilità di cumulo orizzontale fra regioni o di cumulo globale per i paesi che beneficiano di speciali accordi nel quadro dell'SPG. Allo stesso modo, occorrerà prendere in considerazione l'introduzione di norme più favorevoli in merito ai requisiti per la concessione del riconoscimento dell'origine ai prodotti. Si propone che l'Unione europea esprima l'auspicio di dare priorità all'SPG nell'ambito delle attività intraprese in seno all'OMC sul fronte dell'armonizzazione delle norme di origine.

Copertura geografica

La copertura geografica del sistema è stata oggetto di critiche sia da parte dei paesi beneficiari che di ONG, oltre che da parte dei ricercatori Si registrano spesso situazioni in cui paesi poveri che presentano economie diversificate o di più ampie dimensioni, vengono immediatamente esclusi dai regimi che offrono i maggiori vantaggi.

La soglia fissata alle importazioni potrebbe essere sostituita da criteri di altro tipo, più chiari e, soprattutto, più strettamente correlati al livello di sviluppo del paese (il coefficiente Gini costituisce un buon esempio di criterio impiegabile). I paesi che potrebbero trarre i maggiori benefici dalle preferenze tariffarie sono spesso proprio i paesi che non superano la valutazione di vulnerabilità necessaria a soddisfare i criteri di ammissibilità al regime speciale GSP+.

Inoltre e per evitare l'erosione delle preferenze, le opzioni per il trasferimento dei prodotti "sensibili" alla categoria dei prodotti "non sensibili" devono essere valutate per il prossimo regolamento.

Assistenza tecnica

Il relatore ritiene che sia necessario potenziare l'impatto del presente sistema e incrementare il tasso di utilizzo dell'SPG mediante la fornitura di assistenza tecnica rivolta principalmente allo sviluppo delle capacità istituzionali e regolamentari necessarie a consentire ai paesi più bisognosi di trarre il massimo vantaggio dai benefici del commercio internazionale e dall'SPG.

L'assistenza deve essere fornita, ad esempio tramite programmi di gemellaggio, per aiutare i beneficiari dell'SPG+ a recepire le convenzioni internazionali richieste da questo regime di incentivazione e a rispettare gli impegni assunti.

La Commissione dovrebbe cercare di verificare attivamente il rispetto di tali impegni, avviando automaticamente un'indagine in ordine a tutti i casi in cui la commissione per l'applicazione delle norme dell'OIL dedica un "paragrafo speciale" a un paese beneficiario che non rispetta le norme fondamentali in materia di lavoro. Le indagini dovrebbero prevedere altresì la collaborazione con il Parlamento europeo e i rappresentanti della società civile, comprese le parti sociali, del paese interessato.


PARERE della commissione per lo sviluppo (10.11.2010)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011

(COM(2010)0142 – C7‑0135/2010 – 2010/0140(COD))

Relatore: Eva Joly

BREVE MOTIVAZIONE

GSP

Sistema di preferenze generalizzate (SPG) Il sistema di preferenze generalizzate (SPG) dell'Unione europea è un meccanismo commerciale che permette all'UE di fornire un accesso preferenziale non reciproco al mercato ai paesi in via di sviluppo attraverso tariffe ridotte.

Oltre all'accesso standard all'SPG, aperto a tutti i paesi in via di sviluppo, un certo numero di paesi che soddisfa determinate condizioni è ammesso ad accedere al regime SPG+, godendo in questo modo di riduzioni tariffarie suplementari.

La vulnerabilità e la dipendenza rappresentano i criteri di base per poter beneficiare dell'SPG – quando le cinque maggiori esportazioni del paese verso l'UE coperte dall'SPG rappresentano oltre tre quarti delle sue esportazioni totali nell'ambito dell'SPG – e quando le esportazioni del paese verso l'UE coperte dall'SPG rappresentano meno dell'1% delle importazioni totali verso l'UE nell'ambito dell'SPG. I paesi che beneficiano dell'SPG devono inoltre ratificare e applicare circa 27 convenzioni internazionali in materia di diritti umani, di norme fondamentali del lavoro, di sviluppo sostenibile e di buon governo. Quando un paese non riesce a soddisfare questi criteri, l'SPG+ può essere sospeso.

