RELAZIONE sugli orientamenti generali per la preparazione del bilancio 2013, sezione III – Commissione

    2.3.2012 - (2012/2000(BUD))

    Commissione per i bilanci
    Relatore: Giovanni La Via


    Procedura : 2012/2000(BUD)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A7-0040/2012

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sugli orientamenti generali per la preparazione del bilancio 2013, sezione III – Commissione

    (2012/2000(BUD))

    Il Parlamento europeo,

    –   visti gli articoli 313 e 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

    –   visto l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria[1],

    –   vista la programmazione finanziaria aggiornata della Commissione per il 2007-2013, trasmessa in conformità del punto 46 del summenzionato accordo interistituzionale del 17 maggio 2006,

    –   visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2012[2],

    –   viste le conclusioni del Consiglio del 21 febbraio 2012 sugli orientamenti per il bilancio 2013,

    –   vista la relazione della commissione per i bilanci (A7-0040/2012),

    Il ruolo del bilancio dell'Unione europea nel contesto della crisi economica e finanziaria

    1.   prende atto degli sforzi di risanamento di bilancio compiuti da gran parte degli Stati membri a seguito della crisi finanziaria e di bilancio; sottolinea, tuttavia, che l'Unione europea non sarà mai in grado di reagire adeguatamente all'attuale crisi economica e sociale o di prevenire eventuali crisi in futuro in assenza di una maggiore integrazione, di strumenti comuni, quali le sanzioni automatiche, e del diritto della Commissione di proporre un ricorso giurisdizionale nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi, ma anche di programmi comuni finanziati dall'Unione europea, e delle risorse necessarie al loro funzionamento; insiste sul fatto che la ripresa economica esige misure per rafforzare la solidarietà e promuovere la crescita sostenibile e l'occupazione; si compiace che il Consiglio europeo ne abbia preso atto nella sua dichiarazione del 30 gennaio 2012, ma insiste sulla necessità di adottare misure concrete, in particolare utilizzando il bilancio dell'Unione europea come uno strumento comune; sottolinea che le priorità individuate nella dichiarazione summenzionata sono esattamente le stesse che il Parlamento aveva difeso nel quadro delle precedenti procedure di bilancio;

    2.   resta preoccupato per la crisi mondiale senza precedenti che ha pregiudicato seriamente la crescita economica e la stabilità finanziaria, aggravando altresì pesantemente il disavanzo pubblico e il debito degli Stati membri; comprende la preoccupazione del Consiglio per quanto riguarda i vincoli economici e di bilancio a livello nazionale e insiste sul fatto che il 2013 sarà un anno decisivo per la ripresa economica;

    3.   ricorda che il bilancio dell'Unione europea è uno degli strumenti più importanti per dimostrare solidarietà tra gli Stati membri e tra le generazioni e che esso apporta un chiaro valore aggiunto, visto il suo impatto straordinario sull'economia reale e sulla vita quotidiana dei cittadini europei; ricorda che se le politiche dell'Unione fossero finanziate esclusivamente dagli Stati membri, i loro costi esploderebbero e che, alla luce di ciò, il bilancio europeo, se utilizzato in modo sinergico, rappresenta intrinsecamente un evidente risparmio comune per il benessere generale; ritiene che le misure di austerità adottate a livello nazionale non dovrebbero comportare una riduzione equivalente a livello di Unione europea, in quanto ciascun euro speso a questo livello può generare risparmi nei 27 Stati membri;

    4.   sottolinea la necessità di intensificare, più che mai in tempi di crisi, gli sforzi collettivi compiuti a livello di Unione europea per garantire l'efficacia delle azioni intraprese; sottolinea altresì che il bilancio annuale dell'Unione europea, con il suo effetto leva, le priorità dei bilanci nazionali e tutti gli altri strumenti europei devono supportare le politiche di rilancio degli Stati membri e devono essere uniformati alla strategia Europa 2020 per la crescita e l'occupazione, e che ciò è essenziale per assicurare il successo della strategia e per preservare la fiducia nelle politiche dell'Unione europea, in particolare tra i cittadini; rileva che, dato il ruolo di catalizzatore per gli investimenti che svolge il bilancio dell'Unione europea, una riduzione del suo livello inciderebbe negativamente sulla creazione di crescita e di occupazione nell'Unione;

