Procedura : 2012/2027(INI)
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Ciclo del documento : A7-0270/2012

Testi presentati :

A7-0270/2012

Discussioni :

PV 25/10/2012 - 21
CRE 25/10/2012 - 21

Votazioni :

PV 26/10/2012 - 6.5
Dichiarazioni di voto
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Testi approvati :

P7_TA(2012)0404

RELAZIONE     
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14.9.2012
PE 492.680v02-00 A7-0270/2012

sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale

(2012/2027(INI))

Commissione per i bilanci

Relatore: Eider Gardiazábal Rubial

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale

(2012/2027(INI))

Il Parlamento europeo,

–   viste le comunicazioni della Commissione intitolate "Un bilancio per la strategia 2020" (COM(2011)0500), "Un quadro per la prossima generazione di strumenti finanziari innovativi: le piattaforme UE di capitale e di debito" ("comunicazione sugli strumenti finanziari", COM(2011)0662), "Pacchetto per la crescita: integrazione delle infrastrutture europee" (COM(2011)0676), "Un piano d'azione per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti" (COM(2011)0870) e "Una fase pilota per l'iniziativa Prestiti obbligazionari Europa 2020 per il finanziamento di progetti" (COM(2011)0660),

–   viste le proposte della Commissione, in particolare la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011)0398), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio annuale dell'Unione (COM(2010)0815), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 1639/2006/CE che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013) e il regolamento (CE) n. 680/2007 che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia (COM(2011)0659), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 (COM(2011)0809), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese 2014 - 2020 (COM(2011)0834), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Europa creativa (COM(2011)0785), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce "ERASMUS PER TUTTI", il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (COM(2011)0788), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa (COM(2011)0665), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale (COM(2011)0609), la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 (COM(2011)0615/2),

–   visti i documenti di lavoro dei servizi della Commissione intitolati "Financial Instruments in Cohesion Policy" (SWD(2012)36) e "Elements for a Common Strategic Framework 2014 to 2020 - the European Regional Development Fund, the Cohesion Fund, the European Agricultural Fund for Rural Development and the European Maritime and Fisheries Fund" (SWD(2012) 61, "quadro strategico comune per i Fondi strutturali e di coesione"),

–   visti le relazioni speciali della Corte dei conti europea n. 4/2011 sull'audit dello strumento relativo alle garanzie per le PMI e n. 2/2012 sugli strumenti finanziari per le PMI cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale, nonché il parere della Corte dei conti n. 7/2011 sulla proposta di regolamento relativo ai Fondi strutturali e di coesione,

–   viste la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 intitolata "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"(1) e la sua risoluzione del 6 luglio 2011 intitolata "Crisi finanziaria, economica e sociale: raccomandazioni sulle misure e le iniziative da adottare"(2),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per lo sviluppo regionale (A7‑0270/2012),

A. considerando che, dall'inizio degli anni 2000, le istituzioni dell'Unione hanno sviluppato una serie di strumenti finanziari innovativi basati su meccanismi che combinano in modo complementare sovvenzioni a titolo del bilancio dell'UE e finanziamenti pubblici e/o privati al fine di incrementare il volume degli investimenti disponibili per realizzare gli obiettivi strategici dell'Unione;

B.  considerando che, conformemente a quanto stabilito al paragrafo 49 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria, "le istituzioni convengono che l'introduzione di meccanismi di cofinanziamento è necessaria per rafforzare l'effetto propulsivo del bilancio dell'Unione europea incentivando maggiormente i finanziamenti. Esse convengono di incoraggiare lo sviluppo di strumenti finanziari pluriennali adeguati che agiscano da catalizzatori degli investimenti pubblici e privati";

C. considerando che, secondo le stime, ad oggi circa l'1,3% del bilancio dell'Unione è destinato agli strumenti finanziari innovativi e che, nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007‑2013, l'Unione ha sviluppato 14 strumenti di questo tipo nel settore delle politiche interne (3 miliardi di euro nella rubrica 1a, pari al 3,4% del bilancio disponibile, e circa 5,9 miliardi di euro a titolo della politica regionale e di coesione) e 11 strumenti nell'ambito delle politiche esterne (1,2 miliardi di euro, pari al 2,2% del bilancio della rubrica 4, senza prendere in considerazione gli strumenti finanziari innovativi sviluppati nel quadro del Fondo europeo di sviluppo);

D. considerando l'esperienza già maturata dall'Unione nella gestione degli strumenti finanziari innovativi e i numerosi studi e valutazioni di impatto comparativi finora pubblicati;

E.  considerando che, conformemente alla sua risoluzione dell'8 giugno 2011 intitolata "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva", il quadro di esecuzione degli strumenti finanziari innovativi dovrebbe essere definito secondo la procedura legislativa ordinaria, nell'ottica di garantire un flusso di informazioni continuo e la partecipazione dell'autorità di bilancio per quanto riguarda l'utilizzo di tali strumenti in tutta l'Unione, consentendo al Parlamento di verificare il rispetto delle sue priorità politiche, nonché un controllo rafforzato su tali strumenti da parte della Corte dei conti europea;

Situazione attuale degli strumenti finanziari

1.  ricorda che il ricorso agli strumenti finanziari innovativi a livello europeo è stato concepito quale mezzo per consentire all'Unione di stimolare il volume degli investimenti nell'economia europea reale conformemente ai propri obiettivi, in un contesto in cui la continua diminuzione delle risorse destinate al bilancio dell'UE si contrappone alla costante crescita delle sue ambizioni politiche e, pertanto, delle sue esigenze;

2.  sottolinea che il fine ultimo degli strumenti finanziari innovativi e la loro ragion d'essere risiedono nell'effetto catalizzatore che dovrebbero produrre in caso di mancato funzionamento del mercato o di situazioni di investimento subottimali, consentendo, sulla base di un contributo del bilancio dell'Unione, di mobilitare finanziamenti (pubblici e/o privati) a favore di progetti per i quali il mercato dimostra lacune o imperfezioni; rileva che l'intervento pubblico permette così di ridurre il costo dei rischi, facendosene parzialmente carico, e facilita in tal modo la realizzazione di questi progetti;

