Procedura : 2011/0901A(COD)
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Ciclo del documento : A7-0185/2012

Testi presentati :

A7-0185/2012

Discussioni :

PV 04/07/2012 - 13
CRE 04/07/2012 - 13

Votazioni :

PV 05/07/2012 - 13.1
CRE 05/07/2012 - 13.1
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2012)0294

RELAZIONE     ***I
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5.6.2012
PE 475.771v02-00 A7-0185/2012

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

(02074/2011 – C7‑0090/2011 – 2011/0901A(COD))

Commissione giuridica

Relatore: Alexandra Thein

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

(02074/2011 – C7‑0090/2011 – 2011/0901A(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la richiesta della Corte di giustizia presentata al Parlamento europeo e al Consiglio (02074/2011),

–   visti l'articolo 257, primo e secondo comma, e l'articolo 281, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali il progetto di atto gli è stato sottoposto (C7‑0090/2011),

–   visto l'articolo 294, paragrafi 3 e 15, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto il parere della Commissione (COM(2011)0596),

–   vista la lettera della Corte di giustizia dell'8 maggio 2012,

–   vista la lettera della Commissione del 30 maggio 2012,

–   visto l'articolo 55 del proprio regolamento,

–   visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per gli affari costituzionali (A7-0185/2012),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  rileva che, in considerazione del rinnovo parziale della Corte di giustizia che avrà luogo il 7 ottobre 2012 e dell'urgente necessità di trovare una soluzione che garantisca un corretto funzionamento del Tribunale della funzione pubblica, è necessario che le modifiche proposte allo statuto riguardanti la Corte di giustizia, l'organizzazione del Tribunale e il Tribunale della funzione pubblica siano adottate senza ulteriori indugi, come sottolineato nella lettera del presidente della Corte di giustizia dell'Unione europea dell'8 maggio 2012;

3.  si riserva di esaminare in una fase successiva la parte della richiesta relativa alla composizione del Tribunale, presentata dalla Corte;

4.  decide di tenere nel prossimo futuro una discussione in Aula sull'opportunità di introdurre la possibilità di pubblicare i pareri dissenzienti in Corte di giustizia;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(1)*

al progetto di atto

---------------------------------------------------------

REGOLAMENTO (EU, EURATOM) N. …/2012DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del

che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli ▌257, primo e secondo comma, e 281, secondo comma,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 106 bis, paragrafo 1,

vista la richiesta della Corte di giustizia(2),

visto il parere della Commissione europea(3),

trasmesso il progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(4),

considerando quanto segue:

(1)         Al fine di rafforzare la partecipazione di tutti i giudici alle decisioni della grande sezione della Corte di giustizia, occorre aumentare il numero di quelli che possono partecipare a questa composizione e abolire la partecipazione sistematica di tutti i presidenti delle sezioni di cinque giudici.

(2)         Si deve adeguare di conseguenza il quorum sia della grande sezione, sia della seduta plenaria.

(3)         L'aggravio dei compiti incombenti ai presidenti della Corte di giustizia e del Tribunale rende necessaria l'istituzione presso ciascuno di questi organi giurisdizionali della funzione di vicepresidente ▌, incaricato di coadiuvare il presidente nell'esercizio dei suoi compiti.

(5)         In seguito al progressivo ampliamento delle sue competenze sin dalla sua istituzione, il Tribunale è investito di un numero di cause in costante aumento.

(6)         Il numero di cause proposte dinanzi a quest'organo giurisdizionale è superiore al numero di cause che esso decide annualmente, con un conseguente significativo aumento del numero di cause pendenti dinanzi ad esso e un allungamento della durata dei procedimenti.

(7)         Vi è la costante necessità di far fronte al problema dei ritardi causati dal carico di lavoro oneroso del Tribunale, ed è pertanto opportuno operare al fine di adottare misure adeguate entro la data del rinnovo parziale della composizione di tale organo giurisdizionale nel 2013.

(7 bis)   In vista del rinnovo parziale della Corte di giustizia che avrà luogo il 7 ottobre 2012 e in accordo con la lettera del presidente della Corte di giustizia dell'Unione europea dell'8 maggio 2012, come primo passo è opportuno adottare solo modifiche dello statuto riguardanti l'organizzazione della Corte di giustizia e del Tribunale. L'esame del punto della domanda presentata dalla Corte relativo alla composizione del Tribunale va rinviato a un momento successivo.

(7 ter)   In considerazione dell'urgente necessità di trovare una soluzione che ne garantisca il corretto funzionamento, le modifiche riguardanti il Tribunale della funzione pubblica vanno adottate unitamente agli emendamenti riguardanti la Corte di giustizia.

(10)       Affinché i tribunali specializzati possano continuare a funzionare in modo soddisfacente in assenza di un giudice che, pur non trovandosi in una situazione di invalidità considerata totale, per un lungo periodo di tempo non sia in condizioni di partecipare all'attività del tribunale, occorre prevedere la possibilità di aggiungere a questi tribunali giudici ad interim.

(11)       Pertanto, occorre apportare le corrispondenti modifiche al protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e all'allegato I a quest'ultimo,

hanno adottato il presente regolamento:

Articolo 1

Al protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea sono apportate le seguenti modifiche:

(1)         è inserito il seguente articolo:

«Articolo 9 bis

I giudici eleggono tra loro, per una durata di tre anni, il presidente e il vicepresidente della Corte di giustizia. Il loro mandato è rinnovabile.

Il vicepresidente assiste il presidente alle condizioni definite dal regolamento di procedura. Egli lo sostituisce in caso di impedimento o di vacanza della presidenza ▌.»