    5.   è del parere che la promozione della crescita e dell'occupazione richieda azioni specifiche e maggiori sforzi di bilancio a sostegno della competitività, dell'innovazione e delle piccole e medie imprese (PMI), dal momento che gran parte del potenziale economico dell'Unione europea risiede in questa categoria di imprese che, stando agli studi più recenti, hanno creato l'85% dei nuovi posti di lavoro netti nell'Unione europea tra il 2002 e il 2012 e costituiscono la spina dorsale della crescita economica in Europa; ritiene pertanto che la promozione della cultura imprenditoriale e della creazione di nuove imprese attraverso azioni concrete rivesta un'importanza cruciale e che occorra destinare a tal fine risorse sufficienti; prende atto pertanto della necessità di compiere sforzi per aumentare i finanziamenti dell'Unione europea a favore della crescita;

    6.   sottolinea che tale sostegno sarebbe indispensabile per evitare che le PMI riducano i loro investimenti, soprattutto nel settore della ricerca e dello sviluppo, e per promuovere al contempo e la formazione professionale, in particolare per i giovani, e garantire il mantenimento delle competenze, contribuendo in tal modo a realizzare il potenziale innovativo delle PMI, il che è essenziale per la prosperità dell'Unione e per la creazione di una società del sapere; sottolinea a tale riguardo la necessità di semplificare ulteriormente la procedura per la domanda di accesso ai programmi finanziati dall'Unione europea;

    7.   ritiene che un degli investimenti in un'economia sostenibile a titolo del bilancio dell'Unione europea potrebbe aumentare il tasso di creazione di posti di lavoro rispetto al bilancio attuale; sottolinea che tali investimenti potrebbero contribuire in misura significativa a riportare l'Unione europea sulla strada della crescita;

    8.   sottolinea il fatto che i risultati della strategia Europa 2020 dipendono in larga misura dai giovani di oggi, che sono più istruiti, più tecnologicamente avanzati e più mobili che mai e, di conseguenza, costituiscono e costituiranno la risorsa più preziosa per la crescita e l'occupazione nell'Unione; è preoccupato per l'elevato livello di disoccupazione giovanile negli Stati membri; altresì la necessità, visto quanto appena affermato, di impegnarsi al massimo a livello europeo e nazionale per garantire che la crescita e l'occupazione siano una realtà, specialmente per i giovani che rappresentano il futuro comune dell'Unione;

    9.   prende atto della proposta della Commissione di destinare un importo pari a 82 000 000 000 EUR provenienti dagli stanziamenti non ancora programmati nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea (Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo) alle misure a favore delle PMI e alla lotta contro la disoccupazione giovanile; chiede di essere debitamente informato su questa iniziativa, sulla sua attuazione e sul suo impatto sul bilancio 2013;

    Un bilancio ben coordinato e responsabile per il 2013

    10. sottolinea che tutte le misure anticrisi adottate finora dovrebbero contribuire al ripristino della crescita, rilevando, a tale riguardo, la necessità che le misure di austerità ad hoc già adottate siano accompagnate da investimenti mirati che favoriscano uno sviluppo economico sostenibile; sottolinea che il bilancio dell'Unione europea deve svolgere un ruolo decisivo in tale contesto, quale strumento atto a garantire un'azione tempestiva e coordinata in tutti i settori, allo scopo di attenuare gli effetti della crisi sull'economia reale, e a fungere da catalizzatore per stimolare gli investimenti, la crescita e la creazione di posti di lavoro in Europa;