3.  osserva che gli strumenti finanziari innovativi finora sviluppati prevedono tipi di intervento estremamente vari, che includono l'acquisizione di partecipazioni in fondi di capitale proprio/di capitale di rischio ("equity/venture capital"), meccanismi di garanzia/controgaranzia presso intermediari finanziari (in particolare banche) e strumenti di condivisione del rischio con le istituzioni finanziarie per stimolare l'investimento, l'innovazione e la ricerca;

4.  osserva che questa varietà è giustificata dalla diversità degli ambiti di intervento (sostegno alle PMI, energia, cambiamenti climatici, occupazione e microcredito, ricerca e innovazione, infrastrutture di trasporto, tecnologie dell'informazione);

5.  insiste nel ricordare che il ricorso agli strumenti finanziari innovativi è rigidamente disciplinato sul piano legislativo (occorre l'accordo dell'autorità legislativa) e a livello di bilancio; osserva che l'utilizzo degli strumenti finanziari innovativi non genera oneri finanziari imprevisti a carico del bilancio dell'Unione, in quanto la responsabilità di quest'ultimo è limitata all'importo del contributo dell'Unione impegnato per lo strumento finanziario in questione sulla base delle dotazioni di bilancio annuali, come deciso dall'autorità di bilancio, e non dà luogo a passività potenziali per il bilancio dell'Unione; aggiunge che gli strumenti finanziari innovativi contribuiscono anzi a perseguire una gestione finanziaria sana ed efficace dei fondi pubblici, in quanto il contributo di bilancio corrisposto può generare utili che possono essere reinvestiti ("reflow") nello strumento finanziario, permettendo così di rafforzare la sua capacità di intervento e aumentando l'efficacia dell'azione pubblica; sottolinea pertanto che le operazioni finanziate dagli strumenti finanziari innovativi dovrebbero essere opportunamente sottoposte ad audit dalla Corte dei conti dell'UE e che i colegislatori dovrebbero essere pienamente informati dei risultati;

6.  ricorda che esistono tre tipi di situazioni di investimento: 1) situazioni ottimali, in cui il rendimento è chiaramente positivo e consente il finanziamento da parte del mercato; 2) situazioni subottimali, in cui il rendimento, seppur presente, non basta ad assicurare il finanziamento da parte del mercato e giustifica il ricorso a uno strumento finanziario innovativo; 3) situazioni caratterizzate da un rendimento ridotto o nullo, in cui si rende necessario l'intervento dell'Unione sotto forma di sovvenzioni, che possono essere combinate agli strumenti finanziari innovativi se il progetto lo consente;

7.  ribadisce che il maggiore utilizzo degli strumenti finanziari innovativi deve costituire una strategia volta non a ridurre il bilancio dell'Unione, ma a ottimizzarne l'utilizzo, e valuta positivamente che la Commissione, nella summenzionata comunicazione sugli strumenti finanziari innovativi, riconosca che "un impiego maggiore di strumenti finanziari innovativi non mira comunque a sostituire i finanziamenti con gli strumenti finanziari";

8.  sottolinea che l'esperienza maturata finora in relazione agli strumenti finanziari innovativi è nel complesso positiva, anche se gli effetti moltiplicatori di tali strumenti variano in modo considerevole a seconda dell'ambito di intervento, degli obiettivi settoriali da conseguire con lo strumento, del tipo di strumento proposto e delle sue modalità di attuazione;

9.  osserva che, nell'ambito delle politiche interne dell'Unione, gli strumenti finanziari innovativi sono attuati a livello europeo (gestione diretta della Commissione o su delega di quest'ultima) oppure a livello nazionale nel quadro della politica regionale e di coesione (gestione condivisa con gli Stati membri);

10. sottolinea che l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi coinvolge pertanto svariati attori, tra cui la Commissione, in quanto autorità responsabile dell'esecuzione del bilancio dell'UE, il gruppo BEI (Banca europea per gli investimenti e Fondo europeo per gli investimenti), le banche nazionali o locali, commerciali o specializzate nell'investimento o nello sviluppo e gli investitori pubblici o privati; mette in luce che, più in generale, il successo di questi strumenti dipende dalla mobilitazione di intermediari finanziari pubblici, semi‑pubblici e privati i cui obiettivi variano in funzione degli ambiti di intervento (istituti di microcredito, fondi di garanzia per le PMI, organizzazioni di sviluppo regionale, fondi di sostegno per la ricerca, ecc.);

11. osserva in particolare che esistono differenze significative tra gli strumenti finanziari innovativi gestiti in modo centralizzato a livello unionale e quelli attuati sulla base di una gestione condivisa nell'ambito della politica regionale e di coesione o nel quadro delle relazioni esterne;

12. rileva che, nell'ambito della politica di coesione, gli strumenti finanziari innovativi hanno dato risultati diversi a seconda dello Stato membro coinvolto e del tipo di strumento utilizzato; riconosce che, nel quadro della politica di coesione, l'insufficienza del quadro legislativo degli strumenti finanziari ha comportato ritardi nell'attuazione, difficoltà a raggiungere una massa critica, effetti moltiplicatori di rilievo e una mancanza di controllo e coordinamento; plaude, in tale contesto, alla proposta della Commissione intesa a consolidare il quadro legislativo e a migliorare così l'utilizzo degli strumenti finanziari innovativi nell'ambito della politica di coesione nel prossimo periodo di programmazione (2014‑2020);

13. osserva che, per quanto concerne gli strumenti finanziari innovativi di politica esterna, il numero delle istituzioni finanziarie internazionali coinvolte è elevato, così come l'effetto moltiplicatore generato dal contributo dell'Unione, ma deplora la grande disparità degli strumenti, il cui numero è aumentato in particolare negli ultimi anni (arrivando attualmente a un totale di tredici);

14. constata che questi strumenti finanziari innovativi sono attuati sulla base di accordi ancora più complessi di quelli relativi alle politiche interne, prevedendo diverse modalità di gestione e attori di natura differente (BERS, organizzazioni internazionali);

15. osserva che, in tali condizioni, l'intervento del bilancio dell'Unione non gode sempre di sufficiente visibilità tra gli operatori economici e i cittadini;

16. osserva che, nell'ambito delle politiche esterne, la maggior parte degli strumenti finanziari innovativi permette di reinvestire gli utili sull'investimento, mentre nell'ambito delle politiche interne avviene il contrario;

