RELAZIONE sulla PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio

31.5.2011 - (2011/2051(INI))

Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
Relatore: Albert Deß


Procedura : 2011/2051(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A7-0202/2011

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio

(2011/2051(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio" (COM(2010)0672),

–   visto l'articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto il regolamento (CE) n. 1290/2005, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune[1],

–   visto il regolamento (CE) n. 1698/2005, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)[2],

–   viste le decisioni del Consiglio n. 2006/144/CE[3] e n. 2009/61/CE sugli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale[4],

–   visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli [5],

–   visto il regolamento (CE) n. 73/2009 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori[6],

–   vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2010 sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013[7],

–   vista la sua risoluzione del 16 giugno 2010 sulla strategia Europa 2020[8],

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio, del 17 marzo 2011, sulla PAC verso il 2020,

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema "la riforma della politica agricola comune nel 2013",

–   visto il parere del Comitato delle regioni su "La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio",

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0202/2011),

A. considerando che un settore agricolo europeo sostenibile, produttivo e competitivo fornisce un contributo indispensabile alla realizzazione degli obiettivi sanciti dai trattati per la PAC e degli obiettivi della strategia Europa 2020; che esso può contribuire altresì a dare una risposta alle nuove sfide politiche quali la sicurezza dell'approvvigionamento di generi alimentari, energia e materie prime industriali, il cambiamento climatico, l'ambiente e la biodiversità, la salute e i cambiamenti demografici e che l'imminente riforma della PAC sarà la prima in cui il Parlamento europeo potrà colegiferare insieme al Consiglio, conformemente al trattato di Lisbona,

B.  considerando che la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare resta il compito centrale dell'agricoltura, non solo nell'Unione ma a livello mondiale, in particolare nei paesi in via di sviluppo, in quanto si prevede che la popolazione mondiale passerà da 7 a 9 miliardi nel 2050, il che richiederà, secondo la FAO, un incremento del 70% della produzione agricola mondiale; che occorrerà produrre una maggiore quantità di generi alimentari sullo sfondo di costi di produzione più elevati, di una forte volatilità dei mercati agricoli e di una crescente pressione sulle risorse naturali, il che significa che gli agricoltori dovranno produrre di più, utilizzando meno terra, meno acqua e meno energia,

C. considerando che gli alimenti rivestono un'importanza strategica e che la soluzione più idonea ad assicurare la sicurezza alimentare consiste nel garantire la sopravvivenza di un settore agricolo stabile e competitivo; considerando che una solida politica agricola comune è fondamentale per la conservazione, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico delle zone rurali dell'Unione europea di fronte alla minaccia di abbandono delle terre, lo spopolamento rurale e declino economico,

D. considerando che la riforma della PAC del 2003 e la valutazione del suo stato di salute del 2008 hanno cercato di contribuire a una nuova architettura della politica agricola comune, che fosse più efficace e trasparente e caratterizzata da un maggiore orientamento al mercato; considerando la necessità di portare avanti tale processo e di semplificare sostanzialmente la gestione degli strumenti e delle procedure della PAC al fine di ridurre gli oneri per gli agricoltori e le amministrazioni,

E.  considerando che nella sua risoluzione dell'8 luglio 2010 sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013, il Parlamento europeo ha gettato le basi di una politica agricola sostenibile che consentirebbe ai produttori europei di essere competitivi sui mercati locali, regionali, nazionali e internazionali; che nella medesima risoluzione esso si è espresso a favore della diffusione in tutta Europa di un modello di agricoltura polivalente e su larga scala, in particolare nelle zone che presentano svantaggi naturali e in quelle ultraperiferiche, tenendo conto altresì delle difficoltà incontrate dalle piccole aziende agricole,

F.  considerando la necessità che la PAC sia dotata degli strumenti necessari per far fronte a gravi crisi di mercato e di approvvigionamento nonché all'estrema volatilità dei prezzi nel settore agricolo; considerando altresì la necessità di provvedere affinché tali strumenti siano non solo aggiornati ed efficaci, ma anche flessibili, così da poter essere attivati rapidamente in caso di bisogno,

G. considerando che l'integrazione nella PAC di obiettivi rinnovati e ambiziosi, riguardo in particolare alla protezione dei consumatori, alla tutela dell'ambiente, al benessere degli animali e alla coesione regionale è un risultato positivo e che tali norme elevate vanno difese a livello internazionale in modo da assicurare la redditività e la competitività degli agricoltori europei, che devono sostenere costi di produzione più elevati; considerando che la produttività e la sicurezza alimentare a lungo termine, soprattutto viste le perturbazioni climatiche, dipendono da una debita attenzione alle risorse naturali, in particolare al suolo, all'uso dell'acqua e alla biodiversità,

H. considerando che l'agricoltura ha un ruolo di primo piano da svolgere nella lotta al cambiamento climatico, segnatamente riducendo le proprie emissioni di gas a effetto serra, sviluppando il sequestro del carbonio e generando energia da biomassa e sostenibile, integrando in tal modo il reddito degli agricoltori con una fonte di entrate supplementare,

I.   considerando che la PAC dovrebbe sostenere altresì una gestione specifica dei terreni agricoli ricchi di biodiversità (come quelli ad alto valore naturalistico) e degli agroecosistemi nell'ambito delle zone Natura 2000 come pure, in tale contesto, la transizione verso modelli caratterizzati da un minore impiego di risorse (tra cui l'agricoltura biologica), terreni da pascolo permanentemente incolti e zone umide agricole,

J.   considerando che in una fase di rapidi sconvolgimenti sui mercati agricoli e di molte nuove sfide prioritarie (ad esempio, la strategia Europa 2020), gli agricoltori necessitano urgentemente della certezza del diritto, in particolare per quanto riguarda il quadro finanziario; che il Parlamento europeo continua ad insistere sulla necessità che gli stanziamenti annuali impegnati per l'agricoltura nel prossimo periodo di programmazione finanziaria siano mantenuti quanto meno al livello previsto per il 2013 e fissati al livello necessario per continuare a garantire una PAC solida e forte, in grado di raccogliere le sfide presenti e future,

K. considerando che la quota di spesa della PAC prevista nel bilancio dell'Unione europea si è ridotta costantemente, passando da quasi il 75% nel 1985 a un previsto 39,3% nel 2013; che la PAC, pur essendo una delle primissime politiche dell'Unione europea e l'unica ad essere stata comunitarizzata, rappresenta meno dello 0,5% del PIL dell'Unione, a fronte di una spesa pubblica pari a circa il 50% del PIL; considerando che, a seguito dei successivi processi di allargamento dell'Unione, la superficie agricola è cresciuta del 40% e che il numero degli agricoltori è raddoppiato rispetto al 2004,

L.  considerando che, secondo i dati dell'ultimo sondaggio di Eurobarometro, il 90% dei cittadini dell'Unione intervistati ritiene l'agricoltura e le aree rurali siano elementi importanti per il futuro dell'Europa, che l'83% di essi è favorevole al sostegno finanziario per gli agricoltori e, in media, ritiene che la politica agricola debba continuare a essere stabilita a livello europeo,

M. considerando che il Parlamento europeo ha espresso ripetutamente la propria contrarietà alla rinazionalizzazione della PAC e a un maggiore cofinanziamento, suscettibili di compromettere la concorrenza leale sul mercato interno dell'Unione e, in vista della prossima riforma, si oppone nuovamente a qualsiasi tentativo di rinazionalizzare la PAC mediante il cofinanziamento dei pagamenti diretti o un trasferimento di fondi al secondo pilastro,

N. considerando che sarebbe opportuno mantenere una PAC fondata su due pilastri, la cui struttura e i cui obiettivi siano chiaramente definiti e concepiti in modo tale da consentire loro di integrarsi reciprocamente,

O. considerando che i piccoli agricoltori dell'Unione danno un contributo essenziale al conseguimento degli obiettivi della PAC e che nell'ambito del processo di riforma occorre tenere debitamente conto delle difficoltà che incontrano,

P.  considerando che nei nuovi Stati membri che applicano il regime di pagamento unico, una quota sostanziale di agricoltori, specialmente nel settore dell'allevamento, non ha diritto ai pagamenti diretti in quanto non è proprietaria di terreni agricoli,

Q. considerando che gli agricoltori ricevono una quota in costante diminuzione del valore aggiunto generato dalla catena alimentare e che il corretto funzionamento di quest'ultima e le misure volte a migliorare la posizione negoziale dei produttori costituiscono presupposti necessari per garantire che gli agricoltori ricevano un giusto compenso per i loro prodotti,

R.  considerando che il reddito pro capite reale degli agricoltori ha subito una drastica contrazione negli ultimi due anni e che, a causa di tale diminuzione constante, si attesta ormai al di sotto del livello di circa quindici anni fa; che i redditi agricoli sono notevolmente inferiori (di circa il 40% per unità di lavoro) rispetto al resto dell'economia e che nelle aree rurali il reddito pro capite è nettamente inferiore (di circa il 50%) rispetto a quello delle aree urbane; che, secondo i dati Eurostat, il numero dei posti di lavoro nel settore agricolo è diminuito del 25% fra il 2000 e il 2009,

S.  considerando che l'economia mondiale è sempre più integrata e che i sistemi commerciali vengono liberalizzati per lo più mediante negoziati multilaterali; considerando la necessità di garantire, nell'ambito degli accordi a livello multilaterale e bilaterale, che i metodi di produzione dei prodotti di paesi terzi destinati all'esportazione nell'Unione assicurino ai consumatore europei le stesse garanzie dei metodi utilizzati nell'Unione, in termini di salute, sicurezza alimentare, protezione degli animali, sostenibilità e norme sociali minime,

T.  considerando che lo sviluppo rurale, a fronte di disparità crescenti, della perdita di capitale sociale e coesione sociale, degli squilibri demografici e dell'esodo dalle campagne, costituisce un importante strumento della PAC e che le future politiche di sviluppo rurale devono puntare a un miglioramento dell'equilibrio territoriale e offrire una governance meno burocratica e più partecipativa dei programmi di sviluppo rurale, che dovrebbe comportare interventi volti a potenziare la competitività del settore agricolo e a sostenere efficacemente il rafforzamento e la diversificazione delle economie rurali, a tutelare l'ambiente, promuovere l'istruzione e l'innovazione, migliorare la qualità della vita nelle zone rurali, specialmente in quelle più svantaggiate, nonché a contrastare l'abbandono dell'attività agricola da parte dei giovani,

U. considerando che, da un lato, solo il 6% degli agricoltori europei ha un'età inferiore ai 35 anni e che, dall'altro, 4,5 milioni di agricoltori andranno in pensione nei prossimi dieci anni; che il rinnovo generazionale dovrebbe pertanto essere considerato una delle sfide prioritarie della futura PAC,

V. considerando che la PAC deve tener conto della necessità di attenuare i vincoli specifici e i problemi strutturali cui sono confrontati i settori agricolo e silvicolo delle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea in ragione della loro insularità, della loro perifericità e della forte dipendenza dell'economia rurale da un esiguo numero di prodotti agricoli,

W. considerando che la politica della qualità è ormai parte integrante della futura PAC, per cui lo sviluppo e il rafforzamento di questa politica, soprattutto nel caso delle indicazioni geografiche, costituiscono strumenti decisivi per la crescita sostenibile e la competitività dell'agricoltura europea,

1.  si compiace in linea di massima della comunicazione della Commissione "La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio"; riconosce la necessità di un'ulteriore riforma della PAC che tenga conto della mutevole natura del settore agricolo nell'Unione a 27 e del nuovo contesto internazionale della globalizzazione; chiede il mantenimento nel futuro di una PAC forte e sostenibile con una dotazione di bilancio all'altezza degli obiettivi ambiziosi da perseguire per far fronte alle nuove sfide; è categoricamente contrario a qualsiasi misura volta alla rinazionalizzazione della PAC;

2.  chiede che la PAC resti articolata su due pilastri; rileva che il primo pilastro dovrebbe continuare ad essere pienamente finanziato a titolo del bilancio dell'Unione europea, su base annuale, mentre la programmazione pluriennale, un approccio contrattuale e il cofinanziamento dovrebbero continuare ad applicarsi nell'ambito del secondo pilastro; insiste sul fatto che la struttura a due pilastri dovrebbe contribuire alla chiarezza e che ciascun pilastro integri l'altro senza sovrapposizioni; ritiene che il primo pilastro debba conseguire gli obiettivi che esigono interventi "trasversali" mentre il secondo pilastro dovrebbe essere orientato ai risultati e presentare un sufficiente grado di flessibilità per adeguarsi facilmente alle specificità nazionali, regionali e/o locali; ritiene pertanto che, pur mantenendo l'attuale architettura a due pilastri, sia imperativo apportarvi delle modifiche al fine di focalizzare più efficacemente l'insieme delle misure necessarie per ciascuno dei due pilastri e le loro rispettive modalità di finanziamento;

3.  sottolinea che la sicurezza alimentare si conferma la ragion d'essere dell'agricoltura, non soltanto nell'Unione europea bensì a livello mondiale e in particolare nei paesi in via di sviluppo, giacché entro il 2050 si dovrà far fronte alla sfida di nutrire nove miliardi di persone, riducendo nel contempo l'impiego di risorse scarse, in particolare l'acqua, l'energia e la terra; chiede una politica agricola europea sostenibile, produttiva e competitiva, che apporti un contributo sostanziale alla realizzazione degli obiettivi sanciti dai trattati per la PAC e delle priorità di una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile previste dalla strategia Europa 2020; è persuaso che l'agricoltura occupi una posizione ideale per contribuire in modo significativo alla lotta al cambiamento climatico, creando nuovi posti di lavoro attraverso la crescita verde e fornendo energia da fonti rinnovabili, pur continuando, nel contempo, a offrire prodotti alimentari sicuri e di alta qualità e a garantire sicurezza alimentare ai consumatori europei;

4.  reputa essenziale definire un insieme stabile di norme, con una prospettiva di lungo periodo, che consentano agli agricoltori europei di programmare gli investimenti necessari all'ammodernamento delle pratiche agricole e allo sviluppo di metodi innovativi in grado di tradursi in sistemi agricoli validi e sostenibili dal punto di vista agronomico, un processo fondamentale per garantire la loro competitività sui mercati locali, regionali e internazionali;

5.  è dell'avviso che, ai fini della semplificazione, della chiarezza e di un approccio comune, il finanziamento di ciascun pilastro della PAC debba essere concordato fin dall'inizio della riforma;