    11. sottolinea che un'attuazione ben coordinata, coerente e tempestiva delle priorità e degli impegni politici condivisi a livello nazionale ed europeo implica che le istituzioni nazionali ed europee collaborino al fine di destinare la spesa pubblica prioritariamente ai settori di crescita, valutino ex ante gli effetti delle azioni previste, rafforzino le sinergie tra di loro e ne garantiscano un impatto positivo, abolendo gli ostacoli e sfruttando il potenziale inutilizzato; sottolinea a tale riguardo l'importanza di proseguire l'organizzazione, prima del Consiglio europeo di primavera, della presentazione del progetto di bilancio da parte della Commissione e dell'avvio delle procedure di bilancio nazionali negli Stati membri, di discussioni interparlamentari sugli orientamenti economici e di bilancio comuni degli Stati membri e dell'Unione per garantire un coordinamento tra i bilanci nazionali e il bilancio dell'Unione europea nel quadro generale del rafforzamento delle attività del Parlamento nel semestre europeo, al fine di rafforzare la sua legittimità democratica, come richiesto nella risoluzione del 1° dicembre 2011 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche;

    12. chiede che venga adottato un bilancio responsabile e orientato ai risultati, basato su una spesa di qualità e su un impiego ottimale e tempestivo degli attuali strumenti di finanziamento dell'Unione europea; sottolinea, nello spirito della dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del 30 gennaio 2012, la necessità di investire nella crescita e nell'occupazione, specialmente per quanto riguarda le PMI e i giovani; sottolinea la propria intenzione di impegnarsi, assieme alle commissioni parlamentari specializzate, per individuare non solo gli ambiti concreti in cui è necessario potenziare gli interventi ma anche le eventuali priorità negative;

    13. rileva che il bilancio dell'Unione europea rappresenta un investimento diretto esclusivamente alle politiche e agli interventi che dimostrano il valore aggiunto dell'Unione europea; richiama l'attenzione sul fatto che il bilancio dell'Unione, che non può essere in deficit, esercita un effetto leva sulla crescita e sull'occupazione nettamente superiore a quello della spesa nazionale, e ha la capacità di stimolare gli investimenti, creare stabilità in Europa e aiutare l'Unione europea a uscire dall'attuale crisi economica e finanziaria; sottolinea, tuttavia, la necessità di mobilitare maggiori investimenti per non pregiudicare l'attuazione di progetti essenziali per la ripresa economica e la competitività; evidenzia, a tale riguardo, il fatto che lo sviluppo di nuovi e più efficaci strumenti finanziari potrebbe accrescere altresì l'effetto leva del contributo della spesa dell'Unione alla crescita, attirando gli investimenti privati e compensando in tal modo i vincoli a livello nazionale e ottimizzando la spesa pubblica;

    14. ricorda che, tra il 2000 e il 2011, i bilanci nazionali nell'Unione europea hanno registrato un aumento medio del 62%, mentre gli stanziamenti di pagamento nel bilancio dell'Unione europea sono aumentati di poco meno del 42%, sebbene l'Unione europea sia passata da 15 a 27 Stati membri;

    15. intende prestare particolare attenzione, nel contesto della procedura di bilancio 2013, all'attuazione delle priorità di bilancio fissate dal Parlamento europeo per gli esercizi precedenti e, in particolare, intende seguire attentamente il finanziamento e l'attuazione della strategia Europa 2020, che gode del pieno sostegno degli Stati membri, in termini di promozione della competitività e dell'occupazione, come pure delle altre priorità settoriali;

    16. si compiace del fatto che, nell'ultima versione della programmazione finanziaria per il 2012-2013, la Commissione non abbia compensato gli incrementi passati, rispettando in tal modo le priorità di bilancio fissate dal Parlamento europeo per il 2012; chiede che nel progetto di bilancio 2013 si segua la stessa impostazione;

