Procedura : 2011/2042(BUD)
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Ciclo del documento : A7-0058/2011

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A7-0058/2011

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PV 24/03/2011 - 5
CRE 24/03/2011 - 5

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PV 24/03/2011 - 6.11
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P7_TA(2011)0114

RELAZIONE     
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17.3.2011
PE 458.856v02-00 A7-0058/2011

sugli orientamenti generali per la preparazione del bilancio 2012

(2011/2042(BUD))

Commissione per i bilanci

Relatore: Francesca Balzani

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sugli orientamenti generali per la preparazione del bilancio 2012

(2011/2042(BUD))

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 313 e 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'accordo interistituzionale (AII) del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1),

–   vista la sua risoluzione del 17 febbraio 2011 sulla strategia Europa 2020(2),

–   vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2010 sulla comunicazione della Commissione sul programma di lavoro della Commissione per il 2011(3),

–   vista la sua risoluzione del 20 ottobre 2010 sulla crisi finanziaria, economica e sociale: raccomandazioni sulle misure e sulle iniziative da adottare (relazione intermedia)(4),

–   vista la sua risoluzione del 16 giugno 2010 sulla governance economica(5),

–   vista la programmazione finanziaria aggiornata della Commissione per il periodo 2007-2013, trasmessa a norma del punto 46 del suddetto AII del 17 maggio 2006,

–   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2011,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio 2011 sugli orientamenti di bilancio per il 2012,

–   vista la relazione della commissione per i bilanci (A7-0058/2011),

Un bilancio 2012 sotto gli auspici di una governance economica europea rafforzata, del meccanismo del semestre europeo e degli obiettivi della strategia Europa 2020 per il rilancio della crescita e dell'occupazione

1.  è del parere che la strategia Europa 2020 dovrebbe aiutare l'Europa a lasciarsi alle spalle la crisi e a uscirne più forte, attraverso una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva sulla base dei cinque obiettivi principali per l'Unione, vale a dire: promuovere l'occupazione, migliorare le condizioni e la spesa pubblica per l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo, realizzare gli obiettivi in materia di cambiamento climatico ed energia, migliorare i livelli d'istruzione e promuovere l'integrazione sociale, in particolare riducendo la povertà; ricorda che gli stessi Stati membri hanno pienamente sottoscritto questi cinque obiettivi;

2.     rileva la necessità di garantire un certo grado di coerenza tra il conseguimento degli obiettivi in questione e le risorse loro assegnate a livello europeo e nazionale; insiste sulla necessità che la politica di bilancio dell'Unione sia conforme a tale principio; ritiene che il semestre europeo, quale nuovo meccanismo per il rafforzamento della governance economica europea, dovrebbe fornire l'occasione di determinare il modo migliore per conseguire i suddetti cinque obiettivi principali;

3.  esprime la ferma convinzione che il semestre europeo debba essere finalizzato a migliorare il coordinamento e la coerenza delle politiche economiche e di bilancio nazionali ed europee; è del parere che esso debba concentrarsi sul miglioramento delle sinergie tra investimenti pubblici europei e nazionali per meglio conseguire gli obiettivi politici generali dell'Unione europea; prende atto delle differenze fondamentali tra la struttura del bilancio UE e quella dei bilanci nazionali; ritiene tuttavia che occorra determinare quanto prima la spesa pubblica aggregata, a livello di Unione e di Stati membri, destinata a obiettivi politici comuni;

4.      prende atto dei timori manifestati dal Consiglio circa i vincoli economici e di bilancio a livello nazionale, rammentando tuttavia, in primo luogo, che ai sensi delle disposizioni del trattato, il bilancio UE non può essere in disavanzo; ricorda che, nel 2009, il disavanzo pubblico accumulato nell'insieme dell'Unione europea ammontava a 801 miliardi di EUR e che il bilancio dell'Unione rappresenta appena il 2% della spesa pubblica totale della stessa;

5.  ritiene tuttavia che la difficile situazione economica nell'Unione renda più che mai necessario garantire la buona esecuzione del bilancio UE, la qualità della spesa nonché un utilizzo ottimale dei finanziamenti esistenti dell'Unione;