17. rileva che, a seconda delle esigenze, gli strumenti finanziari innovativi si sono sviluppati conformemente a strategie caratterizzate da obiettivi e risorse differenti e in modo non sempre coordinato, dando luogo ad alcuni problemi di sovrapposizione;

18. constata che l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi richiede tempo, competenze specializzate in materia di investimento, un'attenta preparazione dei progetti e una conoscenza approfondita dei meccanismi di mercato, ma permette potenzialmente di migliorare la gestione e l'esito dei progetti sostenuti mediante la combinazione delle competenze e delle capacità specifiche degli attori interessati; rileva che gli strumenti finanziari innovativi incentivano la condivisione delle risorse finanziarie e umane per raggiungere obiettivi europei comuni e strategici;

Proposte della Commissione per il prossimo quadro finanziario 2014‑2020

19. rileva che, per il periodo 2014-2020, la Commissione propone nell'ambito della politica interna un numero più ridotto di strumenti finanziari innovativi aventi un campo di applicazione più ampio; valuta positivamente questa evoluzione, che dovrebbe migliorare la visibilità per gli attori coinvolti, la massa critica come pure la ripartizione e la diversificazione dei rischi connessi a questi strumenti, sulla base di un approccio di portafoglio;

20. accoglie con favore la proposta della Commissione di creare piattaforme di capitale e di debito; osserva che tali piattaforme avranno l'obiettivo di semplificare, standardizzare e rendere più coerenti tutti gli strumenti finanziari innovativi attuati per mezzo del bilancio dell'Unione; sottolinea che, affinché le piattaforme siano operative e siano attuate con successo, è opportuno presentare il quadro di applicazione e le altre modalità tecniche in modo tempestivo, in ogni caso prima dell'inizio del prossimo periodo di programmazione (2014‑2020);

21. attira l'attenzione, in questo contesto, sull'imminente creazione di una piattaforma dell'Unione per la cooperazione esterna e lo sviluppo, intesa a migliorare la qualità e l'efficacia dei meccanismi di "blending" (combinazione di sovvenzioni e prestiti) utilizzati nell'ambito di tali politiche, tenendo in debita considerazione i quadri regionali che disciplinano le relazioni dell'Unione con i diversi paesi partner; osserva che la piattaforma è intesa a facilitare tanto la valutazione degli strumenti di politica esterna esistenti quanto la definizione di nuovi strumenti per il periodo 2014‑2020;

22. si compiace che, nell'ambito della politica di coesione, nel prossimo periodo di programmazione l'applicazione degli strumenti finanziari sarà estesa a tutti gli obiettivi tematici e a tutti i fondi QCS, nonché a quei progetti, gruppi di progetti o parti di programmi che generano entrate e profitti e si prestano, pertanto, al ricorso agli strumenti finanziari; sottolinea, tuttavia, che è necessaria una migliore visione di insieme degli strumenti finanziari applicati al fine di mitigare il rischio di un coordinamento inefficace e di una sovrapposizione di programmi diversi;

23. rileva che saranno messi a disposizione delle autorità nazionali di gestione modelli unificati di strumenti (strumenti "off-the-shelf"); reputa che il loro successo dipenda dalla tempestiva definizione delle modalità tecniche e richieda scambi maggiori a monte tra la Commissione e le amministrazioni locali;

24. accoglie con favore il fatto che il regolamento (UE) n. XXXX/2012 [nuovo regolamento finanziario] costituirà d'ora in avanti il quadro legislativo di riferimento per la definizione, la strutturazione e l'utilizzo degli strumenti finanziari innovativi, assicurandone così la conformità agli obiettivi e agli interessi dell'Unione;

25. ritiene che la creazione delle piattaforme summenzionate potrebbe essere accompagnata dal coordinamento centralizzato permanente degli strumenti finanziari innovativi in seno alla Commissione; osserva che è stato creato un gruppo interservizi di esperti sugli strumenti finanziari (FIEG), la cui missione dovrebbe consistere nel rafforzare la capacità istituzionale della Commissione in relazione al monitoraggio degli strumenti finanziari innovativi;

26. reputa che la creazione di strumenti finanziari innovativi sotto gli auspici dell'Unione contribuirà a mettere la finanza al servizio dell'economia reale per i progetti che presentano un valore aggiunto europeo;

Definizione di nuovi strumenti finanziari innovativi

27. sottolinea che, dalla metà degli anni '90, l'investimento pubblico nell'UE è in costante diminuzione e che questa tendenza si è aggravata in seguito all'insorgere della crisi finanziaria nel 2008; osserva inoltre che i promotori di progetti devono far fronte a condizioni di credito più rigorose e a un accesso più difficile al mercato dei capitali; è pertanto convinto che il continuo sviluppo di strumenti finanziari innovativi a livello nazionale e unionale potrebbe aiutare l'UE a garantire un ritorno coordinato a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

28. sottolinea che, secondo le stime della Commissione, la realizzazione della strategia Europa 2020 e delle sue 7 iniziative faro necessita in totale di investimenti per circa 1 600 miliardi di euro in tutta l'Unione fino al 2020; osserva che questi investimenti riguardano ambiti di natura diversa, che vanno dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali al sostegno di progetti di portata più ridotta ma caratterizzati da un forte potenziale di crescita sul piano locale e regionale, tra cui le azioni a favore della coesione sociale;

29. ribadisce che gli strumenti finanziari innovativi sono intesi ad agevolare o a consentire i progetti considerati necessari per il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'Unione, per cui devono tenere in maggiore considerazione la scala temporale dei programmi e adattarvisi;

30. è convinto che gli strumenti finanziari innovativi debbano contribuire al conseguimento di uno o più obiettivi specifici delle politiche dell'Unione, in particolare di quelli delineati nella strategia Europa 2020, e che debbano funzionare in modo non discriminatorio, recare una data di scadenza precisa, rispettare i principi di sana gestione finanziaria ed essere complementari a strumenti tradizionali quali le sovvenzioni, migliorando così la qualità della spesa e contribuendo ai principi guida volti ad assicurare un uso ottimale delle risorse finanziarie;

31. reputa che gli strumenti finanziari innovativi possano agevolare la costituzione di partenariati pubblico-privato attirando in maggior misura capitali privati a favore di progetti di infrastrutture pubbliche;

