RACCOMANDAZIONE concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e il Regno del Marocco

29.11.2011 - (11226/2011 – C7‑0201/2011 – 2011/0139(NLE)) - ***

Commissione per la pesca
Relatore: Carl Haglund

Procedura : 2011/0139(NLE)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A7-0394/2011

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e il Regno del Marocco

(11226/2011 – C7‑0201/2011 – 2011/0139(NLE))

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–   visto il progetto di decisione del Consiglio (11226/2011),

–   visto il progetto di protocollo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e il Regno del Marocco (11225/2011),

–   vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 43, paragrafo 2, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C7‑0201/2011),

–   visti l'articolo 81 e l'articolo 90, paragrafo 7, del suo regolamento,

–   visti la raccomandazione della commissione per la pesca e i pareri e della commissione per i bilanci e della commissione per lo sviluppo (A7-0394/2011),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione del protocollo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Regno del Marocco.

MOTIVAZIONE

Introduzione

Il Regno del Marocco è un paese situato nell'Africa settentrionale, bagnato dall'Oceano Atlantico e dal Mar Mediterraneo e confinante con l'Algeria ad est e con la zona contesa del Sahara settentrionale a sud. La popolazione del Marocco è di circa 32 milioni. Il settore dei servizi rappresenta oltre la metà del PIL, l'industria un quarto e l'agricoltura poco più di un decimo. I settori del turismo, delle telecomunicazioni, delle tecnologie dell'informazione e del tessile hanno recentemente registrato la massima crescita.

L'accordo di associazione tra l'Unione europea e il Marocco è entrato in vigore nel 2000. Esso costituisce il quadro generale delle relazioni tra l'Unione europea e il Marocco in ambito politico, economico, sociale, scientifico e culturale. Il Marocco è attualmente un partner privilegiato dell'Unione europea e il maggiore beneficiario dei finanziamenti dell'Unione nel quadro della politica europea di vicinato. L'Unione europea rappresenta per il Marocco il più importante mercato di esportazione, il principale investitore pubblico e privato esterno e il maggiore mercato turistico.

Il settore della pesca è stato per molto tempo un importante pilastro economico del Marocco e il paese è considerato il maggiore mercato ittico in Africa. Il settore della pesca rappresenta circa il 3% del PIL e il governo marocchino stima che dia lavoro, direttamente e indirettamente, a circa 400 000 persone.

Il 22 maggio 2006[1] la Comunità europea e il Regno del Marocco hanno concluso un accordo di partenariato nel settore della pesca (APP) che è entrato in vigore il 28 febbraio 2007. Sulla base del mandato conferitole dal Consiglio, la Commissione europea ha condotto negoziati con il Regno del Marocco per prorogare di un anno il protocollo dell'accordo di partenariato nel settore della pesca, dopo la scadenza del protocollo iniziale. Il 25 febbraio 2011 è stato siglato un protocollo che proroga il protocollo precedente per il periodo compreso tra il 28 febbraio 2011 e il 27 febbraio 2012. La proroga di un anno è attualmente applicata a titolo provvisorio, ma il Consiglio necessita dell'approvazione del Parlamento europeo per adottare il nuovo protocollo. Di tutti gli accordi di partenariato nel settore della pesca, il protocollo dell'accordo con il Marocco ha la seconda maggiore contropartita finanziaria annuale dell'Unione europea.

Contenuto del protocollo

Durata dell'accordo

4 anni rinnovabili (28.2.2011 – 27.2.2015)

Durata del protocollo

4 anni (28.2.2007–27.2.2011) + 1 anno (28.2.2011–27.2.2012), soggetto a ratifica

Siglato il

29 luglio 2005 + 25 febbraio 2011

Natura dell'accordo

accordo misto

Contributo finanziario

36 100 000 € all'anno, di cui 13 500 000 € destinati al sostegno della politica settoriale marocchina della pesca per promuovere la sostenibilità delle sue acque

Canoni per gliarmatori

 

Tonno: 25 € per tonnellata pescata

Pesca artigianale al nord, specie pelagiche: 67 €/GT/trimestre

Pesca artigianale al nord, palangari: 60 €/GT/trimestre

Pesca pelagica industriale: 20 €/t

pesca demersale: 53 €/GT/trimestre

Pesca artigianale al sud: 60 €/GT/trimestre

Anticipi

Pesca del tonno: 5000 € all'anno

Il protocollo di accordo definisce le possibilità di pesca che si offrono alle navi dell'Unione europea in funzione dell'eccedenza disponibile, nonché il contributo finanziario dovuto dall'UE a titolo dei diritti di accesso e del sostegno settoriale. Un'altra funzione del protocollo è di fornire un quadro generale di partenariato tra le due parti per lo sviluppo di una politica di pesca sostenibile.

