Procedura : 2011/0058(CNS)
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Ciclo del documento : A7-0080/2012

Testi presentati :

A7-0080/2012

Discussioni :

PV 18/04/2012 - 16
CRE 18/04/2012 - 16

Votazioni :

PV 19/04/2012 - 6.6
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Testi approvati :

P7_TA(2012)0135

RELAZIONE     *
PDF 287kWORD 541k
28.3.2012
PE 475.870v02-00 A7-0080/2012

sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società

(COM(2011)0121 – C7-0092/2011 – 2011/0058(CNS))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Marianne Thyssen

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA
 PARERE della commissione per il mercato interno ela protezione dei consumatori
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società

(COM(2011)0121 – C7-0092/2011 – 2011/0058(CNS))

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2011)0121),

–   visto l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C7-0092/2011),

–   visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–   visti i pareri motivati inviati dal parlamento bulgaro, dalla Camera dei rappresentanti irlandese, dal parlamento maltese, dalla Camera dei rappresentanti dei Paesi Bassi, dalla Dieta polacca, dalla Camera dei deputati rumena, dal Parlamento slovacco, dal parlamento svedese e dalla Camera dei Comuni del Regno Unito, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–   visti gli articoli 55 e 37 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0080/2012),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) Le società che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza di 27 diversi regimi di tassazione delle società. Gli ostacoli e le distorsioni impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Disincentivano infatti gli investimenti nell'Unione e sono in contrasto con le priorità stabilite nella comunicazione Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata dalla Commissione il 3 marzo 2010. Sono inoltre in conflitto con i requisiti di un'economia sociale di mercato altamente competitiva.

(1) Le società che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza di 27 diversi regimi di tassazione delle società. Gli ostacoli e le distorsioni impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Disincentivano infatti gli investimenti nell'Unione e sono in contrasto con le priorità stabilite nella comunicazione Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata dalla Commissione il 3 marzo 2010, con il patto euro plus e con l'integrazione economica, finanziaria e fiscale necessaria per realizzare un'economia sociale di mercato altamente competitiva.

Motivazione

Aggiornamento

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 ter) Una maggiore cooperazione tra le autorità fiscali può portare a una significativa riduzione dei costi e degli oneri amministrativi per le imprese che operano su scala transfrontaliera all'interno dell'Unione.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Gli ostacoli fiscali alle attività transfrontaliere sono particolarmente onerosi per le piccole e medie imprese, che generalmente non possiedono le risorse necessarie ad affrontare le inefficienze del mercato.

(2) Gli ostacoli fiscali possono rivelarsi particolarmente onerosi per le piccole e medie imprese attive su scala transfrontaliera in quanto generalmente non possiedono le risorse necessarie ad affrontare le inefficienze del mercato.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis) È opportuno promuovere una leale concorrenza in materia di aliquote fiscali sia a livello di Stati membri che di regioni, laddove queste ultime dispongono di competenze legislative e fiscali.

Emendamento 5

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis) Il miglioramento del mercato interno rappresenta il principale fattore di incentivo per la crescita e la creazione di posti di lavoro. L'introduzione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) dovrebbe stimolare la crescita e creare maggiore occupazione nell'Unione grazie alla riduzione dei costi amministrativi e degli oneri burocratici per le società, in particolare le piccole imprese che operano in diversi Stati membri.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) Il mercato interno comprende tutti gli Stati membri e di conseguenza è opportuno introdurre una CCCTB valida appunto in tutti gli Stati membri. Tuttavia, qualora non fosse possibile giungere a una decisione unanime in Consiglio in merito alla proposta di istituire una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, sarebbe opportuno avviare immediatamente la procedura per l'adozione di una decisione del Consiglio che autorizzi una cooperazione rafforzata nel settore della CCCTB. Tale cooperazione rafforzata dovrebbe inizialmente riguardare gli Stati membri la cui moneta è l'euro; gli altri Stati membri dovrebbero tuttavia avere la possibilità di parteciparvi in ogni momento, così come previsto dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter) Alcune forme particolarmente accentuate di concorrenza, ottimizzazione e arbitraggio in ambito fiscale potrebbero portare a un'erosione delle entrate di taluni Stati membri nonché a distorsioni nell'ambito del trattamento fiscale dei capitali, che sono mobili, in rapporto a quello del lavoro, che è meno mobile. Il patto di stabilità e crescita rafforzato e il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica e monetaria impongono agli Stati membri, in particolare a quelli la cui moneta è l'euro, di attenersi a una rigida disciplina di bilancio applicando nel contempo misure di controllo della spesa nonché generando un gettito fiscale sufficiente. Per i citati motivi, oltre che alla luce della disposizione del patto euro plus stipulato dai capi di Stato o di governo secondo cui lo sviluppo di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società "potrebbe essere una via da seguire - neutra sotto il profilo delle entrate - per assicurare la coerenza dei regimi fiscali nazionali, nel rispetto delle strategie fiscali nazionali, e per contribuire alla sostenibilità di bilancio e alla competitività delle imprese europee", è di vitale importanza che gli Stati membri la cui moneta è l'euro siano in grado di far fronte ai rispettivi impegni finanziari in vista del mantenimento della stabilità nell'intera area dell'euro; è altresì auspicabile che la CCCTB sia applicata quanto prima al maggior numero possibile di società.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater) Alla luce del fondamentale ruolo svolto dalle piccole e medie imprese nel mercato interno, la Commissione dovrebbe sviluppare e mettere a disposizione delle PMI attive su scala transfrontaliera uno strumento in grado di ridurre gli oneri e i costi amministrativi e quindi di creare le condizioni affinché le imprese stesse possano optare volontariamente per il regime della CCCTB.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) Dato che le differenze nelle aliquote d'imposta non creano gli stessi ostacoli, il regime (la base imponibile consolidata comune per le società) non incide necessariamente sul potere discrezionale degli Stati membri riguardo alle aliquote nazionali di imposizione delle società.

(5) Dato che le differenze nelle aliquote d'imposta non creano gli stessi ostacoli, il regime (la base imponibile consolidata comune per le società) non incide necessariamente sul potere discrezionale degli Stati membri riguardo alle aliquote nazionali di imposizione delle società. Gli Stati membri dovrebbero pertanto mantenere altresì la possibilità di concedere determinati incentivi alle imprese, in particolare sotto forma di crediti d'imposta.

Motivazione

Le motivazioni alla base dell'emendamento sono evidenti.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

(5 bis) L'oggetto della presente direttiva non è l'armonizzazione delle aliquote degli Stati membri per l'imposta sulle società. Tuttavia, qualora risulti evidente che l'eventuale introduzione di aliquote minime si rivelerebbe proficua ai fini dell'efficienza economica, dell'efficacia e dell'equità delle imposte sulle società, la Commissione dovrebbe valutare l'opportunità di un'armonizzazione in tal senso in sede di riesame dell'applicazione della presente direttiva. Si tratta di un aspetto tanto più importante alla luce del fatto che l'evoluzione delle aliquote applicate dagli Stati membri per l'imposta sulle società indica una chiara incidenza della concorrenza fiscale nel mercato interno. È pertanto utile, nello spirito della relazione Monti su una nuova strategia per il mercato unico, stabilire se il tipo di concorrenza in oggetto risulti positivo o negativo nell'ottica di una cultura fiscale adatta al mercato interno del XXI secolo. In particolare, occorre valutare attentamente se l'eliminazione della sottostante tensione tra integrazione del mercato e sovranità fiscale costituisca o meno una delle possibili soluzioni in termini di riconciliazione del mercato con la dimensione sociale del mercato interno.

Motivazione

Benché l'armonizzazione delle aliquote fiscali non sia al momento oggetto di discussione, si tratta di una possibilità che non può essere completamente scartata per il futuro.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Il consolidamento rappresenta un elemento essenziale di questo regime, che costituisce l'unico mezzo per superare i principali ostacoli fiscali che le società devono affrontare all'interno dell'Unione. Il consolidamento elimina le formalità connesse ai prezzi di trasferimento e la doppia imposizione all'interno dello stesso gruppo. Inoltre, le perdite subite dai contribuenti sono automaticamente compensate a fronte dei profitti generati da altri membri dello stesso gruppo.

(6) Il consolidamento rappresenta un elemento essenziale di questo regime, che costituisce l'unico mezzo per superare i principali ostacoli fiscali che le società appartenenti a uno stesso gruppo attivo su scala transfrontaliera devono affrontare all'interno dell'Unione. Il consolidamento elimina le formalità connesse ai prezzi di trasferimento e la doppia imposizione all'interno dello stesso gruppo. Inoltre, le perdite subite dai contribuenti sono automaticamente compensate a fronte dei profitti generati da altri membri dello stesso gruppo.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

(6 bis) L'ampiezza della base imponibile, il consolidamento e la discrezionalità degli Stati membri in materia di aliquote nazionali di imposizione delle società rendono l'introduzione della CCCTB un'operazione fiscalmente neutra.

Motivazione

Le motivazioni alla base dell'emendamento sono evidenti.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

(6 ter) Laddove l'eventuale ricorso alla CCCTB incida sul gettito fiscale degli enti regionali o locali, gli Stati membri avranno la facoltà di adottare misure correttive al riguardo nel rispetto dei loro sistemi costituzionali e secondo modalità compatibili con la presente direttiva.

