RELAZIONE sull'attuazione della normativa UE sulle acque in attesa di un necessario approccio globale alle sfide europee in materia di acque

6.6.2012 - 2011/2297(INI)

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
Relatore: Richard Seeber


Procedura : 2011/2297(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A7-0192/2012

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione della normativa UE sulle acque in attesa di un necessario approccio globale alle sfide europee in materia di acque

(2011/2297(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[1] (la "DQA"),

–   vista la direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento (la "direttiva acque sotterranee")[2],

–   vista la direttiva 2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive del Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[3] ("la direttiva sugli standard di qualità ambientale"),

–   vista la direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane[4],

–   vista la direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole[5] ("la direttiva nitrati"),

–   vista la direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni[6] ("la direttiva alluvioni"),

–   visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari,

–   visto il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE[7] ("il regolamento REACH"),

–   vista la direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi,

–   viste la direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici,

–   visto il regolamento (UE) n. … del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato e all'uso dei biocidi,

–   visto il futuro "Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee" della Commissione,

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020"(COM(2011)0244),

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" (COM(2011)0571),

–   visto il futuro partenariato europeo per l'innovazione in materia di risorse idriche,

–   vista la comunicazione della Commissione, del 18 luglio 2007, dal titolo "Affrontare il problema della carenza idrica e della siccità nell'Unione europea" (COM(2007)0414),

–   viste la sua risoluzione del 15 marzo 2012 sul sesto Forum mondiale dell'acqua che si svolgerà a Marsiglia dal 12 al 17 marzo 2012[8] e la piattaforma di soluzioni e impegni adottata in tale occasione,

–   vista la sua risoluzione del 9 ottobre 2008 su come affrontare il problema della carenza idrica e della siccità nell'Unione europea[9],

–   vista la sua risoluzione del 6 maggio 2010 sul Libro bianco della Commissione dal titolo "L'adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo",

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per le petizioni (A7‑0192/2012),

A. considerando che la DQA istituisce un quadro atto a tutelare le acque pulite e ripristinarne la qualità nell'UE e a garantirne l'utilizzo sostenibile a lungo termine, e che essa mira al raggiungimento di "un buono stato ecologico e chimico" entro il 2015, ma che il riesame dei piani di gestione dei bacini idrografici approntati dagli Stati membri come previsto dalla direttiva indica che un numero elevato di corpi idrici dell'UE non raggiungerà lo "stato buono" entro il 2015, a causa di problematiche sia di vecchia data sia emergenti;

B.  considerando che l'acqua è un elemento particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, che potrebbe portare a una riduzione della quantità e della qualità dell'acqua disponibile, in particolare dell'acqua potabile, nonché a un aumento della frequenza e dell'intensità delle inondazioni e degli episodi di siccità;

C. considerando che l'acqua è un bene pubblico inalienabile essenziale per la vita e che una corretta gestione delle acque svolge un ruolo fondamentale nella conservazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici del pianeta, nonché in tutti gli aspetti dell'uso delle risorse e della produzione economica, e che il futuro dell'industria europea dipende dalla capacità di trovare una risposta efficace alle attuali sfide in materia di acque e di gestire in modo responsabile ed efficiente le risorse idriche esistenti, che hanno un impatto diretto sulla salute umana, la produzione di energia, l'agricoltura e la sicurezza alimentare;

D. considerando che l'Europa estrae circa il 13% della quantità complessiva di acque di cui dispone, il che è indice di stress idrico, e che, in molti posti in Europa, l'estrazione di acqua supera i livelli di sostenibilità minacciando la fauna selvatica, l'approvvigionamento sicuro della società e i diversi usi economici; che in alcune regioni dell'Europa meridionale l'indice di sfruttamento idrico supera il 40%, con un conseguente grado di stress idrico elevato;

E.  considerando che i climi semi-aridi di vaste aree dell'Europa meridionale si caratterizzano anche per una distribuzione delle risorse idriche molto disomogenea, nei diversi mesi e di anno in anno, e che tale distribuzione irregolare tende ad accentuarsi a causa delle alterazioni climatiche;

F.  considerando che la strategia Europa 2020 prevede un miglioramento dell'utilizzo delle risorse e che attualmente l'utilizzo dell'acqua è caratterizzato da tendenze spesso insostenibili, conseguenza di pratiche inefficienti che provocano sprechi di acqua, e considerando che i sistemi delle infrastrutture idriche sono spesso antiquati, sia nelle regioni più sviluppate sia in quelle meno sviluppate, e che le informazioni circa i rendimenti effettivi e le perdite sono carenti;

G. considerando che la transizione verso un'economia verde può essere realizzata soltanto tenendo conto delle sfide legate all'acqua;

H. considerando che le acque reflue depurate in modo inadeguato continuano a inquinare i mari che bagnano le coste dell'UE e che è quindi assolutamente necessario accelerare l'introduzione di infrastrutture per la depurazione delle acque reflue negli Stati membri;

Attuazione della normativa dell'UE in materia di acque: successi e lacune

1.  riconosce che la DQA costituisce una base legislativa solida e ambiziosa per la gestione integrata a lungo termine delle acque nell'UE; si compiace del miglioramento verificatosi negli ultimi anni nella qualità delle acque europee e nel trattamento delle acque reflue; sottolinea tuttavia che i tempi di attuazione sono stati lenti e disuguali nei diversi Stati membri e nelle diverse regioni e che l'attuazione della DQA dovrà essere significativamente migliorata per raggiungere lo "stato buono"di tutte le acque europee entro il 2015;

2.  riconosce che l'acqua è una risorsa comune dell'umanità e un bene pubblico e che l'accesso all'acqua dovrebbe costituire un diritto fondamentale e universale; sottolinea che un uso sostenibile dell'acqua rappresenta una necessità per l'ambiente e per la salute che riveste un ruolo essenziale nel ciclo di regolazione del clima; ribadisce la necessità di adattare le norme del mercato interno alle caratteristiche distintive del settore idrico e invita gli Stati membri, nel rispetto del principio di sussidiarietà, a gestire l'acqua e le risorse idriche conformemente all'articolo 9 della DQA;

3.  constata che, nonostante i progressi compiuti nell'attuazione della direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane, permangono ancora lacune sul grado di conformità delle reti fognarie e/o del trattamento delle acque;

4.  sottolinea che, mentre è opportuno concentrarsi prevalentemente sull'attuazione della normativa attuale nel settore idrico, esistono lacune specifiche da colmare sia adattando la legislazione in vigore alle priorità delle risorse idriche sia mediante nuovi provvedimenti legislativi per far fronte all'impatto di specifici settori o attività, e che occorre tenere conto dell'importanza della collaborazione tra i diversi operatori economici e altre parti interessate per una gestione sostenibile delle acque;

5.  ribadisce la propria posizione secondo cui la Commissione deve presentare una proposta legislativa, simile alla direttiva sulle alluvioni, che favorisca l'adozione di una politica europea in materia di carenza idrica, siccità e adattamento ai cambiamenti climatici;

6.  prende atto del futuro "Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee" della Commissione come risposta politica dell'UE alle sfide attuali e future in materia di acque, con l'obiettivo di garantire una quantità sufficiente di acqua di buona qualità per un uso sostenibile ed equo di qui al 2050 senza ledere i diritti sovrani degli Stati membri sulle risorse idriche;

7.  ricorda che gli Stati membri, conformemente a quanto stabilito dalla DQA, devono raggiungere un buono stato delle acque entro il 2015; esorta la Commissione ad agire con fermezza per porre fine alle violazioni della legislazione dell'UE in materia di acque da parte degli Stati membri; chiede contestualmente ulteriore assistenza, ad esempio attraverso l'elaborazione e la messa a disposizione di linee guida esaurienti e strumenti efficaci per favorire lo sviluppo delle capacità, in particolare per le autorità regionali e le agenzie dei bacini idrici, per garantire pari condizioni e assistere gli Stati membri a conformarsi meglio alla politica dell'UE in materia di acque nelle future fasi della sua attuazione, in modo da onorare gli impegni assunti in materia; segnala che, in varie occasioni, le petizioni hanno svelato problemi connessi al recepimento e alla corretta attuazione della normativa UE sulle acque; invita la Commissione europea a svolgere con maggiore incisività le proprie inchieste, in particolare quando esamina le petizioni;

Efficienza idrica e gestione delle risorse

8.  sottolinea l'importanza dell'efficienza idrica; esorta a un uso più efficiente delle risorse idriche specialmente in settori come quello energetico e quello agricolo, che sono i maggiori utenti idrici;

