Procedura : 2011/2008(INI)
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Ciclo del documento : A7-0338/2011

Testi presentati :

A7-0338/2011

Discussioni :

PV 14/12/2011 - 22
CRE 14/12/2011 - 22

Votazioni :

PV 15/12/2011 - 9.10
CRE 15/12/2011 - 9.10
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P7_TA(2011)0588

RELAZIONE     
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11.10.2011
PE 469.951v03-00 A7-0338/2011

sullo stato di attuazione della strategia dell’UE per l’Asia centrale

(2011/2008(INI))

Commissione per gli affari esteri

Relatore: Nicole Kiil-Nielsen

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sullo stato di attuazione della strategia dell’UE per l’Asia centrale

(2011/2008(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 21,

–   visti gli accordi di partenariato e di cooperazione (APC) conclusi tra l’UE e l’Uzbekistan, la Repubblica del Kirghizistan, il Kazakstan e il Tagikistan, l’accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea e il Turkmenistan e l’APC tra l’UE e il Turkmenistan, firmato il 25 maggio 1998, non ancora ratificato,

–   viste la strategia dell’UE per un nuovo partenariato con l’Asia centrale, adottata dal Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 2007(1), e le relazioni congiunte sui progressi compiuti adottate dalla Commissione e dal Consiglio rispettivamente il 24 giugno 2008(2) e il 28 giugno 2010(3),

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull’Asia centrale, in particolare quelle del 20 febbraio 2008 su una strategia dell’UE per l’Asia centrale(4), del 6 maggio 2010(5) e dell’8 luglio 2010(6) sulla situazione in Kirghizistan, dell’11 novembre 2010 sul rafforzamento dell’OSCE – ruolo dell’UE(7), del 25 novembre 2010 dal titolo "Verso una nuova strategia energetica per l’Europa 2011-2020"(8), del 16 dicembre 2010 sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2009 e sulla politica dell’Unione europea in materia(9) e del 7 luglio 2011 sulle politiche esterne dell’UE a favore della democratizzazione(10),

–   vista l’iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani, lanciata nel 2003 con lo scopo di promuovere i diritti umani e di sostenere la riforma dei sistemi penali, la democrazia, la buona governance, la libertà dei media, lo Stato di diritto, le strutture di sicurezza (polizia/forze armate) e la prevenzione dei conflitti e visto il successivo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (regolamento (CE) n. 1889/2006)(11),

–   viste le riunioni ministeriali semestrali UE-Asia centrale tenutesi dal 2007 e le conferenze ministeriali UE-Asia centrale sulla sicurezza tenutesi nel 2008 e nel 2009,

–   visto l’articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per lo sviluppo e della commissione per il commercio internazionale (A7-0338/2011),

A. considerando che lo sviluppo sostenibile di un paese presuppone che siano garantiti la protezione dei diritti umani, la creazione e lo sviluppo di valori e istituzioni democratici, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali, nonché una buona governance e una società civile forte;

B.  considerando che negli Stati dell'Asia centrale si registrano gravi carenze in materia di democrazia, diritti umani, Stato di diritto e libertà fondamentali;

C. considerando che una cooperazione rafforzata fra l'UE e i cinque paesi dell'Asia centrale riveste un interesse strategico reciproco al fine di diversificare e approfondire le relazioni politiche, sociali ed economiche e sfruttare appieno il potenziale offerto dagli accordi di partenariato;

D. considerando che l'Asia centrale riveste notevole importanza per l'Unione europea in termini di potenziale commerciale e sicurezza energetica e che la regione è stata colpita dalla recente crisi finanziaria ed economica globale;

E.  considerando che alcuni Stati membri intrattengono forti relazioni bilaterali con gli Stati dell'Asia centrale, poiché costituiscono importanti fonti di investimento e scambi commerciali e che l'UE necessita di un approccio alla regione concertato e coerente onde evitare malintesi, duplicazioni di attività e soprattutto l'invio di segnali contraddittori;

F.  considerando che alcuni Stati dell'Asia centrale hanno compiuto primi passi nel lungo cammino verso la democratizzazione, un processo in cui continui e seri sforzi in materia di governance e di cooperazione regionale sono condizioni necessarie per superare le carenze persistenti che, fino ad oggi, hanno loro impedito di realizzare pienamente il loro potenziale di sviluppo politico, sociale ed economico;

G. considerando che le PMI sono l'essenza stessa dell'imprenditorialità e dello spirito di libero mercato nonché un potente elemento propulsore per l'istituzione di regimi democratici;

H. considerando che l’assenza di fiducia reciproca inasprisce le tensioni sulla condivisione delle risorse naturali, mina la cooperazione regionale e intensifica i rischi di scontro; che, tuttavia, i problemi legati alla disponibilità dell’acqua derivano principalmente dalla cattiva gestione e dallo spreco delle risorse idriche anziché da un deficit quantitativo;

I.   considerando che l'UE e i paesi dell'Asia centrale condividono l'interesse di diversificare le rotte di esportazione e di cooperare in tema di energia e sostenibilità ambientale;

J.   considerando che le preoccupazioni circa la sicurezza e stabilità della regione devono riguardare non solo la sicurezza dello Stato, ma anche quella delle popolazioni mediante, fra l'altro, il rispetto dei diritti umani, dei mezzi di sussistenza, dell'ambiente e l'accesso ai servizi pubblici fondamentali,

Impegno dell’UE

1.  sottolinea il forte interesse politico ed economico dell'UE a rafforzare le proprie relazioni bilaterali e multilaterali con i paesi dell'Asia centrale in tutti i settori della cooperazione come stabilità, sicurezza e sviluppo sostenibile della regione, relazioni commerciali ed economiche, energia e vie di trasporto, rafforzamento del dialogo su valori universali quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani e lo Stato di diritto, sfide e minacce comuni, fra cui gestione delle frontiere e lotta al traffico di stupefacenti;

2.  segnala che la strategia dell'UE per l'Asia centrale individua sette priorità ma si limita a prevedere un livello di risorse minimo; osserva, pertanto, che i fondi di assistenza sono troppo limitati per consentire all'UE di avere un impatto su tutte le aree d'intervento; esorta l'UE a elaborare una visione collettiva e a meglio definire e articolare le sue priorità; sottolinea che la cooperazione allo sviluppo con gli Stati dell'Asia centrale può portare a risultati solo se tali paesi rispettano le norme internazionali in materia di democrazia, governance, Stato di diritto e diritti umani; evidenzia, allo stesso modo, che la cooperazione allo sviluppo dell'UE non deve essere subordinata a interessi economici, energetici o di sicurezza;

3.  ritiene che l'UE debba mantenere in Asia centrale un elevato livello di impegno, modulando le proprie strategie in funzione dei progressi degli Stati della regione; sottolinea il fatto che il livello e la natura dell'impegno dell'UE devono essere differenziati e subordinati a progressi misurabili nell'ambito della democratizzazione, dei diritti umani, della buona governance, dello sviluppo socioeconomico sostenibile, dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione, offrendo laddove necessario la propria assistenza per favorire tali progressi, secondo orientamenti simili ai principi della politica di vicinato dell'UE (per esempio, "più per più");

4.  rimarca la necessità di illustrare e promuovere il concetto dell'UE di sicurezza e di stabilità qualora differisca da quella degli Stati dell'Asia centrale; sottolinea che l'UE ha il dovere di essere critica nei confronti dei governi che violano i diritti fondamentali dei loro cittadini in nome della sicurezza nazionale;

5.  ritiene che la futura strategia dell’UE per l’Asia centrale debba fondarsi sull’esperienza della riforma della politica europea di vicinato, in termini di differenziazione, contatto tra popoli e una maggiore attenzione alla democrazia e ai diritti umani, nonché tenere in considerazione il più ampio contesto geopolitico;

6.  riconosce l'importanza del lavoro continuo svolto in tale ambito dal Rappresentante speciale dell'UE nel garantire un elevato livello di dialogo politico con gli Stati dell'Asia centrale; rammenta che il suo mandato prevede anche un impegno con la società civile locale, il quale è necessario ai fini di una maggiore visibilità dell'UE; chiede che il dialogo politico si basi su una valutazione del rispetto, da parte degli Stati dell'Asia centrale, degli impegni assunti in qualità di membri dell'OSCE;

7.  ritiene che la revisione della strategia per l'Asia centrale debba tener conto della necessità di supportare i suoi obiettivi con sufficienti risorse finanziarie e di definire schemi di distribuzione appropriati che rispecchino la realtà di ciascun paese della regione; considera che, stanti gli attuali vincoli finanziari, occorre privilegiare i programmi a medio e lungo termine in grado di produrre il massimo impatto sullo sviluppo della regione: gioventù e istruzione, assistenza tecnica allo sviluppo economico e promozione delle piccole e medie imprese, sicurezza idrica e lotta al traffico di stupefacenti;

8.  chiede alla Commissione di integrare visibilmente, o quanto meno conciliare, le sue agende (normativa, tecnica e incentrata sugli interessi) a favore dell'Asia centrale; ricorda altresì gli obblighi di coerenza delle politiche di sviluppo sanciti nell'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