Motivazione

Il carattere fortemente regionalizzato di alcuni Stati membri non costituisce un ostacolo all'introduzione della CCCTB.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) Dato che è destinato in primo luogo a rispondere alle necessità di società transfrontaliere, è opportuno che un regime di questo tipo sia facoltativo e complementare ai vigenti regimi nazionali di imposizione delle società.

(8) Dato che la presente direttiva è destinata in primo luogo ad arrecare beneficio alle società transfrontaliere, senza comunque escludere le altre, il regime istituito è facoltativo e consente l'adesione a tutte le società ammissibili. Tuttavia, per quanto concerne le Società europee e le Società cooperative europee (che per definizione hanno carattere transnazionale), trascorsi due anni dalla data in cui le disposizioni della presente direttiva hanno acquisito applicabilità negli Stati membri l'adesione al regime previsto dalla direttiva stessa è ritenuta automatica. Tutte le altre società idonee a beneficiare della presente direttiva, ad eccezione delle microimprese, piccole e medie imprese quali definite dalla raccomandazione 2003/361/CE1 (PMI), dovrebbero parimenti applicarla entro non oltre la fine del quinto anno di applicazione della direttiva stessa negli Stati membri. In sede di valutazione dell'impatto della CCCTB la Commissione dovrebbe esaminare l'opportunità di un'eventuale estensione dell'obbligatorietà della stessa anche alle PMI.

 

____________

 

1 GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) È opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di pratiche abusive. Si tratta di misure che dovrebbero includere limiti sulla deducibilità degli interessi corrisposti a imprese consociate residenti a fini fiscali in paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano informazioni con lo Stato membro del contribuente in base a un accordo simile alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette e delle imposte sui premi assicurativi, nonché norme relative alle società estere controllate.

(20) È opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso efficace, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di pratiche abusive. Si tratta di misure che dovrebbero includere limiti sulla deducibilità degli interessi corrisposti a imprese consociate residenti a fini fiscali in paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano informazioni con lo Stato membro del contribuente in base a un accordo simile alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette e delle imposte sui premi assicurativi, nonché norme relative alle società estere controllate. È opportuno lasciare agli Stati membri la facoltà di introdurre e coordinare tra loro misure aggiuntive volte a ridurre gli effetti negativi provocati da paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano le necessarie informazioni fiscali.

Emendamento 16

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) È opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda tre fattori (lavoro, attività e fatturato), cui è attribuita la medesima ponderazione. Il fattore lavoro deve essere computato sulla base del monte retribuzioni e del numero dei dipendenti (ciascun elemento conta per metà). Il fattore attività deve comprendere tutte le attività materiali immobilizzate. Occorre che le attività immateriali e finanziarie siano escluse dalla formula a causa delle loro fluttuazioni e dei rischi di aggiramento del regime. L'uso di questi fattori riconosce un'importanza appropriata agli interessi dello Stato membro di origine. Occorre infine tenere conto del fatturato per garantire un'equa partecipazione dello Stato membro di destinazione. Tali fattori e ponderazioni devono garantire che i profitti siano tassati dove sono realizzati. Come eccezione al principio generale, una clausola di salvaguardia prevede un metodo alternativo qualora il risultato della ripartizione non rappresenti correttamente la portata della corrispondente attività economica.

(21) È opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda tre fattori (lavoro, attività e fatturato). La ponderazione di ognuno dei due fattori lavoro e attività dovrebbe essere del 45%, mentre quella del fatturato dovrebbe essere pari al 10%. Il fattore lavoro deve essere computato sulla base del monte retribuzioni e del numero dei dipendenti (ciascun elemento conta per metà). Il fattore attività deve comprendere tutte le attività materiali immobilizzate. Occorre che le attività immateriali e finanziarie siano escluse dalla formula a causa delle loro fluttuazioni e dei rischi di aggiramento del regime. L'uso di questi fattori riconosce un'importanza appropriata agli interessi dello Stato membro di origine. Occorre infine tenere conto del fatturato per garantire un'equa partecipazione dello Stato membro di destinazione. Tali fattori e ponderazioni devono garantire che i profitti siano tassati dove sono realizzati. Come eccezione al principio generale, una clausola di salvaguardia prevede un metodo alternativo qualora il risultato della ripartizione non rappresenti correttamente la portata della corrispondente attività economica.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis) È opportuno che le norme comuni per il calcolo della CCCTB non generino costi amministrativi sproporzionati a carico delle società al fine di non comprometterne la competitività.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) È opportuno che i gruppi di società possano trattare con un'unica amministrazione tributaria ("autorità tributaria principale"), che è quella dello Stato membro nel quale la società madre del gruppo ("contribuente principale") è residente a fini fiscali. È necessario che la presente direttiva stabilisca le regole procedurali per la gestione del regime. Occorre inoltre che preveda un meccanismo di decisione preliminare. Gli audit devono essere avviati e coordinati dall'autorità tributaria principale, ma l'avvio di un audit può essere chiesto dalle autorità di qualunque Stato membro in cui un membro del gruppo è soggetto ad imposizione. L'autorità competente dello Stato membro nel quale è residente o stabilito un membro del gruppo può contestare una decisione dell'autorità tributaria principale sulla notifica della scelta di optare per il regime previsto dalla presente direttiva o la rettifica di un accertamento dinanzi al giudice dello Stato membro dell'autorità tributaria principale. È necessario che le controversie tra i contribuenti e le autorità tributarie siano esaminate da un organismo amministrativo competente per i ricorsi di primo grado conformemente alla legge dello Stato membro dell'autorità tributaria principale.

(23) È opportuno che i gruppi di società possano trattare con un'unica amministrazione tributaria ("autorità tributaria principale"), che è un'autorità dello Stato membro nel quale la società madre del gruppo ("contribuente principale") è residente a fini fiscali. È necessario che la presente direttiva stabilisca le regole procedurali per la gestione del regime. Occorre inoltre che preveda un meccanismo di decisione preliminare. Gli audit devono essere avviati e coordinati dall'autorità tributaria principale, ma l'avvio di un audit può essere chiesto dalle autorità di qualunque Stato membro in cui un membro del gruppo è soggetto a imposizione. L'autorità competente dello Stato membro nel quale è residente o stabilito un membro del gruppo può contestare una decisione dell'autorità tributaria principale sulla notifica della scelta di optare per il regime previsto dalla presente direttiva o la rettifica di un accertamento dinanzi al giudice dello Stato membro dell'autorità tributaria principale. È necessario che le controversie tra i contribuenti e le autorità tributarie siano esaminate da un organismo amministrativo competente per i ricorsi di primo grado conformemente alla legge dello Stato membro dell'autorità tributaria principale.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 bis) La Commissione dovrebbe aprire un nuovo forum sulla CCCTB, analogo al forum congiunto sui prezzi di trasferimento, a cui le imprese e gli Stati membri possano rivolgersi per questioni e controversie legate alla CCCTB. Il forum dovrebbe essere in grado di fornire orientamenti alle società e agli Stati membri.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 bis) La presente direttiva comporta un approccio assolutamente innovativo a un elemento essenziale della fiscalità delle società. La Commissione dovrebbe pertanto realizzare un'attenta analisi e una valutazione indipendente non appena l'effettuazione di tali operazioni risulti sensata. Alla luce dei tempi di applicazione ed esecuzione che caratterizzano le imposte sulle società, un'analisi e una valutazione come quelle descritte non dovrebbero essere realizzate prima che siano trascorsi cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva. L'analisi e la valutazione della Commissione dovrebbero tenere conto, in particolare, dei seguenti aspetti: il carattere facoltativo della CCCTB, la limitazione dell'armonizzazione alla base imponibile, la formula di ripartizione, la concreta applicabilità da parte delle PMI e l'impatto sul gettito fiscale degli Stati membri.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Articolo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 6 bis

 

Società europee e Società cooperative europee

 

A decorrere dal ...* le Società europee e le Società cooperative europee ammissibili di cui alle lettere a) e b) dell'allegato I sono automaticamente considerate società aderenti al regime previsto dalla presente direttiva con decorrenza dal...*

 

_________________

 

* GU: inserire la data corrispondente al primo giorno del mese successivo allo scadere del secondo anno di applicazione della presente direttiva.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Articolo 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 6 ter

 

PMI

 

A decorrere dal ...*, la presente direttiva si applica alle società ammissibili diverse da microimprese, piccole e medie imprese quali definite dalla raccomandazione 2003/361/CE (PMI).

 

_____________

 

* GU: inserire la data corrispondente al primo giorno del mese successivo allo scadere del quinto anno di applicazione della presente direttiva.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Articolo 12 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Le spese deducibili includono tutti i costi delle vendite e tutte le spese, al netto dell'imposta sul valore aggiunto deducibile, sostenute dal contribuente per ottenere o assicurarsi redditi, compresi i costi della ricerca e dello sviluppo e i costi sostenuti per raccogliere capitali (equity) o reperire prestiti per l'esercizio dell'attività.