    17. rammenta che i massimali di diverse rubriche, in particolare la rubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione) e la rubrica 4 (l'UE quale attore globale), nell'ambito dell'attuale quadro finanziario sono insufficienti per realizzare le politiche prioritarie approvate da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione; ricorda inoltre che è stato necessario rivedere a più riprese gli stanziamenti destinati ad alcune politiche per poter conseguire nuovi obiettivi ed espletare nuovi compiti, rendendo necessario il ricorso allo strumento di flessibilità in quasi tutti i bilanci annuali; sottolinea che non intende accettare che vengano compromessi impegni politici a lungo termine dell'Unione europea; ricorda, in particolare, la necessità di onorare gli impegni finanziari iscritti negli accordi internazionali e/o negli accordi tra l'Unione europea e le organizzazioni internazionali e di inserirli debitamente nel progetto di bilancio;

    Un bilancio 2013 mirato alla realizzazione dei programmi e delle priorità dell'Unione

    18. ricorda che il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013 era inteso a migliorare la prosperità e la qualità di vita dei cittadini europei e a sfruttare pienamente il potenziale offerto dall'allargamento, e che tuttavia dal 2008 l'Unione europea attraversa una crisi senza precedenti, il che ha inciso altresì su ciascun bilancio annuale; sottolinea, in tale contesto, il mancato adeguamento del quadro finanziario 2007-2013 per soddisfare l'ulteriore fabbisogno finanziario imputabile alla crisi in corso, a fronte del fatto che, dal 2007, in ciascun bilancio annuale sono stati mantenuti margini considerevoli al di sotto dei massimali globali del quadro finanziario pluriennale, ragion per cui i bilanci annuali sono stati improntati alla moderazione e all'austerità; rileva che i relativi pagamenti dovrebbero pertanto quanto meno essere versati in base al normale ciclo di bilancio; ricorda che i pagamenti sono dissociati dagli stanziamenti d'impegno solo a causa del lasso di tempo che intercorre, nel caso dei programmi pluriennali, prima dell'effettivo versamento dei fondi;

    19. sottolinea che, essendo il 2013 l'ultimo anno dell'attuale periodo di programmazione, sarà necessario recuperare i ritardi sia in termini di pagamenti, come è sempre avvenuto al termine delle Prospettive finanziarie in ragione dell'avvio del processo di completamento dei programmi 2007-2013, sia in termini di impegni, al fine di rispettare gli importi della programmazione finanziaria, che sono prossimi alla cifra di 152 000 000 EUR per il 2013; ribadisce che qualsiasi taglio artificiale all'entità dei pagamenti ritarderà sia l'adempimento degli obblighi contrattuali sia il rispetto di precedenti impegni assunti dall'Unione europea, senza contare il rischio di interessi di mora e di una perdita di fiducia nelle politiche europee, nonché perdita di credibilità delle istituzioni dell'Unione; sottolinea pertanto che i debiti contrattuali dovrebbero essere pagati quanto prima per una questione di disciplina di bilancio;

    20. constata che il livello dei pagamenti – il quale, essendo il semplice risultato di impegni passati, dovrebbe essere determinato sulla base di criteri tecnici, quali i dati relativi all'esecuzione, le previsioni di assorbimento e il livello degli impegni pregressi (RAL) – è diventato la questione politica principale in seno al Consiglio nel corso delle ultime procedure di bilancio; evidenzia il crescente livello dei RAL alla fine del 2011, pari a 207 000 000 000 EUR, che rappresentano un aumento prossimo del 7% rispetto al livello di fine 2010; intende instaurare, in vista della prossima riunione interistituzionale sulla differenza tra stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento, un dialogo con la Commissione volto a fare piena chiarezza sulla composizione dei RAL; insiste sulla necessità che il Consiglio si astenga dal fissare a priori il livello di pagamenti senza tenere conto del fabbisogno effettivo e degli obblighi di legge; osserva altresì che l'accumulo di RAL pregiudica di fatto la trasparenza del bilancio dell'Unione europea, da cui dovrebbe emergere chiaramente il rapporto tra stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento in un determinato esercizio;