(2)         l'articolo 16, secondo comma, è sostituito dal testo seguente:

«La grande sezione comprende quindici giudici. Essa è presieduta dal presidente della Corte. Fanno parte della grande sezione anche il vicepresidente della Corte, tre fra i presidenti delle sezioni di cinque giudici nonché altri giudici designati alle condizioni definite dal regolamento di procedura.»

(3)         i commi terzo e quarto dell'articolo 17 sono sostituiti dal testo seguente:

«Le deliberazioni della grande sezione sono valide soltanto se sono presenti undici giudici.

Le deliberazioni della Corte riunita in seduta plenaria sono valide soltanto se sono presenti diciassette giudici.»

(4)         l'articolo 20, quarto comma, è sostituito dal testo seguente:

«La procedura orale comprende l'audizione da parte della Corte degli agenti, dei consulenti e degli avvocati e delle conclusioni dell'avvocato generale e, ove occorra, l'audizione dei testimoni e dei periti.»

(5)         l'articolo 39, secondo comma, è sostituito dai due commi seguenti:

«I poteri menzionati al primo comma possono essere esercitati, alle condizioni definite dal regolamento di procedura, dal vicepresidente della Corte di giustizia.

Il presidente e il vicepresidente, in caso di impedimento, sono sostituiti ▌da un altro giudice alle condizioni determinate dal regolamento di procedura.»

(6 bis)   l'articolo 47, primo comma, è sostituito dal testo seguente:

«Al Tribunale e ai suoi membri si applicano l'articolo 9, primo comma, l'articolo 9 bis, gli articoli 14 e 15, l'articolo 17, primo, secondo, quarto e quinto comma, e l'articolo 18.»

(8)         l'articolo 62 quater è integrato dal seguente comma:

«Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando conformemente all'articolo 257 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, possono aggiungere giudici ad interim ai tribunali specializzati per supplire all'assenza di giudici che, pur non trovandosi in una situazione di invalidità considerata totale, per un lungo periodo di tempo non siano in condizioni di partecipare all'attività giurisdizionale. In questa ipotesi, il Parlamento europeo e il Consiglio stabiliscono le condizioni alle quali i giudici ad interim sono nominati, i loro diritti e doveri, le modalità secondo le quali esercitano le loro funzioni e le circostanze che pongono fine a tali funzioni.».

Articolo 2

Nell'allegato I al protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea, l'articolo 2, il cui testo attuale diventa il paragrafo 1, viene integrato da un paragrafo 2, così formulato:

«2. Ai giudici previsti dal paragrafo 1, primo comma, sono aggiunti giudici ad interim per provvedere alla sostituzione di quelli che, pur non trovandosi in una situazione di invalidità considerata totale, per un lungo periodo di tempo non siano in condizioni di partecipare all'attività giurisdizionale.»

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il primo giorno del mese successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

I punti 1, 2, 3, ▌5 e 6 bis dell'articolo 1 si applicano dal momento del primo rinnovo parziale dei giudici, previsto dall'articolo 9 del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea ▌.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a …, il …

Per il Parlamento europeo                                         Per il ConsiglioIl presidente

  Il presidente

(1)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in grassetto corsivo e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.

(2)

           Domanda del 28 marzo 2011 (non ancora pubblicata sulla Gazzetta ufficiale).

(3)

           Parere del 30 settembre 2011 (non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale).

(4)

           Posizione del Parlamento europeo del... (non ancora pubblicata sulla Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del ....


MOTIVAZIONE

Contesto generale

La Corte di giustizia ha presentato proposte per la modifica del suo statuto e dell'allegato I.

1) Proposte riguardanti la Corte di giustizia

La Corte reputa auspicabile istituire la funzione di vicepresidente della Corte di giustizia e modificare le norme relative alla composizione della grande sezione.

La struttura attuale della grande sezione e le norme che ne determinano il funzionamento – quorum di nove giudici e partecipazione a ogni causa del presidente della Corte e dei presidenti delle sezioni di cinque giudici – sono il risultato delle modifiche introdotte con il trattato di Nizza, entrato in vigore il 1° febbraio 2003. Da allora diversi cambiamenti sono intervenuti nel lavoro della Corte: i) l'adesione di 12 nuovi Stati membri; ii) il passaggio da due a tre sezioni di cinque giudici nel maggio 2004 e a quattro sezioni di cinque giudici nell'ottobre 2006; iii) l'introduzione della procedura pregiudiziale d'urgenza nel marzo 2008; e iv) l'introduzione della procedura di riesame in seguito all'istituzione del Tribunale della funzione pubblica.

Allo stato attuale il presidente della Corte e i presidenti delle sezioni di cinque giudici hanno un carico di lavoro assai gravoso, mentre altri giudici partecipano relativamente poco alla trattazione delle cause rinviate dinanzi alla grande sezione.

La proposta prevede: a) una partecipazione più ampia dei giudici alle cause rinviate dinanzi alla grande sezione, consentendo loro di prendere parte ai lavori delle cause con frequenza molto maggiore rispetto a quanto accade ora. Tale obiettivo sarebbe raggiunto modificando gli articoli 16 e 17 dello statuto per portare a 15 il numero di giudici che costituiscono la grande sezione e per abolire la partecipazione sistematica di tutti i presidenti delle sezioni di cinque giudici alle cause della grande sezione. Le norme concernenti il quorum della grande sezione e della seduta plenaria della Corte andrebbero adeguate di conseguenza; b) l'istituzione della funzione di vicepresidente: quest'ultimo parteciperebbe, al pari del presidente, alla trattazione di tutte le cause rinviate dinanzi alla grande sezione. La presenza costante di due persone, unitamente alla più frequente partecipazione degli altri giudici ai lavori della grande sezione, garantirebbe la coerenza della sua giurisprudenza. Oltre a presenziare a tutte le cause della grande sezione, il vicepresidente coadiuverebbe il presidente della Corte nell'esercizio delle sue funzioni.