Le spese deducibili includono tutti i costi delle vendite e tutte le spese, al netto dell'imposta sul valore aggiunto deducibile, sostenute dal contribuente per ottenere o assicurarsi redditi, compresi i costi della ricerca e dello sviluppo e i costi sostenuti per raccogliere capitali (equity) o reperire prestiti per l'esercizio dell'attività. Anche i costi correnti relativi alla protezione ambientale e alla riduzione delle emissioni di carbonio sono considerati spese deducibili.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera j

Testo della Commissione

Emendamento

(j) le imposte elencate all'allegato III, ad eccezione delle accise sui prodotti energetici, l'alcole e le bevande alcoliche e i tabacchi lavorati.

(j) le imposte elencate all'allegato III.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Articolo 30 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) le riserve tecniche delle imprese di assicurazione costituite conformemente alla direttiva 91/674/CEE sono deducibili ad eccezione delle riserve di perequazione. Uno Stato membro può prevedere la deduzione delle riserve di perequazione. Nel caso di un gruppo, la deduzione delle riserve di perequazione è applicata alla percentuale assegnata ai membri del gruppo residenti o situati in tale Stato membro. Gli importi dedotti sono riesaminati e aggiustati alla fine di ciascun esercizio fiscale. Nel calcolare la base imponibile negli anni futuri si tiene conto degli importi già dedotti.

(c) le riserve tecniche delle imprese di assicurazione costituite conformemente alla direttiva 91/674/CEE sono deducibili ad eccezione delle riserve di perequazione. Uno Stato membro che, a norma dell'articolo 62 della direttiva 91/674/CEE, abbia optato per l'introduzione nel proprio diritto commerciale di un obbligo di costituzione di riserve di perequazione, deve altresì consentirne la deduzione a fini fiscali. Nel caso di un gruppo, la deduzione delle riserve di perequazione è applicata alla percentuale assegnata ai membri del gruppo residenti o situati in tale Stato membro. Gli importi dedotti sono riesaminati e aggiustati alla fine di ciascun esercizio fiscale. Nel calcolare la base imponibile negli anni futuri si tiene conto degli importi già dedotti.

Motivazione

Gli Stati membri che, a norma dell'articolo 62 della direttiva 91/674/CEE, hanno introdotto nei rispettivi diritti commerciali un obbligo di costituzione di riserve di perequazione ai sensi dell'articolo 30 della stessa direttiva, devono altresì dare rilevanza fiscale a tale obbligo nel contesto della CCCTB. In caso contrario si tratterebbe infatti di un obbligo inaccettabile. La riserva di perequazione costituisce tuttavia uno strumento efficace per far fronte ai sinistri di notevole entità.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Articolo 48

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora un contribuente, prima di optare per il regime previsto dalla presente direttiva, abbia sostenute perdite che potevano essere riportate a norma della legislazione nazionale applicabile, ma non erano ancora state compensate a fronte dei profitti tassabili, tale perdite possono essere dedotte dalla base imponibile nella misura in cui previsto da tale legislazione nazionale.

Qualora un contribuente, prima di optare per il regime previsto dalla presente direttiva, abbia sostenuto perdite che potevano essere riportate a norma della legislazione nazionale applicabile, ma non erano ancora state compensate a fronte dei profitti tassabili, tali perdite possono essere dedotte dalla quota della base imponibile soggetta a imposizione nello Stato membro la cui legislazione nazionale trovava precedentemente applicazione, entro i limiti previsti da tale legislazione nazionale.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Articolo 73 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) ad un'imposta sui profitti delle società, nel quadro del regime generale di tale paese terzo, con un'aliquota inferiore al 40% dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri, oppure;

a) ad un'imposta sui profitti delle società, nel quadro del regime generale di tale paese terzo, con un'aliquota inferiore al 70% dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri, oppure;

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Articolo 80 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Le operazioni artificiali svolte con l'esclusiva finalità di eludere l'imposizione sono ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

Le operazioni artificiali svolte principalmente con la finalità di eludere l'imposizione sono ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

Motivazione

Nella norma generale antiabusi si tiene conto sia dell'aspetto fattuale che delle intenzioni. Il relatore ritiene tuttavia che, in caso di effettuazione di operazioni artificiali (aspetto fattuale), dovrebbe essere sufficiente l'intenzione manifesta di eludere l'imposizione.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Articolo 82 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) nell'ambito del regime generale di tale paese terzo i profitti sono tassabili con un'aliquota inferiore al 40% dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri o l'entità è soggetta ad un regime speciale che prevede un livello di tassazione sostanzialmente inferiore a quello del regime generale;

b) nell'ambito del regime generale di tale paese terzo i profitti sono tassabili con un'aliquota inferiore al 70% dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società applicabile negli Stati membri o l'entità è soggetta ad un regime speciale che prevede un livello di tassazione sostanzialmente inferiore a quello del regime generale;

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Articolo 86 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. La base imponibile consolidata è ripartita tra i membri di un gruppo in ogni esercizio fiscale sulla base di una formula. La formula per determinare la percentuale assegnata al membro A di un gruppo, nella quale si dà pari peso ai fattori del fatturato, del lavoro e delle attività, si presenta come segue:

1. La base imponibile consolidata è ripartita tra i membri di un gruppo in ogni esercizio fiscale sulla base di una formula. La formula per determinare la percentuale assegnata al membro A di un gruppo, comprensiva dei fattori del fatturato, del lavoro e delle attività, si presenta come segue:

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Articolo 86 – paragrafo 1 – formula

 

Testo della Commissione

 

 

Emendamento

 

Motivazione

Una formula in cui il fatturato, il lavoro e le attività sono ponderati rispettivamente al 10%, al 45% e al 45% sarebbe una soluzione più ragionevole sotto due punti di vista. Innanzitutto garantirebbe che il regime della CCCTB non si discosti eccessivamente dal principio, accettato a livello internazionale, secondo cui i diritti in materia di imposizione spettano, in ultima istanza, allo Stato d'origine. La formula consentirebbe inoltre di evitare un'eccessiva penalizzazione, in sede di ripartizione della base imponibile, degli Stati membri di piccole e medie dimensioni con mercati interni limitati.

Emendamento 32

Proposta di direttiva

Articolo 110 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Il modello uniforme della dichiarazione dei redditi è elaborato dalla Commissione in collaborazione con le amministrazioni fiscali degli Stati membri.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Articolo 122 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità tributaria principale può avviare e coordinare l'audit dei membri di un gruppo. Un audit può essere avviato anche su richiesta di un'autorità competente.

L'autorità tributaria principale può avviare e coordinare l'audit dei membri di un gruppo. Un audit può essere avviato anche su richiesta di un'autorità competente nello Stato membro in cui ha sede il membro del gruppo.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Articolo 123 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 123 bis

 

Forum sulla CCCTB

 

La Commissione apre un nuovo forum sulla CCCTB, analogo al forum congiunto sui prezzi di trasferimento, a cui le imprese e gli Stati membri possano rivolgersi per questioni e controversie legate alla CCCTB nonché per ottenere orientamenti.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Articolo 130

Testo della Commissione

Emendamento

Il Parlamento europeo è informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio.

Il Parlamento europeo è informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio. Qualsiasi valutazione futura dello strumento deve essere comunicata ai membri della commissione competente del Parlamento europeo.

Motivazione

Le motivazioni alla base dell'emendamento sono evidenti.

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Articolo 132 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 132 bis

 

PMI transfrontaliere

 

Entro...* la Commissione mette a disposizione uno strumento che consenta alle PMI attive su scala transfrontaliera di optare per il regime della CCCTB su base volontaria.

 

______________

 

* GU: inserire la data corrispondente al primo giorno del mese successivo al secondo anniversario dell'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Articolo 133

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 133

Articolo 133

Revisione

Revisione

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Tale relazione include in particolare un'analisi dell'impatto del meccanismo, di cui al capo XVI della presente direttiva, sulla distribuzione delle basi imponibili tra gli Stati membri.

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Tale relazione include, tra l'altro, un'analisi, basata su una valutazione indipendente, dei seguenti aspetti:

 

a) l'impatto del meccanismo, di cui al capo XVI della presente direttiva, sulla distribuzione delle basi imponibili tra gli Stati membri nonché sul gettito fiscale di questi ultimi;

 

b) l'utilizzo e l'applicabilità della presente direttiva da parte delle PMI;

 

c) i vantaggi e gli svantaggi di un'eventuale obbligatorietà del regime per le PMI;

 

d) le implicazioni socio-economiche della presente direttiva, anche per quanto concerne l'impatto sulle attività globali delle società nonché sulla competitività delle società ammissibili e non;

 

e) l'impatto sulla corretta ed equa riscossione delle imposte negli Stati membri;

f) i vantaggi e gli svantaggi dell'introduzione di aliquote fiscali minime.

 

Ove necessario la Commissione presenta una proposta di modifica della presente direttiva entro il 2020. Entro...* la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle potenziali conseguenze della presente direttiva sul mercato interno, con particolare riferimento alle possibili distorsioni della concorrenza tra le società soggette al regime previsto dalla direttiva stessa e quelle che non soddisfano i criteri in materia di consolidamento.