32. sottolinea l'importanza di una valutazione ex ante per individuare le situazioni di carenza di mercato o di investimento subottimale, le esigenze in termini di investimenti, l'eventuale partecipazione del settore privato, le possibilità di economie di scala e le questioni di massa critica nonché per accertare che lo strumento non determini distorsioni della concorrenza a livello di mercato interno e non violi le norme in materia di aiuti di Stato; invita la Commissione a proporre criteri obiettivi, politematici e opportuni per quanto concerne il ruolo e l'applicazione della valutazione ex ante; crede fermamente nel principio dell'elaborazione di politiche basate su elementi concreti e ritiene che tali valutazioni contribuiranno ad assicurare una gestione efficiente ed efficace degli strumenti finanziari innovativi;

33. reputa indispensabile l'inclusione, nel quadro di un approccio improntato ai risultati, di un numero ragionevole di semplici indicatori qualitativi e/o quantitativi nelle valutazioni ex ante ed ex post di tutti gli strumenti finanziari innovativi, che riguardino tanto i risultati finanziari dello strumento quanto il suo contributo alla realizzazione degli obiettivi dell'UE; ritiene che questa esigenza non debba comportare un eccessivo onere amministrativo per i gestori; sottolinea a tale proposito che la necessaria valutazione ex post di uno strumento finanziario innovativo può determinare un'interruzione nella continuità del suo utilizzo;

34. osserva tuttavia che il moltiplicarsi degli strumenti finanziari innovativi pone numerose sfide in termini regolamentazione, governance e controllo della loro efficacia e che occorre trovare un giusto equilibrio tra gli obiettivi di trasparenza e controllo, da un lato, e un livello sufficiente di efficacia e di rapidità di attuazione, dall'altro; ritiene che riducendo il numero degli strumenti finanziari sarebbe possibile minimizzare le disparità e assicurare una massa critica sufficiente;

35. sottolinea pertanto l'importanza di assicurare che il quadro giuridico sia quanto più possibile semplice, chiaro e trasparente, non appesantisca il carico amministrativo degli intermediari e dei beneficiari e riesca ad attrarre investitori pubblici e privati;

36. ritiene in particolare che occorra migliorare le norme in materia di comunicazione (reporting) affinché siano chiare e, per quanto possibile, uniformi al fine di consentire un equilibrio ragionevole tra l'affidabilità dell'informazione e l'attrattività degli strumenti; invita la Commissione a istituire opportuni sistemi di gestione e controllo per garantire l'applicazione delle norme vigenti in materia di audit;

37. chiede alla Commissione di presentare al Parlamento europeo un'unica relazione annuale distinta e riassuntiva in merito agli strumenti finanziari innovativi, nella quale siano indicati gli utilizzi e i risultati degli stessi suddivisi per tipo di fondo, obiettivo tematico e Stato membro;

38. esorta la Commissione, alla luce della mancanza di visibilità insita in questi strumenti finanziari, ad adottare misure volte a garantire un'adeguata comunicazione in merito a questo tipo di intervento del bilancio dell'UE, rivolgendosi non solo ai potenziali investitori ma anche ai cittadini europei; sottolinea l'importanza di un'ampia campagna di informazione a livello europeo sui nuovi strumenti finanziari al fine di consentire l'accesso a tutti gli investitori, indipendentemente dalle dimensioni dell'istituzione che rappresentano;

39. sottolinea che l'effetto di leva e l'effetto moltiplicatore variano in modo significativo a seconda dell'ambito di intervento; reputa che il legislatore europeo non debba fissare obiettivi troppo uniformi al riguardo dato che, per loro natura, tali effetti dipendono in ampia misura dalle circostanze economiche e dai settori di intervento interessati;

40. sottolinea che il campo d'azione degli strumenti finanziari innovativi deve ancora essere largamente precisato ed è soggetto a rapide evoluzioni; osserva che la capacità di creazione o di flessibilità e adattabilità al contesto deve pertanto essere quanto più elevata possibile; propone quindi che la dotazione annua di ciascuno strumento possa essere adeguata dall'autorità di bilancio se così facendo si facilita il raggiungimento degli obiettivi per i quali tale strumento è stato creato;

41. ribadisce che il reinvestimento degli interessi e delle altre entrate generate da un dato strumento nello strumento stesso ("reflow") deve essere il principio alla base di tutti gli strumenti finanziari innovativi e che qualsiasi eccezione deve essere debitamente giustificata; valuta positivamente, in tal senso, il progresso registrato dal nuovo regolamento finanziario, che entrerà in vigore il prossimo anno;

42. ritiene che sia fondamentale sviluppare il know-how e la capacità tecnica delle autorità di gestione, degli intermediari finanziari, delle banche e delle amministrazioni locali in materia di utilizzo e gestione degli strumenti finanziari innovativi; invita a rafforzare lo scambio di competenze tra tutti questi attori, in particolare quelli che hanno una conoscenza del mercato nazionale risalente a prima dell'adozione, da parte della Commissione, dell'atto di esecuzione inteso a definire gli strumenti standardizzati messi a disposizione degli Stati membri; ritiene indispensabile che tale scambio sia effettuato tempestivamente per superare gli ostacoli culturali, garantire la titolarità degli strumenti finanziari innovativi e assicurarne l'esito positivo;

43. ritiene che si debba riconoscere il ruolo svolto da diversi istituti bancari nazionali e regionali, considerato che dispongono dell'esperienza e del know-how necessari per affrontare le specificità locali e regionali nello sviluppo e nell'applicazione degli strumenti finanziari;

44. ritiene che il carattere innovativo degli strumenti finanziari presupponga l'istituzione di un quadro per il coordinamento delle istituzioni finanziarie pubbliche a cui sarà delegata l'esecuzione del bilancio per l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi, al quale parteciperebbero rappresentanti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo;

45. valuta positivamente il rapido accordo raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio sull'istituzione di una fase pilota per il 2012-2013 in relazione ai prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti ("project bond") nel settore dei trasporti, dell'energia e delle tecnologie dell'informazione(3); si dichiara disposto, sulla base di una valutazione completa e indipendente della fase pilota, a esaminare le misure da adottare in futuro per rafforzare l'efficienza delle spese dell'Unione e per aumentare i volumi degli investimenti nei progetti prioritari;