9.  evidenzia il nesso tra produzione di energia, efficienza energetica e sicurezza delle risorse idriche; sottolinea che sono necessari strategie e piani aggiuntivi a livello europeo, intesi per esempio a sfruttare le acque come serbatoio di energia, per garantire che la crescente richiesta di energia non metta in pericolo la sicurezza idrica e che venga sfruttata la possibilità di ridurre l'uso di energia attraverso l'efficienza idrica; sottolinea che si deve tenere conto dell'uso delle risorse idriche in sede di valutazione della sostenibilità delle fonti energetiche sia tradizionali sia a basse emissioni di carbonio, in special modo le bioenergie e l'energia idroelettrica, e ricorda in particolare, a tale proposito, i rischi presentati dalle tecniche non convenzionali per l'estrazione del gas naturale;

10. sottolinea che è possibile migliorare l'efficienza e la sostenibilità dell'uso dell'acqua nel settore agricolo grazie all'introduzione di tecnologie e pratiche innovative e al miglioramento dell'informazione e della sensibilizzazione di agricoltori e utenti finali; sottolinea, a tale proposito, che la cooperazione tra i gestori dei terreni e altre parti interessate è particolarmente idonea al conseguimento di risultati positivi nell'ambito della protezione delle acque; sottolinea inoltre che, in considerazione delle sfide poste dal cambiamento climatico e dalla sicurezza alimentare, è opportuno mobilitare risorse idriche sufficienti per l'agricoltura, ad esempio sviluppando lo stoccaggio dell'acqua; rileva che il settore agricolo assorbe la quota maggiore delle risorse idriche e sottolinea l'importanza della conservazione e dell'uso sostenibile delle risorse idriche nell'ambito dell'attuale riforma della PAC;

11. ritiene che il crescente fabbisogno idrico richieda investimenti urgenti nel settore dell'irrigazione e invita la Commissione a favorire l'adozione di soluzioni che consentano di far fronte alla scarsità idrica, quali la ricarica artificiale delle falde acquifere, il recupero delle acque e lo sviluppo di tecniche irrigue alternative; sottolinea altresì l'importanza del trasferimento di conoscenze e tecnologie relative a queste tecniche nonché alla conservazione delle risorse idriche, alla raccolta dell'acqua, alla gestione delle acque sotterranee e al trattamento di quelle reflue;

12. sottolinea che il ravvenamento delle acque sotterranee situate sotto i terreni agricoli e silvicoli è molto elevato e che, già ora, all'agricoltura e alla silvicoltura spetta una responsabilità particolare nel mantenere pulite acque sotterranee di alta qualità; riconosce gli sforzi finora profusi dagli agricoltori per migliorare la qualità delle acque sotterranee;

13. sottolinea che una politica di igienizzazione dell'acqua e di gestione delle acque reflue rispettosa dell'ambiente e vantaggiosa dal punto di vista economico deve affrontare l'inquinamento alla fonte, intervenendo prima che gli agenti inquinanti vengano trattati nell'ambito di dispendiosi trattamenti di fine ciclo, soprattutto per quanto riguarda l'acqua che scorre attraverso terreni contaminati; incoraggia l'utilizzo delle acque reflue e dei sottoprodotti dei trattamenti di fine ciclo, sulla base di requisiti di qualità rigorosi, quale nuova risorsa; rileva che le acque reflue costituiscono una fonte di energia tramite il recupero del calore o la valorizzazione energetica delle sostanze organiche ivi trasportate, e che occorre sfruttare questa opportunità;

14. chiede che, ove opportuno, la normativa dell'UE in materia di acque venga aggiornata al fine di tenere debitamente conto dei progressi tecnologici in materia di riutilizzo e riciclaggio dell'acqua, per consentire un riutilizzo non dispendioso ed efficiente dal punto di vista energetico delle acque reflue trattate per l'irrigazione e l'industria, così come il riutilizzo delle acque grigie nelle abitazioni private; chiede che vengano adottate misure per il corretto monitoraggio della qualità chimica e biologica dell'acqua recuperata; invita la Commissione a valutare formule per creare incentivi per un uso più generalizzato delle acque reflue trattate, delle "acque grigie" e delle acque pluviali, al fine di contribuire alla mitigazione dello stress idrico;

15. rileva che la riduzione del consumo idrico deve costituire una priorità; sottolinea l'importanza della progettazione ecologica e dei dispositivi per il risparmio idrico e chiede che la misurazione dell'acqua sia resa obbligatoria per tutti i settori e gli utenti in tutti gli Stati membri dell'UE; invita inoltre la Commissione a regolamentare l'efficienza idrica dei dispositivi nell'uso domestico e agricolo;

16. ricorda che nell'UE si perde all'incirca il 20% di acqua a causa dell'inefficienza e che, pertanto, il miglioramento dell'efficienza nell'uso delle risorse idriche è fondamentale per una gestione sostenibile dell'acqua e, in particolare, per affrontare i problemi di carenza idrica e siccità; insiste sull'urgente bisogno di realizzare un controllo dello stato della rete idrica europea in termini di qualità, obsolescenza e interconnettività, in quanto fino al 70% dell'acqua fornita alle città europee può andare persa a causa delle fughe della rete, e di incoraggiare gli investimenti nelle infrastrutture;

Acqua ed ecosistemi

17. rileva che l'acqua è alla base della maggior parte dei servizi ecosistemici e sottolinea l'importanza della corretta gestione idrica per il raggiungimento degli obiettivi di biodiversità; sottolinea la necessità di misure di riforestazione e di recupero delle zone umide nella gestione delle risorse idriche; chiede un migliore allineamento degli obiettivi della DQA con Natura 2000; sottolinea che la base di conoscenze dovrebbe integrare il concetto di "flussi ambientali" e tenere conto dei servizi ecosistemici sostenuti dall'acqua; sottolinea la necessità di tenere conto del fatto che i cambiamenti nel ciclo dell'acqua dipendono dall'habitat e che ciò influisce sulla percentuale di acqua riciclata; sottolinea altresì che il ciclo dell'acqua non è lo stesso ovunque e che vi sono differenze tra il ciclo dei tropici, del Mediterraneo e delle medie o alte latitudini;

18. sottolinea che le risorse idriche e i relativi ecosistemi sono particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, che potrebbe portare a una riduzione della quantità e della qualità dell'acqua disponibile, in particolare dell'acqua potabile, nonché a un aumento della frequenza e dell'intensità delle inondazioni e degli episodi di siccità; chiede che le politiche relative all'adattamento al cambiamento climatico e alla mitigazione dei suoi effetti tengano debitamente conto dell'impatto sulle risorse idriche; sottolinea l'importanza delle strategie di prevenzione e mitigazione dei rischi e di risposta a essi nel prevenire i fenomeni estremi legati all'acqua;

19. sottolinea l'impatto che il cambiamento climatico potrà avere sugli ecosistemi idrici, rendendo necessarie misure rigorose e sistematiche che siano finalizzate alla tutela della natura e della biodiversità e che impongano l'introduzione di norme specifiche per la gestione della massa d'acqua trasformata, in particolare per quanto attiene alla gestione dei bacini di riserva e dei regimi idrici trasformati;

20. osserva che alcuni paesi non accusano carenze di acqua ma stentano a gestire l'eccesso di risorse idriche provocato da precipitazioni regolari o intense, da inondazioni, dall'erosione fluviale e dall'inquinamento nei bacini idrografici e nelle zone costiere, nonché gli effetti di tali fenomeni sulla popolazione locale, come attestano le numerose petizioni ricevute; invita la Commissione, alla luce del significativo aumento del rischio di alluvioni osservato negli Stati membri in questi ultimi anni, a effettuare un'analisi appropriata delle possibilità di prevenire le conseguenze di tali fenomeni;

21. sottolinea la necessità che la Commissione inviti gli Stati membri a promuovere il reinsediamento di attività agricole ecocompatibili nelle località di montagna al fine di combattere il dissesto idrogeologico e favorire la regimazione delle acque reintroducendo le buone pratiche di realizzare fossi, canali di scolo e argini, le quali permettono, in caso di piogge eccessive, di diminuire l'impatto negativo a valle e, in caso di siccità, di garantire risorse idriche immagazzinate che possano essere utilizzate anche nella lotta agli incendi boschivi;

22. riconosce il ruolo essenziale svolto dalle falde acquifere nel ciclo dell'acqua e in alcuni ambiti fondamentali come l'inquinamento idrico, i sistemi di mitigazione delle inondazioni, l'intrusione salina e i cedimenti del terreno dovuti alla continua diminuzione delle acque sotterranee; invita la Commissione a sottolineare adeguatamente l'importanza di una gestione sostenibile delle falde acquifere;