 

________________

 

*GU inserire la data: due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Allegato III – riga 15

Testo della Commissione

Emendamento

Versicherungsteuer

soppresso

Motivazione

È ovvio che un'imposta sulle società o imposte analoghe non possono essere dedotte come spese operative. Se così non fosse l'imposta stessa porterebbe a una riduzione della relativa base imponibile. Nell'ordinamento tedesco, ad esempio, l'imposta sulle assicurazioni (Versicherungsteuer) costituisce un'imposta sui trasferimenti (Verkehrsteuer) che non è quindi paragonabile a un'imposta sui redditi. L'imposta sulle assicurazioni va pertanto intesa come deducibile.


MOTIVAZIONE

La direttiva relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (in appresso CCCTB) definisce le norme comuni per il calcolo della base imponibile dell'imposta sulle società attive nell'Unione europea.

Questo quadro fiscale dell'UE comporta un insieme completo di regole per il calcolo dei risultati fiscali individuali di ciascuna società o succursale, il consolidamento di tali risultati (profitti e perdite) per i membri del gruppo nonché la ripartizione della base imponibile consolidata, allorché è positiva, tra i vari Stati membri interessati.

La ripartizione della base imponibile consolidata avviene sulla base di una formula fissa che comporta tre fattori di pari peso: il fatturato, la manodopera e le attività immobilizzate.

Ciascuno Stato membro applicherà la propria aliquota d'imposta alla quota della base imponibile di sua competenza. L'armonizzazione riguarda unicamente il calcolo e la ripartizione della base imponibile. Le aliquote di imposizione continueranno a essere fissate dagli Stati membri.

Inoltre, l'armonizzazione non riguarda le regole nazionali relative alla contabilità finanziaria.

La Commissione propone una CCCTB di natura facoltativa. Essa sarà disponibile per tutte le società, piccole o grandi, che esercitino o no un'attività transfrontaliera. Tuttavia, nessuno sarà obbligato ad applicarla. Un'impresa che sceglie la CCCTB compie una scelta per un periodo di cinque anni che, salvo disdetta tre mesi prima della scadenza, è rinnovata automaticamente per un periodo di tre anni.

Il testo prevede altresì regole antiabuso e stabilisce il modo in cui la CCCTB deve essere gestita dagli Stati membri secondo un approccio di "sportello unico".

La direttiva conferisce alla Commissione, per una durata indeterminata, il potere di adottare atti delegati in quattro settori.

La direttiva comporta una clausola di revisione che fa esplicitamente riferimento alla formula che permette di calcolare nuovamente la ripartizione della base imponibile.

Infine, recependo la direttiva nel diritto nazionale, gli Stati membri devono fornire alla Commissione una tavola di concordanza.

Posizione del relatore

Il vostro relatore è convinto che la CCCTB sia uno strumento indispensabile al completamento del mercato interno europeo e all'integrazione economica europea necessaria alla stabilità della zona euro. L'attuale crisi non deve essere un ostacolo, bensì servire da catalizzatore all'introduzione della CCCTB.

Il vostro relatore si compiace che le conclusioni dei vertici europei o dei vertici della zona euro che hanno preceduto la redazione della presente relazione menzionino esplicitamente la CCCTB. Il relatore sottolinea altresì che in una lettera comune indirizzata il 18 agosto 2011 al Presidente del Consiglio europeo, la Cancelliera tedesca e il Presidente francese hanno chiesto di finalizzare i negoziati sulla CCCTB entro la fine del 2012, indicando esplicitamente (quale mezzo di pressione?) che lavorano a livello bilaterale a un'iniziativa intergovernativa franco‑tedesca.

L'interesse positivo per la CCCTB sarà certamente di gradimento del Parlamento europeo, dato che in questi ultimi anni esso ha chiesto a più riprese l'introduzione di un siffatto regime.

Pertanto, in veste di relatore, tengo ad appoggiare nel merito tale proposta di direttiva invitando il Consiglio a proseguire senza indugio l'esame del testo e a riservargli un esito favorevole.

Taluni parlamenti nazionali hanno comunicato le loro obiezioni concernenti una presunta violazione del principio di sussidiarietà da parte della Commissione. Tali obiezioni non convincono il vostro relatore. Per rimediare alle distorsioni esistenti sul mercato interno, l'unica soluzione è quella di proporre un insieme di regole comuni comportanti comuni procedure amministrative e una gestione attraverso uno sportello unico. Di conseguenza, il vostro relatore appoggia la Commissione nella sua decisione di non riesaminare la sua proposta di direttiva.

Secondo il vostro relatore, i principali vantaggi dell'introduzione della CCCTB sono i seguenti:

· una maggiore trasparenza fiscale che va a beneficio della legittimità e dell'efficienza del regime fiscale;

· la riduzione dei costi di allineamento e delle procedure amministrative, cosa che permetterà di rafforzare il potenziale di crescita delle imprese che svolgono attività transfrontaliere, di rendere il mercato unico più attraente per gli investitori esteri e di favorire l'accesso al mercato interno alle PMI e alle imprese che a tutt'oggi non svolgono attività transfrontaliere;

· la speranza che le decisioni di allocazione sul mercato interno siano prese più spesso di quanto non avvenga oggi in funzione di considerazioni sociali ed economiche neutre sul piano fiscale;

· la riduzione delle disfunzioni fiscali a due livelli: il contenimento della frode e dell'evasione fiscale e la riduzione della doppia imposizione.

Più ampia sarà la partecipazione alla CCCTB, più grandi saranno i vantaggi che ne deriveranno.

Il vostro relatore propone pertanto una tabella di marcia (ossia un programma graduale) che miri a rendere obbligatoria la CCCTB dopo un breve periodo di transizione:

· durante la prima fase, il regime della CCCTB si applicherebbe solo alle società e alle cooperative europee la cui attività è per natura transfrontaliera (dopo 2 anni);

· dopo 5 anni, il regime della CCCTB dovrebbe diventare obbligatorio per tutte le società, ad eccezione delle PMI. Per stabilire che cosa si intenda per PMI, si applicherebbe la definizione fornita dalla Commissione nella raccomandazione 2003/361/CE;

· nel momento in cui la Commissione europea sarà chiamata a valutare l'applicazione della direttiva, si dovrà considerare se sia auspicabile, utile o necessario rendere obbligatorio il regime della CCCTB anche per le PMI, ed eventualmente elaborare una proposta atta a modificare la direttiva.

Per massimizzare i vantaggi della CCCTB è auspicabile introdurla in tutta l'Unione europea. Tuttavia, nel caso in cui il Consiglio non raggiungesse un accordo in tal senso con tutti gli Stati membri, il vostro relatore sostiene la necessità di avviare senza indugio la procedura di cooperazione rafforzata. In tal caso, durante la prima fase occorrerà adoperarsi per ottenere la partecipazione di tutti gli Stati membri appartenenti alla zona euro, anche se la procedura deve sempre restare aperta a tutti gli altri Stati membri.

Un altro punto in discussione è l'ampiezza dell'armonizzazione. Il vostro relatore riconosce i vantaggi del ravvicinamento delle aliquote d'imposta (tasso minimo o forcella), ma deve ammettere che ciò non è indispensabile al buon funzionamento del mercato interno e che nel momento in cui la maggior parte degli Stati membri si sforzano di risanare le loro finanze pubbliche, non è opportuno invocare un'armonizzazione radicale. Nondimeno, se a termine di un certo periodo si dovesse costatare che la concorrenza fiscale tra Stati membri è più nociva che vantaggiosa, si potrà sempre compiere un ulteriore passo in avanti. Benché la direttiva in oggetto non sia affatto il preludio all'armonizzazione sulle imposte sulle società, il vostro relatore propone di iscrivere la questione dell'aliquota d'imposta nella clausola di revisione.

Il vostro relatore è un paladino convinto del principio del consolidamento, sia in termini di efficacia del mercato interno che di attrattiva della CCCTB per le imprese. Inoltre, dato che nel regime della CCCTB la base imponibile è più ampia rispetto alla media delle basi nazionali e che le aliquote d'imposta continueranno a essere fissate dagli Stati membri, il consolidamento non sarebbe un ostacolo per questi ultimi.

Le dimensioni della base imponibile, la sovranità fiscale degli Stati membri e il consolidamento permettono tutti insieme alla CCCTB di essere "neutra sul piano fiscale", sia per le imprese che per le finanze pubbliche.

La formula di ripartizione fissa prevista dalla direttiva non ha alcun effetto sulla base imponibile, bensì solo sulla ripartizione di quest'ultima tra Stati membri. Tale ripartizione deve essere giuridicamente certa, prevedibile, economicamente pertinente ed equa. È in vista di ciò che sono stati selezionati tre fattori decisivi della proposta: i dati sono noti e risultano dalla contabilità, sono difficilmente manipolabili e permettono di illustrare i profitti. Il fattore "lavoro" è suddiviso, a giusto titolo, tra massa salariale ed effettivi al fine di appianare in gran parte le differenze salariali tra Stati membri. Al fine di conciliare le varie posizioni concernenti il fattore "fatturato", il vostro relatore ha ridotto il peso di tale elemento nella formula di ripartizione, in un'ottica di compromesso, senza però eliminarlo completamente. Per le suddette ragioni, è auspicabile mantenere i tre fattori, anche se il loro peso relativo deve essere riesaminato in modo approfondito allo scopo di raggiungere un risultato che sia al contempo economicamente pertinente ed equo dal punto di vista del bilancio. Il vostro relatore sostiene pertanto la formula di ripartizione prevedendo una modifica minore, e condivide il parere della Commissione secondo cui sarebbe opportuno includere tale formula nella clausola di revisione.