2) Proposte riguardanti il Tribunale

Da diversi anni il numero di cause decise dal Tribunale è inferiore a quello delle cause introdotte e, di conseguenza, le cause pendenti sono in costante aumento. Tra il 1° gennaio e il 12 ottobre 2011 sono state introdotte 572 cause e ne sono state decise 549. Al 12 ottobre 2011 erano pendenti 1.323 cause. Tra il 1° gennaio e il 12 ottobre 2010 sono state invece introdotte 514 cause e ne sono state decise 401. Al 12 ottobre 2010 erano pendenti 1.304 cause.

Nonostante sia difficile paragonare due anni successivi, questi dati dimostrano innanzitutto che il numero di cause introdotte continua a crescere (aumento di 58 casi, ossia dell'11,3%, rispetto allo stesso periodo nel 2010). È inoltre aumentata la produttività del Tribunale (del 37% ovvero di 148 cause rispetto allo stesso periodo nel 2010). Cresce anche il numero di cause pendenti (19 cause in più). Di conseguenza, nonostante i suoi sforzi, il Tribunale non riesce a tenere il passo. Quello che i dati non indicano è però il numero di domande di ricorso al procedimento accelerato o il numero di domande di provvedimenti provvisori, che richiedono entrambi notevoli risorse.

A titolo indicativo, la Corte informa che i fascicoli dei casi in esame occupano uno spazio sugli scaffali pari a 505 metri.

L'attuale aumento del carico di lavoro è dovuto i) al trasferimento, a partire dal 2004, della competenza a statuire su determinate categorie di ricorsi proposti dagli Stati membri, ii) all'aumento del contenzioso in seguito alle adesioni del 2004 e del 2007, iii) al contenzioso derivante dall'aumento e dalla diversificazione, dovuti all'approfondimento dell'integrazione europea, dell'attività legislativa e regolamentare delle istituzioni, organi e organismi dell'UE, e iv) all'aumento del contenzioso relativo alle domande di marchio comunitario. Va sottolineato che molte delle ragioni che hanno causato l'aumento del numero di casi rinviati dinanzi alla Corte non erano prevedibili.

La Corte non è rimasta inattiva di fronte a una simile invasione. Il suo regolamento di procedura è stato modificato per permettere di statuire senza trattazione orale sui casi relativi alla proprietà intellettuale ed è stato precisato lo stato delle parti intervenienti in detti casi, consentendo in tal modo una trattazione più rapida.

Inoltre, nel 2007 la Corte ha scelto di organizzarsi in otto diversi collegi e una camera d'appello e ha introdotto un sistema dinamico di gestione delle cause. Un'altra modifica ha portato alla produzione in forma sintetica della relazione d'udienza per tutte le cause. Inoltre, il presidente può ora attribuire nuove cause alle sezioni che già trattano altri casi con aspetti giuridici simili. Infine, sono stati introdotti nuovi metodi per redigere sentenze e ordinanze nonché nuove applicazioni informatiche a elevate prestazioni per rendere immediatamente disponibile la documentazione e consentire rapidi scambi sia tra un gabinetto e l'altro sia tra i gabinetti, la Cancelleria e i vari servizi della Corte.

La Corte di giustizia ritiene urgente una soluzione strutturale. I trattati prevedono due possibilità di riforme:

a) l'istituzione di tribunali specializzati competenti a conoscere dei ricorsi diretti in materie specifiche, conformemente al primo comma dell'articolo 257 del TFUE. In proposito si è pensato all'ambito della proprietà intellettuale; b) l'aumento del numero di giudici del Tribunale mediante una modifica dell'articolo 48 dello statuto secondo le modalità previste dall'articolo 281, secondo comma, del TFUE.

Dopo aver lungamente soppesato l'una e l'altra opzione, la Corte è giunta alla conclusione che l'aumento del numero di giudici è chiaramente preferibile all'istituzione di un tribunale specializzato in materia di proprietà intellettuale. I motivi attengono all'efficacia della soluzione proposta, all'urgenza della situazione, alla flessibilità della misura delineata nonché alla coerenza dell'ordinamento dell'Unione.

La Corte di giustizia ritiene quindi necessario un aumento del numero dei giudici di almeno dodici unità, che porterebbe il numero dei membri del Tribunale a trentanove.

La commissione giuridica è del parere che le motivazioni presentate dalla Corte di giustizia siano convincenti. Tuttavia, mentre in linea di principio vi è accordo sull'aumento del numero dei giudici del Tribunale, non è ancora stato stabilito un metodo per la loro designazione. In questa fase perciò la commissione giuridica non si occupa di questo aspetto della richiesta presentata dalla Corte di giustizia, e ha soppresso le relative parti del testo in modo da suddividere la richiesta in due parti. Essa considera tuttora pendenti le restanti parti della richiesta presentata dalla Corte di giustizia riguardo al Tribunale, e si riserva di esaminarle in una fase successiva in vista della loro adozione in un regolamento separato.

3) Il parere della Commissione europea

La commissione giuridica ha ripreso gran parte delle raccomandazioni della Commissione europea. Ritiene tuttavia che non sarebbe saggio imporre alla Corte di creare almeno due sezioni specializzate, perché ciò risulterebbe eccessivamente rigido. Preferirebbe lasciare alla Corte la possibilità di creare dette sezioni nel quadro del suo regolamento di procedura. La commissione giuridica è inoltre consapevole del fatto che la Corte ha già la facoltà di assegnare cause della stessa natura a una o più sezioni specifiche.


