Procedura : 2011/2151(INI)
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A7-0351/2011

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PV 16/11/2011 - 20
CRE 16/11/2011 - 20

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PV 17/11/2011 - 6.9
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P7_TA(2011)0515

RELAZIONE     
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27.10.2011
PE 469.850v03-00 A7-0351/2011

sull'integrazione della dimensione di genere nei lavori del Parlamento europeo

(2011/2151(INI))

Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

Relatore: Mikael Gustafsson

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DEI MEMBRI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'integrazione della dimensione di genere nei lavori del Parlamento europeo

(2011/2151(INI))

Il Parlamento europeo,

–   viste la quarta Conferenza mondiale sulle donne, svoltasi a Pechino nel settembre 1995 nonché la dichiarazione e la piattaforma d'azione adottate in tale occasione come pure i successivi documenti finali,

–   visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, che sottolinea i valori comuni agli Stati membri quali pluralismo, non discriminazione, tolleranza, giustizia, solidarietà e parità tra donne e uomini,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 21 e 23,

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–   vista la Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW),

–   visto il patto europeo per la parità di genere (2011-2020) adottato dal Consiglio europeo nel marzo 2011(1),

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015" (COM(2010)0491),

–   vista la relazione generale elaborata dalla presidenza svedese dell'Unione europea del 2009, intitolata "Pechino 15 anni dopo: la piattaforma d'azione e l'Unione europea", che richiama l'attenzione sugli ostacoli che attualmente si frappongono alla piena realizzazione della parità di genere,

–   viste le conclusioni del Consiglio del 2 e 3 giugno 2005, in cui gli Stati membri e la Commissione sono invitati a rafforzare i meccanismi istituzionali di promozione dell'uguaglianza di genere e a istituire un quadro per valutare l'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino, ai fini di un monitoraggio più coerente e sistematico dei progressi compiuti,

–   viste le sue risoluzioni del 15 giugno 1995 sulla quarta Conferenza mondiale sulle donne svoltasi a Pechino: Lotta per la parità, lo sviluppo e la pace(2), del 10 marzo 2005 sul seguito del programma d’azione della IV conferenza mondiale sulle donne (Pechino + 10)(3) e del 25 febbraio 2010 su Pechino + 15 – Programma d’azione delle Nazioni Unite a favore della parità tra gli uomini e le donne(4),

–   vista la sua risoluzione del 13 marzo 2003 sull'integrazione della dimensione di genere al Parlamento europeo(5),

–   vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2007 sull'integrazione della dimensione di genere nell'ambito dei lavori delle commissioni(6),

–   vista la sua risoluzione del 22 aprile 2009 sull'integrazione della dimensione di genere nell'ambito dei lavori delle commissioni e delle delegazioni(7),

–   vista la sua risoluzione del 7 maggio 2009 sull'integrazione della dimensione di genere nelle relazioni esterne dell'Unione europea(8),

–   visto il lavoro anticipatore del Consiglio d'Europa sull'integrazione della dimensione di genere e nello specifico la "Declaration on Making Gender Equality a Reality" (dichiarazione per realizzare la parità di genere) della 119ª seduta del comitato dei ministri(9),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (A7-0351/2011),

A. considerando che l'integrazione della dimensione di genere è molto più della semplice promozione della parità mediante l'attuazione di misure specifiche a favore delle donne, o in alcuni casi del sesso sottorappresentato, ma che implica piuttosto la mobilitazione di tutte le politiche e le misure generali al fine specifico di conseguire la parità di genere;

B.  considerando che le Nazioni Unite hanno istituito UN Women, organismo che dal 1° gennaio 2011 ha rafforzato gli accordi istituzionali del sistema delle Nazioni Unite a sostegno della parità di genere e dell'emancipazione femminile, nel quadro della dichiarazione e del piano d'azione di Pechino(10);

C. considerando che l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea definisce il principio di integrazione della dimensione di genere, affermando che nelle sue azioni l'Unione mira a eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne;

D. considerando che l'articolo 2 del trattato sull'Unione europea sancisce il principio dell'uguaglianza di genere, affermando che l'Unione si fonda, sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, e che questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini;

