Procedura : 2011/2195(INI)
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A7-0084/2012

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29.3.2012
PE 478.701v02-00 A7-0084/2012

sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia "Europa 2020"

(2011/2195(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Nuno Teixeira

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia "Europa 2020"

(2011/2195(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visti gli articoli 355 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (trattato FUE), in combinato disposto tra loro, che prevedono uno statuto speciale per le regioni ultraperiferiche, e l'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del trattato FUE relativo al regime degli aiuti di Stato per tali regioni,

–   visto l'articolo 174 e seguenti del trattato FUE, che stabiliscono l'obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale e definiscono gli strumenti finanziari a finalità strutturale per conseguirlo,

–   vista la comunicazione della Commissione del 26 maggio 2004 intitolata "Un partenariato più forte per le regioni ultraperiferiche" (COM(2004)0343),

–   vista la sua risoluzione del 28 settembre 2005 su un partenariato più forte per le regioni ultraperiferiche(1),

–   vista la comunicazione della Commissione del 12 settembre 2007 dal titolo "Strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive" (COM(2007) 507) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 12 settembre 2007, allegato alla presente comunicazione, recante lo stesso titolo (SEC(2007) 1112),

–   vista la sua risoluzione del 20 maggio 2008 sulla strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive(2),

–   vista la comunicazione della Commissione del 17 ottobre 2008 dal titolo "Le regioni ultraperiferiche: un'opportunità per l'Europa" COM(2008)0642,

–   visto il memorandum elaborato congiuntamente dalle regioni ultraperiferiche, del 14 ottobre 2009, sulle regioni ultraperiferiche all'orizzonte del 2020,

–   vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–   visto il memorandum elaborato da Spagna, Francia, Portogallo e dalle regioni ultraperiferiche, del 7 maggio 2010, riguardante una visione rinnovata per una strategia europea in materia di regioni ultraperiferiche,

–   viste le conclusioni adottate in occasione della 3022ª sessione del Consiglio Affari generali, del 14 giugno 2010(3),

–   vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 24 settembre 2010, sull'impatto della riforma del regime POSEI varata nel 2006 (COM(2010) 501),

–   vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2010, recante misure specifiche nel settore dell’agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell’Unione (COM(2010) 498),

–   vista la comunicazione della Commissione, del 29 giugno 2011, dal titolo “Un bilancio per la strategia Europa 2020” (COM(2011) 500, parti 1 e 2),

–   vista la proposta di regolamento del Consiglio, del 29 giugno 2011, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011)0398),

–   vista la relazione sulle regioni ultraperiferiche europee nel mercato unico: l'influenza dell'UE nel mondo, del 12 ottobre 2011, del Commissario europeo Michel Barnier, presentata da Pedro Solbes Mira,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio europeo, del 18 ottobre 2010, dal titolo "Parere della Commissione in applicazione dell'articolo 355, paragrafo 6, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea su iniziativa del governo francese per modificare lo status di Saint-Barthélémy nei confronti dell'Unione" (COM(2010) 559), e la decisione 2010/718/UE del Consiglio europeo, del 29 ottobre 2010, che modifica lo status dell’isola di Saint-Barthélemy nei confronti dell’Unione europea(4),

–   vista la dichiarazione finale della XVII Conferenza dei presidenti delle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea, del 3 e 4 novembre 2011,

–   visto il contributo delle regioni ultraperiferiche, del 15 gennaio 2010, alla consultazione pubblica relativa al documento di lavoro della Commissione - Consultazione sulla futura strategia "UE 2020" (COM(2009)0647),

–   visto il contributo congiunto delle regioni ultraperiferiche, del 28 gennaio 2011, relativo alla quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale,

–   visto il contributo delle regioni ultraperiferiche dell'UE, del 28 febbraio 2011, sulla comunicazione della Commissione intitolata "Verso un atto per il mercato unico" (COM(2010) 608, del 27 ottobre 2010),

–   vista la piattaforma comune, del 6 luglio 2010, inviata al Presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, dalla Conferenza dei deputati al Parlamento europeo delle regioni ultraperiferiche,

–   visto l'articolo 48 del regolamento,

–   visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A7-0084/2012),

A. considerando che il trattato prevede all'articolo 349 una base giuridica adeguata, fondata sul diritto primario, sulla quale si sono consolidati uno statuto giuridico specifico e politiche comuni a favore delle regioni ultraperiferiche;

B.  considerando che la politica di coesione deve seguire la stessa linea e integrare gli elementi della strategia Europa 2020, che prevede l'organizzazione di iniziative politiche finalizzate a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, promuovendo un'economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale, e deve tenere adeguatamente in considerazione la dimensione ultraperiferica; considerando che le condizioni di partenza delle regioni ultraperiferiche (RUP) per raggiungere gli obiettivi prefissati sono più sfavorevoli rispetto a certe regioni e che le RUP intendono contribuire alla concretizzazione dei cinque obiettivi in materia di occupazione, innovazione, istruzione, inclusione sociale, clima ed energia da raggiungere entro il 2020, e considerando che la necessità di orientare gli obiettivi della strategia Europa 2020 verso l'utilizzo del loro potenziale e verso la crescita dei settori d'eccellenza non permette tuttavia di ignorare le barriere strutturali cui si trovano dinanzi queste regioni né il ruolo fondamentale di sviluppo svolto dai settori tradizionali,

C. considerando che la politica di coesione deve restare uno dei principali strumenti dell'azione europea per la riduzione delle disparità nelle regioni europee in generale e nelle RUP in particolare, ai fini dell'integrazione di queste ultime nel mercato interno e della loro affermazione nella rispettiva zona geografica, per la promozione dello sviluppo e della convergenza economica di queste regioni con l'UE continentale e per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, e considerando che i fondi europei costituiscono i principali strumenti ma che questa politica europea non può risolvere da sola tutte le difficoltà incontrate dalle RUP;