PARERE della commissione per i bilanci (27.1.2012)

destinato alla commissione giuridica

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

(02074/2011 – C7-0090/2011 – 2011/0901A(COD))

Relatore per parere: Angelika Werthmann

BREVE MOTIVAZIONE

Mediante due domande in data 28 marzo 2011, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha proposto varie modifiche al suo statuto nonché l'adozione di un regolamento relativo ai giudici ad interim del Tribunale della funzione pubblica. In seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona, per la prima volta tali modifiche dovranno essere adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, secondo la procedura legislativa ordinaria.

Le modifiche proposte interessano in misura diversa i tre organi giurisdizionali che attualmente compongono la Corte di giustizia dell'Unione europea: la Corte di giustizia, il Tribunale e il Tribunale della funzione pubblica.

Oltre alle modifiche relative ai contenuti, due proposte riguardano il cambiamento o l'aumento del personale, cosa che richiede fondi supplementari e interessa quindi direttamente il bilancio dell'UE:

1. Istituzione della funzione di vicepresidente della Corte di giustizia

La Corte propone di introdurre la funzione di vicepresidente della Corte di giustizia dell'Unione europea.

a. I motivi sono quelli di seguito riportati:

La Corte afferma che il carico di lavoro del suo presidente si è notevolmente accresciuto nel tempo e sarebbe pertanto utile se, nell'esercizio delle sue funzioni, potesse essere in futuro sostituito o assistito da un vicepresidente.

Il presidente della Corte svolge infatti numerose funzioni, il cui esercizio è essenziale per il buon funzionamento dell'organo. Egli è sostanzialmente responsabile dell'espletamento dei procedimenti sommari e delle impugnazioni di pronunce emesse in sede di procedimento sommario. È successo che su impugnazioni proposte contro ordinanze pronunciate in sede di procedimento sommario dal Tribunale si sia deciso talvolta solo dopo più di un anno. L'introduzione della funzione di vicepresidente dovrebbe migliorare la situazione sotto questo punto di vista.

b. Incidenza sul bilancio:

Secondo le informazioni fornite dalla Corte di giustizia, la creazione della funzione di vicepresidente della Corte comporterebbe spese supplementari pari a 38 000 EUR l'anno. Tali spese comprendono le variazioni delle retribuzioni, gli assegni supplementari e le indennità di rappresentanza.

2. Assunzione di 12 nuovi giudici presso il Tribunale

a. I motivi sono quelli di seguito riportati:

La Corte afferma che da diversi anni lo squilibrio tra i casi trattati dal Tribunale e i nuovi procedimenti presentati è sempre più marcato e che il numero di casi non trattati aumenta costantemente. Alla fine del 2010 vi erano 1 300 casi pendenti, mentre nel corso dell'anno erano stati trattati 527 casi. Tra il 2004 e il 2010 la durata media di un procedimento è passata da 20,9 a 27,2 mesi. Tra il 2000 e il 2010 il numero di nuovi casi è aumentato del 65%. La Corte di giustizia prevede che il numero annuale di procedimenti continuerà ad aumentare anche in futuro.

Dopo una valutazione accurata la Corte ha deciso di proporre l'aumento del numero di giudici, perché solo in tal modo è possibile garantire che le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia avvengano con l'efficienza, l'urgenza, la flessibilità e la continuità necessarie.

b. Incidenza sul bilancio:

Le spese supplementari derivanti dall'eventuale assunzione di 12 nuovi giudici presso il Tribunale, considerando anche i nuovi posti che devono essere creati per i collaboratori dei giudici, il mobilio, ecc., ammontano a 16,052 milioni di EUR il primo anno e a 13,652 milioni di EUR negli anni successivi.

La previsione della Corte di giustizia per il bilancio 2012, vale a dire il periodo in cui potrebbe entrare in vigore lo statuto modificato, indica un bilancio pari a un totale di 354 milioni di EUR.

La proposta della Corte di aumentare il numero di giudici presso il Tribunale comporterebbe pertanto un aumento del bilancio annuale della Corte di giustizia europea pari a circa il 3,8% in un anno. Se il Parlamento e il Consiglio dovessero approvare la modifica dello statuto proposta dalla Corte di giustizia, le risultanti spese supplementari per l'anno 2012 dovrebbero essere regolate mediante un bilancio integrativo.

c. Raccomandazione:

Il relatore è consapevole delle ripercussioni che le proposte della Corte di giustizia avrebbero sul bilancio dell'Unione, in particolare considerando la difficile situazione economica attuale nella maggior parte degli Stati membri e la situazione estremamente critica del bilancio dell'UE. Va tuttavia evidenziato il fatto che, da un lato, assicurare una tutela giuridica efficace, anche grazie a sentenze rese entro termini accettabili, riveste un'importanza estrema e, dall'altro, che le conseguenze economiche negative di una giustizia inefficace, sebbene non così evidenti quanto un aumento di bilancio, impongono con ogni probabilità oneri maggiori di quest'ultimo.

La commissione per i bilanci invita la commissione giuridica, competente per il merito, a proporre che il Parlamento europeo adotti la sua posizione in prima lettura facendo propria la domanda della Corte di giustizia.