Il contributo finanziario annuale globale che il Marocco riceve dall'Unione europea è di EUR 36 100 000. Esso si basa su:

a)  non più di 119 autorizzazioni di pesca per navi unionali nelle categorie della pesca artigianale, demersale e tonniera e un quantitativo massimo di catture di 60 000 tonnellate nella categoria della pesca pelagica industriale e

b)  un sostegno allo sviluppo della politica settoriale della pesca del Regno del Marocco pari a 13 500 000 EUR. Tale sostegno risponde agli obiettivi della politica nazionale in materia di pesca.

Il protocollo prevede possibilità di pesca nelle sei categorie seguenti:

­ pesca pelagica artigianale al nord: 20 pescherecci con reti a circuizione,

­ pesca artigianale al nord: 30 pescherecci con palangari di fondo,

­ pesca artigianale al sud: 20 unità

­ pesca demersale: 22 unità

­ pesca del tonno: 27 unità

­ pesca pelagica industriale: 60 000 tonnellate di catture.

Osservazioni e conclusioni del relatore

Un consulente esterno ha elaborato una relazione di valutazione ex-post, per conto della Commissione europea, che valuta i primi quattro anni dell'APP con il Marocco. Essa evidenzia alcuni fatti estremamente preoccupanti per quanto riguarda numerosi aspetti del protocollo precedente, la cui estensione è oggetto della presente raccomandazione.

In linea generale, nella relazione si afferma che "i risultati del primo periodo di 4 anni del nuovo accordo di partenariato nel settore della pesca tra l'Unione europea e il Marocco sono complessivamente piuttosto deludenti". Vi sono numerosi problemi relativi agli aspetti economici dell'accordo. Secondo la relazione di valutazione, l'accordo non raggiunge due dei suoi principali obiettivi: la stabilizzazione del mercato dell'Unione europea e lo sviluppo del settore della pesca. Per quanto riguarda la soddisfazione della richiesta totale annuale di prodotti della pesca e dell'acquacoltura sul mercato europeo, il contributo dell'accordo è "a dir poco marginale". Nella relazione si afferma inoltre che l'accordo "non ha contribuito in maniera efficace allo sviluppo del settore della pesca in Marocco".

Il rapporto costi-benefici è molto basso a causa dello scarso utilizzo delle possibilità di pesca negoziate. Nella valutazione si precisa che:

il costo dell'accordo appare estremamente elevato in relazione alle possibilità di pesca effettivamente utilizzate. Il fatturato stimato delle flotte europee ammonta a 30,2 milioni di EUR, vale a dire solo 0,83 EUR per ogni euro investito dall'Unione europea. Se si considera unicamente la ricchezza prodotta dagli armatori europei soggetti all'accordo (valore aggiunto diretto e indiretto per l'Unione europea), emerge un rapporto costi-benefici ancora più sfavorevole per gli investimenti dell'Unione: 0,65 EUR di valore aggiunto generato per ogni euro investito. Queste cifre… sono nettamente inferiori al livello degli indicatori corrispondente per altri accordi nel settore della pesca.

Queste cifre mostrano chiaramente l'inefficacia dell'accordo dal punto di vista finanziario. Nella relazione di valutazione si conclude che, in termini di costi-efficacia, questo accordo è il peggiore di tutti gli accordi bilaterali di partenariato nel settore della pesca.

L'accordo suscita inoltre motivi di preoccupazione ecologica. Degli 11 stock demersali pescati nelle acque marocchine, cinque sono eccessivamente sfruttati (nasello europeo, pagello bastardo, polpo, calamaro, gambero rosa), quattro sono pienamente sfruttati (pagro, dentice occhione, orata, pesce burro), mentre non è stato possibile analizzare sufficientemente due stock a causa della mancanza di dati (nasello, calamaro). L'esaurimento quasi totale di questi stock porta a chiedersi se il principio secondo cui le navi europee devono pescare solo gli stock eccedenti sia rispettato. Le attività di pesca al largo delle coste marocchine hanno anche effetti negativi sull'ambiente, in particolare per quanto riguarda il diffuso problema dei rigetti, delle catture di squali e delle probabili catture di mammiferi marini da parte di pescherecci da traino pelagici.