6.  è del parere che il bilancio UE apporti un valore aggiunto alla spesa pubblica nazionale, avviando, sostenendo e integrando gli investimenti in quei settori di politica che sono al centro della strategia Europa 2020; ritiene inoltre che il bilancio UE abbia un ruolo fondamentale da svolgere per aiutare l'Unione a uscire dall'attuale crisi economica e finanziaria grazie alla sua capacità catalizzatrice atta a stimolare gli investimenti, la crescita e l'occupazione in Europa; ritiene altresì che il bilancio dell'Unione possa quanto meno attenuare gli effetti delle attuali politiche di bilancio nazionali restrittive, sostenendo nel contempo gli sforzi dei governi nazionali; rileva inoltre che il fatto di ridurre l'entità del bilancio UE, data la sua natura redistributiva, può pregiudicare la solidarietà europea e avere ripercussioni negative sul ritmo dello sviluppo economico in numerosi Stati membri; ritiene che un'impostazione basata unicamente sul contrasto tra "contributore netto" e "beneficiario netto" non tenga debitamente conto degli effetti di ricaduta da uno Stato membro dell'Unione all'altro e indebolisca pertanto gli obiettivi comuni di politica dell'Unione stessa;

7.  rammenta che il conseguimento delle sette iniziative faro contemplate dalla strategia Europa 2020 presupporrà ingenti investimenti orientati al futuro, che la Commissione europea, nella sua comunicazione sulla revisione del bilancio dell'Unione europea (COM(2010)0700), stima ad almeno 1 800 miliardi di EUR entro il 2020; sottolinea che uno degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 – vale a dire, promuovere la creazione di posti di lavoro e un'occupazione di qualità per tutti gli europei – potrà essere raggiunto soltanto effettuando ora e senza ulteriori ritardi i necessari investimenti in materia di istruzione, a favore di una società della conoscenza, ricerca e sviluppo, innovazione, PMI, nuove tecnologie e tecnologie verdi; chiede un rinnovato compromesso politico tra la riduzione dei disavanzi pubblici e del debito e la promozione di siffatti investimenti; dichiara la propria disponibilità, al fine di rendere maggiore l'impatto del bilancio UE e di contribuire alla capacità di risposta dell'Unione alla crisi economica, a esaminare soluzioni possibili per ampliare gli strumenti esistenti che permettono di accrescere la sinergia tra il bilancio dell'UE e gli interventi della BEI, onde sostenere gli investimenti a lungo termine; accoglie con favore l'avvio, da parte della Commissione, di una consultazione pubblica sull'"iniziativa delle obbligazioni per il finanziamento di progetti (project bond) nel quadro di Europa 2020'';  

8.  è pertanto contrario ai tentativi di limitare o ridurre gli stanziamenti di bilancio legati al conseguimento dei principali obiettivi e delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020; rileva che un simile tentativo sarebbe controproducente e comporterebbe assai probabilmente il fallimento di Europa 2020, come si è verificato per la strategia di Lisbona; è del parere che la strategia Europa 2020 possa essere credibile soltanto se dispone di finanziamenti adeguati e ricorda di aver sollevato a più riprese questa grave questione politica; ribadisce la propria ferma richiesta alla Commissione di chiarire la dimensione finanziaria delle iniziative faro e di informare il Parlamento in merito alle risorse di bilancio necessarie per l'attuazione della strategia Europa 2020;

9.  sottolinea il fatto che le misure di bilancio non sono l'unico fattore per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, ma che gli sforzi in materia di bilancio devono essere completati con proposte concrete di semplificazione, al fine di creare il contesto necessario per realizzare i nostri obiettivi nei settori dell'occupazione, della ricerca e dell'innovazione, comprese le tecnologie verdi e le tecnologie energetiche; è ugualmente convinto che il conseguimento degli obiettivi di Europa 2020, compresa la creazione di nuovi impieghi "verdi", sia una questione non solo di risorse di bilancio maggiori, ma anche di un riorientamento qualitativo delle attuali politiche dell'UE, compresa la PAC, tenendo debitamente conto dei criteri di sostenibilità;

10. è inoltre del parere che gli stanziamenti iscritti nel bilancio 2012, anche in settori non direttamente connessi alla realizzazione della strategia Europa 2020, debbano essere mantenuti a un livello adeguato al fine di garantire la prosecuzione delle politiche dell'Unione e il raggiungimento dei suoi obiettivi ben oltre la durata dell'attuale crisi economica;

