RELAZIONE sull'occupazione e gli aspetti sociali nell'analisi annuale della crescita 2012

    31.1.2012 - (2011/2320(INI))

    Commissione per l'occupazione e gli affari sociali
    Relatore: Marije Cornelissen

    Procedura : 2011/2320(INI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A7-0021/2012
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    A7-0021/2012
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    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sull'occupazione e gli aspetti sociali nell'analisi annuale della crescita 2012

    (2011/2320(INI))

    Il Parlamento europeo,

    –       visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea,

    –       visto l'articolo 9 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

    –       visti gli articoli 145, 148, 152 e 153, paragrafo 5, del trattato TFUE,

    –       visto l'articolo 28 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

    –       visto il patto europeo per la parità di genere (2011-2020) adottato dal Consiglio il 7 marzo 2011,

    –       visti la comunicazione della Commissione del 23 novembre 2011 sull'analisi annuale della crescita per il 2012 (COM(2011)0815) e il progetto di relazione comune sull'occupazione allegato alla stessa,

    –       vista la sua risoluzione del 1° dicembre 2011 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche[1],

    –       vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

    –       vista la sua risoluzione legislativa dell'8 settembre 2010 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione: Parte II degli orientamenti integrati di Europa 2020[2],

    –       vista la decisione 2010/707/UE del Consiglio, del 21 ottobre 2010, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione[3],

    –       vista la comunicazione della Commissione del 23 novembre 2010 intitolata "Un'agenda per nuove competenze e per l'occupazione: un contributo europeo verso la piena occupazione" (COM(2010)0682),

    –       vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2011 su un'agenda per nuove competenze e per l'occupazione[4],

    –       vista la comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2010 intitolata "La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale" (COM(2010)0758),

    –       vista la sua risoluzione del 15 novembre 2011 sulla piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale[5],

    –       vista la raccomandazione 2008/867/CE della Commissione, del 3 ottobre 2008, relativa all’inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro (notificata con il numero C(2008)5737) [6] e la relativa risoluzione del 6 maggio 2009[7],

    –       visti il parere e la relazione del comitato per la protezione sociale sulla dimensione sociale della strategia Europa 2020 (SPC/2010/10/7 def.),

    –       vista la comunicazione della Commissione del 5 aprile 2011 sul "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" (COM(2011)0173),

    –       vista la sua risoluzione del 9 marzo 2011 sulla strategia dell'UE per l’inclusione dei rom[8],

    –       vista la comunicazione della Commissione del 15 settembre 2010 intitolata "Youth on the Move: Un'iniziativa per valorizzare il potenziale dei giovani ai fini di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell'Unione europea" (COM(2010)0477),

    –       vista la sua risoluzione del 12 maggio 2011 dal titolo "Youth on the Move: un quadro per migliorare i sistemi europei di istruzione e di formazione"[9],

    –       vista la sua risoluzione del 6 luglio 2010 sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro e il rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti[10],

    –       vista la sua risoluzione del 7 settembre 2010 sullo sviluppo del potenziale occupazionale di una nuova economia sostenibile[11],

    –       vista la direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato[12],

    –       vista la direttiva 97/81/CE del Consiglio, del 15 dicembre 1997, relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES[13],

    –       vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro[14],

    –       visto l'articolo 48 del suo regolamento,

    –       vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A7-0021/2012),

    A.     considerando la vasta portata delle conseguenze sociali della crisi, attualmente esacerbate dall'impatto delle misure di austerità adottate in alcuni paesi in risposta alla crisi del debito sovrano, dei tagli ai posti di lavoro nel settore sia privato sia pubblico, alle prestazioni sociali e ai servizi pubblici, nonché dall'aggravamento delle situazioni di povertà nell'UE;

    B.     considerando che la disoccupazione è aumentata significativamente dal 2008 e ha raggiunto nell'UE il livello di 23 milioni di disoccupati, pari al 10% della popolazione in età lavorativa; considerando che, al fine di raggiungere l'obiettivo in materia di occupazione, l'UE dovrà creare 17,6 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020;

    C.     considerando che la situazione del mercato del lavoro è particolarmente difficile per i giovani, a prescindere dal loro livello d'istruzione, e che spesso essi finiscono per avere contratti di lavoro precari o tirocini non retribuiti; considerando che la difficile situazione dei giovani è in parte dovuta alle discrepanze tra le competenze acquisite e la domanda nel mercato del lavoro;

    D.     considerando che tra le categorie maggiormente colpite dalla crisi vi sono coloro che si avvicinano alla pensione, i lavoratori da lungo tempo disoccupati, i cittadini di paesi terzi e i lavoratori scarsamente qualificati;

    E.     considerando che la dimensione di genere è fondamentale per raggiungere i principali obiettivi della strategia Europa 2020, in quanto le donne rappresentano la più grande riserva di manodopera finora inutilizzata e costituiscono la maggioranza delle persone che vivono in stato di povertà nell'UE; che, nel corso dell'intero processo del semestre europeo, occorre quindi prestare particolare attenzione tanto all'integrazione della dimensione di genere, quanto alla definizione di politiche a favore delle donne;