L'accordo ha un impatto marginale sul settore marocchino della pesca. Nella relazione di valutazione si afferma che l'accordo "non ha contribuito in maniera efficace allo sviluppo del settore della pesca in Marocco". Si sostiene inoltre che l'accordo non risponde alle necessità specifiche del Marocco, né sotto il profilo tecnico né sotto quello finanziario. Il contributo finanziario dell'Unione europea non ha effetti macroeconomici significativi sul bilancio marocchino.

Oltre alle summenzionate lacune economiche, ecologiche, ambientali e di altro genere del protocollo, vi sono seri problemi giuridici per quanto riguarda il Sahara occidentale. Nel caso specifico, si tratta di capire se l'accordo vada a diretto beneficio della popolazione sahariana. La documentazione relativa al protocollo non chiarisce questa delicata questione.

Il relatore ha inoltre incontrato difficoltà a lavorare con la Commissione europea nella redazione della presente raccomandazione. La richiesta ufficiale (saisine) al Consiglio e al Parlamento riguardo alla proroga del protocollo non è arrivata in Parlamento prima dell'inizio di giugno 2011, tre mesi dopo l'entrata in vigore del protocollo. La relazione di valutazione ex-post era inizialmente disponibile solo in francese, e nonostante le numerose promesse del commissario e del suo gabinetto, la traduzione inglese è stata fornita al relatore soltanto a luglio. Il protocollo era allora in vigore già da quattro mesi. La mancanza di cooperazione interistituzionale ha ostacolato il lavoro del relatore durante l'intero processo di elaborazione della presente proposta di raccomandazione. Ci si augura che si tratti di un'anomalia e non di un segnale di come la Commissione intende lavorare in futuro con il Parlamento.

La lentezza della procedura ha messo i pescatori interessati in una posizione piuttosto difficile a causa delle incertezze sul futuro. Tuttavia, dal momento della pubblicazione della presente raccomandazione passeranno almeno due mesi prima della votazione finale in plenaria, il che permetterà al settore della pesca di prepararsi a un'eventuale denuncia del protocollo. Inoltre, se la votazione in plenaria avrà luogo a dicembre, sarà già trascorsa quasi l'85% della durata del protocollo e le possibilità di pesca saranno state per la maggior parte utilizzate. I problemi summenzionati di ordine economico, ecologico, ambientale e procedurale relativi all'accordo sono di gravità tale da superare gli eventuali argomenti a favore dell'approvazione della proroga del protocollo.

In conclusione, è estremamente importante sottolineare che, se questo accordo ha evidentemente gravi carenze, questo non significa che l'Unione europea non possa avere in futuro un accordo di partenariato nel settore della pesca con il Marocco che sia vantaggioso per entrambe le parti. La cooperazione con le autorità marocchine è stata estremamente soddisfacente durante tutte le fasi di elaborazione della presente raccomandazione. I problemi legati all'accordo non sono imputabili al paese partner bensì all'accordo stesso. Tuttavia, per come l'accordo si presenta attualmente, sarebbe sostanzialmente sbagliato raccomandare che il Parlamento dia la sua approvazione alla proroga di un protocollo con così tanti difetti evidenti. Non vi è alcuna ragione per cui il Parlamento dia la sua approvazione alla proroga del protocollo di un accordo che rappresenta uno spreco del denaro dei contribuenti, che è insostenibile sotto il profilo ecologico e ambientale e che non ha effetti macroeconomici significativi né sull'Unione europea né sul Marocco. Il relatore raccomanda pertanto che il Parlamento rifiuti di dare la sua approvazione alla proroga del protocollo.

Purtroppo, l'esito della votazione in sede di commissione PECH il 22 novembre 2011 non rispecchia la posizione del relatore né rispecchia, d'altro canto, i due pareri della commissione per lo sviluppo e della commissione per i bilanci. Il relatore deplora che la raccomandazione della commissione PECH sia quindi di dare l'approvazione alla proroga del protocollo dell'APP con il Marocco. Egli intende cogliere l'occasione del dibattito in plenaria per affermare le proprie argomentazioni.

  • [1]  Regolamento (CE) n. 764/2006 del Consiglio, del 22 maggio 2006 (GU L 141 del 29.5.2006, pag. 1).

PARERE della commissione per lo sviluppo (8.11.2011)

destinato alla commissione per la pesca

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e il Regno del Marocco
(11226/2011 – C7‑0201/2011 – 2011/0139(NLE))

Relatore per parere: Isabella Lövin

PA_Leg_Consent

BREVE MOTIVAZIONE

L'attuale accordo di partenariato nel settore della pesca tra l'UE e il Regno del Marocco è entrato in vigore nel febbraio del 2007. Le modalità e le condizioni tecniche e finanziarie per l'esercizio della pesca da parte di navi dell'UE, nonché la contropartita finanziaria, sono indicate nel protocollo all'accordo. Il protocollo precedente è scaduto il 27 febbraio 2011.