    21. sottolinea il fatto che un approccio semplicemente basato sul rapporto "contributore netto al bilancio dell'UE/beneficiario netto del bilancio dell'UE" non tiene debitamente conto degli importanti effetti di ricaduta che il bilancio dell'Unione europea produce tra gli Stati membri a vantaggio di obiettivi politici comuni dell'Unione europea; esprime profonda inquietudine per la crescita alquanto moderata dei pagamenti negli ultimi due esercizi, che nel caso del bilancio 2012 è stata addirittura inferiore al tasso di inflazione, in un momento cruciale in cui tutti i programmi d'investimento dovrebbero funzionare a pieno regime e realizzare appieno le loro potenzialità;

    22. sottolinea l'opportunità di non iscrivere in bilancio stanziamenti insufficienti per ragioni di sana gestione finanziaria e la necessità di allineare gli stanziamenti a previsioni realistiche della capacità di assorbimento; rileva che il fatto di ridurre artificialmente il livello degli stanziamenti rispetto alle previsioni realistiche della Commissione potrebbe per contro impedire che il livello finale di esecuzione del bilancio raggiunga il suo pieno potenziale; ricorda che il livello degli stanziamenti di pagamento proposto dalla Commissione nel suo progetto di bilancio è determinato principalmente in funzione delle previsioni degli Stati membri e dalla loro capacità di esecuzione, dato che gli Stati membri gestiscono assieme alla Commissione oltre l'80% dei finanziamenti dell'Unione europea;

    23. si rammarica del fatto che, visto che nel dicembre 2011 il Consiglio si è rifiutato di finanziare determinati fabbisogni supplementari, alcune richieste di pagamento per un importo superore ai 10 miliardi di EUR non hanno potuto essere soddisfatte alla fine del 2011, il che incide direttamente sui pagamenti disponibili per il 2012; è preoccupato per il fatto che ciò è riconducibile alla messa in dubbio da parte del Consiglio dei dati di esecuzione della Commissione e delle sue valutazioni del fabbisogno, senza fornire dati o fonti alternativi;

    24. manifesta pertanto estrema inquietudine per la situazione dei pagamenti nel 2012 e chiede alla Commissione di presentare una proposta che permetta di trovare quanto prima una soluzione nel corso di quest'anno, in modo tale da non rinviare nuovamente il problema al 2013; ritiene inoltre che un utilizzo degli stanziamenti del prossimo esercizio per finanziare i fabbisogni attuali costituisca una cattiva gestione finanziaria e violi il principio dell'annualità del bilancio; teme seriamente che questa prassi comprometta la politica di zero indebitamento dell'Unione;

    25. rinnova il proprio invito al Consiglio ad astenersi dal ridurre artificialmente gli stanziamenti di pagamento durante la procedura di bilancio, rilevando che tale prassi sembra portare a un livello insostenibile di pagamenti; chiede, ove siffatte proposte vengano comunque formulate, che il Consiglio stabilisca e giustifichi con chiarezza e trasparenza quali programmi o progetti dell'Unione europea ritenga possano essere ritardati o completamente abbandonati;

    26. invita il Consiglio, in tale contesto, ad allineare la sua posizione a una programmazione finanziaria realistica e responsabile e si impegna a proseguire il monitoraggio costante dell'esecuzione degli stanziamenti 2012, in particolare dei pagamenti; chiede al Consiglio di seguire il proprio esempio in modo tale che l'autorità di bilancio possa lavorare sulla base di dati di esecuzione comuni e aggiornati ed effettuare previsioni affidabili delle spese; invita a tal fine il Consiglio e la Commissione a una riunione interistituzionale da tenersi nel primo semestre del 2012 al livello politico appropriato, al fine di chiarire e risolvere qualsiasi eventuale malinteso relativo agli importi di esecuzione e al fabbisogno previsto di pagamenti e di tracciare assieme il quadro della situazione dei pagamenti per gli esercizi 2012 e 2013;