Il vostro relatore si compiace ovviamente del principio dello sportello unico nonché della cooperazione rafforzata tra le amministrazioni fiscali nazionali, ma si chiede se la determinazione dell'autorità fiscale principale tenga abbastanza conto della realtà economica e se questa premetterà di garantire un grado di ripartizione sufficiente tra gli Stati membri.

Infine, il vostro relatore non si oppone a che la CCCTB sia indipendente dalle regole contabili. L'alternativa sarebbe un regime modellato sull'IFRS, nel qual caso la fissazione della base imponibile verrebbe indirettamente appaltata al settore privato e il regime che ne risulterebbe non sarebbe esattamente adatto alle PMI.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA

On. Sharon Bowles

Presidente

Commissione per i problemi economici e monetari

BRUXELLES

Oggetto:          Parere sulla base giuridica della proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) (COM(2011)0121 – C7 0092/2011 – 2011/0058(CNS))

Signora Presidente,

con lettera del 12 gennaio 2012 Lei ha chiesto, a norma dell'articolo 37 del regolamento, il parere della commissione giuridica sulla base giuridica appropriata per l'adozione della proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB).

La Commissione europea ha presentato la proposta sulla base dell'articolo 115 del TFUE. La Sua richiesta verte sull'eventualità di includere come base giuridica anche l'articolo 136 del TFUE.

Con lettera del 23 gennaio 2012 il Servizio giuridico del Parlamento ha fornito un'analisi della questione, concludendo che non è giustificato modificare la base giuridica della proposta aggiungendovi l'articolo 136 del TFUE e che il fondamento giuridico corretto è l'articolo 115 del TFUE.

Contesto

I. La proposta

La proposta mira a ridurre i costi di adeguamento alla normativa fiscale per le imprese nel mercato interno, stabilendo un regime per una base imponibile comune per la tassazione delle società. Più specificamente, si propone di istituire la CCCTB come regime di regole comuni per calcolare la base imponibile delle società fiscalmente residenti nell'UE e delle succursali ubicate nell'UE di società di paesi terzi. La CCCTB sarebbe un regime facoltativo a disposizione di tutte le società a prescindere dalle loro dimensioni. Per i gruppi di società la CCCTB mira a stabilire un insieme unico di regole fiscali valide in tutta l'Unione, cosicché tali gruppi dovrebbero interagire con una sola amministrazione fiscale. La proposta contiene un insieme completo di regole per l'imposizione sul reddito delle società. Per tutte le questioni disciplinate dalla normativa comune, una società che opti per la CCCTB non sarebbe più soggetta alle disposizioni nazionali in materia di imposta sul reddito delle società .

II. Le basi giuridiche in questione

1. Base giuridica della proposta della commissione

La proposta della Commissione è basata sull'articolo 115 del TFUE, che recita:

"Articolo 115

Fatto salvo l'articolo 114, il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, stabilisce direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri che abbiano un'incidenza diretta sull'instaurazione o sul funzionamento del mercato interno."

Nella relazione che accompagna la proposta, la Commissione spiega la scelta della base giuridica nei termini seguenti:

" La normativa in materia di imposte dirette rientra nell'ambito dell'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), a norma del quale gli atti per il ravvicinamento delle disposizioni legislative assumono la forma giuridica della direttiva."

2. Proposta di modifica della base giuridica

Lei ha chiesto, a nome della commissione ECON, il parere della commissione giuridica sull'aggiunta dell'articolo 136 del TFUE come base giuridica, adducendo la tesi secondo la quale, se non è possibile l'applicazione della CCCTB su scala unionale a tutti i 27 Stati membri, sono possibili due opzioni che consentono di procedere con un numero minore di Stati membri:

- la normale cooperazione rafforzata prevista dal TFUE, oppure

- le misure specifiche per gli Stati membri la cui moneta è l'euro, in base all'articolo 136 del TFUE.

Un emendamento che modifica la base giuridica in questo senso e con questa motivazione è stato presentato in seno alla commissione ECON (emendamento 5).

L'articolo 136 TFUE recita:

"Articolo 136

1. Per contribuire al buon funzionamento dell'unione economica e monetaria e in conformità delle pertinenti disposizioni dei trattati, il Consiglio adotta, secondo la procedura pertinente tra quelle di cui agli articoli 121 e 126, con l'eccezione della procedura di cui all'articolo 126, paragrafo 14, misure concernenti gli Stati membri la cui moneta è l'euro, al fine di:

a) rafforzare il coordinamento e la sorveglianza della disciplina di bilancio;

b) elaborare, per quanto li riguarda, gli orientamenti di politica economica vigilando affinché siano compatibili con quelli adottati per l'insieme dell'Unione, e garantirne la sorveglianza.

2. Solo i membri del Consiglio che rappresentano gli Stati membri la cui moneta è l'euro prendono parte al voto sulle misure di cui al paragrafo 1.

Per maggioranza qualificata di detti membri s'intende quella definita conformemente all'articolo 238, paragrafo 3, lettera a).".

L'articolo 121 del TFUE contiene disposizioni relative al coordinamento delle politiche economiche tra gli Stati membri, e l'articolo 126 del TFUE stabilisce la procedura da seguire in caso di disavanzi pubblici eccessivi.

III. Analisi

Dalla giurisprudenza della Corte di giustizia riguardo alla scelta della base giuridica emergono principi certi. In primo luogo, date le conseguenze della base giuridica in termini di competenza sostanziale e di procedura, la scelta del corretto fondamento giuridico riveste un'importanza costituzionale(1). In secondo luogo, a norma dell'articolo 13, paragrafo 2, del TUE, ciascuna istituzione deve agire nei limiti delle attribuzioni che le sono conferite dal trattato(2). In terzo luogo, ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia, "la scelta del fondamento giuridico di un atto comunitario deve basarsi su elementi oggettivi, suscettibili di sindacato giurisdizionale, tra i quali figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto(3)". Infine, per quanto riguarda una pluralità di basi giuridiche, se una misura ha contemporaneamente più obiettivi o più componenti tra loro inscindibili, senza che uno di essi assuma importanza secondaria e indiretta rispetto agli altri, tale misura deve basarsi sulle diverse disposizioni pertinenti del trattato(4). Tuttavia, il ricorso a un duplice fondamento normativo è escluso quando le procedure previste relativamente all'uno e all'altro fondamento normativo siano incompatibili e/o quando il cumulo di fondamenti normativi sia tale da pregiudicare i diritti del Parlamento(5).

L'obiettivo generale della proposta in questione è di “rimediare ad alcuni ostacoli fiscali che rappresentano un grave intralcio per la crescita nel mercato unico(6)”. Il suo ambito di applicazione è definito all'articolo 1 nel modo seguente: “La presente direttiva stabilisce un regime per una base imponibile comune per la tassazione di talune società e gruppi di società e prevede le regole relative al calcolo e all'uso di tale base.”

Il TFUE contiene due basi giuridiche per il “ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative” degli Stati membri nel mercato interno: l'art 114 è applicabile quando l'obiettivo è “l'instaurazione ed il funzionamento del mercato interno”, l'articolo 115 quando le misure in questione “abbiano un'incidenza diretta sull'instaurazione o sul funzionamento del mercato interno”. L'articolo 114, paragrafo 1, del TFUE prevede l'adozione di "ogni misura" da parte del Consiglio e dal Parlamento europeo secondo la procedura legislativa ordinaria, che richiede la maggioranza qualificata in Consiglio; a norma dell'articolo 115 del TFUE il Consiglio deve adottare direttive, all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo. In pratica, l'articolo 115 è pertinente soprattutto nei settori che l'articolo 114, paragrafo 2, esclude dall'applicazione dell'articolo 114, paragrafo 1. Una di queste esclusioni riguarda le "disposizioni fiscali". Ciò sta a significare che l'articolo 115 è la base giuridica appropriata da scegliere per la misura proposta.

Per quanto riguarda la questione dell'eventuale inclusione dell'articolo 136 del TFUE come base giuridica, si dovrebbero applicare i criteri richiesti per una pluralità di basi giuridiche, cioè dovrebbe essere individuabile un secondo obiettivo, o una seconda componente, rientrante nelle previsioni dell'articolo 136 del TFUE, che fosse inscindibile dal primo, o dalla prima, e della stessa importanza. Orbene, la proposta di direttiva non contiene misure specifiche agli Stati membri la cui moneta è l'euro finalizzate a contribuire al buon funzionamento dell'unione economica e monetaria. Inoltre, le procedure di cui agli articoli 121 e 126 del TFUE sono completamente diverse dalla procedura di consultazione con la quale è stato proposto l'atto in questione e quindi inconciliabili con essa.

La commissione giuridica ha esaminato la questione in oggetto nella riunione del 26 gennaio 2012. In tale riunione ha pertanto deciso, con 22 voti favorevoli e un'astensione(7), di raccomandare l'articolo 115 del TFUE come base giuridica appropriata per la proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, e di raccomandare che l'articolo 136 del TFUE non sia incluso come base giuridica.