    F.     considerando che nell'Unione europea sono in aumento la povertà e la precarietà dei lavoratori, oltre al numero elevato di disoccupati e all'incremento della durata media della disoccupazione; considerando che la crisi ha creato nuove categorie di persone a rischio di povertà; considerando che il comitato per la protezione sociale (CPS) segnala il crescente numero di persone a rischio di povertà di reddito, povertà infantile, grave deprivazione materiale ed esclusione sociale a causa dell'impatto di misure di risanamento del bilancio erroneamente indirizzate e regressive sui sistemi di protezione sociale e che l'attuazione di strategie integrate d'inclusione attiva deve pertanto costituire un elemento centrale dei programmi politici nazionali e dell'UE nel settore sociale;

    G.     considerando che le misure di austerità e quelle volte al risanamento del bilancio potrebbero avere un effetto sproporzionalmente negativo sulla posizione nel mercato del lavoro e sulla povertà tra le donne, per esempio in seguito a tagli nel settore pubblico che colpiscono le donne o limitando le agevolazioni fiscali per l'assistenza all'infanzia;

    H.     considerando che, nonostante la situazione di emergenza, gli Stati membri stanno compiendo progressi inferiori alle aspettative nel raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020; considerando che gli impegni stabiliti dai programmi nazionali di riforma sono insufficienti per il raggiungimento della maggior parte degli obiettivi a livello dell'UE;

    I.      considerando che gli aspetti sociali ed occupazionali sono raggruppati in una sola delle cinque priorità dell'analisi annuale della crescita, sebbene rappresentino tre dei cinque principali obiettivi della strategia Europa 2020;

    Messaggi chiave in vista del Consiglio europeo di primavera

    1.      invita il Consiglio europeo a integrare i seguenti messaggi negli orientamenti politici per il semestre europeo 2012 e incarica il suo Presidente di difendere tale posizione durante il Consiglio europeo di primavera dell'1 e 2 marzo 2012;

    I.      Assicurare coerenza e una maggiore ambizione per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020

    2.      invita il Consiglio europeo ad assicurare che gli orientamenti politici annuali definiti sulla base dell'analisi annuale della crescita siano pienamente volti a soddisfare tutti gli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

    3.      invita il Consiglio europeo ad assicurare la coerenza tra le diverse priorità nei suoi orientamenti politici, di modo che gli orientamenti sul risanamento del bilancio siano basati sulla giustizia sociale e non portino ad un aumento della povertà od ostacolino gli sforzi intesi a far fronte alla disoccupazione e ridurre le conseguenze della crisi sul piano sociale; ritiene fortemente che ci si debba concentrare principalmente su misure di riforma integrate che promuovano la crescita nel breve come nel medio e lungo periodo; sottolinea che occorre pertanto adottare congiuntamente misure di bilancio e iniziative per la crescita e l'occupazione, in quanto esse sono tutte interdipendenti e costituiscono, insieme, i requisiti per la ripresa;

    4.      invita il Consiglio europeo ad assicurare che, nell'ambito dei propri orientamenti politici, i fondi dell'UE siano destinati al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

    5.      esprime viva preoccupazione in merito al fatto che gli attuali obiettivi nazionali non siano adeguati al raggiungimento dei principali obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di occupazione, istruzione e riduzione della povertà; esorta il Consiglio europeo ad assicurare che gli Stati membri potenzino i loro obiettivi nazionali e che questi siano corredati di tabelle di marcia realistiche e concrete in materia di attuazione e che siano valutati utilizzando indicatori chiari e coerenti basati sul quadro di valutazione comune approvato, di modo che l'UE possa seguire un percorso chiaro e sostenibile per il raggiungimento di tutti gli obiettivi della strategia Europa 2020 e che sia possibile misurare i progressi in modo trasparente;

    II.     Sostenere la creazione di posti di lavoro sostenibili con investimenti e riforme fiscali

    6.      invita il Consiglio europeo a concedere la necessaria libertà di bilancio e ad incoraggiare gli investimenti nella creazione di posti di lavoro sostenibili e dignitosi in un'ampia gamma di settori, nonché gli investimenti nella formazione dei lavoratori e dei disoccupati e nella riduzione della povertà; invita gli Stati membri con un'eccedenza delle partite correnti a contribuire alla riduzione degli squilibri macroeconomici incrementando la domanda interna al fine di scongiurare una spirale recessionistica pregiudizievole per la crescita occupazionale nell'UE;