D. considerando che l’obiettivo primario delle economie ultraperiferiche è quello di trasformare i loro vincoli in potenzialità e opportunità di crescita, utilizzando strumenti che consentano di ridurre le disparità in materia di libera circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi, e che le sfide come la globalizzazione, i cambiamenti climatici, l'approvvigionamento energetico, lo sviluppo di energie rinnovabili, la gestione sostenibile delle risorse naturali, marine e agricole, la preservazione della biodiversità, l'inclusione sociale, la lotta contro la povertà e le pressioni demografiche richiedono un coordinamento di tutte le politiche e di tutti gli strumenti dell'Unione;

E.  considerando che il deterioramento della situazione economica provocato dalla crisi economica, sociale e finanziaria ha colpito in modo particolare le RUP mettendo in risalto le debolezze strutturali delle loro economie e la loro dipendenza dall'esterno,

F.  considerando che gli investimenti europei nelle RUP non rappresentano solo una politica di recupero dei ritardi e di compensazione degli svantaggi, ma costituiscono anche investimenti realizzati a beneficio e vantaggio di tutta l'Unione europea;

Un trattamento differenziato e d'insieme delle RUP

1.  sottolinea che, ai sensi del trattato FUE, le RUP hanno diritto a un trattamento differenziato e d'insieme che permetta loro di beneficiare del livello massimo di aiuti, a prescindere dal loro livello di sviluppo, in modo da tenere in debita considerazione e da tutelare le loro specificità;

2.  sottolinea, conformemente alle conclusioni della quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, la necessità di rendere più flessibili gli strumenti della politica di coesione, al fine di consentire investimenti capaci di garantire livelli di crescita e di sviluppo in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020, anche in presenza di condizioni geografiche e demografiche particolari;

3.  condivide l'idea secondo cui le RUP devono perseguire gli obiettivi principali definiti nella strategia Europa 2020, ma insiste sulla necessità di adeguarli in base alle loro situazioni specifiche, tenendo conto della loro diversità regionale, delle loro condizioni strutturali e dei loro potenziali benefici, sostenendo nel contempo che l'articolo 349 del trattato FUE, che prevede l'adozione di misure specifiche volte ad attenuare l'impatto delle caratteristiche dell'ultraperifericità, dovrebbe essere utilizzato maggiormente ed essere dotato della portata giuridica, istituzionale e politica necessaria per assicurare alle RUP un'integrazione giusta che ne permetta lo sviluppo economico e sociale nel mercato interno e più in generale in seno all'Unione europea, nonché la loro piena partecipazione, al pari delle altre regioni, a tutti i programmi pertinenti dell'Unione;

4.  ritiene che occorra dare prova di flessibilità nei confronti delle RUP per quanto concerne la concentrazione sui tre obiettivi tematici prioritari previsti nelle nuove proposte di regolamenti a partire dal 2014, in modo da evitare di limitare in modo spropositato le possibilità di diversificazione e di sviluppo del potenziale esistente, nonché le possibilità di sfruttamento dei loro vantaggi comparativi e competitivi;

5.   sostiene il ricorso ad altri criteri per determinare l'ammissibilità delle RUP ai fini dell'assegnazione dei fondi strutturali, in quanto il criterio del PIL pro capite non ne rispecchia la situazione specifica ed è in contrasto con lo spirito dello statuto di ultraperifericità e al trattato stesso; chiede a questo proposito l'adozione di un criterio particolare, che classifichi le RUP tra le regioni meno sviluppate, indipendentemente dal loro livello di PIL, dal momento che tale approccio è il più idoneo alla loro situazione particolare; ribadisce pertanto che i tassi di cofinanziamento per le RUP devono essere dell'85% per tutti gli strumenti di sostegno a favore di queste regioni; chiede la proroga del termine di esecuzione dei fondi nelle RUP per garantire una migliore attuazione;

6.  deplora, nell'ambito della dotazione supplementare del FESR, la proposta di drastica diminuzione degli importi che interessano le RUP e le regioni a scarsa densità di popolazione per il periodo finanziario 2014-2020 e teme che la dotazione prevista inizialmente per compensare gli effetti degli svantaggi strutturali delle regioni ultraperiferiche e delle regioni a scarsa densità di popolazione sia snaturata a causa dell'assegnazione di importi che vanno fino al 50% a obiettivi differenti; insiste affinché tale dotazione sia portata a un tasso di cofinanziamento dell'85%, analogamente agli altri stanziamenti del FESR; chiede a questo titolo che lo sforzo finanziario per la messa in atto della strategia Europa 2020 implichi l'accesso ad aiuti europei almeno identici in termini reali a quelli dell'attuale quadro finanziario ai fini di un'attuazione coerente ed efficace di suddetta strategia;

7.  si rammarica che vi siano tagli in altri ambiti concernenti la politica di coesione, più precisamente la Commissione propone per il prossimo periodo di programmazione una riduzione generale delle misure di finanziamento della coesione economica, sociale e territoriale del 5,1% a prezzi costanti del 2011, di cui un taglio del 20,2% del finanziamento di misure a favore delle regioni dell'obiettivo "convergenza" (escluse le regioni in transizione), una riduzione dell'5,6% del finanziamento per le regioni dell'obiettivo "competitività" e una diminuzione del 2,9% delle dotazioni del Fondo di coesione;

8.  accoglie positivamente l'intenzione della Commissione di includere una linea di bilancio dedicata alle "regioni ultraperiferiche e regioni a densità abitativa molto bassa" nel quadro finanziario pluriennale 2014-2020, in modo da creare una correlazione più chiara tra i finanziamenti assegnati a tali regioni e i relativi obiettivi;