E.  considerando che, in alcuni casi, l'inserimento di una prospettiva di genere nei lavori politici e legislativi del Parlamento può essere conseguita al meglio mediante emendamenti mirati ai progetti di relazione, presentati nella commissione competente sotto forma di emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere, una strategia perseguita attivamente dalla commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere fin dal 2009;

F.  considerando che questa procedura è stata applicata con successo alle recenti relazioni sull'integrazione della dimensione di genere in materia di "competenze fondamentali per un mondo in trasformazione: attuazione del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010"(11) e alla revisione di medio periodo del Settimo programma quadro dell'Unione europea per azioni di ricerca, sviluppo tecnologico e attività di dimostrazione(12);

G. considerando che gli Stati membri aderiscono a tutti i principali quadri internazionali sull'uguaglianza di genere e i diritti della donna e che a livello dell'UE esistono diversi documenti programmatici; che, tuttavia, l'impegno pratico volto a promuovere l'integrazione della dimensione di genere e dell'emancipazione femminile deve essere rafforzato, poiché i progressi nell'attuazione dei documenti programmatici esistenti sono modesti e le risorse finanziarie destinate alle questioni relative al genere insufficienti;

H. considerando che, oltre alla strategia per la parità tra donne e uomini (2010-2015), la Commissione ha individuato azioni chiave da attuarsi nelle singole direzioni generali, fatto che indica come l'UE si stia muovendo verso un approccio più olistico e coerente all'integrazione della dimensione di genere(13);

I.   considerando che, nell'ambito della Carta per le donne(14), la Commissione si è impegnata a rafforzare la prospettiva di genere in tutte le sue politiche per l'intera durata del proprio mandato;

J.   considerando che l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere ha il compito di sviluppare, analizzare, valutare e divulgare strumenti metodologici a sostegno dell'integrazione dell'uguaglianza di genere in tutte le politiche della Comunità e nelle politiche nazionali che ne derivano e a sostegno dell'integrazione della dimensione di genere in tutte le istituzioni e gli organi comunitari(15);

K. considerando che è necessaria una stretta collaborazione con l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere nella sua opera di divulgazione di strumenti metodologici accurati e nell'ottica di valutare più efficacemente l'integrazione della dimensione di genere nelle attività del Parlamento;

L.  considerando che la Commissione intende attuare l'integrazione della dimensione di genere quale parte costitutiva del suo processo decisionale, anche mediante valutazioni d'impatto di genere e procedure di valutazione, e a tale scopo ha sviluppato una "Guida alla valutazione d'impatto di genere"(16);

M. considerando che la politica d'integrazione della dimensione di genere completa, ma non sostituisce, le specifiche politiche di parità e le azioni positive nell'ambito di un duplice approccio alla realizzazione dell'obiettivo della parità di genere;

N. considerando che la discriminazione basata sul sesso o sul genere ha ripercussioni negative sulle persone transessuali e che le politiche e le attività del Parlamento europeo, della Commissione e di alcuni Stati membri nel settore dell'uguaglianza di genere includono sempre più l'identità sessuale;

O. considerando che, in generale, la maggior parte delle commissioni parlamentari attribuisce una certa importanza all’integrazione della dimensione di genere (ad esempio nel quadro dei lavori legislativi, delle relazioni istituzionali con la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, dell'elaborazione di programmi d'azione in materia di parità, ecc.), mentre sono una minoranza le commissioni che non se ne interessano affatto o solo raramente;

1.  si impegna ad adottare e attuare regolarmente un piano d'azione per l'integrazione della dimensione di genere al Parlamento, con l'obiettivo generale di promuovere la parità tra donne e uomini mediante l'inserimento reale ed effettivo della prospettiva di genere in tutte le politiche e le attività, al fine di valutare il diverso impatto delle misure destinate a donne e uomini, di coordinare le iniziative esistenti e di specificare obiettivi e priorità nonché i mezzi per conseguirli;