Voglia gradire, Signora Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Klaus-Heiner Lehne

(1)

Parere 2/00, Protocollo di Cartagena, Racc. [2001] I-9713, punto 5; causa C-370/07, Commissione contro Consiglio, punti 46-49; Parere 1/08, Accordo generale sugli scambi di servizi, Racc. [2009] I-11129, punto 110.

(2)

Causa C-403/05, Parlamento contro Commissione, Racc. [2007] I-9045, punto 49, e giurisprudenza ivi citata.

(3)

Si veda, come giurisprudenza recente , la causa C-411/06, Commissione contro Parlamento e Consiglio, Racc. [2009] I-7585.

(4)

Causa C-165/87, Commissione contro Consiglio, Racc. [1988] I-5545, punto 11; Causa C-178/03, Commissione contro Parlamento europeo e Consiglio, Racc. [2006] I-107, punti 43-56.

(5)

Causa C-178/03, Commissione contro Parlamento europeo e Consiglio, Racc. [2006] I-207, punto 57.

(6)

Relazione, punto 1.

(7)

Erano presenti al momento della votazione finale: Klaus-Heiner Lehne (presidente), Raffaele Baldassarre (vicepresidente), Evelyn Regner (vicepresidente), Sebastian Valentin Bodu, Marielle Gallo, Eva Ortiz Vilella, Tadeusz Zwiefka, Françoise Castex, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Antonio Masip Hidalgo, Bernhard Rapkay, Alexandra Thein, Diana Wallis, Cecilia Wikström, Jiří Maštálka, Francesco Enrico Speroni, Dimitar Stoyanov, Jean-Marie Cavada, Vytautas Landsbergis, Kurt Lechner, Dagmar Roth-Behrendt, Jan Philipp Albrecht, Eva Lichtenberger.


PARERE della commissione per il mercato interno ela protezione dei consumatori (25.1.2012)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società

(COM(2011)0121 – C7‑0092/2011 – 2011/0058(CNS))

Relatore per parere: Olle Schmidt

BREVE MOTIVAZIONE

Il relatore sostiene la proposta della Commissione di introdurre una base imponibile consolidata comune volontaria per l'imposta sulle società (CCCTB) a livello di Unione europea.

I paesi dell'Unione europea hanno basi imponibili diverse che agiscono, in pratica, da ostacoli commerciali alla crescita e all'occupazione.

La proposta di una CCCTB comporterebbe cambiamenti significativi nell'imposizione sulle società in Europa e potrebbe apportare miglioramenti per le imprese che operano a livello transfrontaliero attraverso la riduzione dei costi amministrativi e degli oneri burocratici. Ciò consentirebbe di realizzare un mercato unico più efficiente, rafforzare la competitività delle imprese dell'Unione europea e migliorare l'attrattività globale del mercato dell'UE rispetto ad altri grandi mercati come gli Stati Uniti e la Cina.

Le principali preoccupazioni del relatore sono le seguenti:

La CCCTB deve essere facoltativa per le imprese. Un sistema obbligatorio comporterà costi maggiori, specialmente per le PMI, e non produrrà quindi un aumento della crescita e della competitività sul mercato europeo. È inoltre vantaggioso il fatto di avere sistemi concorrenti e una concorrenza istituzionale. Non è consigliabile rendere obbligatorio il sistema prima di averlo sperimentato nella pratica e di conoscerne gli effetti.

1.        Il livello delle aliquote fiscali dovrebbe continuare a essere stabilito dai parlamenti nazionali. L'obiettivo è di migliorare il sistema di imposizione sulle imprese e non di armonizzare le aliquote d'imposta.

2.        Occorre eliminare gli ostacoli transfrontalieri. Il sistema deve pertanto permettere il consolidamento dei profitti e delle perdite fin dall'inizio, al fine di favorire lo sviluppo delle attività transfrontaliere.

3.        La CCCTB deve permettere la semplificazione, in modo tale che sia necessario presentare un'unica dichiarazione per tutto il gruppo, secondo il "principio dello sportello unico". È essenziale ridurre gli oneri amministrativi e la burocrazia per il sistema della CCCTB, al fine di ridurre i costi di adeguamento, ma anche di fornire incentivi al raggiungimento di un trattamento fiscale comune.

4.        Il sistema dovrebbe essere attraente, in modo tale da indurre le società a scegliere di partecipare alla CCCTB, apportando quindi reali vantaggi.

Il relatore propone le seguenti modifiche:

Modifiche della formula – eliminazione del fattore "fatturato": è opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda due soli fattori: il lavoro e le attività.

L'attribuzione delle vendite in funzione della destinazione impone un cambiamento significativo rispetto al principio attuale di attribuzione dei diritti d'imposizione fiscale allo Stato di origine. Il principio dell'origine gode di un forte sostegno concettuale tra gli Stati membri dell'UE ed è stato a lungo il principio guida dei lavori dell'OCSE sulla fiscalità internazionale.

Inoltre, le piccole e medie imprese degli Stati membri con un mercato interno di piccole dimensioni subiranno notevoli perdite di gettito fiscale con questa formula.

Inoltre, un fattore "fatturato" basato sulla destinazione sarebbe piuttosto semplice da manipolare. Un agente commerciale indipendente (residente in uno Stato che non applica la CCCTB) potrebbe essere ingaggiato come intermediario per effettuare le vendite per conto del gruppo sul mercato interessato, spostando in questo modo la destinazione delle vendite dallo Stato "previsto" allo Stato prescelto. Tali opportunità di pianificazione fiscale comprometterebbero la legittimità del fattore e richiederebbero verosimilmente di prevedere norme complesse in materia di lotta contro l'evasione fiscale.

Forum sulla CCCTB: introduzione di un forum sulla CCCTB tra gli Stati membri per la risoluzione extragiudiziale delle controversie (modifiche al considerando 26 e all'articolo 123).

Riesame più rapido: la Commissione dovrebbe procedere a un riesame già dopo tre anni per valutare gli effetti della CCCTB, articolo 133.

Valutazione degli effetti della CCCTB nel riesame della direttiva: dopo tre anni, la Commissione valuta i pro e i contro dell'introduzione di un sistema obbligatorio, al fine di istituire una CCCTB nell'Unione europea.

La Commissione analizza inoltre gli effetti della direttiva sulle basi imponibili degli Stati membri a livello nazionale, regionale e locale, inclusi gli effetti socioeconomici sulla delocalizzazione delle attività economiche e dei posti di lavoro all'interno dell'Unione.

È opportuno considerare la possibilità di estendere la CCCTB ad entità diverse dalle società, come i partenariati: in alcuni Stati membri numerose imprese assumono la forma di partenariati. La Commissione dovrebbe valutare se questi partenariati possono essere trattati come società.

La percentuale completata nei contratti a lungo termine: l'articolo 24 dovrebbe essere soppresso, in quanto le società non dovrebbero essere obbligate a effettuare questo calcolo ai soli fini fiscali. Non è comune nei regimi contabili degli Stati membri e aumenta la complessità del sistema.

Migliorare l'attrattività della CCCTB: le disposizioni della CCCTB devono risultare più vantaggiose per le società rispetto ai sistemi nazionali vigenti.

Le regole di ammortamento devono essere generose per le imprese. All'articolo 39, il livello dovrebbe essere aumentato dal 25 al 35% del tasso di ammortamento del paniere di attività dell'impresa.

L'obbligo di cui all'articolo 59 di registrare le operazioni intragruppo appare discutibile, in quanto comporterebbe oneri amministrativi e costi supplementari per le imprese.

Chiarimento delle disposizioni relative agli audit: (articolo 122) la possibilità per un'autorità competente di avviare un audit dell'intero gruppo o di parte di esso indipendentemente dalla giurisdizione fiscale avrebbe conseguenze amministrative inaccettabili.

Norme anti-abusi più rigorose: è necessario modificare l'articolo 80 affinché le operazioni artificiali svolte con la principale finalità di eludere l'imposizione siano ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

EMENDAMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) Le società che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza di 27 diversi regimi di tassazione delle società. Gli ostacoli e le distorsioni impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Disincentivano infatti gli investimenti nell'Unione e sono in contrasto con le priorità stabilite nella comunicazione Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata dalla Commissione il 3 marzo 2010. Sono inoltre in conflitto con i requisiti di un'economia sociale di mercato altamente competitiva.

(1) Le società che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza di 27 diversi regimi di tassazione delle società. Gli ostacoli e le distorsioni impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Disincentivano infatti gli investimenti nell'Unione e sono in contrasto con le priorità stabilite nella comunicazione Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata dalla Commissione il 3 marzo 2010. È necessaria un'ulteriore integrazione della base imponibile al fine di promuovere un'economia sociale di mercato altamente competitiva nell'Unione.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis) La base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) dovrebbe portare a una base imponibile comune per tutte le società europee ammissibili nell'Unione. Tuttavia, la presente direttiva non deve essere considerata il primo passo verso l'armonizzazione delle aliquote dell'imposta sul reddito delle società degli Stati membri.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 ter) Il miglioramento del mercato interno è il fattore chiave per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro. L'introduzione di una CCCTB dovrebbe stimolare la crescita e creare maggiore occupazione nell'Unione, riducendo i costi amministrativi e gli oneri burocratici per le imprese, in particolare le piccole imprese che operano in diversi Stati membri.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) Dato che le differenze nelle aliquote d'imposta non creano gli stessi ostacoli, il regime (la base imponibile consolidata comune per le società) non incide necessariamente sul potere discrezionale degli Stati membri riguardo alle aliquote nazionali di imposizione delle società.