    7.      invita il Consiglio europeo a sostenere gli orientamenti politici volti a distogliere l'onere fiscale quale parte dei costi non salariali dal lavoro, incoraggiando nel contempo le imprese che beneficiano di tali esenzioni/riduzioni ad offrire salari dignitosi in contropartita; ritiene che tale misura renderebbe più vantaggioso assumere e trattenere i dipendenti e migliorerebbe la situazione complessiva del mercato del lavoro, in particolare dei gruppi vulnerabili; invita il Consiglio europeo, in linea con il principio di sussidiarietà, a sostenere gli orientamenti volti ad aumentare le entrate tramite una tassazione equa, progressiva, redistributiva, efficace ed efficiente nonché tramite un migliore coordinamento in materia tributaria inteso a combattere l'evasione fiscale, al fine di garantire l'equità del sistema e preservare la coesione sociale;

    III.   Migliorare la qualità dell'occupazione e le condizioni per una maggiore partecipazione al lavoro

    8.      si rammarica che gli orientamenti politici volti a rendere il lavoro più attrattivo non affrontino la qualità dei posti di lavoro e che venga dedicata un'attenzione troppo scarsa alla creazione dei presupposti necessari per migliorare la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare delle donne, delle persone con disabilità e delle persone più svantaggiate, quali i disoccupati di lungo periodo; invita il Consiglio europeo a includere orientamenti sul lavoro dignitoso e sugli sforzi per sostenere la conciliazione della vita professionale, familiare e privata tramite servizi di assistenza e di custodia dei bambini a prezzi accessibili, congedi per motivi familiari e la flessibilità delle condizioni di lavoro;

    9.      segnala che le misure di austerità e la riduzione degli oneri amministrativi non devono compromettere le norme di protezione sociale e le norme sanitarie e di sicurezza né comportare condizioni meno severe o esenzioni dalla legislazione dell'Unione europea;

    IV.   Affrontare la disoccupazione giovanile

    10.    sottolinea l'importanza di non sprecare il potenziale delle nuove generazioni ed invita il Consiglio europeo a rendere prioritaria la lotta alla disoccupazione giovanile; invita gli Stati membri a sviluppare strategie globali per i giovani disoccupati o non iscritti a corsi d'istruzione o di formazione, incluse misure mirate di politica occupazionale, misure intese ad affrontare l’inadeguatezza delle qualifiche professionali sul mercato del lavoro, la promozione dell'imprenditorialità tra i giovani e quadri intesi a garantire la transizione tra istruzione e lavoro, quali la "formazione professionale in alternanza"; invita gli Stati membri ad introdurre, in stretta collaborazione con le parti sociali, una garanzia per i giovani che assicuri il diritto di ogni giovane nell'UE di ricevere un'offerta di lavoro, di tirocinio, di ulteriore formazione o di una soluzione mista di lavoro e formazione dopo un periodo massimo di disoccupazione di quattro mesi; sottolinea l'importanza di ridurre le forme precarie di lavoro tra i giovani, quali i contratti temporanei, i lavori part-time e i tirocini non remunerati, quando siano indesiderati;

    V.     Affrontare la povertà e l'esclusione sociale ponendo l'enfasi sui gruppi con legami scarsi o inesistenti con il mercato del lavoro

    11.    plaude al fatto che, per la prima volta, l'analisi annuale della crescita comprende orientamenti nel settore della povertà e dell'esclusione sociale, e invita il Consiglio europeo a sostenere tali orientamenti in modo prioritario, assicurando al contempo che la lotta alla povertà e all'esclusione sociale vada oltre le misure volte a integrare i cittadini nel mercato del lavoro ponendo l'enfasi sulla protezione sociale e sull'inclusione attiva dei gruppi vulnerabili con legami scarsi o inesistenti con il mercato del lavoro;

    12.    sottolinea che l'articolo 9 del TFUE deve essere pienamente integrato in tutti i semestri europei, comprese le raccomandazioni specifiche per paese, che devono essere corredate da valutazioni dell'impatto sociale ex-ante ed ex-post;

    VI.   Migliorare la legittimità democratica, la responsabilità e la titolarità

    13.    ricorda che la maggiore importanza della dimensione europea delle politiche economiche degli Stati membri deve andare di pari passo con una maggiore legittimità democratica e con un'adeguata responsabilità nei confronti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali; ritiene che, in mancanza di una base giuridica per la procedura legislativa ordinaria applicabile all'analisi annuale della crescita, il Consiglio europeo abbia la particolare responsabilità di tenere in considerazione le osservazioni del Parlamento nel sostenere gli orientamenti politici al fine di conferire loro legittimità democratica e che il senso di urgenza nell'attuare le misure di austerità e la disciplina fiscale non possa assolutamente prescindere dal processo decisionale democratico;

    14.    invita il Consiglio europeo e gli Stati membri a garantire la piena partecipazione dei parlamenti nazionali e regionali, delle parti sociali, delle autorità pubbliche e della società civile nell'attuazione e nel monitoraggio degli orientamenti politici nel quadro della strategia Europa 2020 e del processo di governance economica, al fine di assicurarne la titolarità;

    15.    invita la Commissione a trasformare l'analisi annuale della crescita in "Orientamenti annuali per la crescita sostenibile" nel 2013, al fine di presentarla in un formato che consenta al Parlamento di proporre emendamenti e di assicurare che un processo decisionale interistituzionale e trasparente porti a un orientamento politico concordato in comune;