11. chiede maggiore coerenza tra le politiche esterne e le politiche interne dell'UE, tenendo presente il forte impatto che sviluppi globali possono avere sull'ambiente economico, naturale e industriale, sulla competitività e sull'occupazione dell'UE; sottolinea quindi la necessità di dotare l'Unione europea delle risorse finanziarie necessarie per poter rispondere adeguatamente alle crescenti sfide globali nonché per difendere e promuovere efficacemente i suoi interessi e valori fondamentali comuni, quali i diritti umani, la democrazia, lo Stato di diritto, le libertà fondamentali e la protezione dell'ambiente; ricorda che un aumento moderato delle spese a livello di Unione europea consente spesso di realizzare risparmi in proporzione più elevati a livello di Stati membri;

12. ritiene che l'UE abbia un ruolo importante da svolgere nell'aiutare e nel sostenere finanziariamente i paesi arabi in questo momento storico di sviluppo democratico e di trasformazione economica e sociale; si compiace a tale riguardo della comunicazione della Commissione "Un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale" (COM(2011)0200);

13. deplora la mancanza di una dimensione parlamentare al primo esercizio del semestre europeo, nonostante il ruolo che svolgono il Parlamento europeo e i 27 parlamenti nazionali nelle loro rispettive procedure di bilancio; esprime per contro la ferma convinzione che un maggiore coinvolgimento parlamentare rafforzerebbe in maniera significativa il carattere democratico e la trasparenza di tale meccanismo; sostiene l'iniziativa della propria commissione per i bilanci di organizzare, come primo passo, una riunione con i parlamenti nazionali al fine di discutere le linee generali del bilancio 2012 degli Stati membri e dell'Unione europea;

14. accoglie con favore l'impegno pubblico delle Presidenze ungherese e polacca di instaurare un dialogo aperto e costruttivo con il Parlamento europeo su questioni di bilancio nel 2011; ribadisce la propria disponibilità a lavorare in stretta cooperazione con il Consiglio e la Commissione, nel pieno rispetto delle disposizioni del trattato di Lisbona; si attende che nel corso della procedura di bilancio 2012 si tenga pienamente conto dei presenti orientamenti;

Sostenibilità e responsabilità al centro del bilancio 2012 dell'UE

15. constata che, per il 2012, il quadro finanziario pluriennale (QFP) relativo al periodo 2007-2013 prevede un importo complessivo di 147,55 miliardi di EUR in stanziamenti d'impegno (SI) e un importo totale massimo di 141,36 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento (SP); ricorda che tali importi sono comunque nettamente inferiori (di circa 25 miliardi di EUR per gli SI e di circa 22 miliardi di EUR per gli SP) al massimale stabilito nella decisione relativa al vigente sistema delle risorse proprie;

16. sottolinea che la programmazione finanziaria presentata dalla Commissione il 31 gennaio 2011 rappresenta una dotazione di riferimento indicativa per gli stanziamenti d'impegno per ciascuno dei programmi e delle azioni in corso dell'Unione europea; constata che il volume globale degli stanziamenti d'impegno può essere fissato a 147,88 miliardi di EUR;

17. sottolinea che tali cifre costituiscono una ripartizione annuale degli importi pluriennali complessivi stabiliti dal Parlamento e dal Consiglio in sede di adozione dei programmi e delle azioni in questione; sottolinea altresì che gli importi annuali programmati rappresentano stanziamenti che consentono di realizzare gli obiettivi e le priorità dell'Unione, in particolare nel contesto della strategia Europa 2020; ravvisa, tuttavia, la possibilità di un certo margine di manovra nell'ambito di talune rubriche del QFP, dato il carattere alquanto provvisorio degli importi indicativi (in particolare alla rubrica 2) presentati dalla Commissione in quella fase dell'esercizio;

18. rileva che il bilancio 2012 è il sesto di sette bilanci nell'ambito dell'attuale QFP; ritiene che i due rami dell'autorità di bilancio dispongano quindi attualmente di un quadro più chiaro delle carenze e degli sviluppi positivi associati agli attuali programmi pluriennali; osserva che le revisioni intermedie della maggior parte dei programmi definiti in codecisione hanno già avuto luogo e invita la a Commissione presentare le implicazioni di bilancio risultanti da tale esercizio; sottolinea a tale proposito la propria determinazione – ove ciò risulti necessario per sostenere e rafforzare le priorità politiche dell'Unione europea, come anche per rispondere a nuove esigenze politiche, e in stretta collaborazione con le proprie commissioni specializzate – ad avvalersi pienamente anche del punto 37 dell'AII (che prevede un margine di flessibilità legislativa del 5%);

