RELAZIONE recante le raccomandazioni del Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione e al servizio europeo per l'azione esterna sui negoziati relativi all'accordo di associazione UE-Armenia

    28.3.2012 - (2011/2315(INI))

    Commissione per gli affari esteri
    Relatore: Tomasz Piotr Poręba


    Procedura : 2011/2315(INI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A7-0079/2012
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    A7-0079/2012
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    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    recante le raccomandazioni del Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione e al servizio europeo per l'azione esterna sui negoziati relativi all'accordo di associazione UE-Armenia

    (2011/2315(INI))

    Il Parlamento europeo,

    –       visti i negoziati in corso tra l'Unione europea e l'Armenia relativamente all'accordo di associazione,

    –       viste le conclusioni del Consiglio sull'Armenia del 10 maggio 2010 in virtù delle quali sono adottate le direttive negoziali,

    –       visto l'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) tra l'Armenia e l'Unione europea entrato in vigore il 1° luglio 1999,

    –       vista la dichiarazione comune su un partenariato per la mobilità tra l'Unione europea e l'Armenia del 27 ottobre 2011,

    –       visto il piano d'azione della politica europea di vicinato (PEV) adottato il 14 novembre 2006 e la comunicazione congiunta dal titolo "Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento" del 25 maggio 2011,

    –       vista la dichiarazione congiunta del vertice per il partenariato orientale tenutosi a Praga il 7 maggio 2009,

    –       viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" sul partenariato orientale del 25 ottobre 2010,

    –       vista la dichiarazione comune sul vertice di partenariato orientale tenutosi a Varsavia il 29-30 settembre 2011,

    –       visto l'Atto costitutivo dell'Assemblea parlamentare UE-Vicinato orientale (EURONEST) del 3 maggio 2011,

    –       viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" sul Caucaso meridionale del 27 febbraio 2012,

    –       vista la risoluzione del 13 marzo 2008 sull'Armenia[1],

    –       vista la sua risoluzione del 20 maggio 2010 sulla necessità di una strategia UE per il Caucaso meridionale[2],

    –       viste le sue risoluzioni del 20 gennaio 2011 su una strategia dell'Unione europea per il Mar Nero[3] e del 17 gennaio 2008 sull'approccio in materia di politica regionale per il Mar Nero[4],

    –       viste le sue risoluzioni del 7 aprile 2011 sulla revisione della politica europea di vicinato – dimensione orientale[5] e del 14 dicembre 2011 sulla revisione della politica europea di vicinato[6],

    –       vista la decisione del Consiglio 2011/518/PESC, del 25 agosto 2011, che nomina il rappresentante speciale dell'Unione europea per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia[7],

    –       vista la relazione intermedia della Commissione europea sull'Armenia adottata il 25 maggio 2011,

    –       visto il terzo ciclo del dialogo tra l'Unione europea e l'Armenia in materia di diritti umani, tenutosi il 6 dicembre 2011,

    –       vista l'amnistia generale adottata dal parlamento armeno il 26 maggio 2011 su proposta del presidente Sargsyan,

    –       vista la dichiarazione firmata a Mosca il 2 novembre 2008 dai presidenti di Armenia, Azerbaigian e della Federazione russa,

    –       vista la dichiarazione congiunta firmata dai presidenti di Armenia, Azerbaigian e della Federazione russa del 23 gennaio 2012 a Sochi,

    –       visti l'articolo 90, paragrafo 4, e l'articolo 48 del suo regolamento,

    –       vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A7-0079/2012),

    A.     considerando che il partenariato orientale stabilisce il quadro politico per il rafforzamento delle relazioni bilaterali mediante nuovi accordi di associazione tenendo in considerazione la situazione specifica e le ambizioni del paese partner nonché gli interessi strategici dell'UE nella stabilità e nello sviluppo democratico della regione;

    B.     considerando che gli accordi di associazione rappresentano il quadro adeguato per approfondire le relazioni, mediante l'intensificazione dell'associazione politica, dell'integrazione socioeconomica e del ravvicinamento legale con l'UE, nonché per sviluppare i rapporti culturali;

    C.     considerando che, in tale contesto, la dimensione multilaterale del partenariato orientale ha natura complementare e inseparabile dalla dimensione bilaterale e che dovrebbe evolversi parallelamente ai negoziati sugli accordi di associazione in corso per aprire la strada alla completa attuazione degli stessi e gettare le basi per un'autentica cooperazione regionale, come prevista dai principi di base della politica europea di vicinato;