9.  sottolinea che è possibile migliorare l'attuazione della strategia intensificando, da un lato, il coordinamento interno all'Unione europea e, dall'altro, l'impegno verso altri donatori internazionali e interlocutori regionali;

10. suggerisce di razionalizzare l'approccio regionale attraverso relazioni con la Cina e la Russia, che rappresentano i principali attori economici della regione; ritiene che l'approccio relativo all'energia fossile debba essere collegato alla programmazione dell'UE nel Caucaso e nella regione del Mar Nero e con la Turchia;

11. chiede che la Commissione rispetti rigorosamente la distinzione tra i programmi e le attività idonei ai finanziamenti dello Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e quelli che sono finanziati da altri strumenti finanziari, quali lo Strumento di stabilità (IfS)e lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), in particolare, relativamente alla gestione dei confini e alla lotta contro la criminalità organizzata, alla migliore applicazione dello Stato di diritto e alla tutela dei diritti umani;

12. sottolinea la continua necessità di dialoghi regolari sui diritti umani con tutti e cinque i paesi, e constata con rammarico che i progressi complessivi in tale ambito sono stati insufficienti e che in alcuni casi è possibile osservare una regressione; ritiene che l'esistenza di dialoghi sui diritti umani non debba fungere da pretesto per escludere le questioni legate ai diritti umani che sorgono in altri ambiti di cooperazione o per non intraprendere ulteriori azioni; chiede che vengano sistematicamente coinvolti le ONG e gli attori della società civile nella preparazione di tali dialoghi e che i risultati di questi dialoghi siano resi pubblici così da consentire una valutazione della loro efficacia e dell'impegno delle parti;

13. ribadisce l'importanza di non trascurare i paesi a reddito intermedio, come quelli dell'Asia centrale, nell'ambito della politica complessiva di sviluppo dell'Unione europea e dell'azione per il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM), poiché gli sforzi per lo sviluppo s'incentrano spesso sui paesi meno sviluppati a scapito della regione dell'Asia centrale, in particolare nel contesto dei tagli all'assistenza allo sviluppo conseguenti alla crisi economica e finanziaria mondiale;

14. ritiene che le risorse limitate e le numerose esigenze della regione impongano all'UE di prestare un'assistenza rigorosamente mirata e soggetta a priorità, che tenga anche conto degli effetti della corruzione profonda e dell'insufficiente competenza amministrativa sull'uso efficace dei suoi aiuti; chiede livelli stabili di cooperazione allo sviluppo secondo forme concordate e maggiore flessibilità allocativa, e sostiene l'opportunità di privilegiare l'invio di aiuti al Kirzikistan e al Tagikistan che hanno le maggiori necessità al riguardo;

15. esprime, tuttavia, dubbi riguardo all'utilizzo del sostegno al bilancio a favore del Kirghizistan e del Tagikistan, soprattutto in considerazione della diffusa corruzione; invita la Commissione a presentare una relazione sull'uso del sostegno al bilancio in questi paesi;

16. è vivamente favorevole ad aprire delegazioni dell'UE a pieno titolo in tutti i paesi dell'Asia centrale quale strumento per incrementare la presenza e la visibilità dell'UE nella regione, la cooperazione a lungo termine e l'impegno con tutti i settori della società e per promuovere lo sviluppo di una migliore comprensione, la nascita dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani; è convinto che la presenza di dette delegazioni contribuirà in gran misura al conseguimento degli obiettivi della strategia e degli interessi dell'UE nella regione; insiste sulla necessità di dotare tali missioni di adeguate risorse di personale con specialisti nell'ambito degli affari politici, dell'economia e del commercio in modo da raggiungere i migliori risultati e prestare un'assistenza efficace;

17. raccomanda che, in futuro, gli strumenti TAIEX, Twinning e SIGMA siano aperti ai paesi dell'Asia centrale onde appoggiare il miglioramento delle norme e le riforme necessarie;

18. osserva con preoccupazione le difficoltà incontrate dall'UE nel dialogare con la società civile indipendente sul tema dei diritti umani e della buona governance e le continue vessazioni subite dalle ONG nella regione; chiede una maggiore trasparenza per quanto riguarda l'assegnazione dei fondi di cooperazione allo sviluppo dell'UE e degli Stati membri e i suoi beneficiari, e chiede che le delegazioni dell'UE e le ambasciate degli Stati membri sostengano i partner non governativi realmente indipendenti, in modo da aiutarli a svolgere un ruolo efficace in termini di sviluppo e di consolidamento della società civile; ritiene che la continua promozione da parte dell'UE di programmi destinati ai paesi dell'Asia centrale rappresenti un importante strumento transfrontaliero per stimolare la comprensione e la cooperazione fra gli Stati della regione;

19. sottolinea l'importanza che i partiti di opposizione della regione godano di libertà di azione e sollecita i governi di tutti i paesi dell'Asia centrale a garantire la libertà politica;

20. è favorevole all'organizzazione, su base regolare, di vertici regionali UE-Asia centrale e invita a riflettere sull'eventuale futura creazione di un forum parlamentare UE-Asia centrale quale strumento per valutare e contribuire al contenuto dei relativi colloqui; sottolinea l'importanza della cooperazione parlamentare bilaterale regolare nel quadro delle attuali commissioni di cooperazione parlamentare e delle riunioni interparlamentari con i paesi dell'Asia centrale; considera gli accordi di partenariato e cooperazione come la base istituzionale per intensificare gli scambi tra parlamentari onde favorire reciproca comprensione e rispetto; sostiene pertanto gli APC con tutti i cinque paesi dell'Asia centrale; sottolinea l'importanza di un impegno più attivo del Parlamento europeo nel monitoraggio dei negoziati per gli accordi di partenariato con i paesi dell'Asia centrale e dell'attuazione di quelli esistenti;

21. invita l'Unione europea a proseguire il sostegno alla riforma del settore pubblico nei paesi dell'Asia centrale mediante un'idonea assistenza tecnica e finanziaria che permetta di realizzare strutture amministrative stabili, rinnovate e modernizzate in tutti gli Stati interessati;

Democratizzazione, diritti umani e Stato di diritto

22. osserva che, nonostante si siano registrati alcuni cambiamenti costituzionali o giuridici positivi nella regione (sforzi per l'abolizione della pena di morte, istituzione di difensori civici, alcune riforme delle procedure giudiziarie, ecc.), la situazione globale nel settore dei diritti umani e dello Stato di diritto permane preoccupante;

23. appoggia le conclusioni del documento dell'OCSE "Central Asia Competitiveness Outlook" (prospettive per la concorrenza nell'Asia centrale) del gennaio 2011 e, in particolare, esprime preoccupazione per quanto concerne la situazione dei diritti umani e dei lavoratori nonché la mancanza di sostegno alla società civile nei paesi dell'Asia centrale, il sistema di istruzione, le PMI, le riforme della proprietà terriera e le politiche d'investimento della regione che necessitano di una maggiore diversificazione economica, attualmente incentrate sui settori dell'energia e dell'estrazione mineraria;

24. invita a rafforzare i dialoghi sui diritti umani al fine di renderli più efficaci e orientati ai risultati; chiede al riguardo che il Parlamento europeo sia ampiamente coinvolto nel loro monitoraggio; esorta il Consiglio e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a valutare l'impatto dei dialoghi precedenti, tenere presenti, in cooperazione con il Parlamento europeo, parametri relativi ai progressi realizzati dagli Stati della regione per quanto riguarda i diritti umani e lo Stato di diritto e a valutare l'efficacia dei progetti di assistenza negli sforzi a tal fine;

25. condanna ogni ricorso alla tortura e le severe restrizioni nei confronti dei media e della libertà di espressione, di riunione e di associazione; esorta l'UE e il suo AR/VP a rendere pubblici i casi di prigionieri politici, di difensori dei diritti umani e di giornalisti imprigionati e ne chiede l'immediato rilascio;

26. esprime grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle fondazioni politiche, che offrono cooperazione pratica nel processo di democratizzazione grazie alla loro presenza permanente sul campo;

27. considera l'iniziativa relativa allo Stato di diritto un elemento chiave di cooperazione con gli Stati dell'Asia centrale e approva l'interazione esemplare tra l'UE e i suoi Stati membri in termini di attuazione dei progetti di assistenza; nota la scarsa interazione fra i progetti e la società civile locale e ritiene che scambi più intensi con la società civile e un migliore accesso all'informazione sull'iniziativa per gli attori della società civile locale accrescerebbero la visibilità, la trasparenza e la responsabilità delle relative attività, in linea con gli obiettivi generali perseguiti dall'UE per il miglioramento della strategia per l'Asia centrale, enunciati nella relazione congiunta di valutazione; sottolinea che è necessario che il progetto Piattaforma dello Stato di diritto includa obiettivi chiari e una valutazione trasparente della sua attuazione e dei suoi risultati evitando il rafforzamento degli elementi repressivi delle forze di sicurezza; sottolinea che un'attuazione adeguata dell'iniziativa deve essere uno dei principali criteri della concessione di aiuti e del sostegno finanziario;