46. chiede pertanto con urgenza di dare attuazione all'iniziativa sui prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti e di valutare accuratamente l'opportunità di una nuova iniziativa distinta per l'emissione di obbligazioni europee per le infrastrutture, con la partecipazione diretta dell'UE al capitale dei progetti infrastrutturali d'interesse comune aventi forte valore aggiunto europeo tramite l'emissione pubblica di "project bond" da parte dell'Unione;

47. ritiene che l'Unione europea invierebbe un potente segnale agli investitori pubblici e privati nonché ai mercati finanziari partecipando direttamente, da sola o insieme agli Stati membri, alla capitalizzazione dei progetti infrastrutturali (caratterizzati da una redditività degli investimenti a lungo termine); ritiene che questa partecipazione dell'UE in qualità d'investitore dovrebbe assicurare il rispetto dei suoi obiettivi politici di lungo termine e rappresenterebbe una garanzia di realizzazione del progetto, producendo un forte effetto catalizzatore e un altrettanto forte effetto leva;

48. valuta inoltre positivamente l'accordo raggiunto durante il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012 in merito all'incremento del capitale della BEI di 10 miliardi di euro, che permetterà al gruppo BEI di aumentare di circa 60 miliardi di euro la propria capacità di prestito all'interno dell'Unione nei prossimi anni e di svolgere quindi un positivo ruolo anticiclico negli sforzi concertati volti a rilanciare l'economia europea; ricorda che è ampiamente riconosciuto che i prestiti della BEI hanno un effetto moltiplicatore pari a tre; insiste pertanto affinché questo nuovo impegno non pregiudichi il rafforzamento e il miglioramento paralleli degli strumenti congiunti BEI - bilancio dell'Unione in materia di condivisione del rischio o di partecipazione azionaria, che permettono di sostenere altri tipi di progetti e di azioni rispetto a quelli interessati dai prestiti della BEI e hanno un effetto moltiplicatore superiore ai prestiti della BEI;

49. attira l'attenzione sul fatto che, indipendentemente dalla misura in cui gli strumenti finanziari innovativi raggiungono i propri obiettivi, essi potranno avere piena efficacia solo se il contesto giuridico e normativo generale sarà propizio al loro sviluppo, ad esempio per quanto concerne il trattamento degli investimenti a lungo termine nel quadro delle norme prudenziali attualmente oggetto di riforma (Basilea III, solvibilità II...);

50. confida nell'impatto più che positivo sull'economia europea di un maggiore utilizzo degli strumenti finanziari innovativi, ma teme che tale impatto positivo sarà di fatto limitato ai progetti con rendimenti a breve e medio termine; esprime la preoccupazione che investimenti in progetti altrettanto necessari per raggiungere gli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva possano non essere realizzati a causa dei rischi troppo elevati che tali progetti comportano per gli investitori e della mancanza di fondi pubblici; chiede pertanto alla Commissione di presentare al più presto proposte intese a facilitare la mobilitazione del risparmio attualmente sottoutilizzato a favore di progetti a medio e lungo termine che generano una crescita sostenibile nell'Unione;

51 ritiene che, in caso di massa critica sufficiente di un dato strumento finanziario innovativo, sarebbe possibile conseguire una buona attrattività per il mercato dei capitali privati in virtù di una diminuzione del rischio posto dalle dimensioni significative del portafoglio di progetti e della possibile fluidità degli scambi sui mercati;

52. sottolinea la necessità di assicurare che l'eventuale comparsa di "un'economia mista finanziaria" non crei prodotti derivati complessi, cartolarizzabili o sviati dal loro obiettivo originario a partire dagli strumenti finanziari innovativi;

*

* *

53. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P7_TA-PROV(2011)0266.

(2)

Testi approvati, P7_TA-PROV(2011)0331.

(3)

Testi approvati, 5 luglio 2012, P6_TA-PROV(2012)0296.


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (31.5.2012)

destinato alla commissione per i bilanci

sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale

(2012/2027(INI))

Relatore per parere: Iliana Ivanova

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce che gli strumenti finanziari costituiscono uno strumento per la concessione di finanziamenti e offrono la possibilità di generare effetti moltiplicatori e di leva finanziaria e, pertanto, in taluni casi possono rivelarsi un mezzo più efficiente ed efficace di sostegno pubblico; ricorda che la Commissione promuove un maggiore utilizzo degli strumenti finanziari per il prossimo quadro finanziario pluriennale(1) nonostante la stessa Commissione consideri ad alto rischio gli strumenti finanziari nel settore della coesione(2);

2.  esprime preoccupazione per il fatto che attualmente non esiste una definizione giuridica di "strumento finanziario"; è consapevole che il regolamento finanziario rivisto includerà tale definizione; ritiene indispensabile attenersi a tale definizione in tutti gli atti legislativi che riguardano gli strumenti finanziari;

3.  pone l'accento sulle raccomandazioni formulate dalla Corte dei conti europea (CCE) nel parere 6/2010 sul regolamento finanziario concernenti a) la necessità di chiarire la proprietà degli strumenti finanziari, b) l'esigenza di rendere coerenti le modalità di contabilizzazione e rendicontazione di tali strumenti negli stati finanziari, c) la necessità di adottare modalità di esecuzione chiare in relazione al monitoraggio, e d) l'esigenza di rafforzare la capacità del personale della Commissione di gestire strumenti finanziari complessi;

4.  sottolinea che gli strumenti finanziari possono essere sostenuti attraverso i fondi pubblici solo nell'ipotesi di un comprovato fallimento del mercato; sottolinea pertanto l'importanza di una valutazione di alta qualità del fallimento del mercato che identifichi un disavanzo finanziario quantificato e, quindi, una domanda comprovata di sostegno pubblico agli strumenti finanziari; è convinto che gli strumenti finanziari con sostegno pubblico debbano essere introdotti solo laddove siano finalizzati a rispondere a tale domanda comprovata in quanto, diversamente, potrebbero comportare distorsioni del mercato; sottolinea, in tale contesto, l'importanza della conformità alle norme in materia di aiuti di Stato;