    D.     considerando che l'impegno attivo dell'Armenia verso l'attuazione di principi e valori condivisi, come la democrazia, lo Stato di diritto, il buongoverno e il rispetto dei diritti umani, è un elemento fondamentale per far progredire il processo e per far sì che la negoziazione e la successiva attuazione dell'accordo di associazione abbiano successo;

    E.     considerando che le autorità armene hanno dichiarato ripetutamente la loro disponibilità ad aderire a tali valori e hanno evocato le ambizioni europee dell'Armenia; che la retorica non ha sempre rispecchiato la realtà dell'andamento delle riforme; che la partecipazione attiva dell'Armenia alla cooperazione parlamentare multilaterale nel contesto di EURONEST, che si occupa delle quattro piattaforme tematiche del partenariato orientale, costituisce un buon esempio del suo impegno ad aderire ai valori e ai principi europei, su cui esiste un ampio consenso pubblico nella società armena;

    F.     considerando che il conflitto irrisolto nel Nagorno-Karabakh costituisce un'insidia per la stabilità e lo sviluppo dell'Armenia e della regione del Caucaso meridionale; che nella sua comunicazione congiunta dal titolo "Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento", l'Unione europea ha dichiarato l'intenzione di impegnarsi più attivamente nella risoluzione del conflitto nel Caucaso meridionale sia sostenendo i quadri negoziali esistenti sia proponendo iniziative nuove; che il Rappresentante speciale dell'UE per il Caucaso meridionale ha un ruolo importante nel contribuire alla soluzione pacifica del conflitto nella regione;

    G.     considerando che l'occupazione di territori appartenenti a un paese terzo costituisce una violazione del diritto internazionale e è contraria ai principi fondanti della politica europea di vicinato che compromette l'intero progetto di partenariato orientale;

    H.     considerando che esistono allarmanti relazioni sulle attività illegali esercitate dalle truppe armene nei territori azeri occupati, segnatamente nelle manovre delle forze armate, nel rinnovo degli armamenti e del personale militare e nel rafforzamento della difesa;

    I.      considerando che un corretto svolgimento delle prossime elezioni parlamentari previste per il 6 maggio 2012, in conformità con le norme internazionali ed europee, sarà di fondamentale importanza per lo sviluppo delle relazioni tra l'Unione europea e l'Armenia, e considerando che le elezioni devono essere condotte conformemente al nuovo codice elettorale dell'Armenia;

    J.      considerando che i negoziati sull'accordo di associazione tra l'Unione europea e l'Armenia hanno fatto progressi a passo spedito e hanno dato impulso alla riforma interna;

    1.      rivolge al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna le seguenti raccomandazioni: devono

    (a)    fare in modo che l'accordo di associazione rappresenti un quadro globale e lungimirante per lo sviluppo futuro delle relazioni con l'Armenia, in grado di promuovere l'associazione politica, la convergenza economica e il ravvicinamento politico;

    (b)    assicurare che i negoziati sugli accordi di associazione UE-Azerbaigian e UE-Armenia, in linea con le richieste avanzate nella relazione del Parlamento, del 20 maggio 2010, sull'esigenza di una strategia UE per il Caucaso meridionale e con i principi fondamentali del gruppo di Minsk dell'OSCE, enunciati nella dichiarazione congiunta "Aquila" del 10 luglio 2009, sia collegata a impegni credibili a conseguire progressi sostanziali verso la risoluzione del conflitto nel Nagorno-Karabakh, che comprenda, per esempio, misure atte a rafforzare la fiducia come la demilitarizzazione generale, il ritiro dei cecchini dalla linea di contatto, il ritiro delle forze armene dai territori occupati in prossimità del Nagorno-Karabakh e la loro restituzione al controllo azero, nonché meccanismi di prevenzione attiva di incidenti e indagini sulle violazioni del cessate il fuoco lungo la linea di contatto, il diritto di tutti gli sfollati interni e dei rifugiati di ritornare alle proprie case e proprietà, e infine garanzie di sicurezza internazionali che comprendano una vera operazione multinazionale di mantenimento della pace al fine di prefigurare condizioni adeguate per la futura espressione libera, giuridicamente vincolante, della volontà in merito allo statuto definitivo del Nagorno-Karabakh;

