RELAZIONE sulla relazione 2010 sull’attuazione dei programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013
1.4.2011 - (2010/2139(INI))
Commissione per lo sviluppo regionale
Relatore: Miroslav Mikolášik
- PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
- MOTIVAZIONE
- PARERE della commissione per i bilanci
- PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
- PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
- PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
- PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
- ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
sulla relazione 2010 sull’attuazione dei programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013
Il Parlamento europeo,
– visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli da 174 a 178,
– vista la comunicazione della Commissione del 31 marzo 2010 “Politica di coesione: relazione strategica 2010 sull'attuazione dei programmi 2007-2013” (COM(2010)0110),
– visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 31 marzo 2010, che accompagna la comunicazione della Commissione del 31 marzo 2010 “Politica di coesione: relazione strategica 2010 sull'attuazione dei programmi 2007-2013” (SEC(2010)0360),
– visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 25 ottobre 2010, sulla politica di coesione: risposta alla crisi economica, esame dell’attuazione delle misure della politica di coesione adottate a sostegno del piano europeo di ripresa economica (SEC(2010)1291),
– visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 14 novembre 2008 "Regioni 2020 - una valutazione delle sfide future per le regioni dell'Unione europea" (SEC(2008)2868),
– vista la comunicazione della Commissione "Europa 2020 - una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),
– vista la comunicazione della Commissione del 26 gennaio 2011 "Il contributo della politica regionale alla crescita sostenibile nel contesto della strategia Europa 2020" (COM(2011)0017),
– visto il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione[1],
– visto il regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione, dell'8 dicembre 2006, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale, in particolare l'articolo 7[2],
– visto il regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale per quanto riguarda l'ammissibilità degli investimenti a favore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell'edilizia abitativa[3],
– visto il regolamento (UE) n. 437/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che modifica il regolamento (CE) n. 1080/2006 sul Fondo europeo di sviluppo regionale per quanto riguarda l’ammissibilità degli interventi in materia di edilizia abitativa a favore delle comunità emarginate[4],
– vista la decisione del Consiglio, del 6 ottobre 2006, sugli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione (2006/702/CE)[5],
– vista la sua risoluzione del 24 marzo 2009 sull'attuazione del regolamento sui Fondi strutturali per il periodo 2007–2013: risultati dei negoziati relativi alle strategie nazionali e ai programmi della politica di coesione[6],
– vista la sua risoluzione del 20 maggio 2010 sull’attuazione delle sinergie dei fondi destinati alla ricerca e all’innovazione nell’ambito del regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e del Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca e sviluppo nelle città, nelle regioni, negli Stati membri e nell’Unione[7],
– vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2010 sul conseguimento di una vera coesione territoriale, sociale ed economica all'interno dell'UE – una condizione sine qua non per la competitività globale?[8],
– visto il documento informativo della Commissione n. 1: destinazione di stanziamenti del 28 febbraio 2007 (COCOF/2007/0012/00),
– vista la nota informativa della Commissione sulla struttura indicativa delle relazioni strategiche nazionali 2009, del 18 maggio 2009 (COCOF 09/0018/01),
– viste le conclusioni del Consiglio sulla relazione strategica 2010 della Commissione concernente l’attuazione dei programmi della politica di coesione, approvate dal Consiglio Affari Esteri il 14 giugno 2010,
– visto il parere del Comitato delle regioni “Politica di coesione: relazione strategica 2010 sull’attuazione dei programmi 2007-2013”, del 1°e 2 dicembre 2010 (CdR 159/2010),
– visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 14 luglio 2010 "Come favorire partenariati efficaci nella gestione dei programmi della politica di coesione sulla base delle buone prassi del ciclo 2007-2013" (ECO/258),
– visto l'articolo 48 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per i trasporti e il turismo (A7-0111/2011),
A. considerando che, conformemente all'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l’Unione, per promuovere uno sviluppo armonioso del suo insieme, sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale, mirando in particolare a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favorite, quali le zone rurali e quelle interessate da una transizione industriale, nonché le regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici; considerando che si deve tener conto della strategia Europa 2020 per realizzare un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva,
B. considerando che la politica di coesione svolge un ruolo centrale ai fini del pieno conseguimento degli obiettivi della strategia UE 2020, in particolare nell'ambito dell'occupazione e degli affari sociali, a tutti i livelli di governo e in tutte le aree geografiche,
C. considerando che la dimensione strategica della politica di coesione che garantisce coerenza con le priorità dell'Unione europea - rendere l'Europa e le sue regioni più attraenti per gli investimenti e l'occupazione, promuovere la conoscenza e l'innovazione a favore della crescita e creare posti di lavoro migliori e più numerosi - è prevista e messa in evidenza dal regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (in appresso, regolamento generale), dagli orientamenti strategici comunitari sulla coesione (in appresso, orientamenti strategici), dal quadro di riferimento strategico nazionale e dai programmi operativi,
D. considerando che la relazione strategica rappresenta un nuovo strumento della politica di coesione, introdotto nell'attuale periodo di programmazione tramite il regolamento generale quale strumento per esaminare l'attuazione degli orientamenti strategici, al fine di accrescere il contenuto strategico e promuovere la trasparenza e la responsabilità della politica di coesione, e che si deve trarre insegnamento dalle informazioni ed esperienze acquisite per pianificare il prossimo periodo di programmazione,
E. considerando che l’assegnazione di risorse nel quadro di Lisbona permette di individuare sottogruppi degli 86 programmi prioritari concordati quali priorità specifiche nell’ambito dell’agenda di Lisbona per la crescita e l’occupazione e che, per le regioni dell’obiettivo di convergenza, sono stati individuati 47 temi prioritari quali priorità di finanziamento, mentre nelle regioni rientranti nell’obiettivo “competitività regionale e occupazione”, sono stati individuati solo 33 temi prioritari,
F. considerando che, per quanto riguarda le relazioni strategiche nazionali 2009, la Commissione e gli Stati membri hanno deciso uno scambio dei dati soltanto su temi prioritari per obiettivo, fissando per l’estrazione la data obiettivo del 30 settembre 2009, quando gli Stati membri subivano ancora gli effetti della crisi economica e alcuni hanno dovuto affrontare iniziali difficoltà nella fase di avvio del periodo di programmazione, e che si auspica pertanto di acquisire dati più significativi attraverso la prossima relazione strategica 2013,
G. considerando che le regioni europee devono ancora affrontare gravi disparità economiche, sociali e ambientali, in parte come conseguenza naturale degli ultimi due allargamenti e in parte per gli effetti diretti della crisi finanziaria ed economica mondiale, anche se nell’ultimo decennio queste disparità si sono ridotte grazie all’attivo contributo della politica di coesione, fondamentale per garantire la competitività e la crescita economica, nel rispetto delle specificità regionali,
H. considerando che la politica di coesione è stato un elemento chiave del piano europeo di ripresa economica, dimostrando l’importanza dei Fondi strutturali quali strumenti di stimolo economico, in particolare per le piccole imprese, sostenibilità e efficienza energetica e che la Commissione è stata invitata a presentare nel 2010 una relazione sull’attuazione delle misure adottate quale parte della risposta europea alla crisi,
1. accoglie con favore la relazione strategica della Commissione sull'attuazione dei programmi della politica di coesione cofinanziati dai Fondi strutturali; si congratula con gli Stati membri per gli sforzi nella preparazione delle prime relazioni strategiche nazionali, che hanno dimostrato di essere una fonte valida di informazioni sull’attuazione;
2. sottolinea che, nell'elaborazione di analisi comparative, si dovrebbe tener conto del fatto che cinque Stati membri hanno estratto i loro dati in una data più recente e uno Stato membro in una data precedente; ritiene che sia più opportuno comparare i progressi compiuti dai singoli Stati membri con la media dell'Unione;
3. ritiene che la trasparenza nell'attribuzione dei fondi promuova una corretta attuazione e sia un presupposto fondamentale per il conseguimento degli obiettivi generali della politica di coesione e in quanto tale debba essere rafforzata in tutte le fasi dell’attuazione; ritiene che la divulgazione dell’elenco dei beneficiari, soprattutto on line, debba essere mantenuta, in quanto strumento efficace per migliorare la trasparenza; ritiene che la fissazione degli orientamenti comunitari e l'introduzione di relazioni strategiche quale nuovo strumento abbiano contribuito ad una maggiore responsabilità nell'attuazione degli obiettivi della politica; chiede in tale contesto che si tenga periodicamente un dibattito politico al fine di migliorare la trasparenza, la responsabilità e la valutazione degli effetti della politica di coesione;
Applicazione
4. rileva che il volume finanziario dichiarato dei progetti selezionati è pari a 93,4 miliardi euro, il che rappresenta il 27,1% delle risorse dell’Unione disponibili nel periodo attuale, e che questo tasso medio si applica ai tre obiettivi della politica di coesione nonché alle categorie di priorità definite nell’agenda di Lisbona e ai progressi nell’attuazione degli orientamenti strategici comunitari; sottolinea tuttavia che i progressi variano ampiamente a seconda dei paesi e dei temi, con tassi di selezione aggregati che superano il 40% nel caso di 9 Stati membri e sono inferiori al 20% per quattro Stati membri;
5. ribadisce il suo apprezzamento per gli sforzi compiuti a livello nazionale, volti a garantire che lo stanziamento medio della spesa per la realizzazione dell'agenda di Lisbona costituisca il 65% dei fondi disponibili nelle regioni dell'obiettivo "convergenza" e l'82% nelle regioni dell'obiettivo "competitività regionale e occupazione", superando i livelli inizialmente richiesti; rileva con soddisfazione che un totale di 63 miliardi di euro risulta destinato ai progetti rientranti nelle priorità dell'agenda di Lisbona e che la selezione dei progetti nel quadro degli stanziamenti di Lisbona segue lo stesso ritmo o è leggermente più rapida di quella di altre azioni; sollecita pertanto gli Stati membri a continuare in futuro a destinare risorse per progetti che sostengano la strategia UE 2020;
6. rileva che il ritmo di avanzamento tra i temi degli orientamenti strategici comunitari è più elevato nel tema "dimensione territoriale" (30%), al di sopra della media per "miglioramento della conoscenza e innovazione per la crescita", ma al di sotto del 27,1% nel caso degli altri due orientamenti e che inoltre i tassi di selezione sono superiori alla media per i progetti rientranti nell'agenda di Lisbona nell'ambito degli obiettivi "convergenza" e "competitività regionale e occupazione", ma ammontano solo al 20,5% nell'obiettivo "cooperazione territoriale europea"; deplora che, in mancanza di indicatori sulle realizzazioni e sui risultati per tutti gli Stati membri, l'analisi dei risultati quale presentata nella relazione strategica abbia rivelato seri limiti; invita quindi la Commissione a rivedere i requisiti di comunicazione amministrativa e invita altresì gli Stati membri a una maggiore disciplina nel fornire dati relativi all'attuazione dei programmi;