9.  richiama l'attenzione sul fatto che, nella proposta di regolamento del prossimo FSE, di nuovo la situazione delle RUP non viene menzionata, tenuto conto non solo delle caratteristiche strutturali di cui all'articolo 349 del trattato FUE, ma anche della loro situazione economica particolare, che le portano a situarsi tra le regioni con i tassi di disoccupazione più elevati dell'Unione;

10. sottolinea la necessità di adattare le politiche europee in materia fiscale e doganale al fine di rafforzare la competitività delle economie ultraperiferiche e l'importanza primaria dell'esistenza di dispositivi fiscali e doganali appropriati nella diversificazione delle attività economiche e nella creazione di impieghi stabili nelle RUP;

11. sottolinea la necessità per i cittadini delle RUP di beneficiare dei vantaggi del mercato interno a pari condizioni rispetto agli altri cittadini dell'Unione e chiede l'adozione di misure conformi alle raccomandazioni stabilite dalla relazione "Solbes"; chiede che sia esaminata la possibilità di elaborare una disciplina in materia di aiuti di Stato destinati alle RUP e difende il mantenimento degli attuali livelli di intensità degli aiuti agli investimenti rivolti alle grandi, medie e piccole imprese e la possibilità di accordare aiuti al funzionamento non digressivi e non limitati nel tempo, in un quadro normativo flessibile, poiché tali aiuti hanno dato prova di non nuocere alla concorrenza e di accompagnare le RUP nel perseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, segnatamente in materia di innovazione, ricerca e ambiente; sottolinea in tale contesto l'importanza che rivestono i servizi pubblici per la coesione economica, sociale e territoriale delle RUP, in particolare nei settori dei trasporti aerei e marittimi, della posta, dell'energia e delle comunicazioni;

12. sottolinea l'importanza di sostenere le piccole e medie imprese attraverso lo stanziamento di fondi dell'Unione, al fine di sviluppare il tessuto produttivo delle RUP e di promuovere le competenze dei lavoratori, valorizzando le produzioni specifiche di tali regioni e l'economia locale;

13. ritiene che gli interventi dell'Unione debbano perseguire l’obiettivo di svolgere un ruolo chiave e di stimolare lo spirito d'iniziativa per sviluppare, a partire dalle RUP, poli di eccellenza basati sui settori che valorizzino i loro punti di forza e le loro competenze, come la gestione dei rifiuti, le energie rinnovabili, l'autosufficienza energetica, la biodiversità, la mobilità degli studenti, la ricerca nel settore del clima o ancora la gestione delle crisi; ritiene che, se le misure adottate a livello generico e sulla base di caratteristiche generali del continente europeo non si rivelano sempre efficaci nelle regioni ultraperiferiche, i dispositivi sperimentali autorizzati dall'articolo 349 del trattato che danno buoni esiti possano essere estesi al resto dell'Unione; esorta la Commissione a sfruttare al massimo le sperimentazioni in queste regioni per realizzare un obiettivo di crescita innovativa, solidale e sostenibile;

Un quadro adeguato e specifico per le politiche europee riguardanti le RUP

14. chiede il rafforzamento delle misure di sostegno all'agricoltura nell'ambito del regime POSEI per far fronte alla concorrenza da parte di produttori che beneficiano di minori costi di produzione e sostiene il mantenimento dei dispositivi specifici dedicati alle RUP nell'ambito della PAC;

15. sostiene la necessità di realizzare un'analisi previa dell'impatto sulle economie delle regioni ultraperiferiche dei progetti di regolamentazione europea;

16. sottolinea la necessità di mantenere misure di gestione sostenibile e di protezione delle risorse marine, di limitare progressivamente l'accesso alle zone marittime ritenute biogeograficamente sensibili alle sole flotte locali e di utilizzare attrezzature di pesca rispettose dell'ambiente, di valorizzare l’acquacoltura, di reintrodurre la possibilità di concedere aiuti per il rinnovamento e la modernizzazione della flotta per migliorare le condizioni di sicurezza e di igiene e di attuare buone prassi, e chiede il rafforzamento della compensazione dei costi supplementari nell'ambito del regime POSEI-Pesca; insiste sulla necessità di adottare un approccio meglio adattato alle realtà di ciascuna regione sulla base dei modelli di sviluppo della filiera elaborata dagli attori locali;

17. si rammarica del fatto che la proposta di riforma della politica comune della pesca non tenga sufficientemente conto della situazione e delle realtà delle RUP; sottolinea la dimensione marittima delle RUP e l'importanza dell'attività di pesca nella gestione del territorio e per l'occupazione delle popolazioni locali, grazie alla loro zona economica esclusiva, la cui potenzialità si deve tradurre in misure concrete e coerenti a favore di un'economia marittima effettiva che devono essere tenute debitamente in considerazione nel programma della politica marittima europea integrata; sottolinea il crescente interesse economico suscitato dall'immensa ricchezza biogenetica e minerale dei fondali marini delle RUP e l'importanza di tenerne conto nella "nuova strategia europea per le RUP", onde assicurare lo sviluppo di un'economia della conoscenza fondata sul mare; sostiene in tale contesto che le RUP devono situarsi al centro della politica marittima dell'Unione, insistendo sul loro ruolo in materia di sfruttamento sostenibile del mare e delle zone costiere nonché in termini di governance marittima internazionale, e che le RUP atlantiche sono destinate a far parte della strategia atlantica in corso di elaborazione;

18. ricorda l'importanza del settore turistico ed esorta la Commissione ad accelerare l'attuazione del piano d'azione europeo e ad assicurare un maggiore coordinamento delle linee di finanziamento esistenti, accordando un'attenzione specifica alle RUP;