6.  chiede che il bilancio agricolo dell'Unione per il prossimo periodo finanziario mantenga per lo meno lo stesso importo del bilancio agricolo per l'esercizio 2013; riconosce che saranno necessarie adeguate risorse finanziarie per far fronte alle sfide della sicurezza alimentare, della tutela dell'ambiente, del cambiamento climatico e dell'equilibrio territoriale in un'Unione europea allargata, oltre che per consentire alla PAC di contribuire alla riuscita della strategia Europa 2020;

7.  è persuaso che questa nuova politica agricola, imperniata su sistemi di produzione alimentare sostenibili, debba basarsi innanzitutto su una maggiore coerenza generale nella complementarità tra il primo pilastro, che comprende i pagamenti diretti, e il secondo pilastro, che contempla le misure di sostegno allo sviluppo rurale; è del parere che, nel quadro della nuova PAC, i fondi pubblici debbano essere riconosciuti come forma legittima di pagamento per beni pubblici, forniti alla società, i cui costi non sono compensati dai prezzi di mercato; ritiene inoltre che il denaro pubblico debba essere utilizzato per incentivare gli agricoltori a fornire in tutta Europa servizi ambientali supplementari; è convinto che un approccio mirato di questo tipo consentirebbe di realizzare obiettivi su scala unionale, offrendo al tempo stesso la flessibilità necessaria a tener conto della diversità agricola dell'Unione; è persuaso inoltre che un sistema di questo tipo farebbe sì che ogni elemento dei pagamenti apporti chiari vantaggi pubblici in maniera trasparente per i contribuenti, gli agricoltori e l'insieme della società;

8.  chiede che la sostenibilità, la competitività e l'equità siano i principi ispiratori a supporto di una PAC che salvaguardi il carattere specifico dei singoli comparti e siti di produzione, con il compito di fornire alla popolazione quantità sufficienti di prodotti alimentari sicuri e sani e a prezzi adeguati, garantendo nel contempo l'approvvigionamento di materie prime per un'efficiente industria agroalimentare, come pure per la produzione di energia da fonti rinnovabili; sottolinea che le norme dell'Unione europea in termini di sicurezza alimentare, tutela dell'ambiente, benessere degli animali e rispetto delle norme sociali minime sono le più rigorose del mondo; chiede una PAC che garantisca tali norme rigorose dell'agricoltura europea nell'ambito della concorrenza internazionale (protezione esterna della qualità);

9.  riconosce che un numero sostanziale di queste nuove sfide e di questi nuovi obiettivi è incorporato nei trattati e negli impegni internazionali giuridicamente vincolanti che l'Unione europea ha approvato e sottoscritto, quali il protocollo di Kyoto/gli accordi di Cancún e le convenzioni di Ramsar e Nagoya;

10. rileva l'assoluta importanza della semplificazione, che deve rappresentare un obiettivo guida della futura PAC, con la riduzione dei costi di gestione della politica a livello degli Stati membri e sottolinea la necessità di chiare basi giuridiche comuni, che devono essere notificate senza indugio e prestarsi a un'interpretazione univoca;

11. sottolinea che lo sviluppo della politica di qualità per i prodotti alimentari, in particolare in termini di indicazione geografica protetta (IGP, DOP/STG) deve costituire un aspetto prioritario della PAC, da approfondire e rafforzare ulteriormente per consentire all'Unione di mantenere il suo ruolo guida in questo settore; ritiene che, nel caso di tali prodotti di elevata qualità, vada consentito l'uso di strumenti originali di gestione, tutela e promozione, per consentire il loro sviluppo armonioso e permettere che continuino a dare un contributo importante alla crescita sostenibile e alla competitività dell'agricoltura europea;

12. chiede alla Commissione di intensificare gli sforzi nell'ambito della ricerca e dello sviluppo per promuovere l'innovazione e la promozione; auspica pertanto che i futuri programmi dell'Unione in ambito di ricerca e sviluppo prestino un'attenzione costante alla ricerca in materia di agricoltura e alimentazione;

Pagamenti diretti

13. rileva che i pagamenti diretti disaccoppiati, subordinati ai requisiti della condizionalità incrociata, possono contribuire a sostenere e a stabilizzare i redditi agricoli, consentendo agli agricoltori di fornire, oltre alla produzione alimentare, beni pubblici di fondamentale importanza per l'intera società, quali servizi ecosistemici, occupazione, gestione del paesaggio e vitalità economica dell'ambiente rurale nell'intera Europa; ritiene che i pagamenti diretti dovrebbero compensare gli agricoltori per la fornitura di tali beni pubblici, dal momento che il mercato di per sé non ne fornisce, né ricompensa a tutt'oggi gli agricoltori al riguardo, nel momento in cui gli agricoltori devono spesso sostenere elevati costi di produzione proprio per fornire alimenti di elevata qualità e prezzi bassi alla produzione;

14. chiede il mantenimento di un primo pilastro solido e adeguatamente finanziato, che sia all'altezza delle nuove sfide che si presentano all'agricoltura europea;

15. chiede un'equa ripartizione degli stanziamenti della PAC per il primo e il secondo pilastro, sia tra gli Stati membri che tra gli agricoltori all'interno di uno Stato membro, seguendo un approccio pragmatico quale principio fondamentale di criteri obiettivi; respinge i netti divari nella ripartizione di tali stanziamenti tra gli Stati membri; è del parere che ciò comporterà l'abbandono progressivo dei riferimenti storici, ormai superati, e la loro sostituzione, al termine di un periodo transitorio, con aiuti più equi e quindi meglio ripartiti tra i paesi, tra diversi comparti agricoli e tra gli agricoltori; rileva che ciò implica altresì aiuti più efficaci, meglio mirati e tali da offrire maggiori incentivi al fine di aiutare l'agricoltura a orientarsi verso sistemi di coltura più sostenibili; respinge, conformemente alla comunicazione della Commissione, un pagamento diretto forfettario uniforme per l'intera Unione europea, che non rispecchierebbe la diversità europea; considera la salvaguardia della diversità dell'agricoltura e dei siti di produzione nell'Unione un obiettivo centrale e auspica pertanto che si tenga conto della specificità delle condizioni di produzione negli Stati membri, per quanto possibile attraverso un sistema più mirato di pagamenti diretti;

16. si pronuncia pertanto a favore di un regime di premi alle aziende che operi una certa ridistribuzione nell'interesse di una perequazione dei pagamenti diretti a livello di Unione; propone che ogni Stato membro riceva almeno il 90% della media UE dei pagamenti diretti e che sia fissato un massimale; è favorevole a un'applicazione quanto più rapida, con un limitato periodo di transizione;

17. chiede che, in caso di pagamenti diretti alle singole aziende, si abbandonino i valori di riferimento storici e aziendali utilizzati per la distribuzione fra gli Stati membri e chiede una transizione verso un sistema di premi per superfici a livello regionale o nazionale dei pagamenti disaccoppiati nell'ambito del prossimo periodo finanziario; riconosce nondimeno che i singoli Stati membri presentano situazioni alquanto disparate che necessitano misure straordinarie a livello regionale;

18. ritiene che gli Stati membri che applicano attualmente il regime di pagamento unico per superficie (RPUS) dovrebbero passare, dopo un periodo di transizione, al regime di pagamento unico con diritti di pagamento; chiede che sia erogato un sostegno a tale conversione comprensivo anche di assistenza finanziaria e tecnica;

19. si compiace del riconoscimento del ruolo svolto dai piccoli agricoltori nell'ambito dell'agricoltura e dello sviluppo rurale in Europa; è favorevole all'istituzione di uno specifico regime di aiuti semplificato a favore dei piccoli agricoltori, che contribuisca alla stabilizzazione dello sviluppo rurale; chiede alla Commissione, ai fini della trasparenza e della certezza del diritto, di fissare criteri flessibili e oggettivi per la definizione dello status di piccolo agricoltore da parte dei singoli Stati membri; invita gli Stati membri a decidere, sulla base del principio di sussidiarietà, quali agricoltori sono ammissibili a beneficiare di tale regime;

20. chiede un'ulteriore semplificazione del regime dei pagamenti diretti, in particolare per le misure transitorie semplificate per i diritti di pagamento in caso di mancata attivazione, per le norme relative alla riserva nazionale, in funzione del passaggio al regime di pagamento unico per superficie su scala regionale/nazionale, per la fusione dei diritti minimi di pagamento e per un sistema di controllo efficiente e sburocratizzato per entrambi i pilastri; ritiene che occorra considerare in maniera positiva i sistemi amministrativi che dimostrano di funzionare bene vista l'entità dei controlli previsti;

21. constata la necessità di misure finalizzate al rinnovo generazionale in agricoltura, dato che solo il 6% degli agricoltori europei ha un'età inferiore ai 35 anni mentre 4,5 milioni di addetti andranno in pensione nei prossimi dieci anni; riconosce le difficoltà cui vanno incontro i giovani agricoltori all'inizio dell'attività, quali elevati costi di investimento, accesso ai terreni e al credito; sottolinea il fatto che le misure per i giovani agricoltori contenute nel secondo pilastro si sono rivelate insufficienti ad arrestare un rapido invecchiamento della popolazione agricola e invita a presentare proposte volte a invertire questa tendenza insostenibile, che dovrebbero anche prevedere modifiche alle norme che disciplinano la riserva nazionale in modo tale da orientarle meglio ai giovani agricoltori;

22. sottolinea che la PAC dovrebbe essere neutra dal punto di vista del genere e che entrambi i coniugi che lavorano in tale settore dovrebbero godere degli stessi diritti; sottolinea il fatto che su 26,7 milioni di persone regolarmente occupate nell'agricoltura nell'Unione europea, circa il 42% è costituito da donne ma che solo un'azienda agricola su cinque (intorno al 29%) è diretta da una donna,

23. ritiene che il disaccoppiamento abbia dimostrato la sua validità, consentendo una maggiore libertà decisionale degli agricoltori, garantendo che questi ultimi reagiscano ai segnali del mercato e collocando gran parte della PAC nel quadro della "scatola verde" dell'OMC; approva la proposta della Commissione secondo la quale, anche in futuro potranno essere erogati legati alla produzione in alcuni settori i premi in cui non esiste alternativa alle forme e ai prodotti ivi consolidati ed estremamente onerosi; riconosce pertanto che i premi legati alla produzione possono essere accettabili entro un margine rigorosamente determinato anche per il periodo successivo al 2013;

24. chiede pertanto che gli Stati membri abbiano la facoltà di permettere che una parte dei pagamenti diretti resti del tutto o in parte accoppiata entro i limiti dell'OMC, per poter finanziare le misure volte ad attenuare mitigare l'impatto del disaccoppiamento in determinate zone e comparti che risultano economicamente, ecologicamente e socialmente sensibili; ritiene inoltre che tali pagamenti potrebbero promuovere misure ambientali per superficie e la coesione territoriale, favorendo, sostenendo e stimolando nel contempo i settori chiave, tra cui il miglioramento della qualità, la produzione di materie prime agricole, alcune tipologie specifiche di produzione o determinati tipi di agricoltura;

25. constata che le aziende agricole nell'Unione europea presentano per ragioni storiche una struttura quanto mai varia in termini di dimensioni, modalità di impiego, produttività del lavoro e forma giuridica; è consapevole del fatto che i pagamenti diretti vengono assegnati in modo tale da metterne in dubbio la legittimità; prende atto della proposta della Commissione di introdurre un massimale per i pagamenti diretti e accoglie con favore un siffatto tentativo di affrontare la questione della legittimità della PAC e la sua accettazione pubblica; chiede alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di introdurre meccanismi analoghi che vi contribuiscono, come un sistema di pagamenti diretti degressivi in funzione delle dimensioni delle aziende agricole, che tenga conto dei criteri oggettivi di occupazione e delle pratiche sostenibili;

26. invita la Commissione a presentare proposte concrete atte ad aiutare i comparti zootecnici, nel medio e lungo periodo, a far fronte all'aumento dei costi dei fattori di produzione; ritiene che ciò potrebbe comportare incentivi al ricorso alla praticoltura e alle colture proteiche, in rotazione dei seminativi, che presenterebbe maggiori vantaggi economici per gli agricoltori, risponderebbe alle nuove sfide, ridurrebbe la dipendenza dalle importazioni di colture proteiche e potrebbe avere ricadute positive sul costo dei mangimi; invita la Commissione a proporre un elemento di flessibilità per gli Stati membri, analogo all'attuale articolo 68, onde evitare di escludere aziende zootecniche concentrate sulla qualità e la sostenibilità del nuovo regime di sostegno e tener conto delle loro specificità;

27. ritiene che i pagamenti diretti dovrebbero essere riservati unicamente agli agricoltori attivi; è nondimeno consapevole che nel regime dei pagamenti diretti disaccoppiati ogni proprietario di azienda che sfrutta superfici agricole per una produzione o le mantiene in un buono stato agricolo ed ecologico, dovrebbe percepire pagamenti diretti; invita pertanto la Commissione a mettere a punto una definizione di "agricoltore attivo" che possa essere utilizzata dagli Stati membri senza ulteriori oneri o costi amministrativi, garantendo però nel contempo che le attività agricole tradizionali (a tempo pieno, accessorio e parziale), a prescindere dallo status giuridico, siano considerate attività agricole attive e che si tenga conto dell'intera gamma di struttura agricola e delle varie modalità di gestione fondiaria, nonché della gestione di terre comuni; ritiene infine necessario precisare che la definizione di agricoltore attivo deve escludere i casi in cui i costi amministrativi dell'erogazione dei pagamenti siano superiori all'importo effettivamente corrisposto;

28. è favorevole alla compensazione degli svantaggi naturali nell'ambito del secondo pilastro e respinge qualsiasi pagamento complementare a titolo del primo pilastro a motivo degli ulteriori oneri amministrativi;

Protezione delle risorse e aspetti ambientali

29. ritiene che una migliore gestione e protezione delle risorse naturali costituisca uno degli elementi fondamentali dell'agricoltura sostenibile, ragion per cui, nel quadro delle nuove sfide e dei nuovi obiettivi della strategia Europa 2020, occorre prevedere ulteriori incentivi volti a incoraggiare gli agricoltori a ricorrere a pratiche ecocompatibili, che vadano oltre i requisiti della condizionalità incrociata ed integrino i programmi agroambientali già esistenti;