    Ulteriori impegni da perseguire nel settore occupazionale e sociale

    Aumentare i livelli occupazionali e migliorare la qualità del lavoro

    16.    invita gli Stati membri a sostenere iniziative che favoriscano lo sviluppo di settori con il più elevato potenziale di occupazione, in particolare nella trasformazione in un'economia sostenibile (lavori verdi), nei servizi sanitari e sociali (lavori bianchi) e nell'economia digitale;

    17.    invita gli Stati membri a migliorare l'ambiente per le imprese, specie le PMI, ed in particolare a promuovere le nuove imprese ed a sostenere le PMI esistenti nelle loro attività volte alla creazione di posti di lavoro;

    18.    invita il Consiglio europeo a rafforzare gli sforzi per perfezionare il mercato unico, potenziare l'economia digitale e concentrarsi su una regolamentazione intelligente per ridurre la burocrazia inutile;

    19.    invita gli Stati membri ad aumentare la copertura e l'efficacia dei servizi pubblici per l'impiego e ad adottare efficaci politiche attive del mercato del lavoro – in stretta cooperazione con le parti sociali – sostenute reciprocamente da incentivi di attivazione, quali programmi di incentivazione al lavoro, ed adeguati sistemi previdenziali al fine di mantenere l'occupabilità, assistere le persone a reinserirsi nel mondo del lavoro e salvaguardare condizioni di vita dignitose;

    20.    invita gli Stati membri a sostenere e sviluppare le condizioni per un'organizzazione del lavoro più flessibile, in particolare per i lavoratori più anziani e più giovani, e a promuovere la mobilità dei lavoratori; sottolinea l'importanza di aumentare l'efficienza e la produttività del lavoro nell'UE affinché l'Europa riguadagni competitività;

    21.    invita gli Stati membri a fare pieno uso dei fondi strutturali per migliorare l'occupabilità e combattere la disoccupazione strutturale e di lungo termine in modo efficace; ritiene che la Commissione debba prestare ulteriori servizi di assistenza e orientamento agli Stati membri volti al raggiungimento di tale obiettivo, specie in tempi di recessione e sfide sociali;

    22.    ritiene che il principale obiettivo della strategia Europa 2020 per il tasso di occupazione possa essere raggiunto solo con un aumento significativo della partecipazione delle donne al mercato del lavoro; invita la Commissione a garantire che gli Stati membri ricevano ulteriori orientamenti che dovrebbero mirare a creare le condizioni necessarie per maggiori tassi di occupazione tra le donne, come servizi di custodia dei bambini e di assistenza a prezzi accessibili, regimi di congedo di maternità, di paternità e parentale adeguati, nonché la flessibilità dell'orario e del luogo di lavoro;

    23.    invita il Consiglio europeo a valutare l'efficacia delle proprie raccomandazioni politiche sostenendo la partecipazione al mercato del lavoro di tutti gli adulti del nucleo familiare, assicurando un salario minimo dignitoso e agevolando la transizione verso l'alto per quanti sono bloccati in lavori precari o sottopagati, dal momento che sono questi i tre meccanismi che possono ridurre la povertà dei lavoratori; invita gli Stati membri a combattere la povertà dei lavoratori perseguendo politiche del mercato del lavoro volte a garantire un salario di sussistenza a chi lavora;

    24.    invita la Commissione ad usare dati disaggregati per genere nelle proprie relazioni di avanzamento;

    25.    invita gli Stati membri a riconoscere il reale valore aggiunto che i lavoratori più anziani rappresentano nell'ambito delle imprese ed a creare condizioni di lavoro adeguate alle persone anziane al fine di consentire ai lavoratori più anziani che lo desiderano di partecipare e rimanere nel mercato del lavoro; invita gli Stati membri a fare ciò lottando contro la discriminazione basata sull'età, sostituendo gli incentivi a favore dei lavoratori più anziani che escono dal mercato del lavoro con incentivi per un mercato del lavoro inclusivo e adattando le condizioni di lavoro alle esigenze dei lavoratori più anziani, per esempio istituendo il diritto a orari e luoghi di lavoro flessibili nonché il diritto alla formazione e quello all'età pensionabile flessibile, garantendo per tutti l'adeguatezza delle pensioni; ritiene che la promozione della medicina del lavoro dovrebbe assicurare un invecchiamento attivo durante e dopo la vita lavorativa;

    26.    invita gli Stati membri ad assicurare che le persone che lavorano con contratti temporanei o a tempo parziale godano di un trattamento equo, anche per quanto riguarda le condizioni di licenziamento e retributive in linea con il diritto primario e secondario dell'UE, e che tali lavoratori ed i lavoratori autonomi godano di un'adeguata protezione sociale e di un accesso alla formazione e all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e che le condizioni quadro consentano loro di perseguire una carriera; invita gli Stati membri ad attuare gli accordi quadro sul lavoro a tempo parziale e sull'impiego a tempo determinato e ad applicare in modo efficace la direttiva che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;