Istruzione, minori e contatti interpersonali

28. sottolinea il fatto che l'istruzione costituisce il fondamento dello sviluppo democratico della società; chiede, pertanto, il proseguimento degli sforzi atti a modernizzare il settore dell'istruzione pubblica, compresa la formazione imprenditoriale e a renderla gratuita e accessibile a tutti e chiede che sia rafforzata l'iniziativa sull'istruzione, in particolare gli scambi accademici internazionali di studenti e docenti, nel quadro più ampio di un sostegno alla realizzazione di una società civile basata sulla stabilità dei diritti umani e dei lavoratori in tutti i paesi della regione; sottolinea che è altresì essenziale promuovere processi di partecipazione femminile e l'accesso delle donne al mercato del lavoro;

29. osserva che l'operato dell'UE in materia di istruzione e diritti umani dovrebbe essere integrato da azioni e programmi diretti ai giovani, i quali rappresentano il gruppo più vulnerabile di tali società; chiede, in tale contesto, un maggiore sostegno dell'UE alle iniziative per la gioventù nella regione, in particolare a quelle in grado di attenuare la crescente radicalizzazione e di promuovere la tolleranza fra i giovani di questi paesi;

30. invita l'UE a continuare a sostenere i contatti fra le popolazioni e i programmi di scambio in campo imprenditoriale ed educativo; rileva, in tale contesto, carenze nell'organizzazione e attuazione dell'iniziativa sull'istruzione UE-Asia centrale e sollecita la Commissione a colmarle in stretta cooperazione con gli esperti del settore e con i partner dell'Asia centrale;

31. sottolinea la sua costante preoccupazione per la situazione dei minori, in particolare la prevalenza di lavoro forzato minorile di diversi tipi e gradi, e la necessità per tutti i paesi della regione di attuare sul terreno i loro impegni internazionali, in particolare nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, la Convenzione dell'OIL sull'età minima e la Convenzione dell'OIL sulle forme peggiori di lavoro minorile;

Integrazione economica e sviluppo sostenibile

32. sottolinea l'interconnessione fra lo Stato di diritto e il progresso economico; riafferma il proprio sostegno alla diversificazione economica dei paesi dell'Asia centrale, allo sviluppo di un settore energetico sostenibile e al miglioramento dei collegamenti di trasporto in modo che le risorse del Mar Caspio possano raggiungere il mercato europeo, come modo di conseguire lo sviluppo economico e una crescita stabile del PIL; invita l'UE a promuovere la creazione di un clima di stabilità economica attraverso un quadro giuridico sicuro e stabile nonché lottando contro la corruzione e il nepotismo, fattori cruciali per attirare gli investimenti esteri, promuovere l'innovazione e stimolare un'autentica imprenditoria privata, compresa la concessione di microcrediti per progetti femminili autonomi, conformemente alle norme sociali, lavorative e ambientali esistenti a livello internazionale;

33. sottolinea la necessità che i governi dei paesi dell'Asia centrale promuovano e sostengano la diffusione delle PMI in quanto elemento necessario per lo sviluppo dei paesi interessati, e pone in rilievo che l'UE dovrebbe accordare la massima priorità al sostegno delle PMI nell'ambito del mandato della BEI per l'Asia centrale e rendere meno rigorosi i requisiti in materia di visto per i cittadini dell'Asia centrale che viaggino per ragioni di affari o per effettuare studi universitari favorendo, al contempo, l'adozione di norme internazionali in materia di lavoro, di ambiente e di responsabilità sociale delle imprese; ritiene altresì doveroso evitare che esistano pratiche discriminatorie nei confronti di industrie europee, compreso il settore chiave degli appalti pubblici, e invita l'UE ad agevolare la cooperazione fra le PMI dell'UE e quelle dell'Asia centrale;

34. sostiene un'integrazione più risoluta dei paesi dell'Asia centrale nell'economia mondiale, in particolare attraverso la cooperazione internazionale con l'OMC e l'adesione a questa organizzazione; è convinto che le riforme strutturali orientate all'economia di mercato e all'adesione all'OMC siano essenziali per lo sviluppo economico dei paesi e della regione e per l'integrazione della regione nell'economia mondiale;

35. sottolinea il fatto che l'integrazione economica internazionale e la cooperazione economica regionale sono approcci complementari e che dovrebbero pertanto essere effettivamente perseguiti in Asia centrale;

36. è consapevole della ridotta integrazione regionale tra i paesi dell'Asia centrale; invita la Commissione a elaborare strategie commerciali differenziate per ciascuno dei cinque paesi dell'Asia centrale in funzione delle loro necessità specifiche, e a favorire l'integrazione intraregionale;

Energia, acqua e ambiente

37. rimarca l'importanza della diversificazione delle forniture energetiche e delle materie prime, specialmente le terre rare, per l'UE e dei mercati di esportazione per l'Asia centrale; considera di fondamentale importanza che i progetti in materia di cooperazione energetica includano accordi di fornitura nel lungo termine, garantendo i principi della sostenibilità ambientale e dell'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive; chiede che l'UE promuova l'EITI e altre iniziative analoghe in tutti gli Stati della regione che dispongono di consistenti risorse estrattive;

38. sottolinea, nell'ambito dei rapporti con i paesi dell'Asia centrale, l'importanza dell'energia dato che costituisce una fonte primaria di reddito per gli Stati interessati e una fonte potenziale fonte di sicurezza energetica per l'UE;

39. invita il SEAE e la Commissione a continuare a sostenere i progetti energetici e a promuovere una comunicazione che permetta di concretizzare obiettivi importanti come la direttrice transcaspica; saluta con favore la partecipazione di tutti i paesi dell'Asia centrale all'iniziativa di Baku;

40. riconosce l'importanza della cooperazione energetica con il Kazakstan e il Turkmenistan, dato che presenta vantaggi sia per questi paesi sia per gli Stati membri dell'Unione europea; accoglie pertanto con favore la firma dei memorandum d'intesa con il Kazakstan e il Turkmenistan che prevedono l'acquisto di metano, nonché le iniziative adottate per lo sviluppo del Corridoio Sud, segnatamente attraverso il Progetto Nabucco; segnala tuttavia che il Turkmenistan non è ancora membro dell'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (EITI); esorta l'UE, pertanto, attraverso il suo dialogo sulla politica energetica, ad appoggiare l'adesione del Turkmenistan all'EITI, in modo da integrare gli aspetti della buona governance nella programmazione energetica dell'UE;

41. stante la crescente penuria di elettricità in Asia centrale, sostiene l'opportunità di una sinergia regionale, anche nel promettente settore delle energie rinnovabili; invita l'UE a fornire sostegno politico e assistenza tecnica a iniziative in questo campo;

42. nota con preoccupazione gli effetti avversi in Asia centrale della crisi finanziaria globale e dei crescenti livelli di povertà; è convinto che il cammino verso una sana vita politica e sociale passi per la prosperità economica e che l'UE debba fare dello sviluppo delle economie dell'Asia centrale il capitolo principale della sua strategia per la regione; chiede un accentuato sostegno per i programmi di riduzione della povertà e nota l'importanza degli investimenti BEI;

43. sottolinea gli squilibri di alcune economie dell'Asia centrale che dipendono eccessivamente dalle risorse naturali e considera la diversificazione uno dei principali obiettivi a medio e lungo termine per la regione; rileva in tale contesto l'importanza del programma Invest per l'Asia centrale e ne chiede l'attuazione in tutti e cinque i paesi;

44. è del parere che una politica organica e coerente di reinvestimenti del gettito che le risorse nazionali garantiscono al bilancio nazionale sia di importanza cruciale per lo sviluppo sostenibile e per il conseguimento di uno sviluppo sociale ed economico a tutto campo;

45. è del parere che la riforma del settore agricolo sia di fondamentale importanza per quanto concerne, in particolare il conseguimento della sicurezza alimentare, la diversificazione della produzione, la gestione sostenibile delle sementi e la riduzione della dipendenza dalla coltivazione del cotone anziché da altre colture; sottolinea inoltre che per conseguire tali obiettivi occorre introdurre pratiche e tecniche avanzate di gestione dell'acqua, di conservazione delle risorse idriche e di irrigazione; invita i governi dell'Asia centrale ad assumere un ruolo leader in tale approccio;

46. evidenzia che la mancanza di energia (per il riscaldamento e l'elettricità, ad esempio) sta aggravando la situazione delle popolazioni povere nei paesi dell'Asia centrale; esorta l'UE, conformemente ai suoi impegni sul fronte del cambiamento climatico, a intensificare l'aiuto per promuovere l'elaborazione di una politica energetica sostenibile, fondata anche sull'efficienza energetica e sull'uso delle fonti di energia rinnovabili;

47. sottolinea che nella regione le problematiche legate all'acqua rimangono una delle principali fonti di tensione e di potenziale conflitto e sottolinea l'importanza di un approccio regionale per la protezione e la corretta gestione delle risorse idriche comuni; constata, in particolare, che i progetti per l'energia idroelettrica e le risorse idriche elaborati in Stati a monte come il Kirghizistan e il Tagikistan hanno aumentato le tensioni regionali con i paesi dell'Asia centrale situati a valle; chiede, in tale contesto, che tutti i paesi della regione che non lo abbiano ancora fatto firmino e ratifichino senza ulteriore indugio le convenzioni di Espoo e di Århus e incoraggino la partecipazione degli attori locali nel processo decisionale;