La Commissione ha avviato i negoziati per la proroga di un anno del protocollo prima della sua scadenza, per garantire alle navi dell'UE un accesso continuo alle acque del Marocco. L'attuale protocollo è entrato in vigore il 28 febbraio 2011, per un periodo di un anno.

Il contributo finanziario pari a 36 100 000 EUR consente non più di 119 autorizzazioni di pesca per navi dell'Unione nelle categorie della pesca artigianale, demersale e tonniera e un quantitativo massimo di catture pari a 60 000 tonnellate nella categoria della pesca pelagica industriale. Di tale somma, 13 500 000 EUR sono destinati al sostegno della politica ittica settoriale del Marocco.

Conformemente agli articoli 43, paragrafo 2, e 218, paragrafo 6, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento europeo può dare la sua approvazione al protocollo o negarla.

La valutazione ex post del dicembre 2010 relativa al precedente protocollo, effettuata da un servizio di consulenza esterno, è una delle valutazioni più negative mai eseguite per un accordo bilaterale in materia di pesca.

Solo il 15% dei fondi stanziati per il sostegno settoriale è stato utilizzato. In particolare, il programma di modernizzazione della flotta marocchina non sta dando alcun risultato. La clausola di assunzione obbligatoria è stata rispettata dalle navi dell'Unione, ma ha contribuito alla creazione di soli 170 posti di lavoro per i cittadini marocchini, ovvero lo 0,04% del numero totale di pescatori del paese. Le navi dell'UE non hanno rispettato appieno le clausole sullo sbarco obbligatorio, non consentendo pertanto alle aziende locali operanti nel settore della pesca di generare un valore aggiunto.

Lo stato degli stock ittici è allarmante. Tutte le risorse sono state completamente depauperate o sovrasfruttate, ad eccezione degli stock di sardine al largo del Sahara occidentale. Se lo sfruttamento degli stock di sardine dovesse tuttavia aumentare, aumenterebbero anche le catture accessorie degli stock di suri e sgombri, già eccessivamente sfruttati. La valutazione evidenzia come gli sforzi di pesca compiuti nella parte settentrionale del paese non possano aumentare e vadano diminuiti per alcuni tipi di pesca; pertanto, ogni licenza rilasciata alla flotta dell'UE entrerà in diretta concorrenza con le attività di pesca locali. La flotta nazionale marocchina ha già dimensioni eccessive rispetto al potenziale di pesca e la pesca continua da parte delle navi dell'UE priverà i pescatori locali del loro reddito e della loro occupazione.

Tra tutti gli accordi, quello in questione è il meno efficace sotto il profilo dei costi. L'UE recupera 0,65 EUR per ogni euro di pagamenti effettuati (rispetto a una media negli accordi di 1,4 EUR). Poiché tale dato comprende i 780 posti di lavoro UE, si può affermare che l'Unione sovvenziona ogni posto di lavoro con 45 000 EUR.

La relazione di valutazione conclude affermando che, nell'ottica dello sviluppo, l'accordo non ha avuto sostanzialmente alcun effetto positivo sull'efficienza economica del settore in Marocco.

Una significativa fonte di controversie riguarda l'inclusione della pesca al largo del Sahara occidentale. Ai sensi del diritto internazionale, il Sahara occidentale gode attualmente dello statuto di territorio non autonomo, come previsto dall'articolo 73 della Carta delle Nazioni Unite. Il Marocco svolge il ruolo di amministratore di fatto, ma non è mai stato riconosciuto quale potenza amministratrice ufficiale dall'ONU. Conformemente al parere espresso nel 2002 dal consulente legale dell'ONU Hans Corell, qualunque azione di esplorazione o sfruttamento nel Sahara occidentale può essere svolta solo se a favore della popolazione locale e in linea con i suoi auspici.

Il servizio giuridico del PE, in un parere del 2009, scriveva che "per rispettare il diritto internazionale, le attività economiche connesse con le risorse naturali di un territorio non autonomo devono essere intraprese a favore della popolazione di detto territorio e in linea con i loro auspici". Entrambe le condizioni devono essere soddisfatte, altrimenti l'UE è tenuta a "prevedere la sospensione dell'accordo, conformemente all'articolo 15 e all'articolo 19 del protocollo, o ad applicare l'accordo in modo tale che le navi battenti bandiera di un paese dell'Unione siano escluse dalle attività di sfruttamento delle acque del Sahara occidentale".