    27.    ritiene che le riforme necessarie sul mercato del lavoro – volte ad aumentare la produttività e la competitività – debbano essere realizzate in modo tale da garantire la giustizia sociale e promuovere la qualità del lavoro, rispettando le tradizioni nazionali relative al dialogo sociale;

    28.    invita gli Stati membri ad adottare provvedimenti volti a migliorare la mobilità all'interno e tra i mercati del lavoro ed a rimuovere tutte le barriere giuridiche e amministrative che ostacolano la libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione europea;

    29.    invita il Consiglio europeo ad istituire una tassa sulle transazioni finanziarie per favorire la creazione di posti di lavoro sostenibili;

    30.    si rammarica degli sforzi insufficienti per integrare la dimensione di genere tra le priorità dell'analisi annuale della crescita, nonostante il Patto europeo per la parità di genere 2011-2020 inviti la Commissione ad integrare una prospettiva di parità di genere in tale analisi annuale; invita il Consiglio europeo ad assicurare che gli orientamenti politici affronteranno le diseguaglianze di genere; invita gli Stati membri a inserire la dimensione di genere nell'elaborazione dei programmi nazionali di riforma; invita la Commissione a rivolgere raccomandazioni specifiche per paese a quegli Stati membri che non tengono in considerazione la dimensione di genere;

    Investire nell'istruzione e nella formazione

    31.    invita gli Stati membri ad adeguare ed ampliare gli investimenti nell'istruzione, nella formazione, nella promozione delle capacità imprenditoriali e nell'apprendimento permanente per tutte le fasce di età, non solo attraverso l'apprendimento formale, ma anche attraverso lo sviluppo dell'apprendimento informale e non formale, che portano ad un potenziale di crescita maggiore, e mette in guardia contro i costi sociali ed economici a lungo termine dei tagli ai bilanci per l'istruzione;

    32.    invita l'UE e gli Stati membri a ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze e a colmare la carenza di personale qualificato e a incrementare le sinergie tra università, istituti di formazione, organizzazioni giovanili e imprese, migliorando l'anticipazione delle competenze richieste, adeguando i sistemi di istruzione e formazione alle esigenze del mercato del lavoro e dotando la forza lavoro di nuove competenze al fine di lottare contro la disoccupazione strutturale e preparare la forza lavoro alla transizione verso un'economia intelligente, sostenibile ed inclusiva;

    33.    esorta gli Stati membri a non permettere che le misure di austerità compromettano politiche favorevoli alla crescita e a dare priorità alle spese favorevoli alla crescita come l'istruzione, l'apprendimento lungo l'intero arco della vita, la ricerca e l'innovazione, assicurando nel contempo l'efficienza di tali spese;

    34.    ricorda che, nell'ambito dell'iniziativa faro "Youth on the Move", la Commissione ha promesso di proporre un quadro di qualità per i tirocini e la invita a presentare, senza indugi, tale quadro;

    35.    incoraggia una vigorosa attuazione del quadro nazionale delle qualifiche come strumento atto a promuovere lo sviluppo dell'apprendimento lungo l'intero arco della vita;

    36.    incoraggia la Commissione, gli Stati membri e i datori di lavoro a creare maggiori opportunità per le donne lavoratrici nel settore delle nuove tecnologie, onde rafforzare il settore hi-tech conformemente agli obiettivi della strategia Europa 2020;

    Lottare contro la povertà, promuovere l'inclusione sociale e la qualità dei servizi pubblici

    37.    sottolinea che, in base a un sondaggio Eurobarometro del novembre 2011, il 49% dei cittadini europei ritiene che la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale costituisca un'azione prioritaria che desiderano vedere promossa dal Parlamento europeo e che la considerano come la loro prima preoccupazione davanti al coordinamento delle politiche economiche, fiscali e di bilancio;

    38.    invita gli Stati membri a migliorare l'adeguatezza e l'efficacia dei sistemi di protezione sociale, incluso l'accesso a sistemi pensionistici, tenendo nel debito conto l'uguaglianza di genere, e a garantire che questi continuino ad agire come cuscinetto contro la povertà e l'esclusione sociale;

    39.    invita gli Stati membri ad attuare strategie di inclusione attiva, servizi di alta qualità adeguati e convenienti, un sostegno di reddito minimo adeguato e un approccio per percorsi per un'occupazione di qualità volta a evitare la marginalizzazione dei gruppi a basso reddito e vulnerabili;

    40.    invita la Commissione e gli Stati membri a seguire l'appello del comitato per la protezione sociale (CPS) riguardo a relazioni sociali nazionali partecipative volte a rafforzare i programmi nazionali di riforma, sulla base degli obiettivi comuni sociali del metodo di coordinamento aperto e fornendo soluzioni multidimensionali per la povertà promuovendo l'accesso a diritti, risorse e servizi;