48. sottolinea la necessità di creare un quadro permanente credibile ed efficace in cui i paesi a valle e a monte possano discutere e decidere insieme le misure da adottare al fine di affrontare e risolvere i problemi idrici nella regione;

49. accoglie con favore l'accresciuto impegno delle banche europee per lo sviluppo nella regione, e segnatamente l'estensione del mandato della BEI all'Asia centrale, incentrato sulle questioni ambientali e idriche; sollecita le banche per lo sviluppo a difendere i principi stabiliti dalla BERS, evitando di sostenere imprese di proprietà statale nei paesi dove si registrano sistematiche violazioni dei diritti umani;

50. esorta l'UE, stante la carenza idrica regionale, a intensificare la sua assistenza nel settore della gestione dell'acqua, nel quadro dell'iniziativa Unione europea per l'ambiente e l'acqua, e a esplorare le alternative offerte dall'energia solare ed eolica per risolvere il problema della mancanza di energia nei paesi a monte e aiutare, su piccola scala, le comunità locali rurali; ritiene deplorabile il fatto che, finora, il progetto dell'Unione per la governance dell'acqua si sia concentrato prevalentemente sulla qualità dell'acqua, un tema importante ma meno pertinente alla situazione dell'Asia centrale di questioni quali la condivisione e la distribuzione delle risorse idriche;

51. ritiene che la sua esperienza nella gestione delle risorse idriche transnazionali e il suo attuale impegno nella cooperazione bilaterale al fine di integrare i piani nazionali di gestione idrica e la cooperazione multilaterale nel progetto regionale in materia di gestione idrica e nel fondo internazionale per il lago d’Aral diano all’UE l’opportunità di fungere da mediatore e da facilitatore in termini di condivisione delle risorse idriche tra i paesi a monte e a valle (incluso l’Afghanistan settentrionale) e di promuovere la creazione di un regime di cooperazione stabile per la governance dell'acqua, fondato su trattati di diritto internazionale, ruolo che nessun altro attore internazionale è disposto o in grado di ricoprire nonostante gli appelli dei paesi interessati;  

Sicurezza/gestione delle frontiere

52. saluta con soddisfazione l'attuale realizzazione da parte delle cinque repubbliche centro-asiatiche della zona denuclearizzata in Asia centrale; ritiene che il trattato, con il suo impegno vincolante al disarmo nucleare per i paesi che hanno in passato detenuto armi nucleari sul proprio territorio e che confinano con Stati che detengono armi nucleari rappresenti un importante contributo agli sforzi per realizzare un mondo denuclearizzato e un cospicuo esempio di cooperazione in materia di non proliferazione;

53. osserva che l'esclusione dai diritti fondamentali e dalle opportunità di base risultante dall'assenza di democrazia e dallo Stato di diritto, può portare a situazioni di insicurezza;

54. ribadisce il proprio sostegno a favore di azioni volte a promuovere la cooperazione regionale quale strumento principale per far fronte ai numerosi problemi di sicurezza transfrontaliera, di gestione delle risorse, etnici, ambientali e di sviluppo nonché al problema dell'estremismo religioso violento negli Stati interessati; sostiene la prosecuzione e il rafforzamento dei programmi regionali BOMCA (gestione delle frontiere) e CADAP (azione anti-droga);

55. sottolinea che i programmi BOMCA e CADAP sono finanziati nel quadro dello strumento della cooperazione allo sviluppo, non già dello strumento di stabilità; rileva che, essendo lo strumento di stabilità concepito per essere flessibile e per rispondere alle crisi a breve termine senza trascurare gli obiettivi di sicurezza transregionale a lungo termine, risulterebbe logico inserire tali programmi nel quadro dello strumento di stabilità;

56. sottolinea che la sicurezza regionale è nell'interesse sia dell'UE che degli altri attori dell'area, segnatamente la Federazione russa, la Cina e gli Stati Uniti, che condividono le preoccupazioni circa la crescente instabilità e radicalizzazione della regione e la porosità delle frontiere con l'Afghanistan con il problema risultante del traffico di stupefacenti;

57. prende atto dell'adesione del Kazakstan all'unione doganale con la Russia e la Bielorussia e auspica che lo sviluppo di questo organismo non crei ostacoli alla cooperazione regionale e non sia d'intralcio ai progressi nelle relazioni bilaterali con l'UE;

58. sottolinea il fatto che l'inclusione strutturale dell'Afghanistan nella cooperazione settoriale, in particolare per quanto riguarda la gestione della sicurezza e delle frontiere, la sicurezza delle persone e la gestione idrica, è di importanza cruciale per assicurare stabilità e sicurezza nella regione; invita a intensificare la cooperazione transfrontaliera con l'Afghanistan e sottolinea la necessità di coerenza fra l'approccio dell'UE verso l'Afghanistan e la strategia per l'Asia centrale, in particolare per quanto riguarda le azioni e i programmi in materia di trasporto, energia, commercio e sviluppo;

59. invita l'UE a concentrare le sue attività di assistenza verso la lotta contro la droga e il traffico di esseri umani che figurano tra le principali fonti di instabilità in Asia centrale e verso cui possono dirigersi gli sforzi dell'UE; nota con preoccupazione l'evoluzione di tali fenomeni nell'intera regione e chiede proposte e iniziative transfrontaliere dell'UE; sostiene l'organizzazione in Asia centrale di sedi specializzate per la lotta contro il narco-traffico;

60. esprime preoccupazione per la diffusione di opinioni e movimenti fondamentalisti, nel loro duplice aspetto di effetto diffusivo della situazione in Afghanistan e di reazione alla problematica condotta dei governi della regione in materia di diritti umani e democrazia; nota che la lotta al terrorismo è un elemento importante della strategia dell'UE per l'Asia centrale;

61. chiede che il sostegno alla riforma del settore della sicurezza (RSS) nei paesi dell'Asia centrale sia inserito nelle agende politiche degli incontri con i leader centro-asiatici e chiede con urgenza che siano individuati gli ambiti di tale riforma che potrebbero ricevere sostegno nella regione a fianco delle attività attualmente condotte in materia di Stato di diritto e gestione delle frontiere;

62. sottolinea la necessità che le missioni OSCE e ONU possano operare liberamente nei territori dei paesi interessati, trattandosi di organizzazioni che assolvono un ruolo di assistenza vitale e indispensabile per la riforma del settore della sicurezza;

*

                                                       *  *

63. sottolinea che i seguenti paragrafi specifici per ogni paese includono un elenco di una serie di importanti questioni urgenti, ma non cercano di offrire un'analisi completa di ogni paese;

Kazakstan

64. esorta l'AR/VP a continuare a esercitare pressioni sulle autorità del Kazakstan affinché mantengano appieno la promessa di migliorare la libertà elettorale e dei media fatta durante la fase preparatoria alla loro presidenza OSCE 2010, conformemente agli impegni chiave degli Stati membri dell'OSCE e al piano nazionale per i diritti umani adottato nel 2009 dal governo del Kazakstan;

65. invita le autorità kazake ad onorare i propri impegni e obblighi internazionali, inclusi quelli contratti nel quadro della Dimensione umana dell'OCSE;

66. accoglie con favore le aspirazioni del Kazakstan a relazioni più strette e rafforzate con l'UE e il recente avvio di negoziati su un nuovo APC rafforzato UE-Kazakstan e sottolinea che la cooperazione economica deve procedere di pari passo con la cooperazione politica e basarsi sulla volontà politica di mettere in atto e difendere valori comuni; attende con interesse, in tale contesto, progressi tangibili nel settore della libertà dei media, della libertà di espressione, della libertà di associazione e di riunione, e miglioramenti nella gestione del processo elettorale in occasione delle prossime elezioni legislative del 2012;

67. si rammarica nell'apprendere che la competenza per le strutture carcerarie è stata recentemente trasferita dal ministero della Giustizia al ministero dell'Interno, e invita il governo del Kazakstan a intensificare gli sforzi per prevenire e contrastare la tortura e i trattamenti inumani, crudeli e degradanti;

68. esorta il Kazakstan a dimostrare un rinnovato impegno verso l'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (EITI) rimuovendo tutti gli ostacoli giuridici e regolamentari che si frappongono al successo dell'iniziativa;

Kirghizistan

69. elogia il Kirghizistan per il suo impegno volto a perseguire riforme democratiche e a transitare verso un reale sistema pluripartitico; auspica che si registrino ulteriori progressi nella gestione delle prossime elezioni presidenziali in programma entro la fine dell'anno; sottolinea che è necessario un impegno costante al fine di sviluppare una democrazia pienamente funzionante e, notando che il Kirghizistan è uno dei paesi pilota ai fini del sostegno democratico dell'UE, esorta l'UE ad assistere le autorità del Kirghizistan nell'ambito della costruzione istituzionale, del consolidamento delle prassi democratiche e della lotta alla corruzione e all'infiltrazione della criminalità organizzata all'interno dell'amministrazione del Kirghizistan;