(5) Dato che le differenze nelle aliquote d'imposta contribuiscono alla competitività dell'Unione nel suo complesso, il regime (la base imponibile consolidata comune per le società) non dovrebbe incidere sul potere discrezionale degli Stati membri riguardo alle aliquote nazionali di imposizione delle società. Gli Stati membri dovrebbero pertanto conservare altresì il potere di adottare taluni incentivi in ambito fiscale a favore delle imprese.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis) Il funzionamento della CCCTB, conformemente alla presente direttiva, dovrebbe avere un impatto neutro sul gettito fiscale degli Stati membri.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 ter) Nella misura in cui il ricorso alla CCCTB potrebbe influenzare il gettito fiscale delle autorità regionali o locali, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di adottare misure correttive, conformemente al loro sistema costituzionale e secondo modalità compatibili con la presente direttiva.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) È opportuno che la possibilità del consolidamento (appartenenza a un gruppo) sia determinata in esito all'applicazione di due criteri: i) il controllo (più del 50% dei diritti di voto) e ii) la proprietà (più del 75% delle azioni) o i diritti ai profitti (più del 75% dei diritti ai profitti). Questi criteri assicurano un alto livello di integrazione economica tra i membri del gruppo, testimoniato dal livello di controllo e dall'alto livello di partecipazione. È necessario che entrambe le soglie siano rispettate nel corso dell'intero esercizio fiscale; in caso contrario, la società deve immediatamente lasciare il gruppo. Occorrerebbe anche fissare un periodo minimo di nove mesi di appartenenza al gruppo.

(16) È opportuno che la possibilità del consolidamento (appartenenza a un gruppo) sia determinata in esito all'applicazione di due criteri: i) il controllo (più del 50% dei diritti di voto) e ii) la proprietà (più del 75% delle azioni) o i diritti ai profitti (più del 75% dei diritti ai profitti). Questi criteri assicurano un alto livello di integrazione economica tra i membri del gruppo, testimoniato dal livello di controllo e dall'alto livello di partecipazione. È necessario che entrambe le soglie siano rispettate nel corso dell'intero esercizio fiscale; in caso contrario, la società deve immediatamente lasciare il gruppo. Occorrerebbe anche fissare un periodo minimo di dodici mesi di appartenenza al gruppo.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) È opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di pratiche abusive. Si tratta di misure che dovrebbero includere limiti sulla deducibilità degli interessi corrisposti a imprese consociate residenti a fini fiscali in paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano informazioni con lo Stato membro del contribuente in base a un accordo simile alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette e delle imposte sui premi assicurativi, nonché norme relative alle società estere controllate.

(20) È opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso efficace, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di pratiche abusive. Si tratta di misure che dovrebbero includere limiti sulla deducibilità degli interessi corrisposti a imprese consociate residenti a fini fiscali in paesi a basso tasso di imposizione che si trovano al di fuori dall'Unione europea e non scambiano informazioni con lo Stato membro del contribuente in base a un accordo simile alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette e delle imposte sui premi assicurativi, nonché norme relative alle società estere controllate. Non si dovrebbe impedire agli Stati membri di introdurre e coordinare tra loro misure aggiuntive volte a ridurre gli effetti negativi dei paesi con bassi livelli di tassazione all'esterno dell'Unione, che non scambiano le necessarie informazioni fiscali.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) È opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda tre fattori (lavoro, attività e fatturato), cui è attribuita la medesima ponderazione. Il fattore lavoro deve essere computato sulla base del monte retribuzioni e del numero dei dipendenti (ciascun elemento conta per metà). Il fattore attività deve comprendere tutte le attività materiali immobilizzate. Occorre che le attività immateriali e finanziarie siano escluse dalla formula a causa delle loro fluttuazioni e dei rischi di aggiramento del regime. L'uso di questi fattori riconosce un'importanza appropriata agli interessi dello Stato membro di origine. Occorre infine tenere conto del fatturato per garantire un'equa partecipazione dello Stato membro di destinazione. Tali fattori e ponderazioni devono garantire che i profitti siano tassati dove sono realizzati. Come eccezione al principio generale, una clausola di salvaguardia prevede un metodo alternativo qualora il risultato della ripartizione non rappresenti correttamente la portata della corrispondente attività economica.

(21) È opportuno che la formula per ripartire la base imponibile consolidata comprenda due fattori (lavoro e attività), cui è attribuita la medesima ponderazione. Il fattore lavoro deve essere computato sulla base del monte retribuzioni e del numero dei dipendenti (ciascun elemento conta per metà). Il fattore attività deve comprendere tutte le attività materiali immobilizzate. Occorre che le attività immateriali e finanziarie siano escluse dalla formula a causa delle loro fluttuazioni e dei rischi di aggiramento del regime. L'uso di questi fattori riconosce un'importanza appropriata agli interessi dello Stato membro di origine. Tali fattori e ponderazioni devono garantire che i profitti siano tassati dove sono realizzati. Come eccezione al principio generale, una clausola di salvaguardia prevede un metodo alternativo qualora il risultato della ripartizione non rappresenti correttamente la portata della corrispondente attività economica.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis) È opportuno che le regole comuni per il calcolo della CCCTB non generino costi amministrativi sproporzionati per le società, al fine di non nuocere alla loro competitività.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 bis) La Commissione dovrebbe aprire un nuovo forum sulla CCCTB, simile al forum congiunto sui prezzi di trasferimento, a cui le imprese e gli Stati membri possano demandare le questioni e le controversie legate alla CCCTB. Questo forum dovrebbe essere in grado di fornire orientamenti alle società e agli Stati membri.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 bis) L'analisi sulla base della clausola di revisione dovrebbe altresì includere un esame del carattere facoltativo della CCCTB e considerazioni circa l'attuabilità per le PMI.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Le spese deducibili includono tutti i costi delle vendite e tutte le spese, al netto dell'imposta sul valore aggiunto deducibile, sostenute dal contribuente per ottenere o assicurarsi redditi, compresi i costi della ricerca e dello sviluppo e i costi sostenuti per raccogliere capitali (equity) o reperire prestiti per l'esercizio dell'attività.

Le spese deducibili includono tutti i costi delle vendite e tutte le spese, al netto dell'imposta sul valore aggiunto deducibile, sostenute dal contribuente per ottenere o assicurarsi redditi, compresi i costi della ricerca e dello sviluppo e i costi sostenuti per raccogliere capitali (equity) o reperire prestiti per l'esercizio dell'attività. I costi correnti relativi alla protezione ambientale e alla riduzione delle emissioni di carbonio sono altresì considerati come spese deducibili.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Articolo 24

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 24

soppresso

Contratti a lungo termine

 

1. Un contratto a lungo termine è un contratto che soddisfa le condizioni seguenti:

 

a) è concluso a fini di produzione, installazione o costruzione o di prestazione di servizi;

 

b) la sua durata supera, o è previsto che superi, 12 mesi.

 

2. Nonostante il disposto dell'articolo 18, i ricavi derivanti da un contratto a lungo termine sono riconosciuti, a fini fiscali, per l'importo corrispondente alla parte del contratto completata nel rispettivo esercizio fiscale. La percentuale completata è determinata o in base al rapporto tra i costi di tale esercizio e i costi complessivi stimati o in base alla valutazione, da parte di un esperto, della fase di completamento alla fine dell'esercizio fiscale.

 

3. I costi inerenti ai contratti a lungo termine sono presi in considerazione nell'esercizio fiscale in cui sono sostenuti.

 

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Articolo 39 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Le attività immobilizzate diverse da quelle di cui agli articoli 36 e 40 sono ammortizzate insieme in un paniere di attività ad un tasso annuo del 25% del valore ammortizzabile.

1. Le attività immobilizzate diverse da quelle di cui agli articoli 36 e 40 sono ammortizzate insieme in un paniere di attività ad un tasso annuo del 35% del valore ammortizzabile.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Articolo 58 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nonostante il disposto del paragrafo 1, un contribuente diventa membro di un gruppo alla data in cui sono raggiunte le soglie di cui all'articolo 54. Le soglie devono essere rispettate per almeno nove mesi consecutivi; in caso contrario il contribuente è trattato come se non fosse mai diventato membro del gruppo.

2. Nonostante il disposto del paragrafo 1, un contribuente diventa membro di un gruppo alla data in cui sono raggiunte le soglie di cui all'articolo 54. Le soglie devono essere rispettate per almeno dodici mesi consecutivi; in caso contrario il contribuente è trattato come se non fosse mai diventato membro del gruppo.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Articolo 80 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Le operazioni artificiali svolte con l'esclusiva finalità di eludere l'imposizione sono ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

Le operazioni artificiali svolte con la principale finalità di eludere l'imposizione sono ignorate ai fini del calcolo della base imponibile.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Articolo 86 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. La base imponibile consolidata è ripartita tra i membri di un gruppo in ogni esercizio fiscale sulla base di una formula. La formula per determinare la percentuale assegnata al membro A di un gruppo, nella quale si dà pari peso ai fattori del fatturato, del lavoro e delle attività, si presenta come segue:

1. La base imponibile consolidata è ripartita tra i membri di un gruppo in ogni esercizio fiscale sulla base di una formula. La formula per determinare la percentuale assegnata al membro A di un gruppo, nella quale si dà pari peso ai fattori del lavoro e delle attività, si presenta come segue:

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Articolo 86 – paragrafo 1 – formula

 

Testo della Commissione

 

Emendamento

 

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Articolo 95

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 95

soppresso

Composizione del fattore fatturato

 

1. Il fattore fatturato è composto dal fatturato totale di un membro del gruppo (compresa una stabile organizzazione ritenuta esistente in virtù dell'articolo 70, paragrafo 2, secondo comma) al numeratore e il fatturato totale del gruppo al denominatore.