7. si compiace dei progressi già compiuti nella realizzazione dei progetti facenti capo all'orientamento "posti di lavoro migliori e più numerosi", alla luce della crisi economica e del crescente numero di disoccupati; raccomanda tuttavia vivamente che la Commissione introduca metodi di cooperazione con gli Stati membri che facilitino la pronta mobilitazione e l'efficiente assegnazione di tutti i fondi necessari per conseguire un'economia competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, una crescita inclusiva e un'economia ad alto tasso di occupazione che contribuisca alla coesione sociale e territoriale nonché alla riduzione della povertà, che sono obiettivi prioritari della strategia UE 2020 e dei traguardi che la stessa si prefigge, in particolare nel campo dell'occupazione e degli affari sociali, al fine di favorire la crescita e la produttività nonché di migliorare la situazione occupazionale in Europa;
8. si compiace del fatto che l'FSE abbia fornito un importante sostegno per l'attuazione delle riforme del mercato del lavoro e che si sia rivelato uno strumento efficace per realizzare il passaggio dalle politiche passive a quelle attive e addirittura preventive in relazione al mercato del lavoro; invita gli Stati membri a proseguire le riforme strutturali volte a tutelare i mercati del lavoro da una potenziale crisi futura;
9. invita gli Stati membri a compiere progressi nell'attuazione di misure e attività cofinanziate volte a sostenere i mercati del lavoro a livello regionale, riducendo la segregazione di genere e le disuguaglianze, come il divario retributivo e la scarsa presenza nelle posizioni decisionali, facilitando la conciliazione tra lavoro e vita familiare, nonché incoraggiando la conversione del lavoro precario in lavoro con tutela dei diritti, data la significativa percentuale di donne soggetta a condizioni di lavoro precarie;
10. sottolinea l'importanza di migliorare le infrastrutture e i servizi per le microregioni svantaggiate ad alta concentrazione di gruppi socialmente emarginati (ad esempio i rom), rendendoli altresì economicamente accessibili;
11. sottolinea l'importanza dei trasporti in generale per garantire la coesione territoriale, economica e sociale; è preoccupato per il fatto che gli investimenti nel settore ferroviario non stanno procedendo secondo i piani e sono inferiori a quelli realizzati nel settore stradale, non contribuendo quindi in misura sufficiente alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica dei trasporti; sottolinea in tale contesto lo squilibrio tra gli investimenti di trasporto previsti per i diversi modi che pregiudica la creazione di un sistema di trasporto europeo intermodale e rileva che ulteriori ritardi dell’attuazione potrebbero accrescere gli squilibri;
12. ricorda che circa il 23,7% (82 miliardi di euro) della dotazione del Fondo di coesione e dei Fondi strutturali per il periodo 2007-2013 è destinato al trasporto, ma solo la metà sarà destinata a progetti TEN-T (17 miliardi di euro sulla rete prioritaria TEN-T e 27,2 miliardi di euro per la parte generale), mentre l'altra metà sarà destinata a investimenti in progetti nazionali, regionali e locali non indicati nelle mappe TEN-T; sottolinea che i fondi di coesione e strutturali assegnati ai trasporti sono ripartiti tra i modi e le reti di trasporto senza tenere sufficientemente conto degli obiettivi dell'Unione europea;
13. in termini di cooperazione territoriale, richiama l'attenzione sulla tendenza a ritardare il lancio di progetti transfrontalieri e ferroviari in generale e sottolinea il valore aggiunto europeo della rete transeuropea di trasporto, che è particolarmente evidente nelle sezioni transfrontaliere dei progetti e nella loro interconnessione con i progetti stradali, ferroviari e delle vie navigabili interne nazionali; propone in tale contesto di sistematizzare l'attuazione di piattaforme comuni per le migliori pratiche, organizzate su base socioeconomica, geografica, demografica e culturale;
14. si compiace per l'inclusione delle spese per investimenti a favore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell'edilizia abitativa e in progetti edilizi a favore delle comunità emarginate, che viene realizzata con successo in molte regioni e dovrebbe essere prevista anche in futuro;
15. chiede un'attuazione più efficace dei programmi nel settore dell'ambiente, in particolare in aree trasversali che presentano un valore aggiunto europeo, ad esempio la lotta al cambiamento climatico, la sua mitigazione e l'adattamento a tale fenomeno, gli investimenti in tecnologie più ecologiche e a basse emissioni di carbonio, la lotta all'inquinamento atmosferico e delle acque, le misure per la protezione della biodiversità, l'espansione delle reti ferroviarie, la promozione dell'efficienza energetica, specialmente nel settore edilizio, e delle fonti di energia rinnovabili, in vista del conseguimento degli obiettivi della strategia UE 2020 e della promozione di posti di lavoro verdi e di un'economia verde;
16. chiede che si utilizzino i fondi pertinenti volti a contribuire alla prevenzione delle catastrofi ambientali e/o alla capacità di reazione rapida e invita gli Stati membri ad accelerare gli investimenti nella prevenzione e nel recupero dei siti industriali e dei suoli contaminati, dato il loro basso livello di esecuzione;
17. deplora i ritardi nella selezione di progetti per settori strategici come quello ferroviario, taluni investimenti energetici e ambientali, l'economia digitale, l'inclusione sociale, la governance e la costruzione delle capacità e chiede un'analisi approfondita delle cause di questi ritardi, invitando altresì gli Stati membri a coinvolgere le loro regioni in un monitoraggio più stretto dei settori in cui è necessario intensificare gli sforzi; sottolinea d'altro canto il maggiore assorbimento dei progetti ambientali nei programmi europei di cooperazione territoriale e sottolinea il chiaro valore aggiunto della cooperazione in questo contesto; sottolinea tuttavia che gli Stati membri che presentavano un ritardo nell'attuazione dei progetti probabilmente lo hanno già recuperato e dunque esso in questo momento non deve costituire un indicatore della qualità complessiva del periodo di programmazione; sottolinea in tale contesto l'accelerazione delle capacità di assorbimento e dell'esecuzione del bilancio della politica di coesione durante il 2010, dovuta, tra l'altro, a recenti modifiche legislative e al fatto che i programmi operativi hanno raggiunto una velocità di crociera, dato che gli ultimi sistemi di gestione e di controllo sono stati finalmente approvati dalla Commissione;
18. ritiene che sia necessario adottare immediatamente misure correttive per migliorare gli scarsi risultati in alcune aree prioritarie; raccomanda l’elaborazione di analisi approfondite dei problemi d’attuazione in aree con ritardi specifici nella selezione dei progetti e, in tale contesto, invita gli Stati membri a incrementare gli sforzi per migliorare la selezione di progetti relativi alle tematiche trascurate e ad accelerare l'attuazione di tutti i progetti selezionati per evitare il rischio di non conseguire gli obiettivi stabiliti;
19. ritiene che, in alcuni casi, una rapida selezione e attuazione dei progetti, come pure un migliore uso generale dei fondi assegnati, siano particolarmente necessari per le attività intese a migliorare il capitale umano, promuovere la salute e la prevenzione delle malattie, garantire pari opportunità, sostenere i mercati del lavoro e aumentare l'inclusione sociale, soprattutto al fine di superare gli effetti negativi della crisi economica;
20. sottolinea il fatto che diversi Stati membri hanno confermato che la disciplina imposta dall'assegnazione degli stanziamenti ha migliorato la qualità e l'orientamento della programmazione; rileva inoltre che gli Stati membri hanno dichiarato all'unanimità che collegare le priorità fondamentali dei quadri di riferimento strategico nazionali e i programmi operativi con la strategia di Lisbona è il miglior strumento per affrontare la crisi, e hanno ribadito l'importanza degli obiettivi a medio e lungo termine stabiliti in tali documenti;
Le sfide dell’attuazione
21. sottolinea che un'efficace selezione e esecuzione dei progetti in alcuni settori è ostacolata dall'assenza delle precondizioni necessarie (ad esempio, procedure di applicazione più semplici a livello nazionale, chiare priorità nazionali per talune aree di intervento, tempestivo recepimento della legislazione dell'UE e capacità istituzionale e amministrativa consolidata) e da un eccesso di burocrazia a livello nazionale; invita pertanto gli Stati membri e le regioni a facilitare l'attuazione della politica affrontando tali sfide, in particolare adeguando il quadro giuridico nel settore degli aiuti di Stato, degli appalti pubblici e delle norme ambientali e perseguendo riforme istituzionali;
22. ricorda con rammarico i gravi ritardi nell'attuazione della politica, dovuti essenzialmente ai seguenti fattori: conclusione tardiva dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale e il pacchetto legislativo per la politica di coesione, che ha portato al ritardo nel completamento delle strategie nazionali e dei programmi operativi, le modifiche delle norme sul controllo finanziario e i criteri di valutazione imposti a livello nazionale, la sovrapposizione con la chiusura del periodo 2000-2006 e le scarse risorse pubbliche disponibili per il cofinanziamento negli Stati membri;
23. deplora il fatto che la relazione strategica, anche se dovrebbe sottolineare il contributo dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali per l’attuazione degli obiettivi della politica di coesione, non fornisca dati completi sulla situazione delle disparità regionali fino al 2009;
Risposta alla crisi economica
24. accoglie con favore la pubblicazione del documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla politica di coesione: risposta alla crisi economica, esame dell'attuazione delle misure della politica di coesione adottate a sostegno del piano europeo di ripresa economica; sottolinea che tale esame si basa essenzialmente sulle informazioni fornite nelle relazioni strategiche nazionali; invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per garantire l’accuratezza delle informazioni fornite dagli Stati membri;
25. rileva che, nell'ambito della crisi finanziaria ed economica mondiale e dell’attuale rallentamento economico, la politica di coesione dell'UE, essendo la più ampia fonte di investimenti dell’Unione nell’economia reale, contribuisce in modo decisivo al piano europeo di ripresa economica e ha dimostrato di consentire una risposta flessibile e adeguata a un contesto socioeconomico che si degrada rapidamente; sottolinea che gli Stati membri hanno apprezzato il fatto che le misure di crisi siano state definite in base ai loro bisogni specifici; chiede tuttavia una maggiore flessibilità e una minore complessità nelle norme volte a combattere la crisi e incoraggia gli Stati membri a fare un pronto uso di tutte le misure messe a disposizione dalla Commissione per garantire una reazione adeguata e tempestiva in base alle esigenze specifiche, nonché un’uscita positiva dalla crisi, al fine di conseguire uno sviluppo sostenibile a lungo termine mediante il rafforzamento della competitività, dell’occupazione e dell’attrattiva delle regioni europee;
26. sottolinea l'importanza di compiere sforzi supplementari per superare la difficoltà di misurare l'impatto globale delle misure specifiche collegate alla politica di coesione nel quadro del piano europeo di ripresa economica, e deplora che l'esame possa offrire soltanto una visione limitata degli esempi concreti a livello nazionale; accoglie tuttavia con favore l’analisi delle buone pratiche e le prime conclusioni presentate nella relazione;