5.  accoglie positivamente le osservazioni della CCE nella relazione speciale 4/2011 sullo strumento relativo alle garanzie per le PMI; invita il Fondo europeo per gli investimenti, che gestisce lo strumento a nome della Commissione, ad attuare quanto prima le raccomandazioni della CCE; prende atto delle osservazioni della CCE nella relazione speciale 4/2011 sull'audit dello strumento relativo alle garanzie per le PMI con riferimento alla scarsità delle indicazioni concrete presentate nella valutazione d'impatto a sostegno dello strumento, agli obiettivi poco chiari del sistema, alla mancanza di scopi specifici e ai casi in cui i beneficiari avrebbero potuto ottenere il prestito sul mercato senza ricorrere alle garanzie a sostegno pubblico; si compiace al contempo dei risultati conseguiti e identificati nella relazione speciale 4/2011, in particolare la messa a punto di un quadro gestionale idoneo e di un quadro ben congegnato per la selezione dei beneficiari, e l'introduzione di obblighi di rendicontazione chiari e ragionevoli che non impongono oneri eccessivi alle PMI;

6.  esprime preoccupazione per le conclusioni della Corte dei conti figuranti nella relazione speciale n. 2/2012 sugli strumenti finanziari per le PMI cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale; è fermamente convinto della necessità di rispondere a tali osservazioni e di porre rimedio alle criticità prima di aumentare il ricorso agli strumenti finanziari nel prossimo quadro finanziario pluriennale;

7.  raccomanda di affrontare nel prossimo quadro finanziario pluriennale i seguenti aspetti:

–   l'istituzione di sistemi di monitoraggio e di valutazione affidabili e tecnicamente ineccepibili che siano specifici agli strumenti finanziari, che comprendano un numero ristretto di indicatori misurabili, pertinenti, specifici e uniformi imperniati sui risultati conseguiti, e che forniscano i parametri e i livelli obiettivo pertinenti;

–   l'applicazione degli strumenti finanziari in stretto coordinamento con altri strumenti, per garantire meglio il valore aggiunto europeo;

8.  comprende i benefici che derivano dal coinvolgimento del settore privato attraverso gli strumenti finanziari; assumerebbe tuttavia una posizione critica relativamente alla concessione di un trattamento preferenziale agli investitori privati, visto che ciò comporterebbe uno spostamento dei rischi verso il settore pubblico non commisurati alle opportunità disponibili; ritiene pertanto che il ricorso al trattamento preferenziale debba venire motivato in ogni singolo caso;

9.  esprime preoccupazione per il fatto che molti strumenti finanziari sono destinati agli stessi beneficiari o a beneficiari simili, e ravvisa un rischio di sovrapposizione e di coordinamento inadeguato in relazione a tali misure; invita la Commissione a presentare un documento che indichi in dettaglio tutti gli strumenti finanziari esistenti, contribuendo così alla corretta gestione di tale rischio.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

30.5.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Jean-Pierre Audy, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Andrea Češková, Tamás Deutsch, Martin Ehrenhauser, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Cătălin Sorin Ivan, Iliana Ivanova, Jan Mulder, Eva Ortiz Vilella, Crescenzio Rivellini, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Theodoros Skylakakis, Bart Staes, Michael Theurer

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zuzana Brzobohatá, Jorgo Chatzimarkakis, Derk Jan Eppink, Véronique Mathieu

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Joachim Zeller

(1)

     Cfr. COM(2011) 0662.

(2)

     Cfr. SEC(2011) 1179 definitivo, pag. 24.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (20.6.2012)

destinato alla commissione per i bilanci

sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale

(2012/2027(INI))

Relatore per parere: Antonio Cancian

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva che la molteplicità degli strumenti finanziari e dei programmi di cofinanziamento europei genera confusione e incertezza presso i soggetti pubblici e privati che vogliano usufruirne; si attende che la Commissione aiuti più attivamente i potenziali candidati a individuare i fondi o gli strumenti finanziari opportuni fornendo orientamenti, raccomandazioni e assistenza individuale al fine di stabilire i mezzi più efficaci di erogazione ai beneficiari; auspica una razionalizzazione e un coordinamento degli strumenti finanziari, ivi compresi i fondi strutturali, al fine di favorirne un uso efficiente all'interno di un unico quadro coerente; accoglie con favore, a tal proposito, la proposta della Commissione di raggruppare gli strumenti al servizio di diverse politiche, come il meccanismo per collegare l'Europa, al fine di sfruttare le sinergie transettoriali; invita la Commissione a garantire che i progetti transettoriali, quali le reti intelligenti, rappresentino una priorità;

2.  osserva che il fondo Marguerite ha finora finanziato un numero assai limitato di progetti e chiede alla Commissione di lavorare per migliorare la performance di questo fondo; ritiene che l'adozione di futuri strumenti finanziari debba tenere conto di questa prima esperienza nel valutare come ampliare la portata di questo tipo di finanziamento e debba in particolare ridurre, ove possibile, i tempi di operatività degli strumenti finanziari al fine di aumentarne l'attrattiva e di rendere i prodotti finali più competitivi;

3   prende atto del fatto che il Fondo per l'efficienza energetica (EEEF) opera offrendo ai potenziali beneficiari condizioni di finanziamento simili, se non meno convenienti, a quelle offerte dal mercato ordinario; si rammarica del fatto che il Fondo, pur qualificandosi di fatto come uno strumento di finanziamento, è considerato dalla Commissione un tipo di sovvenzione, e quindi i beneficiari dell'EEEF non possono ricorrere ad alcun aiuto nel quadro dei fondi strutturali; sottolinea pertanto la necessità di assicurarsi in futuro che i nuovi strumenti finanziari risultino compatibili con i fondi strutturali e con gli altri strumenti di sovvenzione messi a disposizione dall'Unione europea; rileva che strumenti finanziari ben funzionanti nel settore dell'efficienza energetica possono produrre risultati rapidi e suggerisce pertanto di migliorare l'EEEF trasformandolo in un fondo di rotazione che offra reali opportunità di investire, direttamente o indirettamente tramite istituzioni finanziarie, in progetti di efficienza energetica ed energie rinnovabili su scala ridotta;

4.  ritiene che una maggiore attenzione debba essere rivolta al sostegno delle PMI attraverso gli strumenti di partecipazione al capitale e di debito previsti dal programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) e dal programma Orizzonte 2020; ritiene tuttavia opportuno considerare la possibilità di aumentare la soglia massima prevista dal meccanismo di garanzia sui prestiti (Loan Guarantee Facility, LGF) nell'ambito del programma COSME (150 000 EUR), in linea con una valutazione più precisa delle reali esigenze di credito delle PMI europee; ritiene che l'incremento della soglia non debba diminuire il numero di PMI che beneficiano del meccanismo e chiede, pertanto, che sia incrementato il livello generale di fondi previsti nel meccanismo LGF;