    (c)    sottolineare l'importanza fondamentale di elezioni democratiche libere e corrette, che devono trovare riscontro non solo in una gestione ordinata delle elezioni di maggio 2012 nella giornata elettorale, ma anche nell'assicurare la pluralità, la libertà del dibattito politico, la libertà di parola e un accesso equo per tutte le forze politiche ai principali canali radiotelevisivi, la libertà di riunione e di movimento durante l'intera fase pre-elettorale e post-elettorale; sottolineare la necessità di fornire le risorse necessarie alla delegazione dell'UE in Armenia allo scopo di promuovere il contributo dell'Unione europea alla qualità dei processi elettorali; sostenere l'adozione del nuovo codice elettorale armeno, che è coerente con le raccomandazioni e gli obblighi internazionali;

    (d)    sottolinea che è fondamentale portare a termine un'indagine trasparente, indipendente e imparziale degli eventi del 1° marzo 2008, compresa un'indagine indipendente sull'intervento della polizia durante la dispersione della dimostrazione;

    (e)    riconoscere le aspirazioni europee dell'Armenia e considerarle un importante stimolo e un catalizzatore necessario per l'attuazione delle riforme e per il sostegno pubblico a tali riforme, volte a rafforzare l'impegno dell'Armenia verso i valori e i principi comuni dello Stato di diritto, dei diritti umani e della buona governance;

    (f)     inserire nell'accordo di associazione le clausole e i parametri sulla tutela e la promozione dei diritti umani che rispecchino le più elevate norme internazionali ed europee, attingendo il più possibile dal quadro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE e dal dialogo in corso tra l'Unione europea e l'Armenia in materia di diritti umani;

    (g)    sottolineare, nell'accordo di associazione, l'importanza di garantire il godimento delle libertà fondamentali, tra cui la libertà di riunione e di associazione, lo sviluppo della società civile, lo Stato di diritto, la lotta continua contro la corruzione, assicurando la competitività del mercato, e l'indipendenza dei media;

    (h)    esortare le autorità armene ad adottare una legislazione antidiscriminazione che vieti la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere in ogni settore;

    (i)     incoraggiare le autorità armene a proseguire con rinnovato impegno la riforma legislativa nel paese;

    (j)     incoraggiare le autorità armene a continuare a sviluppare la carica di difensore dei diritti umani, in particolare fornendo a quest'ultimo ulteriori risorse finanziarie e umane, e sostenendo gli uffici regionali istituiti di recente; assicurare che il sostegno a istituzioni come il difensore dei diritti umani sia equilibrato in proporzione al sostegno alle organizzazioni della società civile;

    (k)    sottolineare, in particolare, l'importanza dell'indipendenza della magistratura, di procedure d'appalto trasparenti, della separazione della politica dalle attività economiche, e la necessità di smantellare le strutture oligarchiche all'interno dell'economia, di procedimenti giudiziari affidabili che garantiscano processi giusti e l'accesso alla giustizia a tutti i cittadini, di un ambiente sicuro per il giornalismo d'inchiesta, dell'accesso alle informazioni e a media indipendenti e sociali e della prevenzione di tutte le forme di tortura e di maltrattamento nei centri di detenzione; incoraggiare il governo armeno a compiere ogni sforzo per rispettare le raccomandazioni e le migliori prassi dell'Unione europea in tali settori;

    (l)     sottolineare l'importanza attribuita dall'Unione europea alla prevenzione e alla lotta contro la corruzione nei paesi del partenariato orientale, soprattutto alla luce delle conclusioni del Consiglio sulla cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni all'interno del partenariato orientale della sua 3135a sessione del 13 e 14 dicembre 2011;

    (m)   sottolineare la relazione tra la riforma delle autorità preposte all'applicazione della legge nei paesi partner e le misure volte a combattere il crimine finanziario, la corruzione, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo;

    (n)    sottolineare la necessità di combattere l'impunità dei funzionari preposti all'applicazione della legge e della polizia, garantendo, tra le altre cose, indagini approfondite sulle torture e sulle violazioni dei diritti in detenzione e in istituzioni chiuse;

    (o)    assicurare che la società civile e le organizzazioni non governative in Armenia siano regolarmente e sistematicamente consultate durante il processo negoziale dell'accordo di associazione e che le loro raccomandazioni siano ascoltate e tenute in considerazione, ove risulti opportuno.