27. ritiene che i segnali di ripresa dalla crisi siano deboli, e che nei prossimi anni l'Europa dovrà affrontare le proprie debolezze strutturali, anche attraverso interventi di politica di coesione e investimenti mirati, soprattutto in materia di ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e tecnologie che aiutino tutti i settori ad acquisire competitività; sottolinea pertanto la necessità di un'approfondita analisi dell'impatto di misure volte a contrastare la crisi, nonché di fornire finanziamenti strutturali accessibili, che costituiscono un potente meccanismo volto ad aiutare le regioni nella loro ristrutturazione economica e sociale e nella promozione della coesione e della solidarietà economica, sociale e territoriale;
Creare sinergie e evitare la dispersione settoriale delle risorse della politica regionale
28. condivide l'opinione del Consiglio, espressa nelle conclusioni sulla relazione strategica 2010, sul reale valore aggiunto generato da un approccio strategico e integrato per i Fondi strutturali; ricorda che ogni fondo necessita di norme proprie per interventi efficaci sul campo in situazioni specifiche; sottolinea altresì la necessità, nell'era post crisi, di consolidare i bilanci pubblici e di accrescere le sinergie e l'impatto di tutte le fonti di finanziamento disponibili (dell'UE, nazionali, strumenti della BEI) mediante un efficace coordinamento;
29. sottolinea che le sinergie tra Fondi strutturali e altri strumenti di politica settoriale, come pure tra questi strumenti e le risorse nazionali, regionali e locali, sono essenziali e creano validi legami che consentono il rafforzamento reciproco, l’attuazione sostenibile dei programmi e il conseguimento della coesione territoriale; riconosce che, attraverso le disposizioni relative alla destinazione degli stanziamenti per il 2007-2013, la politica di coesione risulta meglio orientata alla creazione di sinergie con le politiche di ricerca e innovazione; sottolinea che i Fondi strutturali potrebbero essere utilizzati per migliorare l'infrastruttura della ricerca, consentendo a quest'ultima di raggiungere il livello di eccellenza necessario per accedere ai fondi ad essa destinati; sottolinea altresì i benefici delle sinergie tra FESR, FSE e FEASR; osserva che l'esperienza prova chiaramente che i buoni risultati dei programmi finanziati dal FSE sono essenziali per massimizzare l'efficacia del finanziamento FESR destinato ad azioni economiche; sottolinea in tale contesto le potenzialità del finanziamento incrociato che non sono ancora pienamente sfruttate; in vista della prossima relazione strategica, chiede alla Commissione di introdurre nelle relazioni future un riferimento all'interazione reciproca tra Fondi strutturali e alla loro interazione con altri strumenti finanziari dell'UE;
Monitoraggio e valutazione
30. sottolinea che l'assistenza tecnica, il monitoraggio e la valutazione stimolano l'apprendimento della politica e costituiranno, insieme a un efficiente controllo finanziario, un incentivo a migliorare la qualità dell'attuazione;
31. deplora che solo 19 Stati membri abbiano riferito sugli indicatori fondamentali e che pertanto in questa fase non sia possibile avere una prima immagine chiara a livello dell'Unione dell'impatto della politica in loco; incoraggia gli Stati membri a fare uso degli indicatori fondamentali nella prossima serie di relazioni strategiche 2012-2013; invita la Commissione a intervenire e ad assistere gli Stati membri e le regioni affinché forniscano dati tempestivi, coerenti e completi;
32. sottolinea la necessità che la Commissione garantisca sistemi di monitoraggio e controllo efficienti e costanti, onde migliorare la governance e l'efficacia del sistema di attuazione dei Fondi strutturali; invita la Commissione ad accrescere la coerenza e la qualità del monitoraggio dei progressi compiuti dagli Stati membri rendendo obbligatorio l'uso di una serie minima di indicatori fondamentali dei risultati nelle relazioni strategiche nazionali nel prossimo periodo di programmazione, onde facilitare il confronto e l'orientamento ai risultati, mediante orientamenti più dettagliati;
Buone pratiche
33. ritiene necessario sottolineare le buone pratiche e l’apprendimento reciproco nell'esecuzione della politica, nonché promuovere il loro scambio, insieme al rafforzamento delle capacità amministrative, in particolare delle autorità locali e regionali, in modo da migliorare l'efficienza e l'efficacia e evitare la ripetizione degli errori del passato;
34. incoraggia le buone pratiche connesse alle relazioni nazionali come l'utilizzazione di indicatori fondamentali, le informazioni sulle realizzazioni e sui risultati, nonché sulle sinergie tra politiche nazionali e politiche dell'UE, l'organizzazione di dibattiti pubblici e consultazioni con le parti interessate, la presentazione per parere di relazioni ai parlamenti nazionali e la pubblicazione di relazioni sui siti web governativi, provvedendo affinché tutte le relazioni impieghino una terminologia chiara e concisa, in quanto queste pratiche migliorano la qualità delle relazioni e accrescono la partecipazione delle parti interessate negli Stati membri; insiste sulla necessità di seguire le migliori pratiche nelle regioni caratterizzate da un basso grado di assorbimento o di efficienza rispetto ai programmi di finanziamento;
35. accoglie con favore il fatto che la Commissione stabilisca in che modo le autorità nazionali, regionali e locali possono riallineare i programmi operativi agli obiettivi di crescita sostenibile UE 2020 e in che modo le pratiche possono essere riorientate verso gli obiettivi di crescita intelligente durante il presente periodo di programmazione; invita gli Stati membri ad agire immediatamente, a investire ulteriormente nello sviluppo sostenibile e nella crescita intelligente, nell’inclusione sociale e nell’uguaglianza di genere sul mercato del lavoro e a utilizzare più efficacemente i fondi; invita inoltre la Commissione ad avviare un dibattito sui modi in cui la politica di coesione nel periodo 2007-2013 possa contribuire agli obiettivi della Strategia Europa 2020;
Conclusioni e raccomandazioni
36. sottolinea il ruolo delle PMI quali attori innovativi nell'economia nonché la necessità di sviluppare questo settore, tra l’altro mediante l’attuazione dello Small Business Act, facilitare l’accesso delle PMI ai finanziamenti e al capitale operativo e incoraggiarle a partecipare a progetti innovativi al fine di rafforzare la loro competitività e il loro potenziale di maggiore occupazione; sottolinea che si potranno conseguire molti vantaggi economici e sociali mediante la cooperazione a livello locale e regionale tra pubbliche autorità, PMI, reti di imprese, istituti di ricerca e raggruppamenti, nonché mediante l’uso efficace di tutte le risorse esistenti, inclusi gli strumenti di ingegneria finanziaria (Jeremie) come elementi per il rafforzamento del capitale delle PMI; sottolinea tuttavia che, per quanto riguarda il finanziamento dei prestiti, è necessario migliorare la certezza giuridica in modo che gli intermediari finanziari e le banche promotrici possano fissare le condizioni per strumenti finanziari innovativi che restino validi per l’intero periodo di programmazione;
37. ritiene fermamente che una buona governance a livello europeo, nazionale, regionale e locale e l’efficace cooperazione tra i diversi livelli di governo siano fondamentali per garantire la qualità del processo decisionale, una pianificazione strategica, una migliore capacità di assorbimento dei Fondi strutturali e di coesione e quindi l'attuazione positiva ed efficace della politica di coesione; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a rafforzare e attivare la governance multilivello in conformità del trattato e dei principi di sussidiarietà e partenariato; sottolinea pertanto l’importanza di un’autentica strategia di partenariato, sia verticale che orizzontale, e raccomanda una valutazione della qualità del coinvolgimento nel partenariato, ricordando che quest’ultimo può portare alla semplificazione, in particolare nella procedura di selezione dei progetti; chiede agli Stati membri di coinvolgere fin dall’inizio i livelli subnazionali nella definizione delle priorità d’investimento e nel processo decisionale stesso, nonché di integrarli con gli attori della società civile e i rappresentanti delle comunità nell’attuazione dei programmi; propone in tale contesto di istituire un "Patto territoriale degli enti regionali e locali sulla strategia Europa 2020" in ogni Stato membro;
38. ritiene che la semplificazione delle disposizioni e delle procedure debba contribuire a una rapida assegnazione dei fondi e dei pagamenti e che pertanto debba essere portata avanti e concretarsi in norme migliori nel periodo post 2013, a livello nazionale e dell'UE, senza creare serie difficoltà ai beneficiari; è dell’avviso che la politica regionale debba essere adattata meglio alle necessità degli utenti e che la semplificazione debba ridurre le barriere amministrative inutili e i costi, come pure altri ostacoli al conseguimento degli obiettivi delle politiche, evitare confusioni e un'interpretazione erronea delle attuali prassi amministrative, garantendo d’altro canto una gestione dei progetti più flessibile, controlli sincronizzati e una maggiore efficacia della politica; deplora il fatto che, a causa di una burocrazia superflua, di norme troppo complicate soggette a frequenti modifiche e dell'assenza di procedure armonizzate, molti fondi restino inutilizzati; ritiene necessario un equilibrio tra semplificazione e stabilità di norme e procedure;
39. invita gli Stati membri e le autorità regionali a promuovere la costruzione di capacità e a ridurre gli oneri amministrativi, in particolare per garantire il cofinanziamento di progetti mediante contributi nazionali e, laddove opportuno, prevedere il supporto dell'ingegneria finanziaria, in modo da accrescere l'assorbimento dei fondi e evitare ulteriori gravi ritardi negli investimenti;
40. sostiene le idee formulate dalla Commissione, volte a porre maggiormente l’accento su un’attuazione dei Fondi strutturali basata sui risultati, e ritiene che le relazioni strategiche, quale strumento importante per il controllo dei progressi nell’attuazione, creino una base per una revisione paritetica e un dibattito strategico a livello dell’UE; al fine di giungere a relazioni strategiche di migliore qualità, basate su dati comparativi e affidabili, incoraggia gli Stati membri ad adottare un approccio più analitico e strategico, accompagnato da relazioni nazionali elaborate tenendo maggiormente conto degli obiettivi, dei risultati e degli sviluppi strategici, e a presentare per tempo informazioni accurate sugli indicatori fondamentali e gli obiettivi concordati; sottolinea pertanto che la relazione strategica 2013 dovrebbe essere orientata ai risultati e maggiormente incentrata su un’analisi qualitativa dell’efficacia dei programmi, delle realizzazioni, dei risultati e dei primi impatti, piuttosto che su una presentazione eccessiva di dati statistici;
41. invita la Commissione e gli Stati membri a cogliere l'opportunità della revisione intermedia delle prospettive finanziarie 2007-2013 e della politica di coesione per garantire un maggiore assorbimento dei finanziamenti europei nel periodo 2011-2013;
42. invita tutte le Istituzioni e gli Stati membri dell'UE, in vista della prossima serie di negoziati sulla futura politica di coesione, ad agevolare una più rapida conclusione dei documenti chiave, come il quadro finanziario pluriennale e i regolamenti, al fine di superare le difficoltà di avvio che potrebbero sorgere all'inizio del prossimo periodo di programmazione;
43. invita la Commissione a garantire che la futura politica di coesione goda di risorse finanziarie adeguate; ritiene che la politica di coesione non debba essere considerata unicamente uno strumento per raggiungere gli obiettivi delle politiche settoriali, dal momento che si tratta di una politica dell'UE a forte valore aggiunto che ha la propria ragion d'essere, ossia la coesione economica, sociale e territoriale; sottolinea pertanto che la politica di coesione deve continuare a essere indipendente e che i suoi fondamenti e principi non devono essere modificati da una dispersione settoriale;
44. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.
- [1] GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.
- [2] GU L 371 del 27.12.2006, pag. 1.
- [3] GU L 126 del 21.5.2009, pag. 3.
- [4] GU L 132 del 29.5.2010, pag. 1.
- [5] GU L 291 del 21.10.2006, pag. 11.