5.  è del parere che la Commissione debba esaminare i mezzi per migliorare il mercato europeo del quasi-equity, in particolare il finanziamento mezzanino; raccomanda alla Commissione di studiare come rafforzare il meccanismo di finanziamento mezzanino per la crescita del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e di cercare nuovi strumenti mezzanini quali la garanzia per i prestiti mezzanini; raccomanda altresì di fornire i dati e le analisi concernenti gli strumenti finanziari al fine di ridurre gli ostacoli incontrati dagli intermediari finanziari, che potrebbero decidere di esplorare il mercato del credito per finanziamenti mezzanini all'interno dell'UE;

6.  guarda con favore a interventi che prevedano l'emissione di garanzie per i promotori di progetti, al fine di agevolare il loro accesso al credito, secondo lo schema proposto dallo strumento finanziario di condivisione del rischio (Risk Sharing Financial Facility, RSFF);

7.  sostiene lo sforzo compiuto per incentivare la ricerca e l'innovazione all'interno delle PMI nell'ambito del programma Orizzonte 2020; rileva altresì che il finanziamento del capitale di rischio non è l'unica via percorribile per il raggiungimento di questo obiettivo; invita pertanto la Commissione e gli altri soggetti interessati ad analizzare le possibili implicazioni di un sistema di aggiudicazione di contratti alle PMI per lo sviluppo di tecnologie di cui le istituzioni europee dimostrino la necessità, in modo tale che i fondi europei vadano a finanziare la realizzazione di tecnologie utili alle istituzioni stesse;

8.  ribadisce che gli strumenti finanziari innovativi dovrebbero essere usati per sostenere i partenariati pubblici-privati e dovrebbero essere visti come un'alternativa a una spesa interamente pubblica in modo da sfruttare i fondi e correggere i fallimenti del mercato;

9.  ribadisce che questi strumenti finanziari devono essere attivati per realizzare progetti ritenuti necessari per raggiungere gli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva sulla base di sforzi di collaborazione e di una partecipazione collettiva; invita pertanto la Commissione e la BEI in particolare, ma anche tutti gli altri organismi direttamente o indirettamente coinvolti, ad assistere molto più attivamente i promotori di questi progetti, soprattutto nelle fasi iniziali, ma anche durante l'intero ciclo di attuazione al fine di garantire che i fondi siano utilizzati in modo efficiente; ritiene che, in questo senso, esperienze di successo come il meccanismo di assistenza tecnica ELENA debbano essere prese ad esempio e potenziate;

10. ritiene che per tutti i progetti che richiedono un finanziamento europeo debba essere effettuata una valutazione ex ante per accertare il potenziale commerciale del progetto, al fine di stabilire quali forme di finanziamenti siano più appropriate (sovvenzioni erogate a carico del bilancio dell'UE, prestiti forniti dalla Banca europea per gli investimenti o garanzie tramite gli strumenti finanziari), valutando con attenzione la possibilità di ridurre le percentuali di sovvenzione, ove possibile, e predisponendo un esame del partenariato pubblico-privato (PPP) per i progetti di grandi dimensioni;

11. confida nel fatto che un maggiore utilizzo strategico degli strumenti finanziari avrà un impatto più che positivo sull'Unione europea, ma ritiene che esso sarà purtroppo limitato ai progetti con rendimenti a breve e medio termine; teme che investimenti in progetti altrettanto necessari per raggiungere gli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva possano non essere realizzati perché ritenuti troppo rischiosi per gli investitori e a causa della mancanza di fondi pubblici; si sottolinea pertanto il ruolo di catalizzatore per il capitale privato che gli strumenti finanziari posso svolgere, istituendo strumenti di condivisione del rischio e riducendo la percezione del rischio da parte degli investitori;

12. accoglie con favore l'istituzione di obbligazioni europee multinazionali e ribadisce che, grazie al loro approccio solidale, questi strumenti consentiranno di finanziare le infrastrutture fondamentali dell'UE, incluse le infrastrutture energetiche;

13. chiede pertanto con urgenza di dare attuazione all'iniziativa sui prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti (project bond) e di valutare accuratamente l'opportunità di una nuova iniziativa separata per l'emissione di obbligazioni europee per le infrastrutture, con la partecipazione diretta dell'Unione europea al capitale dei progetti infrastrutturali d'interesse comune con forte valore aggiunto europeo tramite l'emissione pubblica di project bond da parte dell'Unione;

14. ritiene che l'Unione europea invierebbe un potente segnale agli investitori pubblici e privati nonché ai mercati finanziari partecipando, da sola o insieme agli Stati membri, direttamente al capitale dei progetti infrastrutturali (caratterizzati da una redditività degli investimenti a lungo termine); ritiene che questa partecipazione dell'UE in qualità d'investitore dovrebbe garantire il rispetto dei suoi obiettivi politici di lungo termine e rappresenterebbe una garanzia di realizzazione del progetto, producendo un forte effetto catalizzatore e un altrettanto forte effetto leva;

15. chiede che vengano instaurate condizioni uniformi per i costi ammissibili, per l'audit e per il controllo; ritiene che la chiara definizione della responsabilità degli Stati membri per l'attuazione e la gestione di questi strumenti finanziari consentirà di conseguire una maggiore efficacia;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.6.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

49

2

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Amelia Andersdotter, Josefa Andrés Barea, Zigmantas Balčytis, Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Jürgen Creutzmann, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Vicky Ford, Gaston Franco, Adam Gierek, Norbert Glante, Fiona Hall, Kent Johansson, Romana Jordan, Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Philippe Lamberts, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Marisa Matias, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Vittorio Prodi, Miloslav Ransdorf, Teresa Riera Madurell, Michèle Rivasi, Paul Rübig, Salvador Sedó i Alabart, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Patrizia Toia, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Niki Tzavela, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, António Fernando Correia de Campos, Ioan Enciu, Roger Helmer, Jolanta Emilia Hibner, Ivailo Kalfin, Seán Kelly, Werner Langen, Mario Pirillo, Peter Skinner, Lambert van Nistelrooij