    (p)    assicurare che l'accordo di associazione sia conforme ai principi del diritto internazionale con riguardo, in particolare, alla Carta delle Nazioni Unite, all'Atto finale di Helsinki nonché ai principi e agli impegni nel quadro dell'OSCE, segnatamente la rinuncia all'uso della forza, l'integrità territoriale e il diritto all'autodeterminazione;

    (q)    ricordare a tutte le parti che non può esistere alcuna alternativa alla risoluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh; sottolineare che qualsiasi minaccia dell'uso della forza compromette gli sforzi congiunti della comunità internazionale;

    (r)    invitare l'Armenia e l'Azerbaigian a intraprendere misure atte a rafforzare la fiducia sui fronti, compresi il ritiro dei cecchini dalla linea di contatto (secondo le raccomandazioni dell'OSCE), il ritiro e la cessazione dell'uso di ogni tipo di artiglieria, un aumento consistente del numero di osservatori OSCE come misura provvisoria fino al dispiegamento di una forza multinazionale di mantenimento della pace delle Nazioni Unite nel quadro dell'attuazione dell'accordo di pace; invitare l'Armenia a cessare l'invio di coscritti dell'esercito regolare per servire nel Nagorno-Karabakh;

    (s)    rafforzare la capacità di risoluzione dei conflitti e di mediazione dell'Unione europea, tra le altre cose potenziando il suo sostegno agli sforzi del gruppo di Minsk, adottando un ruolo più attivo e incisivo per favorire l'attuazione di misure di ripristino della fiducia tra le parti in conflitto, tra cui la promozione di un processo negoziale più intenso e fornendo assistenza tramite progetti a finanziamento UE volti ad aumentare il sostegno popolare a concessioni reciproche e a una soluzione pacifica, fornendo altresì sostegno a programmi umanitari nelle aree colpite da conflitti, in particolare attività di eliminazione delle mine terrestri;

    (t)     assumere un ruolo più incisivo nella soluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh, sostenendo l'attuazione di misure atte a rafforzare la fiducia che avvicineranno le comunità armena e azera e diffonderanno l'idea di pace, di riconciliazione e di fiducia in entrambe le parti; sottolineare che sia l'Armenia che l'Azerbaigian dovrebbero adottare le misure idonee a garantire che tutte le decisioni prese nel contesto del gruppo di Minsk verso il consolidamento di una risoluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh siano messe in atto in modo completo e tempestivo; sottolinea la necessità di un accesso incondizionato dei rappresentanti dell'UE al Nagorno-Karabakh e alle regioni circostanti occupate;

    (u)    considerare la presenza dell'UE nel gruppo di Minsk dell'OSCE al fine di aumentare la partecipazione dell'UE nella risoluzione del conflitto fra l'Armenia e l'Azerbaigian;

    (v)    prevedere la possibilità che l'UE sostituisca la Francia nella carica di copresidente e spianare la via all'attuazione di misure atte a rafforzare la fiducia, come concordato dai presidenti dell'Azerbaigian e dell'Armenia;

    (w)   rafforzare la capacità di risoluzione dei conflitti dell'Unione europea nel Caucaso meridionale, tra le altre cose, sostenendo gli sforzi del gruppo di Minsk e aprendo la strada all'attuazione di misure atte a rafforzare la fiducia, come concordato dai presidenti dell'Azerbaigian e dell'Armenia; sottolineare la necessità di trovare al più presto una soluzione pacifica del conflitto fra l'Armenia e l'Azerbaigian sulla base dei principi del diritto internazionale e delle decisioni e dei documenti adottati in questo quadro;

    (x)    sollecitare tutti gli attori esterni al conflitto a dimostrare buona volontà e a contribuire in maniera positiva alla sua rapida e pacifica risoluzione;

    (y)    sollecitare le autorità armene a moderare il tono delle dichiarazioni e a evitare dichiarazioni provocatorie, al fine di aprire la strada a un dialogo autentico a tutti i livelli della società e di porre le basi per misure efficaci atte a rafforzare la fiducia;

    (z)    prendere atto in questo contesto della necessità di avviare indagini sulle preoccupanti relazioni in merito alla politica di costruzione di insediamenti attuata dalle autorità armene al fine di aumentare la popolazione armena nei territori occupati del Nagorno-Karabakh;