70. accoglie con favore la decisione del governo del Kirghizistan di istituire una commissione speciale volta ad attuare e a monitorare le raccomandazioni della commissione indipendente internazionale (CII) nell'ambito dell'inchiesta sugli eventi verificatisi nel mese di giugno 2010 nel Kirghizistan meridionale ed esorta le autorità del Kirghizistan ad adottare le misure necessarie per allentare le tensioni interetniche, moderare il nazionalismo etnico e stabilizzare la situazione nonché per promuovere il dialogo culturale, il rispetto dei diritti delle minoranze e la lotta a tutte le forme di discriminazione, varando, tra l'altro, un'autentica riforma dell'apparato giudiziario e di polizia, come condizione preliminare per prevenire le violazioni dei diritti umani come la tortura e altre forme di abuso perpetrate dalla polizia; esorta l'UE a mettere a punto e ad attuare, insieme alle autorità del Kirghizistan e alle ONG, i suoi programmi di aiuto finalizzati alla prevenzione dei conflitti, alla riconciliazione e alla prevenzione dell'impunità;

Tagikistan

71. manifesta preoccupazione per l'inefficacia dell'aiuto allo sviluppo dell'UE nel paese, dovuta all'elevato livello di corruzione, all'influenza della criminalità organizzata sulla governance e all'imminente frammentazione regionale alimentata dalle tremende condizioni economiche e sociali; invita, pertanto, ad adottare un approccio alternativo basato sulla sicurezza delle persone ricorrendo a canali di aiuto alternativi;

72. esprime preoccupazione per la segnalazione di casi di tortura in stato di detenzione e per la costante inaccessibilità dei luoghi di pena agli osservatori della società civile; chiede che il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) e gli osservatori internazionali ottengano l'accesso agli istituti di pena in modo da aumentare la trasparenza e la supervisione;

73. raccomanda al governo tagiko, a tal riguardo, di porsi come obiettivo il conseguimento di progressi nei settori summenzionati, permettendo così al paese di conseguire decisi e costanti miglioramenti nelle graduatorie di trasparenza e governance nonché in relazione ad altri pertinenti indici predisposti dalle organizzazioni internazionali; chiede una rigida condizionalità per gli aiuti UE inoltrati dalle amministrazioni statali;

74. esorta l’UE a promuovere e a contribuire, attraverso studi di fattibilità, esperienza tecnica e, laddove necessario, adeguati prestiti BEI, allo sviluppo di progetti di impianti idroelettrici su piccola scala distribuiti lungo il corso dei fiumi e di energie rinnovabili alternative;

Turkmenistan

75. accoglie con favore la legislazione adottata in ambito politico, economico, sociale e scolastico, ma sottolinea la necessità di farla seguire da un corredo completo di misure di attuazione; esorta, a tal riguardo, il Consiglio e l'AR/VP a incoraggiare le autorità del Turkmenistan ad attuare interamente la nuova legislazione e a impegnarsi più attivamente con le organizzazioni internazionali e regionali;

76. chiede che siano completamente soddisfatte le condizioni stabilite dal Parlamento europeo nel febbraio 2008, in particolare l'accesso libero e senza ostacoli da parte del comitato internazionale della Croce Rossa, il rilascio di tutti i prigionieri politici e di coscienza, la soppressione di tutti gli ostacoli governativi agli spostamenti e la possibilità, per tutte le ONG, di operare nel paese; ritiene che, per essere in regola con le norme internazionali che ha ratificato, il Turkmenistan debba soddisfare le predette condizioni;

77. è particolarmente preoccupato per il fatto che le autorità al potere applichino sistematicamente politiche repressive nei confronti di tutte le forme di opposizione, delle ONG indipendenti e degli attivisti che militano a difesa dei diritti dell'uomo; ritiene particolarmente deplorevole che il dialogo con la società civile nel Turkmenistan si sia rivelato impossibile;

Uzbekistan

78. prende atto delle conclusioni del Consiglio del mese di ottobre 2009, che hanno messo fine alla totalità delle sanzioni nei confronti dell'Uzbekistan e che hanno confermato la disponibilità dell'UE a rafforzare le relazioni con il paese in maniera globale; ricorda che il livello dell'impegno dipende dai progressi realizzati dall'Uzbekistan nei settori dei diritti umani, della democratizzazione, dello Stato di diritto e della lotta contro il traffico di stupefacenti e auspica che il SEAE e il Consiglio sviluppino una politica di impegno europeo decisivo, condizionato e coerente con l'Uzbekistan;

79. riafferma la sua preoccupazione per le notizie di persistente ricorso al lavoro minorile forzato specialmente nel settore agricolo; prende atto della preoccupazione dell'OIL, dei rappresentanti dei lavoratori, dei datori di lavoro e delle ONG circa il continuo ricorso al lavoro minorile forzato autorizzato dallo Stato nell'industria cotoniera uzbeka; esorta le autorità dell'Uzbekistan a impegnarsi con l'OIL concedendole accesso incondizionato per il monitoraggio del raccolto di cotone sul terreno e ad elaborare, attuare e monitorare efficaci politiche volte a eliminare in modo permanente questa forma di lavoro coatto; invita l'Unione europea a sostenere il governo uzbeko in questa sua azione;

80. esprime inquietudine per la recente decisione delle autorità dell'Uzbekistan di chiudere l'ufficio di Human Rights Watch di Tashkent, ricorda loro gli obblighi che hanno contratto nei confronti dell'OSCE e le esorta a consentire alle ONG e agli osservatori nazionali e internazionali di avere libero accesso e di operare nell'intero paese;

*

*         *

81. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, al SEAE, al Rappresentante speciale dell'UE per l'Asia centrale e ai governi e parlamenti di Kazakstan, Kirgizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.

(1)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/librairie/PDF/EU_CtrlAsia_EN-RU.pdf

(2)

http://eeas.europa.eu/central_asia/docs/progress_report_0609_en.pdf

(3)

http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/10/st11/st11402.en10.pdf

(4)

GU C 184E/2009, pag. 49.

(5)

GU C 81E/2011, pag. 80.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2010)0283.

(7)

Testi approvati, P7_TA(2010)0399.

(8)

Testi approvati, P7_TA(2010)0441.

(9)

Testi approvati, P7_TA(2010)0489.

(10)

Testi approvati, P7_TA(2011)0334.

(11)

GU L 386 del 29.12.2006, pag. 1.


MOTIVAZIONE

L’Asia centrale riveste per l’Europa un’importanza strategica ben nota ma spesso sottovalutata. L’elaborazione, nel 2007, di una strategia dell’UE a favore della regione ha segnato una presa di coscienza e la volontà di un approccio globale e strutturato.

Durante i quattro anni di attuazione sono stati realizzati numerosi progressi. L’UE ha attivato iniziative e programmi importanti per sostenere le priorità contenute nel suo documento iniziale: buona governance, Stato di diritto, diritti umani e democratizzazione, istruzione e formazione, sviluppo economico, commercio e investimenti, trasporti ed energia, sostenibilità ambientale e gestione dell’acqua, lotta alle minacce e alle sfide comuni, dialogo interculturale.

L’UE ha intensificato e strutturato meglio le sue relazioni con i cinque paesi, gli incontri tra gli alti responsabili europei e dell’Asia centrale sono diventati frequenti e regolari. L’UE ha instaurato dialoghi bilaterali regolari sui diritti umani e sulle politiche nazionali in materia di acqua. Gli Stati membri svolgono un ruolo diretto nell’attuazione della strategia dell’UE, le banche europee (BEI, BERS) coprono attualmente la regione, lo strumento "Fondo investimenti per l’Asia centrale" è stato creato di recente.

A partire dal 2007 sono, però, sopraggiunti importanti cambiamenti nel mondo. Nel quadro della crisi economica e sociale mondiale, si susseguono le rivoluzioni arabe. La coalizione internazionale inizia a ritirarsi dall’Afghanistan senza ben sapere quale sarà l’esito della guerra dopo dieci anni di impegno militare. L’Unione europea si è dotata, con il trattato di Lisbona, degli strumenti di una politica estera coerente e di un Servizio per l’azione esterna al fine di garantirne l’attuazione. Infine, l’Asia centrale ha vissuto eventi importanti, spesso tragici, quali le violenze interetniche di Osh del mese di giugno 2010 e nella regione sono comparse nuove equazioni geostrategiche. Quanto sopra ci induce a prendere in considerazione la nostra politica nei confronti dell’Asia centrale, a fare il punto su quanto è stato realizzato e a proporre nuovi approcci al fine di adattare la nostra azione a una regione confrontata con numerose minacce che possono avere ripercussioni sull’Europa.

Nonostante gli innegabili progressi, i limiti della strategia europea a favore dell’Asia centrale sono oggi patenti. L’UE non riesce a conciliare i suoi diversi obiettivi, valori e interessi in programmi efficaci, adattati alle realtà locali.

È difficile valutare l’impatto dei suoi progetti e l’UE manca di visibilità in Asia centrale. Dispone soltanto di tre delegazioni e fa fatica ad aprirne negli altri due paesi. L’UE manca altresì di personale in loco e i suoi progetti sono spesso attuati da altre organizzazioni internazionali.