30. ritiene che la protezione delle risorse naturali dovrebbe essere più strettamente vincolata alla concessione di pagamenti diretti e chiede pertanto l'introduzione, attraverso una componente ecologica, di un regime di incentivazione a livello di Unione inteso a garantire la sostenibilità delle aziende agricole e la sicurezza alimentare a lungo termine mediante una gestione efficace di risorse scarse (acqua, energia, suolo), riducendo i costi di produzione nel lungo termine grazie alla riduzione dei fattori di produzione; ritiene che tale regime dovrebbe garantire il massimo sostegno agli agricoltori che portano avanti o che intendono portare avanti maggiormente, per gradi, pratiche agricole intese a realizzare sistemi di produzione più sostenibili;

31. sottolinea che il regime in oggetto dovrebbe andare di pari passo con una semplificazione del sistema della condizionalità incrociata per i beneficiari dei pagamenti diretti, essere applicato mediante misure semplici, garantire un equilibrio delle prestazioni ambientali ed economiche, essere pertinente sotto il profilo agronomico e non discriminare gli agricoltori che già partecipano in larga misura a programmi agroambientali;

32. respinge l'attuazione di un nuovo sistema di pagamenti supplementare che comporti ulteriori controlli e sanzioni finalizzati all'introduzione di considerazioni di carattere ambientale; insiste sulla necessità di evitare ostacoli pratici per gli agricoltori e complessità amministrativa per le autorità; insiste inoltre sul fatto che, per razionalizzare le procedure amministrative legate a tali misure, tutti i controlli agricoli dovrebbero essere gestiti, per quanto possibile, contemporaneamente;

33. chiede pertanto alla Commissione di presentare al più presto una valutazione d'impatto delle condizioni amministrative legate all'attuazione della componente ecologica; sottolinea che le misure ambientali sono potenzialmente in grado di incrementare l'efficienza produttiva degli agricoltori e insiste sull'opportunità di prevedere la copertura di eventuali costi e mancati guadagni imputabili all'applicazione di tali misure;

34. è del parere che l'ulteriore introduzione degli aspetti ambientali dovrebbe essere realizzata in tutti gli Stati membri mediante un elenco prioritario di misure alla superficie e/o destinate alle singole aziende, finanziate integralmente dall'Unione europea; ritiene che ogni beneficiario di questi particolari pagamenti debba attuare un determinato numero di misure ecologiche, che dovrebbero basarsi su strutture esistenti, selezionate da un elenco nazionale o regionale stilato dallo Stato membro sulla base di un più ampio elenco europeo, applicabile a qualsiasi tipo di pratica agricola; ritiene che tra le misure in questione potrebbero rientrare:

              il sostegno alle basse emissioni di carbonio e a misure intese a contenere o catturare le emissioni di gas serra,

   il sostegno a un basso consumo energetico e all'efficienza energetica,

   strisce cuscinetto, margini dei campi, presenza di siepi, ecc;

   pascolo permanente,

   tecniche agricole di precisione,

   la rotazione delle colture e diversità delle stesse;

   piani di efficacia alimentare dei mangimi;

35. ritiene che l'Unione europea debba svolgere un ruolo nel rispondere alle sfide della sicurezza alimentare e della sicurezza energetica e che debba pertanto garantire che l'agricoltura svolga appieno il proprio ruolo nel far fronte ad entrambe queste sfide; non ritiene pertanto opportuno inserire il ritiro obbligatorio nell'elenco delle misure di sostenibilità, come proposto dalla Commissione;

36. chiede che nell'ambito della PAC siano previsti obiettivi in materia di impiego di energia da fonti rinnovabili; è persuaso che il settore agricolo possa arrivare a utilizzare un 40% di carburanti rinnovabili entro il 2020 e affrancarsi dai carburanti fossili entro il 2030;

37. rileva che sono ormai disponibili le biotecnologie di prossima generazione ed esorta pertanto la Commissione a elaborare una politica intersettoriale in materia di biomassa per le biotecnologie di prossima generazione, che comprenda criteri di sostenibilità per la biomassa, nel quadro della riforma della PAC, onde consentire lo sviluppo di un mercato sostenibile per la biomassa di provenienza agricola, agroindustriale e forestale, incentivando la raccolta di residui disponibili per la produzione di bioenergia, evitando nel contempo un aumento delle emissioni e una perdita di biodiversità;

38. sottolinea che politiche europee razionali, ad esempio in materia di gasolio più economico per uso agricolo, esenzioni dalle accise sull'energia e carburanti prodotti per scopi agricoli, in particolare per le pompe da irrigazione azionate elettricamente, potrebbero consentire agli agricoltori europei di produrre di più e di approvvigionare sia il mercato nazionale, sia il mercato delle esportazioni di prodotti agricoli; sottolinea altresì l'importanza di sistemi d'irrigazione innovativi per garantire la sostenibilità dell'agricoltura europea, dati gli effetti devastanti del cambiamento climatico, quali siccità, caldo torrido e desertificazione sui terreni agricoli destinati all'approvvigionamento alimentare della popolazione;

39. sottolinea la necessità di concepire sistemi d'irrigazione efficienti, in modo da garantire metodi agricoli efficaci negli Stati membri, in grado di coprire il fabbisogno alimentare nazionale e di esportare i propri prodotti agricoli, tenendo conto della futura scarsità dell'acqua, in particolare di quella potabile;

40. deplora che non siano stati a tutt'oggi raggiunti gli obiettivi dell'Unione in materia di biodiversità e si aspetta che la PAC contribuisca agli sforzi per conseguire tali obiettivi unitamente agli obiettivi di Nagoya in materia di biodiversità;

41. chiede che la nuova PAC promuova la conservazione della diversità genetica, rispetti la direttiva 98/58/CE in materia di benessere degli animali e si astenga dal finanziare la produzione di alimenti ottenuti da animali clonati, dalla loro prole o dai loro discendenti;

42. sottolinea l'importanza di esaminare tutte le possibili opportunità di cooperazione tra gli Stati membri, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, al fine di garantire la tutela dei suoli;

Condizionalità incrociata e semplificazione

43. rileva che il regime della condizionalità incrociata subordina la concessione dei pagamenti diretti al rispetto di disposizioni di legge e al mantenimento delle superfici agricole in buone condizioni agronomiche e ambientali e resta uno degli strumenti più indicati per ottimizzare la fornitura di servizi minimi all'ecosistema da parte degli agricoltori e per rispondere alle nuove sfide ambientali, garantendo la fornitura di beni pubblici di base; rileva, tuttavia, che l'attuazione della condizionalità incrociata ha incontrato tutta una serie di problemi amministrativi e di accettazione da parte degli agricoltori;

44. ritiene che i pagamenti diretti senza contropartita non siano più giustificati e che pertanto il regime relativo a una condizionalità incrociata, semplificata ed efficiente nella pratica e sul piano amministrativo (controlli), vada applicato a tutti i beneficiari dei pagamenti diretti; sottolinea la necessità che la condizionalità incrociata si basi sul rischio e sia proporzionata, rispettata e sufficientemente applicata dalle competenti autorità nazionali ed europee;

45. ritiene che uno degli elementi fondamentali dell'attività agricola, nell'ambito della condizionalità incrociata, debba essere una migliore gestione e protezione delle risorse, permettendo così di conseguire maggiori vantaggi ambientali; chiede che i controlli della condizionalità incrociata siano razionalizzati e resi efficaci ed efficienti e chiede un approccio mirato all'ambito di applicazione della condizionalità incrociata; chiede altresì che siano scambiati e integrati tra le agenzie di pagamento e gli organismi di controllo i sistemi di prassi eccellenti, quali ad esempio l'interoperabilità delle banche dati e l'impiego ottimale delle tecnologie adeguate, al fine di ridurre quanto più possibile le formalità burocratiche per agricoltori e amministratori; ritiene che la condizionalità incrociata debba essere circoscritta agli standard relativi all'attività agricola – che si prestano a un controllo sistematico e a un monitoraggio diretto, oltre a basarsi sull'obbligo di conseguire risultati – e che occorra armonizzare le norme in materia; sottolinea l'importanza dei livelli di tolleranza e dell'applicazione della proporzionalità nell'ambito di un eventuale nuovo sistema sanzionatorio;

46. ritiene che il controllo della condizionalità incrociata dovrebbe essere maggiormente legato a criteri di prestazioni e alla loro capacità di incoraggiare gli agricoltori a ottenere risultati; ritiene inoltre che gli agricoltori stessi dovrebbero essere maggiormente coinvolti nello svolgimento di tali controlli, dato il loro know-how e la loro esperienza pratica, e che ciò avrebbe l'effetto di esemplarità e di dinamismo, soprattutto presso gli agricoltori meno efficienti;

47. respinge l'introduzione nel regime della condizionalità incrociata di requisiti onerosi e opachi derivanti dalla direttiva quadro sulle acque, fintantoché non saranno forniti chiarimenti in merito allo stato di avanzamento del recepimento della direttiva nella totalità degli Stati membri;

48. riconosce i notevoli sforzi profusi finora nel settore zootecnico, che attualmente versa in condizioni difficili, per la messa a norma dei locali e delle attrezzature sotto il profilo igienico-sanitario; chiede un riesame critico di alcune norme in materia di igiene, benessere e identificazione degli animali, fermi restando i principi fondamentali di sicurezza alimentare e di tracciabilità, onde abolire gli oneri sproporzionati che gravano sulle piccole e medie imprese (PMI); invita in particolare la Commissione a riesaminare le norme igieniche dell'Unione europea, segnatamente la vendita locale o diretta e la conservabilità dei prodotti, affinché siano commisurate ai rischi ed evitare di imporre un onere sproporzionato sui canali produttivi di piccole dimensioni, quali i rapporti diretti produttori-consumatori e filiere alimentari corte;

Strumenti di mercato, rete di sicurezza e gestione dei rischi

49. considera importante essere in grado di intervenire per contrastare l'eccessiva volatilità dei prezzi e reagire con largo anticipo alle crisi imputabili all'instabilità di mercato nell'ambito della PAC e dei mercati mondiali; riconosce il ruolo fondamentale delle misure di sostegno al mercato in termini di risposta alle crisi verificatesi in passato nel settore agricolo, in particolare quello svolto dagli interventi e dalle scorte private; rileva la necessità che le misure di sostegno del mercato siano efficaci e attivate senza indugio in caso di necessità onde evitare gravi problemi per i produttori, l'industria di trasformazione e i consumatori e consentire alla PAC di conseguire il suo obiettivo strategico primario: la sicurezza alimentare,

50. sottolinea l'opportunità di disporre, nell'ambito della PAC, di un certo numero di strumenti di mercato flessibili ed efficaci, fissati a opportuni livelli, che fungano da rete di sicurezza e possano essere utilizzati in caso di gravi perturbazioni del mercato; ritiene che tali strumenti non dovrebbero essere attivati in modo permanente, né dovrebbero fungere da sbocco continuo e illimitato per la produzione; rileva che esistono già alcuni strumenti in tal senso che possono essere adattati mentre altri possono essere messi a punto in funzione delle esigenze; ritiene che, a fronte di condizioni totalmente diverse nei singoli comparti produttivi, siano preferibili soluzioni settoriali differenziate rispetto ad approcci orizzontali; richiama l'attenzione sulle difficoltà che incontrano gli agricoltori a livello di pianificazione in momenti di estrema volatilità; è del parere che, in ragione dell'accresciuta volatilità del mercato, vadano riesaminati gli strumenti di mercato esistenti onde rafforzarne l'efficienza e la flessibilità, garantirne una più rapida attuazione, estenderli anche ad altri settori se del caso e adeguarli agli attuali prezzi di mercato, nonché garantire un'efficace rete di sicurezza senza distorsioni;

51. è del parere che tra gli strumenti di mercato in questione possano rientrare anche strumenti specifici di gestione dell'offerta che, se funzionanti in maniera equa e non discriminatoria, possono garantire una gestione efficace del mercato e prevenire eventuali crisi dettate da situazioni di sovrapproduzione, senza tuttavia determinare spese aggiuntive a carico del bilancio dell'Unione;

52. chiede l'estensione a tutti i comparti di una rete di sicurezza multilivello, che inclusa un mix di strumenti, quali scorte pubbliche e private, intervento pubblico, strumenti contro le perturbazioni di mercato e una clausola di emergenza; chiede che in caso di perturbazioni temporanee del mercato siano ammissibili le scorte private e l'intervento pubblico a favore di settori specifici; chiede inoltre l'adozione per tutti i settori di uno strumento comune di lotta contro le perturbazioni di mercato e di una clausola di emergenza, che permettano alla Commissione, in determinate circostanze in caso di crisi, di adottare provvedimenti, per un tempo massimo di un anno, che dovrebbero essere più efficienti rispetto al passato; considera pertanto che nei futuri bilanci dell'Unione europea dovrebbe essere prevista una specifica linea di bilancio di riserva da attivare rapidamente, onde disporre di uno strumento di reazione rapida in caso di gravi crisi sui mercati agricoli;

53. ritiene che il ricorso a siffatti strumenti di intervento rientri nel campo delle competenze esecutive della Commissione; sottolinea tuttavia la necessità di informare tempestivamente il Parlamento europeo degli interventi previsti, come pure la necessità che la Commissione tenga debitamente conto delle posizioni adottate dal Parlamento;

54. chiede il potenziamento dell'efficacia del sistema d'intervento mediante una valutazione annuale effettuata in maniera pragmatica e alla luce della situazione dei mercati;

55. ritiene che, in considerazione delle possibili sfide ambientali, climatiche ed epidemiologiche, nonché delle notevoli fluttuazioni dei prezzi sui mercati agricoli, siano di vitale importanza, a livello di Unione, di Stati membri e di singole aziende agricole, misure supplementari, più incisive e mirate alla prevenzione dei rischi, accessibili a tutti gli agricoltori dei vari Stati membri, allo scopo di proteggere i redditi;

56. rammenta che la produzione orientata al mercato, i pagamenti diretti e la competitività sono alla base di qualsiasi copertura dai rischi e che spetta anche agli agricoltori tenere conto dei rischi stessi e di prevederli; appoggia a tale riguardo gli Stati membri che mettono a disposizione degli agricoltori strumenti nazionali di copertura dai rischi senza una rinazionalizzazione dell'agricoltura né distorsioni di mercato; ritiene pertanto che la Commissione debba elaborare norme comuni concernenti la promozione facoltativa di sistemi di gestione dei rischi da parte degli Stati membri, al fine di eliminare distorsioni alla concorrenza nel mercato interno, eventualmente mediante l'introduzione di regole comuni conformi alle norme dell'OMC nell'organizzazione comune di mercato; invita altresì la Commissione a notificare tutte le misure volte all'introduzione della gestione dei rischi e di corredare le proposte legislative di un'apposita valutazione d'impatto;