    (aa)  sottolineare l'importanza di ratificare i protocolli firmati nel 2009 tra l'Armenia a la Turchia a Zurigo e intensificare gli sforzi per facilitare la normalizzazione delle relazioni, con conseguente apertura senza precondizioni delle frontiere; accogliere con favore la decisione di aprire negoziati sulla zona di libero scambio globale e garantito e in tale contesto sottolineare che è inaccettabile che i confini fra due paesi che aspirano all'adesione o all'associazione all'UE siano costantemente chiusi ed esortare a porre fine a tale situazione;

    (ab)  sollecitare l'Armenia a impegnarsi ad allineare la sua politica nei riguardi dell'Iran all'approccio dell'UE verso tale paese;

    (ac)  sottolineare la necessità di utilizzare l'accordo di associazione come piattaforma atta a promuovere la cooperazione e le sinergie regionali; sottolineare l'interazione di reciproco rafforzamento fra uno sviluppo democratico pluralistico e la risoluzione del conflitto; sottolineare in modo particolare l'importanza di creare sinergie nei settori dei trasporti e dell'energia; esortare tutte le parti a impegnarsi appieno nella pista della cooperazione multilaterale del partenariato orientale svincolandolo dalla soluzione finale dei conflitti;

    (ad)  trovare modi per promuovere il dialogo e la cooperazione regionale, sostenendo organizzazioni come il Centro ambientale regionale attraverso progetti transfrontalieri congiunti che coinvolgano le ONG, le comunità locali e le parti interessate in Armenia, Azerbaigian e Georgia;

    (ae)  sollecitare l'Armenia a ratificare senza ulteriore indugio lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale come un passo fondamentale verso l'armonizzazione della legislazione nazionale con gli accordi giuridici internazionali a cui hanno aderito i paesi dell'Unione europea;

    (af)   sollecitare le autorità armene a firmare e ratificare la Convenzione sul divieto di impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione nonché della Convenzione sulle munizioni a grappolo;

    (ag)  sottolineare l'importanza della mobilità per promuovere l'integrazione europea; considerare la mobilità dei giovani e degli studenti come una priorità durante i negoziati sulle agevolazioni per il rilascio di visti e sugli accordi di riammissione; invitare l'Armenia a migliorare la propria legislazione nazionale in materia di istruzione superiore, prestando particolare attenzione alle procedure di sincronizzazione per i diplomi scientifici e alla regolamentazione giuridica dei tirocini per gli studenti sulla base del processo di Bologna; garantire che le disposizioni in materia di asilo siano pienamente in linea con gli impegni e gli obblighi internazionali e con le norme dell'Unione europea;

    (ah)  assicurare la gestione trasparente delle finanze pubbliche e il miglioramento della legislazione in materia di appalti pubblici al fine di assicurare una buona governance e un processo decisionale trasparente;

    (ai)   incoraggiare un'ampia cooperazione settoriale tra l'Unione europea e l'Armenia; in particolare, spiegarne i benefici, promuovere la convergenza normativa nel settore e fornire a tal fine l'assistenza finanziaria e tecnica necessaria;

    (aj)   accogliere con favore l'attuazione delle migliori prassi e delle raccomandazioni dell'UE in Armenia durante la preparazione dei piani di lavoro nazionali nei settori della giustizia, della libertà e della sicurezza; prendere atto in particolare dei risultati tangibili ottenuti nel settore della migrazione con la firma della dichiarazione congiunta su un partenariato per la mobilità;

    (ak)  adottare le azioni necessarie per inserire nell'accordo di associazione le disposizioni che consentano all'Armenia di partecipare ai programmi e alle agenzie della Comunità, strumento fondamentale per promuovere l'integrazione europea a tutti i livelli;

    (al)   sottolineare la necessità di conseguire un'economia sostenibile, anche tramite la promozione delle fonti rinnovabili di energia e dell'efficienza energetica in linea con gli obiettivi dell'UE in materia di cambiamenti climatici; garantire che lo sviluppo del settore energetico avvenga in conformità alle norme ambientali dell'Unione europea e nel rispetto della Convenzione ONU sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo);

    (am) ribadire la richiesta di chiudere la centrale nucleare di Medzamor prima del 2016, dal momento che non può essere modernizzata per essere conforme agli attuali standard concordati e riconosciuti a livello internazionale;