19. evidenzia che le RUP mirano a raggiungere una strategia per la ricerca, l'innovazione e la crescita del loro tessuto imprenditoriale, incoraggiando in particolare lo spirito d'impresa tra i giovani al fine di consentire alle piccole e medie imprese di evolversi e di evitare la disoccupazione giovanile; auspica la creazione di infrastrutture tecnologiche e di centri per l'innovazione di portata europea, lo sviluppo di progetti e partenariati con le entità del sistema scientifico e tecnologico e lo scambio di idee e buone pratiche attraverso le reti europee di sostegno all'innovazione e di strategie di specializzazione intelligente, quali la piattaforma S3, e investimenti a lungo termine nelle RUP nel quadro del finanziamento della coesione e per garantire una partecipazione attiva ai progetti di punta della strategia UE 2020; chiede che gli sforzi esplicati finora in direzione delle RUP siano mantenuti per accrescere l'attuazione di dispositivi locali di ricerca all'altezza dei potenziali e per favorire e aiutare lo sviluppo di università attraenti, performanti, dotate di mezzi reali all'altezza delle università presenti altrove sul territorio dell'Unione;

20. sottolinea la necessità di agevolare la sinergia tra i mezzi finanziari della politica di coesione e il programma quadro di ricerca e sviluppo, allo scopo di rafforzare lo sviluppo delle regioni ultraperiferiche e di porre rimedio alla sottoutilizzazione dei fondi per la ricerca;

21. sottolinea che uno spazio unico europeo dei trasporti deve contribuire ad assicurare una crescita inclusiva delle RUP, a ridurre il loro deficit di accessibilità e a lottare contro il cambiamento climatico; richiede l’istituzione di un quadro specifico per gli aiuti ai trasporti nelle RUP, in particolare a favore dei trasporti pubblici e per lo sviluppo dei trasporti marittimi fra le isole; chiede inoltre la creazione di piattaforme logistiche e l'attuazione di progetti come le autostrade del mare; sottolinea il potenziale del programma Marco Polo per le RUP; invita la Commissione a renderlo flessibile e prorogabile anche dopo il 2013 e chiede che il "meccanismo per collegare l'Europa" includa riferimenti specifici alle RUP; insiste sull'integrazione delle RUP nelle interconnessioni delle TEN-T e dei nuovi strumenti volti a facilitare i collegamenti in Europa;

22. ricorda che la dipendenza delle RUP dai combustibili fossili importati comporta costi aggiuntivi elevati; constata anche che gli investimenti della politica regionale nelle RUP per combattere il cambiamento climatico sono relativamente deboli; propone di rafforzare il settore delle energie rinnovabili e l'efficienza energetica attraverso iniziative quali il "Patto delle isole", finalizzato all'elaborazione di piani di azione locali per le energie rinnovabili e di progetti redditizi al fine di pervenire a una riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 20% entro il 2020, mediante la creazione di un programma specifico destinato a progetti di ricerca nel campo delle energie rinnovabili e della diversificazione della base energetica regionale e più in particolare nell'ambito dell'energia geotermica, dell'energia mareomotrice e dell'idrogeno, e di creare un programma specifico in materia di energia per ridurre i costi relativi alla distanza, alle infrastrutture e ai servizi, al fine di incoraggiare le politiche ambiziose che le RUP hanno intrapreso in materia di sviluppo delle energie rinnovabili;

23. osserva con preoccupazione gli effetti del cambiamento climatico sulle RUP, in particolare l'innalzamento del livello dei mari; invita l'Unione ad affrontare tali questioni nel quadro della sua strategia volta a prevenire e a fronteggiare i mutamenti climatici; raccomanda un utilizzo adeguato delle risorse energetiche e lo sviluppo del potenziale delle energie rinnovabili;

24. esorta la Commissione a creare un programma specifico nel settore dell'energia, dei trasporti e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, sulla base dei regimi POSEI, che abbia il miglior grado di sinergia possibile con le altre linee d'azione dell'Unione in questi settori;

25. ritiene che occorra sostenere gli Stati membri affinché garantiscano alle popolazioni di queste regioni il pieno accesso ai mezzi di informazione e di comunicazione forniti dalle nuove tecnologie, come ad esempio le tecnologie a banda larga e le tecnologie senza fili, incluse quelle satellitari, e in particolare l'accesso all'infrastruttura a banda larga, in modo da promuovere, attraverso la digitalizzazione dei servizi, la crescita economica e il miglioramento dell'amministrazione; chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire a tutti gli abitanti delle RUP l'accesso a Internet a banda larga entro il 2013;

26. riconosce, dato che l'economia digitale rappresenta senza dubbio un fattore di impulso per lo sviluppo economico dell'UE, gli effetti del crescente problema del divario digitale, che rischia di diventare un ostacolo considerevole allo sviluppo;

27. ritiene che i finanziamenti innovativi della politica di coesione possano rispondere parzialmente alla mancanza cronica di investimenti delle microimprese e delle piccole e medie imprese nelle RUP e sottolinea la necessità di migliorare l'accesso ai finanziamenti da parte delle imprese delle RUP creando, in particolare, un dialogo con il "gruppo BEI" e sostenendo sia la creazione di fondi d'investimento di prossimità in ogni RUP che lo sviluppo dei mercati regionali del capitale di rischio, conformemente alla proposta di relazione di Pedro Solbes Mira sulle regioni ultraperiferiche europee nel mercato unico menzionata in precedenza; chiede alla Commissione di proporre al Parlamento e al Consiglio un atto legislativo in tal senso;

28. auspica che in queste regioni siano messi in atto dispositivi sperimentali, in settori limitati, in materia di appalti pubblici, in modo da ponderare le procedure di aggiudicazione tenendo conto della territorialità degli attori in competizione;