57. ritiene che i sistemi assicurativi del settore privato, oltre alle assicurazioni multirischio (assicurazioni climatiche, assicurazioni contro la perdita di reddito, ecc.), i contratti a termine o anche i fondi di mutualizzazione, parzialmente finanziati da fondi pubblici, possano essere sviluppati e promossi quali opzioni negli Stati membri tenendo conto dei rischi crescenti; appoggia in particolare, in tale contesto, l'azione congiunta degli agricoltori volta a costituire consorzi e cooperative e accoglie con favore la messa a punto di nuovi strumenti innovativi; sottolinea, tuttavia, che tali strumenti dovrebbero essere conformi alle norme dell'OMC e non dovrebbero causare una distorsione delle condizioni concorrenziali e del commercio all'interno dell'Unione europea; chiede pertanto di prevedere un quadro per gli Stati membri che attuano tali misure, che dovrebbe rientrare nell'organizzazione comune del mercato unico;

58. invita la Commissione ad esaminare in che misura sia possibile estendere il ruolo dei gruppi di produttori o delle associazioni di categoria nella prevenzione dei rischi e nella promozione della qualità a tutti i settori di produzione; chiede che le misure intraprese in tale ambito tengano in particolare considerazione i prodotti rientranti in sistemi di etichettatura di qualità;

59. invita la Commissione a proporre, nel quadro della riforma della PAC, misure specifiche volte a promuovere la costituzione di nuove organizzazioni di produttori, al fine di rafforzare la loro posizione di mercato;

60. è favorevole alla proroga, quanto meno fino al 2020, del regime del mercato dello zucchero del 2006 nella forma attuale e chiede misure adeguate volte salvaguardare la produzione di zucchero in Europa e a fare in modo che il settore dello zucchero dell'Unione possa migliorare la propria competitività in un contesto stabile;

61. è persuaso che la Commissione dovrebbe esaminare la possibilità di proporre il mantenimento dei diritti di impianto nel settore vinicolo oltre il 2015 e tenere conto di questo elemento nella sua relazione di valutazione della riforma dell'OCM del vino del 2008, prevista per il 2012;

62. ritiene che occorra potenziare i sistemi di gestione del comparto ortofrutticolo (gli agrumi e tutti i prodotti interessati), vitivinicolo e dell'olio di oliva e che siano necessari un fondo anticrisi più efficiente per il comparto ortofrutticolo, una migliore gestione della crisi in quello vitivinicolo e un sistema aggiornato di scorte private per l'olio d'oliva;

Commercio internazionale

63. chiede che l'Unione europea garantisca la coerenza tra la PAC e le sue politiche commerciali e di sviluppo; esorta in particolare l'Unione a prestare attenzione alla situazione nei paesi in via di sviluppo e a non metterne a repentaglio la capacità di produzione alimentare, la sicurezza alimentare a lungo termine e la capacità delle loro popolazioni di provvedere alla propria alimentazione, nel rispetto del principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo; ritiene, pertanto, che gli accordi commerciali dell'Unione europea in ambito agricolo non dovrebbero ostacolare i mercati dei paesi meno sviluppati;

64. ricorda l'impegno assunto dai paesi membri dell'OMC in occasione del vertice ministeriale di Hong Kong del 2005 di eliminare qualsiasi forma di sussidi all'esportazione contestualmente alla disciplina di tutti i provvedimenti per le esportazioni aventi un effetto competitivo equivalente, in particolare i crediti alle esportazioni, le imprese commerciali agricole di Stato e la regolamentazione degli aiuti alimentari;

65. invita la Commissione a fornire una valutazione d'impatto dettagliata di tutti gli accordi commerciali in fase di negoziazione, e in particolare dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e il Mercosur, accordi che non dovrebbero avere ripercussioni negative per i paesi in via di sviluppo né ostacolare l'efficacia della PAC in vista del 2020;

66. rileva che i prodotti alimentari non sono solo semplici merci e che l'accesso al cibo è indispensabile per l'esistenza umana; chiede all'Unione europea di avvalersi delle sue politiche commerciale e di sviluppo per promuovere pratiche agricole sostenibili e la sicurezza alimentare nei paesi meno avanzati e nei paesi in via di sviluppo, tenuto conto della crescita della domanda e dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari;

67. invita la Commissione a esaminare l'incidenza della concentrazione del commercio internazionale dei cereali sull'incremento delle fluttuazioni dei prezzi;

La catena di approvvigionamento alimentare

68. chiede la formulazione di soluzioni a livello mondiale per contrastare il fenomeno delle speculazioni sulle materie prime agricole e l'estrema volatilità dei prezzi, dal momento che tali fattori mettono potenzialmente a rischio la sicurezza alimentare; riconosce tuttavia l'importanza del corretto funzionamento di un mercato dei futures per le materie prime agricole; ritiene che un'azione internazionale coordinata sia l'unico strumento efficace per ridurre tale speculazioni; sostiene, a tale riguardo, la proposta della Presidenza francese del G20 di prendere in considerazione misure mirate a contrastare l'aumento della volatilità dei prezzi delle materie prime agricole; si pronuncia a favore di un sistema di notifica e di azione coordinata a livello mondiale per le scorte agricole necessarie a garantire la sicurezza alimentare; ricorda pertanto che occorrerebbe riflettere sull'opportunità di mantenere scorte delle principali materie prime agricole; sottolinea che, per conseguire tali obiettivi, occorre aumentare le capacità di stoccaggio e sviluppare gli strumenti di controllo e di sorveglianza del mercato; sottolinea in particolare le conseguenze allarmanti della volatilità dei prezzi per i paesi in via di sviluppo;

69. sottolinea il fatto che – a differenza dei settori a monte e a valle della produzione agricola primaria – il reddito medio degli agricoltori e dei nuclei rurali ha subito una riduzione continua negli ultimi decenni rispetto al resto dell'economia, raggiungendo soltanto la metà dei redditi dei nuclei urbani, laddove i commercianti e i dettaglianti hanno aumentato considerevolmente il loro potere di mercato e i margini nella catena alimentare;

70. invita a mettere in atto misure volte a rafforzare la capacità di gestione dei produttori primari e delle loro organizzazioni di categoria e il loro potere contrattuale rispetto ad altri operatori economici lungo la catena alimentare (principalmente dettaglianti, imprese di trasformazione e società che forniscono fattori produttivi agricoli), garantendo nel contempo il buon funzionamento del mercato interno; è del parere che occorra migliorare urgentemente il funzionamento della catena di approvvigionamento alimentare tramite iniziative legislative volte a garantire maggiore trasparenza dei prezzi dei generi alimentari e interventi mirati a contrastare le pratiche commerciali sleali, consentendo agli agricoltori di ottenere il valore aggiunto che meritano; invita la Commissione a rafforzare la posizione degli agricoltori e promuovere una concorrenza leale e ritiene che occorra prendere in considerazione la nomina di mediatori per risolvere le controversie tra gli operatori lungo la catena di approvvigionamento alimentare;

71. ritiene inoltre che, al fine di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, è opportuno sviluppare strumenti trasparenti ed efficienti in grado di aiutarli a gestire le filiere territoriali corte, che abbiano una limitata incidenza ambientale, promuovano la qualità e forniscano informazioni ai consumatori, garantiscano la riduzione degli intermediari e favoriscano meccanismi di formazione dei prezzi equi e trasparenti;

72. chiede il mantenimento del sistema di sostegno alle fasce meno abbienti della società;

Sviluppo rurale

73. riconosce l'importanza delle politiche di sviluppo rurale definite e finanziate nell'ambito del secondo pilastro, dal momento che contribuiscono al miglioramento delle prestazioni ambientali, alla modernizzazione, all'innovazione, alle infrastrutture e alla competitività e tenuto conto della necessità di sviluppare ulteriormente l'economia rurale, il comparto agroalimentare e quello non alimentare e di migliorare la qualità di vita nelle zone rurali; evidenzia altresì la necessità di conseguire gli obiettivi politici, tra cui quelli previsti dalla strategia Europa 2020, di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, da cui dovrebbero anche trarre vantaggio soprattutto gli agricoltori e le comunità rurali;

74. ritiene che le misure di sviluppo rurale debbano raccogliere le sfide in materia di sicurezza alimentare, gestione sostenibile delle risorse naturali, cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, esaurimento delle risorse idriche e della fertilità del suolo, e rafforzare una coesione territoriale equilibrata e l'occupazione; è del parere che tali misure dovrebbero incoraggiare altresì l'autosufficienza della produzione di energia da fonti rinnovabili a livello di aziende agricole, ottenuta in particolare da sottoprodotti agricoli; afferma che le misure di sviluppo rurale dovrebbero contribuire a mantenere un accresciuto valore aggiunto nelle zone rurali, promuovendo il potenziamento delle infrastrutture rurali e l'erogazione di servizi accessibili ai cittadini e alle imprese locali;

75. ritiene, a tale proposito, che si debba prestare una particolare attenzione al sostegno ai giovani agricoltori; è inoltre del parere che, dato il rapido invecchiamento della popolazione rurale in Europa, sia indispensabile porre in essere misure invoglianti atte a favorire l'insediamento di giovani agricoltori e di altri soggetti nuovi e che debbano essere ampliati i regimi di sostegno nell'ambito del secondo pilastro, ad esempio accesso alle terre, sovvenzioni e mutui agevolati, in particolare nei settori dell'innovazione, della modernizzazione e lo sviluppo di investimenti, ecc, e si attende che l'attuazione di tali meccanismi sia resa disponibile in tutti gli Stati membri;

76. propone che una quota sostanziale di terreni agricoli rientri nell'ambito di programmi agroambientali, che dovrebbero fornire incentivi finanziari e tecnici per gli agricoltori a passare a modelli agricoli più sostenibili, più efficienti sotto il profilo delle risorse, con una minore necessità di fattori produttivi;

77. sottolinea la necessità che la politica di sviluppo rurale permetta di valorizzare tutte le potenzialità naturali e umane delle zone rurali, anche attraverso una produzione agricola di qualità, ad esempio vendita diretta, promozione dei prodotti, approvvigionamento dei mercati locali, diversificazione, mercati di sbocco della biomassa, efficienza energetica, ecc.;

78. sottolinea la necessità di infrastrutture adeguate per lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze agricole e sistemi di innovazione, tra cui le possibilità di istruzione e formazione, servizi di consulenza agricola e lo scambio di prassi eccellenti, al fine di modernizzare l'agricoltura, aiutare gli agricoltori innovativi a diffondere la loro esperienza e migliorare le catene del valore nelle zone rurali; ritiene che tali programmi debbano essere disponibili in tutti gli Stati membri;

79. si pronuncia pertanto a favore dell'adozione di misure mirate, definite dagli Stati membri nell'ambito del secondo pilastro, al fine di conseguire obiettivi comuni di sviluppo rurale dell'Unione (strategia Europa 2020); insiste sull'importanza di un quadro europeo globale, mirato e orientato al conseguimento di risultati, riconoscendo nel contempo che gli Stati membri e le autorità regionali si trovano in una posizione ideale per decidere in merito ai programmi in grado di apportare, a livello locale, il massimo contributo al conseguimento degli obiettivi europei; chiede pertanto l'applicazione della sussidiarietà e della flessibilità in sede di concezione dei programmi di sviluppo rurale e l'adozione di un approccio basato sul partenariato locale e subregionale, a forte connotazione partecipativa, che applichi il metodo LEADER alla concezione e all'attuazione dei futuri programmi europei e nazionali di sviluppo rurale; ritiene che un tasso ridotto di contributo nazionale applicabile alle misure più mirate andrebbe determinato sulla base di valutazioni d'impatto e di simulazioni dettagliate;

80. è favorevole alla messa a punto, nel quadro dello sviluppo rurale, anche di misure mirate per la tutela delle foreste di montagna;

81. chiede alla Commissione di creare nuovi strumenti di finanziamento che aiutino specificamente i nuovi agricoltori a ottenere prestiti a tassi agevolati oppure un sistema completamente nuovo, che si potrebbe chiamare JERICHO ("Joint Rural Investment CHOice"), per il Fondo di sviluppo rurale, basato sull'esperienza dell'iniziativa JEREMIE nel quadro dei Fondi strutturali;

82. sottolinea che le zone svantaggiate hanno spesso un valore elevato in termini di paesaggio culturale, conservazione della biodiversità e offerta di vantaggi ambientali, oltre che dal punto di vista del dinamismo delle zone rurali; si pronuncia a tale riguardo per il mantenimento dell'indennità compensativa per le zone svantaggiate nell'ambito del secondo pilastro e ne chiede il potenziamento dell'efficacia; ritiene che la natura mirata del sostegno agli agricoltori che operano nelle zone svantaggiate sia della massima importanza per la continuazione delle attività agricole in tali zone, riducendo in tal modo il rischio di abbandono delle campagne; sottolinea la necessità che il perfezionamento dei criteri sia di competenza degli Stati membri e delle autorità regionali e locali, nel quadro dell'Unione;

83. sottolinea che le strutture rurali negli Stati membri sono quanto mai diverse e necessitano pertanto di interventi diversi; chiede pertanto una maggiore flessibilità per consentire agli Stati membri e alle regioni di adottare misure volontarie che dovrebbero beneficiare del concorso finanziario dell'Unione, purché tali misure siano state notificate alla Commissione e approvate; rileva che il tasso di cofinanziamento dovrebbe continuare a tenere conto delle esigenze e delle condizioni specifiche delle regioni di convergenza per il periodo successivo al 2013;

84. si pronuncia a favore della proroga oltre il 2013 dei tassi di cofinanziamento in vigore per misure del secondo pilastro che rivestono una particolare importanza per gli Stati membri; sottolinea, tuttavia, che un eventuale concorso finanziario nazionale supplementare non dovrebbero comportare una rinazionalizzazione del secondo pilastro, né un aumento del divario nella capacità degli Stati membri di cofinanziare le rispettive priorità;

85. rileva che la modulazione in tutte le sue varianti, tanto obbligatorie quanto volontarie, quale strumento di finanziamento delle misure di sviluppo rurale giunge a scadenza nel 2012;