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jorgo Chatzimarkakis


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (25.6.2012)

destinato alla commissione per i bilanci

sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale

(2012/2027(INI))

Relatore per parere: Mojca Kleva

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si compiace della proposta della Commissione di potenziare l'uso degli strumenti finanziari (SF) nel prossimo periodo di programmazione (2014-2020); sottolinea che in un momento di forte pressione fiscale e di ridotte capacità di prestito da parte del settore privato un maggiore uso di strumenti finanziari innovativi può promuovere i partenariati pubblico-privato, avere un effetto moltiplicatore sul bilancio dell'UE, aprire fonti alternative di finanziamento, garantire un importante flusso di finanziamenti per investimenti regionali strategici, promuovere investimenti a lungo termine e sostenibili e incrementare il potenziale di crescita dell'UE; ritiene che gli SF, se impiegati per progetti idonei, potrebbero, a complemento dei sussidi, diventare un importante aspetto delle strategie regionali di crescita dell'UE al fine di conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di crescita economica intelligente e sostenibile; ritiene che il ricorso agli SF sia opportuno quando, a seguito del sostegno ricevuto, il progetto genera entrate e profitti e, in tal modo, possono essere ripagati i crediti e i prestiti;

2.  chiede che una definizione giuridica degli strumenti finanziari sia adottata al più presto nel prossimo regolamento finanziario rivisto e diventi un riferimento coerente in tutti gli atti legislativi che trattano di SF; sottolinea l'importanza di garantire la chiarezza, la semplicità e la trasparenza del quadro giuridico per gli SF in modo tempestivo e prima dell''avvio del prossimo periodo di programmazione, così da assicurare che tali strumenti risultino attraenti per gli investitori pubblici e privati:

3.  sottolinea l'importanza di un'ampia campagna di informazione a livello europeo sui nuovi strumenti finanziari al fine di consentire l'accesso a tutti gli investitori, indipendentemente dalle dimensioni dell'istituzione che rappresentano;

4.  sottolinea l'importanza di una valutazione ex ante per individuare le situazioni di carenza di mercato o di investimento subottimale; invita la Commissione a introdurre nel pertinente regolamento, quale parte dell'atto di base, i debiti requisiti concernenti il ruolo e l'applicazione della valutazione ex ante, come la prova di un fallimento del mercato, la quantificazione del deficit di finanziamento e delle necessità di investimento, l'eventuale partecipazione del settore privato, il valore aggiunto derivante dal ricorso allo SF in questione e la valutazione della massa critica;

5.  si compiace che, nell'ambito della politica di coesione, nel prossimo periodo di programmazione l'applicazione degli SF sarà estesa a tutti gli obiettivi tematici e a tutti i fondi QCS, nonché a quei progetti, gruppi di progetti o parti di programmi, che generano entrate e profitti e si prestano, pertanto, al ricorso agli strumenti finanziari; sottolinea, tuttavia, che è necessaria una migliore visione d'insieme degli SF applicati al fine di mitigare il rischio di una mancanza di coordinamento e di una sovrapposizione di programmi diversi;

6.  ritiene che monitoraggio, rendicontazione e audit adeguati siano della massima importanza per garantire che le risorse dell'UE vengano utilizzate per gli obiettivi previsti; invita la Commissione a rendere più rigorosi i requisiti di rendicontazione per le autorità di gestione durante il periodo di programmazione;

7.  ritiene che il know-how e la capacità tecnica per utilizzare e gestire gli SF andrebbero rafforzati anche a livello di autorità di gestione, intermediari finanziari e banche; sottolinea che una migliore conoscenza degli SF tra i responsabili dell'attuazione delle politiche pubbliche è di importanza fondamentale per eliminare gli ostacoli di natura culturale e promuovere il successo degli SF;

8.  esorta la Commissione a sfruttare l'esperienza maturata con strumenti come JEREMIE, JESSICA e JASMINE, fondamentali per le regioni e le città europee, all'atto della definizione della nuova generazione di strumenti finanziari per il periodo di programmazione 2014-2020;

9.  ritiene che si debba riconoscere il ruolo svolto da diversi istituti bancari nazionali e regionali, considerato che dispongono dell'esperienza e del know-how necessari per affrontare le specificità locali e regionali nello sviluppo e nell'applicazione degli strumenti finanziari;

10. riconosce che, a livello di programmazione e attuazione dei fondi coperti dal regolamento "disposizioni comuni" nel prossimo periodo di programmazione, è attribuita importanza alla dimensione urbana e le città hanno un ruolo più rilevante; invita pertanto la Commissione a chiarire ulteriormente le implicazioni procedurali e pratiche di un ruolo rafforzato della città nello sviluppo e nell'attuazione degli SF e ad assicurare, al contempo, che siano rispettate le procedure di consultazione pubblica anche per tali progetti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.6.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

1

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Catherine Bearder, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, John Bufton, Alain Cadec, Salvatore Caronna, Nikos Chrysogelos, Ryszard Czarnecki, Francesco De Angelis, Rosa Estaràs Ferragut, Brice Hortefeux, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Vladimír Maňka, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Miroslav Mikolášik, Jan Olbrycht, Younous Omarjee, Markus Pieper, Monika Smolková, Ewald Stadler, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Kerstin Westphal, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonello Antinoro, Cornelia Ernst, Pat the Cope Gallagher, Jens Geier, Lena Kolarska-Bobińska, James Nicholson, Ivari Padar, Vilja Savisaar-Toomast, Elisabeth Schroedter, Czesław Adam Siekierski, Patrice Tirolien


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

6.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Richard Ashworth, Reimer Böge, Zuzana Brzobohatá, Jean-Luc Dehaene, Isabelle Durant, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Jens Geier, Lucas Hartong, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Anne E. Jensen, Ivailo Kalfin, Sergej Kozlík, Jan Kozłowski, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, George Lyon, Claudio Morganti, Jan Mulder, Juan Andrés Naranjo Escobar, Dominique Riquet, Derek Vaughan, Angelika Werthmann, Jacek Włosowicz

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Maria Da Graça Carvalho, Edit Herczog, Jürgen Klute, Constanze Angela Krehl, Peter Šťastný, Georgios Stavrakakis

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Luigi Berlinguer

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