2.  afferma che lo scopo principale dell'integrazione della dimensione di genere per il prossimo triennio dovrebbe mirare a un'attuazione più coerente ed efficace dell'integrazione della dimensione di genere in tutti i lavori del Parlamento, sulla base delle seguenti priorità:

     a)  l'impegno continuo a livello dell'Ufficio di presidenza del Parlamento, mediante il lavoro del Gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità;

b)  un duplice approccio, ovvero l'integrazione della dimensione di genere nelle attività del Parlamento mediante, da un lato, l'efficace lavoro della commissione competente e, dall'altro, l'integrazione della prospettiva di genere nei lavori delle altre commissioni e delegazioni;

c)  la consapevolezza della necessità di un equilibrio di genere nei processi decisionali, da conseguire attraverso l'aumento della rappresentanza delle donne negli organi direttivi del Parlamento, negli uffici di presidenza dei gruppi politici, negli uffici di presidenza delle commissioni e delle delegazioni, nella composizione delle delegazioni e di altre missioni, come quelle di osservazione elettorale, nonché garantendo la rappresentanza degli uomini nei settori in cui essi sono sottorappresentati;

d)  l'inserimento dell'analisi di genere in tutte le fasi della procedura di bilancio per garantire che le necessità e le priorità di donne e uomini siano considerate in modo equo e che sia valutato l'impatto della fornitura di risorse dell'UE sulle donne e sugli uomini;

e)  un'efficace politica per l'informazione e la stampa che tenga sistematicamente conto della parità di genere ed eviti gli stereotipi di genere;

f)   la presentazione continua alla plenaria di relazioni periodiche in merito ai progressi conseguiti in materia di integrazione della dimensione di genere nel lavoro delle commissioni e delle delegazioni del Parlamento;

g)  l'attenzione alla necessità di risorse umane e finanziarie adeguate, affinché gli organi del Parlamento dispongano degli strumenti necessari, compresi gli strumenti di valutazione e analisi di genere, delle competenze adeguate in materia di genere (ricerca e documentazione, personale qualificato, esperti) nonché delle statistiche e dei dati specifici di genere; invita il Segretariato a organizzare scambi periodici di migliori prassi e di reti nonché una formazione in materia di integrazione della dimensione di genere e di bilancio di genere per i funzionari del Parlamento;

h)  lo sviluppo continuo della rete parlamentare per l'integrazione della dimensione di genere, per cui ogni commissione ha nominato un membro responsabile dell'attuazione dell'integrazione della dimensione di genere nei propri lavori;

i)   l'attenzione all'importanza di ricorrere a una terminologia e a definizioni specifiche, conformi alle norme internazionali, nell'uso dei termini relativi all'integrazione della dimensione di genere;

j)   il sostegno metodologico e analitico da parte dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere;

3.  chiede alla sua commissione competente di esaminare come la procedura con cui la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere approva gli emendamenti a una specifica relazione, che evidenziano le implicazioni di genere in un settore politico nel rispetto delle scadenze e delle procedure stabilite dalla commissione interessata, possa essere meglio inserita nel regolamento;

4.  invita le commissioni del Parlamento competenti per il quadro finanziario pluriennale e i Fondi strutturali a valutare l'impatto di genere delle priorità proposte in materia di spese, fonti di reddito e strumenti di governance prima dell'adozione del quadro finanziario pluriennale per garantire che il quadro finanziario pluriennale post-2013 sia sensibile alle tematiche di genere e che tutti i programmi di finanziamento dell'UE stabiliscano obiettivi di uguaglianza di genere nei rispettivi regolamenti di base e stanzino finanziamenti specifici per misure utili a conseguire tali obiettivi;

5.  si congratula con la rete parlamentare per l'integrazione della dimensione di genere e con le commissioni parlamentari che hanno reso operativa l'integrazione della dimensione di genere nei propri lavori, e invita le altre commissioni a garantire l'impegno a favore della strategia di integrazione della dimensione di genere e a metterla in pratica nello svolgimento delle proprie attività;

6.  sottolinea la necessità di dotare le commissioni parlamentari di idonei strumenti che consentano una buona conoscenza dell'integrazione della dimensione di genere, quali indicatori, dati e statistiche disaggregate per sesso, nonché della distribuzione delle risorse di bilancio sotto il profilo della parità di trattamento tra uomini e donne, spronando le commissioni a far tesoro delle competenze interne (segreteria della commissione competente, dipartimento tematico, biblioteca ecc.) e delle competenze esterne contestuali ad altre istituzioni locali, regionali, nazionali e sovranazionali, siano esse pubbliche e private, alle piccole, medie e grandi imprese e alle università attive nel settore dell'uguaglianza di genere;