86. chiede di evitare brusche variazioni nella ripartizione degli stanziamenti del secondo pilastro giacché gli Stati membri, le autorità locali e le aziende agricole hanno bisogno di certezza in materia di programmazione e continuità; rileva che il dibattito sulla ripartizione di tali fondi non dovrebbe essere scollegato da quello sulla ripartizione dei fondi nell'ambito del primo pilastro; invita pertanto la Commissione a definire un approccio pragmatico, quale principio fondamentale per la redistribuzione dei fondi nell'ambito del secondo pilastro; riconosce la necessità di una perequazione dei finanziamenti del secondo pilastro tra Stati membri, secondo criteri obiettivi che riflettano la diversità delle esigenze nelle regioni europee; auspica che tali modifiche siano realizzate dopo un periodo limitato di transizione, in concomitanza con le modifiche apportate alla ripartizione dei fondi nell'ambito del primo pilastro;

87. è favorevole a norme sul cofinanziamento nell'ambito dello sviluppo rurale che consentano, a livello regionale o locale, la complementarietà tra fondi pubblici e privati ​​della quota di cofinanziamento nazionale, rafforzando in tal modo le risorse disponibili per perseguire gli obiettivi definiti dalle politiche pubbliche per le zone rurali;

88. chiede una semplificazione a tutti i livelli della pianificazione e della gestione dei programmi nell'ambito del secondo pilastro ai fini di una maggiore efficienza; chiede inoltre l'introduzione di sistemi semplificati, efficaci ed efficienti per il monitoraggio, la valutazione e la comunicazione delle misure di condizionalità incrociata; ritiene che occorra armonizzare i controlli e il monitoraggio per il primo e il secondo pilastro e renderli più coerenti con norme e procedure analoghe, onde ridurre l'onere complessivo dei controlli per gli agricoltori; chiede maggiore flessibilità del funzionamento del periodo d'impegno quinquennale per le misure agroambientali;

89. chiede di esentare le cooperative dal divieto di accesso ai fondi per lo sviluppo rurale e in generale dai limiti degli aiuti previsti per le imprese che superano la soglia delle PMI prevista dalla raccomandazione della Commissione 2003/61/CE;

90. è del parere che le regioni ultraperiferiche debbano continuare anche in futuro a beneficiare di una speciale considerazione nell'ambito della politica di sviluppo rurale, dal momento che le difficoltà geografiche che incontrano e l'esiguità di prodotti agricoli da cui dipende l'economia rurale di tali aree giustificano il mantenimento della quota di cofinanziamento comunitario fino a un massimo dell'85% per contribuire al costo dei programmi di sviluppo rurale;

91. accoglie favorevolmente l'orientamento verso un maggiore coordinamento a livello di Unione europea tra i programmi di sviluppo rurale e la politica di coesione in particolare, onde evitare duplicazioni, obiettivi contraddittori e sovrapposizioni; rammenta nondimeno che la portata dei progetti nell'ambito della politica di coesione e dei programmi di sviluppo rurale dell'Unione è differente e auspica pertanto che i fondi siano mantenuti distinti, affinché i programmi di sviluppo rurale continuino a incentrarsi sulle comunità rurali e possano rimanere strumenti politicamente indipendenti;

92. ritiene che, tramite la politica di coesione e una PAC nuova e solida, possa essere sprigionato il potenziale economico delle zone rurali e possano essere creati posti di lavoro sicuri, garantendo in tal modo uno sviluppo sostenibile di tali zone;

93. sottolinea l'importanza delle politiche finalizzate a promuovere la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri e i paesi terzi nell'ottica di adottare pratiche volte a proteggere l'ambiente e a garantire la sostenibilità delle risorse naturali qualora le attività agricole, in particolare l'utilizzo dell'acqua, abbiano incidenze transfrontaliere;

94. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

  • [1]  GU L 209 dell’11.8.2005.
  • [2]  GU L 277 del 21.10.2005.
  • [3]  GU L 55 del 25.2.2006.
  • [4]  GU L 30 del 31.1.2009.
  • [5]  GU L 299 del 16.11.2007.
  • [6]  GU L 30 del 31.1.2009 e GU L 43 del 18.2.2010.
  • [7]  Testi approvati, P7_TA(2010)0286.
  • [8]  Testi approvati, P7_TA(2010)0223.

PARERE della commissione per lo sviluppo (13.4.2011)

destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

sulla PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell’alimentazione, delle risorse naturali e del territorio
(2011/2051(INI))

Relatore per parere: Kriton Arsenis

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che il settore dell'agricoltura è responsabile del 40% delle emissioni globali di gas ad effetto serra; che l'agricoltura è la principale fonte di emissioni di metano e protossido di azoto e che entrambi questi gas ad effetto serra hanno un potenziale di riscaldamento molto maggiore di quello del biossido di carbonio; che inoltre il cambiamento climatico colpisce soprattutto le popolazioni povere dei paesi in via di sviluppo e riduce le opportunità di coltivazione,

B.   considerando che la popolazione rurale dei paesi in via di sviluppo rappresenta tra il 70% e l'80% della popolazione denutrita; che inoltre l'eradicazione della povertà estrema e della fame dipende dal miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori e dei braccianti agricoli nei paesi in via di sviluppo,

C.  considerando che la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione dal titolo "Agroecology and the Right to Food" (agroecologia e diritto al cibo) dimostra che l'agroecologia può raddoppiare in dieci anni la produzione alimentare in intere regioni, mitigando nel contempo il cambiamento climatico e riducendo la povertà rurale; riconoscendo che la produttività e la sicurezza alimentare a lungo termine, e in particolare la capacità dei sistemi agricoli di reggere alle alterazioni del clima, dipendono da una debita attenzione alle risorse naturali, in primo luogo i suoli, le risorse idriche e la biodiversità,

1.   prende atto dei progressi realizzati nella riforma della PAC, che ne hanno ridotto gli effetti negativi sui paesi in via di sviluppo; invita la Commissione e la FAO ad avviare una valutazione approfondita della PAC e del suo impatto sui paesi in via di sviluppo; chiede che la nuova PAC includa come obiettivo fondamentale il principio di 'non nuocere' ai paesi in via di sviluppo, in linea con l'obiettivo della coerenza delle politiche per lo sviluppo, come sancito dall'articolo 208 del trattato di Lisbona, e crei meccanismi adeguati che garantiscano il rispetto di tale principio; rileva che l'articolo 3, paragrafo 5 del trattato sull'Unione europea stabilisce che l'Unione europea contribuisce al commercio libero ed equo e all'eliminazione della povertà e chiede coerenza tra la PAC e le politiche dell'UE in materia di commercio e sviluppo;

2.   chiede che l'UE garantisca la coerenza tra la PAC e le sue politiche commerciali e di sviluppo; sottolinea in particolare la necessità di clausole di salvaguardia negli accordi commerciali e il diritto dei paesi in via di sviluppo di proteggere i propri mercati agricoli;

3.   ricorda l'impegno dell'UE e dei membri terzi dell'OCSE - nel quadro dei negoziati del Doha Round - di eliminare tutte le sovvenzioni all'esportazione e di disaccoppiare i pagamenti diretti dalla produzione, in modo da creare condizioni di parità tra i prodotti agricoli dell'UE e quelli dei paesi in via di sviluppo e favorire il commercio equo e la crescita sostenibile; invita la Commissione ad attuare queste modifiche, finanziando ad un tempo adeguati regimi transitori, al fine di evitare impatti negativi nelle zone rurali europee, e a promuovere pratiche di agricoltura biologica e sostenibile, che utilizzano pochi additivi chimici (pochi apporti esterni) e le cui pratiche di coltivazione tengono conto delle condizioni naturali locali; invita l'UE ad appoggiare i paesi in via di sviluppo nelle loro richieste volte a tutelare la loro produzione alimentare e a proteggere la rispettiva popolazione dagli effetti potenzialmente devastanti di importazioni a basso prezzo; chiede inoltre investimenti nella ricerca sui metodi di coltivazione agroecologica e per la fornitura di servizi pubblici in modo da consentire ai piccoli agricoltori di passare all'agricoltura biologica sostenibile;

4.   sottolinea che occorre maggiore coerenza tra PAC, politica commerciale e politica per lo sviluppo, onde pervenire a un'efficace cooperazione allo sviluppo; rileva inoltre che per l'UE risulta necessario un miglior coordinamento con le organizzazioni non statali come la FAO, le Nazioni Unite e altri organismi internazionali;

5.   ritiene che la PAC svolga un ruolo rilevante in relazione alla politica per lo sviluppo, specialmente nel settore della sicurezza alimentare; segnala che la PAC può dare un contributo per affrontare la crescente domanda mondiale di prodotti alimentari;

6.   osserva che sulla sicurezza alimentare dei paesi in via di sviluppo incidono fattori come la povertà, la situazione sanitaria, la stabilità politica, le infrastrutture e le catastrofi naturali;

7.  rileva che i prodotti alimentari non sono solo semplici merci e che l'accesso al cibo è fondamentale per l'esistenza umana; chiede all'Unione europea di utilizzare le sue politiche in materia di commercio e di sviluppo per promuovere pratiche agricole sostenibili e la sicurezza alimentare nei paesi meno avanzati e nei paesi in via di sviluppo, in un contesto caratterizzato dalla crescita della domanda e dall'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari;

8.   rileva che i prodotti alimentari non sono solo semplici merci e che l'accesso al cibo è un diritto umano universale; sottolinea in questo contesto che la responsabilità dell'Europa in relazione alla sicurezza alimentare mondiale consiste innanzitutto nel consentire ai paesi in via di sviluppo di aumentare e diversificare la propria produzione e nel sostenerli in tale sforzo, affinché migliorino la propria sicurezza alimentare e rispondano alla domanda del mercato locale, anziché nell'accrescere le sue esportazioni agricole verso i paesi in via di sviluppo; invita a tale proposito la Commissione a subordinare gli accordi economici, di libero scambio e in materia di investimenti dell'UE con paesi terzi a una valutazione dell'impatto sui diritti umani, al fine di non entrare in contrasto con i valori propri dell'UE nel settore delle politiche esterne;

9.   osserva con preoccupazione che la dipendenza dell'UE dalle importazioni di mangimi, in particolare la soia, ha contribuito ad aumentare la domanda di terreni nei paesi terzi, portando alla deforestazione, allo spostamento di comunità e alle diffusione della soia geneticamente modificata in Sudamerica; invita pertanto la Commissione a fare della riduzione della dipendenza dalle importazioni di mangimi proteici una delle sue principali priorità, ad esempio sviluppando e ampliando le colture proteiche sostenibili nell'UE;

10. reputa che, nel contesto delle misure contro la speculazione internazionale sui prezzi dei prodotti agricoli di base, la nuova PAC dovrebbe creare meccanismi e norme pertinenti per le materie prime agricole e rafforzare la trasparenza; è dell'opinione che l'UE dovrebbe dare l'esempio organizzando, all'interno del proprio territorio, aste agricole e sistemi di distribuzione locali che aumentano il potere contrattuale dei piccoli agricoltori della catena di approvvigionamento alimentare;

11. riconosce l'urgente necessità di garantire la sicurezza alimentare mondiale incrementando gli investimenti nell'agricoltura nelle regioni del pianeta dove tale sicurezza non esiste; sottolinea a questo proposito che lo sviluppo agricolo deve essere basato sul diritto al cibo e sul diritto a produrre generi alimentari, e che l'UE deve riconoscere e sostenere la necessità che i paesi in via di sviluppo raggiungano la sicurezza alimentare;

12. chiede alla Commissione di fornire una valutazione d'impatto dettagliata di tutti gli accordi commerciali in fase di negoziazione, e in particolare dell'accordo UE-Mercosur, accordi che non dovrebbero avere ripercussioni negative per i paesi in via di sviluppo né ostacolare l'efficacia della PAC all'orizzonte del 2020;

13. riconosce che le riforme della PAC, con l'eliminazione pressoché totale delle restituzioni all'esportazione, hanno notevolmente ridotto l'impatto della produzione agricola dell'UE sui paesi in via di sviluppo; invita l'UE a riconoscere l'importanza di sostenere il settore agricolo nei paesi in via di sviluppo, segnatamente facendo in modo di dare la priorità all'agricoltura in tali paesi così come nel bilancio UE per l'aiuto allo sviluppo dei paesi terzi;

14. chiede che l'Unione europea garantisca la coerenza tra la PAC e le sue politiche commerciali e di sviluppo, tenendo conto al contempo delle esigenze e dei timori degli agricoltori degli Stati membri dell'UE e dei paesi in via di sviluppo e rispettando altresì il principio della coerenza delle politiche a favore dello sviluppo.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

13.4.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Corina Creţu, Véronique De Keyser, Nirj Deva, Leonidas Donskis, Charles Goerens, Catherine Grèze, András Gyürk, Filip Kaczmarek, Miguel Angel Martínez Martínez, Gay Mitchell, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Birgit Schnieber-Jastram, Michèle Striffler, Alf Svensson, Eleni Theocharous, Ivo Vajgl, Anna Záborská, Iva Zanicchi, Gabriele Zimmer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Cristian Dan Preda, Judith Sargentini, Bart Staes, Patrizia Toia

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

James Nicholson, Edward Scicluna, Catherine Trautmann

PARERE della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (13.4.2011)

alla commissione per l’agricoltura

su la PAC verso il 2020 – rispondere alle sfide alimentari, delle risorse naturali e territoriali, del futuro
(INI)

Relatore per parere: Karin Kadenbach

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che le precedenti riforme della PAC (riforma McSharry del 1992, riforma "Agenda 2000", riforma dell'anno 2003, valutazione dello stato di salute dell'anno 2008) avevano tutte l'obiettivo di far sì che gli agricoltori europei rispettassero i più elevati standard a livello mondiale di protezione dell'ambiente e degli animali e di tracciabilità degli alimenti; sottolinea a tal riguardo che gli agricoltori non sono compensati dal mercato per i costi derivanti dal rispetto di detti standard;

2.  chiede che la PAC dopo il 2013 assicuri i finanziamenti pertinenti, offra incentivi e persegua obiettivi di sicurezza alimentare destinati ad incoraggiare produzione e consumi agricoli sostenibili e il risparmio energetico, promuova un uso efficiente degli integratori ad esempio riducendo i prodotti chimici nocivi, rispetti di più la salute e il benessere degli animali e usi in modo più efficace il potenziale degli ecosistemi; sottolinea che deve essere in grado di rispondere alle sfide ambientali, sanitarie e sociali, quali il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità (inclusa la "biodiversità agricola"), l'esaurimento delle risorse, l'inquinamento delle acque e l'erosione del suolo, senza compromettere la redditività delle aziende agricole;