    27. accoglie con favore l'accordo raggiunto nel dicembre 2011 sul finanziamento dei costi aggiuntivi del progetto ITER; esorta la Commissione a rispettare integralmente le conclusioni comuni in questo accordo e a presentare proposte concrete sull'importo di 30 milioni di EUR nel progetto di bilancio 2013, sfruttando appieno le disposizioni del regolamento finanziario e dell'AII del 17 maggio 2006 ed escludendo ulteriori revisioni del QFP legate a ITER; ribadisce la propria ferma convinzione che l'iscrizione dell'importo di 360 000 000 EUR nel bilancio 2013 non dovrebbe impedire l'efficace attuazione di altre politiche dell'Unione europea, in particolare quelle che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 in quest'ultimo anno del periodo di programmazione e chiede espressamente che le eventuali riassegnazioni di stanziamenti non compromettano tali priorità di bilancio; sottolinea che nella sua programmazione finanziaria la Commissione prevede un margine di 47 000 000 EUR nella rubrica 1a, il che copre in parte il fabbisogno finanziario di ITER;

    28. si attende, in considerazione dell'imminente adesione della Croazia il 1° luglio 2013, una celere approvazione della revisione del QFP, in linea con il punto 29 dell'AII (Adeguamento del quadro finanziario in funzione dell'allargamento), e chiede alla Commissione di presentare la proposta sui relativi stanziamenti supplementari non appena l'atto di adesione sarà stato ratificato da tutti gli Stati membri; ribadisce che l'allargamento alla Croazia andrebbe accompagnato da idonei finanziamenti aggiuntivi provenienti da nuove risorse e non dalla riassegnazione di stanziamenti per la seconda metà del 2013;

    Spese amministrative

    29. prende atto della lettera del Commissario al bilancio e alla programmazione finanziaria, in data 23 gennaio 2012, in cui si esprime la volontà della Commissione di ridurre dell'1% i suoi posti in organico a decorrere già dal 2013, tenendo attentamente conto delle diverse ripercussioni di tale misura sulle direzioni generali di grandi, medie e piccole dimensioni; intende esaminare attentamente l'intenzione della Commissione di ridurre del 5%, entro il 2018, il personale di tutte le istituzioni e organi dell'Unione europea rispetto al 2013, rammentando che ciò va inteso come obiettivo generale; ricorda che qualsiasi modifica dell'organigramma ha un'incidenza diretta sul bilancio e non dovrebbe in alcun modo compromettere le prerogative della commissione per i bilanci né quelle del Parlamento europeo in materia di bilancio; ritiene che qualsiasi riduzione del personale a breve o a lungo termine debba basarsi su una valutazione d'impatto preliminare e tenere pienamente conto anche degli obblighi giuridici dell'Unione e delle nuove competenze e delle maggiori funzioni attribuite alle istituzioni dai trattati;

    30. ricorda l'importanza di una cooperazione interistituzionale stretta e costruttiva durante l'intera procedura e ribadisce la propria volontà di contribuirvi integralmente nel pieno rispetto delle disposizioni del TFUE; si attende che i presenti orientamenti siano tenuti pienamente in considerazione durante la procedura di bilancio e in sede di stesura del progetto di bilancio;

    ○         ○

    31. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

    • [1]  GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
    • [2]  GU L 000 del 00.00.2012, pag. 0.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    28.2.2012

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    31

    3

    5

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Marta Andreasen, Richard Ashworth, Reimer Böge, Jean-Luc Dehaene, Isabelle Durant, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Ivars Godmanis, Ingeborg Gräßle, Estelle Grelier, Carl Haglund, Jutta Haug, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Anne E. Jensen, Ivailo Kalfin, Jan Kozłowski, Giovanni La Via, George Lyon, Barbara Matera, Claudio Morganti, Miguel Portas, Dominique Riquet, László Surján, Derek Vaughan, Angelika Werthmann

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Alexander Alvaro, Hynek Fajmon, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Peter Jahr, Jürgen Klute, María Muñiz De Urquiza, Paul Rübig, Peter Šťastný, Theodor Dumitru Stolojan, Gianluca Susta

    Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Hannu Takkula