    41.    invita gli Stati membri e la Commissione a mettere in campo, realizzare e applicare efficaci misure antidiscriminazione; invita la Commissione ad occuparsi della mancanza di progressi nella realizzazione e applicazione delle misure antidiscriminazione nelle raccomandazioni specifiche per paese;

    42.    invita gli Stati membri a indicare nei rispettivi programmi nazionali di riforma come verranno impiegati i fondi dell'UE a sostegno degli obiettivi nazionali in materia di lotta alla povertà e altri obiettivi in ambito sociale e in materia di occupazione e istruzione, che assicurino il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

    43.    avverte che le riforme delle pensioni incoraggiate nell'analisi annuale della crescita non possono limitarsi ad aumentare l'età di pensionamento per puntellare i debiti ma, al contrario, devono tenere conto degli anni di lavoro e fornire una dignitosa copertura universale, riducendo la povertà degli anziani senza mettere in pericolo i sistemi pensionistici pubblici;

    44.    invita l'UE e gli Stati membri ad assicurare che qualsiasi riforma dei sistemi sanitari sia incentrata sul miglioramento della qualità e sulla garanzia dell'adeguatezza, della convenienza e dell'accesso universale;

    45.    esprime la propria preoccupazione per l'impatto sociale della crisi sulla povertà tra le donne; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che il risanamento di bilancio sia compatibile con la dimensione sociale della strategia Europa 2020 e con gli orientamenti in materia di occupazione; invita la Commissione a valutare altresì gli effetti delle misure di austerità sull'uguaglianza di genere e l'occupazione femminile;

    46.    chiede alla Commissione di sviluppare l'analisi e l'integrazione della dimensione di genere in relazione all'impatto delle riforme pensionistiche sulla vita delle donne nell'UE, con l'obiettivo di individualizzare i diritti pensionistici, i regimi di previdenza sociale e i regimi fiscali;

    Ulteriori sforzi richiesti per migliorare la governance, l'impegno e la legittimità democratica

    47.    esprime preoccupazione per il fatto che il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali continuino a svolgere un ruolo limitato nel semestre europeo; deplora come sia insufficiente la partecipazione parlamentare e pertanto la legittimità democratica degli orientamenti politici contenuti nell'analisi annuale della crescita avviati dalla Commissione e che devono essere sostenuti dal Consiglio europeo;

    48.    rileva che cinque Stati membri che attualmente hanno siglato un memorandum d'intesa con la Commissione, l'FMI e la BCE non hanno ricevuto raccomandazioni specifiche per paese nel luglio 2011; invita la Commissione a garantire che l'attuazione del memorandum d'intesa sia pienamente compatibile con il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 sull'aumento dell'occupazione e la riduzione della povertà; ribadisce la sua posizione secondo cui l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) dovrebbe essere coinvolta nell'ambito dei programmi di assistenza finanziaria Commissione-FMI-BCE; invita il Consiglio europeo a fornire agli Stati membri interessati l'incoraggiamento necessario per gli investimenti nella creazione di posti di lavoro sostenibili, nell'istruzione e formazione e nella riduzione della povertà onde facilitare il loro contributo al conseguimento dei principali obiettivi dell'UE in tali aree;

    49.    invita gli Stati membri, nel contesto della peggiore crisi economica mai affrontata dall'Unione europea, ad attuare senza indugio i necessari programmi nazionali di riforma;

    50.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

    • [1]               Testi approvati, P7_TA(2011)0542.
    • [2]               Testi approvati, P7_TA(2010)0309.
    • [3]               GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46.
    • [4]               Testi approvati, P7_TA(2011)0466.
    • [5]               Testi approvati, P7_TA(2011)0495.
    • [6]               GU L 307 del 18.11.2008, pag. 9.
    • [7]               Testi approvati, P7_TA(2009)0371.
    • [8]               Testi approvati, P7_TA(2011)0092.
    • [9]               Testi approvati, P7_TA(2011)0230.
    • [10]             Testi approvati, P7_TA(2010)0262.
    • [11]             Testi approvati, P7_TA(2010)0299.
    • [12]             GU L 175 del 10.07.99, pag. 43.
    • [13]             GU L 14 del 20.1.1998, pag. 9.
    • [14]             GU L 303 del 02.12.00, pag. 16.

    MOTIVAZIONE

    Contesto della presente relazione

    Il 23 novembre 2011 la Commissione ha presentato la sua analisi annuale della crescita per il 2012 (COM(2011)0815) che segna l'inizio del secondo semestre europeo sulla governance economica. L'analisi annuale della crescita definisce quelle che la Commissione ritiene debbano essere le priorità dell'UE per i prossimi 12 mesi in termini di riforme e politiche di bilancio, economiche, occupazionali e sociali. In tale contesto, l'analisi annuale della crescita richiede che gli sforzi nazionali ed europei si concentrino su cinque priorità nei settori della politica fiscale, della stabilizzazione del settore finanziario, della crescita e della competitività, delle conseguenze occupazionali e sociali della crisi e dell'amministrazione pubblica.