3.  chiede che il bilancio agricolo dell’UE del prossimo esercizio finanziario sia ammodernato, in linea con gli obiettivi UE 2020;

4.  accoglie con favore che la comunicazione della Commissione sia incentrata sulla fornitura di beni pubblici ambientali attraverso l'"inverdimento" della PAC e che sia finalizzata a reintegrare la diversità nel settore agricolo, il che rappresenta un'opportunità fondamentale di passaggio verso una PAC più verde e più sostenibile;

5.  ritiene necessario trovare il giusto equilibrio tra l'esigenza di incrementare la produttività basandosi su metodi produttivi intensivi e l'esigenza di conservare e utilizzare in modo sostenibile le risorse nel rispetto dell'ambiente, della salute pubblica e del benessere animale;

6.  ritiene che gli attuali metodi estremamente intensivi di produzione animale siano spesso insostenibili e abbiano impatti negativi sulla salute e sul benessere animale, il che può incidere negativamente anche sulla salute pubblica e sulla sicurezza alimentare; di conseguenza, chiede che la PAC promuova metodi di allevamento animale che rispettino l'ambiente, nonché la salute e il benessere degli animali;

7.  sottolinea che per far sì che la PAC sia in grado di raccogliere le numerose sfide in materia di popolazione, sviluppo, biodiversità, ambiente e scarsità della terra, è necessario dar vita a una nuova iniziativa politica incentrata sulla messa a punto di una politica alimentare comune europea;

8.  sottolinea che la PAC ha un ruolo fondamentale sia per gli agricoltori che per il pubblico in generale – contribuenti e consumatori – poiché tutti beneficiano di cibo sicuro, nutriente e accessibile, di un ambiente sano, buona salute e prospettive di lavoro, la domanda di prodotti di alta qualità è in aumento e le pratiche ecologiche sono sempre più diffuse;

9.  chiede che il finanziamento della PAC sia basato su un modello che premia il rispetto delle norme che in molte aree sono tra le più alte del mondo e la fornitura di beni pubblici che non vengono remunerati dal mercato. Questo modello dovrebbe includere pagamenti legati agli svantaggi naturali, pagamenti green-point, pagamenti per le regioni vulnerabili, comprese le regioni insulari e montane, una base solida e semplificata in materia di condizionalità per specifici sistemi di produzione agricola come quella biologica, l’agricoltura High Nature Value, pascoli e prati estensivi, e per gli agricoltori con i requisiti specifici di gestione in aree Natura 2000;

10. promuove un approccio territoriale all'interno del meccanismo di ripartizione degli aiuti che tenga conto della diversità delle situazioni per favorire la sostenibilità delle aziende e del territorio;

11. chiede che, nell'assegnazione dei finanziamenti della PAC, non si consideri come indicatore soltanto la superficie coltivata, ma anche la qualità della produzione, l'uso di tecniche agricole ecocompatibili, la collocazione in aree geograficamente svantaggiate, la presenza di giovani;

12. chiede un rafforzamento del concetto di finanziamento di entrambi i pilastri subordinato all'adempimento di una serie di criteri ambientali e di biodiversità, all'efficienza delle risorse e a obiettivi di salute pubblica, in modo che si produca cibo di alta qualità secondo pratiche sostenibili; sottolinea che il finanziamento sufficiente è l'unica garanzia del successo delle misure mirate agroambientali nuove ed esistenti; sottolinea che, al fine di accelerare la transizione verso l'agricoltura biologica su ampia scala, vadano creati nuovi meccanismi di finanziamento e chiede misure volte a rafforzare la posizione dei consumatori e degli agricoltori in una catena alimentare meglio funzionante;

13. ritiene che la dotazione finanziaria della PAC non vada ridotta, ma piuttosto modulata affinché sia incentivata l'effettiva produttività delle superfici coltivate e sia consentita l'attuazione degli obiettivi di protezione dell'ecosistema, della biodiversità, della salute di consumatori e agricoltori e di prodotti agricoli di qualità;

14. riconosce che i pagamenti di sovvenzioni che promuovono pratiche insostenibili sono in contraddizione con gli obiettivi dichiarati della politica ambientale dell’UEed esorta a regolare il sistema dei pagamenti al fine di evitare simili contraddizioni e di promuovere le buone pratiche;

15. è favorevole al sostegno prioritario di metodi agricoli che forniscano un contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici o al sequestro del carbonio nel suolo;

16. pone l'accento sui servizi offerti alla società europea dagli agricoltori europei, in particolare nella salvaguardia della varietà dei paesaggi coltivati e l'importante contributo fornito alla protezione e all’amministrazione delle risorse naturali nonché alla protezione del clima;

17. sottolinea il fatto che l'"inverdimento" della politica agricola dell'UE in realtà non rappresenta nulla di nuovo per gli agricoltori, dato che tutte le riforme successive sono state destinate al rafforzamento di questo aspetto della PAC;

18. sottolinea che un ulteriore “inverdimento” che rispetti gli ecosistemi e la diversificazione dei prodotti, la sana gestione delle risorse idriche, il basso uso di fertilizzanti artificiali, le buone pratiche per ridurre l'erosione e il degrado del suolo e migliorare la fertilità del suolo stesso e misure per ripristinare la biodiversità continueranno a beneficio dell'ambiente, assicurando un futuro sostenibile per l'agricoltura dell'Unione europea;

19. sottolinea che deve esserci un approccio favorevole a tutti (win-win) alla base del biologico supplementare che avvantaggi sia l'ambiente, sia gli agricoltori e la società ai fini dell'efficienza delle risorse e dell'aumento della produttività e che, non da ultimo, rispetti gli ecosistemi; sottolinea inoltre che occorre porre l'accento sulla ricerca, l'innovazione e le nuove tecnologie;

20. sottolinea che i prezzi degli alimenti pagati dai cittadini europei possono rappresentare oltre il 50% del reddito, che nell'UE circa 43 milioni di individui sono a rischio di povertà alimentare e che la malnutrizione è uno dei fattori più dannosi per la salute insieme a un basso stato socioeconomico, alla povertà e all'esclusione sociale;

21. si compiace dell'opzione della politica della Commissione che permetterebbe di affrontare le sfide economiche, ambientali e sociali dell'Unione europea e rafforzare il contributo dell'agricoltura e delle zone rurali all'obiettivo Europa 2020 di una crescita intelligente, sostenibile e solidale;

22. ritiene opportuno che la PAC promuova il passaggio da una zootecnia intensiva a un allevamento più sostenibile; esorta, pertanto, la Commissione a considerare l'eventualità di premi per gli allevatori che utilizzano sistemi di uso estensivo del pascolo e che producono la propria alimentazione;

23. sottolinea che il settore agricolo è soltanto uno dei settori che contribuiscono allo sviluppo economico delle aree rurali; esorta, pertanto, a un impiego più ampio dei fondi agricoli al fine di lottare contro l'impoverimento delle aree rurali; sottolinea che la natura può altresì promuovere lo sviluppo economico, ad esempio attirando il turismo;

24. chiede che i finanziamenti a favore dello sviluppo rurale si focalizzino sulle nuove sfide, sull'innovazione agroecologica, sullo sviluppo socioeconomico, incluso l'accesso migliorato ai servizi e alle infrastrutture pubblici nelle regioni rurali, segnatamente nelle aree più deboli o sfavorite (LFA); è opportuno che quanto sopra includa il sostegno a favore dei sistemi alimentari regionali e locali quale strategia di crescita inclusiva e l'aiuto alle comunità che praticano un'agricoltura di sussistenza, riconoscendone il contributo alle comunità locali;

25. ritiene che le misure di sviluppo rurale debbano completare le buone pratiche agricole sostenute nel primo pilastro nonché incoraggiare pratiche che contribuiscano in modo coerente agli obiettivi di lotta contro il cambiamento climatico e di buona gestione delle risorse naturali quali la tutela della biodiversità, dell'acqua e del suolo;

26. sottolinea l'importanza del secondo pilastro alla luce dei risultati in materia di miglioramento ambientale, strutturale e in termini di modernizzazione; esorta a adeguare meglio le misure del secondo pilastro ai loro obiettivi, in modo da incrementarne l'efficacia a favore della crescita, dell'occupazione e del clima, nonché delle misure a vantaggio delle aree rurali;

27. deplora che gli obiettivi di biodiversità dell’UE debbano ancora essere raggiunti e si aspetta che la PAC contribuisca agli sforzi per raggiungere tali obiettivi e quelli della biodiversità di Nagoya;

28. chiede che la nuova PAC promuova la conservazione della diversità genetica, osservi la direttiva 98/58/CE in materia di benessere degli animali e si astenga dal finanziare la produzione di cibo da animali clonati, dalla loro prole o discendenti;

29. sottolinea l'importanza di esaminare tutte le possibili opportunità di cooperazione tra gli Stati membri, coinvolgendo la totalità delle parti interessate, al fine di garantire la tutela dei suoli;

30. sottolinea che l'innovazione è di fondamentale importanza e che è opportuno orientare gli investimenti verso lo sviluppo di risultati economici e ambientali. Chiede più progetti finanziati e coordinati dall'Unione europea in cui agricoltori e ricercatori lavorino insieme per trovare modi innovativi attraverso tutta la catena alimentare che assicurino un settore agricolo competitivo e ecologicamente sostenibile;

31. sottolinea l'importanza delle politiche finalizzate a promuovere la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri e i paesi terzi nell'ottica di adottare pratiche volte a proteggere l'ambiente e a garantire la sostenibilità delle risorse naturali qualora le attività agricole, in particolare l'utilizzo dell'acqua, abbiano implicazioni transfrontaliere;

32. ritiene possibile attenuare l'impatto climatico dell'agricoltura migliorando la preparazione e la formazione degli agricoltori nell'ottica di un migliore utilizzo delle innovazioni derivanti dalla ricerca e dallo sviluppo; invita a preparare al meglio gli agricoltori a raccogliere le sfide energetiche attraverso lo sviluppo di energie verdi quali la biomassa, i rifiuti organici, il biogas, i biocombustibili e l'energia eolica, solare e idroelettrica di piccola scala, creando in tal modo nuovi posti di lavoro;

33. ricorda l'importanza dei meccanismi di controllo per garantire che i prodotti siano sicuri per la salute delle persone, che consentano di verificarne la tracciabilità e la sicurezza, che non siano stati utilizzati i prodotti vietati nell'UE, analogamente gli stessi requisiti devono valere sia per i prodotti provenienti dall'Unione che per quelli d'importazione da paesi terzi;

34. ritiene che sarebbe opportuno sostituire l'attuale regime con un regime di sostegno semplice e specifico per le piccole aziende al fine di incrementarne la competitività e di riconoscere il loro contributo alla vitalità delle aree rurali e alla tutela dell'ambiente;

35. desidera sottolineare il ruolo speciale svolto dalla bioagricoltura che, secondo gli studi, contribuisce in modo significativo alla tutela del clima in relazione ai metodi di agricoltura convenzionale e chiede che la bioagricoltura occupi un posto centrale nella PAC 2020;

36. sottolinea che è necessario includere nella PAC considerazioni di efficienza delle risorse promuovendo il ritrattamento dei rifiuti organici agricoli per la fertilizzazione del suolo e per la prevenzione della dispersione dei rifiuti di plastica agricoli;

37. esorta la Commissione a potenziare ulteriormente l'attuale sistema di consulenza al fine di aiutare gli agricoltori a implementare le misure di "inverdimento" e di fornire loro formazione in ambito agroecologico;

38. sottolinea l'importanza dei programmi finalizzati a formare gli agricoltori a un utilizzo di metodi agricoli più sostenibili dal punto di vista ambientale ed esorta la Commissione a garantire che tali programmi siano finanziati dal secondo pilastro della nuova PAC;

39. afferma che l'inserimento della condizionalità incrociata nella PAC nelle passate riforme è uno strumento utile per garantire la sostenibilità e che i pagamenti PAC non possono essere giustificati senza di esso, in quanto la società chiede un'alimentazione, un'agricoltura e un ambiente sani; esorta tuttavia la Commissione a garantire l'efficacia ecologica della condizionalità incrociata, in modo tale che diventi un riferimento per la sostenibilità;

40. è convinto che la riforma della PAC debba garantire una più efficace distribuzione del carico dei nutrienti nei corpi idrici e consentire il ripristino degli ecosistemi marino e costiero; ritiene, pertanto, che la riduzione dell'inquinamento idrico dalle fonti agricole debba figurare tra gli obiettivi chiave della PAC, preservando in tal modo fiumi, laghi, mari e acque sotterranee sani in Europa;

41. ritiene che la PAC debba effettuare una valutazione ambientale generale, attraverso cui sia possibile determinare le questioni chiave da modificare al fine di tutelare i corpi idrici, incluso il ruolo del fosforo in eccesso che scatena l'eutrofizzazione e che incrementa la sensibilità nei confronti dell'eutrofizzazione negli ecosistemi acquatici, quali il Baltico;

42. è favorevole all'efficace attuazione dei "piani di azione" della direttiva quadro sulle acque (DQA), al fine di adottare approcci locali, territoriali e regionali volti a un'efficace gestione idrica e alla tutela dei bacini idrografici; ritiene utile integrare la DQA all'interno della condizionalità incrociata e osserva che quanto sopra è in linea con l'approccio territoriale a favore dello sviluppo rurale promosso dalla comunicazione della Commissione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.4.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

59

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

János Áder, Elena Oana Antonescu, Kriton Arsenis, Sophie Auconie, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Milan Cabrnoch, Martin Callanan, Nessa Childers, Chris Davies, Esther de Lange, Anne Delvaux, Bas Eickhout, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Julie Girling, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Dan Jørgensen, Karin Kadenbach, Christa Klaß, Holger Krahmer, Jo Leinen, Corinne Lepage, Peter Liese, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Miroslav Ouzký, Gilles Pargneaux, Antonyia Parvanova, Sirpa Pietikäinen, Mario Pirillo, Pavel Poc, Vittorio Prodi, Frédérique Ries, Oreste Rossi, Dagmar Roth-Behrendt, Daciana Octavia Sârbu, Horst Schnellhardt, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Bogusław Sonik, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Salvatore Tatarella, Åsa Westlund, Glenis Willmott, Sabine Wils