Tutti i 49 paesi meno sviluppati sono ammissibili al regime "Tutto tranne le armi" che offre loro un accesso esente da dazi e contingenti al mercato comunitario per tutte le esportazioni.

Calendario

L'attuale regime SPG è stato istituito ai sensi del regolamento CE 732/2008, che scadrà alla fine del 2011. Dopo questa data l'SPG vigente cesserà di operare a meno che non venga posto in atto un regime sostitutivo.

La Commissione prevede di presentare una nuova proposta all'inizio del 2011, il che significa che il regime sostitutivo SPG entrerebbe in vigore non prima della metà del 2012, creando in questo modo un vuoto giuridico di oltre sei mesi.

Pertanto, l'attuale proposta intende prorogare il regime SPG esistente per un massimo di altri due anni, ossia fino al momento in cui il nuovo regolamento entrerà in vigore.

Il relatore è del parere che questa non sia la soluzione ideale, giacché in questo modo il PE avrebbe voce in capitolo sul regime solo 4 anni dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona. Tuttavia, si tratta di un approccio soddisfacente in quanto consente di evitare un'indesiderata discontinuità nel programma SPG. Sarebbe ovviamente dannoso per i paesi in via di sviluppo dover ritornare alle tariffe comunitarie della "Nazione più favorita" (NPF) e non godere più, anche se temporaneamente, di un trattamento preferenziale.

Detto ciò, è importante che la Commissione elabori la sua nuova proposta in merito all'SPG nel più breve tempo possibile e che la procedura legislativa si concluda altrettanto rapidamente. Tuttavia, il nuovo regime SPG, a differenza del suo predecessore, sarà adottato in codecisione dal Consiglio e dal Parlamento; la necessità di agire in fretta non deve prevalere sulle prerogative democratiche del Parlamento; quest'ultimo deve utilizzare i suoi nuovi poteri nel settore commerciale, acquisiti in seguito all'applicazione del trattato di Lisbona.

Attuale proposta

Sarà possibile procedere a una revisione più sostanziale del regime SPG quando il nuovo regolamento del suddetto regime verrà redatto il prossimo anno. Il relatore ha tuttavia presentato vari emendamenti al regolamento SPG nella sua versione attuale.

In primo luogo, il principio del trattamento preferenziale e differenziato nell'ambito delle relazioni commerciali con i paesi in via di sviluppo è una questione fondamentale. La quota delle esportazioni dei paesi in via di sviluppo nel complesso delle importazioni dell'UE è trascurabile. Tuttavia, le preferenze commerciali danno ai suddetti paesi la possibilità di liberarsi dal circolo vizioso della dipendenza dagli aiuti. Le proposte di muoversi verso una condizione di parità nelle relazioni commerciali tra l'UE e i paesi in via di sviluppo, considerato che l'attuale capacità dell'UE e i vantaggi comparativi sono di gran lunga superiori, non sono realistiche.

L'articolo 208 del trattato di Lisbona obbliga chiaramente l'UE a tener conto "degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo nell'attuazione delle politiche che possono avere incidenze sui paesi in via di sviluppo." Ciò comporta un impegno dell'UE a evitare scelte politiche che potrebbero minare la sua attività nel settore della cooperazione allo sviluppo e, di fatto, a portare avanti azioni, nell'intero spettro politico, che andranno a beneficio dei paesi in via di sviluppo. Questo vale, par excellence, per il commercio.

È inoltre essenziale che la Commissione, sotto il controllo del Parlamento, verifichi da vicino e in maniera rigorosa che i paesi beneficiari continuino a soddisfare i criteri che li rendono idonei al regime SGP+.

La Commissione sta attualmente effettuando una valutazione di impatto sostenibile (VIS) per l'SPG. Il Parlamento dovrebbe chiedere alla Commissione di venire informato sui termini di riferimento, sui risultati e sugli insegnamenti tratti da questa valutazione così come sulle sue intenzioni future per quanto riguarda l'attuazione della VIS nell'ambito del nuovo regime SPG.