23. invita la Commissione, dati i rischi notevoli che l'esplorazione e l'estrazione del gas di scisto comportano sia per le acque di superficie sia per le acque sotterranee, a garantire che tali attività siano disciplinate dalla direttiva sulla valutazione d'impatto ambientale; esorta inoltre la Commissione a pubblicare senza indugio orientamenti sulla raccolta di dati di riferimento sul monitoraggio delle risorse idriche, che dovranno essere ottenuti prima di qualunque operazione di fratturazione (finalizzata sia all'esplorazione sia allo sfruttamento) e sui criteri da utilizzare per valutare le ripercussioni della fratturazione nelle varie formazioni geologiche (incluse eventuali perdite) sulle riserve idriche sotterranee;

24. ricorda che la protezione del suolo è un elemento chiave per la tutela della qualità dell'acqua; riconosce che le cause e gli effetti del degrado del suolo vanno individuati principalmente a livello locale e regionale, e che occorre pertanto rispettare il principio di sussidiarietà; invita gli Stati membri ad adempiere all'obbligo di garantire la qualità del suolo e mantenere il suolo in buone condizioni ed esorta gli Stati membri che non dispongono di una legislazione in materia di protezione del suolo ad assumersi le proprie responsabilità;

25. sottolinea che la gestione integrata delle risorse idriche e la pianificazione territoriale a livello di bacino idrico dovrebbero tenere conto delle attività economiche dipendenti dall'acqua e dei fabbisogni idrici di tutti gli utenti, così come della necessità di un approccio olistico alla carenza di acqua, e dovrebbero garantire la sostenibilità delle attività umane legate all'acqua;

26. ritiene che le acque reflue urbane rappresentino una delle maggiori fonti di inquinamento dell'ambiente acquatico, in particolare dei fiumi e delle acque costiere, e che un'attuazione efficace della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane eserciterà un impatto significativo sulla qualità delle acque in tutti gli Stati membri e, di conseguenza, sull'efficace attuazione della DQA;

27. ricorda le gravi ripercussioni di tale forma di inquinamento sulla salute umana, come attestano le petizioni provenienti da Irlanda (Galway), Francia (Bretagna) e da altri Stati membri; rammenta la sua risoluzione del 2 febbraio 2012 sulle questioni sollevate dai firmatari delle petizioni in relazione all'applicazione della direttiva sulla gestione dei rifiuti e delle direttive correlate negli Stati membri dell'Unione europea, che ha richiamato l'attenzione sui pericolosi livelli di contaminazione delle acque derivanti da una gestione poco oculata o da discariche e cave illegali, che hanno causato l'infiltrazione nelle acque sotterranee e nelle falde acquifere (falde freatiche) e il relativo inquinamento;

28. richiama l'attenzione su una serie di fattori negativi denunciati dai firmatari delle petizioni – fra cui le discariche, l'assenza di controllo della qualità delle acque da parte delle autorità competenti, le pratiche agricole e industriali irregolari o illecite, lo sviluppo urbano e quello legato all'energia, l'agricoltura e l'industria – che si ripercuotono sull'ambiente e la salute umana e sono responsabili della cattiva qualità delle acque; chiede pertanto che siano introdotti incentivi più mirati per gestire in maniera efficiente le acque e permettere a tutti, in particolare alle popolazioni povere e rurali, di avere accesso all'acqua a prezzi sostenibili e di assicurare la sua distribuzione nelle aree in cui scarseggia, in particolare nelle zone distanti dai grandi agglomerati urbani che dispongono di infrastrutture idriche;

29. ritiene che l'arricchimento di nutrienti rappresenti uno dei numerosi fattori responsabili dell'inquinamento dei corpi idrici superficiali e che ciò influenzi la biodiversità e riduca preziosi servizi ecosistemici; constata che le condizioni dei nutrienti presi in esame possono impedire, in più della metà dei casi, il raggiungimento del "buono stato" dei corpi idrici superficiali entro il 2015;

30. esorta la Commissione a inasprire la lotta contro l'aumento delle emissioni di inquinanti nell'acqua, come nel caso dei residui di antibiotici, di farmaci e di ormoni contenuti nelle pillole anticoncezionali, in quanto tali residui esercitano un effetto negativo sulla salute umana e sull'ambiente;

Conoscenza e innovazione

31. riconosce che il quadro per l'azione dell'UE ha consentito la raccolta di dati meno frammentati sulle risorse idriche nonché un migliore monitoraggio; constata tuttavia la mancanza di dati attendibili sulla quantità d'acqua, ad esempio sull'estrazione e sulle perdite; rileva il potenziale di miglioramento della gestione dei dati sulla base di informazioni statistiche più affidabili e dell'utilizzo di stazioni di raccolta dei dati, del sistema d'informazione sulle acque per l'Europa (WISE) e del programma europeo di monitoraggio della terra (GMES) per il controllo dello stato delle risorse idriche e delle pressioni che l'attività economica esercita su di esse; invita la Commissione, in cooperazione con l'Agenzia europea per l'ambiente, a sviluppare un nuovo insieme di indicatori affidabili per i conti delle risorse idriche; sottolinea che la base di conoscenze dovrebbe integrare il concetto di "flussi ambientali" e tenere conto dei servizi ecosistemici che si basano sull'acqua, nonché dei nessi tra il clima, il territorio e le risorse idriche sotterranee fornite dal ciclo dell'acqua;

32. sottolinea la necessità di concentrarsi sugli obiettivi specifici e sulle attività del programma Orizzonte 2020 concernenti una migliore gestione sostenibile delle risorse idriche e degli ambienti acquatici nell'UE e nei paesi limitrofi; ritiene che la politica di ricerca dell'UE dovrebbe rispondere alle crescenti sfide relative alla gestione idrica per l'agricoltura, l'edilizia, l'industria e l'uso domestico, nonché alle ambizioni in termini di efficienza idrica; fa riferimento, a tale proposito, al programma BONUS per il Mar Baltico quale esempio per altre regioni;

33. ritiene che sia importante favorire la ricerca e l'innovazione sul tema dell'acqua e che occorra promuovere lo sviluppo di cluster europei in questo ambito; invita la Commissione, gli Stati membri e gli altri attori interessati a sostenere il partenariato europeo per l'innovazione in materia di risorse idriche quale strumento efficace per concentrare gli sforzi sui settori della ricerca e dell'innovazione che sono all'avanguardia a livello mondiale, e a rimuovere gli ostacoli che impediscono il veloce trasferimento e l'integrazione sul mercato delle conoscenze, delle migliori tecniche disponibili e delle innovazioni tecnologiche pionieristiche, nonché a promuovere lo sviluppo di un mercato interno della tecnologia idrica; sottolinea l'importanza delle ecoinnovazioni per il mantenimento delle fonti idriche, nonché della biodiversità e di ecosistemi equilibrati; segnala il potenziale di creazione di lavori "verdi", dell'attuazione di una politica idrica basata sull'innovazione e la conoscenza, di una migliore gestione delle risorse idriche e dell'efficienza nell'uso di tali risorse; invita la Commissione a valutare e quantificare l'impatto sull'occupazione dei suoi interventi intesi a promuovere lo sviluppo del settore R&D nell'ambito delle risorse idriche;

Integrazione del tema dell'acqua

34. sottolinea la necessità di una maggiore coerenza e integrazione degli obiettivi in materia di acque e dell'agenda riguardante l'efficienza delle risorse, che comprende obiettivi chiave in tema di efficienza idrica, nella legislazione a livello dell'UE, nazionale, regionale e locale; invita, nell'ambito dell'elaborazione delle politiche di governance economica generale quali Europa 2020 e delle politiche UE comuni quali la politica agricola comune e i quadri della politica di coesione, a tenere conto di una valutazione completa degli effetti sulle risorse idriche, al fine di ottenere una concentrazione tematica dei finanziamenti disponibili per le problematiche idriche e di integrare il tema dell'acqua in tutte le politiche nell'ottica di migliorare la qualità dell'acqua in tutte le regioni europee;

35. sottolinea che la nuova strategia finanziaria dell'UE relativa ai Fondi di coesione dovrà prendere in maggiore considerazione rispetto al passato gli investimenti nelle infrastrutture idrotecniche;

36. osserva che le norme applicate agli agricoltori sono già numerose e controllate; chiede il rafforzamento dell'ecocondizionalità nella PAC sulla base degli obblighi esistenti;

L'acqua e l'economia

37. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'applicazione dei principi "chi inquina paga" e "chi usa paga" mediante sistemi di tariffazione trasparenti ed efficienti attuati in tutti i settori che utilizzano l'acqua e finalizzati al recupero dei costi dei servizi idrici, inclusi i costi ambientali e delle risorse, come stabilito nella direttiva quadro sulle acque; sottolinea tuttavia che occorre tenere conto delle problematiche sociali nel determinare le tariffe per l'acqua e che l'acqua pulita deve essere disponibile a prezzi ragionevoli per le necessità umane; invita altresì la Commissione e gli Stati membri a valutare e rivedere i sussidi dannosi per l'acqua e a mettere a punto e introdurre ulteriori strumenti economici per ridurre le attività dannose per l'ambiente e incentivare un uso più sostenibile delle risorse idriche; sottolinea che la determinazione dei prezzi dell'acqua dovrebbe riflettere l'impatto ambientale del trattamento delle acque reflue; pone l'accento sul fatto che, nonostante l'esistenza della volontà politica, la crisi economica e la riduzione della spesa pubblica rendono difficile il finanziamento, da parte delle autorità locali e regionali, di progetti di trattamento delle acque grigie, pertanto invita la Commissione a garantire finanziamenti appropriati per gli impianti di trattamento delle acque reflue; esorta la Commissione a elaborare una strategia per internalizzare i costi esterni che derivano dal consumo di acqua, dall'inquinamento delle acque e dal trattamento delle acque reflue;

38. ritiene che le seconde case beneficino della stessa disponibilità di risorse idriche delle abitazioni principali e che, pertanto, il loro contributo al finanziamento della rete debba essere quantomeno pari rispetto a queste ultime.