7.  si compiace delle iniziative specifiche adottate da parte di diverse commissioni parlamentari in tale settore, in particolare l'elaborazione della relazione di iniziativa sul ruolo delle donne nell'agricoltura e nelle zone rurali da parte della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, nonché l'organizzazione di un'audizione pubblica sul ruolo delle donne nello sviluppo sostenibile delle zone di pesca da parte della commissione per la pesca;

8.  conclude, sulla base del questionario presentato ai presidenti e ai vicepresidenti responsabili dell'integrazione della dimensione di genere nelle commissioni parlamentari, che l'opera d'integrazione della dimensione di genere nelle commissioni parlamentari è molto variabile e volontaria, con settori che prestano particolare attenzione alle tematiche di genere e altri in cui si registra un'attività limitata o addirittura inesistente;

9.  plaude al lavoro e agli sforzi messi in atto dalle delegazioni interparlamentari e dalle missioni di osservazione elettorale nelle proprie relazioni con i parlamenti dei paesi terzi, al fine di affrontare le questioni relative alla parità di genere e all'emancipazione femminile attraverso un controllo più sistematico e il follow-up di questioni quali la mutilazione genitale femminile e la mortalità materna, nonché lavorando a più stretto contatto con la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere per organizzare riunioni congiunte e scambiare informazioni in questi settori;

10. chiede alla Commissione di affrontare e dare priorità alle disuguaglianze di genere, in modo più coerente e sistematico, nella programmazione e nell'attuazione di tutte le politiche, e insiste sul fatto che l'integrazione delle problematiche di genere in tutte le politiche deve essere migliorata per conseguire gli obiettivi della parità di genere;

11. ribadisce la necessità di focalizzare l'attenzione sulle relazioni di genere fra uomini e donne che creano e perpetuano le disuguaglianze di genere;

12. ritiene che le attività del Parlamento in materia di integrazione della dimensione di genere debbano comprendere anche l'identità di genere e debbano valutare l'impatto delle politiche e delle attività sulle persone transessuali; invita la Commissione a tenere conto dell'identità di genere in tutte le attività e le politiche nell'ambito dell'uguaglianza di genere;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Consiglio d'Europa.

(1)

Allegato alle conclusioni del Consiglio del 7 marzo 2011.

(2)

GU C 166 del 3.7.1995, pag. 92.

(3)

GU C 320 E del 15.12.2005, pag. 247.

(4)

GU C 348 E del 21.12.10, pag. 11.

(5)

GU C 61 E del 10.03.04, pag. 384.

(6)

GU C 244 E del 18.10.07, pag. 225.

(7)

GU C 184 E del 08.07.10, pag. 18.

(8)

GU C 212 E del 05.08.10, pag. 32.

(9)

119ª seduta del comitato dei ministri, Madrid, 12 maggio 2009.

(10)

Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite n. 64/289, del 21 luglio 2011, sulla coerenza del sistema.

(11)

P7_TA(2010)0164.

(12)

P7_T7(2011)0256.

(13)

Documento di lavoro dei servizi della Commissione "Actions to implement the Strategy for Equality between Women and Men 2010-2015" (Azioni per applicare la strategia per l'uguaglianza tra uomini e donne 2010-2015) (SEC(2010)1079/2).

(14)

Comunicazione della Commissione intitolata "Maggiore impegno verso la parità tra donne e uomini: Carta per le donne" (COM(2010)0078).

(15)

Regolamento (CE) n. 1922/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9).

(16)

http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=4376&langId=en.


MOTIVAZIONE

Premessa

Il fine ultimo dell'integrazione della dimensione di genere consiste nel cambiare la natura e le istituzioni dell'integrazione, affinché esse riflettano maggiormente le esigenze, le aspirazioni e le esperienze di tutta la società, nella sua componente maschile e in quella femminile. L'integrazione della dimensione di genere potrebbe essere considerata un ostacolo alla neutralità di genere delle istituzioni, poiché esse possono riprodurre e contribuire alla disuguaglianza di genere attraverso le proprie nomine interne, le procedure di lavoro e le attività.