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Tadeusz Cymański, Matthias Groote, Riikka Manner, Miroslav Mikolášik, Bart Staes, Marianne Thyssen, Michail Tremopoulos, Anna Záborská

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ashley Fox

PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (14.4.2011)

destinato alla commissione per l'agricoltura

sulla PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio
(2011/2051(INI))

Relatore: Jens Rohde

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. prende atto dell'aumento globale della domanda di cibo e delle attuali pressioni sui prezzi, delle fluttuazioni e della volatilità del mercato e chiede adeguate misure anticicliche in risposta alle forti oscillazioni del mercato; constata che l'Europa ha bisogno di un settore agricolo più forte, più verde e più competitivo, al fine di assicurare la fornitura a lungo termine di cibi sicuri e di buona qualità, a prezzi accessibili a tutti i consumatori europei e al fine di affrontare le sfide future per la creazione di posti di lavoro sostenibili, la crescita economica e la protezione dell'ambiente e del clima, facendo al contempo fronte all'aumento della domanda mondiale di cibo;

2. sottolinea che il settore agricolo, forestale e della pesca contribuisce con 355 miliardi di euro all'economia dell'UE e rappresenta l'8,6% dell'occupazione totale nell'Unione, in quanto esso è non solo fornitore di alimenti, ma svolge anche un ruolo importante come fonte di materie prime non minerali, necessarie per il funzionamento di molte industrie; osserva che si tratta della prima riforma della PAC in un'Unione di 27 Stati membri e che è importante per favorire il mantenimento dell'attività agricola nei vari paesi e territori europei, evitando qualsiasi tentativo di rinazionalizzare ciò che è una politica comune; sottolinea che la nuova PAC deve creare un distribuzione equa ed equilibrata fra gli Stati membri;

3. chiede una PAC che sia coerente e sostenga gli obiettivi di altre politiche dell'UE, in particolare di quelle relative alla silvicoltura e all'agricoltura, ma anche delle politiche concernenti l'energia rinnovabile e verde, la biodiversità, l'industria, la ricerca, l'innovazione e la strategia Europa 2020; reputa che la nuova PAC debba includere obiettivi per l'uso di energia sostenibile;

4. sottolinea la necessità di definire una dotazione finanziaria che sia all'altezza dei nuovi obiettivi della PAC o che quanto meno sia mantenuta per il prossimo periodo di programmazione l'attuale budget;

5. riconosce il ruolo del settore agricolo nel fornire beni pubblici ambientali; reputa inoltre che l'agricoltura possieda un potenziale considerevole non sfruttato nei settori del risparmio e dell'efficienza energetici, nonché in quanto fornitore di energie rinnovabili; ritiene che occorra orientare la riforma della PAC alla liberazione dell'intero potenziale dell'agricoltura quale fornitore di beni pubblici ambientali ed energia verde; sottolinea il ruolo del settore agricolo per ridurre le emissioni di CO2 tramite la produzione di biocarburanti di seconda generazione, che non entrino in competizione con la produzione alimentare, e mediante l'assorbimento di CO2 da parte di coltivazioni/piante coltivate o direttamente del suolo;

6. rileva a tal proposito che è stata ora approntata la biotecnologia di prossima generazione e sollecita pertanto la Commissione a elaborare una politica intersettoriale in materia di biomassa per la biotecnologia di prossima generazione, che comprenda criteri di sostenibilità per la biomassa, quale componente della riforma della PAC, onde consentire lo sviluppo di un mercato sostenibile per la biomassa di provenienza agricola, agroindustriale e forestale, incentivando la raccolta di residui disponibili per la produzione di bioenergia, evitando nel contempo un aumento delle emissioni e una perdita di biodiversità;

7. ritiene che sia il primo che il secondo pilastro dovrebbero contribuire al conseguimento di modi di produzione più ecologici, visti la loro diversa portata e i loro obiettivi; pertanto, nell'ambito del secondo pilastro, è necessario creare meccanismi che favoriscano la crescita dell'efficienza energetica (ad esempio, ammodernamento termico degli edifici, sostituzione delle attrezzature per una minore intensità energetica, recupero di calore o utilizzo di energia solare), come sono necessari sforzi, che non possono essere intrapresi dal singolo agricoltore, e che permetterebbero agli agricoltori di impegnarsi a favore di una produzione energetica più ecologica e più efficace e di metodi di produzione più sostenibili, per affrontare le sfide del futuro imminente: la competitività, l'adattamento ai mercati, la creazione di valore, la conservazione delle risorse naturali, l'adeguamento ai cambiamenti climatici, ecc.; invita la Commissione a preparare una piattaforma di ricerca industriale nell'ambito dell'8PQ e a consentire una maggiore partecipazione del settore agricolo ai programmi quadro di ricerca che comprendono la ricerca e l'innovazione di tecniche e metodi nuovi, quali lo sviluppo di colture intelligenti e altamente produttive, metodi di diserbo sostenibili ed efficace separazione del letame;

8. sottolinea che, nell'ambito del secondo pilastro, la politica di sviluppo rurale deve rafforzare le misure per i giovani agricoltori, l'ammodernamento e la ristrutturazione delle aziende agricole, sostenere gli agricoltori delle zone caratterizzate da particolari vincoli naturali e svantaggi geografici e gli agricoltori che optano per un'agricoltura più sostenibile e l'agricoltura biologica, al fine di creare distretti rurali e distretti agroalimentari di qualità;

9. sottolinea che politiche europee razionali, ad esempio in materia di gasolio più economico per uso agricolo, esenzioni dalle accise per l'energia e carburante prodotto per scopi agricoli, in particolare per le pompe da irrigazione azionate elettricamente, potrebbero consentire agli agricoltori europei di produrre di più e di approvvigionare sia il mercato nazionale sia il mercato delle esportazioni di prodotti agricoli;

10. suggerisce che la componente ecologica dovrebbe essere progettata in modo che gli agricoltori abbiano diritto a un sostegno aggiuntivo se forniscono beni pubblici ambientali che costituiscono un valore aggiunto per l'UE e che sono importanti in tutti gli Stati membri, ma per i quali non sono premiati dal mercato, quali il manto verde, la rotazione delle coltura e l'istituzione di zone non irrorabili; sottolinea il fatto che la componente ecologica dovrebbe consentire flessibilità e scelta agli agricoltori, al fine di garantirne lo scopo, quale opportunità commerciale e strumento di incentivazione;

11. sottolinea che l'attuazione della componente ecologica dovrebbe essere obbligatoria per gli Stati membri; nota che, l'inserimento della componente ecologica nel primo pilastro, e conseguentemente nei pagamenti diretti, è pari al 25-30% e sarà un regime di incentivazione a livello UE, volto a migliorare la sostenibilità fornendo agli agricoltori un effettivo incentivo economico per metodi di produzione più ecologici e un compenso per maggiori costi di produzione ad esso legati;

12. sottolinea che la riforma della PAC e la componente ecologica non devono comportare un accrescimento del fardello burocratico degli agricoltori europei; è necessario un sistema semplice e logico, nonché includere il controllo del rispetto della componente ecologica negli attuali meccanismi di controllo incrociati; sollecita la Commissione a includere la semplificazione, inizialmente, nel momento in cui presenta proposte legislative;

13. evidenzia che la componente ecologica deve tenere in considerazione le necessità, e sfide e le diverse situazioni di partenza degli Stati membri per assicurare che sia possibile tener conto degli elementi ecologici già in essere;

14. sottolinea che le iniziative ambientali comprese nel primo pilastro dovrebbero avere carattere europeo ed essere complementari alle misure ambientali comprese nel secondo pilastro, concentrate sulle priorità e sulle peculiarità nazionali, regionali e locali; reputa che la componente ecologica debba essere inserita nei pagamenti diretti compresi nel primo pilastro per collegare l'approvvigionamento di beni pubblici ambientali ai pagamenti diretti in modo semplice e trasparente e per assicurare che incoraggi gli agricoltori all'impegno ambientale e per garantire un'uguale attuazione in tutti gli Stati membri, in modo che il settore agricolo rispetti le elevate norme ambientali ed energetiche dell'UE; sottolinea che l'elemento ecologico nel primo pilastro non deve limitare il funzionamento degli strumenti agricolo-ambientali nel secondo pilastro;

15. sottolinea l'importanza di sistemi d'irrigazione innovativi per garantire la sostenibilità dell'agricoltura europea, dati gli effetti devastanti del cambiamento climatico, quali siccità, ondate di calore e desertificazione sui terreni agricoli destinati all'approvvigionamento alimentare della popolazione;

16. sottolinea che la PAC dovrebbe essere neutra dal punto di vista del genere e che entrambi i coniugi che lavorano in tale settore dovrebbero avere gli stessi diritti; sottolinea il fatto che su 26,7 milioni di persone regolarmente occupate nell'agricoltura nell'Unione europea, circa il 42% è costituito da donne ma che solo un'azienda agricola su cinque (intorno al 29%) è diretta da una donna,

17. sottolinea la necessità di sviluppare sistemi d'irrigazione efficienti, in modo da garantire metodi agricoli efficaci negli Stati membri in grado di coprire il fabbisogno alimentare nazionale e di fornire prodotti agricoli al mercato delle esportazioni, tenendo conto del fatto che in futuro scarseggerà l'acqua, in particolare quella potabile;

18. auspica l'introduzione di un massimale per gli aiuti, in base alla superficie dell'azienda, al fine di migliorare l'efficacia sociale e non pregiudicare i meccanismi che favoriscono il recupero o l'avvio di un'attività da parte di nuovi agricoltori;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.4.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

46

0

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Zigmantas Balčytis, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Ioan Enciu, Adam Gierek, Robert Goebbels, Fiona Hall, Jacky Hénin, Edit Herczog, Romana Jordan Cizelj, Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Judith A. Merkies, Angelika Niebler, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Amalia Sartori, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Niki Tzavela, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, António Fernando Correia De Campos, Francesco De Angelis, Ilda Figueiredo, Matthias Groote, Andrzej Grzyb, Satu Hassi, Yannick Jadot, Silvana Koch-Mehrin, Bernd Lange, Werner Langen, Mario Pirillo, Algirdas Saudargas, Catherine Trautmann

PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (13.4.2011)

destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

sulla PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio
(2011/2051(INI))

Relatore per parere: Czesław Adam Siekierski

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  è del parere che, viste le crescenti preoccupazioni concernenti la sicurezza alimentare nell'Unione europea e nel mondo, la globalizzazione e l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, l'Europa e le sue regioni necessitino di una PAC nuova e forte che stimoli uno sviluppo equilibrato e sostenibile, sia orientata al mercato e migliori la competitività sul mercato internazionale, ma che difenda al contempo l'agricoltura e la protezione del clima in tutte le regioni dell'Unione europea, assicuri redditi dignitosi agli agricoltori e garantisca prodotti di qualità e prezzi equi ai consumatori in tutta l'Unione; ritiene che la PAC dovrebbe tener conto dei beni pubblici, della biodiversità, della conservazione del suolo, della gestione sostenibile ed efficace delle risorse idriche e forestali, nonché dello sviluppo sostenibile basato sull'istruzione, la conoscenza e l'innovazione; è del parere che la PAC dovrebbe essere più sostenibile, equilibrata, semplice ed efficace, in grado di meglio rispondere alle esigenze e alle aspettative dei cittadini dell'Unione europea e di garantire un coordinamento e una coerenza maggiori tra la politica di coesione e la politica agricola comune, in particolare attraverso un quadro strategico comune per i fondi dell'Unione europea;

2.  rileva che l'elemento chiave della riforma della PAC dovrebbe essere la sua semplificazione, senza tuttavia compromettere l'efficacia delle azioni; ritiene che ciò renderebbe la PAC più comprensibile per gli agricoltori e per i cittadini in generale; è del parere cha occorra precisare la funzione della struttura a due pilastri;

3.  considera importante affermare che le misure di sviluppo rurale devono mirare globalmente al miglioramento economico, sociale e infrastrutturale delle zone rurali e che non deve esserne fornita un'interpretazione settoriale;

4.  ritiene che il sostegno e l'applicazione della PAC nelle regioni sfavorite debbano continuare a essere adeguati alle specificità di tali territori, così come previsto dai trattati e sancito dalla normativa dell'UE vigente;

5.  ritiene che tramite la politica di coesione e una PAC nuova e forte possa essere sprigionato il potenziale economico delle zone rurali e possano essere creati posti di lavoro sicuri, garantendo in tal modo uno sviluppo sostenibile di queste aree;

6.  sottolinea che, alla luce delle nuove sfide per la PAC e della necessità di realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020 e di attuare le disposizioni definite nei negoziati di adesione con i nuovi Stati membri, nel prossimo quadro finanziario pluriennale è necessario mantenere il bilancio della PAC a un livello che permetta di garantire la realizzazione di questi obiettivi;

7.  ritiene che l'assegnazione di finanziamenti per lo sviluppo rurale debba essere meglio coordinata con la politica regionale; chiede che venga adottata una strategia integrata per i servizi, i mercati e le opportunità occupazionali a livello locale; chiede, a tale riguardo, il coinvolgimento degli attori locali, l'intensificazione dei partenariati e il rafforzamento della governance multilivello; è convinto che ciò promuoverebbe anche la semplificazione e ridurrebbe gli oneri amministrativi;

8.  ritiene che, per garantire la sostenibilità dei sistemi di produzione, dei settori produttivi e dei territori maggiormente interessati da svantaggi strutturali e/o dall'evoluzione del mercato e delle politiche, sia fondamentale prevedere una certa flessibilità nell'applicazione dei pagamenti diretti da parte degli Stati membri;

9.  concorda sul fatto che la politica agricola comune e la politica di coesione debbano rimanere, anche dopo il 2013, politiche chiave dell'UE, anche dal punto di vista finanziario;

10. sottolinea che amministrazioni comunali locali e sovraterritoriali ben funzionanti offrono la garanzia di un efficace coinvolgimento della società civile locale secondo l'approccio Leader; osserva che, in tutti gli Stati membri dell'Unione europea, le amministrazioni locali sono il primo livello di contatto dei cittadini con lo Stato e chiede pertanto che le misure di sviluppo rurale includano disposizioni volte a rafforzare la capacità delle città e dei comuni rurali, così come delle istituzioni regionali competenti, di gestire attivamente lo sviluppo locale e sovraterritoriale;