39. incoraggia gli Stati membri a sfruttare le opportunità offerte dai fondi strutturali, dal Fondo di coesione e dal Fondo per lo sviluppo rurale e a investire nel miglioramento o nel rinnovo delle infrastrutture e delle tecnologie esistenti, al fine di ottenere una maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse idriche;

40. ritiene che la gestione della domanda sia fondamentale per far fronte alla carenza idrica, e chiede che i piani di gestione della richiesta d'acqua diventino una condizione per l'erogazione dei fondi strutturali e di coesione dell'UE al settore idrico o per le attività a elevato consumo di acqua; invita inoltre gli Stati membri a richiede le valutazioni di sostenibilità idrica quale condizione per l'autorizzazione di attività economiche a elevato consumo d'acqua come il turismo di massa o particolari tipologie di agricoltura;

41. chiede alla Commissione d'incentivare le imprese a utilizzare impianti che richiedano un minore utilizzo di acqua, attraverso aiuti alle attività di R&S e un intervento dei Fondi strutturali nelle aree con minore disponibilità di risorse idriche;

42. esorta la Commissione e gli Stati membri a predisporre le misure amministrative e cercare le risorse finanziarie necessarie per agevolare l'accesso della popolazione rurale alle reti delle acque reflue;

43. esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare senza indugio piani concreti per l'eliminazione graduale di tutti i sussidi dannosi dal punto di vista ambientale entro il 2020 e a riferire in merito ai progressi compiuti attraverso i programmi di riforma nazionali;

L'acqua e la società

44. esorta la Commissione, gli Stati membri e gli enti regionali a stimolare il dialogo intersettoriale e il dialogo tra i diversi attori economici e i cittadini sulle questioni legate all'acqua e fra queste autorità e la commissione per le petizioni, quando quest'ultima affronta le preoccupazioni dei cittadini europei in riferimento a questioni inerenti all'acqua, nonché a promuovere la partecipazione piena e trasparente delle comunità locali e dei soggetti interessati, a tutti i livelli, allo sviluppo delle politiche in materia di acque; evidenzia l'importanza di un'efficace governance multilivello in materia di acque, che tenga conto della necessità di una gestione idrica integrata nell'ambiente naturale dei bacini idrografici e favorisca lo scambio delle migliori pratiche;

45. ribadisce che, per essere efficace, la politica di gestione delle acque deve essere attuata il più vicino possibile alla risorsa; invita la Commissione a tenere conto delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, come i territori montani, le isole e le regioni ultraperiferiche;

46. invita a sensibilizzare ed educare maggiormente il pubblico sulle problematiche idriche, al fine di migliorare la comprensione dei legami esistenti tra acqua, ecosistemi, igienizzazione, igiene, salute, sicurezza dei prodotti alimentari, sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e prevenzione dei disastri, da parte dei consumatori, degli operatori sanitari, dei decisori politici e degli altri protagonisti del processo decisionale; sottolinea il ruolo fondamentale delle autorità regionali e locali e delle organizzazioni della società civile nelle campagne di sensibilizzazione e nelle attività educative; insiste affinché tali programmi di sensibilizzazione siano rivolti ai cittadini di tutte le età, al fine di consentire un utilizzo più concreto ed efficiente di questo bene pubblico essenziale;

47. sottolinea che l'acqua e gli ecosistemi idrici non conoscono confini amministrativi e che, pertanto, tutte le misure volte alla loro protezione e valorizzazione devono essere adottate in modo coerente e coordinato, preferibilmente da autorità con competenza e giurisdizione sull'intero bacino idrografico;

48. ribadisce che la DQA prescrive un coordinamento tra gli Stati membri che condividono un bacino idrografico comune nel caso in cui l'utilizzo dell'acqua possa avere ripercussioni a livello transfrontaliero; sollecita a tale proposito gli Stati membri interessati ad adoperarsi per una regolare comunicazione e cooperazione transfrontaliera, al fine di sostenere l'attuazione della DQA in riferimento alle sostanze prioritarie, alle sostanze pericolose prioritarie e all'inquinamento da nutrienti;

49. osserva che la buona qualità dell'acqua di balneazione ha effetti sul turismo; chiede che il sistema della bandiera blu sia generalizzato a tutte le zone di balneazione in Europa, compresi fiumi, laghi e stagni;

50. sottolinea che il concetto di turismo sostenibile include la conservazione delle risorse idriche; chiede che sia agevolata la formazione sul risparmio e sull'impiego sostenibile dell'acqua presso i professionisti del turismo, in particolare nelle zone costiere e in quelle termali;

51. sottolinea l'importanza di introdurre sistemi idrici di qualità negli edifici e nelle aree pubbliche per contribuire a ridurre la necessità di acqua imbottigliata;

52. rileva che, dal 1988, 601 delle petizioni sui reclami ambientali inviate alla commissione per le petizioni (Spagna 166, Regno Unito 129, Germania 97, Italia 60, Francia 55, Grecia 34, Paesi Bassi 16, Portogallo 16, Irlanda 12, Polonia 4, Romania 4, Finlandia 3, Bulgaria 2, Ungheria 2 e Slovenia 1), talvolta sottoscritte da più firmatari (cfr. petizione 0784/2007, recante 2036 firme), riguardano la qualità e la quantità delle risorse idriche negli Stati membri; riconosce che tali petizioni dimostrano che i cittadini dell'Unione europea considerano la questione dell'acqua come un problema grave;

53. prende atto del fatto che, in base a un'indagine dell'Eurobarometro (marzo 2012), il 68% degli europei considera gravi i problemi legati alla quantità e alla qualità dell'acqua, l'80% pensa che l'inquinamento chimico rappresenti una minaccia per l'ambiente acquatico, il 62% ritiene di non essere sufficientemente informato sui problemi che interessano le acque sotterranee, i laghi, i fiumi e le acque costiere nel loro paese, il 67% ritiene che la maniera più efficace di affrontare i problemi relativi alle risorse idriche sia la sensibilizzazione in merito a tali problemi, e il 73% pensa che l'UE debba proporre ulteriori provvedimenti per affrontare i problemi relativi alle risorse idriche in Europa;

L'acqua e il mondo

54. plaude al raggiungimento anticipato dell'Obiettivo di sviluppo del Millennio (OSM) delle Nazioni Unite relativo all'accesso sostenibile all'acqua potabile sicura; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità competenti a tutti i livelli a rafforzare il proprio impegno, a svolgere un ruolo attivo per raggiungere l'OSM relativo alle pratiche di igienizzazione di base e a tenere conto dei risultati a questo riguardo della Conferenza sullo sviluppo sostenibile Rio+20, garantendo che l'accesso all'acqua e ai servizi igienici sia garantito come un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita, nei termini approvati nel 2010 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite;

55. plaude alla partecipazione attiva dell'Unione europea al sesto Forum mondiale dell'acqua, che si è tenuto dal 12 al 17 marzo 2012 a Marsiglia; invita l'Unione europea a continuare ad adoperarsi al fine di migliorare l'accesso all'acqua nel mondo, segnatamente in vista del settimo Forum mondiale dell'acqua, che avrà luogo in Corea del Sud nel 2015;

56.  sottolinea che l'Unione europea dispone di un elevato livello di esperienza nel settore idrico, che dovrebbe essere utilizzata nella pratica per raggiungere l'OSM relativo alle pratiche di igienizzazione di base e a altri obiettivi di sviluppo sostenibile connessi all'acqua; esorta la Commissione a tenere conto delle buone pratiche seguite dai paesi terzi nell'utilizzo delle acque pluviali raccolte e nel ripetuto riutilizzo delle acque reflue, lottando quindi contro la carenza idrica, soprattutto nei periodi di siccità; invita, inoltre, ad approfondire la collaborazione in questo ambito con i paesi terzi tecnologicamente avanzati nell'utilizzo delle risorse idriche;