19. evidenzia il fatto che lasciare margini sufficienti al di sotto di tutte le rubriche del QFP non è l'unica soluzione per far fronte agli imprevisti; richiama l'attenzione sul ricorrente sottofinanziamento di talune rubriche del QFP, segnatamente le rubriche 1a, 3b e 4, rispetto alle esigenze e alle priorità politiche dell'Unione approvate dagli Stati membri; ritiene che l'approccio alla base degli orientamenti di bilancio del Consiglio per il 2012 non rifletta una prospettiva di lungo termine e possa mettere a rischio le azioni e i programmi esistenti in caso di imprevisti o qualora dovessero emergere nuove priorità politiche; sottolinea che gli eventi verificatisi di recente in numerosi paesi del Nord Africa configurano già una situazione di questo tipo e invita la Commissione a valutare in che modo gli attuali strumenti finanziari dell'UE potrebbero essere utilizzati per sostenere l'aspirazione alla democrazia;

20. ritiene per contro che ci si debba avvalere pienamente dei vari meccanismi di flessibilità previsti dall'AII (quali gli storni di stanziamenti di spesa tra diverse rubriche o l'attivazione dello strumento di flessibilità) e ricorda che è stato necessario farvi ricorso ogni anno dal 2007 per far fronte alle diverse sfide emerse; si attende che il Consiglio cooperi pienamente per quanto riguarda l'uso di tali strumenti e partecipi in una fase precoce ai relativi negoziati onde evitare di rendere sproporzionatamente lunghe e ardue le trattative sulla loro attivazione;

21. sottolinea a tale proposito che mantenere sotto stretto controllo gli stanziamenti d'impegno richiederebbe non solo sostanziali riassegnazioni e una ridefinizione delle priorità, ma anche l'individuazione congiunta di eventuali priorità negative e di risparmi da parte delle istituzioni; esorta vivamente le proprie commissioni specializzate a intraprendere con serietà il processo volto a definire priorità politiche chiare in tutti i settori strategici dell'UE; sottolinea tuttavia che occorre a tal fine una maggiore flessibilità di bilancio e che una revisione del QFP (ad esempio prevedendo una compensazione tra le rubriche del QFP attuale) può essere necessaria per consentire all'Unione di funzionare, quando si tratta non solo di far fronte alle nuove sfide, ma anche di agevolare il processo decisionale nell'ambito delle istituzioni, onde adeguare le risorse di bilancio all'evoluzione delle circostanze e delle priorità; sottolinea che tale processo deve essere pienamente trasparente;

22. sottolinea che il rafforzamento di una serie di politiche e le nuove competenze stabilite a livello di Unione europea in seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona dovrebbero comportare logicamente un'accresciuta capacità finanziaria dell'UE, il che non corrisponde certamente alla realtà per il 2011, il primo anno successivo all'entrata in vigore di detto trattato; rammenta al Consiglio e alla Commissione la dichiarazione politica allegata al bilancio 2011, in cui la Commissione si impegna ad esaminare le possibilità di rafforzamento dei settori prioritari del trattato di Lisbona e a valutare attentamente il fabbisogno in sede di stesura del progetto di bilancio 2012; si attende che la Commissione tenga fede all'impegno assunto, ad esempio proponendo di trasformare in programmi pluriennali i progetti pilota o le azioni preparatorie legati al trattato di Lisbona che hanno avuto esito positivo;

23. considera affidabile l'approccio seguito dalla Commissione nel determinare le sovvenzioni a favore delle agenzie decentrate dell'UE a titolo del bilancio dell'Unione e ritiene che fornisca i giusti incentivi; rileva che le sovvenzioni di bilancio a favore delle agenzie dell'Unione non si limitano affatto alle sole spese amministrative, ma bensì contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020 e degli obiettivi dell'Unione europea in generale, quali stabiliti dall'autorità legislativa; ribadisce la necessità di esaminare scrupolosamente le richieste di nuovi posti in relazione ai nuovi compiti che sono stati loro affidati; sottolinea cionondimeno che è importante prevedere un finanziamento adeguato per le agenzie i cui compiti sono stati potenziati cosicché le loro prestazioni non ne risentano; richiede un approccio specifico all'assunzione di personale scientifico specializzato che abbia maturato esperienza professionale, soprattutto allorché i posti in questione sono finanziati esclusivamente tramite commissioni e non hanno pertanto alcuna incidenza sul bilancio UE; sostiene il lavoro svolto dal gruppo di lavoro interistituzionale sul futuro delle agenzie, istituito all'inizio del 2009, e attende con interesse le sue conclusioni, in particolare per quanto riguarda i punti suesposti;