11. ritiene che il regime dei pagamenti diretti dovrebbe essere mantenuto per continuare a garantire, in un contesto di volatilità dei prezzi, la competitività regionale e, tenendo conto delle regioni che presentano svantaggi gravi e permanenti, in particolare la vitalità delle zone a scarsa densità demografica, la stabilità economica, il sostegno all'occupazione, redditi adeguati ed equi per gli agricoltori e lo sviluppo sostenibile dell'agricoltura nell'Unione europea, così come la sua sicurezza alimentare e ambientale e la sua capacità di far fronte alla sfida del cambiamento climatico, garantendo in tal modo una corretta attuazione delle altre politiche e strategie, tra cui la strategia Europa 2020; ritiene, a tale riguardo, che sia necessario elaborare criteri oggettivi, trasparenti e semplificati per garantire l'equità tra gli Stati membri e tra gli agricoltori per quanto riguarda la concessione di un livello di sostegno diretto adeguato, armonizzato ed equilibrato a titolo del regime dei pagamenti diretti nell'intera Unione europea, allontanandosi dai criteri storici applicati finora nella ripartizione di tali finanziamenti e adeguandolo opportunamente per rispondere alle esigenze degli agricoltori; appoggia l'applicazione del principio di equità e flessibilità negli strumenti di attuazione, anche in relazione alle diverse tipologie di aziende agricole e alle caratteristiche dei territori dove si trovano le aziende agricole all'interno di ogni Stato membro o regione;

12. ritiene che sia estremamente importante ridurre al minimo gli effetti distorsivi dei pagamenti diretti sulla concorrenza nel mercato unico, non solo disaccoppiando il più possibile i pagamenti diretti dai volumi di produzione, ma anche armonizzando gli importi dei pagamenti tra le regioni e gli Stati membri dell'Unione europea, in particolare tra le zone con tipologie di produzione simili o identiche;

13. ritiene che, in considerazione della sua natura specifica legata alla soddisfazione di necessità di base, la PAC debba tenere conto delle misure di regolamentazione del mercato e di un meccanismo di gestione dei rischi e delle crisi che comprenda le assicurazioni, in grado di creare una rete di sicurezza per i produttori agricoli e per i consumatori; ritiene altresì che essa debba garantire una maggiore equità nella ripartizione del valore lungo la filiera alimentare, nonché la parità di trattamento tra produttori europei e non europei per quanto attiene ai requisiti imposti ai prodotti agricoli destinati al consumo nell'Unione europea;

14. ritiene urgente, in considerazione del crescente tasso di femminilizzazione delle aziende agricole – si stima che tre aziende su dieci siano gestite da donne – e dell'inevitabile indirizzo multifunzionale della produzione agricola – l'attività deve tendere alla produzione di alimenti ma anche alla salvaguardia del territorio, alla prestazione di servizi e di formazione –, intervenire sulle agevolazioni del credito, sulla integrazione dei redditi e sul welfare agricolo (fattorie sociali, agroasili, ecc.);

15. si compiace dell'attenzione prestata a regioni e territori specifici in cui gli equilibri sociali e ambientali sono strettamente legati alle pratiche agricole; ritiene pertanto necessario mantenere e rafforzare gli strumenti dedicati a tali regioni;

16. ritiene che gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di ridurre i pagamenti diretti in funzione delle dimensioni dell'azienda agricola o del livello dei pagamenti ricevuti dall'azienda agricola, tenendo conto dei profitti derivanti dalla scala produttiva;

17. evidenzia la necessità di procedere a una rivalutazione, che tenga conto della situazione concreta del settore e dei prodotti lattiero-caseari, della decisione di abolire, a marzo 2015, il sistema delle quote latte;

18. sottolinea che le merci oggetto di scambi commerciali tra l'Unione europea e i paesi terzi, in particolare nel settore alimentare, devono soddisfare i requisiti e gli standard qualitativi europei; rileva inoltre che la peculiarità del settore agricolo, ovvero la dipendenza della produzione dalle condizioni climatiche, ma anche le più recenti esperienze dei mercati finanziari, mettono in evidenza la necessità di rafforzare il controllo dei mercati agricoli, mentre per mantenere la loro stabilità è necessario un intervento negli anni di sovrapproduzione, soprattutto sul mercato dei cereali, il quale influenza tra gli altri anche i mercati delle carni suine e del pollame;

19. ritiene che la PAC dovrebbe tenere maggiormente conto del potenziale, dei problemi e delle necessità delle aziende agricole di piccole dimensioni e a gestione familiare e delle aziende ubicate in aree con caratteristiche e vincoli particolari, segnatamente quelle situate nelle regioni ultraperiferiche; ritiene che sia opportuno creare un regime speciale semplificato per i piccoli agricoltori e sottolinea la necessità di diversificare i loro redditi, di sviluppare l'imprenditorialità e di creare nuovi posti di lavoro nelle aree rurali, in modo tale da contenere lo spopolamento delle regioni rurali e da elevare lo standard di vita in queste aree;

20. ricorda le sfide demografiche che interessano in modo particolarmente significativo le regioni rurali; considera importante, a tale riguardo, gestire il cambiamento demografico e aumentare l'attrattiva delle aree rurali per i giovani; sottolinea la necessità di garantire l'accesso a servizi e infrastrutture innovativi per favorire un'adeguata partecipazione economica, sociale e culturale e chiede che le regioni rurali siano considerate come parte integrante delle relazioni tra aree urbane e aree rurali al fine di garantire uno sviluppo equilibrato;

21. ritiene che lo sviluppo rurale, in quanto elemento orizzontale, costituisca una componente imprescindibile della PAC e che i nuovi programmi debbano orientarsi maggiormente agli obiettivi prioritari dello sviluppo rurale (occupazione, ambiente agricolo, acqua, cambiamento climatico, innovazione, inclusa la modernizzazione e la ristrutturazione dell'agricoltura, e formazione);

22. invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare i servizi di assistenza e consulenza destinati agli agricoltori a livello locale e regionale, al fine di aiutarli a determinare meglio le loro priorità e a valutare il rendimento delle loro aziende agricole;

23. chiede un secondo pilastro della PAC forte e adeguatamente dotato, che rispecchi le attuali esigenze in materia di sviluppo rurale; sottolinea il ruolo orizzontale del secondo pilastro alla luce delle sue prestazioni in materia di ambiente, modernizzazione e miglioramenti strutturali a favore dell'agricoltura, dello sviluppo territoriale equilibrato e del conseguimento degli obiettivi politici a vantaggio sia degli abitanti delle zone rurali sia degli agricoltori; chiede pertanto che le misure del secondo pilastro siano formulate in modo più mirato rispetto ai loro obiettivi, al fine di aumentare il grado di efficacia delle misure a favore della crescita, dell'occupazione e del clima nonché delle misure a favore delle regioni rurali; ritiene, a tale proposito, che si debba prestare una particolare attenzione al sostegno dei giovani agricoltori;

24. valuta positivamente il contributo del secondo pilastro all'esercizio del principio di partenariato e invita gli Stati membri a prestare una maggiore attenzione a detto principio e a una sua più ampia applicazione nell'introduzione di misure mirate nell'ambito del secondo pilastro;

25. sottolinea l'importanza della riduzione degli oneri amministrativi e della semplificazione dell'interconnessione delle norme amministrative e attuative tra i fondi dell'UE (ad esempio l'ammissibilità dell'IVA); chiede la semplificazione e la verifica delle norme relative alla condizionalità per il secondo pilastro; considera necessaria una semplificazione dell'attuale sistema di indicatori e nutre scetticismo verso l'introduzione di obiettivi quantitativi;

26. osserva che il potenziale delle regioni e delle aree rurali non si limita alle risorse naturali che consentono loro di svolgere una funzione economica e sociale, ma che, al contrario, le aree rurali costituiscono innanzi tutto il luogo dove sono prodotti gli alimenti necessari a garantire la sicurezza alimentare, forniscono importanti materie prime per l'industria e la produzione energetica da fonti rinnovabili e rappresentano una fonte di beni ambientali, ecologici, paesaggistici, turistici e immateriali, compresa la cultura e le tradizioni, quali il patrimonio gastronomico rappresentato dai prodotti regionali; evidenzia la necessità di uno sviluppo territoriale equilibrato delle aree rurali in tutte le regioni dell'Unione europea in grado di potenziare il ruolo delle comunità locali e di contribuire al miglioramento delle condizioni locali e dei collegamenti tra aree rurali e urbane; ricorda che l'agricoltura è la base dell'economia rurale e che gli agricoltori svolgono un ruolo di primo piano relativamente alla dinamicità di questa economia rurale e all'assetto dei territori rurali; ritiene che la promozione dei marchi di qualità regionali attraverso la PAC, sia a livello di Unione europea che nei paesi terzi, offrirebbe vantaggi economici a livello locale e regionale;

27. è favorevole a una visione più ampia delle aree rurali, che sono o possono diventare luoghi interessanti di vita e di lavoro per molti cittadini dell'UE, in quanto fornitrici di beni e servizi pubblici, e ritiene di conseguenza che dovrebbero essere garantiti finanziamenti adeguati per il loro sviluppo; sottolinea che questo vale anche per le aree svantaggiate e di montagna;

28. considera che le misure per lo sviluppo rurale debbano essere coerenti e complementari con gli strumenti di sostegno del primo pilastro, al fine di promuovere un'agricoltura diversificata, competitiva e sostenibile su tutto il territorio dell'Unione europea; ritiene che la politica di sviluppo rurale debba essere di sostegno alla modernizzazione e al miglioramento delle strutture nonché all'innovazione del comparto agricolo, anche al fine di rispondere alle sfide della sicurezza alimentare, dell'ambiente, del cambiamento climatico e dell'occupazione;

29. rileva che è fondamentale attrarre le due categorie prioritarie, i giovani e le donne, verso le attività agricole e offrire loro nuove opportunità economiche alternative, al fine di contrastare lo spopolamento delle zone rurali e garantire la sostenibilità della popolazione rurale;

30. ritiene che lo sviluppo rurale debba promuovere l'innovazione nel settore agricolo, la diversificazione delle attività socioeconomiche, la creazione di occupazione e il ringiovanimento delle aree rurali;

31. richiama l'attenzione sul fatto che alcuni paesi hanno ancora bisogno di sostegno per recuperare il loro ritardo e che occorre pertanto mantenere il secondo pilastro della PAC sufficientemente forte, conservando gli attuali criteri di ripartizione dei fondi che tengono conto delle differenze di sviluppo tra i singoli paesi e favoriscono il rafforzamento dell'integrazione europea; sottolinea inoltre che un ulteriore ampliamento della funzione del secondo pilastro verso le nuove sfide, segnatamente gli obiettivi della strategia Europa 2020, richiede la garanzia di un adeguato sostegno per le aree rurali nel quadro della politica di coesione, nonché un coordinamento e una ripartizione adeguati dei compiti tra la PAC e la politica regionale;

32. ritiene che occorra evitare rapidi cambiamenti nell'assegnazione dei fondi del secondo pilastro, in quanto gli Stati membri si aspettano affidabilità e continuità della programmazione finanziaria; è pertanto favorevole all'approccio pragmatico di mantenere gli attuali criteri di distribuzione all'interno del secondo pilastro; sottolinea inoltre che l'integrazione degli aspetti ambientali in questo pilastro deve essere proporzionale allo sviluppo delle aree rurali;

33. invita la Commissione a potenziare le sinergie e il coordinamento tra le misure di sviluppo rurale a titolo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e le azioni di coesione a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo di coesione e del Fondo sociale europeo (FSE); ritiene che un approccio globale allo sviluppo delle comunità rurali, in linea con l'obiettivo di coesione territoriale, potrebbe essere garantito attraverso sinergie più chiare tra questi fondi;

34. considera necessario adottare una strategia che metta in correlazione tra loro le risorse naturali, l'ambiente rurale e la politica alimentare, in parallelo alla politica di coesione territoriale, tenendo conto della crescita della popolazione e delle frequenti catastrofi naturali dovute ai cambiamenti climatici, che aggravano ulteriormente la crisi alimentare;

35. invita la Commissione e gli Stati membri a individuare meccanismi intesi a offrire ai produttori agricoli un accesso agevolato ai sistemi di credito e di assicurazione;

36. sottolinea la necessità di un maggiore coordinamento tra la PAC e la politica di coesione, sia a livello strategico, attraverso orientamenti comuni sui principi (in conformità delle soluzioni adottate per la politica di coesione) e un trattamento uniforme dei beneficiari dei diversi fondi, sia a livello attuativo;

37. ritiene che dovrebbero essere compiuti sforzi per migliorare il coordinamento tra la PAC e le politiche finanziaria, commerciale, climatico-energetica dell'Unione europea, al fine di garantire l'efficacia della PAC nel conseguire i suoi obiettivi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.4.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Catherine Bearder, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, Alain Cadec, Tamás Deutsch, Elie Hoarau, Danuta Maria Hübner, Juozas Imbrasas, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Evgeni Kirilov, Constanze Angela Krehl, Jacek Olgierd Kurski, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Miroslav Mikolášik, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Markus Pieper, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Nuno Teixeira, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Kerstin Westphal, Hermann Winkler, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Karima Delli, Richard Falbr, Marek Henryk Migalski, Elisabeth Schroedter, Czesław Adam Siekierski, Patrice Tirolien, Derek Vaughan, Sabine Verheyen

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

25.5.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Liam Aylward, José Bové, Luis Manuel Capoulas Santos, Vasilica Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Hynek Fajmon, Lorenzo Fontana, Iratxe García Pérez, Béla Glattfelder, Sergio Gutiérrez Prieto, Martin Häusling, Esther Herranz García, Peter Jahr, Elisabeth Jeggle, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, George Lyon, Gabriel Mato Adrover, Mairead McGuinness, Krisztina Morvai, Mariya Nedelcheva, James Nicholson, Rareş-Lucian Niculescu, Wojciech Michał Olejniczak, Georgios Papastamkos, Marit Paulsen, Britta Reimers, Ulrike Rodust, Alfreds Rubiks, Giancarlo Scottà, Czesław Adam Siekierski, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Alyn Smith, Csaba Sándor Tabajdi, Marc Tarabella, Janusz Wojciechowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Salvatore Caronna, Spyros Danellis, Jill Evans, Karin Kadenbach, Sandra Kalniete, Giovanni La Via, Véronique Mathieu, Maria do Céu Patrão Neves, Robert Sturdy, Artur Zasada