I mezzi finanziari modesti(1) che l’UE consacra all’Asia centrale dimostrano che l’Unione nutre un interesse insufficiente nei confronti di questa regione ma anche che i paesi destinatari presentano una capacità di assorbimento limitata. Un terzo degli aiuti è destinato alla promozione della cooperazione regionale, ma questo elemento essenziale fatica a essere attuato a causa delle tensioni tra paesi. Sussiste, pertanto, il rischio che queste somme possano essere riassegnate per finanziare progetti bilaterali oppure in altre regioni del mondo.

La relazione comune di valutazione (Consiglio e Commissione) del 2010 menziona che sono necessari miglioramenti ma non specifica sempre le azioni concrete da intraprendere.

A nostro avviso, l’UE deve rivalutare radicalmente la sua strategia e intensificare il suo impegno concentrandosi sugli obiettivi e sulle azioni maggiormente suscettibili di contribuire a raccogliere le sfide più impellenti: diritti umani e Stato di diritto, acqua ed energia, sicurezza regionale.

Il relatore è del parere che i pilastri del nuovo approccio dell’UE nei confronti della regione debbano essere la sicurezza delle persone e una reale cooperazione regionale.

L’UE deve effettuare nei confronti dell’Asia centrale le stesse revisioni di fondo operate nei confronti dei paesi ad essa immediatamente limitrofi. Onde evitare di perdere credibilità, l’UE non può preoccuparsi di etica in una parte del mondo e non reagire alle violazioni dei suoi valori altrove. Tutte le azioni o iniziative europee devono avere come denominatore comune la promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto.

In Asia centrale, i governi continuano a garantire la stabilità di regimi di potere personale attraverso metodi repressivi senza però elaborare prospettive di sicurezza nel lungo termine per le società nel loro complesso. L’UE e i suoi partner occidentali hanno per lungo tempo avuto la tendenza a pensare che questa stabilità fosse preziosa di per sé e hanno deciso di ignorarne il carattere precario e il costo umano.

L’UE non può più continuare su questa strada. Questa stabilità basata sulla repressione non è lungimirante. Come evidenzia la rapidità con cui le violenze interetniche si sono sviluppate l’anno scorso, qualsiasi paese della regione può infiammarsi in ogni momento. L’UE deve poter rispondere al vuoto politico che un cambiamento in un quadro di conflitti etnici e regionali potrebbe generare.

Bisogna uscire con urgenza da un sistema che privilegia la stabilità dei regimi al potere in nome di disparati interessi quali la lontana eventualità di una diversificazione del nostro approvvigionamento di gas o l’insediamento di basi militari per approvvigionare le truppe europee in Afghanistan. Il sostegno finanziario dell’UE nei confronti del parlamento dell’Uzbekistan, che non è un’istituzione eletta democraticamente, o l’assegnazione a favore della fondazione di beneficienza controllata dal governo di questo stesso paese di un aiuto europeo destinato alle ONG sono forse soltanto alcuni esempi limitati ma sintomatici. Un simile atteggiamento accondiscendente non deve perdurare.

La nostra intenzione non è quella di suggerire un disimpegno da parte dell’UE. Al contrario, è giunto il momento di impegnarsi in Asia centrale ma bisogna farlo in modo nuovo.

Sicurezza delle persone

Dobbiamo spiegare ai nostri partner in che cosa la nostra nozione di sicurezza e di stabilità differisce dalla loro. L’UE deve essere critica nei confronti dei governi che violano i diritti fondamentali dei loro cittadini in nome della sicurezza nazionale facendo capire loro che simili azioni non fanno che portare agli estremismi e ai radicalismi. La condizionalità deve essere posta al centro della nostra politica e occorre applicare i principi della "differenziazione" e del "more for more".

Il concetto di sicurezza delle persone può fornire all’UE sia un quadro concettuale solido sia una maggiore legittimità e pertinenza alle sue azioni politiche. L’idea direttrice deve essere la promozione della sicurezza rispondendo alle esigenze concrete e quotidiane delle popolazioni. Occorre porre maggiormente l’accento sui progetti comuni con i responsabili locali e con le società civili, almeno quando esistono le condizioni di base per farlo.

La cooperazione dell’UE con ciascun paese esige un approccio bilaterale differenziato, adeguato alle richieste e alle necessità di ciascuno: i paesi ricchi di idrocarburi, il Kazakstan e il Turkmenistan, hanno più bisogno di un aiuto tecnico al fine di perseguire le riforme con successo anziché di un aiuto allo sviluppo. Dal canto loro, invece, il Kirghizistan e il Tagikistan, paesi estremamente poveri e vulnerabili, hanno sicuramente bisogno di un aiuto finanziario diretto, a condizione che il relativo utilizzo possa essere controllato in modo trasparente, ma soprattutto di un aiuto mirato a favore delle comunità rurali, dell’istruzione primaria e secondaria, della riforma e del rafforzamento del settore giudiziario.

Molto dipende sicuramente dal grado di apertura di ogni paese. Laddove necessario, l’UE potrebbe adattare il suo approccio, sempre però basando le sue azioni su obiettivi di sicurezza umana e di sviluppo sostenibile.

Diversi elementi delle attuali attività svolte dall’UE possono essere integrati in questo nuovo quadro, segnatamente l’aiuto umanitario e l’aiuto allo sviluppo, il contributo dell’UE alla missione di polizia dell’OSCE a Osh – non senza una valutazione critica della sua reale efficacia rispetto all’obiettivo di soddisfare i bisogni delle popolazioni – ma anche i programmi rivolti alle forze dell’ordine e al settore giudiziario.

Cooperazione regionale

L’accento posto dalla strategia dell’UE sulla promozione di un approccio regionale è assolutamente fondato. La necessaria cooperazione tra i cinque paesi non funziona a causa della loro diffidenza reciproca e dei loro molteplici disaccordi. Le problematiche in materia di sicurezza, di sviluppo e di salvaguardia dell’ambiente necessitano di una stretta cooperazione tra l’UE e ciascun paese ma potranno essere risolte soltanto in presenza di una volontà, da parte degli stessi paesi interessati, di cooperare tra loro.

I fattori di destabilizzazione sono molteplici: criminalità organizzata, traffico di stupefacenti, di materiali radioattivi o di esseri umani, terrorismo e catastrofi naturali e ambientali, esito incerto della guerra in Afghanistan. L'infiltrazione di gruppi armati provenienti dall’Afghanistan è lungi dall’arrestarsi a causa della porosità della frontiera. Forti sono le tensioni interregionali per la condivisione e il controllo delle risorse idriche tra i paesi a valle e a monte. Non sono rare le chiusure delle frontiere e le interruzioni del commercio come mezzo di pressione sui paesi vicini. Alcune frontiere continuano a essere oggetto di discussioni e sono sempre più frequenti gli scontri tra diverse comunità. Nei paesi più poveri, le crisi economiche e alimentari si uniscono alle tensioni regionali o etniche e all’insicurezza frutto della corruzione endemica e dell’assenza di uno Stato di diritto.

Si registra, inoltre, la creazione di nuove barriere di natura economica: l’unione doganale tra la Russia, la Bielorussia e il Kazakstan fa temere nuovi ostacoli al commercio con i paesi vicini. Suscita l’interesse di alcuni paesi mentre gli altri rimangono fedeli a una politica isolazionista.

Il cambiamento climatico ha effetti gravi, tanto più che la popolazione, concentrata nell’esigua porzione abitabile del territorio, è in costante aumento. Il 40% dei ghiacciai sono scomparsi e la monocoltura del cotone, basata su un sistema di irrigazione obsoleto, spreca una grossa quantità di acqua disponibile. La scomparsa del lago d’Aral e la desertificazione dovute alla massiccia deviazione dei fiumi per l’irrigazione influiscono sulla vita di centinaia di migliaia di persone. Le scorie radioattive e chimiche degli ex impianti sovietici nella valle di Ferghana sono abbandonate vicino ai fiumi e alle popolazioni. Nel Mar Caspio, lo scarico di rifiuti industriali e uno sfruttamento del gas e del petrolio off-shore poco rispettoso delle norme ambientali sono responsabili della distruzione della fauna selvatica e delle risorse alieutiche.

L’UE deve quindi mirare a un ruolo di mediatore o di facilitatore. Presenta a tal fine vantaggi in termini di neutralità di cui mancano i grandi vicini, l’esperienza della propria integrazione e la competenza tecnica. Può trarre insegnamenti dall’attuazione dei propri programmi regionali (BOMCA – gestione delle frontiere, CADAP – programma d’azione anti-droga, Iniziativa europea per l’acqua, iniziativa per lo Stato di diritto ecc.)

Oltre alla cooperazione con gli Stati membri impegnati in Asia centrale (che, va sottolineato, è più efficace e significativa rispetto ad altre parti del mondo) e con gli altri grandi donatori, l’UE dovrebbe altresì intensificare la collaborazione con i grandi vicini della regione, sicuramente la Russia ma anche la Cina, l’India e il Pakistan.

Proponiamo altresì l’istituzione di un forum interparlamentare regionale che l’UE, attraverso il PE, potrebbe proporre ai parlamenti dei cinque paesi. In questo modo, i rappresentanti eletti a livello europeo potrebbero condividere la loro esperienza con i loro omologhi riuniti e, ancora più, incoraggiarli a stringere tra loro contatti oggi pressoché inesistenti.