57. ritiene che occorra innalzare le ambizioni internazionali per pervenire a un uso idrico sostenibile attraverso una gestione integrata delle acque e una maggiore efficienza delle risorse;

58. incoraggia le autorità locali e le altre autorità competenti a destinare a misure di cooperazione decentrata una parte delle tariffe prelevate dagli utenti per la fornitura di acqua e servizi di igienizzazione; richiama inoltre l'attenzione sul meccanismo dell'"1% per la solidarietà per l'acqua" adottato da alcuni Stati membri, quale esempio da promuovere e da attuare;

59. invita la Commissione, a nome dell'Unione europea, e gli Stati membri ad aderire alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1997 sui corsi d'acqua internazionali e a promuovere altresì l'entrata in vigore degli emendamenti alla Convenzione di Helsinki del 1992 sulla protezione e l'uso dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali, che consentiranno di estendere la portata di questo strumento al di là dei soli paesi della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite, nonché a sostenere una più ampia ratifica del protocollo sull'acqua e la salute della convenzione di Helsinki del 1992 al fine di promuovere una gestione coordinata ed equa delle acque all'interno dei bacini idrografici nazionali e transnazionali;

°

°    °

60. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

  • [1]  GU L 327 del 22.12.2000, pag.1.
  • [2]  GU L 372 del 27.12.2006, pag.19.
  • [3]  GU L 348 del 24.12.2008, pag.84.
  • [4]  GU L 135 del 30.5.1991, pag.40.
  • [5]  GU L 375 del 31.12.1991, pag.1.
  • [6]  GU L 288 del 6.11.2007, pag.27.
  • [7]  GU L 396 del 30.12.2006, pag.1.
  • [8]  Testi approvati, P7_TA(2012)0091.
  • [9]  GU C 9E del 15.1.2010, pag. 33.

MOTIVAZIONE

L'acqua è essenziale per la vita. Gestire tale risorsa in maniera sostenibile è fondamentale per garantire che tutti gli ecosistemi ricevano acqua di buona qualità in quantità sufficienti per il loro corretto funzionamento e per fornire servizi essenziali per la sicurezza alimentare, per la nostra salute, per la nostra società ed economia: l'acqua rappresenta senza dubbio il bene pubblico più importante.

Tuttavia, le risorse di acqua dolce europee e mondiali sono a rischio se attuiamo una gestione di tali risorse al di là dei limiti della sostenibilità: l'urbanizzazione, la crescita della popolazione, il consumo eccessivo, l'inquinamento biologico e chimico, le alterazioni idromorfologiche e il cambiamento climatico contribuiscono alla sempre crescente pressione sulla disponibilità e sulla qualità di acqua sicura. La futura crescita economica potrà essere sostenuta soltanto se non comporterà impatti ambientali negativi sull'acqua.

Come ci posizioniamo nell'Unione europea? La normativa attuale sull'acqua fornisce un solido quadro per la gestione sostenibile ed efficace delle acque: in particolare la direttiva quadro sulle acque (DQA) adottata nel 2000 può essere considerata una pietra miliare delle politiche europee in materia. Adottando un approccio integrato che si concentra sulla gestione delle acque a livello di bacino idrografico, la direttiva estende l'ambito di applicazione della protezione delle acque a tutte le acque di superficie e sotterranee e stabilisce un obiettivo di sostenibilità in termini di "stato buono" ecologico, chimico e quantitativo da raggiungersi entro il 2015 per tutti i corpi idrici europei.

Tuttavia, i tempi di attuazione della DQA nei diversi Paesi e nelle diverse regioni europee si sono rivelati lenti e i risultati molto diversificati, ed è ora chiaro che un numero elevato di corpi idrici dell'UE non raggiungeranno lo "stato buono" entro il 2015, a causa di problematiche sia di vecchia data sia emergenti.

In tale contesto, la Commissione ha avviato numerose valutazioni della situazione idrica nell'UE; il processo porterà a un "Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee" da pubblicarsi nel novembre 2012. Il piano (Blueprint) intende essere la risposta politica dell'UE alle sfide attuali e future in materia di acque, con l'obiettivo di garantire una quantità sufficiente di acqua di buona qualità per un uso idrico sostenibile ed equo. Esso rappresenterà la pietra miliare in materia di acque della tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse nel quadro della strategia Europa 2020, e costituirà inoltre la base delle politiche più a lungo termine, fino al 2050.

Il relatore apprezza l'iniziativa della Commissione e ritiene che il Parlamento europeo debba fornire un contributo fondamentale al processo che porterà alla determinazione della direzione futura delle politiche europee in materia di acque mediante il piano. Il modo più efficace di proseguire su questo cammino consiste nel concentrarsi sull'attuazione delle misure; pertanto, la presente relazione si propone di analizzare lo stato attuale dell'attuazione della normativa in materia di acque dell'UE in tutti gli Stati membri, evidenziandone sia i successi sia le principali problematiche da superare per migliorarla. La relazione identifica inoltre importanti lacune politiche che dovranno essere colmate dalla nuova legislazione.

I punti seguenti riassumono le principali conclusioni della presente relazione.

- Necessità di sottolineare maggiormente la dimensione regionale. Nel complesso, l'Europa estrae soltanto circa il 13% della quantità complessiva di acqua disponibile, ma le risorse idriche sono distribuite in modo molto disomogeneo nelle varie regioni europee e molti paesi e regioni sono soggetti a forte stress idrico. Non è concepibile applicare una soluzione universale: le dimensioni regionale e locale devono essere rafforzate, gli attori e le comunità locali devono essere coinvolti nel processo di partecipazione a tutti gli stadi dell'ideazione e dell'attuazione delle politiche e la Commissione deve incoraggiare lo sviluppo delle capacità ed elaborare chiare linee guida per l'attuazione.

- Necessità di dati attendibili, in particolare sulla quantità di acqua. Mentre la frammentazione dei dati a disposizione, in particolare concernenti la qualità dell'acqua, è diminuita grazie alla politica attuale, permangono notevoli lacune per quanto riguarda la disponibilità di risorse idriche. È d'importanza prioritaria determinare quanta acqua scorre verso e dal bacino idrografico del fiume e quanta ne viene estratta da ogni settore, al fine di rafforzare il sistema d'informazione sulle acque per l'Europa (Water Information System for Europe, WISE). Occorre elaborare nuovi indicatori chiave: tali indicatori devono prendere in debita considerazione i servizi ecosistemici sostenuti dall'acqua ed essere utilizzati per stabilire obiettivi misurabili, in particolare per l'efficienza idrica.

- Il tema dell'acqua deve essere "integrato" in tutte le aree politiche. Per raggiungere l'obiettivo di "un'economia verde" funzionante, occorre "pianificare" tutte le aree politiche: obiettivi ricollegati alle risorse idriche devono essere integrati in tutti i livelli legislativi sul piano europeo, nazionale e regionale. Inoltre, è importante perseguire un migliore allineamento e una migliore armonizzazione dei vari strumenti legislativi, ad esempio rimuovendo le incongruenze esistenti tra la DQA, la direttiva nitrati e il regolamento REACH, nonché Natura 2000.

- La protezione delle acque necessita di un approccio olistico. La protezione delle risorse idriche, con particolare riferimento all'acqua potabile, deve essere affrontata da un punto di vista globale, tenendo debitamente conto di tutti i servizi ecosistemici sostenuti dall'acqua. È di fondamentale importanza che l'inquinamento sia controllato alla fonte, per impedire che le sostanze pericolose penetrino nell'ambiente e per ridurre il peso gravante sui sistemi di trattamento delle acque reflue. La mitigazione dei cambiamenti climatici e le politiche di adattamento devono inoltre prendere in debita considerazione l'impatto sulle risorse idriche e l'UE deve adottare un approccio olistico alla carenza idrica e alla siccità.

- Grandi progressi in termini di efficienza idrica possono e devono essere raggiunti. L'efficienza delle risorse è un'iniziativa faro di Europa 2020 e l'efficienza idrica svolge un ruolo centrale nella strategia. Inoltre, la quantità e la qualità dell'acqua sono indissolubilmente collegate l'una all'altra. Ad esempio, il nesso tra energia e acqua è fondamentale: in base a un recente studio commissionato dalla commissione per l'ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare, il settore energetico assorbe il 45% dell'estrazione d'acqua nell'UE e la produzione di energia può influire sulla qualità dell'acqua e, viceversa, l'energia viene utilizzata per il trattamento dell'acqua: occorre garantire che la crescente richiesta di energia non eserciti un impatto insostenibile sulle risorse idriche. Inoltre, le nuove tecniche e pratiche di irrigazione, associate a una consulenza agli agricoltori, possono contribuire a migliorare l'efficienza idrica in agricoltura, un altro grande estrattore che assorbe circa il 33% dell'acqua utilizzata (e il cui contributo può salire anche all'80% in alcune regioni dell'Europa meridionale). La misurazione e la progettazione ecocompatibile possono contribuire ad aumentare l'efficienza nei sistemi idrici pubblici e nel settore industriale.