Una governance migliore e l'inserimento delle RUP nell’Unione e nel suo spazio geografico

29. chiede una maggiore partecipazione delle autorità regionali delle RUP nella progettazione e nell'attuazione dei programmi e delle politiche dell'Unione, secondo i principi di flessibilità, adattabilità e modulazione, in un contesto di sussidiarietà e di governance multilivello e in partenariato con il settore privato e la società civile, onde garantire che le loro esigenze specifiche siano prese in considerazione a tutti i livelli del processo decisionale e ai fini di una maggiore visibilità di dette regioni nelle istituzioni europee;

30. è del parere che uno dei principali punti deboli delle RUP sia la gestione delle loro risorse; ritiene necessario dotarle di elementi sufficienti che consentano loro di gestire gli investimenti, soprattutto in materia di infrastrutture non solo di trasporto ma anche idriche energetiche e di gestione dei rifiuti;

31. ricorda che la summenzionata relazione di Pedro Solbes Mira sulle regioni ultraperiferiche europee nel mercato unico ha evidenziato che le economie delle RUP sono quasi del tutto oberate dai costi supplementari; richiama inoltre l'attenzione della Commissione sulle situazioni di monopolio, di abuso di posizione dominante e di intese illecite che hanno come ingiusta conseguenza l'aumento del caro vita; chiede alla Commissione di realizzare uno studio dettagliato sulla configurazione dei prezzi nelle RUP al fine di determinare le leve d'azione idonee a rendere il mercato comune più efficiente in questi territori;

32. prende atto del ruolo delle RUP come frontiere dell'UE con il resto del mondo e chiede un approccio che, in particolare dando seguito alle riflessioni annunciate dalla Commissione in collaborazione con le RUP, riconosca il vicinato con i paesi terzi dell'UE, ivi compresi i paesi con cui sussistono relazioni storiche e culturali privilegiate; richiama l'attenzione sulla difficoltà di integrazione nelle rispettive aree geografiche e la necessità di trovare formule innovative specifiche che incoraggino un'integrazione ragionale reale attraverso programmi e progetti comuni fra le RUP e i paesi terzi vicini, e di aiutare a stabilire una buona connettività nelle rispettive zone geografiche; sottolinea l'importanza dell'impatto degli aspetti esterni di alcune politiche europee sulle RUP e insiste sulla necessità di condurre studi per misurare l'impatto degli accordi internazionali in materia commerciale e di pesca e i loro effetti sulle RUP e le loro produzioni locali, stabilendo inoltre misure compensative volte ad attenuare le eventuali perdite derivanti;

33. deplora il disinteresse mostrato sulle prime dalla DG Commercio a tenere conto delle specificità delle regioni ultraperiferiche in sede di negoziazione degli accordi di partenariato economico (APE) e chiede con urgenza alla Commissione di continuare a cercare compromessi che rispettino gli interessi delle RUP in questione nel quadro degli accordi definitivi che saranno conclusi con i paesi ACP;

34. ribadisce la necessità di una migliore sinergia fra i fondi della politica di coesione e il Fondo europeo di sviluppo al fine di migliorare i progetti di interesse comune e l'inserimento regionale delle RUP; ricorda a tal riguardo la posizione reiterata del Parlamento europeo riguardo all'iscrizione in bilancio del FES;

35. sottolinea l'importanza della cooperazione territoriale per le RUP e chiede che i programmi di cooperazione territoriale siano perseguiti in dette regioni; chiede in tale contesto maggiore flessibilità a livello normativo per un migliore utilizzo della dotazione disponibile e per la concretizzazione dei progetti di cooperazione, nonché un aumento all'85% dei tassi di cofinanziamento del FESR, per riservare maggiore spazio alla cooperazione transnazionale e per eliminare, nel caso delle RUP, il criterio dei 150 chilometri di frontiere marittime nella cooperazione transfrontaliera; sottolinea altresì che la situazione geografica privilegiata e l'importanza del ruolo geostrategico delle RUP apportano un plusvalore considerevole all'Unione nel quadro delle sue relazioni con i paesi dell'Africa e dell'America Centrale e con gli Stati Uniti d'America;

36. ritiene che lo sviluppo dei servizi transfrontalieri di pubblica amministrazione elettronica contribuirà all'integrazione delle RUP nel mercato interno dell'Unione.

37. ricorda che i paesi e i territori d'oltremare danesi, francesi e olandesi di cui ai paragrafi 1 e 2 dell'articolo 355 del trattato FUE possono decidere di diventare RUP scegliendo lo statuto a loro più adatto e richiama l'attenzione sulle RUP attuali e sul ruolo decisivo che possono svolgere nella promozione e nel rafforzamento del loro statuto;

38. segnala l'imminente assegnazione a Mayotte dello statuto di RUP e invita la Commissione a rafforzare l'assistenza indispensabile per un corretto assorbimento dei fondi; ricorda a tale riguardo la linea di bilancio disponibile per l'azione preparatoria d'accompagnamento di Mayotte e la necessità di prevedere dispositivi specifici per questa regione o per qualsiasi altro territorio potenzialmente interessato nel prossimo quadro finanziario pluriennale nel processo di passaggio allo statuto di regione ultraperiferica, per sostenere i territori nel processo di trasformazione in RUP;

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1)

GU C 227 E del 21.9.2006, pag. 512.

(2)

GU C 279E del 19.12.2009, pag. 12.

(3)

Documento del Consiglio 11021/10.

(4)

GU L 325 del 9.12.2010, pag. 4.


MOTIVAZIONE

Le regioni ultraperiferiche dell'Unione europea rappresentano un certo numero di regioni che, in virtù delle loro particolari caratteristiche, legate agli svantaggi fisici e strutturali dovuti alla loro lontananza e all'insularità, alla topografia e alle condizioni atmosferiche difficili, rientrano in un gruppo specifico di regioni riconosciute dall’articolo 349 del trattato FUE(1).