    L'analisi annuale della crescita e i suoi principali messaggi si basano su quattro allegati: 1) una relazione sul progresso della strategia Europa 2020, 2) una relazione macroeconomica, 3) una relazione sull'occupazione e 4) una relazione sulle politiche fiscali.

    La commissione EMPL ha deciso di richiedere l'autorizzazione a elaborare una relazione d'iniziativa al fine di affrontare gli aspetti occupazionali e sociali dell'analisi annuale della crescita. La relazione consentirà al Parlamento di esprimere pareri sulla situazione occupazionale e sociale dell'UE, sui progressi compiuti per il raggiungimento degli obiettivi occupazionali e sociali della strategia Europa 2020 e le priorità correlate proposte dal pacchetto della Commissione.

    Inoltre, la presente relazione costituisce il seguito a uno degli impegni assunti dal Parlamento nella sua relazione sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche elaborata dalla commissione per i problemi economici e monetari (relatore: Pervenche Berès), con la partecipazione in qualità di commissione associata della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (relatore per parere: Olle Ludvigsson), e approvata il 1° dicembre 2011. Come previsto dalla relazione Berès, la nuova relazione consentirà al Parlamento di contribuire attivamente all'attuazione della strategia Europa 2020, per i suoi aspetti sociali e occupazionali, e al semestre europeo in vista del Consiglio europeo di primavera.

    Considerato il ruolo relativamente secondario del Parlamento nel processo del semestre europeo, per il quale i trattati prevedono solo il diritto di formulare un parere sulle proposte annuali della Commissione per gli orientamenti sull'occupazione, e considerata l'importanza che ha ripetutamente attribuito a una maggiore legittimità, responsabilità democratica e titolarità del processo, la presente relazione deve quindi essere interpretata alla luce dell'assunzione da parte del Parlamento di un ruolo attivo nel semestre europeo. Al fine di assicurare la legittimità democratica degli orientamenti politici, il Consiglio europeo e diverse formazioni del Consiglio debbono prendere in considerazione le conclusioni della relazione.

    Tenendo in considerazione le scadenze molto strette, il relatore intende inoltre sottolineare la necessità di rendere più centrali e prioritari i messaggi chiave che verranno formulati, nonché il desiderio di basarsi sulla struttura delineata nella relazione Berès in merito alla partecipazione del Parlamento europeo al semestre europeo. Al fine di evitare ripetizioni, la presente relazione si concentrerà sul contenuto degli orientamenti politici sugli aspetti sociali e occupazionali dell'analisi annuale della crescita anziché sul processo del semestre europeo.

    Il relatore desidera sottolineare che l'attuale procedura interistituzionale e l'attuale formato dell'analisi annuale della crescita non lasciano al Parlamento la possibilità di proporre modifiche concrete agli orientamenti politici contenuti nella comunicazione della Commissione e nei suoi allegati. Si tratta di una grave mancanza dal punto di vista della democrazia e della trasparenza. Il relatore suggerisce pertanto di chiedere alla Commissione di presentare gli orientamenti politici dell'anno prossimo in modo che il Parlamento possa modificare il testo prima che venga adottato dal Consiglio europeo.

    Valutazione dell'analisi annuale della crescita per il 2012

    La crisi finanziaria cui ha fatto seguito una crisi del debito sovrano e una crisi sociale nell'Unione europea ha messo in evidenza il fatto che l'UE necessita di una governance economica europea più forte per evitare che consistenti disavanzi di bilancio e squilibri macroeconomici possano minacciare l'euro e l'economia europea. Il coordinamento della politica europea nel semestre europeo integra il monitoraggio dei progressi compiuti verso gli obiettivi della strategia Europa 2020 e il coordinamento tramite i processi riesaminati per la vigilanza economica contenuti nel "six-pack" approvato nel settembre 2011. Costituisce uno strumento importante per affrontare alcune delle cause strutturali dell'attuale crisi e per assicurare il progresso verso uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo in Europa.

    In considerazione della crisi del debito, il risanamento del bilancio ha assunto il ruolo di priorità assoluta nel primo semestre europeo. È stato determinante dall'inizio dell'analisi annuale della crescita per il 2011 e nelle raccomandazioni specifiche per ciascun paese alla fine del semestre. Gli orientamenti politici del semestre europeo non coprivano del tutto l'intera serie di obiettivi principali della strategia Europa 2020. L'attenzione principale sull'austerità ha portato a un approccio incoerente nel quale la stabilità di bilancio e macroeconomica è stata perseguita senza un adeguato interesse per gli obiettivi principali della strategia Europa 2020 in materia sociale, di occupazione e istruzione. Oltre a ciò, la carenza di ambizioni nei piani nazionali per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 espressa nei programmi nazionali di riforma non è stata adeguatamente affrontata e corretta dalla Commissione. Di conseguenza, l'UE si ritrova nella situazione in cui gli impegni nazionali non raggiungono nemmeno teoricamente i livelli sufficienti per rendere realtà la strategia Europa 2020.