Dopo numerose richieste da parte della Commissione relativamente ai benefici per la "popolazione locale", il Marocco ha risposto il 13 dicembre 2010 con un documento in formato PowerPoint riguardante gli esiti di alcuni programmi di investimento, ripartiti su 4 regioni – la regione "Sud" include il Sahara occidentale, oltre ad altri territori. Il documento non indica se l'accordo abbia portato benefici di carattere socio-economico alla popolazione del Sahara occidentale. Nonostante il documento affermi che sono stati creati posti di lavoro in tutte le regioni, è altamente probabile che a beneficiare dell'accordo siano prevalentemente i coloni marocchini, trasferiti nel territorio occupato in violazione dell'articolo 49 della IV Convenzione di Ginevra del 1949. Purtroppo, il documento non va a sostegno delle conclusioni dell'UE in merito ai benefici per la popolazione locale o il popolo saharawi.

Il documento non tratta in alcun modo la seconda condizione, ovvero se l'accordo sia stato concluso in conformità agli auspici della popolazione del Sahara occidentale.

******

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a proporre al Parlamento di rifiutare di dare la sua approvazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

7.11.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Leonidas Donskis, Charles Goerens, András Gyürk, Eva Joly, Franziska Keller, Miguel Angel Martínez Martínez, Norbert Neuser, Birgit Schnieber-Jastram, Michèle Striffler, Alf Svensson, Patrice Tirolien, Ivo Vajgl, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Santiago Fisas Ayxela, Fiona Hall, Krzysztof Lisek, Isabella Lövin, Horst Schnellhardt, Giancarlo Scottà, Jan Zahradil

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, Sophie Auconie, João Ferreira, Claudiu Ciprian Tănăsescu

PARERE della commissione per i bilanci (9.11.2011)

destinato alla commissione per la pesca

sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e il Regno del Marocco
(COM11226/2001 – C7‑0201/2011 – 2011/0139(NLE))

Relatore per parere: François Alfonsi

PA_Leg_Consent

BREVE MOTIVAZIONE

La proroga del protocollo proposta copre un periodo di 1 anno a decorrere dal 27 febbraio 2011, data di scadenza del protocollo in vigore. Il protocollo in parola è stato attuato a titolo provvisorio in attesa della procedura di approvazione del Parlamento europeo. Il protocollo prorogato sarà valido per un anno a decorrere dal 28 febbraio 2011.

A norma dell’articolo 43, paragrafo 2, e dell'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento europeo può dare la sua approvazione o negarla.

Il livello finanziario dell'accordo è considerevole (36,1 milioni di euro), senza pari tra gli accordi finora approvati. La nostra commissione ha sollecitato una concertazione delle commissioni del Parlamento europeo interessate (PECH, BUDG, DEVE) per condurre una riflessione di fondo su tali accordi, ossia sul modo in cui migliorarne le garanzie per la salvaguardia delle risorse alieutiche e per favorire migliori ricadute per lo sviluppo economico e sociale nei paesi interessati. L'approvazione della relazione che ci è oggi presentata, che rappresenta da sola il 25% della linea di bilancio interessata, equivarrebbe a svuotare di fatto la concertazione in questione di gran parte del suo contenuto.

******

La commissione per i bilanci invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a proporre al Parlamento di rifiutare di dare la sua approvazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

7.11.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

8

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Reimer Böge, Lajos Bokros, Isabelle Durant, James Elles, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Carl Haglund, Lucas Hartong, Jutta Haug, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Ivailo Kalfin, Jan Kozłowski, Alain Lamassoure, Vladimír Maňka, Barbara Matera, Nadezhda Neynsky, Dominique Riquet, László Surján, Derek Vaughan

Supplenti presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Franziska Katharina Brantner, Frédéric Daerden, Jürgen Klute, Georgios Stavrakakis

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, María Irigoyen Pérez, Baroness Sarah Ludford, George Lyon, Marisa Matias, Marit Paulsen, Ivo Vajgl

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.11.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

12

8

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, Antonello Antinoro, Alain Cadec, Carmen Fraga Estévez, Pat the Cope Gallagher, Marek Józef Gróbarczyk, Carl Haglund, Ian Hudghton, Iliana Malinova Iotova, Isabella Lövin, Gabriel Mato Adrover, Crescenzio Rivellini, Ulrike Rodust, Struan Stevenson

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Luis Manuel Capoulas Santos, Chris Davies, Raül Romeva i Rueda, Antolín Sánchez Presedo

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Ilda Figueiredo, Małgorzata Handzlik