Il concetto di integrazione della dimensione di genere è entrato con efficacia nella prassi della politica pubblica internazionale nel settembre 1995, in occasione della Piattaforma d'azione della quarta Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, che ha fornito un'esauriente definizione del termine e ha vincolato le istituzioni del sistema ONU a inserire sistematicamente la prospettiva di genere nel processo decisionale.

Nel 1997 le Nazioni Unite hanno definito l'integrazione di genere come:

"... il processo di valutazione delle implicazioni per le donne e per gli uomini di qualsivoglia azione pianificata,

quali la legislazione, le politiche o i programmi, in tutti i settori e a tutti i livelli. Tale

strategia consente di integrare gli interessi e le esperienze delle donne e degli uomini

nell'ideazione, nell'attuazione, nel controllo e nella valutazione di

politiche e programmi in tutti gli ambiti politici, economici e sociali, affinché

donne e uomini ne possano beneficiare in modo equo e non si perpetui la disuguaglianza."(1)

Integrazione della dimensione di genere nel trattato di Lisbona

L'integrazione della dimensione di genere è fermamente stabilita all'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

"Nelle sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne."

Il principio dell'uguaglianza di genere si basa sull'articolo 2 del trattato sull'Unione europea:

"L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a una minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini."

L'espressione "integrazione della dimensione di genere" è stata utilizzata per la prima volta nella Comunità europea nel 1991, quando è comparsa quale elemento relativamente circoscritto ma innovativo nel terzo programma di azione della Commissione sulle pari opportunità (1991-1996)(2). In tale periodo la Commissione ha intrapreso specifiche iniziative settoriali a favore delle donne e ha partecipato attivamente alla preparazione della conferenza di Pechino, durante la quale ha approvato il principio dell'integrazione della dimensione di genere per conto dell'UE.

Alla fine degli anni '90 lo sforzo volto a conseguire le pari opportunità nell'UE è stato caratterizzato dal nuovo impegno a integrare la parità di genere in tutti i settori politici.

Integrazione della dimensione di genere nel Parlamento europeo

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM) è l'organo del Parlamento europeo responsabile dell'attuazione e dell'ulteriore sviluppo dell'integrazione della dimensione di genere in tutti i settori politici. Tale risultato si consegue principalmente mediante la procedura degli emendamenti sull'integrazione della dimensione di genere. La prima misura concreta attuata nell'introduzione di una prospettiva di genere con questo strumento è la decisione, da parte dei coordinatori della commissione FEMM, di ritenere che il progetto di relazione di un'altra commissione non necessiti di un parere, ma che esso potrebbe essere migliorato mediante alcuni emendamenti che introducano una prospettiva di genere. Un membro della commissione ha il compito di elaborare gli emendamenti che sono poi sottoposti al voto della commissione e in seguito presentati alla commissione competente entro il termine stabilito per la presentazione di emendamenti al progetto di relazione. Gli emendamenti in materia di integrazione della dimensione di genere sono firmati dal presidente e da altri membri della commissione FEMM.

La commissione FEMM promuove lo sviluppo dell'integrazione della dimensione di genere anche fornendo le risorse destinate alla rete di deputati per l'integrazione della dimensione di genere, per la quale ciascuna commissione ha nominato un membro responsabile dell'attuazione dell'integrazione della dimensione di genere nei propri lavori (si veda l'elenco completo dei deputati in allegato).

Recente esempio di legislazione e politiche sensibili alle tematiche di genere

L'Unione europea ha riconosciuto l'importanza che va accordata alle tematiche di genere in una serie di decisioni recenti, tra cui la direttiva sulla tratta di esseri umani che stabilisce le norme minime concernenti la definizione di illeciti penali e sanzioni in materia di tratta degli esseri umani e che, nel suo primo articolo, afferma che una prospettiva di genere si applica per potenziare la prevenzione del crimine e la protezione delle vittime(3).

(1)

Relazione del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, 1997

(2)

COM (1990)449.