Queste regioni beneficiano di uno statuto speciale istituito dal trattato che consente la deroga e l'adattamento delle norme del trattato per le RUP in virtù delle loro caratteristiche e vincoli particolari. Dal momento che queste regioni fanno fronte ai vincoli e alle difficoltà di ordine permanente che le contraddistinguono rispetto alle altre regioni europee, gli standard ed i programmi dell’UE non possono essere applicati allo stesso modo che in tutto il territorio dell'UE, essendo necessario adottare un approccio territoriale nella loro attuazione.

È pertanto necessario e opportuno analizzare, in relazione alla futura politica di coesione delle RUP, come poter raggiungere gli obiettivi relativi alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva previsti nella strategia UE 2020 di queste regioni d'Europa, per le loro caratteristiche e vincoli permanenti derivanti principalmente dalla loro lontananza e che giustificano l'adozione di misure specifiche dell'Unione europea.

I principi di Caienna, stabiliti nel 1999, sono le basi principali del quadro politico dell'Unione europea a favore delle regioni ultraperiferiche e, secondo questi principi (il principio delle pari opportunità, il principio del valore potenziale, il principio di coerenza e il principio di partenariato) l’azione europea deve fornire le condizioni necessarie per trasformare il potenziale delle RUP in fattori reali di crescita economica, anche attraverso l’applicazione di misure specifiche.

Il memorandum intitolato "Una rinnovata visione della strategia europea per le ultraperiferiche", del maggio 2010, definisce in questo contesto le linee principali per la futura azione europea che devono essere applicate relativamente alle RUP, evidenziando la necessità di mantenere un equilibrio: tra potenzialità e vincoli, tra gli aspetti interni ed esterni delle politiche dell'Unione europea, promuovendo la coerenza territoriale e tra l'adeguamento delle politiche dell'UE in generale e l'adozione di strumenti specifici a beneficio delle ultraperiferiche.

Nelle conclusioni del Consiglio Affari generali, del 14 giugno 2010, si è chiesto alla Commissione di presentare un documento su questo tema e, con la calendarizzazione prevista a inizio 2012 della pubblicazione da parte della Commissione europea di una comunicazione su una strategia rinnovata per le RUP dell'UE, questo documento devono essere sistematizzate le principali questioni da prendere in considerazione in previsione dell’impegno delle RUP, al fine di raggiungere gli obiettivi della strategia UE 2020.

Considerando secondo tre criteri le principali priorità da valutare per quanto riguarda la politica di coesione nelle RUP nel contesto della strategia UE 2020, il relatore raccomanda:

1. un trattamento differenziato e congiunto di tutte le RUP nell’UE alla luce della loro specificità nelle politiche dell'UE, con particolare enfasi sulla politica di coesione come miglior strumento per le loro piccole economie; tale distinzione, tuttavia, non significa soltanto dare un'attenzione speciale in termini di compensazione degli effetti dovuti alla loro distanza, ma anche includere una strategia adattata che preveda un modello di sviluppo in grado di trarre vantaggio dalle loro opportunità per una maggiore competitività, più crescita e occupazione;

2. un adattamento dell’attuazione delle politiche europee nelle RUP dell'UE in quanto solo grazie ad uno specifico quadro delle politiche dell'UE, queste regioni potranno raggiungere meglio gli obiettivi della coesione economica, sociale e territoriale e contribuire alla realizzazione degli obiettivi della strategia UE 2020; nelle aree della politica agricola e della pesca, le misure specifiche dei programmi POSEI hanno avuto esito positivo, che permette di avanzare l'ipotesi di riflettere sulla possibilità di elaborare altri programmi di questo tipo in altri potenziali settori quali l’energia e le fonti energetiche rinnovabili, i trasporti e le TIC; anche le aree della ricerca e dell'innovazione, dei trasporti e telecomunicazioni e del turismo, delle politiche doganali e fiscali, delle zone franche e delle politiche commerciali richiedono una particolare attenzione nell'attuazione delle politiche europee nelle RUP;

3. una migliore integrazione delle RUP nell'UE, il che implica una governance più efficace attraverso un sistema di governance su più livelli, una continuità territoriale per migliorare l'accesso ai benefici dello sviluppo di un mercato unico e la sua integrazione nel contesto di piani regionali di vicinato; una migliore integrazione delle RUP nelle loro zone geografiche attraverso il riconoscimento di queste regioni nella dimensione esterna delle politiche europee, con particolare riguardo ai loro rapporti con i paesi terzi e con i paesi con legami storici privilegiati.

Il relatore desidera, attraverso le varie proposte sulle priorità di cui sopra, contribuire a trovare una soluzione più equilibrata della politica europea davanti alle sfide che affrontano le regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto degli obiettivi della strategia UE 2020, evidenziando il ruolo della politica di coesione e anticipando alcune questioni che devono essere considerate all’interno della proposta di una strategia rinnovata per le regioni ultraperiferiche dell'Unione europea in una posizione che il Parlamento deve adottare.

(1)

Attualmente, fanno parte delle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea: Madera, le Azzorre, le isole Canarie, la Martinica, la Guadalupa, la Riunione, la Guyana Francese e San Martino.