(1)

Lo strumento per lo sviluppo e la cooperazione (DCI) ha stanziato 321 milioni di euro a favore dell’attuazione della strategia tra il 2011 e il 2013, ossia 20 milioni di euro l’anno e per paese.


PARERE della commissione per lo sviluppo (23.9.2011)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sullo stato di attuazione della strategia dell'UE per l'Asia centrale

(2011/2008(INI))

Relatore per parere: Norbert Neuser

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  segnala che la strategia dell'Unione europea per l'Asia centrale individua sette priorità ma si limita a prevedere un livello di risorse minimo; osserva, pertanto, che i fondi di assistenza sono troppo limitati per consentire all'Unione di avere un impatto su tutte le aree d'intervento; esorta l'UE a elaborare una visione collettiva e a meglio definire e articolare le sue priorità; sottolinea che la cooperazione allo sviluppo con gli Stati dell'Asia centrale può portare a dei risultati solo se tali paesi rispettano gli standard internazionali di democrazia, governance, Stato di diritto e diritti umani; allo stesso modo, evidenzia che la cooperazione allo sviluppo dell'UE non deve essere subordinata a interessi economici, energetici o di sicurezza;

2.  chiede alla Commissione di integrare visibilmente, o quanto meno conciliare, le sue agende (normativa, tecnica e incentrata sugli interessi) a favore dell'Asia centrale; ricorda altresì gli obblighi di coerenza delle politiche di sviluppo sanciti nell'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  rileva che, nel settore della politica energetica, l'Unione europea ha stipulato un protocollo d'intesa con il Turkmenistan per l'acquisto di gas; segnala tuttavia che il Turkmenistan non è ancora membro dell’iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (EITI); insiste nuovamente sulla necessità di promuovere una maggiore trasparenza per quanto concerne le rendite da risorse naturali; esorta pertanto l'Unione europea ad appoggiare l'adesione del Turkmenistan all'EITI, in modo da integrare gli aspetti della buona governance nella programmazione energetica dell'UE;

4.  sottolinea l'importanza del rafforzamento della cooperazione regionale, segnatamente in materia di lotta contro il terrorismo e l'estremismo, di lotta contro la tratta di esseri umani e di gestione dell'acqua; ritiene che i risultati limitati in materia di governance e cooperazione regionale conseguiti dagli Stati dell'Asia centrale siano fattori importanti alla base della situazione politica, sociale ed economica poco propizia e dei risultati limitati della cooperazione allo sviluppo in detti paesi; invita quindi la Commissione a fornire agli Stati dell'Asia centrale la sua assistenza tecnica, a condividere le sue competenze e ad agire da intermediario per favorire il dialogo reciproco, aiutandoli a migliorare il loro livello di governance e ad ampliare la cooperazione regionale; invita la Commissione a seguire costantemente il processo;

5.  esprime dubbi riguardo all'utilizzo del sostegno al bilancio a favore del Kirghizistan e del Tagikistan, soprattutto in considerazione della diffusa corruzione; invita la Commissione a presentare una relazione sull'uso del sostegno al bilancio in questi paesi;

6.  invita la Commissione ad adottare un approccio diversificato in materia di cooperazione allo sviluppo con gli Stati dell'Asia centrale, dati i differenti scenari politici, economici e sociali, e a modulare i livelli di interesse nella cooperazione con l'UE;

7.   sottolinea che è possibile migliorare l'attuazione della strategia intensificando, da un lato, il coordinamento interno all'Unione europea e, dall'altro, l'impegno verso altri donatori internazionali e interlocutori regionali;

8.  suggerisce di razionalizzare l'approccio regionale attraverso relazioni con la Cina e la Russia, che rappresentano i principali attori economici della regione; ritiene che l'impostazione sull'energia fossile debba essere collegata alla programmazione dell'UE nel Caucaso e nella regione del Mar Nero e con la Turchia;

9.  propone che l'iniziativa sull'istruzione contempli le esigenze di sviluppo generali dei paesi dell'Asia centrale e li aiuti a sviluppare infrastrutture adeguate ai moderni sistemi d'insegnamento;

10. chiede che la Commissione rispetti rigorosamente la distinzione tra i programmi e le attività idonei ai finanziamenti dello Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e quelli che sono finanziati da altri strumenti finanziari, quali lo Strumento di stabilità (IfS)e lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), in particolare, relativamente alla gestione dei confini e alla lotta contro la criminalità organizzata, alla migliore applicazione dello Stato di diritto e alla tutela dei diritti umani;

11. ribadisce l'importanza di non trascurare i paesi a reddito intermedio, come quelli dell'Asia centrale, nell'ambito della politica complessiva di sviluppo dell'Unione europea e dell'azione per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM), poiché gli sforzi per lo sviluppo s'incentrano spesso sui paesi meno sviluppati a scapito della regione dell'Asia centrale, in particolare nel contesto dei tagli all'assistenza allo sviluppo conseguenti alla crisi economica e finanziaria mondiale;

12. sottolinea che i programmi per la sicurezza BOMCA (controllo delle frontiere) e CADAP (lotta al traffico di stupefacenti) sono finanziati nel quadro dello strumento della cooperazione allo sviluppo, non già dello strumento di stabilità; rileva che, essendo lo strumento di stabilità concepito per essere flessibile e per rispondere alle crisi a breve termine senza trascurare gli obiettivi di sicurezza transregionale a lungo termine, risulterebbe logico inserire tali programmi nel quadro dello strumento di stabilità;

13. chiede alla Commissione di rafforzare le iniziative regionali per la gestione delle frontiere e di creare sinergie con programmi analoghi in Afghanistan;

14. esorta l'UE, stante la carenza idrica regionale, a intensificare la sua assistenza nel settore della gestione dell'acqua, nel quadro dell'iniziativa Unione europea per l'ambiente e l'acqua, e a esplorare le alternative offerte dall'energia solare ed eolica per risolvere il problema della mancanza di energia nei paesi a monte e aiutare, su piccola scala, le comunità locali rurali; ritiene deplorabile il fatto che, finora, il progetto dell'Unione per la governance dell'acqua si sia concentrato prevalentemente sulla qualità dell'acqua, un tema importante ma meno pertinente alla situazione dell'Asia centrale di questioni quali la condivisione e la distribuzione delle risorse idriche; constata, in particolare, che i progetti per l'energia idroelettrica e le risorse idriche elaborati in Stati a monte come il Kirghizistan e il Tagikistan hanno aumentato le tensioni regionali con i paesi dell'Asia centrale situati a valle; sottolinea che l'Unione europea ha una notevole esperienza nel diritto internazionale dell'acqua e che, pertanto, dovrebbe promuovere la creazione di un regime di cooperazione stabile per la governance dell'acqua, fondato su trattati di diritto internazionale;

15. evidenzia che la mancanza di energia (per il riscaldamento e l'elettricità, ad esempio) sta aggravando la situazione delle popolazioni povere nei paesi dell'Asia centrale; esorta l'UE, considerato il suo impegno sul fronte del cambiamento climatico, a intensificare l'aiuto per promuovere l'elaborazione di una politica energetica sostenibile, fondata anche sull'efficienza energetica e sull'uso delle fonti di energia rinnovabili;

16. ritiene criticabile il fatto che l'accresciuta presenza dell'UE nella regione abbia comportato, in pratica, solo scarsi cambiamenti positivi nel campo della democrazia, dei diritti umani, della buona governance e dello Stato di diritto; riconosce che le organizzazioni della società civile dovrebbero contribuire alla definizione delle priorità, così come al miglioramento della governance e all'efficacia della cooperazione allo sviluppo; chiede pertanto alla Commissione e agli Stati dell'Asia centrale di eliminare tutte le inutili barriere politiche e amministrative alla loro effettiva partecipazione alla cooperazione allo sviluppo; invita inoltre la Commissione a rafforzare i programmi per il dialogo interculturale e i contatti tra le persone, dal momento che questa settima priorità della strategia non è stata esplorata appieno attraverso concrete riunioni o progetti che, se ben gestiti, avrebbero un costo limitato;

17. ritiene deprecabile che i regimi dell'Asia centrale non s'impegnino localmente nella strategia; invita la Commissione e gli Stati dell'Asia centrale a rafforzare le autorità governative locali promuovendo un loro maggiore coinvolgimento nella cooperazione allo sviluppo e nei processi decisionali a livello politico ed economico.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.9.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Michael Cashman, Corina Creţu, Véronique De Keyser, Charles Goerens, Catherine Grèze, András Gyürk, Filip Kaczmarek, Franziska Keller, Bill Newton Dunn, Maurice Ponga, Birgit Schnieber-Jastram, Michèle Striffler, Alf Svensson, Eleni Theocharous

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Santiago Fisas Ayxela, Martin Kastler, Cristian Dan Preda, Judith Sargentini

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

María Irigoyen Pérez, Wolfgang Kreissl-Dörfler


PARERE della commissione per il commercio internazionale (22.9.2011)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sullo stato di attuazione della strategia dell'UE per l'Asia centrale

(2011/2008(INI))