 

 

PROCEDURA

Titolo

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

Riferimenti

02074/2011 – C7-0090/2011 – 2011/0901A(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

7.4.2011

 

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

BUDG

29.9.2011

 

 

 

Approvazione

25.1.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Reimer Böge, Lajos Bokros, Jean-Luc Dehaene, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Jens Geier, Ivars Godmanis, Carl Haglund, Jutta Haug, Monika Hohlmeier, Anne E. Jensen, Ivailo Kalfin, Jan Kozłowski, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, George Lyon, Barbara Matera, Claudio Morganti, Dominique Riquet, Potito Salatto, László Surján, Helga Trüpel, Derek Vaughan, Angelika Werthmann

Supplenti presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Peter Jahr, Jan Mulder, Juan Andrés Naranjo Escobar, Paul Rübig, Adina-Ioana Vălean

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Derk Jan Eppink


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (5.3.2012)

destinato alla commissione giuridica

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

(02074/2011 – C7-0090/2011 – 2011/0901A(COD))

Relatore per parere: Morten Messerschmidt

BREVE MOTIVAZIONE

La Corte di giustizia propone quattro riforme, ora sottoposte all'approvazione del Parlamento europeo (PE) e del Consiglio mediante procedura legislativa ordinaria (PE e Consiglio su un piano di parità) previo parere della Commissione(1).

Osservazione generale: l'analisi delle proposte della Corte è resa difficile dall'architettura del sistema giudiziario dell'Unione europea, ossia una "Corte di giustizia dell'Unione europea" composta da "Corte di giustizia", "Tribunale" e "tribunali specializzati"(2) (fino ad ora solo il "Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea"), e dal fatto che le disposizioni relative alla struttura e al funzionamento di questi organi giudiziari sono distribuite su quattro testi: il trattato sull'Unione europea (TUE), il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), lo statuto della Corte (un protocollo al TFUE, in appresso "lo statuto") e il suo regolamento di procedura (in appreso "il regolamento"), tra loro interconnessi e complementari.

La proposta della Corte contiene 4 punti principali (da A a D).

A.  Istituire la funzione di vicepresidente della Corte di giustizia (cfr. articolo 1, punti 1 e 2, della proposta della Corte)

Scopo della riforma

Partecipare a fianco del Presidente della Corte alla trattazione di tutte le cause rinviate dinanzi alla grande sezione. Sostituire il Presidente nei suoi compiti giurisdizionali qualora egli sia impossibilitato a partecipare.

Assistere o sostituire il Presidente nei compiti che esulano da quelli giurisdizionali (rappresentanza, amministrazione, ecc.).

Osservazioni

Il Presidente, designato da e tra tutti i giudici per un mandato di tre anni, "dirige le attività e gli uffici della Corte; ne presiede le udienze e le deliberazioni in camera di consiglio(3)."

Come rilevato dalla Corte, "i compiti incombenti alla presidenza sono diventati infatti assai gravosi in seguito ai successivi ampliamenti dell'Unione, segnatamente per quanto concerne la rappresentanza e l'amministrazione della Corte."

B.  Modificare la struttura della grande sezione e aumentare il numero di giudici che la costituiscono da 13 a 15 (cfr. articolo 1, punto 2, della proposta della Corte)

Scopo della riforma

Aumentare la capacità della grande sezione e coinvolgere più giudici nella sua attività.

I presidenti delle quattro sezioni di cinque giudici sono attualmente membri permanenti o "ex officio" della grande sezione. La Corte propone di sopprimere tale disposizione e di portare a 15 il numero di giudici che compongono la grande sezione(4).

Osservazioni

La Corte sottolinea che, allo stato attuale, il Presidente della Corte e i presidenti delle sezioni di cinque giudici hanno un carico di lavoro assai gravoso, mentre gli altri giudici partecipano relativamente poco alla trattazione delle cause rinviate dinanzi alla grande sezione.

C. Possibilità di aggiungere giudici ad interim al Tribunale della funzione pubblica (articolo 1, punto 8, e articolo 2 della proposta della Corte recante modifica dello statuto)

Scopo della riforma

Sostituire un giudice del tribunale qualora sia impossibilitato, per motivi di salute, prevedibilmente per più di tre mesi, a partecipare alla decisione delle cause pendenti.

Osservazioni

I giudici ad interim saranno scelti da una lista di tre ex membri della Corte di giustizia redatta dal Consiglio su proposta del Presidente della Corte di giustizia. Le funzioni del giudice ad interim si protraggono soltanto per la durata dell'impedimento del giudice sostituito. La Corte sostiene che questo sistema è flessibile e garantisce che i giudici in questione siano operativi non appena designati. La disposizione si applicherebbe anche ad altri tribunali specializzati istituiti in virtù dell'articolo 257 del TFUE (l'unico tribunale di questo tipo finora istituito è il Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea).

D. Portare il numero dei giudici del Tribunale da 27 a 39 (articolo 1, punto 7, della proposta della Corte)

Scopo della riforma

Mettere il Tribunale in grado di far fronte ai ritardi causati dal numero sempre crescente di cause pendenti e rispettare il "principio del termine ragionevole" per il trattamento delle cause sancito dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Osservazioni

"Il Tribunale è composto da almeno un giudice per Stato membro"(5). "… i giudici del Tribunale sono … nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri per sei anni…"(6). Lo statuto fissa attualmente il loro numero a 27(7).

Il Tribunale è competente a conoscere in primo grado dei ricorsi relativi alla legittimità di atti legislativi o di atti compiuti dalle istituzioni dagli organi o dagli organismi dell'Unione(8), ad eccezione dei ricorsi presentati in alcuni casi dagli Stati membri nei confronti di un'istituzione dell'Unione o da un'istituzione nei confronti di un'altra istituzione(9). Le decisioni emesse dal Tribunale possono essere oggetto di impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia per i soli motivi di diritto(10). Il Tribunale si trova quindi a far fronte alla maggior parte delle cause, comprese quelle di carattere particolarmente complesso che richiedono l'analisi di numerosi dati concreti, quali le cause in materia di concorrenza e aiuti di Stato e le cause di fatto numerose riguardanti le domande di marchio comunitario. La Corte richiama l'attenzione sul crescente numero di cause pendenti, da 787 nel 2000 a 1300 nel 2010 (ossia un aumento del 65%).