Livello dei pagamenti, RAL e finanziamento del bilancio UE

24. osserva che il livello dei pagamenti per il 2012 sarà direttamente riconducibile agli impegni giuridici e politici degli anni precedenti; ritiene che sia prevedibile un incremento rispetto al livello del bilancio 2011, incremento che reputa in linea con l'andamento generale dei pagamenti nel periodo di programmazione 2007-2013 (si vedano le tabelle in allegato);

25. sottolinea l'urgente necessità di affrontare il problema del livello crescente degli impegni ancora da liquidare (RAL) alla fine del 2010 (194 miliardi di EUR, si veda la tabella in allegato); si rammarica dell'atteggiamento assunto dal Consiglio, che ha deciso a priori del livello dei pagamenti senza prendere in considerazione un'attenta valutazione dei bisogni reali; rileva che il livello dei RAL è particolarmente elevato nell'ambito della rubrica 1b; non considera una soluzione valida la proposta del Consiglio di ridurre gli stanziamenti d'impegno del bilancio UE per ridurre il livello dei RAL, in quanto nuocerebbe al conseguimento degli obiettivi e delle priorità dell'Unione concordati in precedenza; sottolinea a tale proposito l'impegno preso dal Consiglio in una dichiarazione congiunta con il Parlamento circa la possibilità di soddisfare le necessità che emergono a livello dei pagamenti 2011 attraverso un bilancio rettificativo;

26. sottolinea che un certo livello di RAL in sede di attuazione dei programmi pluriennali risulta inevitabile e che l'esistenza di impegni da liquidare comporta, per definizione, la necessità di effettuare i corrispondenti pagamenti; chiede pertanto il mantenimento di un adeguato rapporto tra stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento e intende fare tutto il possibile, nel corso dell'intera procedura di bilancio, per ridurre la discrepanza tra queste due categorie di stanziamenti;

27. condivide il parere del Consiglio secondo cui andrebbe promosso un bilancio realistico; invita la Commissione a garantire che il suo progetto di bilancio sia basato su questo principio; rileva tuttavia che l'esecuzione degli anni passati, che è andata comunque migliorando nel corso degli ultimi esercizi, in alcuni casi può non costituire un indicatore molto preciso del fabbisogno per il 2012, dal momento che, per determinati programmi, l'attuazione potrebbe subire un'accelerazione nel 2012 e di conseguenza potrebbero crescere le necessità di pagamento; sostiene l'invito rivolto dal Consiglio agli Stati membri a fornire migliori previsioni di attuazione, in particolare al fine di evitare la sottoutilizzazione dei finanziamenti, e ritiene che spetti agli stessi Stati membri compiere il grosso degli sforzi in tal senso, visto che il livello del progetto di bilancio stabilito dalla Commissione si basa principalmente sulle loro previsioni (in particolare per la rubrica 2) e sulla loro capacità di esecuzione; ricorda che gli Stati membri gestiscono, insieme alla Commissione, oltre l'80% dei finanziamenti dell'Unione europea e rammenta agli Stati membri la loro responsabilità giuridica nel definire e far rispettare norme finanziarie applicabili ai beneficiari di tali finanziamenti;

28. sottolinea che, dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la tutela degli interessi finanziari è stata anche di responsabilità degli Stati membri; sottolinea altresì quanto constatato dalla Corte dei conti europea, vale a dire che i sistemi di gestione e di controllo di alcuni Stati membri non sono pienamente efficaci; ricorda inoltre che il recupero dei finanziamenti strutturali indebitamente versati, che ammontano a miliardi di EUR, non è ancora avvenuto; osserva che l'ultima relazione annuale della DG REGIO non può dichiarare la legalità e la regolarità della spesa degli Stati membri dal momento che alcuni di essi non hanno ottemperato all'obbligo di presentare le loro relazioni a tempo debito; evidenzia il fatto che, come conseguenza del costante sottofinanziamento del bilancio UE da parte degli Stati membri, il Parlamento può essere obbligato a individuare priorità negative fra i progetti dell'Unione e a ridurre di conseguenza la loro dotazione;