- [6] Testi approvati, P6_TA(2009)0165.
- [7] Testi approvati, P7_TA(2010)0189.
- [8] Testi approvati, P7_TA-PROV(2010)0473.
MOTIVAZIONE
Introduzione
Le relazioni di attuazione analizzano il recepimento della legislazione dell’UE nel diritto nazionale e la sua attuazione e applicazione negli Stati membri. Nel caso della politica di coesione il quadro normativo è costituito da regolamenti direttamente applicabili.
Con la pubblicazione della comunicazione della Commissione "Politica di coesione: Relazione strategica 2010 sull’attuazione dei programmi 2007-2013”, il Parlamento europeo ha infine potuto completare una prima analisi reale del processo di attuazione dei programmi operativi.
Pertanto, la presente relazione analizza se la legislazione è stata applicata in modo adeguato dagli Stati membri nonché il modo in cui questi ultimi hanno compreso e seguito gli orientamenti strategici comunitari nell’attuazione dei loro quadri di riferimento strategici nazionali e dei programmi operativi.
La relazione è stata elaborata essenzialmente sulla base dei due documenti seguenti: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti intitolata “Politica di coesione: relazione strategica 2010 sull’attuazione dei programmi 2007-2013” (in appresso, relazione strategica) e dal Documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la comunicazione.
Contesto generale
La relazione strategica rappresenta un nuovo elemento della politica di coesione introdotto nel presente periodo di programmazione dal regolamento generale quale strumento per l’esame dell’attuazione degli orientamenti strategici. Lo scopo di questo esercizio, come indicato nel considerando 36 del regolamento 1083/2006 del Consiglio (regolamento generale), è di rafforzare il contenuto strategico e promuovere la trasparenza della politica di coesione tramite l’integrazione con le priorità comunitarie.
Gli articoli 29, paragrafo 2, 30, paragrafo 1, e 30, paragrafo 2, dello stesso regolamento offrono la base giuridica per le relazioni strategiche. In base a tale regolamento, gli Stati membri erano tenuti a fornire le prime relazioni strategiche nazionali al più tardi entro la fine del 2009. I dati presentati nella relazione strategica di attuazione si basano su queste relazioni strategiche nazionali.
Principali valutazioni
Attuazione dei programmi
In primo luogo, va detto che la Commissione e gli Stati membri hanno deciso lo scambio di dati per le relazioni strategiche nazionali 2009 fissando per l’estrazione la data obiettivo del 30/09/2009. Ora, alcuni Stati membri hanno estratto i dati in altre date. Pertanto nell’elaborazione dell’analisi comparativa è necessario tener conto di differenze anche di diversi mesi, in quanto tali differenze potrebbero influenzare il volume di sovvenzioni attribuite a un particolare settore.
Il volume finanziario dichiarato dei progetti selezionati è pari a 93,4 miliardi di euro, il che rappresenta il 27,1% delle risorse dell’UE disponibili nel periodo attuale. Questo tasso medio si applica ai tre obiettivi della politica di coesione nonché alle categorie di priorità definite nell’agenda di Lisbona e ai progressi nell’attuazione degli orientamenti strategici comunitari. Un totale di 63 miliardi di euro risulta destinato ai progetti nell’ambito degli stanziamenti di Lisbona e la selezione dei progetti nel quadro degli stanziamenti di Lisbona segue lo stesso ritmo o è leggermente più rapida di quella per altre azioni.
I suddetti progressi medi compiuti dagli Stati membri possono essere considerati ragionevoli, dato il contesto di serio deterioramento della situazione socioeconomica nel periodo 2008-2009, dovuto alla crisi mondiale, ma anche alla riforma della politica per il periodo 2007-2013, in quanto entrambi questi fattori hanno avuto un forte impatto sull’attuazione.
Nel contempo, la crisi ha altresì dimostrato l’importanza dei Fondi strutturali e in particolare del Fondo sociale europeo, che si è rivelato molto utile nell’affrontare le sfide che incombono su molte regioni. La prova è fornita in un esame dell’attuazione delle misure di politica di coesione adottate a sostegno del piano europeo di ripresa economica (Documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla politica di coesione: risposta alla crisi economica), che si basa essenzialmente sulle informazioni fornite nelle relazioni strategiche nazionali.
Sotto molti aspetti, esiste tuttora un chiaro divario tra le regioni meno sviluppate e quelle altamente sviluppate dell’UE e i progressi differiscono in modo significativo a seconda dei paesi e dei temi, con tassi aggregati di selezione superiori al 40% nel caso di 9 Stati membri e inferiori al 20% per 4 Stati membri. Le regioni arretrate hanno bisogno di essere ulteriormente sostenute negli sforzi per superare le loro difficoltà socioeconomiche.
Secondo il relatore, alcune aree strategiche devono affrontare particolari ritardi nella selezione dei progetti. I settori che suscitano maggiori preoccupazioni, e in cui dovrebbe essere effettuata un’analisi approfondita delle ragioni dei ritardi, sono i seguenti: settore ferroviario, taluni investimenti energetici e ambientali, economia digitale, inclusione sociale, governance e costruzione delle capacità.
Sono pertanto necessari sforzi supplementari per evitare ritardi eccessivi, rafforzare l’attuazione e garantire una maggiore disciplina finanziaria. D’altro canto, il relatore sottolinea il maggiore assorbimento di progetti ambientali nel quadro dei programmi di cooperazione territoriale europei, in quanto si tratta di uno sviluppo positivo che attesta un chiaro valore aggiunto della cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale.
Relazioni strategiche
Le relazioni strategiche forniscono tempestivamente le prove dei progressi nell’attuazione in tutta l’Europa a 27, offrendo la base per un dibattito ad alto livello, una revisione tra pari, un apprendimento della politica e un incentivo a migliorare la qualità delle prestazioni.
Tuttavia, sono state notate alcune importanti limitazioni. Per esempio, soltanto 19 Stati membri hanno riferito in merito agli indicatori fondamentali. Ne consegue che in questa fase è impossibile avere una prima immagine chiara a livello dell’Unione dell’impatto della politica in loco. Secondo il relatore, gli Stati membri dovrebbero adottare gli indicatori fondamentali nella prossima serie di relazioni strategiche 2012-2013, al fine di facilitare il confronto a livello dell’Unione. Inoltre, per potenziare la coerenza e la qualità del monitoraggio dei progressi, gli Stati membri dovrebbero accrescere il contenuto strategico delle relazioni, mentre la Commissione dovrebbe fornire orientamenti più dettagliati, volti a migliorare la qualità delle relazioni strategiche.
Si presume che l’elaborazione della relazione accresca la responsabilità nei confronti del pubblico in relazione ai risultati della politica; pertanto è necessario dare maggiore pubblicità alla presentazione dei risultati. Inoltre, si dovrebbero promuovere scambi di esperienze affinché gli Stati membri possano beneficiare delle buone pratiche che hanno contribuito al conseguimento dei risultati positivi. Il relatore sottolinea le seguenti buone pratiche, che contribuiscono alla maggiore qualità delle relazioni e a un’accresciuta partecipazione degli interessati negli Stati membri:
· uso di indicatori fondamentali,
· relazione sulle realizzazioni e sui risultati,
· relazione sulle sinergie tra politiche nazionali e politiche dell’UE,
· organizzazione di dibattiti pubblici e consultazione delle parti interessate,
· presentazione per parere delle relazioni ai parlamenti nazionali e pubblicazione delle relazioni sui siti web governativi.
Riflessioni e conclusioni del relatore
La politica di coesione continua a dimostrare la sua importanza, in quanto rappresenta un considerevole contributo al miglioramento del contesto socioeconomico. Gli Stati membri hanno accolto positivamente i nuovi requisiti e stanno compiendo progressi nel conseguimento degli obiettivi della politica di coesione, come provato dai fatti e dalle cifre forniti nelle relazioni nazionali, anche se si registra una certa eterogeneità connessa al livello di Stati e regioni. Tuttavia, la politica di coesione è un meccanismo a lungo termine e la maggior parte dei risultati saranno visibili solo in una fase successiva del periodo di programmazione. Infatti, un quadro completo del periodo di programmazione 2007-2013 sarà possibile solo nel 2015, ossia due anni dopo la seconda relazione strategica, in quanto dopo il 2013 alcuni paesi dispongono di due anni per fare uso di tutti gli stanziamenti impegnati.
Il relatore richiama l’attenzione sul fatto che un’efficace selezione e attuazione dei progetti in alcuni settori è ostacolata da diversi elementi, come la conclusione tardiva dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale e il pacchetto legislativo della politica che comportano un completamento ritardato delle strategie nazionali e dei programmi operativi, le modifiche delle norme sul controllo finanziario, la scarsa disponibilità di risorse pubbliche per il cofinanziamento negli Stati membri e la mancanza di chiare priorità nazionali per talune aree di intervento, nonché una carente capacità amministrativa istituzionale. È necessario che tutti questi fattori siano trattati rapidamente a livello dell’Unione e degli Stati membri. Questi ultimi sono anche invitati ad accelerare e agevolare l’uso dei Fondi strutturali in loco e in particolare ad adottare misure correttive nei settori con scarsi risultati, al fine di evitare un conseguimento tardivo dei risultati concordati.
Naturalmente, le precondizioni fondamentali per il conseguimento degli obiettivi globali della politica di coesione sono una sana disciplina finanziaria e la trasparenza nell’assegnazione dei fondi. La relazione strategica, in quanto nuovo strumento, può contribuire in tal senso accrescendo la responsabilità nel conseguimento degli obiettivi. Un altro aspetto importante, che consente di garantire la qualità del processo decisionale, la pianificazione strategica e l’attuazione positiva ed efficace della politica di coesione, è l’efficienza della pubblica amministrazione. Pertanto è necessario rafforzare ulteriormente una buona governance a livello europeo, nazionale, regionale e locale, in conformità del trattato e del principio di partenariato. La semplificazione della gestione e dell’attuazione della politica di coesione resta altamente desiderabile, in quanto non è certamente opportuno che i fondi restino inutilizzati a causa di oneri burocratici superflui e di norme e procedure eccessivamente complesse.
In tale contesto, l’assorbimento dei fondi può essere aumentato mediante la costruzione di capacità mirate e la mobilitazione di tutte le opportune risorse nazionali per ottenere il cofinanziamento disponibile dei Fondi strutturali. Il supporto necessario può essere fornito anche dagli strumenti dell’ingegneria finanziaria.
Infine, la politica di coesione mira a ridurre le disparità fra i livelli di sviluppo delle regioni europee, facilita il perseguimento della modernizzazione e della crescita sostenibile e dimostra la solidarietà europea. In quanto tale, essa ha dimostrato di essere essenziale per il progresso dell’integrazione europea, stabilendo nel contempo forti sinergie tra tutte le politiche europee. La realtà dimostra che le regioni europee devono ancora affrontare gravi disparità economiche, sociali e ambientali. Alcune di queste disparità sono conseguenza degli ultimi due allargamenti (adesione di paesi storicamente e economicamente svantaggiati), altre sono state accentuate dagli effetti diretti della crisi finanziaria ed economica mondiale.