 

2. Per fatturato si intendono i proventi di tutte le vendite di beni e le prestazioni di servizi al netto di sconti e restituzioni, ad esclusione dell'imposta sul valore aggiunto e di altri tributi e prelievi. I ricavi, gli interessi, i dividendi, i canoni e i proventi della cessione di attività immobilizzate esenti non sono inclusi nel fattore fatturato, a meno che si tratti di ricavi derivanti dal normale esercizio dell'attività economica. Non sono incluse le vendite di beni e le prestazioni di servizi intragruppo.

 

3. Il fatturato è valutato conformemente all'articolo 22.

 

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Articolo 96

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 96

soppresso

Attribuzione delle vendite in funzione della destinazione

 

1. Le vendite di beni sono incluse nel fattore fatturato del membro del gruppo situato nello Stato membro dove si conclude la spedizione o il trasporto dei beni all'acquirente. Se è impossibile identificare questo luogo, le vendite di beni sono attribuite al membro del gruppo situato nello Stato membro dove è stato possibile per l'ultima volta localizzare i beni.

 

2. Le prestazioni di servizi sono incluse nel fattore fatturato del membro del gruppo situato nello Stato membro dove sono stati prestati fisicamente i servizi.

 

3. I ricavi, gli interessi, i dividendi e i canoni ed i proventi della cessione di attività esenti inclusi nel fattore fatturato sono attribuiti al beneficiario.

 

4. Se non vi è alcun membro del gruppo nello Stato membro dove sono consegnati i beni o prestati i servizi, o se i beni sono consegnati o i servizi sono prestati in un paese terzo, le vendite sono incluse nel fattore fatturato di tutti i membri del gruppo in proporzione ai loro fattori lavoro e attività.

 

5. Se vi è più di un membro del gruppo nello Stato membro dove sono consegnati i beni o prestati i servizi, le vendite sono incluse nel fattore fatturato di tutti i membri del gruppo situati in tale Stato membro in proporzione ai loro fattori lavoro e attività.

 

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Articolo 97

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione può adottare atti che stabiliscono regole dettagliate sul calcolo dei fattori lavoro, attività e fatturato, sull'allocazione dei dipendenti e del monte retribuzioni, delle attività e del fatturato al rispettivo fattore e sulla valutazione delle attività. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 131, paragrafo 2.

La Commissione può adottare atti che stabiliscono regole dettagliate sul calcolo dei fattori lavoro e attività, sull'allocazione dei dipendenti, del monte retribuzioni e delle attività al rispettivo fattore e sulla valutazione delle attività. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 131, paragrafo 2.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Articolo 105 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Quando è stata accettata la notifica, il singolo contribuente o il gruppo, a seconda del caso, applica il regime previsto dalla presente direttiva per cinque esercizi fiscali. Dopo la scadenza di tale periodo iniziale, il singolo contribuente o il gruppo continua ad applicare il regime per periodi successivi di tre anni a meno che notifichi di rinunciare alla scelta fatta. La rinuncia può essere notificata da un contribuente alla sua autorità competente o, nel caso di un gruppo, dal contribuente principale all'autorità tributaria principale nei tre mesi precedenti la fine del periodo iniziale o di un periodo successivo.

1. Quando è stata accettata la notifica, il singolo contribuente o il gruppo, a seconda del caso, applica il regime previsto dalla presente direttiva per tre esercizi fiscali. Dopo la scadenza di tale periodo iniziale, il singolo contribuente o il gruppo continua ad applicare il regime per periodi successivi di tre anni a meno che notifichi di rinunciare alla scelta fatta. La rinuncia può essere notificata da un contribuente alla sua autorità competente o, nel caso di un gruppo, dal contribuente principale all'autorità tributaria principale nei tre mesi precedenti la fine del periodo iniziale o di un periodo successivo.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Articolo 122 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità tributaria principale può avviare e coordinare l'audit dei membri di un gruppo. Un audit può essere avviato anche su richiesta di un'autorità competente.

L'autorità tributaria principale può avviare e coordinare l'audit dei membri di un gruppo. Un audit può essere avviato anche su richiesta di un'autorità competente nello Stato membro in cui il membro del gruppo è residente.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Articolo 123 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 123 bis

 

Forum sulla CCCTB – organo di conciliazione

 

La Commissione apre un nuovo forum sulla CCCTB, simile al forum congiunto sui prezzi di trasferimento, a cui le imprese e gli Stati membri possono demandare le questioni e le controversie legate alla CCCTB e che fornisce orientamenti.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Articolo 130

Testo della Commissione

Emendamento

Il Parlamento europeo è informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio.

Il Parlamento europeo è informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio. Qualunque valutazione futura riguardante la presente direttiva è comunicata al Parlamento europeo.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Articolo 133

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Tale relazione include in particolare un'analisi dell'impatto del meccanismo, di cui al capo XVI della presente direttiva, sulla distribuzione delle basi imponibili tra gli Stati membri.

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla sua applicazione. Tale relazione include un'analisi dell'impatto della presente direttiva sulle economie nazionali, degli effetti sui bilanci nazionali, regionali e locali, nonché delle conseguenze socioeconomiche sulle piccole e medie imprese.

 

Dopo la presentazione di tale relazione, la Commissione realizza una valutazione d'impatto e progetti pilota con l'obiettivo di presentare una proposta legislativa per rendere la CCCTB obbligatoria per tutte le società ammissibili entro il 2020, ad eccezione delle microimprese, piccole e medie imprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 20031. Essa valuta altresì la possibilità di tassare i partenariati come le società.

 

______________

 

1 GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Articolo 133 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 133 bis

 

Salvaguardia in caso di perdita del gettito fiscale

 

Se dall'analisi dell'impatto della Commissione di cui all'articolo 133 emergono perdite importanti del gettito fiscale in più Stati membri, gli Stati membri interessati possono sospendere la CCCTB prevista nei capi da IX a XII e XVI della presente direttiva fino alla scomparsa di tali effetti negativi.

PROCEDURA

Titolo

Base imponibile consolidata comune per le società (ACCIS)

Riferimenti

COM(2011)0121 – C7-0092/2011 – 2011/0058(CNS)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

7.4.2011

 

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

IMCO

7.4.2011

 

 

 

Esame in commissione

5.12.2011

 

 

 

Approvazione

25.1.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

17

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Cristian Silviu Buşoi, Sergio Gaetano Cofferati, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Cornelis de Jong, Vicente Miguel Garcés Ramón, Evelyne Gebhardt, Małgorzata Handzlik, Iliana Ivanova, Philippe Juvin, Sandra Kalniete, Eija-Riitta Korhola, Edvard Kožušník, Kurt Lechner, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Phil Prendergast, Mitro Repo, Robert Rochefort, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Frank Engel, Ildikó Gáll-Pelcz, Anna Hedh, Liem Hoang Ngoc, María Irigoyen Pérez, Emma McClarkin, Olle Schmidt, Kyriacos Triantaphyllides


PROCEDURA

Titolo

Base imponibile consolidata comune per le società (ACCIS)

Riferimenti

COM(2011)0121 – C7-0092/2011 – 2011/0058(CNS)

Consultazione del PE

6.4.2011

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

7.4.2011

 

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

IMCO

7.4.2011

 

 

 

Relatore(i)

       Nomina

Marianne Thyssen

10.5.2011

 

 

 

Contestazione della base giuridica

       Parere JURI

JURI

26.1.2012

 

 

 

Esame in commissione

11.10.2011

29.11.2011

9.1.2012

 

Approvazione

21.3.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

7

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Elena Băsescu, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Pascal Canfin, Nikolaos Chountis, George Sabin Cutaş, Leonardo Domenici, Derk Jan Eppink, Diogo Feio, Markus Ferber, Ildikó Gáll-Pelcz, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Liem Hoang Ngoc, Gunnar Hökmark, Syed Kamall, Othmar Karas, Jürgen Klute, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Philippe Lamberts, Astrid Lulling, Sławomir Witold Nitras, Ivari Padar, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Edward Scicluna, Peter Simon, Peter Skinner, Theodor Dumitru Stolojan, Ivo Strejček, Kay Swinburne, Sampo Terho, Marianne Thyssen, Ramon Tremosa i Balcells, Corien Wortmann-Kool

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Philippe De Backer, Herbert Dorfmann, Enrique Guerrero Salom, Sophia in ‘t Veld, Thomas Mann, Mario Mauro

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Veronica Lope Fontagné

Deposito

29.3.2012

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