La Corte di giustizia esamina due opzioni per risolvere il problema del sovraccarico del Tribunale: l'istituzione di un tribunale specializzato competente a conoscere dei ricorsi in un ambito determinato(11) e l'aumento del numero dei giudici(12).

La prima opzione è stata individuata dal Tribunale stesso relativamente all'ambito della proprietà intellettuale(13).

La Corte di giustizia è giunta alla conclusione che l'aumento del numero di giudici è chiaramente preferibile all'istituzione di un tribunale specializzato in materia di proprietà intellettuale per ragioni di efficacia, urgenza e flessibilità.

Secondo questo ragionamento si può ugualmente ottenere la massima produttività perseguita mediante una specializzazione creando delle sezioni all'interno del Tribunale. Un aumento del numero dei giudici e le relative nomine richiedono meno tempo rispetto alla creazione di un nuovo tribunale. Per quanto riguarda la flessibilità, la Corte sostiene che il Tribunale può facilmente adattare le proprie risorse umane al mutevole carico di lavoro nei diversi settori del contenzioso.

Il Tribunale motiva come segue la sua proposta di creare un tribunale specializzato: l'idea della riforma del sistema giudiziario introdotta dal trattato di Nizza e confermata dal trattato di Lisbona consisteva nell'usare tribunali specializzati per trattare cause in prima istanza nella maggior misura possibile. Le cause in materia di proprietà intellettuale sono ideali per un trasferimento di giurisdizione a un siffatto tribunale specializzato in quanto si tratta di un ambito specifico, omogeneo e ben definito. Attualmente questo tipo di cause occupa già un posto considerevole nel carico di lavoro complessivo del Tribunale, contando per circa un terzo delle cause trattate. Giudici, referendari e funzionari, se scelti in base alle loro competenze specifiche in un dato settore, sono più produttivi sotto il profilo sia qualitativo che quantitativo. L'esempio del Tribunale della funzione pubblica dell'UE dimostra che una maggiore produttività va di pari passo con un costo più basso. Aumenti successivi del numero dei giudici del Tribunale non appaiono come una soluzione praticabile al problema del sovraccarico che si ripresenterà nuovamente in futuro.

La proposta della Corte di giustizia non affronta la questione di come verrebbero nominati i 12 giudici aggiuntivi. Si applicherebbe quindi la regola generale della nomina di comune accordo da parte dei governi degli Stati membri, in precedenza citata, oppure occorrerebbe prevedere un qualche sistema di rotazione.

Un'ulteriore opzione per alleviare il carico di lavoro del Tribunale consisterebbe nel riservare alla Corte di giustizia un numero maggiore di tipologie di cause rispetto a quanto avvenga ora, in applicazione dell'articolo 51 dello statuto, in quanto la Corte di giustizia sembra non avere un sovraccarico di lavoro in misura analoga al Tribunale.

E.  Introduzione del "parere dissenziente" alla Corte di giustizia

Attraverso il parere dissenziente un giudice, il cui parere si discosta dalla decisione della maggioranza dei giudici o dalle ragioni su cui tale decisione si basa, può dichiarare la propria posizione nelle deliberazioni e vederla pubblicata unitamente alla sentenza. Si tratta quindi di una deroga al principio della segretezza delle deliberazioni. L'idea di disporre della possibilità del parere dissenziente nelle procedure della Corte di giustizia non è una novità. Sussistono cospicue ragioni a favore dell'introduzione di questo istituto: esiste in un numero considerevole di corti costituzionali nell'Unione europea, e più precisamente in nove di esse: Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito, senza essere messo in discussione, disturbare la collegialità della Corte o minarne la reputazione. Esiste anche presso la Corte dei diritti umani, dove è pratica comune. Una sua eventuale introduzione dovrebbe tuttavia avvenire in modo tale da non compromettere l'indipendenza dei giudici e la questione deve essere oggetto di un dibattito approfondito.

EMENDAMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento

Considerando 1

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

(1) Al fine di rafforzare la partecipazione di tutti i giudici alle decisioni della grande sezione della Corte, occorre aumentare il numero di quelli che possono partecipare a questa composizione e abolire la partecipazione sistematica dei presidenti delle sezioni di cinque giudici.

(1) Al fine di provvedere a una più ampia partecipazione di tutti i giudici e di consentire loro di prendere parte con maggiore frequenza alle cause assegnate alla grande sezione della Corte, occorre aumentare il numero di quelli che possono partecipare a questa composizione e abolire la partecipazione sistematica dei presidenti delle sezioni di cinque giudici.

Emendamento  2

Proposta di regolamento

Considerando 1 bis (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(1 bis) I membri supplementari potrebbero costituire motivo di una riorganizzazione dei procedimenti nella categoria "altre cause" seguendo l'ordine di priorità, segnatamente quelle in materia di concorrenza, in cui occorre impegnarsi in modo specifico per attenersi a una durata ragionevole.

Emendamento  3

Proposta di regolamento

Considerando 1 ter (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(1 ter) L'incremento del numero di giudici non è sufficiente per ovviare al problema dei termini. Risulta pertanto necessario che talune sezioni operino secondo orientamenti più specializzati, migliorando la flessibilità e la conclusione dei lavori nel Tribunale.

Emendamento  4

Proposta di regolamento

Considerando 5

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

(5) In seguito al progressivo ampliamento delle sue competenze sin dalla sua istituzione, il Tribunale è investito, al giorno d'oggi, di un numero di cause in costante aumento.