La questione dell’architettura della futura politica di coesione per il periodo 2014-2020 sarà al centro del dibattito politico nei prossimi anni. Esiste il rischio che le carenze della strategia di Lisbona possano ripetersi nell’attuazione della strategia “Europa 2020”. Il relatore ribadisce, nel contesto dei prossimi negoziati per il futuro periodo di programmazione, che la politica di coesione dovrebbe continuare ad affrontare tutte le sfide delle regioni e delle società europee, aiutando i poveri a migliorare la loro condizione e permettendo una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il relatore ritiene altresì con forza che, nel contesto dei persistenti squilibri territoriali e di una crisi che perdura, una politica regionale dell’UE forte e finanziata in modo adeguato rappresenti una condizione sine qua non per il conseguimento della coesione sociale, economica e territoriale. Pertanto, i fondi destinati alla politica di coesione nel prossimo periodo di programmazione non dovrebbero assolutamente essere ridotti.
PARERE della commissione per i bilanci (27.1.2011)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sulla relazione 2010 sull'attuazione dei programmi della politica di coesione per il 2007-2013
(2010/2139(INI))
Relatore per parere: Ivars Godmanis
SUGGERIMENTI
La commissione per i bilanci invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. sottolinea che, mentre il 27% dei progetti sono stati selezionati in termini di volume finanziario, il tasso dei pagamenti era di gran lunga inferiore al momento della stesura della relazione (circa il 13%) ed era ancora pari a circa il 22% a fine 2010, vale a dire circa il 60% del livello del periodo finanziario 2000-2006, dopo quattro anni di esecuzione;
2. rammenta che, da un punto di vista finanziario, al 1° luglio 2010, ossia a metà del periodo di programmazione 2007-2013, i pagamenti erano stati eseguiti per meno di un sesto,
3. accoglie con favore l'accelerazione delle capacità di assorbimento e dell'esecuzione del bilancio della politica di coesione (si registrano già aumenti del 79% e del 62% nell'esecuzione complessiva delle dotazioni finanziarie 2007-2013 nel corso del 2010, rispettivamente per il FESR/FEC e il FSE), dovuta, tra l'altro, a recenti modifiche legislative e al fatto che i programmi operativi hanno finalmente raggiunto una velocità di crociera e gli ultimi sistemi di gestione e di controllo sono finalmente stati approvati dalla Commissione; sottolinea che tale accelerazione è stata rispecchiata nello storno globale 2010, che forniva alla politica di coesione una dotazione aggiuntiva di 1 miliardo di euro in pagamenti per il 2010;
4. evidenzia tuttavia che i tassi di esecuzione sono tutt'altro che omogenei tra Stati membri, settori d'intervento e Fondi; rammenta che verso il termine del 2010, la differenza massima nei tassi di pagamento tra gli Stati membri era del 247% per il FESR e il FEC considerati congiuntamente e del 303% per il FSE;
5. sottolinea che i problemi constatati nell'utilizzazione degli stanziamenti riflettono in parte il difficile adeguamento tra taluni criteri previsti dalla strategia di Lisbona, in particolare in termini di innovazione, e gli sforzi compiuti per rispettarli nelle regioni, soprattutto in quelle che presentano un ritardo di sviluppo, in un periodo di crisi economica e finanziaria;
6. chiede pertanto che sia riservata un'attenzione particolare all'ulteriore promozione dell'apprendimento reciproco, allo scambio di migliori prassi e al rafforzamento delle capacità amministrative in taluni Stati membri, e invita a un'ulteriore riflessione su come razionalizzare le varie normative e modalità di controllo applicabili.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
26.1.2011 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
23 1 1 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Marta Andreasen, Reimer Böge, Lajos Bokros, Giovanni Collino, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Jens Geier, Ivars Godmanis, Lucas Hartong, Jutta Haug, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Sergej Kozlík, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, Barbara Matera, Claudio Morganti, Dominique Riquet, Helga Trüpel, Derek Vaughan, Angelika Werthmann, Jacek Włosowicz |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Jan Mulder |
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PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (3.12.2010)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sulla relazione 2010 sull'attuazione dei programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013
(2010/2139(INI))
Relatore per parere: Antigoni Papadopoulou
SUGGERIMENTI
La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata: "Politica di coesione: relazione strategica 2010 sull'attuazione dei programmi 2007-2013" (COM(2010)110),
– visto il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione,
– vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Europa 2020 - una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),
– viste le conclusioni del Consiglio sulla relazione strategica 2010 della Commissione sull'attuazione dei programmi della politica di coesione, adottate in occasione della 3023a sessione del Consiglio "Affari generali" tenutasi a Lussemburgo il 14 giugno 2010,
– visto l'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardante lo sviluppo di azioni volte a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione,
A. considerando che, ai sensi dell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, la promozione della coesione economica, sociale e territoriale nonché della solidarietà tra gli Stati membri è uno degli obiettivi principali dell'Unione europea,
B. considerando che la politica di coesione deve essere uno strumento efficace ed efficiente per rispondere alle sfide socioeconomiche provocate dalla crisi finanziaria e per ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo delle regioni europee,
C. considerando che la politica di coesione svolge un ruolo centrale ai fini del pieno conseguimento degli obiettivi della strategia UE 2020, in particolare nell'ambito dell'occupazione e degli affari sociali, a tutti i livelli di governo e in tutte le aree geografiche,
D. considerando che il Fondo sociale europeo (FSE) dovrebbe assicurare piena occupazione e opportunità di lavoro, promuovendo obiettivi quali, tra gli altri, l'integrazione dei lavoratori nel mercato del lavoro nonché rafforzando l'inclusione sociale,
1. accoglie con favore la relazione strategica della Commissione sull'attuazione dei programmi della politica di coesione cofinanziati dai fondi strutturali per il periodo 2007-2013 (COM (2010)0110); ritiene tuttavia che, a seguito della recessione economica globale che ha cambiato drammaticamente il panorama economico nell'UE causando un aumento della disoccupazione, una diminuzione della crescita economica e il deterioramento del contesto commerciale, le future relazioni della Commissione dovrebbero fornire una valutazione più approfondita e aggiornata dell'impatto dei progetti selezionati nel quadro della politica di coesione sulla ripresa dell'economia europea, in particolare in termini di creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione delle disparità socioeconomiche, aumento dell'inclusione sociale e miglioramento del capitale umano; deplora che l'integrazione della prospettiva di genere nell'elaborazione del bilancio non sia attuata in misura sufficiente dagli Stati membri e che tale aspetto sia trascurato anche dalla Commissione al momento di valutare l'esecuzione; sottolinea che l'integrazione della prospettiva di genere nell'elaborazione del bilancio può garantire l'uso appropriato delle risorse e quindi apportare un contributo fondamentale alla parità di genere; ritiene che l'introduzione di un miglior sistema di monitoraggio e valutazione sia di importanza fondamentale per avanzare verso un approccio alla politica di coesione più strategico e orientato ai risultati;
2. si aspetta che gli Stati membri contribuiscano al conseguimento dell'obiettivo riguardante la povertà definito dalla strategia UE 2020, attraverso iniziative efficaci e quantificabili finanziate dall'FSE;
3. chiede alla Commissione di includere nelle future relazioni un riferimento all'interazione e alla complementarità reciproche dei fondi strutturali nonché alla loro interazione con altri strumenti di finanziamento dell'UE;
4. alla luce della crisi economica e del crescente numero di disoccupati, si compiace dei progressi già compiuti nella realizzazione dei progetti facenti capo all'orientamento "posti di lavoro migliori e più numerosi"; raccomanda tuttavia vivamente che la Commissione introduca metodi di cooperazione con gli Stati membri che facilitino la pronta mobilitazione e l'efficiente assegnazione di tutti i fondi necessari per conseguire un'economia competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, una crescita inclusiva e un'economia ad alto tasso di occupazione che contribuisca alla coesione sociale e territoriale nonché alla riduzione della povertà, ovvero obiettivi prioritari della strategia UE 2020 e dei traguardi che la stessa si prefigge, in particolare nel campo dell'occupazione e degli affari sociali, al fine di favorire la crescita e la produttività nonché di migliorare la situazione occupazionale in Europa;
5. appoggia la raccomandazione della Commissione che chiede di intensificare la lotta contro la povertà; segnala, a tale proposito, che la promozione di misure di accompagnamento relative alla priorità dell'integrazione sociale (articolo 3, paragrafo 1, lettere c) e i) del regolamento relativo all'FSE) si è rivelata efficace nel sostenere l'integrazione sociale delle persone particolarmente svantaggiate; chiede pertanto che tali misure di accompagnamento continuino a costituire un elemento chiave del Fondo sociale europeo;
6. deplora che le risorse finanziarie a titolo dell'FSE messe a disposizione dall'UE non siano utilizzate appieno;
7. invita gli Stati membri a migliorare la flessibilità dei fondi, a semplificare le procedure e a ridurre le barriere burocratiche, gli eccessivi costi amministrativi e gli altri ostacoli che frenano gli obiettivi politici in materia di occupazione, lotta contro la povertà, realizzazione dell'integrazione e inclusione sociale nonché di sviluppo delle competenze; è favorevole a una valutazione della capacità della disciplina di stanziamento di migliorare l'attuazione dei programmi; sottolinea tuttavia la necessità di dirigere le azioni specificatamente su priorità volte a soddisfare esigenze e richieste particolari di varie regioni, in particolare le microregioni e le località svantaggiate, tenendo sempre conto delle risorse finanziarie e umane a disposizione; rileva che lo stanziamento non deve impedire un utilizzo flessibile delle risorse, soprattutto nei periodi di crisi; accoglie con favore il fatto che in futuro il sostegno della Commissione sarà imperniato più sugli obiettivi che sul citato stanziamento; chiede che le autorità competenti rivestano un ruolo maggiormente orientato verso la fornitura di informazioni e di consulenza attraverso lo sviluppo, se del caso, di sportelli unici e l'accessibilità al pubblico della pertinente legislazione; chiede che durante i controlli effettuati dalle autorità sociali si presti particolare attenzione al rispetto del procedimento di contraddittorio; chiede inoltre che, data la complessità del diritto del lavoro, si privilegi il ricorso al dialogo rispetto ai procedimenti giudiziari in caso di contenzioso tra un cittadino in buona fede e le autorità;
8. deplora che, in un momento in cui la crisi economica e finanziaria accentua le disparità sociali, l'assegnazione di fondi strutturali agli Stati membri sia in calo;
9. osserva che l'FSE è stato creato con l'obiettivo di ridurre le differenze a livello di condizioni di vita tra gli Stati membri e le regioni dell'Unione europea, al fine di promuovere la coesione economica e sociale, ed esorta la Commissione a presentare un'iniziativa di revisione dei criteri di cofinanziamento da parte degli Stati membri, volta ad agevolare il ricorso allo stesso per i paesi che attraversano le maggiori difficoltà finanziarie;
10. sottolinea l'importanza di migliorare le infrastrutture e i servizi per le microregioni svantaggiate ad alta concentrazione di gruppi socialmente emarginati (ad esempio i rom) rendendole altresì economicamente accessibili;
11. sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo delle strategie di sviluppo locale nell'ambito della politica di coesione, sostenendo l'inclusione attiva nei settori dell'occupazione e dell'istruzione, definendo programmi in più fasi a lungo termine, complessi e realizzati in maniera graduale, volti al recupero delle aree rurali e urbane degradate ad alta concentrazione di gruppi socialmente emarginati (ad esempio i rom), nonché mediante l'introduzione di una nuova condizionalità legata alla non discriminazione e alla desegregazione;
12. invita la Commissione a rafforzare l'efficacia e la visibilità dell'FSE tra i cittadini, rendendolo così più accessibile, con l'obiettivo di aumentare i finanziamenti a esso destinati, di ampliare le possibilità di accesso al mercato del lavoro (attraverso l'efficace attuazione di formazioni lungo tutto l'arco della vita che consentano ai lavoratori di adattarsi alle evoluzioni della domanda nell'era della globalizzazione e dell'informatizzazione del lavoro) e di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro introducendo orari di lavoro flessibili, la promozione del lavoro a tempo parziale e il telelavoro, garantendo ai cittadini europei, soprattutto alle persone più svantaggiate (minoranze nazionali ed etniche, come i rom, e i disabili), l'opportunità di migliorare la propria occupabilità e adattabilità nonché creando le condizioni per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva oltre che per la coesione economica e sociale; ritiene che l'efficacia dell'FSE dipenda dalla sua capacità di adattarsi ai problemi locali e alle specifiche esigenze territoriali; sottolinea l'importanza della formazione professionale lungo tutto l'arco della vita per tutti i dipendenti dell'FSE; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad assicurare forti sinergie tra i fondi strutturali e le pertinenti politiche europee nonché a promuovere progetti che rispondano alle richieste del mercato del lavoro;
13. esorta gli Stati membri a riservare maggiore attenzione all'istruzione e alla formazione dei lavoratori, con riferimento a posti di lavoro altamente qualificati e rivolti al futuro in una società orientata alla conoscenza;
14. tenendo presente che l'FSE è uno strumento fondamentale di lotta contro la povertà, le disparità di genere e la discriminazione sociale (nei confronti di disabili, migranti, anziani, ecc.) attraverso l'inclusione professionale nonché contro l'esclusione sociale e la disoccupazione, invita la Commissione a rafforzare il potenziale e l'autonomia finanziaria del Fondo sociale europeo, in una prospettiva di coesione economica e sociale, a migliorarne la flessibilità, allo scopo di rispondere alle sfide attuali e future in materia di occupazione, a semplificare la gestione dei progetti, ad armonizzare e a migliorare altresì le procedure e i controlli tenendo conto della sostenibilità sociale, e a garantire un seguito più efficace dei progetti in corso; evidenzia le esperienze positive acquisite dagli organizzatori dei progetti con le sovvenzioni globali e si compiace della valutazione positiva di queste ultime nel parere del CESE sui partenariati efficaci (Jan Olsson, ECO/258); chiede l'introduzione di una nuova condizionalità legata alla non discriminazione e alla desegregazione, allo scopo di fornire sostegno a chi ne ha maggiormente bisogno, concentrandosi esplicitamente, ma non esclusivamente, anche sulle comunità rom; sottolinea il ruolo dell'FSE nel rafforzamento della dimensione di integrazione sociale; evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza nelle politiche dell'FSE per quanto riguarda l'assegnazione dei finanziamenti, nonché di una valutazione e un controllo dettagliati dei risultati concreti ottenuti in termini di occupazione;
15. riconosce il ruolo svolto dall'FSE nel conseguimento degli obiettivi sociali e chiede alla Commissione di promuovere una maggiore coerenza e collegamenti tra l'FSE e i diversi programmi quadro, ad esempio EQUAL ed "Europa per i cittadini", con l'obiettivo di stabilire un coordinamento e una cooperazione migliori tra gli strumenti delle politiche dell'Unione europea;
16. ritiene che l'FSE dovrebbe promuovere la partecipazione attiva dei cittadini nella società e sul mercato del lavoro, creando pari opportunità per tutti; ricorda pertanto l'importanza di integrare la dimensione di genere nell'elaborazione del bilancio al fine di migliorare le risorse e il capitale umani, ovvero requisiti essenziali per un'economia basata sulla conoscenza che risulti competitiva;
17. invita gli Stati membri a impiegare meglio le risorse e a migliorare le capacità delle autorità locali e regionali, in particolare ONG e PMI, ai fini dello sviluppo economico, sociale e territoriale;
18. si compiace del fatto che la relazione strategica (COM(2010)0110) ponga maggiormente l'accento su un'attuazione dei fondi strutturali orientata ai risultati; sostiene le idee formulate dalla Commissione volte a insistere maggiormente su un'attuazione dei fondi strutturali orientata ai risultati e sulla creazione di incentivi finanziari per gli Stati membri che raggiungono gli obiettivi fissati, premiando in tal modo il successo nell'attuazione dei programmi; valuta positivamente il fatto che, così facendo, si contribuirà ad assicurare che i fondi siano opportunamente destinati ai soggetti interessati;
19. si compiace del fatto che oltre il 50% dei beneficiari dei programmi dell'FSE sia composto da donne; alla luce delle tendenze demografiche, si aspetta che la Commissione e gli Stati membri dedichino maggiore attenzione all'integrazione dei lavoratori meno giovani nel mercato del lavoro;
20. auspica una più stretta cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri allo scopo di reagire in modo più rapido ed efficace ai cambiamenti sul mercato del lavoro e di attuare misure effettivamente necessarie e orientate ai risultati;
21. si compiace del fatto che l'FSE abbia fornito un importante sostegno per l'attuazione delle riforme del mercato del lavoro e che si sia rivelato uno strumento efficace per realizzare il passaggio dalle politiche passive a quelle attive e addirittura preventive in relazione al mercato del lavoro; invita gli Stati membri a proseguire le riforme strutturali volte a scongiurare il rischio di una nuova crisi sul mercato del lavoro;
22. invita la Commissione a potenziare il monitoraggio dei progressi rafforzando l'uso generalizzato della definizione ex ante di obiettivi chiari e misurabili nonché di indicatori chiave nelle relazioni strategiche nazionali, indicatori che devono essere chiaramente interpretabili, statisticamente convalidati nonché raccolti e pubblicati regolarmente; sottolinea la necessità che la Commissione chieda agli Stati membri di fornire dati qualitativi e quantitativi pertinenti in merito all'attuazione dei programmi della politica di coesione; evidenzia la necessità di chiarire tutti i risultati ottenuti grazie alle politiche nazionali in termini di creazione di posti di lavoro, promozione delle pari opportunità e inclusione sociale di tutti i gruppi vulnerabili;
23. ritiene che la politica di coesione non debba essere considerata unicamente uno strumento per raggiungere gli obiettivi di altre politiche settoriali, dal momento che si tratta di una politica dell'UE a forte valore aggiunto che ha la propria ragion d'essere, ovvero la coesione economica e sociale;
24. invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a utilizzare i diversi strumenti della politica di coesione in maniera più integrata e coordinata, ai fini di una maggiore efficacia, intensificando le attività che mirano a realizzare la priorità dell'inclusione sociale;
25. chiede di tenere periodicamente un dibattito politico al fine di migliorare la trasparenza, la responsabilità e la valutazione degli effetti della politica di coesione.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
2.12.2010 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
40 2 0 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Regina Bastos, Jean-Luc Bennahmias, Mara Bizzotto, Milan Cabrnoch, David Casa, Derek Roland Clark, Sergio Gaetano Cofferati, Marije Cornelissen, Frédéric Daerden, Karima Delli, Sari Essayah, Richard Falbr, Ilda Figueiredo, Pascale Gruny, Thomas Händel, Marian Harkin, Roger Helmer, Nadja Hirsch, Vincenzo Iovine, Liisa Jaakonsaari, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Raffaele Baldassarre, Vilija Blinkevičiūtė, Edite Estrela, Julie Girling, Sergio Gutiérrez Prieto, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Antigoni Papadopoulou, Evelyn Regner, Birgit Sippel, Csaba Sógor |
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PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (27.1.2011)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sulla relazione 2010 sull'attuazione dei programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013
(2010/2139(INI))
Relatore per parere: José Manuel Fernandes
SUGGERIMENTI
La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. sottolinea che la politica di coesione è uno strumento fondamentale con il quale promuovere la coesione economica e sociale, con l'obiettivo di avviare misure intese a ridurre le disparità regionali, promuovere la convergenza reale e stimolare la crescita e l'occupazione, nonché di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali;
2. sottolinea che il livello degli investimenti nel settore dell'ambiente non sta registrando i progressi attesi, come dimostra il volume di progetti selezionati che non supera il 21% del totale previsto nei programmi stessi;
3. prende atto che gli investimenti nel settore delle infrastrutture sanitarie stanno procedendo bene e che esiste un'interazione positiva tra la politica di coesione e le riforme strutturali nel settore sanitario, della quale bisogna tenere conto nel definire le priorità di investimento per il prossimo periodo di programmazione;
4. sottolinea che gli investimenti nel settore ferroviario non stanno procedendo secondo i piani, dal momento che, rappresentando il 22,5% del totale previsto nei programmi, sono di gran lunga inferiori ai progetti selezionati nel settore stradale (34%) e non contribuiscono in misura sufficiente alla decarbonizzazione dei trasporti;
5. chiede un'attuazione più efficace dei programmi nel settore dell'ambiente, in particolare in aree trasversali che presentano un valore aggiunto europeo, ad esempio la lotta al cambiamento climatico, la sua mitigazione e l'adattamento a tale fenomeno, gli investimenti in tecnologie più ecologiche e a basse emissioni di carbonio, la lotta all'inquinamento atmosferico e delle acque, le misure per la protezione della biodiversità, l'espansione delle reti ferroviarie, la promozione dell'efficienza energetica specialmente nel settore edilizio, e delle fonti di energia rinnovabili, in vista del conseguimento degli obiettivi della strategia UE 2020 e della promozione di posti di lavoro verdi e di un'economia verde; sottolinea il ruolo centrale della politica di coesione nel raggiungimento degli obiettivi; chiede una rapida attuazione dei progetti già selezionati e l'accelerazione della selezione di progetti di qualità;
6. esorta a utilizzare i fondi volti a contribuire alla prevenzione delle catastrofi ambientali e/o alla capacità di reazione rapida e invita gli Stati membri ad accelerare gli investimenti nella prevenzione e nel recupero dei siti industriali e dei suoli contaminati, dato il loro basso livello di esecuzione;
7. sottolinea che la politica di coesione è uno degli strumenti che dovrebbero contribuire alla creazione di un adeguato quadro finanziario per la prevenzione delle catastrofi naturali e di origine antropica, sostenendo e fornendo un collegamento tra questo e altri strumenti quali la politica di sviluppo rurale, la politica regionale, il Fondo di solidarietà e il settimo programma quadro; chiede, a questo proposito, che si tenga conto della prevenzione delle catastrofi nelle prospettive finanziarie post 2013;
8. chiede una migliore attuazione dei programmi nei settori della promozione della salute e della prevenzione delle malattie in linea con gli orientamenti strategici comunitari, in aggiunta alle infrastrutture sanitarie, quali fattori importanti per ridurre le disuguaglianze sanitarie in tutta Europa;