- La normativa UE deve disciplinare il riutilizzo e il riciclaggio dell'acqua. In particolare nelle regioni soggette a stress idrico, il riutilizzo dell'acqua per l'irrigazione e nelle abitazioni private può rappresentare un importante strumento per raggiungere la sicurezza degli approvvigionamenti idrici. Il quadro normativo deve espressamente affrontare il tema del riciclaggio dell'acqua, tenendo debitamente conto dei progressi tecnologici che consentono un monitoraggio efficace della qualità dell'acqua recuperata.

- La ricerca e l'innovazione devono essere ulteriormente promosse. La Commissione e gli Stati membri devono mettere a disposizione risorse finanziarie adeguate destinate a progetti di ricerca sui sistemi per le acque pluviali, sulle tecnologie di misurazione, sui metodi per monitorare e rimuovere fonti di inquinamento e inquinanti chimici e biologici diffusi, nonché sulle tecnologie per il risparmio idrico e per l'efficienza idrica nelle aree urbane e rurali. Il futuro partenariato europeo per l'innovazione in materia di risorse idriche deve essere sostenuto da tutti gli attori, quale strumento ideale per concentrare gli sforzi sull'innovazione.

- Gli strumenti economici sono importanti per raggiungere gli obiettivi in materia di acque, in particolare in tempi di crisi finanziaria. La direttiva quadro sulle acque mira già a ottenere un prezzo giusto, ma occorre mettere a punto sistemi di tariffazione trasparenti per incorporare il pieno recupero dei costi e l'applicazione dei principi "chi inquina paga" e "chi usa paga". Le tariffe devono tuttavia prendere sempre in considerazione le problematiche sociali quando si tratta dell'uso personale dell'acqua.

- La dimensione internazionale deve essere rafforzata. Mentre è stato annunciato il raggiungimento anticipato dell'Obiettivo del Millennio relativo all'acqua potabile sicura, più di 800 milioni di persone utilizzano ancora acqua potabile non sicura e l'obiettivo dell'igienizzazione di base è ancora lungi dall'essere raggiunto. L'Europa deve rafforzare i propri impegni internazionali, in particolare in vista della conferenza sullo sviluppo sostenibile Rio+20.

In conclusione, un'azione decisa a livello dell'UE è necessaria per fare fronte alle sfide idriche attuali e future che il nostro continente deve affrontare. Il relatore invita la Commissione a includere le raccomandazioni contenute nella presente relazione nella formulazione del "Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee" quale contributo importante a una politica in materia di acque più efficace e meglio integrata e alla garanzia di pari condizioni per la sua attuazione.

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, LA RICERCA E L'ENERGIA (10.5.2012)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sull'attuazione della normativa UE sulle acque in attesa di un necessario approccio globale alle sfide europee in materia di acque
2011/2297(INI)

Relatore per parere: Konrad Szymański

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea la necessità di concentrarsi sugli obiettivi specifici e sulle attività del programma Orizzonte 2020 concernenti una migliore gestione sostenibile delle risorse idriche e degli ambienti acquatici nell'UE e nei paesi limitrofi; ritiene che la politica di ricerca dell'UE dovrebbe rispondere alle crescenti sfide relative alla gestione idrica per l'agricoltura, l'edilizia, l'industria e l'uso domestico, nonché alle ambizioni in termini di efficienza idrica; fa riferimento, a tale proposito, al programma BONUS per il Mar Baltico quale esempio per altre regioni;

2.  insiste sull'urgente bisogno di realizzare un controllo dello stato della rete idrica europea in termini di qualità, obsolescenza e interconnettività, in quanto fino al 70% dell'acqua fornita alle città europee può andare persa a causa delle fughe della rete, e di incoraggiare gli investimenti nelle infrastrutture;

3.  rileva la mancanza di conoscenze e di informazioni sulla disponibilità di risorse idriche come pure sulle sfide legate alla gestione idrica e all'approvvigionamento di acqua e, alla luce della portata e della complessità di tali sfide, invita la Commissione e il Consiglio a considerarle come uno degli aspetti centrali nella preparazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;

4.  invita la Commissione ad avanzare proposte concrete per il risparmio dell'acqua, tra cui misure atte a migliorare l'efficienza idrica negli edifici e l'introduzione di un'etichettatura del consumo idrico per le apparecchiature che fanno uso di acqua (lavatrici ecc.);

5.  prende atto del ruolo fondamentale dell'acqua, che costituisce l'unica risorsa non sostituibile, per tutti gli individui e le imprese, e ritiene che il futuro dell'industria europea dipenda dalla capacità di trovare una risposta efficace alle attuali sfide in materia di acque e di gestire in modo responsabile ed efficiente le risorse idriche esistenti, che hanno un impatto diretto sulla salute umana, la produzione di energia, l'agricoltura e la sicurezza alimentare;

6.  chiede che sia adottato un approccio gerarchico all'uso delle risorse idriche, che differenzi il consumo dall'utilizzo industriale, e che la gestione dell'acqua sia condotta in linea con tale approccio;

7.  rileva che la politica dei prezzi deve essere coerente con la politica in materia di risparmio delle risorse idriche, che i prezzi devono essere trasparenti, progressivi e corrispondere all'effettiva esecuzione del servizio reso;

8.  osserva che la buona qualità dell'acqua di balneazione ha effetti sul turismo; chiede che il sistema della bandiera blu sia generalizzato a tutte le zone di balneazione in Europa, compresi fiumi, laghi e stagni;

9.  sottolinea che il concetto di turismo sostenibile include la conservazione delle risorse idriche; chiede che sia agevolata la formazione sul risparmio e sull'impiego sostenibile dell'acqua presso i professionisti del turismo, in particolare nelle zone costiere e in quelle termali;

10. insiste che, per essere efficace, la politica di gestione delle acque deve essere attuata il più vicino possibile alla risorsa; chiede alla Commissione di tenere conto delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, come i territori montani, le isole e le regioni ultraperiferiche;

11. rileva che le imprese agroalimentari che si occupano di distribuzione dell'acqua svolgono un ruolo sanitario in caso di ondate di calore e di altre circostanze eccezionali e che, pertanto, è opportuno valutarne la presenza in ogni specifica regione e favorirne lo sviluppo e l'accesso a tutto il territorio;

12. chiede alla Commissione d'incentivare le imprese a utilizzare impianti che richiedano un minore utilizzo di acqua, attraverso aiuti alle attività di R&S e un intervento dei Fondi strutturali nelle aree con minore disponibilità di risorse idriche;

13. accoglie favorevolmente l'ulteriore coordinamento e sviluppo delle politiche europee in materia di acque sulla base dei piani di gestione dei bacini idrografici e del sistema di informazione sulle acque per l'Europa (WISE);

14. invita la Commissione, alla luce del significativo aumento del rischio di alluvioni osservato negli Stati membri in questi ultimi anni, a effettuare un'analisi appropriata delle possibilità di prevenire le conseguenze di tali fenomeni;

15. rileva il potenziale di miglioramento della gestione dei dati sulla base di informazioni statistiche più affidabili, dell'utilizzo di stazioni di raccolta dati, di sistemi di informazione sulle acque e dell'impiego del programma europeo di monitoraggio della terra (GMES) per il controllo dello stato delle risorse idriche e delle pressioni che l'attività economica esercita su di esse;

16. ritiene che sia importante favorire la ricerca e l'innovazione sul tema dell'acqua e che occorra promuovere lo sviluppo di cluster europei in questo ambito;

17. sottolinea l'importanza della disponibilità di risorse idriche per la politica industriale dell'UE; prende atto dell'enorme potenziale insito nell'applicazione delle tecnologie di riutilizzo dell'acqua per il trattamento delle acque reflue nel settore agricolo, industriale e degli edifici; invita la Commissione a promuovere l'ottimizzazione dell'utilizzo a cascata dell'acqua prelevata dal ciclo idrologico e chiede agli Stati membri di garantire i necessari investimenti nei processi di depurazione e di riciclo delle acque reflue per salvaguardare e migliorare la qualità delle acque, nonché di tenere i produttori al corrente di eventuali modifiche sostanziali della composizione dell'acqua;