Il relatore crede fermamente nella necessità di un sistema di commercio globale basato su etica, trasparenza e democrazia e non unicamente sul profitto; un sistema che arrechi beneficio alla società nel suo complesso e non soltanto a un numero limitato di imprese. Difendere norme concordate a livello internazionale in materia di diritti umani, norme lavorative, ambiente e governance, è un elemento essenziale dell'SPG+, che, in futuro, può aver bisogno di essere rafforzato. Pertanto, la stretta supervisione di settori quali la pesca, la silvicoltura e le miniere, per citarne alcuni, così come la parità di trattamento per le donne e le minoranze per quanto riguarda l'accesso al mercato del lavoro e le condizioni lavorative sono estremamente necessarie.

Nell'interesse della democrazia e della trasparenza, è anche importante che tutte le consultazioni con i paesi beneficiari in materia di rispetto costante dei criteri dell'SPG+ includano un dialogo con i parlamenti nazionali e gli attori della società civile locale.

EMENDAMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Considerando 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis) Dopo il considerando 2 è inserito un nuovo considerando:

 

(2 bis) L'UE è obbligata a tener conto degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo nelle politiche che attua e che possono incidere sui paesi in via di sviluppo; pertanto, il sistema delle preferenze generalizzate (SPG) deve contribuire agli obiettivi di sviluppo dell'UE, incluso il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Emendamento  2

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 5 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis) All'articolo 5, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

 

"Ai fini dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, le norme di origine relative alla definizione della nozione di prodotti originari, le procedure e i metodi di cooperazione amministrativa sono quelli fissati dal regolamento (CEE) n. 2454/93. La forma, la sostanza e le procedure del sistema delle norme di origine sono oggetto di una revisione regolare al fine di valutarne gli effetti sui tassi di utilizzo dell'SPG e di meglio contribuire all'obiettivo di promozione dello sviluppo economico."

Emendamento  3

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 10

 

Testo della Commissione

Emendamento

(4) All'articolo 10, paragrafo 3, alla fine della lettera b) il punto fermo è sostituito da un punto e virgola ed è aggiunto quanto segue:

(4) L'articolo 10 è così modificato:

 

(a) All'articolo 10, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

 

"1. La Commissione esamina la domanda accompagnata dalle informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 2. Nell'esame della domanda la Commissione tiene conto delle conclusioni delle pertinenti organizzazioni e agenzie internazionali. La Commissione può porre al paese richiedente tutti i quesiti che ritenga utili e verifica le informazioni ricevute con il paese richiedente o con qualsiasi altra fonte pertinente, compresi il Parlamento europeo e i rappresentanti della società civile, quali le parti sociali."

 

(b) Al paragrafo 3, alla fine della lettera b) il punto fermo è sostituito da un punto e virgola ed è aggiunto quanto segue:

"o

o

(c) entro il 15 dicembre 2011 per una richiesta a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), punto iii),

(c) entro il 15 dicembre 2011 per una richiesta a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), punto iii),

o

o

(d) entro il 15 giugno 2013 per una richiesta a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), punto iv).";

(d) entro il 15 giugno 2013 per una richiesta a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), punto iv).";

Emendamento  4

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4 bis (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 10 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) Dopo l'articolo 10 è inserito il seguente nuovo articolo:

 

Articolo 10 bis

 

"La Commissione informa il Parlamento europeo dei risultati di tutte le valutazioni d'impatto sostenibile compiute nell'ambito dell'SPG.";

Emendamento  5

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4 ter (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 17 – paragrafo -1 (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter) All'articolo 17, prima del paragrafo 1, è inserito un nuovo paragrafo:

 

"-1. La Commissione controlla regolarmente che gli impegni dei paesi beneficiari siano onorati e che non sia applicabile nessuna delle ragioni indicate all'articolo 15, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 16, paragrafo 1 e 2, per la revoca temporanea dei regimi preferenziali. Essa pubblica una relazione annuale sulle revoche temporanee e la invia al Consiglio, al Parlamento europeo e agli Stati membri."

Emendamento  6

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4 quater (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 18 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater) All'articolo 18, il paragrafo 3 è modificato come segue:

 

"3. La Commissione raccoglie tutte le informazioni che ritiene necessarie, incluse le valutazioni, le osservazioni, le decisioni, le raccomandazioni e le conclusioni disponibili delle altre istituzioni europee e dei pertinenti organi di controllo delle Nazioni Unite, dell'OIL e delle altre organizzazioni internazionali competenti. Queste servono come punto di partenza per l'inchiesta volta a stabilire se sia giustificata la revoca temporanea per i motivi di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a). La Commissione può verificare, all'occorrenza con gli operatori economici, gli attori della società civile, il parlamento del paese beneficiario e il paese beneficiario interessati, le informazioni ricevute."