9. invita la Commissione ad occuparsi di come gli attuali programmi possano affrontare le crescenti disuguaglianze sanitarie all'interno e tra le regioni, che costituiscono strozzature chiave per la coesione e l'inclusione sociali nel contesto dell'agenda dell'UE 2020 sulla povertà;
10. invita la Commissione a promuovere la semplicità e la flessibilità nell'ambito delle norme applicabili all'attuazione dei programmi e a rinegoziare i tassi di cofinanziamento ove ciò sia auspicato dagli Stati membri, tenendo conto delle regioni di "convergenza", specialmente delle regioni meno sviluppate degli Stati membri del Fondo di coesione, e delle regioni caratterizzate da svantaggi geografici o naturali permanenti, come le regioni più remote; chiede che le informazioni relative all'approvazione e all'attuazione dei progetti finanziati dai fondi della politica di coesione siano rese disponibili in tempo reale, in base alla nomenclatura più dettagliata possibile delle unità territoriali statistiche (NUTS 3, quando esista tale definizione), attraverso un sito Internet accessibile a tutti i cittadini, in modo da contribuire ad una maggiore trasparenza e all'attento monitoraggio della gestione dei fondi della politica di coesione;
11. sottolinea la necessità di un approccio orientato ai risultati della politica di coesione attraverso la fissazione di obiettivi chiari e misurabili e di indicatori di risultato; sottolinea altresì la necessità di una presentazione tempestiva e completa di informazioni precise sugli indicatori e sui progressi verso gli obiettivi concordati da parte di ciascuno Stato membro nelle rispettive relazioni annuali, per consentire una migliore comprensione del contenuto del programma e migliorare il monitoraggio dei progressi di attuazione;
12. riconosce la mancanza di dati riguardanti i progetti appaltati e quelli pagati nella relazione strategica 2010; insiste pertanto affinché la Commissione presenti dati che consentano di valutare l'attuazione reale della politica di coesione attraverso indicatori affidabili quali i pagamenti finali dei progetti, il raggiungimento degli obiettivi del progetto e il loro legame con la politica corrispondente della strategia UE 2020;
13. invita la Commissione a fornire finanziamenti per i programmi orientati alla riqualificazione urbana e al miglioramento delle condizioni ambientali, compresi i progetti per la qualità dell'acqua;
14. invita la Commissione a intensificare la comunicazione nelle regioni sulle opportunità che l'Europa offre per l'innovazione nel campo delle tecnologie ambientali, e mette in evidenza la necessità di attuare misure volte ad agevolare la partecipazione delle PMI;
15. chiede un migliore coordinamento e l'integrazione dei programmi relativi alla coesione delle infrastrutture in vari settori, comprese le TIC e l'energia, attraverso una migliore pianificazione a livello nazionale, regionale e locale, in modo da generare una riduzione dei costi e una migliore protezione dell'ambiente;
16. sottolinea la necessità di semplificare e velocizzare l'assegnazione dei finanziamenti e dei pagamenti ai beneficiari finali, garantendo nel contempo la sana gestione finanziaria;
17. riconosce l'impatto modesto dei programmi di coesione sugli indicatori economici nazionali, tra cui il PIL, e ricorda che i ritardi nell'attuazione della politica di coesione sono in parte dovuti all'eccessiva rigidità delle procedure; sottolinea pertanto la necessità di migliorare l'efficacia della politica di coesione, anche attraverso la riduzione della burocrazia e lo snellimento delle procedure esistenti e delle modalità di rimborso ai beneficiari; pone l'accento sulla necessità di raggiungere un equilibrio tra la semplificazione delle procedure burocratiche e la lotta alla frode;
18. sottolinea la necessità di aumentare l'effetto propulsivo del bilancio dell'Unione europea relativamente ai programmi di coesione attraverso nuove forme di finanziamento degli investimenti, anche attraverso modi innovativi di combinare sovvenzioni e prestiti, aprendo nuovi mercati alle diverse forme di partenariato pubblico-privato, e un ampio uso della perizia delle istituzioni finanziarie internazionali;
19. sottolinea che la politica di coesione dovrebbe continuare a generare forme di cooperazione transfrontaliera, transnazionali e interregionali; evidenzia pertanto la necessità di rivedere e semplificare le attuali disposizioni per la cooperazione transfrontaliera.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
25.1.2011 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
51 1 1 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
János Áder, Kriton Arsenis, Paolo Bartolozzi, Sandrine Bélier, Sergio Berlato, Martin Callanan, Nessa Childers, Chris Davies, Bas Eickhout, Edite Estrela, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Nick Griffin, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Dan Jørgensen, Karin Kadenbach, Christa Klaß, Jo Leinen, Peter Liese, Kartika Tamara Liotard, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Gilles Pargneaux, Andres Perello Rodriguez, Sirpa Pietikäinen, Mario Pirillo, Pavel Poc, Vittorio Prodi, Oreste Rossi, Horst Schnellhardt, Richard Seeber, Bogusław Sonik, Catherine Soullie, Salvatore Tatarella, Marina Yannakoudakis |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Margrete Auken, Tadeusz Cymański, José Manuel Fernandes, João Ferreira, Jacqueline Foster, Gaston Franco, Matthias Groote, Jutta Haug, Marisa Matias, Judith A. Merkies, Miroslav Mikolášik, Eleni Theocharous, Michail Tremopoulos, Thomas Ulmer, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean |
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PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (2.12.2010)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sulla relazione 2010 sull'attuazione dei programmi della politica di coesione per il 2007-2013
(2010/2139(INI))
Relatore: Francisco Sosa Wagner
SUGGERIMENTI
La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. sottolinea che, conformemente alle disposizioni del trattato di Lisbona e alle migliori pratiche sinora attuate, la politica di coesione dovrebbe continuare a essere indipendente e che i suoi fondamenti e principi non dovrebbero essere modificati da una dispersione settoriale di risorse della politica regionale; sottolinea che la politica e i progetti di coesione dovrebbero essere collegati meglio alle priorità stabilite nella strategia UE 2020; ribadisce la necessità di stabilire obiettivi precisi, di valutare se gli obiettivi sono stati raggiunti, di mostrare flessibilità nella revisione dei programmi operativi e nella ridistribuzione dei finanziamenti tra i vari programmi e di assegnare competenze precise a ciascun livello di governance;
2. rileva che i fondi destinati alla coesione dovrebbero servire per promuovere lo sviluppo sostenibile dell'UE nel suo insieme, garantendo in particolare che il potenziale delle regioni e subregioni con un PIL inferiore alla media dell'UE sia sfruttato meglio e promuovendo la coesione economica e sociale, in vista dell'adozione di misure volte a ridurre le disparità regionali e a favorire una reale convergenza; sottolinea che la politica di coesione è uno strumento importante per raggiungere l'obiettivo 20-20-20 entro il 2020 e stabilire una strategia coerente per un’economia europea con il massimo di efficienza energetica e basse emissioni di CO2 nel medio e lungo termine e per affrontare le questioni connesse alla sicurezza energetica e al potenziale per la creazione di posti di lavoro nel mercato unico; è consapevole che gli investimenti in progetti di efficienza energetica e infrastrutture energetiche e connessi alle energie rinnovabili, nonché lo sviluppo della rete a banda larga e l'uso delle TIC nel settore pubblico e industriale non procedono come previsto;
3. sottolinea che la politica di coesione non sta svolgendo un ruolo abbastanza incisivo nell'orientare gli investimenti verso l'adattamento delle infrastrutture ai cambiamenti climatici, ad esempio mediante opere di difesa dalle alluvioni;
4. chiede di collegare la concessione delle sovvenzioni ai risultati raggiunti, di dare alla Corte dei conti e all'OLAF maggiori possibilità di avviare procedimenti per il recupero di fondi europei nei casi in cui gli Stati membri li utilizzino in modo inappropriato, di eliminare oneri amministrativi inutili e di assicurare una gestione più flessibile dei progetti nonché controlli sincronizzati per semplificare gli stessi ed evitare la confusione e le interpretazioni sbagliate che derivano spesso dalle attuali pratiche amministrative;
5. chiede alla Commissione di individuare gli ostacoli all'uso di una quota maggiore di questi fondi nel settore energetico e di presentare ulteriori misure per porre rimedio alla situazione; ritiene, tuttavia, che le misure presentate non possano modificare le attuali basi della politica di coesione né dar luogo a qualsivoglia dispersione settoriale dei fondi;
6. chiede alla Commissione e alle autorità nazionali di migliorare il nesso tra i fondi di coesione e il programma quadro di ricerca, sottolinea che i fondi di coesione dovrebbero essere utilizzati per migliorare l'infrastruttura della ricerca consentendo a quest'ultima di raggiungere il livello di eccellenza necessario per accedere ai fondi ad essa destinati e chiede che sia migliorato il flusso di informazioni tra i fondi di coesione e i programmi di ricerca laddove progetti dotati di grande potenziale richiedano l'accesso a strutture migliori per un'adeguata applicazione;
7. chiede alla Commissione, in vista della revisione della politica di coesione e delle prospettive finanziarie dell'UE, di garantire che il risparmio energetico sia automaticamente integrato, ove applicabile, come condizione per la concessione di fondi strutturali e di coesione e di assegnare una maggiore percentuale di fondi a progetti in materia di efficienza energetica (in particolare quelli per migliorare l'efficienza energetica degli edifici, della generazione o trasmissione di elettricità) e a progetti per la produzione decentrata di energia rinnovabile e la cogenerazione; osserva che ciò non deve discriminare i progetti che non siano in ogni caso collegati all'aspetto dell'efficienza energetica e non deve aumentare il livello di burocrazia per i beneficiari dei fondi strutturali e di coesione;
8. è convinto che il settore degli alloggi possa contribuire alla promozione dello sviluppo regionale mediante il consolidamento delle attività economiche basate sull'innovazione tecnologica nel settore della riabilitazione energetica e urbana e il rafforzamento della coesione sociale nell'area interessata; invita la Commissione a lanciare un’iniziativa europea per il settore edilizio, entro giugno 2011, volta a favorire e realizzare nell’UE un ambiente edificato con consumo di energia zero entro il 2050;
9. invita la Commissione e gli Stati membri a cogliere l'opportunità della revisione intermedia delle prospettive finanziarie 2007-2013 e della politica di coesione per garantire un maggiore assorbimento dei finanziamenti europei nel periodo 2011-2013;
10. riconosce che l'uso efficace delle risorse ha molteplici benefici sociali ed economici, in particolare la creazione di posti di lavoro non delocalizzabili, sia nelle aree rurali che urbane, soprattutto nell’ambito delle PMI;
11. riconosce che è possibile fare un migliore uso delle risorse e che si possono ottenere benefici sociali, attribuendo i finanziamenti della politica di coesione secondo modalità atte a promuovere lo sviluppo sostenibile a livello regionale e subregionale negli Stati membri; ritiene che una distribuzione più equilibrata dei finanziamenti a sostegno della coesione libererà il potenziale sociale e le risorse locali, consentendo quindi la creazione di nuovi posti di lavoro;
12. chiede alla Commissione, alla luce del nuovo quadro finanziario e della strategia UE 2020, di rendere più accessibile alle PMI il finanziamento dell'UE destinato a progetti regionali, aumentando i bilanci previsti per i programmi specifici destinati alle PMI, attraverso un sostegno volto a migliorare la capacità di assorbimento e la semplificazione delle procedure amministrative; sottolinea che le PMI svolgono un ruolo innovativo nell'economia e che è necessario “risvegliare gli innovatori dormienti”, incoraggiando ad esempio le PMI a partecipare a progetti innovativi e rendendole maggiormente consapevoli del loro potenziale;