    Nonostante ampie critiche all'approccio della Commissione nel corso del primo semestre europeo, l'analisi annuale della crescita per l'anno in corso identifica nuovamente priorità che non contribuiscono in modo equilibrato al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 nel settore dell'occupazione e degli affari sociali. Il relatore ritiene che tale approccio possa compromettere la ripresa sostenibile dalla crisi e un deciso progresso verso un'Unione europea intelligente, sostenibile e inclusiva.

    In primo luogo, la priorità principale che prevede di perseguire un risanamento del bilancio favorevole alla crescita è in contrasto con l'obiettivo principale per l'aumento dei livelli occupazionali. Sebbene il risanamento del bilancio sia necessario in molti Stati membri, gli orientamenti politici volti a un generale incremento delle misure di austerità non sono compatibili con una forte ripresa occupazionale nell'UE. Il relatore suggerisce di invitare il Consiglio europeo ad assicurare la necessaria libertà di bilancio e a incoraggiare gli investimenti per la creazione di posti di lavoro sostenibili. Gli Stati membri con un'eccedenza delle partite correnti devono essere invitati a contribuire alla riduzione degli squilibri macroeconomici incrementando la domanda interna al fine di scongiurare una spirale recessionistica pregiudizievole per la crescita occupazionale che ostacolerebbe i progressi verso l'obiettivo del 75% di occupazione per uomini e donne.

    In secondo luogo, ulteriori misure di risanamento del bilancio costituiscono una minaccia per le persone a rischio di povertà ed esclusione sociale. Sebbene la relazione comune sull'occupazione sottolinei giustamente la necessità di assicurare che i gruppi più vulnerabili e quelli più duramente colpiti dalla crisi siano protetti dagli effetti ridistributivi della crisi economica e dei piani di risanamento del bilancio, tale messaggio non trova riscontro nella prima priorità sul risanamento del bilancio del documento principale dell'analisi annuale della crescita. Il relatore suggerisce pertanto di evidenziare l'importanza dell'articolo 9 del TFUE e di richiedere l'adeguatezza e l'efficacia dei sistemi di protezione sociale al fine di assicurare che gli stabilizzatori sociali automatici possano fungere da cuscinetto contro la povertà e l'esclusione sociale. Il relatore sarebbe tuttavia favorevole a inserire tra le cinque priorità dell'analisi annuale della crescita la lotta alle conseguenze sociali della crisi dal momento che gli orientamenti politici per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale non figuravano nella comunicazione dell'anno scorso.

    In terzo luogo, il relatore desidera esprimere preoccupazione circa il fatto che gli orientamenti politici sulla lotta alla disoccupazione non siano integrati da orientamenti sulla realizzazione delle condizioni necessarie per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro. Tra le misure per aumentare gli incentivi al lavoro deve rientrare il contrasto della carenza di un numero sufficiente di posti di lavoro di qualità con una retribuzione e condizioni di lavoro dignitose. Il relatore desidera sottolineare che la dimensione di genere è fondamentale per il raggiungimento dei principali obiettivi della strategia Europa 2020, poiché le donne rappresentano la più grande riserva di manodopera finora inutilizzata e sono la maggioranza delle persone che vivono in stato di povertà nell'UE. Tra le priorità degli orientamenti politici per il semestre europeo 2012 devono quindi rientrare le misure volte ad assicurare una possibile conciliazione tra lavoro e assistenza.

    Infine, la crisi ha avuto conseguenze particolarmente drammatiche per le condizioni dei giovani in cerca di un impiego stabile. I giovani si trovano ad affrontare un tasso di disoccupazione superiore al 20% e, in alcuni Stati membri, superiore al 40%. Tra il 2008 e il 2010, il numero complessivo di giovani disoccupati nell'UE è aumentato di un milione. La percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione ("NEET") è aumentata di due punti percentuali nello stesso periodo. Sebbene l'analisi annuale della crescita indichi giustamente l'occupazione dei giovani come una priorità, il relatore esprime preoccupazione circa la qualità dei posti di lavoro, dei tirocini e degli apprendistati suggeriti negli orientamenti politici della Commissione. Il relatore auspica che la lotta al lavoro precario tra i giovani diventi un elemento chiave degli orientamenti politici sull'occupazione giovanile. Inoltre, suggerisce di ricordare l'iniziativa faro della Commissione "Youth on the Move" che contiene la promessa di proporre un quadro di qualità per i tirocini.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    26.1.2012

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    35

    2

    2

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Philippe Boulland, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Marije Cornelissen, Frédéric Daerden, Karima Delli, Sari Essayah, Marian Harkin, Roger Helmer, Danuta Jazłowiecka, Martin Kastler, Jean Lambert, Patrick Le Hyaric, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Rovana Plumb, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Traian Ungureanu

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Georges Bach, Ramona Nicole Mănescu, Anthea McIntyre

    Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Thomas Händel, Kent Johansson, Gesine Meissner, Norbert Neuser