Relatore: Niccolò Rinaldi

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   è consapevole dei limiti delle relazioni commerciali tra l'Unione europea e l'Asia centrale, ma insiste sull'importanza di rafforzare i legami tra queste due regioni e conta sull'Unione e i paesi dell'Asia centrale per trarre il massimo vantaggio dal potenziale che il partenariato offre;

2.   appoggia le conclusioni del documento dell'OCSE "Central Asia Competitiveness Outlook" del gennaio 2011 e, in particolare, esprime preoccupazione per quanto concerne la situazione dei diritti umani e dei lavoratori nonché la mancanza di sostegno alla società civile nei paesi dell'Asia centrale, il sistema di istruzione, le PMI, le riforme della proprietà terriera e le politiche d'investimento della regione che necessitano di una maggiore diversificazione economica, attualmente incentrate nei settori dell'energia e dell'estrazione mineraria;

3.   si compiace del fatto che il volume degli scambi tra l'Unione europea e l'Asia centrale (in particolare le esportazioni dell'UE) sia notevolmente aumentato a partire dal 2000 (+156%) rispetto agli scambi della regione con la Russia (+82%), ma raccomanda di non riposare sugli allori, dato che gli scambi tra la Cina e l'Asia centrale sono aumentati, nel corso dello stesso periodo, del 750%;

4.   insiste sulla necessità di proseguire gli sforzi volti a democratizzare e modernizzare il sistema politico, incoraggiando ogni paese a impegnarsi nella transizione e nelle riforme; chiede lo sviluppo e la cooperazione bilaterale in materia di diritti umani, diversificazione economica, sviluppo di un settore energetico sostenibile e miglioramento dei trasporti per collegare le risorse del Mar Caspio al mercato europeo;

5.   chiede di proseguire gli sforzi volti alla modernizzazione del settore dell'istruzione, affinché sia gratuito e accessibile a tutti, compresa la formazione imprenditoriale, nel quadro più ampio di un sostegno alla realizzazione di una società civile basata sulla stabilità dei diritti umani e dei lavoratori in tutti i paesi della regione; ritiene che la Commissione dovrebbe cooperare più strettamente con i paesi dell'Asia centrale nella pianificazione e nell'attuazione delle riforme del sistema dell'istruzione; esorta l'UE ad istituire aiuti e borse di studio a favore degli studenti dell'Asia centrale per consentire loro di studiare nelle università europee; sottolinea che è indispensabile favorire processi di partecipazione femminile e l'accesso delle donne al mercato del lavoro;

6.   è del parere che la promozione delle PMI costituisca un elemento necessario per lo sviluppo dei paesi interessati e che l’UE debba assicurare la massima priorità al sostegno delle PMI nell’ambito del mandato della BEI per l’Asia centrale e rendere meno rigorosi gli obblighi del visto per i viaggi d'affari o di studio nei confronti dell’Asia centrale, favorendo l'adozione di norme in materia di lavoro, di ambiente e di responsabilità sociale delle imprese; ritiene inoltre doveroso evitare che vi siano pratiche discriminatorie nei confronti di industrie europee, anche nel settore chiave degli appalti pubblici, favorendo una piena collaborazione con le PMI locali, utile allo sviluppo e alla diversificazione economica dell'area;

7.   invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna a garantire una forte presenza di specialisti delle problematiche economiche e commerciali in seno alle delegazioni dell'Unione nei cinque paesi dell'Asia centrale;

8.   esorta la Commissione a fornire ai paesi dell'Asia centrale assistenza tecnica qualificata e consulenza per aumentare le capacità economiche e amministrative, rafforzando così le autorità regionali e locali, creando un tessuto economico più efficace ed integrando meglio questi paesi nel sistema commerciale mondiale;

9.   è consapevole della scarsa integrazione regionale tra i paesi dell'Asia centrale; invita la Commissione a elaborare strategie commerciali differenziate per ciascuno dei cinque paesi dell'Asia centrale in funzione delle loro necessità specifiche, e a favorire l'integrazione intraregionale;

10. ritiene che una riforma strutturale orientata all’economia di mercato e lo sviluppo di un solido quadro giuridico per gli investimenti esteri non siano solo essenziali per lo sviluppo economico della regione, ma faciliteranno inoltre l’integrazione nell’economia mondiale e l’adesione all’OMC; invita tutti gli Stati dell’Asia centrale a seguire l’esempio della Repubblica del Kirghizistan e a realizzare tutte le riforme necessarie per l'adesione all’OMC;

11. vede nell'adesione di tutti i paesi dell'Asia centrale all'OMC la via da seguire per sviluppare le loro economie e integrarsi meglio nel sistema commerciale internazionale, nonché la conditio sine qua non per rinsaldare le relazioni commerciali e di investimento con l'Unione;

12. invita la Commissione e il Consiglio a dimostrare fermezza nei confronti dell'unione doganale tra la Russia, il Kazakstan e la Bielorussia, vigilando affinché quest'ultima rispetti gli impegni internazionali e agisca nello spirito di una futura adesione all'OMC;

13. incoraggia gli investimenti europei intesi a diversificare le economie dell'Asia centrale e a utilizzare tecnologie moderne e innovative per la produzione di manufatti con valore aggiunto;

14. accoglie con favore la decisione del Consiglio di incaricare la Commissione di negoziare un accordo rafforzato di partenariato e cooperazione ed auspica che l'accordo rifletta l'importanza delle relazioni commerciali tra l'UE e il Kazakstan, ma che inoltre, naturalmente, esso rafforzi la cooperazione in materia di democrazia, diritti umani e stato di diritto;

15. prende atto dell'iniziativa europea per il rafforzamento dello Stato di diritto in Asia centrale ed esorta a proseguire adeguatamente il processo avviato perché passi dallo stadio di iniziativa a una fase di effettiva attuazione;

16. insiste sul fatto che l’UE dovrebbe incoraggiare con determinazione la buona governance, il rispetto dello Stato di diritto, i diritti umani, la democratizzazione e la lotta alla corruzione, ponendoli al centro del suo dialogo con tali paesi;

17. invita la Commissione e il Consiglio ad accordare un grado elevato di priorità alla lotta contro la corruzione, dato che l'aiuto europeo e gli scambi con l'Unione vanno attualmente prioritariamente a vantaggio delle elite (e non della popolazione nel suo insieme);

18. ritiene che la cooperazione e il commercio di materie prime, e segnatamente di terre rare, debbano diventare una questione prioritaria nelle relazioni UE-Asia centrale; insiste sull'importanza di sostenere un partenariato con i paesi dell'area basato sullo scambio di materie prime con tecnologia e know-how europeo;

19. raccomanda di considerare la sostenibilità ambientale come un criterio fondamentale per tutte le nuove iniziative che coinvolgono investimenti nella regione;

20. riafferma l'importanza economica e politica di migliorare l'accesso alle risorse energetiche dell'Asia centrale; sottolinea al riguardo l'importanza rilevante del gasdotto Nabucco ai fini della diversificazione dell'approvvigionamento energetico dell'Unione europea;

21. sottolinea l'importanza geostrategica dell'Asia centrale per l'Unione europea, in quanto rappresenta un ponte verso la Cina, nonché verso l'Afghanistan e il Medio Oriente, ed è fonte di significative importazioni energetiche per l'UE;

22. ritiene che la futura strategia dell’UE per l’Asia centrale debba fondarsi sull’esperienza della riforma della politica europea di vicinato, in termini di differenziazione, contatto tra popoli e una maggiore attenzione alla democrazia e ai diritti umani, nonché tenere in considerazione il più ampio contesto geopolitico che comprende Mongolia e Afghanistan.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.9.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniel Caspary, Christofer Fjellner, Vital Moreira, Paul Murphy, Cristiana Muscardini, Franck Proust, Niccolò Rinaldi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Robert Sturdy, Keith Taylor, Pablo Zalba Bidegain

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, George Sabin Cutaş, Béla Glattfelder, Salvatore Iacolino, Silvana Koch-Mehrin, Marietje Schaake

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Malika Benarab-Attou, Esther Herranz García, Gabriel Mato Adrover


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

4.10.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

53

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriele Albertini, Pino Arlacchi, Franziska Katharina Brantner, Frieda Brepoels, Elmar Brok, Tarja Cronberg, Arnaud Danjean, Michael Gahler, Marietta Giannakou, Ana Gomes, Andrzej Grzyb, Richard Howitt, Anneli Jäätteenmäki, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Tunne Kelam, Nicole Kiil-Nielsen, Evgeni Kirilov, Maria Eleni Koppa, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Vytautas Landsbergis, Krzysztof Lisek, Sabine Lösing, Ulrike Lunacek, Barry Madlener, Kyriakos Mavronikolas, Willy Meyer, Alexander Mirsky, María Muñiz De Urquiza, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Norica Nicolai, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Cristian Dan Preda, Libor Rouček, Tokia Saïfi, Nikolaos Salavrakos, Jacek Saryusz-Wolski, Werner Schulz, Adrian Severin, Hannes Swoboda, Inese Vaidere, Sir Graham Watson, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Véronique De Keyser, Liisa Jaakonsaari, Elisabeth Jeggle, Agnès Le Brun, Norbert Neuser, György Schöpflin, László Tőkés, Traian Ungureanu, Luis Yáñez-Barnuevo García, Janusz Władysław Zemke

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Paul Murphy

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