13. sottolinea l'importanza di un settore forestale competitivo nello sviluppo regionale, in particolare nelle aree rurali, in cui contribuisce in modo significativo alla crescita economica, alla creazione di posti di lavoro e alla prosperità;
14. sottolinea il ruolo delle autorità locali e regionali nell'attuazione della politica di coesione; ritiene che la cooperazione a livello locale tra PMI, reti di imprese, istituti di ricerca, raggruppamenti e autorità regionali dovrebbe essere migliorata ai fini di una più rapida individuazione dei problemi e delle esigenze locali, dei programmi regionali e delle opportunità dei progetti, sostenendo lo sviluppo dell'occupazione, del settore delle PMI, della ricerca applicata e dell'innovazione nonché la creazione di posti di lavoro qualificati; chiede, pertanto, di approfondire la cooperazione con le autorità locali e regionali per l'attuazione della politica di coesione e di tenere conto del parere del Comitato delle regioni sul contributo della politica di coesione all'Europa 2020 nella definizione della politica di coesione nelle prospettive finanziarie successive al 2013;
15. accoglie con favore, tutto ciò premesso, le iniziative in corso come JASPERS (sviluppo di progetti), JEREMIE (capitali, prestiti o garanzie) e JASMINE (strumenti di microcredito) ed esorta la Commissione a continuare la semplificazione e la razionalizzazione del processo volto ad agevolare la partecipazione delle PMI e a individuare strumenti supplementari di ingegneria finanziaria dell'UE;
16. sottolinea l'importante ruolo svolto dall'istruzione e dalla ricerca scientifica nella promozione dell'innovazione, in particolare nel settore delle TIC e nella promozione dell'efficienza energetica, nonché in connessione con la politica di coesione e lo sviluppo economico sostenibile nell’UE;
17. richiama l'attenzione sulle difficoltà cui vanno incontro gli Stati membri nell'attuazione delle direttive dell'UE sul riciclo e la gestione dei rifiuti urbani e sul fatto che il riciclo di materiali e di energia rappresenta un mezzo supplementare per acquisire risorse e creare nuovi posti di lavoro, in particolare a livello regionale e subregionale;
18. rileva lo sviluppo ineguale degli investimenti nell'economia digitale; invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare il sostegno alle TIC, stimolando l'innovazione, e ad aumentare gli sforzi per promuovere investimenti in nuove reti ad alta velocità, aperte e competitive per garantire l'accesso universale a Internet e colmare così il divario digitale tra i cittadini europei.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
2.12.2010 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
43 2 1 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Jean-Pierre Audy, Zigmantas Balčytis, Ivo Belet, Jan Březina, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Ioan Enciu, Adam Gierek, Fiona Hall, Jacky Hénin, Edit Herczog, Romana Jordan Cizelj, Arturs Krišjānis Kariņš, Béla Kovács, Judith A. Merkies, Angelika Niebler, Jaroslav Paška, Herbert Reul, Jens Rohde, Amalia Sartori, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Britta Thomsen, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Alejo Vidal-Quadras |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Antonio Cancian, Ilda Figueiredo, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jolanta Emilia Hibner, Yannick Jadot, Oriol Junqueras Vies, Ivailo Kalfin, Bernd Lange, Werner Langen, Marian-Jean Marinescu, Vladimír Remek, Silvia-Adriana Ţicău |
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Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale |
Spyros Danellis, Morten Messerschmidt |
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PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (27.1.2011)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sulla relazione 2010 sulla attuazione dei programmi della politica di coesione per il 2007-2013
(2010/2139(INI))
Relatore per parere: Jaromír Kohlíček
SUGGERIMENTI
La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. ricorda che migliorare l'accessibilità, rafforzare le economie regionali e locali nonché la coesione è anche un obiettivo del programma della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) ed è pienamente compatibile con l'esigenza di realizzare la mobilità efficiente e rispondente alle sfide del cambiamento climatico e agli obiettivi del mercato generale interno;
2. ricorda che circa il 23,7% (€ 82 miliardi) del Fondo di coesione e di ripartizione dei Fondi strutturali 2007-2013 è destinato al trasporto, ma solo la metà sarà destinata a progetti TEN-T (€ 17 miliardi sulla rete prioritaria TEN-T e € 27,2 miliardi per la parte generale) e l'altra metà sarà destinata a investimenti in progetti nazionali, regionali e locali non indicati nelle mappe TEN-T;
3. è preoccupata per il basso livello di pagamenti in relazione agli importi previsti, in quanto, a metà del periodo di bilancio 2007-2013, solo il 19% è stato effettivamente speso;
4. deplora lo squilibrio tra gli investimenti di trasporto previsti per le diverse modalità (€ 41 miliardi per le infrastrutture stradali a fronte di € 23,6 miliardi per le ferrovie e € 0,6 miliardi per le vie navigabili interne) che pregiudica la creazione di un sistema di trasporto europeo intermodale e sostenibile; auspica a tale riguardo che i finanziamenti europei destinati ai progetti di trasporto ferroviario siano prioritari e siano intensificati laddove le infrastrutture stradali presentano già un grado di sviluppo sufficiente;
5. deplora la tendenza a procrastinare il lancio dei progetti transfrontalieri e di progetti ferroviari in generale, che rischia di lasciare la rete TEN-T come un agglomerato mal collegato di 27 reti nazionali e sottolinea l'importanza di sviluppare legami tra i progetti prioritari TEN-T e l'intermodalità;
6. ricorda l'importanza di tener conto dei progetti che oltrepassano le frontiere interne dell'UE contestualmente alla creazione della rete TEN-T; osserva che i punti di passaggio delle frontiere rappresentano una sfida per la rete TEN-T, in quanto in questo campo non è sufficiente un semplice consenso politico, ma è necessaria una attuazione concreta perché la rete sia operativa nelle regioni transfrontaliere; rileva inoltre che sarebbe opportuno tener conto anche dei punti di passaggio delle frontiere alle frontiere esterne dell'UE;
7. deplora in particolare che quando l'infrastruttura stradale viene confrontata con quella ferroviaria, segnatamente nei paesi della coesione, è evidente che lo squilibrio strada/ferrovia potrebbe accentuarsi se gli investimenti nel settore ferroviario continuano a subire ritardi, come evidenziato nella relazione sull'attuazione della coesione per il 2010;
8. sottolinea l'importanza dei trasporti in generale - e del trasporto ferroviario in particolare - per garantire la coesione territoriale, economica e sociale, nonché per incentivare trasporti ecologicamente efficaci, e chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere la realizzazione di infrastrutture ferroviarie ad alta velocità che assicurino la connessione tra le capitali di tutti gli Stati membri;
9. è preoccupato per la mancanza di informazioni dettagliate in merito all'attuazione degli investimenti di trasporto e per i ritardi registrati dalla maggior parte dei progetti TEN-T in corso; chiede a tale proposito una valutazione più accurata dell'attuazione di tali progetti e insiste, in particolare nel contesto della crisi economica, su una maggiore certezza del rispetto del calendario; ricorda alla Commissione la risoluzione del Parlamento europeo del 22 aprile 2009 sul Libro verde sulle TEN-T in cui, al paragrafo 46, il Parlamento europeo chiede " alla Commissione e alla BEI di trasmettere ogni anno al Parlamento e al Consiglio, analogamente a quanto avviene per il cofinanziamento RTE-T, una lista dei progetti cofinanziati nell'ambito del cofinanziamento regionale, di coesione e della BEI di progetti RTE-T";
10. richiama l'attenzione in particolare sul valore aggiunto europeo del TEN-T, che è particolarmente evidente nelle sezioni transfrontaliere dei progetti e nella loro interconnessione con i progetti stradali, ferroviari e delle vie navigabili interne nazionali;
11. sottolinea che i fondi di coesione e strutturali assegnati ai trasporti sono ripartiti tra i modi e le reti di trasporto senza tenere sufficientemente conto degli obiettivi dell'Unione europea;
12. chiede pertanto che la politica dei trasporti europea - in particolare la politica TEN-T - sia presa in maggiore considerazione in sede di assegnazione di finanziamenti alla politica di coesione, in quanto ciò comporterebbe un utilizzo di questi fondi più efficiente e più in linea con il cambiamento climatico UE e gli obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché una più efficace attuazione della rete TEN-T; invita la Commissione a valutare in futuro la possibilità di introdurre, nel contesto della politica di coesione, criteri di ripartizione che tengano maggiormente conto dell'interesse europeo delle reti di trasporto;
13. sottolinea che gli Stati membri dovranno concentrarsi più di quanto avvenuto finora sull'utilizzo ottimale dei fondi di coesione dell'Unione europea, poiché il margine di errore è molto elevato in taluni paesi dell'UE;
14. sottolinea che l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel settore dei trasporti su strada e delle relazioni tra questo settore e altri modi di trasporto contribuirà significativamente a migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza del trasporto su strada; chiede alla Commissione e agli Stati membri di provvedere, in maniera coordinata e efficace, alla realizzazione di sistemi di trasporto intelligenti in tutta l'Unione e a sostenerli destinando loro risorse finanziarie adeguate;
15. invita la Commissione e gli Stati membri a cogliere l'opportunità della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2007-2013 che permette agli Stati membri di rivedere i propri programmi operativi, per vagliare l'opportunità di annettere maggiore importanza ai progetti prioritari per i trasporti trans europei.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
25.1.2011 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
35 0 3 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Antonio Cancian, Michael Cramer, Christine De Veyrac, Saïd El Khadraoui, Ismail Ertug, Carlo Fidanza, Jacqueline Foster, Mathieu Grosch, Jim Higgins, Juozas Imbrasas, Ville Itälä, Dieter-Lebrecht Koch, Georgios Koumoutsakos, Werner Kuhn, Eva Lichtenberger, Marian-Jean Marinescu, Hella Ranner, Vilja Savisaar-Toomast, Olga Sehnalová, Brian Simpson, Dirk Sterckx, Keith Taylor, Silvia-Adriana Ţicău, Giommaria Uggias, Thomas Ulmer, Peter van Dalen, Dominique Vlasto, Artur Zasada, Roberts Zīle |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Philip Bradbourn, Spyros Danellis, Anne E. Jensen, Petra Kammerevert, Dominique Riquet, Janusz Władysław Zemke |
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ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
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Approvazione |
22.3.2011 |
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Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
40 1 4 |
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Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Charalampos Angourakis, Sophie Auconie, Victor Boştinaru, Zuzana Brzobohatá, Francesco De Angelis, Tamás Deutsch, Rosa Estaràs Ferragut, Danuta Maria Hübner, Juozas Imbrasas, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Evgeni Kirilov, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Miroslav Mikolášik, Franz Obermayr, Jan Olbrycht, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Csanád Szegedi, Nuno Teixeira, Michail Tremopoulos, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska |
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Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Andrea Cozzolino, Karima Delli, Ivars Godmanis, Karin Kadenbach, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Vilja Savisaar-Toomast, Elisabeth Schroedter, László Surján |
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Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale |
Vladko Todorov Panayotov, Britta Reimers, Ivo Strejček |
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