18. ritiene che il crescente fabbisogno idrico richieda investimenti urgenti nel settore dell'irrigazione e chiede alla Commissione di favorire l'adozione di soluzioni che consentano di far fronte alla scarsità idrica, quali la ricarica artificiale delle falde acquifere, il recupero delle acque e lo sviluppo di tecniche irrigue alternative; sottolinea altresì l'importanza del trasferimento di conoscenze e tecnologie relative a queste tecniche nonché alla conservazione delle risorse idriche, alla raccolta dell'acqua, alla gestione delle acque sotterranee e al trattamento di quelle reflue;

19. prende atto delle possibilità offerte dall'energia idraulica quale forma di produzione energetica autosufficiente e neutra in termini di CO2, capace di fornire una risposta efficace alle esigenze europee di approvvigionamento energetico; chiede che in tale settore siano sviluppate soluzioni energetiche nuove e innovative;

20. rileva che le acque reflue costituiscono una fonte di energia tramite il recupero del calore o la valorizzazione energetica delle sostanze organiche ivi trasportate, e che occorre sviluppare questa opportunità;

21. incoraggia la Commissione a elaborare un approccio omogeneo all'internalizzazione dei costi derivanti dall'impiego delle risorse idriche, dall'inquinamento idrico e dal trattamento delle acque;

22. chiede un rafforzamento della cooperazione internazionale e regionale, in particolare con i paesi limitrofi dell'UE, ivi compresi quelli della regione mediterranea, e invita le organizzazioni internazionali e regionali ad affrontare efficacemente le sfide attuali e future che la società deve affrontare nell'ambito della gestione idrica;

23. sottolinea che la nuova strategia finanziaria dell'UE relativa ai Fondi di coesione dovrà tenere in maggiore considerazione rispetto al passato gli investimenti nelle infrastrutture idrotecniche;

24. ribadisce che il controllo e la gestione dell'inquinamento idrico dovrebbero essere effettuati in via prioritaria alla fonte;

25. rileva che il settore agricolo assorbe la quota maggiore delle risorse idriche e che, ove possibile, è opportuno incoraggiare attraverso la PAC le prassi e le tecniche più efficienti sotto il profilo del consumo idrico;

26. osserva che le norme applicate agli agricoltori sono già numerose e controllate; chiede il rafforzamento dell'ecocondizionalità nella PAC sulla base degli obblighi esistenti;

27. ritiene che le seconde case beneficino della stessa disponibilità di risorse idriche delle abitazioni principali e che, pertanto, il loro contributo al finanziamento della rete debba essere quantomeno pari rispetto a queste ultime.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

8.5.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

57

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Amelia Andersdotter, Josefa Andrés Barea, Jean-Pierre Audy, Zigmantas Balčytis, Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Jürgen Creutzmann, Pilar del Castillo Vera, Dimitrios Droutsas, Vicky Ford, Adam Gierek, Norbert Glante, Robert Goebbels, András Gyürk, Fiona Hall, Edit Herczog, Kent Johansson, Romana Jordan, Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Béla Kovács, Philippe Lamberts, Judith A. Merkies, Angelika Niebler, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Vittorio Prodi, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Michèle Rivasi, Paul Rübig, Salvador Sedó i Alabart, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Britta Thomsen, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, Ioan Enciu, Françoise Grossetête, Roger Helmer, Jolanta Emilia Hibner, Bernd Lange, Werner Langen, Zofija Mazej Kukovič, Silvia-Adriana Ţicău

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Anne E. Jensen, Nicole Kiil-Nielsen, Norica Nicolai

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI (25.4.2012)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sull'attuazione della normativa UE sulle acque in attesa di un necessario approccio globale alle sfide europee in materia di acque
2011/2297(INI)

Relatore per parere: Nikolaos Chountis

SUGGERIMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  dichiara che l'acqua è una risorsa comune dell'umanità e un bene pubblico e che pertanto non dovrebbe essere una fonte di profitti commerciali; sostiene che l'accesso all'acqua dovrebbe costituire un diritto fondamentale e universale; sottolinea che un uso sostenibile dell'acqua rappresenta una necessità per l'ambiente e per la salute che riveste un ruolo essenziale nel ciclo di regolazione del clima; ribadisce che "la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno" (risoluzione del Parlamento europeo, P5_TA (2004)0183) e invita la Commissione europea e gli Stati membri a garantire la proprietà e la gestione pubblica dell'acqua e dei servizi di approvvigionamento idrico;

2.  nutre preoccupazione per il fatto che l'equilibrio tra il bisogno di acqua e le risorse disponibili ha raggiunto un livello critico in molte regioni europee e teme che i cambiamenti climatici possano aggravare ulteriormente la situazione; osserva che il problema della scarsità di acqua e della siccità oggi colpisce l'intero territorio di alcuni Stati membri in maniera permanente; sottolinea che i cambiamenti climatici e il conseguente mutamento delle condizioni meteorologiche influenzano in maniera significativa la qualità e la disponibilità delle risorse idriche europee, che le zone europee a forte stress idrico dovrebbero registrare un aumento, passando dall'attuale 19% al 35% entro il 2070 e che eventi meteorologici estremi connessi al clima rappresentano ulteriori minacce per un'efficiente gestione delle acque;

3.  esorta a dar prova della massima prudenza in relazione al grave impatto negativo che può essere esercitato sull'ambiente dai progetti concepiti per deviare o modificare corsi d'acqua esistenti e il loro tracciato, che possono aggravare ulteriormente le minacce che pesano sulla sostenibilità delle risorse idriche e sull'equilibrio ecologico; rammenta che in talune regioni può essere necessario utilizzare impianti di desalinizzazione per alleviare la scarsità d'acqua, ma ricorda che tali impianti dovrebbero in ogni caso rispettare le norme ambientali più rigorose, sia per quanto concerne la loro ubicazione e il livello di consumo di energia, sia per quanto concerne lo smaltimento sicuro del sale estratto;

4.  osserva che, per contro, altri paesi non accusano carenze di acqua ma stentano a gestire l'eccesso di risorse idriche provocato da precipitazioni regolari o intense, da inondazioni, dall'erosione fluviale e dall'inquinamento nei bacini idrografici e nelle zone costiere, nonché gli effetti di tali fenomeni sulla popolazione locale, come attestano le numerose petizioni ricevute;

5.  prende atto del fatto che la direttiva quadro sulle acque istituisce un quadro per la protezione di tutti i corpi idrici dell'UE (acque sotterranee e superficiali, laghi, fiumi e acque costiere) e mira al raggiungimento di "un buono stato ecologico e chimico" entro il 2015;

6.  esprime preoccupazione per il fatto che, nell'ambito dell'applicazione attuale della direttiva quadro sulle acque, l'inefficacia in cui la direttiva viene applicata e fatta rispettare resta un grave problema in alcuni Stati membri; l'attuale stato di attuazione della direttiva dimostra che alcuni Stati membri sono in ritardo rispetto al calendario di attuazione, che il risanamento integrale delle acque dell'UE è lungi dall'essere accettabile e che, in altre politiche dell'UE, gli obiettivi spesso non sono perseguiti con sufficiente coerenza; si augura che la riforma della politica agricola comune, attualmente in corso, affronti i problemi connessi alla gestione delle acque in agricoltura; sottolinea la necessità di integrare la corretta gestione delle acque in tutte le politiche europee afferenti a settori che utilizzano ed inquinano le risorse idriche, e insiste sul fatto che le misure di adattamento locali, regionali o nazionali possono dimostrarsi efficaci solo se coordinate a livello UE;

7.  ritiene che le acque reflue urbane rappresentino una delle maggiori fonti di inquinamento dell'ambiente acquatico, in particolare dei fiumi e delle acque costiere, e che un'attuazione efficace della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane eserciti un impatto significativo sulla qualità delle acque in tutti gli Stati membri e, di conseguenza, sull'efficace attuazione della direttiva quadro sulle acque;

8.  ricorda le gravi ripercussioni di tale forma di inquinamento sulla salute umana, come attestano le petizioni provenienti da Irlanda (Galway), Francia (Bretagna) e da altri Stati membri; rammenta la sua risoluzione del 2 febbraio 2012 sulle questioni sollevate dai firmatari delle petizioni in relazione all'applicazione della direttiva sulla gestione dei rifiuti e delle direttive correlate negli Stati membri dell'Unione europea e che ha richiamato l'attenzione sui pericolosi livelli di contaminazione delle acque derivanti da una gestione poco oculata o da discariche e cave illegali, che hanno causato l'infiltrazione nelle acque sotterranee e nelle falde acquifere e il relativo inquinamento (falde freatiche);

9.  constata che, nonostante i progressi compiuti nell'attuazione della direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane, permangono ancora lacune sul grado di conformità delle reti fognarie e/o del trattamento delle acque; chiede alla Commissione di fornire maggiore sostegno al finanziamento degli impianti di trattamento delle acque reflue e delle infrastrutture su piccola e grande scala per le reti fognarie nell'UE, incluso il riutilizzo delle acque reflue trattate a fini industriali e di irrigazione;