(5) In seguito al progressivo ampliamento delle sue competenze sin dalla sua istituzione, il Tribunale è investito, al giorno d'oggi, di un numero di cause in costante aumento e i ritardi nelle procedure sono anch'essi in aumento.

Emendamento  5

Proposta di regolamento

Considerando 9

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

(9) Di conseguenza, occorre adottare le misure necessarie per far fronte a questa situazione e la facoltà, prevista dai trattati, di aumentare il numero di giudici del Tribunale è tale da consentire di ridurre, in breve tempo, sia il volume di cause pendenti, sia l’eccessiva durata dei procedimenti dinanzi a quest'organo giurisdizionale.

(9) Di conseguenza, occorre adottare le misure necessarie per far fronte a questa situazione e la facoltà, prevista dai trattati, di aumentare il numero di giudici del Tribunale da 27 a 39 è tale da consentire di ridurre, in breve tempo, sia il volume di cause pendenti, sia l'eccessiva durata dei procedimenti dinanzi a quest'organo giurisdizionale. In modo analogo, una maggiore efficacia nell'attribuzione delle cause del Tribunale alle sezioni corrispondenti potrebbe ridurre in misura significativa i termini per l'espletamento dei procedimenti.

Emendamento  6

Proposta di regolamento

Considerando 9 bis (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(9 bis) La problematica che discende ovviamente dall'aumento del numero di giudici del Tribunale è quella del sistema di nomina dei giudici. In merito al sistema di nomina dei giudici gli Stati membri dovrebbero convenire regole che offrano tutte le garanzie per quanto riguarda l'indipendenza, l'imparzialità, la competenza e l'idoneità delle persone nominate, e che assicurino la parità e l'equilibrio a livello di Stato membro di origine.

Emendamento  7

Proposta di regolamento

Considerando 9 ter (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(9 ter) Il principio di base dovrebbe essere che il Tribunale deve comprendere almeno uno e al massimo due giudici aventi la cittadinanza di ciascuno Stato membro.

Emendamento  8

Proposta di regolamento

Considerando 9 quater (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(9 quater) Per consentire al Tribunale di operare con maggiore efficacia e assicurare che le cause possano essere esaminate e concluse entro un termine ragionevole, il Tribunale può istituire sezioni specializzate ove ciò sia motivato dal numero di procedimenti in un determinato campo.

Emendamento  9

Proposta di regolamento

Considerando 9 quinquies (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(9 quinquies) In materia di organizzazione interna del Tribunale, alla luce dello schema adottato dalla Corte di giustizia, va istituita la funzione di vicepresidente, incaricato di coadiuvare il Presidente.

Emendamento  10

Proposta di regolamento

Considerando 10

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

(10) Affinché i tribunali specializzati possano continuare a funzionare in modo soddisfacente in assenza di un giudice, il quale non sia in condizioni di partecipare alla decisione delle cause pendenti per un lungo periodo di tempo, senza trovarsi ciò malgrado in una situazione di invalidità considerata totale, occorre prevedere la possibilità di aggiungere a questi tribunali giudici ad interim.

(10) Affinché i tribunali specializzati possano continuare a funzionare in modo soddisfacente in assenza di un giudice, il quale non sia in condizioni di partecipare alla decisione delle cause pendenti per un lungo periodo di tempo, senza trovarsi ciò malgrado in una situazione di invalidità considerata totale, occorre prevedere la possibilità di aggiungere a questi tribunali giudici ad interim. La nomina di giudici ad interim dovrebbe offrire garanzie per quanto riguarda l'indipendenza, l'imparzialità, la competenza e l'idoneità delle persone nominate, nonché assicurare la parità e l'equilibrio a livello di Stato membro di origine.

Emendamento  11

Proposta di regolamento

Considerando 10 bis (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(10 bis) Per evitare ogni dubbio riguardante l'autorità dei giudici ad interim risulta della massima importanza che essi siano designati con modalità tali da non compromettere l'autorità del Tribunale e da assicurare la loro completa indipendenza.

Emendamento  12

Proposta di regolamento

Considerando 10 ter (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(10 ter) I giudici ad interim devono essere soggetti a obblighi di indipendenza, imparzialità, competenza e capacità e beneficiare degli stessi diritti, nell'esercizio della loro funzione, di cui godono i giudici permanenti.

Emendamento  13

Proposta di regolamento

Considerando 10 quater (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

(10 quater) Pur se risulta necessario per la Corte di giustizia introdurre un meccanismo che consenta di esprimere pareri dissenzienti, questo non deve compromettere l'indipendenza dei giudici; la questione deve essere oggetto di un dibattito approfondito tra gli esperti, gli operatori della giustizia e le altri parti interessate.

Emendamento  14

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 – punto 6 bis (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

6 bis. L’articolo 47, primo comma, è sostituito dal testo seguente:

 

"Gli articoli 9 bis, 14 e 15, il primo, il secondo, il quarto e il quinto comma dell'articolo 17, e l'articolo 18 si applicano al Tribunale e ai suoi membri."

Emendamento  15

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 – punto 7

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

7. Nell'articolo 48, il numero «ventisette» è sostituito dal numero «trentanove».

7. L'articolo 48 è sostituito da quanto segue:

 

"Il Tribunale è composto di trentanove giudici.

 

Il rinnovo parziale dei giudici, che ha luogo ogni tre anni, riguarda alternatamente venti e diciannove giudici."

Emendamento  16

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 – punto 7 bis (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

7 bis. L'articolo 48 è integrato dal seguente comma:

 

"Gli Stati membri sono rappresentati da almeno uno ma non più di due giudici suoi cittadini."