Emendamento  7

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4 bis (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 18 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) All'articolo 18, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

 

"3. La Commissione raccoglie tutte le informazioni che ritiene necessarie, incluse le valutazioni, le osservazioni, le decisioni, le raccomandazioni e le conclusioni disponibili dei pertinenti organi di controllo delle Nazioni Unite, dell'OIL e delle altre organizzazioni internazionali competenti. Queste informazioni sono pubblicate a fini di trasparenza e servono come punto di partenza per l'inchiesta volta a stabilire se sia giustificata la revoca temporanea per i motivi di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a). La Commissione può verificare, all'occorrenza con gli operatori economici e il paese beneficiario interessati, le informazioni ricevute."

Emendamento  8

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – comma 4 bis (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 19 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) All'articolo 19, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

 

"1. La Commissione presenta al comitato di cui all'articolo 27 e al Parlamento europeo una relazione sui risultati dell'inchiesta."

Emendamento  9

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – comma 4 ter (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 19 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter) All'articolo 19, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

 

"4. Ove ritenga che sia necessaria una revoca temporanea, la Commissione, dopo averne informato il Parlamento, presenta un'adeguata proposta al Consiglio, il quale delibera in merito entro due mesi a maggioranza qualificata. Nei casi di cui al paragrafo 3 la Commissione presenta una proposta alla fine del periodo di cui a detto paragrafo."

Emendamento  10

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4 quater (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 20 – paragrafo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater) All'articolo 20, il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:

 

"7. Qualora circostanze eccezionali che richiedono un'azione immediata rendano impossibile l'inchiesta, la Commissione, dopo averne informato il comitato di cui all'articolo 27 e il Parlamento europeo, può applicare tutte le misure preventive strettamente necessarie."

Emendamento  11

Proposta di regolamento – atto modificativo

Articolo 1 – punto 4 quinquies (nuovo)

Regolamento (CE) n. 732/2008

Articolo 22 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quinquies) All'articolo 22, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

 

"1. La Commissione informa al più presto il paese beneficiario interessato di qualunque decisione adottata ai sensi dell'articolo 20 o 21 prima che questa diventi efficace. La Commissione ne informa anche il Consiglio, il Parlamento europeo e gli Stati membri."

PROCEDURA

Titolo

Modifica del regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011

Riferimenti

COM(2010)0142 – C7-0135/2010 – 2010/0140(COD)

Commissione competente per il merito

INTA

Parere espresso da

Annuncio in Aula

DEVE

15.6.2010

 

 

 

Relatore

Nomina

Eva Joly

22.6.2010

 

 

Approvazione

9.11.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Corina Creţu, Nirj Deva, Charles Goerens, Catherine Grèze, András Gyürk, Eva Joly, Filip Kaczmarek, Gay Mitchell, Norbert Neuser, Bill Newton Dunn, Maurice Ponga, Birgit Schnieber-Jastram, Michèle Striffler, Alf Svensson, Eleni Theocharous, Ivo Vajgl, Anna Záborská, Iva Zanicchi

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Judith Sargentini


PROCEDURA

Titolo

Modifica del regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011

Riferimenti

COM(2010)0142 – C7-0135/2010 – 2010/0140(COD)

Presentazione della proposta al PE

26.5.2010

Commissione competente per il merito

Annuncio in Aula

INTA

15.6.2010

Commissione(i) competente(i) per parere

Annuncio in Aula

DEVE

15.6.2010

 

 

 

Relatore(i)

Nomina

Helmut Scholz

1.6.2010

 

 

Esame in commissione

2.12.2010

 

 

 

Approvazione

3.3.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Daniel Caspary, Christofer Fjellner, Metin Kazak, David Martin, Vital Moreira, Cristiana Muscardini, Niccolò Rinaldi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Keith Taylor, Paweł Zalewski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, George Sabin Cutaş, Béla Glattfelder, Elisabeth Köstinger, Georgios Papastamkos, Carl Schlyter, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Derk Jan Eppink, Eider Gardiazábal Rubial, Kartika Tamara Liotard, Bart Staes

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