PARERE della commissione per i bilanci (8.3.2012)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia UE 2020

(2011/2195(INI))

Relatore per parere: Ivars Godmanis

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che la strategia Europa 2020 è stata concepita come lo strumento principale per guidare le economie europee fuori dalla crisi economica e che le politiche regionale e di coesione sono riconosciute come strumenti centrali per il raggiungimento dei suoi obiettivi, grazie alle loro dimensioni di bilancio e alla loro impostazione di governance su più livelli; ritiene pertanto che le regioni ultraperiferiche, in quanto parte integrante dell'Unione, siano strumentali per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e vadano loro assegnati i mezzi finanziari necessari a tenere in debito conto la loro perifericità, insularità, dimensioni ridotte, difficile topografia nonché la dipendenza economica da pochi prodotti come stipula l'articolo 349 trattato FUE, che li mettano in condizioni di contribuire pienamente alla nuova strategia economica e di bilancio dell'Unione europea per il 2020 a beneficio loro e dell'Unione europea nel suo complesso;

2.  deplora che nella proposta della Commissione di quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 siano stati proposti tagli per l'intera gamma delle misure e degli obiettivi di politica di coesione (-5,1% a prezzi costanti 2011(1)) e che neanche la dotazione supplementare per le regioni ultraperiferiche sia risparmiata; sottolinea che l'importo totale dei tagli per le regioni ultraperiferiche è impossibile da determinarsi in quanto l'assegnazione speciale di 926 milioni di euro nel prossimo QFP copre non solo le regioni ultraperiferiche, ma anche le aree settentrionali scarsamente popolate, come indicato nel protocollo 6 al trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia; osserva tuttavia che l'attribuzione aggiuntiva, che copre sia le regioni ultraperiferiche che le zone scarsamente popolate del nord, per il periodo 2014-2020 (926 milioni di euro) rappresenta circa il 50% dell'importo stanziato nel periodo 2007-2013 (1 738 milioni di euro);

3.  ricorda che le regioni ultraperiferiche dovrebbero beneficiare di misure specifiche e di finanziamenti supplementari volti a compensare gli svantaggi derivanti dai fattori di cui all'articolo 349 del trattato; ritiene sia costruttivo limitare all'85% i tassi di cofinanziamento per le regioni ultraperiferiche e invita la Commissione a definire altri modi per offrire sostegno a tali regioni, in particolare qualora si riducano i finanziamenti loro concessi per il prossimo periodo di programmazione;

4.  sottolinea, in conformità delle conclusioni della Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, la necessità di rendere più flessibili gli strumenti della politica di coesione, al fine di consentire investimenti capaci di garantire un livello di crescita e di sviluppo in linea con gli obiettivi della strategia UE 2020, anche in presenza di particolari condizioni geografiche e demografiche;

5.  sottolinea la necessità di agevolare la sinergia tra i fondi della politica di coesione e il programma quadro di ricerca e sviluppo, allo scopo di rafforzare lo sviluppo delle regioni ultraperiferiche e di porre rimedio alla sottoutilizzazione dei fondi per la ricerca;

6.  si rammarica che vi siano tagli in altre aree di coesione, più precisamente la Commissione propone un taglio complessivo al finanziamento della coesione economica, sociale e territoriale del 5,1% a prezzi costanti 2011 per il prossimo periodo di programmazione, di cui un taglio del 20,2% del finanziamento per le regioni di convergenza (escluse le regioni in transizione), una riduzione dell'5,6% del finanziamento per le regioni della competitività e una diminuzione del 2,9% degli stanziamenti del Fondo di coesione;

7.  accoglie positivamente l'intenzione della Commissione di iscrivere una linea di bilancio "regioni ultraperiferiche e regioni a densità abitativa molto bassa" nel QFP 2014-2020, in modo da creare un legame più chiaro tra i finanziamenti assegnati a codeste regioni e i relativi obiettivi.

8.  richiama l'attenzione sulla necessità che la proposta relativa al futuro quadro finanziario pluriennale tenga conto del fatto che alcuni territori dell'Unione europea, nel periodo 2014-2020 saranno classificati come regioni ultraperiferiche; chiede alla Commissione europea di adeguare di conseguenza le sue proiezioni di bilancio.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

8.3.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

4

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Francesca Balzani, Jean-Luc Dehaene, Isabelle Durant, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Jens Geier, Ivars Godmanis, Ingeborg Gräßle, Carl Haglund, Jutta Haug, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Anne E. Jensen, Jan Kozłowski, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, George Lyon, Barbara Matera, Claudio Morganti, Dominique Riquet, László Surján, Helga Trüpel, Derek Vaughan, Jacek Włosowicz

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Frédéric Daerden, Jan Mulder

(1)

Tutti i dati utilizzati nel parere sono basati sui calcoli presentati dalla Direzione sviluppo, coordinamento e comunicazione della politica di coesione, DG REGIO della Commissione europea.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (1.3.2012)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia UE 2020

(2011/2195(INI))

Relatore per parere: Niki Tzavela

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia rinnovato la strategia sulle regioni ultraperiferiche dell'Unione (RUP) e che i risultati RUP saranno ora misurati in termini di obiettivi UE 2020, ovvero crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; sottolinea i vantaggi derivanti dallo sviluppo di una politica di vicinato focalizzata sull'emergere di mercati regionali realmente integrati; sottolinea l'opportunità che l'attuazione della strategia UE 2020 sia adattata alle specifiche realtà delle RUP;

2.  chiede per le RUP strategie di specializzazione intelligente (Smart Specialisation) e investimenti a lungo termine, da attuarsi nel quadro della strategia UE 2020 e del Fondo di coesione e ai fini di una partecipazione attiva ai progetti faro;

3.  insiste sulla necessità di analizzare i fattori di crescita in queste regioni affette da difficoltà strutturali, individuando strategie atte a migliorarne la competitività e a ridurne la dipendenza; ritiene essenziale individuare progetti strategici mediante scrupolose analisi ex ante e valutazioni ex post, indispensabili per determinare l'impatto socio-economico degli stessi; è favorevole, inoltre, a coinvolgere in tali analisi diversi attori regionali, locali e della società civile, poiché sono costoro i veri conoscitori dei punti di forza e di debolezza di queste regioni;