Emendamento  17

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 – punto 7 ter (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

7 ter. Dopo il primo comma dell'articolo 50 è inserito il seguente comma:

 

"Per trattare materie in cui esiste un elevato volume di cause in sospeso, il Tribunale può istituire un congruo numero di sezioni specializzate cui sono assegnati i procedimenti nelle materie in questione."

Emendamento  18

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 – punto 8

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

L'articolo 62 quater è integrato dal seguente comma:

L’articolo 62 quater è integrato dal seguente comma:

"Il Parlamento e il Consiglio, deliberando conformemente all'articolo 257 TFUE, possono aggiungere giudici ad interim ai tribunali specializzati per supplire all'assenza di giudici i quali non siano in condizioni di partecipare, per lungo tempo, alla decisione delle cause, senza trovarsi ciò malgrado in una situazione di invalidità considerata totale. In quest'ipotesi, il Parlamento e il Consiglio stabiliscono le condizioni alle quali i giudici ad interim sono nominati, i diritti e i doveri di questi ultimi, le modalità secondo le quali essi esercitano le loro funzioni e le circostanze che pongono fine alle medesime."

"Il Parlamento e il Consiglio, deliberando conformemente all'articolo 257 TFUE, possono aggiungere giudici ad interim ai tribunali specializzati per supplire all'assenza di giudici i quali non siano in condizioni di partecipare, per lungo tempo, alla decisione delle cause, senza trovarsi ciò malgrado in una situazione di invalidità considerata totale. In quest'ipotesi, il Parlamento e il Consiglio stabiliscono le condizioni alle quali i giudici ad interim sono nominati, i diritti e i doveri di questi ultimi, le modalità secondo le quali essi esercitano le loro funzioni e le circostanze che pongono fine alle medesime." Per garantire la piena autorità delle sentenze del tribunale, le presenti disposizioni prevedono inoltre che i giudici ad interim godano degli stessi diritti e siano abilitati a svolgere le stesse funzioni dei giudici permanenti."

(Il presente emendamento sostituisce l'emendamento 4 del progetto di parere (PE 470.092 v01-00))

Emendamento  19

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

2 bis. I dodici giudici nominati in seguito all'entrata in vigore del presente regolamento assumono le proprie funzioni immediatamente dopo aver prestato giuramento. Tra questi sono sorteggiati sei giudici il cui mandato termina sei anni dopo il primo rinnovo parziale del Tribunale successivo all'entrata in vigore del presente regolamento. Il mandato degli altri sei giudici termina sei anni dopo il secondo rinnovo parziale del Tribunale successivo all'entrata in vigore del presente regolamento.

PROCEDURA

Titolo

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e l'allegato I al medesimo

Riferimenti

02074/2011 – C7-0090/2011 – 2011/0901A(COD)

Commissione(i) competente(i) per il merito

Annuncio in Aula

JURI

 

7.4.2011

 

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

Annuncio in Aula

AFCO

15.9.2011

 

 

 

Relatore per parere

Nomina

Morten Messerschmidt

12.7.2011

 

 

 

Esame in commissione

11.10.2011

 

 

 

Approvazione

28.2.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alfredo Antoniozzi, Andrew Henry William Brons, Andrew Duff, Ashley Fox, Zita Gurmai, Gerald Häfner, Daniel Hannan, Stanimir Ilchev, Constance Le Grip, Jaime Mayor Oreja, Morten Messerschmidt, Paulo Rangel, Algirdas Saudargas, József Szájer, Søren Bo Søndergaard, Rafał Trzaskowski, Luis Yáñez-Barnuevo García

Supplenti presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Elmar Brok, Vital Moreira, Evelyn Regner, György Schöpflin, Tadeusz Zwiefka

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Leonardo Domenici

(1)

Articolo 281, secondo comma, del TFUE.

(2)

Articolo 19, paragrafo 1, del TUE.

(3)

Articolo 253, terzo comma, del TFUE; articolo 8 del regolamento di procedura.

(4)

Articolo 16, secondo comma, dello statuto; articolo 11 ter, paragrafi 1 e 2, del regolamento di procedura.

(5)

Articolo 19, paragrafo 2, secondo comma, del TUE.

(6)

Articolo 19, paragrafo 2, terzo comma, del TUE.

(7)

Articolo 254, primo comma, del TFUE e articolo 48 dello statuto.

(8)

Articolo 256, paragrafo 1, primo comma, del TFUE.

(9)

Articolo 51 dello statuto.

(10)

Articolo 256, paragrafo 1, secondo comma, del TFUE.

(11)

Ai sensi dell'articolo 257 del TFUE.

(12)

Ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 2, del TUE, dell'articolo 254, primo comma, del TFUE e dell'articolo 48 dello statuto.

(13)

Documento inviato al presidente della Corte di giustizia in data 22 dicembre 2009.


PROCEDURA

Titolo

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica lo statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea

Riferimenti

02074/2011 – C7-0090/2011 – 2011/0901A(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

7.4.2011

 

 

 

12

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

BUDG

29.9.2011

AFCO

15.9.2011

 

 

Relatore(i)

       Nomina

Alexandra Thein

12.4.2011

 

 

 

Esame in commissione

21.6.2011

21.11.2011

26.1.2012

 

Approvazione

31.5.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Luigi Berlinguer, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Christian Engström, Marielle Gallo, Giuseppe Gargani, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Gerald Häfner, Sajjad Karim, Klaus-Heiner Lehne, Antonio Masip Hidalgo, Evelyn Regner, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Cecilia Wikström, Zbigniew Ziobro, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Luis de Grandes Pascual, Eva Lichtenberger, Axel Voss

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mikael Gustafsson, Elisabeth Morin-Chartier

Deposito

5.6.2012

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