29. è consapevole che il livello dei pagamenti di fatto eseguiti ogni anno comporta talvolta una cosiddetta "eccedenza" significativa rispetto al livello dei pagamenti originariamente approvato dall'autorità di bilancio, il che implica una parallela riduzione dei contributi al bilancio UE da parte degli Stati membri e il miglioramento della loro situazione finanziaria; non giudica pertinenti le preoccupazioni del Consiglio riguardo al livello e alla tempistica di tale "reintegro" per affrontare il delicato problema politico alla base del finanziamento del bilancio dell'Unione; è piuttosto del parere che i pagamenti non eseguiti dell'esercizio finanziario "n" dovrebbero essere riportati all'esercizio finanziario successivo ("n+1) anziché essere dedotti dal calcolo dei contributi nazionali degli Stati membri; esorta pertanto vivamente la Commissione a formulare proposte ambiziose in merito alla creazione di nuove ed effettive risorse proprie, in modo da dotare pienamente l'Unione di risorse finanziarie concrete e autonome; insiste inoltre affinché eventuali nuove risorse proprie siano basate su una valutazione d'impatto globale e siano volte a mettere a punto sistemi intesi a rafforzare la competitività e la crescita economica dell'UE; chiede al Consiglio di cooperare in modo costruttivo al dibattito su risorse proprie nuove ed eque per l'UE;

Spese amministrative nell'ambito della sezione III del bilancio dell'Unione

30. prende nella debita considerazione la lettera in data 3 febbraio 2011 del Commissario alla programmazione finanziaria e al bilancio in cui si ribadisce l'impegno della Commissione a non incrementare il personale in organico e a limitare l'incremento nominale (rispetto al 2011) degli stanziamenti amministrativi a titolo della rubrica 5; è tuttavia consapevole che, mentre le competenze dell'Unione europea continuano a crescere, questa tendenza potrebbe non essere sostenibile a lungo termine e incidere negativamente sull'attuazione rapida ed efficace delle azioni dell'UE;

31. invita la Commissione a valutare l'impatto che avrà a lungo termine sulla qualità e l'indipendenza della funzione pubblica europea la sua politica di esternalizzazione e la sua strategia che prevede il ricorso a un numero crescente di agenti contrattuali; sottolinea che, sebbene consenta di risparmiare su retribuzioni e pensioni, tale politica conduce a una situazione in cui una crescente quota del personale della Commissione non risulta in organico; ricorda che l'importo delle pensioni e delle retribuzioni è determinato da accordi giuridicamente vincolanti che la Commissione è tenuta a rispettare integralmente;

32. sottolinea che, nel caso dei programmi pluriennali, alcune spese amministrative specifiche (tra cui quelle delle agenzie esecutive) figurano nella dotazione finanziaria globale dei programmi unitamente alle cosiddette "spese operative"; sottolinea che l'abitudine del Consiglio di apportare tagli lineari agli stanziamenti di tali linee di bilancio onde ridurre le spese amministrative finirebbe inevitabilmente per modificare l'intera dotazione dei programmi in questione, stabilita mediante codecisione, e rischierebbe di compromettere la rapidità e la qualità della loro attuazione;

* * * * *

33. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2011)0068.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2010)0481.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2010)0376.

(5)

Testi approvati, P7_TA(2010)0224.


ALLEGATO


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.3.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

4

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Damien Abad, Alexander Alvaro, Francesca Balzani, Lajos Bokros, Andrea Cozzolino, James Elles, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Estelle Grelier, Carl Haglund, Lucas Hartong, Jutta Haug, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Anne E. Jensen, Ivailo Kalfin, Jan Kozłowski, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, Barbara Matera, Miguel Portas, Dominique Riquet, László Surján, Derek Vaughan, Angelika Werthmann, Jacek Włosowicz

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonello Antinoro, Gerben-Jan Gerbrandy, Jürgen Klute, Riikka Manner, María Muñiz De Urquiza, Paul Rübig, Georgios Stavrakakis, Theodor Dumitru Stolojan

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ádám Kósa

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