4.  è del parere che uno dei principali punti deboli delle RUP sia la gestione delle risorse; ritiene necessario dotarle di un adeguato bagaglio di conoscenze che consenta loro di gestire gli investimenti, con particolare riferimento alle infrastrutture, che non riguardano soltanto i trasporti, ma anche la gestione idrica, energetica e dei rifiuti;

5.  rimarca la necessità di instaurare un chiaro vincolo fra gli obiettivi e i finanziamenti; osserva con preoccupazione come, nella nuova proposta della Commissione sul prossimo quadro finanziario pluriennale a partire dal 2014, la politica di coesione sia una delle politiche maggiormente colpite dai tagli e come, di conseguenza, le risorse destinate allo sviluppo delle regioni ultraperiferiche abbiano subito una riduzione del 7,5%, ovvero 70 milioni di euro in meno rispetto a quanto concesso nel periodo precedente;

6.  invita a integrare meglio le RUP nell'Unione e nei rispettivi territori; sottolinea, in questo contesto, che le RUP possono fungere da ponti di ricerca, conoscenza e innovazione tra l'Europa e i paesi terzi, e invita l'Unione e gli Stati membri a tenere conto del ruolo importante delle RUP nei rapporti con i paesi terzi;

7.  chiede alla Commissione e agli Stati Membri di valorizzare le peculiarità geografiche e territoriali delle RUP, per consentire a queste regioni di contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati nella Strategia UE 2020, anche mediante l'adeguamento dei programmi europei alle loro specificità;

8.  riconosce la necessità di sbloccare il potenziale innovativo e lo spirito imprenditoriale delle RUP, in particolare attraverso reti di scambio; nota con preoccupazione la scarsa partecipazione delle RUP al programma quadro di ricerca; invita ad adattare la politica di coesione e le strategie di ricerca e innovazione alle esigenze specifiche delle RUP, nonché a sviluppare le sinergie tra il programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte 2020” e i fondi strutturali, in modo da incentivare la partecipazione di unità di eccellenza nascenti e da incrementare gli investimenti nella formazione;

9.  sottolinea che l'uso degli strumenti della politica di coesione dovrebbe essere adattato alle economie delle RUP, tenendo in debita considerazione l'importanza delle piccole e medie imprese e l'esigenza di competitività e occupazione;

10. sottolinea l'importanza di sostenere le piccole e medie imprese attraverso lo stanziamento di fondi unionali, al fine di sviluppare il tessuto produttivo delle RUP e di promuovere le competenze tecniche dei lavoratori, valorizzando così i prodotti specifici delle regioni e l'economia locale;

11. osserva con preoccupazione gli effetti del cambiamento climatico sulle RUP, in particolare l'innalzamento del livello dei mari; invita l'Unione ad affrontare tali questioni nella sua strategia volta a prevenire e a fronteggiare i mutamenti climatici; raccomanda un uso adeguato delle risorse energetiche e lo sviluppo del potenziale delle energie rinnovabili;

12. ritiene che occorra sostenere gli Stati membri affinché garantiscano alle popolazioni di queste regioni il pieno accesso ai mezzi di informazione e di comunicazione forniti dalle nuove tecnologie, come ad esempio le tecnologie a banda larga, le tecnologie senza fili, incluse quelle satellitari e, in particolare, l'accesso all'infrastruttura a banda larga, in modo da promuovere, attraverso la digitalizzazione dei servizi, la crescita economica e il miglioramento dell'amministrazione; chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire a tutti i cittadini delle RUP l'accesso a Internet a banda larga entro il 2013;

13. riconosce, pur rilevando che l'economia digitale rappresenta senza dubbio un fattore di impulso per lo sviluppo economico dell'UE, gli effetti del crescente problema dell'esclusione digitale, che rischia di diventare un ostacolo considerevole allo sviluppo;

14. sottolinea l'importanza di valorizzare i servizi pubblici ai fini della coesione socioeconomica delle RUP, in particolare i trasporti aerei e marittimi, l'energia, le comunicazioni e la ricerca;

15. ritiene che lo sviluppo dei servizi transfrontalieri di eGovernment contribuirà all'integrazione delle RUP nel mercato interno dell'Unione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.2.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriele Albertini, Josefa Andrés Barea, Zigmantas Balčytis, Bendt Bendtsen, Pilar del Castillo Vera, Gaston Franco, Norbert Glante, Fiona Hall, Edit Herczog, Kent Johansson, Romana Jordan, Krišjānis Kariņš, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Judith A. Merkies, Jaroslav Paška, Vittorio Prodi, Miloslav Ransdorf, Teresa Riera Madurell, Jens Rohde, Paul Rübig, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Jolanta Emilia Hibner, Yannick Jadot, Seán Kelly, Alajos Mészáros, Vladko Todorov Panayotov, Mario Pirillo, Pavel Poc, Vladimír Remek, Hannu Takkula


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.3.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Catherine Bearder, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, John Bufton, Salvatore Caronna, Tamás Deutsch, Rosa Estaràs Ferragut, Brice Hortefeux, Danuta Maria Hübner, Vincenzo Iovine, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Mojca Kleva, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Jens Nilsson, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Younous Omarjee, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Monika Smolková, Ewald Stadler, Georgios Stavrakakis, Nuno Teixeira, Lambert van Nistelrooij, Kerstin Westphal, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Andrea Cozzolino, Karima Delli, Cornelia Ernst, Ivars Godmanis, Maurice Ponga, Vilja Savisaar-Toomast, Elisabeth Schroedter, Patrice Tirolien, Giommaria Uggias, Derek Vaughan, Sabine Verheyen

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