    (an)  continuare a fornire la necessaria assistenza tecnica per consentire il rapido avvio dei negoziati su tutti gli aspetti dell'accordo di associazione; garantire che i negoziati da poco avviati sulla zona di libero scambio globale e garantito proseguano a ritmo sostenuto;

    (ao)  inserire nell'accordo di associazione una forte dimensione parlamentare che provveda a un pieno coinvolgimento dell'assemblea nazionale dell'Armenia e del Parlamento europeo nell'attuazione e nel controllo dell'accordo di associazione; fornire assistenza sia tecnica sia finanziaria al parlamento dell'Armenia affinché realizzi appieno le sue funzioni costituzionali, i suoi organi e i suoi servizi, tra cui la costituzione di commissioni permanenti qualificate e una maggior interazione con la società civile; trasmettere regolarmente al Parlamento europeo informazioni sullo stato di avanzamento del processo di negoziazione;

    (ap)  includere chiari punti di riferimento per l'attuazione dell'accordo di associazione e prevedere meccanismi di controllo, compresa la presentazione di relazioni periodiche al Parlamento europeo;

    (aq)  fornire all'Armenia un'assistenza finanziaria e tecnica più mirata, onde contribuire a garantire che possa far fronte agli impegni derivanti dai negoziati dell'accordo di associazione e dalla sua piena attuazione, continuando a offrire programmi globali di potenziamento istituzionale, anche in settori quali il servizio civile e la riforma della giustizia;

    (ar)   incoraggiare le autorità armene a utilizzare appieno l'esperienza del gruppo di esperti di alto livello dell'Unione europea nel processo negoziale e di attuazione, e per mantenere i consiglieri dell'UE totalmente informati anche sulle attività del gruppo per l'iniziativa faro per la gestione integrata delle frontiere del partenariato orientale; considerare di fornire tale assistenza a tutti i partner orientali;

    (as)   riconoscere l'ambizioso programma di riforma dell'Armenia nell'ambito del partenariato orientale e fornire un'assistenza adeguata in conformità al principio "di più a chi si impegna di più" a seconda dell'andamento delle riforme e misurato sulla base di parametri relativi alla democrazia e ai diritti umani;

    (at)   aumentare, in linea con la comunicazione congiunta dal titolo "Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento", l'assistenza dell'Unione europea alle organizzazioni della società civile in Armenia, per far sì che possano eseguire il controllo interno delle sue riforme e dei suoi impegni e garantire che il governo ne sia ritenuto maggiormente responsabile;

    (au)  incoraggiare la squadra negoziale dell'Unione europea a continuare la fruttuosa cooperazione con il Parlamento europeo, fornendo un rendiconto continuo e documentato sui progressi ottenuti, in conformità con l'articolo 218, paragrafo 10, del TFUE, che stabilisce che il Parlamento deve essere immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura;

    2.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, recante le raccomandazioni del Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione, al servizio europeo per l'azione esterna e all'Armenia.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    22.3.2012

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    56

    0

    2

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Pino Arlacchi, Frieda Brepoels, Tarja Cronberg, Mário David, Michael Gahler, Ana Gomes, Andrzej Grzyb, Richard Howitt, Anna Ibrisagic, Liisa Jaakonsaari, Anneli Jäätteenmäki, Ioannis Kasoulides, Tunne Kelam, Nicole Kiil-Nielsen, Evgeni Kirilov, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Vytautas Landsbergis, Krzysztof Lisek, Mario Mauro, Kyriakos Mavronikolas, Francisco José Millán Mon, María Muñiz De Urquiza, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Norica Nicolai, Raimon Obiols, Ria Oomen-Ruijten, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Bernd Posselt, Fiorello Provera, Libor Rouček, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Nikolaos Salavrakos, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Werner Schulz, Marek Siwiec, Charles Tannock, Inese Vaidere, Boris Zala

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Laima Liucija Andrikienė, Nikolaos Chountis, Corina Creţu, Andrew Duff, Knut Fleckenstein, Kinga Gál, Elisabeth Jeggle, Emilio Menéndez del Valle, Nadezhda Neynsky, Marietje Schaake, Alf Svensson, Traian Ungureanu, Ivo Vajgl, Janusz Władysław Zemke

    Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    Marije Cornelissen, Leonidas Donskis, Jörg Leichtfried