10. rileva altresì che, dal 1988, 601 delle petizioni sui reclami ambientali inviate alla commissione per le petizioni (Spagna 166, Regno Unito 129, Germania 97, Italia 60, Francia 55, Grecia 34, Paesi Bassi 16, Portogallo 16, Irlanda 12, Polonia 4, Romania 4, Finlandia 3, Bulgaria 2, Ungheria 2 e Slovenia 1), talvolta sottoscritte da più firmatari (cfr. petizione 0784/2007, recante 2036 firme), riguardano la qualità e la quantità delle risorse idriche negli Stati membri; riconosce che tali petizioni dimostrano che i cittadini dell'Unione europea considerano la questione dell'acqua come un grave problema;

11. prende atto del fatto che, in base a un'indagine dell'Eurobarometro (marzo 2012), il 68% degli europei considera gravi i problemi legati alla quantità e alla qualità dell'acqua, l'80% pensa che l'inquinamento chimico rappresenti una minaccia per l'ambiente acquatico, il 62% ritiene di non essere sufficientemente informato sui problemi che interessano le acque sotterranee, i laghi, i fiumi e le acque costiere nel loro paese, il 67% ritiene che la maniera più efficace di affrontare i problemi relativi alle risorse idriche sia la sensibilizzazione in merito a tali problemi, e il 73% pensa che l'UE debba proporre ulteriori provvedimenti per affrontare i problemi relativi alle risorse idriche in Europa;

12. ricorda che gli Stati membri, conformemente alla direttiva quadro sulle acque, devono conseguire un buono stato delle acque entro il 2015 e invita gli Stati membri e la Commissione a provvedere quanto più rapidamente possibile all'adozione di tutte le misure necessarie, allo stanziamento di finanziamenti sufficienti e alla fornitura di un'adeguata assistenza tecnica affinché siano raggiunti i suddetti obiettivi di qualità delle acque; ritiene che la partecipazione dei cittadini, delle autorità competenti ai vari livelli di governo, dei settori produttivi, delle ONG ambientali e della società civile rivesta un ruolo fondamentale nella corretta attuazione della direttiva quadro sulle acque e nella gestione sostenibile dell'ambiente nel suo complesso;

13. chiede alla Commissione europea di seguire attentamente l'attuazione della direttiva quadro sulle acque da parte degli Stati membri, al fine di assicurarne la correttezza e l'efficacia e di esortare con fermezza gli Stati membri a compiere progressi concreti; segnala che, in varie occasioni, le petizioni hanno svelato problemi connessi al recepimento e alla corretta attuazione della normativa UE sulle acque; invita la Commissione europea a svolgere con maggiore incisività le proprie inchieste, in particolare quando esamina le petizioni;

14. attira l'attenzione su un certo numero di fattori negativi denunciati dai firmatari delle petizioni – fra cui le discariche, l'assenza di controllo della qualità delle acque da parte delle autorità competenti, le pratiche agricole e industriali irregolari o illecite, lo sviluppo urbano e quello legato all'energia, l'agricoltura e l'industria – che si ripercuotono sull'ambiente e la salute umana e sono responsabili della cattiva qualità delle acque; auspica pertanto che siano creati incentivi ancora più mirati per una gestione efficiente delle acque e che, segnatamente per le popolazioni povere e rurali, sia consentito un accesso all'acqua a prezzi sostenibili per tutti e la distribuzione dell'acqua nelle aree in cui scarseggia, in particolare nelle zone distanti dai grandi agglomerati urbani che dispongono di infrastrutture idriche;

15. deplora il fatto che la proposta della Commissione europea recante modifica della direttiva quadro sulle acque (COM(2011)0876) aggiunga solo 15 nuove sostanze chimiche provenienti da un elenco di 2000 sostanze potenzialmente pericolose il cui impiego dovrebbe essere controllato e ridotto, e che, malgrado gli obblighi giuridici esplicitamente stabiliti dal 2000 in poi, non fissi precise scadenze per sopprimere progressivamente le sostanze chimiche più pericolose; chiede pertanto alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare di dedicare, nella sua raccomandazione alla Commissione, un'attenzione particolare alle suddette sostanze prioritarie, molto spesso definite dagli autori delle petizioni come "rifiuti tossici e radioattivi", considerato l'elevato grado di rischio che esse comportano, come contaminanti dell'acqua, per la salute umana;

16. sollecita la Commissione a inasprire la lotta contro l'aumento delle emissioni di inquinanti nell'acqua, come nel caso dei residui di antibiotici, di farmaci e di ormoni contenuti nelle pillole anticoncezionali, in quanto tali residui esercitano un effetto negativo sulla salute umana e sull'ambiente;

17. ribadisce che la direttiva quadro sulle acque prescrive un coordinamento tra gli Stati membri che condividono un bacino idrografico comune nel caso in cui l'utilizzo dell'acqua possa avere ripercussioni a livello transfrontaliero; sollecita a tale proposito gli Stati membri interessati ad adoperarsi per una regolare comunicazione e cooperazione transfrontaliera, al fine di sostenere l'attuazione della direttiva quadro sulle acque in riferimento alle sostanze prioritarie, alle sostanze pericolose prioritarie e all'inquinamento da nutrienti;

18. ritiene che l'arricchimento in nutrienti rappresenti uno dei numerosi fattori responsabili dell'inquinamento dei corpi idrici superficiali e che ciò influenzi la biodiversità e riduca preziosi servizi ecosistemici; constata che le condizioni dei nutrienti presi in esame possono impedire, in più della metà dei casi, il raggiungimento del "buono stato" dei corpi idrici superficiali entro il 2015;

19. chiede alla Commissione di elaborare e pubblicare nel 2012 una tabella di marcia che formuli raccomandazioni incentrate sul miglioramento dell'uso efficiente del suolo e delle risorse idriche, sullo sviluppo di una strategia che consenta di inserire la questione delle acque in tutte le politiche e sul miglioramento della governance per la gestione delle acque nonché della ricerca e della raccolta di dati; plaude, a tale riguardo, alla crescente integrazione di requisiti ambientali nella PAC; invita altresì la Commissione a pubblicare nel 2012 un piano per la salvaguardia delle risorse idriche dell'Unione europea, basato sul riesame dell'attuazione della direttiva quadro sulle acque, sul riesame della politica UE in materia di carenze idriche e siccità, nonché sul riesame della politica di adeguamento dell'Unione europea in materia di gestione delle acque;

20. invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare programmi di sensibilizzazione e campagne informative sull'acqua al fine di far maturare tra i cittadini europei una cultura basata sull'efficienza e sul risparmio idrico; insiste affinché tali programmi di sensibilizzazione siano rivolti ai cittadini di tutte le età, al fine di consentire un utilizzo più concreto ed efficiente di questo bene pubblico essenziale;

21. ritiene che il coinvolgimento pubblico costituisca il presupposto sia per la protezione delle acque che per l'individuazione dei problemi e delle misure più idonee a risolverli; chiede pertanto una maggiore cooperazione tra le autorità competenti a livello nazionale, regionale e locale negli Stati membri e fra queste autorità e la commissione per le petizioni, quando quest'ultima affronta le preoccupazioni dei cittadini europei in riferimento a questioni inerenti all'acqua.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.4.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Elena Băsescu, Philippe Boulland, Simon Busuttil, Giles Chichester, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Roger Helmer, Carlos José Iturgaiz Angulo, Peter Jahr, Lena Kolarska-Bobińska, Erminia Mazzoni, Csaba Sándor Tabajdi, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zoltán Bagó, Birgit Collin-Langen, Kinga Göncz, Phil Prendergast

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Kyriacos Triantaphyllides

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

30.5.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

53

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Kriton Arsenis, Sophie Auconie, Pilar Ayuso, Sergio Berlato, Lajos Bokros, Milan Cabrnoch, Martin Callanan, Chris Davies, Esther de Lange, Anne Delvaux, Bas Eickhout, Edite Estrela, Jill Evans, Elisabetta Gardini, Matthias Groote, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Karin Kadenbach, Christa Klaß, Corinne Lepage, Peter Liese, Kartika Tamara Liotard, Zofija Mazej Kukovič, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Miroslav Ouzký, Vladko Todorov Panayotov, Andres Perello Rodriguez, Mario Pirillo, Pavel Poc, Anna Rosbach, Oreste Rossi, Kārlis Šadurskis, Carl Schlyter, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Bogusław Sonik, Salvatore Tatarella, Anja Weisgerber, Åsa Westlund, Glenis Willmott, Sabine Wils

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gaston Franco, James Nicholson, Eva Ortiz Vilella, Justas Vincas Paleckis, Vittorio Prodi, Britta Reimers, Michèle Rivasi, Alda Sousa, Bart Staes, Marita Ulvskog, Andrea Zanoni