(3)

Direttiva 2011/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e che sostituisce la decisione quadro 2002/629/GAI del Consiglio


ALLEGATO: ELENCO DEI MEMBRI

Network of Chairs/Vice-chairs/Members responsible for Gender mainstreaming

AFCO

Ms Zita GURMAI - Vice Chair

AFET

Ms Ana GOMES - Member

AGRI

Mr Marc TARABELLA - Member

BUDG

Mr. Alexander ALVARO - Vice Chair

CONT

Mr Bart STAES - Vice Chair

CULT

Ms Mary HONEYBALL - Member

DEVE

Ms Corina CRETU - Vice Chair

DROI

Ms Marie-Christine VERGIAT - Member

ECON

Ms Arlene McCARTHY - Vice Chair

EMPL

Ms Pervenche BÈRES - Chair

ENVI

Ms Corinne LEPAGE - Vice Chair

INTA

Ms Cristiana MUSCARDINI- Vice Chair

IMCO

Ms Lara COMI - Vice Chair

ITRE

Ms Anni PODIMATA - Vice Chair

JURI

Ms Eva LICHTENBERGER - Substitute Member

LIBE

Mr Juan Fernando LÓPEZ AGUILAR - Chair

PECH

Ms Josefa ANDRES BAREA - Member

 

PETI

Ms Chrysoula PALIADELI - Vice Chair

REGI

Ms Elisabeth SCHROEDTER - Substitute Member

SEDE

Ms Norica NICOLAI - Vice Chair

TRAN

Ms Silvia-Adriana ŢICĂU - Vice Chair

CONFERENCE OF DELEGATION CHAIRS - REPRESENTATIVE MEMBERS FOR GENDER MAINSTREAMING

 

ACP

Mc AVAN, Linda (VC)

Afghanistan

Ms KIIL-NIELSEN

Albania, Bosnia-Herzegovina, Serbia, Montenegro and Kosovo

 

Andean Community

Ms BILBAO BARANDICA, Izaskun

Arab Peninsula

Ms CORAZZA BILDT, Anna Maria

Armenia, Azerbaijan and Georgia

Ms LUNACEK, Ulrike

Australia and New Zealand

 

Belarus

 

Canada

Ms JEGGLE, Elisabeth

Central America

Ms FIGUEIREDO, Ilda (VC)

Central Asia (Kazakhstan, Kyrgyzstan and Uzbekistan; Tajikistan, Turkmenistan and Mongolia)

 

Chile

Mr PAPANIKOLAOU, Georgios (VC)

China

 

Croatia

 

Eurolat

2009-2011: Ms FIGUEIREDO, Ilda (VC)

2011-2014: Ms WEBER, Renate

Euromed

 

Euronest Parliamentary Assembly

 

Former Yugoslav Rep of Macedonia

 

India

Ms KOLARSKA-BOBIŃSKA, Lena (VC)

Iran

Ms ERNST, Cornelia (2 VC)

Iraq

Ms COSTA, Silva (VC)

Ms THEIN, Alexandra

Israel

Ms SEHNALOVA, Olga (VC)

Japan

 

Korean Peninsula

Ms ROSBACH, Anna (VC)

Maghreb and the Arab Maghreb Union

Ms BENARAB-ATTOU, Malika

Mashreq

 

Mercosur

Ms MATHIEU, Véronique (VC)

Mexico

Ms JIMÉNEZ BECERRIL BARRIO, Teresa

Moldova

Mr MAŠTÁLKA Jiří

NATO Parliamentary Assembly

 

Palestinian Legislative Council

Ms LUCAS, Caroline

Pan African Parliament

 

Russia

 

SINEEA (Switzerland, Iceland, Norway and the European Economic Area)

 

South Africa

Ms SARGENTINI, Judith (VC)

South Asia

Ms LAMBERT, Jean ( Chair)

Southeast Asia and ASEAN

Ms WEILER, Barbara

Turkey

 

Ukraine

 

United States

Ms TZAVELA, Niki

 


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.10.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Emine Bozkurt, Andrea Češková, Silvia Costa, Edite Estrela, Ilda Figueiredo, Iratxe García Pérez, Lívia Járóka, Nicole Kiil-Nielsen, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Astrid Lulling, Barbara Matera, Elisabeth Morin-Chartier, Antonyia Parvanova, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Marc Tarabella, Britta Thomsen

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Christa Klaß, Gesine Meissner, Antigoni Papadopoulou, Joanna Senyszyn, Angelika Werthmann

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Veronica Lope Fontagné, Janusz Wojciechowski

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